<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0122</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Rafforzamento delle zone rurali nell'UE attraverso la politica di coesione</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0092/2025 - Relatore: Denis Nesci)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 17 giugno 2025 sul rafforzamento delle zone rurali nell'UE attraverso la politica di coesione (2024/2105(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della Commissione del 27 marzo 2024 dal titolo "La visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: risultati principali e vie da seguire" (COM(2024)0450),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 settembre 2022 sulle regioni frontaliere dell'UE: laboratori viventi dell'integrazione europea<FOOTNOTE><FIELD> GU C 125 del 5.4.2023, pag. 114.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'8 maggio 2025 sulla nona relazione sulla coesione economica e sociale<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0098.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato europeo delle regioni del 15 marzo 2023 sul tema "Obiettivi e strumenti per un'Europa rurale intelligente"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 188 del 30.5.2023, pag. 14.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato europeo delle regioni del 1° dicembre 2022 "Rafforzare il sostegno della politica di coesione alle regioni che presentano svantaggi geografici e demografici (articolo 174 del TFUE)"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 79 del 2.3.2023, pag. 36.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 39, 174, 175 e 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 del Consiglio, del 17 dicembre 2020, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027<FOOTNOTE><FIELD> GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 11, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/2093/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 ("Normativa europea sul clima")<FOOTNOTE><FIELD> GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1119/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell'ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga i regolamenti (UE) n. 1305/2013 e (UE) n. 1307/2013<FOOTNOTE><FIELD> GU L 435 del 6.12.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2115/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2116 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga il regolamento (UE) n. 1306/2013<FOOTNOTE><FIELD> GU L 435 del 6.12.2021, pag. 187, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2116/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti<FOOTNOTE><FIELD> GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1060/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/694 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, che istituisce il programma Europa digitale e abroga la decisione (UE) 2015/2240<FOOTNOTE><FIELD> GU L 166 del 11.5.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/694/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione, del 7 gennaio 2014, recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell'ambito dei fondi strutturali e d'investimento europei<FOOTNOTE><FIELD> GU L 74 del 14.3.2014, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_del/2014/240/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il principio 20 del pilastro europeo dei diritti sociali sull'accesso ai servizi essenziali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 4 aprile 2017 sulle donne e il loro ruolo nelle zone rurali<FOOTNOTE><FIELD> GU C 298 del 23.8.2018, pag. 14.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'8 marzo 2022 sul ruolo della politica di coesione nella promozione di una trasformazione innovativa e intelligente e della connettività regionale delle TIC<FOOTNOTE><FIELD> GU C 347 del 9.9.2022, pag. 37.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2022 su una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: verso zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere entro il 2040<FOOTNOTE><FIELD> GU C 177 del 17.05.2023, pag. 35.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 23 novembre 2023 sulla valorizzazione dei talenti nelle regioni d'Europa<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/4225, 24.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4225/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 27 marzo 2024 sulla nona relazione sulla coesione (COM(2024)0149),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 30 giugno 2021 dal titolo "Una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: verso zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere entro il 2040" (COM(2021)0345),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2025 dal titolo "Una visione per l'agricoltura e l'alimentazione – Realizzare insieme un settore agricolo e alimentare dell'UE attrattivo per le generazioni future"(COM(2025)0075),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 3 maggio 2022 dal titolo "Mettere al primo posto le persone, garantire una crescita sostenibile e inclusiva, liberare il potenziale delle regioni ultraperiferiche dell'UE" (COM(2022)0198),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 25 marzo 2021 relativa a un piano d'azione per lo sviluppo della produzione biologica (COM(2021)0141),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della Commissione del 17 giugno 2020 sull'impatto dei cambiamenti demografici (COM(2020)0241),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Libro verde della Commissione del 27 gennaio 2021 sull'invecchiamento demografico – Promuovere la solidarietà e la responsabilità fra le generazioni (COM(2021)0050),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 20 maggio 2020, dal titolo "Una strategia 'Dal produttore al consumatore' per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente" (COM(2020)0381),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 20 maggio 2020, dal titolo "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita" (COM(2020)0380),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 17 novembre 2021, dal titolo "Strategia dell'UE per il suolo per il 2030 – Suoli sani a vantaggio delle persone, degli alimenti, della natura e del clima" (COM(2021)0699),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle zone rurali, adottata dal Consiglio dei diritti umani il 28 settembre 2018,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la raccomandazione generale n. 34 (2016) del Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne, relativa ai diritti nelle donne delle zone rurali e adottata il 7 marzo 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 3 maggio 2022 su un piano d'azione dell'UE per l'agricoltura biologica<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 6.12.2022, pag. 22.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo studio condotto per conto della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento dal titolo "The future of the European Farming Model: Socio-economic and territorial implications of the decline in the number of farms and farmers in the EU" (Il futuro del modello agricolo europeo – Implicazioni socioeconomiche e territoriali del calo del numero di aziende agricole e di agricoltori nell'UE), pubblicato dal Dipartimento tematico Politica strutturale e di coesione nell'aprile 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 24 marzo 2022 sulla necessità di un piano d'azione urgente dell'UE per garantire la sicurezza alimentare all'interno e all'esterno dell'Unione europea alla luce dell'invasione dell'Ucraina da parte russa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 361 del 20.9.2022, pag. 2.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 3 ottobre 2018 su come affrontare le esigenze specifiche delle zone rurali, montane e periferiche<FOOTNOTE><FIELD> GU C 11 del 13.1.2020, pag. 15.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 9 giugno 2021 sulla strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita<FOOTNOTE><FIELD> GU C 67 dell'8.2.2022, pag. 25.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della Commissione dell'agosto 2019 dal titolo "Evaluation of the impact of the CAP on generational renewal, local development and jobs in rural areas" (Valutazione dell'impatto della PAC sul ricambio generazionale, lo sviluppo locale e l'occupazione nelle zone rurali)<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea, direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale, ADE s.a, CCRI, OIR, Micha, E. et al.,<STRING ITALIC="on"> Evaluation of the impact of the CAP on generational renewal, local development and jobs in rural areas– Final report</STRING>, Ufficio delle pubblicazioni, 2019, https://data.europa.eu/doi/10.2762/364362.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato europeo delle regioni del 26 gennaio 2022 dal titolo "Una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 270 del 13.7.2022, pag. 18.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato delle regioni del 19 febbraio 2025 dal titolo "In che modo una programmazione che integri l'approccio dell'iniziativa Leader e quello del CLLD per il dopo 2027 potrebbe contribuire a una migliore realizzazione della visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE"<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/1703, 26.3.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/1703/oj .</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 23 marzo 2022 dal titolo "Visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 290 del 29.7.2022, pag. 137.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 ottobre 2023 sul ricambio generazionale nelle aziende agricole dell'UE del futuro<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/2658, 29.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2658/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Enrico Letta sul futuro del mercato unico, pubblicata nell'aprile 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo studio commissionato dalla commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo dal titolo "EU Cohesion Policy in non-urban areas" (Politica di coesione dell'UE nelle aree non urbane), pubblicato dal dipartimento tematico Politica strutturale e di coesione nel settembre 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione sul futuro delle zone rurali e della politica di sviluppo rurale nell'Unione europea, adottata dal gruppo di coordinamento del patto rurale il 12 dicembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A10-0092/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che, attualmente, 137 milioni di cittadini europei – quasi uno su tre – vivono in zone rurali, che rappresentano circa l'83 % del territorio dell'UE; che un terzo della popolazione delle zone rurali vive in una regione di frontiera; che il 77 % dei terreni a uso agricolo (ossia 134 milioni di ettari) e il 79 % delle foreste (ossia 148 milioni di ettari) si trovano in zone rurali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, secondo Eurostat, il reddito medio nelle zone rurali è pari all'87,5 % del reddito medio nelle aree urbane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che permangono disparità tra le zone urbane e quelle rurali nei finanziamenti a titolo della politica di coesione e che le zone urbane ricevono finanziamenti per la coesione tre volte superiori rispetto alle zone rurali<FOOTNOTE><FIELD> Comitato europeo delle regioni, <STRING ITALIC="on">Lo stato delle regioni e delle città: relazione annuale dell'UE 2024</STRING>, 7 ottobre 2024.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, dal 1991, nelle zone rurali il metodo LEADER, successivamente coperto dallo strumento politico di sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) attraverso i gruppi di azione locale (GAL), ha dimostrato di poter mobilitare e responsabilizzare gli attori locali sulla base di strategie innovative e su misura;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che le zone rurali costituiscono una parte fondamentale dell'economia europea, ospitano numerosi "campioni europei nascosti" e sono parte integrante della diversità culturale dell'Europa; che sono essenziali per la produzione e la sicurezza alimentari, fungendo da custodi dei nostri paesaggi, del patrimonio rurale vivente e delle tradizioni sociali e culturali; che svolgono un ruolo chiave nel promuovere l'autonomia strategica dell'UE tramite il settore agricolo, che rimane una priorità strategica dell'UE; che le zone rurali simboleggiano molti degli aspetti che rendono l'Europa attraente e vivibile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la promozione delle lingue minoritarie può accrescere la consapevolezza delle specificità locali, aumentando così l'attrattiva del turismo e promuovendo le attività economiche legate alla cultura, all'istruzione, all'artigianato e ai prodotti tradizionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la pandemia di COVID-19 ha messo in evidenza un cambiamento nella percezione dei cittadini, che hanno riconosciuto il potenziale delle zone rurali come soluzione alle sfide poste dalle crisi, in quanto offrono un ambiente di vita più sicuro, sostenibile e affidabile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che i fondi della politica di coesione non possono rispondere da soli alle esigenze e alle sfide crescenti cui devono far fronte le zone rurali dell'UE; che occorre garantire maggiori sinergie e complementarità con altre politiche dell'UE, in particolare con la politica agricola comune (PAC), al fine di massimizzare l'impatto degli investimenti nelle zone rurali, promuovere la modernizzazione dell'agricoltura e lo sviluppo di servizi e infrastrutture essenziali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che oltre il 40 % delle terre nelle aree rurali è utilizzato per l'agricoltura, ma che purtroppo il contributo dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca alle regioni rurali è diminuito, sia in termini economici che occupazionali, fino al 12 % di tutti i posti di lavoro e al 4 % del valore aggiunto lordo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, secondo lo studio del Parlamento sul futuro del modello agricolo europeo, l'Unione europea potrebbe perdere 6,4 milioni di aziende agricole entro il 2040, il cui numero diminuirebbe quindi dai 10,3 milioni del 2016 a 3,9 milioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che, secondo quanto disposto dagli articoli 174, 175 e 349 TFUE, l'UE mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e a coordinare le sue politiche, anche utilizzando i fondi strutturali e d'investimento europei per raggiungere gli obiettivi della coesione economica, sociale e territoriale, rivolgendo un'attenzione particolare alle zone rurali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che tutte le regioni devono rimanere ammissibili ai finanziamenti della futura politica di coesione, anche le regioni forti che si trovano ad affrontare sfide significative in un contesto di trasformazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che gli attori regionali hanno una comprensione più approfondita di quali progetti dovrebbero essere considerati prioritari per il sostegno attraverso i fondi di coesione, garantendo che le risorse siano assegnate in modo da soddisfare al meglio le esigenze specifiche dei loro territori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che i fondi della politica di coesione per le zone rurali dovrebbero essere ulteriormente semplificati nell'ottica di ridurre gli oneri amministrativi, non solo per i beneficiari finali ma anche per le autorità competenti, contribuendo in tal modo ad aumentare altresì i tassi di assorbimento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che le zone rurali, in particolare, si trovano ad affrontare sfide demografiche e strutturali, quali l'invecchiamento, il calo della popolazione, la fuga di cervelli, le crescenti disuguaglianze tra uomini e donne, le disparità con le zone urbane, cambiamenti strutturali nei settori agricolo e forestale, le conseguenze delle catastrofi naturali, l'aumento dei prezzi dell'energia e dei trasporti, la mancanza di servizi e infrastrutture, in particolare per le persone vulnerabili e le persone con disabilità, l'impatto di tali sfide sul livello di reddito e sul mercato del lavoro, con un conseguente aumento del tasso di disoccupazione, e un divario digitale ancora significativo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che le sfide demografiche sono particolarmente acute nella popolazione agricola dell'UE e che la maggior parte degli agricoltori ha più di 50 anni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che il rafforzamento della coesione nelle zone rurali richiede l'adozione di misure e iniziative volte a sostenere le famiglie, anche aiutando i giovani e i genitori a conciliare vita familiare e professionale, contribuendo in tal modo allo sviluppo sostenibile di tali comunità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che le aree rurali europee e gli agricoltori europei rivestono già un ruolo cruciale nella transizione climatica, essendo i più colpiti dai cambiamenti climatici sia dal punto di vista economico che sociale, e che grazie ai loro sforzi alcuni degli effetti negativi dell'agricoltura sull'ambiente sono stati notevolmente ridotti nel corso degli anni; che il settore agricolo dell'UE ha ridotto in modo significativo le sue emissioni di gas a effetto serra del 24 % tra il 1990 e il 2021, è responsabile del 72 % della produzione di energia rinnovabile e detiene il 78 % del potenziale non sfruttato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che i cambiamenti demografici non interessano tutti i paesi e le regioni in modo uniforme, ma hanno un impatto maggiore sulle regioni meno sviluppate, aggravando le disuguaglianze territoriali e sociali esistenti; che occorre trovare soluzioni per gli squilibri regionali e per il ritmo disomogeneo della convergenza tra regioni, alcune delle quali rimangono incagliate in una trappola dello sviluppo; che le regioni meno sviluppate richiedono un'attenzione e un sostegno particolari, come nel caso delle zone rurali dell'UE e delle regioni ultraperiferiche, a causa delle loro caratteristiche specifiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che la percentuale complessiva di popolazione che vive nelle zone rurali è significativamente diminuita a livello dell'UE negli ultimi 50 anni, in particolare a causa dell'invecchiamento e dell'emigrazione; che nelle zone rurali si registra la percentuale più elevata di persone di età superiore a 65 anni<FOOTNOTE><FIELD> SWD(2023)0021.</FIELD></FOOTNOTE>; che, secondo le stime, nel 2033 la popolazione delle aree rurali europee sarà calata di 30 milioni di persone rispetto al 1993;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che la mancanza o la scarsità di accesso all'assistenza sanitaria, ai servizi idrici, ad alloggi a prezzi accessibili, ai trasporti, alle infrastrutture digitali, all'istruzione, ai servizi finanziari, alle attività ricreative e culturali aumentano la percezione negativa delle regioni e, in particolare, delle regioni rurali, di confine, interne, transfrontaliere, montane, insulari e ultraperiferiche, come luoghi in cui vivere e lavorare, specialmente per le donne, i giovani, gli anziani e le minoranze; che le zone transfrontaliere sono particolarmente colpite dalla mancanza di collegamenti regionali in termini di infrastrutture digitali e di trasporto; che le zone rurali sono fortemente colpite dalla carenza di opportunità di lavoro stabili, il che costringe i giovani, in particolare le donne, a migrare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che la disponibilità e la qualità dell'acqua svolgono un ruolo fondamentale nel garantire mezzi di sussistenza rurali equi, sostenibili e produttivi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che dovrebbe essere posto maggiormente l'accento su misure preventive volte a rafforzare la resilienza delle zone rurali europee alle catastrofi naturali; che un approccio integrato alla gestione delle risorse idriche è essenziale sia per prevenire le inondazioni, sia per far fronte alla siccità, in particolare attraverso un uso coerente dei fondi dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che le zone rurali, in particolare nell'Europa orientale, meridionale e mediterranea, sono le più direttamente colpite dalla povertà energetica e si trovano ad affrontare sfide specifiche legate alla desertificazione, agli incendi boschivi, ai cambiamenti climatici e ai relativi rischi asimmetrici, alla scarsità di risorse idriche e alla debolezza delle infrastrutture, che richiedono un approccio mirato nell'ambito della politica di coesione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che le zone rurali ospitano la maggior parte della biodiversità dell'UE, ma che gli habitat e le specie protetti rimangono in uno stato di conservazione cattivo e continuano a diminuire a causa dei cambiamenti climatici e del degrado della qualità del suolo e dell'acqua, con un impatto negativo sulle risorse naturali; che la perdita di biodiversità ha gravi conseguenze economiche per il settore agricolo e incide negativamente sull'attrattiva del turismo rurale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che la transizione verso l'energia pulita, la diversificazione dell'economia e l'espansione delle fonti energetiche rinnovabili offrono notevoli opportunità per le regioni rurali e meno sviluppate, consentendo loro di approfittare delle loro risorse naturali e dei loro vantaggi geografici e di sfruttare appieno il loro potenziale per la futura produzione di energia rinnovabile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che tali regioni sono le più segnate dallo spopolamento e che ad abbandonare queste zone sono in particolare i giovani, a causa della mancanza di posti di lavoro e prospettive di carriera, il che alimenta il fenomeno dell'esodo rurale, con un conseguente aumento delle persone anziane e un maggiore rischio di isolamento sociale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che le zone rurali presentano la percentuale più elevata (12,6 %) di giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni<FOOTNOTE><FIELD> Relazione annuale dell'UE sullo stato delle regioni e delle città, edizione 2024.</FIELD></FOOTNOTE> che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che il ricambio generazionale è uno dei nove obiettivi fondamentali della PAC;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che ogni giorno in tutta Europa chiudono i battenti aziende agricole, casearie, vitivinicole e olearie e poche attività come queste vengono gestite da agricoltori che hanno meno di 35 anni; che gli ambiziosi obiettivi della transizione verde comportano opportunità ma anche rischi per la coesione economica, sociale e territoriale, nonché per l'agricoltura europea;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che il modo in cui produciamo gli alimenti ha plasmato i paesaggi che definiscono l'Europa; che le zone rurali dinamiche favoriscono una produzione alimentare di qualità che, a sua volta, sostiene la loro economia; che il rinvigorimento di tali legami tra alimenti e territorio e il rilancio delle zone rurali saranno essenziali per il futuro dell'agricoltura in Europa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che una solida politica di coesione è essenziale per garantire l'applicazione efficace del principio del "diritto di rimanere" nelle zone rurali, il che richiede un'azione su più livelli, segnatamente attraverso la promozione della stabilità economica e la prevenzione dello spopolamento; che è fondamentale garantire l'accesso a una serie di beni e servizi pubblici di base a tutti i cittadini, in particolare ai giovani, indipendentemente dal luogo in cui vivono; che, a tal fine, è necessario promuovere investimenti mirati nelle infrastrutture, nei servizi, nell'istruzione e nell'innovazione;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>accoglie con favore la relazione della Commissione del 27 marzo 2024, dal titolo "La visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: risultati principali e vie da seguire" e ne condivide gli obiettivi generali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>prende atto dei quattro ambiti di intervento della visione rurale e delle trenta azioni di cui si compone il piano d'azione rurale dell'UE; invita la Commissione e gli Stati membri a conferire massima priorità alla sua attuazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea la crucialità delle zone rurali per l'orientamento dei modelli economici e dell'organizzazione sociale e territoriale dei diversi Stati membri, in particolare come fonte di produzione agricola e alimentare, ma anche come custodi di un patrimonio culturale e paesaggistico insostituibile; osserva, tuttavia, che la loro importanza continua a essere sottovalutata e non adeguatamente finanziata; ritiene che sia dovere dell'UE promuovere un rilancio e una rivitalizzazione effettivi di questi territori, compiendo ulteriori sforzi per fornire alle nostre zone rurali strumenti adeguati per superare le considerevoli sfide a lungo termine che si trovano ad affrontare e che hanno un impatto sempre maggiore sulla competitività regionale e sulla coesione sociale, al fine di preservare la diversità europea e garantire che il progresso dell'Unione non avvenga a discapito delle zone rurali e della loro popolazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>reputa importante sviluppare filiere corte e promuovere l'uso di sistemi di etichettatura per riconoscere la qualità e la varietà dei prodotti tradizionali provenienti dalle zone rurali; sottolinea che le mense pubbliche, come le mense scolastiche e ospedaliere, possono svolgere un ruolo importante nello sviluppo di filiere agroalimentari corte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>riconosce il ruolo chiave delle città di piccole e medie dimensioni in quanto centri di sviluppo nelle regioni rurali e invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare specificamente le loro funzioni economiche, sociali e infrastrutturali, a rivitalizzare le zone centrali delle città, a sfruttare meglio le sinergie tra le zone rurali e le grandi regioni metropolitane e a garantire uno sviluppo territoriale più equilibrato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>evidenzia la necessità urgente di misure volte a combattere la povertà nelle zone rurali sviluppando strategie mirate per migliorare la sicurezza sociale, creare opportunità economiche e sostenere le popolazioni particolarmente vulnerabili al fine di spezzare il circolo vizioso della povertà;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sottolinea che le zone rurali svolgono un ruolo essenziale nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici; pone in evidenza la necessità di maggiori investimenti nella ricerca e nell'innovazione per le zone rurali, in particolare nei settori dell'agricoltura sostenibile, delle energie rinnovabili, della trasformazione digitale e delle soluzioni di mobilità innovative, al fine di rafforzare la competitività e la resilienza delle regioni rurali, promuovere l'indipendenza energetica e creare nuove opportunità di lavoro; incoraggia una gestione sostenibile delle foreste e la prevenzione degli incendi boschivi, anche promuovendo l'uso della biomassa, la cui raccolta non arreca danno agli ecosistemi forestali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sollecita una maggiore diffusione delle energie rinnovabili nelle zone rurali in virtù del loro potenziale in termini di riduzione dei costi dell'energia, coinvolgendo la società civile e le comunità locali; sottolinea che è necessario prevedere incentivi finanziari, misure come le comunità di energia rinnovabile e processi amministrativi semplificati per rafforzare l'indipendenza energetica e la sostenibilità delle regioni, evitando nel contempo impatti negativi sulla produzione alimentare, sulla disponibilità e sui prezzi dei terreni, nonché sulla coesione sociale; chiede un meccanismo di finanziamento specifico per l'installazione di impianti alimentati da energia fotovoltaica, eolica e da altre fonti di energia rinnovabile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>invita a sostenere maggiormente la conservazione, il restauro e la riconversione degli edifici più vecchi, in particolare gli edifici storici, le chiese e altri luoghi di culto, i centri sportivi e le scuole nelle zone rurali, al fine di migliorare l'efficienza energetica, la sostenibilità e la sicurezza; sollecita investimenti nella modernizzazione delle infrastrutture pubbliche, preservando nel contempo, ove possibile, le strutture storiche; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere politiche mirate che sostengano la ristrutturazione e la riqualificazione energetica degli alloggi rurali, incentivi finanziari per chi compra casa per la prima volta in zone rurali, in particolare per i giovani e le famiglie, e lo sviluppo di progetti immobiliari sostenibili ed economicamente accessibili che siano adattati alle esigenze delle comunità locali e che contribuiscano a migliorare l'attrattiva di tali regioni e a rilanciarle;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>chiede alla Commissione di valutare e attuare pienamente gli articoli 174, 175 e 349 TFUE al fine di colmare il divario di sviluppo tra le regioni, segnatamente per quanto riguarda le infrastrutture, e di provvedere affinché tutte le politiche dell'UE non solo applichino il principio del "non nuocere alla coesione", ma seguano anche, ove possibile, un approccio più assertivo in materia di "promozione della coesione", in particolare nelle zone rurali e nelle zone particolarmente colpite dalla transizione industriale, dalle sfide demografiche e dallo spopolamento, nonché in quelle a rischio di spopolamento, come le regioni ultraperiferiche, insulari, frontaliere, transfrontaliere e montane;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>invita la Commissione a elaborare una strategia rurale in vista della programmazione post 2027; esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire l'integrazione di una dimensione rurale nelle politiche pertinenti, ad assicurare che la strategia promuova lo sviluppo economico e sociale delle zone rurali e a destinare risorse specifiche alla modernizzazione dell'agricoltura, sostenendo le piccole e medie imprese (PMI) e le start-up rurali e promuovendo le filiere corte, al fine di rendere le zone rurali maggiormente connesse, competitive, resilienti e attraenti per i giovani e gli investitori, così da garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile a lungo termine e da migliorare la qualità della vita; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza di disporre, a livello dell'UE, di un meccanismo di verifica rurale realmente efficace per valutare il potenziale di tutte le politiche pertinenti e attenuare qualsiasi loro eventuale effetto negativo sulle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>sottolinea che, al fine di garantire la prosperità a lungo termine delle zone rurali e sostenere un settore agricolo forte, così da mantenere tale prosperità all'interno delle zone rurali, è essenziale rafforzare le sinergie tra i fondi strutturali e di investimento dell'UE, Orizzonte Europa − il programma faro dell'UE nel settore della ricerca e dell'innovazione − e la PAC nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>invita la Commissione a presentare, entro il 2027, una relazione sull'applicazione del meccanismo di verifica rurale alle politiche e agli interventi a livello dell'UE, nonché sui risultati ottenuti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sollecita la Commissione a dare priorità a investimenti e misure politiche mirati per sostenere la transizione verso una nuova generazione di agricoltori, al fine di modernizzare l'agricoltura dell'UE e creare maggiori opportunità nelle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>evidenzia il ruolo cruciale della politica di coesione ai fini dello sviluppo delle zone rurali quale strumento decentrato e potente di sviluppo economico e sociale che permette a tutte le regioni di affrontare le sfide specifiche che interessano l'Unione; sottolinea, a tale proposito, che la politica di coesione dovrebbe continuare a essere un pilastro fondamentale del QFP per il periodo successivo al 2027, con una dotazione mantenuta a una soglia minima equivalente ai livelli dell'attuale QFP 2021-2027, garantendone il ruolo fondamentale nel ridurre le disparità regionali e nel plasmare un'Europa più resiliente e competitiva che non lasci indietro nessuno; chiede che nel prossimo quadro della politica di coesione sia valutata la possibilità di fornire risorse adeguate per le zone rurali e montane e di integrare il PIL a livello regionale con altri indicatori; ricorda che i principi fondamentali della politica di coesione, quali il partenariato, la governance multilivello, un approccio basato sul territorio e la gestione concorrente, devono essere rispettati al fine di promuovere lo sviluppo e rispondere alle esigenze e alle sfide specifiche delle zone rurali, con particolare attenzione agli strumenti che mirano a sostenere la crescita e lo sviluppo sostenibili e l'occupazione giovanile e femminile, segnatamente tra le vittime di violenza contro le donne, e a migliorare i servizi e le infrastrutture;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>ritiene che strategie di specializzazione intelligente e di diversificazione economica potrebbero promuovere maggiori opportunità nelle zone rurali; sottolinea, in particolare, l'importanza fondamentale di integrare il concetto di piccoli comuni intelligenti nella politica di coesione e di sostenere esplicitamente lo sviluppo di tali comuni, con finanziamenti flessibili e un approccio integrato, quale strumento innovativo per migliorare la qualità della vita e rivitalizzare le zone rurali e i relativi servizi attraverso l'innovazione digitale e sociale e iniziative quali la promozione degli spazi di lavoro al fine di attrarre i lavoratori, compresi i lavoratori a distanza, e contribuire al rilancio delle economie locali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>incoraggia le iniziative che promuovono la sostenibilità economica e sociale, compreso il sostegno all'imprenditoria rurale, al turismo rurale e ai nuovi modelli imprenditoriali basati sull'innovazione e sulla digitalizzazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>invita la Commissione a garantire che nella futura politica di coesione sia posta un'enfasi forte e olistica sullo sviluppo delle zone rurali, in modo che tutte le iniziative politiche siano coerenti con l'obiettivo di ridurre le disparità territoriali; ritiene essenziale definire strategie a lungo termine capaci di sostenere le zone rurali, mettendo al centro il principio di coesione e sostenibilità e fornendo gli strumenti necessari per affrontare le sfide demografiche, sociali ed economiche, in modo da garantire che queste zone non diventino luoghi di abbandono, ma possano diventare protagoniste del futuro dell'Europa, senza dover dipendere continuamente da interventi straordinari; invita a tale proposito la Commissione a sostenere uno sviluppo significativo delle zone rurali nella futura politica di coesione, nonché a impegnarsi a istituire punti di informazione locali e a rendere disponibile una piattaforma e un sostegno finanziario che consentano agli Stati membri di provvedere allo scambio di informazioni e migliori pratiche sulle possibilità di finanziamento, al fine di offrire un sostegno efficace alle amministrazioni locali e di assisterle nella gestione delle risorse e nella realizzazione delle iniziative di sviluppo; sottolinea inoltre che l'effettiva partecipazione delle autorità regionali, locali e rurali e una forte capacità amministrativa sono fondamentali per ridurre gli oneri amministrativi eccessivi e i requisiti complessi che incombono sui beneficiari e per garantire l'esecuzione efficace dei fondi della politica di coesione; evidenzia che i finanziamenti multipli risultano ancora complicati in alcuni paesi e invita la Commissione a rafforzare le complementarità tra il FEASR e i fondi della politica di coesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>sottolinea la necessità di una strategia europea integrata per il rilancio delle zone rurali, anche attraverso lo sviluppo di biodistretti, riconoscendo il loro potenziale in termini di diversificazione dell'economia rurale attraverso misure fiscali, economiche e sociali volte a mantenere la popolazione attiva; evidenzia inoltre l'importanza di introdurre incentivi per il trasferimento di professionisti dei settori della sanità, dell'istruzione e della pubblica amministrazione, nonché l'importanza dei partenariati tra le autorità locali e il settore privato per la creazione di nuovi posti di lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>evidenzia che l'ampliamento dei piani di investimento territoriale integrato (ITI) e lo sfruttamento del loro pieno potenziale potrebbero farne un fondamento per lo sviluppo regionale, locale e rurale integrato; sottolinea che il rafforzamento del ruolo degli ITI nelle zone rurali è essenziale per promuovere la coesione territoriale, migliorare i collegamenti e favorire una crescita economica inclusiva sostenendo settori chiave come l'agricoltura, le PMI rurali, il turismo e le energie rinnovabili; chiede inoltre una maggiore flessibilità nell'attuazione degli ITI, maggiori dotazioni finanziarie e sinergie rafforzate con altri meccanismi di finanziamento dell'UE, tra cui LEADER e CLLD, strumenti chiave per promuovere lo sviluppo rurale partecipativo dal basso verso l'alto e per mantenere e ripristinare economie rurali locali prospere e vitali, così da massimizzare l'impatto e coinvolgere attivamente le autorità regionali e locali e la società civile, in linea con il principio di partenariato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>propone che tutte le direzioni generali competenti della Commissione effettuino una valutazione dell'impatto territoriale delle rispettive politiche almeno due volte per periodo di programmazione; ritiene che tali valutazioni consentirebbero di stabilire una base di riferimento più precisa e di individuare modalità per tenere maggiormente conto delle specificità delle zone rurali nelle politiche dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>invita gli Stati membri a utilizzare appieno tutte le misure a sostegno delle zone rurali, interne, montane, insulari e ultraperiferiche, nonché delle regioni transfrontaliere e delle regioni che si trovano lungo le frontiere esterne dell'UE, in particolare quelle confinanti con la Russia, la Bielorussia e l'Ucraina, maggiormente colpite dalla guerra, così da attenuare le perturbazioni economiche e assicurare prosperità e prospettive future a tali regioni; accoglie con favore il nuovo regolamento BRIDGEforEU e chiede agli Stati membri di attuarlo, rafforzando la cooperazione tra le regioni transfrontaliere, al fine di permettere economie di scala nella fornitura di servizi e infrastrutture di base nelle zone rurali interessate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>attira l'attenzione sulla diversità delle zone rurali dell'UE e sul fatto che una visione a lungo termine richiede soluzioni adattate alle loro esigenze e risorse, rafforzando nel contempo le strategie a lungo termine in materia di crescita sostenibile; sottolinea, a tale proposito, la necessità di coinvolgere pienamente gli enti locali e regionali, che si trovano nella posizione migliore per identificare le sfide e le esigenze attuali a livello regionale e locale; evidenzia l'importanza di mantenere un modello decentrato per la programmazione e l'attuazione della politica di coesione sulla base del principio di partenariato e di governance multilivello e di un approccio dal basso verso l'alto basato sul territorio; chiede pertanto l'ampio coinvolgimento degli enti regionali e locali al fine di garantire loro un accesso più diretto ai fondi della politica di coesione, riducendo la complessità burocratica e i tempi di erogazione, attraverso procedure più snelle, piattaforme digitali intuitive e un maggiore sostegno tecnico ai beneficiari locali; propone di incoraggiare il ricorso a regimi di prefinanziamento e di pagamento anticipato per i piccoli progetti nelle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>sottolinea che la centralizzazione può comportare inefficienze burocratiche e ritardi nell'assorbimento dei fondi, riducendo in ultima analisi l'efficacia degli investimenti dell'UE nello sviluppo rurale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>evidenzia che l'esecuzione delle politiche di sviluppo delle zone rurali richiede un approccio coordinato, integrato e multisettoriale e che è necessario rafforzare un approccio multilivello in linea con il principio di sussidiarietà per garantire un esito positivo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>sottolinea che la resilienza è essenziale per consentire alle autorità locali e regionali di attenuare le sfide improvvise, assicurando l'adattamento e il recupero connessi a tali sfide, in modo da garantire il benessere, la sicurezza e la sostenibilità a lungo termine delle comunità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>chiede che una quota adeguata dei finanziamenti della politica di coesione sia assegnata alle regioni frontaliere e chiede, a tal proposito, di accordare ai gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT) maggiore autonomia nella selezione dei progetti e nell'utilizzo dei fondi, in particolare designandoli come autorità di gestione dei programmi Interreg e rafforzando la loro capacità istituzionale e finanziaria; raccomanda inoltre che ai GECT sia attribuito un ruolo più significativo nel conseguimento dell'obiettivo strategico 5, vale a dire avvicinare l'Europa ai cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare la partecipazione democratica e politica nelle zone rurali promuovendo l'impegno civico attivo e gli strumenti digitali; invita la Commissione a sostenere iniziative che promuovano i processi democratici locali per migliorare la coesione tra le zone urbane e rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>ricorda che le zone rurali devono poter fornire alla popolazione servizi essenziali di interesse generale che siano di alta qualità, per migliorare il tenore di vita dei cittadini e valorizzare i loro punti di forza ai fini di uno sviluppo sostenibile, per il quale devono ricevere un sostegno finanziario adeguato; sottolinea, a tal fine, la necessità di fornire parità di accesso, in particolare alle persone vulnerabili e alle persone con disabilità, a tutti i servizi sanitari, ai servizi di trasporto e di connettività, comprese le soluzioni di mobilità innovative, piani specifici per alloggi a prezzi accessibili, servizi idrici, servizi di istruzione e formazione, infrastrutture digitali e altri servizi di base quali i servizi postali e bancari, garantendone l'accessibilità, anche economica, al fine di offrire condizioni di vita adeguate; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad agevolare l'accesso ai finanziamenti e a misure di sostegno adeguate alle iniziative dell'economia sociale che rispondono alle esigenze locali e contribuiscono allo sviluppo regionale e, nel contempo, invita a rafforzare il sostegno finanziario offerto alle PMI rurali, in particolare agevolando l'accesso alle risorse finanziarie, alle cooperative e alle catene del valore locali che promuovono la diversificazione economica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica delle risorse idriche per le zone rurali ed evidenzia la necessità di allocare risorse sufficienti, nell'ambito della politica di coesione e dei programmi di sviluppo rurale, per la manutenzione e l'ammodernamento della rete idrica; raccomanda, in particolare, di includere misure intese a contrastare la dispersione idrica, migliorare l'efficienza dei sistemi di approvvigionamento e promuovere l'uso sostenibile delle risorse idriche nelle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>giudica fondamentale concentrarsi maggiormente su misure preventive per aumentare la resilienza delle zone rurali europee di fronte alle catastrofi naturali; ritiene essenziale adottare un approccio integrato, sia in ambito agricolo che alimentare, alla gestione delle risorse idriche per prevenire le inondazioni e gestire, nel contempo, la siccità, due rischi crescenti in molte zone rurali; riconosce che, a seconda del contesto, la costruzione di dighe e bacini o l'ammodernamento delle strutture esistenti è una priorità, ma che è necessario trovare il giusto equilibrio tra la costruzione di infrastrutture e le misure non vincolanti a costi relativamente bassi, non da ultimo perché possono essere una fonte di energia pulita; osserva che sebbene la politica di coesione sostenga già iniziative in questo ambito, sono necessari ulteriori progetti e maggiori investimenti, conformemente alle strategie nazionali e regionali di gestione del rischio, per garantire che le zone rurali siano più preparate e capaci di fronteggiare gli eventi climatici estremi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>sottolinea la crescente minaccia dei rischi climatici, come i disastri naturali, la desertificazione e la carenza idrica, in molte zone rurali d'Europa, in particolare nell'Europa meridionale e nel bacino del Mediterraneo; invita la Commissione a promuovere strategie di adattamento lungimiranti a livello nazionale, regionale e locale, compresi sistemi di gestione delle risorse idriche, infrastrutture resilienti e preparazione alle catastrofi, e chiede investimenti in infrastrutture idriche innovative, come i sistemi per il riutilizzo delle acque reflue trattate e i sistemi di irrigazione intelligenti, e la costruzione di bacini per la raccolta dell'acqua piovana;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>osserva che le zone rurali risentono di un accesso limitato ai servizi sanitari essenziali, con strutture e personale medico carenti, e chiede, pertanto, di migliorare l'accesso a un'assistenza sanitaria di qualità, compresi i servizi per la salute mentale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>invita gli Stati membri e le autorità locali a salvaguardare i servizi essenziali, che sono indispensabili per lo sviluppo delle zone rurali, evitando di imporre vincoli economici all'assistenza sanitaria in dette zone in quanto ciò comporterebbe la chiusura o la riduzione di presidi di primo soccorso e di strutture ospedaliere basilari, che dovrebbero invece essere rafforzate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare un piano per le unità mediche mobili e la telemedicina, il rafforzamento dei servizi sanitari, compresi i servizi termali, il personale infermieristico locale e le soluzioni sanitarie digitali, come pure incentivi per i medici che lavorano nelle zone rurali e remote;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>invita la Commissione a integrare nella sua strategia per la sanità digitale (eHealth) misure specifiche per le zone identificate come rurali, nell'ottica di fornire ai presidi sanitari del territorio un supporto concreto per l'aggiornamento delle tecnologie, e chiede di potenziare i servizi offerti da tali presidi; sottolinea che agli Stati membri dovrebbe essere offerto anche un programma di screening destinato alle zone rurali e che dovrebbe essere previsto anche un sostegno amministrativo per l'elaborazione dei piani e dei registri di prevenzione; invita gli Stati membri a tenere conto delle specificità di tali zone e a incoraggiare l'apertura di farmacie rurali per adattare le reti farmaceutiche alle zone rurali, con meccanismi di coordinamento per l'approvvigionamento di medicinali e dispositivi medici, al fine di razionalizzare e adeguare le esigenze delle unità sanitarie al singolo territorio; invita gli Stati membri a potenziare la fornitura di servizi di prima assistenza e di supporto da parte di tali farmacie qualificate come "rurali";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>sottolinea il ruolo centrale dello sviluppo infrastrutturale per la crescita economica e sociale delle zone rurali, vista la necessità di sistemi di trasporto, in particolare quelli pubblici, che consentano collegamenti migliori e un migliore accesso ai servizi essenziali, ma anche la necessità di reti energetiche, comprese quelle per l'energia rinnovabile, e un'adeguata infrastruttura per la connettività digitale; osserva, in particolare, che è necessario migliorare la qualità dei trasporti e della connettività digitale affinché le persone possano raggiungere facilmente il luogo di lavoro, le scuole, e gli ospedali, e possano accedere agevolmente ai servizi pubblici e alle opportunità di lavoro; sottolinea che i collegamenti di trasporto stradale, ferroviario e marittimo devono essere sviluppati o aggiornati attraverso programmi cofinanziati dall'UE per ridurre l'isolamento delle zone rurali, in particolare dai centri urbani, alleviando così il divario esistente e agevolando la mobilità sostenibile delle persone e delle merci; chiede una strategia esaustiva che migliori la mobilità nelle zone rurali, con una forte attenzione alla sostenibilità, all'espansione dell'infrastruttura di ricarica e alla promozione della mobilità elettrica; sottolinea la necessità di investimenti mirati nei trasporti pubblici, nelle soluzioni di mobilità condivisa e in modelli di trasporto alternativi per garantire accessibilità e collegamenti alle popolazioni rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>sottolinea che il divario digitale tra le zone rurali e quelle urbane rimane significativo, il che ostacola il godimento di pari opportunità per tutti i residenti; invita la Commissione e gli Stati membri ad accelerare gli investimenti nella connettività a banda larga, compresa la rete 5G, una migliore copertura mobile, reti internet ad alta velocità, soluzioni digitali per l'agricoltura e poli di innovazione rurale, facendo sì che la trasformazione digitale vada a vantaggio delle comunità rurali, prestando nel contempo particolare attenzione alle regioni meno preparate a tale trasformazione, comprese le zone remote e le regioni ultraperiferiche; sottolinea che tali investimenti sono fondamentali per migliorare la produttività, sostenere le piccole aziende agricole, agevolare il lavoro a distanza, accedere ai servizi e all'insegnamento online e garantire che le zone rurali continuino a essere competitive nell'era digitale; ribadisce la necessità di iniziative di alfabetizzazione digitale e formazione professionale per sostenere l'integrazione delle tecnologie digitali nell'economia rurale e per colmare i divari tecnologici ed economici esistenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>sottolinea l'importanza e l'interconnessione della mobilità militare, dello sviluppo delle infrastrutture rurali e della sicurezza regionale; evidenzia la sovrapposizione tra la rete di mobilità militare dell'UE e la rete transeuropea dei trasporti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>chiede strategie per affrontare la questione degli edifici vacanti e promuovere modelli abitativi alternativi nelle zone rurali, compresi alloggi a prezzi accessibili, progetti di ristrutturazione e coabitazione intergenerazionale; sottolinea la necessità di incentivi per riconvertire le proprietà vacanti, sostenere iniziative abitative di tipo partecipativo e garantire spazi abitativi sostenibili e inclusivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>sottolinea l'importanza di promuovere politiche prioritarie a sostegno dei giovani, in quanto principali attori dell'esodo rurale, e invita la Commissione a garantire loro un'effettiva applicazione del "diritto a restare" attraverso misure mirate intese ad arrestare il declino demografico nelle zone rurali e a incoraggiare le persone di talento a rimanervi; ritiene che le persone che desiderano contribuire allo sviluppo del loro territorio dovrebbero avere a disposizione numerose opportunità e che, pertanto, è urgente rimuovere gli ostacoli e le notevoli disparità tra i giovani delle zone urbane e quelli delle zone rurali in termini di accesso a un'istruzione di alta qualità, indipendenza economica, impegno sociale e politico e interazione sociale intergenerazionale; chiede misure concrete e programmi di finanziamento mirati, compreso un piano d'azione della Commissione per la fuga dei cervelli, per sostenere i giovani e i giovani imprenditori fornendo loro tutti gli strumenti e le risorse di cui hanno bisogno per accedere ai terreni agricoli, all'impiego e alle opportunità commerciali; osserva che tali misure dovrebbero includere un migliore accesso ai servizi pubblici, alle strutture didattiche e culturali, all'alloggio e ai prestiti a tasso agevolato e, nel debito rispetto del principio di sussidiarietà in materia fiscale, incentivi fiscali per aiutare i giovani a costruire un futuro stabile in linea con le loro aspirazioni, senza che debbano abbandonare il luogo di origine, e incentivi a stabilirsi o a tornare nelle aree rurali; ritiene pertanto necessario promuovere misure volte a diversificare l'economia rurale sfruttando il potenziale locale, anche in settori diversi dall'agricoltura e dal turismo, e a creare posti di lavoro di qualità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>sottolinea l'importanza di promuovere l'istruzione e la formazione professionale incentivando, nel contempo, le iniziative guidate dai giovani e l'apprendimento informale affinché i giovani sviluppino competenze specifiche connesse all'economia delle zone rurali, quale strumento per garantire coesione sociale e posti di lavoro di qualità, al fine di contrastare lo spopolamento in tali zone;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>sottolinea il ruolo fondamentale delle campagne di sensibilizzazione e di condivisione delle conoscenze nel portare avanti vari programmi educativi e l'importanza di integrarle nei programmi scolastici; sottolinea i dati sempre più preoccupanti sull'abbandono scolastico e, a tal proposito, invita le autorità nazionali e locali a riorganizzare i sistemi scolastici per garantire il diritto all'istruzione nei loro territori, tenendo presenti le eventuali difficoltà gravi e oggettive; invita pertanto gli Stati membri e le autorità locali a non accorpare le strutture di gestione scolastica presenti in queste zone;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a prevedere nuovi strumenti di credito agevolato capaci di sostenere i giovani imprenditori e le donne nelle loro attività, incluse forme di garanzia alternative per l'accesso al credito; chiede un sostegno finanziario per incentivare i giovani agricoltori e garantire così la crescita delle economie rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>accoglie con favore la nuova dotazione del pacchetto di finanziamento dei prestiti da tre miliardi di EUR, del Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI), per il settore dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca in tutto il territorio europeo, come iniziativa concreta per colmare le lacune di finanziamento delle PMI in ambito agricolo e bioeconomico e agevolare il finanziamento per i giovani agricoltori e le donne; invita il Gruppo BEI a esplorare nuove forme di sostegno per fornire liquidità agli attori delle catene del valore agricole e rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere le start-up locali e i programmi che incentivano il ritorno dei giovani e l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi da parte dei giovani nelle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>invita la Commissione a istituire un fondo europeo per l'imprenditoria giovanile nelle zone rurali prestando particolare attenzione alle regioni interessate da un'elevata disoccupazione giovanile e dalla fuga di cervelli; osserva che il fondo dovrebbe sostenere le start-up rurali, l'agricoltura innovativa, il turismo sostenibile e la digitalizzazione attraverso appositi strumenti finanziari e incentivi fiscali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>richiama l'attenzione sulla necessità di garantire a tutti un accesso paritario all'acquisizione di competenze solide per il conseguimento di obiettivi professionali, come pure all'istruzione e alla formazione professionali; deplora che nelle zone rurali le donne non godano di opportunità e condizioni eque in molti ambiti lavorativi, posto che spesso si trovano ad affrontare maggiori ostacoli, come l'accesso limitato alle opportunità di lavoro, la mancanza di misure sufficienti per garantire un giusto equilibrio tra lavoro e vita privata, e la carenza di strutture di assistenza all'infanzia; sottolinea la necessità di promuovere un ambiente favorevole all'occupazione femminile, che offra sostegno a tutte le famiglie e garantisca sistemi di educazione e assistenza alla prima infanzia di alta qualità, ma anche sostegno parentale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>chiede un maggiore sostegno alle donne nelle zone rurali, in particolare attraverso misure volte a migliorare l'accesso all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza sanitaria e alle infrastrutture sociali, nonché la protezione dalla violenza e la prevenzione della stessa, al fine di promuovere la partecipazione economica e sociale delle donne; sottolinea che dovrebbero essere creati appositi programmi a sostegno delle imprenditrici nelle regioni rurali per rafforzare la loro indipendenza economica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>sottolinea che il sostegno alle donne nelle zone rurali è indispensabile per una serie di motivi, tra cui la promozione della parità di genere, il potenziamento della crescita economica, l'avanzamento dello sviluppo delle comunità locali, la riduzione della povertà e la sostenibilità ambientale; sottolinea che le donne svolgono un ruolo polivalente nello sviluppo rurale, in quanto lavoratrici, agricoltrici e imprenditrici, e sottolinea che la loro importanza nelle zone rurali e nell'economia locale è trascurata; rimarca che in sede di elaborazione dei programmi strutturali di sostegno sociale e di sviluppo regionale occorre prestare particolare attenzione alle donne nelle zone rurali; sottolinea che affrontare tali ostacoli è fondamentale per l'emancipazione delle donne e per sfruttare appieno il loro potenziale nelle comunità rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>invita gli Stati membri e la Commissione a far conoscere maggiormente le possibilità di finanziamento esistenti e future dell'UE per le imprenditrici nelle zone rurali e a facilitare l'accesso ai finanziamenti; incoraggia gli Stati membri e le autorità regionali e locali a utilizzare i fondi strutturali e di investimento dell'UE esistenti per sostenere le imprenditrici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>chiede di introdurre politiche occupazionali che favoriscano la parità di genere e misure mirate per promuovere un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata nelle zone rurali, comprese modalità di lavoro flessibili, opportunità di lavoro digitale, migliori offerte formative e di attività per il tempo libero nonché la promozione di strutture locali per l'assistenza e il sostegno alle famiglie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>esorta la Commissione ad adottare misure per proteggere il modello di agricoltura familiare, che è alla base del territorio rurale, è più rispettoso dell'ambiente e garantisce la sicurezza alimentare nell'Unione europea; sottolinea la necessità di un sistema di incentivi dell'UE volto a limitare l'accumulo di terreni agricoli in fondi di investimento privati e il conseguente aumento dei prezzi dei terreni; ribadisce la necessità di tutelare le aziende agricole di piccole e medie dimensioni rafforzando il ruolo delle cooperative e degli agricoltori professionisti nelle politiche dell'UE; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri ad attuare misure concrete a sostegno di tali aziende agricole semplificando l'accesso al credito, ammodernando le infrastrutture rurali e incentivando le cooperative agricole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>sottolinea il ruolo centrale dell'agricoltura e del settore agroalimentare per la produzione alimentare, la sicurezza alimentare dell'UE e la creazione di posti di lavoro, un ruolo che deve essere valorizzato in quanto fulcro dell'economia locale ed elemento chiave per garantire la gestione sostenibile del territorio, nonché motore di sviluppo e crescita delle aree interne e rurali, che spesso sono riconosciute a livello internazionale per i loro prodotti tipici d'eccellenza; osserva che è necessario aiutare gli agricoltori in un percorso di innovazione e diversificazione, favorendo al contempo la competitività delle aziende agricole; ritiene che la transizione verso un modello più sostenibile necessita di un approccio equilibrato, che tenga in considerazione le specificità locali e le esigenze economiche delle comunità rurali, senza imporre cambiamenti che rischiano di ostacolare il loro sviluppo a lungo termine; invita a tal proposito la Commissione e gli Stati membri a intervenire in maniera forte e mirata riducendo gli oneri normativi eccessivi e garantendo condizioni di mercato eque per contrastare la riduzione del numero di aziende agricole e incentivare il rinnovo generazionale; chiede un sostegno adeguato per promuovere l'autosufficienza alimentare e la diversificazione delle colture; sottolinea in particolare le sfide strutturali specifiche delle regioni ultraperiferiche e delle loro zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri, al fine di rafforzare la sicurezza alimentare e garantire che gli agricoltori europei non debbano affrontare la concorrenza sleale di prodotti che non rispettano le stesse norme in materia di ambiente, benessere degli animali e sicurezza alimentare, ad applicare ai prodotti agricoli importati nell'UE una rigorosa equivalenza delle norme di produzione e invita la Commissione, a tale proposito, a fare in modo che gli accordi commerciali rispettino le norme agricole europee e garantiscano condizioni di parità per gli agricoltori dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>riconosce che gli ambiziosi obiettivi della transizione verde rappresentano delle opportunità, ma comportano anche dei rischi per l'agricoltura dell'UE; sottolinea che il numero di aziende agricole nell'UE è diminuito del 37 % circa tra il 2005 e il 2020 e invita la Commissione e gli Stati membri, a tal proposito, a intervenire per mitigare il calo del numero di aziende agricole e sostenere il loro reddito e la loro competitività, in modo da contrastare l'abbandono di questi territori e favorire il ricambio generazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>ricorda la necessità di semplificare le procedure amministrative per l'accesso ai fondi dell'UE riducendo gli oneri burocratici per gli agricoltori e le piccole imprese rurali e migliorando il coordinamento tra i livelli istituzionali coinvolti nella gestione dei fondi, in modo da garantire una maggiore efficienza e tempestività nell'erogazione delle risorse;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>richiama altresì la necessità, per tali aree e per le aziende e i detentori di aree agricole e forestali, di ricevere un sostegno finanziario adeguato, inteso anche come supporto all'acquisto e alla manutenzione di attrezzature, anche per accrescere la competitività europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>è pienamente consapevole che le zone rurali svolgono un ruolo cruciale nella transizione verde e in quella digitale; sottolinea che le transizioni devono essere attuate gradualmente, sulla base di obiettivi raggiungibili; chiede, a tale proposito, che i finanziamenti dell'UE siano collegati meglio alla sostenibilità ambientale e alla protezione della biodiversità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>sottolinea la necessità di sostenere le comunità rurali nelle regioni europee che hanno risentito maggiormente delle ripercussioni del commercio o dell'esportazione di prodotti agricoli ucraini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>segnala l'importanza di misure compensative per gli agricoltori e le aziende rurali per assicurare che la transizione ecologica sia equa e pratica e non determini nuove disparità socioeconomiche; sottolinea che, affinché tale transizione abbia successo, saranno fondamentali il pieno coinvolgimento di tutti i portatori di interessi, in particolare gli agricoltori e i silvicoltori, nonché la collaborazione con essi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>sottolinea che la promozione dell'agricoltura è una componente necessaria di qualsiasi strategia per lo sviluppo rurale, ma non è di per sé sufficiente, poiché non tutte le persone nelle zone rurali sono impiegate nel settore agricolo o vivono in strutture agricole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>riconosce che il turismo è spesso una fonte rilevante di reddito per le zone rurali, montane, insulari e ultraperiferiche, come pure per le regioni mediterranee, che hanno il potenziale di incentivare la creazione di posti di lavoro e l'imprenditorialità e che offrono esperienze uniche legate alla cultura, alla natura e alle tradizioni, capaci di attrarre un numero sempre crescente di visitatori; ritiene, per tale motivo, che il turismo debba essere sostenuto attraverso investimenti nell'economia rurale, in sinergia con i settori agricolo, della pesca, alimentare e culturale, e che l'UE debba promuovere la coesistenza e l'ulteriore sviluppo di tali settori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>sottolinea che il turismo rurale e l'agriturismo possono rappresentare un'attività complementare all'agricoltura, offrendo opportunità di diversificazione dei redditi agricoli e favorendo lo sviluppo delle zone rurali, e che, pertanto, occorrerebbe destinare risorse allo sviluppo del turismo e delle attività del settore alberghiero, della ristorazione e del catering;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>sottolinea la necessità di promuovere il turismo rurale in modo sostenibile; sottolinea l'importanza di ottimizzare i vantaggi economici del turismo per le zone rurali, minimizzando nel contempo i potenziali effetti negativi sulle comunità e gli ecosistemi locali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>sottolinea l'importanza di tutelare e promuovere le minoranze linguistiche nelle zone rurali dell'UE, riconoscendole come parte integrante del patrimonio culturale europeo nonché motore dello sviluppo regionale; invita, pertanto, la Commissione e gli Stati membri a destinare risorse della politica di coesione a sostegno di progetti di promozione linguistica, formazione, turismo culturale e imprenditorialità locale legati alle tradizioni linguistiche e culturali delle regioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri a incentivare il turismo nelle zone rurali e spopolate o a rischio di spopolamento, finanziando iniziative che valorizzino i villaggi storici e i prodotti locali tradizionali e creando nuovi itinerari verdi e altri percorsi naturalistici, ma anche istituendo un riconoscimento da attribuire agli ambienti di rilevanza eccezionale per il turismo rurale e naturalistico, analogo alla "bandiera blu" attribuita alle spiagge;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>constata che, in alcuni Stati membri, i comuni svolgono un ruolo cruciale come motori dello sviluppo economico regionale, beneficiando di un gettito fiscale considerevole generato dalle economie locali; evidenzia che tale gettito può motivare i comuni a investire i fondi di coesione dell'UE per aumentare la loro futura base imponibile, promuovere la crescita economica locale a lungo termine e garantire il gettito tributario a lungo termine; invita, a tal fine, la Commissione, nel debito rispetto del principio di sussidiarietà in materia fiscale, ad avviare un dialogo sui potenziali vantaggi di condividere le imposte sulle attività economiche con i comuni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>insiste sul fatto che l'eccessiva burocrazia non dovrebbe impedire agli agricoltori di concentrarsi sulla produzione alimentare sostenibile e sullo sviluppo economico rurale; invita la Commissione e gli Stati membri a includere una solida dimensione rurale nei futuri regolamenti sulla politica di coesione, a promuovere in via prioritaria il principio "legiferare meglio" in modo da ridurre gli oneri amministrativi e ad adottare misure volte a garantire la competitività delle imprese rurali, in particolare delle PMI, delle cooperative e dei collettivi guidati da cittadini, nonché a promuovere un accesso più agevole ed efficiente ai fondi, la riduzione dei costi e la semplificazione dei processi di presentazione delle domande e di valutazione relativi ai fondi dell'UE, in particolare per i piccoli beneficiari; ribadisce che l'ottimizzazione delle procedure, la riduzione della burocrazia e il miglioramento della trasparenza sono indispensabili per migliorare l'accesso alle risorse disponibili; invita, pertanto, la Commissione a fornire adeguati servizi di consulenza e assistenza tecnica alle autorità di gestione, contribuendo così anche ad aumentare i tassi di assorbimento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>chiede un approccio più integrato tra le politiche industriali e di coesione dell'UE, per far sì che le strategie di sviluppo regionale siano allineate agli sforzi di transizione industriale, in particolare nelle zone settentrionali scarsamente popolate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>sottolinea l'importanza delle PMI nei settori tecnologici per la digitalizzazione rurale e la resilienza economica; invita la Commissione a provvedere affinché le misure pubbliche sostengano le imprese locali e promuovano economie basate sulla prossimità, evitando criteri che potrebbero svantaggiare le imprese più piccole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>sottolinea la necessità di un migliore allineamento tra gli strumenti di sviluppo territoriale esistenti e i fondi strutturali, comprese iniziative come la valorizzazione dei talenti e il Patto dei sindaci;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>