<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2024)0035</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2024 a Baku, Azerbaigian (COP29)</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0156/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2024 sulla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma nel 2024 a Baku, Azerbaigian (COP29) (2024/2718(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e il relativo protocollo di Kyoto,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo adottato in occasione della 21ª conferenza delle parti dell'UNFCCC (COP21) svoltasi il 12 dicembre 2015 a Parigi (accordo di Parigi),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la 28ª conferenza delle parti dell'UNFCCC (COP28), la 18ª sessione della conferenza delle parti che funge da riunione delle parti del protocollo di Kyoto (CMP18) e la quinta sessione della conferenza delle parti che funge da riunione delle parti dell'accordo di Parigi (CMA5), così come il patto di Glasgow per il clima adottato in occasione della 26ª conferenza delle parti dell'UNFCCC (COP26), svoltasi il 13 novembre 2021 a Glasgow,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'accordo raggiunto in occasione della 27ª conferenza delle parti dell'UNFCCC (COP27) per creare un fondo specifico per le perdite e i danni, l'istituzione, in occasione della COP28, di un comitato di transizione per rendere operative le nuove modalità di finanziamento per rispondere alle perdite e ai danni e la rete di Santiago per le perdite e i danni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 21 novembre 2023 sulla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2023 a Dubai, Emirati arabi uniti (COP28)<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/4210, 24.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4210/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la sua risoluzione del 25 aprile 2024 sull'Azerbaigian, in particolare la repressione della società civile e i casi di Gubad Ibadoghlu e Ilhamiz Guliyev<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2024)0369.</FIELD></FOOTNOTE>, e tutte le sue precedenti risoluzioni sull'Azerbaigian,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 giugno 2023 sull'attuazione e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/493, 23.1.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/493/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la relazione speciale del 2018 del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) sul riscaldamento globale di 1,5 °C, la sua relazione speciale in materia di cambiamenti climatici e suolo, la sua relazione speciale sull'oceano e la criosfera in un clima che cambia, e la sua sesta relazione di valutazione (AR6),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici, la sua relazione del 18 gennaio 2024 dal titolo "Towards EU climate neutrality: progress, policy gaps and opportunities "(Verso la neutralità climatica dell'UE: progressi, lacune politiche e opportunità), e la sua relazione del 15 giugno 2023 dal titolo "Scientific advice for the determination of an EU-wide 2040 climate target and a greenhouse gas budget for 2030-2050" (Parere scientifico per la determinazione di un obiettivo climatico a livello di UE per il 2040 e di un bilancio per i gas a effetto serra per il periodo 2030-2050),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 ("normativa europea sul clima")<FOOTNOTE><FIELD> GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1119/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la normativa recentemente adottata dall'UE che traduce in politiche concrete in diversi settori gli obiettivi dell'UE di ridurre le emissioni nette di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e di conseguire l'obiettivo vincolante di neutralità climatica dell'UE entro il 2050 (pacchetto "Pronti per il 55 %"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 aprile 2022, relativa a un programma generale di azione dell'Unione per l'ambiente fino al 2030 ("8º PAA"), nonché la relazione di monitoraggio 2023 dell'Agenzia europea dell'ambiente sui progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi dell'8° PAA e la revisione intermedia dell'8° PAA della Commissione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale<FOOTNOTE><FIELD> GU C 232 del 16.6.2021, pag. 28.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 6 febbraio 2024 dal titolo "Un futuro sicuro - Il traguardo climatico europeo per il 2040 e il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050 all'insegna di una società giusta, prospera e sostenibile" (COM(2024)0063),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 12 marzo 2024, dal titolo "Gestire i rischi climatici: proteggere le persone e la prosperità" (COM(2024)0091),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 24 febbraio 2021, dal titolo "Plasmare un'Europa resiliente ai cambiamenti climatici – La nuova strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici" (COM(2021)0082),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2020 sulla strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici<FOOTNOTE><FIELD> GU C 445 del 29.10.2021, pag. 156.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la relazione 2023 sul divario delle emissioni del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), del 20 novembre 2023, dal titolo "Broken Record – Temperatures hit new highs, yet world fails to cut emissions (again)" (Circolo vizioso della ripetizione – Le temperature raggiungono nuovi record ma il mondo non riesce (di nuovo) a ridurre le emissioni"), la sua relazione 2023 sul divario in termini di adattamento del 2 novembre 2023 dal titolo "Underfinanced. Underprepared – Inadequate investment and planning on climate adaptation leaves world exposed" (Insufficienza di finanziamenti e di preparazione – Investimenti e pianificazione inadeguati sull'adattamento climatico espongono il mondo a rischi) e la sua relazione 2023 sul divario di produzione dell'8 novembre 2023 dal titolo "Phasing down or phasing up? Top fossil fuel producers plan even more extraction despite climate promises" (Riduzione o aumento graduale? I maggiori produttori di combustibili fossili pianificano un aumento dell'estrazione nonostante le promesse climatiche),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di sintesi dell'UNFCCC del 14 novembre 2023 sui contributi determinati a livello nazionale (NDC) nel quadro dell'accordo di Parigi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sintesi della seconda relazione del gruppo di esperti indipendenti ad alto livello sulla finanza sostenibile del novembre 2023 dal titolo "A climate finance framework: decisive action to deliver on the Paris Agreement" (Quadro dei finanziamenti per il clima: un'azione decisiva per realizzare l'accordo di Parigi),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la relazione dell'UNEP del 1º dicembre 2023 intitolata "An Eye on Methane: International Methane Emissions Observatory 2023 Report" (Un occhio al metano: relazione 2023 dell'Osservatorio internazionale sulle emissioni di metano) e la relazione dell'UNEP del 6 maggio 2021 intitolata "Global Methane Assessment: Benefits and Costs of Mitigating Methane Emissions" (Valutazione globale sul metano: benefici e costi della riduzione delle emissioni di metano),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione "Global Methane Tracker 2024", pubblicata dall'Agenzia internazionale per l'energia nel marzo 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2020 sulla strategia dell'UE per ridurre le emissioni di metano (COM(2020)0663),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione conclusiva del dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura dell'UE dal titolo "A shared prospect for farming and food in Europe" (Una prospettiva condivisa per l'agricoltura e l'alimentazione in Europa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione del 21 ottobre 2021 sulla strategia dell'UE per ridurre le emissioni di metano<FOOTNOTE><FIELD> GU C 184 del 5.5.2022, pag. 105.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del 19 marzo 2024 dell'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) sullo stato del clima globale nel 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus e la sua relazione "Global Climate Highlights 2023",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il registro globale delle emissioni e delle riserve di combustibili fossili,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) del 18 febbraio 2021 dal titolo "Making Peace with Nature: a scientific blueprint to tackle the climate, biodiversity and pollution emergencies" (Far pace con la natura – Un piano scientifico per affrontare le emergenze in materia di clima, biodiversità e inquinamento),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di valutazione globale del 25 novembre 2019 sulla biodiversità e i servizi ecosistemici della piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il quadro globale di Kunming-Montreal per la biodiversità, concordato in occasione della 15<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> conferenza delle parti della convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (COP15),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020 dal titolo "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita" (COM(2020)0380),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 9 giugno 2021 sulla strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita<FOOTNOTE><FIELD> GU C 67 dell'8.2.2022, pag. 25.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione sul seminario co-sponsorizzato da IPBES-IPCC sulla biodiversità e i cambiamenti climatici del 10 giugno 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 6 ottobre 2022 su "Uno slancio per gli oceani" per rafforzare la governance degli oceani e la biodiversità<FOOTNOTE><FIELD> GU C 132 del 14.4.2023, pag. 106.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo, nel quadro della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, relativo alla conservazione e all'uso sostenibile della biodiversità marina nelle zone non soggette a giurisdizione nazionale (trattato sulla biodiversità nelle zone non soggette a giurisdizione nazionale), adottato il 19 giugno 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 28 aprile 2021 sulla protezione del suolo<FOOTNOTE><FIELD> GU C 506 del 15.12.2021, pag. 38.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) del 4 dicembre 2019 dal titolo "L'ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2020", la valutazione dell'AEA dell'8 settembre 2022 sul potenziale dei suoli europei per un'azione per il clima più forte e la prima valutazione europea del rischio climatico dell'AEA dell'11 marzo 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 16 settembre 2020 sul ruolo dell'UE nella protezione e nel ripristino delle foreste del pianeta<FOOTNOTE><FIELD> GU C 385 del 22.9.2021, pag. 10.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 settembre 2022 sulle conseguenze della siccità, degli incendi e di altri fenomeni meteorologici estremi: intensificare l'impegno dell'UE per contrastare il cambiamento climatico<FOOTNOTE><FIELD> GU C 125 del 5.4.2023, pag. 135.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche dal titolo "Partenariati e cooperazione per l'acqua" del 9 maggio 2023 e la conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua tenutasi dal 22 al 24 marzo 2023, la prima grande conferenza delle Nazioni Unite dedicata all'acqua dal 1977,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione dell'Assemblea delle Nazioni Unite per l'ambiente del 1° marzo 2024 relativa a soluzioni efficaci e inclusive per il rafforzamento delle politiche in materia di acqua al fine di conseguire lo sviluppo sostenibile nel contesto dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e dell'inquinamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 5 ottobre 2022 sull'accesso all'acqua in quanto diritto umano – dimensione esterna<FOOTNOTE><FIELD> GU C 132 del 14.4.2023, pag. 54.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche del 2019 dal titolo "Leaving No One Behind" (Non lasciare indietro nessuno),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche del 2024 dal titolo "Water for prosperity and peace" (Acqua per la prosperità e la pace),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'11 marzo 2020 dal titolo "Un nuovo piano d'azione per l'economia circolare – Per un'Europa più pulita e più competitiva" (COM(2020)0098),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 10 febbraio 2021 sul nuovo piano d'azione per l'economia circolare<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 17.11.2021, pag. 11.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'"UNEP Global Framework on Chemicals – For a Planet Free of Harm from Chemicals and Waste" (Quadro globale dell'UNEP sulle sostanze chimiche – Per un pianeta senza danni da sostanze chimiche e rifiuti), pubblicato nel marzo 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della Commissione del 23 novembre 2020 dal titolo "Analisi aggiornata degli impatti sul clima del trasporto aereo connessi alle emissioni di gas diversi dal CO2 e potenziali misure politiche ai sensi dell'articolo 30, paragrafo 4, della direttiva sul sistema di scambio di quote di emissione dell'UE" (COM(2020)0747),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione dell'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili del giugno 2023 dal titolo "World Energy Transitions Outlook 2023: 1,5 °C Pathway" (Prospettive delle transizioni energetiche mondiali per il 2023: l'obiettivo di 1,5 °C),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la relazione dell'Agenzia internazionale per l'energia (AIE) del maggio 2021 dal titolo "Net Zero by 2050 – A Roadmap for the Global Energy Sector" (Azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 – Una tabella di marcia per il settore energetico globale) e il suo aggiornamento del settembre 2023 dal titolo "Net Zero Roadmap: A Global Pathway to Keep the 1.5 °C Goal in Reach" (Tabella di marcia per l'azzeramento delle emissioni: un percorso globale affinché l'obiettivo di 1,5 °C resti raggiungibile),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la relazione speciale dell'AIE del maggio 2024 dal titolo "Strategies for Affordable and Fair Clean Energy Transitions" (Strategie per una transizione energetica pulita a prezzi accessibili e giusta) e la sua relazione del giugno 2024 dal titolo "COP28 Tripling Renewable Capacity Pledge. Tracking countries’ ambitions and identifying policies to bridge the gap" (COP28 triplicare la promessa della capacità da fonti rinnovabili. Monitorare le ambizioni dei paesi e identificare le politiche per colmare il divario),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il quadro di riferimento di Sendai delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi 2015-2030,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione 2023 dell'Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi (UNDRR) sulla revisione intermedia dell'attuazione del quadro di riferimento di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi 2015-2030,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di valutazione globale 2023 sulla riduzione del rischio di catastrofi dell'UNDRR,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) del 20 dicembre 2023 sui cambiamenti climatici e la salute,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 giugno 2023 sulla Giornata europea delle vittime della crisi climatica globale<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/488, 23.1.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/488/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del Centro comune di ricerca del 7 giugno 2023 dal titolo "Impacts of climate change on defence-related critical energy infrastructure" (Impatto dei cambiamenti climatici sulle infrastrutture energetiche critiche connesse alla difesa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la bussola strategica per la sicurezza e la difesa approvata dal Consiglio il 21 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la tabella di marcia del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sui cambiamenti climatici e la difesa del novembre 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 7 giugno 2022 sulla tabella di marcia del SEAE sui cambiamenti climatici e la difesa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 493 del 27.12.2022, pag. 19.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni adottate in occasione della 66ª sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, del 25 marzo 2022, sul raggiungimento dell'uguaglianza di genere e dell'emancipazione di tutte le donne e le ragazze nel contesto delle politiche e dei programmi in materia di cambiamenti climatici, ambiente e riduzione del rischio di catastrofi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del relatore speciale, del 26 luglio 2022, sulla promozione e la tutela dei diritti umani nel contesto dei cambiamenti climatici,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 41/21 del Consiglio sui diritti umani delle Nazioni Unite, del 12 luglio 2019, dal titolo "Human rights and climate change" (Diritti umani e cambiamenti climatici),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza del 1989 e l'osservazione generale n. 26 del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, del 22 agosto 2023, riguardante i diritti dei minori e l'ambiente, con particolare attenzione ai cambiamenti climatici,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia dell'UE sui diritti dei minori del 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, del 1º novembre 2017, sull'impatto dei cambiamenti climatici e dei finanziamenti per il clima sui diritti dei popoli indigeni e la dichiarazione dei popoli indigeni di Stoccolma +50,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la seconda relazione dell'UNFCCC, del 29 gennaio 2024, sulla determinazione delle esigenze delle parti dei paesi in via di sviluppo in relazione all'attuazione della Convenzione e dell'accordo di Parigi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i risultati del vertice per un nuovo patto di finanziamento globale del giugno 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il quadro comune del G20 per il trattamento del debito che va oltre l'iniziativa di sospensione del servizio del debito,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le relazioni speciali della Corte dei conti europea 04/2023 del 15 febbraio 2023 dal titolo "Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico (plus) – I traguardi raggiunti non si sono rivelati all'altezza delle ambizioni" e 18/2023 del 26 giugno 2023 dal titolo "Obiettivi dell'UE in materia di energia e di clima – Gli obiettivi per il 2020 sono stati raggiunti, ma scarsi segnali indicano che le azioni intraprese per conseguire gli obiettivi per il 2030 saranno sufficienti",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del 17 ottobre 2023 sui preparativi della 28ª conferenza delle parti (COP28) dell'UNFCCC (tenutasi a Dubai dal 30 novembre al 12 dicembre 2023),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del 14 ottobre 2024 sui preparativi della 29ª conferenza delle parti (COP29) dell'UNFCCC (Baku, dall'11 al 22 novembre 2024),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio dell'8 ottobre 2024 sui finanziamenti per il clima in vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2024, COP29, che si terrà dall'11 al 22 novembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le interrogazioni alla Commissione e al Consiglio sulla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2024 che si terrà a Baku, Azerbaigian (COP29) (O-0010/2024 – B10-0104/2024 e O-0009/2024 – B10-0105/2024),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 142, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 2, del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il Parlamento europeo ha dichiarato un'emergenza climatica e ambientale e si è impegnato a combattere e contenere con urgenza tale minaccia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'accordo di Parigi è entrato in vigore il 4 novembre 2016; che ad oggi hanno aderito all'accordo 193 Stati più l'UE, che rappresentano oltre il 98 % delle emissioni globali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, secondo la relazione del 2023 sul divario delle emissioni dell'UNEP, la piena attuazione dei contributi incondizionati determinati a livello nazionale previsti dall'accordo di Parigi per il 2030 consentirebbe al mondo di limitare l'aumento della temperatura a 2,9º C in questo secolo; che la piena attuazione dei contributi condizionati determinati a livello nazionale ridurrebbe l'aumento della temperatura a 2,5º C;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la relazione di sintesi dell'UNFCCC del 2023 sui contributi determinati a livello nazionale afferma che il livello totale delle emissioni globali di gas a effetto serra nel 2030 dovrebbe essere inferiore del 2 % rispetto al livello del 2019; che il primo bilancio globale completato nel 2023 alla COP28 evidenzia la necessità impellente di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C per ridurre in modo significativo i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici; che la finestra per rimanere entro gli 1,5 °C si sta chiudendo a un ritmo allarmante; che le emissioni continuano ad aumentare e che il divario delle emissioni sta crescendo; che l'IPCC conclude che, negli scenari che limitano il riscaldamento a 1,5 °C, le emissioni di gas a effetto serra devono essere inferiori del 43 % rispetto ai livelli del 2019 entro il 2030;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che sei dei nove limiti del pianeta analizzati dal Centro per la resilienza di Stoccolma sono stati superati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la comunicazione della Commissione COM(2024)0063 stabilisce un obiettivo climatico per il 2040; che, in qualità di presidente eletta, nei suoi orientamenti politici per la nuova Commissione Ursula von der Leyen si è impegnata a proporre un obiettivo climatico per il 2040;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che, il 16 ottobre 2023, l'UE e i suoi Stati membri hanno presentato i loro contributi determinati a livello nazionale aggiornati, impegnandosi a ridurre le loro emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, rimanendo in tal modo tra i leader globali nell'azione per il clima;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che gli Stati Uniti sono responsabili del 24,1 % delle emissioni cumulative globali di CO2, l'UE-27 del 16,7 %, la Cina del 14,7 %, la Russia del 6,7 % e il Regno Unito del 4,5 %;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che è necessario uno sforzo collettivo di tutte le parti per raggiungere gli obiettivi climatici globali; che le emissioni dell'UE rappresentano circa il 6,1 % delle emissioni mondiali, mentre la popolazione dell'UE rappresenta il 5,7 % del totale globale<FOOTNOTE><FIELD> Comunicazione della Commissione, del 31 ottobre 2024, dal titolo "EU Climate Action Progress Report 2024" (Relazione 2024 sui progressi dell'azione dell'UE per il clima) (COM(2024)0498).</FIELD></FOOTNOTE><STRING SUPERSCRIPT="on">,</STRING> <FOOTNOTE><FIELD> Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, Emissions Gap Report 2024 (relazione del 2024 sul divario delle emissioni).</FIELD></FOOTNOTE><STRING SUPERSCRIPT="on">,</STRING> <FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea: Centro comune di ricerca, Emissions Database for Global Atmospheric Research (banca dati sulle emissioni per la ricerca atmosferica globale), (EDGAR), "GHG emissions of all world countries – 2024" (Emissioni di gas a effetto serra di tutti i paesi del mondo – 2024).</FIELD></FOOTNOTE>; che la decarbonizzazione nell'UE da sola non sarà sufficiente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la banca dati comunitaria sulle emissioni di gas a effetto serra per la ricerca atmosferica globale (Emissions Database for Global Atmospheric Research – EDGAR) mostra che nel 2023 le principali economie emergenti, come Cina, India e Brasile, hanno aumentato le loro emissioni, mentre tutti i settori dell'UE27 hanno registrato una diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra rispetto al 2022;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che il primo bilancio globale completato nel 2023 in occasione della COP28 ha sottolineato l'urgente necessità di affrontare le crisi globali interconnesse dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità nel più ampio contesto del conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, nonché l'importanza vitale, per un'azione per il clima sostenibile, di proteggere, conservare, ripristinare e utilizzare in modo sostenibile la natura e gli ecosistemi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che l'acqua è una risorsa fondamentale per la vita umana, le attività economiche, compresa l'agricoltura, e gli ecosistemi; che le sfide legate alle risorse idriche, tra cui l'inquinamento idrico e la carenza idrica, sono in aumento; che l'acqua è un mezzo primario mediante il quale i cambiamenti climatici hanno un impatto sulle società e sugli ecosistemi e viceversa, anche attraverso siccità, inondazioni, carenza idrica e cambiamenti nei modelli di precipitazioni che diventano più forti e si verificano con maggiore frequenza; che ciò aggrava l'impatto dei cambiamenti climatici e i rischi che essi comportano per la biodiversità, la resilienza degli ecosistemi, l'agricoltura, la sicurezza alimentare ed energetica e le esigenze umane di base, minacciando nel contempo i vantaggi in termini di sviluppo ottenuti con fatica e la transizione verde, nonché i diritti umani e la pace; che 1,42 miliardi di persone vivono in zone con una vulnerabilità delle acque elevata o estremamente elevata; che la gestione delle risorse idriche e dei servizi igienico-sanitari resiliente ai cambiamenti climatici è un elemento fondamentale della mitigazione dei cambiamenti climatici e dell'adattamento agli stessi; che i molteplici servizi ecosistemici forniti dai corpi idrici dovrebbero essere garantiti, tra l'altro, attraverso la pianificazione e la gestione idrica, gli investimenti in settori di innovazione legati all'acqua, tra cui l'efficienza energetica e idrica, il riutilizzo dell'acqua nonché il ripristino e la protezione degli ecosistemi d'acqua dolce; che la gestione delle risorse idriche ha forti legami con altre politiche, il che richiede la coerenza delle politiche e l'adozione di azioni a livello di interi bacini idrografici, utilizzando soluzioni basate sulla natura;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che i suoli sono il più grande bacino di carbonio terrestre e che garantire la salubrità dei suoli rafforza la resilienza e riduce la vulnerabilità ai cambiamenti climatici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che le foreste svolgono un ruolo essenziale nell'adattamento ai cambiamenti climatici e nella loro mitigazione; che l'arresto della deforestazione, il rafforzamento della protezione delle foreste, l'afforestazione e la riforestazione nonché l'approvvigionamento responsabile sono tra le principali azioni di mitigazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che gli effetti derivanti dal calore possono essere esacerbati nelle città, che ospitano più della metà della popolazione mondiale, a causa dell'effetto "isola di calore urbana"; che le ondate di calore comportano un aumento del consumo di energia, una riduzione della produttività del lavoro e maggiori rischi per la salute, con un conseguente aumento dei decessi dovuti alle ondate di calore; che le soluzioni naturali, l'integrazione di infrastrutture verdi e l'installazione di ombreggiamenti naturali contribuiscono ad abbassare le temperature nelle città;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che la sesta relazione di valutazione dell'IPCC e il parere scientifico del comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici per la determinazione di un obiettivo climatico a livello di UE per il 2040 e di un bilancio per i gas a effetto serra per il periodo 2030-2050 indicano chiaramente che il conseguimento degli obiettivi climatici nell'ambito dell'accordo di Parigi e l'azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra richiedono principalmente una riduzione decisa, rapida e duratura delle emissioni di CO2, metano e altri gas a effetto serra, nonché gli assorbimenti di carbonio sia del suolo che tecnologici su larga scala;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che solo 14 paesi hanno approvato il trattato di non proliferazione dei combustibili fossili, nessuno dei quali è uno Stato membro dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che, secondo la relazione dell'AIE dal titolo "Tripling Renewable Capacity Pledge: Tracking countries' ambitions" (Triplicare la promessa della capacità da fonti rinnovabili: monitorare le ambizioni dei paesi), gli impegni per la diffusione delle energie rinnovabili entro il 2030 inclusi nei contributi determinati a livello nazionale porterebbero a raggiungere solo il 12 % dell'obiettivo di triplicare le energie rinnovabili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che l'oceano è il più grande pozzo di assorbimento del carbonio del pianeta e assorbe il calore e l'energia in eccesso generati dall'aumento delle emissioni di gas a effetto serra; che la biodiversità marina è seriamente minacciata, sebbene l'oceano svolga un ruolo unico e vitale come regolatore del clima; che il degrado di ecosistemi marini quali le barriere coralline, le mangrovie e le praterie oceaniche indebolisce la capacità degli oceani di sequestrare il carbonio e di adattarsi ai cambiamenti climatici, aggravando gli impatti climatici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che il metano è responsabile di circa il 30 % dell'aumento delle temperature globali dalla rivoluzione industriale; che riduzioni rapide e sostenute delle emissioni di metano sono cruciali per limitare il riscaldamento globale a breve termine;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che l'AIE ha stimato che, per rimanere al di sotto di 1,5 °C, le emissioni di metano generate dai combustibili fossili dovrebbero essere ridotte del 75 % entro il 2030 e ha osservato che gli impegni assunti finora da paesi e imprese comporterebbero una riduzione solo del 50 % e che la maggior parte degli impegni non è ancora sostenuta da piani di attuazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che, secondo la settima valutazione dell'OCSE sui progressi compiuti verso il conseguimento dell'obiettivo di finanziamento per il clima dell'UNFCCC, nel 2022 i paesi sviluppati hanno fornito un totale di 115,9 miliardi di USD di finanziamenti per il clima a favore dei paesi in via di sviluppo, una cifra ancora ben al di sotto del fabbisogno effettivo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che, secondo la prima relazione dell'UNFCCC sulla determinazione dei bisogni delle parti che sono paesi in via di sviluppo, le relazioni nazionali presentate dai paesi in via di sviluppo dimostrano che i costi per soddisfare i loro bisogni connessi all'attuazione della convenzione e dell'accordo di Parigi ammontano cumulativamente a 5 800-5 900 miliardi di USD fino al 2030;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che la relazione 2023 dell'UNEP sul deficit di adattamento evidenzia che l'attuale deficit di finanziamenti per l'adattamento è stimato tra 194 e 366 miliardi di USD all'anno, un divario che aumenterà con l'intensificarsi degli impatti climatici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che l'attuale obiettivo di finanziamento a favore del clima, pari a 100 miliardi di USD all'anno fino al 2025, è finanziato dalle parti classificate come industrializzate al momento della firma dell'UNFCCC nel 1992; che tale classificazione non riflette più adeguatamente le rispettive capacità finanziarie dei paesi e le loro emissioni storiche cumulative, che da allora si sono sostanzialmente evolute;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che rendere i flussi finanziari globali coerenti con un percorso verso un'economia a zero emissioni nette e resiliente ai cambiamenti climatici è un obiettivo essenziale per la transizione verde, conformemente all'articolo 2 dell'accordo di Parigi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che, secondo la prima relazione europea di valutazione dei rischi climatici (EUCRA), alcuni rischi climatici in Europa sono già a livelli critici, mentre molti altri rischi possono raggiungere livelli critici o addirittura catastrofici nel corso di questo secolo, provocando danni alla competitività delle economie e delle imprese, al panorama geopolitico, alla forza lavoro e alla coesione sociale; che la relazione EUCRA raccomanda l'integrazione dei rischi climatici attuali e futuri in quasi tutti i settori strategici, con interventi sia a livello di Unione che nazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che il comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici sottolinea la necessità di eliminare con urgenza e senza eccezioni le dannose sovvenzioni ai combustibili fossili in tutta l'UE; che l'ottavo PAA impone la fissazione di un termine per l'eliminazione graduale delle sovvenzioni per i combustibili fossili, in linea con l'ambizione di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C; che la relazione di monitoraggio dell'ottavo PAA, pubblicata nel 2023 dall'Agenzia europea dell'ambiente, evidenzia che la maggior parte degli Stati membri non ha piani concreti su come ed entro quando intende eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili; che si tratta di misure fondamentali per accelerare la transizione verso le energie rinnovabili, garantire un'equa allocazione delle risorse e raggiungere gli obiettivi climatici dell'UE previsti dall'accordo di Parigi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che esistono legami scientificamente provati fra la salute e le crisi ambientali e climatiche; che le popolazioni più vulnerabili sono colpite in modo sproporzionato dagli effetti dei cambiamenti climatici, essendo esposte a maggiori rischi di insicurezza alimentare e idrica, minacce sanitarie, sfollamento e perdita dei mezzi di sussistenza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina non solo viola gravemente il diritto internazionale e sta causando massicce perdite di vite umane e danni ai cittadini, ma ritarda anche la tanto necessaria azione sui cambiamenti climatici e porta a un degrado ambientale immediato e a lungo termine;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che i cambiamenti climatici sono un fattore sempre più importante di migrazione e sfollamento e che milioni di persone sono costrette a fuggire dalle proprie case a causa dell'innalzamento del livello del mare, di eventi meteorologici estremi, della siccità e della scarsità di risorse; che, entro il 2050, fino a 216 milioni di persone potrebbero essere migranti climatici interni nelle regioni dell'Africa, dell'America latina, dell'Asia e del Pacifico e dell'Europa orientale<FOOTNOTE><FIELD> Banca mondiale, <STRING ITALIC="on">Groundswell Part 2: Acting on Internal Climate Migration</STRING> (Groundswell parte II, Affrontare la migrazione climatica interna), Washington, 2021.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Bilancio globale e COP29 a Baku</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>accoglie con favore l'esito del primo bilancio globale in occasione della COP28, che riconosce che limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C senza superamenti o con uno sforamento limitato e a 2 °C richiede un picco delle emissioni globali di gas a effetto serra prima del 2025, e che limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C senza superamenti o con uno sforamento limitato richiede riduzioni profonde, rapide e durature delle emissioni globali di gas a effetto serra del 43 % entro il 2030 e del 60 % entro il 2035 rispetto ai livelli del 2019, raggiungendo l'azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>accoglie con favore gli impegni e le azioni principali annunciati dall'UE alla COP28 per aumentare in modo sostanziale il livello di ambizione climatica globale; esorta tutte le parti a darvi seguito attraverso un'attuazione ambiziosa e il potenziamento delle azioni determinate a livello nazionale; sottolinea che tutti i principali produttori di emissioni e i paesi del G20 hanno la particolare responsabilità di assumere un ruolo guida; sottolinea che sono necessari uno sforzo collettivo e ulteriori azioni da parte di tutti i paesi, in particolare di tutte le principali economie emergenti; invita l'UE e i partner che condividono gli stessi principi a collaborare con tutte le parti per garantire un esito positivo in occasione della COP29;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sostiene l'invito della COP28 alle parti dell'UNFCCC a contribuire allo sforzo globale volto a triplicare la capacità di energia rinnovabile a livello globale e a raddoppiare il tasso medio annuo globale di miglioramento dell'efficienza energetica entro il 2030; esorta tutte le parti ad adottare obiettivi e politiche concreti per raggiungere tali obiettivi e a rifletterli nei loro contributi stabiliti a livello nazionale; sottolinea l'importanza che l'UE e gli Stati membri diano l'esempio accelerando la diffusione e aumentando gli investimenti nelle infrastrutture per le energie rinnovabili e promuovendo l'innovazione nelle tecnologie di stoccaggio dell'energia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sostiene l'invito della COP28 alle parti ad accelerare gli sforzi per l'eliminazione graduale dell'energia da carbone non soggetto ad abbattimento delle emissioni e la transizione dai combustibili fossili nei sistemi energetici in modo giusto, ordinato ed equo, in modo da raggiungere l'azzeramento delle emissioni nette entro il 2050, in linea con la scienza; deplora che le emissioni globali di CO<STRING SUBSCRIPT="on">2</STRING> legate all'energia abbiano raggiunto un nuovo livello record nel 2023; chiede che il dialogo sul bilancio globale dell'UNFCCC includa una sessione dedicata alle sfide che i paesi devono affrontare per porre fine all'espansione dei combustibili fossili; ribadisce il suo invito a tutte le parti a lavorare all'elaborazione di un trattato di non proliferazione dei combustibili fossili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>osserva che la temperatura globale dell'aria superficiale è già aumentata di quasi 1,3 ºC rispetto ai livelli preindustriali e che il 2023 e l'estate 2024 sono stati rispettivamente l'anno e l'estate più caldi mai registrati al mondo e in Europa<FOOTNOTE><FIELD> Agenzia europea dell'ambiente, <STRING ITALIC="on">Economic losses from weather- and climate-related extremes in Europe</STRING> (Perdite economiche dovute a eventi meteorologici e climatici estremi in Europa), ottobre 2023.</FIELD></FOOTNOTE>; sottolinea che le ondate di calore record, la siccità e gli incendi boschivi hanno causato una perdita di prodotto interno lordo mondiale pari a circa lo 0,6 % nel 2023 e che gli eventi estremi legati alle condizioni meteorologiche e climatiche hanno causato perdite per 650 miliardi di EUR in Europa nel periodo 1980-2022; sottolinea che i rischi climatici saranno amplificati da qualsiasi ritardo nell'adozione di misure efficaci tese a mitigare i cambiamenti climatici e adattarvisi, con un conseguente aumento delle perdite e dei danni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>esprime preoccupazione per le conclusioni della relazione 2023 dell'UNEP sul divario delle emissioni, secondo cui la piena attuazione degli attuali contributi incondizionati stabiliti a livello nazionale si tradurrebbe in un riscaldamento globale di 2,9 °C, mentre l'ulteriore attuazione e il proseguimento dei contributi condizionati stabiliti a livello nazionale porterebbero a un riscaldamento globale di 2,5 °C entro la fine del secolo; richiama l'attenzione sul fatto che questa traiettoria è ben lontana dall'obiettivo di 1,5 °C concordato da tutte le parti del bilancio globale in occasione della COP28, ponendo il mondo sulla via di cambiamenti climatici irreversibili e il superamento di punti critici di non ritorno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>rileva che attualmente i contributi stabiliti a livello nazionale delle parti sono collettivamente molto lontani da quanto necessario per raggiungere gli obiettivi a lungo termine dell'accordo di Parigi; incoraggia tutte le parti ad aderire alla decisione della COP26 riguardante tempistiche comuni, a comunicare nel 2025 un contributo stabilito a livello nazionale con scadenza nel 2035 e a presentarlo entro la scadenza prevista dall'accordo di Parigi; rammenta che tutte le parti dovrebbero rafforzare con urgenza i loro obiettivi climatici e le politiche di accompagnamento per realizzare una transizione rapida e giusta verso economie climaticamente neutre e proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5 °C, in linea con l'accordo di Parigi e con l'esito del primo bilancio globale; accoglie con favore la "tabella di marcia per la missione 1,5 °C", volta a stimolare l'ambizione nella prossima tornata di contributi stabiliti a livello nazionale lanciata dalla troika di presidenze delle COP; invita il dialogo sul bilancio globale a sostenere l'aggiornamento dei contributi stabiliti a livello nazionale delle parti attraverso l'individuazione di strumenti, metodologie e orientamenti specifici per settore; sottolinea l'importanza di una fornitura tempestiva e completa del settimo ciclo di valutazione per il prossimo bilancio globale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>esorta tutte le parti a presentare, nei loro prossimi contributi stabiliti a livello nazionale per il 2035, obiettivi di riduzione delle emissioni in termini assoluti e non relativi, ambiziosi ed economicamente quantificati che coprano tutti i gas a effetto serra, i settori e le categorie e che siano allineati con la limitazione del riscaldamento globale a 1,5 °C, secondo le più recenti conoscenze scientifiche e alla luce delle diverse situazioni nazionali; sottolinea che tali contributi stabiliti a livello nazionale rivisti dovrebbero includere meccanismi trasparenti per il monitoraggio e la responsabilità al fine di garantire che i progressi siano monitorati in modo efficace rispetto agli impegni nazionali in materia di clima e agli obiettivi settoriali; insiste sulla necessità che tutti gli obiettivi climatici siano chiari e trasparenti e invita la Commissione a proporre sotto-obiettivi distinti per la riduzione delle emissioni lorde, gli assorbimenti terrestri e gli assorbimenti tecnologici nell'ambito dell'obiettivo per il 2040; invita tutte le altre parti a offrire una chiarezza analoga nei loro contributi stabiliti a livello nazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>invita tutte le parti a impegnarsi in modo costruttivo alla COP29 per giungere a un accordo su norme solide e rigorose per i meccanismi di cooperazione ai sensi dell'articolo 6 che contribuisca agli obiettivi a lungo termine dell'accordo di Parigi, promuova il coinvolgimento del settore privato e aumenti la mobilitazione di risorse finanziarie e non finanziarie per l'azione per il clima, compresi un'azione volontaria per il mercato del carbonio e approcci non di mercato; invita l'UE e i suoi Stati membri a difendere rigorosamente nei negoziati un elevato livello di integrità climatica, basato sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili; sottolinea che i meccanismi di cooperazione dovrebbero stabilire il più alto livello di responsabilità, monitoraggio e trasparenza ed evitare doppi conteggi e scappatoie che potrebbero minare l'ambizione climatica, promuovendo al contempo riduzioni reali e verificabili delle emissioni e sostenendo la transizione verso le energie rinnovabili, in particolare nei paesi in via di sviluppo; sottolinea che l'erogazione di finanziamenti e di altri sostegni non basati sul mercato per l'attuazione dei contributi determinati a livello nazionale dovrebbe essere ridistributiva, sostenuta e prevedibile su lunghi periodi di tempo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>insiste sul fatto che le norme di cui all'articolo 6 relative agli assorbimenti del carbonio devono garantire l'integrità ambientale stabilendo criteri rigorosi per la quantificazione, l'addizionalità e gli scenari di riferimento, la responsabilità, la permanenza e la sostenibilità, nonché il rispetto dei diritti umani, e che tali criteri devono essere attuati utilizzando una certificazione e una verifica indipendenti, come avviene nel quadro di certificazione recentemente adottato dall'UE; sottolinea che occorre procedere a una rigorosa separazione degli assorbimenti temporanei e permanenti in linea con il quadro dell'UE; accoglie con favore l'accordo secondo cui la prevenzione delle emissioni non sarà ammissibile a generare crediti a norma dell'articolo 6 e insiste sul fatto che tale norma deve essere rigorosamente rispettata;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Finanziamenti internazionali per il clima e finanza sostenibile</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>riconosce che l'UE, i suoi Stati membri e la BEI sono insieme i principali fornitori di finanziamenti pubblici per il clima, fornendo circa un terzo dei finanziamenti pubblici per il clima a livello mondiale, mentre i finanziamenti europei per il clima nel 2022 hanno raggiunto il massimo storico di 28,5 miliardi di EUR – per metà attraverso sovvenzioni e per metà attraverso strumenti diversi dalle sovvenzioni, in particolare prestiti – e mobilitando un importo aggiuntivo di 11,9 miliardi di EUR di finanziamenti privati in totale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>osserva che nel 2022 i paesi sviluppati hanno fornito e mobilitato un totale di 115,9 miliardi di USD di finanziamenti per il clima a favore dei paesi in via di sviluppo, il 69 % sotto forma di prestiti e il 28 % sotto forma di sovvenzioni, superando per la prima volta l'obiettivo annuale dell'UNFCC di 100 miliardi di USD di finanziamenti per il clima<FOOTNOTE><FIELD> OCSE, <STRING ITALIC="on">Climate Finance Provided and Mobilised by Developed Countries in 2013-2022</STRING> (Finanziamenti per il clima forniti e mobilitati dai paesi sviluppati nel 2013-2022), 29 maggio 2024.</FIELD></FOOTNOTE>; esorta i paesi a garantire il raggiungimento dell'obiettivo di 100 miliardi di USD fino al 2025; ricorda l'esito della COP26 che esorta i paesi sviluppati ad almeno raddoppiare la loro erogazione collettiva di finanziamenti per l'adattamento rispetto ai livelli del 2019 entro il 2025, al fine di conseguire un migliore equilibrio tra adattamento e mitigazione in linea con l'accordo di Parigi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>invita tutte le parti a concordare, in occasione della COP29, un nuovo obiettivo collettivo quantificato sui finanziamenti per il clima per il periodo successivo al 2025, che dovrebbe basarsi su uno sforzo globale e su varie fonti, strumenti e canali, comprese le fonti di finanziamento pubbliche, private e innovative; invita tutte le parti a garantire che il nuovo obiettivo collettivo quantificato affronti la mitigazione, l'adattamento e le perdite e i danni in modo equilibrato, valutando anche obiettivi autonomi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>ricorda che i contributi stabiliti a livello nazionale di molti paesi in via di sviluppo sono subordinati ai finanziamenti internazionali per il clima; evidenzia quindi che l'erogazione di finanziamenti adeguati per il clima è fondamentale per raggiungere l'obiettivo dell'accordo di Parigi; osserva che il fabbisogno di finanziamenti per il clima sta aumentando notevolmente, e che le stime delle esigenze in termini di costi individuate dalla commissione permanente per i finanziamenti dell'UNFCCC superano costantemente l'attuale obiettivo di 100 miliardi di USD, raggiungendo in media oltre 1 000 miliardi di USD all'anno fino al 2030, con stime che variano a seconda del tipo di fabbisogno e del sottoinsieme dei paesi in via di sviluppo; sottolinea pertanto che il nuovo obiettivo collettivo quantificato dovrebbe rispecchiare chiaramente la crescente necessità di finanziamenti per il clima a livello mondiale, in particolare dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo e dei paesi meno sviluppati, dovrebbe essere stabilito in modo scientifico e dovrebbe essere nuovo e supplementare rispetto all'aiuto pubblico allo sviluppo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>ritiene che la responsabilità di conseguire il nuovo obiettivo collettivo quantificato dopo il 2025 debba comprendere una base di contributori più ampia che rifletta l'evoluzione delle capacità finanziarie delle parti e i livelli storici di emissione; insiste sul fatto che le economie emergenti con emissioni e PIL elevati dovrebbero contribuire al nuovo obiettivo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sottolinea l'importanza che il nuovo obiettivo collettivo quantificato differenzi i livelli di finanziamento in modo da riflettere meglio le esigenze e le priorità dei paesi più vulnerabili al riscaldamento globale e con capacità limitate, in particolare i paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>ribadisce la sua richiesta di un meccanismo di finanziamento dell'UE prevedibile che fornisca un sostegno supplementare e garantisca che l'UE faccia la sua giusta parte per il raggiungimento degli obiettivi internazionali di finanziamento per il clima; invita i negoziatori degli Stati membri dell'UE in materia di finanziamenti per il clima a ottenere mandati chiari dai rispettivi ministeri delle Finanze per fornire contributi finanziari significativi al nuovo obiettivo collettivo quantificato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>ritiene che il nuovo obiettivo collettivo quantificato debba dare chiaramente la priorità ai finanziamenti basati sulle sovvenzioni; insiste sulla necessità di individuare fonti di finanziamento nuove e innovative; sottolinea che tali fonti di finanziamento dovrebbero essere socialmente eque e allineate al principio "chi inquina paga", garantendo che i costi dei cambiamenti climatici siano sostenuti da chi dispone delle maggiori capacità di spesa e da chi ne è maggiormente responsabile; segnala i potenziali contributi finanziari della catena di approvvigionamento dei combustibili fossili; chiede che il nuovo obiettivo collettivo quantificato disponga di una struttura che risponda agli insegnamenti tratti dall'obiettivo annuale di 100 miliardi di USD e sia dotato di solidi meccanismi di trasparenza e responsabilità per monitorare il conseguimento del quantum concordato entro le scadenze concordate ed evitare il doppio conteggio e il greenwashing;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>osserva con preoccupazione che molti paesi vulnerabili ai cambiamenti climatici sono in difficoltà o a rischio di indebitamento, in quanto subiscono una doppia crisi, caratterizzata da un crescente onere del debito e dall'inasprimento degli effetti dei cambiamenti climatici; osserva inoltre con preoccupazione che i costi e le esigenze di mitigazione e adattamento sono in aumento, portando a un crescente divario finanziario, mentre i paesi in via di sviluppo sono soggetti a particolari vincoli di bilancio; sottolinea pertanto la necessità di affrontare congiuntamente la crisi climatica e quella del debito; chiede che i finanziamenti internazionali per il clima diano la priorità a misure e strumenti pubblici basati su sovvenzioni e che non comportino l'indebitamento, per garantire che questi paesi possano attuare le necessarie misure di mitigazione e adattamento senza aumentare l'onere del debito, anche nella progettazione del nuovo obiettivo collettivo quantificato; chiede inoltre un meccanismo efficace di rinegoziazione del debito, che comprenda il principio del trattamento comparabile per i creditori, nonché l'inclusione di clausole sul debito legate alla resilienza climatica nei futuri prestiti delle banche multilaterali di sviluppo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>ricorda altresì le conclusioni della COP27, secondo cui fornire i finanziamenti necessari per la transizione climatica richiederà una trasformazione del sistema finanziario e delle sue strutture e processi che coinvolga i governi, le banche centrali, le banche commerciali, gli investitori istituzionali e altri attori finanziari; ritiene che, per facilitare gli sforzi di transizione climatica a livello globale, sarà necessario coinvolgere i sistemi finanziari nazionali e internazionali nel rimuovere gli ostacoli all'accesso ai finanziamenti per le tecnologie pulite e sottrarre i flussi finanziari pubblici e privati alle attività ad alta intensità di emissioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>ritiene essenziale portare avanti senza indugio l'iniziativa di Bridgetown; ritiene inoltre che il nuovo obiettivo collettivo quantificato rappresenti un'opportunità fondamentale per accelerare la riforma del sistema finanziario internazionale includendo i principi dell'iniziativa di Bridgetown; chiede che tutte le principali istituzioni finanziarie internazionali e le banche multilaterali di sviluppo allineino i loro portafogli e le loro politiche di prestito all'accordo di Parigi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>ricorda il ruolo della Banca europea per gli investimenti (BEI) come banca del clima dell'UE e rammenta la sua tabella di marcia sul clima, nonché la politica aggiornata sui prestiti nel settore dell'energia, e i maggiori sforzi del Fondo europeo per gli investimenti per guidare gli investimenti per il clima; accoglie con favore il fatto che la Banca centrale europea si sia impegnata a integrare le considerazioni sui cambiamenti climatici nel suo quadro di riferimento della politica monetaria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>rileva che il profilo di rischio elevato di molti paesi ostacola la loro capacità di attrarre e mobilitare investimenti privati per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici; invita le istituzioni finanziarie internazionali, le banche multilaterali di sviluppo e i governi a coordinare e proporre piani adeguati di riduzione dei rischi finanziari per i progetti di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici nel contesto della COP29; invita i paesi e le banche multilaterali di sviluppo, compresa la BEI, ad adottare clausole di debito relative alla resilienza climatica nei prestiti futuri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>ricorda che i combustibili fossili sono responsabili di oltre il 75 % di tutti i gas a effetto serra e sono pertanto il principale fattore che contribuisce ai cambiamenti climatici, oltre al fatto che le loro emissioni sono ancora in crescita; osserva che i combustibili fossili sono ancora utilizzati per soddisfare oltre l'80% del fabbisogno energetico mondiale; sottolinea che l'eliminazione graduale dei combustibili fossili è necessaria e tecnologicamente fattibile; osserva che il percorso previsto dalla tabella di marcia dell'AIE verso l'azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 per mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5ºC non richiede nuovi sviluppi nel settore del petrolio, del gas o del carbone;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea che uno degli obiettivi della COP29 dovrebbe essere quello di coordinare un segnale inequivocabile che dia seguito all'esito del primo bilancio globale della COP28 per una transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica in modo giusto, ordinato ed equo; sottolinea altresì l'importanza di introdurre quantificazioni e tempistiche chiare per accelerare l'azione in questo decennio; invita tutte le parti, compresa l'UE, ad adottare piani di eliminazione graduale dei combustibili fossili in linea con l'obiettivo di temperatura dell'accordo di Parigi; invita tutte le parti a valutare opzioni per aumentare il contributo delle imprese produttrici di combustibili fossili agli obiettivi di Parigi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>sottolinea l'importanza di procedere al più presto all'eliminazione graduale dei combustibili fossili; osserva che, nel conseguire tale obiettivo, l'UE dovrebbe mirare a massimizzare la sicurezza energetica, la competitività industriale e il benessere dei cittadini riducendo le bollette energetiche e a costruire un'economia efficiente sotto il profilo energetico e basata sulle energie rinnovabili; osserva in particolare l'urgente necessità di porre fine alle importazioni dell'UE di combustibili fossili russi, compreso il gas naturale, che sovvenzionano la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina; invita i paesi del G7 a dare l'esempio nella transizione energetica e invita tutte le parti a decarbonizzare il loro sistema energetico e a sospendere tutti i nuovi investimenti in attività estrattive di combustibili fossili; accoglie con favore tutte le iniziative volte a ridurre la dipendenza dell'UE dai combustibili fossili e ad aumentare la diversità dei suoi fornitori di energia; prende atto degli sforzi in atto dell'UE assieme ai partner internazionali per diversificare l'approvvigionamento energetico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>rileva con preoccupazione che le sovvenzioni all'energia fossile nell'UE sono rimaste stabili tra il 2010 e il 2020, attestandosi a circa 50 miliardi di EUR all'anno, e che nel 2022 sono addirittura aumentate fino a 123 miliardi di EUR; sottolinea la necessità che la Commissione e gli Stati membri applichino il requisito contenuto nell'ottavo programma d'azione per l'ambiente di "fissare un termine per l'eliminazione graduale delle sovvenzioni ai combustibili fossili in linea con l'ambizione di limitare il riscaldamento globale a 1,5º C"; invita la Commissione e tutti gli Stati membri a migliorare i sistemi nazionali di rendicontazione di tutte le sovvenzioni dirette e indirette ai combustibili fossili e a pianificare la loro eliminazione graduale senza indugio attraverso politiche, tempistiche e misure concrete, in modo da sostenere la sicurezza energetica e alimentare, la competitività industriale e il benessere dei cittadini dell'Unione e ridurre le bollette energetiche; invita la Commissione a sviluppare un quadro al riguardo in linea con tale requisito dell'ottavo programma d'azione per l'ambiente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che nel 2023 i governi a livello mondiale abbiano speso oltre 620 miliardi di dollari per sovvenzionare i combustibili fossili, un importo di gran lunga superiore ai 70 miliardi di dollari spesi per sostenere l'energia pulita; incoraggia tutte le parti a eliminare gradualmente tutte le sovvenzioni dirette e indirette ai combustibili fossili e a riassegnare tali sovvenzioni dannose all'azione per il clima, compresi i finanziamenti internazionali per il clima a favore dei paesi in via di sviluppo più vulnerabili; invita tutte le parti a garantire una rendicontazione trasparente delle loro sovvenzioni ai combustibili fossili e ad adottare quanto prima piani concreti per la loro eliminazione graduale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>ribadisce il proprio sostegno al lavoro della coalizione dei ministri delle Finanze per l'azione per il clima e incoraggia tutti i governi ad assumersi gli impegni delineati da tale coalizione di allineare tutte le politiche e le prassi di competenza dei ministeri delle Finanze agli obiettivi dell'accordo di Parigi, nonché ad adottare una fissazione efficace del prezzo del carbonio;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Adattamento</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea la necessità di intensificare l'azione di adattamento all'interno dell'UE e a livello mondiale per ridurre al minimo gli effetti negativi dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità; sottolinea che mentre i finanziamenti e l'attuazione della mitigazione sono progrediti, gli sforzi di adattamento continuano a rimanere indietro, con un divario crescente sia nei finanziamenti che nelle azioni concrete; sottolinea che i flussi finanziari per l'adattamento sono diminuiti dal 2020 e che il divario si sta ampliando; riconosce che, senza un'azione immediata, i costi dell'adattamento continueranno ad aumentare a causa di eventi meteorologici e climatici estremi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>apprezza la prima EUCRA<FOOTNOTE><FIELD> Relazione n. 1/2024 dell'Agenzia europea dell'ambiente, <STRING ITALIC="on">European Climate Risk Assessment</STRING>, 11 marzo 2024.</FIELD></FOOTNOTE> e la comunicazione della Commissione del 12 marzo 2024 sulla gestione dei rischi climatici che sottolinea la necessità di resilienza di fronte all'aumento dei rischi climatici; invita pertanto la Commissione a presentare un piano europeo di adattamento ai cambiamenti climatici, comprendente proposte e azioni legislative concrete, in particolare per quanto riguarda la resilienza delle infrastrutture, la gestione delle risorse idriche e le soluzioni basate sulla natura, dando nel contempo priorità alla protezione delle comunità vulnerabili, per rendere l'UE più resiliente e dare l'esempio; sottolinea l'importanza dello sviluppo, dell'attuazione e dell'aggiornamento periodico dei piani nazionali di adattamento, con particolare attenzione all'assistenza finanziaria e tecnica; invita le parti che non l'hanno ancora fatto a predisporre i loro piani nazionali di adattamento entro il 2025 e a compiere progressi nella loro attuazione entro il 2030;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>sostiene l'integrazione di soluzioni basate sulla natura nelle zone urbane per migliorare la qualità dell'aria, contenere l'aumento delle temperature, affrontare l'effetto "isola di calore urbana" e migliorare la qualità dell'aria per proteggere i cittadini e ridurre i costi energetici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>apprezza l'accordo sul quadro per l'obiettivo globale in materia di adattamento in occasione della COP28, in particolare il quadro degli Emirati arabi uniti per la resilienza climatica globale; sottolinea la necessità di tradurre il quadro in risultati misurabili e disporre di solidi sistemi di tracciamento per monitorare i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi; incoraggia tutte le parti a concordare rapidamente gli indicatori per misurare i progressi verso gli obiettivi nell'ambito del programma di lavoro biennale EAU-Belém stabilito nella COP28; sottolinea l'importanza di indicatori inclusivi per garantire che l'adattamento avvenga in modo socialmente equo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>sottolinea che i sistemi di allarme rapido sono fondamentali per un adattamento efficace e chiede la rapida attuazione sia dell'iniziativa sui rischi climatici e sui sistemi di allarme rapido (CREWS), rivolta ai paesi vulnerabili come i paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, sia dell'iniziativa "Allarme rapido per tutti", che mira a garantire l'accesso globale ai sistemi di allarme rapido entro il 2027;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la crescente intensità e frequenza di eventi meteorologici estremi nell'UE e a livello globale, tra cui incendi, siccità, ondate di calore e inondazioni, e per il loro impatto sulla salute umana e le crescenti perdite di vite umane che provocano, come indicato nelle conclusioni della prima EUCRA; sottolinea l'urgente necessità di rafforzare la risposta collettiva e globale ai cambiamenti climatici in questo decennio critico, attraverso azioni ambiziose di mitigazione e adattamento adottate da tutte le parti, al fine di proteggere le persone, i loro mezzi di sussistenza, l'economia e i nostri ecosistemi; ricorda la necessità di tenere conto delle condizioni climatiche future quando si investe in beni e infrastrutture;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Perdite e danni</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>apprezza la decisione della COP28 di istituire il fondo per le perdite e i danni per affrontare e rispondere agli effetti economici e non economici dei cambiamenti climatici sui paesi in via di sviluppo particolarmente vulnerabili; apprezza i progressi compiuti nell'operatività del fondo sin dallo svolgimento della COP28, anche attraverso l'accettazione dell'offerta del governo delle Filippine di ospitare il fondo; sottolinea la necessità che il fondo riceva finanziamenti da diverse fonti in modo coordinato, anche da fonti nuove e innovative; è fermamente convinto che i finanziamenti delle perdite e dei danni dovrebbero priorizzare le sovvenzioni ed essere supplementari e distinti dall'aiuto pubblico allo sviluppo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>invita il consiglio di gestione del fondo per le perdite e i danni a prendere tutti gli accordi necessari affinché il fondo possa fornire finanziamenti alle comunità colpite, se non nel 2024 almeno all'inizio del 2025; chiede la preparazione di uno sforzo di capitalizzazione iniziale e di una strategia di raccolta dei fondi e di ricostituzione a lungo termine entro la COP29; chiede che i rappresentanti delle comunità locali interessate possano contribuire alla progettazione del fondo e chiede che il fondo offra sostegno alle comunità locali in modo rapido e mirato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>esorta tutti i principali responsabili delle emissioni a contribuire equamente al fondo per garantire la giustizia climatica globale; apprezza gli impegni dell'UE e dei suoi Stati membri per la capitalizzazione iniziale del fondo di oltre 400 milioni di EUR, che copre oltre la metà degli impegni di finanziamento iniziali totali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>ribadisce il suo invito affinché l'aspetto delle perdite e dei danni sia un punto permanente all'ordine del giorno delle COP, al fine di monitorare e compiere progressi su tale questione e di utilizzare appieno la rete di Santiago per catalizzare efficacemente l'assistenza tecnica per affrontare adeguatamente le perdite e i danni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>invita tutte le parti a valutare e quantificare le vulnerabilità e i fabbisogni legati alle perdite e ai danni per rispondere agli impatti più gravi dei cambiamenti climatici nella prossima tornata di contributi determinati a livello nazionale; invita tutte le parti a stabilire e attuare norme sulla trasparenza delle spese nell'ambito del quadro delle perdite e dei danni per garantire l'impatto e l'efficacia del sostegno finanziario;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Partecipazione dei portatori di interessi alla COP29</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>ricorda l'importanza del pieno coinvolgimento di tutte le parti nei processi decisionali dell'UNFCCC; invita la presidenza della COP29 e le future presidenze a favorire una migliore partecipazione dei paesi in via di sviluppo e dei delegati dei paesi meno sviluppati e a stanziare risorse aggiuntive a tal fine; incoraggia le parti a includere i giovani nelle loro delegazioni per garantire che le future generazioni abbiano un ruolo attivo nella definizione delle decisioni che riguardano il loro futuro; chiede un maggiore ricorso alle piattaforme virtuali nelle COP per rafforzare l'inclusività e la partecipazione a livello globale dei delegati e dei rappresentanti della società civile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>sottolinea che gli obiettivi climatici non possono essere conseguiti senza il sostegno e il coinvolgimento dei cittadini; invita tutte le parti a sensibilizzare in merito ai cambiamenti climatici e alle questioni correlate e a favorirne la comprensione, a combattere sia la disinformazione sia la cattiva informazione e a collaborare con i rappresentanti pubblici per ottenere il sostegno pubblico alle misure di mitigazione e adattamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>ricorda la sua risoluzione del 25 aprile 2024 sull'Azerbaigian; sottolinea la sua profonda preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Azerbaigian; invita l'Azerbaigian a rispettare i diritti e a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri politici, i difensori dei diritti umani e i giornalisti e insiste sulla necessità di subordinare gli accordi di partenariato a tale condizione e al miglioramento della situazione generale dei diritti umani nel paese; ritiene che le violazioni dei diritti umani in atto in Azerbaigian siano incompatibili con il suo ruolo di paese ospitante della COP29; esorta l'UE a sfruttare l'occasione offerta dalla COP29 affinché la comunità internazionale, nelle sue interazioni con le autorità azere quando si riunirà a Baku per la COP29, ricordi all'Azerbaigian i suoi obblighi internazionali e condanni e affronti in modo significativo le violazioni dei diritti umani del paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>esige che gli organizzatori garantiscano che i diritti umani, le libertà fondamentali, la partecipazione piena e senza restrizioni dei cittadini e delle organizzazioni della società civile e l'accesso equo a tale COP e alle future COP siano pienamente sanciti e garantiti nell'accordo sul paese ospitante, che dovrebbe essere reso pubblico il prima possibile dopo la firma; invita il segretariato dell'UNFCCC a monitorare il rispetto e ad agire in caso di violazioni dei suddetti criteri in materia di diritti umani;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Conflitti di interessi, trasparenza e integrità</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>accoglie con favore la preparazione delle prime relazioni biennali sulla trasparenza nel quadro dell'accordo di Parigi; sottolinea l'importanza delle relazioni granulari e trasparenti nel valutare i progressi sui contributi determinati a livello nazionale; prende atto dell'avvio della piattaforma globale di Baku per la trasparenza climatica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che oltre 2 400 lobbisti dei combustibili fossili siano stati accreditati partecipanti alla COP28; invita l'UNFCCC e le parti a garantire che il processo decisionale sia protetto da interessi contrari all'obiettivo dell'accordo di Parigi; esorta l'UNFCCC ad assumere un ruolo guida nel proporre un quadro di responsabilità ambizioso che protegga il lavoro dell'UNFCCC dall'influenza indebita di attori aziendali con comprovati interessi, sul modello di quanto adottato dalla Convenzione quadro dell'OMS sul controllo del tabacco per quanto concerne l'industria del tabacco;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>esprime forte preoccupazione per la nomina a presidente della COP29 del ministro dell'Azerbaigian per l'Ecologia e le risorse naturali Mukhtar Babayev che, prima di diventare ministro, ha lavorato per 26 anni per la compagnia petrolifera statale della Repubblica dell'Azerbaigian (Socar); esprime profonda preoccupazione per la dichiarazione del presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, di impegnarsi a difendere gli interessi dei paesi ricchi di combustibili fossili affinché continuino i loro investimenti e la produzione; ritiene che ciò costituisca un grave rischio di conflitto di interessi; esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare tutte le azioni necessarie per garantire che le future presidenze della COP siano esenti da conflitti di interessi;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">La politica climatica dell'UE in linea con l'accordo di Parigi</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>prende atto dei contributi determinati a livello nazionale aggiornati dell'UE che costituiscono la risposta dell'Unione alla richiesta, contenuta nel patto di Glasgow per il clima, di rivedere e rafforzare i contributi determinati a livello nazionale delle parti per il 2030; sottolinea che si prevede che l'attuale legislazione dell'UE in materia di clima, quando sarà attuata, ridurrà le emissioni nette di gas a effetto serra dell'UE di circa il 57 % rispetto al 1990 entro il 2030; sottolinea pertanto la necessità di attuare il quadro giuridico esistente per il 2030 nei prossimi anni in modo semplice, equo ed efficiente sotto il profilo dei costi, continuando nel contempo a sostenere i cittadini e i settori economici durante tale transizione; sottolinea l'importanza di un quadro strategico stabile e prevedibile che fornisca chiarezza agli investitori, alle imprese e ai cittadini; osserva che gli eventuali sforzi supplementari superiori al 55 % ridurrebbero notevolmente le emissioni cumulative dell'Unione entro il 2050; esorta con enfasi gli Stati membri nonché il settore privato ad adottare tutte le azioni necessarie per garantire che l'obiettivo sia raggiunto; esprime preoccupazione, a tale riguardo, per il divario di ambizione negli attuali piani nazionali per l'energia e il clima presentati dagli Stati membri e invita tutti gli Stati membri a intensificare la loro azione per il clima; invita, a tale riguardo, gli Stati membri e la Commissione a garantire che i piani nazionali per l'energia e il clima e le strategie a lungo termine degli Stati membri includano azioni e mezzi finanziari sufficienti per conseguire gli obiettivi dell'UE per il 2030 e gli obiettivi a lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>sottolinea che è importante che i contributi determinati a livello nazionale per il 2035 siano proposti nella fase preparatoria della COP30, conformemente ai calendari comuni quinquennali dell'UNFCCC e nel rispetto del termine di presentazione stabilito dall'accordo di Parigi; invita la Commissione a proporre a tempo debito un contributo determinato a livello nazionale per il 2035, mantenendo fermamente l'UE su un percorso verso l'orizzonte 2040 e verso l'azzeramento delle emissioni nette nel 2050 e sulla base di un'adeguata valutazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>sottolinea la necessità di adottare un obiettivo climatico dell'UE basato su dati scientifici per il 2040, conformemente alla normativa europea sul clima e in linea con le conclusioni del primo bilancio globale, e ricorda le raccomandazioni del comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici; apprezza l'impegno della Commissione a proporre un obiettivo climatico per il 2040, accompagnato da politiche di sostegno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>ritiene importante che l'UE conservi il suo ruolo di leader nei negoziati internazionali sul clima e invita l'UE a intensificare la sua diplomazia verde al fine di incoraggiare le altre parti a intensificare la loro azione per il clima verso il conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi, il che contribuirà anche a creare condizioni di parità a livello internazionale, a evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e ad aumentare il sostegno pubblico all'azione per il clima;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>ribadisce la necessità di integrare l'ambizione climatica in tutte le politiche dell'UE e nelle misure che le recepiscono, e sottolinea che l'articolo 6, paragrafo 4, della legge europea sul clima obbliga la Commissione a valutare la coerenza di qualsiasi progetto di misura o proposta legislativa, comprese le proposte di bilancio, con gli obiettivi climatici dell'UE; esorta la Commissione ad attuare pienamente tale disposizione nel modo in cui effettua le valutazioni d'impatto su tutti i settori strategici dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>ribadisce il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo a favore del quale l'UE e gli Stati membri si sono impegnati e che mira a minimizzare le contraddizioni e a creare sinergie tra le diverse politiche dell'Unione; insiste su un approccio coerente all'attuazione dell'accordo di Parigi e dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sia nelle politiche interne sia in quelle esterne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>sottolinea che l'attuale situazione geopolitica mette ulteriormente in evidenza l'urgente necessità di porre fine alla dipendenza dell'UE dai combustibili fossili e la necessità di abbandonare un'economia basata sui combustibili fossili e promuovere la diffusione di fonti di energia rinnovabili e a basse emissioni di carbonio; sottolinea che l'UE deve evitare la dipendenza energetica da paesi terzi; plaude ai progressi compiuti dall'avvio di RePowerEU su entrambi gli aspetti; invita l'UE e i suoi Stati membri ad accelerare la transizione; sottolinea che ciò richiederà un aumento degli obiettivi in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica nell'ambito del quadro post-2030; invita la Commissione a dar seguito alla raccomandazione del comitato consultivo scientifico dell'UE sui cambiamenti climatici per garantire la coerenza delle politiche dell'UE con la necessità di abbandonare un'economia basata sui combustibili fossili, evitando la dipendenza dal carbonio e gli attivi non recuperabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>ricorda di aver dato la propria approvazione il 24 aprile 2024 alla decisione del Consiglio che approva il recesso della Comunità europea dell'energia atomica dal trattato sulla Carta dell'energia<FOOTNOTE><FIELD> Decisione (UE) 2024/1677 del Consiglio, del 30 maggio 2024, che approva il recesso della Comunità europea dell'energia atomica dal trattato sulla Carta dell'energia (GU L, 2024/1677, 13.6.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/1677/oj).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Triplice crisi planetaria: cambiamenti climatici, inquinamento e perdita di biodiversità</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>sottolinea che le crisi del cambiamento climatico, dell'inquinamento e della perdita di biodiversità sono interconnesse e che le risposte a queste crisi devono essere allineate; sottolinea le loro gravi conseguenze, come la desertificazione, la carenza idrica, il degrado degli oceani e la siccità; ribadisce l'importanza di proteggere, conservare e ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi e di gestire le risorse naturali in modo sostenibile al fine di migliorare la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi basati sulla natura ed evitare fenomeni meteorologici estremi e consolidare la resilienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>sottolinea la necessità di aumentare gli investimenti e di investire in modo più efficiente in soluzioni innovative e basate sulla natura, come l'imboschimento, il rimboschimento e i "paesaggi spugna" naturali, il ripristino delle zone umide e le pratiche agricole rigenerative per rafforzare l'adattamento ai cambiamenti climatici, in particolare per limitare le inondazioni e la siccità; sottolinea che tali approcci dovrebbero avere, ove possibile, un impatto positivo sulla biodiversità e dovrebbero ridurre le emissioni di carbonio dai suoli e gli effetti derivati sui corpi idrici, ridurre la compattazione del suolo e facilitare l'adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici; prende atto del ruolo delle proposte della Commissione in materia di governance e monitoraggio delle foreste a tale riguardo; esprime preoccupazione per il notevole divario tra l'obiettivo di potenziamento dei pozzi di assorbimento del carbonio per il 2030 fissato dal regolamento sull'uso del suolo, sul cambiamento di uso del suolo e sulla silvicoltura<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2018/841 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l'energia e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 e della decisione n. 529/2013/UE (GU L 156 del 19.6.2018, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2018/841/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e le misure per raggiungere gli obiettivi incluse nei piani nazionali per l'energia e il clima; esorta gli Stati membri a incrementare le proprie ambizioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>riconosce che ecosistemi sani e una ricca biodiversità forniscono servizi essenziali per la vita e sottolinea che i cambiamenti climatici sono una delle cause dirette della perdita di biodiversità; sottolinea come il cambiamento climatico abbia già alterato gli ecosistemi terrestri, d'acqua dolce e marini in tutto il mondo, causando la perdita di specie e il declino dei principali servizi ecosistemici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>sottolinea che la conservazione e il ripristino di ecosistemi ad alto tenore di carbonio, come le torbiere, le zone umide, le foreste (comprese le foreste primarie), i sistemi agroforestali tradizionali, i pascoli e gli ecosistemi di carbonio blu come le paludi salmastre, le praterie sottomarine e le mangrovie, nonché le specie che consentono il funzionamento di tali ecosistemi offrono un'ampia gamma di vantaggi a livello di mitigazione e adattamento; invita la Commissione a sviluppare la mappatura di tali ecosistemi e a sviluppare metodologie per una contabilizzazione accurata, solida e trasparente degli assorbimenti di carbonio e delle emissioni derivanti da tali ecosistemi in un modo che non pregiudichi gli obiettivi in materia di biodiversità e sottolinea la qualità delle aree protette dovrebbe essere rispettata; avverte che investimenti e incentivi contraddittori, come il finanziamento del drenaggio delle zone umide e il successivo finanziamento del ripristino delle stesse zone, compromettono l'efficacia delle risorse finanziarie dell'UE e creano incertezza per gli agricoltori e il settore agricolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>esorta tutte le parti, al momento di adottare azioni volte ad affrontare i cambiamenti climatici, a impegnarsi a proteggere, rispettare, promuovere e assolvere i rispettivi obblighi in materia di diritti umani, compresi il diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile e i diritti delle popolazioni indigene previsti nella dichiarazione delle Nazioni Uniti sui diritti dei popoli indigeni e i diritti delle comunità locali; sottolinea la necessità di sostenere e proteggere i difensori dell'ambiente e di procedere penalmente contro coloro che li minacciano; evidenzia l'importanza della parità di genere e dell'equità intergenerazionale per affrontare la crisi climatica; invita tutte le parti a difendere tali valori e garantire una partecipazione pubblica significativa, l'accesso alle informazioni e il consenso libero, previo e informato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>invita tutte le parti a compiere progressi in occasione della COP29 verso un processo decisionale che raggiunga un equilibrio tra i pilastri sociale, ambientale ed economico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>sottolinea l'importanza di attuare il quadro globale di Kunming-Montreal in materia di biodiversità definito a norma della convenzione sulla diversità biologica, tra cui la necessità di massimizzare la capacità della natura di contribuire a mitigare i cambiamenti climatici e ad adattarsi ai medesimi e ridurre al minimo gli impatti negativi dell'azione climatica sulla biodiversità; ricorda che la conservazione di ecosistemi intatti e a elevata biodiversità sulla terraferma e negli oceani rappresenta l'azione basata sulla natura più efficace in termini di costi per affrontare i cambiamenti climatici; invita tutte le parti a intensificare gli sforzi volti all'adempimento dei loro obblighi internazionali in materia di biodiversità, ricordando il mancato conseguimento degli obiettivi di Aichi; apprezza la presentazione degli obiettivi dell'UE nell'ambito di tale quadro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>sottolinea che il suolo costituisce il più grande pozzo di assorbimento del carbonio e svolge un ruolo indispensabile nel ciclo climatico globale; sottolinea l'impatto transfrontaliero del degrado del suolo; apprezza tutti gli sforzi compiuti dai governi e dagli attori non governativi per massimizzare il potenziale dei suoli al fine di mitigare i cambiamenti climatici e incrementare la disponibilità idrica; prende atto del ruolo della proposta dell'UE sulla direttiva sul monitoraggio del suolo e la resilienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>sottolinea gli effetti devastanti a livello ambientale, sociale, economico e agricolo della desertificazione, dell'inquinamento idrico, delle inondazioni e degli incendi boschivi, intensificati dai cambiamenti climatici; sottolinea l'importanza di proteggere, conservare e ripristinare le risorse idriche e gli ecosistemi connessi quali componenti essenziali della resilienza climatica e della conservazione della biodiversità; afferma che è necessaria una gestione delle acque che ne eviti la scarsità e l'inquinamento nei contesti in cui i circuiti idrici e delle risorse sono essenzialmente chiusi per promuovere un'economia circolare e un'efficienza ottimale e il recupero delle risorse;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>apprezza che la presidenza della COP29 abbia portato l'attenzione sulle sfide legate all'acqua, fornendo durante la COP29 una piattaforma globale in grado di consentire alle parti di collaborare e offrire soluzioni in materia di risorse idriche; accoglie con favore l'avvio della prima strategia a livello di sistema delle Nazioni Unite per l'acqua e i servizi igienico-sanitari quale strumento fondamentale per promuovere la resilienza delle comunità ai cambiamenti climatici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>chiede una cooperazione internazionale rafforzata, anche a livello dei bacini idrografici, per affrontare la crescente crisi idrica, garantire acqua pulita e di alta qualità, promuovere una gestione sostenibile delle risorse idriche e attuare soluzioni basate sulla natura; invita tutte le parti ad adottare strategie idriche in linea con la loro politica climatica, al fine di conseguire la sicurezza, la sostenibilità e la resilienza idriche, garantendo nel contempo l'accesso universale all'acqua e ai servizi igienico-sanitari, nonché assicurando che nessuno sia lasciato indietro e dando priorità alla protezione delle comunità vulnerabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>accoglie con favore l'annuncio di una strategia europea sulla resilienza idrica e invita la Commissione a realizzare rapidamente tale strategia per garantire che le fonti siano gestite in modo corretto, che la carenza sia affrontata e che si rafforzi il vantaggio competitivo e innovativo del nostro settore idrico e delle nostre tecnologie idriche; esorta l'UE a guidare gli sforzi tesi a proteggere e ripristinare gli ecosistemi idrici, in linea con la direttiva quadro sulle acque, la strategia dell'UE sulla biodiversità e il Green Deal europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>riconosce l'universalità dell'acqua quale risorsa per tutti i settori, compresi quelli responsabili dell'energia, della sicurezza alimentare e dei servizi digitali critici; riconosce il ruolo degli strumenti digitali in tutte le attività di mitigazione dei cambiamenti climatici, nell'ambito di una società resiliente sul piano delle risorse idriche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>invita gli Stati membri e la Commissione a garantire infrastrutture idriche efficaci, quale strumento per combattere i cambiamenti climatici e rafforzare la resilienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>apprezza l'adozione del trattato delle Nazioni Unite sull'alto mare (trattato sulla biodiversità nelle zone non soggette a giurisdizione nazionale); invita le parti a proseguire i lavori relativi al dialogo delle Nazioni Unite sugli oceani e sui cambiamenti climatici; evidenzia il fatto che i meccanismi climatici dipendono dalla salute degli ecosistemi oceanici e marini attualmente colpiti dal riscaldamento globale, dall'inquinamento, dallo sfruttamento eccessivo della biodiversità marina, dall'acidificazione, dalla disossigenazione e dall'erosione costiera; chiede che tutte le parti rafforzino la resilienza e la protezione dei pozzi di assorbimento del carbonio oceanici, compresa la salvaguardia di ecosistemi marini quali le mangrovie, le praterie marine e le barriere coralline; apprezza l'impegno della Presidente della Commissione europea von der Leyen a favore del varo di un patto europeo per gli oceani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>sottolinea che tutti i settori devono contribuire alla riduzione delle emissioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>evidenzia l'urgente necessità di combattere l'inquinamento da plastica a livello mondiale, in quanto rappresenta una grave minaccia per gli ecosistemi marini, la biodiversità e la salute umana, e si stima che ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscano negli oceani; sottolinea l'importanza di affrontare la questione delle microplastiche, in particolare negli ecosistemi oceanici e di acqua dolce; valuta positivamente i lavori in corso sul trattato globale sulla plastica; esorta l'UE a svolgere un ruolo guida a favore di un trattato che raggiunga livelli sostenibili di produzione della plastica, elimini gradualmente le dannose plastiche monouso, favorisca l'innovazione nel campo delle alternative sostenibili e i principi dell'economia circolare e promuova la responsabilità estesa del produttore al fine di garantire che sia affrontato l'intero ciclo di vita della plastica, oltre a dare priorità alle comunità maggiormente colpite dall'inquinamento da plastica; chiede l'obiettivo globale di eliminare l'inquinamento da plastica nell'ambiente entro il 2040;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>sottolinea la necessità di combattere l'inquinamento chimico; chiede un'azione accelerata per realizzare il piano generale definito nel quadro globale sulle sostanze chimiche "per un pianeta senza danni da sostanze chimiche e rifiuti";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>evidenzia la necessità di proteggere la salute e il benessere delle persone e delle comunità colpite dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici; evidenzia altresì la necessità di garantire un accesso equo a un ambiente sostenibile, resiliente e sano per le generazioni future;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>ritiene che le politiche ambientali debbano essere concepite in modo da essere pienamente in linea con l'approccio "One Health"; ricorda l'importanza di organizzare una giornata della salute durante la COP29 in modo da impegnarsi per trovare soluzioni alle sfide sanitarie comuni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>sottolinea lo stretto legame tra inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici; accoglie con favore gli sforzi profusi a livello internazionale per affrontare sia i cambiamenti climatici che la qualità dell'aria attraverso iniziative come la Convenzione UNECE sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza e la Coalizione per il clima e l'aria pulita; invita tutte le parti a rafforzare la cooperazione in materia e ad allineare le politiche sulla qualità dell'aria all'azione per il clima al fine di tutelare la salute pubblica e l'ambiente a livello mondiale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>sottolinea che i cambiamenti climatici contribuiranno ad aumentare la resistenza agli antibiotici; sottolinea al riguardo la necessità di un'azione urgente nei confronti della resistenza agli antibiotici e chiede un accordo globale tra le parti per ridurre l'uso di antimicrobici e contrastare il rischio di resistenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>ricorda che, a livello mondiale, le città sono responsabili del 70 % circa delle emissioni di CO<STRING SUBSCRIPT="on">2</STRING> globali<FOOTNOTE><FIELD> Shukla, P. R. e Skea, J. (eds.), <STRING ITALIC="on">Climate Change 2022: Mitigation of Climate Change – Working Group III Contribution to the Sixth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change</STRING> (Cambiamenti climatici 2022: mitigazione dei cambiamenti climatici – Contributo del gruppo di lavoro III alla sesta relazione di valutazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico), Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, 2022.</FIELD></FOOTNOTE>; sottolinea che gli enti locali e regionali sono attori chiave nell'azione per il clima; evidenzia pertanto la necessità di agevolare l'accesso ai meccanismi finanziari da parte degli enti locali e regionali e di rafforzare la cooperazione con questi ultimi nel processo di preparazione, finanziamento e attuazione dei contributi stabiliti a livello nazionale in vista della COP30, nonché dei piani nazionali di adattamento, delle strategie e dei piani d'azione nazionali in materia di biodiversità e delle strategie a lungo termine;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sforzi in tutti i settori</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>si compiace che finora 158 paesi siano diventati firmatari dell'impegno mondiale sul metano; invita i firmatari dell'impegno mondiale sul metano ad accelerare l'azione volta a ridurre e abbattere le emissioni di metano entro il 2030 e a rafforzare la governance sul metano elaborando un quadro globale volto a compiere progressi verso l'impegno collettivo; esorta, in particolare, le principali parti responsabili delle emissioni di metano che non hanno aderito all'impegno a farlo quanto prima; chiede una valutazione quantificata e basata su dati scientifici dei progressi compiuti dall'adozione dell'impegno in occasione della COP26;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>invita tutte le parti a includere anche obiettivi specifici di riduzione del metano nei loro contributi determinati a livello nazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>ricorda il regolamento dell'UE sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/1787 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia e che modifica il regolamento (UE) 2019/942 (GU L, 2024/1787, 15.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1787/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, che a decorrere dal 1º gennaio 2027 si applicherà anche agli importatori dell'UE di petrolio greggio, gas naturale e carbone; sottolinea la necessità di ridurre le emissioni di metano in tutti i settori dell'economia dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>evidenzia che il settore dei trasporti è l'unico settore in cui le emissioni sono aumentate a livello dell'UE dal 1990 e che ciò non è compatibile con gli obiettivi climatici dell'UE; sottolinea che il conseguimento degli obiettivi climatici dell'UE richiederà riduzioni maggiori e più rapide delle emissioni da parte di tutti i sottosettori dei trasporti, compresi i sottosettori del trasporto aereo e marittimo; accoglie con favore l'inclusione delle emissioni marittime nel sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS); sottolinea l'importanza di sostenere il trasferimento modale e il trasporto intermodale e di aumentare l'attrattiva delle opzioni di trasporto pulito attraverso una migliore internalizzazione delle esternalità, garantendo nel contempo la disponibilità di alternative adeguate, adottando misure di gestione della domanda e stabilendo requisiti in materia di efficienza e circolarità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>invita la Commissione a garantire l'equità sociale delle misure di decarbonizzazione dei trasporti, anche integrando le emissioni di superyacht, jet privati e aerei d'affari nelle politiche climatiche dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>invita l'Organizzazione marittima internazionale (IMO) ad adottare misure volte a ridurre le emissioni marittime in linea con gli obiettivi basati sui dati scientifici e il limite di 1,5 °C fissato dall'accordo di Parigi; esprime preoccupazione per la lentezza dei progressi compiuti dall'IMO nell'affrontare il problema delle emissioni derivanti dal trasporto marittimo internazionale; chiede che l'UE si faccia promotrice dell'adozione di tempistiche e obiettivi globali più rigorosi; ricorda che, in linea con le disposizioni della direttiva ETS<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio (GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2003/87/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, l'UE dovrebbe rivedere l'ambito di applicazione della propria normativa ETS in materia di trasporto marittimo qualora i negoziati dell'IMO non portino all'adozione di misure conformi all'accordo di Parigi; invita la Commissione e gli Stati membri a riprendere i negoziati dell'UNFCCC sull'attribuzione delle emissioni del trasporto marittimo internazionale agli inventari nazionali, rispecchiando l'ambito di applicazione dell'EU ETS e del regolamento FuelEU Maritime<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2023/1805 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2023, sull'uso di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo, e che modifica la direttiva 2009/16/CE (GU L 234 del 22.9.2023, pag. 48, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/1805/oj).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità che il settore del trasporto aereo si allinei agli obiettivi climatici globali, in particolare all'obiettivo di 1,5 ºC stabilito dall'accordo di Parigi; esprime preoccupazione per la lentezza dei progressi compiuti dall'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (ICAO) nell'affrontare la questione delle emissioni derivanti dal trasporto aereo internazionale; invita l'ICAO ad adottare misure più ambiziose, nell'ambito del suo regime di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio del trasporto aereo internazionale, per ridurre tali emissioni; ricorda che, qualora l'ICAO non riesca a ridurre le emissioni in linea con l'accordo di Parigi, la Commissione è tenuta a esaminare l'estensione dell'ambito di applicazione dell'EU ETS ai voli verso aerodromi situati al di fuori dello Spazio economico europeo, in linea con le disposizioni della direttiva ETS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>ricorda che l'impatto sul clima non connesso alle emissioni di CO<STRING SUBSCRIPT="on">2</STRING> delle attività di trasporto aereo è stimato al doppio<FOOTNOTE><FIELD> Transport &amp; Environment, Murphy, A. e Simon, V., "Private jets: can the super rich supercharge zero-emission aviation?", Federazione europea per il trasporto e per l'ambiente, Bruxelles, 2021.</FIELD></FOOTNOTE> dell'impatto delle sole emissioni di CO<STRING SUBSCRIPT="on">2</STRING>; sottolinea l'importanza di raccogliere conoscenze sull'impatto non connesso alle emissioni di CO<STRING SUBSCRIPT="on">2</STRING> sia dei voli intra-UE che dei voli da e verso destinazioni non UE, nonché di valutare la necessità di misure volte a ridurre tale impatto conformemente alle norme e alle tempistiche stabilite nell'EU ETS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>chiede di accelerare lo sviluppo e la diffusione di combustibili sostenibili nei settori dell'aviazione e del trasporto marittimo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>ribadisce il suo invito a tutte le parti, compresi gli Stati membri dell'UE, ad adottare misure per scoraggiare l'uso di jet privati; sottolinea l'impatto climatico sproporzionato dei jet privati, che sono fino a 14 volte più inquinanti per passeggero rispetto ai voli commerciali; sottolinea l'importanza di dare l'esempio ed esorta tutti i partecipanti alla COP29, compresi quelli appartenenti alle istituzioni dell'UE, ad astenersi dall'uso di jet privati e a scegliere l'opzione di trasporto meno inquinante possibile per raggiungere la loro destinazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>89.</NO.P>rileva che nel 2020 il settore agricolo rappresentava il 10-12 % delle emissioni antropogeniche globali e l'11 % delle emissioni totali dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Agenzia europea dell'ambiente, "Progress and prospects for decarbonisation in the agriculture sector and beyond" (Progressi e prospettive per la decarbonizzazione nel settore agricolo e oltre), Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo, 2022.</FIELD></FOOTNOTE>; osserva che le emissioni agricole a livello dell'UE sono diminuite del 25 % dal 1990<FOOTNOTE><FIELD> Agenzia europea dell'ambiente, "EEA greenhouse gases – data viewer", 13 agosto 2024.</FIELD></FOOTNOTE>, ma sono rimaste relativamente stabili negli ultimi due decenni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>90.</NO.P>sottolinea tuttavia che gli agricoltori e il settore agricolo sono, allo stesso tempo, sottoposti a pressioni crescenti a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, tra cui l'aumento delle temperature, la siccità, le precipitazioni irregolari e le inondazioni, e riconosce che sono partner indispensabili per garantire la sicurezza alimentare, preservare la vitalità delle zone rurali e conseguire gli obiettivi di neutralità climatica; evidenzia, a tale proposito, la necessità di continuare ad adoperarsi a favore di sistemi alimentari sostenibili e resilienti e riconosce sia il potenziale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel settore agricolo sia il potenziale contributo degli agricoltori e dei silvicoltori all'assorbimento e allo stoccaggio naturali del carbonio nei suoli e nelle foreste; sottolinea l'importanza di offrire agli agricoltori l'opportunità di contribuire e partecipare attivamente allo sviluppo di politiche in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici, di adattamento e di conservazione degli ecosistemi; accoglie con favore, a tale proposito, il dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura nell'UE e l'impegno della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen a presentare una visione per l'agricoltura e l'alimentazione nei primi 100 giorni del mandato della nuova Commissione, al fine di garantire la competitività e la sostenibilità a lungo termine del settore agricolo dell'UE entro i limiti del pianeta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>91.</NO.P>sottolinea che una transizione verso pratiche agricole più sostenibili e filiere più corte, il passaggio a alimenti, diete e stili di vita più sani e una riduzione degli sprechi alimentari limiteranno in modo significativo le emissioni della catena alimentare, miglioreranno la mitigazione e l'adattamento, allenteranno la pressione sulla biodiversità e sul suolo, ridurranno l'inquinamento atmosferico e idrico e contribuiranno a ripristinare la qualità del suolo e gli ecosistemi; ribadisce che occorre affrontare il problema del consumo eccessivo di prodotti ultralavorati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>92.</NO.P>evidenzia la necessità di quadri strategici che sostengano gli agricoltori, con particolare attenzione ai piccoli agricoltori, nella transizione verso pratiche agricole sostenibili fornendo strumenti, meccanismi, tecniche, opportunità, formazione e incentivi finanziari per l'adozione di pratiche agricole intelligenti dal punto di vista climatico che migliorino la produttività contribuendo nel contempo all'adattamento ai cambiamenti climatici e alla mitigazione dei loro effetti, e che ricompensino gli agricoltori e i silvicoltori in grado di contribuire alla decarbonizzazione dell'economia e di lavorare in armonia con la natura, preservando la biodiversità e gli ecosistemi naturali; sottolinea l'importanza di fornire al settore agricolo metodologie complete per istituire un sistema di contabilizzazione delle emissioni di gas a effetto serra che copra diversi tipi di agricoltura; invita l'UE ad aumentare gli investimenti nelle tecnologie e nelle innovazioni verdi nel settore agricolo, come l'agricoltura di precisione, i sistemi di irrigazione sostenibili, le pratiche agricole intelligenti dal punto di vista climatico e le pratiche agroecologiche che consentono un uso più efficiente di risorse quali l'acqua e l'energia; sottolinea inoltre l'importanza di politiche che facilitino l'accesso a tali soluzioni innovative e strumenti digitali; evidenzia l'importanza di sviluppare un'agricoltura più sostenibile, offrendo agli agricoltori alternative per ridurre l'uso e la corrispondente produzione di fertilizzanti e pesticidi sintetici; osserva che tale approccio, unito a un incremento del sequestro naturale del carbonio nei suoli e nella materia organica del suolo, può offrire molteplici benefici, aumentando la fertilità del suolo, ripristinando la biodiversità e fornendo un notevole potenziale di mitigazione; sottolinea la necessità di orientare meglio la resilienza sostenendo la gestione del rischio di siccità prolungate, promuovendo colture a minore intensità idrica e promuovendo pratiche sostenibili che rafforzino la resilienza degli ecosistemi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>93.</NO.P>invita tutte le parti a continuare ad adoperarsi a favore dell'attuazione della dichiarazione degli Emirati arabi uniti alla COP28 in materia di agricoltura sostenibile, sistemi alimentari resilienti e azione per il clima;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>94.</NO.P>sottolinea l'importanza di garantire condizioni di parità a livello mondiale per la produzione agricola, basate su standard elevati di protezione ambientale, benessere degli animali e controllo della conformità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>95.</NO.P>sottolinea che il settore della difesa deve contribuire alla riduzione delle emissioni, pur mantenendo l'efficacia operativa, e che è opportuno accelerare lo sviluppo di tecnologie e strategie di decarbonizzazione nel settore della difesa; sottolinea che l'inclusione delle emissioni disaggregate prodotte dal settore militare nei dati UNFCCC è volontaria e che non è attualmente possibile individuare le emissioni di gas a effetto serra prodotte dal settore militare a partire dai dati forniti dall'UNFCCC; invita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, la Commissione e il Consiglio a formulare una proposta per la contabilizzazione trasparente delle emissioni militari all'UNFCCC, che riconosca l'adozione della bussola strategica per la sicurezza e la difesa, e al fine di attuare pienamente la tabella di marcia sui cambiamenti climatici e la difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>96.</NO.P>evidenzia che il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) dell'UE è uno strumento essenziale per fissare efficacemente il prezzo delle emissioni dei prodotti importati nell'UE, ridurre le emissioni di tali prodotti e affrontare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, sostenendo nel contempo l'adozione di una fissazione del prezzo del carbonio a livello mondiale con misure di accompagnamento per la decarbonizzazione industriale nei paesi meno sviluppati; invita la Commissione a lavorare per ampliare l'ambito di applicazione del CBAM in linea con le disposizioni del regolamento CBAM<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2023/956 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, che istituisce un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (GU L 130 del 16.5.2023, pag. 52, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/956/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, impegnandosi nel contempo con i paesi terzi per agevolare la corretta attuazione del meccanismo e incoraggiare l'introduzione dei prezzi del carbonio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>97.</NO.P>accoglie con favore il fatto che, secondo la Banca mondiale, il 24 % delle emissioni globali rientri al momento nella fissazione del prezzo del carbonio<FOOTNOTE><FIELD> Banca mondiale, "State and Trends of Carbon Pricing 2024", Banca mondiale, Washington DC, 21 maggio 2024.</FIELD></FOOTNOTE>; deplora tuttavia che sia la copertura che i livelli dei prezzi rimangano di gran lunga troppo bassi per conseguire gli obiettivi fissati nell'accordo di Parigi; plaude al fatto che diversi partner commerciali dell'UE abbiano introdotto il sistema di scambio di quote di emissione o altri meccanismi di fissazione del prezzo del carbonio; invita la Commissione a incoraggiare e sostenere ulteriormente altre parti a introdurre o migliorare meccanismi analoghi di fissazione del prezzo del carbonio e a esplorare i legami e le altre forme di cooperazione con i meccanismi di fissazione del prezzo del carbonio esistenti al di fuori dell'UE; invita la Commissione, a tal riguardo, a istituire misure di salvaguardia per garantire che eventuali collegamenti con l'EU ETS continuino a contribuire in modo permanente e complementare alla mitigazione e non compromettano gli impegni assunti dall'Unione in materia di emissioni interne di gas a effetto serra; accoglie con favore la creazione della task force della Commissione sulla fissazione del prezzo del carbonio a livello internazionale e sulla diplomazia dei mercati e invita la Commissione a garantire che tale task force sia pienamente operativa in modo tempestivo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>98.</NO.P>osserva che il bilancio globale mette in evidenza l'importanza della transizione verso stili di vita e modelli di consumo e di produzione sostenibili nell'ambito degli sforzi tesi ad affrontare i cambiamenti climatici, anche attraverso approcci di economia circolare, e che ne deriva la necessità di continuare a sviluppare l'economia circolare nell'UE, anche sostenendo l'innovazione e gli investimenti in soluzioni e modelli aziendali circolari nonché nei mercati delle materie prime secondarie, e sottolinea l'importanza della riduzione dei rifiuti e di un maggiore riciclaggio; ricorda l'impegno assunto nell'ottavo PAA di ridurre in maniera significativa l'impronta dei materiali e dei consumi nell'UE, in modo da riportarla quanto prima entro i limiti del pianeta; invita la Commissione a sviluppare misure per accelerare il passaggio a un'economia circolare e a un uso sostenibile delle risorse, garantendo nel contempo una transizione equa e inclusiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>99.</NO.P>evidenzia la necessità di affrontare l'impatto climatico e ambientale del settore tessile, responsabile di circa l'8-10 % delle emissioni globali di gas a effetto serra e di un notevole consumo di risorse, in particolare acqua ed energia<FOOTNOTE><FIELD> Società finanziaria internazionale, "Strengthening sustainability in the textile industry" (Rafforzare la sostenibilità nell'industria tessile), Società finanziaria internazionale, Washington DC, 2023.</FIELD></FOOTNOTE>; riconosce che l'industria tessile deve svolgere un ruolo importante nel passaggio a un'economia circolare e affrontare le sfide connesse a questioni quali la prevenzione dei rifiuti, la gestione dei rifiuti, la dispersione di microplastiche, l'utilizzo dell'acqua, la sovrapproduzione, la durabilità complessiva e la non tossicità del processo di produzione e la riciclabilità dei prodotti tessili, anche garantendo che i materiali tessili siano progettati per essere durevoli e riciclabili; sottolinea che è imperativo adoperarsi per stabilire norme globali sui casi in cui i marchi possono fare dichiarazioni ecologiche su un prodotto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>100.</NO.P>sottolinea la necessità di combattere il greenwashing adoperandosi per la definizione di norme globali coerenti e trasparenti per le dichiarazioni ecologiche, al fine di aiutare i consumatori a compiere scelte informate e prevenire il greenwashing assicurando che le dichiarazioni di sostenibilità siano avallate da prove verificabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>101.</NO.P>sottolinea che i cambiamenti climatici, la carenza idrica e il degrado ambientale portano alla scarsità di risorse naturali, possono esacerbare i conflitti e le tensioni, nonché le carenze alimentari e le catastrofi naturali, e sono i principali fattori di sfollamento umano e moltiplicatori di minacce;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>102.</NO.P>osserva che il Mediterraneo è una delle regioni più colpite dai cambiamenti climatici, con un tasso di riscaldamento superiore del 20 % rispetto alla media mondiale, e che le proiezioni indicano che 250 milioni di persone si troveranno ad affrontare la carenza idrica entro 20 anni<FOOTNOTE><FIELD> Esperti mediterranei in materia di cambiamenti climatici e ambientali (MedECC), "Risks associated to climate and environmental changes in the Mediterranean region. A preliminary assessment by the MedECC Network. 	Science-policy interface – 2019" (Rischi associati ai cambiamenti climatici e ambientali nella regione mediterranea. Valutazione preliminare della rete MedECC. Interfaccia scienza-politica – 2019), 2019.</FIELD></FOOTNOTE> e a subire incendi boschivi sempre più frequenti, con gravi conseguenze per i mezzi di sussistenza delle comunità costiere, i settori economici e la biodiversità; invita la Commissione e gli Stati membri ad agire con urgenza, cooperando con i partner mediterranei per attuare misure di adattamento ambiziose e guidare l'azione di mitigazione, concentrandosi sulla gestione delle risorse idriche, sul ripristino degli ecosistemi e sulle transizioni economiche sostenibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>103.</NO.P>evidenzia che i cambiamenti climatici hanno ripercussioni anche sul patrimonio culturale con una velocità e un'intensità senza precedenti; sottolinea la necessità di intensificare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale mondiale, con particolare attenzione al miglioramento della preparazione ai rischi e al rafforzamento della resilienza ai cambiamenti climatici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>104.</NO.P>evidenzia la necessità di intensificare l'azione dell'UE in materia di adattamento ai cambiamenti climatici, resilienza e preparazione, rafforzando il meccanismo di protezione civile dell'UE al fine di migliorare la capacità dell'Unione di prevenire e gestire catastrofi naturali su vasta scala e transfrontaliere sempre più frequenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>105.</NO.P>osserva che vi è un crescente interesse scientifico e politico per la riduzione della radiazione solare, un insieme di approcci di ingegneria climatica – come l'iniezione di aerosol stratosferici – che consiste nel riflettere artificialmente la luce solare e raffreddare il pianeta; sottolinea che la riduzione della radiazione solare non affronta le cause profonde dei cambiamenti climatici, non offre alcuna certezza scientifica in merito ai suoi effetti e mette in pericolo la stabilità climatica e geopolitica, in modo potenzialmente catastrofico; rammenta che è stata bloccata una risoluzione delle Nazioni Unite sulla governance globale; invita la Commissione a prendere provvedimenti in merito alla riduzione della radiazione solare avviando un accordo di non utilizzo per interromperne l'applicazione, limitarne lo sviluppo e opporsi alla sua futura istituzionalizzazione all'interno delle istituzioni internazionali, in linea con il principio di precauzione nonché in assenza di prove sulla sua sicurezza e di un pieno consenso mondiale sulla sua accettabilità;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Cambiamenti climatici e genere</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>106.</NO.P>sottolinea l'importanza di approcci inclusivi nel processo dell'UNFCCC, compreso il programma di lavoro per una transizione giusta; invita tutte le parti, tra cui l'UE e i suoi Stati membri, a intensificare gli sforzi per integrare l'uguaglianza di genere nella revisione dei rispettivi contributi determinati a livello nazionale, nei piani nazionali di adattamento e nelle politiche climatiche e ambientali, in particolare quelle relative alla mitigazione, all'adattamento e alla gestione delle perdite e dei danni; sottolinea la necessità di azioni più concrete ad opera delle parti per rispettare gli impegni del piano d'azione sulla parità di genere concordato in occasione della COP25 e per concordare un nuovo programma di lavoro sulle questioni di genere e un relativo piano d'azione sulla parità di genere per il periodo successivo al 2024; esorta gli Stati membri e la Commissione a intensificare gli sforzi per conseguire gli obiettivi fissati nel piano d'azione dell'UE sulla parità di genere III;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>107.</NO.P>ritiene che l'accesso delle donne a finanziamenti per il clima inclusivi debba essere potenziato e favorito e rileva che le donne ricevono un accesso sproporzionatamente inferiore alle risorse finanziarie per i progetti di adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione degli stessi; esorta l'UE e gli Stati membri a rendere conto di come i loro contributi ai finanziamenti per il clima prestano attenzione alle problematiche di genere e ad aumentare la coerenza tra il sostegno alla parità di genere e alla questione climatica mediante strumenti di azione esterna e la BEI;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>108.</NO.P>sottolinea l'importanza di una maggiore partecipazione delle donne al processo decisionale nel contesto della diplomazia climatica, anche nelle delegazioni COP e nella leadership a tutti i livelli dell'azione per il clima; invita tutte le parti a mirare alla parità di genere nelle loro delegazioni e a tutti i livelli del processo decisionale e dei negoziati sui cambiamenti climatici; esorta tutte le parti a nominare un punto di riferimento nazionale per le questioni di genere e i cambiamenti climatici e ad aumentare le risorse, la formazione e il sostegno a essi associati, anche nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>109.</NO.P>sottolinea che la capacità di adattamento e la vulnerabilità variano a seconda del genere, dell'età, delle capacità, della razza e dell'occupazione; invita pertanto tutte le parti a valutare le esigenze delle popolazioni vulnerabili, a rispondervi e a darvi priorità nei loro piani nazionali di adattamento, nelle loro comunicazioni sull'adattamento e nei loro contributi determinati a livello nazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>110.</NO.P>sottolinea la necessità di accelerare un'azione per la riduzione del rischio di catastrofi che tenga conto delle questioni di genere e, quindi, un'attuazione del quadro di riferimento di Sendai che sia sensibile alla dimensione di genere; chiede di compiere ulteriori sforzi per dare la priorità alla dimensione di genere nella preparazione alle catastrofi e di tenerne conto, in particolare utilizzando serie di dati disaggregati sulla riduzione del rischio di catastrofi;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Industria, piccole e medie imprese e competitività</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>111.</NO.P>ritiene che la COP29 rappresenti un passo importante dalla firma dell'accordo di Parigi avvenuta nel 2015; sottolinea che gli sforzi per combattere i cambiamenti climatici dovrebbero mirare a ridurre la povertà energetica, ad aumentare la resilienza e la competitività dell'industria e delle piccole e medie imprese (PMI) dell'UE e a offrire all'industria e alle PMI dell'Unione opportunità che possono concretizzarsi se i legislatori si impegnano a fornire risposte politiche tempestive, su misura, solidali e adeguate e a predisporre un quadro di transizione stabile e prevedibile; invita tutte le parti dell'UNFCCC a impegnarsi e ad attuare tali politiche e misure adeguate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>112.</NO.P>sottolinea che politiche abilitanti ben concepite possono far sì che l'azione per il clima, l'innovazione, la decarbonizzazione, la creazione di posti di lavoro e la competitività vadano di pari passo; ricorda che investendo in industrie e tecnologie innovative e sostenibili, in linea con la transizione pulita e giusta, il nostro clima, la nostra economia, la nostra occupazione di qualità e il nostro benessere sociale prospereranno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>113.</NO.P>ritiene indispensabile che l'UE garantisca una transizione giusta, rapida ed equa al fine di mantenere il sostegno pubblico all'azione per il clima e dare l'esempio, nonché per assicurarsi il vantaggio di chi gioca d'anticipo, proteggendo nel contempo il mercato interno dalla concorrenza sleale di paesi terzi e salvaguardando condizioni di parità per le industrie europee a livello internazionale, in particolare cercando di risolvere la questione posta dai prezzi elevati dell'energia che attualmente ne ostacolano la competitività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>114.</NO.P>ritiene che, per far diventare il nostro continente il primo continente a impatto climatico zero al più tardi entro il 2050, pur aumentando la nostra competitività, saranno necessari una profonda trasformazione industriale e un notevole adattamento nella maggior parte dei settori; stima che saranno necessari investimenti ingenti per sostenere la trasformazione del sistema energetico, tenendo conto dei diversi punti di partenza degli Stati membri; invita l'UE a prendere in considerazione un migliore allineamento del quadro finanziario all'accordo di Parigi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>115.</NO.P>sottolinea che l'UE dovrebbe fare tutto il possibile per mantenere la posizione di preminenza e la competitività a livello mondiale delle sue industrie e delle sue PMI nella transizione verso un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra; evidenzia la necessità di politiche innovative volte a riconquistare, mantenere ed espandere i settori di leadership dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>116.</NO.P>sottolinea che le industrie e le PMI stanno attraversando una trasformazione sostanziale verso un'economia a zero emissioni nette; evidenzia la necessità di fornire strumenti e sostegno adeguati per la fase di transizione, promuovendo nel contempo l'innovazione e garantendo la competitività; ricorda che in tale transizione le PMI devono ricevere sostegno e incentivi dai legislatori, i quali dovrebbero in particolare garantire l'accesso ai finanziamenti per tecnologie, servizi e processi sostenibili, semplificare le procedure amministrative e offrire pari opportunità negli appalti pubblici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>117.</NO.P>sottolinea la necessità di continuare a decarbonizzare rapidamente l'industria europea, rafforzandone nel contempo la competitività, e di mantenere il sostegno dell'UE a tale sforzo; ricorda, a tale proposito, l'adozione della normativa sull'industria a zero emissioni nette e prende atto dell'annuncio di una futura normativa per accelerare la decarbonizzazione industriale e di un nuovo "patto per l'industria pulita", volto a convogliare gli investimenti nelle infrastrutture e nell'industria, in particolare per i settori ad alta intensità energetica, e a sostenere i mercati guida nello sviluppo, nella produzione e nella diffusione di tecnologie pulite nell'industria; ritiene che il Fondo per l'innovazione dell'UE dovrebbe continuare a sostenere l'espansione delle tecnologie pulite e innovative e delle relative catene di approvvigionamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>118.</NO.P>sottolinea che la gestione del carbonio può svolgere un ruolo nella mitigazione delle emissioni di processo nei settori industriali in cui le emissioni sono più difficili da azzerare e nella riduzione delle emissioni inevitabili; prende atto, in tale contesto, della recente strategia di gestione industriale del carbonio, che mira a sviluppare un piano d'azione dell'UE per aumentare la cattura, lo stoccaggio, il trasporto e l'utilizzo delle emissioni di CO<STRING SUBSCRIPT="on">2</STRING> provenienti dagli impianti industriali e di produzione di energia e per assorbire la CO<STRING SUBSCRIPT="on">2</STRING> dall'atmosfera;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>119.</NO.P>sottolinea la necessità di risorse finanziarie adeguate per sostenere la transizione nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, anche attraverso strumenti di finanziamento specifici che rispondano efficacemente alle esigenze di finanziamento delle industrie europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>120.</NO.P>riconosce il ruolo essenziale delle PMI, in particolare delle microimprese e delle start-up, nel promuovere e dare risultati nell'innovazione, nell'occupazione e nella crescita e nel guidare la transizione digitale e verde mediante l'innovazione e soluzioni tecnologiche all'avanguardia; sottolinea che le PMI hanno bisogno di una legislazione chiara, coerente e prevedibile per poter crescere e creare posti di lavoro; evidenzia gli ostacoli specifici che tali imprese devono affrontare per accedere agli strumenti finanziari e ai capitali pubblici e privati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>121.</NO.P>sottolinea la necessità di promuovere mercati competitivi per le materie prime e i metalli rari che sono essenziali per la transizione verde; evidenzia che la costante dipendenza da alcuni fornitori incide negativamente sull'industria dell'UE e chiede una diversificazione dei fornitori; accoglie con favore, a tale proposito, l'adozione della normativa sulle materie prime critiche e l'intenzione della Commissione di proporre una nuova normativa sull'economia circolare; sottolinea l'importanza cruciale di un'economia circolare per conseguire la massima efficienza e indipendenza delle risorse in relazione alle materie prime critiche; evidenzia la necessità di migliorare l'approvvigionamento internazionale, anche attraverso i prossimi partenariati per il commercio e gli investimenti puliti, garantendo nel contempo che siano applicate le stesse norme sociali, ambientali e in materia di diritti umani di quelle dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>122.</NO.P>sottolinea la necessità di programmi di qualificazione specifici, compresi programmi di riqualificazione e miglioramento delle competenze che sono essenziali per rafforzare la forza lavoro e soddisfare la crescente domanda di manodopera nei settori delle tecnologie pulite e innovative, dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili, delle ristrutturazioni edilizie e dello stoccaggio di energia; rileva, a tale proposito, l'importanza delle accademie a zero emissioni nette; sottolinea la necessità di investire nell'insegnamento della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica (STEM) al fine di soddisfare le esigenze del mercato del lavoro e di promuovere il potenziale di innovazione dell'UE; evidenzia l'importanza di consultare tutte le parti sociali per mappare le carenze di competenze e per elaborare il pacchetto di strumenti strategici volti a colmare dette carenze;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Politica energetica</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>123.</NO.P>osserva con preoccupazione che negli ultimi anni le sovvenzioni ai combustibili fossili hanno registrato un'impennata a livello mondiale<FOOTNOTE><FIELD> AIE, "Fossil Fuels Consumption Subsidies 2022" (Sovvenzioni per il consumo di combustibili fossili 2022), febbraio 2023.</FIELD></FOOTNOTE>; deplora che le sovvenzioni ai combustibili fossili nell'UE siano rimaste stabili dal 2008, attestandosi a circa 55-58 miliardi di EUR l'anno, fino ad aumentare a 123 miliardi di EUR nel 2022; osserva, a tale proposito, che le attuali tendenze degli investimenti non sono in linea con i livelli necessari a livello mondiale per conseguire gli obiettivi concordati in occasione della COP28 consistenti nel triplicare la capacità di produzione di energia rinnovabile e raddoppiare il tasso di efficientamento energetico, e che è necessario raddoppiare l'attuale spesa annuale per la produzione, le reti e lo stoccaggio di energia rinnovabile nel 2030<FOOTNOTE><FIELD> IEA, "World Energy Investment 2024: Overview and key findings" (Investimenti mondiali nell'energia 2024: panoramica e risultati principali), giugno 2024.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>124.</NO.P>sottolinea il potenziale inutilizzato dell'energia geotermica, che potrebbe contribuire in modo significativo al conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi e della politica energetica dell'UE; incoraggia le parti a condividere le migliori pratiche, il know-how tecnologico e i risultati della ricerca e dell'innovazione in materia di tecnologie geotermiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>125.</NO.P>ricorda gli aspetti energetici dei risultati del primo bilancio mondiale nell'ambito del consenso degli Emirati arabi uniti, in particolare l'abbandono graduale dei combustibili fossili al fine di conseguire l'azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050, in linea con quanto previsto dalla scienza, triplicando la capacità di energia rinnovabile a livello mondiale e raddoppiando il tasso medio annuo mondiale di efficientamento energetico entro il 2030, e l'invito ad accelerare l'attuazione e gli investimenti in tecnologie e sistemi puliti, sostenibili, sicuri ed efficienti sotto il profilo energetico; chiede una valutazione continua dei progressi compiuti nel conseguimento di tali obiettivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>126.</NO.P>prende atto dell'opportunità di stabilire un obiettivo mondiale complementare che prevedrebbe di aumentare di sei volte lo stoccaggio dell'energia nel settore dell'energia elettrica per portarlo a 1 500 GW e, più in generale, di aumentare la flessibilità del sistema entro il 2030, conformemente agli obiettivi concordati dai ministri dell'Energia del G7 nell'aprile 2024; sottolinea la necessità di prestare maggiore attenzione alle soluzioni tecnologiche volte a ridurre i gas a effetto serra nell'atmosfera;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>127.</NO.P>evidenzia l'importanza di una riduzione mondiale delle emissioni di metano nelle catene di approvvigionamento dei combustibili fossili durante la transizione a sistemi energetici puliti al fine di conseguire il livello mondiale di riduzione del 75 % delle emissioni di metano entro il 2030, come indicato nello scenario "zero emissioni nette" dell'AIE per il 2050; chiede ai firmatari dell'impegno mondiale sul metano di accelerare l'azione volta a ridurre le emissioni di metano entro il 2030; osserva che il regolamento sul metano<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/1787 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia e recante modifica dei regolamenti (UE) 2019/942 (GU L, 2024/1787, 15.7.2024). http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1787/oj.</FIELD></FOOTNOTE> introduce strumenti di monitoraggio mondiali per aumentare la trasparenza delle emissioni di metano derivanti dalle importazioni di petrolio, gas e carbone nell'UE e per garantire condizioni di parità tra gli operatori dell'UE e dei paesi terzi, tenendo conto al contempo della sicurezza dell'approvvigionamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>128.</NO.P>sottolinea che i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi stanno avendo un impatto sempre più grave sui nostri sistemi energetici, tra cui anche sulla produzione di energia idroelettrica, sul rendimento della bioenergia, sull'efficienza delle centrali termoelettriche e sulla domanda di riscaldamento e raffreddamento; osserva che le energie rinnovabili possono spesso avere livelli di produzione variabili, il che sottolinea la necessità di sviluppare capacità di stoccaggio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>129.</NO.P>sottolinea la revisione approfondita della legislazione dell'UE sull'energia nell'ambito del pacchetto "Pronti per il 55 %" che l'ha allineata all'obiettivo rafforzato dell'Unione di ridurre le emissioni di almeno il 55 % entro il 2030, al fine di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050; pone l'accento sul fatto che il conseguimento dei nostri obiettivi in materia di clima ed energia dipende dall'efficace attuazione del pacchetto "Pronti per il 55 %"; ritiene che altre parti dovrebbero intraprendere sforzi analoghi e pertinenti con l'incoraggiamento dell'UE e in cooperazione con essa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>130.</NO.P>chiede che l'annunciato "patto per l'industria pulita" garantisca la competitività delle industrie e migliori i posti di lavoro di qualità con misure settoriali e intersettoriali, semplificando e garantendo l'accesso a un approvvigionamento energetico e materie prime a prezzi accessibili, sostenibili e sicuri, nonché investendo in tal senso, in partenariato con l'industria, le parti sociali, le istituzioni finanziarie e tutti i portatori di interessi, al fine di sostenere le nostre industrie nel loro percorso verso un futuro climaticamente neutro che sia sostenibile a livello economico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>131.</NO.P>sottolinea il ruolo centrale dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili, di un sistema energetico diversificato e delle fonti energetiche a basse emissioni di carbonio nella transizione verso un'economia climaticamente neutra; riconosce tuttavia l'importanza, come ha fatto l'UE nell'ambito del pacchetto "Pronti per il 55 %", di allineare le politiche e le misure in materia di energie rinnovabili e di efficienza energetica al fine di conseguire la neutralità climatica al più tardi entro il 2050 e di rispettare l'accordo di Parigi, cogliendo l'opportunità dell'attuale calo dei costi delle energie rinnovabili e delle tecnologie di stoccaggio dell'energia; accoglie con favore, a tale proposito, l'adozione di una riforma urgente e mirata dell'assetto del mercato dell'energia elettrica, che mira a contribuire, tra l'altro, alla promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili, a responsabilizzare e proteggere i consumatori e a rendere le bollette energetiche dei consumatori e delle imprese meno dipendenti dalle fluttuazioni dei prezzi a breve termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>132.</NO.P>ricorda l'impegno dell'Unione a favore del principio dell'efficienza energetica al primo posto, che tiene conto dell'efficienza in termini di costi, dell'efficienza del sistema, della capacità di stoccaggio, della flessibilità sul versante della domanda e della sicurezza dell'approvvigionamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>133.</NO.P>evidenzia la necessità di ingenti investimenti pubblici e privati nella rete energetica dell'UE e nelle relative infrastrutture per consentirne la modernizzazione e l'espansione e portare avanti l'integrazione flessibile delle fonti energetiche rinnovabili, delle misure di efficienza e delle soluzioni di stoccaggio per fornire energia pulita, sufficiente, sicura e a prezzi accessibili ai nostri cittadini e alla nostra industria; sottolinea, in particolare, la necessità di aggiornare la rete elettrica dell'UE per tener conto di aumenti sostanziali della capacità da fonti rinnovabili, della variabilità della produzione, dell'evoluzione dei modelli di flusso dell'energia elettrica in Europa e della nuova domanda; ricorda l'importanza di eliminare gli ostacoli, compresa la complessità delle procedure di autorizzazione per le infrastrutture elettriche, per integrare ulteriormente i sistemi energetici degli Stati membri, il che aumenterà il potenziale dell'Unione per la produzione di energia pulita, e l'importanza di promuovere la diffusione delle interconnessioni; sottolinea che è necessario che gli Stati membri raggiungano l'obiettivo del 15 % di interconnessione elettrica entro il 2030;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>134.</NO.P>evidenzia che per conseguire l'azzeramento su scala mondiale delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 saranno necessarie azioni coordinate a livello mondiale e che i paesi in via di sviluppo avranno bisogno di assistenza internazionale per realizzare le loro transizioni verdi; sottolinea l'importanza di potenziare la cooperazione transfrontaliera e la condivisione delle migliori pratiche con i partner internazionali nei settori dell'elaborazione delle politiche e del trasferimento scientifico e tecnologico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>135.</NO.P>mette in rilievo la necessità di promuovere partenariati con paesi terzi sulle dimensioni esterne delle politiche energetiche; rileva gli sforzi compiuti dall'UE per costruire alleanze energetiche con una prospettiva di sviluppo sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>136.</NO.P>prende atto della dichiarazione lanciata in occasione della COP28<FOOTNOTE><FIELD> Dichiarazione ministeriale che mira a triplicare la produzione di energia nucleare, firmata il 2 dicembre 2023.</FIELD></FOOTNOTE> da oltre 20 paesi, tra cui 12 Stati membri dell'UE e l'Ucraina, che si impegnano a triplicare la capacità nucleare mondiale entro il 2050;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>137.</NO.P>mette in evidenza il ruolo centrale che i cittadini e le comunità locali devono svolgere per un'efficace transizione energetica mondiale e gli ostacoli specifici che devono affrontare per accedere agli strumenti finanziari e ai capitali pubblici e privati; sottolinea l'importanza della legislazione dell'UE, che stabilisce il quadro che consente ai cittadini e alle comunità locali di produrre, autoconsumare, stoccare e vendere l'energia rinnovabile da essi stessi prodotta e offrire servizi relativi alla gestione della domanda e all'efficienza energetica ai cittadini, tra le altre entità; sottolinea che l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> legislativo dell'UE è una buona pratica trasferibile per i partner internazionali che cercano di accelerare la loro transizione ecologica in modo socialmente equo e democratico;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Ricerca, innovazione, tecnologie digitali e politica spaziale </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>138.</NO.P>saluta con favore il ruolo del programma Copernicus e del nuovo servizio del Centro di conoscenze dell'UE sull'osservazione della Terra per il monitoraggio del territorio, dell'atmosfera e dell'ambiente marino; sottolinea l'importanza delle capacità di osservazione satellitare per il monitoraggio, l'analisi di modelli, la previsione e il sostegno all'elaborazione delle politiche in materia di cambiamenti climatici, compreso il monitoraggio delle emissioni di metano, degli eventi ad alte emissioni e dei pozzi di assorbimento del carbonio; mette in rilievo la necessità di promuovere programmi di ricerca comuni per sviluppare tecnologie e infrastrutture che affrontino la protezione tanto dello spazio quanto del clima; evidenzia l'importanza dei partenariati pubblico-privato per promuovere la cooperazione tra agenzie spaziali governative e commerciali; sottolinea la necessità di conseguire una reale autonomia strategica dell'UE nel settore satellitare e di investire ulteriormente nell'economia spaziale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>139.</NO.P>ricorda l'importanza del contributo apportato dalla ricerca e dall'innovazione al conseguimento degli obiettivi stabiliti nell'accordo di Parigi e degli obiettivi del Green Deal europeo; sottolinea che la gran parte della ricerca e dell'innovazione necessarie a conseguire l'azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 non è ancora stata svolta; deplora che l'UE non abbia ancora conseguito il suo obiettivo di lunga data consistente nell'investire ogni anno in ricerca e sviluppo il 3 % del PIL e chiede nuovi approcci per stimolare la spesa per la ricerca e lo sviluppo industriale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>140.</NO.P>accoglie con favore, in particolare a tale riguardo, il ruolo che svolgono Orizzonte Europa e i suoi partenariati, come le imprese comuni e le comunità della conoscenza e dell'innovazione dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia, nel promuovere la collaborazione tra i settori pubblico e privato, con l'obiettivo di contribuire al conseguimento della neutralità climatica e della transizione verde, garantendo nel contempo che le innovazioni siano sostenibili, disponibili, accessibili e a prezzi abbordabili per tutti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>141.</NO.P>mette in rilievo la necessità di attrarre maggiori investimenti, sia pubblici che privati, nella ricerca, nell'innovazione e nella diffusione di nuove tecnologie sostenibili, anche nei settori ad alta intensità di manodopera, e nell'ammodernamento di reti infrastrutturali e progetti esistenti e, dove necessario, di reti e progetti nuovi che contribuiscano agli obiettivi del Green Deal europeo e dell'accordo di Parigi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>142.</NO.P>evidenzia l'importanza di garantire la coerenza e l'uniformità degli incentivi volti a promuovere le tecnologie pulite e innovative al fine di raggiungere gli obiettivi per il 2030 e il 2050, affrontando le questioni della diffusione di tecnologie già mature e degli investimenti in nuove tecnologie il cui sviluppo può rendersi necessario per raggiungere l'obiettivo dell'Unione di conseguire la neutralità climatica al più tardi entro il 2050;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>143.</NO.P>sottolinea che l'UE deve collaborare nell'ambito della ricerca in materia di tecnologie, industrie e scienze innovative per contribuire in modo significativo all'accordo di Parigi; chiede l'attuazione dell'annunciata strategia per le scienze della vita in Europa; invita la Commissione a promuovere partenariati strategici di ricerca per consentire condizioni di parità in Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>144.</NO.P>sottolinea che la digitalizzazione è uno dei fattori chiave che stimolano l'integrazione del sistema energetico, dato che può rendere possibili flussi dinamici e interconnessi di vettori energetici, può consentire l'interconnessione di mercati più diversificati, può fornire i dati necessari per conciliare domanda e offerta e ottimizzare la gestione delle reti; evidenzia il potenziale delle tecnologie digitali nell'aumentare l'efficienza energetica e quindi nel ridurre le emissioni complessive di gas a effetto serra, riconoscendo nel contempo l'urgente necessità di adottare pratiche sostenibili per ridurre al minimo l'impronta sempre più elevata in termini di carbonio e di risorse della digitalizzazione e del settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in particolare dei centri dati e di altre infrastrutture di calcolo; ricorda l'obiettivo dell'UE di rendere i centri dati climaticamente neutri e altamente efficienti dal punto di vista energetico al più tardi entro il 2030, conformemente alla sua strategia digitale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Ruolo del Parlamento europeo alla COP29</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>145.</NO.P>ritiene che il Parlamento dovrebbe essere parte integrante della delegazione dell'UE alla COP 29, dal momento che deve dare la sua approvazione per la conclusione di accordi internazionali e che, in qualità di colegislatore dell'UE, svolge un ruolo centrale nell'attuazione a livello nazionale dell'accordo di Parigi; auspica pertanto di poter partecipare alle riunioni di coordinamento dell'UE in occasione della COP29 a Baku e di poter avere accesso a tutti i documenti preparatori; si impegna ad agire in modo indipendente e libero da conflitti di interessi;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>146.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, con la richiesta di trasmetterla a tutte le parti contraenti della Convenzione che non sono membri dell'UE.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>