<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0114</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Deliberazioni della commissione per le petizioni nel 2023</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0063/2025 - Relatore: Gheorghe Falcă)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 22 maggio 2025 sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni nel corso dell'anno 2023 (2025/2027(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 10 e 11 del trattato sull'Unione europea (TUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 20, 24 e 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) relativamente al diritto dei cittadini dell'UE e delle persone residenti nell'UE di portare all'attenzione del Parlamento le loro preoccupazioni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 228 TFUE sul ruolo e le funzioni del Mediatore europeo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sul diritto di petizione dinanzi al Parlamento europeo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le disposizioni del TFUE concernenti la procedura di infrazione, in particolare gli articoli 258 e 260,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le osservazioni conclusive del comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, del 21 marzo 2025, sulla seconda e sulla terza relazione periodiche combinate dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 55 e l'articolo 233, paragrafo 7, del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per le petizioni (A10-0063/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la presente relazione annuale sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni ha come obiettivo quello di presentare un'analisi delle petizioni ricevute nel 2023 e dei rapporti con le altre istituzioni, come pure di fornire un quadro accurato degli obiettivi raggiunti nel corso del 2023;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che nel 2023 il Parlamento ha ricevuto 1 452 petizioni, il che rappresenta un aumento del 16,2 % rispetto alle 1 217 petizioni presentate nel 2022 e del 4,0 % rispetto alle 1 392 petizioni presentate nel 2021; che il numero totale delle petizioni ricevute continua a essere significativamente inferiore al picco raggiunto nel 2013 e nel 2014, quando il Parlamento ha ricevuto rispettivamente 2 891 e 2 715 petizioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che nel 2023 il numero di utenti che hanno sostenuto una o più petizioni nel portale web delle petizioni del Parlamento è stato pari a 26 331, il che rappresenta un notevole aumento rispetto ai 22 441 utenti registrati nel 2022 (entrambe le cifre sono notevolmente inferiori rispetto ai 209 272 sostenitori registrati nel 2021); che anche il numero di clic a sostegno delle petizioni è leggermente aumentato nel 2023, raggiungendo un totale di 29 287 (rispetto ai 27 927 del 2022 e ai 217 876 del 2021);</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, tuttavia, il numero complessivo di petizioni rimane modesto in relazione alla popolazione totale dell'UE, il che rivela che occorrono sforzi ancora maggiori per sensibilizzare i cittadini in merito al loro diritto di petizione e all'eventuale utilità delle petizioni per richiamare l'attenzione delle istituzioni e degli Stati membri su questioni che li interessano e li riguardano direttamente; che, nell'esercitare il diritto di petizione, i cittadini si aspettano che le istituzioni dell'UE apportino un valore aggiunto nel trovare una soluzione ai loro problemi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che i criteri di ricevibilità delle petizioni sono stabiliti dall'articolo 227 TFUE e dall'articolo 232, paragrafo 1, del regolamento del Parlamento, in base ai quali le petizioni devono essere presentate da un cittadino dell'Unione o da una persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro e sia direttamente interessato da una materia che rientra nel campo di attività dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che, delle 1 452 petizioni presentate nel 2023, 429 sono state dichiarate irricevibili e 13 sono state ritirate; che la percentuale elevata (29,55 %) di petizioni irricevibili nel 2023 conferma che vi è ancora una mancanza di chiarezza diffusa riguardo alla portata degli ambiti di competenza dell'Unione; che, al fine di ridurre il numero di petizioni irricevibili, occorre intensificare gli sforzi per rendere ancora più chiari i limiti del campo di attività dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la commissione per le petizioni ha svolto un ruolo significativo nella lotta contro la discriminazione nei confronti dei cittadini rumeni e bulgari nel periodo in cui i loro paesi non avevano ancora aderito allo spazio Schengen; che la commissione per le petizioni ha dato un contributo fondamentale nel sostenere la parità di trattamento e nell'affrontare gli ostacoli ingiustificati incontrati da tali cittadini; che il punto di partenza è stato la petizione n. 0004/2023, presentata da Răzvan Eugen Nicolescu a nome della "Asociația pentru Energie Curată și Combaterea Schimbărilor Climatice", nonché la successiva risoluzione della plenaria sull'adesione allo spazio Schengen, approvata a norma dell'articolo 227, paragrafo 2, del regolamento<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/3999, 17.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/3999/oj.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il diritto di petizione dinanzi al Parlamento è un diritto fondamentale dei cittadini dell'UE, che mette a disposizione dei cittadini e dell'UE e di chi risiede nell'UE un meccanismo aperto, democratico e trasparente con cui rivolgersi direttamente ai loro rappresentanti eletti; che tale strumento essenziale dà i cittadini la possibilità di partecipare attivamente ed efficacemente alla vita dell'Unione; che, attraverso le petizioni, i cittadini dell'UE possono denunciare le carenze nell'attuazione del diritto dell'Unione e contribuire a individuarne le violazioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che il Parlamento è l'unica istituzione dell'UE direttamente eletta dai cittadini dell'Unione; che il diritto di petizione al Parlamento europeo è uno dei diritti fondamentali dei cittadini e dei residenti dell'UE e consente loro di rivolgersi direttamente ai loro rappresentanti eletti; che molte persone con disabilità non hanno pari accesso all'informazione e alla comunicazione a causa della limitata disponibilità di formati accessibili e per via del fatto che le lingue dei segni nazionali non sono riconosciute come parte del multilinguismo dell'UE; che da tempo il Parlamento svolge un ruolo di primo piano per quanto riguarda lo sviluppo del processo di petizione a livello internazionale e ha il processo di petizione più aperto, democratico e trasparente in Europa, che consente la partecipazione attiva ed efficace dei firmatari alle sue attività; che, nell'esercizio del diritto di petizione, i cittadini si aspettano che le istituzioni dell'UE apportino un valore aggiunto, cooperando con la Commissione e le autorità degli Stati membri, nella risoluzione dei loro problemi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che le informazioni presentate dai firmatari nelle petizioni e durante le riunioni della commissione, unitamente alle valutazioni della Commissione e alle risposte degli Stati membri e di altri organismi, forniscono altresì un prezioso contributo al lavoro di altre commissioni parlamentari, dato che le petizioni ricevibili sono trasmesse alla commissione competente per parere o per conoscenza; che, pertanto, anche le petizioni possono svolgere un ruolo nel processo legislativo, fornendo un riscontro concreto sull'impatto delle politiche dell'UE e creando le condizioni affinché le politiche rispondano ai bisogni emergenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che le attività della commissione per le petizioni si basano sui contributi forniti dai firmatari, il che consente al Parlamento di migliorare la prontezza di risposta alle denunce e alle preoccupazioni relative al rispetto dei diritti fondamentali dell'UE e alla conformità alla normativa dell'UE negli Stati membri; che le petizioni costituiscono pertanto un'utile fonte di informazioni sui casi di scorretta applicazione o violazione del diritto dell'UE, che permettono di valutare l'applicazione del diritto dell'UE e il relativo impatto sui diritti dei cittadini dell'UE e delle persone residenti nell'UE; che nel 2023 i diritti fondamentali sono stati una delle tre principali preoccupazioni di tutti i firmatari; che, nel contesto del dialogo strutturato con la Commissione, la commissione per le petizioni ha invitato la Commissione a combattere la discriminazione nell'Unione europea, anche attraverso iniziative volte a garantire pari diritti e a rafforzare le misure contro tutte le forme di discriminazione, comprese quelle fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la disabilità, l'età, la religione o le convinzioni personali e l'orientamento sessuale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che, ai sensi dell'articolo 17 TUE, la Commissione dovrebbe garantire la corretta applicazione dei trattati e delle misure adottate sulla base di questi ultimi; che l'approccio strategico della Commissione nell'affrontare le questioni sollevate nelle petizioni deve essere pienamente in linea con i trattati al fine di garantire il seguito più efficace, con lo scopo di garantire la piena e tempestiva tutela dei diritti dei cittadini derivanti dal diritto dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che ciascuna petizione deve essere esaminata e trattata in modo attento, efficace, imparziale, equo e trasparente, in linea con le norme di cui all'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sul diritto a una buona amministrazione; che tutti i firmatari hanno il diritto di ricevere nella loro lingua o nella lingua utilizzata nella petizione, entro un termine ragionevole, una risposta che li informi in merito alla decisione sulla ricevibilità e al seguito dato dalla commissione per le petizioni; che risposte tempestive ed efficaci da parte della Commissione e degli Stati membri alle questioni sollevate nelle petizioni, unitamente a soluzioni di ricorso, contribuiscono, se del caso, a rafforzare la fiducia dei cittadini nell'Unione e nelle sue politiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che la commissione per le petizioni attribuisce la massima importanza all'esame e alla discussione pubblica delle petizioni durante le sue riunioni; che i firmatari hanno il diritto di presentare le proprie petizioni e spesso intervengono nella discussione, contribuendo così in maniera attiva al lavoro della commissione; che nel 2023 la commissione per le petizioni ha tenuto dieci riunioni, durante le quali sono state discusse 191 petizioni alla presenza di 114 firmatari, i quali hanno partecipato attivamente prendendo la parola;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che i principali argomenti di preoccupazione sollevati nelle petizioni presentate nel 2023 riguardavano l'ambiente, i diritti fondamentali, questioni personali e la giustizia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che, nell'approvare l'ordine del giorno di una riunione, la commissione per le petizioni presta attenzione alle petizioni e ai temi che sono altamente rilevanti per la discussione a livello dell'UE, nonché alla necessità di mantenere una copertura geografica equilibrata dei temi in base alle petizioni ricevute;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che l'82,4 % delle petizioni ricevute nel 2023 è stato presentato tramite il portale web delle petizioni del Parlamento, il che rappresenta un lieve aumento rispetto al 2022 (79,05 %), riconfermando che il portale è il canale di gran lunga più utilizzato dai cittadini per presentare petizioni al Parlamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che nel febbraio 2023 il portale web delle petizioni è stato rinnovato e rilanciato al fine di renderlo idoneo alle attuali aspettative e di rendere più facile per i residenti negli Stati membri esercitare il loro diritto di presentare petizioni al Parlamento; che il portale delle petizioni 2.0 aggiornato si è integrato armoniosamente con lo strumento di pubblicazione web del Parlamento, rendendo gli aggiornamenti dei contenuti più rapidi e più semplici e introducendo nuove funzionalità (tra cui sette "guide rapide" che forniscono istruzioni chiare e dettagliate per la presentazione, il tracciamento e il sostegno delle petizioni); che, grazie a un nuovo motore di ricerca che utilizza la tecnologia "Elastic Search", l'esperienza degli utenti è stata migliorata fornendo risultati più accurati in modo efficiente, il che si traduce in un nuovo portale che dà la priorità a un approccio veramente incentrato sui cittadini; che durante il 2023 tutte le petizioni sono state elaborate e pubblicate in maniera tempestiva, entro pochi giorni dalla loro adozione, e tutte le richieste di supporto interne ed esterne relative all'uso e al contenuto del portale delle petizioni hanno ricevuto una risposta positiva, tempestiva e in tutte le lingue;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che nel 2023 la commissione per le petizioni (PETI) ha tenuto quattro missioni d'informazione, durante le quali i deputati si sono recati in Romania per esaminare la gestione e la salvaguardia della popolazione dell'orso bruno e il disboscamento illegale, a Donegal (Irlanda) per indagare sull'uso di blocchi di mica difettosi nelle costruzioni nel paese e in Catalogna (Spagna) per valutare in loco il modello catalano di immersione linguistica; che i membri della commissione PETI hanno altresì partecipato a una delegazione congiunta della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, e della commissione PETI che si è recata a New York per partecipare alla 16ª sessione della conferenza degli Stati parte della convenzione sui diritti delle persone con disabilità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che, conformemente al regolamento del Parlamento, la commissione per le petizioni è anche responsabile delle relazioni con il Mediatore europeo, che esamina le denunce concernenti i casi di cattiva amministrazione all'interno delle istituzioni e degli organi dell'UE; che la precedente Mediatrice europea, Emily O'Reilly, ha presentato la sua relazione annuale per il 2022 alla commissione per le petizioni durante la riunione del 27 giugno 2023;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che la commissione per le petizioni è membro della Rete europea dei difensori civici, la quale comprende altresì il Mediatore europeo, i difensori civici nazionali e regionali e istituzioni simili degli Stati membri, dei paesi candidati e di altri paesi dello Spazio economico europeo, e mira a promuovere lo scambio di informazioni sul diritto e sulle politiche dell'UE e a condividere le migliori pratiche;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>sottolinea il ruolo fondamentale della commissione per le petizioni nel proteggere e promuovere i diritti dei cittadini dell'UE e delle persone residenti nell'UE, provvedendo affinché le preoccupazioni e le denunce dei firmatari siano prese in esame in modo tempestivo, efficace e appropriato e che i firmatari siano informati in merito alle azioni adottate e ai progressi compiuti riguardo alle loro petizioni; ricorda che tutte le petizioni sono trattate attraverso un processo di petizione aperto, democratico e trasparente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>elogia il lavoro fondamentale svolto dalla commissione per le petizioni sul caso relativo alla penisola di Akamas, la zona di Cipro più ricca di biodiversità, che per decenni è stata teatro di violazioni sistemiche ripetute della direttiva Habitat<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/1992/43/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e della direttiva Uccelli<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/147/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, in un contesto generale privo di misure efficaci e giuridicamente vincolanti per proteggere tale zona e alla luce dei recenti piani presentati dalle autorità cipriote competenti, che hanno effetti devastanti sugli ecosistemi naturali molto fragili della zona, in violazione della legislazione ambientale dell'UE; sottolinea che, a seguito del lavoro svolto dalla commissione per le petizioni in materia, il 13 marzo 2024 la Commissione ha deciso di deferire Cipro alla Corte di giustizia dell'Unione europea per il mancato rispetto della direttiva Habitat da parte delle autorità cipriote; deplora che, nel tempo trascorso da tale decisione, vale a dire più di un anno, la Commissione non abbia presentato alcun fascicolo alla Corte di giustizia, mancando così di avviare ufficialmente il procedimento giudiziario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea il lavoro fondamentale svolto dalla commissione per le petizioni in merito alla tutela dei diritti dei lavoratori contro le discriminazioni e l'abuso di contratti a tempo determinato nel settore pubblico in Italia; apprezza che la Commissione abbia tenuto debitamente conto dei documenti giuridici molto validi forniti dai firmatari, che sono stati attentamente valutati in occasione di varie riunioni della commissione per le petizioni, decidendo di rinviare l'Italia dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea per non aver posto fine all'uso abusivo di contratti a tempo determinato e alle condizioni di lavoro discriminatorie, in violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>elogia la commissione per le petizioni per aver preso in considerazione la petizione n. 1168/2023, presentata da Mihai Igna a nome dell'associazione "Together We Bring Prosperity" (Insieme portiamo prosperità), che chiede la restituzione del tesoro nazionale e degli archivi storici della Romania attualmente custoditi in Russia; sottolinea la profonda importanza storica di tale dibattito per tutti gli Stati membri che sono stati storicamente colpiti dagli atti di saccheggio della Russia, in particolare nel contesto della guerra in corso in Ucraina, in quanto evidenzia le sfide più ampie connesse alla conservazione della cultura e alla salvaguardia del patrimonio nazionale nei periodi di conflitto geopolitico; sottolinea che il coinvolgimento della commissione per le petizioni nella questione dimostra il suo impegno a difendere i diritti dei cittadini dell'UE e degli Stati membri, nonché a tutelare l'eredità storica della Romania e a sostenere le sue legittime rivendicazioni sulla scena internazionale; ricorda la successiva risoluzione della plenaria sulla restituzione del tesoro nazionale rumeno sottratto illegalmente dalla Russia<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/6559, 12.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6559/oj.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>ribadisce l'importanza di un dibattito pubblico costante sul campo di attività dell'UE per garantire che i cittadini siano correttamente informati in merito all'ambito di competenza dell'Unione e ai diversi livelli decisionali; chiede la realizzazione di una campagna di informazione e comunicazione strutturata e rafforzata a livello dell'UE che non comporti costi aggiuntivi (vale a dire utilizzando le risorse attuali degli Uffici di collegamento del Parlamento europeo), in tutte le lingue ufficiali dell'Unione, in cooperazione con i difensori civici nazionali e regionali, le ONG e gli istituti di istruzione, al fine di sensibilizzare maggiormente i cittadini di tutti gli Stati membri in merito ai diritti di petizione, rivolgendosi in particolare alle comunità rurali e svantaggiate e ai gruppi emarginati, nonché alle isole e alle regioni remote; propone un ampliamento degli sforzi di sensibilizzazione senza costi aggiuntivi attraverso i social media e gli eventi delle comunità locali e sottolinea la necessità di condurre campagne di sensibilizzazione del pubblico più ampie, attraverso il coinvolgimento attivo dei servizi di comunicazione, per contribuire ad accrescere la conoscenza dei cittadini in merito al loro diritto di petizione, nonché  in merito all'ambito di competenza dell'UE e alle competenze della commissione per le petizioni, al fine di ridurre il numero delle istanze irricevibili e potenziare il coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale; raccomanda di migliorare l'accessibilità digitale del portale delle petizioni, anche mediante adeguamenti per le persone con disabilità e traduzioni di maggiore qualità in tutte le lingue ufficiali dell'UE; raccomanda di esplorare il potenziale degli strumenti informatici esistenti al fine di aumentare il sostegno dei cittadini sul portale, anche riorientando le opzioni verso i pertinenti meccanismi di denuncia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>ricorda la dimensione europea della commissione per le petizioni, a cui possono rivolgersi i cittadini di tutti i 27 Stati membri per questioni che rientrano nell'ambito di applicazione dei trattati e del diritto dell'UE; ritiene che la commissione per le petizioni abbia una particolare responsabilità nel sostenere questa dimensione europea e nel dimostrare ai cittadini il valore aggiunto dell'unità e dell'integrazione europee; sottolinea che la dimensione europea deve basarsi sulla solidarietà, sulla promozione dei diritti sociali ed economici, sulla protezione delle lingue e delle culture minoritarie e sulla lotta attiva contro i cambiamenti climatici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sottolinea che le petizioni rappresentano, per il Parlamento e le altre istituzioni dell'UE, l'opportunità unica di avere un collegamento diretto con i cittadini dell'Unione e di mantenere con essi un dialogo regolare, in particolare nei casi in cui sono interessati da una scorretta applicazione o da una violazione del diritto dell'UE; sottolinea la necessità di una cooperazione rafforzata tra le istituzioni dell'UE e le autorità nazionali, regionali e locali sulle indagini relative all'attuazione e al rispetto del diritto dell'UE; ritiene che tale cooperazione sia fondamentale per affrontare e risolvere le preoccupazioni dei cittadini riguardanti l'applicazione del diritto dell'UE e contribuisca a rafforzare la legittimità democratica e la responsabilità dell'Unione; chiede, pertanto, la partecipazione di rappresentanti degli Stati membri alle riunioni di commissione e risposte tempestive e dettagliate alle richieste di chiarimenti o di informazioni inviate dalla commissione per le petizioni alle autorità nazionali; prende atto dell'aumento del numero di petizioni ricevute nel 2023 che trattano di disparità strutturali, anche per quanto riguarda la retribuzione e il reddito pensionistico, tra i gruppi di popolazione; chiede che tali preoccupazioni siano sistematicamente analizzate e affrontate attraverso un'azione coordinata con le commissioni competenti e la Commissione; chiede inoltre un potenziamento della protezione e del sostegno per le persone esposte ad abusi o esclusione che incontrano ostacoli nell'accesso a meccanismi di sostegno adeguati e alla giustizia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>ricorda che le petizioni apportano un contributo considerevole all'esercizio del ruolo di custode dei trattati da parte della Commissione, in quanto offrono ai cittadini un ulteriore strumento per segnalare presunte violazioni del diritto dell'UE; sottolinea che la cooperazione costruttiva tra la commissione per le petizioni e la Commissione attraverso risposte tempestive e dettagliate da parte di quest'ultima, basate su analisi approfondite delle questioni sollevate nelle petizioni, è fondamentale per il trattamento efficace delle petizioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>ribadisce il suo invito alla Commissione a fornire chiarimenti giuridici sui criteri chiave alla base del suo approccio strategico all'applicazione del diritto dell'UE e ad aggiornare regolarmente la commissione per le petizioni sugli sviluppi delle procedure di infrazione e a garantire che la commissione per le petizioni abbia accesso a tutti i documenti pertinenti relativi a EU Pilot e alle procedure di infrazione e alle iniziative legislative avviate sulla base delle petizioni ricevute; è del parere che una maggiore trasparenza e feedback regolari sulla gestione delle procedure di infrazione in corso da parte della Commissione sarebbero vantaggiosi per il seguito dato dalla commissione alle petizioni aperte; palude alla recente iniziativa della Commissione di includere le petizioni nel sistema di ricerca del registro delle infrazioni della Commissione; sottolinea che è importante che la Commissione conduca indagini tempestive sulle petizioni, evidenziando le violazioni dei diritti che interessano un gran numero di cittadini e residenti all'interno dell'UE e consulti, se del caso, il difensore civico nazionale competente; esprime preoccupazione per il modo in cui la Commissione tratta alcune procedure di infrazione avviate nei confronti degli Stati membri, comprese quelle relative alle questioni sollevate in molte petizioni; incoraggia la Commissione a mettere in atto tutte le misure necessarie per migliorare la trasparenza e l'efficacia della sua gestione delle procedure di infrazione, che può essere percepita come non trasparente dai cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita la Commissione a valutare se le autorità nazionali stiano adottando le misure necessarie per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini espresse nelle loro petizioni riguardanti casi di mancato rispetto del diritto dell'UE, e ad avviare procedure di infrazione ove necessario; sottolinea che un'azione tempestiva e proattiva da parte della Commissione nei casi di violazioni del diritto dell'UE è fondamentale per evitare che tali violazioni, che potrebbero mettere a repentaglio la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni europee, diventino di natura sistemica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>ricorda che la libertà di espressione è un pilastro fondamentale della democrazia europea; condanna qualsiasi tentativo di censura, emarginazione o intimidazione nei confronti dei cittadini o dei loro rappresentanti eletti, sulla base delle loro opinioni politiche; sottolinea inoltre che il rispetto dei risultati delle elezioni, a livello nazionale ed europeo, è essenziale per mantenere la fiducia dei cittadini nel processo democratico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>sottolinea la necessità di una cooperazione potenziata e più attiva tra gli Stati membri e la commissione per le petizioni per sbloccare le petizioni che richiedono risposte e reazioni tempestive da parte delle autorità nazionali; ricorda che i ritardi nelle risposte degli Stati membri potrebbero avere un impatto sulla risoluzione tempestiva delle questioni sollevate dai cittadini e conseguenze negative per la soluzione delle violazioni del diritto dell'Unione; osserva che gli Stati membri dovrebbero garantire risposte alle petizioni entro il termine di tre mesi richiesto; sottolinea che un coordinamento e un dialogo migliori agevolerebbero una gestione più efficiente delle preoccupazioni dei cittadini, eviterebbero ritardi inutili e rafforzerebbero l'efficacia del processo di petizione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>osserva con preoccupazione che le raccomandazioni formulate dalla commissione per le petizioni nella sua relazione del 19 marzo 2024, a seguito della sua missione in Catalogna, non sono ancora state pienamente attuate dalle autorità competenti in materia di istruzione, in particolare le raccomandazioni riguardanti la tutela dei diritti linguistici per tutti gli studenti e le loro famiglie; esprime profondo rammarico per le tensioni incontrate dai membri della commissione durante la loro visita a Barcellona dal 18 al 20 dicembre 2023 e chiede un dialogo e una cooperazione rispettosi tra tutti i portatori di interessi per garantire che le istituzioni democratiche possano svolgere i loro mandati in un clima di rispetto e comprensione reciproci;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>	condanna fermamente le molestie e le vessazioni di cui sono stati vittime i membri ufficiali della delegazione della commissione per le petizioni durante la loro visita conoscitiva a Barcellona tra il 18 e il 20 dicembre 2023, con l'obiettivo di valutare in loco il modello di immersione linguistica in Catalogna e il suo impatto sulle famiglie che si trasferiscono e risiedono nella comunità autonoma, nonché sul multilinguismo, sulla non discriminazione e sul principio dello Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>deplora che le autorità competenti in materia di istruzione della regione non abbiano attuato le raccomandazioni formulate dalla commissione per le petizioni nella sua relazione post-missione del 19 marzo 2024, volte a tutelare i diritti linguistici degli studenti e delle loro famiglie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>ricorda che la banca dati e-Petition è uno strumento interno essenziale che consente ai membri della commissione per le petizioni di accedere a tutte le informazioni necessarie per seguire lo stato di avanzamento di ciascuna petizione e per poter prendere decisioni informate sul trattamento delle petizioni; osserva che la banca dati e-Petition svolge un ruolo importante anche nella comunicazione con i firmatari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>ricorda l'impegno della Commissione di creare, insieme al Parlamento, uno strumento informatico interistituzionale attraverso il quale condividere le informazioni e i documenti riguardanti tutte le azioni adottate per dare seguito alle petizioni, come ad esempio le procedure di infrazione, le proposte legislative o le risposte delle autorità nazionali, migliorando così la trasparenza e l'efficienza del trattamento delle petizioni, il che, in un contesto più ampio, contribuirebbe ad aumentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dell'UE e nel progetto europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>ricorda che la cooperazione con le altre commissioni del Parlamento è essenziale per un trattamento esaustivo delle petizioni, prestando particolare attenzione alle petizioni sull'uguaglianza di genere, la diversità delle famiglie, la giustizia ambientale e i diritti linguistici delle minoranze; rileva che nel 2023 sono state inviate ad altre commissioni 34 richieste di parere (corrispondenti a 31 petizioni) e 223 richieste di informazioni; prende atto che, dei 34 pareri richiesti, solamente 25 risposte sono pervenute entro la fine del 2023 (in 14 casi è stato fornito un parere, mentre in dieci casi la commissione ha deciso di non elaborare un parere e in quattro occasioni non è stata comunicata alcuna decisione ufficiale); ricorda che i firmatari sono informati delle decisioni di richiedere pareri ad altre commissioni per il trattamento delle loro petizioni; sottolinea che le commissioni parlamentari dovrebbero intensificare i loro sforzi per contribuire attivamente all'esame delle petizioni, offrendo la loro competenza, in modo da permettere al Parlamento di rispondere in modo più rapido ed esaustivo alle preoccupazioni dei cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>reputa che la rete delle petizioni sia uno strumento utile per agevolare il seguito delle petizioni nell'attività parlamentare e legislativa; è convinto che le riunioni periodiche della rete delle petizioni siano decisive per garantire una maggiore visibilità delle attività della commissione per le petizioni e una migliore comprensione del suo lavoro e della sua missione, come pure per rafforzare la cooperazione con le altre commissioni parlamentari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>evidenzia il fatto che la commissione per le petizioni ha espresso la propria posizione su importanti questioni sollevate nelle petizioni approvando la sua relazione sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni nel corso del 2022<FOOTNOTE><FIELD> Approvata dal Parlamento come risoluzione del Parlamento europeo del 23 novembre 2023 sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni nel corso del 2022, GU C, C/2024/4220, 24.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4220/oj.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>evidenzia una lieve diminuzione del numero di petizioni presentate su questioni relative alle relazioni esterne rispetto al 2022; osserva che ciò potrebbe spiegarsi con il nuovo contesto geopolitico che ha caratterizzato il 2023 e, in particolare, una diminuzione del numero di petizioni sulla guerra in Ucraina e un aumento significativo delle petizioni relative ai nuovi conflitti in Medio Oriente; osserva che la commissione per le petizioni ha tenuto conto delle preoccupazioni dei cittadini in merito alle sanzioni, alla sicurezza, alla risoluzione dei conflitti, alla politica in materia di visti, ai progressi dei paesi candidati all'adesione all'UE, fra altre questioni, inserendo all'ordine del giorno una serie di petizioni riguardanti in particolare questioni relative alla situazione dei rifugiati, specialmente dei minori, e alla situazione dei rifugiati venezuelani nell'UE; riconosce gli sforzi delle commissioni che già affrontano attivamente tali questioni e sottolinea che la commissione per gli affari esteri e la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni dovrebbero prendere atto di tali petizioni nelle proprie deliberazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>prende atto del fatto che la salute, che nel 2022 era stato uno dei principali motivi di preoccupazione per i firmatari, ha continuato a svolgere un ruolo importante anche nel 2023; osserva, in particolare, che la commissione per le petizioni ha esaminato e discusso petizioni sul divieto di sostanze chimiche e metalli pesanti nei giocattoli per bambini, sul sostegno a sistemi alimentari e stili di vita sani e rispettosi dell'ambiente e sull'attuazione dei regolamenti dell'UE sugli zuccheri aggiunti negli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>richiama l'attenzione sul numero significativo di petizioni presentate e discusse in relazione alle preoccupazioni dei cittadini in merito al ripristino dei controlli alle frontiere tra alcuni Stati membri, che sollevano l'aspetto problematico della limitazione della libera circolazione delle persone all'interno dell'UE e altri aspetti quali i punti di forza e le debolezze dell'estensione dello spazio Schengen; ricorda che gli Stati membri possono ripristinare i controlli alle frontiere interne<FOOTNOTE><FIELD> Articoli da 25 a 30 del regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che istituisce un codice unionale relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) (GU L 77 del 23.3.2016, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2016/399/oj).</FIELD></FOOTNOTE> in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna o in circostanze eccezionali che minacciano il funzionamento generale dello spazio Schengen; apprezza il ruolo significativo svolto dalla commissione per le petizioni, in particolare la serie di attività svolte, l'approvazione in commissione di una breve proposta di risoluzione sull'adesione allo spazio Schengen il 27 giugno 2023 e la relativa risoluzione del Parlamento, al fine di sostenere fermamente l'ampliamento dello spazio Schengen per includere la Romania e la Bulgaria, e l'organizzazione dell'audizione pubblica sulle frontiere Schengen, questioni sollevate dai firmatari il 18 luglio 2023 in associazione con la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; accoglie con favore la decisione unanime del Consiglio relativa alla piena adesione di entrambi i paesi nello spazio Schengen a partire dal 1º gennaio 2025, consentendo il pieno esercizio delle libertà fondamentali del mercato unico dell'UE; sottolinea che impedire agli Stati membri di aderire allo spazio Schengen nonostante il soddisfacimento di tutti i requisiti necessari è stata una decisione discriminatoria priva di giustificazione giuridica, che ha colpito gravemente molti cittadini dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>	prende atto dell'improvviso aumento delle petizioni di provenienza spagnola verificatosi nella seconda metà del 2023 in relazione ai rischi per lo Stato di diritto in Spagna a seguito della volontà del governo spagnolo di adottare una legge di amnistia contraria all'ordinamento costituzionale ed europeo; deplora gli attacchi allo Stato di diritto e alla separazione dei poteri perpetrati dal governo spagnolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea il lavoro della commissione per le petizioni in relazione alle petizioni riguardanti norme comuni che definiscano dimensioni standard uniche per i bagagli a mano, evidenziando le preoccupazioni dei cittadini in merito ai disagi causati dalle norme incoerenti sul bagaglio a mano delle compagnie aeree e ai conseguenti costi nascosti; sottolinea la sua richiesta di garantire il rispetto di una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in materia, nel contesto della revisione della legislazione dell'UE nell'ambito dei servizi aerei; ricorda, a tale proposito, la breve proposta di risoluzione su dimensioni standardizzate per i bagagli a mano, approvata dalla commissione per le petizioni il 20 settembre 2023, seguita dall'approvazione di una risoluzione con votazione unica del Parlamento europeo il 4 ottobre 2023; accoglie con favore il fatto che nel novembre 2023 la Commissione abbia presentato una revisione del quadro sui diritti dei passeggeri e una serie di proposte volte a migliorare l'esperienza dei passeggeri e dei viaggiatori, compreso il requisito di un numero limitato di dimensioni e pesi comuni per ridurre la confusione; osserva con rammarico che i passeggeri con disabilità si trovano ancora ad affrontare troppe barriere quando viaggiano, in particolare nel caso di viaggi multimodali; deplora che i sistemi di trasporto pubblico di molti Stati membri non rispettano gli obblighi della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>osserva che le questioni ambientali hanno continuato a rappresentare un ambito di grave preoccupazione per i firmatari nel 2023 e che oltre il 21 % delle petizioni riguardava problemi di natura ambientale; deplora che alcune di queste petizioni segnalino la presunta attuazione errata della legislazione dell'UE da parte degli Stati membri, alcuni dei quali sono già oggetto di procedure di infrazione per violazione della legislazione ambientale dell'UE; osserva che numerose petizioni descrivono denunce riguardanti la qualità dell'aria, l'inquinamento acustico, la gestione/il trattamento dei rifiuti, il deterioramento degli ecosistemi naturali e la violazione della direttiva Habitat in diversi Stati membri; sottolinea l'audizione pubblica sullo stato di attuazione della direttiva Habitat, organizzata il 24 maggio 2023; prende atto del lavoro che la commissione per le petizioni ha continuato a svolgere nel 2023 sull'impatto dei cambiamenti climatici in diversi settori, non solo nel settore ambientale, ma anche nell'ambito dell'uso del suolo, inserendo all'ordine del giorno una serie di petizioni ricevute su tali argomenti; richiama l'attenzione sul seminario sull'impatto dei cambiamenti climatici sulla previdenza sociale e sui gruppi più vulnerabili, organizzato il 22 marzo 2023, nonché sulla presentazione, il 18 luglio 2023, dello studio sul tema "Compensazione per le vittime di catastrofi legate ai cambiamenti climatici";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>richiama l'attenzione sul seminario organizzato dalla commissione per le petizioni il 25 gennaio 2023 sulla trasparenza dei prezzi e dei rimborsi dei medicinali, nel quale è stato affrontato il tema della trasparenza dal punto di vista dei pazienti e dei consumatori, dei produttori di medicinali e della ricerca accademica; osserva che le discussioni si sono concentrate sui costi per la ricerca e lo sviluppo delle imprese e sulle informazioni disponibili sui prezzi pagati per i medicinali, sottolineando l'importanza della trasparenza su tali questioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>sottolinea l'importanza di rispondere alle aspettative dei cittadini dell'UE sulla tutela dell'ambiente ed esorta la Commissione a garantire, insieme agli Stati membri, la corretta attuazione delle normativa dell'UE in ambito ambientale, in particolare nel campo del disboscamento illegale; richiama l'attenzione sulle petizioni concernenti questioni ambientali, che riflettono una crescente preoccupazione dell'opinione pubblica per le conseguenze dei cambiamenti climatici e chiedono un'applicazione coerente della vigente legislazione ambientale dell'UE da parte sia della Commissione che degli Stati membri; sottolinea che rispondere alle aspettative dei cittadini dell'UE sulla tutela dell'ambiente dovrebbe essere considerato importante tanto quanto tenere in considerazione la realtà economica di ciascuno Stato membro; evidenzia che l'eccessiva regolamentazione ha un impatto negativo sulle economie emergenti; pone dunque l'accento sul fatto che ciascuno Stato membro dovrebbe essere autorizzato a prendere decisioni in merito al proprio processo di transizione e che la legislazione ambientale non dovrebbe ostacolare la competitività economica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>	prende atto degli effetti positivi della missione d'informazione condotta in Romania dal 15 al 18 maggio 2023 riguardo alla gestione e alla salvaguardia della popolazione dell'orso bruno; osserva tuttavia con rammarico che vi sono ancora troppi incidenti mortali per l'uomo e per il bestiame causati dall'orso bruno, e ciò rende necessari ulteriori controlli e cooperazione con le autorità nazionali; sottolinea che la salvaguardia della vita umana e della sicurezza delle persone dovrebbe sempre costituire una priorità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>	sottolinea, a seguito della missione d'informazione condotta in Romania, la necessità di creare un equilibrio tra la tutela della fauna selvatica e la sicurezza dei cittadini; sottolinea che a ciascuno Stato membro dovrebbe essere consentito di adottare misure finalizzate a prevenire minacce alla vita e alla proprietà dei suoi cittadini, compreso il controllo della popolazione di tale specie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>sottolinea l'impegno della commissione per le petizioni a tutelare i diritti delle persone con disabilità; ricorda il seminario annuale sui diritti delle persone con disabilità tenuto dalla commissione per le petizioni il 29 novembre 2023; ricorda che la prima parte del seminario si è concentrata sul modo in cui le persone con disabilità hanno affrontato le recenti crisi (costi energetici, guerra, inflazione elevata, ecc.) e sul modo in cui le misure dell'UE hanno contribuito a superare tali ostacoli, mentre la seconda parte ha affrontato la questione del modo in cui le istituzioni europee hanno costruito una comunicazione inclusiva con i cittadini con disabilità; sottolinea inoltre, in tale contesto, l'adozione da parte della commissione di un parere sotto forma di lettera sull'istituzione della carta europea della disabilità e del contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità il 29 novembre 2023; sottolinea che l'accesso alle prestazioni di sicurezza sociale per le persone con disabilità rientra nella responsabilità nazionale e nei regimi di coordinamento sociale, e che le controversie dovrebbero anche essere trattate e rispettate dai meccanismi giudiziari esistenti e dalle loro competenze mediante l'obbligo di esaurire i mezzi di ricorso, piuttosto che attraverso l'intervento diretto della Commissione, nel rispetto del principio di sussidiarietà; sottolinea altresì, in tale contesto, la necessità imperativa di un recepimento completo e coerente dell'atto europeo sull'accessibilità e invita gli Stati membri a evitare ulteriori ritardi che ostacolano i diritti delle persone con disabilità; ricorda che l'obiettivo dell'atto europeo sull'accessibilità è di migliorare la situazione di almeno 87 milioni di persone con disabilità, facilitando loro l'accesso, tra l'altro, ai trasporti pubblici, ai servizi bancari, ai computer, ai televisori, ai libri elettronici e ai negozi online;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>sottolinea l'importante contributo offerto dalla commissione per le petizioni alla tutela dei diritti delle persone con disabilità, come evidenziato dal trattamento riservato a una serie di petizioni su questo tema delicato; riconosce, in tale contesto, gli sforzi compiuti dai servizi del Parlamento e osserva che deve essere trovata non solo la soluzione migliore dal punto di vista tecnico, ma anche la più accessibile, per comunicare con i cittadini sordi nella loro lingua materna, ossia una delle lingue dei segni nazionali; chiede la modifica del regolamento, in stretta cooperazione con la commissione per gli affari costituzionali (AFCO), al fine di eliminare l'obbligo di comunicazione esclusivamente scritta con i cittadini che utilizzano la lingua dei segni, sordi o ipoudenti, in modo che questi ultimi possano, su richiesta, utilizzare la loro lingua dei segni durante la procedura; sottolinea inoltre, in tale contesto, l'adozione da parte della commissione di un parere sotto forma di lettera sull'istituzione della carta europea della disabilità e del contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità il 29 novembre 2023;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>sottolinea inoltre il ruolo specifico di protezione svolto dalla commissione per le petizioni in seno all'UE, nel quadro della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, mediante la sua facoltà di esaminare petizioni ed evidenzia l'importante lavoro in corso della commissione riguardo alle petizioni relative a questioni legate alla disabilità; sottolinea, pur prendendo atto di una lieve diminuzione del numero di petizioni sulla disabilità nel 2023 rispetto al 2022, che tale numero è quasi raddoppiato rispetto al 2021; evidenzia inoltre che la discriminazione e l'accesso ai trasporti pubblici e l'occupazione continuano a rappresentare sfide notevoli per le persone con disabilità e sottolinea la particolare attenzione che la commissione per le petizioni ha prestato alla richiesta che lo statuto europeo della disabilità riconosca i diritti delle persone affette da autismo; accoglie con favore l'approvazione di una breve proposta di risoluzione sull'armonizzazione dei diritti delle persone autistiche, sottolineando la necessità di migliorare l'accesso alla diagnosi, all'assistenza sanitaria, all'istruzione, all'occupazione, all'accessibilità e all'offerta di soluzioni ragionevoli, alla capacità giuridica e al sostegno lungo tutto l'arco della vita nella comunità, anche per quanto riguarda la cultura e lo sport; pone inoltre l'attenzione sul ruolo specifico della commissione per le petizioni nella tutela dei diritti dei minori e dei loro genitori, riconoscendo le numerose petizioni ricevute in materia di diritti dei minori, che richiedono attenzione e interventi speciali; ricorda, in tale contesto, le disposizioni della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 24 sui diritti del minore, per consentire a ogni minore di intrattenere relazioni personali e contatti diretti con entrambi i genitori, a meno che ciò non sia contrario al suo interesse; ribadisce inoltre il rischio che le famiglie con bambini autistici siano prese di mira da offerte di terapie e interventi non comprovati, potenzialmente dannosi e illegali, che possono costituire gravi abusi fisici sui minori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>ricorda che le relazioni con il Mediatore europeo rappresentano una delle competenze conferite alla commissione per le petizioni dal regolamento del Parlamento; accoglie con favore la cooperazione costruttiva del Parlamento con il Mediatore europeo, con il quale la commissione per le petizioni condivide gli obiettivi di garantire la trasparenza, la professionalità e l'integrità delle istituzioni dell'UE nei confronti dei cittadini europei, nonché il suo coinvolgimento nella Rete europea dei difensori civici; sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione con il Mediatore europeo al fine di garantire una risposta rapida, imparziale e trasparente alle denunce dei cittadini relative a eventuali malfunzionamenti amministrativi all'interno delle istituzioni dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>	sottolinea il lavoro chiave svolto dalla commissione per le petizioni sulla tutela dei diritti dei lavoratori; sottolinea che diverse petizioni ricevute in questo settore sono state seguite da ulteriori azioni, quali il dibattito sull'utilizzo dei contratti a tempo determinato, nonché quello sull'iniziativa dei cittadini europei, divenuta in seguito una petizione, "Good Clothes, Fair Pay" (Bei vestiti, salari equi), incentrata sulle condizioni dannose dei lavoratori nell'industria mondiale dell'abbigliamento e delle calzature, o l'interrogazione parlamentare con richiesta di risposta orale sulle condizioni di lavoro degli insegnanti nell'Unione europea, anch'essa basata su una petizione ricevuta in merito; ribadisce l'importanza di garantire condizioni di lavoro eque e di una maggiore tutela dei lavoratori nell'UE, esortando gli Stati membri e la Commissione ad affrontare in modo efficace le preoccupazioni sollevate nelle petizioni relative ai diritti dei lavoratori e ai sindacati;<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on"> </STRING></STRING></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>	ricorda lo studio del Parlamento europeo sulla deprivazione abitativa nell'UE, condotto su richiesta della commissione per le petizioni e presentato durante la riunione del novembre 2023, osserva che tale studio ha fornito un importante contributo alla gestione di tale sfida sociale ed economica urgente, che rappresenta una delle forme più gravi di esclusione sociale, sottolineando in primo luogo la necessità di un cambiamento delle politiche pubbliche volto a prevenire la deprivazione abitativa, fornendo, tra l'altro, alloggi sicuri e a prezzi accessibili; ricorda che l'occupazione abusiva non può essere considerata una soluzione al fenomeno della deprivazione abitativa, in quanto il diritto di proprietà è sancito dall'articolo 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE; sottolinea che gli Stati membri dovrebbero cercare soluzioni concrete anziché promuovere l'occupazione abusiva, dal momento che la politica abitativa rientra nella competenza esclusiva degli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>riconosce i contributi periodici del Mediatore europeo nei confronti delle attività della commissione per le petizioni nell'arco dell'intero anno; è fermamente convinto che le istituzioni, gli organi e le agenzie dell'Unione debbano garantire un seguito coerente ed efficace alle raccomandazioni del Mediatore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>sottolinea che le iniziative dei cittadini europei (ICE) rappresentano uno strumento importante per la cittadinanza attiva e la partecipazione pubblica; accoglie con favore la discussione in alcune riunioni di ICE non andate a buon fine, che talvolta sono state successivamente riformulate come petizioni, dando ai cittadini l'opportunità di presentare le loro idee e di tenere un dibattito costruttivo, contribuendo nel contempo alla loro partecipazione ai processi democratici dell'UE; rileva un numero significativo di nuove iniziative dei cittadini europei registrate dalla Commissione nel 2023, il che indica che i cittadini stanno cogliendo l'opportunità di avvalersi di strumenti partecipativi per far sentire la loro voce nei processi di definizione delle politiche e delle leggi; invita la Commissione a un miglior dialogo con i cittadini e a offrire un seguito adeguato alle iniziative dei cittadini andate a buon fine; accoglie con favore l'importante sforzo messo in atto per organizzare, in associazione con altre commissioni, quattro audizioni pubbliche sulle ICE andate a buon fine, che hanno consentito agli organizzatori di presentare gli obiettivi delle iniziative e di dialogare con i deputati al Parlamento europeo e i rappresentanti della Commissione europea; evidenzia che l'impegno della Commissione di rispondere alle iniziative dei cittadini europei valide è fondamentale per mantenere la fiducia dei cittadini nell'iniziativa dei cittadini europei quale principale strumento di democrazia partecipativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>	esorta la Commissione a tenere in debita considerazione le risoluzioni parlamentari adottate sulle iniziative dei cittadini europei e a migliorare il suo impegno nei confronti dei cittadini, in particolare garantendo un seguito adeguato ed efficace alle ICE andate a buon fine, rafforzando in tal modo il processo democratico e garantendo che le voci dei cittadini si riflettano adeguatamente nell'elaborazione delle politiche dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>sottolinea che il portale web delle petizioni è uno strumento essenziale per garantire un processo di petizione agevole, efficiente e trasparente; plaude, a tale riguardo, ai miglioramenti riguardanti la protezione dei dati e le caratteristiche di sicurezza che hanno reso il portale più sicuro e facile da usare per i cittadini; sottolinea che occorre proseguire gli sforzi per rendere il portale più accessibile, anche rendendolo più accessibile per gli utenti della lingua dei segni e le persone con disabilità; osserva che il portale web delle petizioni è stato uno dei siti web più visitati del Parlamento europeo, fungendo pertanto da primo punto di contatto con il Parlamento per molti cittadini dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>	ricorda la dimensione europea della commissione per le petizioni, a cui possono rivolgersi i cittadini di tutti i 27 Stati membri per questioni che rientrano nell'ambito di attività dell'Unione; ritiene che la commissione abbia la particolare responsabilità di sostenere questa dimensione europea e di dimostrare ai cittadini il valore aggiunto dell'unità e dell'integrazione europee e di continuare ad affrontare le questioni relative alle violazioni del diritto dell'UE, nonché le lacune e le carenze nelle disposizioni del diritto dell'UE attualmente in vigore; ritiene che la tempestiva prevenzione delle petizioni su temi che rientrano chiaramente nelle competenze nazionali, unitamente a spiegazioni e istruzioni complete su linee d'azione alternative, ove opportuno, potrebbe contribuire a un approccio costruttivo e a un maggiore coinvolgimento dei cittadini; ritiene, in tale contesto, che il Parlamento europeo dovrebbe intensificare gli sforzi per promuovere il ruolo e il lavoro della sua commissione per le petizioni e sensibilizzare tutti i cittadini dell'UE in merito alla possibilità di presentare una petizione al Parlamento europeo; ricorda che, a causa del tempo limitato assegnato alle riunioni di commissione, la maggior parte delle petizioni è trattata mediante procedura scritta; ricorda, in tale contesto, che tutte le petizioni ricevute, comprese quelle nel settore degli affari internazionali, dovrebbero essere trattate con la necessaria trasparenza e imparzialità; è del parere che la selezione delle petizioni da discutere in commissione dovrebbe riflettere un equilibrio geografico e politico tra i contributi ricevuti; ritiene inoltre che l'equilibrio geografico dovrebbe essere ricercato anche nell'organizzazione delle missioni d'informazione della commissione, con cadenza annuale e nel corso di ciascuna legislatura;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>accoglie con favore l'adozione della breve proposta di risoluzione sull'istituzione di una Capitale europea del commercio locale<FOOTNOTE><FIELD> GU C 214 del 16.6.2023, pag. 2.</FIELD></FOOTNOTE> in occasione della sessione plenaria del gennaio 2023; sottolinea che si tratta di un ottimo risultato ottenuto dalla commissione per le petizioni e segnala che tale progetto è stato incluso con successo come azione preparatoria nel bilancio 2024, con un bilancio totale di 3 milioni di EUR; ricorda che il progetto di istituzione di una Capitale europea del piccolo commercio al dettaglio (ECSR) è stato presentato ufficialmente dalla Commissione a Barcellona nel dicembre 2023;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della commissione per le petizioni al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo e ai governi degli Stati membri nonché ai parlamenti degli Stati membri, alle loro commissioni per le petizioni e ai loro difensori civici o agli organi competenti analoghi.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>