<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0097</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Violazioni della libertà religiosa in Tibet</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0248, 0251, 0254, 0256 e 0259/2025)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 maggio 2025 sulle violazioni della libertà religiosa in Tibet (2025/2692(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sul Tibet e sulla Cina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che, sotto la guida di Xi Jinping, le autorità cinesi sono diventate sempre più oppressive; che la situazione dei diritti umani in Tibet continua a deteriorarsi; che il rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto dovrebbe essere al centro delle relazioni dell'UE con la Cina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che Tulku Hungkar Dorje, stimato leader religioso buddista tibetano e figura umanitaria, è deceduto il 28 marzo 2025 in circostanze sospette mentre si trovava in detenzione in Vietnam, a seguito del suo arresto da parte delle autorità vietnamite e cinesi; che il suo corpo sarebbe stato cremato senza il consenso della famiglia, sollevando gravi preoccupazioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che i buddisti tibetani, sistematicamente presi di mira dalle autorità cinesi e vittime di sparizioni forzate e abusi fisici, costituiscono il gruppo religioso più numeroso tra i prigionieri politici in Cina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, secondo informazioni attendibili, le autorità cinesi esercitano forti pressioni sui Rinpoche affinché si allineino alla narrazione del partito comunista cinese, anche mediante interrogatori forzati e tentativi di imporre il sostegno al Panchen Lama nominato dalla Cina;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna fermamente le politiche repressive di assimilazione messe in atto in tutta la Repubblica popolare cinese e le loro violazioni dei diritti umani universali, in particolare in Tibet, che mirano a eliminare le tradizioni e il patrimonio religioso e culturale distinti del Tibet; chiede una chiara separazione tra Stato e religione in Cina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>si oppone fermamente a qualsiasi tentativo del governo cinese di interferire nella selezione dei leader spirituali buddisti tibetani, tra cui il Dalai Lama;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>esprime profonda preoccupazione e cordoglio per la morte sospetta di Tulku Hungkar Dorje e porge le sue sincere condoglianze alla sua famiglia, al suo monastero e ai suoi seguaci;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>condanna fermamente i continui casi di persecuzione dei leader religiosi e culturali tibetani e le pratiche di repressione transnazionale da parte delle autorità cinesi, compresa l'assimilazione culturale e linguistica dei bambini nei collegi scolastici statali, che riflette una più ampia politica di assimilazione forzata; chiede la sospensione dei trattati di estradizione in vigore con la Repubblica popolare cinese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>chiede un'indagine immediata, indipendente, imparziale e trasparente sulla sua morte, sotto supervisione internazionale e che preveda l'accesso alle prove e ai testimoni, nonché la restituzione immediata dei suoi resti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>chiede che i responsabili di illeciti siano chiamati a rispondere delle loro azioni secondo le norme e il diritto internazionali in materia di diritti umani; chiede che l'UE imponga sanzioni ai funzionari e alle entità responsabili di violazioni dei diritti umani in Tibet;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esorta la Repubblica popolare cinese a rispettare gli obblighi che le incombono in virtù del diritto internazionale e a porre fine a qualsiasi discriminazione nei confronti delle minoranze religiose ed etniche, a consentire pratiche religiose pacifiche e a rilasciare tutti i prigionieri religiosi e politici, inclusi il legittimo Panchen Lama e Ilham Tohti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>esorta l'UE e gli Stati membri a sollevare tale questione nei dialoghi bilaterali e multilaterali con la Repubblica popolare cinese e il Vietnam e a chiedere l'assunzione di responsabilità per le violazioni dei diritti umani in Tibet; insiste affinché sia affrontata anche la repressione di altre minoranze religiose, come gli uiguri nello Xinjiang;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al rappresentante speciale dell'UE, ai governi della Repubblica popolare cinese e del Vietnam, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani nonché all'amministrazione centrale tibetana.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>