<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2024)0019</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">I casi degli uiguri ingiustamente incarcerati in Cina, in particolare Ilham Tohti e Gulshan Abbas</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0101, 0115, 0116, 0117 e 0118/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 10 ottobre 2024 sui casi degli uiguri ingiustamente incarcerati in Cina, in particolare Ilham Tohti e Gulshan Abbas (2024/2857(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 4 e 36 della Costituzione della Repubblica popolare cinese (RPC),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che nel 2014 Ilham Tohti è stato condannato per "separatismo" all'ergastolo sulla base di accuse di matrice politica; che ha lavorato per promuovere il dialogo tra uiguri e cinesi han; che è stato insignito del premio Sakharov 2019;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che Gulshan Abbas sta scontando una pena di 20 anni dopo essere stata fallacemente accusata di terrorismo in relazione alle attività svolte da sua sorella, attivista per i diritti umani degli uiguri perseguitati nella RPC;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che ciò è rappresentativo della repressione sistematica attuata dalle autorità della RPC nei confronti degli uiguri nella regione autonoma uigura dello Xinjiang; che gli uiguri vengono detenuti arbitrariamente all'interno di campi di internamento e sono costretti a rinunciare alla loro identità etnica e alle loro convinzioni religiose;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la difesa dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto dovrebbe essere al centro delle relazioni tra l'UE e la RPC;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna fermamente le violazioni dei diritti umani perpetrate dalla RPC contro gli uiguri e altre persone in Tibet, a Hong Kong, a Macao e nella Cina continentale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esorta la RPC a rilasciare immediatamente e incondizionatamente Ilham Tohti e Gulshan Abbas, come pure coloro che sono detenuti arbitrariamente in Cina e le persone menzionate dall'UE durante la 57<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, nonché a garantire loro l'accesso alle cure mediche e ai loro avvocati, a fornire loro informazioni sul luogo in cui si trovano e a garantire il diritto dei familiari di far loro visita; invita l'UE e gli Stati membri a esercitare pressioni al riguardo ogniqualvolta vi siano contatti ad alto livello;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita l'UE e gli Stati membri ad adottare ulteriori sanzioni nei confronti degli alti funzionari e delle entità coinvolti in violazioni dei diritti umani nella RPC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>chiede alle autorità della RPC di porre fine alla repressione e agli attacchi perpetrati contro gli uiguri con politiche abusive quali l'intensa sorveglianza, il lavoro forzato, le sterilizzazioni, le misure di prevenzione delle nascite e la distruzione dell'identità uigura, azioni che costituiscono crimini contro l'umanità e un grave rischio di genocidio; chiede la chiusura di tutti i campi di internamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>condanna fermamente la RPC per non aver attuato le raccomandazioni dell'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani (OHCHR); invita la RPC a consentire all'OHCHR un accesso indipendente alla regione dello Xinjiang e invita l'OHCHR a pubblicare un aggiornamento completo della situazione e un piano d'azione per far sì che la RPC sia chiamata a rispondere delle proprie azioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>deplora la mancanza di impegno da parte della RPC nel quadro del dialogo sui diritti umani, come pure l'assenza di risultati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>invita gli Stati membri e la comunità internazionale a sospendere i trattati di estradizione con la RPC e Hong Kong, a rispettare il principio di non respingimento e ad attuare la relazione dell'OHCHR;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>esorta gli Stati membri ad affrontare la repressione transnazionale contro i dissidenti cinesi e gli uiguri sul loro territorio e a perseguire i responsabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>accoglie con favore il regolamento dell'UE sul lavoro forzato e insiste affinché sia pienamente attuato; invita le imprese che operano nella RPC, in particolare nella regione dello Xinjiang, a rispettare i propri obblighi di dovuta diligenza in materia di risorse umane;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alle autorità della RPC, al VP/AR, alla Commissione, agli Stati membri e alle Nazioni Unite.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>