<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0107</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Vecchie sfide e nuove pratiche commerciali nel mercato interno</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0246/2025)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 maggio 2025 su vecchie sfide e nuove pratiche commerciali nel mercato interno (2025/2542(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 18 gennaio 2023 sul 30° anniversario del mercato unico: celebrare i risultati e guardare agli sviluppi futuri<FOOTNOTE><FIELD> GU C 214 del 16.6.2023, pag. 8.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Enrico Letta del 17 aprile 2024 dal titolo "Much more than a market" (Molto più di un mercato) (relazione Letta),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Mario Draghi del 9 settembre 2024 dal titolo "The future of European competitiveness" (Il futuro della competitività europea) (relazione Draghi),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 29 gennaio 2025 dal titolo "Relazione 2025 sul mercato unico e la competitività" (COM(2025)0026),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 29 gennaio 2025 dal titolo "Bussola per la competitività dell'UE" (COM(2025)0030),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'11 febbraio 2025 dal titolo "Un'Europa più semplice e più rapida: Comunicazione sull'attuazione e la semplificazione" (COM(2025)0047),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'interrogazione alla Commissione su vecchie sfide e nuove pratiche commerciali nel mercato interno (O-000012/2025 – B10‑0264/2025),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 142, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 2, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la capacità dell'Unione europea di competere e prosperare nell'economia globale è fondamentale, in particolare nel contesto delle attuali sfide geopolitiche e delle crisi climatiche e ambientali di altro tipo; che la sua competitività attuale e a medio e lungo termine dipende da un mercato unico pienamente integrato ed efficiente che consenta alle imprese europee di innovare e prosperare, e che conferisca carattere prioritario alla riduzione degli oneri amministrativi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che il mercato unico – che comprende quasi 450 milioni di cittadini e 23 milioni di imprese – genera un prodotto interno lordo (PIL) di 17 mila miliardi di EUR, facendo dell'UE una delle tre maggiori economie mondiali e contribuendo per circa un sesto alla produzione economica globale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la relazione Draghi ha dimostrato che i costi di conformità derivanti da vari atti legislativi rimangono molto elevati per le imprese europee, ostacolando così la capacità di innovazione europea;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che è fondamentale migliorare il funzionamento del mercato unico affrontando la frammentazione persistente attraverso politiche dell'UE comuni e armonizzate, un'attuazione e un'applicazione più efficienti, e la semplificazione delle norme dell’Unione; che la riduzione degli oneri e dei costi amministrativi, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI), può contribuire a promuovere l'innovazione e a sostenere le imprese europee; che per sfruttare appieno il potenziale del mercato unico è necessario superare i persistenti ostacoli alla libera circolazione di beni e servizi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che la rapida espansione delle piattaforme digitali e del commercio elettronico ha introdotto nuove dinamiche di mercato e che le tendenze in evoluzione nel commercio elettronico globale stanno esercitando una pressione addizionale sui controlli doganali, sulla vigilanza del mercato e sulle autorità di protezione dei consumatori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che i cambiamenti geopolitici e le trasformazioni economiche globali stanno ridefinendo le catene di approvvigionamento, il che impone all'UE di adeguare le sue politiche del mercato unico; che l'UE ha fissato i più elevati standard per la sicurezza dei prodotti e la protezione dei consumatori, sia offline che online;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che è stata richiamata l'attenzione su un numero crescente di casi segnalati in tutta l'UE, in cui beni e servizi offrono una quantità o una qualità inferiori, nonostante prezzi stabili o in rialzo;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sfide vecchie e persistenti</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ribadisce che il mercato unico rappresenta una pietra angolare dell'integrazione economica europea, che consente la libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone; sottolinea, tuttavia, che esistono sfide di lunga data ed emergenti che richiedono di intraprendere riforme ambiziose senza danneggiare la competitività europea o imporre inutili oneri amministrativi alle imprese; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi in vista dell'attuazione di tali riforme e a eliminare gli ostacoli ingiustificati che ancora si frappongono alla libera circolazione di beni e servizi, garantendo nel contempo un elevato livello di protezione dei consumatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a mantenere una forte protezione dei consumatori, prevedendo nel contempo norme in materia di concorrenza che siano favorevoli all'innovazione, adeguate alle esigenze future e proporzionate; sottolinea la necessità di garantire la certezza del diritto e la coerenza, e di ridurre al minimo la complessità normativa e la frammentazione, che potrebbero colpire in modo sproporzionato le PMI, le start-up e le scale-up;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea che gli ostacoli in atto e le normative hanno limitato lo sviluppo del mercato unico, come osservato nella relazione Draghi; chiede il passaggio a un approccio normativo che consenta alle imprese di crescere, innovare e guidare a livello internazionale, ripristinando in tal modo il mercato unico quale vero motore di crescita e competitività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>invita la Commissione a garantire che le future iniziative legislative siano sistematicamente guidate dalle priorità strategiche definite nelle sue comunicazioni e nella sua strategia per la competitività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che, come dimostrano le relazioni Letta e Draghi, esiste ancora un potenziale non sfruttato nel settore dei servizi; chiede ulteriori azioni in questo settore per affrontare gli ostacoli significativi che ancora sussistono, iniziando dalla fissazione di obiettivi ambiziosi nella prossima strategia per il mercato unico; osserva che i servizi rappresentano tre quarti del PIL dell'UE e due terzi dell'occupazione, e creano nove nuovi posti di lavoro su 10 nell'economia dell'UE; osserva altresì che i servizi sono ancora, ciò nondimeno, il segmento meno sviluppato del mercato unico dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>accoglie con favore la proposta di regolamento relativo a un'interfaccia pubblica connessa al sistema di informazione del mercato interno per le dichiarazioni di distacco dei lavoratori e recante modifica del regolamento (UE) n. 1024/2012 (COM(2024)0531), che dovrebbe portare alla semplificazione e a un'applicazione rafforzata; osserva, inoltre, che la digitalizzazione potrebbe ridurre in misura significativa gli oneri amministrativi per i servizi transfrontalieri e garantire un migliore accesso per le imprese e i consumatori; chiede, a tale proposito, un portale unico per le dichiarazioni e la digitalizzazione dei moduli A1 per i servizi transfrontalieri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sottolinea l'importanza di un efficace riconoscimento delle qualifiche professionali e dell'eliminazione delle barriere ingiustificate alla libera circolazione dei professionisti, al fine di rendere i servizi professionali dell'UE competitivi a livello mondiale nei prossimi decenni; incoraggia la Commissione a rimanere vigile nell'applicazione delle procedure di infrazione nei casi in cui gli Stati membri non rispettano la legislazione dell'UE sul riconoscimento delle qualifiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sottolinea che le norme del mercato unico dovrebbero salvaguardare l'accesso ai servizi pubblici e tutelare i diritti dei consumatori come anche altri motivi imperativi di interesse pubblico; aggiunge che qualsiasi valutazione delle restrizioni nel mercato unico dei servizi dovrebbe includere criteri qualitativi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>prende atto del ruolo che gli appalti pubblici dell'UE possono svolgere nel superare le barriere all'ingresso nel mercato e nel sostenere ecosistemi industriali sostenibili e resilienti, posti di lavoro di qualità e la creazione di valore nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>riconosce che il nuovo quadro legislativo ha contribuito alla coerenza della legislazione dell'UE sui prodotti e che, dalla sua adozione, il settore industriale, le catene di approvvigionamento e i prodotti hanno subito importanti trasformazioni alla luce della transizione digitale e verde, ma anche cambiamenti nelle dinamiche di mercato; osserva che la valutazione 2022 del nuovo quadro legislativo ha individuato sfide critiche, quali potenziali influenze straniere, pratiche illegali, inadeguatezze nell'affrontare la digitalizzazione e l'economia circolare, e potenziali aggiornamenti degli obblighi e delle definizioni per taluni operatori economici al fine di riflettere le nuove realtà del mercato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>sottolinea che affrontare tali questioni e rendere il nuovo quadro legislativo adeguato alle esigenze future è essenziale per garantire la coerenza, ridurre i costi e garantire la libera circolazione delle merci; chiede pertanto un aggiornamento del nuovo quadro legislativo al fine di razionalizzare le norme sui prodotti, promuovere la digitalizzazione e semplificare le procedure di conformità e di vigilanza del mercato; ritiene che il nuovo quadro legislativo dovrebbe promuovere l'uso dei passaporti digitali dei prodotti come mezzo per dimostrare la conformità dei prodotti stessi e rispettare i requisiti di informazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a semplificare le norme dell'UE e a renderne più facile l'attuazione, nonché a ridurre in modo significativo gli oneri amministrativi, in particolare per le PMI, che svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere le comunità e le economie locali; sottolinea che è importante garantire la certezza del diritto e la coerenza per le imprese, nonché la prevedibilità per gli investimenti di lungo termine, che sono essenziali per stimolare la competitività, l'innovazione e la resilienza, e apportare miglioramenti rapidi e significativi ai consumatori e alle imprese; invita, inoltre, gli Stati membri a impedire azioni suscettibili di compromettere le condizioni di parità nel mercato interno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>invita la Commissione a facilitare le attività delle PMI e delle piccole imprese a media capitalizzazione all'interno del mercato unico, in particolare con un omnibus di semplificazione specifico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>riconosce che l'applicazione incoerente e frammentata del diritto dell'UE in tutti gli Stati membri continua a falsare la concorrenza e a compromettere l'integrità del mercato unico; aggiunge che sono gli Stati membri ad avere la responsabilità primaria dell'attuazione delle norme dell'UE; invita la Commissione a fare pienamente ricorso ai suoi poteri di esecuzione; chiede un miglioramento dei meccanismi di monitoraggio e applicazione a livello dell'UE, quali l'armonizzazione delle norme sui livelli minimi di controllo e delle metodologie per condurre detti controlli, nonché ispezioni congiunte, al fine di garantire un'applicazione uniforme del diritto dell'UE e, se del caso, vie di ricorso rapide per i consumatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea che è importante mantenere un ambiente economico competitivo e dinamico salvaguardando i diritti dei consumatori e applicando le norme in materia di concorrenza digitale per affrontare le pratiche commerciali sleali che distorcono le condizioni di mercato; invita, inoltre, gli Stati membri ad aumentare la capacità delle autorità di vigilanza del mercato e delle autorità doganali di garantire un'applicazione efficace delle norme del mercato unico, in particolare per quanto riguarda il commercio elettronico e le importazioni in provenienza da paesi non UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>ricorda che le restrizioni territoriali dell'offerta nei segmenti del commercio al dettaglio e all'ingrosso frammentano il mercato unico, limitano la scelta dei consumatori e contribuiscono a notevoli disparità di prezzo in tutta l'Unione, in particolare per quanto riguarda i prezzi dei beni di consumo di base; sottolinea che, se da un lato il diritto della concorrenza penalizza in modo effettivo alcune di queste pratiche, dall'altro molte di esse non rientrano nel suo ambito di applicazione; invita pertanto la Commissione a proporre misure per risolvere la questione, compresa un'applicazione più rigorosa degli accordi di distribuzione anticoncorrenziali, al fine di assicurare una concorrenza leale garantendo così l'integrità del mercato unico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>invita la Commissione a indagare sulle cause dei diversi livelli di inflazione dei beni essenziali e degli aumenti dei prezzi al consumo che si osservano in alcuni Stati membri dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>ritiene che il mercato unico sia uno strumento fondamentale in tempi di crisi se gli Stati membri possono agire in modo coordinato; ritiene che il regolamento sulle emergenze e la resilienza nel mercato interno<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/2747 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2024, che istituisce un quadro di misure in materia di emergenza e resilienza del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2679/98 del Consiglio (GU L, 2024/2747, 8.11.2024, ELI:<STRING ITALIC="on"> </STRING>http://data.europa.eu/eli/reg/2024/2747/oj)<STRING ITALIC="on">.</STRING></FIELD></FOOTNOTE>, recentemente adottato, sarà cruciale per garantire tale coordinamento al fine di prevenire le carenze e garantire il corretto funzionamento del mercato unico, compresa la libera circolazione dei beni e dei servizi essenziali in tutta l'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita la Commissione a porre i consumatori nella condizione di poter esercitare facilmente i loro diritti dei passeggeri prevedendo organismi nazionali di applicazione, ai quali dovrebbero essere conferiti poteri di indagine e di esecuzione armonizzati e che dovrebbero essere in grado di trattare efficacemente i singoli reclami e le relative ammende;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>sottolinea che le misure di commercio elettronico volte a contrastare i blocchi geografici, in particolare il regolamento relativo ai blocchi geografici<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2018/302 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 febbraio 2018, recante misure volte a impedire i blocchi geografici ingiustificati e altre forme di discriminazione basate sulla nazionalità, sul luogo di residenza o sul luogo di stabilimento dei clienti nell'ambito del mercato interno e che modifica i regolamenti (CE) n. 2006/2004 e (UE) 2017/2394 e la direttiva 2009/22/CE (GU L 60 I del 2.3.2018, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2018/302/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, sono riuscite a creare le condizioni per un mercato unico meno frammentato e a rafforzare la libertà di scelta dei consumatori che effettuano acquisti online; osserva con preoccupazione che l'attuazione del regolamento è stata inadeguata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>osserva che l'atto legislativo europeo sull'accessibilità<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (GU L 151 del 7.6.2019, pag. 70, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2019/882/oj).</FIELD></FOOTNOTE> diventerà applicabile in tutti gli Stati membri dell'UE a partire dal 28 giugno 2025; sottolinea l'importanza della sua piena ed efficace attuazione da parte degli Stati membri al fine di assicurare l'armonizzazione dei requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, garantendone in tal modo l'accessibilità per le persone con disabilità in tutto il mercato interno dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Pratiche commerciali emergenti</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>sottolinea che la rapida espansione delle piattaforme digitali e del commercio elettronico ha introdotto nuove dinamiche di mercato e ha creato opportunità avanzate ma anche sfide e rischi per gli utenti; riconosce che il regolamento sui mercati digitali<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2022/1925 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2022, relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale e che modifica le direttive (UE) 2019/1937 e (UE) 2020/1828 (GU L 265 del 12.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/1925/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e il regolamento sui servizi digitali<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj).</FIELD></FOOTNOTE> costituiscono strumenti legislativi fondamentali che garantiscono la concorrenza leale, la contendibilità e l'equità nelle piattaforme digitali, promuovendo nel contempo la protezione dei consumatori e un ambiente digitale più sicuro, affidabile e trasparente nell'economia digitale; chiede la corretta applicazione della legislazione dell'UE in materia di nuove tecnologie al fine di garantire ai consumatori una scelta, una protezione e una concorrenza eque, autentiche, autonome e informate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>ritiene essenziale garantire l'attuazione e l'applicazione efficaci di questi due atti legislativi ed esorta la Commissione a concludere le indagini in corso nel quadro del regolamento sui mercati digitali e del regolamento sui servizi digitali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>sottolinea che l'attuazione del regolamento sui mercati digitali deve rispettare pienamente la libertà di espressione; sottolinea che le azioni contro i contenuti illegali non devono limitare il discorso lecito e chiede un'applicazione proporzionata e trasparente per proteggere uno spazio digitale aperto e democratico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che il regolamento sull'intelligenza artificiale (IA)<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull'intelligenza artificiale e modifica i regolamenti (CE) n. 300/2008, (UE) n. 167/2013, (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1139 e (UE) 2019/2144 e le direttive 2014/90/UE, (UE) 2016/797 e (UE) 2020/1828 (GU L, 2024/1689, 12.7.2024, ELI: <STRING ITALIC="on">http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj)</STRING>.</FIELD></FOOTNOTE> mantenga un approccio basato sul rischio e favorevole all'innovazione, garantendo che i requisiti di conformità siano proporzionati ai rischi effettivi posti dalle applicazioni di IA e tenendo conto nel contempo dell'esigenza di garantire un elevato livello di protezione della salute, della sicurezza e dei diritti fondamentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>accoglie con favore il controllo dell'adeguatezza del diritto dell'UE in materia di tutela dei consumatori per quanto riguarda l'equità digitale, effettuato dalla Commissione, e l'imminente consultazione pubblica; sottolinea che talune questioni relative alla protezione dei consumatori online non sono ancora state affrontate, il che determina uno squilibrio tra consumatori e operatori economici nell'economia digitale; invita la Commissione ad affrontare tali questioni nell'ambito del futuro atto legislativo sull'equità digitale; ritiene che la dipendenza digitale, il gioco d'azzardo online, la tutela dei minori online e le tecnologie persuasive utilizzate dagli attori online, come la pubblicità mirata, la pubblicità tramite influencer e i percorsi oscuri, dovrebbero rientrare nell'ambito di applicazione dell'atto legislativo sull'equità digitale, che dovrebbe colmare le lacune giuridiche ed essere coerente con gli attuali strumenti giuridici al fine di proteggere meglio i consumatori online, tenendo conto della necessità di evitare inutili oneri normativi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>osserva che le tendenze in evoluzione del commercio elettronico globale e della ristrutturazione della catena di approvvigionamento stanno esercitando una maggiore pressione sulle autorità incaricate dei controlli doganali, della vigilanza del mercato e della tutela dei consumatori; sottolinea che il volume dei prodotti non sicuri e illeciti venduti sulle piattaforme di commercio elettronico, in particolare da paesi terzi, è aumentato negli ultimi anni; sottolinea l'importanza dei passaporti digitali dei prodotti in tali processi; chiede pertanto un quadro di vigilanza del mercato rafforzato e una revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2017/2394 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori e che abroga il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 345 del 27.12.2017, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2017/2394/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e invita il Consiglio ad adottare rapidamente la sua posizione al fine di consentire l'adozione della revisione del codice doganale dell'Unione e l'istituzione di un'autorità doganale dell'UE nel 2026;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>invita gli Stati membri a destinare risorse tecniche, umane e finanziarie sufficienti alle autorità nazionali; invita gli Stati membri e la Commissione a garantire fondi e competenze adeguati per il rafforzamento delle autorità doganali e della vigilanza del mercato in tutta l'Unione, nonché a intensificare le attività congiunte e i test condotti dall'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare la protezione dei consumatori nei mercati sia online che offline, garantendo la trasparenza nella pubblicità e nella determinazione dei prezzi, in particolare per quanto riguarda la tariffazione dinamica, assicurando pratiche commerciali eque e maggiori salvaguardie contro le frodi onde promuovere la fiducia dei consumatori nel commercio transfrontaliero e il massimo livello di protezione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea che vi è una crescente attenzione riguardo ai casi in cui la qualità o la quantità di beni e servizi diminuisce, mentre i prezzi rimangono invariati o aumentano; invita la Commissione a valutare la portata e le cause alla base di tali pratiche e a esaminare misure adeguate per migliorare la trasparenza e la consapevolezza dei consumatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>sottolinea che le considerazioni relative alla sostenibilità ambientale e al commercio equo stanno plasmando in misura crescente le pratiche commerciali in quanto svolgono un ruolo importante nelle decisioni di acquisto dei consumatori e, di conseguenza, orientano le imprese verso la sostenibilità; aggiunge che la trasparenza e le informazioni rivolte ai consumatori circa gli aspetti ambientali come pure i processi di produzione socialmente responsabili ed etici consentono ai consumatori di adottare modelli di consumo sostenibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a mantenere il loro livello di ambizione a tale riguardo e a proseguire i lavori sui sistemi di etichettatura a livello dell'UE; ricorda che l'obiettivo della direttiva sulle asserzioni ambientali è l'istituzione di uno strumento per proteggere i consumatori dal greenwashing stabilendo prescrizioni in materia di attestazione e verifica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>sottolinea la necessità di contrastare ulteriormente la pubblicità ingannevole e il greenwashing e di potenziare il mercato dell'usato; osserva, tuttavia, che norme restrittive in materia di sostenibilità possono avere un impatto negativo sulla competitività europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>sottolinea che talune tendenze in crescita nel commercio elettronico sollevano preoccupazioni per quanto riguarda le merci provenienti da paesi terzi che non soddisfano i requisiti dell'UE in materia di sicurezza e sostenibilità, con un conseguente impatto negativo sulle PMI dell'UE; accoglie con favore la comunicazione della Commissione dal titolo "Un pacchetto completo di strumenti dell'UE per un commercio elettronico sicuro e sostenibile" e chiede alla Commissione di attuare rapidamente le raccomandazioni ivi contenute;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>sottolinea che disporre di norme tecniche armonizzate è essenziale per la libera circolazione delle merci all'interno del mercato unico in quanto garantiscono la sicurezza, la qualità e le prestazioni dei prodotti in tutti gli Stati membri; sottolinea che le norme devono rispecchiare gli interessi, gli obiettivi politici e i valori dell'Unione tenendo conto dei pareri di tutti i portatori di interessi; aggiunge che la recente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea<FOOTNOTE><FIELD> Sentenza del 5 marzo 2024, <STRING ITALIC="on">Public.Resource.Org Inc. contro Right to Know CLG, </STRING>C‑588/21 P, EU:C:2024:201.</FIELD></FOOTNOTE> riconosce il valore aggiunto delle norme armonizzate che fanno parte del diritto dell'UE in ragione dei loro effetti giuridici e stabilisce che esse dovrebbero essere liberamente accessibili; sottolinea la necessità di rendere il quadro di normazione più agile, in particolare per le catene del valore verdi e digitali emergenti, e di aiutare l'industria a mantenere posizioni competitive nei mercati tecnologici fondamentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>ritiene che l'UE debba intensificare gli sforzi per istituire un nuovo meccanismo con gli Stati membri e gli organismi nazionali di normazione al fine di condividere informazioni e coordinare e rafforzare l'approccio europeo alle attività di normazione internazionali; chiede un intervento rapido per aggiornare il quadro di normazione dell'UE al fine di accelerare il processo di normazione onde garantire la rapida pubblicazione di norme armonizzate che conferiscano presunzione di conformità e siano in linea con le norme internazionali per sostenere il commercio globale, incoraggiando nel contempo una maggiore partecipazione delle imprese, in particolare le PMI;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare la dimensione esterna del mercato unico per salvaguardare l'autonomia strategica e l'influenza globale dell'UE e accoglie con favore la graduale integrazione nel mercato unico dei paesi candidati in vista della loro futura adesione all'UE; sottolinea che gli elevati standard normativi dell'UE possono servire da parametro di riferimento globale e devono essere efficacemente applicati per garantire condizioni di parità alle imprese europee; invita la Commissione a intensificare i dialoghi normativi e la cooperazione politica con altri paesi terzi interessati al fine di individuare le sfide comuni e cercare di realizzare azioni congiunte, in particolare per quanto riguarda il commercio elettronico, le norme digitali e i consumatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>ribadisce la sua richiesta di un'interazione innovativa, complementare e flessibile tra i lavori in corso sull'attuazione dell'accordo di associazione UE-Ucraina attualmente in vigore e il processo negoziale di adesione, consentendo in tal modo la graduale integrazione dell'Ucraina nel mercato unico dell'UE e nei programmi settoriali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Conclusioni</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>riconosce che le tensioni geopolitiche, i cambiamenti climatici, le sfide per la competitività dell'UE e le disparità economiche comportano rischi significativi per l'integrità del mercato unico; chiede una risposta politica solida, coordinata e strategica per rafforzare il mercato unico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>chiede la continua evoluzione del mercato unico per affrontare sia i rimanenti ostacoli ingiustificati sia le sfide commerciali emergenti; è del parere che eliminare la frammentazione normativa, promuovere la semplificazione, ridurre in misura significativa gli oneri amministrativi, rafforzare l'applicazione e garantire catene di approvvigionamento resilienti siano azioni fondamentali per mantenere il vantaggio competitivo dell'UE e condizioni di mercato eque e per rafforzare il mercato unico; sottolinea l'importanza di consultare tutti i portatori di interessi in tali processi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>sottolinea l'importanza della trasformazione digitale, dell'economia circolare e dell'adattabilità ai cambiamenti economici globali per garantire il dinamismo economico a lungo termine dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>ribadisce che il rafforzamento delle dimensioni interna ed esterna del mercato unico è essenziale per preservare l'autonomia strategica e la competitività dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>esorta pertanto la Commissione a tenere conto di quanto precede nell'imminente nuova strategia per il mercato unico, prevista per giugno 2025, nell'agenda dei consumatori 2030, prevista per la fine del 2025, e nell'atto legislativo sull'equità digitale, previsto per il 2026;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>