<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2024)0075</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione al Consiglio sulle priorità dell'UE in vista della 69a sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0030/2024 - Relatrice:Lina Gálvez)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RECOM><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione del Parlamento europeo del 19 dicembre 2024 destinata al Consiglio in merito alle priorità dell'UE in vista della 69a sessione della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile (2024/2057(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione delle Nazioni Unite del 15 settembre 1995 dal titolo "Dichiarazione e piattaforma d'azione di Pechino" e visti i risultati delle sue conferenze di revisione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione delle Nazioni Unite del 1979 sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 21 e 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, il principio del "non lasciare nessuno indietro" e, in particolare, l'obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) n. 5 che mira a conseguire la parità di genere,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2019 alla Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, dal titolo "Review and appraisal of the implementation of the Beijing Declaration and Platform for Action and the outcomes of the twenty-third special session of the General Assembly" (Esame e valutazione dell'attuazione della dichiarazione e piattaforma d'azione di Pechino e dei risultati della 23<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione speciale dell'Assemblea generale),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 25 novembre 2020, dal titolo "Piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere III (GAP III): un'agenda ambiziosa per la parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna dell'UE" (JOIN(2020)0017) e visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna, del 25 novembre 2020, sugli obiettivi e gli indicatori per inquadrare l'attuazione del piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere III per il periodo 2021-2025 (SWD(2020)0284),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia dell'UE per la parità di genere 2020-2025, del 5 marzo 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 10 marzo 2022 sul piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere III<FOOTNOTE><FIELD> GU C 347 del 9.9.2022, pag. 150.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'indagine 2024 relativa alla Polonia del Comitato per l'eliminazione della discriminazione contro le donne, condotta ai sensi dell'articolo 8 del protocollo opzionale alla convenzione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'11 febbraio 2021 sulle sfide future in relazione ai diritti delle donne in Europa: oltre 25 anni dopo la dichiarazione e piattaforma d'azione di Pechino<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 17.11.2021, pag. 160.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il briefing dal titolo "Accelerating progress on Sustainable Development Goal 5 (SDG 5): Achieving gender equality and empowering women and girls" (Accelerare i progressi nell'ambito dell'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 5 (OSS 5): realizzare la parità di genere e l'emancipazione delle donne e delle ragazze), pubblicato dalla direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare il 18 settembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di UN Women e del dipartimento degli Affari economici e sociali delle Nazioni Unite del settembre 2024 dal titolo "Progress on the Sustainable Development Goals: The Gender Snapshot 2024" (Progressi nell'ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile: istantanea sulla questione di genere nel 2024),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 22 novembre 2023 sui progetti del Parlamento europeo intesi a modificare i trattati<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/4216, 24.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4216/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'11 aprile 2024 sull'inclusione del diritto all'aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2024)0286.	.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 121 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere (A10-0030/2024),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la parità tra donne e uomini è un principio fondamentale e universale dell'UE e che l'azione esterna dell'UE deve ispirarsi a tale principio affinché l'Unione continui a dare l'esempio, intensificando i propri sforzi per adempiere ai propri impegni a favore dell'uguaglianza di genere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che i diritti umani delle donne e delle ragazze e la parità di genere non sono soltanto diritti umani fondamentali, ma presupposti indispensabili per promuovere lo sviluppo e l'istruzione e ridurre la povertà, nonché un fondamento necessario per un mondo pacifico, prospero e sostenibile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che 189 governi di tutto il mondo, tra cui l'Unione europea e i suoi Stati membri, si sono impegnati ad adoperarsi a favore della parità di genere e dell'emancipazione di tutte le donne e le ragazze in occasione della quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne svoltasi a Pechino nel 1995;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la dichiarazione e piattaforma d'azione di Pechino costituisce l'agenda globale più completa per promuovere la parità di genere ed è considerata la "Carta dei diritti" internazionale per le donne, definendo i diritti delle donne come diritti umani e proponendo una visione di pari diritti, libertà e opportunità per tutte le donne del mondo; che è stata ribadita nel 2015 con l'obiettivo n. 5 ("Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze") degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) stabiliti nell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, specificando obiettivi e misure concrete in una serie di ambiti che interessano donne e ragazze;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che nel 2017 l'Assemblea delle Nazioni Unite ha concordato un quadro globale di indicatori per standardizzare la raccolta dei dati, un elemento essenziale per la comparabilità dei dati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che a soli sei anni dalla scadenza del 2030 stabilita per gli OSS delle Nazioni Unite, non è stato pienamente conseguito nemmeno un indicatore nell'ambito dell'obiettivo n. 5; che, secondo le stime delle Nazioni Unite, sono necessarie azioni decise per accelerare i progressi ed evitare di impiegare 286 anni per colmare le lacune di tutela giuridica ed eliminare leggi discriminatorie nei confronti delle donne;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la parità di genere è un principio trasversale, da integrare in tutti gli OSS;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che uno studio<FOOTNOTE><FIELD> Nazione Unite, <STRING ITALIC="on">Are we getting there? A synthesis of UN system evaluations of SDG 5</STRING> (Stiamo facendo progressi? Una sintesi del sistema di valutazione dell'ONU per l'OSS 5), marzo 2024, https://www.unwomen.org/en/digital-library/publications/2024/03/are-we-getting-there-a-synthesis-of-un-system-evaluations-of-sdg-5.</FIELD></FOOTNOTE> delle Nazioni Unite del 2024 sulla valutazione dell'OSS 5 sottolinea che esistono ancora norme sociali che legittimano la violenza di genere contro le donne e le ragazze, senza che esistano pene adeguate sufficienti per i responsabili, norme sociali che ne riducono l'accesso ai servizi sanitari, compresi quelli relativi alla salute sessuale e riproduttiva, attribuiscono l'assistenza non retribuita e il lavoro domestico alle sole donne e ne limitano le opportunità di leadership; che le donne e le ragazze possono tuttora essere discriminate attraverso la selezione riproduttiva in base al sesso<FOOTNOTE><FIELD> Alto Commissariato per i diritti umani, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, UN Women, UNIFCEF, Organizzazione mondiale della sanità, <STRING ITALIC="on">Preventing gender-biased sex selection: an interagency statement</STRING> (Prevenzione della selezione prenatale in funzione del genere: una dichiarazione interistituzionale), 2011, https://www.unfpa.org/sites/default/files/resource-pdf/Preventing_gender-biased_sex_selection.pdf</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha lanciato un allarme in merito alla resistenza attiva contro i risultati e i progressi in materia di parità di genere, nonché alla crescente reazione a livello transnazionale contro i diritti delle donne; considerando che la violenza sessuale e di genere nonché i movimenti che si oppongono ai diritti minacciano ogni giorno i diritti fondamentali delle donne e delle ragazze; che vi è una chiara e urgente necessità di riaffermare, salvaguardare e sviluppare la parità di genere e i diritti umani di donne e ragazze<FOOTNOTE><FIELD> Assemblea Generale delle Nazioni Unite, <STRING ITALIC="on">Escalating backlash against gender equality and urgency of reaffirming substantive equality and the human rights of women and girls: Report of the Working Group on discrimination against women and girls</STRING> (Crescente reazione contro la parità di genere e urgente necessità di riaffermare la parità sostanziale e i diritti umani di donne e ragazze: relazione del gruppo di lavoro sulla discriminazione contro donne e ragazze), 15 maggio 2024, https://documents.un.org/doc/undoc/gen/g24/073/47/pdf/g2407347.pdf.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che le competizioni sportive femminili devono essere una celebrazione dei valori sportivi; che devono essere soddisfatte tutte le condizioni per garantire l'equità in tali competizioni, preservare la salute delle atlete e prevenire la violenza fisica e psicologica nei loro confronti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che il vertice sul futuro ha adottato un documento che prevede un'azione specifica per conseguire la parità di genere e l'emancipazione di tutte le donne e le ragazze quale contributo fondamentale al progresso<FOOTNOTE><FIELD> ONU, <STRING ITALIC="on">Summit of the Future outcome documents: Pact for the Future, Global Digital Compact and Declaration on Future Generations</STRING> (documenti finali del vertice sul futuro: patto per il futuro, patto digitale globale e dichiarazione sulle generazioni future), settembre 2024, https://www.un.org/sites/un2.un.org/files/sotf-pact_for_the_future_adopted.pdf.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che i ribelli che hanno abbattuto il regime in Siria sono dominati dal gruppo Hayat Tahrir al-Sham (HTS); che HTS è un'organizzazione islamista classificata come organizzazione terroristica dall'UE e dalle Nazioni Unite; che tale situazione desta forte preoccupazione per la sicurezza delle donne e delle ragazze nella regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne, in un'indagine relativa alla legislazione polacca in materia di aborto, ha concluso che la configurazione dell'aborto come reato e la sua limitazione discriminano le donne;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">raccomanda al Consiglio di:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>riconfermare il proprio impegno pieno e risoluto nei confronti della dichiarazione e piattaforma d'azione di Pechino, nonché della serie di azioni a favore dei diritti umani delle donne in tutta la loro diversità e della parità di genere ivi contemplate; confermare il proprio impegno a favore dei diritti umani delle donne, compresa la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, integrando la dimensione di genere in tutti i pertinenti cicli e settori politici, nonché l'impegno ad attuare azioni specifiche e mirate per i diritti umani delle donne e la parità di genere, e a garantire un adeguato bilancio di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>esprimere la propria opposizione più netta al fatto che quest'anno l'Arabia Saudita presieda la Commissione sulla condizione delle donne (<STRING ITALIC="on">Commission on the Status of Women</STRING> – CSW) e condannare qualsiasi forma di strumentalizzazione politica, dato che la situazione dei diritti delle donne in tale paese è disastrosa e molte delle sue politiche sono contrarie al mandato e agli obiettivi stessi della CSW; sollevare la questione della discriminazione sistemica delle donne e della persecuzione degli attivisti per i diritti delle donne che hanno luogo in Arabia Saudita;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>garantire che la parità di genere e i diritti di donne e ragazze siano attuati appieno e con orgoglio quale elemento essenziale dell'azione esterna dell'UE attraverso un approccio sufficientemente finanziato che sia attento alle tematiche di genere, inclusivo e intersezionale, tenendo in considerazione le donne emarginate e quelle in situazioni di vulnerabilità, in particolare dato che i finanziamenti a favore dei movimenti anti-genere sono in crescita a livello mondiale<FOOTNOTE><FIELD> Datta, N., Forum parlamentare europeo per i diritti sessuali e riproduttivi, <STRING ITALIC="on">Tip of the Iceberg – Religious Extremist Funders against Human Rights for Sexuality and Reproductive Health in Europe 2009 – 2018</STRING> (La punta dell'iceberg: finanziatori dell'estremismo religioso contro i diritti umani per la sessualità e la salute riproduttiva in Europa 2009-2018), giugno 2021, https://www.epfweb.org/sites/default/files/2021-08/Tip%20of%20the%20Iceberg%20August%202021%20Final.pdf.</FIELD></FOOTNOTE>;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>garantire il pieno coinvolgimento del Parlamento e della sua commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere nel processo decisionale sulla posizione dell'Unione nella 69<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione della Commissione dell'ONU sulla condizione femminile (10-25 marzo 2025); garantire che il Parlamento abbia informazioni adeguate, regolari e tempestive e acceda al documento di posizione dell'UE prima dei negoziati; garantire la comunicazione tempestiva della posizione del Parlamento al gruppo di negoziatori dell'UE; e continuare a migliorare la cooperazione interistituzionale e le consultazioni informali, anche prima e durante i negoziati, in modo da includere adeguatamente le priorità del Parlamento;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>(e)</SYMBOL>effettuare una revisione annuale dei progressi e delle battute d'arresto registrati ell'attuazione della dichiarazione e piattaforma d'azione di Pechino;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>impegnarsi a sostenere fermamente le attività dell'organismo delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne (UN Women), che ricopre un ruolo centrale nel sistema delle Nazioni Unite per la promozione dei diritti delle donne, nonché a garantire il suo finanziamento e un aumento dei fondi a favore della parità di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>g)</SYMBOL>rilanciare gli sforzi dell'UE per superare le restanti sfide e accelerare la piena attuazione della dichiarazione e piattaforma d'azione di Pechino in quanto si tratta di un documento universale e gli Stati membri dell'UE sono lontani dall'aver conseguito tutti gli obiettivi; garantire che l'UE dia l'esempio mettendo in atto solide misure politiche, accompagnate da finanziamenti adeguati, per prevenire, affrontare e combattere la disparità di genere in tutte le sue manifestazioni; favorire l'emancipazione delle donne in tutta la loro diversità in tutti i paesi dell'UE e garantire la realizzazione dei loro diritti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>h)</SYMBOL>ribadire che l'UE è chiamata a svolgere un ruolo importante nel conseguire un mondo improntato alla parità di genere, dando l'esempio e sostenendo i paesi partner nella lotta a tutti i tipi di discriminazione diretta e indiretta e alla violenza di genere; ricordare l'importanza della convenzione di Istanbul, esortare i rimanenti cinque Stati membri che non hanno ancora ratificato e attuato la convenzione di Istanbul a farlo nel più breve tempo possibile e invitare anche altri paesi a compiere progressi verso la sua firma e ratifica;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>i)</SYMBOL>insistere sulla parità di accesso alle opportunità in ogni ambito, in modo da consentire alle donne in tutta la loro diversità di realizzare il proprio potenziale, in particolare anche nei processi decisionali, compresi quelli politici, economici, finanziari, accademici, sanitari, culturali e legati allo sport, il che è fondamentale anche per la buona governance e l'elaborazione delle politiche; incoraggiare iniziative che promuovano la leadership e la partecipazione femminile a livello politico, rafforzino le pratiche democratiche e diano ispirazione alle future generazioni di donne;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>j)</SYMBOL>in tale contesto, opporsi a tutte le forme di violenza di genere, online e offline, anche contro le donne in politica o che desiderano entrarvi, violenza che conferma e rafforza l'invisibilità delle donne e gli stereotipi negativi sulle donne e scoraggia le donne di qualsiasi età dall'entrare in politica e nella sfera pubblica;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>k)</SYMBOL>incoraggiare misure che promuovano la partecipazione delle donne a tutti i settori ad alto impatto, STEM incluso, per garantire una rappresentanza equilibrata sotto il profilo del genere; sottolineare l'importanza di combattere gli stereotipi, gli atteggiamenti e i pregiudizi di genere in tutte le loro dimensioni, tramite tutti gli strumenti mediatici, compresi i social media, e promuovere programmi, anche tramite partenariati pubblico-privato, per ridurre la discriminazione delle donne nella politica e negli incarichi pubblici;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>l)</SYMBOL>sottolineare che una direzione politica debole, la mancanza di impegno, la carenza di dati, gli investimenti non sufficientemente mirati, l'incitamento all'odio e le campagne d'odio, la mancanza di accesso alle necessarie competenze e conoscenze, la carenza di opportunità economiche e istruzione, la discriminazione sul luogo di lavoro, compreso il mobbing materno, la mancanza di autonomia economica e la disparità di condizioni sul mercato del lavoro, la crescita dei movimenti che si oppongono ai diritti sono stati riconosciuti come ostacoli e minacce per i diritti delle donne, rendendo pertanto necessario promuovere un maggior numero di donne in politica e in posizioni di leadership, aumentare gli appositi investimenti relativi alla parità di genere in servizi quali l'istruzione e la salute, attuare ampie riforme in materia di istruzione, formazione e politiche basate sui diritti e sensibili alla dimensione di genere, per superare tali ostacoli strutturali sistemici e realizzare una società realmente equa, per la quale sono essenziali l'impegno e il coinvolgimento di uomini e ragazzi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>m)</SYMBOL>integrare in maniera più coerente la dimensione di genere e il bilancio di genere in tutti i settori d'intervento dell'UE, compresa l'azione esterna, e dare l'esempio a tale riguardo impegnandosi affinché il prossimo QFP 2027 includa obiettivi specifici in materia di parità di genere e metodi per il bilancio di genere, per poter aumentare e monitorare tutti gli investimenti riguardanti l'impatto di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>n)</SYMBOL>impegnarsi ai fini di una valutazione costante e di azioni correttive proattive nelle politiche interne ed esterne dell'UE rispetto alla parità, all'integrazione e al bilancio di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>o)</SYMBOL>difendere e ricordare l'importanza dell'agenda su donne, pace e sicurezza (<STRING ITALIC="on">Women Peace and Security</STRING> - WPS) e il 25° anniversario della sua risoluzione storica, per rinnovare il piano d'azione dell'UE in materia di WPS e combattere con decisione qualsiasi arretramento di tale agenda a livello internazionale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>p)</SYMBOL>invitare la Commissione a continuare a sviluppare e attuare piani e azioni concreti, e adeguatamente finanziati, per conseguire gli OSS delle Nazioni Unite, in particolare quelli relativi alla parità di genere, promuovendo la parità nell'istruzione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>q)</SYMBOL>assumere un ruolo guida nella lotta globale contro i regressi della parità di genere e dei diritti delle donne a causa, in particolare, dei movimenti anti-diritti sempre più influenti, condannando tutti i tentativi di far arretrare, limitare o eliminare le tutele esistenti della parità di genere, anche riguardo alla salute materia sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, nonché tutte le forme di minaccia, intimidazione e molestie, online e offline, nei confronti dei difensori dei diritti umani e delle organizzazioni della società civile che si adoperano per far progredire tali diritti; sottolineare che i movimenti anti-genere non attaccano solo i diritti delle donne e la parità di genere, ma vanno di pari passo con i movimenti anti-democratici; promuovere partenariati e alleanze per contrastare i movimenti regressivi e ribadire l'impegno dell'Unione a tutelare la parità di genere come valore fondamentale, anche garantendo che i movimenti che favore dei diritti delle donne siano adeguatamente finanziati;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>r)</SYMBOL>sottolineare la necessità di tutelare e promuovere i diritti dei gruppi che subiscono forme intersezionali di discriminazione, comprese, tra l'altro, le persone con disabilità, le persone provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati, le vittime di discriminazione razziale, i migranti o gli appartenenti a gruppi etnici o minoritari, gli anziani o le persone LGBTIQ+;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>s)</SYMBOL>operare per promuovere il concetto di lotta alla discriminazione intersezionale in tutti gli organismi delle Nazioni Unite e condurre, applicare e integrare un'analisi di genere intersezionale a diversi livelli nell'UE e nei suoi Stati membri;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>t)</SYMBOL>esortare la Commissione a sviluppare e migliorare ulteriormente la raccolta di dati disaggregati per genere in materia di parità per quanto riguarda sesso, razza, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o altre convinzioni personali, opinioni politiche, appartenenza a una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età o orientamento sessuale, caratteristiche sessuali e identità di genere, nonché dati geograficamente disaggregati, anche a livello regionale, per garantire che tali dati contribuiscano all'elaborazione di politiche migliori e più informate, e per rafforzare l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere sia in termini di finanziamento che di capacità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>u)</SYMBOL>impegnarsi a progredire verso una politica estera, di sicurezza e di sviluppo che attribuisca la priorità alla parità di genere, tuteli e promuova i diritti umani di gruppi tradizionalmente emarginati, come le persone transgender, e presti ascolto alle le voci delle donne, dei difensori dei diritti umani delle persone LGBTIQ+ e della società civile;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>v)</SYMBOL>attuare appieno e senza ritardo il GAP III dell'UE e garantire che l'85 % di tutte le nuove azioni nell'ambito delle relazioni esterne contribuisca alla parità di genere e all'emancipazione femminile, al più tardi entro il 2027;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>w)</SYMBOL>prendere atto delle raccomandazioni contenute nella risoluzione del Parlamento, del 10 marzo 2022, sul GAP III dell'UE, e attuarle; dare quindi priorità a tale piano d'azione in tutti gli aspetti dell'azione esterna dell'UE attraverso un approccio intersezionale e attento alle tematiche di genere, in termini sia di copertura geografica che di settori d'intervento, nonché attraverso l'integrazione della dimensione di genere in tutti gli ambiti dell'azione esterna, che si tratti di commercio, politica di sviluppo, migrazione, aiuti umanitari, sicurezza o di settori quali l'energia, la pesca e l'agricoltura, rafforzando al contempo la coerenza tra le politiche interne ed esterne dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>x)</SYMBOL>elaborare, finanziare e attuare politiche volte a combattere la femminilizzazione della povertà e a ridurre il ruolo del genere quale fattore di povertà sia all'interno che, attraverso l'azione esterna, al di fuori dell'UE, tenendo debitamente conto dei fattori intersezionali, tra cui il sesso, la razza, il colore della pelle, l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o altre convinzioni personali, le opinioni politiche, l'appartenenza a una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale, le caratteristiche sessuali o l'identità di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>y)</SYMBOL>difendere la parità di accesso alle risorse e le pari opportunità per le donne in tutte le regioni, al fine di conseguire l'emancipazione economica e consentire l'accesso alla giustizia sociale e a una migliore qualità della vita grazie a una visione globale della parità di genere; riconoscere le sfide uniche affrontate dalle donne che vivono in zone rurali, remote e meno sviluppate, in cui l'accesso alle risorse, all'assistenza sanitaria, all'istruzione e alle opportunità economiche può essere limitato; chiedere misure e investimenti mirati che rispondano alle esigenze di tali comunità, attraverso la promozione della parità di genere, dell'imprenditoria femminile e delle opportunità o infrastrutture occupazionali; sottolineare l'importanza di integrare tali prospettive in tutte le strategie pertinenti in materia di azione esterna e sviluppo, per garantire che nessuna donna sia lasciata indietro;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>z)</SYMBOL>affrontare e monitorare le cause sistemiche e profonde della povertà femminile, ponendo l'accento su coloro che vivono nelle zone rurali o in zone isolate e svantaggiate, emancipare le donne e le ragazze in tutta la loro diversità attraverso l'istruzione, la formazione e l'apprendimento permanente, attraverso opportunità di lavoro non discriminatorie, l'accesso alla parità retributiva e pensionistica, nonché incoraggiare programmi di occupazione per le donne con disabilità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aa)</SYMBOL>promuovere l'imprenditorialità femminile e le imprese guidate da donne attraverso un contesto favorevole alle loro attività economiche, come programmi di sostegno nei paesi partner, garantendo un accesso equo alle opportunità commerciali e alla formazione in materia di competenze imprenditoriali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ab)</SYMBOL>incoraggiare le iniziative che rafforzano l'autonomia economica delle donne e la creazione di posti di lavoro nei settori a forte crescita, sostenere le iniziative che emancipano le donne dal punto di vista economico, in particolare le imprenditrici e coloro che gestiscono microimprese, piccole e medie imprese, nonché combattere gli stereotipi e combattere le persistenti disuguaglianze nell'istruzione, affrontare il problema del tasso di occupazione femminile e della sottorappresentanza in determinati settori, come le discipline STEM e l'IA;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ac)</SYMBOL>garantire l'accesso ai servizi sociali, compresi i servizi di sostegno alle famiglie, pari quote di assistenza non retribuita e responsabilità sociali attraverso iniziative legislative, sforzi per combattere gli stereotipi di genere dannosi, atteggiamenti e sistemi patriarcali, nonché promuovere le donne come modelli di riferimento e politiche di conciliazione tra vita professionale e vita privata che garantiscano l'accesso all'istruzione digitale e alla formazione in materia di competenze per colmare il divario digitale di genere; consentire l'accesso delle donne alla proprietà, al patrimonio, ad alloggi e terreni adeguati e a prezzi accessibili attraverso l'eliminazione degli ostacoli, prestando un'attenzione particolare al soddisfacimento delle esigenze specifiche delle donne, in particolare di quelle in povertà, e delle famiglie a guida femminile;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ad)</SYMBOL>chiedere ulteriore impegno, legislazione e applicazione delle misure esistenti per garantire i diritti delle lavoratrici che prestano assistenza e delle lavoratrici domestiche, nonché il riconoscimento di coloro che prestano assistenza in via informale, comprese le madri sole, riconoscendo che il loro lavoro è essenziale per far funzionare la nostra società; esortare l'adozione di politiche e investimenti più ambiziosi in materia di assistenza al fine di progredire verso economie dell'assistenza, fissando norme minime e orientamenti per l'assistenza lungo l'intero ciclo della vita, con una prospettiva intersezionale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ae)</SYMBOL>sviluppare politiche e programmi di migrazione dei lavoratori che siano attenti alle tematiche di genere, anche nei settori a prevalenza femminile e nei settori informali come il lavoro domestico e l'assistenza, e che affrontino le barriere di genere che ostacolano la partecipazione alla forza lavoro e il riconoscimento delle competenze delle donne;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>af)</SYMBOL>incoraggiare, nell'UE, il diritto all'asilo, il riconoscimento, la tutela, il sostegno e l'integrazione delle donne vittime di violenza, qualunque forma assuma;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ag)</SYMBOL>migliorare la risposta, le risorse e gli strumenti dell'UE, sia internamente che esternamente, per quanto riguarda la violenza di genere online e offline, compresa la violenza domestica, sessuale, fisica, psicologica, verbale ed economica, le molestie sul lavoro, la violenza in situazioni di conflitto e di guerra, la tratta di esseri umani, i matrimoni precoci e forzati e lo sfruttamento sessuale e riproduttivo, rilevando che ciò dovrebbe includere il sostegno alla creazione di centri di assistenza per le donne vittime di violenza nei paesi non appartenenti all'UE, in particolare nelle aree svantaggiate, simili ai centri antiviolenza, con un duplice obiettivo, ossia: assistere nel riconoscimento delle situazioni di violenza e fornire protezione e sostegno, sia giuridici che pratici, alle donne che decidono di denunciare e uscire dalla violenza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ah)</SYMBOL>sostenere una definizione di stupro basata sul consenso come norma universale in tutte le regioni, al fine di rafforzare le tutele giuridiche e garantire che la violenza sessuale sia definita mediante l'assenza di consenso, anziché esclusivamente dall'uso della forza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>(ai)</SYMBOL>sottolineare il grande impatto della violenza di genere online sulla vita personale e professionale delle donne e delle ragazze e sulla loro salute mentale e fisica;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>(aj)</SYMBOL>sottolineare l'importanza di applicare il diritto umanitario internazionale per salvaguardare i diritti delle donne e delle ragazze nelle zone di conflitto; garantire che gli accordi esterni, compresi quelli relativi al controllo delle frontiere e alla cooperazione con i paesi terzi, diano priorità alla sicurezza delle donne e delle ragazze, sottolineando che l'Unione deve garantire che i paesi partner rispettino standard elevati in materia di diritti umani, in particolare nella prevenzione della violenza di genere, compresa la tratta a fini di sfruttamento sessuale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>(ak)</SYMBOL>prestare particolare attenzione alla condizione delle donne e dei minori siriani, compresi quelli appartenenti a minoranze cristiane, che hanno maggiori probabilità di costituire particolari bersagli di un regime islamico, come già osservato in diversi paesi del Medio Oriente, come l'Afghanistan e l'Iraq;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>al)</SYMBOL>	promuovere la prevenzione della violenza di genere negli sport attraverso la creazione, all'interno delle istituzioni sportive, di un sistema per monitorare e prevenire tale violenza, che imponga alle organizzazioni di adottare politiche e misure preventive, insieme a un meccanismo di segnalazione sicuro e protetto;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>am)</SYMBOL>	eliminare le restrizioni e gli ostacoli giuridici, sociali e pratici all'accesso all'aborto sicuro e legale in tutto il mondo; sostenere con fermezza la difesa della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti, in quanto diritti fondamentali, così come la lotta contro le reti che si oppongono al diritto della donna di decidere sulla continuazione di una gravidanza; garantire che le donne e le ragazze in tutta la loro diversità dispongano di informazioni e abbiano accesso a servizi sanitari a costi accessibili, anche rispetto alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, in linea con le norme internazionali in materia di diritti umani e salute pubblica, compresa un'educazione sessuale e alle relazioni completa, adeguata all'età e scientificamente accurata, l'accesso alla contraccezione, anche di emergenza, all'aborto sicuro e legale, un'assistenza sanitaria materna rispettosa e servizi socio-assistenziali; garantire che le donne siano protette da gravidanze forzate e selettive del sesso o da aborti forzati, in particolare nel contesto di pratiche di pulizia etnica, e che in nessun caso l'aborto sia promosso come metodo di pianificazione familiare, come menzionato nella dichiarazione di Pechino; sottolineare l'importanza dell'accesso a servizi di salute mentale concepiti appositamente per le esigenze specifiche delle donne e delle ragazze;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>an)</SYMBOL>promuovere condizioni dignitose e rispettose dei diritti umani per le donne incarcerate che sono anche madri, con un'attenzione speciale nei confronti delle donne con figli piccoli; sostenere l'accesso all'assistenza sanitaria, all'assistenza psicologica e ai programmi di riabilitazione, garantendo spazi adeguati per mantenere il legame con i propri figli;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ao)</SYMBOL>	prendere atto delle raccomandazioni della risoluzione del Parlamento europeo, dell'11 aprile 2024, sull'inclusione del diritto all'aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell'UE e attuarle;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ap)</SYMBOL>impegnarsi a intensificare gli sforzi per affrontare le questioni di genere nel contesto della transizione verde ed energetica, riconoscendo che la crisi climatica non è neutra sotto il profilo del genere; riconoscere l'impatto intersezionale e sproporzionato dei cambiamenti climatici sulle donne e sulle ragazze, in particolare nei paesi in via di sviluppo, nonché nelle regioni e nelle zone rurali maggiormente colpite da tali cambiamenti; sostenere l'inclusione delle donne nei processi decisionali ambientali per sviluppare strategie di resilienza e attente alle tematiche di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aq)</SYMBOL>sostenere e rafforzare le organizzazioni della società civile che si adoperano per promuovere i diritti delle donne e delle ragazze e la parità di genere in tutte le circostanze, anche in caso di disabilità, violenza, discriminazione sul luogo di lavoro o maternità; sostenere la messa a disposizione di spazi e ripari sicuri per le donne e le ragazze che subiscono violenze o minacce; garantire la protezione dei difensori dei diritti umani e la loro partecipazione nelle sedi pertinenti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ar)</SYMBOL>adoperarsi per garantire che le organizzazioni di base e i difensori dei diritti delle donne e delle persone LGBTIQ+, in particolare le piccole organizzazioni, siano sostenuti attraverso l'erogazione di finanziamenti adeguati e la rimozione delle restrizioni che limitano la loro capacità di operare; fornire misure mirate e un sostegno allo sviluppo delle capacità delle organizzazioni femminili di base per amplificarne l'impatto a livello locale e internazionale; adoperarsi attivamente contro le iniziative volte a ridurre lo spazio civico a livello mondiale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>as)</SYMBOL>istituire una formazione del Consiglio dedicata alla parità di genere e all'uguaglianza, per creare un forum formale per i ministri responsabili delle problematiche legate all'uguaglianza, al fine di promuovere la cooperazione, coordinare le politiche e scambiare le migliori pratiche tra gli Stati membri;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio nonché, per conoscenza, alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RECOM></TXTLST></SDOCTA>