<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0156</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Relazioni 2023 e 2024 della Commissione sulla Bosnia-Erzegovina</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0108/2025 - Relatore: Ondřej Kolář)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2025 sulle relazioni 2023 e 2024 della Commissione sulla Bosnia-Erzegovina (2025/2018(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'accordo quadro generale per la pace in Bosnia-Erzegovina siglato a Dayton il 21 novembre 1995 e firmato a Parigi il 14 dicembre 1995 (l'accordo di pace di Dayton),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 164 del 30.6.2015, pag. 2, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2015/997/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, entrato in vigore il 1° giugno 2015,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la domanda di adesione all'UE presentata dalla Bosnia-Erzegovina il 15 febbraio 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere della Commissione in data 29 maggio 2019 sulla domanda di adesione della Bosnia-Erzegovina all'Unione europea (COM(2019)0261),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 15 dicembre 2022 che concedono alla Bosnia-Erzegovina lo status di paese candidato all'adesione all'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 22 marzo 2024 riguardanti l'apertura di negoziati di adesione con la Bosnia-Erzegovina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1529 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 settembre 2021, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA III)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 330 del 20.9.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1529/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1449 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sull'istituzione di uno strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1449, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1449/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della Presidenza in occasione della riunione del Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni dei vertici UE-Balcani occidentali del 6 maggio 2020, del 13 dicembre 2023 e del 18 dicembre 2024, tenutisi a Bruxelles,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il processo di Berlino, avviato il 28 agosto 2014,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (UE) 2021/1923 del Consiglio, del 4 novembre 2021, relativa a una misura di assistenza nell'ambito dello strumento europeo per la pace a sostegno dello sviluppo di capacità per le forze armate della Bosnia-Erzegovina<FOOTNOTE><FIELD> GU L 391 del 5.11.2021, pag. 45, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2021/1923/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (UE) 2022/2353 del Consiglio, del 1° dicembre 2022, relativa a una misura di assistenza nell'ambito dello strumento europeo per la pace volta a rafforzare le capacità per le forze armate della Bosnia-Erzegovina<FOOTNOTE><FIELD> GU L 311 del 2.12.2022, pag. 149, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2022/2353/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 5 febbraio 2020, dal titolo "Rafforzare il processo di adesione – Una prospettiva europea credibile per i Balcani occidentali" (COM(2020)0057),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2020, dal titolo "Un piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali" (COM(2020)0641),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'8 novembre 2023 dal titolo "Comunicazione 2023 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2023)0690), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Bosnia and Erzegovina 2023 Report" (Relazione 2023 sulla Bosnia-Erzegovina) (SWD(2023)0691),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, dell'8 novembre 2023, dal titolo "Un nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali" (COM(2023)0691),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 12 marzo 2024, dal titolo "Relazione sui progressi compiuti in Bosnia-Erzegovina – marzo 2024" (COM(2024)0129),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 20 marzo 2024, sulle riforme e sulle revisioni strategiche pre-allargamento (COM(2024)0146),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 30 ottobre 2024 dal titolo "Comunicazione 2024 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2024)0690), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Bosnia and Erzegovina 2024 Report" (Relazione 2024 sulla Bosnia-Erzegovina) (SWD(2024)0691),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la sintesi e le valutazioni per paese della Commissione, del 31 maggio 2023 e del 13 giugno 2024, sul programma di riforma economica della Bosnia-Erzegovina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il quinto Consiglio di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina del 19 luglio 2023 e la settima riunione del comitato di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina del 19 settembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i risultati della terza, quarta, quinta e sesta riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina, tenutesi rispettivamente il 30 e 31 ottobre 2023, il 13 e 14 marzo 2024, il 30 ottobre 2024 e il 12 e 13 marzo 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione degli esperti del 5 dicembre 2019 sulle questioni relative allo Stato di diritto in Bosnia-Erzegovina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo politico del Consiglio europeo del 12 giugno 2022 sui principi per garantire una Bosnia-Erzegovina funzionale che progredisca nel suo percorso europeo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la 63a, 64a, 65a e 66a relazione dell'Alto rappresentante per l'attuazione dell'accordo di pace sulla Bosnia-Erzegovina al Segretario generale delle Nazioni Unite rispettivamente del 9 maggio 2023, del 2 novembre 2023, del 15 maggio 2024 e del 1º novembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 2757 (2024) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, del 1° novembre 2024, che proroga il mandato della forza dell'UE in Bosnia-Erzegovina (EUFOR) fino al 2 novembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 78/282 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 23 maggio 2024, che ha proclamato l'11 luglio Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio del 1995 a Srebrenica,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (UNCRC), ratificata dalla Bosnia-Erzegovina il 6 marzo 1992, e i suoi tre protocolli opzionali, ossia: il protocollo opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, ratificato il 10 ottobre 2003; il protocollo opzionale concernente la vendita dei bambini, la prostituzione dei bambini e la pornografia rappresentante bambini, ratificato il 4 settembre 2001 e il protocollo opzionale che stabilisce una procedura di presentazione delle comunicazioni, ratificato il 19 ottobre 2018,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le risoluzioni dell'UNESCO sul diritto all'istruzione nella lingua madre, la convenzione UNESCO del 17 ottobre 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e la convenzione dell'UNESCO del 20 ottobre 2005 sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la costituzione della Bosnia-Erzegovina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la legge elettorale modificata della Bosnia-Erzegovina imposta dall'Alto rappresentante per la Bosnia-Erzegovina il 26 marzo 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le visite della vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) Kaja Kallas e del Segretario generale della NATO Mark Rutte in Bosnia-Erzegovina nel marzo e nell'aprile 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione pronunciata dal presidente del Consiglio europeo António Costa ai leader politici della Bosnia-Erzegovina nell'aprile 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 23 novembre 2022 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la nuova strategia dell'UE in materia di allargamento<FOOTNOTE><FIELD> GU C 167 dell'11.5.2023, pag. 105.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua relazione del 17 gennaio 2024 dal titolo "Ruolo della diplomazia preventiva nell'affrontare i conflitti congelati nel mondo: un'occasione mancata o un cambiamento per il futuro?<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/5744, 17.10.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/5744/oj.</FIELD></FOOTNOTE>",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Bosnia-Erzegovina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0108/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'allargamento è uno degli strumenti di politica estera più efficaci dell'UE e rappresenta un investimento geostrategico nella pace, nella democrazia, nella stabilità e nella sicurezza e nella prosperità sul continente europeo e rimane di importanza cruciale in particolare nel contesto dei rapidi e importanti cambiamenti geopolitici e della crescente rivalità con i regimi autoritari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che ciascun paese è giudicato in base ai propri meriti nel soddisfare i criteri di Copenaghen, compreso il pieno rispetto della democrazia, dello Stato di diritto e dei valori fondamentali dell'UE, dei diritti umani, dei diritti delle minoranze e delle libertà dei media;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'UE rimane il principale partner politico ed economico dei paesi dei Balcani occidentali; che l'UE continua a essere è il più grande partner della Bosnia-Erzegovina per gli scambi e gli investimenti, rappresenta la maggior parte dei suoi flussi commerciali con l'estero e svolge un ruolo centrale nel suo processo di integrazione economica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la Bosnia-Erzegovina è un paese candidato e la netta maggioranza dei suoi cittadini aspira all'integrazione euro-atlantica per una pace, una democrazia e una prosperità sostenibili; che nel 2025 ricorre il trentennale dell'accordo di pace di Dayton, che continua a costituire il fondamento dell'assetto istituzionale della Bosnia-Erzegovina ed è inteso come garanzia per l'uguaglianza dei suoi tre popoli costitutivi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il sostegno pubblico rimane fragile a causa delle narrazioni anti-UE promosse da attori illiberali della regione e non solo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'accordo di pace di Dayton, nonostante le sue carenze, ha favorito la pace e la successiva stabilizzazione in Bosnia-Erzegovina attraverso la creazione di istituzioni cruciali che hanno consentito al paese di avanzare sulla strada dell'integrazione nell'UE e nella NATO;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che, a 30 anni dalla fine della guerra, la Bosnia-Erzegovina rimane disfunzionale e si trova nuovamente in una profonda crisi politica e di sicurezza, con tentativi di secessione e un elevato grado di corruzione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che l'UE sostiene fermamente l'integrità territoriale e la sovranità della Bosnia-Erzegovina e non accetterà alcun tentativo di comprometterle; che la bussola strategica ha affermato che, per una questione di sicurezza e stabilità, è di particolare interesse sostenere la sovranità, l'unità e l'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che il presidente dell'entità della Republika Srpska, Milorad Dodik, ed esponenti politici dell'Alleanza dei socialdemocratici indipendenti (SNSD) hanno avviato azioni incostituzionali per annullare leggi statali all'interno dell'entità della Republika Srpska e hanno attaccato le principali istituzioni dello Stato, vale a dire l'Ufficio dell'alto rappresentante, la Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina e la magistratura; che le autorità dell'entità della Republika Srpska hanno partecipato all'"assemblea panserba" tenutasi l'8 giugno 2024 a Belgrado all'insegna del motto "Un popolo, un'assemblea"; che è stato avviato un processo di formazione di una nuova maggioranza favorevole all'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che EUFOR Althea è una missione della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) dell'UE che aiuta la Bosnia-Erzegovina a mantenere un ambiente stabile e sicuro nel paese e sostiene gli sforzi delle forze armate per allinearsi alle norme della NATO, fungendo nel contempo da deterrente contro qualsiasi minaccia straniera;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che il percorso della Bosnia-Erzegovina verso l'UE è sempre più preso di mira da attori stranieri ostili, in particolare la Federazione russa e la Repubblica popolare cinese, che sfruttano le divisioni etniche e la fragilità istituzionale per ostacolare le riforme, minare l'ordine costituzionale ed erodere la fiducia dei cittadini nei confronti dell'UE; che media russi controllati dallo Stato, tra cui Sputnik Serbia e RT Balkan, continuano a operare in Bosnia-Erzegovina, in particolare nella Republika Srpska, diffondendo disinformazione e narrazioni pro-Cremlino, in violazione delle sanzioni dell'UE contro gli organi di propaganda russi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la Bosnia-Erzegovina è uno Stato multietnico sul cui territorio vivono da secoli diversi gruppi religiosi ed etnici, il che dimostra che popoli con punti di vista diversi possono coesistere in un contesto di tolleranza e rispetto reciproco; che la diversità linguistica e culturale è uno dei principi fondamentali dell'Unione europea, sancito dagli articoli 21 e 22 della Carta dei diritti fondamentali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che, per le elezioni generali del 2022, la missione di osservazione elettorale dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE/ODIHR) ha concluso che il processo elettorale è rimasto vulnerabile alle ingerenze esterne, compresi l'uso improprio di risorse amministrative e una copertura mediatica distorta influenzata da piattaforme sostenute dall'estero, e ha chiesto maggiori tutele contro la disinformazione, la trasparenza nel finanziamento delle campagne elettorali e garanzie per i giornalisti e la società civile;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Impegno a favore dell'adesione all'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ribadisce il suo sostegno all'adesione della Bosnia-Erzegovina nell'UE attraverso un processo basato sul merito e sui criteri di Copenaghen, fondato sull'unità, la sovranità, l'integrità territoriale e l'uguaglianza tra i suoi cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>apprezza la decisione del Consiglio europeo di avviare negoziati di adesione con la Bosnia-Erzegovina nel contesto della mutata realtà geopolitica a seguito della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina; accoglie con favore l'adozione di numerose leggi chiave in vista di tale decisione, ma deplora che la dinamica positiva delle riforme abbia subito una battuta d'arresto e prende atto dell'inadeguata attuazione e applicazione delle leggi adottate; si rammarica che il processo legislativo sia viziato dalla mancanza di trasparenza e dall'accesso limitato per i principali portatori di interessi; prende atto della recente adozione delle leggi sul controllo delle frontiere e sulla protezione dei dati personali e ne chiede la completa attuazione; chiede che si compiano preparativi per stabilire la base istituzionale e finanziaria per tale allargamento al fine di garantire un'integrazione sostenibile nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>esorta i leader politici legittimi della Bosnia-Erzegovina a tutti i livelli ad adottare tutte le misure pertinenti indicate nella raccomandazione della Commissione del 12 ottobre 2022, nel pieno rispetto di procedure democratiche adeguate, trasparenti e inclusive in seno alle istituzioni competenti, in vista dell'adozione da parte del Consiglio del quadro negoziale, una volta soddisfatte tali condizioni, e a intensificare gli sforzi per realizzare le 14 priorità fondamentali stabilite dalla Commissione nel 2019; invita tutti gli attori politici a sostenere l'unità, la sovranità e l'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina e ad astenersi da qualsiasi retorica e atto divisivi, compresi la retorica e le azioni secessioniste, l'incitamento all'intolleranza etnica, religiosa e razziale, la negazione del genocidio e di altri crimini di guerra, la glorificazione dei crimini di guerra e dei loro autori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ribadisce che il processo di adesione della Bosnia-Erzegovina verso l'adesione all'UE deve essere fondato su istituzioni democratiche funzionanti, sullo Stato di diritto, sulla lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata nonché sul rispetto dei diritti fondamentali e sulla non discriminazione per tutti i cittadini, compresi i popoli costitutivi, indipendentemente dall'appartenenza etnica, religiosa o di altra natura;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>condanna con fermezza il ripetuto ricorso alla retorica incendiaria e l'adozione di leggi e politiche secessioniste da parte di Milorad Dodik, presidente dell'entità della Republika Srpska, del partito SNSD e dell'assemblea dell'entità della Republika Srpska, compresa la celebrazione della cosiddetta "Giornata della Republika Srpska" e la giornata dello Stato della Repubblica di Serbia; sottolinea che tali azioni compromettono l'ordine costituzionale, l'integrità territoriale e la sovranità della Bosnia-Erzegovina, sono incompatibili con il processo di adesione all'UE e compromettono l'accordo di pace di Dayton;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>esorta tutti gli Stati membri – e ne invoca l'unità – nonché il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e la Commissione ad agire in modo più deciso per rispondere a tali minacce dirette alla sicurezza europea e ribadisce la sua richiesta di sanzioni mirate nei confronti di tutti gli attori destabilizzanti, in particolare Milorad Dodik, nonché di altre entità di alto livello della Republika Srpska e di funzionari serbi che forniscono sostegno politico e materiale alle politiche secessioniste; invita tutti gli Stati membri a provvedere affinché tali sanzioni possano essere adottate dal Consiglio e a imporle bilateralmente o di concerto con altri Stati membri qualora la loro adozione in sede di Consiglio non sia possibile; condanna il ruolo del governo ungherese nel bloccare le sanzioni; appoggia le dichiarazioni rese dal Segretario generale della NATO Mark Rutte il 10 marzo 2025 a Sarajevo e dalla VP/AR Kaja Kallas l'8 aprile a Sarajevo e gli appelli affinché la stabilità nel paese sia salvaguardata; ritiene che i funzionari di alto livello dell'UE non dovrebbero dialogare con attori che compromettono l'ordine costituzionale della Bosnia-Erzegovina, per evitare di danneggiare la credibilità dell'UE nel suo sostegno alle istituzioni statali della Bosnia-Erzegovina e apprezza i divieti di viaggio imposti a figure di primo piano della Republika Srpska da parte di alcuni Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>prende atto della sentenza della Corte della Bosnia-Erzegovina del 26 febbraio 2025 nella causa relativa a Milorad Dodik e si dichiara fortemente preoccupata per l'escalation delle tensioni e le azioni che da allora ha intrapreso, compresi gli attacchi senza precedenti contro le istituzioni della Bosnia-Erzegovina e le sue intimidazioni nei confronti dell'opposizione nella Republika Srpska; deplora il sostegno dato a tali politiche dalle autorità russe e serbe e invita tutti gli attori interni, regionali e internazionali a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina; chiede l'isolamento internazionale di Milorad Dodik; condanna la recente decisione del governo dell'entità della Republika Srpska di dichiarare persona non grata un alto funzionario del ministero degli Esteri tedesco; prende atto con preoccupazione che Interpol si è rifiutata di emettere un avviso rosso per un mandato internazionale e invita l'EUFOR a fornire un sostegno concreto alle autorità della Bosnia-Erzegovina nel porre fine ai continui sforzi per minare la stabilità giuridica e politica del paese nonché a dimostrare l'impegno e la capacità dell'UE e dell'EUFOR nel difendere la pace, far rispettare lo Stato di diritto e mantenere l'integrità delle istituzioni giuridiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>deplora che le politiche e le azioni di Milorad Dodik, compresi i frequenti blocchi degli organi e del processo decisionale a livello statale e lo svuotamento delle istituzioni della Bosnia-Erzegovina necessarie per il lavoro tecnico sul ravvicinamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'Unione, costituiscano un fattore rilevante nel travagliato percorso di adesione della Bosnia-Erzegovina all'UE e una chiara violazione dell'accordo politico del 12 giugno 2022; apprezza il lavoro delle istituzioni competenti della Bosnia-Erzegovina e le invita a seguire le dovute procedure e a eseguire e attuare tutte le decisioni nel pieno rispetto dello Stato di diritto; esorta tutti gli attori politici, in particolare nell'entità della Republika Srpska, a respingere tutte le iniziative secessioniste che minano l'unità, la sovranità, l'integrità territoriale e la sicurezza del paese; esorta l'Assemblea nazionale della Republika Srpska a garantire che la sua Gazzetta ufficiale rifletta le decisioni della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina in merito alle legislazioni della Republika Srpska che sono state giudicate lesive dell'ordine costituzionale e dichiarate nulle;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>esorta la Commissione, in stretta collaborazione con gli Stati membri e i partner internazionali, tra cui l'Ufficio dell'Alto rappresentante, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e il Consiglio d'Europa, a fare il punto sugli insegnamenti tratti negli ultimi 15 anni dall'impegno europeo in Bosnia-Erzegovina e a ricalibrare di conseguenza la sua strategia, con una rinnovata attenzione alla realizzazione di progressi e riforme tangibili che accelerino il percorso del paese verso l'adesione all'UE, ribadendo in tal modo il fermo impegno dell'UE a favore della piena integrazione della Bosnia-Erzegovina nell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>apprezza il pieno allineamento formale della Bosnia-Erzegovina alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE, comprese le misure restrittive in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, ed esorta ad attuare efficacemente tali misure; si compiace del fatto che la Bosnia-Erzegovina continui a partecipare alle missioni e operazioni dell'UE di gestione delle crisi; condanna la posizione filorussa della leadership dell'entità della Republika Srpska e i suoi frequenti incontri con Vladimir Putin e altri funzionari russi; esprime profonda preoccupazione per i rischi per la sicurezza posti da tali legami; esorta l'UE a indagare sull'uso della Republika Srpska come porta d'ingresso per le operazioni di intelligence russe e gli attacchi ibridi contro gli Stati membri dell'UE; chiede che sia fornito un sostegno alla Bosnia-Erzegovina nella lotta contro le campagne di disinformazione provenienti dalla Russia nell'ambito di uno sforzo congiunto contro le minacce ibride; sostiene fermamente l'aspirazione costante della Bosnia-Erzegovina all'integrazione euro-atlantica e all'adesione alla NATO e invita tutti gli attori politici a prendere iniziative politiche concrete per conseguirle;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>ribadisce il suo sostegno all'Ufficio dell'Alto rappresentante e dell'operazione EUFOR Althea a continuare a vigilare sull'attuazione dell'accordo di pace di Dayton, in linea con i relativi mandati basati sulla neutralità politica e sul pieno rispetto della costituzione della Bosnia-Erzegovina finché il paese non avrà completato "l'agenda 5+2" e la vigilanza internazionale non sarà terminata; valuta positivamente il rinnovo del mandato dell'operazione EUFOR Althea; deplora che la Bosnia-Erzegovina dipenda ancora fortemente dal mandato dell'Ufficio dell'alto rappresentante e dalla presenza dell'EUFOR Althea, ma lo riconosce e lo considera un'istituzione fondamentale per salvaguardare non solo la pace, ma anche il semplice funzionamento del paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ricorda che l'operazione EUFOR Althea svolge un ruolo chiave nel tutelare l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza politica della Bosnia-Erzegovina, garantendo nel contempo che i portatori di interessi locali agiscano conformemente a tali principi fondamentali, come indicato nell'accordo di pace di Dayton e nelle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; esorta l'EUFOR a comunicare tale mandato ai cittadini della Bosnia-Erzegovina in maniera inequivocabile, quale misura volta a rafforzare la fiducia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>accoglie altresì con favore la decisione del Consiglio relativa a una misura di assistenza nell'ambito dello strumento europeo per la pace, per un importo pari a 10 milioni di EUR, a favore delle forze armate della Bosnia-Erzegovina e il contratto di cooperazione e formazione per il 2023 tra le forze armate della Bosnia-Erzegovina ed EUFOR; invita il Consiglio e la VP/AR a consentire a tutti gli Stati membri ammissibili di partecipare alle missioni di mantenimento della pace dell'UE, come l'operazione Althea dell'EUFOR in Bosnia-Erzegovina; invita le autorità della Bosnia-Erzegovina, la NATO e l'EUFOR Althea ad avviare un processo di riforma delle forze armate della Bosnia-Erzegovina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>resta preoccupato per le ingerenze straniere ostili e le campagne di disinformazione da parte di attori stranieri in Bosnia-Erzegovina, in particolare la Russia e la Cina, nonché per la loro trasmissione attraverso i media locali e strutture politiche, in particolare da parte dell'entità della Republika Srpska; esprime profonda preoccupazione per il sostegno del Cremlino alla retorica secessionista, ai tentativi di delegittimare le istituzioni statali e alle ingerenze in materia giudiziaria ed elettorale; pone in evidenza i recenti sforzi compiuti dalla Russia in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per difendere le azioni incostituzionali delle autorità dell'entità della Republika Srpska;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>chiede ulteriori misure, tra cui l'allineamento della legislazione della Bosnia-Erzegovina all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE, e il sostegno dell'UE per contrastare efficacemente le ingerenze straniere ostili e le campagne di disinformazione; invita il SEAE e la delegazione UE in Bosnia-Erzegovina a intensificare gli sforzi tesi a promuovere i vantaggi derivanti da una più stretta integrazione e a investire in campagne di comunicazione per contrastare le narrative antidemocratiche e altre forme di ingerenza straniera;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>deplora la partecipazione delle autorità dell'entità della Republika Srpska all'"assemblea panserba" tenutasi l'8 giugno 2024 a Belgrado all'insegna del motto "Un popolo, un'assemblea" e respinge la dichiarazione di quest'ultima che mina la sovranità della Bosnia-Erzegovina e di altri paesi dei Balcani occidentali e viene meno alla promozione di relazioni di buon vicinato; condanna le ingerenze negli affari della Bosnia-Erzegovina messe in atto dal presidente serbo Aleksandar Vucic, anche esprimendo sostegno alle azioni illegittime di Milorad Dodik e organizzando l'"assemblea panserba", appoggiata dalla Russia, che mina la sovranità e l'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>condanna l'aumento dell'influenza ostile dell'Iran nel paese e nei Balcani occidentali, che rappresenta una minaccia per la sicurezza dell'UE e dei suoi Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>apprezza il rinnovato e costante impegno della Bosnia-Erzegovina in seno alla commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina, in osservanza di una delle 14 priorità fondamentali stabilite dalla Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina a riformare il meccanismo di coordinamento per le questioni relative all'UE, che si è rivelato inefficace e inefficiente nell'affrontare i compiti connessi all'integrazione nell'UE; invita le autorità a presentare un programma nazionale per l'adozione dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE conformemente alle osservazioni della Commissione e a garantire un allineamento coordinato all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE in tutto il paese; evidenzia la necessità di istituire una struttura negoziale operativa a seguito della decisione del Consiglio europeo di avviare i negoziati di adesione, compresa la nomina di una squadra negoziale e un capo negoziatore pienamente autorizzato a presentare la posizione del paese;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Democrazia e Stato di diritto</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>deplora il fatto che gli attori politici non abbiano ancora applicato le necessarie modifiche alla costituzione e alla legge elettorale per allinearle alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e applicare le pertinenti decisioni della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina e della Corte europea dei diritti dell'uomo al fine di eliminare tutte le forme di disuguaglianza e discriminazione nel processo elettorale e garantire la non discriminazione, la protezione dei diritti fondamentali e l'uguaglianza per tutti i cittadini per "passare da Dayton a Bruxelles"; ribadisce che la mancata esecuzione di dette sentenze è incompatibile con i valori dell'UE e con l'integrazione della Bosnia-Erzegovina nell'UE; sottolinea la necessità che tutti i processi di riforma costituzionale ed elettorale siano inclusivi, basati su consultazioni globali con i cittadini, la società civile ed esperti indipendenti e con tutte le parti interessate del paese, e in linea con le norme e i principi europei; ribadisce che qualunque riforma elettorale non deve aggravare o consolidare le divisioni etniche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>deplora che le autorità della Bosnia-Erzegovina non siano state in grado di unire la società o di creare un sistema giusto e funzionale nel paese, ma abbiano piuttosto contribuito in larga misura ad acuire le divisioni; invita l'UE e i suoi Stati membri ad avviare un processo di riforme trasparente e inclusivo che consenta una trasformazione sostenibile dell'accordo di pace di Dayton in una costituzione, pienamente in linea con le norme e i principi europei, al fine di garantire un sistema di governance funzionale, responsabile, rappresentativo e legittimato dal popolo, superare le divisioni etno-nazionalistiche e conseguire progressi sostenibili nel cammino verso l'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>prende atto delle modifiche apportate alla legge elettorale dall'alto rappresentante nel marzo 2024, che hanno introdotto importanti norme di integrità e misure volte a rafforzare la fiducia, con l'obiettivo di ripristinare la fiducia degli elettori nell'intero processo elettorale; invita l'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina ad affrontare con urgenza tutte le raccomandazioni in sospeso dell'OSCE/ODIHR, della Commissione di Venezia e del Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO), in particolare sulle questioni riguardanti l'amministrazione elettorale, lo svolgimento delle elezioni e dello spoglio dei voti, le campagne elettorali e il finanziamento delle campagne, il divieto esplicito di acquisto indiretto di voti, la risoluzione delle controversie elettorali, la lotta alla disinformazione e alle ingerenze straniere, l'aumento della tutela dei giornalisti e le sanzioni contro l'uso improprio delle risorse amministrative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>esprime apprezzamento per il fatto che le elezioni locali del 6 ottobre 2024 si siano rivelate competitive e siano state gestite in modo efficace; si rammarica che si siano svolte in un ambiente privo di coesione sociale e politica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>condanna fermamente le azioni dell'entità della Republika Srpska che compromettono l'ordine costituzionale della Bosnia-Erzegovina e le competenze degli organismi statali, nonché il suo ostruzionismo nei confronti della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina; condanna tutte le azioni illegali in contrasto con il quadro costituzionale e invita tutti gli attori politici in Bosnia-Erzegovina ad adottare un approccio filoeuropeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>prende atto dei limitati progressi compiuti in Bosnia-Erzegovina in materia di riforme della giustizia, in particolare per quanto riguarda l'indipendenza, la professionalità, l'efficienza e la responsabilità del sistema giudiziario; chiede misure urgenti volte ad accelerare le riforme in tali settori, garantendo il pieno allineamento alle norme dell'UE e rafforzando la capacità della magistratura di amministrare efficacemente la giustizia e di difendere lo Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>continua a esprimere profonda preoccupazione per la corruzione, soprattutto ad alto livello, esistente in Bosnia-Erzegovina, un problema strutturale profondamente radicato nel sistema di governance estremamente complesso del paese, ed esorta le autorità competenti ad adottare una posizione più decisa, coordinata, trasparente e proattiva nella lotta contro tale fenomeno, anche migliorando la legislazione anticorruzione in modo da renderla pienamente in linea con le norme e le raccomandazioni internazionali e garantendo l'efficace attuazione delle leggi, comprese quelle sulla prevenzione dei conflitti di interessi e sulla protezione degli informatori; incoraggia la Bosnia-Erzegovina a impegnarsi in una cooperazione strutturata e in uno scambio delle migliori pratiche con gli Stati membri; accoglie con favore la strategia anticorruzione 2024-2028 e l'adozione del piano d'azione per la sua attuazione, così come gli sforzi di cooperazione internazionale in corso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>deplora che le leggi sugli appalti pubblici, sul conflitto di interessi e sul Consiglio superiore della magistratura non siano ancora allineate alle norme europee e sollecita l'adozione di una nuova legge sul Consiglio superiore della magistratura e della procura, conformemente alle raccomandazioni della Commissione di Venezia; chiede l'istituzione, in seno al Consiglio superiore della magistratura e della procura, di un dipartimento per le dichiarazioni patrimoniali indipendente e raccomanda il perseguimento imparziale ed efficace dei casi di corruzione ad alto livello;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare il sistema di gestione dei conflitti di interessi tra persone che ricoprono funzioni esecutive apicali, in particolare garantendo che le dichiarazioni di interessi siano sottoposte a verifiche regolari e approfondite; evidenzia che tutte le persone che ricoprono funzioni esecutive apicali, a prescindere dal fatto che siano state elette o nominate, dovrebbero essere soggette a obblighi di dichiarazione uniformi e che tutte le dichiarazioni di interessi dovrebbero essere sistematicamente rese pubbliche ed essere facilmente accessibili online, nell'interesse della trasparenza e della responsabilità pubblica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>esorta la Bosnia-Erzegovina a intensificare la lotta contro la criminalità organizzata; esprime profonda preoccupazione per le vulnerabilità alle infiltrazioni criminali nei sistemi politici, giuridici ed economici; elogia le autorità della Bosnia-Erzegovina per aver firmato, il 24 ottobre 2024, un accordo di cooperazione con Eurojust, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza delle indagini e delle azioni penali nell'ambito della criminalità organizzata, del terrorismo, della tratta di esseri umani, della criminalità informatica e di altre attività criminali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea la necessità di migliorare la cooperazione con l'UE nella lotta contro il traffico di stupefacenti; invita la Bosnia-Erzegovina a nominare un agente corrispondente nell'ambito della sua cooperazione con l'Agenzia dell'Unione europea sulle droghe (EUDA);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>valuta positivamente la nuova legge sulla lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo ed esorta la Bosnia-Erzegovina a rafforzare le misure in questo settore, anche adottando i regolamenti necessari per un'adeguata attuazione della legge, prestando particolare attenzione all'efficacia dell'applicazione e del monitoraggio; sottolinea, in particolare, la necessità di allineare pienamente la legislazione antiterrorismo all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e al diritto internazionale; chiede l'introduzione di sanzioni più severe per i reati di terrorismo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>accoglie con favore l'adozione da parte della Bosnia-Erzegovina della legge sul controllo delle frontiere, volta a migliorare la conformità alle norme europee, e chiede il pieno allineamento con la politica dell'UE in materia di visti nell'ambito di una politica di gestione controllata della migrazione; evidenzia che la Bosnia-Erzegovina deve garantire la sicurezza alle sue frontiere e cooperare con Frontex e i paesi vicini per prevenire la migrazione irregolare, assicurando nel contempo a chi ha diritto alla protezione internazionale un accesso sufficiente alle procedure di asilo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>insiste sulla necessità di garantire che la nomina di alti funzionari di polizia, in special modo all'interno della polizia di frontiera e dell'Agenzia statale di investigazione e protezione, sia fondata sul merito e si svolga secondo procedure di selezione aperte, standardizzate e trasparenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>ribadisce la necessità di una funzione pubblica professionale e depoliticizzata; apprezza le misure adottate nella riforma della pubblica amministrazione; chiede una riduzione degli oneri amministrativi nella pubblica amministrazione; invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a migliorare la capacità di risposta alle richieste di informazioni delle autorità pubbliche;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Libertà fondamentali e diritti umani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>condanna fermamente la discriminazione, la violenza e l'incitamento all'odio nei confronti di tutte le minoranze; chiede che simili episodi siano perseguiti efficacemente; esorta la Bosnia-Erzegovina a promuovere e salvaguardare i diritti umani, la non discriminazione e la protezione di tutte le minoranze; chiede una migliore attuazione dei meccanismi antidiscriminazione in Bosnia-Erzegovina, prestando particolare attenzione alla lotta contro l'intolleranza, l'incitamento all'odio e tutte le forme di disuguaglianza; invita le autorità a migliorare l'accesso di tutte le minoranze e dei gruppi vulnerabili ai servizi sociali, abitativi, sanitari e di istruzione; sottolinea l'importanza della tutela dell'espressione culturale e linguistica di tutte le minoranze presenti in Bosnia-Erzegovina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>esprime profonda preoccupazione dinanzi al forte aumento della violenza – comprese le forme emergenti di violenza digitale – nei confronti di donne, minori, anziani e altri gruppi vulnerabili, tra cui la comunità LGBTIQ; esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina ad allineare le loro politiche, normative e pratiche in materia di violenza sessuale e digitale nei confronti delle donne alle norme del Consiglio d'Europa, in particolare alla convenzione di Istanbul, alla pertinente giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE; chiede un sostegno mirato alle istituzioni chiave, la formazione di professionisti che siano in grado di fornire un aiuto efficace alle vittime, una migliore sensibilizzazione del pubblico e un rafforzamento delle capacità istituzionali allo scopo di prevenire e contrastare tutte le forme di violenza di genere; evidenzia il ruolo chiave delle associazioni femminili nel raggiungere i soggetti più vulnerabili; invita la Bosnia-Erzegovina a istituire un sistema ufficiale centralizzato di raccolta dei dati sui femminicidi; accoglie con favore la decisione presa il 9 aprile 2025 dal governo della Federazione della Bosnia-Erzegovina in merito all'inclusione del femminicidio nel codice penale e invita il parlamento ad approvare con urgenza questa nuova legge;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>deplora che il piano d'azione sulla parità di genere per il periodo 2023-2027 sia stato finora caratterizzato da un'assenza di finanziamenti e di monitoraggio; chiede un aumento della partecipazione pubblica e politica delle donne in Bosnia-Erzegovina; riconosce i maggiori ostacoli e discriminazioni cui devono far fronte le donne appartenenti a minoranze etniche, in particolare nell'accesso ai servizi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>condanna l'adozione da parte dell'entità della Republika Srpska delle modifiche legislative che hanno eliminato l'identità di genere in quanto caratteristica protetta e di quelle che non garantiscono più la protezione dei minori aventi orientamenti sessuali e identità di genere diversi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>invita le autorità competenti della Bosnia-Erzegovina a elaborare e adottare il piano d'azione nazionale in sospeso sulla tutela dei diritti del minore; sottolinea che la povertà e l'esclusione sociale colpiscono un'elevata percentuale di minori nel paese, appartenenti soprattutto a gruppi vulnerabili, compresi i minori rom, i minori con disabilità, i minori in conflitto con la legge e i minori migranti; ricorda che la Bosnia-Erzegovina è tenuta a rispettare i suoi impegni internazionali affinché nessun minore sia lasciato indietro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>insiste sulla rilevanza di un'istruzione inclusiva e di qualità, che comprenda il diritto all'istruzione nella lingua madre, e, tra l'altro, sull'importanza di riformare sistematicamente i programmi di studio divisivi che ostacolano gravemente la mobilità interna e limitano le capacità di pensiero critico; rinnova l'invito a porre fine alla pratica di segregazione rappresentata dal sistema delle "due scuole sotto lo stesso tetto", che pregiudica la coesione sociale e le pari opportunità, e sottolinea la necessità di favorire la riconciliazione e l'integrazione e di tutelare il diritto di ogni comunità nazionale, minoranze comprese, alla propria cultura, lingua e identità; chiede l'adozione nei manuali di storia di un programma comune basato su fatti accertati dai tribunali in relazione alla guerra, così da evitare il revisionismo storico, e incoraggia l'UE a sostenere tale iniziativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>invita le istituzioni della Bosnia-Erzegovina, come raccomandato dal difensore civico per i diritti umani della Bosnia-Erzegovina, ad adottare una legislazione volta a garantire un uso efficace e paritario di tutte e tre le sue lingue ufficiali, vale a dire il croato, il bosniaco e il serbo, nonché le grafie in latino e in cirillico, nella comunicazione esterna con i cittadini; sottolinea che la violazione del diritto a un uso paritario della lingua e della scrittura viola la Costituzione della Bosnia-Erzegovina, l'articolo 2 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e l'articolo 14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina a garantire le libertà di riunione, associazione ed espressione, consentendo l'inclusione della società civile nell'elaborazione delle politiche; invita le autorità a garantire processi di consultazione pubblica significativi, sistematici e inclusivi; condanna la reintroduzione da parte dell'entità della Republika Srpska di una legge sugli "agenti stranieri" e esorta le autorità ad abrogarla; condanna l'uso da parte dell'entità della Republika Srpska delle leggi penali sulla diffamazione quale strumento per reprimere la libertà di espressione e chiede che la diffamazione sia riportata nell'ambito del solo diritto civile, onde evitare che venga utilizzata in modo improprio per limitare la libertà di espressione; invita la Commissione a subordinare l'abrogazione di tali leggi a una rigorosa condizionalità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>incoraggia il Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina ad adottare la strategia per la creazione di un contesto favorevole allo sviluppo della società civile, garantendo che si concentri inequivocabilmente sul miglioramento del quadro legislativo e sull'ottenimento di finanziamenti più consistenti e trasparenti per le organizzazioni della società civile; chiede una maggiore protezione dei difensori dei diritti umani in Bosnia-Erzegovina, comprese le attiviste, i giornalisti e le ONG;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>evidenzia l'importanza fondamentale dei media indipendenti e del rispetto delle norme in materia di libertà di espressione; invita la Bosnia-Erzegovina, insistendo sulla pressante crisi finanziaria attraversata dall'emittente pubblica statale BHRT, a garantire la sostenibilità finanziaria e l'indipendenza politica delle emittenti pubbliche e dell'Agenzia di regolamentazione delle comunicazioni della Bosnia-Erzegovina; invita la Bosnia-Erzegovina ad adottare una legislazione sulla trasparenza della proprietà dei media e sul finanziamento pubblico dei media; esorta lo Stato ad accelerare l'adozione della legge sulle comunicazioni elettroniche, conformemente al regolamento sui servizi digitali<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali) (GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e al nuovo regolamento dell'UE sulla libertà dei media<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/1083 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro comune per i servizi di media nell'ambito del mercato interno e che modifica la direttiva 2010/13/UE (regolamento europeo sulla libertà dei media) (GU L, 2024/1083, 17.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1083/oj.</FIELD></FOOTNOTE>; chiede che il pluralismo dei media pubblici sia garantito in tutto il territorio della Bosnia-Erzegovina, compresa l'equa rappresentanza di tutte le minoranze; prende atto della nomina, dopo 12 anni di blocco, del consiglio delle emittenti pubbliche della Federazione della Bosnia-Erzegovina e lo invita a garantire un'informazione imparziale e obiettiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la propaganda russa in seno all'emittente pubblica dell'entità della Republika Srpska e deplora la trasmissione del canale RT (ex Russia Today), in violazione delle sanzioni dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>condanna le pressioni politiche, gli attacchi, le intimidazioni, le minacce, i commenti degradanti e le azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP) nei confronti di giornalisti e operatori dei media, in particolare da parte di politici di alto livello o delle loro organizzazioni per procura e di attori allineati con interessi stranieri; deplora la mancanza di progressi per quanto riguarda la garanzia della libertà di espressione e la modifica delle leggi penali nell'ottica di rafforzare la protezione dei giornalisti da minacce e attacchi, in linea con i requisiti dell'UE, e invita le autorità ad adottare leggi che tutelino efficacemente i giornalisti, le ONG, i difensori dei diritti umani, gli attivisti ambientali e altri portatori di interessi contro le SLAPP; sottolinea l'importanza di assicurare un seguito giudiziario adeguato nei casi di minacce e violenze nei confronti dei giornalisti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>esorta la Bosnia-Erzegovina a garantire e ad applicare efficacemente le pertinenti leggi in materia di diritti umani generali; esorta la Bosnia-Erzegovina a perseguire i reati di discriminazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>ribadisce la necessità di una gestione solidale ed equa della migrazione e dell'asilo, che combini il rispetto dei diritti umani e un efficace controllo delle frontiere; invita l'UE ad aiutare la Bosnia-Erzegovina ad assumersi la completa responsabilità della gestione dei centri di accoglienza, spesso situati alle frontiere con l'UE, a garantire condizioni di accoglienza sufficienti e ad assicurare l'accesso a procedure di asilo efficaci e attuabili, nel pieno rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani; esprime preoccupazione per le segnalazioni di condizioni di accoglienza inadeguate nel centro finanziato dall'UE a Lipa; sottolinea la necessità di migliorare la trasparenza e il controllo democratico nell'assegnazione e nell'attuazione dei fondi dell'UE nel settore della migrazione; accoglie con favore l'accordo aggiornato sullo status tra la Bosnia-Erzegovina e Frontex e ne chiede la rapida sottoscrizione; ricorda che qualsiasi eventuale accordo stipulato con l'Agenzia deve rispettare pienamente i diritti fondamentali e le norme internazionali; esorta la Bosnia-Erzegovina a intensificare gli sforzi volti a contrastare la criminalità transfrontaliera, in particolare la tratta di esseri umani;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riconciliazione, cooperazione regionale e relazioni di buon vicinato </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>ricorda che le relazioni di buon vicinato e la cooperazione regionale sono elementi essenziali del processo di allargamento dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>sottolinea l'importanza della riconciliazione in Bosnia-Erzegovina ed esorta tutte le autorità a favorire attivamente e garantire l'accesso alla verità, alla giustizia e a mezzi di ricorso inclusivi, compresa l'adozione di una legge di Stato che stabilisca diritti minimi per le vittime della guerra in tutto il paese, e la promozione di una cultura della memoria con riferimento alle donne; riconosce che l'assunzione di responsabilità, il mutuo rispetto tra le persone e le comunità e la promozione della comprensione reciproca, in particolare tra i giovani, possono avere un effetto positivo ai fini della riconciliazione; esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina ad adottare una strategia nazionale in materia di giustizia di transizione; invita a compiere ulteriori sforzi per affrontare la questione delle persone scomparse; esorta la Commissione a intensificare gli sforzi volti a promuovere, sostenere e agevolare i processi di riconciliazione in Bosnia-Erzegovina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>invita le autorità della Bosnia-Erzegovina ad accelerare il perseguimento dei crimini di guerra conformemente alla strategia nazionale riveduta per il perseguimento dei crimini di guerra; insiste sull'importanza di rafforzare la cooperazione regionale mediante l'estradizione degli indagati, così come la cooperazione tra le autorità giudiziarie e lo scambio in tutti gli aspetti formali pertinenti ai fini dell'azione penale; incoraggia le autorità della Bosnia-Erzegovina ad allineare la loro legislazione in modo da garantire che tutte le vittime di crimini di guerra abbiano pari accesso ai diritti e alle tutele;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>riconosce il ruolo estremamente importante svolto dalla Commissione internazionale per i dispersi (ICMP), in particolare garantendo la capacità istituzionale, sostenendo le famiglie e fornendo prove ai tribunali; esorta l'UE ad assicurare che l'ICMP abbia accesso a finanziamenti sufficienti per portare avanti le sue attività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>rinnova l'invito ad attuare ulteriori misure e programmi concreti per quanto riguarda il ritorno sostenibile dei rifugiati e degli sfollati interni, l'accesso all'assistenza sanitaria e all'occupazione, la protezione sociale e l'istruzione e a garantire il pieno rispetto di tutti i loro diritti al risarcimento per le proprietà che non possono essere restituite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>deplora tutte le forme di revisionismo storico, negazione del genocidio, irredentismo, esaltazione dei crimini di guerra e dei criminali e contestazione dei fatti o dell'indipendenza e dell'imparzialità dei tribunali internazionali e nazionali, in particolare da parte di leader politici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>esprime preoccupazione per l'adozione della dichiarazione sulla protezione dei diritti nazionali e politici e sul futuro comune del popolo serbo, che viola diversi aspetti dell'accordo di pace di Dayton e mina la sovranità, l'integrità territoriale e l'unità della Bosnia-Erzegovina; osserva che le idee dello Srpski Svet sono incompatibili con le aspirazioni di adesione all'UE; invita la Serbia a impegnarsi in modo costruttivo a favore della stabilità e dell'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina e a sostenere attivamente il suo percorso di adesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>sottolinea l'importanza della diplomazia preventiva in Bosnia-Erzegovina; invita il SEAE a rafforzare lo sviluppo delle competenze del suo personale affinché l'UE possa meglio comprendere il contesto storico, culturale e religioso locale, come sottolineato nella relazione sul ruolo della diplomazia preventiva approvata dal Parlamento europeo nel gennaio 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>plaude alla decisione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di proclamare l'11 luglio Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio del 1995 a Srebrenica; invita le autorità a garantire la sicurezza del memoriale di Srebrenica-Potočari; sottolinea che il memoriale ha dovuto chiudere temporaneamente per problemi di sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>evidenzia che la cooperazione regionale attraverso il mercato regionale comune è un mezzo utile per promuovere la crescita economica; invita la Bosnia-Erzegovina a ratificare rapidamente tutti gli accordi di mobilità regionale nel quadro del processo di Berlino e a rafforzare ulteriormente la cooperazione economica attraverso questo mercato, in linea con gli obiettivi di allargamento dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riforme socioeconomiche</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>apprezza il piano di crescita per i Balcani occidentali e lo strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali, che prevede una dotazione indicativa di oltre 1 miliardo di EUR a favore della Bosnia-Erzegovina; accoglie con favore l'adozione da parte del Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina di un progetto di programma di riforme; invita le autorità competenti della Bosnia-Erzegovina a garantire la rapida adozione del programma di riforme, al fine di evitare che la dotazione finanziaria destinata al paese sia distribuita tra gli altri paesi dei Balcani occidentali, e a istituire un solido meccanismo che permetta di garantire un monitoraggio trasparente, inclusivo e tempestivo della relativa attuazione; sottolinea la necessità di dare priorità ad ambiti fondamentali quali la pubblica amministrazione, lo Stato di diritto, la lotta alla corruzione, la decarbonizzazione, la digitalizzazione, la connettività e lo sviluppo del capitale umano, affrontando nel contempo anche le sfide sociali; ritiene che cogliere le opportunità offerte dal piano di crescita rafforzerebbe l'economia della Bosnia-Erzegovina; invita la Commissione a valutare modalità di cooperazione con le autorità regionali disponibili e interessate, facendo un uso più flessibile dello strumento per le riforme e la crescita;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>ricorda che i finanziamenti dell'UE destinati a progetti nell'entità della Republika Srpska dovrebbero rimanere congelati fintanto che quest'ultima non avrà invertito il processo di regresso democratico e non si sarà pienamente allineata alla PESC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>incoraggia la Bosnia-Erzegovina a utilizzare al meglio tutto il sostegno finanziario dell'UE; invita la Commissione a continuare a fornire sostegno finanziario e tecnico a favore dell'integrazione della Bosnia-Erzegovina nell'UE, sulla base di una condizionalità chiaramente definita e di un rigoroso monitoraggio delle spese e dei risultati, conformemente agli obiettivi dell'UE in materia di gestione efficiente e responsabile del bilancio; ritiene che i finanziamenti dell'UE dovrebbero sostenere meglio le riforme democratiche del paese; chiede, in tale contesto, che i pertinenti finanziamenti dell'UE siano riprogrammati per riorientare maggiori risorse verso il sostegno all'assistenza tecnica nell'assorbimento dei fondi, alle riforme del sistema giudiziario e alle misure anticorruzione; invita inoltre l'UE e i paesi dei Balcani occidentali a istituire un quadro per una cooperazione proficua con la Procura europea (EPPO), al fine di garantire che quest'ultima possa esercitare efficacemente le sue competenze nei paesi in fase di adesione; incoraggia la Bosnia-Erzegovina a concludere rapidamente accordi di lavoro bilaterali con l'EPPO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>deplora che la realizzazione di miglioramenti e progressi sostenibili in questo ambito sia ostacolata anche dalla struttura di governance e dalla grave mancanza di strategie nazionali in tutti i settori e a tutti i livelli; chiede la rapida nomina di un coordinatore IPA III e un migliore assorbimento dei fondi IPA III in Bosnia-Erzegovina, anche a livello locale e regionale; invita a rafforzare le capacità degli enti locali e regionali in relazione all'attuazione di riforme socioeconomiche e alla gestione di progetti cofinanziati da fondi dell'UE, al fine di migliorare l'assorbimento e ridurre le disuguaglianze regionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>esorta la Bosnia-Erzegovina a dare priorità alle misure destinate a migliorare la competitività e il contesto imprenditoriale, promuovendo nel contempo la coesione economica e sociale, anche progredendo verso l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, e a stimolare la diversificazione economica, a incentivare la transizione digitale e verde, ad affrontare il problema dell'economia informale e a contrastare la disoccupazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>esprime preoccupazione per le tendenze demografiche estremamente negative registrate nel paese, dovute in particolare all'elevato numero di giovani che lasciano il territorio, e sottolinea l'importanza di adottare con urgenza misure supplementari per far fronte a tale sfida; invita a rivolgere l'attenzione ai giovani in quanto motore dell'integrazione europea nel paese; invita la Bosnia-Erzegovina a finalizzare e adottare la garanzia per i giovani al fine di migliorare l'accesso dei giovani all'occupazione, all'istruzione, alla formazione e all'apprendistato, nonché ad affrontare l'elevata disoccupazione giovanile e gli squilibri tra domanda e offerta di competenze e a promuovere l'inclusione sociale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>incoraggia le istituzioni dell'UE a collaborare con la società civile e gli esperti per sviluppare soluzioni volte a rendere flessibili e trasferibili le tutele sanitarie e sociali, al fine di garantire l'uguaglianza e la mobilità all'interno della Bosnia-Erzegovina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>accoglie con favore le richieste a favore di una rapida integrazione di tutti i paesi dei Balcani occidentali nel mercato unico digitale dell'UE prima dell'effettiva adesione all'Unione, misura che contribuirebbe in modo fondamentale alla creazione di un ambiente digitale sicuro;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Energia, ambiente, biodiversità, sviluppo sostenibile e connettività</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>incoraggia la Bosnia-Erzegovina ad accelerare la diversificazione delle fonti energetiche, nell'ottica, in particolare, di porre fine alla sua dipendenza dal gas russo; esorta la Bosnia-Erzegovina a migliorare la sicurezza e l'efficienza energetica attraverso il potenziamento delle sue reti di trasmissione e distribuzione di energia elettrica, il collegamento al mercato europeo e la transizione verso le energie rinnovabili, in particolare verso l'energia solare e quella eolica, garantendo nel contempo consultazioni pubbliche significative e tutele ambientali efficaci;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>esorta la Bosnia-Erzegovina ad adottare il piano nazionale per l'energia e il clima da tempo atteso e ad attuare strategie nazionali di protezione dell'ambiente, anche tutelando giuridicamente i suoi siti candidati all'inclusione nella rete Emerald, migliorando l'adeguatezza della sua rete Emerald e garantendo la piena attuazione della direttiva Habitat<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/1992/43/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, della direttiva Uccelli<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/147/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e della direttiva quadro sulle acque<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2000/60/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, migliorando nel contempo la qualità e la trasparenza degli investimenti ambientali; ribadisce la necessità di una protezione e di un miglioramento efficaci della qualità dell'aria e dell'acqua, così come di sanzioni adeguate, proporzionate e dissuasive in caso di violazione del diritto ambientale; constata che i progressi nell'ambito della protezione dell'ambiente e del clima e l'allineamento alle norme dell'UE continuano a essere scarsi ed esorta pertanto le autorità della Bosnia-Erzegovina a garantire un maggiore allineamento con le norme e gli obiettivi politici dell'UE in materia di protezione del clima ed energia, in linea con l'agenda verde 2020 e l'accordo di Parigi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a ridurre l'inquinamento atmosferico transfrontaliero, in special modo nel caso della raffineria di petrolio di Bosanski Brod; ricorda che la Bosnia-Erzegovina è uno dei paesi firmatari della Convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero (Espoo, 1991) ed è vincolata dagli obblighi derivanti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>sottolinea la necessità di migliorare le valutazioni ambientali strategiche globali ex ante, con il coinvolgimento significativo delle comunità locali interessate, delle organizzazioni della società civile e di esperti indipendenti; evidenzia la necessità di incrementare la trasparenza delle procedure per i progetti di infrastrutture nei settori ecosensibili; sottolinea l'importanza di una migliore integrazione della dimensione ambientale in tutte le politiche settoriali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>esorta il paese ad attuare misure volte a tutelare la biodiversità e l'integrità ecologica dei corsi d'acqua, in linea con la convenzione di Espoo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per gli effetti nocivi generati dalle attività minerarie, comprese quelle gestite da imprese straniere, sull'ambiente della Bosnia-Erzegovina e sulla salute dei suoi cittadini; invita tutte le entità del settore minerario che operano in Bosnia-Erzegovina a rispettare pienamente la legislazione nazionale e a dare priorità alla tutela dell'ambiente e alla salute pubblica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>mette in luce l'urgente necessità dell'adozione, da parte della Federazione della Bosnia-Erzegovina, di una normativa sulle foreste che sia equa, moderna e orientata da esperti; chiede inoltre una maggiore protezione delle foreste e dei corsi d'acqua attraverso un migliore controllo delle ispezioni e la creazione di un quadro giuridico rigoroso conforme alle norme ambientali e sistemiche; chiede la soppressione della disposizione contenuta nel pertinente regolamento della Federazione della Bosnia-Erzegovina che consente il rilascio di acque reflue nei corsi d'acqua con un controllo minimo, il che rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica e l'ambiente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina a finalizzare e adottare con urgenza la designazione giuridica del Livanjsko Polje come paesaggio protetto di categoria V e a garantire un monitoraggio adeguato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>esprime solidarietà alla Bosnia-Erzegovina e a tutte le vittime delle devastanti inondazioni e frane verificatesi il 3 e il 4 ottobre 2024; invita le autorità della Federazione della Bosnia-Erzegovina a rafforzare il sostegno alle persone colpite e a garantire che tutte le possibili carenze nell'applicazione della legge e nella gestione forestale che potrebbero aver aggravato la catastrofe vengano colmate;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, alla Presidenza della Bosnia-Erzegovina, al Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina, all'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina, ai governi e ai parlamenti della Federazione della Bosnia-Erzegovina, all'entità della Repubblica Srpska e al Distretto di Brčko nonché all'Ufficio dell'Alto rappresentante.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>