<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2024)0027</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0004/2024 - Relatrice: Li Andersson)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 23 ottobre 2024 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (COM(2024)0599 – C10-0084/2024 – 2024/0599(NLE))</STRING></TI><NOTE>(Consultazione)</NOTE><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2024)0599),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 148, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C10‑0084/2024),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 84 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A10‑0004/2024),</P></VISA></GRVISA></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>approva la proposta della Commissione quale emendata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF><AMDLST><HD><HEAD.OLD><STRING ITALIC="on">Testo della Commissione</STRING></HEAD.OLD><HEAD.NEW><STRING ITALIC="on">Emendamento</STRING></HEAD.NEW></HD><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		1</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando -1 (nuovo)</STRING></STI.AMD><OLD/><NEW><P><NO.P>(-1)</NO.P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo accoglie con favore la proposta della Commissione di orientamenti aggiornati sull'occupazione per gli Stati membri, in particolare la forte attenzione che rivolge all'istruzione e alla formazione, alle nuove tecnologie, all'intelligenza artificiale e alla gestione algoritmica, </STRING></STRING><STRING ITALIC="on">e</STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> le iniziative politiche recenti, ad esempio quelle concernenti il lavoro mediante piattaforme, gli alloggi a prezzi accessibili e le carenze di manodopera e di competenze. Il Parlamento europeo ribadisce, al fine di rafforzare il processo decisionale democratico, il suo invito a partecipare alla definizione degli orientamenti integrati a livello dell'Unione su un piano di parità con il Consiglio, in linea con le sue risoluzioni legislative dell'8 luglio 2015, del 19 aprile 2018, del 10 luglio 2020 e del 18 ottobre 2022 sulle proposte pertinenti di decisione del Consiglio relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione.</STRING></STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		2</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 1</STRING></STI.AMD><OLD><P><NO.P>(1)</NO.P>Gli Stati membri e l'Unione devono adoperarsi per sviluppare una strategia coordinata a favore dell'occupazione, in particolare a favore della promozione di una forza lavoro qualificata, formata e adattabile e di mercati del lavoro orientati al futuro e in grado di rispondere ai mutamenti economici, al fine di realizzare gli obiettivi della piena occupazione e del progresso sociale, di una crescita economica equilibrata, di un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente di cui all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea ("TUE"). Gli Stati membri, tenuto conto delle prassi nazionali in materia di responsabilità delle parti sociali, devono considerare la promozione dell'occupazione una questione di interesse comune e coordinare in sede di Consiglio le loro azioni al riguardo.</P></OLD><NEW><P><NO.P>(1)</NO.P>Gli Stati membri e l'Unione devono adoperarsi per sviluppare una strategia coordinata a favore dell'occupazione, in particolare a favore della promozione di <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">un'occupazione di qualità e del miglioramento delle condizioni di lavoro, di </STRING></STRING>una forza lavoro qualificata, formata e adattabile e di mercati del lavoro <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">inclusivi, resilienti, </STRING></STRING>orientati al futuro e in grado di rispondere ai mutamenti economici<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e demografici</STRING></STRING>, al fine di realizzare gli obiettivi della piena occupazione e del progresso sociale, di una crescita economica equilibrata, di un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente di cui all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea ("TUE"). Gli Stati membri, tenuto conto delle prassi nazionali in materia di responsabilità delle parti sociali, devono considerare la promozione dell'occupazione<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> di qualità</STRING></STRING> una questione di interesse comune e coordinare in sede di Consiglio le loro azioni al riguardo.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		3</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 4</STRING></STI.AMD><OLD><P><NO.P>(4)</NO.P>Per promuovere il progresso economico e sociale e la convergenza verso l'alto, sostenere le transizioni verde e digitale, rafforzare la base industriale dell'Unione e realizzare mercati del lavoro inclusivi, competitivi e resilienti nell'Unione, gli Stati membri dovrebbero affrontare le carenze di manodopera e di competenze e promuovere un'istruzione e formazione inclusiva e di qualità, con particolare attenzione al miglioramento delle competenze di base, soprattutto tra gli studenti svantaggiati, alle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) nell'istruzione scolastica e superiore, all'istruzione e formazione professionale orientata al futuro, a una riqualificazione e a un miglioramento del livello delle competenze lungo tutto l'arco della vita, come pure a politiche attive del mercato del lavoro efficaci e al miglioramento delle condizioni di lavoro e delle opportunità di carriera. Ciò è particolarmente importante per le regioni meno sviluppate, remote e ultraperiferiche dell'UE, dove le esigenze sono le più forti. Un'ulteriore risposta alle carenze registrate può consistere nel migliorare una mobilità equa dei lavoratori e dei discenti all'interno dell'UE e nell'attrarre talenti da paesi terzi. Occorrerebbe inoltre rafforzare i legami tra i sistemi di istruzione e formazione e il mercato del lavoro e si dovrebbero riconoscere le abilità, le conoscenze e le competenze acquisite attraverso l'apprendimento non formale e informale.</P></OLD><NEW><P><NO.P>(4)</NO.P>Per promuovere il progresso economico e sociale e la convergenza verso l'alto, sostenere le transizioni verde e digitale, rafforzare la base industriale dell'Unione e realizzare mercati del lavoro inclusivi, competitivi e resilienti nell'Unione, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">prevenendo nel contempo conseguenze sociali negative,</STRING></STRING> gli Stati membri dovrebbero <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">promuovere salari equi e condizioni di lavoro dignitose, sostenere la democrazia sul luogo di lavoro, il dialogo sociale e la contrattazione collettiva, tutelare i diritti dei lavoratori</STRING></STRING>, affrontare le carenze di manodopera e di competenze e promuovere un'istruzione e formazione inclusiva e di qualità, con particolare attenzione al miglioramento delle competenze di base <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e trasversali</STRING></STRING>, soprattutto tra gli studenti svantaggiati, alle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) nell'istruzione scolastica e superiore, all'istruzione e formazione professionale orientata al futuro, a una riqualificazione e a un miglioramento del livello delle competenze lungo tutto l'arco della vita, come pure a politiche attive del mercato del lavoro efficaci e al miglioramento delle condizioni di lavoro e delle opportunità di carriera. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Gli Stati membri dovrebbero adottare misure di prevenzione e di intervento rapido per ridurre l'abbandono scolastico precoce, mirate in particolare agli studenti a rischio.</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Tali misure dovrebbero includere sostegno psicologico, tutoraggio, orientamento professionale e attività extracurricolari per promuovere l'interesse e la partecipazione degli studenti, al fine di garantire un'istruzione inclusiva e di qualità per tutti.</STRING></STRING> Ciò è particolarmente importante per le regioni meno sviluppate, remote e ultraperiferiche dell'UE, dove le esigenze sono le più forti. Un'ulteriore risposta alle carenze registrate può consistere nel migliorare una mobilità equa dei lavoratori e dei discenti all'interno dell'UE <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">tra le regioni di uno stesso Stato membro </STRING></STRING>e nell'attrarre talenti da paesi terzi.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> In tale contesto, è essenziale prestare un'attenzione particolare alle persone che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo (NEET), e in particolare ai giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo. Gli Stati membri dovrebbero promuovere politiche specifiche per reintegrare i NEET nel sistema di istruzione e nel mercato del lavoro attraverso programmi mirati di formazione, tutoraggio, orientamento e inserimento professionale.</STRING></STRING> Occorrerebbe inoltre rafforzare<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> ulteriormente</STRING></STRING> i legami tra i sistemi di istruzione e formazione e il mercato del lavoro<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, promuovendo l'acquisizione di conoscenze e competenze trasversali e incoraggiando l'internazionalizzazione dell'offerta didattica, anche per le università,</STRING></STRING> e si dovrebbero riconoscere le abilità, le conoscenze e le competenze acquisite attraverso l'apprendimento non formale e informale.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		4</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 5</STRING></STI.AMD><OLD><P><NO.P>(5)</NO.P>Gli orientamenti sono in linea con <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">il</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">nuovo quadro</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">di</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">governance economica dell'UE entrato in vigore il 30 aprile 2024,</STRING></STRING> la vigente legislazione dell'Unione e varie iniziative dell'Unione, tra cui le raccomandazioni del Consiglio del 14 giugno 2021(<STRING SUPERSCRIPT="on">5</STRING>), del 29 novembre 2021(<STRING SUPERSCRIPT="on">6</STRING>), del 5 aprile 2022(<STRING SUPERSCRIPT="on">7</STRING>), del 16 giugno 2022(<STRING SUPERSCRIPT="on">8</STRING>), del 28 novembre 2022(<STRING SUPERSCRIPT="on">9</STRING>), dell'8 dicembre 2022(<STRING SUPERSCRIPT="on">10</STRING>), del 30 gennaio 2023(<STRING SUPERSCRIPT="on">11</STRING>), del 12 giugno 2023(<STRING SUPERSCRIPT="on">12</STRING>) e del 27 novembre 2023(<STRING SUPERSCRIPT="on">13</STRING>), la raccomandazione (UE) 2021/402 della Commissione del 4 marzo 2021(<STRING SUPERSCRIPT="on">14</STRING>), la risoluzione del Consiglio del 26 febbraio 2021(<STRING SUPERSCRIPT="on">15</STRING>), la comunicazione della Commissione "Creare un'economia al servizio delle persone: un piano d'azione per l'economia sociale"(<STRING SUPERSCRIPT="on">16</STRING>), le comunicazioni riguardanti il piano d'azione per l'istruzione digitale 2021-2027(<STRING SUPERSCRIPT="on">17</STRING>), la strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030(<STRING SUPERSCRIPT="on">18</STRING>), il pacchetto sull'occupazione delle persone con disabilità(<STRING SUPERSCRIPT="on">19</STRING>), la strategia europea per l'assistenza(<STRING SUPERSCRIPT="on">20</STRING>), un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette(<STRING SUPERSCRIPT="on">21</STRING>), il rafforzamento del dialogo sociale nell'Unione europea(<STRING SUPERSCRIPT="on">22</STRING>), una migliore valutazione dell'impatto distributivo delle politiche degli Stati membri(<STRING SUPERSCRIPT="on">23</STRING>),la comunicazione "Carenze di manodopera e competenze nell'UE: un piano d'azione(<STRING SUPERSCRIPT="on">24</STRING>), le decisioni (UE) 2021/2316(<STRING SUPERSCRIPT="on">25</STRING>) e (UE) 2023/936(<STRING SUPERSCRIPT="on">26</STRING>) del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive (UE) 2022/2041(<STRING SUPERSCRIPT="on">27</STRING>), (UE) 2022/2381(<STRING SUPERSCRIPT="on">28</STRING>)<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e</STRING></STRING> UE 2023/970(<STRING SUPERSCRIPT="on">29</STRING>) del Parlamento europeo e del Consiglio e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">la proposta,</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">adottata dalla Commissione il 9 dicembre 2021,</STRING></STRING> di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali(30).</P></OLD><NEW><P><NO.P>(5)</NO.P>Gli orientamenti <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">contribuiscono alla piena attuazione del pilastro sociale europeo, degli obiettivi principali dell'UE per</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">il</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">2030 e degli obiettivi</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">di</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (OSS) e </STRING></STRING>sono in linea con la vigente legislazione dell'Unione e varie iniziative dell'Unione, tra cui le raccomandazioni del Consiglio del 14 giugno 2021(<STRING SUPERSCRIPT="on">5</STRING>), del 29 novembre 2021(<STRING SUPERSCRIPT="on">6</STRING>), del 5 aprile 2022(<STRING SUPERSCRIPT="on">7</STRING>), del 16 giugno 2022(<STRING SUPERSCRIPT="on">8</STRING>), del 28 novembre 2022(<STRING SUPERSCRIPT="on">9</STRING>), dell'8 dicembre 2022(<STRING SUPERSCRIPT="on">10</STRING>), del 30 gennaio 2023(<STRING SUPERSCRIPT="on">11</STRING>), del 12 giugno 2023(<STRING SUPERSCRIPT="on">12</STRING>) e del 27 novembre 2023(<STRING SUPERSCRIPT="on">13</STRING>), la raccomandazione (UE) 2021/402 della Commissione(<STRING SUPERSCRIPT="on">14</STRING>), la risoluzione del Consiglio del 26 febbraio 2021(<STRING SUPERSCRIPT="on">15</STRING>), la comunicazione della Commissione "Creare un'economia al servizio delle persone: un piano d'azione per l'economia sociale"(<STRING SUPERSCRIPT="on">16</STRING>), le comunicazioni riguardanti il piano d'azione per l'istruzione digitale 2021-2027(<STRING SUPERSCRIPT="on">17</STRING>), la strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030(<STRING SUPERSCRIPT="on">18</STRING>), il pacchetto sull'occupazione delle persone con disabilità(<STRING SUPERSCRIPT="on">19</STRING>), la strategia europea per l'assistenza(<STRING SUPERSCRIPT="on">20</STRING>), un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette(<STRING SUPERSCRIPT="on">21</STRING>), il rafforzamento del dialogo sociale nell'Unione europea(<STRING SUPERSCRIPT="on">22</STRING>), una migliore valutazione dell'impatto distributivo delle politiche degli Stati membri(<STRING SUPERSCRIPT="on">23</STRING>), la comunicazione "Carenze di manodopera e competenze nell'UE: un piano d'azione(<STRING SUPERSCRIPT="on">24</STRING>), le decisioni (UE) 2021/2316(<STRING SUPERSCRIPT="on">25</STRING>) e (UE) 2023/936(<STRING SUPERSCRIPT="on">26</STRING>) del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive (UE) 2022/2041(<STRING SUPERSCRIPT="on">27</STRING>), (UE) 2022/2381(<STRING SUPERSCRIPT="on">28</STRING>)<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">,</STRING></STRING> (UE) 2023/970(<STRING SUPERSCRIPT="on">29</STRING>) <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e (UE) 2024/1500(</STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">29 bis</STRING></STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">) </STRING></STRING>del Parlamento europeo e del Consiglio e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">le proposte</STRING></STRING> di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali(30)<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, adottata dalla Commissione il 9 dicembre 2021, di direttiva che istituisce la carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità(</STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">30 bis</STRING></STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">), di direttiva che modifica la direttiva 2009/38/CE per quanto riguarda l'istituzione e il funzionamento dei comitati aziendali europei(</STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">30 ter</STRING></STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">) e di direttiva relativa al miglioramento e alla garanzia del rispetto delle condizioni di lavoro dei tirocinanti(</STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">30 quater</STRING></STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">)</STRING></STRING>.</P></NEW><OLD><P>__________________</P></OLD><NEW><P>__________________</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">5</STRING> Raccomandazione (UE) 2021/1004 del Consiglio, del 14 giugno 2021, che istituisce una garanzia europea per l'infanzia (GU L 223 del 22.6.2021, pag. 14).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">5</STRING> Raccomandazione (UE) 2021/1004 del Consiglio, del 14 giugno 2021, che istituisce una garanzia europea per l'infanzia (GU L 223 del 22.6.2021, pag. 14).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">6</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 29 novembre 2021, relativa ad approcci di apprendimento integrato per un'istruzione primaria e secondaria di alta qualità e inclusiva (GU C 504 del 14.12.2021, pag. 21).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">6</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 29 novembre 2021, relativa ad approcci di apprendimento integrato per un'istruzione primaria e secondaria di alta qualità e inclusiva (GU C 504 del 14.12.2021, pag. 21).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">7</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 5 aprile 2022, "Costruire ponti per un'efficace collaborazione a livello europeo nel campo dell'istruzione superiore" (GU C 160 del 13.4.2022, pag. 1).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">7</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 5 aprile 2022, "Costruire ponti per un'efficace collaborazione a livello europeo nel campo dell'istruzione superiore" (GU C 160 del 13.4.2022, pag. 1).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">8</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, relativa a un approccio europeo alle microcredenziali per l'apprendimento permanente e l'occupabilità (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 10), raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, sui conti individuali di apprendimento (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 26), raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, relativa alla garanzia di una transizione equa verso la neutralità climatica (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 35) e raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, relativa all'apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 1).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">8</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, relativa a un approccio europeo alle microcredenziali per l'apprendimento permanente e l'occupabilità (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 10), raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, sui conti individuali di apprendimento (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 26), raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, relativa alla garanzia di una transizione equa verso la neutralità climatica (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 35) e raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, relativa all'apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 1).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">9</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 28 novembre 2022, sui percorsi per il successo scolastico che sostituisce la raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico (GU C 469 del 9.12.2022, pag. 1).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">9</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 28 novembre 2022, sui percorsi per il successo scolastico che sostituisce la raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico (GU C 469 del 9.12.2022, pag. 1).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">10</STRING> Raccomandazione del Consiglio, dell'8 dicembre 2022, relativa all'accesso a un'assistenza a lungo termine di alta qualità a prezzi accessibili (GU C 476 del 15.12.2022, pag. 1) e raccomandazione del Consiglio, dell'8 dicembre 2022, in materia di educazione e cura della prima infanzia: obiettivi di Barcellona per il 2030 (GU C 484 del 20.12.2022, pag. 1).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">10</STRING> Raccomandazione del Consiglio, dell'8 dicembre 2022, relativa all'accesso a un'assistenza a lungo termine di alta qualità a prezzi accessibili (GU C 476 del 15.12.2022, pag. 1) e raccomandazione del Consiglio, dell'8 dicembre 2022, in materia di educazione e cura della prima infanzia: obiettivi di Barcellona per il 2030 (GU C 484 del 20.12.2022, pag. 1).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">11</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 30 gennaio 2023, relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l'inclusione attiva (GU C 41 del 3.2.2023, pag. 1).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">11</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 30 gennaio 2023, relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l'inclusione attiva (GU C 41 del 3.2.2023, pag. 1).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">12</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 12 giugno 2023, sul rafforzamento del dialogo sociale nell'Unione europea (GU C/2023/1389 del 6.12.2023).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">12</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 12 giugno 2023, sul rafforzamento del dialogo sociale nell'Unione europea (GU C, C/2023/1389 del 6.12.2023).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">13</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 27 novembre 2023, sullo sviluppo delle condizioni quadro dell'economia sociale (GU C, C/2023/1344, 29.11.2023).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">13</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 27 novembre 2023, sullo sviluppo delle condizioni quadro dell'economia sociale (GU C, C/2023/1344, 29.11.2023).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">14</STRING> Raccomandazione (UE) 2021/402 della Commissione, del 4 marzo 2021, relativa a un sostegno attivo ed efficace all'occupazione (EASE) in seguito alla crisi COVID-19 (GU L 80 dell'8.3.2021, pag. 1).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">14</STRING> Raccomandazione (UE) 2021/402 della Commissione, del 4 marzo 2021, relativa a un sostegno attivo ed efficace all'occupazione (EASE) in seguito alla crisi COVID-19 (GU L 80 dell'8.3.2021, pag. 1).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">15</STRING> Risoluzione del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell'istruzione e oltre (2021-2030) (GU C 66 del 26.2.2021, pag. 1).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">15</STRING> Risoluzione del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell'istruzione e oltre (2021-2030) (GU C 66 del 26.2.2021, pag. 1).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">16</STRING> COM(2021) 778 final.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">16</STRING> COM(2021)0778.</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">17</STRING> COM(2020) 624 final.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">17</STRING> COM(2020)0624.</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">18</STRING> COM(2021) 101 final.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">18</STRING> COM(2021)0101.</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">19</STRING> Pacchetto sull'occupazione delle persone con disabilità per migliorarne l'inserimento nel mercato del lavoro - Occupazione, affari sociali e inclusione - Commissione europea (europa.eu).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">19</STRING> Pacchetto sull'occupazione delle persone con disabilità per migliorarne l'inserimento nel mercato del lavoro - Occupazione, affari sociali e inclusione - Commissione europea (europa.eu).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">20</STRING> COM(2022) 440 final.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">20</STRING> COM(2022)0440.</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">21</STRING> COM(2023) 62 final.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">21</STRING> COM(2023)0062.</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">22</STRING> COM(2023) 38 e 40 final.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">22</STRING> COM(2023)0038 e 0040.</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">23</STRING> COM(2022) 494 final.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">23</STRING> COM(2022)0494.</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">24</STRING> COM(2024) 131 final.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">24</STRING> COM(2024)0131.</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">25</STRING> Decisione (UE) 2021/2316 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 dicembre 2021, relativa a un Anno europeo dei giovani (2022) (GU L 462 del 28.12.2021, pag. 1).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">25</STRING> Decisione (UE) 2021/2316 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 dicembre 2021, relativa a un Anno europeo dei giovani (2022) (GU L 462 del 28.12.2021, pag. 1).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">26</STRING> Decisione (UE) 2023/936 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, relativa a un Anno europeo delle competenze (GU L 125 dell'11.5.2023, pag. 1)</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">26</STRING> Decisione (UE) 2023/936 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, relativa a un Anno europeo delle competenze (GU L 125 dell'11.5.2023, pag. 1)</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">27</STRING> Direttiva (UE) 2022/2041 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativa a salari minimi adeguati nell'Unione europea (GU L 275 del 25.10.2022, pag. 33).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">27</STRING> Direttiva (UE) 2022/2041 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativa a salari minimi adeguati nell'Unione europea (GU L 275 del 25.10.2022, pag. 33).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">28</STRING> Direttiva (UE) 2022/2381 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 novembre 2022, riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori delle società quotate e relative misure (GU L 315 del 7.12.2022, pag. 44).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">28</STRING> Direttiva (UE) 2022/2381 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 novembre 2022, riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori delle società quotate e relative misure (GU L 315 del 7.12.2022, pag. 44).</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">29</STRING> Direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione (GU L 132 del 17.5.2023, pag. 21).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">29</STRING> Direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione (GU L 132 del 17.5.2023, pag. 21).</P></NEW><OLD/><NEW><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">29bis</STRING></STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Direttiva (UE) 2024/1500 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulle norme riguardanti gli organismi per la parità nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, e che modifica le direttive 2006/54/CE e 2010/41/UE (GU L, 2024/1500, 29.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1500/oj).</STRING></STRING></P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">30</STRING> COM (2021) 762 <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">final</STRING></STRING></P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">30</STRING> COM(2021)0762.</P></NEW><OLD/><NEW><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">30bis</STRING></STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> COM(2023)0512.</STRING></STRING></P></NEW><OLD/><NEW><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">30ter</STRING></STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> COM(2024)0014.</STRING></STRING></P></NEW><OLD/><NEW><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">30quater</STRING></STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> COM(2024)0132.</STRING></STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		5</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 6</STRING></STI.AMD><OLD><P><NO.P>(6)</NO.P>Il semestre europeo riunisce vari strumenti in un quadro generale per la sorveglianza e il coordinamento multilaterali integrati delle politiche economiche <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e</STRING></STRING> occupazionali all'interno dell'Unione. Oltre a perseguire la sostenibilità ambientale, la produttività, l'equità e la stabilità macroeconomica, il semestre europeo<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> integra i principi del pilastro europeo dei diritti sociali e il suo strumento di monitoraggio, ossia il quadro di valutazione della situazione sociale, consentendo anche di analizzare i rischi e le sfide per la</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">convergenza sociale verso l'alto nell'Unione</STRING></STRING>, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e</STRING></STRING> prevede un forte coinvolgimento delle parti sociali, della società civile e delle altre parti interessate. Il semestre europeo sostiene anche il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Le politiche economiche e occupazionali dell'Unione e degli Stati membri dovrebbero andare di pari passo con la transizione equa dell'Europa verso un'economia digitale, a impatto climatico zero e sostenibile dal punto di vista ambientale, migliorare la competitività, garantire condizioni di lavoro <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">adeguate</STRING></STRING>, promuovere l'innovazione, la giustizia sociale, le pari opportunità e la convergenza socioeconomica verso l'alto, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e</STRING></STRING> affrontare le disuguaglianze e le disparità regionali.</P></OLD><NEW><P><NO.P>(6)</NO.P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Il semestre europeo riunisce vari strumenti in un quadro generale per la sorveglianza e il coordinamento multilaterali integrati delle politiche economiche, occupazionali, sociali e ambientali all'interno dell'Unione. Nell'ambito della sua analisi integrata dell'occupazione e degli sviluppi sociali nel contesto del semestre europeo,</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">la Commissione valuta i rischi socioeconomici alla convergenza sociale verso l'alto negli Stati membri e monitora i progressi compiuti nell'attuazione dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali sulla base del quadro di valutazione della situazione sociale e dei principi del quadro di convergenza sociale.</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Oltre a perseguire la sostenibilità ambientale, la produttività, l'equità e la stabilità macroeconomica, il semestre europeo prevede un forte coinvolgimento delle parti sociali, della società civile e delle altre parti interessate. Il semestre europeo sostiene anche il conseguimento degli</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">OSS, compreso l'OSS5 sulla parità di genere. Le politiche per la parità di genere dovrebbero essere ancorate e integrate in tutte le fasi della governance economica</STRING></STRING><STRING BOLD="on">. Le politiche economiche e occupazionali dell'Unione e degli Stati membri dovrebbero andare di pari passo con la transizione equa dell'Europa verso un'economia digitale, a impatto climatico zero</STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, inclusiva a livello sociale</STRING></STRING><STRING BOLD="on"> e sostenibile dal punto di vista ambientale, migliorare la competitività</STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e la produttività</STRING></STRING><STRING BOLD="on">, garantire </STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">salari equi e </STRING></STRING><STRING BOLD="on">condizioni di lavoro </STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">dignitose</STRING></STRING><STRING BOLD="on">, promuovere l'innovazione, la </STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">democrazia sul luogo di lavoro, il dialogo sociale e la contrattazione collettiva, la </STRING></STRING><STRING BOLD="on">giustizia sociale, le pari opportunità e la convergenza socioeconomica verso l'alto, </STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">sostenere i bambini e i giovani ed effettuare investimenti a loro favore,</STRING></STRING><STRING BOLD="on"> affrontare le disuguaglianze e le disparità regionali</STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> ed eliminare la povertà</STRING></STRING><STRING BOLD="on">.</STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		6</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 7 – comma 1</STRING></STI.AMD><OLD><P>I cambiamenti climatici e le altre sfide legate all'ambiente, la necessità di garantire una transizione verde equa, l'indipendenza energetica, la maggiore competitività delle industrie a zero emissioni nette e la necessità di garantire l'autonomia strategica aperta dell'Europa, come pure lo sviluppo della digitalizzazione, dell'intelligenza artificiale e dell'economia delle piattaforme, l'aumento del telelavoro e il cambiamento demografico stanno trasformando profondamente le economie e le società dell'Unione. L'Unione e i suoi Stati membri devono collaborare per affrontare in modo efficace e proattivo tali sviluppi strutturali, adeguare i sistemi esistenti a seconda delle necessità, riconoscendo la stretta interdipendenza tra le economie e i mercati del lavoro degli Stati membri, come pure adeguare le politiche correlate. Ciò richiede un'azione politica coordinata, ambiziosa ed efficace a livello <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">sia</STRING></STRING> di Unione <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">sia</STRING></STRING> nazionale che riconosca nel contempo il ruolo delle parti sociali, conformemente al TFUE e alle disposizioni dell'Unione in materia di governance economica e tenendo conto del pilastro europeo dei diritti sociali. Tale azione politica dovrebbe comprendere un rilancio degli investimenti sostenibili in tutte le regioni dell'UE, un rinnovato impegno a favore di riforme strutturali opportunamente cadenzate e investimenti che promuovano la crescita economica sostenibile e inclusiva, la creazione di posti di lavoro di qualità, la produttività, condizioni di lavoro <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">adeguate</STRING></STRING>, la coesione sociale e territoriale, la convergenza socioeconomica verso l'alto, la resilienza e la responsabilità di bilancio.</P></OLD><NEW><P>I cambiamenti climatici<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, la perdita di biodiversità</STRING></STRING> e le altre sfide legate all'ambiente, la necessità di garantire una transizione verde equa, l'indipendenza energetica, la maggiore competitività delle industrie a zero emissioni nette e la necessità di garantire l'autonomia strategica aperta dell'Europa, come pure lo sviluppo della digitalizzazione, dell'intelligenza artificiale e dell'economia delle piattaforme, l'aumento del telelavoro e il cambiamento demografico stanno trasformando profondamente le economie e le società dell'Unione. L'Unione e i suoi Stati membri devono collaborare per affrontare in modo efficace e proattivo tali sviluppi strutturali, adeguare i sistemi esistenti a seconda delle necessità, riconoscendo la stretta interdipendenza tra le economie e i mercati del lavoro degli Stati membri, come pure adeguare le politiche correlate. Ciò richiede un'azione politica coordinata, ambiziosa ed efficace a livello di Unione<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">,</STRING></STRING> nazionale <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e regionale </STRING></STRING>che riconosca nel contempo il ruolo delle parti sociali<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e le coinvolga</STRING></STRING>, conformemente al TFUE e alle disposizioni dell'Unione in materia di governance economica e tenendo conto del pilastro europeo dei diritti sociali. Tale azione politica dovrebbe comprendere un rilancio degli investimenti sostenibili in tutte le regioni dell'UE, un rinnovato impegno a favore di riforme strutturali opportunamente cadenzate e investimenti che promuovano la crescita economica sostenibile e inclusiva, la creazione di posti di lavoro di qualità, la produttività, condizioni di lavoro <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">dignitose</STRING></STRING>, la coesione sociale e territoriale, la convergenza socioeconomica verso l'alto, la <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">giustizia sociale, le pari opportunità, la </STRING></STRING>resilienza e la responsabilità di bilancio<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e sociale</STRING></STRING>.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		7</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 11</STRING></STI.AMD><OLD><P><NO.P>(11)</NO.P>In seguito all'invasione russa dell'Ucraina il Consiglio europeo ha condannato, nelle conclusioni del 24 febbraio 2022, le azioni della Russia, tese a compromettere la sicurezza e la stabilità europee e mondiali, e ha espresso solidarietà nei confronti della popolazione ucraina, sottolineando la violazione da parte della Russia del diritto internazionale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. Nel contesto attuale, la protezione temporanea, concessa con decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio e prorogata con decisione di esecuzione (UE) 2023/2409 del Consiglio(<STRING SUPERSCRIPT="on">37</STRING>), offre un'assistenza rapida ed efficace nei paesi dell'Unione agli sfollati in fuga dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e consente loro di godere in tutta l'Unione di diritti minimi che offrono un livello adeguato di protezione. Partecipando ai mercati del lavoro dell'Unione, gli sfollati ucraini possono continuare a contribuire a rafforzare l'economia dell'Unione e a sostenere il proprio paese e il proprio popolo in patria. In futuro l'esperienza e le competenze acquisite potranno contribuire alla ricostruzione dell'Ucraina. Per i minori e gli adolescenti non accompagnati la protezione temporanea conferisce il diritto alla tutela legale e all'accesso all'educazione e cura dell'infanzia. Gli Stati membri dovrebbero continuare a coinvolgere le parti sociali nell'elaborazione, nell'attuazione e nella valutazione delle misure politiche volte ad affrontare le sfide in materia di occupazione e competenze, compresa quella del riconoscimento delle qualifiche delle persone sfollate dall'Ucraina. Le parti sociali svolgono un ruolo chiave nell'attenuare l'impatto della guerra in termini di salvaguardia dell'occupazione e della produzione.</P></OLD><NEW><P><NO.P>(11)</NO.P>In seguito all'invasione russa dell'Ucraina il Consiglio europeo ha condannato, nelle conclusioni del 24 febbraio 2022, le azioni della Russia, tese a compromettere la sicurezza e la stabilità europee e mondiali, e ha espresso solidarietà nei confronti della popolazione ucraina, sottolineando la violazione da parte della Russia del diritto internazionale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. Nel contesto attuale, la protezione temporanea, concessa con decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio e prorogata con decisione di esecuzione (UE) 2023/2409 del Consiglio(<STRING SUPERSCRIPT="on">37</STRING>), offre un'assistenza rapida ed efficace nei paesi dell'Unione agli sfollati in fuga dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e consente loro di godere in tutta l'Unione di diritti minimi che offrono un livello adeguato di protezione<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">. Tale assistenza dovrebbe essere estesa, a norma della direttiva 2001/55/CE del Consiglio(</STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">37bis</STRING></STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">), a tutti gli sfollati e ai rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina</STRING></STRING>. Partecipando ai mercati del lavoro dell'Unione, gli sfollati ucraini possono continuare a contribuire a rafforzare l'economia dell'Unione e a sostenere il proprio paese e il proprio popolo in patria. In futuro l'esperienza e le competenze acquisite potranno contribuire alla ricostruzione dell'Ucraina. Per i minori e gli adolescenti non accompagnati la protezione temporanea conferisce il diritto alla tutela legale e all'accesso all'educazione e cura dell'infanzia<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">.</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Gli Stati membri dovrebbero garantire che l'attuazione della garanzia europea per l'infanzia assicuri ai minori in fuga dall'Ucraina l'accesso a servizi gratuiti, su un piano di parità con i loro coetanei nei paesi ospitanti</STRING></STRING>. Gli Stati membri dovrebbero continuare a coinvolgere le parti sociali nell'elaborazione, nell'attuazione e nella valutazione delle misure politiche volte ad affrontare le sfide in materia di occupazione e competenze, compresa quella del riconoscimento delle qualifiche delle persone sfollate dall'Ucraina. Le parti sociali svolgono un ruolo chiave nell'attenuare l'impatto della guerra in termini di salvaguardia dell'occupazione e della produzione.</P></NEW><OLD><P>__________________</P></OLD><NEW><P>__________________</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">37</STRING> Decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, che accerta l'esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE e che ha come effetto l'introduzione di una protezione temporanea (GU L 71 del 4.3.2022, pag. 1) e decisione di esecuzione (UE) 2023/2409 del Consiglio, del 19 ottobre 2023, che proroga la protezione temporanea introdotta dalla decisione di esecuzione (UE) 2022/382.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">37</STRING> Decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, che accerta l'esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE e che ha come effetto l'introduzione di una protezione temporanea (GU L 71 del 4.3.2022, pag. 1) e decisione di esecuzione (UE) 2023/2409 del Consiglio, del 19 ottobre 2023, che proroga la protezione temporanea introdotta dalla decisione di esecuzione (UE) 2022/382.</P></NEW><OLD/><NEW><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">37bis </STRING></STRING></STRING><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi (GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12).</STRING></STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		8</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 12 – comma 1</STRING></STI.AMD><OLD><P>Le riforme del mercato del lavoro, compresi i meccanismi nazionali di determinazione dei salari, dovrebbero rispettare le pratiche nazionali di dialogo sociale e autonomia delle parti sociali, con l'obiettivo di garantire salari equi che consentano un tenore di vita dignitoso, una crescita sostenibile e una convergenza socioeconomica verso l'alto. Tali riforme dovrebbero prevedere un ampio esame dei fattori socioeconomici, compresi miglioramenti in relazione alla sostenibilità, alla competitività, all'innovazione, alla creazione di posti di lavoro di qualità, alle condizioni di lavoro, alla povertà lavorativa, all'istruzione, alla formazione e alle competenze, alla salute pubblica, alla protezione e inclusione sociale, come pure ai redditi reali. L'importanza del dialogo sociale per affrontare le sfide nel mondo del lavoro, comprese le carenze di manodopera e di competenze, è stata ribadita in occasione del vertice di Val Duchesse del 2024.</P></OLD><NEW><P>Le riforme del mercato del lavoro, compresi i meccanismi nazionali di determinazione dei salari, dovrebbero rispettare <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e rafforzare </STRING></STRING>le pratiche nazionali di dialogo sociale<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, contrattazione collettiva</STRING></STRING> e autonomia delle parti sociali, con l'obiettivo di garantire salari equi che consentano un tenore di vita dignitoso, una crescita sostenibile e una convergenza socioeconomica <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e territoriale </STRING></STRING>verso l'alto. Tali riforme dovrebbero prevedere un ampio esame dei fattori socioeconomici, compresi miglioramenti in relazione alla sostenibilità, alla competitività, all'innovazione, alla creazione di posti di lavoro di qualità, alle condizioni di lavoro<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> dignitose, alla democrazia sul luogo di lavoro, alla parità di genere</STRING></STRING>, alla povertà lavorativa, all'istruzione, alla formazione e alle competenze, alla salute pubblica, alla protezione e inclusione sociale, come pure ai redditi reali<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">. Gli Stati membri dovrebbero attuare senza indugio la direttiva (UE) 2022/2041. Partendo da un'attuazione effettiva e rigorosa della direttiva (UE) 2023/970, gli Stati membri sono inoltre invitati ad adottare misure per garantire la trasparenza retributiva, attuare politiche di monitoraggio e incoraggiare le imprese ad attuare piani d'azione per la parità retributiva</STRING></STRING>. L'importanza del dialogo sociale per affrontare le sfide nel mondo del lavoro, comprese le carenze di manodopera e di competenze, è stata ribadita in occasione del vertice di Val Duchesse del 2024.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		9</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 12 – comma 2</STRING></STI.AMD><OLD><P>Il dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione sostengono gli Stati membri nell'attuazione di riforme e investimenti in linea con le priorità dell'Unione, rendendo le economie e le società dell'Unione più sostenibili e resilienti e meglio preparate per le transizioni verde e digitale nel contesto in evoluzione dopo la pandemia di COVID-19. La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha reso più acute le sfide socioeconomiche preesistenti, in quanto l'aumento dei prezzi dell'energia ha colpito in particolare le famiglie a basso reddito. Gli Stati membri e l'Unione dovrebbero continuare a garantire che gli impatti sociali, occupazionali ed economici siano attenuati e che le transizioni siano socialmente eque e giuste, anche alla luce del fatto che il rafforzamento dell'autonomia strategica aperta e un'accelerazione della transizione verde contribuiranno a ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e di altri prodotti e tecnologie strategici, in particolare dalla Russia. È essenziale rafforzare la resilienza e perseguire una società inclusiva e resiliente, in cui le persone siano protette e dispongano degli strumenti per anticipare e gestire il cambiamento e possano partecipare attivamente a livello sociale ed economico.</P></OLD><NEW><P>Il dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione sostengono gli Stati membri nell'attuazione di riforme e investimenti in linea con le priorità dell'Unione, rendendo le economie e le società dell'Unione più sostenibili e resilienti e meglio preparate per le transizioni verde e digitale nel contesto in evoluzione dopo la pandemia di COVID-19. La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha reso più acute le sfide socioeconomiche preesistenti, in quanto l'aumento dei prezzi dell'energia ha colpito in particolare le famiglie a basso reddito. Gli Stati membri e l'Unione dovrebbero continuare a garantire che gli impatti sociali, occupazionali ed economici siano attenuati e che le transizioni siano socialmente eque e giuste, anche alla luce del fatto che il rafforzamento dell'autonomia strategica aperta e un'accelerazione della transizione verde contribuiranno a ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e di altri prodotti e tecnologie strategici, in particolare dalla Russia. È essenziale rafforzare la resilienza e perseguire una società inclusiva e resiliente, in cui le persone siano protette e dispongano degli strumenti per anticipare e gestire il cambiamento e possano partecipare attivamente a livello sociale ed economico. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Pertanto è opportuno rafforzare la democrazia sul luogo di lavoro a livello di Unione e nazionale.</STRING></STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		10</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 12 – comma 3</STRING></STI.AMD><OLD><P>Come sottolineato tra l'altro nella dichiarazione di La Hulpe sul futuro del pilastro europeo dei diritti sociali(<STRING SUPERSCRIPT="on">38</STRING>), per sostenere le transizioni nel mercato del lavoro e sfruttare appieno il potenziale inutilizzato del mercato del lavoro, è necessario, anche in linea con l'approccio di inclusione attiva e alla luce delle trasformazioni verde e digitale, un insieme coerente di politiche attive del mercato del lavoro, che comprendano incentivi temporanei e mirati all'assunzione e alla transizione, politiche in materia di competenze, compreso l'apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile, e servizi per l'impiego mirati, efficaci e adattabili. Occorre garantire condizioni di lavoro adeguate, anche per quanto attiene alla salute e alla sicurezza sul lavoro, e assicurare la salute fisica e mentale dei lavoratori.</P></OLD><NEW><P>Come sottolineato tra l'altro nella dichiarazione di La Hulpe sul futuro del pilastro europeo dei diritti sociali(<STRING SUPERSCRIPT="on">38</STRING>), per sostenere le transizioni nel mercato del lavoro e sfruttare appieno il potenziale inutilizzato del mercato del lavoro, è necessario, anche in linea con l'approccio di inclusione attiva e alla luce delle trasformazioni verde e digitale, un insieme coerente di politiche attive del mercato del lavoro, che comprendano incentivi temporanei e mirati all'assunzione e alla transizione, politiche in materia di competenze, compreso l'apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile, e servizi per l'impiego mirati, efficaci e adattabili. Occorre garantire condizioni di lavoro adeguate, anche per quanto attiene alla salute e alla sicurezza sul lavoro, e assicurare la salute fisica e mentale dei lavoratori. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Esiste pertanto l'esigenza urgente di un pacchetto sull'occupazione di qualità, che comprenda iniziative legislative concernenti condizioni di lavoro dignitose riguardo al telelavoro, al diritto alla disconnessione e all'intelligenza artificiale (IA) sul luogo di lavoro; di una revisione delle direttive in materia di appalti pubblici per garantire che promuovano la contrattazione collettiva; di un approccio "zero vittime" per prevenire i decessi correlati al lavoro, compresa la prevenzione dei rischi per i lavoratori dovuti alle condizioni climatiche estreme provocate dai cambiamenti climatici e dei rischi psicosociali sul luogo di lavoro; di una direttiva quadro sui regimi di reddito minimo; di un aumento del bilancio dedicato della garanzia europea per l'infanzia ad almeno 20 miliardi di EUR; e di reti di sicurezza resilienti ai cambiamenti climatici che integrino l'adattamento a tali cambiamenti nei programmi di protezione sociale e un quadro per iniziative di occupazione diretta basate sulla domanda per sostenere l'inclusione nel mercato del lavoro dei lavoratori che devono affrontare le trasformazioni del mercato o la disoccupazione a lungo termine.</STRING></STRING></P></NEW><OLD><P>__________________</P></OLD><NEW><P>__________________</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">38</STRING> Dichiarazione di La Hulpe sul futuro del pilastro europeo dei diritti sociali, La Hulpe (Belgio), 16 aprile 2024.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">38</STRING> Dichiarazione di La Hulpe sul futuro del pilastro europeo dei diritti sociali, La Hulpe (Belgio), 16 aprile 2024.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		11</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 13 – comma 1</STRING></STI.AMD><OLD><P>Si dovrebbe <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">contrastare</STRING></STRING> la discriminazione in tutte le sue forme, garantire la parità di genere e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">sostenere</STRING></STRING> l'occupazione dei giovani. A tutti dovrebbero essere garantiti parità di accesso e pari opportunità e si dovrebbero <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">ridurre</STRING></STRING> la povertà e l'esclusione sociale, segnatamente<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> quella dei</STRING></STRING> minori, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">delle</STRING></STRING> persone con disabilità<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e dei</STRING></STRING> Rom, in particolare assicurando un funzionamento efficace dei mercati del lavoro e regimi di protezione sociale adeguati e inclusivi, come indicato nelle raccomandazioni del Consiglio dell'8 novembre 2019 e del 30 gennaio 2023(<STRING SUPERSCRIPT="on">39</STRING>). Si dovrebbero inoltre eliminare gli ostacoli a un'istruzione, una formazione, un apprendimento permanente inclusivi e orientati al futuro e quelli alla partecipazione al mercato del lavoro, e gli Stati membri dovrebbero investire nell'educazione e nella cura della prima infanzia, in linea con la garanzia europea per l'infanzia e la raccomandazione del Consiglio in materia di educazione e cura della prima infanzia ("obiettivi di Barcellona per il 2030"), investire nel rendere più attraente e inclusiva l'istruzione e formazione professionale, in linea con la raccomandazione del Consiglio relativa all'istruzione e formazione professionale, e investire nelle competenze digitali e verdi, in linea con il piano d'azione per l'istruzione digitale, la raccomandazione del Consiglio relativa all'apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile e la raccomandazione del Consiglio sui percorsi per il successo scolastico. L'accesso ad alloggi a prezzi accessibili, compreso quello ad alloggi sociali, è una condizione necessaria a garantire le pari opportunità. Un accesso tempestivo e paritario a un'assistenza a lungo termine di alta qualità e a prezzi accessibili, in linea con la raccomandazione del Consiglio sull'accesso a un'assistenza a lungo termine di alta qualità e a prezzi accessibili, e quello ai servizi sanitari, comprese la prevenzione e la promozione dell'assistenza sanitaria, sono particolarmente importanti, alla luce dei potenziali rischi futuri per la salute e in un contesto di società che invecchiano.</P></OLD><NEW><P>Si dovrebbe <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">eliminare</STRING></STRING> la discriminazione in tutte le sue forme, garantire la parità di genere e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">promuovere</STRING></STRING> l'occupazione dei giovani<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e delle persone con più di 50 anni di età</STRING></STRING>. A tutti dovrebbero essere garantiti parità di accesso e pari opportunità e si dovrebbero <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">eliminare</STRING></STRING> la povertà e l'esclusione sociale, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">prestando un'attenzione particolare ai gruppi vulnerabili, </STRING></STRING>segnatamente<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> i</STRING></STRING> minori, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">le</STRING></STRING> persone con disabilità<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, i genitori soli, le minoranze etniche, come i</STRING></STRING> Rom, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">le persone LGBTIQA+, le persone che vivono in zone remote e rurali e gli anziani. Tale obiettivo dovrebbe essere conseguito </STRING></STRING>in particolare assicurando un funzionamento efficace dei mercati del lavoro e regimi di protezione sociale adeguati e inclusivi, come indicato nelle raccomandazioni del Consiglio dell'8 novembre 2019 e del 30 gennaio 2023(<STRING SUPERSCRIPT="on">39</STRING>). Si dovrebbero inoltre eliminare gli ostacoli a un'istruzione, una formazione<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, una riqualificazione</STRING></STRING>, un apprendimento permanente inclusivi e orientati al futuro e quelli alla partecipazione al mercato del lavoro, e gli Stati membri dovrebbero investire nell'educazione e nella cura della prima infanzia, in linea con la garanzia europea per l'infanzia e la raccomandazione del Consiglio in materia di educazione e cura della prima infanzia ("obiettivi di Barcellona per il 2030"), investire nel rendere più attraente e inclusiva l'istruzione e formazione professionale, in linea con la raccomandazione del Consiglio relativa all'istruzione e formazione professionale, e investire nelle competenze digitali e verdi, in linea con il piano d'azione per l'istruzione digitale, la raccomandazione del Consiglio relativa all'apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile e la raccomandazione del Consiglio sui percorsi per il successo scolastico. L'accesso ad alloggi <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">dignitosi e </STRING></STRING>a prezzi accessibili, compreso quello ad alloggi sociali, è una condizione necessaria a garantire le pari opportunità<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, ed è per questo motivo che l'Unione e gli Stati membri dovrebbero adottare le misure necessarie per contribuire a fornire a tutti alloggi a prezzi accessibili. La mancanza di una fissa dimora è una delle forme più estreme di esclusione sociale, che ha ripercussioni negative sulla salute fisica e mentale, sul benessere e sulla qualità della vita delle persone, come pure sul loro accesso all'occupazione e ad altri servizi economici e sociali</STRING></STRING>. Un accesso tempestivo e paritario a un'assistenza a lungo termine di alta qualità e a prezzi accessibili, in linea con la raccomandazione del Consiglio sull'accesso a un'assistenza a lungo termine di alta qualità e a prezzi accessibili, e quello ai servizi sanitari, comprese la prevenzione e la promozione dell'assistenza sanitaria, sono particolarmente importanti, alla luce dei potenziali rischi futuri per la salute e in un contesto di società che invecchiano. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">È altresì necessario incoraggiare l'adozione di misure per ridurre le attuali differenze nel potere di acquisto tra regioni europee e all'interno degli Stati membri, dato che una convergenza socioeconomica verso l'alto maggiormente inclusiva può influire positivamente sulla distribuzione delle opportunità in tutta l'Unione. È opportuno prestare un'attenzione particolare alle professioni sottopagate, ad esempio gli insegnanti e altri professionisti del settore dell'istruzione, i professionisti del settore sociale e sanitario, i lavoratori dei trasporti e i lavoratori agricoli. Infine, gli Stati membri dovrebbero inserire nei loro programmi di studio corsi che promuovano la comprensione e la conoscenza dei principi fondamentali dell'Unione, come la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto, al fine di accrescere la consapevolezza e la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica europea.</STRING></STRING></P></NEW><OLD><P>__________________</P></OLD><NEW><P>__________________</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">39</STRING> Raccomandazione del Consiglio, del 30 gennaio 2023, relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l'inclusione attiva (GU C 41 del 3.2.2023, pag. 1).</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">39</STRING>Raccomandazione del Consiglio, del 30 gennaio 2023, relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l'inclusione attiva (GU C 41 del 3.2.2023, pag. 1).</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		12</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Considerando 13 – comma 2</STRING></STI.AMD><OLD><P>Il potenziale delle persone con disabilità di contribuire alla crescita economica e allo sviluppo sociale dovrebbe essere ulteriormente sfruttato, in linea con la strategia per i diritti delle persone con disabilità(<STRING SUPERSCRIPT="on">40</STRING>) che invitava gli Stati membri a stabilire obiettivi in materia di occupazione e apprendimento degli adulti per le persone con disabilità. Il quadro strategico dell'UE per i Rom sottolinea che le comunità Rom emarginate possono ridurre la carenza di manodopera e di competenze e punta a ridurre almeno della metà il divario occupazionale tra i Rom e il resto della popolazione(<STRING SUPERSCRIPT="on">41</STRING>). Le nuove tecnologie e l'evoluzione dei luoghi di lavoro in tutta l'Unione consentono modalità di lavoro più flessibili e un miglioramento della produttività e dell'equilibrio tra vita professionale e vita privata, contribuendo nel contempo agli impegni verdi dell'Unione. Per i mercati del lavoro tali sviluppi comportano tuttavia nuove sfide, che incidono sulle condizioni di lavoro, sulla salute e sulla sicurezza sul luogo di lavoro e su un accesso effettivo dei lavoratori dipendenti e autonomi a una protezione sociale adeguata. Gli Stati membri dovrebbero garantire che le nuove forme di organizzazione del lavoro si traducano in posti di lavoro di qualità e in condizioni e luoghi di lavoro adeguati, sani e sicuri e determinino un equilibrio tra vita privata e professionale, con il mantenimento dei diritti sociali e del lavoro consolidati e il rafforzamento del modello sociale europeo.</P></OLD><NEW><P>Il potenziale delle persone con disabilità di contribuire alla crescita economica e allo sviluppo sociale dovrebbe essere ulteriormente sfruttato, in linea con la strategia per i diritti delle persone con disabilità(<STRING SUPERSCRIPT="on">40</STRING>) che invitava gli Stati membri a stabilire obiettivi in materia di occupazione e apprendimento degli adulti per le persone con disabilità. Il quadro strategico dell'UE per i Rom sottolinea che le comunità Rom emarginate possono ridurre la carenza di manodopera e di competenze e punta a ridurre almeno della metà il divario occupazionale tra i Rom e il resto della popolazione(<STRING SUPERSCRIPT="on">41</STRING>). Le nuove tecnologie e l'evoluzione dei luoghi di lavoro in tutta l'Unione consentono modalità di lavoro più flessibili e un miglioramento della produttività e dell'equilibrio tra vita professionale e vita privata, contribuendo nel contempo agli impegni verdi dell'Unione. Per i mercati del lavoro tali sviluppi comportano tuttavia nuove sfide, che incidono sulle condizioni di lavoro, sulla salute e sulla sicurezza sul luogo di lavoro e su un accesso effettivo dei lavoratori dipendenti e autonomi a una protezione sociale adeguata. Gli Stati membri dovrebbero garantire che le nuove forme di organizzazione del lavoro si traducano in posti di lavoro di qualità e in condizioni e luoghi di lavoro adeguati, sani e sicuri e determinino un equilibrio tra vita privata e professionale, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">un invecchiamento attivo e in buona salute, </STRING></STRING>con il mantenimento dei diritti sociali e del lavoro consolidati e il rafforzamento del modello sociale europeo.</P></NEW><OLD><P>__________________</P></OLD><NEW><P>__________________</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">40</STRING> COM(2021) 101 final.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">40</STRING> COM(2021)0101.</P></NEW><OLD><P><STRING SUPERSCRIPT="on">41</STRING> Quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom per il periodo 2020-2030, COM(2020) 620 final.</P></OLD><NEW><P><STRING SUPERSCRIPT="on">41</STRING> Quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom per il periodo 2020-2030, COM(2020)0620.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		13</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 5 – comma 1</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero promuovere attivamente un'economia sociale di mercato sostenibile e agevolare e sostenere gli investimenti nella creazione di posti di lavoro di qualità, sfruttando anche il potenziale legato alle transizioni digitale e verde, alla luce degli obiettivi principali nazionali e dell'Unione per il 2030 in materia di occupazione. A tal fine dovrebbero <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">ridurre gli ostacoli che le</STRING></STRING> imprese<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> incontrano nell'assunzione di personale,</STRING></STRING> promuovere l'imprenditorialità responsabile e il vero lavoro autonomo <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e</STRING></STRING>, in particolare, sostenere la creazione e la crescita delle micro, piccole e medie imprese, anche attraverso <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">l'</STRING></STRING>accesso ai finanziamenti.  Gli Stati membri dovrebbero promuovere attivamente lo sviluppo dell'economia sociale, compreso quello delle imprese sociali, e sfruttarne appieno le potenzialità. Dovrebbero elaborare misure e strategie per l'economia sociale<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">,</STRING></STRING> promuovere l'innovazione sociale<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e</STRING></STRING> incoraggiare modelli imprenditoriali che creino opportunità di lavoro di qualità e generino benessere sociale, in particolare a livello locale, anche nell'economia circolare e nei territori maggiormente colpiti dalla transizione verso un'economia verde, utilizzando tra l'altro un sostegno finanziario e tecnico mirato.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero promuovere attivamente un'economia sociale di mercato sostenibile e agevolare e sostenere gli investimenti nella creazione di posti di lavoro di qualità, sfruttando anche il potenziale legato alle transizioni digitale e verde, alla luce degli obiettivi principali nazionali e dell'Unione per il 2030 in materia di occupazione. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Se prevista tempestivamente e finanziata in maniera cospicua, la transizione verso economie sostenibili, rinnovabili e circolari offre l'occasione di creare un numero significativo di nuovi posti di lavoro e di trasformare quelli esistenti in posti di lavoro verdi e sostenibili nella maggior parte dei settori.</STRING></STRING> A tal fine<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> gli Stati membri</STRING></STRING> dovrebbero <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">facilitare l'assunzione di personale da parte delle</STRING></STRING> imprese<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, investire in maniera cospicua nella transizione verde e</STRING></STRING> promuovere <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">l'IFP, </STRING></STRING>l'imprenditorialità responsabile e il vero lavoro autonomo<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, anche tra le donne, i giovani, gli anziani</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e altri gruppi svantaggiati. Dovrebbero</STRING></STRING>, in particolare, sostenere la creazione e la crescita delle micro, piccole e medie imprese, anche attraverso <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">un migliore </STRING></STRING>accesso ai finanziamenti. Gli Stati membri dovrebbero <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">dare piena attuazione al piano d'azione per l'economia sociale e al Green Deal e </STRING></STRING>promuovere attivamente lo sviluppo dell'economia sociale, compreso quello delle imprese sociali, e sfruttarne appieno le potenzialità. Dovrebbero elaborare misure e strategie per l'economia sociale<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e</STRING></STRING> promuovere l'innovazione sociale<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">. Gli Stati membri dovrebbero</STRING></STRING> incoraggiare modelli imprenditoriali che creino opportunità di lavoro di qualità e generino benessere sociale, in particolare a livello locale, anche nell'economia circolare e nei territori maggiormente colpiti dalla transizione verso un'economia verde, utilizzando tra l'altro un sostegno finanziario e tecnico mirato.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		14</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 5 – comma 2</STRING></STI.AMD><OLD><P>Regimi di riduzione dell'orario lavorativo e meccanismi analoghi ben concepiti hanno un ruolo importante nel rafforzamento della resilienza a fronte di possibili shock economici e/o del mercato del lavoro. Possono inoltre sostenere le trasformazioni strutturali agevolando e sostenendo i processi di ristrutturazione e la riallocazione della forza lavoro dai settori in declino a quelli emergenti, aumentando in tal modo la produttività, salvaguardando l'occupazione e contribuendo a modernizzare l'economia, anche attraverso lo sviluppo delle relative competenze. Dovrebbe essere presa in considerazione l'introduzione di incentivi all'assunzione e alla transizione e di misure di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione ben concepiti al fine di sostenere la creazione di posti di lavoro di qualità e le transizioni lungo tutto l'arco della vita lavorativa e affrontare le carenze di forza lavoro e di competenze, anche alla luce delle trasformazioni digitale e verde, del cambiamento demografico, nonché dell'impatto della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina.</P></OLD><NEW><P>Regimi di riduzione dell'orario lavorativo<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, come quelli sviluppati nel contesto dello strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza,</STRING></STRING> e meccanismi analoghi ben concepiti hanno un ruolo importante nel rafforzamento della resilienza a fronte di possibili shock economici e/o del mercato del lavoro. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Gli Stati membri dovrebbero affrontare l'impatto delle crisi attuali e future, compresi gli effetti crescenti dei cambiamenti climatici, come le ondate di calore, le siccità o gli incendi, sul mercato del lavoro. I regimi di riduzione dell'orario lavorativo </STRING></STRING>possono inoltre sostenere le trasformazioni strutturali agevolando e sostenendo i processi di ristrutturazione e la riallocazione della forza lavoro dai settori in declino a quelli emergenti, aumentando in tal modo la produttività, salvaguardando l'occupazione e contribuendo a modernizzare l'economia, anche attraverso lo sviluppo delle relative competenze. Dovrebbe essere presa in considerazione l'introduzione di incentivi all'assunzione e alla transizione<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, all'apprendimento permanente e all'IFP</STRING></STRING> e di misure di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione ben concepiti<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, sviluppati in stretta collaborazione con le parti sociali,</STRING></STRING> al fine di sostenere la creazione di posti di lavoro di qualità e le transizioni lungo tutto l'arco della vita lavorativa e affrontare le carenze di forza lavoro e di competenze, anche alla luce delle trasformazioni digitale e verde, del cambiamento demografico, nonché dell'impatto della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Le difficoltà di assunzione e la carenza di manodopera sono particolarmente diffuse nei settori caratterizzati da condizioni di lavoro difficili e da una scarsa qualità del lavoro. La creazione di posti di lavoro di qualità e l'attuazione di strategie di mantenimento del personale sono pertanto essenziali per attrarre una forza lavoro qualificata. Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare i datori di lavoro a garantire condizioni di lavoro e di occupazione dignitose e a investire nella loro forza lavoro.</STRING></STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		16</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 5 – comma 4</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri, compresi quelli con salari minimi legali, dovrebbero promuovere la contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari e garantire un coinvolgimento efficace delle parti sociali in modo trasparente e prevedibile, prevedendo l'opportuno adeguamento dei salari all'andamento della produttività e favorendo salari equi che consentano un tenore di vita dignitoso, prestando particolare attenzione ai gruppi a reddito medio-basso nell'ottica di rafforzare la convergenza socioeconomica verso l'alto. I meccanismi di determinazione dei salari dovrebbero tenere conto anche delle condizioni socioeconomiche, ivi compresi la crescita dell'occupazione, la competitività, il potere d'acquisto e gli sviluppi regionali e settoriali. Nel rispetto delle prassi nazionali e dell'autonomia delle parti sociali, gli Stati membri e le parti sociali dovrebbero garantire che tutti i lavoratori ricevano salari adeguati beneficiando, direttamente o indirettamente, di contratti collettivi o di salari minimi legali adeguati, tenuto conto del loro impatto sulla competitività, sulla creazione di posti di lavoro di qualità, sul potere d'acquisto e sulla povertà lavorativa.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri, compresi quelli con salari minimi legali, dovrebbero promuovere la contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari e garantire un coinvolgimento efficace delle parti sociali in modo trasparente e prevedibile, prevedendo l'opportuno adeguamento dei salari all'andamento <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">a lungo termine </STRING></STRING>della produttività<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, all'inflazione e al costo della vita,</STRING></STRING> e favorendo salari equi che consentano<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> a tutti i lavoratori</STRING></STRING> un tenore di vita dignitoso, prestando particolare attenzione ai gruppi a reddito medio-basso nell'ottica di rafforzare la convergenza socioeconomica verso l'alto. I meccanismi di determinazione dei salari dovrebbero tenere conto anche delle condizioni socioeconomiche, ivi compresi la crescita dell'occupazione, la competitività, il potere d'acquisto e gli sviluppi regionali e settoriali. Nel rispetto delle prassi nazionali e dell'autonomia delle parti sociali, gli Stati membri e le parti sociali dovrebbero garantire che tutti i lavoratori ricevano salari adeguati beneficiando, direttamente o indirettamente, di contratti collettivi o di salari minimi legali adeguati, tenuto conto del loro impatto sulla competitività, sulla creazione di posti di lavoro di qualità, sul potere d'acquisto e sulla povertà lavorativa.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		17</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 5 – comma 4 bis (nuovo)</STRING></STI.AMD><OLD/><NEW><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Al fine di evitare la delocalizzazione delle imprese che hanno ricevuto aiuti europei, è essenziale riesaminare le norme esistenti sugli aiuti di Stato e i programmi di finanziamento e predisporre soluzioni strategiche finalizzate a mantenere la base industriale nell’Unione. Ciò comprende il rafforzamento dell'autonomia strategica europea e la promozione di una solida politica industriale europea. La transizione, inoltre, deve essere accompagnata da misure sociali e occupazionali, per garantire una transizione giusta per tutti e assicurare che nessun lavoratore o nessuna comunità sia lasciato indietro durante tale processo.</STRING></STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		18</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 6 – comma 1</STRING></STI.AMD><OLD><P>Nel contesto delle transizioni digitale e verde, del cambiamento demografico e della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, gli Stati membri dovrebbero promuovere la sostenibilità, la produttività, la competitività, l'occupabilità e lo sviluppo <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">del capitale umano, promuovendo</STRING></STRING> l'acquisizione di abilità e competenze lungo tutto l'arco della vita<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e</STRING></STRING> rispondendo alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro, anche alla luce degli obiettivi principali nazionali e dell'Unione per il 2030 in materia di competenze. Gli Stati membri dovrebbero inoltre investire nei rispettivi sistemi di istruzione e formazione e ammodernarli al fine di fornire un'istruzione di elevata qualità e inclusiva, anche a livello di istruzione e formazione professionale, migliorare i risultati scolastici e l'erogazione delle abilità e competenze necessarie per le transizioni verde e digitale e garantire l'accesso all'apprendimento digitale e alla formazione linguistica (ad esempio per quanto riguarda i rifugiati, compresi quelli provenienti dall'Ucraina, o per facilitare l'accesso al mercato del lavoro nelle regioni transfrontaliere) e l'acquisizione di competenze imprenditoriali. Gli Stati membri dovrebbero collaborare con le parti sociali, gli erogatori di istruzione e formazione, le imprese e altri portatori di interessi, anche nel contesto del piano d'azione per affrontare le carenze di manodopera e di competenze presentato dalla Commissione nel marzo 2024, con l'obiettivo di ovviare alle carenze strutturali dei sistemi di istruzione e formazione e migliorarne la qualità e la pertinenza rispetto al mercato del lavoro, anche attraverso un sostegno finanziario e tecnico mirato. Ciò contribuirebbe anche a rendere possibili le transizioni verde e digitale in quanto verrebbe data una risposta agli squilibri tra domanda e offerta di competenze e alle carenze di manodopera che interessano anche le attività connesse alle industrie digitali e a zero emissioni nette, comprese quelle che attengono alla sicurezza economica dell'UE, e le attività connesse alla transizione verde, come la diffusione delle energie rinnovabili o la riqualificazione edilizia.</P></OLD><NEW><P>Nel contesto delle transizioni digitale e verde, del cambiamento demografico e della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, gli Stati membri dovrebbero promuovere la sostenibilità, la produttività, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">l'inclusività, </STRING></STRING>la competitività, l'occupabilità e lo sviluppo <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e</STRING></STRING> l'acquisizione di abilità e competenze lungo tutto l'arco della vita<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">,</STRING></STRING> rispondendo alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro, anche alla luce degli obiettivi principali nazionali e dell'Unione per il 2030 in materia di competenze. Gli Stati membri dovrebbero inoltre investire nei rispettivi sistemi di istruzione e formazione e ammodernarli al fine di fornire un'istruzione di elevata qualità e inclusiva, anche a livello di istruzione e formazione professionale, migliorare i risultati scolastici e l'erogazione delle abilità e competenze necessarie per le transizioni verde e digitale e garantire l'accesso all'apprendimento digitale e alla formazione linguistica (ad esempio per quanto riguarda i rifugiati, compresi quelli provenienti dall'Ucraina, o per facilitare l'accesso al mercato del lavoro nelle regioni transfrontaliere) e l'acquisizione di competenze imprenditoriali<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, che non sono ancora incluse nei progetti di istruzione classici</STRING></STRING>. Gli Stati membri dovrebbero collaborare con le parti sociali, gli erogatori di istruzione e formazione, le imprese e altri portatori di interessi, anche nel contesto del piano d'azione per affrontare le carenze di manodopera e di competenze presentato dalla Commissione nel marzo 2024, con l'obiettivo di ovviare alle carenze strutturali dei sistemi di istruzione e formazione e migliorarne la qualità e la pertinenza rispetto al mercato del lavoro, anche attraverso un sostegno finanziario e tecnico mirato. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Il diritto a un congedo per formazione retribuito per motivi professionali dovrebbe essere incoraggiato per consentire ai lavoratori di partecipare a programmi di formazione durante l'orario di lavoro e senza alcun costo per i lavoratori, in linea con le pertinenti convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro.</STRING></STRING> Ciò contribuirebbe anche a rendere possibili le transizioni verde e digitale in quanto verrebbe data una risposta agli squilibri tra domanda e offerta di competenze e alle carenze di manodopera che interessano anche le attività connesse alle industrie digitali e a zero emissioni nette, comprese quelle che attengono alla sicurezza economica dell'UE, e le attività connesse alla transizione verde, come la diffusione delle energie rinnovabili o la riqualificazione edilizia. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Condizioni di lavoro dignitose che comprendano, tra l’altro, salari equi, contratti di lavoro standard, l'accesso alla protezione sociale, le opportunità di apprendimento permanente, la salute e sicurezza sul lavoro, un buon equilibrio tra vita professionale e vita privata, un orario di lavoro ragionevole, la rappresentanza dei lavoratori, la democrazia sul luogo di lavoro e la contrattazione collettiva svolgono un ruolo essenziale nell'attirare e mantenere i lavoratori qualificati.</STRING></STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		19</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 6 – comma 2</STRING></STI.AMD><OLD><P>Occorrerebbe concentrarsi sul contrasto del peggioramento dei risultati scolastici dei giovani, in particolare per quanto riguarda le competenze di base. Sono necessari interventi per rispondere alle sfide che interessano la professione dell'insegnante, tra cui la sua attrattiva, la carenza di docenti e la necessità di investire nelle competenze e abilità digitali degli insegnanti e dei formatori. I sistemi di istruzione e formazione dovrebbero inoltre dotare tutti i discenti di competenze chiave, comprese le competenze di base e digitali e quelle trasversali, e delle capacità di pensiero critico di fronte alla minaccia della disinformazione, per gettare le basi per l'adattabilità e la resilienza durante tutta la vita, garantendo nel contempo che gli insegnanti siano pronti a promuovere l'acquisizione di tali competenze tra i discenti. Gli Stati membri dovrebbero sostenere gli adulti in età lavorativa nell'accesso alla formazione e aumentare gli incentivi e la motivazione dei singoli a cercare una formazione, se del caso anche attraverso i conti individuali di apprendimento garantendone tra l'altro la trasferibilità durante le transizioni professionali e attraverso un sistema affidabile di valutazione della qualità della formazione. Gli Stati membri dovrebbero esplorare il ricorso alle microcredenziali per sostenere l'apprendimento permanente e l'occupabilità. Dovrebbero consentire a tutti di anticipare le esigenze del mercato del lavoro e adeguarsi meglio a tali esigenze, in particolare attraverso un continuo miglioramento del livello delle competenze e una riqualificazione continua come pure attraverso l'offerta di servizi integrati di orientamento e consulenza, per sostenere transizioni eque e giuste per tutti, rafforzare i risultati in ambito occupazionale e sociale e incrementare la produttività, affrontare le carenze del mercato del lavoro e gli squilibri tra domanda e offerta di competenze, migliorare la resilienza complessiva dell'economia di fronte alle crisi e facilitare i potenziali adeguamenti.</P></OLD><NEW><P>Occorrerebbe concentrarsi sul contrasto di qualunque peggioramento dei risultati scolastici dei giovani, in particolare per quanto riguarda le competenze di base. Sono necessari interventi per rispondere alle sfide che interessano la professione dell'insegnante, tra cui la sua attrattiva, la carenza di docenti e la necessità di investire nelle competenze e abilità digitali degli insegnanti e dei formatori. I sistemi di istruzione e formazione dovrebbero inoltre dotare tutti i discenti di competenze chiave, comprese le competenze di base e digitali e quelle trasversali, e delle capacità di pensiero critico di fronte alla minaccia della disinformazione, per gettare le basi per l'adattabilità e la resilienza durante tutta la vita<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, necessarie per la riuscita delle transizioni, in particolare nel contesto dei cambiamenti climatici,</STRING></STRING> garantendo nel contempo che gli insegnanti siano pronti a promuovere l'acquisizione di tali competenze tra i discenti. Gli Stati membri dovrebbero sostenere gli adulti in età lavorativa nell'accesso alla formazione e aumentare gli incentivi e la motivazione dei singoli a cercare una formazione, se del caso anche attraverso i conti individuali di apprendimento garantendone tra l'altro la trasferibilità durante le transizioni professionali e attraverso un sistema affidabile di valutazione della qualità della formazione. Gli Stati membri dovrebbero esplorare il ricorso alle microcredenziali per sostenere l'apprendimento permanente e l'occupabilità. Dovrebbero consentire a tutti di anticipare le esigenze del mercato del lavoro e adeguarsi meglio a tali esigenze, in particolare attraverso un continuo miglioramento del livello delle competenze e una riqualificazione continua come pure attraverso l'offerta di servizi integrati di orientamento e consulenza, per sostenere transizioni eque e giuste per tutti<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, con un'attenzione particolare nei confronti dei lavoratori che hanno più di 50 anni di età,</STRING></STRING> rafforzare i risultati in ambito occupazionale e sociale e incrementare la produttività, affrontare le carenze del mercato del lavoro e gli squilibri tra domanda e offerta di competenze, migliorare la resilienza complessiva dell'economia di fronte alle crisi e facilitare i potenziali adeguamenti.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		20</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 6 – comma 3</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero promuovere le pari opportunità per tutti affrontando le disuguaglianze nei sistemi di istruzione e formazione, anche a livello di copertura regionale. I minori in particolare dovrebbero avere accesso a un'educazione e cura della prima infanzia di elevata qualità e a prezzi accessibili, in linea con i nuovi "obiettivi di Barcellona" e la garanzia europea per l'infanzia. Gli Stati membri dovrebbero innalzare i livelli complessivi delle qualifiche, ridurre il numero di giovani che abbandonano precocemente l'istruzione e la formazione, sostenere la parità di accesso all'istruzione dei minori appartenenti a gruppi svantaggiati e provenienti da zone remote, accrescere l'attrattiva dell'istruzione e formazione professionale (IFP), sostenere l'accesso all'istruzione terziaria e il suo completamento e aumentare il numero delle persone che completano il percorso di IFP e dei laureati nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), in particolare tra le donne. Si dovrebbero anche sostenere il massimo del rendimento e l'eccellenza dei risultati scolastici, considerato il ruolo che rivestono nel promuovere il potenziale di innovazione futura dell'UE. Gli Stati membri dovrebbero agevolare la transizione dei giovani dall'istruzione al lavoro attraverso tirocini e apprendistati di qualità e aumentare la partecipazione degli adulti all'apprendimento continuo, in particolare per quanto riguarda i discenti provenienti da contesti svantaggiati e quelli meno qualificati. Tenendo conto delle nuove esigenze nel contesto di società digitali, verdi e che invecchiano, gli Stati membri dovrebbero migliorare e incrementare l'offerta di una IFP iniziale e continua flessibile e la partecipazione alla stessa, potenziare l'apprendimento basato sul lavoro nei loro sistemi di IFP, anche grazie ad apprendistati di qualità, accessibili ed efficaci, e aiutare gli adulti scarsamente qualificati a mantenere la loro occupabilità. Gli Stati membri dovrebbero inoltre rafforzare la pertinenza dell'istruzione terziaria e<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, se del caso,</STRING></STRING> della ricerca universitaria per il mercato del lavoro, migliorare il monitoraggio e le previsioni delle competenze, conferire maggiore visibilità alle competenze e rendere comparabili le qualifiche, comprese quelle acquisite all'estero e assicurare un uso più coerente delle classificazioni europee (ad es. ESCO), e aumentare le opportunità per il riconoscimento e la convalida delle abilità e delle competenze acquisite al di fuori dell'istruzione e della formazione formale, anche per i rifugiati e le persone che beneficiano di uno status di protezione temporanea. Avvalersi del potenziale non sfruttato della forza lavoro interna dell'UE e, oltre a ciò, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">attirare talenti e competenze da paesi terzi attraverso la gestione dei</STRING></STRING> flussi migratori e prevenire condizioni lavorative di sfruttamento possono contribuire a far fronte alle carenze di manodopera e di competenze, comprese quelle collegate alle transizioni verde e digitale, ad esempio nei settori STEM e nell'assistenza sanitaria <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e</STRING></STRING> nell'assistenza a lungo termine.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero promuovere le pari opportunità per tutti affrontando le disuguaglianze nei sistemi di istruzione e formazione, anche a livello di copertura regionale. I minori in particolare dovrebbero avere accesso a un'educazione e cura della prima infanzia di elevata qualità e a prezzi accessibili, in linea con i nuovi "obiettivi di Barcellona" e la garanzia europea per l'infanzia. Gli Stati membri dovrebbero innalzare i livelli complessivi delle qualifiche, ridurre il numero di giovani che abbandonano precocemente l'istruzione e la formazione, sostenere la parità di accesso all'istruzione dei minori appartenenti a gruppi svantaggiati e provenienti da zone remote, accrescere l'attrattiva dell'istruzione e formazione professionale (IFP), sostenere l'accesso all'istruzione terziaria e il suo completamento e aumentare il numero delle persone che completano il percorso di IFP e dei laureati nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), in particolare tra le donne. Si dovrebbero anche sostenere il massimo del rendimento e l'eccellenza dei risultati scolastici, considerato il ruolo che rivestono nel promuovere il potenziale di innovazione futura dell'UE. Gli Stati membri dovrebbero agevolare la transizione dei giovani dall'istruzione al lavoro attraverso tirocini e apprendistati di qualità <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e retribuiti</STRING></STRING> e aumentare la partecipazione degli adulti all'apprendimento continuo, in particolare per quanto riguarda i discenti provenienti da contesti svantaggiati e quelli meno qualificati. Tenendo conto delle nuove esigenze nel contesto di società digitali, verdi e che invecchiano, gli Stati membri dovrebbero migliorare e incrementare l'offerta di una IFP iniziale e continua flessibile e la partecipazione alla stessa, potenziare l'apprendimento basato sul lavoro nei loro sistemi di IFP, anche grazie ad apprendistati di qualità, accessibili ed efficaci, e aiutare gli adulti scarsamente qualificati a mantenere la loro occupabilità. Gli Stati membri dovrebbero inoltre rafforzare<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, se del caso,</STRING></STRING> la pertinenza dell'istruzione terziaria e della ricerca universitaria per il mercato del lavoro, migliorare il monitoraggio e le previsioni delle competenze, conferire maggiore visibilità alle competenze e rendere comparabili le qualifiche, comprese quelle acquisite all'estero e assicurare un uso più coerente delle classificazioni europee (ad es. ESCO), e aumentare le opportunità per il riconoscimento e la convalida delle abilità e delle competenze acquisite al di fuori dell'istruzione e della formazione formale, anche per i rifugiati e le persone che beneficiano di uno status di protezione temporanea. Avvalersi del potenziale non sfruttato della forza lavoro interna dell'UE e, oltre a ciò, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">attivare</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">canali legali per la gestione</STRING></STRING> dei flussi migratori e prevenire condizioni lavorative di sfruttamento <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">offrendo ai lavoratori migranti le stesse condizioni di lavoro e di occupazione dei lavoratori locali</STRING></STRING> possono contribuire a far fronte alle carenze di manodopera e di competenze, comprese quelle collegate alle transizioni verde e digitale, ad esempio nei settori STEM <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">nonché</STRING></STRING> nell'assistenza sanitaria e nell'assistenza a lungo termine<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, nell'istruzione, nei trasporti e nell'edilizia</STRING></STRING>. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Nel contempo, gli Stati membri dovrebbero garantire che la migrazione dei lavoratori non comporti un deterioramento delle condizioni di lavoro esistenti per i lavoratori nazionali. L'adozione di un bacino di talenti dell'UE, unitamente a un recepimento ambizioso della direttiva sulla Carta blu UE, potrebbe offrire opportunità per affrontare la carenza di manodopera a tutti i livelli di competenze e in tutti i settori.</STRING></STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		21</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 6 – comma 4</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero fornire ai disoccupati e alle persone inattive un'assistenza efficace, tempestiva, coordinata e su misura, basata sul sostegno alla ricerca di un impiego, sulla formazione, sul miglioramento delle competenze e sulla riqualificazione e sull'accesso ad altri servizi abilitanti, prestando particolare attenzione ai gruppi vulnerabili e alle persone colpite dalle transizioni verde e digitale o dagli shock nel mercato del lavoro. Dovrebbero essere perseguite tempestivamente<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, al più tardi entro 18 mesi dall'inizio della disoccupazione,</STRING></STRING> strategie globali che includano valutazioni individuali approfondite dei disoccupati, al fine di ridurre e prevenire in misura significativa la disoccupazione strutturale e di lungo periodo. La disoccupazione giovanile e il fenomeno dei giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo (NEET) dovrebbero continuare ad essere affrontati mediante la prevenzione dell'abbandono precoce dell'istruzione e formazione e il miglioramento strutturale della transizione dalla scuola al lavoro, anche grazie alla piena attuazione della garanzia per i giovani rafforzata, che dovrebbe altresì sostenere le opportunità di occupazione giovanile di qualità. Gli Stati membri dovrebbero inoltre intensificare gli sforzi, in particolare per evidenziare in che modo le transizioni verde e digitale offrano una prospettiva rinnovata per il futuro e opportunità per i giovani nel mercato del lavoro.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero fornire ai disoccupati e alle persone inattive un'assistenza efficace, tempestiva, coordinata e su misura, basata sul sostegno alla ricerca di un impiego, sulla formazione, sul miglioramento delle competenze e sulla riqualificazione e sull'accesso ad altri servizi abilitanti, prestando particolare attenzione ai gruppi vulnerabili e alle persone colpite dalle <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">necessarie</STRING></STRING> transizioni verde e digitale o dagli shock nel mercato del lavoro. Dovrebbero essere perseguite tempestivamente strategie globali che includano valutazioni individuali approfondite dei disoccupati, al fine di ridurre e prevenire in misura significativa la disoccupazione strutturale e di lungo periodo. La disoccupazione giovanile e il fenomeno dei giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo (NEET) dovrebbero continuare ad essere affrontati mediante la prevenzione dell'abbandono precoce dell'istruzione e formazione e il miglioramento strutturale della transizione dalla scuola al lavoro, anche grazie alla piena attuazione della garanzia per i giovani rafforzata, che dovrebbe altresì sostenere le opportunità di occupazione giovanile di qualità. Gli Stati membri dovrebbero inoltre intensificare gli sforzi, in particolare per evidenziare in che modo le transizioni verde e digitale offrano una prospettiva rinnovata per il futuro e opportunità per i giovani nel mercato del lavoro.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		22</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 6 – comma 5</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero mirare a rimuovere gli ostacoli e i disincentivi, mettendo in atto incentivi, in relazione alla partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per i lavoratori a basso reddito, le persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare (spesso donne) e le persone che sono più lontane dal mercato del lavoro, comprese le persone provenienti da un contesto migratorio e i Rom <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">emarginati</STRING></STRING>. Considerate le forti carenze di manodopera in particolari professioni e settori (in particolare nei settori STEM, nell'assistenza sanitaria e nell'assistenza a lungo termine, nei settori dell'istruzione, dei trasporti e della costruzione) gli Stati membri dovrebbero contribuire a incentivare l'offerta di forza lavoro, segnatamente promuovendo condizioni di lavoro e salari adeguati, in modo da garantire che la concezione dei sistemi fiscali e previdenziali incoraggi la partecipazione al mercato del lavoro e che le politiche attive del mercato del lavoro siano efficaci e accessibili, nel rispetto del ruolo delle parti sociali. Gli Stati membri dovrebbero inoltre sostenere un ambiente di lavoro adattato alle persone con disabilità, anche mediante un sostegno finanziario e tecnico mirato, iniziative di informazione e sensibilizzazione e servizi che consentano loro di partecipare al mercato del lavoro e alla società. Occorre affrontare il problema dei divari di genere a livello di occupazione e di retribuzioni, come pure gli stereotipi di genere. Gli Stati membri dovrebbero garantire la parità di genere e una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, anche offrendo pari opportunità e pari avanzamenti di carriera ed eliminando gli ostacoli all'accesso a posizioni di leadership a tutti i livelli decisionali, nonché contrastando la violenza e le molestie sul luogo di lavoro, un problema che colpisce principalmente le donne. Dovrebbero essere garantite la parità di retribuzione per lo stesso lavoro, o per un lavoro di pari valore, e la trasparenza della retribuzione. Dovrebbe essere promossa la conciliazione tra lavoro, famiglia e vita privata sia per le donne che per gli uomini, in particolare mediante l'accesso a servizi di assistenza a lungo termine e di educazione e cura della prima infanzia di qualità e a prezzi accessibili come pure mediante politiche idonee a rispondere ai cambiamenti che la digitalizzazione ha determinato nel mondo del lavoro. Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i genitori e le altre persone con responsabilità di cura abbiano accesso a un congedo adeguato per motivi familiari e a modalità di lavoro flessibili per conciliare lavoro, famiglia e vita privata, oltre a promuovere un uso equilibrato di tali diritti tra i genitori.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero mirare a rimuovere gli ostacoli e i disincentivi, mettendo in atto incentivi, in relazione alla partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per i lavoratori a basso reddito, le persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare (spesso donne) e le persone che sono più lontane dal mercato del lavoro, comprese le persone provenienti da un contesto migratorio e i Rom. Considerate le forti carenze di manodopera in particolari professioni e settori (in particolare nei settori STEM, nell'assistenza sanitaria e nell'assistenza a lungo termine, nei settori dell'istruzione, dei trasporti e della costruzione) gli Stati membri dovrebbero contribuire a incentivare l'offerta di forza lavoro, segnatamente promuovendo condizioni di lavoro <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">dignitose</STRING></STRING> e salari adeguati, in modo da garantire che la concezione dei sistemi fiscali e previdenziali <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">sostenga</STRING></STRING> la partecipazione al mercato del lavoro e che le politiche attive del mercato del lavoro siano efficaci e accessibili, nel rispetto del ruolo delle parti sociali. Gli Stati membri dovrebbero inoltre sostenere un ambiente di lavoro adattato alle persone con disabilità, anche mediante un sostegno finanziario e tecnico mirato, iniziative di informazione e sensibilizzazione e servizi che consentano loro di partecipare al mercato del lavoro e alla società<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, in cui l'economia sociale potrebbe svolgere un ruolo essenziale nel garantire posti di lavoro di qualità alle persone con disabilità. I vari orientamenti sviluppati nel quadro del pacchetto sull'occupazione della strategia europea per i diritti delle persone con disabilità 2023-2030 dovrebbero essere attuati pienamente nei luoghi di lavoro. È opportuno prestare particolare attenzione al diritto a soluzioni ragionevoli per le persone con disabilità, all'attuazione di strategie di mantenimento del personale e alla lotta contro le pratiche discriminatorie</STRING></STRING>. Occorre affrontare il problema dei divari di genere a livello di occupazione e di retribuzioni, come pure gli stereotipi di genere <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">in ambito occupazionale e la segmentazione per genere dei mercati del lavoro, che rispecchiano divari di genere sistematici nell'accesso all'istruzione e alla formazione pertinenti</STRING></STRING>. Gli Stati membri dovrebbero garantire la parità di genere e una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, anche offrendo pari opportunità e pari avanzamenti di carriera ed eliminando gli ostacoli all'accesso a posizioni di leadership a tutti i livelli decisionali, nonché contrastando la violenza e le molestie sul luogo di lavoro, un problema che colpisce principalmente le donne. Dovrebbero essere garantite la parità di retribuzione per lo stesso lavoro, o per un lavoro di pari valore, e la trasparenza della retribuzione. Dovrebbe essere promossa la conciliazione tra lavoro, famiglia e vita privata sia per le donne che per gli uomini, in particolare mediante l'accesso a servizi di assistenza a lungo termine e di educazione e cura della prima infanzia di qualità e a prezzi accessibili come pure mediante politiche idonee a rispondere ai cambiamenti che la digitalizzazione ha determinato nel mondo del lavoro. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Il diritto dei lavoratori alla disconnessione è essenziale in tale contesto.</STRING></STRING> Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i genitori e le altre persone con responsabilità di cura abbiano accesso a un congedo adeguato per motivi familiari e a modalità di lavoro flessibili per conciliare lavoro, famiglia e vita privata, oltre a promuovere un uso equilibrato di tali diritti tra i genitori.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		23</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 7 – comma 1</STRING></STI.AMD><OLD><P>Al fine di trarre vantaggio da una forza lavoro più dinamica e produttiva e da nuovi modelli imprenditoriali e di lavoro, gli Stati membri dovrebbero collaborare con le parti sociali per creare condizioni di lavoro eque, trasparenti e prevedibili, garantendo un equilibrio tra diritti e obblighi. Dovrebbero ridurre ed evitare la segmentazione all'interno dei mercati del lavoro, contrastare il lavoro non dichiarato e il lavoro autonomo fittizio e favorire la transizione a forme di lavoro a tempo indeterminato. Le norme in materia di protezione dell'occupazione, il diritto del lavoro e le istituzioni dovrebbero tutti concorrere a un <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">ambiente propizio all'assunzione</STRING></STRING> e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">alla flessibilità necessaria per consentire</STRING></STRING> ai datori di lavoro di adattarsi <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">rapidamente </STRING></STRING>ai cambiamenti<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> del contesto economico, pur tutelando i diritti del lavoro</STRING></STRING> e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">garantendo a tutti</STRING></STRING> i <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">lavoratori la protezione sociale, un adeguato livello</STRING></STRING> di <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">sicurezza e ambienti</STRING></STRING> di lavoro <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">sani, sicuri e appropriati</STRING></STRING>. Promuovere l'uso di modalità di lavoro flessibili, come il telelavoro, può contribuire ad aumentare i livelli di occupazione e a rendere più inclusivi i mercati del lavoro. Gli Stati membri dovrebbero anche sostenere i lavoratori, le imprese e altri operatori nella trasformazione digitale, promuovendo tra l'altro l'adozione di strumenti di intelligenza artificiale (IA) etici e affidabili. I possibili modi per farlo comprendono politiche per il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione dei lavoratori per nuove occupazioni e incentivi alle imprese per lo sviluppo e l'utilizzo di tecnologie che possono migliorare la produttività, integrare il lavoro umano e ovviare alle carenze di manodopera in settori critici. In generale e in particolare nel contesto digitale, è importante garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori in termini di orario di lavoro, condizioni di lavoro, salute mentale sul luogo di lavoro ed equilibrio tra vita professionale e vita privata. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">È opportuno</STRING></STRING> evitare i rapporti di lavoro che precarizzano le condizioni di lavoro, anche per quanto riguarda i lavoratori delle piattaforme digitali, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">garantendo</STRING></STRING> equità, trasparenza e responsabilità nell'impiego degli algoritmi e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">combattendo</STRING></STRING> l'abuso dei contratti atipici. In caso di licenziamento ingiustificato dovrebbero essere garantiti l'accesso a una risoluzione delle controversie efficace e imparziale e il diritto di ricorso, compresa una compensazione adeguata, se del caso.</P></OLD><NEW><P>Al fine di trarre vantaggio da una forza lavoro più dinamica e produttiva e da nuovi modelli imprenditoriali e di lavoro, gli Stati membri dovrebbero collaborare con le parti sociali per creare condizioni di lavoro eque, trasparenti e prevedibili, garantendo un equilibrio tra diritti e obblighi. Dovrebbero ridurre ed evitare la segmentazione all'interno dei mercati del lavoro, contrastare il lavoro non dichiarato e il lavoro autonomo fittizio e favorire la transizione a forme di lavoro a tempo indeterminato. Le norme in materia di protezione dell'occupazione, il diritto del lavoro e le istituzioni dovrebbero tutti concorrere a <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">tutelare i diritti del lavoro e a garantire a tutti i lavoratori </STRING></STRING>un <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">elevato livello di protezione sociale</STRING></STRING> e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">un'occupazione sicura, assunzioni inclusive, salute e sicurezza sul lavoro, nonché ambienti di lavoro appropriati. Allo stesso tempo, gli Stati membri dovrebbero garantire un ambiente adeguato che consenta alle imprese e ai datori di lavoro di adattarsi ai cambiamenti. Gli Stati membri dovrebbero attuare pienamente la normativa dell'UE in materia di salute</STRING></STRING> e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">sicurezza sul lavoro, compresi</STRING></STRING> i <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">valori limite vincolanti di esposizione professionale, al fine</STRING></STRING> di <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">adoperarsi per ridurre il numero</STRING></STRING> di <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">infortuni mortali sul </STRING></STRING>lavoro <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">ed eliminare i tumori sul luogo di lavoro</STRING></STRING>. Promuovere l'uso di modalità di lavoro flessibili, come il telelavoro, può contribuire ad aumentare i livelli di occupazione e a rendere più inclusivi i mercati del lavoro <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e può contribuire a consentire a gruppi di lavoratori precedentemente esclusi di accedere al mercato del lavoro. Allo stesso tempo, rischia anche di rendere meno netta la separazione tra vita privata e vita professionale, pertanto c’è la necessità di una direttiva relativa al diritto alla disconnessione</STRING></STRING>. Gli Stati membri dovrebbero anche sostenere i lavoratori, le imprese e altri operatori nella trasformazione digitale, promuovendo tra l'altro l'adozione di strumenti di IA) etici e affidabili. I possibili modi per farlo comprendono politiche<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, sviluppate in collaborazione con le parti sociali,</STRING></STRING> per il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione dei lavoratori per nuove occupazioni e incentivi alle imprese per lo sviluppo e l'utilizzo di tecnologie che possono migliorare la produttività, integrare il lavoro umano e ovviare alle carenze di manodopera in settori critici. In generale e in particolare nel contesto digitale, è importante garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori in termini di orario di lavoro, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">democrazia sul luogo di lavoro, </STRING></STRING>condizioni di lavoro, salute mentale sul luogo di lavoro ed equilibrio tra vita professionale e vita privata<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e fare in modo che siano applicati in modo paritario a tutti i lavoratori, indipendentemente dalle dimensioni dell'impresa o dal relativo contratto di lavoro</STRING></STRING>. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Si devono</STRING></STRING> evitare i rapporti di lavoro che precarizzano le condizioni di lavoro, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">come il lavoro autonomo fittizio o i tirocini fittizi o altre forme di lavoro dissimulato, </STRING></STRING>anche per quanto riguarda i lavoratori delle piattaforme digitali<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">. È quindi essenziale che gli Stati membri attuino la direttiva relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali, garantiscano che le persone che lavorano mediante piattaforme digitali possano godere pienamente dei loro diritti e prestazioni sociali, intensifichino le ispezioni sul lavoro e introducano sanzioni dissuasive. Gli Stati membri dovrebbero garantire</STRING></STRING> equità, trasparenza e responsabilità <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">umana </STRING></STRING>nell'impiego degli algoritmi e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">combattere</STRING></STRING> l'abuso dei contratti atipici. In caso di licenziamento ingiustificato dovrebbero essere garantiti l'accesso a una risoluzione delle controversie efficace e imparziale e il diritto di ricorso, compresa una compensazione adeguata, se del caso.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		24</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 7 – comma 2</STRING></STI.AMD><OLD><P>Le politiche dovrebbero essere volte a migliorare e sostenere la partecipazione al mercato del lavoro, l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e le transizioni, tra l'altro alla luce del cambiamento demografico e anche nelle regioni svantaggiate. Gli Stati membri dovrebbero favorire efficacemente l'inserimento attivo di chi può partecipare al mercato del lavoro, in particolare dei gruppi sottorappresentati, come le donne e i giovani, e delle persone in situazioni di vulnerabilità, come le persone meno qualificate e i disoccupati di lunga durata, le persone con disabilità, le persone provenienti da un contesto migratorio, comprese quelle che beneficiano di uno status di protezione temporanea, le persone appartenenti a comunità Rom <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">emarginate </STRING></STRING>e i lavoratori anziani. Dovrebbero rafforzare l'ambito di applicazione e l'efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro, ampliandone gli obiettivi, la portata e il campo d'azione e migliorandone la connessione ai servizi sociali, alla formazione e al sostegno al reddito per i disoccupati alla ricerca di un'occupazione, sulla base dei loro diritti e responsabilità. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare al meglio i finanziamenti e il sostegno tecnico dell'UE per rafforzare la capacità dei servizi pubblici per l'impiego di fornire un'assistenza tempestiva e su misura alle persone in cerca di lavoro, di rispondere alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro e di attuare una gestione basata sui risultati, sostenendone la capacità di utilizzo dei dati e delle tecnologie digitali. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">In tal senso anche i servizi privati per l'impiego hanno un ruolo da svolgere.</STRING></STRING></P></OLD><NEW><P>Le politiche dovrebbero essere volte a migliorare e sostenere la partecipazione al mercato del lavoro, l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e le transizioni, tra l'altro alla luce del cambiamento demografico e anche nelle regioni svantaggiate. Gli Stati membri dovrebbero favorire efficacemente l'inserimento attivo di chi può partecipare al mercato del lavoro, in particolare dei gruppi sottorappresentati, come le donne e i giovani, e delle persone in situazioni di vulnerabilità, come le persone meno qualificate e i disoccupati di lunga durata, le persone con disabilità, le persone provenienti da un contesto migratorio, comprese quelle che beneficiano di uno status di protezione temporanea, le persone appartenenti a comunità Rom e i lavoratori anziani. Dovrebbero rafforzare l'ambito di applicazione e l'efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro, ampliandone gli obiettivi, la portata e il campo d'azione e migliorandone la connessione ai servizi sociali, alla formazione e al sostegno al reddito per i disoccupati alla ricerca di un'occupazione, sulla base dei loro diritti e responsabilità. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare al meglio i finanziamenti e il sostegno tecnico dell'UE <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">nonché le risorse nazionali </STRING></STRING>per rafforzare la capacità dei servizi pubblici per l'impiego di fornire un'assistenza tempestiva e su misura alle persone in cerca di lavoro, di rispondere alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro e di attuare una gestione basata sui risultati, sostenendone la capacità di utilizzo dei dati e delle tecnologie digitali.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		25</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 7 – comma 3</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero fornire ai disoccupati adeguate prestazioni di disoccupazione per un periodo di tempo ragionevole, in linea con i contributi versati e con le norme nazionali in materia di ammissibilità<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">. Le prestazioni di disoccupazione non dovrebbero disincentivare un rapido ritorno al lavoro e dovrebbero</STRING></STRING> essere <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">affiancate</STRING></STRING> da politiche attive del mercato del lavoro, comprendenti misure di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione, anche alla luce delle carenze di manodopera e di competenze.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero fornire ai disoccupati adeguate prestazioni di disoccupazione per un periodo di tempo ragionevole, in linea con i contributi versati e con le norme nazionali in materia di ammissibilità<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e sulla base del principio di non discriminazione. Ciò dovrebbe</STRING></STRING> essere <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">accompagnato</STRING></STRING> da politiche attive del mercato del lavoro, comprendenti misure di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione, anche alla luce delle carenze <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e degli squilibri tra domanda e offerta </STRING></STRING>di manodopera e di competenze<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, e sostenuto da meccanismi di apprendimento reciproco tra gli Stati membri</STRING></STRING>.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		26</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 7 – comma 4</STRING></STI.AMD><OLD><P>Si dovrebbe far crescere e sostenere in modo adeguato la mobilità dei discenti, degli apprendisti e dei lavoratori, soprattutto per quanto riguarda i discenti dell'istruzione e formazione professionale con esperienze di mobilità meno numerose, con l'obiettivo di migliorarne le competenze e l'occupabilità, sfruttare appieno il potenziale del mercato del lavoro europeo e contribuire alla competitività a livello europeo. Dovrebbero essere affrontati gli ostacoli alla mobilità dei lavoratori all'interno dell'UE, come le procedure per il riconoscimento delle qualifiche professionali o per il trasferimento dei diritti acquisiti in materia di sicurezza sociale. A tutti coloro che svolgono un'attività transfrontaliera dovrebbero essere garantite condizioni eque e dignitose evitando discriminazioni e garantendo parità di trattamento con i cittadini dell'UE, facendo rispettare la legislazione nazionale e dell'UE e rafforzando la cooperazione amministrativa tra le amministrazioni nazionali per quanto riguarda i lavoratori mobili, con l'assistenza dell'Autorità europea del lavoro.</P></OLD><NEW><P>Si dovrebbe far crescere e sostenere in modo adeguato la mobilità dei discenti, degli apprendisti e dei lavoratori, soprattutto per quanto riguarda i discenti dell'istruzione e formazione professionale con esperienze di mobilità meno numerose, con l'obiettivo di migliorarne le competenze e l'occupabilità, sfruttare appieno il potenziale del mercato del lavoro europeo e contribuire alla competitività a livello europeo. Dovrebbero essere affrontati gli ostacoli alla mobilità dei lavoratori all'interno dell'UE, come le procedure per il riconoscimento delle qualifiche professionali o per il trasferimento dei diritti acquisiti in materia di sicurezza sociale. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sulla base del lavoro svolto dalla task force per l'applicazione delle norme sul mercato unico, gli Stati membri dovrebbero semplificare e standardizzare i loro obblighi di comunicazione. Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero consentire alle loro amministrazioni di ricevere documenti standardizzati in altre lingue dell'Unione.</STRING></STRING> A tutti coloro che svolgono un'attività transfrontaliera dovrebbero essere garantite condizioni eque e dignitose evitando discriminazioni e garantendo parità di trattamento con i cittadini dell'UE, facendo rispettare la legislazione nazionale e dell'UE e rafforzando la cooperazione amministrativa tra le amministrazioni nazionali per quanto riguarda i lavoratori mobili, con l'assistenza dell'Autorità europea del lavoro. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Pur sostenendo la mobilità del lavoro, gli Stati membri dovrebbero anche contrastare efficacemente l'impatto negativo della fuga dei cervelli in alcune regioni, in particolare negli Stati membri meridionali e orientali e nelle aree remote e rurali.</STRING></STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		27</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 7 – comma 5</STRING></STI.AMD><OLD><P>La mobilità dei lavoratori che esercitano professioni critiche e dei lavoratori transfrontalieri, stagionali e distaccati dovrebbe essere sostenuta in caso di chiusure temporanee delle frontiere<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> dovute a considerazioni di salute pubblica</STRING></STRING>. Gli Stati membri dovrebbero impegnarsi maggiormente a favore dei partenariati volti ad attirare i talenti per migliorare i percorsi di migrazione legale mediante nuovi programmi di mobilità e dovrebbero prevedere una politica di integrazione efficace dei lavoratori e delle loro famiglie, che comprenda l'istruzione e la formazione, anche linguistica, l'occupazione, la salute e l'alloggio.</P></OLD><NEW><P>La mobilità dei lavoratori che esercitano professioni critiche e dei lavoratori transfrontalieri, stagionali e distaccati dovrebbe essere sostenuta in caso di chiusure temporanee delle frontiere. Gli Stati membri dovrebbero impegnarsi maggiormente a favore dei partenariati volti ad attirare i talenti per migliorare i percorsi di migrazione legale mediante nuovi programmi di mobilità e dovrebbero prevedere una politica di integrazione efficace dei lavoratori e delle loro famiglie, che comprenda l'istruzione e la formazione, anche linguistica, l'occupazione, la salute e l'alloggio.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		28</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 7 – comma 6</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero inoltre adoperarsi per creare le condizioni adeguate per le nuove forme e i nuovi metodi di lavoro, sfruttandone il potenziale di creazione di posti di lavoro e garantendo nel contempo il rispetto dei diritti sociali esistenti. Dovrebbero fornire consulenza e orientamenti sui diritti e sugli obblighi che si applicano nel contesto dei contratti atipici e delle nuove forme di lavoro, come il lavoro mediante piattaforme di lavoro digitali e le modalità di telelavoro<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> permanente o semipermanente</STRING></STRING>. A tale riguardo, le parti sociali possono svolgere un ruolo fondamentale e gli Stati membri dovrebbero aiutarle a raggiungere e rappresentare le persone che svolgono lavoro atipico e sono impegnate in nuove forme di lavoro. Per quanto riguarda le sfide derivanti dalle nuove forme di organizzazione del lavoro, che comprendono tra l'altro l'impiego delle tecnologie digitali e dell'IA, quali la gestione algoritmica, la sorveglianza dei lavoratori e il telelavoro, gli Stati membri dovrebbero contemplare la possibilità di fornire sostegno all'applicazione delle norme, ad esempio orientamenti o sessioni di formazione specifiche per gli <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">ispettorati</STRING></STRING> del lavoro.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero inoltre adoperarsi per creare le condizioni adeguate per le nuove forme e i nuovi metodi di lavoro, sfruttandone il potenziale di creazione di posti di lavoro e garantendo nel contempo il rispetto dei diritti sociali esistenti<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> nonché del diritto del lavoro dell'Unione e nazionale</STRING></STRING>. Dovrebbero fornire consulenza e orientamenti sui diritti e sugli obblighi che si applicano nel contesto dei contratti atipici e delle nuove forme di lavoro, come il lavoro mediante piattaforme di lavoro digitali e le modalità di telelavoro. A tale riguardo, le parti sociali possono svolgere un ruolo fondamentale e gli Stati membri dovrebbero aiutarle a raggiungere e rappresentare le persone che svolgono lavoro atipico e sono impegnate in nuove forme di lavoro. Per quanto riguarda le sfide derivanti dalle nuove forme di organizzazione del lavoro, che comprendono tra l'altro l'impiego delle tecnologie digitali e dell'IA, quali la gestione algoritmica, la sorveglianza dei lavoratori e il telelavoro, gli Stati membri dovrebbero contemplare la possibilità di fornire sostegno all'applicazione delle norme, ad esempio <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">tramite il rafforzamento delle risorse e della capacità dell'ispettorato del lavoro e ulteriori misure quali </STRING></STRING>orientamenti o sessioni di formazione specifiche per gli <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">ispettori</STRING></STRING> del lavoro.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		29</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 7 – comma 7</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero garantire un contesto favorevole al dialogo sociale bipartito e tripartito a tutti i livelli, anche in materia di contrattazione collettiva, nei settori pubblico e privato, conformemente al diritto e/o alle prassi nazionali, previa consultazione delle parti sociali e in stretta cooperazione con le medesime, nel rispetto della loro autonomia. Gli Stati membri dovrebbero coinvolgere in modo sistematico e significativo e con tempestività le parti sociali nell'elaborazione e attuazione delle riforme e delle politiche occupazionali, sociali e, se del caso, delle politiche economiche e di altre politiche pubbliche, così come nella determinazione e nell'aggiornamento dei salari minimi legali. Gli Stati membri dovrebbero favorire un maggiore livello di copertura della contrattazione collettiva, anche promuovendo lo sviluppo e il rafforzamento della capacità delle parti sociali, permettere una contrattazione collettiva efficace a tutti i livelli appropriati e incoraggiare il coordinamento a tali livelli e tra tali livelli. Le parti sociali dovrebbero essere incoraggiate a negoziare e concludere accordi collettivi negli ambiti di loro interesse, nel pieno rispetto della loro autonomia e del diritto all'azione collettiva.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">promuovere la democrazia sul luogo di lavoro e </STRING></STRING>garantire un contesto favorevole al dialogo sociale bipartito e tripartito a tutti i livelli, anche in materia di contrattazione collettiva, nei settori pubblico e privato, conformemente al diritto e/o alle prassi nazionali, previa consultazione delle parti sociali e in stretta cooperazione con le medesime, nel rispetto della loro autonomia. Gli Stati membri dovrebbero coinvolgere in modo sistematico e significativo e con tempestività le parti sociali nell'elaborazione e attuazione delle riforme e delle politiche occupazionali, sociali e, se del caso, delle politiche economiche e di altre politiche pubbliche, così come nella determinazione e nell'aggiornamento dei salari minimi legali. Gli Stati membri dovrebbero favorire un maggiore livello di copertura della contrattazione collettiva, anche promuovendo lo sviluppo e il rafforzamento della capacità delle parti sociali, permettere una contrattazione collettiva efficace a tutti i livelli appropriati e incoraggiare il coordinamento a tali livelli e tra tali livelli. Le parti sociali dovrebbero essere incoraggiate a negoziare e concludere accordi collettivi negli ambiti di loro interesse, nel pieno rispetto della loro autonomia e del diritto all'azione collettiva. <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Gli Stati membri dovrebbero attuare quanto prima la direttiva (UE) 2022/2041 e predisporre piani d'azione per aumentare la copertura della contrattazione collettiva conformemente alla direttiva, a seconda dei casi.</STRING></STRING></P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		30</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 7 – comma 8</STRING></STI.AMD><OLD><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Se del caso</STRING></STRING> e sulla base delle prassi nazionali vigenti, gli Stati membri dovrebbero tener conto dell'esperienza pertinente delle organizzazioni della società civile in tema di occupazione e questioni sociali.</P></OLD><NEW><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Fatte salve le competenze e l'autonomia delle parti sociali nonché il loro diritto di negoziare e concludere contratti collettivi</STRING></STRING> e sulla base delle prassi nazionali vigenti, gli Stati membri dovrebbero anche tener conto dell'esperienza pertinente delle organizzazioni della società civile in tema di occupazione e questioni sociali<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, se del caso</STRING></STRING>.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		31</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 8 – comma 1</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero promuovere mercati del lavoro inclusivi e aperti a tutti, mettendo in atto misure efficaci intese a <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">combattere</STRING></STRING> ogni forma di discriminazione e a <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">promuovere</STRING></STRING> pari opportunità per tutti, in particolare per i gruppi sottorappresentati sul mercato del lavoro, riservando anche la debita attenzione alla dimensione regionale e territoriale. Gli Stati membri dovrebbero garantire la parità di trattamento in materia di occupazione, protezione sociale, assistenza sanitaria, educazione e cura della prima infanzia, assistenza a lungo termine, istruzione e accesso a beni e servizi, alloggio compreso, a prescindere da genere, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero promuovere mercati del lavoro inclusivi e aperti a tutti, mettendo in atto misure efficaci intese a <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">eliminare</STRING></STRING> ogni forma di discriminazione e a <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">garantire</STRING></STRING> pari opportunità per tutti, in particolare per i gruppi sottorappresentati sul mercato del lavoro, riservando anche la debita attenzione alla dimensione regionale e territoriale. Dovrebbero garantire la parità di trattamento in materia di occupazione, protezione sociale, assistenza sanitaria, educazione e cura della prima infanzia, assistenza <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">di sollievo e</STRING></STRING> a lungo termine, istruzione e accesso a beni e servizi, alloggio compreso, a prescindere da genere, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		32</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 8 – comma 2</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero modernizzare i regimi di protezione sociale per fornire a tutti una protezione sociale efficace, efficiente, adeguata e sostenibile, in tutte le fasi della vita, favorendo l'inclusione sociale e la mobilità sociale ascendente, incentivando la partecipazione al mercato del lavoro, sostenendo gli investimenti sociali, combattendo la povertà e l'esclusione sociale e affrontando le disuguaglianze, anche mediante l'impostazione dei loro sistemi fiscali e previdenziali e una valutazione dell'impatto distributivo delle politiche. Integrando gli approcci universali con quelli mirati si migliorerà l'efficacia dei regimi di protezione sociale. La modernizzazione dei regimi di protezione sociale dovrebbe inoltre mirare a migliorarne la resilienza di fronte a sfide complesse. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata alle famiglie vulnerabili che più risentono delle transizioni verde e digitale e dell'elevato costo della vita, compresi i costi energetici. Visto l'incremento delle forme di lavoro atipiche, gli Stati membri dovrebbero intensificare l'impegno per colmare le lacune nell'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero modernizzare i regimi di protezione sociale per fornire a tutti una protezione sociale efficace, efficiente, adeguata e sostenibile, in tutte le fasi della vita, favorendo l'inclusione sociale e la mobilità sociale ascendente, incentivando la partecipazione al mercato del lavoro, sostenendo gli investimenti sociali, combattendo la povertà e l'esclusione sociale e affrontando le disuguaglianze, anche mediante l'impostazione dei loro sistemi fiscali e previdenziali e una valutazione dell'impatto distributivo delle politiche. Integrando gli approcci universali con quelli mirati si migliorerà l'efficacia dei regimi di protezione sociale. La modernizzazione dei regimi di protezione sociale dovrebbe inoltre mirare a migliorarne la resilienza di fronte a sfide complesse. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata alle famiglie vulnerabili che più risentono <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">dei cambiamenti climatici, </STRING></STRING>delle<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> sfide legate alle</STRING></STRING> transizioni verde e digitale e dell'elevato costo della vita, compresi i costi energetici. Visto l'incremento delle forme di lavoro atipiche, gli Stati membri dovrebbero intensificare l'impegno per colmare le lacune nell'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		33</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 8 – comma 3</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero sviluppare e integrare i tre settori dell'inclusione attiva: un adeguato sostegno al reddito, mercati del lavoro inclusivi e accesso a servizi abilitanti di qualità per rispondere alle esigenze individuali. I regimi di protezione sociale dovrebbero garantire un adeguato reddito minimo per chiunque non disponga di risorse sufficienti e promuovere l'inclusione sociale sostenendo e incoraggiando la partecipazione attiva al mercato del lavoro e alla società, anche attraverso una fornitura mirata di servizi sociali. La disponibilità di servizi accessibili, anche in termini di prezzi, e di qualità in materia di educazione e cura della prima infanzia, assistenza al di fuori dell'orario scolastico, istruzione, formazione, alloggio e servizi sanitari e di assistenza a lungo termine costituisce una condizione necessaria per garantire pari opportunità. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alla lotta alla povertà e all'esclusione sociale, compresa la povertà lavorativa, in linea con gli obiettivi principali nazionali e dell'Unione per il 2030 in materia di riduzione della povertà. È opportuno affrontare in special modo la povertà e l'esclusione sociale dei minori mediante misure globali e integrate, anche attraverso la piena attuazione della garanzia europea per l'infanzia. Gli Stati membri dovrebbero garantire a tutti, bambini compresi, l'accesso ai servizi essenziali di qualità. Dovrebbero anche garantire alle persone in stato di bisogno o in una situazione vulnerabile l'accesso a un alloggio sociale adeguato e a prezzi accessibili o a un'assistenza abitativa. Dovrebbero garantire una transizione verso un'energia pulita ed equa e contrastare la povertà energetica, forma di povertà sempre più rilevante, anche attraverso, se del caso, misure mirate di sostegno destinate alle famiglie in situazioni di vulnerabilità. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare in modo efficace i finanziamenti e il sostegno tecnico dell'UE per investire negli alloggi sociali, nella riqualificazione edilizia e nei servizi di accompagnamento e affrontare la necessità urgente di alloggi dignitosi e a prezzi accessibili. Per quanto concerne tali servizi dovrebbero essere prese in considerazione le necessità specifiche delle persone con disabilità, anche in termini di accessibilità. La deprivazione abitativa dovrebbe essere affrontata in modo specifico promuovendo l'accesso ad alloggi permanenti e l'offerta di servizi di sostegno abilitanti.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero sviluppare e integrare i tre settori dell'inclusione attiva: un adeguato sostegno al reddito, mercati del lavoro inclusivi e accesso a servizi abilitanti di qualità per rispondere alle esigenze individuali. I regimi di protezione sociale dovrebbero garantire un adeguato reddito minimo per chiunque non disponga di risorse sufficienti e promuovere l'inclusione sociale sostenendo e incoraggiando la partecipazione attiva <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">delle persone in età lavorativa </STRING></STRING>al mercato del lavoro e alla società, anche attraverso una fornitura mirata di servizi sociali. La disponibilità di servizi accessibili, anche in termini di prezzi, e di qualità in materia di educazione e cura della prima infanzia, assistenza al di fuori dell'orario scolastico, istruzione, formazione, alloggio e servizi sanitari e di assistenza a lungo termine <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">nonché assistenza di sollievo e sostegno ai prestatori di assistenza </STRING></STRING>costituisce una condizione necessaria per garantire pari opportunità. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alla lotta alla povertà e all'esclusione sociale, compresa la povertà lavorativa, in linea con gli obiettivi principali nazionali e dell'Unione per il 2030 in materia di riduzione della povertà. È opportuno affrontare in special modo la povertà e l'esclusione sociale dei minori mediante misure globali e integrate, anche attraverso la piena attuazione della garanzia europea per l'infanzia. Gli Stati membri dovrebbero garantire a tutti, bambini compresi, l'accesso ai servizi essenziali di qualità. Dovrebbero anche garantire alle persone in stato di bisogno o in una situazione vulnerabile l'accesso a un alloggio sociale adeguato e a prezzi accessibili o a un'assistenza abitativa. Dovrebbero garantire una transizione verso un'energia pulita ed equa e contrastare <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">urgentemente </STRING></STRING>la povertà energetica, forma di povertà sempre più rilevante, anche attraverso, se del caso, misure mirate di sostegno destinate alle famiglie in situazioni di vulnerabilità. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare in modo efficace i finanziamenti e il sostegno tecnico dell'UE per investire negli alloggi sociali, nella riqualificazione edilizia e nei servizi di accompagnamento e affrontare la necessità urgente di alloggi dignitosi e a prezzi accessibili. Per quanto concerne tali servizi dovrebbero essere prese in considerazione le necessità specifiche delle persone con disabilità, anche in termini di accessibilità. La deprivazione abitativa dovrebbe essere affrontata in modo specifico promuovendo l'accesso ad alloggi permanenti<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> (approccio "prima casa")</STRING></STRING> e l'offerta di servizi di sostegno abilitanti.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		34</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 8 – comma 4</STRING></STI.AMD><OLD><P>Gli Stati membri dovrebbero garantire l'accesso tempestivo a servizi di assistenza sanitaria preventiva, di cura e a lungo termine di buona qualità e a prezzi accessibili, salvaguardandone nel contempo la sostenibilità sul lungo periodo. Nel contesto di un aumento della domanda di assistenza a lungo termine, legata anche al cambiamento demografico, si dovrebbero affrontare le lacune di adeguatezza, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">la carenza</STRING></STRING> di forza lavoro e le condizioni di lavoro precarie.</P></OLD><NEW><P>Gli Stati membri dovrebbero garantire l'accesso tempestivo a servizi di assistenza sanitaria preventiva, di cura e a lungo termine di buona qualità e a prezzi accessibili, salvaguardandone nel contempo la sostenibilità sul lungo periodo. Nel contesto di un aumento della domanda di assistenza a lungo termine, legata anche al cambiamento demografico, si dovrebbero affrontare le lacune di adeguatezza<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> della protezione sociale</STRING></STRING>, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">le carenze</STRING></STRING> di forza lavoro e le condizioni di lavoro precarie<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> e le remunerazioni spesso inadeguate dei prestatori di assistenza</STRING></STRING>.</P></NEW></AMEND><AMEND><TI.AMD><STRING BOLD="on">Emendamento		35</STRING></TI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Proposta di decisione</STRING></STI.AMD><STI.AMD><STRING BOLD="on">Allegato – Orientamento 8 – comma 6</STRING></STI.AMD><OLD><P>In un contesto di maggiore longevità e di cambiamento demografico, gli Stati membri dovrebbero garantire l'adeguatezza e la sostenibilità dei sistemi pensionistici per i lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi, offrendo a donne e uomini pari opportunità di acquisire e maturare diritti a pensione, anche mediante regimi integrativi, per assicurare un reddito di <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">vecchiaia adeguato</STRING></STRING>. Le riforme pensionistiche dovrebbero essere sostenute da politiche volte a ridurre il divario pensionistico di genere e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">da misure che prolunghino la vita lavorativa,</STRING></STRING> in <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">particolare agevolando la partecipazione al</STRING></STRING> mercato del lavoro <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">delle persone anziane</STRING></STRING>, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e dovrebbero essere inserite nell'ambito di strategie per l'invecchiamento attivo</STRING></STRING>. Gli Stati membri dovrebbero stabilire un dialogo costruttivo con le parti sociali e altri pertinenti portatori di interessi e consentire un'opportuna introduzione progressiva delle riforme.</P></OLD><NEW><P>In un contesto di maggiore longevità e di cambiamento demografico, gli Stati membri dovrebbero garantire l'adeguatezza e la sostenibilità dei sistemi pensionistici per i lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi, offrendo a donne e uomini pari opportunità di acquisire e maturare diritti a pensione, anche mediante regimi integrativi, per assicurare un reddito <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">pensionistico dignitoso al </STRING></STRING>di <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">sopra della soglia di povertà</STRING></STRING>. Le riforme pensionistiche dovrebbero essere sostenute da politiche volte a ridurre il divario pensionistico di genere<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">, anche mediante periodi di congedo di maternità</STRING></STRING> e <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">parentale adeguatamente valutati, e a promuovere un invecchiamento attivo e</STRING></STRING> in <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">buona salute e condizioni di lavoro dignitose per garantire che i lavoratori possano effettivamente rimanere nel</STRING></STRING> mercato del lavoro <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">fino al raggiungimento dell'età pensionabile legale. Allo stesso tempo</STRING></STRING>, <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">i lavoratori che desiderano restare attivi dopo aver raggiunto l'età pensionabile dovrebbero avere la possibilità di farlo</STRING></STRING>. Gli Stati membri dovrebbero stabilire un dialogo costruttivo con le parti sociali e altri pertinenti portatori di interessi e consentire un'opportuna introduzione progressiva delle riforme.</P></NEW></AMEND></AMDLST></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>