<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0019</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Ulteriore deterioramento della situazione politica in Georgia</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0106, 0108, 0112, 0116 e 0118/2025)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 13 febbraio 2025 sull'ulteriore deterioramento della situazione politica in Georgia (2025/2522(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Georgia, in particolare quella del 28 novembre 2024 sull'aggravamento della crisi democratica in Georgia in seguito alle recenti elezioni parlamentari e alla presunta frode elettorale<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2024)0054.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo status di paese candidato all'adesione all'UE concesso alla Georgia dal Consiglio europeo in occasione del vertice del 14 e 15 dicembre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 78 della Costituzione georgiana, che richiede l'attuazione di tutte le misure possibili per garantire la piena integrazione della Georgia nell'UE e nella NATO,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione finale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) sulle elezioni parlamentari tenutesi in Georgia il 26 ottobre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il regresso democratico in Georgia ha conosciuto una drastica accelerazione dopo le elezioni parlamentari del 26 ottobre 2024, che sono state profondamente viziate e caratterizzate da gravi irregolarità, e non hanno rispettato gli standard democratici internazionali e gli impegni assunti dalla Georgia nell'ambito dell'OSCE; che tali elezioni hanno violato le norme e gli standard democratici e quelli stabiliti per elezioni libere ed eque, non rispecchiando la volontà del popolo e privando il risultante "parlamento" e, di conseguenza, il "Presidente" di qualsiasi legittimità democratica; che fin dall'inizio della sua attività l'attuale parlamento georgiano ha operato come organo monopartitico (Sogno georgiano), il che è incompatibile con l'essenza della democrazia parlamentare pluralistica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'articolo 2 dell'accordo di associazione UE-Georgia<FOOTNOTE><FIELD> GU L 261 del 30.8.2014, pag. 4.</FIELD></FOOTNOTE> verte sui principi generali dell'accordo, che comprendono i principi democratici, i diritti umani e le libertà fondamentali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'articolo 78 della Costituzione georgiana stabilisce che gli organi costituzionali devono adottare tutte le misure di loro competenza per garantire la piena integrazione della Georgia nell'Unione europea;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la Presidente della Georgia, Salome Zourabichvili, ha condannato pubblicamente la manipolazione delle elezioni parlamentari dichiarando che non le avrebbe riconosciute, e ha chiesto un'indagine internazionale; che l'attuale regime georgiano, guidato dal partito Sogno georgiano e dal suo fondatore, Bidzina Ivanichvili, ha orchestrato un'usurpazione incostituzionale del potere smantellando sistematicamente le istituzioni democratiche, minando l'indipendenza della magistratura ed erodendo le libertà fondamentali e lo Stato di diritto, il che ha aggravato la crisi politica e costituzionale in Georgia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che la Georgia detiene ufficialmente lo status di paese candidato all'adesione all'UE dal dicembre 2023; che il 28 novembre 2024 Irakli Kobakhidze ha annunciato che la Georgia avrebbe ritardato l'avvio dei negoziati di adesione con l'UE e avrebbe respinto l'assistenza finanziaria di quest'ultima fino alla fine del 2028, ignorando l'impegno costituzionale del paese a favore dell'integrazione europea e compromettendo di fatto le aspirazioni sovrane euro-atlantiche della Georgia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che il 28 novembre 2024 sono iniziate in tutto il paese proteste antigovernative di massa pacifiche per chiedere nuove elezioni libere ed eque, la fine della violenza politica e della repressione e il ritorno del paese al suo percorso europeo; che le proteste hanno luogo ininterrottamente da oltre 75 giorni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il 14 dicembre 2024 il parlamento de facto ha tenuto un'"elezione presidenziale" con un unico candidato del partito Sogno georgiano, l'ex calciatore Mikheil Kavelashvili, eletto con 224 voti su 225;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che le autorità autoproclamate della Georgia hanno trascinato il paese in una vera e propria crisi costituzionale e politica, nonché in una crisi dei diritti umani e della democrazia; che tale crisi è stata caratterizzata dalla brutale repressione di manifestanti pacifici, oppositori politici e rappresentanti dei media, con giudici, procuratori e agenti di polizia che hanno attivamente fabbricato accuse amministrative e penali di matrice politica nei confronti di manifestanti, giornalisti ed esponenti dell'opposizione arrestati durante manifestazioni antigovernative pacifiche; che, a dicembre 2024, più di 460 persone erano state arrestate o punite dall'inizio delle proteste e che tale numero aumenta di giorno in giorno;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la polizia antisommossa, deliberatamente priva di codici identificativi, ha disperso con la forza i manifestanti con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua; che numerosi giornalisti hanno riferito di essere stati presi di mira e picchiati, e di aver subito la distruzione delle loro attrezzature e il furto dei loro beni personali; che decine di manifestanti sono stati brutalmente aggrediti e diverse centinaia di persone sono state arrestate; che il difensore civico georgiano ha rivelato che l'80 % delle persone detenute ha riferito di aver subito violenze e trattamenti disumani da parte dei funzionari delle autorità di contrasto; che, nonostante la condanna internazionale, il governo georgiano illegittimo ha conferito medaglie ai funzionari coinvolti nella repressione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che gli organi di informazione indipendenti, tra cui TV formula, TV Mtavari e TV Pirveli, si trovano confrontati a importanti vincoli operativi e finanziari a causa dell'ingerenza del regime, mentre decine di rappresentanti dei media sono soggetti a varie forme di forti pressioni fisiche e psicologiche; che sono stati documentati numerosi attacchi violenti ai danni di giornalisti, tra cui le gravi percosse subite da Aleksandre Keshelashvili, Maka Chikhladze e Giorgi Shetsiruli, e le vessazioni nei confronti del giornalista detenuto Saba Kevkhishvili; che il 12 gennaio 2025 le autorità georgiane hanno arrestato la giornalista Mzia Amaghlobeli, che da allora si trova in custodia cautelare ed è in sciopero della fame per solidarietà con tutti i prigionieri politici in Georgia; che rischia da quattro a sette anni di carcere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che nella notte del 14 gennaio 2025 Giorgi Gakharia, leader dell'opposizione appartenente al partito Per la Georgia ed ex Primo ministro, e Zviad Koridze, giornalista e attivista di Transparency International, sono stati fisicamente aggrediti da funzionari del Sogno georgiano in incidenti distinti nella stessa sede a Batumi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che il 2 febbraio 2025 Nika Melia, leader del partito europeista Akhali, e Gigi Ugulava, ex sindaco di Tbilisi, sono stati arrestati durante le proteste antigovernative e sottoposti a violenze fisiche durante la detenzione; che il 12 gennaio 2025 Elene Khoshtaria, leader del movimento politico Droa, è stata arrestata a Batumi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che le autorità georgiane de facto hanno fatto ricorso a una forza sproporzionata e a una violenza eccessiva nei confronti di manifestanti pacifici e si sono avvalse di arresti di massa arbitrari per contrastare il dissenso; che organizzazioni indipendenti per i diritti umani hanno denunciato maltrattamenti sistematici ai danni dei detenuti, compresa la tortura; che ad oggi non è stato assicurato alla giustizia nessuno dei funzionari delle forze dell'ordine coinvolti nella brutale repressione, negli arresti arbitrari e nei maltrattamenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che le autorità autoproclamate hanno introdotto una nuova normativa draconiana, entrata in vigore il 30 dicembre 2024, e hanno modificato il Codice penale, il Codice sui reati amministrativi e la Legge sulle assemblee e le manifestazioni, imponendo ulteriori restrizioni arbitrarie al diritto alla libertà di espressione e al diritto di riunione pacifica, introducendo, tra l'altro, ingenti ammende per l'affissione di slogan e manifesti di protesta, e conferendo alla polizia il potere di trattenere "preventivamente" per 48 ore le persone sospettate di aver intenzione di violare le norme che disciplinano le riunioni pubbliche; che il 3 febbraio 2025 il partito Sogno georgiano ha presentato un ulteriore progetto di normativa volto a rafforzare i controlli, inasprendo le sanzioni per una serie di reati con l'intenzione di colpire direttamente i manifestanti, gli oppositori e i dissidenti politici, quali pene più severe per "insulti ai funzionari", la criminalizzazione dei blocchi stradali e un aumento della durata della detenzione amministrativa da 15 a 60 giorni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che il 27 gennaio 2025 il Consiglio ha deciso di sospendere alcune parti dell'accordo di facilitazione del rilascio dei visti tra UE e Georgia per diplomatici e funzionari georgiani, ma non ha imposto sanzioni individuali in risposta alla continua repressione; che il governo ungherese e quello slovacco hanno costantemente bloccato l'applicazione di sanzioni efficaci a livello dell'UE, impedendo ai restanti 25 Stati membri (UE-25) di introdurre di fatto sanzioni nei confronti delle autorità autoproclamate della Georgia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che diversi Stati membri, tra cui Lituania, Estonia, Lettonia e Cechia, hanno imposto sanzioni bilaterali contro taluni politici, giudici e altri funzionari georgiani responsabili della brutale repressione nei confronti dei manifestanti, di violazioni dei diritti umani e di abusi dello Stato di diritto; che nel dicembre 2024 gli Stati Uniti hanno sanzionato Bidzina Ivanishvili, oltre al ministro dell'Interno, Vakhtang Gomelauri, e al vicecapo del dipartimento per gli incarichi speciali, Mirza Kezevadze, per il loro coinvolgimento nella repressione brutale messa in atto contro rappresentanti dei media, esponenti dell'opposizione e manifestanti; che il Regno Unito e l'Ucraina hanno imposto sanzioni analoghe nei confronti di funzionari georgiani di alto livello; che Bidzina Ivanishvili, grazie a leggi adottate precipitosamente e adattate alla sua situazione personale, sta trasferendo in Georgia i beni detenuti all'estero in previsione di ulteriori sanzioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che il 29 gennaio 2025 Sogno georgiano ha annunciato che avrebbe ritirato la sua delegazione all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa dopo che quest'ultimo ha chiesto lo svolgimento di nuove elezioni parlamentari realmente democratiche, la liberazione dei prigionieri politici e l'accertamento delle responsabilità degli autori di violenze; che gli esperti delle Nazioni Unite hanno condannato il ricorso sistematico alla repressione e alle violazioni dei diritti umani in Georgia, mentre l'OSCE ha definito tale repressione una grave violazione del diritto alla libertà di riunione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che il partito al governo, Sogno georgiano, ha convocato il nuovo parlamento in violazione della Costituzione del paese, provocando il boicottaggio del parlamento da parte dell'opposizione; che il 5 febbraio 2025 il "parlamento" autoproclamato ha approvato la cessazione anticipata del mandato di 49 dei 61 membri del parlamento esponenti della Coalizione per il cambiamento, del partito Georgia forte e del Movimento nazionale unito, al fine di privarli della loro immunità e agevolarne l'arresto e il perseguimento; che lo stesso "parlamento" ha istituito una commissione incaricata di punire l'ex partito di governo, il Movimento nazionale unito;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che sempre più funzionari pubblici vengono licenziati per essersi dichiarati contrari all'interruzione del processo di adesione della Georgia all'UE; che Sogno georgiano ha modificato le leggi sulla pubblica amministrazione, semplificando le procedure di licenziamento dei dipendenti pubblici, molti dei quali sono stati licenziati per aver partecipato alle proteste, nel chiaro tentativo di mettere a tacere le voci critiche;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna le "autorità" di Sogno georgiano e le esorta a porre immediatamente fine alla repressione violenta nei confronti di manifestanti pacifici, oppositori politici e rappresentanti dei media; sottolinea che le autorità georgiane autoproclamate stanno attualmente violando le libertà e i diritti umani fondamentali e gli obblighi internazionali basilari del paese, compromettendo in tal modo decenni di riforme democratiche guidate dalla classe politica e dalla società civile del paese; considera la Georgia uno Stato tenuto sotto cattura dal regime illegittimo di Sogno georgiano; esprime profondo rammarico per il fatto che il partito al governo, Sogno georgiano, ha abbandonato il suo percorso verso l'integrazione europea e l'adesione alla NATO; ricorda che il regresso democratico in corso e l'adozione di leggi antidemocratiche hanno di fatto sospeso il processo di integrazione della Georgia nell'UE; ribadisce il suo fermo sostegno alle legittime aspirazioni europee del popolo georgiano e al suo desiderio di vivere in un paese prospero e democratico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>non riconosce le autorità autoproclamate del partito Sogno georgiano insediatesi a seguito delle elezioni irregolari del 26 ottobre 2024, che non sono state libere né eque, si sono svolte in violazione delle norme e degli standard democratici e non riflettono la volontà del popolo georgiano; sottolinea che le diffuse frodi elettorali hanno compromesso l'integrità del processo elettorale, messo in dubbio la legittimità dei risultati e minato la fiducia dei cittadini, a livello sia nazionale che internazionale, in qualsiasi nuovo governo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri, nonché i parlamenti nazionali e le istituzioni interparlamentari, a non riconoscere la legittimità del parlamento monopartitico guidato da Sogno georgiano né quella del presidente nominato dal partito stesso; invita pertanto la comunità internazionale ad aderire al boicottaggio delle autorità georgiane autoproclamate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>continua a riconoscere Salome Zourabichvili come legittima presidente della Georgia e rappresentante del popolo georgiano; elogia i suoi sforzi per ricondurre pacificamente il paese su un percorso di sviluppo democratico e filoeuropeo; invita il presidente del Consiglio europeo a invitare la presidente Zourabichvili a rappresentare la Georgia in occasione di una prossima riunione del Consiglio europeo nonché del prossimo vertice della comunità politica europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che l'attuale crisi politica e costituzionale in Georgia può essere risolta solo mediante nuove elezioni parlamentari; chiede che nei prossimi mesi si tengano nuove elezioni in Georgia in un contesto elettorale migliorato, sotto la supervisione di un'amministrazione elettorale indipendente e imparziale e una scrupolosa osservazione internazionale, al fine di garantire un processo realmente equo, libero e trasparente; incoraggia gli Stati membri e i funzionari dell'UE a chiedere con fermezza nuove elezioni e a subordinare esplicitamente qualsiasi impegno futuro alla fissazione di una nuova data per le elezioni parlamentari e all'istituzione di un meccanismo per garantire che siano libere ed eque;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>invita il Consiglio e gli Stati membri, in particolare l'UE-25, a imporre, in maniera bilaterale e coordinata, sanzioni personali immediate e mirate nei confronti di Bidzina Ivanishvili, della sua famiglia e delle sue società, nonché a congelarne tutti i beni detenuti nell'UE, in quanto ha contribuito al deterioramento del processo politico in Georgia, ha favorito il regresso democratico e ha agito contrariamente agli interessi di integrazione euro-atlantica del paese sanciti dalla Costituzione; invita il governo francese a revocare la Legione d'onore conferita a Bidzina Ivanishvili e a imporre sanzioni individuali nei suoi confronti; accoglie con favore, a tale riguardo, le sanzioni bilaterali imposte da Estonia, Lettonia, Lituania e Cechia, nonché quelle già imposte dagli Stati Uniti e dal Regno Unito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri, in particolare l'UE-25, a imporre, in maniera bilaterale e coordinata, sanzioni personali ai funzionari e ai leader politici georgiani responsabili del regresso democratico, delle frodi elettorali, delle violazioni dei diritti umani e delle persecuzioni nei confronti di oppositori politici e attivisti, tra cui Irakli Kobakhidze, Shalva Papuashvili, Vakhtang Gomelauri, Kakha Kaladze, sindaco di Tbilisi e segretario generale del partito al governo Sogno georgiano, e Irakli Garibashvili, presidente di Sogno georgiano; invita altresì l'UE e i suoi Stati membri a estendere tali sanzioni ai giudici, compresi quelli della Corte costituzionale della Georgia, che emettono sentenze di matrice politica, e ai rappresentanti delle autorità di contrasto, nonché ai facilitatori finanziari che, tacitamente o apertamente, sostengono il regime, come pure ai proprietari di organi di informazione allineati al regime, come TV Imedi, Pos TV e Rustavi 2 TV, alla luce del ruolo che questi svolgono nel diffondere la disinformazione e del tentativo di manipolare il dibattito pubblico al fine di sostenere il controllo autoritario del partito attualmente al governo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>invita il Consiglio e gli Stati membri a imporre sanzioni alla rete di facilitatori di Bidzina Ivanishvili, ai membri dell'élite, agli operatori finanziari corrotti, ai propagandisti e a coloro che agevolano l'apparato repressivo dello Stato, tra cui Ekaterine Khvedelidze, Uta Ivanishvili, Tsotne Ivanishvili, Bera Ivanishvili, Gvantsa Ivanishvili, Alexander Ivanishvili, Shmagi Kobakhidze, Ucha Mamatsashvili, Natia Turnava, Ivane Chkhartishvili, Sulkhan Papashvili, Giorgi Kapanadze, Tornike Rizhvadze, Ilia Tsulaia, Kakha Bekauri, Lasha Natsvlishvili, Vasil Maglaperidze, Grigol Liluashvili, Mikheil Chinchaladze, Levan Murusidze, Irakli Rukhadze, Tinatin Berdzenishvili, Tamaz Gaiashvili, Anton Obolashvili e Gocha Enukidze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>è del parere che le misure adottate finora dall'UE in risposta al palese regresso democratico e al mancato rispetto degli impegni precedentemente assunti non riflettano ancora pienamente la gravità della situazione in Georgia e i recenti sviluppi; accoglie con favore la decisione del Consiglio di sospendere il regime di esenzione dal visto per i diplomatici e i funzionari georgiani, ma ritiene che tale sospensione rappresenti solo un primo passo cui devono seguire misure più severe; deplora il fatto che i governi di Ungheria e Slovacchia abbiano bloccato le decisioni del Consiglio relative all'imposizione di sanzioni nei confronti dei responsabili del regresso democratico in Georgia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>evidenzia che il rispetto dei diritti fondamentali è una condizione essenziale dei parametri di riferimento dell'UE per la liberalizzazione dei visti; rinnova l'invito alla Commissione e al Consiglio a rivedere lo status di esenzione dal visto della Georgia, eventualmente sospendendolo qualora si ritenga che le norme dell'UE in materia di governance e libertà democratiche non siano rispettate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>condanna fermamente la violenza e la repressione brutali perpetrate dal regime georgiano al potere nei confronti di manifestanti pacifici dal 28 novembre 2024; chiede il rilascio immediato e senza condizioni di tutti i prigionieri politici e delle persone arrestate durante le proteste antigovernative; chiede la liberazione della giornalista Mzia Amaghlobeli, la quale è in sciopero della fame da oltre quattro settimane a causa della sua ingiusta detenzione e che rischia di subire conseguenze critiche, irreversibili e potenzialmente letali; denuncia l'aggressione e il pestaggio dell'ex primo ministro Giorgi Gakharia, che ne hanno causato il ricovero in ospedale, cui è seguito l'arresto di leader politici, tra cui Nika Melia e Gigi Ugulava, avvenuto il 2 febbraio 2025 in una sconvolgente escalation di violenza orchestrata dallo Stato per mano del partito Sogno georgiano e dei suoi alleati contro manifestanti pacifici e politici dell'opposizione; rammenta che Elene Khoshtaria è stata arrestata il 12 gennaio 2025 a Batumi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ribadisce la sua solidarietà al popolo georgiano e alla sua dinamica società civile, che lottano per i loro diritti democratici legittimi e per il futuro europeo del paese; esorta il governo georgiano a invertire l'attuale rotta politica e a tornare a realizzare la volontà del popolo georgiano di proseguire le riforme democratiche che riaprirebbero la prospettiva di una futura adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>	condanna con fermezza l'adozione di leggi draconiane che impongono restrizioni ingiustificate alle libertà di espressione e di riunione pacifica e chiede l'annullamento di tali leggi repressive recentemente adottate; esorta le autorità georgiane a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutti coloro che sono stati arrestati per aver esercitato pacificamente i loro diritti fondamentali alle libertà di espressione e di riunione pacifica e a garantire indagini tempestive, approfondite e imparziali per tutte le accuse relative al ricorso illegale e sproporzionato alla forza da parte delle autorità di contrasto; ritiene che il sistema giudiziario georgiano sia stato utilizzato come arma per mettere a tacere il dissenso, incutere paura e soffocare la libertà di parola;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>invita le autorità georgiane ad adottare provvedimenti immediati per garantire la sicurezza e la libertà dei giornalisti e a indagare su tutti i casi di violenza e comportamenti illeciti da parte delle autorità di contrasto; sottolinea l'importanza di promuovere un ambiente democratico in cui i media, la società civile e l'opposizione possano operare liberamente senza timore di ritorsioni o censura;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>chiede un'indagine indipendente, trasparente e imparziale sulle brutalità commesse dalla polizia e sull'uso eccessivo della forza contro manifestanti pacifici; chiede che i responsabili di violazioni dei diritti umani, compresi i funzionari delle autorità di contrasto e del governo che ordinano atti di repressione, siano chiamati a rispondere pienamente dinanzi alla legge;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>denuncia l'apertura di un'indagine da parte della procura, l'8 febbraio 2025, nei confronti di organizzazioni non governative accusate di sabotaggio aggravato, tentato sabotaggio e assistenza a organizzazioni straniere e sotto il controllo estero in attività ostili volte a minare gli interessi dello Stato georgiano, per le quali potrebbero essere condannate a pene di diversi anni; ritiene che tale azione rappresenti un'ulteriore escalation della repressione da parte del regime, un uso improprio del sistema giudiziario e un'accelerazione del regresso democratico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>condanna la campagna generalizzata di attacchi condotta dalle autorità georgiane al fine di diffamare le organizzazioni della società civile e autorevoli donatori internazionali che sostengono la democrazia, lo Stato di diritto e la tutela dei diritti umani in Georgia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>denuncia la cessazione del mandato di 49 deputati dell'opposizione da parte del partito Sogno georgiano quale segno di un ulteriore regresso democratico e ritiene che questa sia l'ultima mossa del partito nel contesto del suo attacco al pluralismo politico del paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>	accoglie con favore la decisione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa di contestare le credenziali della delegazione parlamentare della Georgia a causa del regresso democratico e delle violazioni dei diritti umani; sostiene l'invito dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa affinché la Georgia avvii immediatamente un processo inclusivo che coinvolga tutti gli attori politici e sociali, compresi il partito al potere, l'opposizione e la società civile, al fine di affrontare con urgenza le carenze e le mancanze rilevate durante le recenti elezioni parlamentari e di creare un contesto elettorale propizio allo svolgimento di nuove elezioni realmente democratiche, che dovrebbero essere annunciate nei prossimi mesi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>osserva che la Georgia, una volta in prima linea nell'integrazione euro-atlantica, sta vivendo un processo accelerato di regresso democratico, in quello che sembra essere un tentativo deliberato di dimostrare che la volontà del popolo georgiano non determina più il futuro del paese, che potrebbe portare il paese ad intraprendere un percorso di sviluppo politico analogo a quello bielorusso, passando dall'attuale Stato autoritario a un regime dittatoriale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>deplora la decisione di Irakli Kobakhidze di sospendere i negoziati di adesione e di respingere i finanziamenti dell'UE fino alla fine del 2028; ricorda che da tutti i sondaggi emerge sistematicamente l'enorme sostegno del popolo georgiano a favore di un futuro euro-atlantico; esprime forte sostegno alle aspirazioni euro-atlantiche del popolo georgiano;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>chiede una revisione immediata ed esaustiva della politica dell'UE nei confronti della Georgia in ragione del regresso democratico; invita la Commissione a rivedere l'accordo di associazione UE-Georgia alla luce della violazione da parte delle autoproclamate autorità georgiane dei principi generali di cui all'articolo 2, in particolare il rispetto dei principi democratici, dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali; sottolinea che il mancato rispetto degli obblighi può comportare la sospensione condizionale della cooperazione economica e dei privilegi concessi dall'accordo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>accoglie con favore la decisione della Commissione di privare le autorità georgiane di tutto il sostegno di bilancio e di sospendere l'avvio di qualsiasi progetto di investimento futuro; incoraggia la Commissione a sospendere qualunque sostegno finanziario ai progetti in corso; chiede una moratoria su tutti i progetti di investimento nel settore della connettività; invita la Commissione a iniziare a individuare i settori economici di rilievo per gli interessi oligarchici che sostengono e appoggiano l'attuale regime autoritario in vista di un'eventuale futura decisione in merito a misure restrittive o sanzioni economiche; invita la Commissione a iniziare a individuare i progetti nell'ambito della connettività che sostengono e appoggiano l'attuale regime autoritario e a valutarne la sospensione fino a quando non saranno organizzate nuove elezioni parlamentari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>condanna il clima di intimidazione e polarizzazione alimentato dalle dichiarazioni di rappresentanti del governo e leader politici georgiani, nonché dagli attacchi contro il pluralismo politico, anche attraverso allarmanti episodi di intimidazione e violenza nei confronti delle forze politiche democratiche georgiane e attraverso le reiterate minacce di vietare i partiti di opposizione, di arrestarne i leader e persino i semplici sostenitori, e di mettere a tacere il dissenso; sottolinea che, qualora non vengano ripristinate appieno le norme democratiche della Georgia, si assisterà a un ulteriore deterioramento delle relazioni UE-Georgia, che renderà impossibile qualunque progresso verso l'adesione all'UE e si tradurrà in sanzioni aggiuntive;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>invita la Commissione a riassegnare tempestivamente i 120 milioni di EUR congelati, inizialmente destinati a sostenere le autorità georgiane, al fine di rafforzare il sostegno dell'UE alla società civile georgiana, in particolare al settore non governativo e ai media indipendenti, che sono sempre più soggetti a indebite pressioni da parte del partito politico al governo e delle autorità, nonché di sostenere programmi che promuovano la resilienza democratica e l'integrità elettorale; chiede che i meccanismi di finanziamento dell'UE siano adeguati per tenere conto delle esigenze che emergono in un contesto più ostile e antidemocratico; sottolinea l'urgenza di sostenere la società civile alla luce della crescente repressione e della sospensione delle attività dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale ed esorta, pertanto, la Commissione ad intensificare il sostegno senza indugio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>esprime profonda preoccupazione dinanzi all'accresciuta influenza russa nel paese e alle azioni del partito al governo Sogno georgiano intese a perseguire una politica di ravvicinamento e collaborazione con la Russia, nonostante la strisciante occupazione del territorio georgiano da parte di quest'ultima; deplora, a tale riguardo, la crescente retorica ostile e anti-occidentale dei rappresentanti del partito Sogno georgiano nei confronti dei partner strategici occidentali della Georgia, tra cui l'UE, i suoi deputati e funzionari, come pure il sostegno di Sogno georgiano alla disinformazione e alla manipolazione russe;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>ribadisce con forza la sua urgente richiesta di rilasciare immediatamente l'ex presidente Mikheil Saakashvili per motivi umanitari, in particolare affinché possa ricevere cure mediche all'estero; sottolinea che le autorità autoproclamate sono pienamente e inconfutabilmente responsabili della vita, della salute, della sicurezza e del benessere dell'ex presidente Mikheil Saakashvili e devono essere chiamate a rispondere pienamente di qualsiasi danno possa subire; invita inoltre le autorità del partito Sogno georgiano a garantire che ai deputati al Parlamento europeo sia consentito un accesso senza restrizioni a Mikheil Saakashvili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e alle autorità autoproclamate della Georgia.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>