<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2024)0030</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Interpretazione errata della risoluzione 2758 delle Nazioni Unite da parte della Repubblica popolare cinese e le sue continue provocazioni militari intorno a Taiwan</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0134, 0135, 0137, 0138 e 0140/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2024 sull'interpretazione errata della risoluzione 2758 delle Nazioni Unite da parte della Repubblica popolare cinese e le sue continue provocazioni militari intorno a Taiwan (2024/2891(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Repubblica democratica popolare cinese (RPC) e Taiwan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 16 settembre 2021 su una nuova strategia UE-Cina<FOOTNOTE><FIELD> GU C 117 dell'11.3.2022, pag. 40</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 21 ottobre 2021 al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente le relazioni politiche e la cooperazione tra l'Unione europea e Taiwan<FOOTNOTE><FIELD> GU C 184 del 5.5.2022, pag. 170.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 7 giugno 2022 sull'UE e le sfide in materia di sicurezza nella regione indo-pacifica<FOOTNOTE><FIELD> GU C 493 del 27.12.2022, pag. 32.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 settembre 2022 sulla situazione nello stretto di Taiwan<FOOTNOTE><FIELD> GU C 125 del 5.4.2023, pag. 149.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2023 sulle relazioni commerciali e di investimento UE-Taiwan<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/4174 del 2.8.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4174/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la bussola strategica per la sicurezza e la difesa, approvata dal Consiglio il 21 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 16 settembre 2021, sulla strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica (JOIN(2021)0024),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la politica di "una sola Cina" perseguita dall'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il vertice UE-Cina del 7 dicembre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo sulla Cina del 30 giugno 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le visite a Taiwan della commissione per gli affari esteri, dal 25 al 27 luglio 2023, e della commissione per il commercio internazionale, dal 19 al 21 dicembre 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione rilasciata il 1<STRING SUPERSCRIPT="on">o</STRING> settembre 2024 dal portavoce dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulle più recenti azioni pericolose nel Mar cinese meridionale;</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni rilasciate dal portavoce dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulle esercitazioni militari cinesi intorno a Taiwan, compresa la più recente dichiarazione del 14 ottobre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni rilasciate il 18 aprile 2023 e il 3 agosto 2022 dai ministri degli Esteri del G7 sul mantenimento della pace e della stabilità nello stretto di Taiwan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del presidente della riunione dei ministri degli Affari esteri del G7 del 23 settembre 2024;</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta dei ministri della Difesa del G7 del 19 ottobre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la mozione d'urgenza su Taiwan approvata dal Senato australiano il 21 agosto 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 2758 (XXVI) dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 25 ottobre 1971,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la mozione sulla risoluzione 2758 delle Nazioni Unite approvata dalla Camera dei rappresentanti dei Paesi Bassi il 12 settembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione alla stampa rilasciata il 13 ottobre 2024 dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 7 della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), conclusa il 9 maggio 1992,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 5 del regolamento interno permanente dell'Assemblea dell'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (ICAO),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 4 della costituzione dell'Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 8 e l'articolo 18, lettera h), della costituzione dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la risoluzione 2758 delle Nazioni Unite, approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 ottobre 1971, ha trasferito il riconoscimento ufficiale dalla Repubblica di Cina (Taiwan) alla Repubblica popolare cinese (RPC); che oggi Taiwan, pur non essendo un membro delle Nazioni Unite, intrattiene relazioni diplomatiche con 11 dei 193 paesi membri delle Nazioni Unite nonché con la Santa Sede;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'UE e Taiwan sono partner che condividono gli stessi principi nonché i valori comuni di libertà, democrazia, diritti umani e Stato di diritto; che Taiwan è una democrazia dinamica, con una società civile prospera; che Taiwan ha tenuto elezioni pacifiche e ben organizzate il 13 gennaio 2024;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, a seguito dell'adozione della risoluzione 2758 delle Nazioni Unite, Taiwan ha perso l'accesso alla partecipazione a consessi multilaterali, come l'OMS;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che Taiwan non ha mai fatto parte della RPC; che la Repubblica di Cina è stata istituita nel 1912 e la RPC nel 1949;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che la risoluzione 2758 delle Nazioni Unite riguarda lo status della RPC, ma non stabilisce che la RPC gode della sovranità su Taiwan, né esprime alcun giudizio sulla futura inclusione di Taiwan nelle Nazioni Unite o in altre organizzazioni internazionali; che, tuttavia, la RPC continua a interpretare erroneamente la risoluzione 2758 delle Nazioni Unite al fine di bloccare la partecipazione significativa di Taiwan alle organizzazioni internazionali e di modificare unilateralmente lo status quo; che tali azioni evidenziano l'ambizione della RPC di modificare l'attuale ordine internazionale multilaterale e minare il diritto internazionale, e possono essere considerate un'espressione di rivalità sistemica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'UE continua a mantenere la propria politica di "una sola Cina", la quale è diversa dal principio di "una sola Cina" della RPC; che la posizione di lunga data dell'UE è quella di sostenere lo status quo e una risoluzione pacifica delle divergenze nello stretto di Taiwan, incoraggiando nel contempo il dialogo e l'impegno costruttivo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che, con la dichiarazione del 23 settembre 2024, i membri del G7 hanno sottolineato, tra l'altro, il loro sostegno a una partecipazione significativa di Taiwan alle organizzazioni internazionali in qualità di membro, quando essere uno Stato non è un prerequisito, e come osservatore o ospite negli altri casi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il sostegno alla partecipazione di Taiwan alle organizzazioni internazionali non pregiudica l'impegno dell'UE a favore della sua politica relativa a "una sola Cina", che rimane il fondamento politico delle relazioni UE-Cina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che nell'ultimo decennio la RPC ha costantemente cercato di aumentare la propria influenza sulle istituzioni internazionali, sfruttandola per estromettere Taiwan e impedire ai titolari di passaporti taiwanesi, tra cui giornalisti, operatori di organizzazioni non governative e attivisti politici, di accedere alle istituzioni internazionali; che la RPC esercita una repressione transnazionale mediante l'abuso dei trattati di estradizione per prendere di mira i cittadini taiwanesi all'estero, mettendoli pertanto a rischio di persecuzioni arbitrarie e di violazioni dei diritti umani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che gli statuti della maggior parte delle organizzazioni internazionali incaricate di affrontare questioni globali, come l'OMS, l'UNFCCC, l'Interpol e l'ICAO, prevedono per le entità come Taiwan la possibilità di partecipare senza ledere i diritti dei paesi membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che Taiwan ha costantemente dimostrato un atteggiamento pacifico e cooperativo a livello mondiale, ha notevolmente rafforzato gli sviluppi globali e potrebbe quindi contribuire notevolmente al lavoro di varie organizzazioni internazionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la RPC è uno Stato monopartitico interamente controllato e governato dal Partito comunista cinese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che in un discorso pronunciato il giorno della festa nazionale di Taiwan, il 10 ottobre 2024, il presidente Lai Ching-te ha dichiarato che la RPC non ha il diritto di rappresentare Taiwan e ha ribadito che le due parti non sono subordinate l'una all'altra; che la RPC ha giustificato la sua recente esercitazione militare asserendo che il presidente Lai Ching-te sta perseguendo una strategia separatista;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che il 14 ottobre 2024 la RPC ha avviato un'esercitazione militare su larga scala, denominata Joint Sword 2024B, che ha simulato un blocco di Taiwan; che, durante l'esercitazione, intorno a Taiwan è stato rilevato il numero record di 153 aeromobili, 18 navi da guerra e 17 navi della guardia costiera della RPC;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che, durante l'esercitazione, quattro formazioni della guardia costiera della RPC hanno pattugliato l'isola e sono entrate brevemente nelle sue acque ristrette; che il dispiegamento molto frequente nello stretto da parte della guardia costiera della RPC, in quelle che la RPC presenta come missioni di "applicazione della legge", mantiene una pressione costante sulle autorità taiwanesi e sta causando un pericoloso incremento del rischio di collisioni, il che costituisce una delle indicazioni più concrete dell'intenzione della RPC di erodere lo status quo; che le esercitazioni avviate il 14 ottobre 2024 sono state il quarto ciclo di giochi di guerra su vasta scala da parte della RPC in poco più di due anni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che tali attività sono state condannate da Taiwan, che le ha definite "provocazioni irragionevoli", e sono solo l'ultimo di una serie di giochi di guerra condotti dalla RPC contro Taiwan; che tali esercitazioni militari sono arrivate pochi giorni dopo che Lai Ching-te, nuovo presidente di Taiwan, ha pronunciato un discorso per proteggere la sovranità di Taiwan dinanzi alle sfide provenienti dalla RPC;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che la linea mediana, stabilita in un tacito accordo decennale tra le due parti dello stretto di Taiwan, è stata concepita per ridurre il rischio di conflitto tenendo a distanza di sicurezza gli aerei militari di entrambe le sponde dello stretto, evitando così fatali errori di calcolo; che l'esercito popolare di liberazione della RPC ha violato la linea mediana solo quattro volte tra il 1954 e il 2020, ma che ora le incursioni di routine riflettono l'intenzione di Pechino di ridefinire in modo irreversibile i parametri di riferimento stabiliti da tempo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che le dichiarazioni alla stampa dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e del dipartimento di Stato degli Stati Uniti ribadiscono che la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan rivestono un'importanza strategica per la sicurezza e la prosperità regionali e globali; che la dichiarazione dell'alto rappresentante ricorda la necessità di preservare lo status quo nello stretto di Taiwan, si oppone a qualsiasi azione unilaterale che modifichi lo status quo con la forza o la coercizione e invita tutte le parti a dar prova di moderazione ed evitare qualsiasi azione che possa aggravare ulteriormente le tensioni tra le due sponde dello stretto;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che il 23 maggio 2024 la RPC ha lanciato un'esercitazione militare denominata Joint Sword-2024A, solo pochi giorni dopo l'insediamento del nuovo presidente di Taiwan Lai Ching-te;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che negli ultimi anni la RPC ha condotto esercitazioni militari analoghe intorno a Taiwan; che tali esercitazioni militari sono aumentate in termini di intensità e si sono avvicinate sempre più alla terraferma di Taiwan; che, durante una precedente esercitazione nell'agosto 2022, la RPC ha anche lanciato missili nella zona economica esclusiva del Giappone;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che, oltre alle pressioni militari, la RPC persegue da molto tempo una strategia sofisticata per colpire Taiwan mediante attività di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI), compresi attacchi ibridi e informatici, con l'obiettivo di indebolire la società democratica di Taiwan;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che la RPC, sotto la guida di Xi Jinping, ha dichiarato che non rinuncerà all'uso della forza per cercare l'unificazione con Taiwan;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che la legge antisecessione della RPC, del 2005, prevede l'uso di mezzi non pacifici, innescati da soglie ambigue, per conseguire ciò che la RPC definisce "unificazione" con Taiwan; che tale azione militare rappresenta una grave minaccia per la sicurezza e la stabilità dell'intera regione, con conseguenze potenzialmente nefaste a livello mondiale; che la deterrenza esercitata dall'UE e dagli Stati Uniti è di importanza strategica per dissuadere la RPC dall'intraprendere qualsiasi azione unilaterale contro Taiwan;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che il comportamento sempre più aggressivo della RPC, in particolare nel suo stesso vicinato, come lo stretto di Taiwan e il Mar cinese meridionale, rappresenta un rischio per la sicurezza regionale e globale; che, a partire dal 2019, la RPC ha violato con crescente regolarità la zona di identificazione della difesa aerea (ZIDA) taiwanese; che la RPC agisce in modo aggressivo in vaste aree della regione indo-pacifica ed esercita diversi gradi di coercizione militare o economica, il che ha portato a controversie con paesi vicini come il Giappone, l'India, le Filippine e l'Australia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che l'UE ha condannato le pericolose azioni condotte dalle navi della guardia costiera cinese contro le legittime operazioni marittime delle Filippine nel Mar cinese meridionale il 31 agosto 2024; che tale incidente è l'ultimo di una serie di azioni che mettono in pericolo la sicurezza della vita in mare e violano il diritto alla libertà di navigazione e di sorvolo sancito dal diritto internazionale; che la sicurezza marittima e la libertà di navigazione devono essere garantite conformemente al diritto internazionale, in particolare con riguardo all'UNCLOS;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che la RPC sostiene la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, in particolare attraverso l'esportazione di beni a duplice uso verso la Russia e il costante coinvolgimento delle imprese con sede nella RPC nell'evasione e nell'elusione delle sanzioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che, in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la RPC ha la responsabilità di lavorare per la pace e la stabilità nella regione e in particolare nello stretto di Taiwan;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che, sulla scorta della strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica del 2021, l'Unione europea e i suoi Stati membri hanno aumentato la loro presenza nella regione, anche attraverso una maggiore presenza militare di alcuni Stati membri e il continuo transito di navi militari attraverso lo stretto di Taiwan;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che Taiwan si trova in una posizione strategica in termini di scambi commerciali, segnatamente per quanto riguarda le catene di approvvigionamento nel settore dell'alta tecnologia; che lo stretto di Taiwan è la rotta principale per le navi provenienti dalla Cina, dal Giappone, dalla Corea del Sud e da Taiwan verso l'Europa; che Taiwan domina i mercati di produzione dei semiconduttori, poiché i suoi produttori fabbricano circa il 50 % della produzione mondiale di semiconduttori; che la strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica è favorevole a un aumento della cooperazione con Taiwan in materia di scambi e investimenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che l'UE rappresenta per Taiwan il quarto partner commerciale più importante dopo RPC, Stati Uniti e Giappone; che nel 2022 Taiwan è stato il 12º maggiore partner commerciale dell'UE; che l'UE è una delle principali fonti di investimenti esteri diretti a Taiwan; che gli investimenti taiwanesi nell'UE rimangono al di sotto del loro potenziale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che alcuni membri del Senato australiano e della Camera dei rappresentanti olandese hanno recentemente adottato proposte relative alla distorsione della risoluzione 2758 delle Nazioni Unite da parte della RPC e hanno chiesto il sostegno ad una maggiore partecipazione di Taiwan alle organizzazioni multilaterali;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ribadisce che Taiwan è un partner fondamentale dell'UE e un paese amico che condivide gli stessi principi democratici nella regione indo-pacifica; elogia Taiwan e il popolo taiwanese per la solidità della loro democrazia e la dinamicità della società civile, la cui ennesima riprova sono state le elezioni pacifiche e ben organizzate tenutesi il 13 gennaio 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>si oppone alla costante distorsione della risoluzione 2758 delle Nazioni Unite da parte della RPC e agli sforzi di quest'ultima tesi a impedire la partecipazione di Taiwan alle organizzazioni multilaterali; invita l'UE e i suoi Stati membri a sostenere una partecipazione significativa di Taiwan alle pertinenti organizzazioni internazionali quali l'OMS, l'ICAO, Interpol e l'UNFCCC; invita inoltre il segretariato delle Nazioni Unite a concedere ai cittadini e ai giornalisti taiwanesi il diritto di accedere ai locali delle Nazioni Unite per effettuare visite, partecipare a riunioni e raccogliere notizie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>condanna fermamente le esercitazioni militari indebite della RPC del 14 ottobre 2024, le continue provocazioni militari nei confronti di Taiwan nonché il costante incremento del suo potenziale militare, che sta alterando gli equilibri di potere nella regione indo-pacifica, e ribadisce il proprio fermo rifiuto di qualsiasi modifica unilaterale dello status quo nello stretto di Taiwan; elogia la moderazione e la reazione disciplinata delle autorità taiwanesi e chiede scambi regolari tra l'UE e le sue controparti taiwanesi sulle questioni di sicurezza pertinenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ribadisce il suo forte impegno a favore dello status quo nello stretto di Taiwan; sottolinea che qualsiasi tentativo di modificare unilateralmente lo status quo nello stretto di Taiwan, in particolare attraverso la forza o la coercizione, non sarà accettato e susciterà una reazione decisa e ferma;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che la risoluzione 2758 delle Nazioni Unite non prende posizione in merito a Taiwan; rifiuta e respinge fermamente i tentativi della RPC di distorcere la storia e le norme internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>ribadisce l'impegno dell'UE a favore della politica di "un'unica Cina" quale fondamento politico delle relazioni UE-Cina; ricorda che la strategia dell'UE nei confronti della Cina sottolinea che le relazioni costruttive tra le due sponde dello stretto contribuiscono a promuovere la pace e la sicurezza in tutta la regione Asia-Pacifico e che l'UE sostiene iniziative volte al dialogo e al rafforzamento della fiducia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sottolinea che spetta al popolo di Taiwan decidere democraticamente come vivere e che lo status quo nello stretto di Taiwan non deve essere modificato unilateralmente dall'uso o dalla minaccia della forza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>ribadisce la sua ferma condanna delle dichiarazioni del presidente cinese Xi Jinping secondo cui la RPC non rinuncerà mai al diritto di utilizzare la forza nei confronti di Taiwan; sottolinea che l'uso della forza o delle minacce da parte della RPC o di altre misure altamente coercitive per conseguire l'unificazione non sono compatibili con il diritto internazionale; esprime grave preoccupazione per il fatto che la RPC utilizzi la disinformazione ostile per minare la fiducia nella democrazia e nella governance di Taiwan; ribadisce i suoi precedenti inviti affinché l'UE e i suoi Stati membri cooperino con i partner internazionali per contribuire a sostenere la democrazia a Taiwan, mantenendola libera da ingerenze e minacce straniere; sottolinea che solo il governo democraticamente eletto di Taiwan può rappresentare la sua popolazione sulla scena internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>condanna le azioni militari sistematiche della RPC nella "zona grigia", comprese le campagne informatiche e di disinformazione contro Taiwan, ed esorta la RPC a porre immediatamente fine a tali attività; chiede, a tale proposito, che la cooperazione tra l'UE e Taiwan sia ulteriormente approfondita al fine di rafforzare la cooperazione strutturale nella lotta alla disinformazione e alle ingerenze straniere; accoglie con favore il distacco di un funzionario di collegamento presso l'Ufficio europeo per l'economia e il commercio a Taiwan, incaricato di coordinare gli sforzi congiunti per affrontare la disinformazione e l'ingerenza, quale primo importante passo verso una più profonda cooperazione tra l'UE e Taiwan, e invita l'UE ad approfondire ulteriormente la cooperazione con Taiwan in questo settore chiave; elogia il coraggio del popolo taiwanese e le reazioni proporzionate e dignitose delle autorità e delle istituzioni taiwanesi di fronte all'intensificarsi delle minacce e delle attività cinesi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>respinge fermamente la coercizione economica esercitata dalla RPC nei confronti di Taiwan e di altri paesi, nonché nei confronti degli Stati membri dell'UE, e sottolinea che tali pratiche non solo sono illegali in base alle norme dell'Organizzazione mondiale del commercio, ma hanno anche un effetto devastante sulla reputazione della RPC in tutto il mondo e comporteranno un'ulteriore perdita di fiducia nella RPC come attore responsabile; sottolinea il diritto indipendente dell'UE e dei suoi Stati membri di sviluppare relazioni con Taiwan, in linea con i loro interessi e i valori condivisi della democrazia e dei diritti umani, senza ingerenze straniere; invita le missioni dell'UE e degli Stati membri all'estero ad affrontare e fornire alternative alle pratiche commerciali malevole della RPC, in particolare nel Sud del mondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per l'adozione dei cosiddetti orientamenti atti a punire gli "irriducibili separatisti indipendentisti di Taiwan" per aver commesso reati di secessione e aver fomentato la secessione, annunciati congiuntamente dalla Corte suprema popolare, dalla Procura suprema del popolo, dai ministeri per la Pubblica sicurezza e la Sicurezza dello Stato e dal ministero della Giustizia nel giugno 2024, che potrebbero portare a pene severe per il reato di secessione, fino a includere la pena di morte; condanna con fermezza la sentenza a nove anni di carcere a carico di un attivista taiwanese pronunciata nel settembre 2024, dopo il suo arresto nella RPC nel 2022, nonché le continue vessazioni nei confronti di persone taiwanesi che lavorano e vivono nella RPC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la situazione nel Mar cinese orientale e meridionale; ribadisce l'importanza di rispettare il diritto internazionale, incluse l'UNCLOS e in particolare le sue disposizioni sull'obbligo di risolvere le controversie pacificamente e sul mantenimento della libertà di navigazione e di sorvolo; invita tutti i paesi che non l'abbiano fatto a ratificare rapidamente l'UNCLOS; invita l'UE e i suoi Stati membri a rafforzare le proprie capacità marittime nella regione; ricorda alla RPC le sue responsabilità in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di rispettare il diritto internazionale e sottolinea l'obbligo di risolvere pacificamente le controversie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>ribadisce la sua profonda preoccupazione per l'aumento degli investimenti e delle capacità militari della Cina; esprime profonda preoccupazione per il rinnovato impegno cinese e russo a rafforzare ulteriormente i loro legami militari e condanna la fornitura cinese di componenti e attrezzature all'industria militare di Mosca; accoglie con favore la decisione del Consiglio di imporre sanzioni nei confronti di alcune imprese cinesi per aver sostenuto la guerra della Russia contro l'Ucraina; deplora il partenariato "senza limiti" tra la Russia e la RPC; accoglie con favore il crescente impegno e la presenza militare degli Stati Uniti nella regione indo-pacifica; ribadisce la sua richiesta di un approccio coordinato per approfondire la cooperazione UE-Stati Uniti sulle questioni di sicurezza, anche attraverso il dialogo parlamentare transatlantico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>accoglie con particolare favore la stretta cooperazione e l'allineamento di Taiwan con l'UE e gli Stati Uniti nel rispondere alla guerra della Russia contro l'Ucraina e nell'imporre sanzioni in risposta a tale palese violazione del diritto internazionale; ricorda l'aiuto di Taiwan nell'affrontare la crisi umanitaria causata dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, nonché il suo costante coinvolgimento e sostegno al governo ucraino e ai paesi che ospitano rifugiati ucraini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea che le varie azioni della RPC nel settore della guerra cognitiva e legale stanno lentamente compromettendo lo status quo, così come l'intensificarsi delle attività nella "zona grigia" volte a eludere l'individuazione, le leggi esistenti e le soglie di risposta; invita l'UE a stabilire e applicare i suoi punti fermi attraverso il suo pacchetto di sanzioni, comprese le sanzioni settoriali, contro le attività ibride e le minacce informatiche, e a coordinare con i partner che condividono gli stessi principi misure forti di deterrenza diplomatiche ed economiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>esprime gratitudine per l'aiuto e l'assistenza di Taiwan durante la pandemia di COVID-19;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>riconosce l'importanza di Taiwan nel garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento globali, in particolare nel settore dell'alta tecnologia dove Taiwan è il principale produttore di semiconduttori, e invita l'UE e i suoi Stati membri a impegnarsi in una più stretta cooperazione con Taiwan;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>invita la Commissione ad avviare senza indugio misure preparatorie per i negoziati su un accordo bilaterale sugli investimenti o su altri tipi di accordi con Taiwan; sottolinea il potenziale di cooperazione in materia di politica di controllo degli investimenti esteri diretti e di lotta alla coercizione economica e alle ritorsioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>plaude alla maggiore libertà delle attività di navigazione condotte da diversi paesi dell'UE, tra cui Francia, Paesi Bassi e Germania; osserva che tali attività sono in linea con il diritto internazionale e chiede una maggiore cooperazione e coordinamento con i partner regionali al fine di aumentare la libertà delle operazioni di navigazione nella regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>accoglie con favore le visite degli ex e degli attuali politici taiwanesi in Europa, compresa la recente visita dell'ex presidente Tsai Ing-wen al Parlamento europeo il 17 ottobre 2024; si compiace altresì dei continui scambi tra i suoi deputati e Taiwan e incoraggia ulteriori visite a Taiwan da parte delle delegazioni ufficiali del Parlamento europeo; incoraggia inoltre ulteriori scambi tra l'UE e Taiwan a tutti i livelli, comprese le riunioni politiche e gli incontri interpersonali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>incoraggia, in tale contesto, maggiori interazioni e scambi economici, scientifici e culturali incentrati, tra l'altro, sui giovani, il mondo accademico, la società civile, lo sport, la cultura e l'istruzione, nonché sui partenariati tra città e tra regioni; ribadisce il suo invito agli Stati membri a impegnarsi in una cooperazione tecnica significativa e strutturale con l'Agenzia nazionale antincendio e l'Agenzia nazionale di polizia di Taiwan, nonché con le amministrazioni locali nel settore della protezione civile e della gestione delle catastrofi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché ai governi della Repubblica popolare cinese e di Taiwan.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>