<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0032</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: priorità sociali e in materia di occupazione per il 2025</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0023/2025 - Relatrice: Maravillas Abadía Jover)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: priorità sociali e in materia di occupazione per il 2025 (2024/2084(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 9, 121, 148 e 149 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato e firmato dal Consiglio, dal Parlamento europeo e dalla Commissione il 17 novembre 2017,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la comunicazione della Commissione del 4 marzo 2021 dal titolo "Piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali" (COM(2021)0102) e i suoi obiettivi principali proposti per il 2030 in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 17 dicembre 2024, dal titolo "Semestre europeo 2025 – Pacchetto d'autunno" (COM(2024)0700),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2024 dal titolo "Semestre europeo 2025: il nuovo quadro di governance economica prende vita" (COM(2024)0705),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la raccomandazione della Commissione, del 17 dicembre 2024, di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM(2024)0704),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della Commissione del 17 dicembre 2024, dal titolo "Relazione 2025 sul meccanismo di allerta" (COM(2024)0702),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 26 novembre 2024 dal titolo "Fiscal statistical tables providing relevant background data for the assessment of the 2025 draft budgetary plans" (Tabelle statistiche di bilancio che forniscono dati di base pertinenti per la valutazione dei documenti programmatici di bilancio 2025) (SWD(2024)0950),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il progetto di documento di lavoro dei servizi della Commissione del 17 dicembre 2024 sulle modifiche al quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici nel contesto del processo di riesame periodico (SWD(2024)0702),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 22 ottobre 2024 sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 4/2024 dell'Unione europea per l'esercizio 2024 – Aggiornamento delle entrate (risorse proprie) e adeguamenti per alcune agenzie decentrate<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/491, 29.1.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/491/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Mario Draghi del 9 settembre 2024 sul futuro della competitività europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Enrico Letta dell'aprile 2024 sul futuro del mercato unico<FOOTNOTE><FIELD> Enrico Letta, <STRING ITALIC="on">Much more than a market – Speed, Security and Solidarity, Empowering the Single Market to deliver a sustainable future and prosperity for all EU Citizens (Molto più di un mercato – Rapidità, sicurezza e solidarietà: rafforzare il mercato unico per garantire a tutti i cittadini dell'UE un futuro sostenibile e prosperità)</STRING>, aprile 2024.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di La Hulpe sul futuro del pilastro europeo dei diritti sociali, firmata dal Parlamento europeo, dalla Commissione, dal Comitato economico e sociale europeo e dal Consiglio il 16 aprile 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/955 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, che istituisce il Fondo sociale per il clima e che modifica il regolamento (UE) 2021/1060<FOOTNOTE><FIELD> GU L 130 del 16.5.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/955/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1263, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1263/oj.</FIELD></FOOTNOTE> del Consiglio, in particolare gli articoli 3, 4, 13 e 27,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 17 gennaio 2023, dal titolo "Utilizzo dei talenti nelle regioni d'Europa" (COM(2023)0032),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 20 marzo 2024, dal titolo "Carenze di manodopera e competenze nell'UE: un piano d'azione "(COM(2024)0131),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'agenda per le competenze per l'Europa del 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 7 settembre 2022 sulla strategia europea per l'assistenza (COM(2022)0440),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la raccomandazione del Consiglio relativa all'accesso a un'assistenza a lungo termine di alta qualità e a prezzi accessibili<FOOTNOTE><FIELD> GU C 476 del 15.12.2022, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il quadro di valutazione della situazione sociale dell'UE e i suoi indicatori principali e secondari,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2021 dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030" (COM(2021)0101),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della Commissione, del 19 settembre 2024, dal titolo "Employment and Social Developments in Europe (ESDE): upward social convergence in the EU and the role of social investment" (Occupazione e sviluppi sociali in Europa: convergenza sociale verso l'alto nell'UE e ruolo degli investimenti sociali),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione del Consiglio sugli orientamenti per l'occupazione, adottata dal Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" il 2 dicembre 2024, che stabilisce priorità occupazionali e sociali in linea con i principi in materia di occupazione, politica sociale, salute e consumatori,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la dichiarazione tripartita a favore di uno prospero dialogo sociale europeo e il futuro patto per il dialogo sociale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2022/2041 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativa a salari minimi adeguati nell'Unione europea<FOOTNOTE><FIELD> GU L 275 del 25.10.2022, pag. 33, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2041/oj.</FIELD></FOOTNOTE> ("direttiva sui salari minimi"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta sociale europea, menzionata nel preambolo del pilastro europeo dei diritti sociali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom 2020-2030,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (OSS),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia per la parità di genere 2020-2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A10-0023/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che sono stati compiuti progressi verso il conseguimento degli obiettivi dell'UE in materia di occupazione, secondo cui almeno il 78 % della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni dovrebbe avere un lavoro entro il 2030, nonostante l'incertezza creata dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e l'impatto dell'elevata inflazione; che, secondo le previsioni economiche d'autunno della Commissione per il 2025, il tasso di occupazione dell'UE ha raggiunto il 75,3 %; che la crescita dell'occupazione nell'UE è rimasta vigorosa nel 2023; che in due terzi degli Stati membri la crescita dell'occupazione nel 2023 era sulla giusta traiettoria per raggiungere l'obiettivo nazionale per il 2030; che permangono tuttavia sfide significative, come gli elevati tassi di disoccupazione in alcuni Stati membri, in particolare tra i giovani e le persone con disabilità, come pure le notevoli disuguaglianze tra settori e regioni che possono incidere negativamente sulla coesione sociale e sul benessere dei cittadini europei nel lungo periodo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che il semestre europeo combina vari strumenti diversi in un quadro integrato per il coordinamento e la sorveglianza multilaterali delle politiche economiche, occupazionali e sociali all'interno dell'UE e deve divenire uno strumento fondamentale per promuovere la convergenza sociale verso l'alto; che il quadro di convergenza sociale è uno strumento fondamentale per valutare le sfide sociali e la convergenza verso l'alto nell'ambito del semestre europeo e per monitorare le disparità sociali in tutti gli Stati membri, rispondendo alle sfide individuate nella relazione comune sull'occupazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'Unione ha stabilito l'obiettivo per il 2030 di ridurre il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale di almeno 15 milioni rispetto al 2019, tra cui almeno cinque milioni di bambini; che in quasi la metà degli Stati membri la tendenza va nella direzione opposta; che un bambino su quattro nell'Unione europea è ancora a rischio di povertà ed esclusione sociale; che l'attuale tendenza non consentirà di raggiungere l'obiettivo per il 2030; considerando che la spesa pubblica per l'infanzia e la gioventù non dovrebbe essere considerata soltanto una spesa sociale, ma un investimento per il futuro; che la promozione di una crescita economica forte, sostenibile e inclusiva può avere successo solo se la prossima generazione potrà sviluppare appieno il proprio potenziale educativo per essere preparata all'evoluzione del mercato del lavoro e che, per conseguire gli obiettivi di Barcellona per il 2030 in materia di educazione e cura della prima infanzia, l'UE dovrebbe investire altri 11 miliardi di EUR all'anno<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea, "Employment and Social Developments in Europe (ESDE) 2024" (Occupazione e sviluppi sociali in Europa nel 2013), settembre 2024.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, nonostante una riduzione minima nel 2023 del numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale nell'UE, circa una persona su cinque continua a misurarsi con tale problema e notevoli disparità interessano i minori, i giovani, gli anziani, le persone con disabilità, le persone LGBTI, le persone nate al di fuori dell'UE e le comunità Rom;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>che si osservano notevoli disparità tra i bambini provenienti da contesti etnici o migratori e i bambini con disabilità; che l'83 % dei bambini Rom vive in famiglie a rischio di povertà; che le risorse nazionali e dell'UE attualmente impiegate non sono in alcun modo sufficienti per far fronte alla sfida della povertà infantile nell'Unione e che, pertanto, uno strumento di finanziamento specifico per la garanzia europea per l'infanzia, nonché le sinergie con altri fondi europei e nazionali rivestono la massima importanza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che il pilastro europeo dei diritti sociali deve essere la bussola che orienta le politiche sociali ed economiche, mentre la Commissione dovrebbe monitorare i progressi compiuti nell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali avvalendosi del quadro di valutazione della situazione sociale e del quadro di convergenza sociale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che tra i lavoratori autonomi vi è una sproporzione di posti di lavoro di scarsa qualità, mentre il tasso di lavoro autonomo è in calo, anche tra i giovani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che nell'UE vi sono ancora 1,4 milioni di persone che risiedono in istituti; che i residenti negli istituti sono isolati dalla società in generale e non hanno un controllo sufficiente sulla loro vita e sulle decisioni che li riguardano; che, nonostante il fatto che l'Unione europea sia impegnata da tempo nel processo di deistituzionalizzazione, sono ancora necessari sforzi a livello europeo e nazionale per consentire ai gruppi vulnerabili di vivere in modo indipendente in un ambiente comunitario;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che le sfide demografiche, tra cui l'invecchiamento della popolazione, i bassi tassi di natalità e lo spopolamento rurale, dovuto allo spostamento dei giovani nelle aree urbane, incidono profondamente sulla vitalità economica e sull'attrattiva delle regioni dell'UE, sui mercati del lavoro e, di conseguenza, sulla sostenibilità dei sistemi di protezione sociale, aggravando ulteriormente le disparità regionali nell'UE e rappresentando pertanto una sfida strutturale per l'economia dell'UE; e che, come sottolineato nella relazione di Draghi, la crescita sostenibile e la competitività in Europa dipendono in larga misura dall'adattamento dei sistemi di istruzione e formazione al fabbisogno di competenze in costante evoluzione, dall'attribuzione di importanza prioritaria all'apprendimento degli adulti e all'istruzione e formazione professionale e dall'inclusione della popolazione attiva nel mercato del lavoro e da un solido sistema di protezione sociale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che il 70 % dei lavoratori in Europa occupa posti di lavoro di buona qualità, mentre il 30 % occupa posti di lavoro stressanti in cui le richieste sono più numerose delle risorse disponibili per soddisfarle, il che porta a una scarsa qualità complessiva del lavoro; che nell'ambito di molte professioni in cui si registrano persistenti carenze di manodopera, la percentuale di posti di lavoro di bassa qualità è superiore al 30 %;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la relazione Letta deplora il calo del tasso di natalità, rilevando l'importanza di creare un quadro a sostegno di tutte le famiglie nell'ambito di una strategia di crescita inclusiva in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali; che la relazione osserva che la libera circolazione delle persone rimane la meno sviluppata delle quattro libertà e sostiene la riduzione degli ostacoli alla mobilità professionale all'interno dell'UE, affrontando nel contempo le sfide sociali, economiche e politiche cui devono far fronte gli Stati membri di partenza e le loro regioni più svantaggiate, nonché salvaguardando il diritto di soggiorno; che è necessario promuovere politiche favorevoli alla famiglia e all'equilibrio tra vita professionale e vita privata, garantendo sistemi di assistenza accessibili e professionali, nonché un'istruzione pubblica di qualità, congedi per motivi familiari e modalità di lavoro flessibili, in linea con la strategia europea per l'assistenza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che l'inflazione ha aumentato l'onere economico per le famiglie e ha avuto un impatto particolarmente negativo sui gruppi in situazioni vulnerabili, come le famiglie monoparentali, le famiglie numerose, gli anziani o le persone con disabilità, e che i costi abitativi e la povertà energetica permangono problemi gravi; che i costi degli alloggi stanno diventando proibitivi per le famiglie i cui costi abitativi rappresentano il 40 % del loro reddito disponibile totale; che gli investimenti nei servizi sociali, nell'offerta di alloggi - compresi gli alloggi sociali - e nelle politiche che facilitano l'accessibilità, anche economica, degli alloggi svolgono un ruolo fondamentale nella riduzione della povertà tra le famiglie vulnerabili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che le microimprese e le piccole e medie imprese dell'UE si confrontano con sfide particolari, quali la necessità di rimanere competitive rispetto agli attori dei paesi terzi, mantenere i livelli di produzione nonostante l'aumento dei costi energetici sempre più elevati e trovare le competenze necessarie per la transizione verde e la transizione digitale; che tali imprese hanno bisogno di sostegno finanziario e tecnico per rispettare i requisiti normativi e cogliere le opportunità offerte dalla duplice transizione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che le carenze di manodopera e di competenze rimangono un problema a tutti i livelli e sono segnalate dalle imprese di tutte le dimensioni e di tutti i settori; che tali carenze sono aggravate dalla mancanza di candidati per coprire posizioni critiche in settori chiave quali l'istruzione, la sanità, i trasporti, la scienza, la tecnologia, l'ingegneria e l'edilizia, in particolare nelle zone interessate dallo spopolamento; che tali carenze possono derivare da una serie di fattori, quali le difficili condizioni di lavoro, la scarsa attrattiva salariale, la domanda di nuove competenze e la carenza di formazione pertinente, la mancanza di servizi pubblici, gli ostacoli all'accesso all'istruzione media e superiore e il mancato riconoscimento delle competenze e dell'istruzione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che l'Unione ha stabilito l'obiettivo secondo cui entro il 2030 almeno il 60 % degli adulti dovrebbe partecipare ogni anno ad attività di formazione; che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire obiettivi nazionali ai fini del conseguimento di tale obiettivo primario e che la maggior parte degli Stati membri ha perso terreno nel perseguire tali obiettivi nazionali; che sono necessari ulteriori sforzi per garantire l'offerta di politiche di formazione di qualità che promuovano l'apprendimento permanente, nonché l'accesso a dette politiche; che programmi di miglioramento del livello delle competenze, riqualificazione e formazione devono essere disponibili a tutti i lavoratori, compresi quelli con disabilità, e dovrebbero essere inoltre adattati alle esigenze e alle capacità dei lavoratori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che nel 2022 il punteggio medio ottenuto dagli studenti quindicenni anni nell'ambito del programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA) per la misurazione delle competenze di base (lettura, matematica e scienze) è calato in tutta l'OCSE di dieci punti rispetto all'ultima rilevazione del 2018; che i risultati insoddisfacenti sono prevalenti tra i discenti svantaggiati, a dimostrazione di un ampliamento delle disuguaglianze in materia di istruzione; che tale preoccupante peggioramento sollecita riforme e investimenti nell'istruzione e nella formazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>che la capacità dell'UE di gestire in futuro gli shock, le crisi e le policrisi affrontando al contempo la transizione demografica, digitale e verde dipenderà in larga misura dalle condizioni in cui i lavoratori critici saranno in grado di svolgere il loro lavoro; che per affrontare le carenze e trattenere tutti i tipi di talento occorrono condizioni di lavoro dignitose, l'accesso ai sistemi di protezione sociale e opportunità di sviluppo delle competenze adeguate alle esigenze; che è essenziale affrontare le carenze di competenze per realizzare la transizione digitale e la transizione verde, garantire una crescita inclusiva e sostenibile e promuovere la competitività dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che è essenziale promuovere la mobilità all'interno dell'UE e valutare la possibilità di attrarre lavoratori qualificati provenienti dai paesi terzi, pur garantendo il rispetto e l'applicazione dei diritti sociali e del lavoro e indirizzando i cittadini di paesi terzi che entrano nell'UE mediante percorsi di migrazione legale verso occupazioni in cui si registrano carenze, con il sostegno di un'efficace politica di integrazione, in piena complementarità con l'utilizzo dei talenti all'interno dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che permangono consistenti divari retributivi di genere nella maggior parte degli Stati membri dell'UE e che le responsabilità di assistenza sono un fattore importante che continua a costringere le donne a lavorare a tempo parziale o determina la loro esclusione dal mercato del lavoro, causando l'ulteriormente ampliamento del divario retributivo di genere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che la relazione comune sull'occupazione sottolinea il diritto alla disconnessione, in particolare nell'ambito del telelavoro, riconoscendo il ruolo fondamentale di tale diritto nel garantire l'equilibrio tra vita professionale e vita privata in un contesto di crescente digitalizzazione e lavoro a distanza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che nel 2024 sono emerse chiaramente sfide che interessano diversi settori, quali la produzione automobilistica e le industrie ad alta intensità energetica, e che diverse imprese hanno annunciato ristrutturazioni su vasta scala;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che esistono disparità nella copertura dei servizi sociali, che interessano anche l'assistenza a lungo termine, la protezione dei minori, il sostegno contro la violenza domestica e gli aiuti ai senza fissa dimora, che occorre affrontare nell'ambito del semestre europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che attualmente non esiste una raccolta periodica di dati a livello dell'UE sugli investimenti e sulla copertura dei servizi sociali; che la raccolta di tali dati è fondamentale per un esame delle politiche sociali nazionali basato su dati concreti nell'ambito dell'analisi del semestre europeo; che tale aspetto andrebbe affrontato attraverso criteri e norme di raccolta dei dati concordati congiuntamente per gli investimenti e la copertura dei servizi sociali negli Stati membri; che l'indice dei servizi sociali della rete sociale europea è un esempio di come tale raccolta di dati possa contribuire all'analisi del semestre europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che la crisi del ricambio generazionale, i cambiamenti demografici e la mancanza di investimenti sufficienti nei servizi pubblici hanno determinato un aumento del rischio di povertà ed esclusione sociale che colpisce in particolare i bambini, gli anziani, i nuclei familiari monoparentali e le famiglie numerose, i lavoratori poveri, le persone con disabilità e le persone provenienti da contesti emarginati; che un'ambiziosa strategia dell'UE contro la povertà sarà essenziale per invertire tale tendenza e fornire risposte al fenomeno multidimensionale della povertà;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che la ricerca di Eurofound mostra che i tassi di suicidio sono in aumento dal 2021, dopo essere diminuiti per decenni; che occorre fare di più per affrontare le cause dei problemi di salute mentale nell'ambito delle condizioni di vita e di lavoro (con particolare attenzione all'inclusione sociale) e che l'accesso al sostegno per le persone con problemi di salute mentale continua a rappresentare un problema;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che nel 2021 nell'UE-27 si sono verificati oltre 3 300 incidenti mortali e quasi 3 milioni di incidenti non mortali; che oltre 200 000 lavoratori perdono la vita ogni anno a causa di malattie professionali; che tali dati non includono tutti gli incidenti causati dal lavoro nero, rendendo plausibile ipotizzare che i numeri reali siano di gran lunga superiori alle statistiche ufficiali; considerando che nel 2017, secondo Eurofound, il 20 % dei posti di lavoro in Europa era "di scarsa qualità" ed esponeva i lavoratori a maggiori rischi per quanto riguarda la loro salute fisica o mentale; che il 14 % dei lavoratori è stato esposto a un elevato livello di rischi psicosociali; che il 23 % dei lavoratori europei ritiene che la propria sicurezza o la propria salute siano a rischio a causa del proprio lavoro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che i risultati del sondaggio Eurobarometro dell'aprile 2024 sull'Europa sociale sottolineano che per l'88 % dei cittadini europei l'Europa sociale è importante sul piano personale; che ciò è stato confermato dal sondaggio post-elettorale dell'UE del 2024, in cui i cittadini europei hanno citato l'aumento dei prezzi e del costo della vita (42 %) e la situazione economica (41 %) come i principali temi che li hanno motivati ad andare a votare alle elezioni europee del 2024;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che, ai sensi dell'articolo 3 TUE, il progresso sociale nell'UE è uno degli obiettivi di un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, accanto alla piena occupazione e a un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente; che l'articolo 3 stabilisce inoltre che l'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che il nuovo quadro di governance economica dell'UE è entrato in vigore nell'aprile 2024 e mira a promuovere una crescita sostenibile e inclusiva, nonché a dare più spazio agli investimenti sociali e al conseguimento degli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali; che per la prima volta la revisione comprende un quadro di convergenza sociale quale parte integrante del semestre europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che, nell'ambito del nuovo quadro di governance economica dell'UE, tutti gli Stati membri devono includere nei loro piani a medio termine riforme e investimenti che affrontino le sfide e le priorità comuni dell'UE individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese nel contesto del semestre europeo; che tra le priorità comuni dell'UE figurano la resilienza sociale ed economica, compreso il pilastro europeo dei diritti sociali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che gli investimenti pubblici dovrebbero aumentare nel 2025 in quasi tutti gli Stati membri, con un contributo significativo da parte del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) di NextGenerationEU e dei fondi dell'UE, e contribuiranno alla spesa sociale, pari a circa il 25 % della spesa totale stimata nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, garantendo la crescita e la resilienza economica<FOOTNOTE><FIELD> Semestre europeo 2025: Proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701).</FIELD></FOOTNOTE>; che le riforme e gli investimenti sociali in settori chiave possono stimolare l'occupazione, l'inclusione sociale, la competitività e la crescita economica<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea, "Employment and Social Developments in Europe (ESDE) 2024" (Occupazione e sviluppi sociali in Europa nel 2013), settembre 2024.</FIELD></FOOTNOTE>; che le parti sociali sono essenziali per l'elaborazione e l'attuazione di politiche che promuovano una crescita sostenibile e inclusiva, un lavoro dignitoso e di qualità e transizioni eque e devono essere coinvolte a tutti i livelli di governance, conformemente al TFUE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che, secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), in media nei paesi dell'OCSE le professioni a più alto rischio di automazione rappresentano circa il 28 % dell'occupazione<FOOTNOTE><FIELD> OECD Social, Employment and Migration Working Papers n. 282.</FIELD></FOOTNOTE>; che il dialogo sociale e la contrattazione collettiva sono fondamentali in tale contesto per garantire un approccio partecipativo alla gestione dei cambiamenti dovuti agli sviluppi tecnologici, affrontando le potenziali preoccupazioni e promuovendo al contempo l'adattamento dei lavoratori (anche attraverso l'offerta di competenze); che la digitalizzazione, la robotizzazione, l'automazione e l'intelligenza artificiale (IA) devono portare benefici ai lavoratori e alla società, migliorando le condizioni di lavoro e la qualità della vita, garantendo un buon equilibrio tra vita professionale e vita privata, creando migliori opportunità di lavoro e contribuendo alla convergenza socioeconomica; che i lavoratori e i loro sindacati svolgeranno un ruolo fondamentale nell'anticipare e affrontare i rischi derivanti da tali sfide;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AG.</NO.P>considerando che il dialogo sociale e la contrattazione collettiva sono essenziali per la competitività, la produttività del lavoro e la coesione sociale dell'UE;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ritiene che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero potenziare gli sforzi per attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, in linea con il piano d'azione del marzo 2021 e con la dichiarazione di La Hulpe, al fine di conseguire gli obiettivi principali fissati per il 2030; invita la Commissione a garantire che la relazione comune sull'occupazione 2026 analizzi l'attuazione di tutti i principi del pilastro europeo dei diritti sociali, in linea con il regolamento (UE) 2024/1263 e includa un'analisi della dimensione sociale dei piani strutturali nazionali di bilancio a medio termine relativi alla resilienza sociale, compreso il pilastro europeo dei diritti sociali; si compiace, a tale proposito, dell'annuncio di un nuovo piano d'azione per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali<FOOTNOTE><FIELD> von der Leyen, U., "La scelta dell'Europa - Orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029", 18 luglio 2024.</FIELD></FOOTNOTE> per il 2025, per dare un nuovo impulso al progresso sociale; si compiace del fatto che nel 2025 si prevede un aumento degli investimenti pubblici da parte di quasi tutti gli Stati membri, il che è necessario per garantire l'accesso a servizi pubblici di qualità e conseguire gli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali; ricorda che gli Stati membri possono mobilitare il dispositivo per la ripresa e la resilienza nell'ambito di applicazione definito dal regolamento (UE) 2021/241<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17), ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj).</FIELD></FOOTNOTE> fino al 31 dicembre 2026 sulle politiche per la crescita sostenibile e inclusiva e per la prossima generazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea l'importanza di avvalersi del quadro di valutazione della situazione sociale e del quadro di convergenza sociale per individuare i rischi e monitorare i progressi compiuti nella riduzione delle disuguaglianze, nel rafforzamento dei sistemi di protezione sociale e nella promozione di condizioni di lavoro dignitose e misure a sostegno dei lavoratori per gestire le transizioni; sottolinea che, a tale proposito, è necessario garantire un'Europa sostenibile, equa e inclusiva in cui i diritti sociali siano pienamente tutelati e salvaguardati allo stesso livello delle libertà economiche; ricorda che i cittadini dell'UE identificano l'Europa sociale come una delle loro priorità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>deplora la mancanza di dati e analisi sulla distribuzione ineguale della ricchezza e sulla sua concentrazione nell'UE, in quanto si tratta di uno dei principali determinanti della povertà; sottolinea che, secondo i conti distributivi sulla ricchezza, ossia una serie di dati messa a punto dal Sistema europeo di banche centrali, nel quarto trimestre del 2023 la percentuale di ricchezza detenuta dal 10 % dei soggetti più ricchi era pari al 56 %, mentre la seconda metà deteneva soltanto il 5 %;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>si compiace dell'integrazione di un'analisi sul contributo positivo degli OSS e delle strategie europee per l'uguaglianza nella relazione comune sull'occupazione 2025 e invita la Commissione a provvedere affinché la relazione comune sull'occupazione 2026 contempli sia una sezione che analizzi i progressi compiuti verso il conseguimento degli OSS relativi all'occupazione e alla politica sociale, sia un'altra sezione sui progressi compiuti verso l'eliminazione della discriminazione sociale e lavorativa, in linea con la strategia per la parità di genere 2020-2025, il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025, il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom 2020-2030, la strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025 e la strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita gli Stati membri ad attuare gli orientamenti aggiornati in materia di occupazione, ponendo l'accento sull'istruzione e la formazione per tutti, sulle nuove tecnologie come l'IA, nonché sulle recenti iniziative politiche in materia di lavoro mediante piattaforme digitali, alloggi dignitosi e a prezzi accessibili e lotta alla carenza di manodopera e di competenze, al fine di rafforzare il processo decisionale democratico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>ribadisce l'importanza di investire nello sviluppo delle competenze della forza lavoro e nella formazione professionale e di garantire un'occupazione di qualità, ponendo l'accento sul diritto individuale alla formazione e all'apprendimento permanente; esorta gli Stati membri a mettere a punto misure di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione in cooperazione con i portatori di interessi locali, compresi gli organismi di istruzione e formazione e le parti sociali, al fine di rafforzare il legame tra i sistemi di istruzione e formazione e il mercato del lavoro e anticipare le esigenze del mercato del lavoro; si compiace del fatto che gli esiti occupazionali dei neodiplomati nell'ambito dell'istruzione e della formazione professionale (IFP) continuino a migliorare in tutta l'UE; esprime preoccupazione per il calo del rendimento scolastico dei giovani, in particolare per quanto riguarda le competenze di base; accoglie con favore, a tale proposito, l'annuncio di un piano d'azione sulle competenze di base e di un piano strategico per l'istruzione in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM); invita gli Stati membri a investire in programmi volti a dotare i discenti delle competenze di base, digitali e trasversali necessarie per il mondo del lavoro e la sua digitalizzazione, nonché aiutarli a contribuire in modo significativo alla società; ricorda l'importante ruolo che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro può svolgere nel sostenere e riqualificare i lavoratori collocati in esubero a seguito di importanti eventi di ristrutturazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>accoglie con favore l'annuncio di una tabella di marcia per posti di lavoro di qualità per garantire una transizione giusta per tutti; invita la Commissione a includere nella suddetta tabella di marcia considerazioni riguardo a misure connesse all'uso dell'IA e della gestione algoritmica nel mondo del lavoro, in modo da sfruttare le nuove tecnologie per migliorare le condizioni di lavoro e la produttività, rispettando nel contempo i diritti dei lavoratori e l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, come riconosciuto nella relazione comune sull'occupazione<FOOTNOTE><FIELD> Proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sottolinea che la risposta alle carenze di manodopera nell'Unione europea implica anche il miglioramento e l'agevolazione della mobilità dei lavoratori all'interno dell'Unione; invita gli Stati membri a rafforzare e facilitare il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche nell'Unione, anche quelle dei cittadini di paesi terzi; invita la Commissione ad analizzare l'efficacia della piattaforma europea dei servizi per l'impiego (EURES) in vista di una potenziale revisione del suo funzionamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>osserva che il numero di giovani che abbandonano prematuramente l'istruzione e la formazione, persone con livelli di istruzione più bassi, giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione (NEET) e tra questi i gruppi vulnerabili, tra cui i rom, le donne, gli anziani, le persone scarsamente e mediamente qualificate, le persone con disabilità e le persone provenienti da un contesto migratorio o minoritario, a seconda del contesto specifico per paese, rimane elevato in diversi Stati membri, nonostante una tendenza al ribasso nell'Unione europea; invita gli Stati membri a rafforzare la garanzia per i giovani, come indicato al principio 4 del pilastro europeo dei diritti sociali, al fine di sostenere i giovani bisognosi nel corso del loro sviluppo personale e professionale; ribadisce il ruolo centrale svolto dall'IFP nel fornire le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie per i giovani che entrano nel mercato del lavoro; sottolinea la necessità di investire nella qualità e nell'attrattiva dell'istruzione e della formazione professionale tramite il Fondo sociale europeo Plus (FSE+); ricorda pertanto la necessità di affrontare tale situazione e di sviluppare soluzioni per mantenere i giovani nell'istruzione, nella formazione o nel mondo del lavoro e l'importanza di garantire loro l'accesso a tirocini e apprendistati, consentendo loro di acquisire la prima esperienza lavorativa e agevolando la transizione dall'istruzione al mondo del lavoro, nonché di creare condizioni di lavoro che consentano a una forza lavoro che invecchia di rimanere nel mercato del lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>ritiene che, sebbene vi sia stato un miglioramento, le persone con disabilità, in particolare le donne con disabilità, si trovino ancora ad affrontare ostacoli significativi nel mercato del lavoro e che pertanto sia necessaria una formazione professionale e digitale, promuovendo nel contempo l'inclusione delle persone con disabilità, rivolgendosi alla forza lavoro inattiva e ai gruppi con una scarsa partecipazione al mercato del lavoro, comprese le donne, i giovani, i lavoratori anziani e le persone affette da malattie croniche; invita la Commissione ad aggiornare la strategia dell'UE sulla disabilità con nuove iniziative e azioni faro a partire dal 2025, come una garanzia europea per l'occupazione e le competenze delle persone con disabilità e la condivisione delle migliori pratiche come la tessera di disabilità, in particolare per affrontare l'inclusione sociale e una vita indipendente per le persone con disabilità, anche garantendo loro l'accesso a un'istruzione, una formazione e un'occupazione di qualità attraverso orientamenti sul mantenimento delle indennità di disabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che i rom continuino a incontrare ostacoli significativi all'occupazione, in presenza di persistenti pregiudizi che limitano le loro prospettive; prende atto che il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei rom evidenzia la mancanza di progressi nell'accesso all'occupazione e un numero crescente di giovani rom che non lavora, non studia e non segue corsi di formazione; sottolinea l'obiettivo del quadro di dimezzare il divario occupazionale tra i rom e la popolazione in generale e garantire che almeno il 60 % dei rom svolga un lavoro retribuito entro il 2030; esorta gli Stati membri ad adottare un approccio integrato e incentrato sull'uguaglianza e a garantire che le politiche e i servizi pubblici raggiungano efficacemente tutti i rom, compresi quelli che vivono nelle zone rurali remote;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>pone l'accento sulla necessità di prestare attenzione agli aspetti sociali e ambientali della competitività, sottolineando il bisogno di investimenti nell'istruzione e nella formazione per tutti, al fine di garantire l'accesso universale a programmi pubblici di istruzione e formazione professionale di alta qualità, nonché a pratiche sostenibili per promuovere una crescita inclusiva; sottolinea che le parti sociali dovrebbero svolgere un ruolo chiave nell'individuare e affrontare il fabbisogno di competenze in tutta l'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a includere raccomandazioni specifiche sull'accessibilità economica degli alloggi nel semestre europeo e a promuovere gli investimenti nell'edilizia abitativa; esorta gli Stati membri a provvedere affinché gli investimenti nell'edilizia abitativa sostengano soluzioni abitative di qualità a lungo termine che siano effettivamente accessibili per le famiglie a basso e medio reddito, sottolineando che gli investimenti in alloggi sociali e a prezzi accessibili sono fondamentali per garantire e migliorare la qualità di vita per tutti; sottolinea la necessità di un migliore utilizzo dei finanziamenti dell'UE, ad esempio attraverso gli strumenti finanziari della Banca europea per gli investimenti, in particolare per sostenere gli investimenti volti ad aumentare l'efficienza energetica degli edifici; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure decisive per istituire una valutazione delle politiche, dei fondi e delle strozzature dell'Unione che dovrebbero facilitare la costruzione, la conversione e la ristrutturazione di alloggi accessibili, a prezzi abbordabili ed efficienti sotto il profilo energetico, compresi gli alloggi sociali, che soddisfino le esigenze dei giovani, delle persone a mobilità ridotta, dei gruppi a basso e medio reddito, delle famiglie a rischio e delle persone in situazioni più vulnerabili, proteggendo nel contempo i proprietari di abitazioni e coloro che cercano di accedere alla proprietà da un'ulteriore riduzione dell'offerta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>accoglie con favore l'annunciato piano europeo per alloggi a prezzi accessibili volto a sostenere gli Stati membri nel far fronte alla crisi abitativa e all'impennata degli affitti; invita la Commissione a valutare e pubblicare quali potenziali ostacoli alle norme in materia di aiuti di Stato incidono sull'accessibilità degli alloggi; ricorda che il Fondo sociale per il clima mira a fornire aiuti finanziari agli Stati membri a partire dal 2026 per aiutare le famiglie vulnerabili in particolare con misure e investimenti volti ad aumentare l'efficienza energetica degli edifici, la decarbonizzazione del riscaldamento e del raffrescamento degli edifici e l'integrazione negli edifici della produzione e dello stoccaggio di energia rinnovabile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>ritiene che il fenomeno dei senza dimora sia un problema sociale drammatico nell'UE; chiede una definizione unica di senza dimora nell'UE, per consentire il confronto sistematico e la valutazione dell'estensione del fenomeno dei senza dimora nei diversi Stati membri dell'UE; invita la Commissione a elaborare una strategia e ad adoperarsi per porre fine al fenomeno dei senza dimora nell'UE entro il 2030, promuovendo l'accesso ad alloggi dignitosi e a prezzi accessibili nonché l'accesso a servizi sociali di qualità; esorta gli Stati membri a utilizzare meglio gli strumenti dell'UE disponibili, compreso il FSE+, in tale ambito<FOOTNOTE><FIELD> Parere del Comitato economico e sociale europeo del 13 dicembre 2023 su "Un quadro UE per le strategie nazionali in materia di deprivazione abitativa basato sul principio 'prima la casa'" (GU C, C/2024/1567, 5.3.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/1567/oj).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>invita gli Stati membri a elaborare strategie nazionali in materia; accoglie con favore l'intenzione di formulare una raccomandazione del Consiglio sulla deprivazione abitativa<FOOTNOTE><FIELD> Parere del Comitato economico e sociale europeo del 13 dicembre 2023 su "Un quadro UE per le strategie nazionali in materia di deprivazione abitativa basato sul principio 'prima la casa'".</FIELD></FOOTNOTE>; esorta la Commissione ad aumentare ulteriormente l'ambizione della piattaforma europea per la lotta contro la mancanza di una fissa dimora;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>ritiene che sia urgentemente necessaria un'azione dell'UE per far fronte ai livelli costantemente elevati di povertà ed esclusione sociale nell'Unione, in particolare tra i minori, i giovani e gli anziani, le persone con disabilità, le persone nate al di fuori dell'UE, le persone LGBTI e le comunità Rom; sottolinea che è opportuno dare priorità all'accesso a servizi sociali di qualità e garantire la sicurezza energetica delle famiglie vulnerabili; invita la Commissione ad adottare la prima strategia dell'UE contro la povertà;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>ricorda l'obiettivo dell'Unione di passare dall'assistenza istituzionale a quella di prossimità o familiare; invita la Commissione a presentare un piano d'azione sulla deistituzionalizzazione; sottolinea che tale piano d'azione dovrebbe riguardare tutti i gruppi che ancora vivono negli istituti, tra cui i minori, le persone con disabilità, le persone affette da problemi di salute mentale o senza fissa dimora e gli anziani; invita gli Stati membri a utilizzare appieno i fondi del FSE+ come pure altri fondi europei e nazionali pertinenti al fine di portare a termine il processo di deistituzionalizzazione in modo da garantire che ogni cittadino dell'UE possa vivere in una famiglia o in una comunità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita la Commissione a elaborare un piano d'azione europeo per la salute mentale, in linea con le sue recenti raccomandazioni<FOOTNOTE><FIELD> Comunicazione della Commissione del 7 giugno 2023 su un approccio globale alla salute mentale (COM(2023)0298).</FIELD></FOOTNOTE>; invita gli Stati membri a rafforzare l'accesso ai servizi di salute mentale e ai programmi di sostegno emotivo per tutti, in particolare i minori, i giovani e gli anziani; chiede un migliore utilizzo degli indicatori del quadro di valutazione della situazione sociale per affrontare l'impatto delle condizioni di vita precarie e dell'incertezza sulla salute mentale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>invita la Commissione ad affrontare il problema della solitudine promuovendo una strategia olistica dell'UE sulla solitudine e l'accesso all'assistenza professionale; chiede che tale strategia dell'UE affronti l'impatto socioeconomico della solitudine sulla produttività e sul benessere affrontando questioni quali l'isolamento rurale; esorta gli Stati membri a continuare ad attuare la raccomandazione del Consiglio relativa all'accesso a un'assistenza a lungo termine di qualità e a prezzi accessibili, nell'ottica di garantire l'accesso a un'assistenza di qualità, assicurando al contempo condizioni di lavoro dignitose per i lavoratori del settore, come pure per i prestatori di assistenza informale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>prende atto che 44 milioni di cittadini europei prestano frequentemente assistenza a lungo termine in via informale e che la maggior parte di questi sono donne<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea: Direzione generale per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, <STRING ITALIC="on">Long-term care report – Trends, challenges and opportunities in an ageing society</STRING> (Relazione sull'assistenza a lungo termine – Tendenze, sfide e opportunità in una società che invecchia).<STRING ITALIC="on"> Volume I</STRING>, Ufficio delle pubblicazioni, 2017, https://data.europa.eu/doi/10.2767/677726.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>riconosce il ruolo unico dei prestatori di assistenza nella società e, sebbene all'interno dell'UE la definizione di prestatori di assistenza non sia armonizzata, osserva che il settore dell'assistenza a lungo termine dà lavoro a 6,4 milioni di persone in tutta l'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che nel 2023 94,6 milioni di persone nell'UE erano ancora a rischio di povertà o esclusione sociale; sottolinea che senza un cambiamento di paradigma nell'approccio alla lotta contro la povertà, l'Unione europea e i suoi Stati membri non conseguiranno i loro obiettivi di riduzione della povertà; ritiene che l'annuncio della prima strategia dell'UE contro la povertà sia un passo nella giusta direzione verso l'inversione della tendenza, ma debba offrire un approccio globale per far fronte agli aspetti multidimensionali della povertà e dell'esclusione sociale tramite azioni concrete e un'attuazione e un monitoraggio rigorosi; chiede che tale strategia comprenda tutte le persone in condizioni di povertà ed esclusione sociale, in primo luogo le più svantaggiate, ma anche misure specifiche per diversi gruppi quali le persone che vivono in condizioni di povertà lavorativa, i senza fissa dimora, le persone con disabilità, le famiglie monoparentali e soprattutto i minori, al fine di spezzare in modo sostenibile il ciclo della povertà; sottolinea che il recepimento della direttiva relativa a salari minimi adeguati sarà fondamentale per prevenire e combattere i rischi di povertà tra i lavoratori, rafforzando nel contempo gli incentivi al lavoro, e accoglie con favore il fatto che diversi Stati membri abbiano modificato o prevedano di modificare i loro quadri in materia di salari minimi; esprime preoccupazione per l'aumento delle forme di occupazione atipiche in cui i lavoratori sono più a rischio di confrontarsi con la povertà lavorativa e di trovarsi privi di adeguate tutele giuridiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>ribadisce il suo invito alla Commissione a monitorare attentamente l'attuazione della garanzia per l'infanzia in tutti gli Stati membri nell'ambito del semestre europeo e delle raccomandazioni specifiche per paese; ribadisce la sua richiesta di incrementare il finanziamento della garanzia europea per l'infanzia con un bilancio specifico di almeno 20 miliardi di EUR e chiede a tutti gli Stati membri di destinare almeno il 5 % dei fondi loro assegnati a titolo del FSE+ alla lotta contro la povertà infantile e alla promozione del benessere dei minori; ritiene che le raccomandazioni specifiche per paese dovrebbero riflettere la conformità di bilancio degli Stati membri alla dotazione minima richiesta per la lotta alla povertà infantile stabilito nel regolamento FSE+<FOOTNOTE><FIELD> Articolo 7, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) (GU L 231 del 30.6.2021, pag. 21, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1057/oj).</FIELD></FOOTNOTE>; invita la Commissione a prevedere una dotazione di bilancio ambiziosa per la garanzia per l'infanzia nel prossimo quadro finanziario pluriennale al fine di rispondere alla crescente sfida della povertà infantile e dell'esclusione sociale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>esprime preoccupazione per le politiche nazionali che creano lacune nella copertura sanitaria, aumentando le disuguaglianze sia all'interno degli Stati membri che tra di essi; mette in guardia sul fatto che ciò inoltre compromette l'attuazione del principio 16 del pilastro europeo dei diritti sociali e dell'OSS 3.8 sulla copertura sanitaria universale, nonché l'obiettivo generale del pilastro di promuovere la convergenza sociale verso l'alto nell'UE, senza lasciare indietro nessuno; ritiene che gli indicatori utilizzati nel quadro di valutazione della situazione sociale non consentano di comprendere appieno l'accessibilità economica dell'assistenza sanitaria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>sottolinea che i datori di lavoro devono promuovere i legami intergenerazionali all'interno delle imprese e l'apprendimento intergenerazionale tra lavoratori giovani e anziani e viceversa; sottolinea che una forza lavoro che invecchia può aiutare un'impresa a sviluppare nuovi prodotti e servizi, affinché si adatti in modo più creativo e produttivo alle esigenze di una società che invecchia; chiede altresì la creazione di incentivi per incoraggiare il volontariato e il tutoraggio al fine di promuovere il trasferimento di conoscenze tra le generazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>avverte che, secondo le relazioni della Banca centrale europea, i salari reali sono ancora al di sotto del livello pre-pandemia, mentre la produttività è rimasta pressoché invariata; concorda sul fatto che ciò crea un margine per una ripresa non inflazionistica dei salari reali e avverte che se i salari reali non dovessero riprendersi, aumenterebbe il rischio di una debolezza economica prolungata, che potrebbe causare effetti duraturi e indebolire ulteriormente la produttività della zona euro rispetto ad altre parti del mondo; ritiene che una migliore applicazione dei salari minimi e il rafforzamento della copertura della contrattazione collettiva possano avere un effetto benefico sui livelli di disuguaglianza salariale, soprattutto aiutando i lavoratori più vulnerabili nella parte inferiore della scala retributiva, che sono sempre più esclusi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>invita gli Stati membri a garantire condizioni di lavoro dignitose, comprendenti, tra l'altro, retribuzioni adeguate, accesso alla protezione sociale, opportunità di apprendimento permanente, salute e sicurezza sul lavoro, un buon equilibrio tra vita professionale e vita privata e il diritto alla disconnessione, orari di lavoro ragionevoli, rappresentanza dei lavoratori, democrazia sul luogo di lavoro e contratti collettivi; esorta gli Stati membri a promuovere la democrazia sul luogo di lavoro, il dialogo sociale e la contrattazione collettiva e a tutelare i diritti dei lavoratori, in particolare nell'ambito delle transizioni verde e digitale, nonché a garantire la parità di retribuzione per uno stesso lavoro svolto da uomini e donne, a migliorare la trasparenza retributiva e ad affrontare le disuguaglianze di genere al fine di colmare il divario retributivo di genere nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>ricorda l'importanza di migliorare l'accesso dei lavoratori autonomi alla protezione sociale e invita la Commissione a monitorare i piani nazionali degli Stati membri per l'attuazione della raccomandazione del Consiglio dell'8 novembre 2019 sull'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi<FOOTNOTE><FIELD> GU C 387 del 15.11.2019, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE> nell'ambito delle raccomandazioni specifiche per paese; ricorda, a tale proposito, visto che il tasso di professionisti autonomi nei settori culturali e creativi è più del doppio rispetto a quello della popolazione generale, le 13 iniziative stabilite nella risposta della Commissione, del 21 febbraio 2024, alla risoluzione del Parlamento europeo del 21 novembre 2023 su un quadro dell'UE per la situazione sociale e professionale degli artisti e degli operatori nei settori culturali e creativi<FOOTNOTE><FIELD> Risoluzione del Parlamento europeo del 21 novembre 2023 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti un quadro dell'UE per la situazione sociale e professionale degli artisti e degli operatori nei settori culturali e creativi (GU C, C/2024/4208, 24.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4208/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e invita la Commissione ad avviarne l'attuazione in cooperazione con gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>chiede l'attuazione di politiche che promuovano l'equilibrio tra vita professionale e vita privata e il diritto alla disconnessione, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita di tutte le famiglie e di tutti i lavoratori, al fine di garantire l'attuazione della direttiva relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio (GU L 188 del 12.7.2019, pag. 79, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2019/1158/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e della strategia europea per l'assistenza; invita la Commissione a presentare una proposta per affrontare il telelavoro e il diritto alla disconnessione; la invita altresì a presentare una proposta per la creazione di una tessera europea per tutti i tipi di famiglie numerose e di un piano d'azione europeo per le famiglie monoparentali, che offra vantaggi educativi e sociali; chiede, da ultimo, iniziative volte a combattere l'esclusione della forza lavoro a seguito di prolungati periodi di congedo per malattia, ad adeguare il luogo di lavoro e a promuovere condizioni di lavoro flessibili, nonché a sviluppare strategie per sostenere il ritorno dei lavoratori dopo lunghe assenze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>chiede che le sfide demografiche siano considerate prioritarie nella politica di coesione dell'UE e che siano intraprese azioni concrete a livello nazionale e dell'UE; invita la Commissione a proclamare un "Anno europeo della demografia" e a sviluppare in via prioritaria la sua comunicazione sull'utilizzo dei talenti nelle regioni d'Europa e sul "meccanismo di incentivazione dei talenti" al fine di promuovere la coesione sociale e a incrementare i finanziamenti per le zone rurali e ultraperiferiche e le regioni per con un elevato tasso di spopolamento, sostenendo la creazione di posti di lavoro di qualità, i servizi pubblici, i progetti di sviluppo locale e infrastrutture di base che favoriscano il "diritto di rimanere" della popolazione, soprattutto nel caso dei giovani; sottolinea l'importanza di introdurre misure specifiche per far fronte alle disuguaglianze regionali nell'istruzione e nella formazione, garantendo parità di accesso a un'istruzione di alta qualità e a prezzi sostenibili per tutti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che, nonostante i miglioramenti, diversi gruppi di popolazione sono ancora significativamente sottorappresentati nel mercato del lavoro dell'UE, tra cui le donne, gli anziani, le persone scarsamente e mediamente qualificate, le persone con disabilità e le persone provenienti da un contesto migratorio o minoritario; avverte che le disuguaglianze in materia di istruzione si sono aggravate, esacerbando ulteriormente le vulnerabilità degli studenti provenienti da contesti svantaggiati e migratori; sottolinea che, secondo la relazione comune sull'occupazione, le persone provenienti da un contesto migratorio o minoritario possono beneficiare in modo significativo di misure mirate per affrontare gli squilibri tra domanda e offerta di competenze, migliorare le competenze linguistiche e combattere la discriminazione; sottolinea l'importanza di intensificare gli sforzi nell'attuazione del piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-27, che fornisce un quadro politico comune per sostenere gli Stati membri nello sviluppo di politiche nazionali di integrazione dei migranti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita la Commissione e il Consiglio a dare priorità alla riduzione degli oneri amministrativi ai fini della semplificazione, nel rispetto delle norme sociali e del lavoro; ritiene che un migliore sostegno alle PMI e agli imprenditori effettivi e potenziali migliorerà la competitività e la sostenibilità a lungo termine dell'UE, stimolerà l'innovazione e creerà posti di lavoro di qualità; osserva che le PMI e i lavoratori autonomi in tutti i settori sono essenziali per la crescita economica dell'UE e quindi per il finanziamento delle politiche sociali; sollecita l'attuazione di raccomandazioni specifiche per migliorare il mercato unico; prende atto della pubblicazione, da parte della Commissione, della "Bussola per la competitività" il 29 gennaio 2025<FOOTNOTE><FIELD> Comunicazione della Commissione, del 29 gennaio 2025, dal titolo "Una bussola per la competitività dell'UE" (COM(2025)0030),</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>invita la Commissione a effettuare controlli della competitività su ogni nuova proposta legislativa, tenendo conto dell'impatto complessivo della legislazione dell'Unione sulle imprese e sulle altre politiche e programmi dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>ritiene che l'economia sociale sia una componente essenziale dell'economia sociale di mercato dell'UE e un motore per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e dei suoi obiettivi, dando spesso lavoro a gruppi vulnerabili ed esclusi; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il loro sostegno a tutte le imprese dell'economia sociale, ma soprattutto a quelle senza scopo di lucro, come sottolineato nel piano d'azione per l'economia sociale del 2021 e nella tabella di marcia di Liegi per l'economia sociale, al fine di promuovere il lavoro di qualità, dignitoso e inclusivo e l'economia circolare, incoraggiare gli Stati membri ad agevolare l'accesso ai finanziamenti e aumentare la visibilità degli attori dell'economia sociale; invita la Commissione a esplorare meccanismi di finanziamento innovativi per sostenere lo sviluppo dell'economia sociale in Europa<FOOTNOTE><FIELD> Risoluzione del Parlamento europeo del 6 luglio 2022 sul piano d'azione dell'Unione europea per l'economia sociale (GU C 47 del 7.2.2023, pag. 171).</FIELD></FOOTNOTE> e promuovere un contesto imprenditoriale dinamico e inclusivo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>ritiene che, in quest'anno di transizione caratterizzato dall'attuazione delle norme rivedute in materia di governance economica, gli Stati membri dovrebbero allineare la responsabilità di bilancio alla crescita sostenibile e inclusiva e all'occupazione; prende atto della necessità di rafforzare il coinvolgimento delle parti sociali, anche nell'elaborazione di piani strutturali di bilancio a medio termine, per contribuire agli obiettivi del nuovo quadro di governance economica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>si compiace del fatto che i piani strutturali nazionali di bilancio a medio termine, nell'ambito del nuovo quadro di governance economica, debbano includere riforme e investimenti che rispondano alle principali sfide individuate nell'ambito del semestre europeo, così come garantire la sostenibilità del debito investendo strategicamente nei principi del pilastro europeo dei diritti sociali con l'obiettivo di promuovere una convergenza sociale verso l'alto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>esprime preoccupazione per il persistente scarso livello di osservanza delle raccomandazioni specifiche per paese; ribadisce pertanto la sua richiesta di un'efficace attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese da parte degli Stati membri, in modo da promuovere l'assistenza sanitaria e sistemi pensionistici sostenibili, in linea con i principi 15 e 16 del pilastro europeo dei diritti sociali, e la prosperità a lungo termine per tutti i cittadini, tenendo conto della vulnerabilità di quei lavoratori che hanno carriere segmentate, intermittenti e condizionate da transizioni lavorative; insiste affinché la Commissione intensifichi il dialogo con gli Stati membri sull'attuazione delle raccomandazioni esistenti e degli orientamenti in materia di occupazione, nonché sull'azione politica attuale o futura per far fronte alle sfide individuate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>accoglie con favore l'istituzione di un quadro per individuare i rischi per la convergenza sociale nell'ambito del semestre europeo, come già chiesto con forza dal Parlamento europeo; ricorda che nell'ambito di tale quadro la Commissione valuta i rischi per la convergenza sociale verso l'alto negli Stati membri e monitora i progressi compiuti nell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali sulla base del quadro di valutazione della situazione sociale e dei principi del quadro di convergenza sociale; si compiace del fatto che la relazione comune sull'occupazione 2025 fornisca un'analisi specifica per paese basata sui principi del quadro di convergenza sociale; invita la Commissione a mettere ulteriormente a punto strumenti innovativi di analisi di tipo quantitativo e qualitativo nell'ambito di questo nuovo quadro, ai fini di un suo ottimale utilizzo nei futuri cicli del semestre europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>si compiace del fatto che la prima analisi basata sui principi del quadro di convergenza sociale indichi nel 2023 una convergenza verso l'alto nel mercato del lavoro<FOOTNOTE><FIELD> Proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701).</FIELD></FOOTNOTE>; osserva con preoccupazione che gli esiti occupazionali dei gruppi sottorappresentati devono ancora migliorare e che permangono rischi per la convergenza verso l'alto a livello europeo in relazione allo sviluppo delle competenze, che vanno dall'educazione della prima infanzia all'apprendimento permanente, e ai risultati sociali dei tassi di rischio di povertà e di esclusione sociale; invita la Commissione ad approfondire l'esame di tali rischi per la convergenza sociale verso l'alto nella seconda fase dell'analisi e a discutere con gli Stati membri interessati in merito alle misure in atto o previste per far fronte a tali rischi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>prende atto della crisi del costo della vita, che ha accresciuto gli oneri a carico delle famiglie, e dell'aumento del costo degli alloggi che, insieme agli elevati costi energetici, contribuisce agli elevati livelli di povertà energetica in tutta l'UE; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad affrontare in modo globale le cause profonde di tale crisi dando priorità alle politiche che promuovono la resilienza economica, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>mette in guardia dai rischi sociali derivanti dalla crisi del settore automobilistico, che si trova ad affrontare una pressione senza precedenti dovuta a fattori sia esterni che interni; invita la Commissione a prestare attenzione a tale settore e a rafforzare il dialogo sociale e la partecipazione dei lavoratori ai processi di transizione; sottolinea l'urgente necessità, per reagire all'attuale crisi, di una risposta coordinata dell'UE tramite una task force di emergenza composta da sindacati e datori di lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>invita la Commissione a monitorare i dati sulle ristrutturazioni e il loro impatto sull'occupazione, ad esempio avvalendosi dell'osservatorio sulla ristrutturazione in Europa, al fine di agevolare le misure a sostegno delle ristrutturazioni e delle transizioni nel mercato del lavoro, e a prendere in considerazione la possibilità di evidenziare le misure nazionali a sostegno di una modalità di ristrutturazione socialmente responsabile nel semestre europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>esprime preoccupazione per la revisione da parte della Commissione del quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici, in particolare per la riduzione degli indicatori occupazionali e sociali, che sono fondamentali per valutare la situazione sociale e del mercato del lavoro negli Stati membri; si rammarica del fatto che la disoccupazione giovanile non sia più considerata un indicatore principale, nonostante la sua pertinenza nell'individuare e affrontare specifiche sfide del mercato del lavoro e nell'adottare politiche pubbliche adeguate; sottolinea che gli indicatori delle norme sociali dovrebbero essere maggiormente presi in considerazione nel processo decisionale; si rammarica del fatto che la Commissione non abbia debitamente consultato il Parlamento e ricorda alla Commissione il suo obbligo di cooperare strettamente con il Parlamento, il Consiglio e le parti sociali prima di elaborare il quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici e la serie di indicatori macroeconomici e macrofinanziari per gli Stati membri; sottolinea che l'attuazione dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali deve far parte del quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>ritiene che la coesione territoriale e la coesione sociale siano componenti essenziali dell'agenda per la competitività e che atti legislativi come lo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) rimangano un esempio positivo per ispirare le future iniziative dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>ritiene che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché le politiche di bilancio nell'ambito del semestre europeo sostengano gli investimenti in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali, in particolare in settori quali gli alloggi dignitosi e a prezzi accessibili, l'assistenza sanitaria di qualità, l'istruzione e i sistemi di protezione sociale, in quanto fondamentali per la coesione sociale e la sostenibilità economica a lungo termine e per far fronte alle sfide individuate tramite gli indicatori sociali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>sottolinea la necessità di affrontare le principali sfide individuate nel quadro di valutazione della situazione sociale come "critiche" e "da tenere sotto osservazione", tra cui i minori a rischio di povertà o di esclusione sociale, il divario di genere nei livelli di occupazione, l'onerosità eccessiva dei costi abitativi, i servizi per l'infanzia e l'assistenza a lungo termine, il divario nei livelli di occupazione tra persone con e senza disabilità, l'impatto dei trasferimenti sociali sulla riduzione della povertà e le competenze digitali di base<FOOTNOTE><FIELD> Proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>pone l'accento sulle ripercussioni negative che la crisi del costo della vita ha avuto sulle persone con disabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>esorta gli Stati membri a prendere in considerazione politiche solide che garantiscano salari equi e migliorino le condizioni di lavoro, in particolare per i lavoratori precari e a basso reddito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>sottolinea la necessità di dati tempestivi e armonizzati sulle politiche sociali per migliorare l'elaborazione di politiche basate su dati concreti e investimenti sociali mirati; chiede che sia migliorato il quadro di valutazione della situazione sociale, al fine di tenere conto dei venti principi del pilastro europeo dei diritti sociali, introducendo indicatori pertinenti che riflettano le tendenze e le cause delle disuguaglianze, quali posti di lavoro di qualità, distribuzione della ricchezza, accesso ai servizi pubblici, pensioni adeguate, tasso di deprivazione abitativa, salute mentale, discriminazione e disoccupazione; ricorda che l'indicatore del rischio di povertà o di esclusione sociale (AROPE) non rivela le cause della complessa disuguaglianza; invita la Commissione e gli Stati membri a mettere a punto un quadro europeo di raccolta dei dati sui servizi sociali per monitorare gli investimenti nei servizi sociali e la copertura di tali servizi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>