<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0031</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0022/2025 - Relatore: Fernando Navarrete Rojas)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025 (2024/2112(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e in particolare gli articoli 121, 126 e 136,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il protocollo n. 1 al trattato sull'Unione europea (TUE) e al TFUE sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il protocollo n. 2 al TUE e al TFUE sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il protocollo n. 12 al TUE e al TFUE sulla procedura per i disavanzi eccessivi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1263, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1263/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1264 del Consiglio, del 29 aprile 2024, recante modifica del regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1264, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1264/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2024/1265 del Consiglio, del 29 aprile 2024, recante modifica della direttiva 2011/85/UE relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1265, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1265/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) n. 1173/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativo all'effettiva esecuzione della sorveglianza di bilancio nella zona euro<FOOTNOTE><FIELD> GU L 306 del 23.11.2011, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1173/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) n. 1174/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nella zona euro<FOOTNOTE><FIELD> GU L 306 del 23.11.2011, pag. 8, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1174/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici<FOOTNOTE><FIELD> GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1176/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) n. 472/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri nella zona euro che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria<FOOTNOTE><FIELD> GU L 140 del 27.5.2013, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/472/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro<FOOTNOTE><FIELD> GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/473/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/2092/oj.</FIELD></FOOTNOTE> (regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza<FOOTNOTE><FIELD> GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj.</FIELD></FOOTNOTE> (regolamento RRF),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le previsioni economiche della primavera 2024, pubblicate dalla Commissione il 15 maggio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le previsioni economiche dell'autunno 2024, pubblicate dalla Commissione il 15 novembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Debt Sustainability Monitor (modello di sorveglianza della sostenibilità del debito) della Commissione per il 2023, pubblicato il 22 marzo 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la comunicazione della Commissione del 17 dicembre 2024 intitolata "Relazione sul meccanismo di allerta 2025" (COM(2024)0702) e la raccomandazione della Commissione, del 17 dicembre 2024, di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM(2024)0704),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, dell'8 marzo 2023, dal titolo "Orientamenti di politica di bilancio per il 2024" (COM(2023)0141),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della Commissione del 19 giugno 2024, elaborata a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (COM(2024)0598),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 aprile 2024, sulla politica economica della zona euro<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/2807, 23.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2807/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la valutazione dell'orientamento di bilancio appropriato per la zona euro nel 2025, del 3 luglio 2024, del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione dell'Eurogruppo, del 15 luglio 2024, sull'orientamento di bilancio nella zona euro nel 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione annuale per il 2024 del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche, pubblicata il 2 ottobre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 19 giugno 2024, dal titolo "Semestre europeo 2024 – Pacchetto di primavera" (COM(2024)0600),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 17 dicembre 2024, dal titolo "Semestre europeo 2025 – Pacchetto d'autunno" (COM(2024)0700),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la comunicazione della Commissione, dell'11 dicembre 2019, dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640), l'accordo di Parigi adottato il 12 dicembre 2015 nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'ottavo programma di azione per l'ambiente fino al 2030,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la proclamazione interistituzionale sul pilastro europeo dei diritti sociali del 17 novembre 2017<FOOTNOTE><FIELD> GU C 428 del 13.12.2017, pag. 10.</FIELD></FOOTNOTE> e la comunicazione della Commissione, del 4 marzo 2021, dal titolo "Piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali" (COM(2021)0102),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 21 gennaio 2021 sull'accesso a un alloggio dignitoso e a prezzi abbordabili per tutti<FOOTNOTE><FIELD> GU C 456 del 10.11.2021, pag. 145.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il documento di Ursula von der Leyen, candidata alla carica di Presidente della Commissione europea, del 18 luglio 2024, dal titolo "La scelta dell'Europa – Orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029" e la dichiarazione resa da Valdis Dombrovskis, commissario per l'Economia e la produttività, l'attuazione e la semplificazione, in occasione della sua audizione di conferma del 7 novembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento di lavoro del Fondo monetario internazionale 24/181, dell'agosto 2024, dal titolo "Taming Public Debt in Europe: Outlook, Challenges, and Policy Response" (Arginare il debito pubblico in Europa: prospettive, sfide e risposta politica),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del "Fiscal Monitor" del Fondo monetario internazionale dal titolo "Putting a Lid on Public Debt" (Mettere un freno al debito pubblico) dell'ottobre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione speciale 13/2024 della Corte dei conti europea dal titolo "Assorbimento dei fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza – Progressi a rilento: rimangono a rischio il completamento delle misure e, quindi, il conseguimento degli obiettivi del dispositivo stesso",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'analisi approfondita dal titolo "The new economic governance framework: implications for monetary policy" (Il nuovo quadro di governance economica: implicazioni per la politica monetaria), pubblicata dalla direzione generale delle Politiche interne il 20 novembre 2024<FOOTNOTE><FIELD> Documento di dialogo monetario – "The new economic governance framework: implications for monetary policy ", Darvas, Z. et al. per il Parlamento europeo, direzione generale delle Politiche interne, unità Controllo della governance economica e dell'UEM, 20 novembre 2024.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'analisi approfondita dal titolo "Economic Dialogue with the European Commission on EU Fiscal Surveillance" (Dialogo economico con la Commissione europea sulla sorveglianza di bilancio dell'UE), pubblicata dalla sua direzione generale delle Politiche interne il 1º dicembre 2024<FOOTNOTE><FIELD> Analisi approfondita – "Economic Dialogue with the European Commission on EU Fiscal Surveillance", Parlamento europeo, direzione generale delle Politiche interne, unità Controllo della governance economica e dell'UEM, 1º dicembre 2024.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Mario Draghi, del 9 settembre 2024, dal titolo "The future of European Competitiveness" (Il futuro della competitività europea) ("relazione Draghi"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A10-0022/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il semestre europeo svolge un ruolo essenziale nel coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri e salvaguarda in tal modo la stabilità macroeconomica dell'Unione economica e monetaria;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che il semestre europeo mira a promuovere una crescita sostenibile, inclusiva e competitiva, l'occupazione, la stabilità macroeconomica e finanze pubbliche sane in tutta l'UE, al fine di garantire una convergenza duratura verso l'alto delle prestazioni economiche, sociali e ambientali degli Stati membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che il semestre europeo 2024 ha segnato il primo ciclo di attuazione del nuovo quadro di governance economica, entrato in vigore il 30 aprile 2024, che guida l'UE e i suoi Stati membri attraverso una fase transitoria;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la raccomandazione del Consiglio del 2024 sulla politica economica della zona euro invita gli Stati membri ad agire, sia individualmente che collettivamente, per rafforzare la competitività, migliorare la resilienza economica e sociale, preservare la stabilità macrofinanziaria e mantenere un livello elevato di investimenti pubblici a sostegno delle transizioni verde e digitale; che la stabilità di bilancio è fondamentale sia per standard sociali elevati e sostenibili nell'UE che per la sua competitività;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che i principali obiettivi del nuovo quadro di governance economica sono rafforzare la sostenibilità del debito e la crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri, nonché consentire a tutti gli Stati membri di intraprendere le riforme e gli investimenti necessari nelle priorità comuni dell'UE, che comprendono i) una transizione verde e digitale equa, ii) la resilienza sociale ed economica, compreso il pilastro europeo dei diritti sociali, iii) la sicurezza energetica e iv) lo sviluppo di capacità di difesa; che le disparità nella capacità di bilancio tra gli Stati membri ostacolano investimenti equi nelle priorità strategiche e indeboliscono la coesione all'interno del mercato unico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che i valori di riferimento massimi, pari al 3 % per il rapporto fra il disavanzo pubblico e il PIL e al 60 % per il rapporto fra il debito pubblico e il PIL, sono definiti nel TFUE; che il disavanzo nominale e il rapporto debito pubblico/PIL dell'UE rimangono al di sopra dei valori di riferimento; che il disavanzo nominale e il rapporto debito pubblico/PIL variano all'interno dell'UE, con situazioni significativamente divergenti tra i vari Stati membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che nel 2024 sono state avviate, o sono rimaste aperte, procedure per i disavanzi eccessivi per otto Stati membri; che alcuni Stati membri non sono stati sottoposti a una procedura per i disavanzi eccessivi, pur avendo un disavanzo superiore al 3 % del PIL nel 2023, secondo quanto deciso dal Consiglio e dalla Commissione a seguito di una valutazione equilibrata di tutti i fattori pertinenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che, dall'istituzione di tale procedura nel 2011, il Consiglio non ha avviato alcuna procedura relativa agli squilibri macroeconomici; che, in conformità alla sua relazione sul meccanismo di allerta, la Commissione europea effettuerà un esame approfondito per dieci paesi che nel 2025 hanno presentato squilibri macroeconomici o squilibri eccessivi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'efficacia di un quadro dipende in larga misura da una sua attuazione corretta, trasparente ed efficace fin dall'inizio, che tenga conto dei punti di partenza degli Stati membri e delle singole sfide cui sono confrontati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la presentazione tempestiva dei piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine e dei documenti programmatici di bilancio è un prerequisito per l'attuazione efficace e la credibilità delle nuove norme; che i primi piani nazionali fiscali e di bilancio sono già stati valutati dal Consiglio; che la parità di trattamento degli Stati membri e il rispetto dei requisiti di cui al regolamento (UE) 2024/1263 per quanto riguarda i piani di bilancio sono necessari per l'efficace attuazione del quadro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che le prospettive economiche per l'UE rimangono molto incerte e che vi è un crescente rischio che eventi o situazioni future incidano negativamente sull'economia; che l'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e i conflitti in Medio Oriente alimentano i rischi geopolitici e evidenziano la vulnerabilità energetica dell'Europa; che l'aumento delle misure protezionistiche da parte dei partner commerciali può incidere sul commercio mondiale, il che potrebbe avere ripercussioni negative sull'economia dell'UE; che le attuali tensioni geopolitiche hanno dimostrato che l'UE deve rafforzare ulteriormente la propria autonomia strategica aperta e rimanere competitiva nel mercato mondiale, garantendo al contempo che nessuno sia lasciato indietro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che l'attuazione del quadro riveduto di governance economica dovrebbe portare a un orientamento di bilancio restrittivo per l'intera zona euro, pari allo 0,5 % del PIL nel 2024 e allo 0,25 % del PIL nel 2025; che è necessaria una discussione politica per assicurare livelli di investimento pubblico adeguati dopo la scadenza del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) nel 2026;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la relazione Draghi sottolinea che il divario tra l'UE e gli Stati Uniti nel livello del PIL ai prezzi del 2015 si è gradualmente ampliato, passando da poco più del 15 % nel 2002 al 30 % nel 2023, e stima che i necessari investimenti annuali supplementari da parte dell'UE ammontino a 800 miliardi di EUR, di cui 450 miliardi di EUR per la transizione energetica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che la nuova Commissione si è prefissata come obiettivo di essere una "Commissione per gli investimenti"; che nell'UE è necessario discutere su come affrontare la significativa carenza di investimenti e ridurre i costi di finanziamento; che tale quadro, se del caso, dovrebbe essere rafforzato da strumenti di investimento e mezzi a livello dell'UE progettati per ridurre al minimo i costi per i contribuenti dell'UE e a massimizzare l'efficienza nella fornitura di beni pubblici europei;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che gli Stati membri devono disporre dei meccanismi di controllo e di audit necessari a garantire il rispetto dello Stato di diritto e tutelare gli interessi finanziari dell'UE, in particolare per prevenire le frodi, la corruzione, i conflitti di interessi e garantire la trasparenza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che è importante aumentare la quota di raccomandazioni specifiche per paese "pienamente attuate" e instaurare un legame più stretto con le rispettive relazioni per paese, al fine di contribuire a una governance economica più efficace;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF> <ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>osserva che, negli ultimi anni, l'UE ha dimostrato un elevato grado di resilienza e di unità di fronte a gravi shock grazie, tra le altre cose, a una risposta politica coordinata che coinvolge tutte le istituzioni dell'UE e a un approccio flessibile agli strumenti nuovi ed esistenti a disposizione; ricorda inoltre che promuovere una crescita sostenibile a lungo termine significa promuovere un equilibrio tra politiche di bilancio responsabili, riforme strutturali e investimenti che, insieme, aumentano l'efficienza, la produttività, l'occupazione e la prosperità e comportano anche il rafforzamento della competitività, la promozione del mercato unico, lo sviluppo di politiche di crescita economica e la revisione del quadro normativo per attrarre investimenti; sottolinea la necessità fondamentale di una crescita economica sostenibile, inclusiva e competitiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>osserva che il coordinamento delle politiche economiche è fondamentale per il successo dell'Unione economica e monetaria; ricorda che il semestre europeo è il quadro consolidato per il coordinamento delle politiche fiscali, economiche, occupazionali e sociali in tutta l'UE, in linea con i trattati, nel rispetto delle competenze nazionali definite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>prende atto dell'impegno della Commissione a garantire che il semestre europeo promuova il coordinamento delle politiche per la competitività, la sostenibilità e l'equità sociale, nonché l'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e del pilastro europeo dei diritti sociali; osserva che il Green Deal europeo rimane un progetto fondamentale per la Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea che una politica industriale integrata, coordinata, mirata e orizzontale è essenziale per aumentare gli investimenti nella capacità di innovazione dell'UE, rafforzando nel contempo la competitività e l'integrità del mercato unico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>evidenzia che investimenti pubblici e privati sono fondamentali per far sì che l'UE abbia la capacità di far fronte alle sfide esistenti, tra cui lo sviluppo della capacità di innovare dell'UE e l'attuazione della transizione verde e digitale giusta, e che aumenteranno la resilienza, la competitività a lungo termine e l'autonomia strategica dell'UE; richiama l'attenzione sulla necessità di investimenti strategici nelle interconnessioni energetiche, nelle energie a basse emissioni di carbonio (come le energie rinnovabili) e nell'efficienza energetica al fine, tra l'altro, di i) rendere l'UE indipendente dalle importazioni di combustibili fossili e prevenire i possibili effetti inflazionistici della dipendenza da tali combustibili, ii) modernizzare i sistemi di produzione e iii) promuovere la coesione sociale; rammenta che la concretizzazione dei rischi fisici legati ai cambiamenti climatici può incidere molto sulle finanze pubbliche, come dimostrato dalle inondazioni a Valencia nell'ottobre 2024 e dal ciclone che ha devastato Mayotte nel dicembre 2024; invita gli Stati membri a effettuare gli investimenti necessari per migliorare la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi nonché la resilienza dell'economia dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>invita la Commissione a presentare iniziative, sulla base della dichiarazione di Budapest, per rendere l'UE più competitiva, produttiva, innovativa e sostenibile, basandosi sulla coesione economica, sociale e territoriale e garantendo la convergenza e parità di condizioni sia all'interno dell'Unione che a livello mondiale; prende atto dello sviluppo di un nuovo strumento di coordinamento della competitività; si attende che la Commissione chiarisca le modalità con cui tale strumento interagirà con il semestre europeo; sottolinea l'importanza di sostenere le micro, piccole e medie imprese quali motori principali della crescita economica e dell'occupazione all'interno dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sottolinea la necessità di promuovere un ecosistema imprenditoriale dinamico che sostenga gli innovatori, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nel promuovere la competitività mondiale, la resilienza economica, la creazione di posti di lavoro e l'autonomia strategica aperta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>apprezza le raccomandazioni della Commissione relative alla politica economica nella zona euro, che esortano gli Stati membri a migliorare la competitività e a promuovere la produttività mediante un accesso migliorato ai finanziamenti per le imprese, la riduzione degli oneri amministrativi e investimenti pubblici e privati in settori che rappresentano priorità comuni dell'UE, tra cui i) una transizione verde e digitale equa, ii) la resilienza sociale ed economica, compreso il pilastro europeo dei diritti sociali, iii) la sicurezza energetica e iv) lo sviluppo di capacità di difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>accoglie con favore la raccomandazione della Commissione secondo cui, nel definire le strategie di bilancio, gli Stati membri della zona euro dovrebbero mirare a migliorare la qualità e l'efficienza della spesa pubblica e delle entrate pubbliche, che sono essenziali per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, riducendo al contempo al minimo gli impatti negativi e distorsivi sulla crescita economica; sottolinea che ciò potrebbe essere conseguito, tra l'altro, aumentando il coordinamento europeo e riducendo l'elusione e l'evasione fiscali; accoglie con favore la conclusione della relazione Draghi, secondo cui è necessaria una riduzione coordinata dell'imposizione dei redditi da lavoro per i lavoratori a basso e medio reddito al fine di promuovere la competitività dell'UE; ricorda la competenza degli Stati membri in materia di politica fiscale; invita gli Stati membri a reindirizzare l'onere fiscale dal reddito a basi imponibili meno distorsive;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>evidenzia la necessità di creare riserve di bilancio per affrontare le sfide in materia di sostenibilità di bilancio, garantire risorse sufficienti per gli investimenti e far fronte a potenziali crisi e shock futuri; sottolinea l'importanza di promuovere una crescita competitiva, sostenibile e inclusiva a sostegno della stabilità e della resilienza di bilancio a lungo termine;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Prospettive economiche per l'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che, secondo le previsioni economiche della Commissione dell'autunno 2024, è attesa una crescita del PIL dell'UE dello 0,9 % (0,8 % nella zona euro) nel 2024, dell'1,5 % (1,3 % nella zona euro) nel 2025 e dell'1,8 % (1,6 % nella zona euro) nel 2026; ricorda che tali cifre riflettono una ripresa graduale, ma anche un'espansione economica limitata rispetto a cicli economici precedenti; rileva che le prospettive economiche per l'UE rimangono molto incerte e che è probabile che i rischi incidano negativamente sulla crescita economica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>osserva che il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare fino all'83,0 % nell'UE e all'89,6 % nella zona euro nel 2025 e all'83,4 % nell'UE e al 90 % nella zona euro nel 2026, quando il divario tra prodotto effettivo e potenziale (output gap) sarà praticamente colmato sia nell'UE che nella zona euro, e che si tratta di valori più alti rispetto ai livelli del 2024 (82,4 % per l'UE e 89,1 % per la zona euro);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>ricorda che l'andamento del rapporto debito pubblico/PIL varia da paese a paese; sottolinea che l'incertezza politica e i rischi geopolitici possono contribuire in modo significativo ad aumentare il costo dei prestiti sui mercati finanziari per gli Stati membri; osserva che livelli insostenibili di debito potrebbero compromettere la stabilità economica e ridurre la resilienza economica e la capacità di rispondere alle crisi degli Stati membri; sottolinea che secondo le previsioni nel 2024 e 2025 11 Stati membri della zona euro dovrebbero avere un rapporto debito/PIL superiore al valore di riferimento del 60 % stabilito dal trattato e che cinque di questi rimarrebbero al di sopra del 100 %;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>osserva che, secondo le previsioni economiche d'autunno della Commissione per il 2024, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nell'UE e nella zona euro dovrebbe calare rispettivamente al 3,1 % e al 3 % del PIL nel 2024 e diminuire ulteriormente al 3 % e al 2,9 % del PIL nel 2025 e al 2,9 % e al 2,8 % del PIL nel 2026; sottolinea che nel 2024 dieci Stati membri dell'UE dovrebbero registrare un disavanzo superiore al valore di riferimento del 3 % del PIL indicato nel trattato; sottolinea che tale cifra rimarrà stabile nel 2025 e che nel 2026 per la maggior parte degli Stati membri sono previste posizioni di bilancio più deboli rispetto a quelle precedenti la pandemia (2019), mentre nove Stati membri continueranno a presentare un disavanzo superiore al 3 %;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>osserva che otto Stati membri presentano disavanzi eccessivi; ricorda che il Consiglio ha adottato misure correttive e invita gli Stati membri interessati ad adottare provvedimenti per ridurre i disavanzi eccessivi minimizzando nel contempo l'impatto socioeconomico; ricorda l'importanza della coerenza nell'applicazione della procedura per i disavanzi eccessivi agli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>osserva che, secondo le previsioni economiche d'autunno della Commissione per il 2024, l'inflazione dovrebbe calare dal 2,6 % nel 2024 al 2,4 % nel 2025 e al 2 % nel 2026 nell'UE, e dal 2,4 % nel 2024 al 2,1 % nel 2025 e all'1,9 % nel 2026 nella zona euro; ricorda che, sebbene tale riduzione sia uno sviluppo positivo, l'inflazione di fondo continua ad essere relativamente elevata, il che indica persistenti pressioni inflazionistiche; osserva che la politica di bilancio può sostenere la politica monetaria nel ridurre l'inflazione e nel contempo salvaguardare la sostenibilità di bilancio e che dovrebbe fornire un margine sufficiente per altri investimenti e sostenere la crescita a lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>osserva che la Commissione non è stata in grado di presentare contemporaneamente l'analisi annuale della crescita sostenibile, la relazione sul meccanismo di allerta, il progetto di raccomandazione per la zona euro e il progetto di relazione comune sull'occupazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>osserva che, secondo la relazione 2025 della Commissione sul meccanismo di allerta, nel 2025 saranno preparati esami approfonditi per i nove paesi nei quali erano stati individuati squilibri o squilibri eccessivi nel 2024, mentre un altro Stato membro dovrebbe essere sottoposto a un altro esame approfondito, in quanto presenta rischi particolari di nuovi squilibri emergenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>sottolinea che gli alloggi sono direttamente interconnessi con gli squilibri macroeconomici nella zona euro, con implicazioni dannose per la resilienza economica, il dinamismo e il progresso sociale e per la mobilità regionale e all'interno dell'UE; esprime preoccupazione per la probabilità che i prezzi degli alloggi aumentino in alcuni Stati membri e per la possibilità che diventi difficile frenarli in assenza di una strategia olistica;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Revisione del quadro di governance economica dell'UE e sua effettiva attuazione</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>ricorda che la riforma mira a rendere il quadro più semplice, più trasparente e più efficace, con una maggiore titolarità nazionale e una migliore applicazione, differenziando nel contempo tra gli Stati membri in base ai rispettivi punti di partenza, il che rappresenta un passo avanti nel porre fine all'approccio "unico valido per tutti" alla luce delle considerazioni specifiche per paese in materia di sostenibilità di bilancio inerenti al percorso della spesa netta; rammenta inoltre che la riforma mira a rafforzare la sostenibilità di bilancio attraverso aggiustamenti graduali e su misura, integrati da riforme e investimenti, e a promuovere politiche di bilancio anticicliche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>riconosce che le nuove norme di bilancio offrono maggiore flessibilità e incentivi connessi agli investimenti e alle riforme nazionali necessari per affrontare le sfide economiche, sociali e geopolitiche cui l'UE deve rispondere; riconosce che le risorse finanziarie e i contributi provenienti dai bilanci nazionali differiscono da uno Stato membro all'altro; accoglie con favore che l'indicatore della spesa netta escluda tutti i cofinanziamenti nazionali nei programmi finanziati dall'UE, offrendo agli Stati membri un maggiore margine di bilancio per investire nelle priorità comuni dell'UE, come stabilito nel regolamento (UE) 2024/1263, contribuendo in tal modo a rafforzare le sinergie tra il bilancio dell'UE e i bilanci nazionali, riducendo così la frammentazione e aumentando l'efficienza complessiva della spesa pubblica in alcuni settori, come la difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>evidenzia che l'analisi della sostenibilità del debito svolge un ruolo fondamentale nelle norme di bilancio rivedute dell'UE; è del parere che il ruolo discrezionale della Commissione nell'analisi della sostenibilità del debito richieda che le pertinenti valutazioni siano pienamente trasparenti, prevedibili, replicabili e stabili; invita la Commissione a esaminare i possibili miglioramenti metodologici, come la valutazione degli effetti di ricaduta tra gli Stati membri, e a informare debitamente il Parlamento al riguardo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>prende atto dell'applicazione incoerente del quadro delle norme di bilancio da parte della Commissione in passato e delle difformità nel rispetto delle norme da parte degli Stati membri; sottolinea che è essenziale che il nuovo quadro garantisca la parità di trattamento degli Stati membri; afferma che un quadro efficace dipende in larga misura da un'attuazione corretta, trasparente ed efficace fin dall'inizio, che tenga nel contempo conto dei punti di partenza degli Stati membri e delle singole sfide cui sono confrontati; prende atto delle modifiche introdotte nel nuovo quadro per migliorare la credibilità del regime di sanzioni finanziarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>incoraggia gli Stati membri ad allineare la definizione tecnica del loro indicatore operativo nazionale all'indicatore europeo della spesa primaria netta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea il ruolo del Parlamento e delle autorità di bilancio indipendenti nel quadro di governance economica dell'UE; sottolinea il potere discrezionale della Commissione nell'elaborazione dei piani strutturali di bilancio di medio termine; sottolinea la necessità di un maggiore controllo della Commissione da parte del Parlamento e del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche, come previsto dal regolamento (UE) 2024/1263, e di un aumento del flusso di informazioni verso il Parlamento per consentirgli di svolgere un controllo efficace;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine e documenti di bilancio</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>osserva che non tutti gli Stati membri sono stati in grado di presentare i rispettivi piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine e i documenti programmatici di bilancio in tempo utile; osserva che, a seguito delle elezioni generali e della formazione di nuovi governi, cinque Stati membri non hanno ancora presentato i loro piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine e due Stati membri non hanno ancora presentato i documenti programmatici di bilancio, mentre uno Stato membro non ha presentato il documento programmatico di bilancio per altri motivi non specificati; invita tali Stati membri a presentare i piani e i documenti pertinenti quanto prima; sottolinea che la presentazione tempestiva di tali piani è una condizione preliminare per l'attuazione efficace e la credibilità delle nuove norme; ribadisce l'importanza di presentare tempestivamente i documenti programmatici di bilancio per far sì che gli impegni delineati nei piani di bilancio si traducano in politiche concrete dopo l'approvazione dei piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>rammenta che le riforme e gli investimenti delineati nei piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine dovrebbero allinearsi alle priorità comuni dell'UE di cui al regolamento (UE) 2024/1263; sottolinea che, nell'ambito del nuovo quadro, la Commissione dovrebbe prestare una particolare attenzione a tali priorità in fase di valutazione dei piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>riconosce che 21 dei 22 piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine che sono stati finora riesaminati hanno ricevuto una valutazione positiva; osserva che il nuovo quadro consente agli Stati membri di ricorrere a ipotesi che differiscono dall'analisi della sostenibilità del debito della Commissione se tali differenze sono spiegate e debitamente motivate in maniera trasparente e sono basate su solide argomentazioni economiche nell'ambito del dialogo tecnico con gli Stati membri; osserva, tuttavia, che nei piani presentati da cinque Stati membri la Commissione ha riscontrato incoerenze e deviazioni dal quadro dell'analisi della sostenibilità del debito non sufficientemente giustificate per quanto riguarda le ipotesi macroeconomiche relative al PIL potenziale e/o al deflatore del PIL; sottolinea che tali deviazioni e i rischi di rinvio potrebbero potenzialmente minacciare la futura sostenibilità di bilancio; osserva che nei piani presentati da tre Stati membri la Commissione ha riscontrato una concentrazione dell'aggiustamento di bilancio verso la fine del periodo; invita la Commissione a garantire che tale concentrazione dell'aggiustamento soddisfi i requisiti stabiliti nel regolamento e la invita a prevenire le politiche procicliche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>osserva che solo sette Stati membri hanno chiesto il parere della rispettiva istituzione di bilancio indipendente pertinente, che assicura un'importante dimensione aggiuntiva di controllo; osserva con cautela che alcune istituzioni di bilancio indipendenti hanno espresso un parere negativo sul piano nazionale di bilancio del proprio Stato membro; sottolinea che nove Stati membri non hanno rispettato l'obbligo di condurre consultazioni politiche con la società civile, le parti sociali, le autorità regionali e altri portatori di interessi pertinenti prima di presentare i loro piani nazionali; deplora inoltre che diversi Stati membri non abbiano coinvolto i rispettivi parlamenti nazionali nel processo di approvazione dei piani e non abbiano comunicato se siano state svolte o meno le necessarie consultazioni con i parlamenti nazionali come previsto dal nuovo quadro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>osserva che cinque Stati membri hanno chiesto una proroga del periodo di aggiustamento; sottolinea che qualsiasi proroga dovrebbe basarsi su una serie di impegni di investimento e di riforma che, nel loro insieme, migliorino la crescita potenziale e la resilienza dell'economia, sostengano la sostenibilità di bilancio, affrontino le priorità comuni dell'UE e le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e siano state considerate conformi alle condizioni stabilite nel regolamento per tale proroga; rileva che le riforme e gli investimenti utilizzati per giustificare tale proroga dipendono in larga misura dalle riforme già approvate nell'ambito dell'RRF; sottolinea l'importanza e la necessità di riforme e investimenti che contribuiscano positivamente alla crescita potenziale del PIL degli Stati membri; invita la Commissione a valutare efficacemente ex post l'impatto degli investimenti e delle riforme concordati in termini di sostegno alla sostenibilità di bilancio, rafforzamento del potenziale di crescita dell'economia, risposta alle priorità comuni dell'UE e alle raccomandazioni specifiche per paese e garanzia del livello richiesto di investimenti pubblici finanziati a livello nazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>prende atto della valutazione della Commissione secondo cui solo 8 dei 17 documenti programmatici di bilancio presentati sono in linea con le raccomandazioni di bilancio derivanti dal piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine; deplora che 7 piani siano stati valutati come non pienamente in linea con le raccomandazioni, 1 come non conforme e 1 come a rischio di non essere in linea con le raccomandazioni; esprime preoccupazione per il fatto che sei Stati membri hanno presentato documenti programmatici di bilancio con una crescita annuale o cumulativa della spesa superiore ai massimali previsti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Orientamento di bilancio e ruolo della politica di bilancio nella fornitura di beni pubblici europei</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>prende atto della proiezione della Commissione secondo cui l'attuazione del quadro di governance riveduto dovrebbe portare a una riduzione del saldo strutturale primario per l'intera zona euro dello 0,5 % del PIL nel 2024 e dello 0,25 % del PIL nel 2025; osserva che, secondo la valutazione della Commissione, tale evoluzione è in linea con il processo di rafforzamento della sostenibilità di bilancio e sostiene il processo disinflazionistico in corso, dato che l'incertezza economica rimane elevata; osserva che la crescita del PIL continuerà a sostenere il risanamento di bilancio in tutta l'UE; chiede politiche di bilancio che ripristinino la stabilità e promuovano nel contempo l'innovazione, la competitività industriale e la crescita economica a lungo termine; sottolinea la necessità di creare un ulteriore margine di bilancio per affrontare le sfide future e le potenziali crisi, preservando nel contempo un livello sufficiente di investimenti per sostenere e promuovere la crescita sostenibile e inclusiva, l'industrializzazione e la prosperità per tutti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>ritiene che l'attuazione efficace delle regole di bilancio, seppur necessaria, non sia di per sé sufficiente per conseguire un orientamento di bilancio ottimale in ogni momento, né per garantire un tenore di vita elevato per tutti gli europei; osserva che si prevede ancora un orientamento di bilancio che vari notevolmente da uno Stato membro all'altro nel 2025; invita la Commissione a esaminare idee relative a un meccanismo che contribuisca a garantire che la posizione ciclica dell'UE nel suo complesso sia adeguata alle prospettive macroeconomiche in ogni momento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>ricorda che, secondo la Commissione, il drenaggio fiscale nel 2025 sarà in parte compensato da una lieve espansione degli investimenti, finanziati sia dai bilanci nazionali che dalle sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e da altri fondi dell'UE; sottolinea il ruolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza nell'affrontare il fabbisogno di investimenti dell'UE, osservando che il dispositivo scadrà alla fine del 2026, il che potrebbe portare a una diminuzione degli investimenti pubblici nelle priorità comuni europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>invita la Commissione ad avviare discussioni su come affrontare la significativa carenza di investimenti nell'UE e ridurre i costi di finanziamento, rafforzare la stabilità finanziaria e consentire investimenti strategici in linea con gli obiettivi dell'UE e per la fornitura di beni pubblici europei, come le capacità di difesa per soddisfare le esigenze in un contesto di crescenti minacce e sfide in materia di sicurezza; chiede che gli incrementi di efficienza che possano derivare dalla fornitura di beni pubblici europei a livello dell'UE siano sfruttati appieno attraverso l'efficace coordinamento delle priorità di investimento tra gli Stati membri; ritiene che tale quadro, se del caso, dovrebbe essere rafforzato da strumenti di investimento e mezzi a livello dell'UE progettati per ridurre al minimo i costi per i contribuenti dell'UE e massimizzare l'efficienza nella fornitura di beni pubblici europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>ricorda che i finanziamenti dell'UE devono essere accompagnati da controlli rigorosi che garantiscano la trasparenza, la rendicontabilità e l'uso efficiente dei fondi, in modo da evitare aumenti ingiustificati della spesa pubblica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a promuovere una spesa per gli investimenti che produca un tasso di rendimento positivo; prende atto della valutazione della relazione Draghi secondo cui circa quattro quinti degli investimenti produttivi saranno effettuati dal settore privato nell'UE, mentre gli investimenti pubblici svolgeranno anche un ruolo catalizzatore; accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di proporre un fondo per la competitività nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale e la invita a sfruttare appieno le garanzie finanziarie per mobilitare gli investimenti privati; sottolinea che gli Stati membri devono intensificare gli sforzi, in particolare quelli di bilancio, per accelerare l'innovazione, la digitalizzazione, l'istruzione, la formazione e la decarbonizzazione, rafforzare la competitività europea e ridurre le dipendenze;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Raccomandazioni specifiche per paese</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>osserva che la percentuale di raccomandazioni specifiche per paese "pienamente attuate" è scesa dal 18,1 % (nel periodo 2011-2018) al 13,9 % (nel periodo 2019-2023); rammenta che l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese, anche per quanto riguarda l'efficienza della spesa pubblica, costituisce un elemento fondamentale per garantire la sostenibilità di bilancio e affrontare gli squilibri macroeconomici; è favorevole a un'attuazione più efficiente delle raccomandazioni specifiche per paese e delle riforme pertinenti; chiede che siano esplorate modalità per aumentare la percentuale di raccomandazioni specifiche per paese "pienamente attuate"; invita la Commissione a instaurare un legame più stretto tra le raccomandazioni specifiche per paese e le rispettive relazioni per paese; chiede che siano valutati l'impatto delle riforme e i progressi compiuti verso la riduzione delle carenze di investimenti individuate; chiede una maggiore trasparenza nella preparazione delle raccomandazioni specifiche per paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>ribadisce, a tale proposito, che le raccomandazioni specifiche per paese dovrebbero essere rafforzate incentrandole su una serie limitata di sfide, in particolare le sfide strutturali specifiche degli Stati membri e le priorità comuni dell'UE, al fine di promuovere una crescita economica solida e inclusiva, rafforzare la competitività e la stabilità macroeconomica, promuovere le transizioni verde e digitale e garantire l'equità sociale e intergenerazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>ricorda l'impegno assunto dagli Stati membri di affrontare nei loro piani nazionali di bilancio le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese sia nella loro dimensione economica che sociale, come indicato nell'ambito del semestre europeo; osserva che la Commissione ha riscontrato raccomandazioni specifiche per paese non trattate nei piani nazionali di bilancio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>sottolinea l'importanza delle raccomandazioni specifiche per paese nell'affrontare i fattori a più lungo termine della sostenibilità di bilancio, tra cui la sostenibilità e la corretta erogazione dei sistemi pensionistici pubblici, dei sistemi sanitari e dei sistemi di assistenza a lungo termine, di fronte a sfide demografiche quali l'invecchiamento della popolazione, e garantire la preparazione agli sviluppi negativi, compresi i rischi fisici legati ai cambiamenti climatici; sottolinea l'importanza delle raccomandazioni specifiche per paese nell'affrontare la stabilità del mercato immobiliare al fine di contribuire alla resilienza economica dell'UE;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>