<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0059</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Diritti umani e democrazia nel mondo e politica dell'Unione europea in materia – relazione annuale 2024</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0012/2025 - Relatrice: Isabel Wiseler-Lima)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2025 sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell'Unione europea in materia – relazione annuale 2024 (2024/2081(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 2, 3, 8, 21 e 23 del trattato sull'Unione europea (TUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 17 e 207 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e gli altri trattati e strumenti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati del 1951 e il relativo protocollo del 1967,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la Convenzione delle Nazioni Unite del 1948 per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio e la risoluzione 43/29 del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, del 22 giugno 2020, per la prevenzione del genocidio,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne del 18 dicembre 1979,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, del 10 dicembre 1984, e il relativo protocollo opzionale adottato il 18 dicembre 2002,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, del 12 dicembre 2006, e il relativo protocollo opzionale adottato il 13 dicembre 2006,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione internazionale del 1976 per l'eliminazione e la repressione del crimine di apartheid,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Dichiarazione sull'eliminazione di tutte le forme d'intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o sul credo, proclamata con la risoluzione 36/55 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 25 novembre 1981,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali, etniche, religiose o linguistiche, del 18 dicembre 1992,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani, adottata per consenso con la risoluzione 53/144 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 9 dicembre 1998,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni del 13 settembre 2007,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei piccoli coltivatori e di altre persone che lavorano nelle zone rurali del 28 settembre 2018,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il programma d'azione della Conferenza internazionale del Cairo sulla popolazione e sullo sviluppo del 1994 e le sue conferenze di revisione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, del 20 novembre 1989, e i suoi due protocolli opzionali, adottati il 25 maggio 2000,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il trattato delle Nazioni Unite sul commercio di armi, entrato in vigore il 24 dicembre 2014, e il codice di condotta dell'UE per le esportazioni di armi del 5 giugno 1998,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la dichiarazione e la piattaforma d'azione di Pechino delle Nazioni Unite del settembre 1995 e le sue conferenze di revisione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, adottata il 25 settembre 2015, e in particolare i suoi obiettivi 1, 3, 4, 5, 8, 10 e 16,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il Global Compact delle Nazioni Unite per una migrazione sicura, ordinata e regolare, adottato il 19 dicembre 2018, e il Global Compact delle Nazioni Unite sui rifugiati, adottato il 17 dicembre 2018,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo statuto di Roma della Corte penale internazionale adottato il 17 luglio 1998, entrato in vigore il 1º luglio 2002,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di cooperazione e di assistenza tra la Corte penale internazionale e l'Unione europea del 10 aprile 2006<FOOTNOTE><FIELD> GU L 115 del 28.4.2006, pag. 50, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2006/313/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei diritti dell'uomo e della dignità dell'essere umano nei confronti dell'applicazione della biologia e della medicina, del 4 aprile 1997, e i relativi protocolli aggiuntivi, la convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani, del 16 maggio 2005, e la convenzione per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali, del 25 ottobre 2007,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (convenzione di Istanbul), dell'11 maggio 2011, che non tutti gli Stati membri hanno ratificato ma che è entrata in vigore per l'UE il 1º ottobre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i protocolli n. 6 e n. 13 della convenzione del Consiglio d'Europa per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, del 28 aprile 1983, relativi all'abolizione della pena di morte,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2020/1998 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani<FOOTNOTE><FIELD> GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/1998/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/947 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 giugno 2021, che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale<FOOTNOTE><FIELD> GU L 209 del 14.6.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/947/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio, del 22 gennaio 2024, sulle priorità dell'UE nelle sedi delle Nazioni Unite competenti in materia di diritti umani nel 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024, approvato dal Consiglio il 17 novembre 2020, e la relativa revisione intermedia del 9 giugno 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio, del 27 maggio 2024, sull'allineamento del piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024 al quadro finanziario pluriennale 2021-2027,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere (GAP) III – Un'agenda ambiziosa per la parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna (JOIN(2020)0017),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia dell'EU per la parità di genere 2020-2025 (COM(2020)0152),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia dell'UE per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025 (COM(2020)0698),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia dell'UE sui diritti dei minori (COM(2021)0142),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia dell'UE per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 (COM(2021)0101),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025 (COM(2020)0565),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom (COM(2020)0620),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani, adottati dal Consiglio il 14 giugno 2004 e riveduti nel 2008, e la seconda nota orientativa sull'attuazione degli orientamenti, adottata nel 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE sulle violenze contro le donne e la lotta contro tutte le forme di discriminazione nei loro confronti, adottati dal Consiglio l'8 dicembre 2008,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE per promuovere l'osservanza del diritto internazionale umanitario (DIU) del 2005, aggiornati nel 2009,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE in materia di pena di morte, aggiornati dal Consiglio il 12 aprile 2013,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE per la promozione e la tutela dell'esercizio di tutti i diritti umani da parte delle persone LGBTI, adottati il 24 giugno 2013,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE sulla promozione e la tutela della libertà di religione o di credo, adottati dal Consiglio il 24 giugno 2013,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE per quanto concerne la libertà di espressione online e offline, adottati dal Consiglio il 12 maggio 2014,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE sulla non discriminazione nell'azione esterna, adottati dal Consiglio il 18 marzo 2019,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE riguardanti l'acqua potabile sicura e i servizi igienico-sanitari, adottati dal Consiglio il 17 giugno 2019,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti riveduti dell'UE per una politica dell'UE nei confronti dei paesi terzi in materia di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, adottati dal Consiglio il 16 settembre 2019,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le linee direttrici rivedute dell'UE per i dialoghi con i paesi partner/terzi in materia di diritti umani, approvate dal Consiglio il 22 febbraio 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti riveduti dell'Unione europea sui bambini e i conflitti armati, approvati dal Consiglio il 24 giugno 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 12 settembre 2012, dal titolo "Le radici della democrazia e dello sviluppo sostenibile: l'impegno dell'Europa verso la società civile nell'ambito delle relazioni esterne" (COM(2012)0492),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio sul ruolo dello spazio civico nella tutela e nella promozione dei diritti fondamentali nell'UE, del 10 marzo 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2024/1760 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità e che modifica la direttiva (UE) 2019/1937 e il regolamento (UE) 2023/2859<FOOTNOTE><FIELD> GU L 2024/1760 del 5.7.2024, ELI: <STRING UNDERLINE="on">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1760/oj</STRING>.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che vieta i prodotti ottenuti con il lavoro forzato sul mercato dell'Unione (COM(2022)0453), presentata dalla Commissione il 14 settembre 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta congiunta di regolamento del Consiglio relativo a misure restrittive contro i gravi atti di corruzione, presentata dalla Commissione e dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza il 3 maggio 2023 (JOIN(2023)0013),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione annuale dell'UE sui diritti umani e la democrazia nel mondo del 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il premio Sacharov del Parlamento europeo per la libertà di pensiero, conferito nel 2024 a María Corina Machado, leader delle forze democratiche in Venezuela, e al presidente eletto Edmundo González Urrutia, in rappresentanza di tutti i venezuelani che, all'interno e all'esterno del paese, lottano per ristabilire la libertà e la democrazia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2019 sugli orientamenti dell'UE e il mandato dell'inviato speciale dell'UE per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell'Unione europea<FOOTNOTE><FIELD> GU C 411 del 27.11.2020, pag. 30.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2020 sull'uguaglianza di genere nella politica estera e di sicurezza dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> GU C 404 del 6.10.2021, pag. 202.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 maggio 2021 sulla protezione dei diritti umani e la politica migratoria esterna dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> GU C 15 del 12.1.2022, pag. 70.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2021 sul regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani (legge Magnitsky dell'UE)<FOOTNOTE><FIELD> GU C 99 dell'1.3.2022, pag. 152.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la sua risoluzione del 28 febbraio 2024 sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell'Unione europea in materia – relazione annuale 2023<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/6741, 26.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6741/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, e le sue precedenti risoluzioni sulle relazioni annuali pregresse,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni sulle violazioni dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto (note come "risoluzioni d'urgenza"), approvate a norma dell'articolo 150 del suo regolamento, in particolare quelle approvate nel 2023 e nel 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere della commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0012/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'Unione europea si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, come sancito dagli articoli 2 e 21 TUE; che l'azione dell'UE nel mondo deve essere guidata dall'universalità e dall'indivisibilità dei diritti umani e dal fatto che l'efficace tutela e difesa dei diritti umani e della democrazia sono al centro dell'azione esterna dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo sono una componente essenziale dell'architettura dei diritti umani in Europa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'uniformità e la coerenza tra le politiche interne ed esterne dell'UE sono fondamentali per conseguire una politica dell'UE efficace e credibile in materia di diritti umani e per difendere e sostenere la libertà e la democrazia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che i sistemi democratici sono i più adatti a garantire a ogni persona la possibilità di vedere rispettati i propri diritti umani e le proprie libertà fondamentali; che un multilateralismo efficace basato su regole è il miglior sistema organizzativo per difendere le democrazie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'UE crede fermamente nel multilateralismo, nell'ordine mondiale basato su regole e nell'insieme di valori, principi e norme universali che guidano gli Stati membri delle Nazioni Unite e che questi ultimi si sono impegnati a difendere, conformemente alla Carta delle Nazioni Unite, e che l'Unione sostiene pienamente tale multilateralismo, tale ordine mondiale e tale insieme di valori e norme universali; che un mondo di democrazie, inteso come un mondo di sistemi politici che difendono e proteggono i diritti umani a livello mondiale, è un mondo più sicuro, in quanto dotato di un significativo bilanciamento dei poteri volto a scongiurare l'imprevedibilità delle autocrazie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la parità di genere è fondamentale per lo sviluppo di società libere ed eque; che i diritti umani delle donne, delle ragazze e delle persone non binarie non sono ancora garantiti in tutto il mondo e che lo spazio a disposizione delle organizzazioni della società civile, soprattutto le organizzazioni indigene, di base e per i diritti delle donne, si sta riducendo in molti paesi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che l'aumento dell'autoritarismo, del totalitarismo e del populismo minaccia l'ordine mondiale basato su regole, la protezione e la promozione della libertà e dei diritti umani nel mondo, nonché i valori e i principi su cui si fonda l'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che nel dicembre 2023 la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ha celebrato il suo 75º anniversario; che oggi più che mai dalla fondazione delle Nazioni Unite, i regimi totalitari mettono in discussione i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, cercano di riscrivere le norme internazionali, indeboliscono le istituzioni multilaterali e minacciano la pace e la sicurezza a livello mondiale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che nel novembre 2024 ricorre il 35º anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la dichiarazione e la piattaforma d'azione di Pechino delle Nazioni Unite sono viste come un punto di svolta per l'agenda mondiale sulla parità di genere e che nel 2025 ricorre il loro 30º anniversario;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la legittimità e il funzionamento dell'ordine internazionale fondato su regole dipendono dal riguardo nei confronti degli organismi internazionali e dal rispetto delle loro ordinanze, come le risoluzioni dell'Assemblea generale e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e le ordinanze e le decisioni della Corte internazionale di giustizia e della Corte penale internazionale (CPI); che il multilateralismo è attualmente messo a dura prova da crescenti minacce mondiali, come il terrorismo e l'estremismo, che mettono a rischio il rispetto di tali ordinanze e decisioni, nonché, in generale, il rispetto delle disposizioni del diritto internazionale, del diritto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario nelle situazioni di conflitto emergenti e in corso; che le istituzioni internazionali, i loro funzionari e coloro che collaborano con esse sono oggetto di attacchi e minacce; che la comunità internazionale, compresa l'UE, ha la responsabilità di sostenere l'ordine internazionale basato su regole garantendone il rispetto universale, anche da parte dei suoi partner;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che lo statuto di Roma della Corte penale internazionale stabilisce un quadro di responsabilità per genocidi, crimini contro l'umanità e crimini di guerra; che l'indipendenza della CPI è fondamentale per garantire che la giustizia sia esercitata in modo imparziale e senza interferenze politiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la revisione intermedia del 2023 del piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024, ora prorogato fino al 2027, ha dimostrato che nonostante i progressi compiuti finora è necessario fare di più, in cooperazione con partner democratici che condividono gli stessi principi, in particolare nel contesto delle sfide senza precedenti che il mondo ha dovuto affrontare dall'adozione del piano;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che i difensori dei diritti umani e le organizzazioni della società civile sono partner cruciali nell'ambito degli sforzi dell'UE volti a salvaguardare e promuovere i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto, nonché a prevenire i conflitti a livello mondiale; che sempre più di frequente attori statali e non statali in tutto il mondo censurano, mettono a tacere e perseguitano, tra gli altri, i difensori dei diritti umani, le organizzazioni della società civile, i giornalisti, le comunità religiose, i leader dell'opposizione e altri gruppi vulnerabili nell'ambito delle loro attività, riducendo ulteriormente lo spazio civile; che tale comportamento comprende misure quali azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP), politiche di governo restrittive, repressione transnazionale, campagne di diffamazione, discriminazioni, intimidazioni e violenza, tra cui esecuzioni extragiudiziali ed extraterritoriali, rapimenti, arresti e detenzioni di tipo arbitrario; che gli attacchi ai difensori dei diritti umani prendono sempre più di mira anche le loro famiglie e comunità, compresi coloro che vivono in esilio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che la parità di genere è un valore fondamentale dell'UE e che i diritti umani delle donne e delle ragazze, compresi i loro diritti sessuali e riproduttivi, continuano a essere violati in tutto il mondo; che le donne subiscono gli effetti di portata unica e sproporzionata dei conflitti, dei cambiamenti climatici e dei fenomeni migratori, tra cui un aumento del rischio di violenza di genere, emarginazione economica e difficoltà nell'accesso alle risorse; che le donne impegnate nella difesa dei diritti umani e le organizzazioni della società civile continuano a subire una riduzione dello spazio necessario per il loro lavoro cruciale, nonché minacce di violenza, molestie e intimidazioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che l'anno scorso è stato caratterizzato da un'ulteriore proliferazione, anche in paesi candidati all'adesione all'UE, delle cosiddette leggi sugli "agenti stranieri" o sull'influenza straniera, che prendono di mira le organizzazioni della società civile e i media nell'intento di impedire loro di ricevere sostegno finanziario dall'estero, anche da parte dell'UE e dei suoi Stati membri, favorendo un clima di paura e autocensura;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che nel 2024 più della metà della popolazione mondiale si è recata alle urne e molte di queste elezioni sono state caratterizzate da manipolazione, disinformazione e tentativi di ingerenza dall'interno o dall'esterno dei paesi in questione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che l'indice sulla libertà di stampa nel mondo 2024 di Reporter senza frontiere (RSF) mette in guardia contro la chiara mancanza di volontà da parte degli Stati e di altre forze politiche di proteggere la libertà di stampa; che, secondo la relazione annuale 2024 di RSF, nel 2024 sono stati uccisi 54 giornalisti e operatori dei media, la maggior parte dei quali in zone di conflitto, 550 erano detenuti, 55 tenuti in ostaggio e 95 risultavano scomparsi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che, secondo il rapporto mondiale di monitoraggio dell'educazione 2024 dell'UNESCO, 251 milioni di bambini e giovani sono privati del loro diritto fondamentale all'istruzione e non frequentano la scuola; che le ragazze e le donne sono colpite non solo dalla povertà, ma anche da norme culturali, pregiudizi di genere, matrimoni infantili e violenza tramite politiche di governo discriminatorie che impediscono loro di accedere all'istruzione e al mercato del lavoro con l'intento di cancellarle dalla vita pubblica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che almeno un milione di persone sono ingiustamente incarcerate per motivi politici, tra cui diversi vincitori e finalisti del premio Sacharov del Parlamento per la libertà di pensiero;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che, a norma dell'articolo 21, TUE, l'Unione si adopera per sviluppare relazioni e istituire partenariati con i paesi terzi sulla base, tra gli altri principi, della democrazia, dello Stato di diritto, dell'universalità e indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, del rispetto della dignità umana, dei principi di uguaglianza e di solidarietà e del rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale; che numerosi partner dell'UE, pur beneficiando da anni di varie preferenze e vantaggi derivanti dagli accordi con l'UE, non rispettano i loro obblighi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che i danni ambientali e gli impatti dei cambiamenti climatici stanno intensificando la precarietà, l'emarginazione e la disuguaglianza, costringendo sempre più spesso le persone ad abbandonare le loro case o relegandole in condizioni non sicure, aumentando così la loro vulnerabilità e mettendo a repentaglio i loro diritti umani;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sfide mondiali per la democrazia e i diritti umani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ribadisce l'universalità, l'interdipendenza, l'interrelazione e l'indivisibilità dei diritti umani nonché la dignità intrinseca di ciascun essere umano; riafferma il dovere dell'UE e dei suoi Stati membri di promuovere e proteggere la democrazia e l'universalità dei diritti umani in tutto il mondo; invita l'UE e i suoi Stati membri a dare l'esempio, in armonia con i suoi valori, promuovendo e sostenendo scrupolosamente i diritti umani e la giustizia internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>insiste sul fatto che il rispetto, la tutela e l'applicazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali devono rappresentare il fondamento della politica esterna dell'Unione in conformità ai suoi principi basilari; incoraggia vivamente l'UE e i suoi Stati membri, a tal fine, ad adoperarsi in maniera ambiziosa e costante per rendere la libertà, la democrazia, i diritti umani e la loro tutela un elemento centrale di tutte le politiche dell'UE in modo razionalizzato e a migliorare la coerenza tra le politiche interne ed esterne dell'Unione in tale ambito, anche tramite tutti i suoi accordi internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea che l'UE deve essere pienamente preparata a contrastare l'ascesa dell'autoritarismo, del totalitarismo e del populismo, come anche le crescenti violazioni dei principi dell'universalità dei diritti umani, della democrazia e del diritto internazionale umanitario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>condanna la crescente tendenza a violazioni e abusi dei diritti umani e dei principi e valori democratici in tutto il mondo, quali, tra l'altro, i rischi di regresso in materia di diritti umani, in particolare sui diritti delle donne, nonché esecuzioni, esecuzioni extragiudiziali, arresti e detenzioni arbitrari, torture e maltrattamenti, violenza di genere, repressioni nei confronti della società civile, di oppositori politici e di gruppi emarginati e vulnerabili, tra cui bambini e anziani, migranti, rifugiati e richiedenti asilo, e di minoranze etniche e religiose; condanna allo stesso modo la schiavitù e il lavoro forzato, l'uso eccessivo della violenza da parte delle autorità pubbliche, compresa la violenta repressione delle proteste pacifiche e di altre assemblee, la discriminazione sistematica e strutturale, la strumentalizzazione della magistratura, la censura e le minacce ai media indipendenti, comprese le minacce nella sfera digitale quali la sorveglianza online e gli oscuramenti di internet, gli attacchi politici alle istituzioni internazionali e all'ordine internazionale basato su regole, e il crescente ricorso a metodi di guerra illegali in grave violazione del diritto internazionale umanitario e del diritto dei diritti umani; deplora l'indebolimento della protezione delle istituzioni e dei processi democratici e la riduzione dello spazio per le società civili in tutto il mondo; denuncia la repressione transnazionale da parte di regimi illiberali nei confronti di cittadini e attivisti che hanno cercato rifugio all'estero, anche sul territorio dell'UE; condanna l'arresto e la condanna a cinque anni di carcere dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal da parte di un tribunale algerino; chiede il suo rilascio immediato e auspica che le autorità algerine ne riconoscano l'urgente necessità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>rileva con profonda preoccupazione l'attuale crisi internazionale dell'assunzione di responsabilità e la sfida a porre fine all'impunità per le violazioni delle norme fondamentali del diritto internazionale umanitario e in materia di diritti umani nei conflitti in tutto il mondo; ribadisce la neutralità e l'importanza degli aiuti umanitari in tutti i conflitti e tutte le crisi; sottolinea le gravi conseguenze che possono avere il discredito delle organizzazioni dei consessi multilaterali, come le Nazioni Unite, e gli attacchi nei loro confronti, che possono favorire una cultura dell'impunità e compromettere la fiducia nel sistema delle Nazioni Unite e il suo funzionamento; invita l'UE a difendere il sistema giuridico internazionale e ad adottare misure efficaci perché ne sia garantito il rispetto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>osserva con soddisfazione che, in questo contesto di grandi sfide per i diritti umani nel mondo, vi sono anche note positive sul fronte dei diritti umani; sottolinea, in particolare, il lavoro delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti umani; sottolinea la necessità di una comunicazione più strategica in materia di diritti umani e democrazia, che diffonda notizie riguardanti i risultati positivi, le politiche e le migliori pratiche; sostiene l'iniziativa "Good Human Rights Stories" quale mezzo per promuovere storie positive sul tema dei diritti umani e ne raccomanda l'aggiornamento; sottolinea il ruolo della diplomazia pubblica e culturale dell'UE nonché delle sue relazioni culturali internazionali nella promozione dei diritti umani e chiede che la divisione Comunicazione e previsioni strategiche del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) intensifichi gli sforzi al riguardo;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Rafforzare gli strumenti dell'UE per promuovere e proteggere i diritti umani e la democrazia nel mondo</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>constata con preoccupazione il crescente divario a livello mondiale; sottolinea la responsabilità condivisa dell'UE di continuare a difendere i valori e i principi democratici, i diritti umani, la giustizia internazionale, la pace e la dignità in tutto il mondo, la cui difesa assume ancora più importanza nell'attuale situazione di instabilità della politica mondiale; invita l'UE a mantenere aperti i canali di comunicazione con i vari portatori di interessi e a continuare a elaborare strumenti completi per rafforzare i diritti umani e la democrazia a livello mondiale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>osserva che l'UE e i suoi Stati membri hanno compiuto progressi sostanziali nell'attuazione del piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia, anche se non hanno raggiunto tutti i suoi obiettivi, in parte anche a causa delle sfide senza precedenti che il mondo ha dovuto affrontare dopo la sua adozione; accoglie con favore, in tal senso, la proroga del piano d'azione fino al 2027, al fine di massimizzare le sinergie e la complementarità tra diritti umani e democrazia a livello locale, nazionale e mondiale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Rappresentante speciale dell'UE (RSUE) per i diritti umani</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>sostiene appieno il lavoro svolto dall'RSUE per i diritti umani nel contribuire alla visibilità e alla coerenza delle azioni dell'UE in materia di diritti umani nelle sue relazioni esterne; difende il ruolo centrale dell'RSUE nella promozione e nella protezione dei diritti umani da parte dell'UE attraverso il dialogo con paesi terzi e partner che condividono gli stessi principi; sottolinea la necessità di una stretta cooperazione tra l'RSUE per i diritti umani e altri RSUE e inviati speciali, al fine di migliorare ulteriormente tale coerenza e chiede che il ruolo dell'RSUE per i diritti umani goda di maggiore visibilità; chiede che il lavoro dell'RSUE sia sostenuto mediante maggiori risorse e un migliore coordinamento con le delegazioni dell'UE nel mondo; si rammarica che, nonostante i continui appelli, il Parlamento sia stato escluso dal processo di selezione dell'RSUE; insiste sulla necessità che l'RSUE riferisca regolarmente al Parlamento;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale e programma tematico per i diritti umani e la democrazia</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>ricorda il ruolo fondamentale svolto dallo strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) – Europa globale, compreso il suo programma tematico per i diritti umani e la democrazia, quale strumento faro dell'UE per la promozione e la protezione dei diritti umani e della democrazia nel mondo; sottolinea la necessità di coinvolgere la società civile in tutte le pertinenti attività esterne dell'UE, compresa la strategia Global Gateway, finanziata attraverso lo strumento NDICI – Europa globale; ribadisce l'importanza di razionalizzare un approccio basato sui diritti umani negli strumenti di azione esterna dell'UE; sottolinea il ruolo del Parlamento nel processo di programmazione dello strumento e invita la Commissione e il SEAE a condividere tempestivamente tutte le informazioni pertinenti affinché il Parlamento possa a sua volta svolgere il proprio ruolo, in particolare durante i dialoghi geopolitici ad alto livello con la Commissione, nell'ambito del processo di valutazione intermedia e nelle sue risoluzioni; invita il SEAE e la Commissione a garantire che le lettere di raccomandazione formulate dopo ogni dialogo geopolitico e ogni risoluzione ricevano una risposta; esorta la Commissione a sviluppare e lanciare un sito web completo e centralizzato dedicato all'NDICI – Europa globale, che contenga informazioni su tutti i programmi indicativi pluriennali, illustrando nel dettaglio i rispettivi bilanci, le azioni associate e gli stanziamenti finanziari sostenuti, organizzati sia per paese che per tema; osserva che l'NDICI – Europa globale e tutti gli strumenti futuri devono concentrarsi sui fattori chiave fondamentali delle sfide attuali, compresa la necessità di rafforzare la resilienza delle comunità locali e le attività di sostegno alla democrazia promuovendo lo sviluppo economico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>chiede che siano effettuate valutazioni ex ante indipendenti per determinare le possibili implicazioni e i potenziali rischi dei progetti per quanto riguarda i diritti umani, in conformità all'articolo 25, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/947; chiede un monitoraggio indipendente dei diritti umani durante tutta l'attuazione dei progetti nei paesi terzi, soprattutto in relazione a progetti che comportano un elevato rischio di violazioni; chiede la sospensione dei progetti che contribuiscono (in)direttamente alle violazioni dei diritti umani in paesi terzi; ribadisce il divieto di assegnare fondi dell'UE ad attività contrarie ai valori fondamentali dell'UE, quali il terrorismo o l'estremismo; invita la Commissione a condividere con il Parlamento tutte le valutazioni relative ai diritti umani in modo proattivo;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Accordi commerciali e internazionali dell'UE</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ribadisce il suo invito a integrare valutazioni sui diritti umani e includere solide clausole sui diritti umani negli accordi tra l'UE e i paesi terzi, sostenute da una chiara serie di parametri di riferimento e di procedure da seguire in caso di violazioni; invita la Commissione e il SEAE a garantire il monitoraggio attivo e l'effettiva applicazione delle clausole sui diritti umani contenute negli accordi internazionali in vigore e a migliorare la loro comunicazione con il Parlamento riguardo alle considerazioni e decisioni relative a tale applicazione; ribadisce che, di fronte alle persistenti violazioni delle clausole sui diritti umani da parte dei suoi paesi partner, tra cui quelle relative al programma di preferenze generalizzate Plus (SPG+), l'UE dovrebbe reagire tempestivamente e con decisione, anche sospendendo gli accordi in questione qualora altre opzioni si rivelino inefficaci; chiede che sia attuata la raccomandazione del Mediatore europeo in merito alla creazione di un portale per la gestione dei reclami, nel quadro degli strumenti commerciali e finanziari dell'UE, o che sia adattato lo sportello unico della Commissione per consentire la presentazione di reclami relativi al mancato rispetto delle clausole sui diritti umani; invita le istituzioni dell'UE a dialogare regolarmente con la comunità imprenditoriale e la società civile al fine di rafforzare i legami tra commercio internazionale, diritti umani e sicurezza economica; chiede all'UE di garantire la promozione e la protezione dei diritti umani attraverso gli investimenti e i progetti del suo Global Gateway facendo in modo che non arrechino danni;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Dialoghi dell'UE in materia di diritti umani</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea l'importante ruolo dei dialoghi sui diritti umani nel quadro degli strumenti dell'UE in tale ambito e quale veicolo chiave per attuare il piano d'azione dell'UE sui diritti umani e la democrazia; sottolinea che tali dialoghi devono affrontare la situazione generale dei diritti umani e della democrazia con i paesi interessati; osserva che i dialoghi sui diritti umani dovrebbero essere visti come un elemento chiave del costante impegno dell'UE e non come uno strumento autonomo e che la persistente incapacità dei paesi terzi di impegnarsi realmente nei dialoghi e di attuare i risultati chiave dovrebbe portare all'uso di altri strumenti adeguati di politica estera; ricorda che è necessario fare ricorso a tali dialoghi in combinazione e in sinergia con altri strumenti, adottando un approccio "più progressi, più aiuti" e "meno progressi, meno aiuti"; ribadisce la necessità di attirare l'attenzione sui singoli casi, in particolare quelli dei vincitori del premio Sacharov e quelli evidenziati dal Parlamento nelle sue risoluzioni, e di garantire un seguito adeguato; chiede al SEAE e alle delegazioni dell'UE di aumentare la visibilità di tali dialoghi e dei loro esiti, garantendo che siano orientati ai risultati e basati su una serie chiara di parametri di riferimento che possa essere pubblicata in un comunicato stampa congiunto, e di garantirne un seguito adeguato; chiede una partecipazione maggiore e più significativa della società civile nei dialoghi; sottolinea che alle organizzazioni autentiche della società civile non deve essere impedita la partecipazione ai dialoghi sui diritti umani e che qualsiasi dialogo deve includere tutte le organizzazioni autentiche della società civile senza alcuna limitazione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani (GHRSR – legge Magnitsky dell'UE</STRING>)</ACTINIT><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>accoglie con favore il crescente ricorso al regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani quale strumento politico fondamentale per la difesa dei diritti umani e della democrazia da parte dell'UE in tutto il mondo; si rammarica, tuttavia, che il suo utilizzo continui a essere limitato, soprattutto nell'attuale panorama geopolitico; prende atto, tuttavia, delle sfide poste dal requisito dell'unanimità per l'adozione delle sanzioni e ribadisce la sua richiesta al Consiglio di introdurre il voto a maggioranza qualificata per le decisioni relative al GHRSR; ricorda, a tal proposito, la richiesta formale presentata dal Parlamento al Consiglio, nel 2023, sull'opportunità di aprire la convenzione di riforma dell'UE, con l'obiettivo, tra le altre cose, di aumentare il numero di decisioni a maggioranza qualificata; chiede un utilizzo rafforzato del GHRSR e di altri regimi di sanzioni ad hoc nei confronti di coloro che si rendono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, tra cui funzionari di alto livello; sostiene pienamente la possibilità di imporre sanzioni anticorruzione mirate nel quadro dell'UE a tale riguardo, che è una priorità di lunga data del Parlamento, attraverso la sua inclusione nel GHRSR oppure nell'ambito di un regime diverso; sottolinea la necessità di una piena applicazione delle sanzioni e chiede di contrastare i tentativi di elusione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Attività di sostegno alla democrazia</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>ribadisce la sua preoccupazione per i crescenti attacchi ai principi, ai valori e al pluralismo democratici da parte di regimi autoritari e illiberali; pone in risalto il fatto che la difesa e il sostegno alla democrazia in tutto il mondo stanno assumendo sempre più un interesse geopolitico e strategico; sottolinea l'importanza dell'impegno del Parlamento a favore dello sviluppo delle capacità dei parlamenti partner, della promozione della mediazione e del sostegno a una cultura del dialogo e del compromesso, in particolare tra i giovani leader politici, e dell'emancipazione delle donne parlamentari, dei difensori dei diritti umani e dei rappresentanti della società civile e dei media indipendenti; ribadisce l'invito alla Commissione a continuare ad ampliare le sue attività in tali settori aumentando i finanziamenti e il sostegno agli organismi, alle agenzie e alle altre organizzazioni dell'UE che beneficiano di sovvenzioni; sottolinea l'importanza cruciale di sostenere direttamente la società civile e le persone che esprimono opinioni dissenzienti, in particolare nell'attuale clima di crescenti tensioni globali e di repressione in un numero sempre maggiore di paesi; riafferma l'importanza delle missioni di osservazione elettorale dell'UE e del contributo del Parlamento allo sviluppo e al miglioramento della loro metodologia; chiede la definizione di strumenti dell'UE da utilizzare in caso di risultati elettorali controversi o non trasparenti al fine di prevenire crisi politiche e militari nel contesto post-elettorale; chiede un'azione rafforzata dell'UE per contrastare i messaggi manipolativi e falsi contro l'UE nelle campagne elettorali, in particolare nei paesi che ricevono una significativa assistenza umanitaria e allo sviluppo dall'UE e nei paesi candidati all'adesione; chiede una maggiore collaborazione tra il gruppo per il sostegno alla democrazia e il coordinamento elettorale del Parlamento, le direzioni generali competenti della Commissione e il SEAE; invita l'UE a sollevare le questioni relative alla parità di genere, compresi la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, con i paesi terzi; chiede che sia data più visibilità ai dialoghi sui diritti umani, garantendo che siano orientati ai risultati e basati su una serie chiara di parametri di riferimento che consentano un monitoraggio efficiente, anche attraverso un'efficace consultazione ex ante ed ex post con la società civile, la pubblicazione di comunicati stampa congiunti e l'esecuzione di adeguate azioni come seguito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sottolinea l'importanza di rafforzare la partecipazione delle donne ai sistemi democratici per affrontare la discrepanza esistente in termini di rappresentanza delle donne nei processi decisionali; invita l'azione esterna dell'UE a favorire una migliore partecipazione delle donne alla politica, all'imprenditoria e alla società civile;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Il sostegno dell'UE ai difensori dei diritti umani</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>è estremamente preoccupato per la costante limitazione dello spazio della società civile e per le crescenti minacce all'attività dei difensori dei diritti umani e dei membri delle organizzazioni della società civile, alle loro famiglie, alle loro comunità e ai loro avvocati, e trova particolarmente preoccupanti i mezzi sempre più sofisticati utilizzati per perseguitarli; condanna fermamente le loro detenzioni arbitrarie e uccisioni; deplora le vessazioni contro le organizzazioni della società civile tramite disposizioni legislative, come le leggi sugli agenti stranieri e disposizioni analoghe, nonché le altre restrizioni che subiscono; deplora il fatto che le donne impegnate nella difesa dei diritti umani continuino a subire violazioni incessanti e sempre più sofisticate, tra cui uccisioni mirate, attacchi fisici, sparizioni, campagne diffamatorie, arresti, vessazioni giudiziarie e intimidazioni; rileva con preoccupazione che tali attacchi sembrano concepiti per mettere sistematicamente a tacere le donne impegnate nella difesa dei diritti umani e cancellare la loro voce dalla sfera pubblica; sostiene fermamente il lavoro dei difensori dei diritti umani e l'azione dell'UE per garantire la loro protezione in tutto il mondo; sottolinea l'esigenza pressante di una revisione esaustiva e tempestiva degli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani, al fine di affrontare le sfide e le minacce emergenti e di garantire l'applicabilità ed efficacia di tali orientamenti nella tutela dei difensori dei diritti umani a livello mondiale, integrando nel contempo approcci intersezionali e sensibili alle problematiche di genere negli orientamenti aggiornati, per rispecchiare le diverse origini ed esperienze dei difensori dei diritti umani e tenere in considerazione le vulnerabilità specifiche che possono affrontare; chiede l'applicazione completa e coerente degli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani da parte dell'Unione e dei suoi Stati membri; invita a compiere sforzi per migliorare le strategie di comunicazione al fine di aumentare la visibilità delle azioni e dei canali dell'UE per la protezione dei difensori dei diritti umani, nonché dei meccanismi di sostegno a loro rivolti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>esprime grave preoccupazione per il crescente fenomeno della repressione transnazionale contro i difensori dei diritti umani, i giornalisti e la società civile; chiede l'elaborazione di una strategia dell'UE che armonizzi le risposte nazionali alla repressione transnazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il panorama finanziario sempre più precario cui devono far fronte i difensori dei diritti umani e le comunità che si battono per i diritti, in particolare in un contesto globale caratterizzato da crescenti repressioni; osserva che, a causa dell'attuale contesto geopolitico, i difensori dei diritti umani hanno più bisogno di essere sostenuti; invita pertanto l'UE e i suoi Stati membri a sfruttare appieno il sostegno finanziario a favore dei difensori dei diritti umani, garantendo l'istituzione di meccanismi di finanziamento flessibili, accessibili e duraturi che consentano a tali difensori di portare avanti il loro lavoro essenziale a fronte delle crescenti sfide;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>insiste affinché il SEAE, la Commissione e le delegazioni dell'UE prestino particolare attenzione alla situazione dei vincitori e dei finalisti del Premio Sacharov a rischio e adottino azioni risolute, in coordinamento con gli Stati membri e il Parlamento, per garantirne il benessere, la sicurezza o la liberazione; rende omaggio ai vincitori e ai finalisti del premio Sacharov che hanno perso la vita nella lotta per i diritti umani, la democrazia e la libertà;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>accoglie con favore l'aggiornamento del manuale per il codice dei visti dell'UE in relazione ai difensori dei diritti umani e ne chiede la piena e coerente applicazione da parte degli Stati membri; ribadisce il suo invito alla Commissione ad assumere un ruolo proattivo nell'istituzione di un approccio coordinato tra gli Stati membri per quanto riguarda i difensori dei diritti umani a rischio;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Lotta contro l'impunità e la corruzione </STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>sottolinea che sia l'impunità che la corruzione consentono e aggravano le violazioni e gli abusi dei diritti umani e l'erosione dei principi democratici; accoglie con favore le azioni anticorruzione nelle politiche esterne dell'UE contenute nella comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 3 maggio 2023, sulla lotta contro la corruzione (JOIN(2023)0012), che dovrebbe essere seguita dall'attuazione nel diritto di un rigoroso quadro anticorruzione, ad esempio attraverso la direttiva anticorruzione dell'UE, e affrontando in modo generale tale questione nell'ambito della strategia anticorruzione dell'UE; sostiene le disposizioni anticorruzione incluse negli accordi commerciali dell'UE con i paesi terzi; pone l'accento sull'importante ruolo della società civile e dei giornalisti nei paesi terzi nella supervisione della lotta contro l'impunità e la corruzione; invita l'UE e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi per la riforma della giustizia, la lotta all'impunità e il miglioramento della trasparenza e delle istituzioni anticorruzione nei paesi terzi; incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a coordinarsi in modo più stretto con alleati e partner, ove possibile, al fine di contrastare la corruzione sistemica che consente agli autocrati di conservare il potere, priva le società di risorse fondamentali e mina la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>insiste sulla necessità che l'UE adotti misure chiare per riconoscere lo stretto legame tra corruzione e violazione dei diritti umani, ai fini di un'azione mirata nei confronti dei facilitatori economici e finanziari che favoriscono gli autori di violazioni dei diritti umani;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Azioni dell'UE a livello multilaterale</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>ribadisce che la promozione del rispetto, della tutela e della realizzazione dei diritti umani nel mondo richiede una forte cooperazione internazionale a livello multilaterale; sottolinea il ruolo particolarmente importante delle Nazioni Unite e dei suoi organi quale principale forum che deve essere in grado di portare avanti efficacemente gli sforzi per la pace e la sicurezza, lo sviluppo sostenibile e il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale; invita l'UE e i suoi Stati membri a continuare a sostenere il lavoro delle Nazioni Unite, delle sue agenzie e delle sue procedure speciali, sia a livello politico che finanziario, per garantire che sia adeguato allo scopo e contrastare l'influenza di regimi autoritari e totalitari; sottolinea che l'attuale ordine multilaterale deve integrare pienamente nella sua architettura i nuovi attori globali, in particolare quelli che pongono l'accento sulla democrazia e i diritti umani; ribadisce la necessità che l'UE e i suoi Stati membri parlino con una sola voce in seno alle Nazioni Unite e negli altri consessi multilaterali per affrontare efficacemente le sfide globali poste ai diritti umani e alla democrazia, e che si esprimano con la massima fermezza, in linea con le norme internazionali in materia di diritti umani; chiede, a tal fine, progressi nel garantire che l'UE disponga di un seggio nelle organizzazioni internazionali, compreso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in aggiunta ai seggi esistenti degli Stati membri; invita le delegazioni dell'UE ad avere un ruolo più incisivo nei consessi multilaterali e osserva che, a tale scopo, dovrebbero disporre di risorse adeguate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>è profondamente preoccupato per i crescenti attacchi all'ordine globale basato su regole da parte di regimi autoritari e totalitari, anche attraverso aggressioni non provocate e ingiustificate nei confronti di vicini pacifici e compromettendo il funzionamento degli organi delle Nazioni Unite, in particolare mediante l'abuso del potere di veto in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; sottolinea che la minore efficacia di tali organismi comporta costi reali in termini di conflitti, vite perse e sofferenze umane e indebolisce gravemente la capacità generale dei paesi di affrontare le sfide globali; invita gli Stati membri e i paesi che condividono gli stessi principi a elaborare una solida strategia e intensificare i loro sforzi per invertire tale tendenza, e a inviare un messaggio di sostegno deciso e unito a tali organizzazioni quando sono attaccate o minacciate; ritiene che le Nazioni Unite, i suoi organi e altre organizzazioni multilaterali necessitino di riforme al fine di affrontare queste sfide e minacce crescenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>deplora vivamente la decisione di alcuni paesi di ritirarsi dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>ribadisce il forte sostegno dell'UE alla Corte internazionale di giustizia e alla CPI quali istituzioni giurisdizionali essenziali, indipendenti e imparziali in un momento particolarmente difficile per la giustizia internazionale; ricorda che una CPI adeguatamente finanziata è essenziale per perseguire efficacemente i gravi crimini internazionali; accoglie con favore il sostegno politico e finanziario che l'UE ha fornito alla CPI, compreso l'Ufficio del Procuratore (OTP) della CPI e il lancio dell'iniziativa globale per combattere l'impunità per i crimini internazionali, che offre sostegno finanziario alle organizzazioni della società civile che si adoperano per promuovere la giustizia e la responsabilità per i crimini internazionali e le gravi violazioni dei diritti umani, anche facilitando la partecipazione dei sopravvissuti ai procedimenti giudiziari; chiede all'UE e ai suoi Stati membri di proseguire e intensificare il loro sostegno a favore della CPI, compreso il fondo fiduciario per le vittime istituito dalla CPI, con i mezzi necessari, tra cui risorse e appoggio politico, e di utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per combattere l'impunità in tutto il mondo e consentire alla CPI di svolgere efficacemente il suo mandato; invita tutti gli Stati membri a rispettare le azioni e attuare le decisioni della Corte internazionale di giustizia e di tutti gli organi della CPI, compresi l'OTP e le camere, a sollecitare altri paesi ad aderire alla Corte e a collaborare con essa, anche riguardo all'esecuzione dei mandati d'arresto della CPI, e a sostenere il loro lavoro come istituzione di giustizia internazionale indipendente e imparziale ovunque nel mondo; si rammarica della mancata esecuzione di mandati d'arresto da parte di alcuni Stati membri della CPI, un comportamento che mette a repentaglio l'attività della Corte; invita l'UE a sollecitare i paesi terzi, compresi i suoi partner principali, a riconoscere la CPI e a diventare Stati parte dello Statuto di Roma;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>ribadisce il forte sostegno dell'UE alla Corte europea dei diritti dell'uomo; esorta tutti gli Stati firmatari della Convenzione europea dei diritti dell'uomo a rispettare pienamente le sentenze della Corte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>sottolinea l'importanza di non politicizzare la CPI, in quanto un uso improprio del suo mandato minerebbe la fiducia nei confronti della Corte; condanna, in particolare e in termini estremamente critici, gli attacchi politici, le sanzioni e altre misure coercitive introdotte o previste contro la stessa CPI e nei confronti del suo personale; invita gli Stati membri e le istituzioni dell'UE a collaborare all'elaborazione di soluzioni tese a proteggere l'istituzione della CPI e il suo personale da future sanzioni che minaccerebbero il funzionamento della Corte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>esprime la sua massima preoccupazione per le sanzioni nei confronti della CPI, dei suoi procuratori e giudici e del suo personale, che costituiscono un grave attacco al sistema giudiziario internazionale; invita la Commissione ad attivare con urgenza il regolamento di blocco e gli Stati membri a intensificare gli sforzi diplomatici al fine di proteggere e salvaguardare la CPI quale fondamento indispensabile del sistema giudiziario internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>riconosce che la giurisdizione universale costituisce uno strumento importante del sistema di giustizia penale internazionale per prevenire e combattere l'impunità e promuovere la responsabilità internazionale; invita gli Stati membri ad applicare la giurisdizione universale nella lotta all'impunità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a guidare la lotta globale contro tutte le forme di estremismo e accoglie con favore l'adozione di una strategia dell'UE al riguardo; chiede che la lotta al terrorismo sia in cima all'agenda degli affari interni ed esteri dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Difesa del diritto internazionale umanitario</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>prende atto con preoccupazione della crescente inosservanza del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale in materia di diritti umani, in particolare sotto forma di conflitti in corso in tutto il mondo; condanna fermamente l'aumento di attacchi deliberati, indiscriminati e sproporzionati contro civili e obiettivi civili in vari teatri di conflitto; sottolinea che è di estrema importanza che tutte le agenzie delle Nazioni Unite e per gli aiuti umanitari siano in grado di fornire un'assistenza completa, tempestiva e senza restrizioni a tutte le persone in situazioni di vulnerabilità e invita tutte le parti coinvolte nei conflitti armati a rispettare pienamente il lavoro di tali agenzie e a garantire che possano soddisfare le esigenze fondamentali dei civili senza ingerenze; denuncia i tentativi di indebolire le agenzie delle Nazioni Unite che forniscono aiuti umanitari; esorta tutte le parti coinvolte nei conflitti armati a proteggere le popolazioni civili, gli operatori umanitari e sanitari, i giornalisti e gli operatori dei media; invita tutte le parti dei conflitti armati a rispettare la legittimità e l'inviolabilità delle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite; invita tutti gli Stati a conformarsi incondizionatamente e pienamente al diritto internazionale umanitario; invita la comunità internazionale, e gli Stati membri in particolare, a promuovere la responsabilità e la lotta contro l'impunità per le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario; chiede la creazione sistematica di corridoi umanitari nelle regioni in guerra e nelle situazioni di combattimento, ove necessario, al fine di consentire ai civili a rischio di sfuggire ai conflitti e condanna fermamente qualsiasi attacco nei loro confronti; esige libero accesso per le organizzazioni umanitarie che monitorano e assistono i prigionieri di guerra, come previsto dalla Convenzione di Ginevra relativa ai prigionieri di guerra; si attende che le organizzazioni internazionali rispettino il diritto internazionale per quanto riguarda il trattamento dei prigionieri di guerra; chiede la cooperazione e l'assistenza internazionali ai fini del ritorno delle persone deportate con la forza, in particolare i minori e gli ostaggi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il persistere del flagello dell'occupazione prolungata o dell'annessione di territori; chiede che si presti particolare attenzione alla situazione dei diritti umani nei territori occupati illegalmente, anche nei casi di occupazione prolungata, e che si adottino misure efficaci allo scopo di prevenire gravi violazioni dei diritti umani, tra cui la violazione del diritto alla vita, la limitazione della libera circolazione e la discriminazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>ribadisce il suo invito agli Stati membri a contribuire a contenere i conflitti armati e le gravi violazioni dei diritti umani o del diritto internazionale umanitario rispettando rigorosamente le disposizioni dell'articolo 7 del trattato delle Nazioni Unite sul commercio delle armi, del 2 aprile 2013, concernente l'esportazione e la valutazione dell'esportazione nonché la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio, dell'8 dicembre 2008, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>esorta i paesi terzi affidabili e che condividono gli stessi principi a rafforzare le loro capacità di difesa, resilienza e preparazione civile, al fine di scoraggiare efficacemente le aggressioni e difendere i diritti umani a livello globale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>visti gli impatti di genere dei conflitti armati, deplora la priorità e l'attenzione insufficienti attribuite alla violenza sessuale e di genere nonché alla salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nella risposta umanitaria e per i rifugiati fornita dall'UE; ribadisce che le crisi umanitarie intensificano le sfide legate al genere e alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti e ricorda che nelle zone di crisi, in particolare tra i gruppi vulnerabili come i rifugiati e i migranti, le donne e le ragazze sono particolarmente esposte alla violenza sessuale, alle malattie sessualmente trasmissibili, allo sfruttamento sessuale, allo stupro come arma di guerra e alle gravidanze indesiderate; invita la Commissione e gli Stati membri ad attribuire una priorità elevata alla parità di genere, alla salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nell'ambito della loro risposta umanitaria e per i rifugiati, a garantire che i responsabili di violazioni dei diritti sessuali e riproduttivi e di violenze di genere rispondano delle proprie azioni e che le vittime abbiano accesso a mezzi di ricorso e alla giustizia, nonché ad assicurare formazione agli operatori del settore umanitario e finanziamenti attuali e futuri;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Approccio Team Europa</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>riconosce il potenziale per un maggiore allineamento negli approcci alla tutela e alla promozione dei diritti umani tra le istituzioni dell'UE, le ambasciate degli Stati membri e le delegazioni dell'UE nei paesi terzi, in particolare incoraggiando tali paesi a ottemperare ai loro obblighi internazionali e ad astenersi dal vessare e perseguitare le voci critiche; sottolinea l'opportunità per le ambasciate degli Stati membri di assumere un ruolo sempre più attivo nel promuovere e salvaguardare i diritti umani, sostenendo anche la società civile di tali paesi; invita l'UE e i suoi Stati membri a impiegare tutti i mezzi possibili per valutare le condizioni di detenzione e osservare i processi e le procedure giudiziarie, per aumentare la pressione e la sensibilizzazione e per sollecitare i paesi e adoperarsi attivamente per il rilascio dei prigionieri politici; sottolinea l'importanza di una responsabilità condivisa tra gli Stati membri e le delegazioni dell'UE in questi sforzi; invita l'UE e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi collettivi per promuovere il rispetto, la tutela e la realizzazione dei diritti umani e per sostenere la democrazia in tutto il mondo; incoraggia l'attento monitoraggio e valutazione della capacità delle delegazioni dell'UE di garantire che ogni delegazione dell'Unione abbia un punto di contatto designato per i casi di violazioni dei diritti umani e che a tale mandato siano assegnate risorse sufficienti per rispondere in modo efficace e tempestivo; ribadisce, in tale contesto, l'importanza, per le delegazioni dell'UE, degli orientamenti esistenti dell'UE relativi a settori specifici dei diritti umani;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Rispondere alle sfide in materia di diritti umani universali e democrazia</STRING></STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritto di non essere sottoposti a tortura e ad altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>condanna qualsiasi azione volta a legalizzare, incitare, autorizzare, approvare o accettare la tortura e altri trattamenti o metodi di pena crudeli, disumani o degradanti in qualunque circostanza o qualsiasi tentativo in tal senso; condanna altresì le segnalazioni sempre più frequenti sull'uso della tortura da parte di attori statali in molti ambiti diversi, come i contesti detentivi ed extra detentivi, nei confronti, fra l'altro, di prigionieri politici, e in situazioni di conflitto in tutto il mondo, in particolare in violazione della Convenzione di Ginevra relativa ai prigionieri di guerra, nonché l'uccisione di prigionieri di guerra, che costituisce un crimine di guerra, e ribadisce la natura inderogabile del diritto a non essere sottoposti a tortura o ad altri trattamenti disumani o degradanti; ribadisce la politica di tolleranza zero dell'UE nei confronti della tortura e di altri maltrattamenti e invita le istituzioni competenti, compresa la Corte europea dei diritti dell'uomo, a una presa di posizione approfondita in merito a tali casi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>ribadisce il suo invito alla ratifica universale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti e del suo protocollo opzionale, e la necessità che gli Stati allineino le loro disposizioni nazionali in materia alle norme internazionali; ribadisce, in conformità degli orientamenti riveduti per una politica dell'UE nei confronti dei paesi terzi in materia di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, adottati dal Consiglio il 16 settembre 2019, l'importanza di collaborare con i pertinenti portatori di interessi nella lotta per eliminare la tortura e di monitorare i luoghi di detenzione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritto alla libertà di riunione pacifica e di associazione</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>ribadisce la necessità di tutelare lo spazio democratico dell'UE e l'esercizio delle libertà fondamentali al suo interno, in particolare le libertà di riunione e di associazione; sottolinea la crescente repressione violenta delle proteste e delle riunioni pacifiche all'interno dello spazio civico dell'UE, con casi di tortura e maltrattamenti che hanno provocato morti e altre gravi violazioni; sottolinea la necessità di rafforzare tale diritto fondamentale insieme al divieto assoluto di tortura e maltrattamenti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritto all'alimentazione, all'acqua e ai servizi igienico-sanitari</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>rammenta che il diritto all'alimentazione, compreso l'accesso dal punto di vista fisico ed economico a un'alimentazione adeguata o ai mezzi per l'approvvigionamento di generi alimentari, è un diritto umano; esprime profonda preoccupazione per le sfide riguardanti il diritto all'alimentazione in tutto il mondo, specialmente in situazioni di guerra e conflitti; condanna le segnalazioni sempre più frequenti riguardo all'utilizzo degli alimenti come arma in situazioni di conflitto armato; invita l'UE e i suoi Stati membri a promuovere orientamenti obbligatori sul diritto all'alimentazione senza discriminazioni nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite; esorta l'UE e gli Stati membri a sostenere pienamente, a livello politico e finanziario, le organizzazioni e agenzie che si adoperano per garantire il diritto all'alimentazione nelle zone di conflitto; ricorda l'importanza della dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali al fine di conseguire la sicurezza alimentare; plaude, a tale riguardo, al lavoro del programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>ribadisce il diritto all'acqua potabile sicura e il diritto ai servizi igienico-sanitari quali diritti umani, in quanto entrambi i diritti sono complementari; sottolinea che l'accesso all'acqua potabile pulita è indispensabile per una vita sana e dignitosa ed è essenziale per preservare la dignità umana; sottolinea che il diritto all'acqua rappresenta una condizione necessaria fondamentale per il godimento di altri diritti, e che come tale deve essere guidato da una logica di interesse pubblico e di beni comuni; sottolinea l'importanza degli orientamenti dell'UE in materia di diritti umani riguardanti l'acqua potabile sicura e i servizi igienico-sanitari ed esorta le istituzioni dell'Unione e gli Stati membri ad attuarli e promuoverne l'applicazione nei paesi terzi, come pure all'interno dei forum multilaterali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Cambiamento climatico e ambiente</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>sottolinea che i cambiamenti climatici e il loro impatto sull'ambiente hanno conseguenze dirette sull'effettivo godimento di tutti i diritti umani; riconosce l'importante lavoro svolto dalle organizzazioni della società civile, dalle popolazioni indigene e dalle comunità locali, dai difensori dei diritti umani impegnati in battaglie fondiarie e ambientali e dagli attivisti indigeni per la protezione di un ambiente pulito, sano e sostenibile, compreso l'accesso alle terre e alle fonti idriche; deplora i rischi che corrono i difensori dei diritti umani impegnati in battaglie ambientali e gli attivisti indigeni e chiede che sia garantita la loro protezione efficace; rileva che le comunità che meno contribuiscono ai cambiamenti climatici sono quelle con maggiori probabilità di essere interessate da rischi climatici e catastrofi naturali e chiede, a tale riguardo, di aumentare il sostegno a favore dei gruppi più vulnerabili; ricorda che le popolazioni indigene e le comunità locali svolgono un ruolo importante nella gestione sostenibile delle risorse naturali e nella conservazione della biodiversità; ricorda che la transizione all'energia pulita deve essere equa e rispettare i diritti fondamentali di tutti; ribadisce l'importanza di conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (OSS) per la protezione dei diritti umani delle generazioni attuali e future;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>prende atto con profonda preoccupazione delle crescenti minacce a un ambiente pulito, sano e sostenibile poste dal dispiegamento di armi di distruzione di massa e da altre forme di guerra che colpiscono in modo negativo e sproporzionato l'ambiente; sottolinea la necessità di affrontare efficacemente lo sfollamento delle persone provocato dalla distruzione ambientale e dai cambiamenti climatici, che aumenta il rischio di violazioni dei diritti umani e le vulnerabilità a diverse forme di sfruttamento; riconosce che i bambini affrontano rischi più gravi derivanti dalle catastrofi legate ai cambiamenti climatici e sono anche uno dei gruppi più numerosi a essere colpiti; invita l'UE a concentrare gli sforzi sulla necessità di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici sul godimento dei diritti dei minori;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritti dei minori</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>chiede un approccio sistematico e coerente alla promozione e alla difesa dei diritti dei minori, inclusi i più emarginati e quelli in situazione di maggiore vulnerabilità, in tutte le politiche esterne dell'UE; chiede sforzi più concertati per promuovere il rispetto, la tutela e la realizzazione dei diritti dei minori in situazioni di crisi o di emergenza; condanna il declino del rispetto dei diritti dei minori e le crescenti violazioni e abusi di tali diritti, anche attraverso la violenza, i matrimoni precoci e forzati, gli abusi sessuali, comprese le mutilazioni genitali, la tratta, il lavoro minorile, i delitti d'onore, il reclutamento di bambini soldato, il mancato accesso all'istruzione e all'assistenza sanitaria, la malnutrizione e la povertà estrema; condanna inoltre l'aumento dei minori uccisi in situazioni di conflitto armato e sottolinea la necessità di un'efficace tutela dei diritti dei minori in situazioni di guerra attiva; chiede nuove iniziative dell'UE per promuovere e proteggere i diritti dei minori, al fine di riabilitare e reintegrare i bambini colpiti dai conflitti, garantendo loro un ambiente protetto, basato sulla famiglia e sulla comunità come contesto naturale per la loro vita, in cui l'assistenza e l'educazione siano elementi fondamentali; ribadisce il suo invito a un approccio sistematico e coerente alla promozione e alla difesa dei diritti dei minori in tutte le politiche esterne dell'UE; invita tutti i paesi a ratificare con urgenza la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, al fine di consentire la ratifica universale di tale strumento basilare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità di difendere i diritti delle donne incinte, garantendo che ricevano un sostegno globale per la loro salute, sicurezza e dignità che comprenda un accesso garantito a servizi di assistenza sanitaria materna, la disponibilità di strutture per l'infanzia come gli asili nido e l'istituzione di politiche eque sul luogo di lavoro che ne tutelino il benessere, il reddito e l'avanzamento di carriera;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>sottolinea l'importanza di soddisfare il fabbisogno di finanziamenti che consentirebbe ai paesi di raggiungere i propri traguardi relativi all'OSS 4 sull'istruzione di qualità e di garantire l'accesso all'istruzione a tutti i bambini e i giovani; ribadisce i suoi inviti ad affrontare le norme culturali e i pregiudizi di genere che impediscono alle ragazze e alle donne di ricevere un'istruzione e sollecita la creazione di sistemi di istruzione attenti alla dimensione di genere a livello mondiale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>sottolinea che l'istruzione rappresenta il punto di partenza per coltivare in tutto il mondo i principi e i valori che contribuiscono allo sviluppo personale dei bambini, come anche alla coesione sociale, alla democrazia e allo Stato di diritto; invita, a tal fine, l'UE a promuovere i suoi valori sostenendo l'accesso all'istruzione e all'apprendimento per le donne e le ragazze;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritti delle donne e parità di genere</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>sottolinea che i diritti delle donne e la parità di genere sono diritti umani indispensabili e indivisibili, nonché una base per promuovere lo Stato di diritto e le democrazie inclusive e resilienti; deplora il fatto che milioni di donne e ragazze continuino a subire discriminazioni e violenze, in particolare nel contesto dei conflitti, delle situazioni post-belliche e degli sfollamenti, e siano private della loro dignità, della loro autonomia, e persino della vita; condanna l'impunità che circonda le violazioni nei confronti delle donne impegnate nella difesa dei diritti umani; è sgomento per l'impiego dello stupro e della violenza sessuale come arma di guerra e sottolinea la necessità di far luce su questi casi e di una migliore cooperazione internazionale sulla lotta all'impunità per tali crimini; invita l'UE, i suoi Stati membri e i partner che condividono gli stessi principi a intensificare gli sforzi per garantire il pieno godimento e la protezione dei diritti umani delle donne e delle ragazze e ad adottare un approccio all'integrazione della dimensione di genere in tutte le politiche, tenendo conto degli effetti differenziati di sfide globali quali i cambiamenti climatici o i conflitti; sottolinea che la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti sono diritti umani fondamentali che devono essere rispettati negli Stati membri e nel mondo ed esprime profonda preoccupazione per le battute d'arresto a livello mondiale in tale ambito e sul fronte della parità di genere; ribadisce che negare un accesso completo e di qualità ai servizi connessi alla salute sessuale e riproduttiva costituisce una forma di violenza di genere; pone l'accento sull'importanza di dare l'esempio; invita l'UE a rendere prioritario l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti nell'ambito della promozione dei diritti umani e del conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile; condanna con la massima fermezza i crescenti attacchi alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti in tutto il mondo, come anche la violenza di genere, compreso l'uso della violenza sessuale come arma di guerra; invita l'UE e i suoi Stati membri a sostenere la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti come diritti umani, a sancire il diritto all'aborto legale e sicuro nella Carta dei diritti fondamentali e a dare priorità all'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti al fine di promuovere i diritti umani e gli obiettivi di sviluppo sostenibile; deplora fermamente i casi di mutilazione genitale femminile, i delitti d'onore, i matrimoni precoci e i matrimoni forzati; accoglie con favore l'adesione dell'UE alla convenzione di Istanbul e incoraggia vivamente i restanti Stati membri a ratificare la convenzione di Istanbul senza ulteriori indugi; invita l'UE e i suoi partner internazionali a intensificare i loro sforzi per garantire che le donne godano pienamente dei diritti umani e siano trattate in modo paritario rispetto agli uomini; sottolinea l'importanza di salvaguardare i diritti delle donne, garantendo che la loro salute, sicurezza e dignità siano tutelate, in particolare nel contesto dell'accesso all'assistenza sanitaria e delle tutele sul luogo di lavoro; sottolinea la necessità di continuare ad opporsi e condannare con la massima fermezza le leggi anti-aborto che puniscono le donne e le ragazze con pene detentive decennali, anche in caso di stupro, incesto o quando la vita della donna incinta è in pericolo; sottolinea la necessità di proseguire gli sforzi per eliminare completamente la pratica delle mutilazioni genitali femminili; sostiene pienamente il ruolo dell'ambasciatore dell'UE per il genere e la diversità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>riconosce che la promozione e la tutela della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti è essenziale per conseguire la parità di genere e afferma il diritto di accedere a servizi completi in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, compresi la moderna contraccezione, l'aborto gratuito, sicuro e legale, l'assistenza sanitaria materna, prenatale e postnatale, la riproduzione assistita e l'accesso all'educazione e all'informazione in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, compresa un'educazione sessuale esauriente, senza alcuna forma di discriminazione, coercizione o violenza; concorda con il riconoscimento da parte degli organi per i diritti umani del fatto che il divieto di aborto può sottoporre le donne a sofferenze assimilabili alla tortura o a trattamenti crudeli, disumani o degradanti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>riconosce che l'apartheid di genere costituisce una forma di oppressione sistematica e istituzionalizzata, che priva le donne e le ragazze dei diritti fondamentali unicamente sulla base del loro genere; rileva con profonda apprensione il radicamento dell'apartheid di genere in certe regioni, dove le donne subiscono estese limitazioni in materia di istruzione, occupazione, assistenza sanitaria e libertà di movimento, spesso sulla base di quadri giuridici e culturali che rafforzano la discriminazione di genere; esorta l'UE e gli Stati membri ad affrontare in modo proattivo l'apartheid di genere attraverso l'intensificazione degli sforzi diplomatici, misure economiche mirate e meccanismi di responsabilità che sostengano le organizzazioni della società civile che difendono la parità di genere; chiede di riconoscere formalmente l'apartheid di genere come una violazione distinta dei diritti umani e di sostenere le iniziative internazionali per la sua classificazione come crimine contro l'umanità, contribuendo in tal modo all'istituzione di una norma di responsabilità globale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritti di rifugiati e richiedenti asilo</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>denuncia l'erosione dei diritti umani e della sicurezza dei rifugiati, dei richiedenti asilo e delle vittime di sfollamenti forzati; ribadisce i loro diritti umani inalienabili e il diritto fondamentale di chiedere asilo; ricorda l'obbligo degli Stati di proteggerli in conformità del diritto internazionale; sottolinea l'importanza dell'identificazione e della registrazione delle persone, inclusi i minori, quale strumento essenziale per proteggere i rifugiati, garantire l'integrità dei sistemi di protezione dei rifugiati e prevenire la tratta di esseri umani e il reclutamento di minori nelle milizie armate; invita l'UE e i suoi Stati membri a difendere efficacemente i loro diritti nella politica dell'UE in materia di asilo e immigrazione e nella cooperazione dell'UE con i paesi partner a tale riguardo; deplora la crescita della xenofobia, del razzismo e della discriminazione nei confronti dei migranti nonché le diverse forme di violenza che essi affrontano, anche durante lo sfollamento, e i numerosi ostacoli, tra l'altro, nell'accesso all'assistenza sanitaria; condanna la strumentalizzazione da parte di attori stranieri della migrazione alle frontiere dell'UE, che costituisce un attacco ibrido contro gli Stati membri e comporta la disumanizzazione dei migranti; sottolinea che l'UE dovrebbe intensificare i suoi sforzi per riconoscere le cause profonde della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati e trovare soluzioni al riguardo, rafforzando la resilienza delle comunità di origine dei migranti e aiutandoli a offrire ai loro membri la possibilità di vivere dignitosamente nel loro paese d'origine; invita l'UE e i suoi Stati membri a continuare e, ove possibile, a rafforzare il loro sostegno ai paesi che accolgono la maggior parte dei rifugiati e ai paesi di transito; ribadisce che una stretta cooperazione e l'impegno con i paesi terzi, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali, rimangono essenziali per prevenire il traffico di migranti; sottolinea, a tale proposito, che la diffusione di informazioni e le campagne di sensibilizzazione sui rischi del traffico di migranti sono essenziali, insieme alle leggi in materia di migrazione dei paesi di destinazione, al fine di evitare che coloro che non si qualificano per l'asilo intraprendano viaggi inutilmente rischiosi; chiede che le operazioni umanitarie finanziate dall'UE tengano conto delle esigenze specifiche e delle vulnerabilità dei minori e garantiscano la loro protezione durante gli sfollamenti; sottolinea l'importanza di sviluppare un quadro efficace di percorsi sicuri e legali verso l'UE e accoglie con favore, a tale riguardo, la comunicazione della Commissione intitolata "Attirare competenze e talenti nell'UE"<FOOTNOTE><FIELD> Comunicazione della Commissione del 27 aprile 2022 intitolata "Attirare competenze e talenti nell'UE" (COM(2022)0657).</FIELD></FOOTNOTE>, compreso lo sviluppo di partenariati volti ad attirare talenti con i paesi partner; invita a rispettare il principio di non respingimento verso i paesi in cui è minacciata la vita e la libertà delle persone; invita l'UE e i suoi Stati membri a discutere del fenomeno della migrazione strumentalizzata orchestrata da regimi autoritari e gruppi della criminalità organizzata, e sottolinea la necessità di condurre un'analisi esaustiva di tale fenomeno, di sviluppare contromisure efficaci e di valutare le implicazioni di tale pratica per il quadro dei diritti umani;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritti delle persone LGBTIQ+</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>condanna le violazioni dei diritti umani, tra cui la discriminazione, la persecuzione, la violenza e le uccisioni, la stigmatizzazione, i reati e i discorsi generati dall'odio, le terapie di conversione, le mutilazioni genitali intersessuali e la violenza sessuale nei confronti di persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, non binarie, intersessuali e queer (LGBTIQ+) in tutto il mondo; chiede che l'UE e gli Stati membri denuncino tali ingiustizie e si impegnino a proteggere i diritti, la dignità e la sicurezza delle persone LGBTIQ+; è estremamente preoccupato per la diffusione di discorsi d'odio nonché di narrazioni e normative anti-LGBTIQ+, che prendono di mira le persone appartenenti a questa comunità e i difensori dei diritti umani; denuncia, a questo proposito, le pratiche di conversione che prendono di mira le persone LGBTIQ+ per cambiarne, reprimerne o sopprimerne l'orientamento sessuale, l'identità di genere e/o l'espressione di genere; chiede che venga attuata una politica a livello dell'UE che renda illegali pratiche di questo tipo; chiede l'adozione di politiche che tutelino le persone LGBTIQ+ e forniscano loro gli strumenti per segnalare in sicurezza una violazione dei loro diritti, in linea con gli orientamenti dell'UE per la promozione e la tutela dell'esercizio di tutti i diritti umani da parte delle persone LGBTIQ+; sottolinea le preoccupazioni e i timori crescenti all'interno delle comunità LGBTIQ+ ed esorta l'UE ad adottare una posizione ferma nei confronti di qualsiasi azione legislativa o sociale che metta in pericolo le persone LGBTIQ+; esprime particolare preoccupazione per le persone LGBTIQ+ che vivono in regimi non democratici o in situazioni di conflitto e chiede meccanismi di risposta rapida per tutelare tali persone e i loro difensori; ribadisce i suoi inviti ad attuare pienamente la strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025 quale strumento dell'UE per migliorare la situazione delle persone LGBTIQ+ in tutto il mondo; chiede di respingere l'uso della pena di morte in ogni circostanza, compresa qualsiasi legislazione che imponga la pena di morte per l'omosessualità; invita l'UE e i suoi Stati membri a sollecitare ulteriormente i paesi con tali legislazioni affinché riconsiderino la loro posizione sulla pena di morte; osserva inoltre che l'imposizione della pena di morte sulla base di una siffatta legislazione costituisce di per sé un'uccisione arbitraria e una violazione dell'articolo 6 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritti delle persone con disabilità</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>è preoccupato per le sfide al pieno godimento dei diritti delle persone con disabilità; invita nuovamente l'UE ad assistere i paesi partner nell'elaborare politiche a sostegno dei prestatori di assistenza alle persone con disabilità; invita alla sensibilizzazione a livello sociale e alla lotta contro i comportamenti discriminatori nei confronti delle persone con disabilità; richiama l'attenzione sulle ulteriori complicazioni che le persone con disabilità affrontano in situazioni di conflitto e di catastrofe naturale, dato che sono più vulnerabili alla violenza e spesso non ricevono un'assistenza adeguata; esorta tutte le parti in situazioni di conflitto nel mondo ad adottare misure adeguate per attenuare il più possibile i rischi che queste persone corrono; sottolinea la necessità di proteggere i minori con disabilità da qualsiasi forma di sfruttamento; chiede all'UE di ricorrere, nella sua politica estera, alla strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 quale strumento per migliorare la situazione delle persone con disabilità, in particolare per quanto riguarda la povertà e la discriminazione, ma anche problemi di accesso all'istruzione, all'assistenza sanitaria, all'occupazione e alla partecipazione alla vita politica; incoraggia l'UE a sostenere i paesi partner nello sviluppo di politiche economiche inclusive che promuovano la formazione professionale accessibile e opportunità occupazionali per le persone con disabilità, sostenendo la loro partecipazione economica piena e attiva;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritti degli anziani</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>ribadisce il suo invito all'UE e ai suoi Stati membri a elaborare nuovi approcci per rafforzare i diritti degli anziani, tenendo conto delle molteplici sfide che si trovano ad affrontare, tra cui la discriminazione basata sull'età, la povertà, la violenza e la mancanza di protezione sociale, di assistenza sanitaria e di altri servizi essenziali nonché gli ostacoli all'occupazione; chiede l'attuazione di misure specifiche volte a combattere il rischio di povertà per le donne anziane, mediante l'aumento del sostegno sociale; sottolinea il lavoro svolto dal gruppo di lavoro aperto delle Nazioni Unite sull'invecchiamento riguardo a uno strumento giuridicamente vincolante per rafforzare la protezione dei diritti umani degli anziani e invita l'UE e i suoi Stati membri a valutare la possibilità di sostenere attivamente tale lavoro; sottolinea la necessità di un approccio intergenerazionale trasversale nelle politiche dell'UE, al fine di costruire e incoraggiare la solidarietà tra giovani e anziani;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritto alla parità e alla non discriminazione</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>ribadisce la sua condanna di tutte le forme di razzismo, intolleranza, antisemitismo, islamofobia, persecuzione dei cristiani, xenofobia e discriminazione sulla base della razza, dell'etnia, della nazionalità, della classe sociale, della disabilità, della casta, della religione, del credo, dell'età, dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere; deplora la crescente minaccia internazionale dell'incitamento all'odio e dei discorsi che incitano alla violenza, anche online; riafferma il ruolo cruciale dell'istruzione e del dialogo nel promuovere la tolleranza, la comprensione e la diversità; chiede l'adozione o il rafforzamento dei meccanismi per segnalare comportamenti discriminatori nonché l'accesso a mezzi di ricorso efficaci, per contribuire a porre fine all'impunità di coloro che operano tali comportamenti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritto alla vita: verso l'abolizione universale della pena di morte </STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>ribadisce la sua opposizione di principio alla pena di morte, che è irreversibile e incompatibile con il diritto alla vita e con il divieto di tortura e di una pena crudele, disumana e degradante; sottolinea che l'UE deve essere incessante nel perseguire l'abolizione universale della pena di morte quale obiettivo fondamentale della sua politica estera in materia di diritti umani; osserva che, nonostante la tendenza di alcuni paesi terzi ad adottare misure verso l'abolizione della pena di morte, permangono sfide significative su questo tema; deplora il fatto che in altri paesi terzi il numero di condanne a morte eseguite abbia raggiunto il livello più elevato degli ultimi cinque anni; ribadisce il suo invito a tutti i paesi ad abolire del tutto la pena di morte o a introdurre una moratoria immediata sull'uso delle pena di morte (sentenze ed esecuzioni) come primo passo verso la sua abolizione; esorta l'UE, a tale riguardo, a intensificare l'impegno diplomatico con i paesi che continuano a praticare la pena di morte, incoraggiando il dialogo e la cooperazione riguardo alle questioni dei diritti umani e fornendo sostegno allo sviluppo di riforme giudiziarie che potrebbero portarne all'abolizione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritto alla libertà di pensiero, coscienza, religione e credo</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>ribadisce la sua preoccupazione per le violazioni del diritto alla libertà di pensiero, coscienza, religione e credo; è preoccupato per l'aumento dell'intolleranza in tutto il mondo nei confronti delle diverse comunità religiose; deplora la strumentalizzazione delle identità religiose o di credo a fini politici e l'esclusione, anche dalla partecipazione politica, di persone appartenenti a minoranze religiose e di credo e a comunità religiose, come pure la distruzione e la vandalizzazione di siti e opere d'arte di valore culturale e storico in alcuni paesi terzi; sottolinea che la libertà di scegliere la propria religione, di credere o di non credere è un diritto umano che non può essere punito; condanna, pertanto, l'esistenza e l'attuazione delle cosiddette leggi sull'apostasia e la blasfemia che comportano pene severe, trattamenti degradanti e, in alcuni casi, persino condanne a morte; chiede l'abolizione delle leggi sull'apostasia e della blasfemia; ribadisce che all'inviato speciale per la promozione e la protezione della libertà di religione o di credo al di fuori dell'UE dovrebbero essere concesse maggiori risorse per poter svolgere in maniera efficiente il suo mandato; sottolinea la necessità che l'inviato speciale continui a lavorare a stretto contatto e in modo complementare con l'RSUE per i diritti umani e il gruppo di lavoro del Consiglio sui diritti umani; invita l'UE e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi per tutelare il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione o di credo, a sollevare tali questioni nei consessi delle Nazioni Unite competenti in materia di diritti umani e a continuare a collaborare con i meccanismi e le commissioni pertinenti delle Nazioni Unite; invita l'UE a richiedere e consolidare le relazioni delle delegazioni dell'UE sullo stato della libertà di pensiero, coscienza, religione e credo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>ricorda che la maggior parte delle cause di conflitti violenti nel mondo comportano rimostranze delle minoranze riguardo a esclusione, discriminazione e disuguaglianze legate a violazioni dei diritti umani delle minoranze, come osservato dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulle questioni delle minoranze; sottolinea la necessità di integrare la protezione dei diritti delle minoranze e lo sviluppo di meccanismi di protezione a livello delle Nazioni Unite; ricorda gli obblighi degli Stati di proteggere i diritti delle loro minoranze nazionali, etniche, culturali, religiose o linguistiche nei rispettivi territori; invita la Commissione a sostenere la protezione dei diritti delle persone appartenenti a minoranze in tutto il mondo, includendo questo aspetto come priorità nell'ambito del suo programma tematico sui diritti umani e la democrazia dello strumento dell'UE "NDICI-Europa globale";</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritto alla libertà di espressione, alla libertà accademica, alla libertà dei media e diritto all'informazione</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>sottolinea l'importanza cruciale della libertà di espressione e dell'accesso a informazioni affidabili e provenienti da diverse fonti per sostenere la democrazia e uno spazio civico prospero; ricorda che le democrazie possono funzionare solo se i cittadini hanno accesso a informazioni indipendenti e affidabili, includendo i giornalisti quali attori fondamentali nella salvaguardia della democrazia; è pertanto seriamente preoccupato per le crescenti restrizioni alla libertà di espressione in numerosi paesi del mondo, in particolare per i giornalisti, attraverso la censura, l'autocensura forzata, le cosiddette leggi sugli "agenti stranieri" e l'uso improprio delle leggi antiterrorismo o anticorruzione per reprimere giornalisti e gruppi della società civile; è preoccupato per l'incitamento all'odio nei confronti dei giornalisti, sia online che offline, che comporta un effetto deterrente; solleva inoltre preoccupazioni sulla sicurezza fisica dei giornalisti e degli operatori dei media e sul fatto che vengano presi di mira nelle zone di conflitto; deplora il fatto che nel 2024 sono stati uccisi 54 giornalisti e operatori dei media, la maggior parte dei quali in zone di conflitto, 550 erano detenuti, 55 tenuti in ostaggio e 95 risultavano scomparsi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>chiede con urgenza che l'UE sostenga mezzi di comunicazione e informazione affidabili che promuovano la responsabilità delle autorità e sostengano le transizioni democratiche, sottolineando nel contempo la necessità di preservare i principi di pluralismo, trasparenza e indipendenza; sottolinea il ruolo svolto dai verificatori di fatti nel panorama dei media, a sostegno della fiducia del pubblico nelle informazioni che riceve; esprime preoccupazione per il fatto che sono pertanto i principali bersagli di attacchi da parte di regimi illiberali che creano e diffondono disinformazione, propaganda e notizie false; condanna l'ampio uso di SLAPP per mettere a tacere giornalisti, attivisti, sindacalisti e difensori dei diritti umani a livello globale; accoglie con favore, in tale contesto, la direttiva volta a proteggere giornalisti e difensori dei diritti umani da azioni legali abusive e SLAPP; incoraggia i legislatori dei paesi terzi a elaborare una legislazione con lo stesso obiettivo, nell'ambito di sforzi più ampi per promuovere e proteggere la libertà e il pluralismo dei media; chiede che gli attacchi alla libertà dei media e la persistente e sistematica erosione del diritto all'informazione siano presi in considerazione nel monitoraggio da parte dell'UE della conformità degli accordi internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>accoglie con favore il piano della Commissione di finanziare iniziative a sostegno dei giornalisti su questioni giuridiche e pratiche, anche al di fuori dell'UE, attraverso il piano d'azione per la democrazia europea; chiede che l'UE intensifichi i suoi sforzi per aiutare i giornalisti presi di mira a livello globale e ricorda che i giornalisti indipendenti sono in prima linea nella lotta contro la disinformazione che mette a repentaglio le democrazie; riconosce il contributo al raggiungimento di questo obiettivo di programmi quali l'ormai soppresso Media4Democracy e di altre attività finanziate dall'UE, comprese quelle del Fondo europeo per la democrazia; deplora vivamente la decisione di sospendere i finanziamenti a Radio Free Europe/Radio Liberty, Radio Free Asia e Voice of America, che svolgono un ruolo fondamentale nella lotta alla disinformazione, nella promozione dei valori democratici e nell'informazione nei luoghi in cui la libertà di stampa è fortemente limitata o inesistente; invita l'UE a intervenire con urgenza e a fornire i finanziamenti necessari per garantire la disponibilità di fonti di notizie affidabili nei paesi che limitano la libertà di stampa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>rimane profondamente preoccupato per il deterioramento della libertà di stampa nel mondo; condanna la censura di giornalisti, difensori dei diritti umani e organizzazioni della società civile attraverso l'applicazione delle cosiddette leggi sugli agenti stranieri, nonché altre misure legislative e non legislative adottate da regimi autoritari e illiberali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>ribadisce il proprio impegno a proteggere e promuovere la libertà accademica quale componente chiave di società aperte e democratiche; sottolinea gli attacchi alla libertà accademica non solo da parte di regimi autoritari e totalitari, bensì anche da parte di forze estreme e populiste in tutto il mondo; invita a definire criteri di riferimento per la libertà accademica nell'ambito di meccanismi istituzionali di garanzia della qualità all'interno di classifiche, procedure e criteri accademici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>sottolinea l'indispensabile lavoro svolto da organizzazioni quali Radio Free Europe/Radio Liberty nel promuovere la democrazia, il pluralismo dei media e l'accesso a informazioni neutrali; richiama l'attenzione sul fatto che la propaganda contro i valori democratici può facilmente prendere il sopravvento quando la voce della democrazia è messa a tacere; sottolinea la necessità di garantire un finanziamento coerente di tali istituzioni e invita l'UE ad aumentare i finanziamenti a dette organizzazioni, nonché a colmare eventuali lacune di ricerca;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>prende atto con preoccupazione che oltre la metà della popolazione mondiale vive in contesti caratterizzati da livelli di libertà accademica completamente o fortemente limitati, con gravi conseguenze sul diritto all'istruzione, nonché sulla valorizzazione dei vantaggi del progresso scientifico e sulla libertà di opinione e di espressione; esorta l'UE e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi per fermare la censura, le minacce o gli attacchi alla libertà accademica e soprattutto la reclusione di studiosi in tutto il mondo; accoglie con favore l'inclusione degli accademici a rischio nel meccanismo dell'UE di protezione dei difensori dei diritti umani; invita la Commissione a continuare a garantire un livello di sostegno elevato al Campus globale per i diritti umani, che ha fornito uno spazio sicuro per gli studenti e gli accademici fuggiti dai loro paesi per aver difeso la democrazia e i diritti umani;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritti dei popoli indigeni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>osserva con rammarico che i popoli indigeni continuano a subire in tutto il mondo discriminazioni e persecuzioni diffuse e sistematiche, compresi gli sfollamenti forzati; condanna gli arresti arbitrari e l'uccisione di difensori dei diritti umani e della terra che sostengono i diritti dei popoli indigeni; sottolinea che la promozione dei diritti dei popoli indigeni e delle loro pratiche tradizionali è fondamentale per conseguire uno sviluppo sostenibile, contrastare i cambiamenti climatici e preservare la biodiversità; esorta i governi a perseguire politiche di sviluppo e ambientali che rispettino i diritti economici, sociali e culturali, e che coinvolgano i popoli indigeni e le popolazioni locali, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite; invita nuovamente l'UE, gli Stati membri e i relativi partner della comunità internazionale ad adottare tutte le misure necessarie per garantire il riconoscimento, la tutela e la promozione dei diritti dei popoli indigeni, compresa la protezione delle loro lingue, delle loro terre, dei loro territori e delle loro risorse, come stabilito nella dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, in particolare in relazione al consenso libero, previo e informato; invita tutti gli Stati a garantire che i popoli indigeni e le comunità locali siano inclusi nelle deliberazioni e nei processi decisionali della diplomazia internazionale in materia di clima; incoraggia la Commissione a continuare a promuovere il dialogo e la collaborazione tra i popoli indigeni e l'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritto alla partecipazione pubblica</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>deplora il fatto che il diritto di partecipare a elezioni libere ed eque non sia rispettato nei regimi autoritari, illiberali e totalitari; sottolinea che tali regimi conducono elezioni false volte a radicare il loro potere, in quanto prive di reale contestazione politica e pluralismo; è allarmato dalle attuali tendenze nei processi elettorali, quali il crescente declino della partecipazione elettorale e dei risultati democratici o le crescenti controversie sulla credibilità delle elezioni; sottolinea con profonda preoccupazione la crescente ingerenza di alcuni Stati nelle elezioni di altri paesi attraverso tattiche ibride; ribadisce la necessità di aumentare la rappresentanza politica delle donne, dei giovani e dei gruppi vulnerabili e di garantire la partecipazione pubblica delle minoranze; sottolinea che la mancata fiducia nel processo elettorale può essere aggravata non solo dalle irregolarità ma altresì dalle dichiarazioni pubbliche, anche dei partecipanti; sottolinea che la percezione pubblica del processo elettorale è cruciale quanto il processo stesso, poiché la sua manipolazione può portare a una polarizzazione o ad attacchi mirati; invita i paesi terzi a intensificare gli sforzi per comunicare chiaramente tutte le fasi dei rispettivi processi e sistemi elettorali, nonché i meccanismi di responsabilità in essere in caso di irregolarità; invita il SEAE e la Commissione ad analizzare e riferire al Parlamento le loro iniziative per affrontare le sfide poste dall'IA nei processi elettorali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritti umani, imprese e scambi commerciali</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>sottolinea il ruolo degli scambi commerciali quale importante strumento per promuovere e migliorare la situazione dei diritti umani nei paesi partner dell'UE; esorta la Commissione a migliorare il coordinamento tra le politiche commerciali, di investimento e di sviluppo dell'UE e a privilegiare e promuovere lo sviluppo dei diritti umani attraverso le politiche commerciali dell'UE, compreso il sistema di preferenze generalizzate Plus; osserva tuttavia che in alcuni dei paesi interessati i miglioramenti sono stati modesti o nulli; sottolinea le responsabilità degli Stati e di altri attori, comprese le società, di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e prevenirne l'impatto negativo sui diritti umani, nonché di promuovere politiche appropriate conformemente agli obblighi in materia di diritti umani; deplora gli effetti negativi generati da alcune attività commerciali eccessive e di sfruttamento sui diritti umani e sulla democrazia; accoglie con favore l'armonizzazione derivante dall'adozione della direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità con norme vincolanti dell'UE sul comportamento responsabile delle imprese per quanto riguarda i diritti umani, del lavoro e ambientali; accoglie inoltre con favore il regolamento sul divieto dei prodotti ottenuti con il lavoro forzato sul mercato dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che vieta i prodotti ottenuti con il lavoro forzato sul mercato dell'Unione (COM(2022)0453).</FIELD></FOOTNOTE> e ne chiede la rapida attuazione a livello di Stati membri; chiede l'attuazione della raccomandazione del Mediatore europeo in merito alla creazione di un portale per la gestione dei reclami, nel quadro degli strumenti commerciali e finanziari dell'UE, o all'adattamento dello sportello unico della Commissione per consentire la presentazione di reclami relativi al mancato rispetto delle clausole sui diritti umani, che dovrebbe essere accessibile, vicino ai cittadini e trasparente; invita l'UE a proseguire gli sforzi per eradicare il lavoro minorile e il lavoro forzato; sottolinea l'importanza di misure di riparazione e di accesso alla giustizia che siano conformi ai principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, comprese le misure finanziarie e non finanziarie, in consultazione con le vittime; invita il Consiglio ad adottare un mandato ambizioso che consenta all'UE di partecipare quanto prima ai negoziati in corso sullo strumento vincolante delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>sottolinea che in molte regioni del mondo le micro, piccole e medie imprese (MPMI) sono spesso la forza trainante delle economie locali e che a gestirle è un numero crescente di donne; evidenzia che le MPMI rappresentano il 90 % delle imprese, il 60-70 % dell'occupazione e il 50 % del prodotto interno lordo mondiale; sottolinea l'importanza delle MPMI per il loro contributo all'Agenda 2030 e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare quelli relativi all'eliminazione della povertà e a condizioni di lavoro dignitose per tutti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diritti umani e tecnologie digitali</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>esprime preoccupazione per la minaccia che l'intelligenza artificiale (IA) può rappresentare per la democrazia e i diritti umani, in particolare se non è debitamente regolamentata; sottolinea la necessità di una supervisione, di una robusta trasparenza e di adeguate salvaguardie per le tecnologie nuove ed emergenti, nonché di un approccio basato sui diritti umani; accoglie con favore le conclusioni del Consiglio sulla diplomazia digitale del 26 giugno 2023, volte a rafforzare il ruolo e la leadership dell'UE nella governance digitale globale, in particolare la sua posizione quale riferimento nella definizione di un codice globale per il digitale basato sui principi democratici; accoglie con favore, a tale proposito, anche l'adozione della legge dell'UE sull'intelligenza artificiale, che mira ad armonizzare le norme sull'IA per la tutela dei diritti umani e i vantaggi che l'IA può apportare al benessere umano; è profondamente preoccupato per le conseguenze dannose dell'uso improprio dell'IA e dei deepfake, in particolare su donne e bambini; rileva con preoccupazione gli effetti negativi dell'"industria dei contenuti falsi" sul diritto all'informazione e sulla libertà di stampa, compreso il rapido sviluppo dell'IA e il conseguente potenziamento dell'industria della disinformazione<FOOTNOTE><FIELD> Reporter senza frontiere, "2023 World Press Freedom Index – journalism threatened by fake content industry" (Indice 2023 sulla libertà di stampa nel mondo – il giornalismo minacciato dall'industria dei contenuti falsi) https://rsf.org/en/2023-world-press-freedom-index-journalism-threatened-fake-content-industry.</FIELD></FOOTNOTE>; condanna l'uso di tecnologie nuove ed emergenti, come il riconoscimento facciale e la sorveglianza digitale, come strumenti coercitivi e il loro utilizzo nelle crescenti vessazioni, intimidazioni e persecuzioni dei difensori dei diritti umani, attivisti, giornalisti e avvocati; invita il Consiglio a inserire nell'elenco del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani gli attori statali e non statali che partecipano a tali pratiche; osserva con preoccupazione la rapida evoluzione dell'IA nelle applicazioni militari e il potenziale sviluppo e dispiegamento di sistemi autonomi che potrebbero prendere decisioni di vita o di morte senza l'intervento umano;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>ricorda che il commercio internazionale di software spia dall'Unione verso paesi terzi, dove tali strumenti sono utilizzati contro attivisti per i diritti umani, giornalisti e critici del governo, costituisce una violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>accoglie con favore l'adozione, nel maggio 2024, della prima Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sull'intelligenza artificiale e i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto, volta a garantire che le attività nell'intero ciclo di vita dei sistemi di IA siano pienamente coerenti con i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto; ribadisce la necessità di prestare maggiore attenzione legislativa ai profondi cambiamenti derivanti dalle attività all'interno del ciclo di vita dei sistemi di IA, che hanno il potenziale di promuovere la prosperità umana, il benessere individuale e sociale, lo sviluppo sostenibile, l'uguaglianza di genere e l'emancipazione di tutte le donne e le ragazze, ma presentano anche il rischio di creare o esacerbare le disuguaglianze e di incentivare la violenza informatica e fisica, compresa la violenza subita dalle donne e dagli individui in situazioni di vulnerabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>sottolinea che Internet dovrebbe essere un luogo in cui prevale la libertà di espressione; ritiene tuttavia che i diritti delle persone debbano essere rispettati; è del parere che, ove applicabile, ciò che è considerato illegale offline dovrebbe essere considerato illegale anche online; esprime preoccupazione per il crescente numero di oscuramenti di Internet; evidenzia che gli oscuramenti di Internet sono spesso utilizzati da regimi autoritari, tra gli altri, per mettere a tacere la dissidenza politica e contrastare la libertà politica; chiede con urgenza all'UE di combattere questo fenomeno allarmante, anche valutando la possibilità di consentire ai fornitori di comunicazioni con sede nell'UE di offrire strumenti sicuri alle persone che sono state private dell'accesso a Internet; esorta l'UE ad assumere una posizione ferma contro qualsiasi tentativo da parte dei giganti tecnologici di aggirare o minacciare i sistemi giuridici nazionali e le decisioni dei tribunali indipendenti, nonché a tutelare i principi democratici e ad attuare misure per mantenere l'integrità delle elezioni, nonché a proteggere il diritto all'informazione, soprattutto durante i periodi elettorali;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Presidente della 79a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, al Presidente del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e ai capi delegazione dell'Unione europea.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>