<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2024)0018</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Il caso di Bülent Mumay in Turchia</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0095, 0096, 0097, 0098, 0099 e 0100/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 10 ottobre 2024 sul caso di Bülent Mumay in Turchia (2024/2856(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti relazioni e risoluzioni sulla Turchia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'indice 2024 sulla libertà di stampa nel mondo, che colloca la Turchia al 158<STRING SUPERSCRIPT="on">o</STRING> posto su 180 paesi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il 6 maggio 2023 Bülent Mumay, giornalista turco e coordinatore dell'ufficio di Istanbul della redazione turca di Deutsche Welle, è stato condannato a 20 mesi di carcere per aver pubblicato sui social media dei post sul sequestro, da parte di una società filogovernativa, dei fondi del comune di Istanbul destinati al progetto della metropolitana durante l'amministrazione dell'AKP; che il suo appello è stato respinto e i suoi tweet sono stati rimossi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che il 20 agosto 2024 il 26° tribunale regionale di Istanbul, in qualità di corte d'appello, ha confermato la sentenza e ha ordinato all'Autorità per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione di bloccare l'accesso alle notizie relative alla sentenza detentiva confermata;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la sentenza, unita alle ripetute censure, dimostra l'aumento della pressione sulla libertà di stampa in Turchia e che il caso di Bülent Mumay non è un incidente isolato, ma rientra in un contesto più ampio di vessazioni giudiziarie e censura nei confronti dei media indipendenti del paese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la Turchia, in quanto membro del Consiglio d'Europa e paese candidato all'adesione all'UE, è tenuta ad applicare le norme e le pratiche democratiche più rigorose, tra cui il rispetto dei diritti umani, lo Stato di diritto, le libertà fondamentali (quali la libertà di stampa e la libertà di espressione), il diritto universale a un processo equo e il rigoroso rispetto del principio della presunzione di innocenza e del diritto a un giusto processo;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna la sentenza emessa nei confronti di Bülent Mumay, che si inserisce in un quadro più ampio di messa a tacere del giornalismo critico; chiede alle autorità turche di ritirare le accuse nei confronti di Bülent Mumay e di tutti gli operatori dei media e i giornalisti detenuti arbitrariamente, nonché di oppositori politici, difensori dei diritti umani, funzionari pubblici e accademici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il continuo deterioramento delle norme democratiche in Turchia, per l'implacabile repressione di qualsiasi voce critica e per gli attacchi nei confronti di giornalisti, attivisti e membri dell'opposizione indipendenti, in un contesto di frequenti segnalazioni di intimidazioni giudiziarie, censura e coercizione finanziaria quali strumenti per reprimere le critiche e il giornalismo d'inchiesta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>deplora il fatto che il governo turco, attraverso una serie di leggi, tra cui la legge sui social media del 2020, la legge antiriciclaggio del 2021 e la legge sulla disinformazione del 2022, abbia costruito una complessa rete legislativa che funge da strumento per controllare e mettere a tacere sistematicamente i giornalisti; esprime profonda preoccupazione per la nuova "regolamentazione sugli agenti stranieri", che sarà introdotta entro la fine del 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>continua a condannare la mancanza di indipendenza delle procure e della magistratura e la strumentalizzazione politica del sistema giudiziario in Turchia e invita le autorità turche a ripristinare l'indipendenza della magistratura, a rispettare la libertà di stampa e a garantire il rispetto degli obblighi internazionali in materia di diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita il SEAE a sostenere adeguatamente la delegazione dell'UE in Turchia nell'intensificare l'osservazione dei processi nei confronti dei giornalisti e degli operatori dei media detenuti e nel sollevare i loro casi presso le autorità turche a tutti i livelli, mantenendo nel contempo strette relazioni con la società civile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al SEAE nonché al presidente, al governo e al parlamento della Turchia e di farla tradurre in turco.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>