<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0094</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Relazioni 2023 e 2024 sul Kosovo</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0075/2025 - Relatore: Riho Terras)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 7 maggio 2025 sulle relazioni 2023 e 2024 della Commissione sul Kosovo (2025/2019(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica, da un lato, e il Kosovo, dall'altro<FOOTNOTE><FIELD> GU L 71 del 16.3.2016, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2016/342/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, entrato in vigore il 1º aprile 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la domanda di adesione del Kosovo all'Unione europea del 15 dicembre 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la domanda di adesione del Kosovo al Consiglio d'Europa del 12 maggio 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo quadro tra l'Unione europea e il Kosovo sui principi generali della partecipazione del Kosovo ai programmi dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 195 del 27.7.2017, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2017/1388/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, in vigore dal 1° agosto 2017,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1529 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 settembre 2021, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA III)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 330 del 20.9.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1529/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1449 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sull'istituzione di uno strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1449, 24.5.2024, ELI: <STRING UNDERLINE="on">http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1449/oj</STRING>.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della presidenza in occasione della riunione del Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni dei vertici UE-Balcani occidentali del 17 maggio 2018 a Sofia, del 6 maggio 2020 a Zagabria, del 6 ottobre 2021 a Brdo pri Kranju, del 6 dicembre 2022 a Tirana, del 13 dicembre 2023 a Bruxelles e del 18 dicembre 2024 a Bruxelles,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il processo di Berlino avviato il 28 agosto 2014,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 5 febbraio 2020 dal titolo "Rafforzare il processo di adesione – Una prospettiva europea credibile per i Balcani occidentali" (COM(2020)0057),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2020 dal titolo "Un piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali" (COM(2020)0641),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'8 novembre 2023 dal titolo "Comunicazione 2023 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2023)0690), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Kosovo 2023 Report" (Relazione 2023 sul Kosovo) (SWD(2023)0692),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'8 novembre 2023 dal titolo "Un nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali" (COM(2023)0691),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 20 marzo 2024 sulle riforme e sulle revisioni strategiche pre-allargamento (COM(2024)0146),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 30 ottobre 2024 dal titolo "Comunicazione 2024 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2024)0690), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Kosovo 2024 Report" (Relazione 2024 sul Kosovo) (SWD(2024)0692),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la sintesi generale e le valutazioni per paese della Commissione, del 31 maggio 2023 e del 13 giugno 2024, sul programma di riforma economica del Kosovo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni comuni del dialogo economico e finanziario tra l'UE e i Balcani occidentali e la Turchia, adottate dal Consiglio il 16 maggio 2023, e le conclusioni comuni del dialogo economico e finanziario tra l'UE e i partner dei Balcani occidentali, la Turchia, la Georgia, la Repubblica di Moldova e l'Ucraina, adottate dal Consiglio il 14 maggio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999, il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia (CIG) del 22 luglio 2010 sulla conformità al diritto internazionale della dichiarazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo, nonché la risoluzione 64/298 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 9 settembre 2010, in cui si prende atto del contenuto del parere della CIG e si plaude alla disponibilità dell'UE a favorire il dialogo tra Serbia e Kosovo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il primo accordo sui principi che disciplinano la normalizzazione delle relazioni tra la Serbia e il Kosovo, del 19 aprile 2013, gli accordi del 25 agosto 2015 e il dialogo in corso, facilitato dall'UE, per la normalizzazione delle relazioni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'accordo di Bruxelles del 27 febbraio 2023 e l'accordo di Ohrid del 18 marzo 2023, nonché il relativo allegato di attuazione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2023/1095 del Consiglio, del 5 giugno 2023, che modifica l'azione comune 2008/124/PESC, relativa alla missione dell'Unione europea sullo Stato di diritto in Kosovo (EULEX Kosovo)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 146 del 6.6.2023, pag. 22, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2023/1095/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, che ha prorogato il mandato della missione fino al 14 giugno 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/850 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2023, che modifica il regolamento (UE) 2018/1806, che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (Kosovo)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 110 del 25.4.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/850/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea sulle elezioni comunali svoltesi in Kosovo nel 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione preliminare della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea sulle elezioni parlamentari svoltesi in Kosovo nel 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la quarta riunione del Consiglio di stabilizzazione e di associazione tra l'Unione europea e il Kosovo, tenutasi a Bruxelles il 7 dicembre 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sul Kosovo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le raccomandazioni comuni adottate in occasione della 12<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Kosovo, tenutasi il 9 dicembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'indice di percezione della corruzione 2024 di Transparency International,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'indice 2024 sulla libertà di stampa nel mondo di Reporter senza frontiere,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione sulla democrazia 2024 pubblicata nel marzo 2024 dall'istituto Varieties of Democracy (V-Dem),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0075/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la politica di allargamento è uno degli strumenti di politica estera dell'UE più efficaci e una delle politiche di maggior successo dell'Unione per favorire e incoraggiare le riforme fondamentali, nonché un investimento geopolitico strategico nella pace, nella stabilità e nella sicurezza a lungo termine in tutto il continente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto sono i valori basilari su cui si fonda l'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che il processo di allargamento è uno strumento strategico per rafforzare la stabilità, la democrazia e lo sviluppo economico in Europa; che ciascun paese dell'allargamento è giudicato in base ai suoi meriti e che sono l'attuazione delle riforme necessarie e il rispetto dei criteri e dei valori comuni europei a determinare il calendario e i progressi dell'adesione; che il percorso del Kosovo verso l'adesione all'UE dipende anche dalla normalizzazione delle relazioni con la Serbia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che l'UE è il principale fornitore di assistenza finanziaria al Kosovo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il Kosovo è stato oggetto di ingerenze straniere e campagne di disinformazione, in particolare da parte della Russia, soprattutto attraverso i mezzi d'informazione nazionalisti serbi, e della Cina, attraverso il potere di persuasione ("soft power"), volte a destabilizzare le sue istituzioni democratiche, mettere a repentaglio la coesione sociale e incitare alla violenza etnica; che all'attacco di Banjska/Banjskë del settembre 2023 ha fatto seguito una massiccia diffusione di disinformazione che ha ulteriormente aggravato le tensioni; che le autorità del Kosovo hanno adottato la legge sulla commissione indipendente per i media nel luglio 2024; che nel maggio 2024 il Consiglio d'Europa ha pubblicato un parere giuridico sul progetto di legge sulla commissione indipendente per i media, esprimendo preoccupazioni relative a determinati aspetti dell'allora progetto di legge e formulando raccomandazioni su come affrontare tali preoccupazioni; che il testo finale della legge sulla commissione indipendente per i media non ha tenuto conto della maggior parte delle raccomandazioni formulate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la missione dell'Unione europea sullo Stato di diritto in Kosovo, nota anche come EULEX, è la più grande missione civile mai avviata nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune dell'Unione europea;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che nel 2018 e nel 2023 sono state firmate petizioni da oltre 500 persone che storicamente si sono dichiarate bulgare;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Impegno a favore dell'adesione all'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>elogia l'impegno del Kosovo a favore dell'adesione all'UE, che riflette una scelta geopolitica strategica chiara, e il forte e costante sostegno dei suoi cittadini al percorso europeo del Kosovo; ribadisce che il Kosovo ha dato prova di costanza nei suoi sforzi di integrazione nell'Unione europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ribadisce la sua ferma convinzione che il futuro del Kosovo sia nell'UE e che tutti gli sforzi per far uscire il Kosovo dalla "zona grigia" siano nell'interesse sia del popolo kosovaro che dell'UE, in particolare nel contesto delle attuali dinamiche geopolitiche nella regione, dei rapidi e importanti cambiamenti nella politica mondiale e della crescente rivalità con i regimi autoritari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sostiene la domanda di adesione all'UE presentata dal Kosovo, che riflette il travolgente consenso interpartitico per quanto riguarda l'integrazione nell'UE, nonché una chiara scelta strategica a livello geopolitico; ribadisce il suo invito agli Stati membri in sede di Consiglio a incaricare la Commissione di presentare il suo questionario e di elaborare un parere sul merito della domanda di adesione del paese; invita i cinque Stati membri che non hanno ancora riconosciuto l'indipendenza del Kosovo a farlo senza indugi, in modo da consentire al paese di progredire nel suo percorso europeo su un piano di parità con gli altri paesi candidati;  ricorda il parere consultivo della CIG del 22 luglio 2010, in cui si afferma che la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo non viola il diritto internazionale generale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ricorda che l'adesione all'Unione europea si basa su un processo meritocratico, subordinato alla rigorosa attuazione delle riforme allineate alle più rigorose norme europee, in particolare il rispetto dei criteri di Copenaghen e dello Stato di diritto, e che assicura l'effettiva applicazione delle leggi nella pratica; incoraggia il Kosovo a proseguire i suoi sforzi in tal senso, consolidando ulteriormente il suo impegno a favore dei valori e delle norme dell'Unione; sottolinea che l'allargamento implica anche un'accurata preparazione dei potenziali nuovi membri, nel rispetto della stabilità economica del mercato interno, delle norme sociali e ambientali e del corretto funzionamento delle istituzioni europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>si compiace della liberalizzazione dei visti, adottata nell'aprile 2023 e in vigore dal 1º gennaio 2024, quale risultato tangibile delle relazioni sempre più strette del Kosovo con l'UE e quale prova degli sforzi compiuti dal Kosovo nel suo percorso di integrazione europea; si compiace della decisione del Kosovo di abolire unilateralmente l'obbligo di visto per i cittadini della Bosnia-Erzegovina; accoglie con favore la decisione della Spagna di riconoscere i passaporti ordinari rilasciati dal Kosovo come documenti di viaggio validi dal gennaio 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>prende atto dei progressi concreti nell'ambito della giustizia, della libertà e della sicurezza, della lotta contro la criminalità organizzata e di un'economia di mercato funzionante; deplora i progressi limitati e chiede un'accelerazione delle riforme in materia di Stato di diritto; accoglie con favore l'ambizione del Kosovo di portare avanti l'attuazione delle riforme, che rimangono la priorità del paese; deplora la mancanza di un quorum deliberativo nell'Assemblea nazionale del Kosovo, dovuta al boicottaggio dei suoi lavori da parte dei partiti politici in vista delle elezioni parlamentari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>deplora la politicizzazione di istituzioni quali la commissione elettorale centrale e la commissione indipendente per i media;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>si compiace dell'allineamento in corso del Kosovo alla politica estera e di sicurezza dell'UE, in particolare della sua ferma condanna della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina e della sua attuazione delle misure restrittive dell'Unione nei confronti della Russia e della Bielorussia, in linea con la politica estera dell'Unione, nonché del suo sostegno all'Ucraina attraverso pacchetti di aiuti umanitari e di assistenza militare, a conferma del fatto che il Kosovo è un partner affidabile e prezioso impegnato a favore dell'integrazione nell'UE e a conferma del suo chiaro orientamento geostrategico, saldamente ancorato all'alleanza europea e transatlantica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>chiede la revoca immediata delle misure dell'UE nei confronti del Kosovo, che non sono più giustificate in quanto il paese ha soddisfatto i requisiti dell'UE, e sono inoltre in palese contraddizione con l'impegno dimostrato dal Kosovo a favore dei valori europei e dell'allineamento alle politiche dell'UE, limitano l'impatto del partenariato dell'UE con il Kosovo e ostacolano la ripresa del dialogo Belgrado-Pristina in buona fede;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>ribadisce il suo pieno sostegno alla domanda di adesione del Kosovo al Consiglio d'Europa, al progetto di orientamento strategico del paese di aderire al programma di partenariato per la pace della NATO e alle sue richieste di adesione ad altre organizzazioni internazionali; invita le organizzazioni pertinenti e gli Stati membri a sostenere in modo proattivo le relative richieste del Kosovo; invita la Commissione e l'Ufficio dell'UE in Kosovo a intensificare gli sforzi tesi a migliorare la visibilità e promuovere il ruolo, l'impegno e i benefici di un partenariato più stretto tra l'UE e il Kosovo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>	accoglie con favore il fatto che il Kosovo abbia ridotto gli oneri amministrativi semplificando le procedure attraverso l'attuazione del relativo programma per il periodo 2022-2027; osserva che il quadro strategico per la pubblica amministrazione esiste, ma non è attuato in modo efficace; si rammarica che i ritardi nella riforma della pubblica amministrazione abbiano causato una gestione debole dei finanziamenti dell'UE e che la rendicontabilità nel settore pubblico sia insufficiente; invita il Kosovo a migliorare la pubblica amministrazione e il sistema della funzione pubblica basato sul merito modificando e adottando la legge sui funzionari pubblici e la legge sul consiglio di vigilanza indipendente della funzione pubblica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>deplora che la sentenza della Corte costituzionale del Kosovo relativa alla legge sugli stipendi, che unifica l'attuale sistema di retribuzione dei funzionari pubblici, non sia ancora stata eseguita; invita il governo del Kosovo a rivedere la sua legislazione in materia di gestione delle finanze pubbliche per conformarsi alle norme internazionali e a integrare la metodologia in materia di investimenti pubblici nella legislazione riveduta;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Democrazia e Stato di diritto</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>si compiace degli importanti e positivi progressi compiuti per dare seguito a molte delle raccomandazioni di lunga data della missione di osservazione elettorale dell'UE (EU EOM) e per presentare una legge consensuale sulle elezioni legislative; osserva che tali progressi costituiscono una base adeguata per lo svolgimento di elezioni democratiche, in linea con le norme internazionali e regionali; rileva che, in risposta a un invito del presidente del Kosovo, l'Unione europea ha inviato una missione di osservazione elettorale dell'UE, compresa una delegazione di osservatori composta di deputati al Parlamento europeo, per osservare le elezioni parlamentari tenutesi in Kosovo il 9 febbraio 2025; accoglie con favore le conclusioni di tale missione che confermano che le elezioni del 9 febbraio 2025 si sono svolte in modo pacifico, libero ed equo, con la partecipazione di tutte le comunità del Kosovo; deplora la dura retorica dei partiti politici durante la campagna elettorale; prende atto dei problemi tecnici riscontrati durante il processo di conteggio dei voti e incoraggia le autorità del Kosovo a intensificare gli sforzi per migliorare l'organizzazione delle prossime elezioni; rileva la mancanza di un autentico pluralismo politico all'interno della comunità serba del Kosovo alle elezioni parlamentari, nonostante le molteplici liste elettorali serbe del Kosovo; esprime preoccupazione per le notizie di continue pressioni esercitate da Belgrado sugli elettori della comunità serba; condanna le ripetute ingerenze nella campagna elettorale da parte dell'inviato speciale degli Stati Uniti Richard Grenell;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>prende atto con preoccupazione dello stallo politico causato dalla frammentazione del panorama politico e dalla mancata elezione, ad oggi, di un presidente del Parlamento, il che ostacola la formazione di un governo a seguito delle elezioni legislative del 9 febbraio 2025 e ritarda la lettura parlamentare di diversi testi di bilancio; incoraggia i partiti politici a collaborare per superare quanto prima tale situazione di stallo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>osserva con preoccupazione che la legge sulle elezioni locali e la legge sulle elezioni legislative non sono ancora state attuate e armonizzate con la legge sulla parità di genere, che impone una rappresentanza paritaria del 50 % di donne e uomini; si rammarica che le donne continuino a essere sottorappresentate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>si compiace dell'adozione della legge sulla procura speciale e dei progressi compiuti nel giudicare i casi di corruzione; elogia il lavoro attivo svolto dalla procura speciale per la risoluzione di sette casi di crimini di guerra; chiede un ulteriore chiarimento in merito alla ripartizione delle competenze tra la procura speciale e la procura ordinaria nella gestione delle indagini e delle azioni penali; invita il Kosovo a continuare a rafforzare la procura speciale migliorando la sua capacità di indagare e perseguire i casi di criminalità organizzata di alto profilo; invita la polizia e la procura speciale a collaborare strettamente per sviluppare strategie mirate a condurre le indagini in modo più efficace, con una chiara ripartizione delle responsabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>prende atto dei progressi compiuti dal Kosovo nella classifica dell'indice di percezione della corruzione, in quanto è salito di 10 posizioni rispetto allo scorso anno; ritiene che si tratti di uno sviluppo positivo, pur riconoscendo che ciò è attribuibile sia alla diminuzione dei punteggi di altri paesi sia, in modo più significativo, all'adozione di una legislazione qualitativa, ma osserva che la sua posizione resta ancora ampiamente insoddisfacente; sottolinea che per conquistare la fiducia dei cittadini occorrono non soltanto riforme legislative, ma anche risultati visibili per quanto riguarda le indagini, il perseguimento e la condanna dei casi di corruzione a tutti i livelli; si rammarica che il Kosovo non disponga di una strategia anticorruzione dal 2019 ed esorta a compiere maggiori sforzi per finalizzarla in via prioritaria; ribadisce che è necessario un forte impegno politico per ottenere risultati tangibili nella lotta alla corruzione ad alto livello; ribadisce che è necessario un forte impegno politico per ottenere risultati tangibili nella lotta alla corruzione ad alto livello;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per le vulnerabilità sistemiche del potere giudiziario in Kosovo, in particolare per quanto riguarda l'indipendenza del sistema giudiziario e il rispetto della separazione dei poteri; ribadisce la sua preoccupazione per i ritardi nei processi e le continue critiche espresse da funzionari governativi riguardo alle decisioni giudiziarie in determinati casi; accoglie con favore il fatto che nel dicembre 2024 il governo abbia presentato il suo progetto di legge sulle riforme giudiziarie alla Commissione di Venezia e che il primo parere sia stato emesso da quest'ultima il 18 marzo 2025; invita il Kosovo a garantire che la legislazione che disciplina l'integrità e la responsabilità della magistratura sia coerente con le norme europee e le raccomandazioni della Commissione di Venezia; invita il governo del Kosovo a stanziare un bilancio adeguato per il sistema giudiziario; accoglie con favore l'istituzione del tribunale commerciale, i progressi compiuti nell'assunzione di nuovi giudici e magistrati tramite un processo meritocratico e trasparente e un generale aumento della trasparenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>si compiace della partecipazione dei serbi del Kosovo alle elezioni parlamentari e incoraggia i loro rappresentanti eletti a svolgere un ruolo attivo nel quadro legislativo del Kosovo, a sostegno di un futuro europeo del paese; deplora tuttavia il boicottaggio dei partiti che rappresentano i serbi del Kosovo durante le elezioni locali dell'aprile 2023 e il ritiro dei serbi del Kosovo dalle istituzioni del paese; esprime preoccupazione per l'ingerenza della Serbia nelle elezioni parlamentari attraverso la Srpska Lista (SL);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>accoglie con favore l'attuazione della sentenza della Corte costituzionale del 2016 relativa alla proprietà fondiaria del monastero di Visoki Dečani/Dečani, registrando quest'ultimo come proprietario nel marzo 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>accoglie con favore il costante aumento delle condanne per reati di criminalità organizzata e il fatto che il quadro giuridico sulla lotta alla criminalità organizzata sia allineato all'acquis dell'UE; sottolinea la necessità che le procure e la polizia rafforzino la loro azione congiunta contro i gruppi e le reti criminali; esprime preoccupazione per le sfide in materia di sicurezza nel Kosovo settentrionale, in particolare a seguito dell'attacco di Banjska/Banjskë del settembre 2023, che ha richiesto importanti risorse di polizia; sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione nella lotta al traffico di droga; chiede un ulteriore allineamento per quanto riguarda la lotta al terrorismo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>accoglie con favore l'adozione della strategia e del piano d'azione sul controllo delle armi leggere e di piccolo calibro e degli esplosivi, nonché l'elevato livello di conformità alle norme del protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>esprime preoccupazione per la lenta attuazione della strategia e del piano d'azione sullo Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>ribadisce il suo impegno a mantenere e rafforzare la sua cooperazione con l'Assemblea del Kosovo e i suoi membri al fine di sostenere i processi democratici legati al percorso europeo del Kosovo, utilizzando gli strumenti e le iniziative di sostegno della democrazia di cui dispone il Parlamento; ritiene che tale partenariato possa essere rivitalizzato e ulteriormente rafforzato a seguito delle elezioni democratiche del 9 febbraio 2025; incoraggia il coinvolgimento attivo e la collaborazione di tutti i membri eletti della nuova Assemblea del Kosovo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>condanna i gravi incidenti di sicurezza verificatisi nel Kosovo settentrionale alla fine di novembre 2024, il più grave dei quali ha avuto luogo nei pressi del villaggio di Vragë a Zubin Potok, dove ordigni esplosivi hanno danneggiato le infrastrutture critiche prendendo di mira il canale principale del sistema Ibër Lepenc; esprime il suo sostegno alle istituzioni del Kosovo nello svolgimento di un'indagine completa su tali azioni criminali, in modo che i responsabili possano essere assicurati alla giustizia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>elogia il lavoro svolto da EULEX, che ha aiutato le autorità kosovare a creare istituzioni dello Stato di diritto sostenibili e indipendenti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Libertà fondamentali e diritti umani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>osserva che il Kosovo dispone dell'assetto istituzionale necessario per la promozione e la protezione dei diritti umani; accoglie con favore l'adozione della strategia per la protezione e la promozione dei diritti delle comunità; sottolinea tuttavia che la protezione dei diritti umani rimane carente a causa di una mancata attuazione legislativa, di un'assenza di volontà politica e di risorse umane e finanziarie limitate e chiede un rafforzamento dei meccanismi di esecuzione e responsabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>riconosce che la costituzione del Kosovo è molto progressista in termini di protezione dei diritti delle minoranze; osserva con rammarico che la petizione firmata da quasi 500 persone, che storicamente si sono dichiarate bulgare, depositata presso l'Assemblea del Kosovo nel gennaio 2023, non è ancora stata presa in considerazione e raccomanda che tali diritti siano sanciti dalla legge e garantiti nella pratica; invita il Kosovo a garantire che tutte le minoranze riconosciute ai sensi della legge sulla tutela dei diritti delle minoranze e i membri delle loro comunità siano pienamente integrati nella Costituzione del paese; invita le autorità kosovare a intensificare gli sforzi per tutelare i diritti di tutte le minoranze, comprese le comunità nazionali, in particolare le comunità nazionali vulnerabili, e a fornire loro pari opportunità e un'adeguata rappresentanza nella vita politica e culturale, nei media pubblici, nell'amministrazione e nel sistema giudiziario, nonché a prevenire la loro assimilazione e a promuoverne l'integrazione nella società del Kosovo e a rafforzare le attività volte a eliminare le sfide sociali ed economiche cui fanno fronte tali minoranze nazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>accoglie con favore l'aumento dei finanziamenti destinati ai centri di accoglienza per le vittime di violenza domestica e della tratta di esseri umani; osserva che la violenza domestica rimane la forma più comune di violenza di genere; esprime preoccupazione per il fatto che il sistema continua a non essere in grado di garantire un'efficace prevenzione della violenza domestica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>si rammarica che l'adozione del progetto di codice civile del Kosovo sia ancora in sospeso; evidenzia che il progetto di codice civile affronta diverse questioni importanti relative alla parità di genere quale valore fondamentale dell'UE, tra cui la possibilità dell'equa condivisione dei beni coniugali tra marito e moglie; sottolinea l'importanza di garantire nel codice civile i diritti di tutte le persone in Kosovo, al fine di salvaguardare il rispetto dei diritti costituzionali e le opportunità per la comunità LGBTIQ; esprime preoccupazione per il fatto che le donne continuino a essere sottorappresentate nelle posizioni politiche di alto livello, in particolare in relazione alla sicurezza e al dialogo, e sottolinea l'urgente necessità di coinvolgerle nei processi di pace e di riconciliazione, in linea con la risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza; chiede maggiori sforzi per migliorare il ruolo delle donne nella società;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>osserva che il sistema carcerario segue in larga misura le regole minime standard delle Nazioni Unite e chiede una migliore protezione dei diritti dei detenuti, in particolare delle donne, delle minoranze e dei detenuti che presentano disturbi mentali; continua a nutrire preoccupazione per il persistere di un linguaggio discriminatorio nei confronti delle donne e delle persone LGBTIQ e invita le autorità a elaborare e attuare una strategia nazionale in materia di genere per settori di ricerca quali la scienza, la tecnologia, l'ingegneria e la matematica; elogia la partecipazione delle donne a programmi di formazione aziendale e gestionale di alta qualità, nonché nei settori connessi alle TIC, agevolata dai fondi di assistenza preadesione; deplora che le donne appartenenti a gruppi minoritari, in particolare le comunità rom, ashkali ed egiziane, subiscano numerose forme di discriminazione, in particolare nell'ambito dell'istruzione, dell'occupazione e dell'accesso all'assistenza sanitaria; esprime preoccupazione per il fatto che l'amministrazione centrale non rappresenti adeguatamente le comunità minoritarie e che il numero di donne in posizioni di alto livello sia esiguo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>deplora che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità non sia ancora stata adottata; esprime preoccupazione per l'insufficiente allineamento tra la legislazione del Kosovo e l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE sui diritti delle persone con disabilità, che subiscono discriminazioni e incontrano ostacoli nell'accesso ai servizi sociali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>accoglie con favore il costante miglioramento della posizione del Kosovo nell'indice di democrazia liberale e nell'indice di democrazia elettorale del 2024, elaborati dall'istituto Varieties of Democracy che misura lo Stato di diritto, il sistema di bilanciamento dei poteri, le libertà civili e le elezioni libere ed eque;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>prende atto dell'ambiente mediatico pluralistico del Kosovo mentre attende la decisione della Corte costituzionale sulla principale legge sui media e sottolinea il ruolo della commissione indipendente per i media, la cui indipendenza decisionale deve essere rigorosamente garantita e il cui pieno funzionamento deve essere ripristinato; deplora, tuttavia, il declino della libertà dei media in Kosovo, come dimostra il fatto che il paese sia sceso dalla 56esima alla 75esima posizione nell'indice sulla libertà di stampa nel mondo del 2024; ribadisce che il pluralismo e la trasparenza dei media sono prerequisiti per l'adesione all'UE; chiede maggiore trasparenza riguardo alla proprietà dei media e al loro finanziamento, in modo da rafforzare l'indipendenza e il pluralismo dei media; sottolinea la necessità di misure solide per proteggere i giornalisti dalle molestie e dalle intimidazioni e per garantire l'indipendenza degli organismi di regolamentazione dei media; prende atto delle preoccupazioni sollevate dalla società civile in merito alla presunta elezione di matrice politica del presidente della commissione indipendente per i media; esorta le autorità kosovare a rivedere ulteriormente la legge sulla commissione indipendente per i media al fine di includere le raccomandazioni formulate dal Consiglio d'Europa, allineando in tal modo il diritto nazionale alle norme e alle pratiche dell'UE; raccomanda un maggiore sostegno agli organi di informazione indipendenti e alle organizzazioni di verifica dei fatti in Kosovo, riconoscendo il loro ruolo chiave nel contrastare la disinformazione e nel fornire informazioni esatte al pubblico; incoraggia l'UE a fornire assistenza tecnica e finanziaria a tali entità; incoraggia le autorità kosovare a richiedere missioni di esperti su misura in materia di assistenza tecnica e scambio di informazioni; chiede l'adozione della legge sul settore radiotelevisivo del Kosovo e della legge sulla protezione delle fonti giornalistiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>esprime preoccupazione per il recente attacco informatico all'infrastruttura digitale del Kosovo; esorta il governo del Kosovo a rafforzare le sue capacità volte a combattere le ingerenze straniere e la disinformazione − in particolare quelle provenienti da organi nazionalisti serbi e dalla Russia, che sono finalizzate a destabilizzare la regione e a compromettere l'integrazione europea dei Balcani occidentali − sviluppando strategie globali che includano campagne di sensibilizzazione del pubblico anche per combattere la disinformazione che compromette la partecipazione delle donne alla vita pubblica, rafforzando la cibersicurezza e le relative infrastrutture, promuovendo la collaborazione con i partner internazionali, in particolare l'Unione europea, al fine di proteggere la sua economia digitale, i suoi servizi pubblici e la sicurezza nazionale e affrontando le campagne di disinformazione e le minacce ibride che mirano a destabilizzare il paese e a comprometterne la prospettiva europea; incoraggia l'integrazione dei programmi di alfabetizzazione mediatica nei percorsi educativi del Kosovo al fine di dotare i cittadini delle competenze necessarie a identificare e contrastare la disinformazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>elogia il fatto che il Kosovo abbia fornito rifugio e asilo a giornalisti provenienti dall'Ucraina e dall'Afghanistan;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il significativo aumento degli attacchi ai giornalisti e delle azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (casi di SLAPP), anche da parte di funzionari governativi; invita le autorità a portare avanti il proprio lavoro sulla legislazione anti-SLAPP in linea con la nuova direttiva (UE) 2024/1069<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2024/1069 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da domande manifestamente infondate o procedimenti giudiziari abusivi ("azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica") (GU L, 2024/1069, 16.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1069/oj).</FIELD></FOOTNOTE>; invita il Kosovo ad adoperarsi attivamente per garantire che i giornalisti possano svolgere il loro lavoro e che i media abbiano la piena libertà di operare in modo indipendente; sottolinea la necessità di porre fine a tutte le forme di violenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>si compiace del dinamismo e dello spirito costruttivo dimostrati dalla società civile del Kosovo, che svolge un ruolo cruciale e positivo nel processo di riforma; incoraggia il governo del Kosovo a rafforzare la cooperazione con la società civile, in particolare con le organizzazioni per i diritti delle donne, in relazione al processo decisionale, nonché a ricorrere maggiormente al Consiglio governativo per la cooperazione con la società civile al fine di instaurare relazioni collaborative e coinvolgere realmente la società civile in un processo legislativo trasparente sin dalle prime fasi; pone in evidenza l'importanza di accrescere la responsabilità e la trasparenza in relazione ai finanziamenti pubblici delle organizzazioni della società civile; sottolinea che la società civile è fondamentale per favorire la democrazia e il pluralismo e promuovere il buon governo e il progresso sociale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>deplora la mancanza di un piano chiaro di coinvolgimento dei serbi del Kosovo nel nord, e il fatto che le iniziative volte a coinvolgere la comunità serba nelle strutture politiche, sociali ed economiche del Kosovo rimangano molto limitate; ribadisce l'invito a migliorare il dialogo interno e a impegnarsi realmente e direttamente con le organizzazioni indipendenti della società civile dei serbi del Kosovo, in particolare nel nord, nell'ottica di rafforzare la fiducia, facilitare la vita quotidiana dei serbi del Kosovo e integrarli con successo;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riconciliazione e relazioni di buon vicinato</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>plaude all'impegno del Kosovo in una serie di iniziative di cooperazione regionale e incoraggia il paese a intensificare i suoi sforzi di riconciliazione e a cercare soluzioni alle controversie del passato; elogia il Kosovo per il suo approccio costruttivo e il suo impegno attivo nella cooperazione regionale e nell'agevolazione degli scambi che ha portato allo sblocco dell'accordo centroeuropeo di libero scambio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>invita la Serbia ad aprire tutti gli archivi di guerra e a concedere l'accesso ai fascicoli dei servizi segreti dell'ex Jugoslavia (UDBA) e dei servizi segreti dell'esercito popolare jugoslavo (KOS), garantendone la restituzione ai rispettivi governi su richiesta; sottolinea la necessità di aprire tali archivi in tutta la regione per indagare sui crimini commessi durante il periodo comunista e rafforzare la democrazia, la responsabilità e le istituzioni nei Balcani occidentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>ribadisce il suo pieno sostegno al dialogo agevolato dall'UE e plaude alla nomina di Peter Sørensen a rappresentante speciale dell'Unione per il dialogo tra Belgrado e Pristina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>riafferma l'importanza di un impegno costruttivo da parte delle autorità kosovare e serbe per trovare un accordo di normalizzazione globale e giuridicamente vincolante, basato sul riconoscimento reciproco e in conformità al diritto internazionale; invita sia il Kosovo che la Serbia ad attuare gli accordi di Bruxelles e di Ohrid, compresi l'istituzione dell'associazione/comunità dei comuni a maggioranza serba e il superamento della resistenza serba nei confronti dell'adesione del Kosovo alle organizzazioni regionali e internazionali, e ad astenersi da azioni unilaterali che potrebbero compromettere il processo di dialogo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>si aspetta che il Kosovo e la Serbia cooperino pienamente e adottino tutte le misure necessarie per catturare e consegnare rapidamente alla giustizia i responsabili degli attentati terroristici perpetrati nel 2023 a Banjska; deplora che la Serbia non abbia ancora perseguito i colpevoli, in particolare Milan Radoičić, vicepresidente della Srpska Lista; ribadisce che anche gli autori dell'attentato terroristico a Zubin Potok devono rispondere senza indugio delle loro azioni davanti alla giustizia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>invita la vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e la Commissione ad assumere un ruolo maggiormente proattivo nel guidare il processo di dialogo; chiede che al Parlamento europeo venga riconosciuto un ruolo più incisivo nell'agevolare il dialogo attraverso riunioni periodiche dell'assemblea parlamentare paritetica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>condanna tutte le azioni che mettono a repentaglio la stabilità e pregiudicano il processo di riconciliazione, come le tensioni nel nord del Kosovo, le provocazioni da parte di gruppi sostenuti dallo Stato serbo e formazioni armate illegali, ed esorta l'Unione europea ad assumere una posizione più forte contro le ingerenze esterne negli affari interni del Kosovo; sottolinea che entrambe le parti devono attuare pienamente tutti gli accordi raggiunti ed evitare azioni unilaterali che potrebbero inasprire le tensioni; invita la polizia kosovara a garantire il suo pieno rispetto di tutti i requisiti in materia di Stato di diritto e diritti umani e ad assicurare che nel nord del Kosovo sia schierata una forza di polizia multietnica e inclusiva, nel pieno rispetto dei requisiti giuridici; ricorda la responsabilità condivisa di tutti i rappresentanti politici e di tutte le comunità del Kosovo nel difendere la pace, la sicurezza e lo Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>accoglie con favore l'istituzione della commissione congiunta per le persone scomparse nel dicembre 2024 e chiede rapidi progressi nell'attuazione della dichiarazione politica sulle persone scomparse del maggio 2023; invita sia il Kosovo che la Serbia ad astenersi dal politicizzare tale questione umanitaria e a intensificare gli sforzi per attuare la dichiarazione nell'ambito del dialogo Belgrado-Pristina e a instaurare una cooperazione tra il Kosovo e la Serbia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>accoglie con favore i recenti accordi nel contesto del processo di Berlino;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>apprezza la decisione del Kosovo di eliminare le restrizioni all'ingresso di prodotti finiti serbi al valico di frontiera di Merdare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>accoglie con favore la presenza della Forza per il Kosovo e il suo ruolo nella creazione e nel mantenimento di un ambiente sicuro e protetto nonché nella costruzione di un Kosovo stabile e pacifico nella prospettiva dell'integrazione euroatlantica; ricorda l'importanza della missione per il continuo sviluppo della Forza di sicurezza del Kosovo mediante la messa a disposizione di consulenza e formazione e lo sviluppo delle capacità;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riforme socioeconomiche</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>si compiace della partecipazione attiva del Kosovo nell'attuazione del nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali, che mira ad approfondire le riforme richieste per l'adesione all'UE e a ridurre il divario socioeconomico tra gli Stati membri dell'UE e i paesi dei Balcani occidentali; accoglie con favore l'adozione del programma di riforme del Kosovo e ricorda che il Kosovo (così come la Serbia) deve dimostrare un maggiore impegno a favore del dialogo agevolato dall'UE per accedere alle risorse;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>valuta positivamente i progressi compiuti dal Kosovo nello sviluppo di un'economia di mercato funzionante e incoraggia il Kosovo ad attuare le riforme strutturali necessarie per far fronte alle sfide di bilancio, garantendo nel contempo un'adeguata protezione del lavoro, salari equi e migliori condizioni lavorative in linea con le norme dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>ribadisce il suo invito alla Commissione a elaborare una strategia regionale volta a contrastare la persistente disoccupazione giovanile e la fuga di cervelli affrontando il divario tra le competenze offerte dal sistema di istruzione e quelle richieste dal mercato del lavoro, migliorando la qualità dell'insegnamento e garantendo un adeguato finanziamento delle misure attive del mercato del lavoro e dei programmi di formazione professionale, nonché strutture adeguate per l'infanzia e l'istruzione prescolare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>accoglie con favore il fatto che la legislazione del Kosovo in materia di criminalità informatica sia ampiamente allineata all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE; prende atto dei limitati progressi compiuti dal Kosovo nella trasformazione digitale dei servizi pubblici; sottolinea la necessità che il paese si allinei alla legislazione dell'UE in materia di digitale, come pure alle esigenze dei suoi cittadini, in particolare al codice europeo delle comunicazioni elettroniche, alla direttiva dell'UE sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (NIS2)<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2022/2555 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione, recante modifica del regolamento (UE) n. 910/2014 e della direttiva (UE) 2018/1972 e che abroga la direttiva (UE) 2016/1148 (direttiva NIS 2) (GU L 333 del 27.12.2022, pag. 80, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2555/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, al pacchetto di strumenti dell'UE per la cibersicurezza del 5G, al regolamento sui servizi digitali<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali) (GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e al regolamento sui mercati digitali<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2022/1925 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2022, relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale e che modifica le direttive (UE) 2019/1937 e (UE) 2020/1828 (regolamento sui mercati digitali) (GU L 265 del 12.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/1925/oj).</FIELD></FOOTNOTE>; prende atto del fatto che l'economia del Kosovo continua a essere fortemente dipendente dalle importazioni e sottolinea la necessità di una diversificazione economica per rafforzare la competitività e la sostenibilità, in particolare nel contesto di una maggiore integrazione nei mercati dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>deplora che il progetto di legge sui libri di testo, presentato nel 2022, sia ancora in attesa dell'adozione definitiva da parte dell'Assemblea del Kosovo; invita il Kosovo a finalizzare l'attuazione del nuovo quadro curricolare per l'istruzione di base, a completare la revisione degli attuali libri di testo, a fornire una formazione sostenibile agli insegnanti e ad applicare sistematicamente meccanismi di garanzia della qualità a tutti i livelli di istruzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>esorta il Kosovo a garantire un migliore accesso a servizi sanitari di qualità; osserva che la spesa sanitaria rimane la seconda più bassa della regione e chiede una riforma globale dell'assistenza sanitaria per rispondere alle esigenze di tutti i cittadini, in particolare nelle zone rurali e scarsamente servite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>osserva con preoccupazione che l'accesso ai servizi sociali, in particolare per i gruppi vulnerabili, è peggiorato con la chiusura, da parte del governo, del ministero del Lavoro e della previdenza sociale, avvenuta senza una consultazione trasparente con la società civile e gli altri portatori di interessi, il che ha contribuito a creare una notevole confusione; chiede un bilancio migliore e basato su dati concreti per migliorare i servizi sociali, in particolare per le persone sopravvissute alla violenza di genere, conformemente al nuovo quadro giuridico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>invita il Kosovo a fornire un'istruzione statale paritaria e non discriminatoria nelle lingue minoritarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>ribadisce la necessità di raggiungere i giovani dei comuni a maggioranza serba e di integrarli nelle strutture socioeconomiche del paese;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Energia, ambiente, sviluppo sostenibile e connettività</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>osserva che il Kosovo ha compiuto alcuni progressi in materia di sicurezza dell'approvvigionamento energetico, ma continua a dipendere fortemente da centrali elettriche obsolete e altamente inquinanti, il che comporta gravi rischi per la salute e l'ambiente; fa notare che il Kosovo deve garantire una rapida attuazione del suo programma energetico per il periodo 2022-2025 al fine di conseguire i suoi ambiziosi obiettivi e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili; invita l'UE a intensificare e dare priorità ai suoi sforzi per aiutare il Kosovo a superare i suoi problemi di inquinamento atmosferico; osserva che la nuova strategia energetica del Kosovo non promuove la costruzione di centrali idroelettriche a causa dei loro effetti nocivi sull'ambiente, in particolare se si considera la carenza idrica nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>sottolinea la necessità di uno sviluppo infrastrutturale globale in Kosovo per agevolare la riduzione delle emissioni generate dai trasporti pubblici e l'espansione dei trasporti elettrificati; sottolinea che il miglioramento dell'accessibilità e la garanzia della compatibilità con la rete di trasporto dell'UE devono rimanere una priorità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>accoglie con favore l'accordo raggiunto al vertice di Tirana sulla riduzione dei costi di roaming; invita, a tale riguardo, le autorità, gli attori privati e tutti i portatori di interessi a facilitare il conseguimento degli obiettivi concordati per ottenere una riduzione sostanziale delle tariffe di roaming per i dati e ulteriori riduzioni che si traducano in prezzi vicini a quelli nazionali tra i Balcani occidentali e l'UE entro il 2027; accoglie con favore l'entrata in vigore della prima fase di attuazione della tabella di marcia per il roaming tra i Balcani occidentali e l'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>esorta il Kosovo ad aumentare il rispetto dei limiti di emissione, a migliorare l'integrazione delle considerazioni ambientali nelle politiche settoriali e ad adottare le misure necessarie per il controllo dell'inquinamento e della contaminazione del suolo e dell'acqua come pure la gestione dei rifiuti, in conformità alle norme e agli impegni dell'UE e internazionali; esorta il Kosovo a migliorare le valutazioni d'impatto ambientale globali e a integrare le misure di sostenibilità nella pianificazione delle infrastrutture; invita il Kosovo ad aumentare le aree protette nel paese e a migliorare gli strumenti e le misure per la loro protezione al fine di salvaguardare la biodiversità, compresi gli habitat fondamentali della lince dei Balcani, che è in pericolo critico; incoraggia il Kosovo a intensificare e accelerare gli sforzi di collaborazione con i paesi limitrofi per designare aree protette transfrontaliere e stabilire piani di gestione transfrontalieri coerenti;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Presidente del Consiglio europeo, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché alla Presidente, al governo e all'Assemblea nazionale del Kosovo.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>