<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2024)0036</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Interventi dell'UE contro le flotte ombra russe e garanzia della piena applicazione delle sanzioni contro la Russia</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0161, 0162, 0163, 0164 e 0166/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2024 sugli interventi dell'UE contro le flotte ombra russe e sulla garanzia della piena applicazione delle sanzioni contro la Russia (2024/2885(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Russia e l'Ucraina, in particolare a seguito dell'escalation della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina nel febbraio 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i 14 pacchetti consecutivi di sanzioni nei confronti della Russia adottati dall'UE dal febbraio 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la Carta delle Nazioni Unite e la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi (MARPOL), la convenzione internazionale sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio dei brevetti e alla guardia, la convenzione internazionale sulla responsabilità civile per i danni derivanti da inquinamento da idrocarburi e altre convenzioni pertinenti dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione A.1192(33) dell'assemblea generale dell'IMO dal titolo "Urging Member States and all relevant stakeholders to promote actions to prevent illegal operations in the maritime sector by the "dark fleet" or "shadow fleet"" (Esortare gli Stati membri e tutte le parti interessate a promuovere azioni volte a prevenire le operazioni illegali ad opera della "flotta fantasma" o "flotta ombra" nel settore marittimo), adottata il 6 dicembre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione dei leader del G7 del 6 dicembre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che dal 24 febbraio 2022 la Russia porta avanti una guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata su vasta scala contro l'Ucraina, proseguendo quella iniziata nel 2014 con l'annessione russa della Crimea e la successiva occupazione di parti delle regioni di Donetsk e Luhansk; che l'Unione europea ha condannato fermamente la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina sin dalle prime fasi e ha invitato la Russia a porre fine a tali attacchi e a rispettare l'integrità territoriale dell'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la Russia è uno dei maggiori produttori di petrolio a livello mondiale; che la Russia dipende fortemente dalle vendite di petrolio per i proventi da esportazione e le entrate di bilancio, il che rende il petrolio una fonte essenziale di finanziamento della guerra in Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'UE e gli altri membri della coalizione del G7+ per il tetto sui prezzi hanno fissato un massimale di prezzo del petrolio greggio e dei prodotti petroliferi di origine russa con l'obiettivo di mantenere le forniture globali, limitando nel contempo i flussi di entrate utilizzati dalla Russia per finanziare la guerra di aggressione contro l'Ucraina; che, in risposta, la Russia ha speso una cifra stimata pari a 9 miliardi di EUR per costituire la sua "flotta ombra"; che le navi cisterna cariche di petrolio russo transitano quotidianamente nelle acque europee nel quadro degli sforzi della Russia volti a eludere le sanzioni imposte dall'UE e dal G7;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia il 24 febbraio 2022, l'UE ha imposto misure restrittive e sanzioni massicce e senza precedenti nei confronti della Russia, con l'obiettivo di compromettere la sua capacità economica, finanziaria e militare di sostenere lo sforzo bellico; che, tra le altre cose, il sesto pacchetto di sanzioni del Consiglio vieta l'acquisto, l'importazione e il trasferimento di petrolio greggio e di taluni prodotti petroliferi trasportati per via marittima dalla Russia all'UE; che l'11º e il 12º pacchetto di sanzioni del Consiglio affrontano i rischi di elusione derivanti dalla "flotta ombra"; che nel 14º pacchetto di sanzioni sul petrolio russo il Consiglio ha introdotto una nuova misura riguardante specifiche navi che contribuiscono alla guerra della Russia contro l'Ucraina, le quali sono oggetto di un divieto di accesso ai porti e di un divieto sulla prestazione di servizi; che finora l'UE ha inserito in tale elenco solo 27 navi, tra cui navi cisterna che trasportano petrolio russo e attuano pratiche di trasporto marittimo pericolose e illegali; che nell'ottobre 2024 il governo del Regno Unito ha imposto sanzioni a 18 petroliere russe e a quattro gasiere per il trasporto di gas naturale liquefatto; che ad oggi il fatto di designare le navi facenti parte della "flotta ombra" ha avuto il maggiore impatto sulle operazioni della "flotta ombra";</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che le "flotte ombra" sono già state utilizzate da paesi ostili come l'Iran, il Venezuela e la Corea del Nord; che, tuttavia, la Russia si distingue dagli altri paesi per la portata e la sofisticatezza delle sue operazioni dal momento che, secondo le stime, la flotta ombra russa opera ogni mese circa 160-200 navi cisterna per trasportare petrolio, con una flotta totale stimata di 600 navi che svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere le esportazioni di greggio russo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che il ricorso da parte della Russia all'espediente della "flotta ombra" ha notevolmente ridotto l'efficacia del regime di sanzioni, ha consentito alla Russia di continuare a utilizzare le suddette entrate per finanziare la guerra di aggressione contro l'Ucraina e mette in risalto la necessità di rafforzare e ampliare il coordinamento internazionale delle sanzioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che, secondo le stime, la "flotta ombra" conta almeno 600 navi cisterna in tutto il mondo; che si tratta di navi cisterna datate, che spesso navigano senza un'assicurazione conforme alle norme di settore e cambiano frequentemente nome e bandiera, il che consente alla Russia di vendere una parte significativa del petrolio trasportato a un prezzo superiore al tetto prestabilito e compromette la capacità dei governi di invocare la responsabilità degli armatori in caso di sversamenti ai fini della bonifica; che tali navi sono generalmente inadatte al servizio e aumentano il rischio di collisioni marittime sulle rotte commerciali internazionali, il che comporta un grave pericolo per l'ambiente a causa dell'elevato rischio di sversamenti di petrolio che danneggiano gli ecosistemi marini e le aree costiere, comprese le zone marine protette che ospitano specie selvatiche particolarmente sensibili, dove gli sversamenti di petrolio avrebbero conseguenze disastrose; che l'esperienza di pregressi sversamenti di petrolio da petroliere dimostra che i danni agli ecosistemi costieri e subacquei, come pure agli animali di superficie e agli uccelli marini, possono durare decenni; che l'ampliamento della flotta dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) con ulteriori navi di intervento sarebbe coerente con l'impegno dell'UE a favore della protezione ambientale, della resilienza nell'ambito del Green Deal europeo e degli obiettivi del meccanismo di protezione civile dell'UE di rafforzare le capacità di risposta rapida e di preparazione alle catastrofi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che le "navi cisterna ombra" russe effettuano regolarmente trasferimenti di petrolio greggio e prodotti petroliferi russi da una nave all'altra in acque territoriali, comprese quelle del Mediterraneo; che, nell'ambito di queste operazioni, trasferiscono e miscelano petrolio russo tra navi diverse senza attraccare in nessun porto per celare l'origine del petrolio; che la vicinanza di queste operazioni alla costa pone un rischio elevato di danni ambientali; che i transponder del sistema di identificazione automatica via satellite sono spesso spenti per eludere i controlli e le ispezioni ufficiali; che i paesi costieri dell'Europa sarebbero particolarmente colpiti; che, in caso di incidenti, gli sversamenti di petrolio dalle navi della "flotta ombra" potrebbero tradursi in costi di bonifica pari a miliardi di EUR a carico dei paesi costieri e dei loro contribuenti, in quanto gli armatori di tali navi sono in gran parte irrintracciabili; che gli sversamenti di petrolio possono anche provocare perdite economiche significative, in particolare a causa del declino del turismo e delle attività di pesca; che tali sversamenti rappresentano minacce significative per la qualità dell'acqua e per la fauna selvatica locale, in quanto danneggiano gli ecosistemi marini, contaminano i prodotti destinati al consumo, come i molluschi, minacciando così la salute umana, incrementano la contaminazione e perturbano la riproduzione ittica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che lo scarico intenzionale in mare di residui di oli usati è illegale ai sensi della convenzione MARPOL, un trattato internazionale che mira a ridurre l'inquinamento causato dal trasporto marittimo; che la Russia è firmataria della convenzione MARPOL; che vi sono prove di violazioni della convenzione MARPOL; che le sanzioni nei confronti delle singole navi si sono dimostrate efficaci, in quanto le navi che sono già state inserite nella lista nera hanno visto diminuire la loro capacità di commercializzare petrolio dopo essere state penalizzate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>che dal 2009 è in vigore la direttiva 2009/20/CE<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2009/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sull'assicurazione degli armatori per i crediti marittimi (GU L 131 del 28.5.2009, pag. 128, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/20/oj).</FIELD></FOOTNOTE> sull'assicurazione degli armatori per i crediti marittimi, la quale garantisce che tutte le navi battenti bandiera di uno Stato membro dell'UE siano coperte da un'assicurazione e siano provviste di certificati di assicurazione; che uno degli obiettivi della direttiva 2009/20/CE è l'eliminazione delle navi non conformi alle norme; che la Convenzione internazionale sull'intervento in alto mare in caso di sinistri che causino o possano causare inquinamento da idrocarburi consente ai paesi di "prevenire, attenuare o eliminare i gravi ed imminenti rischi che possono derivare ai loro litorali o interessi connessi dall'inquinamento delle acque di mare da idrocarburi in seguito ad un sinistro marittimo o a fatti connessi a tale sinistro, che appaiano suscettibili di avere gravi e dannose conseguenze";</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che recenti relazioni della marina svedese hanno evidenziato i rischi per la sicurezza legati alle attività della "flotta ombra" e al suo possibile utilizzo nell'ambito di operazioni ibride contro paesi europei;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che, nonostante il divieto di importare prodotti petroliferi raffinati in Russia, non vi è alcun divieto sulle importazioni da raffinerie di paesi terzi che trasformano petrolio greggio russo; che la "flotta ombra" rifornisce di petrolio greggio russo le raffinerie di paesi terzi; che l'UE e i paesi del G7 continuano a importare prodotti petroliferi derivati dal petrolio russo, ad esempio dalle raffinerie della Turchia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che il traffico di tali navi è aumentato drasticamente nel corso del 2024 e che il numero di viaggi effettuati dalle "navi ombra" russe è più che raddoppiato; che una parte significativa del petrolio russo è trasportata attraverso rotte marittime internazionali trafficate; che la Russia trasporta la stragrande maggioranza del proprio petrolio su navi provenienti dai porti del Mar Baltico e del Mar Nero;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che coloro che trasportano il petrolio e gestiscono la "flotta ombra" non agiscono in modo isolato; che le loro attività sono interconnesse con le transazioni finanziarie che le sostengono; che dette transazioni potrebbero coinvolgere entità soggette a sanzioni finanziarie; che il rispetto del regime sanzionatorio dovrebbe essere esaminato in una prospettiva olistica per evitarne l'elusione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che gli armatori hanno dimostrato di voler aggirare le sanzioni registrando le loro navi in paesi che non fanno parte dell'accordo relativo al tetto sui prezzi; che la Russia ricorre a intermediari, organizzazioni o individui di paesi terzi per acquistare alcune navi cisterna della "flotta ombra"; che alcuni armatori e gestori delle petroliere e gasiere della "flotta ombra" sono anche registrati in Stati membri dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che la "flotta ombra" russa dipende fortemente dalla complicità e dalla collaborazione di diversi paesi per aggirare le sanzioni, in particolare Cina, India e Turchia;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>riafferma con la massima fermezza la sua condanna della guerra di aggressione non provocata, illegale e ingiustificata della Russia contro l'Ucraina; invita la Russia a porre immediatamente fine a tutte le attività militari in Ucraina e a ritirare completamente e incondizionatamente tutte le forze, comprese quelle irregolari, e le attrezzature militari dall'intero territorio dell'Ucraina riconosciuto a livello internazionale, a interrompere le deportazioni forzate di civili ucraini e a rilasciare tutti gli ucraini detenuti e deportati, in particolare i minori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ribadisce il suo inequivocabile sostegno al regime di sanzioni dell'UE, che mira a compromettere la capacità del regime russo di proseguire la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina; evidenzia che l'obiettivo delle sanzioni dell'UE in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina è indebolire strategicamente la base economica e industriale russa, in particolare il complesso militare-industriale, al fine di compromettere la capacità della Federazione russa di proseguire la guerra, attaccare la popolazione civile e violare l'integrità territoriale dell'Ucraina, nonché di ostacolare l'accesso della Russia alle tecnologie e ai componenti militari; rileva che la Russia elude attivamente le sanzioni imposte dall'UE ed è alla ricerca di nuove modalità per farlo, anche mediante una "flotta ombra" di petroliere, e che pertanto potrebbe essere ancora in grado di intensificare gli sforzi bellici contro l'Ucraina nel breve termine, in particolare durante la prossima stagione invernale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ritiene che la "flotta ombra" rappresenti un'ancora di salvezza finanziaria fondamentale per la Russia nella sua guerra di aggressione illegale e ingiustificabile contro l'Ucraina e uno strumento importante creato per eludere il regime di sanzioni dell'UE; denuncia il rischio che tali navi russe non sicure e sprovviste di assicurazione comportano per la sicurezza marittima, per i nostri Stati membri costieri e per gli ecosistemi marini europei; condanna la Russia per aver provocato deliberatamente rischi ingenti per il proprio tornaconto economico, senza alcuna considerazione per la sicurezza internazionale né per i potenziali danni ambientali irreversibili; invita l'UE e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi per limitare l'evasione e l'elusione delle sanzioni da parte della Russia e ad attuare misure concrete che garantiscano la sicurezza marittima e prevengano i rischi ambientali nelle acque europee, in particolare nel Mar Baltico; ritiene che i trasbordi da nave a nave in alto mare siano attività ad alto rischio che compromettono la sicurezza marittima internazionale e la protezione dell'ambiente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>chiede che nei prossimi pacchetti di sanzioni nei confronti della Russia siano inserite sanzioni più mirate per quanto riguarda la "flotta ombra", ad esempio designando singolarmente tutte le navi della "flotta ombra", come pure i relativi armatori, operatori, gestori, conti, banche, compagnie di assicurazione, ecc.; chiede un divieto immediato dell'impiego di navi occidentali nel trasporto di petrolio russo; chiede, più in generale, che i prossimi pacchetti di sanzioni dell'UE includano sanzioni sistematiche nei confronti delle navi che transitano nelle acque dell'UE senza una copertura assicurativa nota, al fine di proteggere le nostre acque ed evitare gli oneri finanziari derivanti dalla bonifica delle fuoriuscite di petrolio; esorta il Servizio europeo per l'azione esterna e l'inviato per le sanzioni dell'UE a contattare i governi dei paesi in cui sono registrate le società che gestiscono le "navi cisterna ombra" e dei paesi che hanno notevolmente aumentato la propria presenza, in termini di navi battenti bandiera, nelle acque dell'UE dopo l'imposizione del tetto al prezzo del petrolio; invita l'UE e i suoi Stati membri a contattare tali Stati di bandiera per informarli sui presupposti alla base degli elenchi e sulle conseguenze di un eventuale inserimento negli stessi, come pure per evidenziare i rischi e l'impatto ambientale negativo delle pratiche di trasporto marittimo irregolari e ad alto rischio e rammentare loro le responsabilità degli Stati di bandiera; esorta gli Stati di bandiera a cancellare dai loro registri navali le navi sanzionate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>osserva che gli Stati di bandiera che sostengono la "flotta ombra" russa contribuiscono in tal modo anche allo sforzo bellico russo; sottolinea che, in caso di fallimento degli sforzi diplomatici classici, l'UE dovrebbe riesaminare seriamente la sua cooperazione bilaterale con i paesi terzi che stanno aiutando la Russia ad aggirare le sanzioni dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>condanna il coinvolgimento degli armatori europei nella creazione della "flotta ombra" russa; condanna il comportamento degli Stati, dei fornitori di servizi giuridici, nonché di altre entità e individui che aiutano la Russia a eludere o mitigare le sanzioni dell'UE; ricorda che la violazione delle sanzioni costituisce un reato a livello dell'UE e ha gravi ripercussioni sugli interessi finanziari di quest'ultima; chiede l'ampliamento e l'applicazione di restrizioni alle vendite di navi, come pure il divieto della vendita di navi cisterna ai paesi che agevolano gli scambi commerciali con la Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>chiede misure rafforzate a livello dell'UE per garantire un'applicazione più rigorosa e l'ampliamento delle sanzioni, compresa l'ispezione immediata delle navi che operano nelle acque dell'UE, al fine di verificarne la copertura assicurativa e la conformità alle prescrizioni dell'IMO; invita gli Stati membri a valutare e potenziare le loro capacità amministrative per garantire la rapida attuazione e la rigorosa applicazione delle sanzioni dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>invita la Commissione ad agire, nel quadro della cooperazione dell'UE con l'IMO, per prevenire e limitare le attività della "flotta ombra"; chiede la rigorosa attuazione della risoluzione A.1192(33) dell'Assemblea generale dell'IMO, adottata nel dicembre 2023 per combattere le operazioni marittime dannose, in particolare l'obbligo per le navi di segnalare ai rispettivi Stati di bandiera tutti i trasferimenti da nave a nave e il rafforzamento delle ispezioni delle navi sospette nei porti; invita l'UE e i suoi Stati membri a limitare l'accesso alle acque dell'UE da parte delle navi della "flotta ombra" russa; pone l'accento sull'importanza di sfruttare appieno il potenziale dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima al fine di sostenere gli Stati membri nell'identificare le navi soggette a sanzioni e nel monitorare la circolazione delle navi sospette; invita, in particolare, l'UE a istituire un elenco completo delle navi appartenenti alla "flotta ombra" russa, a effettuare ispezioni mirate, anche in mare, e a imporre sanzioni che comportino anche il blocco permanente o temporaneo delle navi per motivi amministrativi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a monitorare attentamente l'attuazione della direttiva 2009/20/CE sull'assicurazione degli armatori per i crediti marittimi, al fine di impedire alle navi sprovviste di assicurazione di transitare nelle acque dell'UE; sottolinea la necessità di rafforzare i meccanismi di applicazione, ad esempio consentendo agli Stati membri dell'UE di impedire alle navi non assicurate o non conformi di attraccare nei porti dell'UE o di utilizzare le acque dell'UE per il rifornimento o altri servizi, e di intensificare il monitoraggio di tali navi; invita gli Stati membri ad adottare misure atte a garantire che le navi non conformi non siano messe a disposizione sul mercato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a cooperare strettamente con il Regno Unito sulle misure volte a limitare l'utilizzo del canale della Manica da parte delle navi della "flotta ombra" russa; chiede che i paesi con stretti internazionali impongano alle navi di dimostrare il possesso di un'assicurazione di protezione e indennizzo e il rispetto delle norme minime di sicurezza; invita tutti gli Stati membri a richiedere a tutte le navi che attraversano le loro acque di rendere nota la propria copertura assicurativa per gli sversamenti di petrolio, al fine di garantire la trasparenza per quanto riguarda le disposizioni assicurative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a rafforzare le capacità di sorveglianza, in particolare il monitoraggio tramite droni e satelliti, anche attraverso l'uso di immagini satellitari Sentinel, al fine di individuare le navi della "flotta ombra" presenti nelle acque dell'UE e di monitorarne le attività, come ad esempio i trasferimenti da nave a nave in violazione delle direttive dell'UE e della convenzione MARPOL, e a indagare tempestivamente qualora sorgano rischi per le zone costiere e gli ecosistemi marini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>chiede che siano vietati i trasferimenti da nave a nave di petrolio greggio e di prodotti petroliferi russi nelle acque dell'UE; chiede che siano impiegate le risorse necessarie per individuare e ostacolare tali operazioni di trasferimento, anche vietando l'ancoraggio e il rifornimento di tutte le navi interessate nelle acque dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>invita gli Stati membri ad applicare rigorose misure normative nei loro porti e nelle loro acque territoriali; esorta gli Stati membri, nel caso di navi cisterna che potrebbero trasportare petrolio russo, ad avvalersi appieno del loro diritto di far guidare le navi da un pilota a bordo dell'autorità nazionale competente per effettuare controlli sull'origine del carico, sull'effettiva proprietà della nave, sui documenti assicurativi e sul rispetto delle norme di sicurezza, nonché a garantire che le navi sospettate di elusione delle sanzioni e di mancato rispetto della normativa ambientale siano segnalate ai fini delle indagini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>invita gli Stati membri a designare porti in grado di accogliere navi sanzionate che trasportano petrolio greggio e GNL e a sequestrare i carichi illegali senza indennizzi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea che l'impatto delle sanzioni esistenti e il sostegno finanziario e militare all'Ucraina continueranno a essere compromessi finché l'UE continuerà a importare combustibili fossili russi; chiede, pertanto, all'UE e ai suoi Stati membri di vietare tutte le importazioni di combustibili fossili russi, compreso il G NL; invita l'UE a imporre l'obbligo di inserire le navi che esportano GNL russo nell'elenco delle sanzioni dell'UE, negando loro l'accesso ai porti o ai servizi marittimi dell'Unione; chiede all'UE e ai suoi Stati membri di vietare l'importazione di prodotti nucleari russi ed esorta gli Stati membri a non concludere nuovi accordi con Rosatom, né con la sua dirigenza e le sue controllate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>invita i paesi del G7 ad applicare più efficacemente il massimale di prezzo imposto al petrolio russo trasportato via mare, a ridurre sostanzialmente il massimale di prezzo del petrolio e a reprimere le scappatoie utilizzate dalla Russia per riconfezionare e vendere il suo petrolio e i suoi prodotti petroliferi a prezzi di mercato; invita l'UE, i suoi Stati membri e i suoi partner del G7 a rafforzare la loro cooperazione con i partner commerciali al fine di individuare più rapidamente ed efficacemente gli acquirenti di petrolio russo e cessare di acquistare prodotti petroliferi da tali soggetti; chiede che tali impianti designati siano inclusi nell'elenco delle sanzioni mirate e che sia introdotto un divieto totale con riguardo ai prodotti petroliferi raffinati russi riesportati; chiede prove armonizzate sull'origine delle importazioni di combustibili fossili, GNL e combustibili fossili raffinati onde evitare la riesportazione di energia russa verso l'UE; invita gli Stati membri a indagare in modo approfondito sul rispetto, da parte delle imprese, delle restrizioni all'esportazione delle merci incluse negli elenchi e a imporre sanzioni dissuasive;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>raccomanda vivamente all'UE e ai suoi partner del G7 di ampliare significativamente i loro elenchi delle sanzioni in modo da includere altre navi che eludono i tetti sui prezzi e operano senza rispettare le norme internazionali; invita l'UE e i paesi partner a verificare con diligenza l'adeguatezza della copertura assicurativa in caso di sversamenti di petrolio in sede di applicazione del quadro sanzionatorio, ad esempio per la fornitura o il rinnovo delle registrazioni; chiede requisiti rafforzati in materia di dovuta diligenza per l'ottenimento dell'assicurazione da parte delle navi, come la prova di contratti di vendita conformi al tetto sui prezzi o estratti bancari affidabili, verificati, ecc.;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a garantire una sufficiente preparazione alle catastrofi ambientali, in particolare per i grandi sversamenti di petrolio, e a garantire che le autorità degli Stati membri cooperino da vicino, sia tra loro che con l'Agenzia europea per la sicurezza marittima, per far fronte alle catastrofi da inquinamento transfrontaliere su vasta scala, anche continuando a coordinare gli inventari delle attrezzature necessarie per la bonifica; sottolinea che incidenti di questo tipo comporteranno un grave degrado ambientale a lungo termine, che potrebbe avere a sua volta un impatto significativo sul turismo, sulla pesca e sulle industrie marine negli Stati membri confinanti con i mari interessati; invita la Commissione a fornire finanziamenti supplementari per garantire all'Agenzia europea per la sicurezza marittima sufficienti navi di intervento in caso di sversamenti di petrolio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>chiede alla Commissione di garantire l'effettiva attuazione e applicazione della direttiva 2009/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, che modifica la direttiva 2005/35/CE relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2009/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che modifica la direttiva 2005/35/CE relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni, GU L 280 del 27.10.2009, pag. 52, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/123/oj.</FIELD></FOOTNOTE>; invita gli Stati membri a recepire e attuare tempestivamente la direttiva (UE) 2024/1226 relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2024/1226 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell'Unione e che modifica la direttiva (UE) 2018/1673, GU L, 2024/1226, 29.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1226/oj.</FIELD></FOOTNOTE> e a garantire risorse finanziarie, tecniche e umane adeguate per applicare correttamente le misure restrittive dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>incoraggia gli Stati membri e la Commissione a collaborare con i partner internazionali e le parti interessate, in particolare nei settori marittimo, energetico, assicurativo e finanziario, al fine di definire le migliori pratiche per individuare e affrontare l'elusione delle sanzioni e attenuare gli impatti ambientali nelle acque dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>invita la Commissione a elaborare orientamenti più chiari e norme più rigorose in materia di dovere di diligenza per le imprese e gli istituti finanziari dell'UE al fine di evitare interazioni indesiderate con entità legate alle "flotte ombra";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>invita a sostenere il lavoro dell'inviato per le sanzioni dell'UE contro l'elusione, al fine di prevenire la sistematica riesportazione verso la Russia di beni dell'UE oggetto di sanzioni, che sta gravemente compromettendo l'efficacia delle sanzioni dell'UE e ostacolando gli sforzi internazionali volti a porre fine alla guerra; invita, a tale riguardo, tutti i paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'UE ad allinearsi rigorosamente alle sanzioni dell'UE in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, quale segno della loro disponibilità ad assumersi gli obblighi derivanti dall'adesione all'UE; ribadisce il suo invito al Consiglio ad ampliare le competenze della Procura europea al fine di contrastare il reato di violazione delle misure restrittive dell'UE; chiede all'UE e ai suoi Stati membri di rafforzare e centralizzare, a livello dell'Unione, il controllo dell'attuazione delle sanzioni e di sviluppare un meccanismo di prevenzione e monitoraggio dell'elusione delle sanzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>incoraggia norme globali in materia di trasparenza nell'immatricolazione delle navi per ridurre la dipendenza da società e bandiere di comodo, al fine di migliorare la trasparenza della proprietà delle navi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>invita la Commissione a valutare l'adozione di strumenti di politica commerciale simili a quelli impiegati dagli Stati Uniti, concentrandosi sugli attori che ottengono vantaggi di mercato grazie ai regimi di sanzioni e che di conseguenza possono operare in modo sleale all'interno del mercato dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>esprime preoccupazione per l'eccedenza segnalata nella produzione di petrolio russo, che supera notevolmente la quota della Russia fissata dall'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio Plus (OPEC+), contribuendo ulteriormente all'elusione del tetto sui prezzi stabilito e consentendo alla Russia di generare entrate supplementari; invita l'UE e i suoi Stati membri a monitorare attentamente la situazione e ad adottare misure appropriate in cooperazione con i partner internazionali dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al presidente, al governo e alla Verkhovna Rada dell'Ucraina, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, all'Organizzazione marittima internazionale e alle autorità russe.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>