<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0037</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Grave crisi politica, umanitaria e dei diritti umani in Sudan, in particolare le violenze sessuali e lo stupro di minori</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0175, 0185, 0187, 0188, 0189 e 0190/2025)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2025 sulla grave crisi politica, umanitaria e dei diritti umani in Sudan, in particolare le violenze sessuali e lo stupro di minori (2025/2595(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sul Sudan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il conflitto tra le Forze armate sudanesi (SAF) e le Forze di supporto rapido (RSF) prosegue dall'aprile 2023, con le due parti in lotta per il controllo del Sudan e delle sue risorse;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che il conflitto ha causato lo sfollamento forzato di 13 milioni di persone; che quasi due terzi della popolazione sudanese, fra cui 16 milioni di minori, ha un estremo bisogno di assistenza umanitaria, mentre il sistema sanitario è in gran parte distrutto; che gli aiuti umanitari vengono ostacolati, il che aggrava l'insicurezza alimentare, la malnutrizione e la diffusione di malattie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, in base a quanto riferisce l'UNICEF, lo stupro come arma di guerra è diventato spaventosamente comune e ne sono particolarmente a rischio i minori, e che circa 12,1 milioni di persone rischiano di subire violenze di genere, fra cui stupri e matrimoni forzati; che dall'inizio del 2024 sono stati segnalati 221 casi di stupro di minori;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>invita tutte le parti a cessare immediatamente le ostilità, ad adoperarsi per una soluzione negoziata e a rispettare gli impegni assunti con la dichiarazione di Gedda;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità di un accesso equo ai soccorsi umanitari per i civili; invita tutte le parti a garantire un accesso sicuro, tempestivo e senza restrizioni agli attori umanitari, fra cui il Programma alimentare mondiale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>condanna fermamente gli attacchi indiscriminati contro civili e le diffuse violenze sessuali commesse su donne e minori sia dalle SAF che dalle RSF; esorta tutte le parti coinvolte a porre fine a questi orribili atti e crimini di guerra, fra cui lo stupro di minori; sottolinea la necessità di strumenti di sostegno per i sopravvissuti, fra cui assistenza sanitaria, cure e sostegno psicosociale, nonché servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva; chiede che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>esorta le autorità sudanesi e tutte le fazioni belligeranti a rispettare il diritto internazionale umanitario e a cessare il reclutamento e l'uso di bambini soldato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>esorta il Consiglio ad adottare misure e sanzioni mirate nei confronti delle entità e dei comandanti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui Abdel Rahim Hamdan Dagalo, Mohamed Hamdan "Hemedti" Dagalo e Abu Aqla Keikel;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>esorta il Consiglio e la Commissione a intervenire nei confronti di tutti gli attori che violano l'embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite nei confronti del Darfur e a sostenere la sua estensione a tutto il Sudan;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esorta l'UE e i suoi Stati membri a sostenere le indagini della Corte penale internazionale sul genocidio, i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità nel Darfur e a sostenere il lavoro della missione di accertamento dei fatti delle Nazioni Unite in Sudan, compreso il suo pieno accesso al paese; incoraggia le Nazioni Unite, l'Unione africana e altre organizzazioni regionali a sostenere la presenza di una solida missione per proteggere i civili, monitorare i diritti umani e indagare sulle violenze sessuali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri ad aumentare gli aiuti umanitari al Sudan e ai paesi vicini, a finanziare il sostegno ai sopravvissuti alle violenze sessuali e a continuare a finanziare programmi locali di resilienza e protezione, garantendo i diritti delle donne e dei minori e la parità di genere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché alle autorità sudanesi, all'Unione africana, al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Parlamento panafricano.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>