<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0152</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea: assistenza ad Austria, Polonia, Cechia, Slovacchia e Moldova in relazione alle alluvioni verificatesi nel settembre 2024 e alla Bosnia-Erzegovina in relazione alle alluvioni verificatesi nell'ottobre 2024</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0114/2025 - Relatore: Andrzej Halicki)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2025 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza ad Austria, Polonia, Cechia, Slovacchia e Moldova in relazione alle alluvioni verificatesi nel settembre 2024 e alla Bosnia-Erzegovina in relazione alle alluvioni verificatesi nell'ottobre 2024 (COM(2025)0250 – C10-0102/2025 – 2025/0138(BUD))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2025)0250 – C10‑0102/2025),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea<FOOTNOTE><FIELD> GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2002/2012/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 del Consiglio, del 17 dicembre 2020, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027<FOOTNOTE><FIELD> GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 11, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/2093/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, in particolare l'articolo 9,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo interistituzionale del 16 dicembre 2020 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria, nonché su nuove risorse proprie, compresa una tabella di marcia per l'introduzione di nuove risorse proprie<FOOTNOTE><FIELD> GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 28, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_interinstit/2020/1222/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, in particolare il punto 10,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1058 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e al Fondo di coesione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 231 del 30.6.2021, pag. 60, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1058/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce il Fondo sociale europeo Plus (FSE+)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 231 del 30.6.2021, pag. 21, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1057/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell'ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga i regolamenti (UE) n. 1305/2013 e (UE) n. 1307/2013<FOOTNOTE><FIELD> GU L 435 del 6.12.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2115/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 27 febbraio 2024 sul progetto di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2024)0082.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>	vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per lo sviluppo regionale (A10-0031/2024) nel quadro della procedura legislativa per l’adozione del regolamento (UE) 2024/3236 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2024, che modifica i regolamenti (UE) 2021/1057 e (UE) 2021/1058 per quanto riguarda il sostegno regionale di emergenza per la ricostruzione (RESTORE)<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/3236, 23.12.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/3236/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, in particolare la valutazione di bilancio della commissione per i bilanci allegata a tale relazione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione n. 1/2024 dell'Agenzia europea dell'ambiente sulla valutazione europea dei rischi climatici (EUCRA)<FOOTNOTE><FIELD> https://www.eea.europa.eu/publications/european-climate-risk-assessment</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per i bilanci (A10-0114/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che nel settembre 2024 si sono registrati livelli di precipitazioni eccezionalmente elevati in Austria, che hanno causato gravi inondazioni, con danni diretti totali stimati dalle autorità austriache a 1 711,6 milioni di EUR;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che nel settembre 2024 si sono si sono abbattute forti piogge nella parte sudoccidentale della Polonia, che hanno causato l'esondazione di diversi fiumi, con danni diretti totali stimati dalle autorità polacche a 3,04 miliardi di EUR;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che nel settembre 2024 venti molto forti e violente piogge si sono abbattuti sull'intera Cechia, con conseguenti inondazioni e danni diretti totali stimati dalle autorità ceche a 2,82 miliardi di EUR;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, a partire dal 15 settembre 2024, in Slovacchia si sono verificate consistenti inondazioni, in particolare a Bratislava e nelle regioni circostanti, che hanno determinato un aumento significativo del livello delle acque dei fiumi Danubio e Morava, con danni diretti totali stimati dalle autorità slovacche a 84,3 milioni di EUR;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che nel settembre 2024 piogge torrenziali e conseguenti alluvioni hanno colpito diversi distretti della Moldova, con danni diretti totali stimati dalle autorità moldove a 7,8 milioni di EUR;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che nell'ottobre 2024 la Bosnia-Erzegovina è stata colpita da forti precipitazioni, che hanno causato catastrofiche alluvioni improvvise, frane e inondazioni in diverse parti del paese, con danni diretti totali stimati dalle autorità a 841,85 milioni di EUR;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che gli eventi soprammenzionati, causati da gravi catastrofi naturali, sono imputabili ai cambiamenti climatici a livello mondiale; che la relazione sullo stato del clima in Europa del 2024 conferma che il 2024 è stato l'anno più caldo mai registrato in Europa e che il 30 % della rete fluviale del continente ha superato la soglia di inondazione "elevata", mentre il 12 % ha superato la soglia di inondazione "grave", il che ha dato luogo alle peggiori alluvioni verificatesi dal 2013;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>esprime profondo cordoglio a tutte le vittime, alle loro famiglie e a tutte le persone colpite dalle disastrose alluvioni in Austria, Polonia, Cechia, Slovacchia, Moldova e Bosnia-Erzegovina, nonché alle autorità nazionali, regionali e locali coinvolte negli sforzi di soccorso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>plaude alla decisione quale forma tangibile e visibile di solidarietà dell'Unione nei confronti dei suoi cittadini e delle regioni nelle zone colpite, anche nei paesi partner;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ribadisce l'importanza di comunicare ai cittadini i vantaggi tangibili generati dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE), anche al fine di sensibilizzarli ulteriormente agli strumenti e ai programmi dell'Unione negli Stati membri e nei paesi impegnati nei negoziati di adesione con l'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>evidenza il crescente numero di catastrofi naturali gravi, distruttive e mortali in Europa e invita gli Stati membri e la Commissione a investire nelle misure di adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione degli stessi per evitare perdite umane ed economiche; sottolinea che, secondo le stime, nel 2024 le tempeste e le inondazioni hanno colpito 413 000 persone, causando la perdita di almeno 335 vite umane, e che il costo dei danni causati da tempeste e inondazioni in tutta Europa nel corso dell'anno ammonta ad almeno 18 miliardi di EUR<FOOTNOTE><FIELD> Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S) e Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), 2025: "European State of the Climate 2024" (Relazione sullo stato del clima in Europa del 2024), climate.copernicus.eu/ESOTC/2024, doi.org/10.24381/14j9-s541.</FIELD></FOOTNOTE>; ritiene che il bilancio del FSUE o del suo equivalente debba essere sensibilmente incrementato, in vista dell'imminente proposta della Commissione sul nuovo quadro finanziario pluriennale e dei successivi negoziati interistituzionali e che il FSUE o il suo equivalente debbano fornire un'assistenza proporzionale all'entità di tali catastrofi per i cittadini; osserva che un aumento sostanziale del FSUE consentirebbe agli Stati membri di rispondere in modo più efficace e rapido alle catastrofi, mentre altri strumenti, in particolare i fondi di coesione il cui scopo principale non è la risposta alle catastrofi, potrebbero essere preservati; esorta inoltre la Commissione a prendere in esame tutte le possibili alternative per accelerare la mobilitazione del FSUE, in particolare modificando le norme vigenti e concedendo ai paesi candidati versamenti anticipati più consistenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita la Commissione a sviluppare strumenti specifici di risposta alle crisi per il periodo successivo al 2027, riconoscendo che la frequenza e la gravità crescenti delle catastrofi naturali, delle emergenze sanitarie, dell'instabilità geopolitica e degli shock economici rendono necessari meccanismi finanziari più agili e mirati a livello dell'Unione; mette in luce la necessità di un maggiore coordinamento con i sistemi di protezione civile e i meccanismi di allarme rapido nazionali, in modo da garantire, a livello dell'Unione, una risposta alle catastrofi più integrata e basata sui dati; evidenzia l'importanza di fornire un sostegno specifico alla cooperazione transfrontaliera e regionale negli sforzi di preparazione, mitigazione e ripresa, in particolare nelle zone vulnerabili o ad alto rischio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>insiste sul fatto che il FSUE è soltanto uno strumento di mitigazione e che l'Unione dovrebbe altresì continuare a occuparsi dell'adattamento ai cambiamenti climatici e della loro mitigazione, sostenendo le politiche europee e nazionali di prevenzione delle catastrofi naturali; sottolinea che la relazione n. 1/2024 dell'Agenzia europea dell'ambiente sulla valutazione europea dei rischi climatici ha avvertito che l'Unione non è preparata a far fronte agli effetti del cambiamento climatico, anche qualora il mondo riesca a contenere l'aumento della temperatura globale entro 1,5°C, come previsto dall'accordo di Parigi, ed evidenzia la necessità di interventi per evitare che i rischi climatici individuati raggiungano livelli critici; ricorda la necessità di sinergie efficaci con altre politiche e programmi dell'Unione e sottolinea che gli Stati membri dovrebbero utilizzare al meglio le possibilità di finanziamento, in particolare nell'ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo sociale europeo Plus e dei programmi di sviluppo rurale; invita la Commissione a valutare con la dovuta urgenza qualsiasi richiesta motivata degli Stati membri di riassegnare i fondi nell'ambito dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza all'assistenza in caso di catastrofi naturali, conformemente alle norme stabilite nel regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17, ELI: <STRING UNDERLINE="on">http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj</STRING>).</FIELD></FOOTNOTE>; sottolinea inoltre la necessità di misure preventive, non soltanto per mitigare i danni futuri, ma anche per prevenire l'aggravamento delle condizioni di rischio a seguito di eventi catastrofici, quali alluvioni, incendi boschivi, frane o prosciugamento di laghi e fiumi; sottolinea che tutte le attività di ricostruzione finanziate dal FSUE devono essere resilienti ai cambiamenti climatici; evidenzia l'importanza di un'adeguata flessibilità tra i diversi programmi; sottolinea che l'assistenza fornita a titolo del FSUE non dovrebbe andare a scapito dei finanziamenti dell'Unione ricevuti dagli Stati membri nell'ambito di altre politiche o programmi dell'Unione; ricorda che gli Stati membri possono concedere aiuti di Stato, conformemente alle norme applicabili dell'Unione, in particolare alle imprese agricole che hanno subito danni provocati da catastrofi naturali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ricorda che RESTORE e le misure specifiche nell'ambito del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) istituito dal regolamento (UE) 2024/3242 del Parlamento europeo e del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/3242 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2024, che modifica il regolamento (UE) 2020/2220 per quanto riguarda misure specifiche a titolo del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale per fornire assistenza supplementare agli Stati membri colpiti da calamità naturali (GU L, 2024/3242, 23.12.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/3242/oj).</FIELD></FOOTNOTE> forniscono assistenza supplementare agli Stati membri colpiti da catastrofi naturali offrendo maggiori flessibilità nell'utilizzo dei fondi; sottolinea che gli Stati membri dovrebbero sfruttare tali nuove opportunità; sottolinea inoltre che ad alcuni Stati membri RESTORE ha fornito una flessibilità limitata, dal momento che l'attuazione dell'attuale quadro finanziario pluriennale è in fase molto avanzata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>ricorda l'importanza di una rapida e solida valutazione dei danni che tenga debitamente conto delle ripercussioni economiche e chiede maggiori sforzi operativi per ridurre i tempi medi di erogazione dei pagamenti anticipati in modo da offrire un'assistenza tempestiva alle regioni colpite da catastrofi naturali ed eventi meteorologici estremi, garantendo nel contempo la protezione del bilancio dell'Unione; sottolinea che gli Stati membri dovrebbero, nel quadro delle misure di risposta alle catastrofi e di ripresa, dare la dovuta priorità alle esigenze della popolazione colpita, prestando una particolare attenzione ai gruppi vulnerabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>insiste sull'urgente necessità di erogare assistenza finanziaria immediata a titolo del FSUE per garantire che le regioni colpite possano ricevere sostegno in modo tempestivo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>approva la decisione allegata alla presente risoluzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>incarica la sua Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla pubblicazione nella <STRING ITALIC="on">Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</STRING>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST><TXTLST><ANNEX><TI><STRING BOLD="on">ALLEGATO</STRING></TI><STI><STRING BOLD="on">DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO</STRING></STI><P><STRING BOLD="on">relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza ad Austria, Polonia, Cechia, Slovacchia e Moldova in relazione alle alluvioni verificatesi nel settembre 2024 e alla Bosnia-Erzegovina in relazione alle alluvioni verificatesi nell'ottobre 2024</STRING></P><P><STRING ITALIC="on">(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2025/1525.)</STRING></P></ANNEX></TXTLST></SDOCTA>