<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2024)0014</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Le devastanti inondazioni nell'Europa centrale e orientale, la perdita di vite umane e la preparazione dell'UE a intervenire in caso di disastri di questo tipo aggravati dal cambiamento climatico</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0057, 0058, 0059, 0060, 0061 e 0063/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2024 sulle devastanti inondazioni nell'Europa centrale e orientale, la perdita di vite umane e la preparazione dell'UE a intervenire in caso di disastri di questo tipo aggravati dal cambiamento climatico (2024/2817(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in particolare il relativo accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015, entrato in vigore il 4 novembre 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il controllo dell'adeguatezza 2019, effettuato dalla Commissione, della direttiva quadro sulle acque, della direttiva sulle acque sotterranee, della direttiva sugli standard di qualità ambientale e della direttiva sulle alluvioni (SWD(2019)0439),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 24 febbraio 2021 dal titolo "Plasmare un'Europa resiliente ai cambiamenti climatici – La nuova strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici" (COM(2021)0082),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2020 sulla strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici<FOOTNOTE><FIELD> GU C 445 del 29.10.2021, pag. 156.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti della Commissione in materia di strategie e piani di adattamento degli Stati membri del 26 luglio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 settembre 2022 sulle conseguenze della siccità, degli incendi e di altri fenomeni meteorologici estremi: intensificare l'impegno dell'UE per contrastare il cambiamento climatico<FOOTNOTE><FIELD> GU C 125 del 5.4.2023, pag. 135.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 giugno 2023 sulla Giornata europea delle vittime della crisi climatica globale<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/488, 23.1.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/488/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione n. 1/2024 dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), dell'11 marzo 2024, dal titolo "The European Climate Risk Assessment" (valutazione europea dei rischi climatici),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 12 marzo 2024, dal titolo "Gestire i rischi climatici: proteggere le persone e la prosperità" (COM(2024)0091),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione n. 3/2024 dell'AEA, del 15 maggio 2024, dal titolo "Responding to climate change impacts on human health in Europe: focus on floods, droughts and water quality" (Rispondere all'impatto del cambiamento climatico sulla salute umana in Europa: attenzione alle inondazioni, alla siccità e alla qualità dell'acqua),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione finale relativa al dialogo sulla resilienza climatica pubblicata nel luglio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 29 maggio 2024 sulla valutazione del meccanismo unionale di protezione civile – Rafforzare la preparazione dell'UE alle emergenze (COM(2024)0212),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione della Commissione del 18 settembre 2024 sulle devastanti inondazioni nell'Europa centrale e orientale, la perdita di vite umane e la preparazione dell'UE a intervenire in caso di disastri di questo tipo aggravati dal cambiamento climatico,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che piogge intense e forti venti hanno colpito l'Europa centrale e orientale, in particolare Austria, Cechia, Germania, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria, provocando inondazioni che hanno causato vittime e ingenti danni; che è stata colpita un'ampia area del loro territorio, in particolare le regioni meno sviluppate con infrastrutture più deboli e le regioni agricole;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che singoli eventi meteorologici estremi non si possono attribuire direttamente a una causa specifica; che, secondo il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico e la valutazione europea dei rischi climatici (EUCRA), è evidente che la crisi climatica rende più frequenti e più intensi gli eventi meteorologici estremi come le inondazioni, le tempeste e le ondate di calore, rendendo le precipitazioni e le tempeste più gravi, le ondate di calore più torride e la siccità più forti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la prima EUCRA e la comunicazione della Commissione dal titolo "Gestire i rischi climatici: proteggere le persone e la prosperità" sottolineano che l'Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo e che fenomeni gravi come gli incendi boschivi, la siccità e le inondazioni stanno diventando sempre più frequenti in tutta l'Europa a causa degli effetti del cambiamento climatico; che la temperatura media dei terreni europei nell'estate del 2024 è stata la più alta mai registrata per la stagione, con 1,54ºC al di sopra della media del 1991-2020, superando il precedente record del 2022<FOOTNOTE><FIELD> Bollettino di Copernicus "Summer 2024 – Hottest on record globally and for Europe" (L'estate 2024 è stata la più calda mai registrata nel mondo e in Europa).</FIELD></FOOTNOTE>; che ciò ha segnato un periodo di 14 mesi durante il quale la temperatura media globale dell'aria superficiale ha superato di 1,5ºC i livelli preindustriali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, solo negli ultimi trent'anni, le inondazioni in Europa hanno colpito 5,5 milioni di persone, causando la morte di quasi 3 000 persone e danni economici per oltre 170 miliardi di EUR; che il cambiamento climatico sta aumentando in modo significativo i rischi di alluvioni in tutta l'Europa<FOOTNOTE><FIELD> Valutazione europea dei rischi climatici.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, in alcune parti delle regioni colpite dell'Europa centrale e orientale, in soli quattro giorni sono caduti i tre quarti delle precipitazioni medie annuali; che una cooperazione efficace e coordinata tra i servizi di soccorso e il rapido scambio transfrontaliero di risorse e competenze hanno salvato vite umane e hanno evitato danni peggiori; che il coordinamento al livello dell'UE, la messa in comune delle risorse e lo scambio di migliori pratiche sono essenziali per il successo dei soccorsi in caso di catastrofi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che diversi Stati membri hanno attivato servizi di mappatura satellitare rapida di Copernicus durante le inondazioni del settembre 2024 (Germania, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria);</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la comunicazione della Commissione del 2024 sulla valutazione del meccanismo unionale di protezione civile (UCPM) individua le esigenze e le sfide che la protezione civile si trova ad affrontare in Europa e formula raccomandazioni per migliorare l'efficacia dell'UCPM; che la comunicazione della Commissione pone inoltre in evidenza le sfide e le minacce sempre più complesse e diversificate che interessano l'UE, tra cui il crescente numero di conflitti e di catastrofi naturali e provocate dall'uomo, come gli eventi meteorologici estremi, unitamente all'evoluzione dei rischi per la sicurezza, e illustra in che modo tali sviluppi mettono a dura prova il quadro di gestione dei rischi di catastrofi dell'UE e l'efficacia operativa dell'UCPM;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) è stato creato a seguito delle "alluvioni del Millennio" che hanno colpito la stessa regione nel 1997 e nel 2002; che, anche tenendo conto della revisione del quadro finanziario pluriennale (QFP), il bilancio dell'FSUE è ancora insufficiente per reagire adeguatamente alle catastrofi naturali gravi e per esprimere la solidarietà europea alle regioni colpite da una catastrofe;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che le catastrofi naturali hanno un impatto negativo a lungo termine sulla coesione economica, sociale e territoriale in diverse zone, regioni e Stati membri dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, in ragione dell'orientamento regionale, dell'approccio basato sul territorio, della pianificazione strategica e del modello di attuazione efficace che la caratterizzano, la politica di coesione dovrebbe svolgere un ruolo chiave nella prevenzione delle catastrofi, nella ripresa dagli shock simmetrici e asimmetrici e nella lotta contro i cambiamenti climatici considerando che, al fine di affrontare efficacemente tali sfide, è essenziale che il futuro QFP riconosca il ruolo cruciale della politica di coesione, garantendo un bilancio adeguato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che le soluzioni basate sulla natura sono essenziali per prevenire le catastrofi dovute alle condizioni meteorologiche derivanti dai cambiamenti climatici; che le pianure alluvionali e le foreste, i suoli e le brughiere sani, i mari, le zone umide e le torbiere, nonché le aree verdi naturali nelle città e nelle campagne mitigano l'impatto dei cambiamenti climatici trattenendo l'acqua e attenuando gli effetti delle inondazioni e della siccità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la ricerca sui rischi di alluvioni e il contrasto di tale fenomeno richiedono un approccio olistico che tenga conto di vari fattori, tra cui l'industria, i trasporti, le pratiche di sottoscrizione assicurativa, la pianificazione del territorio e la distribuzione storica delle pianure alluvionali, il cambiamento demografico, la responsabilità finanziaria e altri aspetti pertinenti; che l'AEA ha sottolineato che i gruppi e le regioni vulnerabili sono più duramente colpiti dalle inondazioni e da altri fenomeni meteorologici estremi;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Considerazioni generali</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>esprime il suo più profondo cordoglio e la sua solidarietà alle vittime, alle loro famiglie nonché ai cittadini e alle comunità colpite dagli eventi meteorologici estremi in atto e da gravi inondazioni nell'Europa centrale e orientale, tra cui Austria, Cechia, Germania, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>elogia gli sforzi e l'impegno instancabili dei vigili del fuoco professionisti e volontari, delle organizzazioni di soccorso, dei volontari e delle forze armate nei paesi colpiti dalle inondazioni e da altre catastrofi naturali in tutta l'Europa, così come le autorità nazionali, regionali e locali e i cittadini che hanno rischiato la vita per salvare gli altri e proteggere le abitazioni e le infrastrutture; sottolinea che i servizi di emergenza hanno svolto un ruolo cruciale nel salvare vite umane, evacuare persone dalle zone vulnerabili e proteggere i beni in condizioni spesso ardue, e che i loro sforzi instancabili e la loro volontà di agire, pur mettendo a rischio la loro vita, hanno svolto lo stesso ruolo cruciale nel limitare la catastrofe;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la crescente intensità e frequenza degli eventi meteorologici estremi nell'UE e nel mondo, tra cui precipitazioni estreme e inondazioni su vasta scala, nonché per le ondate di calore e gli incendi boschivi, come pure per i loro gravi effetti diretti sulla salute umana e animale, sui mezzi di sussistenza, sulle abitazioni, sulle infrastrutture, sull'economia, sull'agricoltura, sulla sicurezza alimentare e sugli ecosistemi; evidenzia il legame tra i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi e sottolinea l'importanza di affrontare tale nesso in modo efficace e coerente rafforzando la risposta collettiva a livello dell'UE e internazionale attraverso efficaci misure di protezione civile e misure di adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione degli stessi, al fine di proteggere le persone, i loro mezzi di sussistenza, l'economia e gli ecosistemi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea che per mantenere raggiungibile l'obiettivo a lungo termine dell'accordo di Parigi sono necessari sforzi collettivi e ulteriori azioni da parte di tutti i paesi coinvolti; esorta tutte le parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, compresa l'UE, a dare seguito agli sforzi globali concordati nella decisione relativa al bilancio globale attraverso l'ambiziosa attuazione e l'aumento dei contributi determinati a livello nazionale, in linea con l'obiettivo a lungo termine dell'accordo di Parigi; ricorda che l'UE, conformemente alla normativa europea sul clima, deve proseguire gli sforzi in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici per conseguire tale obiettivo a lungo termine e di adattamento per promuovere la resilienza;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Protezione civile e finanziamento dei soccorsi in caso di calamità</STRING></STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Protezione civile</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>chiede alla Commissione e agli Stati membri di essere pronti a fornire aiuto senza indugio a qualsiasi Stato membro che richieda assistenza di emergenza a titolo dell'UCPM; accoglie con favore l'impegno del governo ucraino di sostenere l'UE con personale e attrezzature dei servizi di emergenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea la necessità di dotare l'UCPM di risorse sufficienti e potenziate al fine di aumentare la preparazione e di migliorare lo sviluppo di capacità; deplora pertanto i tagli di bilancio di 37 milioni di EUR (in impegni) e di 154.9 milioni di EUR (in pagamenti) per l'UCPM (rescEU); chiede che siano destinati maggiori stanziamenti alle pertinenti linee di bilancio e nel prossimo QFP; invita la Commissione a valutare l'integrazione della riduzione e della gestione del rischio di catastrofi nei pertinenti programmi di finanziamento dell'UE, considerando che tutti i fondi spesi in questo settore consentiranno di evitare spese sostanziali per la risposta e la ricostruzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>invita la Commissione a dare seguito alle raccomandazioni contenute nella sua comunicazione del 29 maggio 2024 e a presentare proposte concrete per rafforzare le capacità di risposta operativa dell'UCPM; invita la Commissione a ultimare celermente il previsto riesame dell'UCPM, compreso il suo Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC), nel primo anno di mandato della nuova Commissione, e a presentare misure concrete per rafforzare e sviluppare ulteriormente la capacità collettiva dell'Unione di risposta alle calamità naturali, come la creazione di una forza di protezione civile dell'Unione collegata a riserve strategiche di cibo, acqua, medicinali e attrezzature mediche, sostenendo l'introduzione di strumenti di allerta rapida basati su dispositivi mobili per i cittadini, l'aggiudicazione congiunta di nuovi appalti pubblici per ammodernare i mezzi della protezione civile e programmi di sostegno per il perfezionamento professionale, le attrezzature e gli scambi di servizi di protezione civile basati sul volontariato; invita la Commissione e gli Stati membri ad accelerare la creazione della nuova flotta permanente RescEU e a garantire che disponga di sufficienti finanziamenti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Assistenza finanziaria e strumenti di bilancio</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>chiede che sia fornita l'immediata assistenza finanziaria e tecnica dell'UE ai paesi colpiti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>chiede urgentemente l'attivazione della riserva di crisi della PAC per alleviare le gravi perdite subite dal settore agricolo in Romania a causa delle catastrofi naturali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>chiede l'attivazione di meccanismi come il FSUE; ritiene tuttavia che la dotazione del FSUE debba essere commisurata al numero e alla gravità crescenti delle calamità naturali in tutta Europa; esorta la Commissione a incrementare la dotazione della riserva di solidarietà europea (ESR); la esorta inoltre a prendere in esame tutte le possibilità per accelerare la mobilitazione del FSUE; sottolinea pertanto l'importanza di garantire finanziamenti sufficienti per il FSUE nell'ambito del prossimo QFP; insiste inoltre sulla necessità di una ragionevole flessibilità quando le regioni e i paesi beneficiari si trovano a far fronte a ritardi e difficoltà giustificabili in sede di presentazione delle domande di finanziamento e di utilizzo dei fondi assegnati; chiede inoltre una linea di bilancio per finanziamenti d'urgenza al fine di facilitare la ripresa rapida delle zone, delle infrastrutture e dei mezzi di sussistenza colpiti, nonché investimenti in misure di prevenzione per ridurre gli effetti di futuri eventi meteorologici estremi;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Politica regionale</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>invita la Commissione a prestare assistenza tecnica e finanziaria alle regioni colpite in modo sproporzionato dalle calamità naturali esacerbate dal cambiamento climatico, anche attraverso gli strumenti della politica di coesione, garantendo che nessuno Stato membro o regione sia lasciato indietro negli sforzi intesi a rafforzare la resilienza al cambiamento climatico e la preparazione alle calamità; sottolinea che è indispensabile che gli aiuti e le risorse finanziarie siano messi a disposizione nelle zone colpite nel modo più rapido, semplice e flessibile possibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>rileva che un aumento sostanziale dei pagamenti anticipati a titolo del FSUE permetterebbe agli Stati membri di rispondere in modo più efficace e rapido alle catastrofi, in particolare nelle regioni meno sviluppate, dove si impone un'assistenza immediata; esorta la Commissione a esaminare tutte le possibilità per accelerare la mobilitazione del FSUE, in particolare modificando le norme vigenti, e a prendere in considerazione la possibilità di concedere pagamenti anticipati più consistenti ai paesi candidati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>è fermamente favorevole all'incremento degli investimenti dell'UE legati alla resilienza regionale e locale nel prossimo QFP, in particolare nell'ambito della politica di coesione; riconosce la necessità di una flessibilità intrinseca in caso di crisi nel contesto dei finanziamenti regionali, al fine di salvaguardare investimenti aggiuntivi per progetti che sono stati danneggiati o distrutti prima della loro completa attuazione; propone la creazione di un apposito asse prioritario nell'ambito della politica di coesione che permetta agli enti locali e regionali di affrontare le priorità emergenti in un processo dal basso verso l'alto, avviato a livello subnazionale; ritiene che, come principio fondamentale, si dovrebbe adottare un approccio agli investimenti su misura e orientato alle esigenze specifiche sul terreno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>riconosce che la futura politica di coesione dell'UE dovrebbe concentrarsi ancora di più sull'attenuazione del cambiamento climatico e sull'adattamento allo stesso; chiede pertanto che gli investimenti destinati all'adattamento al cambiamento climatico, così come alla prevenzione e preparazione alle catastrofi, siano garantiti attraverso un obiettivo strategico specifico o un asse prioritario specifico nell'ambito dello sviluppo regionale e del quadro generale della politica di coesione, concentrazione tematica o una specifica condizione abilitante per fronteggiare le priorità strategiche in un processo dal basso verso l'alto, onde garantire investimenti sostenibili nelle infrastrutture locali, regionali e nazionali e nella gestione dei rischi nelle zone urbane e rurali meno sviluppate, tra cui le regioni frontaliere, le isole e le regioni ultraperiferiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>evidenzia l'importanza di elaborare e mantenere programmi e interventi dell'UE su misura per le regioni soggette a calamità naturali; prende atto della necessità di una flessibilità intrinseca in caso di crisi nel contesto dei finanziamenti regionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>ritiene che gli investimenti regionali a titolo del bilancio dell'UE debbano restare in regime di gestione concorrente per quanto riguarda la programmazione e l'attuazione, affinché possano rispondere alle esigenze degli Stati membri, delle regioni e delle zone urbane, rurali e remote, in particolare per permettere alle zone urbane e rurali di adattarsi a nuove sfide, come le inondazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>insiste sulle differenze che esistono tra gli Stati membri per quanto riguarda le competenze degli enti locali e regionali; ricorda che gli enti locali e regionali sono attori fondamentali nella pianificazione, nella preparazione e nell'attuazione dei progetti che dovrebbero contribuire all'adattamento al cambiamento climatico, alla prevenzione dei rischi e alla preparazione sul terreno; chiede di rafforzare l'approccio basato sul territorio per avvicinare la preparazione alle catastrofi e la gestione delle stesse ai livelli regionale e locale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>sottolinea che la politica regionale dell'UE è stata determinante nel contribuire allo sviluppo delle corrispondenti capacità degli enti locali e regionali e chiede il rafforzamento del loro ruolo; sottolinea che la capacità tecnica, finanziaria e amministrativa è essenziale per garantire che gli organi di gestione e gli enti locali e regionali acquisiscano conoscenze tecniche, soprattutto in materia di cambiamento climatico, che possano essere utilizzate per la pianificazione e la gestione urbane e rurali; è convinto che ciò migliorerà la progettazione e la valutazione delle proposte di progetti e permetterà un'assegnazione più efficace delle risorse e un'esecuzione soddisfacente del bilancio, senza comportare un rischio significativo di disimpegno degli investimenti dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>chiede che i programmi di assistenza e consulenza tecnica esistenti siano espressamente rivolti ai comuni più piccoli, alle zone transfrontaliere, remote e rurali, e alle regioni ultraperiferiche e insulari, per aiutarli ad affrontare nuove sfide quali la transizione verde e il cambiamento climatico; sottolinea, a tale proposito, l'importanza di sviluppare strumenti di assistenza tecnica attraverso la collaborazione tra la Banca europea per gli investimenti e la Commissione; chiede un sostegno mirato sotto forma di un finanziamento al 100 % dell'UE per lo sviluppo di capacità tecniche, finanziarie e amministrative, l'elaborazione e la preparazione di progetti, l'individuazione e lo sviluppo di una riserva di progetti e le capacità di pianificazione strategica, compresi gli strumenti di pianificazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>chiede un maggiore coinvolgimento delle iniziative della Commissione, come il Patto dei sindaci per il clima e l'energia dell'UE, nel processo di elaborazione e attuazione della prossima generazione di norme della politica di coesione; riconosce che il sostegno alle politiche e all'attuazione, rivolto ai sindaci e agli enti locali, genera risultati significativamente migliori nel contesto dell'attuazione delle politiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>incoraggia il rafforzamento dei quadri di cooperazione regionale tra i paesi dell'Europa centrale e orientale e il ricorso a esperti internazionali per sostenere gli sforzi di ripristino e riabilitazione, al fine di promuovere strategie congiunte di gestione delle calamità, condividere prassi eccellenti e migliorare la gestione transfrontaliera delle risorse idriche;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Adattamento al cambiamento climatico</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>invita la Commissione a presentare rapidamente il piano europeo di adattamento al cambiamento climatico che ha annunciato nell'ambito degli orientamenti politici 2024-2029 per la prossima Commissione europea, tra cui proposte legislative concrete, al fine di coordinare gli sforzi intesi a rafforzare l'adattamento e la resilienza in linea con gli obiettivi della legge europea sul clima e dell'accordo di Parigi, onde rafforzare la resilienza delle nostre società e adattarsi alle incidenze del cambiamento climatico, garantire valutazioni periodiche dei rischi basate su dati scientifici, obiettivi misurabili in materia di resilienza e sostenere e coordinare gli interventi degli Stati membri in materia di preparazione, pianificazione e cooperazione transfrontaliera;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea, a tale proposito, la necessità di ulteriori investimenti urgenti in misure per la gestione delle alluvioni e la prevenzione dei rischi, tra cui il miglioramento dei sistemi di allerta rapida, dei sistemi di monitoraggio in tempo reale, delle infrastrutture di gestione delle alluvioni e delle soluzioni naturali, nonché investimenti a lungo termine nelle infrastrutture verdi e blu, ad esempio dando più spazio ai corsi d'acqua e ai fiumi tramite il ripristino delle pianure alluvionali naturali e dei vecchi letti dei fiumi, le zone umide e le foreste, e migliorando la ritenzione idrica tramite il ripristino della funzione assorbente dei paesaggi; chiede che gli Stati membri sfruttino tutte le potenziali sinergie tra gli strumenti di pianificazione in fase di sviluppo, ad esempio i piani di ripristino della natura, i piani di gestione del suolo, i piani di gestione integrata ai sensi della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane<FOOTNOTE><FIELD> GU L 135 del 30.5.1991, pag. 40, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/1991/271/oj.</FIELD></FOOTNOTE> e la gestione del rischio di alluvioni, evitando nel contempo il maladattamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>invita, a tale proposito, la Commissione a ridurre gli ostacoli burocratici e ad accelerare le procedure di approvazione per la riparazione e la costruzione di infrastrutture di gestione delle inondazioni e di soluzioni naturali, in modo che le misure di protezione urgentemente necessarie possano essere attuate senza inutili ritardi; insiste sul fatto che ciò richiede procedure più celeri, responsabilità ben definite e una chiara attenzione alle necessarie misure di costruzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea diversi esempi di misure efficaci di prevenzione delle inondazioni e protezione dalle stesse, spesso con il concorso dei fondi dell'UE, che hanno aiutato alcune regioni e comunità a proteggersi dai peggiori effetti delle inondazioni in atto, come il bacino di Racibórz Dolny e i circostanti polder secchi in Polonia, che hanno svolto un ruolo chiave nel limitare i danni a Breslavia, nonché le pianure alluvionali del Danubio e altre misure di prevenzione nella Bassa Austria e a Vienna;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>chiede alla Commissione di valutare l'attuazione della legislazione vigente in materia di prevenzione delle inondazioni nell'UE e l'efficacia dei precedenti progetti finanziati dall'Unione, formulando raccomandazioni per un migliore utilizzo dei fondi dell'UE; invita gli Stati membri ad aggiornare i loro piani d'azione per la prevenzione delle inondazioni allo scopo di definire le zone ad elevato rischio di alluvioni e quelle in cui i piani edilizi dovrebbero essere bloccati, onde migliorare la prevenzione dei rischi e potenziare la protezione civile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>insiste sul fatto che la lotta alle disuguaglianze socioeconomiche è essenziale ai fini di un giusto adattamento al cambiamento climatico; sottolinea che i diversi gradi di vulnerabilità tra vari gruppi richiedono un approccio mirato all'adattamento al cambiamento climatico come pure alla preparazione e alla prevenzione delle calamità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>insiste sul fatto che inondazioni, siccità, incendi boschivi e altri eventi meteorologici estremi costituiscono sfide importanti per numerosi settori economici, in particolare per l'agricoltura e gli agricoltori, che stanno subendo ulteriori perdite e non possono beneficiare del raccolto; invita la Commissione ad affrontare meglio l'impatto di tali rischi climatici sulla produzione alimentare, la sicurezza alimentare e i redditi degli agricoltori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>raccomanda l'uso di prodotti avanzati del programma Copernicus e di dati di telerilevamento a sostegno delle misure di prevenzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>