<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0093</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Relazioni 2023 e 2024 sulla Serbia</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0072/2025 - Relatore: Tonino Picula)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 7 maggio 2025 sulle relazioni 2023 e 2024 della Commissione sulla Serbia (2025/2022(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 278 del 18.10.2013, pag. 16, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2013/490/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, entrato in vigore il 1° settembre 2013,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la domanda di adesione all'UE presentata dalla Serbia il 19 dicembre 2009,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il parere della Commissione del 12 ottobre 2011 sulla domanda di adesione della Serbia all'Unione europea (COM(2011)0668), la decisione del Consiglio europeo del 1° marzo 2012 di concedere alla Serbia lo status di paese candidato e la decisione del Consiglio europeo del 28 giugno 2013 di avviare i negoziati di adesione all'Unione europea con la Serbia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'accordo di Bruxelles del 27 febbraio 2023 e l'accordo di Ohrid del 18 marzo 2023, nonché il relativo allegato di attuazione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1529 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 settembre 2021, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA III)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 330 del 20.9.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1529/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1449 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sull'istituzione di uno strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1449, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1449/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della presidenza in occasione della riunione del Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>	viste le dichiarazioni dei vertici UE-Balcani occidentali del 17 maggio 2018 a Sofia e del 6 maggio 2020 a Zagabria,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>	viste le sue risoluzioni sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell'Unione europea, inclusa la disinformazione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il processo di Berlino, avviato il 28 agosto 2014,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il primo accordo sui principi che disciplinano la normalizzazione delle relazioni tra i governi della Serbia e del Kosovo, del 19 aprile 2013, gli accordi del 25 agosto 2015 e il dialogo in corso, facilitato dall'UE, per la normalizzazione delle relazioni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'accordo sulla libera circolazione tra i governi della Serbia e del Kosovo, del 27 agosto 2022, l'accordo sulle targhe dei veicoli del 23 novembre 2022 e la tabella di marcia per l'attuazione degli accordi in materia di energia nell'ambito del dialogo facilitato dall'Unione, del 21 giugno 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 5 febbraio 2020 dal titolo "Rafforzare il processo di adesione – Una prospettiva europea credibile per i Balcani occidentali" (COM(2020)0057),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2020 dal titolo "Un piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali" (COM(2020)0641),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'8 novembre 2023 dal titolo "Comunicazione 2023 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2023)0690), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Serbia 2023 Report" (Relazione 2023 sulla Serbia) (SWD(2023)0695),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'8 novembre 2023 dal titolo "Nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali" (COM(2023)0691),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 20 marzo 2024 sulle riforme e sulle revisioni strategiche pre-allargamento (COM(2024)0146),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 30 ottobre 2024 dal titolo "Comunicazione 2024 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2024)0690), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Serbia 2024 Report" (Relazione 2024 sulla Serbia) (SWD(2024)0695),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 9 febbraio 2023 sul dialogo facilitato dall'UE tra Belgrado e Pristina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 14 della Costituzione serba sulla protezione delle minoranze nazionali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali, ratificata dalla Serbia nel 2001, e la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del Consiglio d'Europa, ratificata dalla Serbia nel 2006,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 26 e 27 ottobre 2023 sul Kosovo e la Serbia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del 17 dicembre 2024 sull'allargamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'ordinanza della Corte europea dei diritti dell'uomo nei confronti della Serbia del 29 aprile 2025 di astenersi dall'utilizzare dispositivi acustici per il controllo della folla,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa/Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (OSCE/ODIHR) sulle elezioni parlamentari e presidenziali anticipate del 3 aprile 2022 in Serbia, pubblicata il 19 agosto 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2006, le conclusioni del Consiglio del marzo 2020 e le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993, note anche come i criteri di Copenaghen,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale OSCE/ODIHR sulle elezioni parlamentari del 17 dicembre 2023 in Serbia, pubblicata il 28 febbraio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il memorandum d'intesa tra l'Unione europea e la Repubblica di Serbia relativo a un partenariato strategico sulle materie prime sostenibili, le catene del valore delle batterie e i veicoli elettrici, firmato il 19 luglio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 29 febbraio 2024 sull'approfondimento dell'integrazione dell'UE in vista del futuro allargamento<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/6746, 26.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6746/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Serbia, in particolare quella del 19 ottobre 2023 sui recenti sviluppi nel dialogo Serbia-Kosovo, tra cui la situazione nei comuni nel nord del Kosovo<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/2654, 29.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2654/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, e quella dell'8 febbraio 2024 sulla situazione in Serbia in seguito alle elezioni<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/6339, 7.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6339/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0072/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'allargamento è uno degli strumenti di maggiore successo della politica estera dell'UE e un investimento geostrategico a lungo termine nella pace, nella stabilità e nella sicurezza del continente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, secondo i criteri di Copenaghen, i paesi candidati devono rispettare i valori dell'Unione per poter aderire ad essa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la democrazia e lo Stato di diritto sono i valori basilari su cui si fonda l'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che negli ultimi anni i diritti politici e le libertà civili sono stati oggetto di un'erosione costante, e che si sono esercitate pressioni sui media indipendenti, sull'opposizione politica e sulle organizzazioni della società civile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il quarto parere sulla Serbia del comitato consultivo della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali, adottato il 26 giugno 2019, ha criticato i ritardi accumulati dalla Serbia nell'attuare pienamente i diritti all'istruzione per le minoranze;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la libertà di religione è un valore europeo basilare e un diritto umano fondamentale, e che la Serbia è pertanto tenuta a rispettare tale libertà e a garantirla a tutte le persone residenti nel suo territorio, conformemente ai suoi impegni internazionali e agli obblighi in materia di diritti umani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che, in linea con il capitolo 23 dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING>, la Serbia deve dimostrare miglioramenti concreti nell'esercizio effettivo dei diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che ogni paese candidato all'adesione è giudicato in base ai suoi meriti, tra cui il rispetto dei diritti e dei valori europei condivisi e un fermo impegno a loro favore, nonché l'allineamento alla politica estera e di sicurezza dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la Serbia non ha imposto sanzioni contro la Russia a seguito dell'aggressione russa in Ucraina; che il tasso di allineamento della Serbia alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) è in costante diminuzione dal 2021; che la Serbia sostiene l'integrità territoriale e l'indipendenza politica dell'Ucraina, e ha esplicitamente condannato l'aggressione dell'Ucraina da parte della Federazione russa e votato a fianco dell'UE alle Nazioni Unite, sebbene non abbia imposto sanzioni alla Russia; che il tasso di allineamento della Serbia alla PESC è sceso dal 54 % nel 2023 al 51 % nel 2024, mentre altri paesi candidati della regione – Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Macedonia del Nord – hanno conseguito un allineamento del 100 %;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la Serbia rimane un terreno di scontro critico per le campagne di disinformazione straniere, in particolare da parte della Russia e della Cina, che cercano di creare una retorica antioccidentale; che la relazione finale dell'OSHE/ODHIR sulle elezioni parlamentari anticipate tenutesi il 17 dicembre 2023 ha evidenziato diverse carenze procedurali, nonché l'uso di una retorica aspra e la presenza di pregiudizi costanti nei media che hanno conferito un vantaggio sbilanciato al partito al potere; che le questioni individuate in detta relazione devono essere valutate in modo approfondito e tempestivo; che, nell'ambito dei negoziati di adesione, la Serbia ha adottato la strategia per la lotta alla criminalità informatica 2019-2023 e i relativi piani d'azione nel settembre 2018; che tale strategia e i pertinenti piani d'azione non sono stati rinnovati dopo il dicembre 2023; che la Serbia non si è allineata alle misure restrittive dell'UE in risposta agli attacchi informatici del 2023 e del 2024;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la normalizzazione delle relazioni tra il Kosovo e la Serbia è un presupposto essenziale per l'avanzamento di entrambi i paesi verso l'adesione all'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che l'adesione all'UE richiede inevitabilmente il pieno allineamento agli obiettivi di politica estera dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la Serbia riconosce l'integrità territoriale dell'Ucraina, comprese la Crimea e la regione del Donbas;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che l'UE è il principale partner commerciale della Serbia e rappresenta il 59,7 % del suo volume totale di scambi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che la Russia sta usando la propria influenza in Serbia per cercare di destabilizzare, interferire e minacciare gli Stati sovrani vicini nonché compromettere il futuro europeo della Serbia; che organi di propaganda russi come RT (ex Russia Today) e Sputnik operano liberamente in Serbia ed esercitano un'influenza significativa nella diffusione di narrazioni anti-UE e antidemocratiche; che la disinformazione spesso deriva da una dichiarazione falsa o fuorviante di una figura politica, che viene poi riportata dai media statali e successivamente amplificata sui social media, spesso con l'intenzione di sminuire gli oppositori politici e i principi democratici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che l'8 giugno 2024 si è tenuta a Belgrado un'"Assemblea panserba", cui hanno partecipato leader politici di Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Kosovo, all'insegna del motto "Un popolo, un'assemblea";</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Impegno a favore dell'adesione all'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>prende atto dell'impegno dichiarato della Serbia a favore dell'adesione all'UE come obiettivo strategico e della sua ambizione di allinearsi pienamente all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE entro la fine del 2026; esorta la Serbia a realizzare rapidamente e con determinazione le riforme essenziali, in particolare nel gruppo di capitoli 1, affinché questo impegno molto ambizioso sia percepito come realistico, autentico e significativo; sottolinea la necessità che la Serbia dimostri in modo serio e categorico di essere strategicamente orientata verso l'UE, dando prova di una forte volontà politica e di coerenza nell'attuazione delle riforme relative all'Unione e comunicando in modo obiettivo e inequivocabile con i suoi cittadini a proposito dell'UE, del percorso europeo della Serbia e delle riforme necessarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ribadisce l'importanza strategica che i Balcani occidentali rivestono nel contesto geopolitico odierno e per la sicurezza e la stabilità dell'UE nel suo complesso; sottolinea che, per via della sua posizione geopolitica, il paese ha un impatto diretto sulla stabilità globale della regione; condanna pertanto i tentativi della Serbia di istituire una sfera di influenza che comprometta la sovranità dei paesi vicini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>prende atto del buon livello di preparazione della Serbia per quanto riguarda la stabilità macroeconomica e la disciplina di bilancio, e della valutazione della Commissione secondo cui il gruppo di capitoli 3 è tecnicamente pronto per l'apertura, ma osserva con preoccupazione che i progressi compiuti nel complesso per soddisfare i parametri di riferimento per l'adesione all'UE in tutti i capitoli negoziali sono stati pochi o inesistenti, con particolari carenze in settori critici quali lo Stato di diritto, la libertà dei media, la riforma della pubblica amministrazione e l'allineamento alle politiche dell'UE, segnatamente la politica estera dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>si rammarica che non siano stati compiuti progressi sostanziali riguardo al capitolo 31, dal momento che il modello di allineamento della Serbia alle posizioni di politica estera dell'UE è rimasto sostanzialmente invariato, soprattutto a causa delle strette relazioni di tale paese con la Russia; ricorda che la Serbia rimane una rimarchevole eccezione nei Balcani occidentali per quanto riguarda l'allineamento alla PESC; invita la Serbia a invertire questa tendenza e a compiere progressi positivi verso il pieno allineamento; constata che il tasso di conformità della Serbia alle dichiarazioni dell'UE è in aumento, ma non va al di là del 61 %; si compiace che la Serbia continui a partecipare attivamente e a contribuire in modo positivo alle missioni e alle operazioni militari di gestione delle crisi condotte dall'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>accoglie con favore il sostegno umanitario apportato dalla Serbia all'Ucraina e prende atto della vendita di munizioni per un valore di 800 milioni di EUR in vista della loro utilizzazione da parte dell'Ucraina nel quadro di un accordo reciprocamente vantaggioso; osserva che la Serbia si è allineata ad alcune posizioni dell'UE riguardanti la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina; deplora, tuttavia, che la Serbia continui a non aderire alle misure restrittive dell'UE nei confronti della Russia; invita l'UE a riconsiderare l'entità dell'assistenza finanziaria fornita dall'UE alla Serbia in caso persistano il sostegno a ideologie antidemocratiche e il non allineamento alle misure restrittive dell'UE e alla PESC; invita la Serbia ad allinearsi rapidamente alle misure restrittive e alla politica generale dell'UE nei confronti della Russia e della Bielorussia, sistematicamente e senza indugio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea che è importante attuare sanzioni contro la Russia per la sicurezza dell'Europa nel suo complesso; deplora le strette e costanti relazioni della Serbia con la Russia, che sollevano preoccupazioni in merito al suo orientamento strategico; ribadisce il suo invito alle autorità serbe a rafforzare la trasparenza per quanto riguarda il ruolo e le attività del cosiddetto centro umanitario russo-serbo a Nis, e a porre immediatamente fine a ogni cooperazione militare con la Russia; prende atto della decisione della Serbia di sostenere la risoluzione delle Nazioni Unite che condanna l'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina tre anni dopo l'invasione su vasta scala; deplora l'immediata ritrattazione verbale del voto alle Nazioni Unite da parte del Presidente Vučić, definito un "errore"; ritiene che il mantenimento di relazioni privilegiate con il regime del Cremlino comprometta non solo la credibilità della Serbia in quanto paese candidato, ma anche la fiducia dei suoi partner europei e il futuro delle relazioni UE-Serbia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>deplora il continuo calo, in Serbia, del sostegno pubblico all'adesione all'UE e il crescente sostegno al regime di Putin, che sono il frutto di una retorica anti-UE e filo-russa di lunga data propria dei media controllati dal governo come anche di alcuni funzionari governativi; invita le autorità serbe a promuovere un dibattito aperto e basato sui fatti riguardo all'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>deplora la continua diffusione della disinformazione, anche in merito alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina; condanna gli effetti di ricaduta di tali azioni in altri paesi della regione; invita le autorità serbe a combattere la disinformazione e chiede all'UE di intensificare la cooperazione con la Serbia per rafforzare la resilienza democratica e contrastare le minacce ibride;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>prende atto dei progressi compiuti dalla Serbia nell'allinearsi alla politica dell'UE in materia di visti e chiede il pieno allineamento, in particolare per quanto riguarda i paesi non appartenenti all'UE che rappresentano una minaccia per la sicurezza di quest'ultima, compresa la minaccia di attacchi informatici; accoglie con favore l'accordo firmato il 25 giugno 2024 tra l'UE e la Serbia sulla cooperazione operativa con Frontex nella gestione delle frontiere, che evidenzia la necessità di agire in linea con i diritti fondamentali e gli standard internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>ribadisce che il ritmo complessivo dei negoziati di adesione dovrebbe dipendere da progressi tangibili sulle questioni fondamentali e lo Stato di diritto, e da un impegno a favore dei diritti e dei valori europei condivisi, come anche dal dialogo Belgrado-Pristina, che deve essere condotto in buona fede in modo da sfociare in un accordo giuridicamente vincolante basato sul riconoscimento reciproco, oltre che dall'allineamento alla PESC dell'UE; ribadisce altresì la sua posizione secondo cui i negoziati di adesione con la Serbia dovrebbero avanzare solo se il paese si allinea alle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia e compie progressi significativi sul fronte delle riforme connesse all'UE, in particolare nel settore delle questioni fondamentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>ribadisce la sua preoccupazione quanto all'approccio acquiescente della Commissione nei confronti della Serbia dinanzi al suo arretramento di un anno in termini di Stato di diritto, democrazia e diritti fondamentali, nonché alla sua influenza destabilizzante sull'intera regione; esorta la Commissione a utilizzare un linguaggio più chiaro, anche al più alto livello, nei confronti della Serbia, affrontando in modo coerente le carenze significative, la mancanza di progressi e persino l'arretramento, sostenendo così i valori fondamentali dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>	invita il governo serbo a promuovere tra la popolazione serba il ruolo e i benefici dell'adesione all'UE e dei progetti e delle riforme finanziati da quest'ultima;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Democrazia e Stato di diritto</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>prende atto delle difficoltà che si incontrano nel garantire l'indipendenza della magistratura, comprese l'influenza indebita e le pressioni politiche esercitate sul sistema giudiziario; esprime preoccupazione quanto alla mancata attuazione di salvaguardie che impediscano interferenze politiche nelle nomine giudiziarie e nelle azioni disciplinari nei confronti di giudici e procuratori; invita la Serbia a garantire che il Consiglio superiore della magistratura, il Consiglio superiore della procura e il governo e il parlamento serbi difendano in modo efficace e proattivo l'indipendenza della magistratura e l'autonomia delle procure;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sottolinea l'importanza di adottare la legge sull'Accademia giudiziaria e il parere della Commissione di Venezia e di procedere alle necessarie nomine giudiziarie al fine di ridurre i posti vacanti esistenti e migliorare l'efficacia globale del sistema giudiziario; osserva che il ritardo nell'adozione di tale legge ha bloccato le riforme giudiziarie fondamentali necessarie per l'allineamento alle norme dell'UE; chiede che il progetto di legge sia modificato a seguito di una consultazione trasparente con tutti i pertinenti portatori di interessi, nell'ottica di garantire l'indipendenza e meccanismi di controllo dell'istituzione al fine di contribuire a una generale indipendenza giudiziaria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>prende atto dei limitati progressi compiuti nella lotta alla corruzione malgrado l'adozione di una nuova strategia anticorruzione per il periodo 2024-2028; invita la Serbia ad adottare e avviare l'attuazione del piano d'azione anticorruzione che accompagna tale strategia e a istituire un efficace meccanismo di controllo e coordinamento per seguirne i progressi, in linea con le norme internazionali; esprime preoccupazione per la diffusa corruzione in numerosi settori, in particolare in relazione ai cosiddetti "progetti di interesse per la Repubblica di Serbia", e per il fatto che è necessaria una forte volontà politica per contrastare effettivamente la corruzione e per apportare una risposta decisa della giustizia penale alla corruzione ad alto livello; osserva che la Serbia occupa la posizione numero 105 nell'Indice di percezione della corruzione 2024, ben al di sotto della media dell'UE; ritiene che il livello di corruzione in Serbia costituisca un ostacolo significativo al suo processo di adesione all'UE; osserva con preoccupazione che, dopo diversi anni, non sono ancora stati conseguiti risultati in casi di grande interesse pubblico, tra cui gli annosi casi Krušik, Jovanjica, Savamala e Belivuk; invita la Serbia a rafforzare l'indipendenza delle sue istituzioni anticorruzione garantendo che siano adeguatamente dotate di risorse e protette dalle ingerenze politiche; invita il governo serbo a firmare la Convenzione sulla lotta alla corruzione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici e ad allineare pienamente il suo quadro giuridico in materia di cooperazione di polizia e criminalità organizzata a quello dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>plaude alla composizione più pluralistica del nuovo parlamento, con una più ampia rappresentanza dei partiti politici, compresi quelli delle minoranze nazionali; rileva che le elezioni anticipate e la corrispondente interruzione del funzionamento del governo e del parlamento hanno ostacolato i progressi delle riforme; prende atto del frequente svolgimento di elezioni anticipate, della modalità di campagna elettorale permanente e dei lunghi ritardi nella formazione dei governi, nonché del lavoro irregolare del parlamento nazionale, tra cui l'assenza di sessioni di interrogazioni al governo, la mancanza di discussioni sulle relazioni delle istituzioni indipendenti e il ricorso più frequente alle procedure d'urgenza, che portano a una mancanza di controllo legislativo e di legittimità parlamentari e non contribuiscono a un'efficace governance democratica del paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>prende atto delle dimissioni del primo ministro Miloš Vučević il 28 gennaio 2025, che sono state confermate dall'Assemblea nazionale il 19 marzo 2025, e della successiva elezione del nuovo governo guidato da Đuro Macut, nominato il 16 aprile 2025; prende atto della ripresa dei lavori dell'Assemblea nazionale il 4 marzo 2025, dopo una pausa di tre mesi, e condanna tutti gli atti di violenza verificatisi in tale occasione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>ribadisce la propria disponibilità a sostenere l'Assemblea nazionale e i suoi membri nei processi democratici connessi al percorso europeo della Serbia, compreso il corretto funzionamento del parlamento in conformità del suo regolamento, utilizzando gli strumenti e le iniziative esistenti del Parlamento europeo a sostegno della democrazia e sostenendo un maggiore controllo parlamentare sul processo di adesione all'UE e di riforma;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>prende atto con profonda preoccupazione della relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'OSCE/ODIHR sulle elezioni del dicembre 2023; osserva che nell'aprile 2024 l'Assemblea nazionale ha costituito un gruppo di lavoro per il miglioramento del processo elettorale, ma che alla fine dell'anno non aveva ancora concordato alcuna misura giuridica per migliorare il processo elettorale; osserva che due rappresentanti della società civile su tre hanno abbandonato il gruppo di lavoro nel febbraio 2025; osserva che nei primi mesi del 2025 sono state adottate misure per modificare la legge sul registro unificato degli elettori, ma che non esiste un consenso tra gli attori politici e della società civile sul suo contenuto; invita tutti i gruppi parlamentari dell'Assemblea nazionale a decidere in merito all'attuazione delle raccomandazioni dell'ODIHR con l'accordo di tutti i gruppi; chiede la parità di trattamento di tutti i deputati nell'attività dell'Assemblea nazionale, l'applicazione coerente ed efficace del codice di condotta parlamentare e la sanzione imparziale delle violazioni dell'integrità parlamentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>esprime preoccupazione per il ruolo crescente della manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI) e delle operazioni cibernetiche estere e delle ingerenze nei processi elettorali democratici della Serbia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>insiste sull'importanza cruciale di garantire l'indipendenza delle principali istituzioni, comprese le autorità di regolamentazione dei media, come l'Autorità di regolamentazione dei media elettronici (REM); deplora il ritardo nell'elezione dei nuovi membri; deplora le irregolarità nella procedura di nomina; prende atto del ritiro di diversi candidati dalla selezione nel febbraio 2025, che hanno motivato la loro decisione sulla base di tali irregolarità; esprime profondo rammarico per il fatto che la REM ha trascurato i suoi obblighi giuridici di vigilare in modo tempestivo sullo svolgimento della campagna elettorale del 2023 sui media, di riferire le sue conclusioni e di sanzionare gli organi di informazione responsabili di avere infranto la legge, diffuso l'incitamento all'odio o violato gli standard giornalistici; rileva con preoccupazione l'assenza di opinioni politiche pluralistiche nei media a livello nazionale; osserva che la REM dovrebbe promuovere attivamente il pluralismo e la trasparenza dei media per quanto riguarda gli assetti proprietari degli organi di informazione e l'indipendenza dagli attori stranieri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>osserva che la REM ha assegnato quattro frequenze nazionali a canali che hanno precedenti di violazione degli standard giornalistici, tra cui l'uso dell'incitamento all'odio e dell'inganno del pubblico, il mancato rispetto degli avvertimenti emessi dalla REM, la diffusione della disinformazione e il sostegno alla narrazione del Cremlino sulla guerra della Russia in Ucraina; deplora profondamente che la REM non abbia rilasciato la quinta licenza nazionale e chiede che essa sia concessa attraverso un processo trasparente e imparziale, senza inutili ritardi e nel rispetto delle norme internazionali in materia di libertà dei media non appena sarà eletto un nuovo consiglio della REM; invita il governo serbo a annullare il processo di elezione dei nuovi membri e a riavviarlo, in conformità con il diritto serbo e con le norme internazionali in materia di libertà dei media;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Libertà fondamentali e diritti umani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>esprime sincero cordoglio alle famiglie delle 16 vittime che hanno perso la vita e vicinanza a coloro che sono stati feriti a seguito del crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad il 1º novembre 2024; chiede l'avvio di un procedimento giudiziario esaustivo e trasparente a seguito dell'indagine da parte delle autorità al fine di consegnare i responsabili alla giustizia; sottolinea la necessità di esaminare in modo più ampio in che misura la corruzione abbia comportato un abbassamento dei livelli di sicurezza e abbia contribuito a questa tragedia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>deplora il ritardo nella risposta e nella responsabilità delle autorità serbe, la lentezza del processo di indagine e la mancanza di trasparenza all'indomani della tragedia, che sono state parzialmente affrontate in seguito all'aumento della pressione pubblica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per le questioni sistemiche evidenziate dalle proteste studentesche e da varie altre proteste in Serbia, ad esempio le questioni relative alle libertà civili, alla separazione dei poteri, alla corruzione, alla tutela dell'ambiente, alla trasparenza istituzionale e finanziaria, in particolare in relazione ai progetti infrastrutturali, e alla rendicontabilità; deplora il fatto che il governo ha perso l'opportunità di soddisfare le richieste degli studenti e dei cittadini che sostengono gli studenti in buona fede; afferma che le richieste degli studenti sono in linea con le riforme che la Serbia dovrebbe attuare lungo il suo percorso europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>sottolinea l'importanza della libertà di parola e di riunione; invita le autorità serbe a garantire la protezione dei partecipanti alle proteste pacifiche; prende atto delle proteste di massa del 15 marzo 2025, le più grandi nella storia moderna della Serbia; chiede un'indagine imparziale sulle accuse secondo cui nei confronti dei manifestanti è stata utilizzata una tecnologia illegale di controllo della folla, causando lesioni a diversi manifestanti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>deplora le continue violenze nei confronti degli studenti, in particolare il recente incidente verificatosi presso l'edificio della Facoltà di sport e educazione fisica a Novi Sad, in cui almeno cinque persone sono rimaste ferite a seguito dell'assalto all'edificio da parte della polizia accompagnata dal preside della facoltà Patrik Drid;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>condanna con la massima fermezza l'uso improprio dei dati personali nei registri pubblici a scopo di ritorsione contro manifestanti pacifici; invita la procura serba a sporgere denuncia nei confronti di tutte le persone che hanno aggredito fisicamente e incitato alla violenza contro i partecipanti alle manifestazioni; esprime profonda preoccupazione per qualsiasi atto di violenza; segue da vicino gli sviluppi degli arresti dei manifestanti e i procedimenti giudiziari che sono stati avviati nei loro confronti; esprime preoccupazione per le segnalazioni secondo cui i servizi di sicurezza sarebbero stati coinvolti nell'intimidazione e nella sorveglianza dei manifestanti; condanna il linguaggio utilizzato dalle autorità serbe, che incita alla violenza contro gli studenti e altri manifestanti; osserva che gli studenti attivisti hanno subito vessazioni legali, intimidazioni e uso eccessivo della forza da parte delle autorità; chiede un'indagine approfondita, imparziale e rapida sulle accuse di violenza contro i manifestanti e di cattiva condotta della polizia durante le proteste; esorta le missioni diplomatiche dell'UE e degli Stati membri a continuare a monitorare da vicino i procedimenti giudiziari in corso legati alle proteste;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la crescente pressione politica e finanziaria sugli insegnanti delle scuole primarie e secondarie, nonché sui professori universitari, che sono stati privati della retribuzione per aver partecipato all'azione collettiva a sostegno delle richieste degli studenti; deplora, in tale contesto, i procedimenti giudiziari inaccettabili e la campagna diffamatoria dei media contro il rettore dell'Università di Belgrado;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>è profondamente allarmato per il fatto che le autorità serbe hanno avviato diffuse pratiche di sorveglianza illegale utilizzando spyware contro attivisti, giornalisti e membri della società civile, come indicato nelle recenti relazioni di Amnesty International e della fondazione SHARE; esorta il governo della Serbia a cessare immediatamente l'uso di tecnologie di sorveglianza avanzate nei confronti di attivisti, giornalisti e difensori dei diritti umani e invita le autorità statali competenti a condurre un'indagine approfondita su tutti i casi esistenti di sorveglianza e utilizzo illeciti di spyware e ad avviare procedimenti adeguati nei confronti dei responsabili; invita la Commissione europea, alla luce di tutto ciò, a dare seguito a tali incidenti, ad affrontare tali problematiche con le autorità serbe e a sollecitare un'indagine approfondita su tali questioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>deplora le presunte intercettazioni e detenzioni illegali di cinque attivisti del Movimento dei cittadini liberi (PSG), partito di opposizione, e di uno studente dell'organizzazione STAV nel marzo 2025, nonché i mandati d'arresto emessi nei confronti di altri attivisti dell'organizzazione STAV; condanna la strumentalizzazione del caso da parte dei media di propaganda e l'ingiustificata proroga della detenzione; invita le autorità serbe a liberare dalla detenzione Marija Vasić, Lazar Dinić, Mladen Cvijetić, Lado Jovović, Srđan Đurić e Davor Stefanović;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>respinge le accuse secondo cui l'UE e alcuni dei suoi Stati membri sarebbero stati implicati nell'organizzazione delle proteste studentesche al fine di innescare una "rivoluzione colorata"; condanna fermamente altresì, in tale contesto, gli arresti e le espulsioni illegali di cittadini dell'UE e la divulgazione al pubblico, da parte di criminali di guerra condannati, dei dati personali dei cittadini dell'UE nonché dell'incitamento all'odio contro le minoranze nazionali; esprime preoccupazione per il crescente numero di casi di detenzione che coinvolgono cittadini dell'UE alla frontiera con la Serbia; osserva che le narrazioni anti-UE si stanno manifestando nel calo del sostegno all'integrazione nell'UE nella società serba e nel rafforzamento della presenza di attori stranieri autocratici nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita le autorità serbe a ripristinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni statali garantendo la trasparenza e la responsabilità; incoraggia tutti gli attori politici e sociali a impegnarsi in un dialogo inclusivo e sostanziale inteso a realizzare le riforme legate all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>osserva che la libertà dei media in Serbia si è ulteriormente deteriorata, come dimostra il fatto che la Serbia è scesa al 98º posto nell'indice sulla libertà di stampa nel mondo del 2024 di Reporter senza frontiere; esorta la Serbia a migliorare e a proteggere la professionalità, la diversità e il pluralismo dei media, nonché a promuovere un giornalismo investigativo di qualità, i più elevati standard giornalistici, attraverso il rispetto dei codici di condotta giornalistici, e l'alfabetizzazione mediatica; ricorda l'importanza della pluralità e della trasparenza dei media, compresi gli aspetti legati alla proprietà e al finanziamento statale degli stessi, in particolare mediante un maggiore coinvolgimento della REM; ricorda che la concentrazione della proprietà dei media può avere effetti negativi sulla libertà dei media e sulla professionalità del giornalismo; ribadisce che, nell'ambito dei negoziati di adesione, la Serbia deve allinearsi all'UE su questioni di importanza strategica, come la lotta alla FIMI; invita la Serbia ad allinearsi alle politiche dell'UE nel contrastare le ingerenze straniere e le campagne di disinformazione, attuando misure normative concrete in linea con le norme dell'UE, come le disposizioni incluse nel regolamento sui servizi digitali<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali) (GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e nel regolamento (UE) 2024/900 relativo alla trasparenza e al targeting della pubblicità politica<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/900 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024, relativo alla trasparenza e al targeting della pubblicità politica (GU L, 2024/900, 20.3.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/900/oj).</FIELD></FOOTNOTE>; incoraggia la cooperazione fra la Serbia, il Servizio europeo per l'azione esterna e il centro europeo di eccellenza per la lotta contro le minacce ibride nella lotta alla disinformazione; si attende che le autorità indaghino su tutti i casi di incitamento all'odio, campagne diffamatorie e azioni legali strategiche contro i giornalisti e perseguano i responsabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per i casi segnalati di attacchi abusivi, sorveglianza digitale e molestie nei confronti di giornalisti, attivisti per i diritti umani e organizzazioni della società civile, da ultimo, il 25 febbraio 2025, un'incursione della polizia nei locali di quattro importanti organizzazioni della società civile, apparentemente per quanto riguarda l'uso improprio da parte loro dei fondi dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale; condanna fermamente le persistenti campagne diffamatorie e le intimidazioni nei confronti della società civile in Serbia, comprese le false accuse di complotti per rovesciare il governo con il sostegno straniero;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che le organizzazioni della società civile in Serbia affrontano problemi sempre maggiori, tra cui condizioni restrittive, vincoli di finanziamento, incursioni della polizia e altre forme di intimidazione da parte delle autorità statali; sottolinea l'importanza di un quadro che permetta alle organizzazioni della società civile dinamiche e attive a livello locale di operare liberamente e di partecipare all'elaborazione delle politiche, inclusi i processi di integrazione nell'UE, in maniera inclusiva e significativa; si rammarica che la Serbia non fornisca attualmente un quadro che permetta alle organizzazioni della società civile dinamiche e pluraliste, in particolare quelle impegnate nel sostegno alla democrazia e nell'osservazione elettorale, di operare liberamente e di partecipare all'elaborazione delle politiche in maniera inclusiva e significativa; esprime preoccupazione per le recenti incursioni negli uffici di organizzazioni della società civile; chiede indagini in merito a tutti gli attacchi e alle campagne diffamatorie contro le organizzazioni della società civile e una maggiore trasparenza dei finanziamenti pubblici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>condanna la pressione politica esercitata sulle università e su altri istituti di ricerca attraverso un decreto governativo affrettato che interferisce con la libertà accademica dei ricercatori e riduce le loro retribuzioni; condanna la diffamazione nei confronti di professori, ricercatori e altro personale accademico nei media filogovernativi; deplora il crescente ricorso a contratti a tempo determinato per insegnanti e altri funzionari pubblici quale strumento politico per esercitare pressione e controllo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>esorta le autorità serbe ad ampliare la disponibilità di servizi pubblici di radiodiffusione in tutte le lingue minoritarie in tutto il paese, garantendo parità di accesso ai media per tutte le comunità, facendo ricorso alle migliori pratiche della regione della Vojvodina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il progetto di legge presentato al parlamento serbo il 29 novembre 2024, che propone l'istituzione di una legge sugli agenti stranieri simile a quella russa; ricorda ai legislatori serbi che le organizzazioni della società civile e i giornalisti svolgono un ruolo chiave in una società democratica sana; ribadisce che tale legislazione è incompatibile con i valori dell'UE; osserva che varie organizzazioni della società civile hanno sospeso la loro cooperazione con i rami legislativo ed esecutivo del governo nel febbraio 2025;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la crescente ingerenza politica nella protezione dei siti del patrimonio in Serbia, in particolare attraverso la soppressione della protezione dei monumenti culturali e l'inosservanza delle procedure giuridiche che ne disciplinano la conservazione, come nel caso del complesso modernista di Generalštab;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>invita la Serbia a contrastare la disinformazione, incluse le narrazioni manipolatorie anti-UE e, in particolare, a sospendere le campagne di disinformazione sostenute dallo Stato; condanna l'apertura di un ufficio di RT a Belgrado, l'avvio del servizio di informazione online di RT in serbo e il proseguimento dell'attività del servizio di informazione online russo Sputnik Srbija, che è utilizzato per diffondere narrazioni filorusse e disinformazione nella regione dei Balcani occidentali; esorta le autorità serbe a contrastare le minacce ibride e ad allinearsi pienamente alla decisione del Consiglio sulla sospensione delle attività di radiodiffusione di Sputnik e RT; esprime profonda preoccupazione per la diffusione della disinformazione sull'aggressione russa contro l'Ucraina; invita la Serbia e la Commissione a rafforzare le infrastrutture per combattere la disinformazione e altre minacce ibride; condanna la crescente influenza della disinformazione sostenuta dallo Stato russa e cinese in Serbia, tra cui la diffusione di narrazioni anti-UE e antidemocratiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>prende atto dell'adozione della strategia nazionale per la parità e della strategia per la prevenzione e la protezione dalla discriminazione e chiede la loro piena attuazione e un maggiore allineamento alle norme europee; esorta le autorità serve a dare seguito alle raccomandazioni del gruppo di esperti sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (GREVIO) al fine di migliorare il rispetto della convenzione di Istanbul ratificata dalla Serbia; prende atto con preoccupazione della sospensione temporanea dell'attuazione della legge sulla parità di genere da parte della Corte costituzionale; esprime preoccupazione per la persistente mancanza di un supporto adeguato per le organizzazioni che promuovono i diritti delle donne e la parità di genere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>deplora profondamente il declino demografico in Serbia, che è aggravato da una migrazione netta negativa dovuta alle difficoltà economiche e alle persecuzioni politiche; sottolinea che sono soprattutto le persone giovani, istruite e produttive ad essere costrette a lasciare il paese, come pure le persone sottoposte a pressioni e minacce a causa delle loro opinioni politiche, tra cui Dijana Hrka, la madre di una delle vittime della tragedia alla stazione ferroviaria Novi Sad, che teme per la sua sicurezza dopo essere stata sottoposta a pressioni da parte dei sostenitori dell'SNS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>sottolinea che le autorità serbe devono adottare misure concrete per sostenere e rafforzare il rispetto dei diritti dei minori nel paese, segnatamente ratificando il terzo protocollo facoltativo della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, adottando un piano d'azione nazionale per i diritti dei minori, adottando una nuova strategia sulla violenza contro i minori, data la scadenza del quadro precedente, e istituendo un quadro nazionale per proteggere i minori dagli abusi e dall'abbandono;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>si compiace che la parata del Pride 2024 di Belgrado, la più grande mai tenutasi in Serbia, si sia svolta pacificamente, sebbene sia stata protetta da una presenza della polizia di alto profilo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>sottolinea la necessità di un forte impegno a tutela dei diritti delle minoranze nazionali, garantendone la piena rappresentanza a tutti i livelli di governo, preservandone l'identità culturale attraverso l'uso delle rispettive lingue e rispondendo alle loro esigenze educative, assicurando la libertà di espressione e l'accesso alle informazioni, nonché conducendo attivamente indagini sui reati motivati dall'odio quale elemento insostituibile dei valori comuni europei; deplora il fatto che le minoranze nazionali siano tutelate solo a livello formale; esprime preoccupazione per la pratica della rappresentanza pro forma delle minoranze nazionali che sono sotto il controllo del governo; invita la Serbia a tutelare e promuovere l'eredità culturale e le tradizioni delle sue minoranze nazionali, e in particolare a creare un contesto positivo per l'istruzione nelle lingue minoritarie, anche garantendo una quantità sufficiente di insegnanti, libri di testo e materiale aggiuntivo; deplora la violazione dei diritti delle minoranze in questo settore; invita la Serbia ad astenersi dallo sfruttare le identità nazionali delle minoranze nazionali che creano divisioni all'interno di tali comunità e condanna fermamente gli episodi registrati di incitamento all'odio nei confronti di alcune di esse; prende atto del notevole ritardo nell'elaborazione di un nuovo piano d'azione per la realizzazione dei diritti delle minoranze nazionali e sottolinea l'urgente necessità che la Serbia lo completi e lo attui prontamente; sottolinea la necessità che il nuovo piano d'azione integri pienamente i risultati e le raccomandazioni del comitato consultivo della convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>esprime preoccupazione per il significativo calo della popolazione di alcuni gruppi minoritari, tra cui la minoranza bulgara; invita la Serbia a garantire il diritto di utilizzare nomi e lingue specifici dei gruppi minoritari, comprese le donne all'interno della comunità bulgara; osserva con preoccupazione che non tutti i libri di testo scolastici sono stati tradotti in bulgaro; invita il governo serbo a garantire alla minoranza croata in Serbia gli stessi diritti reciproci di cui gode la minoranza serba in Croazia, in particolare per quanto riguarda la garanzia della rappresentanza reciproca a tutti i livelli di governo, compresi quelli regionali e locali; ribadisce la sua preoccupazione per l'applicazione restrittiva e arbitraria della legge sul soggiorno permanente e temporaneo in relazione alla passivizzazione dell'indirizzo di migliaia di albanesi nel sud della Serbia; sottolinea la situazione della Chiesa ortodossa rumena in Serbia, che non è ufficialmente riconosciuta dallo Stato come chiesa tradizionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>deplora i tentativi delle autorità serbe di minare l'identità nazionale delle comunità all'interno del paese; esprime preoccupazione, in tale contesto, per la promozione di narrazioni come la cosiddetta "nazione Shopi" che cercano di cancellare l'esistenza della comunità bulgara e negarne le radici storiche e il patrimonio culturale; deplora le perquisizioni effettuate dalle autorità serbe presso il centro culturale di Bosilegrad e l'avvio di procedimenti preliminari per "odio etnico" contro gli attivisti di organizzazioni non governative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>invita la Serbia ad astenersi dal produrre distorsioni degli eventi storici, come la narrazione del cosiddetto massacro di Surdulica, che servono solo a seminare divisione e odio nei confronti delle minoranze e dei paesi vicini, elementi incompatibili con l'adesione all'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riconciliazione e relazioni di buon vicinato</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>ribadisce che la cooperazione regionale e i rapporti di buon vicinato restano elementi essenziali del processo di allargamento; invita la Serbia a porre fine alle restrizioni all'ingresso per gli artisti e gli attivisti della società civile della regione, in quanto tali pratiche compromettono il dialogo e la cooperazione regionali; ribadisce inoltre l'importanza della stabilità dei paesi dell'Europa sudorientale e della loro resilienza alle ingerenze straniere nei processi democratici interni; sottolinea l'importanza che la Serbia sviluppi relazioni di buon vicinato, attui gli accordi bilaterali e risolva le questioni bilaterali in sospeso con i suoi vicini; prende atto della partecipazione della Serbia alle iniziative regionali e del suo coinvolgimento attivo nel piano di crescita per i Balcani occidentali e nel mercato comune regionale; sottolinea che il rispetto dei diritti delle minoranze nazionali è una condizione essenziale per i progressi della Serbia verso il percorso europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>chiede la riconciliazione storica e il superamento della discriminazione e dei pregiudizi del passato; deplora la recente retorica incendiaria del governo nei confronti degli Stati vicini che non hanno sostenuto l'apertura del gruppo di capitoli 3 per la Serbia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>ribadisce che la Serbia deve astenersi dall'influenzare la politica interna dei paesi vicini nei Balcani occidentali, anche per quanto riguarda la celebrazione incostituzionale della giornata della Republika Srpska in Bosnia-Erzegovina e la messa in discussione delle decisioni giudiziarie in Bosnia-Erzegovina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>esorta la Serbia a intensificare gli sforzi di riconciliazione e a cercare soluzioni per le controversie del passato, in particolare per quanto riguarda le persone scomparse, ossia 1 782 persone in Croazia, 7 608 persone in Bosnia-Erzegovina e 1 595 persone in Kosovo; invita le autorità serbe a ottenere giustizia per le vittime riconoscendo e rispettando le sentenze sui crimini di guerra, lottando contro l'impunità per i crimini commessi durante la guerra, indagando sui casi di persone scomparse e sui siti di sepoltura e sostenendo i procuratori nazionali affinché assicurino i responsabili alla giustizia, il che richiede la cooperazione anche di altre parti; condanna fermamente il diffuso rifiuto pubblico di sentenze internazionali per i crimini di guerra, compresa la negazione del genocidio di Srebrenica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>invita le autorità giudiziarie serbe a garantire il rispetto delle norme in materia di processo equo e realizzazione della giustizia per le vittime in tutti i casi di crimini di guerra; chiede che la negazione dei crimini di guerra e l'esaltazione dei criminali di guerra siano inseriti nel codice penale al fine di perseguire qualsiasi forma di negazione dei crimini di guerra determinati dalle sentenze del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia e della Corte internazionale di giustizia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>ribadisce il proprio sostegno all'iniziativa volta a istituire la commissione regionale per l'accertamento dei fatti relativi ai crimini di guerra e ad altre gravi violazioni dei diritti umani nel territorio dell'ex Jugoslavia (RECOM);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>ribadisce la sua posizione sull'importanza dell'apertura e della pubblicazione degli archivi di guerra e ribadisce la sua richiesta di aprire gli archivi relativi alle ex repubbliche della Jugoslavia e, in particolare, di concedere l'accesso ai fascicoli dei servizi segreti dell'ex Jugoslavia (UDBA) e del servizio di controspionaggio dell'esercito popolare iugoslavo (KOS), nonché di restituire i fascicoli ai rispettivi governi, qualora lo richiedano;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>ribadisce pieno sostegno al dialogo tra Belgrado e Pristina agevolato dall'UE e plaude alla nomina di Peter Sørensen in qualità di rappresentante speciale dell'Unione per il dialogo tra Belgrado e Pristina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>riafferma l'importanza di un impegno costruttivo da parte delle autorità serbe e kosovare al fine di trovare un accordo di normalizzazione globale e giuridicamente vincolante, basato sul riconoscimento e in conformità del diritto internazionale; invita sia il Kosovo che la Serbia ad attuare gli accordi di Bruxelles e di Ohrid, compresi l'istituzione dell'associazione/comunità dei comuni e il superamento della resistenza serba nei confronti dell'adesione del Kosovo alle organizzazioni regionali e internazionali, e ad astenersi da azioni unilaterali che potrebbero compromettere il processo di dialogo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>si aspetta che il Kosovo e la Serbia cooperino pienamente e adottino tutte le misure necessarie per catturare e consegnare rapidamente alla giustizia i responsabili degli attentati terroristici perpetrati nel 2023 a Banjska; deplora il fatto che la Serbia non abbia ancora perseguito i colpevoli, in particolare Milan Radoičić, vicepresidente della Srpska Lista; ribadisce che anche gli autori dell'attentato terroristico a Zubin Potok devono rispondere delle loro azioni e comparire senza indugio davanti alla giustizia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>invita la vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e la stessa Commissione ad assumere un ruolo maggiormente proattivo nel guidare il processo di dialogo; chiede che al Parlamento europeo venga riconosciuto un ruolo più incisivo nell'agevolare il dialogo attraverso riunioni periodiche dell'assemblea parlamentare congiunta;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riforme socioeconomiche</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>si compiace dei costanti progressi compiuti dalla Serbia nello sviluppo di un'economia di mercato funzionante con una crescita positiva del PIL e dell'aumento degli investimenti esteri in alcuni settori; prende atto del fatto che la Serbia ha ricevuto il suo primo rating creditizio "investment grade"; sottolinea che l'UE è il principale partner commerciale della Serbia, la principale fonte di investimenti esteri diretti e di gran lunga il principale donatore; ribadisce che l'assistenza finanziaria, che arreca grandi vantaggi alla Serbia, è subordinata al rafforzamento dei principi democratici e all'allineamento alla PESC e ad altre politiche dell'UE; ribadisce la necessità di riforme più sostanziali per il mercato del lavoro, l'istruzione e la pubblica amministrazione, anche per affrontare le disuguaglianze sociali; esprime preoccupazione per le dimensioni e la portata degli appalti intragovernativi aggiudicati esenti dall'applicazione del quadro legislativo esistente in materia di appalti pubblici; deplora tuttavia che il debito pubblico in percentuale del PIL rimanga ben al di sopra della media dell'Europa orientale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per gli investimenti in Serbia da parte della Russia e della Cina e per la loro influenza crescente sui processi politici ed economici nella regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>invita la Serbia a intensificare gli sforzi e ad aumentare gli investimenti nello sviluppo socioeconomico delle sue regioni frontaliere per affrontare lo spopolamento e garantire ai residenti l'accesso ai servizi essenziali, comprese le opportunità professionali, l'assistenza sanitaria e l'istruzione; sottolinea il potenziale dei programmi per la cooperazione transfrontaliera dell'IPA III in quanto strumento fondamentale per promuovere una crescita regionale sostenibile a lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>plaude all'impegno attivo della Serbia nell'attuazione del nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali; constata che la Serbia ha adottato il suo programma di riforme il 3 ottobre 2024; ritiene che cogliere le opportunità del piano di crescita rafforzerebbe ulteriormente l'economia serba, che negli ultimi tre anni ha beneficiato di oltre 586 milioni di EUR di assistenza finanziaria e tecnica nell'ambito dell'IPA III; ritiene che i finanziamenti dell'UE dovrebbero sostenere meglio le riforme democratiche del paese; chiede, a tal proposito, che siano riprogrammati i pertinenti finanziamenti dell'UE, compresi quelli a titolo del piano di crescita per i Balcani occidentali, allo scopo di reindirizzare un maggior numero di fondi verso il sostegno alle riforme del sistema giudiziario, alle misure anticorruzione nonché ai media indipendenti e alle organizzazioni della società civile, al fine di sostenere il loro lavoro critico, in particolare nel contesto del vuoto venutosi creare con il ritiro dei donatori statunitensi; invita inoltre l'UE e i paesi dei Balcani occidentali a istituire un quadro per una proficua cooperazione tra la Procura europea (EPPO) e le controparti dei Balcani occidentali, al fine di garantire che l'EPPO possa esercitare efficacemente le sue competenze per quanto riguarda i fondi IPA III e quelli dello strumento per i Balcani occidentali nei paesi beneficiari; esorta le autorità serbe a intensificare gli sforzi per comunicare chiaramente ai cittadini i benefici dei fondi dell'UE e migliorarne la visibilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>deplora la mancanza di consultazioni pubbliche durante l'adozione del programma di riforme serbo; chiede un controllo più efficace dei progetti e dei programmi di finanziamento dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>perora una maggiore cooperazione regionale tra i paesi dei Balcani occidentali affinché condividano le migliori pratiche ed elaborino strategie congiunte nella lotta contro la disinformazione e le ingerenze straniere; sottolinea il ruolo dell'Unione europea nel facilitare tali sforzi collaborativi; chiede il proseguimento e l'ulteriore rafforzamento del programma regionale per la cibersicurezza dell'IPA;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>riconosce l'importante ruolo della comunità imprenditoriale serba nel promuovere la convergenza economica con l'UE, anche attraverso le opportunità offerte dal piano di crescita per i Balcani occidentali e nell'attuazione dello stesso quale alternativa sostenibile agli investimenti russi e cinesi nel paese; si compiace del contributo della comunità imprenditoriale all'avanzamento delle relazioni socioeconomiche nei Balcani occidentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>prende atto degli sforzi profusi dalla comunità imprenditoriale della Serbia per sostenere l'adesione dei Balcani occidentali al mercato unico dell'UE quale passo concreto verso la piena adesione all'UE; chiede azioni chiare e misurabili e ruoli e responsabilità ben definiti per l'attuazione del piano di azione per il mercato comune regionale, fattore chiave per una riuscita adesione della regione al mercato unico dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Energia, ambiente, sviluppo sostenibile e connettività</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>invita la Serbia a intensificare gli sforzi tesi al recepimento dell'acquis pertinente in materia di ambiente e clima e a garantire la corretta applicazione delle norme di protezione ambientale, anche attraverso un significativo potenziamento delle sue capacità amministrative e tecniche a tutti i livelli governativi, in particolare per quanto riguarda la normativa in materia di gestione dei rifiuti e l'adozione del programma di adattamento ai cambiamenti climatici e del piano nazionale per l'energia e il clima ; esorta le autorità serbe a migliorare la trasparenza e la valutazione dell'impatto ambientale di tutti gli investimenti, compresi quelli provenienti da Cina e Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>ribadisce il suo rammarico per l'inazione riguardo all'inquinamento del fiume Dragovishtitsa causato dalle miniere che operano nella regione e per l'effetto negativo sulla salute delle popolazioni locali e sull'ambiente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>invita la Serbia a intensificare gli sforzi verso la decarbonizzazione del suo sistema energetico e a consentire un'applicazione efficace delle norme sulla riduzione dell'inquinamento relative alle centrali termoelettriche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>sottolinea la necessità di ulteriori progressi nella cooperazione transfrontaliera con i paesi vicini, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture stradali transfrontaliere; esorta la Serbia a cominciare a realizzare le attività delineate nel memorandum d'intesa sulla cooperazione con la Bulgaria in materia di protezione ambientale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>prende atto del protocollo d'intesa UE-Serbia che instaura un partenariato strategico sulle materie prime sostenibili, sulle catene del valore delle batterie e sui veicoli elettrici, in considerazione della transizione energetica europea e in linea con le più elevate norme ambientali; ricorda che il dialogo con le popolazioni colpite, la comunità scientifica e la società civile dovrebbero essere al centro di tale partenariato strategico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>accoglie con favore l'accordo raggiunto al vertice di Tirana tra l'UE e i Balcani Occidentali sulla riduzione dei costi di roaming; invita, a tale riguardo, le autorità, gli attori privati e tutti i portatori di interessi a facilitare il conseguimento degli obiettivi concordati per ottenere una riduzione sostanziale delle tariffe di roaming per i dati e ulteriori riduzioni che si traducano in prezzi vicini a quelli nazionali tra i Balcani occidentali e l'UE entro il 2027; plaude all'entrata in vigore della prima fase di attuazione della tabella di marcia per il roaming tra i Balcani occidentali e l'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>ribadisce che per la Serbia è importante continuare a diversificare il proprio approvvigionamento energetico per rendersi indipendente dalla Russia; prende atto delle sanzioni annunciate dagli Stati Uniti nei confronti di Oil Industry of Serbia (NIS), una controllata della russa Gazprom; accoglie con favore il completamento dell'interconnettore del gas tra la Serbia e la Bulgaria (IBS) nel dicembre 2023; deplora il rinvio dell'avvio dell'attività commerciale dell'IBS; chiede la rapida conclusione della procedura di rilascio delle autorizzazioni onde garantirne la piena operatività in conformità dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> della Comunità dell'energia; osserva che la Serbia sta adottando misure per introdurre una tassa sul carbonio entro il 2027 quale passo verso l'allineamento al sistema di scambio di quote di emissione dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>osserva che sono stati aperti tutti i capitoli del gruppo di capitoli 4 sull'agenda verde e la connettività sostenibile. prende atto dell'adozione della legge sulla valutazione dell'impatto ambientale quale passo positivo verso la protezione dell'ambiente in Serbia, pur esprimendo rammarico per il fatto che la nuova legge non si allinei pienamente alla pertinente direttiva dell'UE 2014/52/UE<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (GU L 124 del 25.4.2014, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2014/52/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, in quanto permette ancora a progetti significativi di progredire senza un controllo ambientale completo; ribadisce la necessità di designare e gestire in modo rigoroso le aree protette, in particolare quelle identificate come zone importanti per l'avifauna (Important Bird Areas, IBA); chiede che sia prestata particolare attenzione ai siti critici in cui è necessario migliorare l'applicazione delle norme contro il bracconaggio;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Presidente del Consiglio europeo, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al presidente, al governo e all'Assemblea nazionale della Serbia.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>