<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0158</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Relazioni 2023 e 2024 della Commissione sulla Georgia</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0110/2025 - Relatrice: Rasa Juknevičienė)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2025 sulle relazioni 2023 e 2024 della Commissione sulla Georgia (2025/2024(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 30 ottobre 2024 dal titolo "Comunicazione 2024 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2024)0690), corredata del documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Georgia 2024 Report" (Relazione 2024 sulla Georgia) (SWD(2024)0697),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 261 del 30.8.2014, pag. 4, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/494/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 78 della Costituzione georgiana, che richiede l'adozione di tutte le misure possibili per garantire la piena integrazione della Georgia nell'UE e nella NATO,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione definitiva del 20 dicembre 2024 elaborata dalla missione di osservazione elettorale dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) sulle elezioni parlamentari tenutesi in Georgia il 26 ottobre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del 27 giugno 2024 sulla Georgia e del 17 dicembre 2024 sull'allargamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Georgia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0110/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che nel dicembre 2023 il Consiglio europeo ha concesso alla Georgia lo status di paese candidato a condizione che sarebbero state adottate le nove misure pertinenti indicate nella raccomandazione della Commissione dell'8 novembre 2023 e riguardanti principalmente le riforme nei settori della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la situazione in Georgia ha subito un netto peggioramento dopo la pubblicazione, il 30 ottobre 2024, della relazione 2024 della Commissione sul paese, in particolare in ragione delle misure prese dal governo georgiano;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che si è verificato un regresso democratico in Georgia negli ultimi anni, in particolare dalle elezioni parlamentari del 26 ottobre 2024, che non hanno rispettato le norme democratiche internazionali né gli impegni assunti dalla Georgia nell'ambito dell'OSCE e che hanno portato alla creazione di un parlamento illegittimo costituito da un solo partito politico, Sogno georgiano; che la Russia ha sistematicamente interferito nei processi democratici in Georgia; che le elezioni fraudolente sono state caratterizzate anche da episodi di intimidazione degli elettori, acquisto di voti e molestie nei confronti degli osservatori elettorali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il 28 novembre 2024 Irakli Kobakhidze ha annunciato che la Georgia avrebbe ritardato l'avvio dei negoziati di adesione con l'UE e avrebbe respinto l'assistenza finanziaria di quest'ultima fino alla fine del 2028, ignorando l'impegno costituzionale del paese a favore dell'integrazione europea e compromettendo di fatto le aspirazioni sovrane euro-atlantiche della Georgia, fortemente sostenute dal popolo georgiano;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che le preoccupazioni relative alla direzione presa dal paese e la decisione di sospendere gli sforzi per avviare i negoziati di adesione hanno scatenato proteste su vasta scala in tutto il paese, con manifestanti che chiedono nuove elezioni libere ed eque, il ritorno del paese al suo percorso europeo, la fine della violenza e della repressione politiche, indagini sulle gravi violazioni dei diritti umani commesse dalle autorità di contrasto contro i manifestanti e la relativa assunzione di responsabilità, nonché il rilascio dei prigionieri politici; che si svolgono manifestazioni ininterrottamente tutti i giorni dal 28 novembre 2024; che nel 2025 si è registrato un aumento significativo delle proteste a favore dell'UE in tutta la Georgia, con decine di migliaia di cittadini che manifestano contro l'allontanamento percepito del governo dall'integrazione nell'UE; che tali proteste auto-organizzate e spontanee che interessano tutti i segmenti della società georgiana sottolineano il forte impegno del popolo georgiano a favore dei valori europei e della governance democratica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che, in risposta alle proteste pacifiche, le autorità georgiane hanno avviato una violenta repressione senza precedenti, accompagnata dall'uso illecito della forza, da atti di tortura e da altri maltrattamenti da parte delle autorità de facto; che dal novembre 2024 almeno 62 persone sono state accusate di reati in relazione alla loro partecipazione a proteste filoeuropee e che 54 sono ancora in custodia cautelare; che oltre 500 persone sono state detenute nell'ambito di procedure amministrative, di cui circa 300 sarebbero state sottoposte a tortura o ad altre forme di trattamento inumano e degradante e almeno 157 hanno subito segni visibili di gravi lesioni fisiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che le autorità de facto di Sogno georgiano sottopongono sistematicamente la società civile e i media indipendenti a pressioni, restrizioni giuridiche e violenze fisiche; che dal novembre 2024 sono stati documentati almeno 138 episodi di violazioni della libertà dei media nel contesto di proteste filoeuropee o eventi correlati e che un totale di 174 professionisti dei media sono stati oggetto di repressione statale; che almeno 30 giornalisti hanno subito ripetute violazioni, tra cui aggressioni fisiche, danni alle attrezzature professionali, sanzioni amministrative, accuse penali e vessazioni giudiziarie; che la giornalista Mzia Amaglobeli si trova attualmente in custodia cautelare sulla base di accuse infondate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che le autorità georgiane stanno ristrutturando o eliminando strutture della funzione pubblica georgiana responsabili delle riforme filoeuropee e licenziando in massa professionisti e funzionari pubblici, in particolare quelli che hanno criticato le politiche del governo, espresso opinioni filoeuropee e condannato la violenza contro manifestanti pacifici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che il parlamento georgiano illegittimo ha istituito la commissione temporanea d'inchiesta parlamentare sulle attività del regime e delle figure politiche del periodo 2003-2012, ovvero quando il presidente Mikheil Saakashvili era alla guida del paese e apriva la strada alle ambizioni euro-atlantiche della Georgia; che detta commissione rappresenta uno strumento per continuare a perseguitare gli oppositori politici, in particolare i leader dei movimenti di opposizione; che, dall'istituzione della cosiddetta commissione parlamentare, la situazione politica in Georgia si è ulteriormente e gravemente deteriorata a causa dell’arresto arbitrario, della persecuzione giudiziaria e della condanna di leader politici di spicco dell'opposizione, tra cui Zurab Japaridze, Mamuka Khazaradze, Badri Japaridze, Giorgi Vashadze, Nika Gvaramia e Nika Melia, sulla base di accuse di matrice politica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che il partito al potere Sogno georgiano, al fine di mantenere e rafforzare ulteriormente il suo controllo del potere, ha adottato unilateralmente e senza consultazioni modifiche al sistema elettorale comunale per le elezioni dei consigli comunali dell'ottobre 2025; che la Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa ha raccomandato l'abrogazione di tali modifiche e che i leader dei principali partiti di opposizione hanno annunciato che i loro partiti non parteciperanno a tali elezioni; che le riforme del processo di formazione della commissione elettorale centrale compromettono ulteriormente l'integrità delle elezioni e limitano la partecipazione dei cittadini come pure la capacità degli osservatori e dei media di monitorare efficacemente il processo elettorale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che, nonostante i progressi compiuti verso una società più equa e inclusiva, persistono disuguaglianze e stereotipi profondamente radicati, che si traducono in livelli elevati di violenza di genere, gravi restrizioni per le persone con disabilità e violenze e molestie nei confronti della comunità LGBTI; che, a causa dell'insicurezza interna, molte persone LGBTI scelgono di fuggire dal paese; che la definizione giuridica di stupro adottata dalla Georgia non è conforme alle norme stabilite nella convenzione di Istanbul;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sospensione dell'integrazione della Georgia nell'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ribadisce la propria solidarietà nei confronti del popolo georgiano e il fermo sostegno alle sue legittime aspirazioni europee ed euro-atlantiche e al suo desiderio di vivere in un paese prospero e democratico, come dimostrato dalle proteste di massa che proseguono nonostante la brutale repressione delle autorità; rimane pronto ad assistere il popolo georgiano nel raggiungimento di detti obiettivi; condanna fermamente la repressione violenta, la detenzione arbitraria e di matrice politica priva di fondamenti giuridici sufficienti e gli episodi segnalati di tortura sistematica nei confronti di manifestanti pacifici, attori della società civile, oppositori politici e rappresentanti dei media; esige che le autorità georgiane si astengano dall'uso della forza, rispettino le libertà di riunione e di espressione e abroghino la legislazione draconiana recentemente adottata allo scopo di soffocare le proteste popolari in particolare mediante ammende smisurate; esprime preoccupazione in particolare per il crescente numero di prigionieri politici e chiede nuovamente il rilascio immediato e incondizionato di tutti loro; chiede che sia indagato in modo efficace e credibile ogni atto di violenza e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle proprie azioni; esprime preoccupazione per la mancanza di indipendenza all'interno della magistratura, dove giudici di alto livello aventi legami con Sogno georgiano supervisionano procedimenti giudiziari di matrice politica contro manifestanti pacifici e persone che criticano il governo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esprime profondo rammarico per il fatto che il partito al potere, Sogno georgiano, non abbia sfruttato l'occasione storica concessa alla Georgia, in quanto paese candidato, di progredire nel suo percorso di integrazione europea, constatando che tale integrazione continua a essere sostenuta dalla stragrande maggioranza della popolazione; rammenta che lo status di paese candidato è stato concesso alla Georgia con il beneficio del dubbio, nonostante la traiettoria già preoccupante delle azioni del governo di Sogno georgiano, che risultavano sempre più in contrasto con i valori europei e i principi democratici; sottolinea che, sotto il governo di Sogno georgiano, la Georgia non ha compiuto passi avanti e, anzi, è regredita in merito alle disposizioni fondamentali delle nove misure indicate dalla Commissione, contrariamente a quanto dichiarato dalle autorità; insiste sul fatto che il processo di integrazione della Georgia nell'UE è stato di fatto sospeso a causa del continuo regresso democratico nel paese e delle elezioni parlamentari truccate dell'ottobre 2024, che hanno rappresentato un chiaro punto di svolta verso un regime autoritario, nonché a causa della conseguente appropriazione illecita delle istituzioni statali e delle garanzie democratiche e per via dell'adozione di una serie di atti legislativi antidemocratici contrari ai valori e ai principi su cui si fonda l'UE; concorda con le conclusioni del Consiglio europeo del 27 giugno 2024 secondo cui la mancata inversione dell'attuale linea d'azione mette a repentaglio il percorso della Georgia verso l'UE, ed esorta Sogno georgiano a tornare sulla via delle riforme democratiche e dell'integrazione euro-atlantica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>deplora il licenziamento di circa 700 funzionari pubblici dal dicembre 2024 dovuto alla loro partecipazione a proteste filoeuropee o al loro sostegno nei confronti delle stesse; sottolinea che tali ritorsioni erodono la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche, violano la libertà di espressione e di associazione e contribuiscono all'aggravarsi delle tendenze autoritarie dell'attuale regime; invita le autorità georgiane a rispettare le norme del diritto del lavoro e a consentire ai funzionari pubblici di registrare un sindacato che li tuteli dalla restrizione ingiustificata dei loro diritti del lavoro; esprime preoccupazione per la crescente politicizzazione delle nomine alla funzione pubblica e chiede l'abrogazione delle modifiche alla legge sulla funzione pubblica, adottate nel dicembre 2024, che annullano la regola del concorso per la nomina dei funzionari pubblici e conferiscono invece poteri di nomina diretta ai dirigenti delle istituzioni pubbliche; ribadisce che tali modifiche costituiscono un preoccupante regresso rispetto al successo della riforma della funzione pubblica attuata dalla Georgia nel quadro dell'accordo di associazione UE-Georgia e chiede l'abrogazione delle stesse;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea la necessità di una revisione immediata ed esaustiva della politica dell'UE nei confronti della Georgia, alla luce del regresso democratico in corso e del contesto politico e legislativo sempre più repressivo che fa regredire molte delle conquiste democratiche della Georgia e le riuscite riforme dell'UE, indebolisce radicalmente le istituzioni democratiche e consolida ulteriormente il potere del partito al governo; invita, al riguardo, la Commissione a riesaminare l'attuazione dell'accordo di associazione UE-Georgia alla luce della palese violazione degli obblighi che incombono alla Georgia riguardo ai principi generali di cui all'articolo 2, in particolare il rispetto dei principi democratici, dei diritti umani e delle libertà fondamentali; ribadisce che il mancato adempimento di tali obblighi può comportare la sospensione condizionale della cooperazione economica e dei privilegi concessi dall'accordo; chiede, alla luce della palese violazione dei principi di cui all'articolo 2, l'applicazione dell’articolo 422 dell'accordo di associazione UE-Georgia relativo al mancato adempimento degli obblighi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>deplora il fatto che funzionari di alto livello del partito al governo, parlamentari e media filogovernativi divulgano regolarmente narrazioni manipolative, disinformazione e teorie complottiste sull'UE, sui suoi Stati membri, sui suoi leader e politici e sull'integrazione europea; sottolinea che il regime del partito al governo porta avanti un discorso volutamente ingannevole e ambiguo, alimentando presso parti della popolazione georgiana la falsa convinzione che il regime stesso continui a essere a favore dell'integrazione europea; si rammarica che il contesto mediatico e informativo sia represso e dominato da canali televisivi e mediatici sostenuti da Sogno georgiano, che diffondono false narrazioni sull'integrazione nell'UE, emulando e favorendo in tal modo la propaganda di ispirazione russa e contribuendo alla polarizzazione nella società;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea la responsabilità di Bidzina Ivanishvili e di altri funzionari e leader politici, tra cui Irakli Kobakhidze, Shalva Papuashvili, Vakhtang Gomelauri, Kakha Kaladze, sindaco di Tbilisi e segretario generale di Sogno georgiano, e Irakli Garibashvili, ex presidente di Sogno georgiano, nel deterioramento del processo politico in Georgia, in quanto hanno consentito il regresso democratico che ha portato al consolidamento autocratico del potere e hanno agito contro l'obiettivo costituzionale del paese di integrazione euro-atlantica; chiede pertanto l'introduzione di sanzioni personali immediate e mirate nei confronti di Bidzina Ivanishvili, dei suoi familiari e delle sue società, e chiede che l'UE, in cooperazione con altre giurisdizioni, in particolare il Regno Unito, congeli i suoi beni finanziari; rammenta ai governi di Ungheria e Slovacchia il principio di leale cooperazione, che impone agli Stati membri di astenersi da qualsiasi misura che possa compromettere il conseguimento degli obiettivi dell'UE; esorta pertanto i governi di Ungheria e Slovacchia a riallineare la loro politica estera alle posizioni e ai principi dell'UE e a revocare il loro veto contro l'imposizione di sanzioni nei confronti di persone responsabili del regresso democratico in Georgia e della repressione contro le proteste legittime; condanna le azioni unilaterali del governo ungherese volte a legittimare Sogno georgiano;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Costante regresso della democrazia e dello Stato di diritto e consolidamento autocratico del potere </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ribadisce la propria posizione secondo cui l'attuale crisi politica e costituzionale in Georgia può essere risolta soltanto mediante nuove elezioni parlamentari, che dovrebbero tenersi nel corso dei prossimi mesi in un contesto elettorale migliorato, sotto la supervisione di un'amministrazione elettorale indipendente e imparziale e una scrupolosa osservazione internazionale e nazionale indipendente, al fine di garantire un processo realmente equo, libero e trasparente, che rifletta l'effettiva volontà del popolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>insiste sul fatto che non riconosce le autorità autoproclamate istituite dal partito Sogno georgiano a seguito delle elezioni parlamentari truccate del 26 ottobre 2024 e ritiene che la Georgia sia uno Stato tenuto sotto cattura dal regime illegittimo di Sogno georgiano; respinge di conseguenza qualsiasi decisione adottata dall'organismo che ha assunto il controllo del paese, come l'adozione affrettata delle modifiche al codice dei reati amministrativi, al codice penale e alla legge sulle riunioni e le manifestazioni; deplora il fatto che il parlamento georgiano sia un parlamento monopartitico formatosi sulla base di elezioni fraudolente, il che è incompatibile con una democrazia parlamentare pluralistica e con gli standard attesi da un paese candidato all'adesione all'UE; accoglie con favore il rifiuto delle credenziali di Sogno georgiano in seno all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, che ha portato al ritiro della delegazione georgiana;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>deplora i continui tentativi del partito al potere Sogno georgiano di perseguitare gli oppositori politici, anche mediante l'arresto e la detenzione illegali, minacce e attacchi fisici; ribadisce il suo invito a porre fine alle ostilità di matrice politica, a migliorare il contesto politico e a rafforzare la fiducia e il dialogo interpartitico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>condanna le azioni penali illegittime nei confronti degli oppositori politici intentate dalla commissione d'inchiesta del parlamento georgiano de facto, sotto la guida del partito Sogno georgiano, che prende di mira in modo sproporzionato le azioni del governo che ha concluso il suo mandato più di dodici anni fa; sottolinea la natura politica dell'"indagine", osservando che il partito Sogno georgiano è al potere dal 2012, ma ha avviato la commissione d'inchiesta parallelamente ai suoi tentativi di vietare reali partiti di opposizione; prende atto con preoccupazione delle dichiarazioni di Tea Tsulukiani, presidente della commissione d'inchiesta, con cui diffonde narrazioni russe; condanna con la massima fermezza l'arresto e la condanna di Zurab Japaridze, Mamuka Khazaradze, Badri Japaridze, Giorgi Vasadze, Nika Melia, Nika Gvaramia e altri politici dell'opposizione sulla base di accuse di matrice politica, e considera queste persone prigionieri politici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per le recenti dichiarazioni dei leader del partito al potere Sogno georgiano, in cui gli stessi manifestano l'intenzione di dichiarare incostituzionali i partiti di opposizione, in primo luogo il Movimento nazionale unito; ricorda che il Movimento nazionale unito ha svolto un ruolo fondamentale nell'avviare e far progredire il processo di integrazione europea della Georgia; prende atto dei parallelismi tra la condotta delle autorità de facto di Sogno georgiano e l'attuale regime del Cremlino, che ha consolidato il suo dominio vietando i partiti di opposizione; condanna il progetto di modifica della legge organica sulle associazioni politiche di cittadini e della legge sulla Corte costituzionale, adottato il 13 maggio 2025, che consentirebbe alla Corte costituzionale di vietare in modo efficace e arbitrario tutti i partiti di opposizione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ribadisce con forza la sua richiesta di rilasciare immediatamente l'ex presidente Mikheil Saakashvili per motivi umanitari, affinché possa ricevere le necessarie cure mediche all'estero; sottolinea che le autorità georgiane sono pienamente responsabili della sua salute e del suo benessere e devono essere ritenute responsabili di qualsiasi danno possa subire; invita inoltre le autorità del partito Sogno georgiano a garantire che ai deputati al Parlamento europeo sia consentito un accesso senza restrizioni a Mikheil Saakashvili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea che la politica di non riconoscimento della legittimità del parlamento monopartitico e del presidente da esso nominato dovrebbe essere mantenuta fintantoché la Georgia non cambierà tangibilmente il proprio corso politico e non si terranno nuove elezioni parlamentari libere ed eque; invita i rappresentanti e i parlamentari dell'UE e degli Stati membri a non partecipare a riunioni con i rappresentanti del regime, a partire dall'attuale presidente de facto; continua a riconoscere Salome Zourabichvili come legittima presidente della Georgia e rappresentante del popolo georgiano; elogia i suoi sforzi per ricondurre pacificamente il paese su un percorso di sviluppo democratico e filoeuropeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sottolinea che le prossime elezioni comunali nell'autunno 2025 si terranno in un contesto giuridico deteriorato a seguito dell'adozione di nuove modifiche alla legge organica della Georgia e al codice elettorale nel dicembre 2024 e in condizioni di crescente repressione politica e persecuzione degli oppositori politici da parte del regime georgiano; ritiene che, nelle attuali condizioni politiche e giuridiche, le elezioni comunali presentino sfide enormi per chiunque voglia parteciparvi aspettandosi una competizione libera ed equa e che, inoltre, tale partecipazione sarà strumentalizzata dalle autorità autodesignate ai fini del riconoscimento del nuovo status quo; ritiene che le prossime elezioni non rappresentino un'opportunità per riflettere la scelta democratica del popolo georgiano, a meno che i leader dell'opposizione politica incarcerati e detenuti non siano rilasciati e le elezioni non si tengano in un contesto elettorale migliorato, sotto la supervisione di un'amministrazione elettorale indipendente e imparziale e uno scrupoloso monitoraggio internazionale, al fine di garantire un processo realmente equo, libero e trasparente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>condanna con forza la continua e deliberata distruzione dell'ambiente in cui opera la vivace società civile della Georgia, attraverso l'adozione di vari atti legislativi restrittivi di stampo russo, anche per quanto riguarda la trasparenza dell'influenza straniera, le minacce e la stigmatizzazione da parte delle autorità; denuncia con forza la nuova iniziativa legislativa che prevede la registrazione di tutte le sovvenzioni ricevute dalle organizzazioni della società civile presso il governo e che obbliga i donatori stranieri a ottenere l'approvazione esecutiva prima di erogare sovvenzioni alle organizzazioni locali; deplora la recente decisione delle autorità di congelare i conti bancari delle iniziative e delle campagne di crowdfunding a sostegno dei prigionieri politici e delle loro famiglie; invita le autorità a porre immediatamente fine agli atti intimidatori, alle minacce, alle azioni penali di matrice politica e agli atti di aggressione fisica nei confronti di rappresentanti della società civile, leader politici, attivisti civili e giornalisti in Georgia; condanna il rifiuto arbitrario e ingiustificato di far entrare in Georgia diversi giornalisti europei; ribadisce il suo invito al rilascio immediato e incondizionato di Mzia Amaghlobeli e al ritiro di tutte le accuse, di matrice politica, nei suoi confronti, esprimendo profonda preoccupazione per il grave deterioramento della sua vista durante la detenzione e sollecitando l’accesso urgente a cure mediche affidabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>condanna la recente adozione, senza un'adeguata consultazione pubblica, di una legislazione che ammette ulteriori persecuzioni politiche, limita il diritto di riunione e riduce ulteriormente lo spazio necessario alla società civile, ai media indipendenti e all'opposizione per operare liberamente, comprese la legge sugli agenti stranieri sullo stampo di quella russa, le modifiche alla legge sulla funzione pubblica, le modifiche alla legge sulle sovvenzioni, la legge sulla registrazione degli agenti stranieri, nonché nuove modifiche restrittive alla legge sulla radiodiffusione; invita le autorità georgiane ad abrogare tali modifiche legislative; sottolinea che la condotta politica di Sogno georgiano, compreso il suo allineamento strategico con la Federazione russa e l'adozione accelerata di strumenti propri dei regimi autoritari, rispecchia gli sviluppi all'interno della stessa Russia; esprime preoccupazione per la più recente ondata di attacchi contro le organizzazioni non governative (ONG), alle quali alcune istituzioni statali, come l'Ufficio anticorruzione, hanno chiesto di fornire, entro tre giorni lavorativi, informazioni finanziarie, giuridiche e operative dettagliate in merito ai precedenti 18 mesi; sottolinea che tale richiesta è intenzionalmente irrealizzabile e, di conseguenza, rischia di paralizzare il lavoro delle organizzazioni interessate e di sospendere le loro attività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>elogia il lavoro che la società civile georgiana ha svolto negli ultimi mesi, fornendo assistenza legale gratuita, documentando gravi violazioni dei diritti umani e guidando i contenziosi nazionali e internazionali per chiedere giustizia e l'accertamento delle responsabilità in un clima caratterizzato da continui attacchi, dalla criminalizzazione dello spazio civico e da campagne di disinformazione sul lavoro della società civile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>insiste sull'urgente necessità di sostenere la società civile e i media indipendenti della Georgia viste la crescente repressione e la sospensione delle attività dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) e chiede pertanto alla Commissione di intensificare ed erogare il suo sostegno finanziario senza ulteriore indugio; chiede che i meccanismi di finanziamento dell'UE siano adeguati per tenere conto delle esigenze che emergono in un contesto più ostile e antidemocratico e che i fondi siano riallocati per sostenere direttamente le organizzazioni della società civile, i media indipendenti e i difensori dei diritti umani; sottolinea inoltre, a tale riguardo, che gli Stati membri dell'UE dovrebbero essere pronti ad accogliere e sostenere le organizzazioni della società civile e i media indipendenti georgiani affinché essi possano continuare a lavorare in esilio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>sottolinea che Sogno georgiano, oltre a respingere l'integrazione della Georgia nell'UE, rifiuta più in generale il diritto internazionale dei diritti umani e le norme democratiche, procedendo rapidamente lungo la stessa traiettoria negativa precedentemente osservata in Russia; esprime profonda preoccupazione, in particolare, per il fatto che ciò avrà ulteriori effetti di ricaduta sui diritti e sul benessere delle donne, delle minoranze, dei migranti, delle persone con disabilità, delle persone LGBTI, delle persone che vivono al di sotto della soglia di povertà e di altri gruppi vulnerabili o a rischio; condanna fermamente l'adozione della normativa anti-LGBTI da parte del parlamento georgiano nell'ottobre 2024, che rispecchia politiche autoritarie simili a quelle russe e viola la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e ne chiede l'abrogazione; chiede il ripristino delle quote di genere abolite dal parlamento georgiano nell'aprile 2024; invita gli Stati membri dell'UE, nel valutare le domande di asilo, a tenere adeguatamente conto del fatto che in Georgia vige ora una delle leggi anti-LGBTI più repressive in Europa; esprime preoccupazione per la mancanza di tutele per le minoranze etniche e religiose in Georgia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>ribadisce che le misure adottate finora dall'UE in risposta al flagrante regresso democratico e al ritiro dagli impegni precedentemente assunti non riflettono la gravità della situazione in Georgia e le relative conseguenze in tutta la regione; deplora la mancata adozione di misure proattive e la reazione generalmente limitata e ritardata del Consiglio e della Commissione; insiste sul fatto che l'assenza di unanimità tra gli Stati membri non dovrebbe ostacolare quelli che intendono adottare misure adeguate ed efficaci; invita la leadership dell'UE ad appellarsi con urgenza agli Stati membri che condividono gli stessi principi affinché effettuino interventi coordinati, superando in tal modo gli ostacoli politici all'adozione di sanzioni a livello dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a introdurre, su base bilaterale e coordinata, sanzioni ad personam contro i principali leader politici di Sogno georgiano, i funzionari e i sostenitori del regime nell'amministrazione, nelle imprese, nei media, nella magistratura, nelle autorità di contrasto e nella commissione elettorale, che sono responsabili del regresso democratico, delle frodi elettorali, delle violazioni dei diritti umani e della persecuzione di oppositori politici e attivisti; invita altresì a estendere le sanzioni ai funzionari pubblici di inquadramento medio e inferiore che sono responsabili dell'attuazione delle misure repressive nei confronti degli oppositori del regime e a mantenerle fino al pieno ripristino della democrazia georgiana; plaude all'imposizione di sanzioni bilaterali da parte di Lituania, Estonia, Lettonia, Cechia, Germania e Polonia, nonché da parte di partner che condividono gli stessi principi, come gli Stati Uniti, il Regno Unito e l'Ucraina, e invita altri Stati membri a fare lo stesso; chiede di prendere in considerazione ulteriori misure restrittive, quali l'esclusione da SWIFT o sanzioni settoriali, volte a bloccare i flussi finanziari e le fonti di reddito del regime di Sogno georgiano;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>si compiace della decisione del Consiglio di sospendere l'esenzione dal visto per diplomatici e funzionari georgiani quale primo passo in risposta alla persistente evoluzione negativa in Georgia; rinnova l'invito alla Commissione e al Consiglio a rivedere lo status di esenzione dal visto della Georgia, con la possibilità di sospenderlo qualora, a causa delle azioni del partito al governo, non siano rispettati i parametri di riferimento e le norme in materia di governance e libertà democratiche; sottolinea che Sogno georgiano è pienamente responsabile di tutte le conseguenze derivanti dall'eventuale sospensione del regime di esenzione dal visto per i cittadini georgiani; sottolinea l'importanza dell'esenzione dal visto per gli attori della società civile, gli attivisti per i diritti umani e i giornalisti georgiani, tra gli altri, sia per viaggiare nell'UE al fine di informare gli attori europei circa gli sviluppi in Georgia sia per consentire loro di abbandonare rapidamente il paese, dato che molti di essi subiscono persecuzioni politiche da parte delle autorità;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Allineamento alle tematiche di politica estera</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>deplora il fatto che Sogno georgiano stia mandando in fumo decenni di progressi compiuti verso la democrazia, lo Stato di diritto e l'integrazione euro-atlantica e stia alienando i suoi alleati, che avevano sostenuto il paese durante l'intero processo; deplora che la Georgia non abbia compiuto progressi nell'attuazione delle raccomandazioni dell'UE in materia di politica estera, di sicurezza e di difesa e che il grado di allineamento della Georgia alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell'UE resti alquanto basso, attestandosi al 49 %, a dimostrazione del suo mancato impegno a favore dell'integrazione europea; evidenzia che i progressi nel processo di adesione all'UE richiedono il pieno allineamento alla PESC dell'UE, in linea con le aspettative verso tutti i paesi candidati; si rammarica del fatto che la Georgia non partecipi alle missioni e alle operazioni UE di gestione delle crisi nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune; deplora il fatto che il disallineamento della politica estera della Georgia stia portando all'autoisolamento del paese e che il regime repressivo di Sogno georgiano aggravi l'instabilità nella regione del Caucaso meridionale e nel Mar Nero;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>osserva che la Georgia, sotto l'attuale governo, si sta muovendo in una direzione che la espone al rischio di diventare uno Stato vassallo della Russia, come nel caso della Bielorussia; deplora il fatto che, in un momento in cui il mondo democratico sta sostenendo fermamente l'Ucraina contro la guerra di aggressione non provocata della Federazione russa, le attuali autorità georgiane si stiano allineando in misura crescente alle politiche e alla retorica del Cremlino, contribuendo in tal modo al revisionismo storico; rimarca che la Georgia non si è allineata alla stragrande maggioranza delle sanzioni imposte alla Russia, alla Bielorussia e all'Iran, pur dichiarando di aver collaborato con l'UE per prevenire l'elusione delle sanzioni; esprime preoccupazione, tuttavia, per le informazioni secondo cui la Georgia contribuirebbe ad agevolare l'elusione delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia; invita pertanto la Commissione a condurre un'indagine approfondita in merito a tali asserzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>osserva altresì con preoccupazione la recente svolta strategica del governo di Sogno georgiano nei confronti della Cina e la sua crescente cooperazione con l'Iran; prende atto del sostegno pubblico di Sogno georgiano alle iniziative geostrategiche cinesi e al rafforzamento delle relazioni economiche bilaterali, compresa l'aggiudicazione del progetto di costruzione del porto di acque profonde di Anaklia a un consorzio guidato dalla Cina; sottolinea che tale iniziativa contraddice l'impegno dichiarato della Georgia a favore dell'integrazione euro-atlantica; sottolinea che il progetto di Anaklia rischia ora di diventare un veicolo per aumentare l'influenza politica, finanziaria ed economica cinese nella regione, allontanando ulteriormente la Georgia dai suoi partner strategici in Occidente; invita, a tale proposito, la Commissione e gli Stati membri a rivedere e, se necessario, sospendere o riorientare i finanziamenti per i progetti di connettività regionale; esprime profonda preoccupazione per la crescente cooperazione della Georgia con Teheran sotto molteplici aspetti, che può comportare l'ulteriore isolamento della Georgia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>avverte che la svolta in corso verso l'autoritarismo e il crescente allineamento alla Russia della Georgia costituiscono una minaccia sempre più grave alla sicurezza europea, in particolare alla luce della posizione strategica del paese e dell'accesso al Mar Nero, che è fondamentale per la forza di proiezione russa nella regione; sottolinea che la strategia del partito al governo Sogno georgiano potrebbe essere replicata altrove come esempio di appropriazione ibrida dello Stato; è preoccupato per le ripercussioni su scala regionale e avverte che è in gioco la credibilità dell'azione europea nell'intera regione del Caucaso meridionale, in particolare in previsione dell'imminente strategia dell'UE per il Mar Nero;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la collaborazione del governo di Sogno georgiano con la Russia , nonché per il suo ravvicinamento e la sua convergenza ideologica con quest'ultima e con altri regimi autoritari, malgrado la strisciante occupazione del territorio georgiano da parte di Mosca; denuncia il fatto che Sogno georgiano promuova la disinformazione e la manipolazione russe e vi prenda parte, tra cui la strumentalizzazione della guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina come strumento di propaganda, il che è in contrasto con il sostegno pubblico, sempre straordinariamente elevato, all'integrazione euro-atlantica del paese; deplora la mancata cooperazione con l'UE nella lotta contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>ribadisce la sua più ferma condanna dell'occupazione in corso, da parte della Russia, delle regioni georgiane dell'Abkhazia e dell'Ossezia meridionale e del continuo processo di "frontierizzazione", che costituisce una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Georgia; esorta il governo georgiano a mantenere una posizione chiara e coerente nei confronti dell'aggressione russa e invita l'UE a continuare a partecipare attivamente alla risoluzione dei conflitti, al monitoraggio dei diritti umani e al sostegno alle comunità colpite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>raccomanda di rafforzare la missione di vigilanza dell'UE in Georgia (EUMM Georgia) mediante maggiori risorse e un mandato più ampio al fine di monitorare le ingerenze straniere e la destabilizzazione delle frontiere; esorta gli Stati membri a garantire finanziamenti e personale adeguati affinché l'EUMM faccia fronte all'attuale crisi politica e di sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>rileva che il sostegno a titolo dello strumento europeo per la pace, del valore di 30 milioni di EUR, è stato legittimamente sospeso nel 2024 in risposta all'arretramento democratico in Georgia e che non è previsto alcun sostegno per il 2025; sottolinea che tale sospensione avrà conseguenze negative sulla stabilità e la sicurezza nazionali della Georgia; ribadisce che qualsiasi futuro sostegno finanziario può essere autorizzato solo a condizione che il regime georgiano autoproclamato si dimetta e che vengano indette elezioni eque e imparziali;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, alla Presidente della Georgia Salome Zourabichvili e alle autorità autoproclamate della Georgia.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>