<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0145</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti – relazione annuale 2024</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0112/2025 - Relatore: Francisco Assis)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 luglio 2025 sulle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti – relazione annuale 2024 (2024/2053(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 2 e 3 del trattato sull'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 15, 126, 174, 175, 177, 208, 209, 271, 308 e 309 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e il protocollo n. 5 sullo statuto della Banca europea per gli investimenti (BEI),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli da 41 a 43 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di attività del Gruppo BEI 2024 del 30 gennaio 2025 dal titolo "Priorities for prosperity" (Priorità per la prosperità),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione n. 2024/2025 della BEI sugli investimenti, del 5 marzo 2025, dal titolo "Innovation, integration and simplification in Europe" (Innovazione, integrazione e semplificazione in Europa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la tabella di marcia strategica 2024-2027 del Gruppo BEI del 21 giugno 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il piano operativo del Gruppo BEI 2024-2026 del 9 febbraio 2024 e il piano operativo del Gruppo BEI 2025-2027 del 30 gennaio 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la revisione commissionata dal G20 dei sistemi di adeguatezza patrimoniale delle banche multilaterali di sviluppo (revisione CAF),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (UE) 2025/504 del Consiglio, dell'11 marzo 2025, che modifica il protocollo n. 5 dello statuto della Banca europea per gli investimenti<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/504, 14.3.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2025/504/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione del consiglio di amministrazione della BEI del 21 marzo 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'orientamento in materia di coesione della BEI per il periodo 2021-2027 del 13 ottobre 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'avvio dell'iniziativa European Tech Champions (ETCI) della BEI il 13 febbraio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la terza relazione annuale del Gruppo BEI sulle sue attività nelle regioni di coesione dell'UE del 15 luglio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>	viste le norme ambientali e sociali della BEI del 2 febbraio 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione sull'avanzamento della tabella di marcia della Banca per il clima del Gruppo BEI 2023, del 25 luglio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il pilastro europeo dei diritti sociali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i principali risultati dell'analisi del Gruppo BEI e della consultazione delle parti interessate, presentati in occasione del seminario della BEI sull'edilizia abitativa del 18 luglio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il comunicato stampa della BEI del 6 marzo 2025 dal titolo "European Commission and EIB group lay foundations for a new pan-European investment platform for affordable and sustainable housing" (La Commissione europea e il Gruppo BEI gettano le basi per una nuova piattaforma paneuropea d'investimento per alloggi sostenibili e a prezzi accessibili),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la lettera della presidente della BEI Nadia Calviño ai leader dell'UE del 4 marzo 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano d'azione del Gruppo BEI per l'industria della sicurezza e della difesa presentato alla riunione del Consiglio "Economia e finanza" tenutasi a Lussemburgo il 12 aprile 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'elenco aggiornato della BEI in materia di ammissibilità, attività escluse e settori esclusi, del 14 luglio 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della BEI sull'impatto globale 2023-2024 del 13 giugno 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo tripartito tra la Commissione europea, la Corte dei conti europea e la Banca europea per gli investimenti firmato l'11 novembre 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le procedure relative al meccanismo di denuncia del Gruppo BEI del 13 novembre 2018,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento dal titolo "Diversity, Equity and Inclusion at the EIB Group" (Diversità, capitale e inclusione al Gruppo BEI) del 14 ottobre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo studio del Servizio Ricerca del Parlamento europeo dal titolo "Accrescere il valore aggiunto europeo in un'epoca di sfide globali: mappatura del costo della non Europa (2022-2032)", pubblicato nel febbraio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 1° dicembre 2021 dal titolo "Il Global Gateway" (JOIN(2021)0030),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo studio della Commissione europea, pubblicato l'11 gennaio 2024, dal titolo "Access to equity financing for European defence SMEs" (Accesso al finanziamento azionario per le PMI europee nel settore della difesa)<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea: Direzione generale per l'Industria della difesa e lo spazio, <STRING ITALIC="on">Access to equity financing for European defence SMEs</STRING> (Accesso al finanziamento azionario per le PMI europee nel settore della difesa), Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, 2024, https://data.europa.eu/doi/10.2889/698738.</FIELD></FOOTNOTE> ,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Enrico Letta, del 17 aprile 2024, dal titolo "Much more than a market" (Molto più di un mercato),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del 25 aprile 2024 di Christian Noyer dal titolo "Developing European capital markets to finance the future" (Sviluppare i mercati europei dei capitali per finanziare il futuro),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Mario Draghi del 9 settembre 2024 dal titolo "The future of European competitiveness" (Il futuro della competitività europea),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Sauli Niinistö, del 30 ottobre 2024, dal titolo "Safer together – strengthening Europe's civilian and military preparedness and readiness" (Più sicuri insieme: rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare dell'Europa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 29 gennaio 2025 dal titolo "Bussola per la competitività dell'UE" (COM(2025)0030),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, dell'11 febbraio 2025, dal titolo "Programma di lavoro della Commissione per il 2025" (COM(2025)0045),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'11 febbraio 2025 dal titolo "La strada verso il prossimo quadro finanziario pluriennale" (COM(2025)0046),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 26 febbraio 2025 dal titolo "Il patto per l'industria pulita: una tabella di marcia comune per la competitività e la decarbonizzazione"(COM(2025)0085),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 26 febbraio 2025 dal titolo "Piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili: sbloccare l'autentico valore dell'Unione dell'energia per garantire energia pulita, efficiente e a prezzi accessibili a tutti gli europei (COM(2025)0079),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione alla stampa della presidente della Commissione Ursula von der Leyen del 4 marzo 2025 sul pacchetto difesa (piano "Rearm Europe"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 19 marzo 2025 dal titolo "Unione del risparmio e degli investimenti – Una strategia per promuovere la ricchezza dei cittadini e la competitività economica nell'UE" (COM(2025)0124),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza<FOOTNOTE><FIELD> GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/523 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 marzo 2021, che istituisce il programma InvestEU e che modifica il regolamento (UE) 2015/1017<FOOTNOTE><FIELD> GU L 107 del 26.3.2021, pag. 30, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/523/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/947 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 giugno 2021, che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale, che modifica e abroga la decisione n. 466/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (UE) 2017/1601 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE, Euratom) n. 480/2009 del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> GU L 209 del 14.6.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/947/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1056 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce il Fondo per una transizione giusta<FOOTNOTE><FIELD> GU L 231 del 30.6.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1056/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1229 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 luglio 2021, relativo allo strumento di prestito per il settore pubblico nell'ambito del meccanismo per una transizione giusta<FOOTNOTE><FIELD> GU L 274 del 30.7.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1229/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Regolamento (UE) 2024/795 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 febbraio 2024, che istituisce la piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/795, 29.2.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/795/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2015/1017, (UE) 2021/523, (UE) 2021/695 e (UE) 2021/1153 per quanto riguarda l'aumento dell'efficienza della garanzia dell'Unione a norma del regolamento (UE) 2021/523 e la semplificazione degli obblighi di rendicontazione (COM(2025)0084), presentata dalla Commissione il 26 febbraio 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 12 marzo 2025 sul libro bianco sul futuro della difesa europea<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0034.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere della commissione per i bilanci,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A10-0112/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il Gruppo BEI è composto dalla BEI e dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI); che la BEI, interamente di proprietà degli Stati membri, è la più grande istituzione finanziaria multilaterale al mondo, che opera sui mercati internazionali dei capitali e offre condizioni favorevoli e competitive ai clienti per contribuire a conseguire gli obiettivi dell'UE e sostenerne politiche e progetti, all'interno e all'esterno dell'Unione, nel rispetto dell'articolo 309 TFUE; che il FEI è di proprietà della BEI (59,8 %), dell'UE (29,7 %) e di istituzioni finanziarie (10,5 %) degli Stati membri, del Regno Unito e della Turchia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che il Gruppo BEI ha un bilancio di quasi 600 miliardi di EUR; che il Gruppo BEI dichiara che gli investimenti totali hanno raggiunto un livello record di 88,8 miliardi di EUR nel 2024, di cui 50,7 miliardi di EUR legati a clima e ambiente, 16,2 miliardi di EUR a PMI e mid-cap, 14,4 miliardi di EUR alla digitalizzazione e innovazione tecnologica, 1 miliardo di EUR al rafforzamento della sicurezza e della difesa dell'Europa; che l'indice di leva finanziaria della BEI è stato portato al 290 %, offrendo alla BEI un ulteriore margine di manovra per investire e supportare le politiche dell'UE e il conseguimento dei suoi obiettivi; che gli investimenti totali del Gruppo BEI dovrebbero salire a 95 miliardi di EUR nel 2025;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la BEI mantiene solide basi finanziarie e ha un rating AAA, fondamentale per la sua credibilità finanziaria e capacità di prestito, a sua volta essenziale per preservare la fiducia degli investitori e contenere gli oneri finanziari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la BEI sostiene le politiche e i progetti dell'UE ed è il principale partner esecutivo per sfruttare i mandati e le garanzie del bilancio dell'UE e mobilitare pertanto investimenti pubblici e privati su larga scala; che la BEI dichiara che circa il 90 % dei suoi investimenti annui è destinato a progetti all'interno dell'UE e il 10 % a investimenti al di fuori dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, facendo parte del gruppo BEI, il FEI è specializzato nel sostegno agli obiettivi strategici dell'UE, anche nei settori imprenditorialità, creazione di posti di lavoro e coesione economica, e svolge un ruolo fondamentale nel sostenere le piccole e medie imprese (PMI) migliorandone l'accesso ai mercati finanziari, dal capitale di rischio alla microfinanza; che il Gruppo BEI sostiene le imprese in tutte le fasi di sviluppo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che, secondo le stime, a giugno 2024 InvestEU aveva mobilitato circa 280 miliardi di EUR di investimenti aggiuntivi, di cui 201 miliardi di EUR provenienti dal settore privato; che la dotazione di InvestEU è quasi esaurita;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che le ultime relazioni sul futuro dell'Unione invitano a rafforzare la competitività e produttività dell'UE, sottolineano il ruolo fondamentale dell'integrazione dei mercati ed evidenziano la necessità di accelerare gli investimenti sia pubblici che privati per costruire un'Europa più forte, più sicura, autonoma ed equa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che la relazione Draghi sulla competitività europea valuta il fabbisogno complessivo di investimenti aggiuntivi in Europa a 750-800 miliardi di EUR l'anno da qui al 2030; che il Gruppo BEI ha un ruolo cruciale nel contribuire a colmare il divario sia con le proprie capacità di prestito che attraendo capitali privati per finanziare tale fabbisogno di investimenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che, secondo la relazione Draghi, le imprese dell'UE spendono meno per la ricerca e l'innovazione (R&amp;I) rispetto alle omologhe statunitensi e che l'Europa continua a non essere in grado di tradurre R&amp;I in commercializzazione, soprattutto in settori come le biotecnologie, l'intelligenza artificiale e le energie rinnovabili, in un contesto caratterizzato dalla mancanza di dimensioni di scala, e di incompletezza del mercato unico, dell'unione bancaria e dell'unione dei mercati dei capitali; che la relazione Draghi evidenzia nel 2023 un divario di produttività del 30 % tra l'UE e gli Stati Uniti e individua come fattore chiave il fatto che l'Europa si sia lasciata sfuggire la rivoluzione digitale (spinta da internet e dai relativi incrementi di produttività), e che solo quattro delle prime 50 imprese tecnologiche al mondo sono europee;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, secondo le stime della relazione Letta, 300 miliardi di EUR di risparmi europei non sono investiti in Europa, ma principalmente negli Stati Uniti, a causa della mancanza di un'unione dei mercati dei capitali integrata; che, secondo le stime del presidente della Banca centrale europea, le imprese dell'UE potrebbero raccogliere altri finanziamenti pari a circa 470 miliardi di EUR l'anno sui mercati dei capitali se l'unione dei mercati dei capitali fosse completata<FOOTNOTE><FIELD> Intervento di apertura della presidente von der Leyen alla conferenza stampa congiunta con il presidente Michel dopo il Consiglio europeo straordinario del 18 aprile 2024.</FIELD></FOOTNOTE>; considerando che il Servizio Ricerca del Parlamento europeo stima che i potenziali benefici di un mercato finanziario dell'UE totalmente integrato e regolamentato in modo più efficace possano raggiungere fino a 159 miliardi di EUR l'anno nel lungo periodo, e che i benefici di ulteriori progressi nell'integrazione del settore bancario dell'UE possano raggiungere fino a 114 miliardi di EUR l'anno;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>che le operazioni della BEI dovrebbero contribuire a conseguire la neutralità climatica al più tardi entro il 2050, in linea con l'accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, e a sostenere l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali; che la BEI si è autodefinita la banca dell'UE per il clima in considerazione degli investimenti necessari per realizzare la transizione verde equa; che, secondo le stime della Commissione, l'UE deve aumentare i suoi investimenti annui nell'energia, nell'innovazione e nell'aumento della produzione industriale e nei sistemi dei trasporti di circa 480 miliardi di EUR rispetto al decennio scorso<FOOTNOTE><FIELD> Il patto per l'industria pulita: una tabella di marcia comune per la competitività e la decarbonizzazione"(COM(2025)0085).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che, alla luce dell'attuale contesto geopolitico, lo sviluppo della base industriale e tecnologica di difesa europea ha un ruolo sempre più importante nel mercato interno; che il Libro bianco della Commissione sul futuro della difesa europea individua la necessità di ulteriori 800 miliardi di EUR di investimenti nel settore della difesa nell'arco di quattro anni; che la BEI ha annunciato un raddoppiamento dei finanziamenti per la sicurezza e la difesa da 1 miliardo di EUR nel 2024 a 2 miliardi di EUR nel 2025, mantenendo il proprio rating di credito AAA;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che i prezzi delle abitazioni nell'UE sono aumentati in media del 48 % tra il 2015 e il 2023 e che la crisi abitativa colpisce quasi tutta l'Europa, con un impatto crescente sulla classe media e non solo sui più vulnerabili; che i dati della BEI indicano la necessità annua di costruire 1,5 milioni di nuove abitazioni e ristrutturarne cinque milioni, il che richiede 300-400 miliardi di EUR di investimenti annui; che il settore abitativo è di interesse generale, ma deve far fronte a una riduzione degli investimenti pubblici, il che rende gli investimenti continui della BEI fondamentali per il settore; che il piano d'azione della BEI prevede investimenti pari a 10 miliardi di EUR per i prossimi due anni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che il braccio finanziario EIB Global, avviato nel 2022, ha un'importanza fondamentale in termini di posizione dell'Europa nel mondo; che EIB Global dovrebbe agevolare almeno un terzo dei 300 miliardi di EUR di investimenti che il Global Gateway prevede di generare entro la fine del 2027;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che il Parlamento ha più volte invitato alla conclusione di un accordo interistituzionale tra il Parlamento e la BEI; che il Parlamento ha firmato accordi con vari organi dell'UE; che il Parlamento e la BEI condividono una lunga storia di intensa cooperazione, che comprende interazioni (non) legislative e dialogo;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Osservazioni generali</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>apprezza la prontezza della BEI ad adattarsi al mutamento delle esigenze strategiche dell'UE, rispettando i propri obiettivi a lungo termine; accoglie con favore la tabella di marcia strategica 2024-2027 del Gruppo BEI, che riflette le priorità politiche dell'UE; ricorda che le otto aree prioritarie stabilite nella tabella di marcia strategica sono: il ruolo della BEI come banca per il clima, la digitalizzazione e la diffusione di nuove tecnologie, l'industria della sicurezza e della difesa, la moderna politica di coesione, l'agricoltura e la bioeconomia, le infrastrutture sociali europee, gli investimenti ad alto impatto al di fuori dell'UE e l'unione dei mercati dei capitali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea il forte invito alla BEI a svolgere un ruolo ancora maggiore nel colmare la carenza di investimenti in Europa, stimata da Mario Draghi in 800 miliardi di EUR, di cui 450 miliardi di EUR solo per la transizione energetica; invita la Commissione e la BEI a sfruttare appieno il potenziale della BEI per fornire sostegno finanziario alle priorità comuni dell'UE e a svolgere un ruolo cruciale nel promuovere gli investimenti necessari per una crescita sostenibile, equa e inclusiva, massimizzando al contempo i vantaggi in termini di innovazione nei settori strategici dell'UE; chiede che il contributo del Gruppo BEI sia ulteriormente rafforzato nel prossimo quadro finanziario pluriennale, in particolare attraverso strumenti finanziari e garanzie di bilancio, i quali si sono dimostrati altamente efficaci nel promuovere i principali obiettivi strategici dell'UE; esorta gli Stati membri a fornire finanziamenti sufficienti a tal fine assegnando mandati alla BEI e con un eventuale aumento di capitale, consentendo così alla BEI di mobilitare investimenti che rispondano realmente alle esigenze paneuropee e rafforzino la rilevanza dell'UE come attore globale; ricorda che la nuova Commissione si è prefissata l'obiettivo di essere una "Commissione per gli investimenti";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea che il rating AAA assegnato alla BEI è fondamentale e un asset importante che va mantenuto; esorta tutti gli attori coinvolti a salvaguardare e garantire tale rating quando il mandato e la politica di prestito della BEI saranno modificati; sottolinea che il rating si basa anche sulla sua solida posizione patrimoniale, sull'eccellente qualità e performance degli attivi, sull'affidabilità creditizia degli Stati membri in quanto garanti di ultima istanza e sul fatto che la BEI ha risposto agli obiettivi strategici dell'UE; osserva che, con un rating AAA e un solido sistema di gestione del rischio, il Gruppo BEI ha la solidità finanziaria necessaria ad accrescere progressivamente gli investimenti annui; sottolinea il fatto che il rating e la posizione finanziaria della BEI le consentono anche di garantire condizioni favorevoli nel finanziare progetti di interesse pubblico rispetto alle banche commerciali private, assicurando certezza ed efficacia in termini di costi, e le consentono di assorbire le potenziali fluttuazioni dei rendimenti, mantenere la fiducia degli investitori e contenere gli oneri finanziari; sottolinea che la BEI dovrebbe sfruttare ulteriormente il proprio status privilegiato per assumere maggiori rischi e finanziare beni pubblici europei e investimenti strategici; prende atto della decisione del consiglio dei governatori della BEI di aumentare il limite del coefficiente di leva finanziaria della BEI dal 250 % al 290 %; sottolinea che la BEI dovrebbe calibrare adeguatamente il proprio intervento per fare in modo di non escludere gli investimenti privati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>osserva che il volume degli investimenti della BEI rispetto al PIL tra i paesi europei varia dallo 0,1 %1<FOOTNOTE><FIELD> I rapporti più bassi sono registrati in Irlanda, Lettonia e Ungheria.</FIELD></FOOTNOTE> all'1,4 % per il 2024; invita il Gruppo BEI a garantire una distribuzione geografica più equilibrata degli investimenti volti a massimizzarne l'impatto in tutte le regioni dell'UE al fine di promuovere una crescita coesa e inclusiva in tutta l'Unione, con particolare attenzione alle zone sottorappresentate e meno sviluppate; richiama la BEI a tenere alta l'attenzione sui piani di investimento che puntino sulla riduzione del divario fra le regioni più sviluppate dell'UE e le aree insulari, le aree interne, le regioni ultraperiferiche, le zone depresse economicamente e tutte quelle porzioni dell'UE penalizzate da fattori naturali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea la necessità di semplificare, razionalizzare, ottimizzare e consolidare i processi e mandati attuali e futuri della BEI per rafforzare le sinergie, l'efficacia e l'efficienza; suggerisce lo sviluppo e l'introduzione di un codice unico, con un insieme uniforme di norme finanziarie, che funga da quadro unificato in diversi programmi dell'UE e che semplifichi l'attuazione per i partner, il che contribuirà a rafforzare le operazioni della BEI;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea l'importanza di ridurre gli oneri amministrativi e i costi di rendicontazione, nonché di semplificare le procedure per i progetti finanziati dalla BEI, in particolare per le PMI e le iniziative su piccola scala orientate all'innovazione; sottolinea che un processo più snello potrebbe aumentare l'impatto e la capacità di risposta della BEI; accoglie con favore, a tal proposito, l'istituzione di sportelli unici per offrire sostegno finanziario e orientamenti tecnici coordinati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>riconosce l'impegno della BEI a favore di riforme volte a ridurre il tempo di commercializzazione, con l'obiettivo di una riduzione del 30 % entro la fine del 2024 e del 50 % nel periodo 2024-2026; osserva che l'attuazione di tali riforme sta registrando un'accelerazione per ridurre la burocrazia, rafforzare le sinergie all'interno del Gruppo, automatizzare e razionalizzare le procedure interne e migliorare l'efficienza in termini di costi; invita la Commissione e la BEI a valutare ulteriormente come accelerare i tempi di commercializzazione della BEI e semplificare i mandati di finanziamento senza compromettere le norme di revisione contabile o la trasparenza; chiede alla BEI di intensificare i suoi sforzi per la digitalizzazione delle sue operazioni;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Colmare la carenza di investimenti e promuovere la competitività</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>evidenzia l'importante ruolo del Gruppo BEI quale organismo di investimento paneuropeo e internazionale nel mobilitare finanziamenti pubblici e privati per le priorità dell'UE e sostenere gli Stati membri nel finanziamento di investimenti essenziali e strategici e degli obiettivi politici dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>ricorda tuttavia che le operazioni della BEI sono per loro natura limitate e possono svolgere solo un ruolo di sostegno nell'affrontare la notevole carenza di investimenti; ribadisce che un'Unione economica e monetaria più integrata, un'architettura economica rafforzata e un coordinamento efficace sosterrebbero le operazioni della BEI; chiede pertanto progressi rapidi e sostanziali per quanto riguarda l'Unione dei mercati dei capitali, in particolare attraverso misure concrete per quanto riguarda l'unione dei risparmi e degli investimenti, il completamento dell'unione bancaria e, se del caso, l'istituzione di strumenti di investimento a livello dell'UE volti a ridurre al minimo i costi per i contribuenti dell'UE e a massimizzare l'efficienza nella fornitura di beni pubblici europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>afferma che anche una maggiore integrazione dei mercati dei capitali e un mercato unico più approfondito sono fondamenta essenziali per le operazioni della BEI; accoglie con favore la tabella di marcia strategica della BEI, che pone l'Unione dei mercati dei capitali in cima alla sua agenda; ritiene che un'unione dei risparmi e degli investimenti adeguatamente completata apporterà benefici sia ai consumatori che alle PMI offrendo opportunità di investimento ad alto rendimento nell'economia reale e, in ultima analisi, rafforzerà il mercato dei capitali di rischio, considerato più rischioso di altre forme di investimento, agevolando l'accesso a fonti di finanziamento più diversificate; evidenzia che i pertinenti attori pubblici europei dovrebbero contribuire all'Unione dei risparmi e degli investimenti e accoglie con favore la volontà della BEI di avviare progetti pilota e altre iniziative concrete in questo settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>invita la Commissione e il Gruppo BEI a intensificare gli sforzi per realizzare l'agenda della bussola per la competitività e l'Unione dei risparmi e degli investimenti mobilitando il capitale privato per investimenti produttivi, sostenendo l'innovazione lungo tutto il ciclo di vita delle imprese, il finanziamento mediante capitale di rischio e il finanziamento con capitale di rischio elevato per le start-up e le scale-up; sottolinea che gli strumenti a rischio più elevato, come il capitale proprio e il venture debt, devono essere utilizzati con quadri di rischio chiari e indicatori di prestazione misurabili; incoraggia la BEI ad ampliare i finanziamenti alle imprese a gestione femminile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>riconosce il ruolo centrale delle PMI, in quanto spina dorsale dell'economia europea, nel promuovere la crescita economica, favorire l'innovazione, creare occupazione e promuovere la coesione territoriale; Rammenta, a tale proposito, che i 24 milioni di PMI dell'UE rappresentano il 99 % di tutte le imprese, garantiscono circa due terzi di tutti i posti di lavoro e generano oltre il 50 % del valore aggiunto totale prodotto dalle imprese dell'UE; sottolinea che il sostegno alle PMI è un obiettivo fondamentale del Gruppo BEI e che un maggiore accesso al credito, la creazione di strumenti finanziari su misura e investimenti mirati nelle PMI possono avere un impatto positivo diffuso contribuendo alla resilienza economica dell'Unione, alla competitività delle catene di produzione locali e alle transizioni digitale e sostenibile nelle economie regionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>incoraggia la BEI a mantenere e rafforzare il suo ruolo nell'agevolare l'accesso ai finanziamenti per le PMI e le start-up, che incontrano spesso ostacoli in fase di ricerca di finanziamenti da istituti finanziari tradizionali, erogando finanziamenti mirati in modo da garantire risorse sufficienti per crescere e prosperare; sottolinea che le PMI continuano ad affrontare sfide a causa degli elevati tassi di interesse, delle materie prime e dei costi energetici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>accoglie con favore il ruolo del FEI nel finanziamento delle start-up e delle scale-up in Europa, anche attraverso le sue attività nel mercato europeo del capitale di rischio; sottolinea che gli strumenti del FEI devono rimanere facilmente accessibili ai richiedenti più piccoli e invita il FEI a razionalizzare di conseguenza le sue procedure di domanda; chiede un aumento del bilancio del FEI destinato all'ecosistema del capitale di rischio dell'UE, in linea con la raccomandazione della relazione Draghi; chiede inoltre l'introduzione di garanzie di prima perdita e di strumenti convertibili destinati alle start-up e alle scale-up;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>evidenzia il ruolo del Gruppo BEI quale importante promotore allo sviluppo dell'ecosistema europeo del capitale di rischio e del private equity, ma osserva che occorre un impegno ulteriore per sostenere l'innovazione europea al fine di offrire alle start-up maggiori opportunità di espandersi e accedere ai finanziamenti durante il loro ciclo di vita; osserva che, sebbene una quota degli investimenti privati confluisca già attraverso fondi di capitale di rischio, essa rimane insufficiente ed è distribuita in modo disomogeneo tra gli Stati membri; sottolinea che un'Unione dei mercati dei capitali unificati potrebbe contribuire ad affrontare tale disequilibrio e a migliorare l'accesso ai finanziamenti in tutti gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sottolinea che gli strumenti e le garanzie di bilancio per ridurre i rischi forniti dall'UE si sono dimostrati strumenti efficaci; ritiene che la riduzione del rischio dovrebbe proseguire efficacemente, in particolare per gli investimenti in settori innovativi e strategici; esprime preoccupazione per il fatto che, secondo la valutazione intermedia del programma InvestEU, le dotazioni per molti prodotti finanziari, in assenza di stanziamenti supplementari, potrebbero esaurirsi entro la fine del 2025; accoglie con favore, a tal proposito, la proposta della Commissione del 26 febbraio 2025 di fornire finanziamenti aggiuntivi a InvestEU; chiede una distribuzione geografica equilibrata dei finanziamenti nell'ambito di InvestEU, soprattutto per quanto riguarda gli Stati membri più piccoli;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>ricorda che le garanzie di bilancio dell'UE sono sostenute dai fondi dei contribuenti e che le inadempienze sui progetti sostenuti dalla BEI potrebbero incidere direttamente sul bilancio dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>accoglie con favore la continua espansione della rete della BEI di banche di promozione europee e di altre istituzioni finanziarie internazionali per contribuire a mobilitare ulteriormente gli investimenti pubblici e privati e garantire un'ampia copertura geografica e settoriale; ricorda che InvestEU è attuato per il 75 % dalla BEI; chiede che la componente "strumento finanziario" del fondo per la competitività si avvalga delle competenze delle banche e degli istituti nazionali di promozione (NPBI), in particolare della loro conoscenza degli attori locali e regionali; chiede, in tale contesto, di valutare ulteriormente la combinazione di strumenti tra la BEI e le NPBI, garantendo che tali strumenti non compromettano i fondi già destinati alle NPBI;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita la BEI a rafforzare le linee di finanziamento agevolato destinate agli intermediari finanziari locali e nazionali, inclusi i consorzi di garanzia crediti, le istituzioni di microfinanza, le banche etiche e gli organismi di garanzia collettiva che operano per facilitare l'accesso al credito delle PMI, con particolare attenzione alle zone rurali, alle zone interne e insulari, alle regioni ultraperiferiche e alle zone in fase di transizione economica e ambientale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Consolidare il ruolo della BEI di banca dell'UE per il clima</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>riconosce il ruolo della BEI in quanto banca per il clima e il suo allineamento al quadro dell'UE in materia di finanza sostenibile, compresa l'integrazione, se del caso, di criteri di tassonomia<FOOTNOTE><FIELD> Banca europea per gli investimenti, <STRING ITALIC="on">Azione per il clima e sostenibilità ambientale – Elenco dei settori ammissibili e criteri di ammissibilità</STRING>, 2024.</FIELD></FOOTNOTE>, sostenendo la transizione con finanziamenti a favore di tecnologie sostenibili e pulite e appoggiando gli sforzi dell'Unione volti a decarbonizzare l'economia dell'UE; ricorda che i flussi finanziari della BEI devono essere coerenti con l'obiettivo dell'UE della neutralità climatica entro il 2050 e con gli obiettivi climatici per il 2030; osserva che tutte le imprese beneficiarie dei finanziamenti della BEI sono tenute per contratto a pubblicare una strategia credibile di allineamento all'accordo di Parigi ("piani di decarbonizzazione")<FOOTNOTE><FIELD> Gruppo Banca europea per gli investimenti, <STRING ITALIC="on">Quadro di allineamento all'accordo di Parigi – Basse emissioni di carbonio, versione 1.1</STRING>, 2023; Gruppo Banca europea per gli investimenti, <STRING ITALIC="on">Tabella di marcia della Banca per il clima del Gruppo BEI 2021-2025</STRING>, novembre 2020.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>accoglie con favore gli investimenti della BEI per il clima e l'ambiente, che nel 2024 ammontavano a 50,7 miliardi di EUR, superando l'obiettivo di destinare almeno il 50 % dei finanziamenti totali all'azione per il clima e alla sostenibilità ambientale; invita la BEI a mantenere il suo elevato livello di ambizione, sottolineando nel contempo che tale impegno rafforza la competitività, la sicurezza energetica e la resilienza industriale dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>ricorda che la transizione verde deve essere inclusiva, equa e competitiva e che gli investimenti verdi devono essere sostenibili; si attende pertanto che la BEI sfrutti i propri strumenti di prestito e finanziari nonché i propri servizi di assistenza tecnica e consulenza per sostenere i cittadini e le imprese che si trovano ad affrontare le sfide socioeconomiche derivanti dai loro sforzi volti a conseguire la neutralità climatica entro il 2050; sottolinea la necessità di sostenere la ristrutturazione industriale, la riqualificazione della forza lavoro e la creazione di nuove opportunità occupazionali nelle regioni interessate; invita la BEI a sostenere i progetti che permettono un accesso abbordabile all'energia da fonti rinnovabili, agli alloggi e ai servizi pubblici, alle iniziative di tipo partecipativo e ai piccoli progetti incentrati prioritariamente sulla lotta alla povertà energetica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>accoglie con favore gli investimenti della BEI nelle energie rinnovabili, nell'efficienza energetica, negli interconnettori e nelle reti e nello stoccaggio dell'energia elettrica, compreso il sostegno a REPowerEU; sottolinea l'importanza di concentrarsi su progetti con un elevato impatto economico e benefici climatici misurabili; invita la BEI a svolgere un ruolo nella mobilitazione di capitali privati per gli investimenti nella rete a sostegno della riduzione dei prezzi dell'energia; riconosce, in particolare, l'aumento degli investimenti nelle tecnologie emergenti per l'elettrificazione industriale e la decarbonizzazione, riconoscendone il ruolo nel sostenere la transizione verso la neutralità climatica riducendo le emissioni dei settori industriali in cui è difficile abbatterle, esprimendo nel contempo preoccupazione per il loro potenziale impatto sull'approvvigionamento idrico in talune regioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>sottolinea l'importanza di affrontare gli elevati costi energetici nell'UE per rafforzare la competitività delle imprese europee; sottolinea che un approvvigionamento energetico stabile a prezzi competitivi è uno dei fondamenti di una politica industriale di successo; invita il Gruppo BEI a sostenere in particolare le PMI che devono far fronte a pressioni legate ai costi dell'energia, anche attraverso finanziamenti mirati e servizi di consulenza per migliorare l'efficienza e la resilienza energetiche; invita la BEI a continuare a sostenere le industrie ad alta intensità energetica, al fine di garantire che questo settore altamente strategico sia in grado di gestire con successo la transizione energetica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>prende atto del ruolo di vigilanza interna del comitato di verifica della BEI; fa notare come non sia condotta alcuna vigilanza prudenziale esterna conformemente alle norme di vigilanza accettate a livello internazionale, tranne che nel settore della gestione della liquidità; date le dimensioni, la complessità e le specificità del modello operativo della BEI, incoraggia il Consiglio dei governatori a stabilire modalità adeguate al fine di garantire il rispetto delle più rigorose norme di vigilanza prudenziale esterna, tenendo conto altresì dei necessari adeguamenti dettati dal modello operativo unico della BEI;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>osserva che, in un mondo pieno di incertezza, gli investimenti dovrebbero concentrarsi sulla preparazione dell'UE ad affrontare gli shock; sottolinea la necessità di maggiori investimenti nell'adattamento ai cambiamenti climatici e nella resilienza; incoraggia ulteriori attività di ricerca e sviluppo, anche di tecnologie innovative, per essere preparati ai cambiamenti climatici; chiede di migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti a favore delle tecnologie verdi innovative; ricorda che le tecnologie pulite rafforzano la sovranità dell'UE e sono essenziali per la competitività, ma devono affrontare sfide di finanziamento ancora maggiori a causa del premio verde rispetto alle tecnologie esistenti; sottolinea che la relazione Draghi chiede maggiori regimi pubblici di garanzia e controgaranzia per la copertura dei rischi di investimento dei progetti di produzione di tecnologie pulite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>ricorda che la BEI è stata il primo emittente di obbligazioni verdi ed è ora il maggiore emittente multivaluta di obbligazioni verdi; accoglie con favore il fatto che il 2 aprile 2025 la BEI abbia emesso la sua prima obbligazione climaticamente responsabile allineata alla norma sulle obbligazioni verdi europee<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2023/2631 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 novembre 2023, sulle obbligazioni verdi europee e sull'informativa volontaria per le obbligazioni commercializzate come obbligazioni ecosostenibili e per le obbligazioni legate alla sostenibilità (GU L, 2023/2631, 30.11.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/2631/oj).</FIELD></FOOTNOTE>; sottolinea il ruolo chiave della BEI nello sviluppo del mercato delle obbligazioni verdi, fornendo soluzioni di finanziamento alle imprese sostenibili; invita la Commissione e il Gruppo BEI a mantenere la leadership dell'UE nelle obbligazioni verdi e digitali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>ricorda l'impegno della BEI nei confronti della Convenzione sulla diversità biologica e del quadro globale per la biodiversità post-2020 e sostiene gli investimenti della BEI nella protezione della biodiversità e nella conservazione delle risorse naturali; accoglie con favore l'accordo tra la BEI e l'Agenzia europea dell'ambiente volto ad approfondire la loro collaborazione in materia di biodiversità e azioni per il clima; evidenzia che, al fine di conseguire i benefici a lungo termine del ripristino, della conservazione e della protezione della biodiversità e della natura, occorre mettere a disposizione dei potenziali beneficiari regimi di finanziamento attraenti per aderire a tali pratiche su base volontaria;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Finanziare pace, sicurezza e difesa </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>accoglie con favore l'approccio proattivo della BEI nel settore della sicurezza e della difesa; sottolinea che gli investimenti in questo settore sono raddoppiati nel 2024, raggiungendo 1 miliardo di EUR, e che il piano della BEI per il 2025 dovrebbe raddoppiarli nuovamente fino a raggiungere un livello record di 2 miliardi di EUR; sottolinea che un aumento degli investimenti della BEI nel settore della difesa può incoraggiare gli investimenti delle banche commerciali nel settore; osserva tuttavia che tali importi rappresentano meno dell'1,1 % degli investimenti della BEI per il 2024 (88,8 miliardi di EUR) e il 2,2 % dei suoi obiettivi di finanziamento per il 2025 (95 miliardi di EUR) e sottolinea che possono svolgere solo un ruolo complementare nell'affrontare il fabbisogno di nuovi finanziamenti, stimato tra i 33,6 e i 48 miliardi di EUR, necessario entro il 2030 alle imprese del settore della difesa per far fronte all'aumento degli ordini previsto dal piano "ReArm Europe/Readiness 2030"; sottolinea che i finanziamenti a livello europeo sono essenziali per soddisfare le notevoli esigenze di finanziamento degli Stati membri; sottolinea che qualsiasi futuro finanziamento strutturale europeo per la difesa deve essere concepito con condizioni chiare e un forte controllo, sulla base degli insegnamenti tratti dagli strumenti esistenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sostiene il ruolo costante e rafforzato della BEI nel rafforzare la sicurezza dell'Europa attraverso investimenti mirati nelle infrastrutture civili e di difesa e sottolinea la necessità di concentrare gli investimenti strategici in progetti che apportano un valore aggiunto europeo e nelle tecnologie a duplice uso che contribuiscono agli obiettivi sia civili che di difesa, in linea con gli obiettivi generali dell'UE di promuovere l'innovazione e rafforzare la sicurezza e la resilienza dell'Unione; sottolinea che un'innovazione efficace nel settore della difesa dipende da una stretta collaborazione tra il mondo accademico, gli istituti di ricerca e l'industria privata e incoraggia la BEI a fungere da catalizzatore nella strutturazione di partenariati pubblico-privato a lungo termine attraverso strumenti finanziari mirati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>accoglie con favore il piano della BEI di rivedere il proprio quadro operativo, stabilendo un obiettivo specifico di politica pubblica trasversale per rafforzare la pace e la sicurezza dell'Europa, sostenuto da un ambizioso stanziamento finanziario e di capitale<FOOTNOTE><FIELD> Lettera della presidente della BEI Nadia Calviño ai leader dell'UE, del 4 marzo 2025.</FIELD></FOOTNOTE>; sostiene pertanto la decisione del consiglio di amministrazione della BEI del 21 marzo 2025 di integrare l'iniziativa strategica di sicurezza europea della BEI per il 2022 in un obiettivo di politica pubblica permanente e trasversale, a complemento degli obiettivi di politica pubblica esistenti; sottolinea, tuttavia, che qualsiasi attività nel settore della difesa deve essere soggetta a parametri finanziari adeguati, a una regolare valutazione dei rischi e a un controllo trasparente e deve essere accompagnata da solide procedure di gestione dei rischi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>accoglie con favore l'iniziativa congiunta della Commissione e del Gruppo BEI di istituire, attraverso il FEI sussidiario, un fondo di fondi denominato "strumento di capitale proprio per la difesa", con una dotazione di 175 milioni di EUR tra il 2024 e il 2027, al fine di sostenere gli investimenti privati nelle PMI europee che sviluppano tecnologie innovative di difesa a duplice uso e di contribuire a soddisfare il fabbisogno di finanziamento azionario delle imprese della base industriale e tecnologica di difesa dell'UE, stimato tra i 6,8 e i 20 miliardi di EUR entro il 2030, per far fronte all'aumento degli ordini previsto dal piano "ReArm Europe/Readiness 2030";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>riconosce la decisione del consiglio di amministrazione della BEI del 21 marzo 2025 di ampliare i criteri di ammissibilità del Gruppo BEI per gli investimenti nel settore della sicurezza e della difesa, limitando le attività escluse, conformemente alle proposte approvate dai leader dell'UE in occasione del Consiglio europeo del 6 marzo 2025, come pure l'approvazione del piano d'azione del Gruppo BEI in materia di sicurezza e difesa, volto a rafforzare il sostegno all'industria della sicurezza e della difesa dell'UE; osserva che, nell'ambito di tale piano, il Gruppo BEI eroga finanziamenti alle PMI e alle start-up innovative che operano nel settore della sicurezza e della difesa in linea con il principio del "duplice uso", mantenendo il requisito dell'"uso civile credibile" e interrompendo nel contempo la verifica delle entrate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>prende atto della decisione del consiglio di amministrazione della BEI del 21 marzo 2025 secondo cui non vi sarà alcun massimale fisso per gli investimenti nel settore della sicurezza e della difesa e gli importi di finanziamento saranno da determinare annualmente nel piano operativo del Gruppo BEI; chiede alla BEI di chiarire le potenziali implicazioni di tale decisione per altri ambiti politici e le operazioni complessive della BEI;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>suggerisce che la BEI dovrebbe portare avanti la riflessione e la valutazione del proprio ruolo, come pure della gamma di investimenti ammissibili, nel contribuire alla pace e alla sicurezza dell'Europa, come indicato nel Libro bianco della Commissione sul futuro della difesa europea, in particolare alla luce della necessità urgente di espandere il settore europeo della difesa e garantire la sicurezza e l'autonomia strategica a lungo termine; avverte che l'eventuale adeguamento dei criteri di ammissibilità o dei finanziamenti del Gruppo BEI per allinearsi alle nuove priorità deve salvaguardare la posizione finanziaria del Gruppo e garantire un finanziamento efficace delle altre priorità strategiche dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>invita gli Stati membri a modificare l'elenco di esclusione della BEI in modo da consentire il finanziamento di armi e munizioni oltre alle semplici tecnologie a duplice uso, contribuendo in tal modo allo sviluppo dell'industria europea della difesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Affrontare le sfide in materia di infrastrutture sociali, politica di coesione e alloggi </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>accoglie con favore le fondamentali priorità strategiche della BEI volte a rafforzare l'infrastruttura sociale europea e una moderna politica di coesione per una crescita inclusiva e sostenibile in tutta Europa; apprezza il fatto che, nei propri orientamenti in materia di coesione per il periodo 2021-2027, la BEI si sia impegnata a destinare almeno il 40 % dei suoi finanziamenti totali nell'UE tra il 2022 e il 2024 a progetti nelle regioni di coesione, e che nel 2024 tali finanziamenti abbiano rappresentato il 48 % del totale dei prestiti dell'UE; invita la BEI a continuare a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture, anche con investimenti nelle ferrovie, nell'assistenza sanitaria e nelle infrastrutture sociali, fattori decisivi ai fini della coesione socioeconomica, della resilienza e della crescita inclusiva; sottolinea che, in un contesto di incertezze geopolitiche ed economiche, la BEI può offrire soluzioni a lungo termine per affrontare la crisi del costo della vita;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>sottolinea il ruolo cruciale dello sviluppo delle competenze nel promuovere la crescita sostenibile a lungo termine, l'occupazione e la competitività nell'UE; sottolinea che il finanziamento di iniziative volte a potenziare il capitale umano non solo favorisce l'innovazione e la produttività, rispondendo alle esigenze del mercato del lavoro, bensì rafforza anche la coesione sociale e la resilienza economica; invita la BEI a intensificare gli investimenti nell'istruzione, nella formazione, nell'aggiornamento delle competenze, nella riqualificazione e nella salute, in stretto coordinamento e cooperazione con le iniziative degli Stati membri in tali settori, con l'obiettivo di integrare e potenziare il loro impatto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>apprezza l'impegno della BEI ad affrontare la sfida del doppio fallimento del mercato nel settore dell'edilizia abitativa, che comprende l'insufficiente fornitura di alloggi a prezzi accessibili ed efficienti sotto il profilo energetico, nonché l'incapacità del mercato di aumentare l'efficienza energetica del parco immobiliare esistente; prende atto delle differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda sia le politiche che l'entità dei suddetti fallimenti del mercato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>accoglie con favore il piano d'azione della BEI per alloggi sostenibili e a prezzi accessibili, con investimenti previsti per 10 miliardi di EUR nei prossimi due anni; richiama l'attenzione sui risultati dell'analisi e della consultazione dei portatori di interessi del Gruppo BEI, da cui è emersa una carenza annua di investimenti pubblici e privati stimata tra 300 e 400 miliardi di EUR, necessari per costruire 1,5 milioni di nuove unità abitative e ristrutturare altri 5 milioni di unità l'anno; incoraggia la BEI a mobilitare finanziamenti ancora maggiori per progetti di alloggi a prezzi accessibili in tutti gli Stati membri; invita la BEI a concentrarsi sullo sviluppo urbano sostenibile garantendo che le esigenze abitative e infrastrutturali dell'UE siano soddisfatte per un'Europa più forte, sostenibile, più coesa e prospera, anche con investimenti nel recupero delle infrastrutture esistenti, prestando una particolare attenzione al sostegno di progetti di riqualificazione urbana e di progetti di conversione di edifici vecchi o abbandonati in alloggi sociali moderni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>invita la BEI a tenere conto dell'onere differenziato dei costi abitativi per i diversi gruppi di reddito e le diverse strutture familiari, in particolare dal momento che alcuni gruppi a basso reddito sono a rischio di emarginazione; incoraggia la BEI a collaborare con altre banche pubbliche di investimento europee, istituzioni finanziarie pubbliche locali, amministrazioni locali e società cooperative e di edilizia popolare per finanziare soluzioni abitative per gruppi vulnerabili e a basso reddito; apprezza l'intenzione della BEI di concentrarsi maggiormente sulla R&amp;I nel settore dell'edilizia abitativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>invita la BEI ad aumentare il sostegno finanziario attraverso la diffusione di prodotti finanziari standardizzati pronti all'uso nel settore dell'energia e della ristrutturazione degli edifici; sottolinea il fatto che il modello "originate-to-distribute" della BEI, che incanala i risparmi degli investitori istituzionali, è un modello innovativo che potrebbe contribuire all'integrazione dei mercati dei capitali dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>accoglie con favore l'intenzione della BEI di ampliare il sostegno finanziario e di consulenza per alloggi a prezzi accessibili, in particolare per le generazioni più giovani; incoraggia una stretta sinergia e interazione con la Commissione, i comuni e le autorità locali, i fornitori di alloggi cooperativi, le associazioni per l'edilizia abitativa e il settore delle costruzioni, con lo scambio delle migliori pratiche e la promozione della cooperazione paneuropea; invita la BEI a sostenere i progetti che consentono un accesso a prezzi accessibili all'energia da fonti rinnovabili, agli alloggi e ai servizi pubblici, alle iniziative di tipo partecipativo e ai piccoli progetti incentrati prioritariamente sulla lotta contro la povertà energetica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>accoglie con favore il fatto che il Gruppo BEI abbia incluso l'agricoltura e la bioeconomia tra le sue priorità fondamentali; sottolinea che l'agricoltura è un motore fondamentale della crescita e dello sviluppo nelle zone rurali e che il rafforzamento del sostegno e la promozione dell'innovazione per questo settore vitale svolgono un ruolo significativo nel garantire la sicurezza alimentare; evidenzia le sfide finanziarie cui devono far fronte gli agricoltori, in particolare i giovani agricoltori, osservando che gli agricoltori e le imprese di questo settore registrano una minor percentuale di successo quando presentano una domanda di finanziamento; invita il Gruppo BEI ad accrescere il proprio coinvolgimento nel settore agricolo migliorando l'accesso ai finanziamenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>invita la BEI a intensificare gli sforzi per promuovere l'occupazione giovanile, in particolare sostenendo progetti e programmi volti a promuovere l'imprenditorialità giovanile, l'accesso all'occupazione, la formazione professionale e l'innovazione, al fine di contribuire a uno sviluppo territoriale più equo e inclusivo e di contribuire a frenare la fuga di cervelli, in particolare nelle regioni insulari dell'UE e nelle zone economicamente svantaggiate;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Promuovere la trasformazione digitale e le nuove tecnologie</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>invita la BEI a rafforzare i finanziamenti per l'autonomia strategica aperta dell'UE in ambito digitale e a promuovere la ricerca, sostenere lo sviluppo delle infrastrutture digitali europee, favorire le tecnologie nuove e rivoluzionarie come l'IA e il calcolo quantistico, nonché consentire la crescita delle start-up digitali; sottolinea l'importanza di colmare i divari digitali, sia all'interno dell'UE che a livello globale, per garantire un accesso inclusivo alle infrastrutture e ai servizi digitali; sottolinea l'importanza di allineare gli investimenti digitali della BEI alle priorità strategiche dell'UE, come gli obiettivi del decennio digitale, tra cui la connettività, le competenze digitali e la trasformazione digitale delle imprese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>sostiene l'espansione, da parte del FEI, dell'iniziativa European Tech Champions (ETCI) per attrarre capitali privati che aiutino le start-up innovative a crescere di scala e divenire leader mondiali, assicurando che le imprese e le tecnologie create in Europa rimangano nell'UE nella fase avanzata di crescita; sottolinea la necessità di accelerare la diffusione dell'attuale iniziativa ETCI, in modo da tenere il passo con il ritmo dell'innovazione e delle start-up; chiede, inoltre, che l'esperienza positiva dell'iniziativa ETCI sia usata come modello per sviluppare altre iniziative analoghe, che continuino a sostenere la transizione digitale e altri settori strategici, e incoraggia il FEI a valutare la possibilità di istituire una seconda generazione di tale iniziativa, nonché a valutare la possibilità di investire in fondi di fondi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>sottolinea che gli investitori istituzionali in Europa potrebbero svolgere un ruolo più importante nel sostenere il capitale di rischio, in particolare per quanto riguarda le scale-up; esorta pertanto il Gruppo BEI a creare un Forum tecnologico europeo, che riunisca l'ecosistema del capitale di rischio, per coinvolgere gli investitori istituzionali sulla base del modello dell'iniziativa Tibi<FOOTNOTE><FIELD> Tibi, P., Financing the Fourth Industrial Revolution – Solving the financing grid-lock for technology companies (Finanziare la quarta rivoluzione industriale – Superare la fase di stallo dei finanziamenti per le imprese tecnologiche), Ministero francese dell'Economia e della finanza, luglio 2019.</FIELD></FOOTNOTE>; invita la BEI a offrire opportunità affinché tali investitori sviluppino le loro competenze e partecipino a programmi di coinvestimento tra il FEI e gli investitori istituzionali, a condizioni trasparenti e concordate in anticipo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>evidenzia il fatto che il patto per l'industria pulita mira a sviluppare un programma TechEU con la BEI; sottolinea l'importanza di garantire che tale fondo abbia un obiettivo di assegnazione specifico per le start-up e le scale-up;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>invita la BEI a sostenere il potenziamento delle capacità di cibersicurezza nell'UE, in modo da rendere l'Europa più resiliente, migliorando nel contempo la cooperazione esistente fra gli Stati membri, e in modo da proteggere i soggetti critici e i servizi essenziali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>sottolinea il fatto che la sicurezza dell'approvvigionamento delle materie prime critiche è fondamentale per la transizione verde e digitale, per il settore della difesa e per la base industriale dell'UE in generale; ricorda il ruolo svolto dalla BEI nell'Alleanza europea per le materie prime e l'obiettivo dell'Unione di conseguire un maggiore livello di autonomia per quanto riguarda l'approvvigionamento delle materie prime critiche; pone l'accento sull'importanza di un approccio alle materie prime critiche improntato all'economia circolare, in modo da ridurre la dipendenza dell'UE dai paesi terzi e rafforzare la sua autonomia strategica; invita, pertanto, la BEI a investire maggiormente nel settore delle materie prime critiche per rafforzare la resilienza delle materie prime, prestando particolare attenzione al riciclaggio delle materie prime secondarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>invita la BEI a sostenere la trasformazione tecnologica delle imprese europee, come pure lo sviluppo delle competenze digitali tra i dipendenti e gli imprenditori;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">BEI, vicinato e Global Gateway</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>accoglie con favore il sostegno fondamentale della BEI all'Ucraina alla luce della guerra russa di aggressione illegale, ingiustificata e su vasta scala; chiede un aumento delle garanzie di bilancio dell'UE per consentire alla BEI di continuare a realizzare e rafforzare le operazioni del settore pubblico e privato in Ucraina, sostenendo le sfide economiche cui deve far fronte l'Ucraina nell'immediato, ma anche prevedendo la ricostruzione del paese a medio e lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>sottolinea che, per ridurre la dipendenza dai paesi terzi, è fondamentale realizzare infrastrutture resilienti controllate dall'Europa nei settori delle comunicazioni satellitari, dell'energia e della logistica, fra gli altri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>evidenzia il ruolo importante che svolge la BEI nel sostenere gli Stati membri dell'UE e i paesi terzi, in particolare i paesi candidati all'adesione, nell'ottenere l'accesso ai mercati dei capitali di rischio, ampliando così le opportunità di investimento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>sottolinea che, nell'ambito del pacchetto di strumenti dell'azione esterna dell'UE, il Global Gateway è fondamentale per la posizione globale dell'Europa e mira a promuovere il sistema multilaterale basato su regole, lo sviluppo sostenibile, la democrazia, i diritti umani, l'uguaglianza di genere e lo Stato di diritto; apprezza, a tale riguardo, il ruolo della BEI, la principale banca dell'UE per lo sviluppo; ricorda l'importanza di offrire garanzie prevedibili a titolo del bilancio dell'UE per consentire alla BEI di continuare a realizzare operazioni al di fuori dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>chiede una maggiore trasparenza e pratiche di divulgazione in linea con altre banche di sviluppo multinazionali, nonché l'istituzione di un meccanismo di denuncia indipendente in grado di trattare efficacemente i reclami e di porvi rimedio; sottolinea la necessità di meccanismi efficaci che assicurino la partecipazione e la responsabilità delle comunità interessate dai progetti finanziati dalla BEI, per garantire che i progetti del Global Gateway rispondano alle esigenze locali, siano sensibili alla dimensione di genere e producano risultati significativi in termini di sviluppo; sottolinea l'importanza della partecipazione pubblica, in particolare ai processi di pianificazione, valutazione e monitoraggio della BEI per le materie prime critiche, compreso il consenso libero, previo e informato delle comunità indigene come previsto nella dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>rinnova l'invito a EIB Global a concentrare le operazioni di finanziamento misto ai settori in cui queste possono apportare un valore aggiunto all'economia locale, evitando nel contempo di escludere il capitale privato, e a garantire che i finanziamenti misti non siano utilizzati per servizi pubblici essenziali, in particolare la sanità, l'istruzione e la protezione sociale; ricorda che gli obiettivi della politica di sviluppo dell'UE, e in particolare l'obiettivo di migliorare l'accesso a prezzi accessibili all'assistenza sanitaria, dovrebbero guidare gli investimenti della BEI nel settore, al fine di garantire migliori risultati sanitari per tutti, in particolare per le donne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>si attende che le attività globali della BEI rispondano inoltre rapidamente alle realtà in evoluzione e alle esigenze urgenti; evidenzia il deficit di finanziamento nel settore degli aiuti allo sviluppo derivante dal congelamento degli aiuti statunitensi e dalla riduzione dei finanziamenti a favore del Sud del mondo; chiede iniziative concrete per prevenire le crisi umanitarie o sanitarie, sostenere il commercio, le infrastrutture e l'integrazione regionale panafricani e rafforzare i legami con l'Europa; apprezza l'intenzione di EIB Global di espandere le operazioni a più alto rischio, resa possibile dal mandato dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale (NDICI-Europa globale);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>esprime preoccupazione per le notizie secondo cui alcuni progetti finanziati dall'UE al di fuori dell'UE, anche nell'ambito del Global Gateway, sono realizzati da imprese cinesi le quali, talvolta, si sono aggiudicate un maggior numero di contratti finanziati dalla BEI rispetto alle imprese dell'UE; esorta la Commissione a garantire condizioni di parità, collaborando con la BEI per promuovere la partecipazione delle imprese europee; raccomanda l'adozione di pratiche di appalto che diano priorità al miglior rapporto qualità/prezzo anziché al prezzo più basso, promuovendo una concorrenza leale e allineandosi ai valori dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>apprezza gli sforzi profusi dalla BEI, insieme ad altre nove banche multilaterali di sviluppo, per rafforzare la loro collaborazione nel realizzare progressi verso il conseguimento degli OSS; chiede alla BEI di continuare a collaborare con altre istituzioni bilaterali e multilaterali nell'ottica di elaborare e applicare metodologie comuni per l'analisi dell'impatto sullo sviluppo, al fine di garantire impatti positivi e valore aggiunto a lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>si compiace del fatto che la BEI abbia dichiarato che intensificherà il sostegno a settori quali l'approvvigionamento idrico, le piccole imprese, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica e che inoltre rafforzerà ulteriormente i partenariati in Europa e a livello globale, coinvolgendo anche attori privati, per ottenere il massimo impatto sul campo;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Governance: responsabilità e trasparenza </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>sottolinea che il ruolo crescente della BEI dovrebbe essere accompagnato da una maggiore responsabilità democratica e trasparenza, il che comprende una pubblicazione più tempestiva dei documenti relativi ai progetti; ribadisce l'invito alla conclusione di un accordo interistituzionale tra il Parlamento e la BEI per formalizzare e rafforzare la loro cooperazione esistente, anche attraverso un dialogo strutturato regolare, un migliore accesso del Parlamento ai documenti e ai dati della BEI, nonché la possibilità per il Parlamento di presentare interrogazioni con richiesta di risposta scritta alla BEI, come già previsto per la Banca centrale europea; chiede alla BEI, in tale contesto, di fornire al Parlamento un quadro chiaro e semplificato dei contributi a titolo del bilancio dell'UE al bilancio, ai conti fuori bilancio e al conto economico della Banca;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>sottolinea l'importanza che la BEI garantisca la piena trasparenza e tracciabilità dei progetti finanziati, comprese informazioni più dettagliate, per consentire che sia esercitato un controllo adeguato da parte di tutti i portatori di interessi, tra cui le organizzazioni della società civile, anziché solo da parte dei ministeri responsabili; ricorda che tutti i destinatari dei finanziamenti dell'UE hanno l'obbligo generale di riconoscerne l'origine e di garantire la visibilità di qualsiasi finanziamento dell'UE ricevuto; invita il Gruppo BEI ad assicurare che i destinatari finali rispettino le condizioni di visibilità del sostegno finanziario dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>invita la BEI a promuovere la partecipazione delle imprese europee alle procedure di appalto avviate per i progetti finanziati dalla BEI; incoraggia la BEI a consigliare ai mutuatari di dare priorità all'ammissibilità delle imprese europee, in modo da rafforzare la competitività europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>sottolinea che è importante che il Gruppo BEI assicuri il rispetto dei più elevati standard in materia di prevenzione di ogni forma di frode, evasione ed elusione fiscale, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo; osserva che la salvaguardia dell'integrità dei finanziamenti del Gruppo BEI è essenziale per garantire la fiducia dei cittadini e un impiego efficace delle risorse; prende atto delle indagini concluse dalla Mediatrice europea e delle indagini in corso da parte della Procura europea e dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode e si attende la piena chiarezza e un seguito adeguato, comprese le eventuali conseguenze necessarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>ribadisce il suo invito alla BEI a valutare la possibilità di allineare la divisione dei compiti in seno al comitato direttivo rispetto alle raccomandazioni formulate dalle istituzioni dell'UE, per contribuire a mitigare i potenziali conflitti di interesse;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>accoglie con favore il quadro 2024 per il riconoscimento dei sindacati presso la BEI;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>accoglie con favore i principi della BEI in materia di diversità, equità e inclusione, compreso l'obiettivo che prevede che almeno il 40 % delle posizioni dirigenziali sia occupato da donne entro la fine del 2026; chiede una rappresentanza geograficamente equilibrata delle nazionalità dell'UE tra il personale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>evidenzia la necessità di rafforzare le politiche della BEI in materia di diritti umani, compresa l'istituzione di un quadro e di una strategia chiari ed efficaci che stabiliscano obblighi di dovuta diligenza in materia di diritti umani; sottolinea che le valutazioni d'impatto ambientale e sociale dovrebbero essere effettuate da esperti indipendenti e che sarebbe opportuno introdurre meccanismi di verifica indipendenti per supervisionare il controllo interno e l'autosegnalazione dei clienti della BEI;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Banca europea per gli investimenti.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>