<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2024)0008</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">ll deterioramento della situazione delle donne in Afghanistan a causa della recente adozione della legge sulla "Promozione della virtù e la prevenzione del vizio"</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0024, 0038, 0045, 0047, 0048 e 0050/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2024 sul deterioramento della situazione delle donne in Afghanistan a causa della recente adozione della legge sulla "Promozione della virtù e la prevenzione del vizio" (2024/2803(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sull'Afghanistan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che i talebani hanno violato le norme internazionali, reintrodotto pratiche oppressive, in particolare nei confronti di donne e ragazze, minoranze etniche, difensori dei diritti umani e persone LGBTIQ+, e isolato l'Afghanistan, esacerbandone la fame e la povertà;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che i talebani hanno attuato la loro interpretazione estrema della sharia e hanno cancellato le donne dalla vita pubblica; che ciò include il divieto per le donne di lavorare, di accedere all'assistenza sanitaria se non accompagnate da un parente di sesso maschile, il divieto di proseguire gli studi oltre la prima media, l'applicazione violenta di un codice di abbigliamento disumanizzante, la negazione della presenza delle donne nello spazio pubblico e lo smantellamento del sistema di sostegno alle vittime di violenza; che le restrizioni ai diritti delle donne afghane impediscono loro di ottenere visti dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che un recente decreto dei talebani, la cosiddetta legge sulla “Promozione della virtù e la prevenzione del vizio”, estende tali restrizioni imponendo persino il divieto di far udire le voci femminili in pubblico, privando ulteriormente le donne afghane dei loro diritti e delle loro libertà fondamentali e determinando un vero e proprio apartheid di genere;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna il recente decreto dei talebani e la loro interpretazione e applicazione della sharia, la cancellazione di donne e ragazze dalla vita pubblica, la loro costrizione a matrimoni indesiderati e precoci e l'esposizione a violenze sessuali, nonché la reintroduzione della fustigazione pubblica e della lapidazione delle donne; elogia il coraggio delle donne afghane che, pur rischiando la vita, lottano per i propri diritti, ed esprime solidarietà nei loro confronti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esorta le autorità afghane de facto ad abolire le loro pratiche e leggi che discriminano le donne; chiede l'immediato ripristino della piena, equa e significativa partecipazione delle donne e delle ragazze alla vita pubblica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>esorta le autorità afghane de facto a rilasciare le donne e le ragazze detenute arbitrariamente e a riattivare il sistema di sostegno alle vittime di violenza, garantendo che le vittime possano cercare rifugio, assistenza medica, ricorso legale e riparazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>chiede che le autorità di fatto dell'Afghanistan siano chiamate a rispondere delle loro azioni, in particolare attraverso l'indagine della Corte penale internazionale e l'istituzione di un meccanismo investigativo indipendente delle Nazioni Unite, e chiede al VP/AR di adottare nuove sanzioni dell'UE nei confronti dei talebani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>esorta l'UE e i suoi Stati membri a rispettare rigorosamente i cinque parametri di riferimento del Consiglio, attualmente non soddisfatti, e a sostenere il rinnovo del mandato del relatore speciale delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>condanna i governi che favoriscono i talebani normalizzando le relazioni; invita l'UE e gli Stati membri a garantire una partecipazione significativa delle donne afghane ai consessi e ai negoziati internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>invita l'UE a sostenere il riconoscimento dell'apartheid di genere come crimine contro l'umanità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>esorta l'UE, gli Stati membri e gli altri paesi donatori ad aumentare gli aiuti umanitari e i finanziamenti per sostenere le esigenze di base e i mezzi di sussistenza e la società civile afghana, a garantire finanziamenti flessibili per le ONG e le loro operatrici umanitarie e a concedere visti umanitari e i visti promessi agli ex dipendenti afghani della coalizione internazionale; insiste sulla necessità che la comunità internazionale valuti l'impatto del recente decreto sulle operazioni umanitarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alle istituzioni dell'UE, agli Stati membri, alle Nazioni Unite e alle autorità afghane de facto.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>