<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0166</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Far fronte alle restrizioni imposte dalla Cina sulle esportazioni di materie prime critiche</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0324, 0329, 0330, 0331 e 0332/2025)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 10 luglio 2025 Come far fronte alle restrizioni imposte dalla Cina sulle esportazioni di materie prime critiche (2025/2800(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Cina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il prossimo vertice UE-Cina, programmato per il 24 e il 25 luglio 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche e che modifica i regolamenti (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1724 e (UE) 2019/1020<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1252, 3.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1252/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, noto anche come il regolamento sulle materie prime critiche,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1735 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo di produzione delle tecnologie a zero emissioni nette e che modifica il regolamento (UE) 2018/1724<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1735, 28.6.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1735/oj.</FIELD></FOOTNOTE> (regolamento sull'industria a zero emissioni nette),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione dei leader del G7 sul piano d'azione per i minerali critici del G7,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 26 febbraio 2025 dal titolo "Il patto per l'industria pulita: una tabella di marcia comune per la competitività e la decarbonizzazione"(COM(2025)0085),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i partenariati per il commercio e gli investimenti puliti attualmente in fase di negoziazione da parte dall'UE e i partenariati dell'UE per le materie prime critiche,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 20 giugno 2023, dal titolo "Strategia europea per la sicurezza economica" (JOIN(2023)0020), e i discorsi sulla riduzione dei rischi pronunciati dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen presso il Centro di politica europea il 30 marzo 2023 e presso il Parlamento il 18 aprile 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il 13° dialogo strategico UE-Cina, tenutosi a Bruxelles il 2 luglio 2025 tra la vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, e il ministro degli Affari esteri cinese, Wang Yi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni rilasciate dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen in occasione del vertice del G7 tenutosi a Kananaskis, in Canada, il 16 e il 17 giugno 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), in particolare i principi di non discriminazione e di trasparenza per quanto riguarda le restrizioni all'esportazione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le decisioni dell'OMC in materia di risoluzione delle controversie DS431, DS432 e DS433 sulle restrizioni all'esportazione di terre rare imposte dalla Cina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il 4 aprile 2025 la Cina ha iniziato ad imporre restrizioni all'esportazione di sette dei 17 elementi delle terre rare (<STRING ITALIC="on">rare earth elements</STRING> ‑ REE) e dei magneti permanenti prodotti a partire da essi, introducendo un sistema di licenze non automatiche, e ha addotto come giustificazione considerazioni legate al duplice uso e alla sicurezza; che l'elenco degli articoli oggetto delle restrizioni comprende REE medi e pesanti (samario, gadolinio, terbio, disprosio, lutezio, scandio e ittrio);</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le materie prime critiche sono fattori produttivi essenziali per un'ampia serie di prodotti e processi industriali, anche in settori critici quali le tecnologie pulite, le tecnologie digitali, l'assistenza sanitaria e la difesa; che un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche è fondamentale per il conseguimento degli obiettivi dell'Unione nell'ambito del clima, del digitale, della competitività e della difesa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che i volumi delle esportazioni sarebbero diminuiti anche dell'80 %, con gravi ripercussioni su un vasto numero di settori, in particolare l'elettronica e la tecnologia di consumo, l'energia verde e le energie rinnovabili, l'industria automobilistica e aerospaziale e l'assistenza sanitaria;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la dipendenza dell'UE dalla Cina per quanto riguarda le materie prime critiche continua a crescere o, nel migliore dei casi, rimane estremamente elevata; che la catena di approvvigionamento mondiale di REE è considerevolmente concentrata in Cina, paese che controlla circa il 75 % della produzione mineraria e l'85 % della capacità di trasformazione, superando il 95 % nel caso di alcuni REE come il terbio, l'ittrio e il disprosio; che l'UE continua a dipendere in misura eccessiva da paesi terzi per l'approvvigionamento di materie prime critiche e dipende quasi completamente dalla Cina per l'approvvigionamento di REE pesanti; che l'UE soddisfa il 98 % della sua domanda di magneti permanenti e il 92 % di quella di magneti al neodimio grazie a importazioni dalla Cina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che la Cina ha considerevolmente rafforzato la sua posizione dominante nei settori dell'estrazione, della trasformazione e della raffinazione delle materie prime critiche e dei prodotti intermedi a livello mondiale, creando dipendenze strategiche lungo le principali catene del valore, che sono state, a volte, deliberatamente sfruttate attraverso misure commerciali restrittive; che la Cina ha imposto per la prima volta restrizioni all'esportazione di REE nel 2010 a seguito di una controversia territoriale con il Giappone, misura che è stata dichiarata incompatibile con il diritto dell'OMC dall'organo d'appello; che la Cina ha inoltre applicato ampie restrizioni all'esportazione di minerali grezzi classificati come strategici e/o critici dall'UE, tra cui il gallio e il germanio a partire dal 1º agosto 2023, la grafite a partire dal dicembre 2023, i prodotti di antimonio a partire dal 15 settembre 2024, il tungsteno e il bismuto a partire dal 4 febbraio 2025 e lo scandio a partire dal 17 aprile 2025;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'attuazione di tali restrizioni all'esportazione ha già iniziato a causare gravi perturbazioni all'industria dell'UE, in particolare al settore automobilistico, e che nel maggio del 2025 ben 17 linee di montaggio hanno registrato chiusure temporanee; che numerosi settori rischiano di subire perturbazioni, tra cui l'assistenza sanitaria, l'industria spaziale e della difesa (compresi gli aerei da combattimento, le fregate, i droni e i sistemi d'arma di precisione), le turbine eoliche e le batterie, così come le transizioni verde e digitale più in generale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la procedura di concessione di licenze della Cina impone ai richiedenti di rivelare alle autorità cinesi informazioni sensibili, il che viola il segreto economico; considerando che il quadro aggiornato di controllo delle esportazioni della Cina, del dicembre 2024, conferisce maggiori poteri discrezionali al ministero del Commercio cinese, al Consiglio di Stato e alla commissione militare centrale nel sottoporre i prodotti non formalmente elencati come beni a duplice uso a controlli sulle esportazioni; che questa nuova normativa comprende misure con applicazioni extraterritoriali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che l'UE applica controlli sulle esportazioni a determinati tipi di materiali critici e avanzati, ma che tali controlli si concentrano chiaramente sui tipi di materiali, con precisi parametri tecnici relativi al loro utilizzo in specifiche applicazioni militari, non incidono sugli scambi di prodotti commerciali non sensibili e riguardano solo una piccola parte delle esportazioni totali dei materiali in questione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la Cina sta deliberatamente perseguendo una strategia di sottoquotazione dei prezzi del mercato mondiale mantenendo nel contempo chiuso il proprio mercato interno, a vantaggio, generalmente, delle imprese di proprietà dello Stato, atteggiamento che combina con enormi regimi di sovvenzione, comportando distorsioni significative della concorrenza mondiale e compromettendo i recenti sforzi profusi dall'UE e dagli Stati membri per mantenere in attività i rimanenti settori minerari dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che nell'aprile 2024 l'UE ha adottato il regolamento sulle materie prime critiche quale punto di partenza degli sforzi volti a migliorare la resilienza e l'autonomia dell'approvvigionamento dell'UE di materie prime critiche e strategiche; che tale regolamento si concentra sia sul lato dell'offerta che su quello della domanda, anche attraverso obiettivi di produzione, l'efficienza delle risorse tesa a moderare i consumi e la sostituzione di materie prime strategiche; che la circolarità è un elemento centrale del regolamento, che mira a coprire il 25 % del fabbisogno di materie prime strategiche dell'Unione attraverso il riciclaggio entro il 2030 e a riciclare quantità notevolmente maggiori di ogni materia prima strategica a partire dai rifiuti, anche per quanto riguarda i magneti permanenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che il prossimo vertice UE-Cina rappresenta un'opportunità per avviare un dialogo pur continuando a contrastare con determinazione la coercizione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la Cina continua ad applicare sanzioni nei confronti di un ex deputato al Parlamento europeo, di membri dei parlamenti degli Stati membri e di membri di gruppi di riflessione europei;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna fermamente la decisione della Cina di imporre restrizioni all'esportazione di REE, il che ha interrotto le esportazioni e perturbato in modo significativo le catene di approvvigionamento vitali per il settore automobilistico, i fabbricanti di materiale per la difesa, le imprese di semiconduttori, le tecnologie verdi, le applicazioni sanitarie e molti altri settori nell'UE e in tutto il mondo; ritiene che la decisione della Cina sia ingiustificata, abbia un intento coercitivo e sfrutti l'enorme influenza offerta dalla sua posizione quasi monopolistica sul mercato globale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ritiene che la Cina stia utilizzando tali restrizioni all'esportazione per rafforzare la sua posizione negoziale; sottolinea che l'UE deve respingere fermamente qualsiasi tentativo da parte della Cina di utilizzare tali restrizioni per ottenere concessioni in altri contrasti commerciali in corso, e ritiene che qualsiasi concessione alla Cina a tale riguardo danneggerebbe la capacità dell'UE di tutelarsi da azioni coercitive attuali e future;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea l'importanza di manifestare, in occasione del prossimo vertice UE-Cina, le preoccupazioni per le restrizioni imposte dalla Cina sulle esportazioni di REE e le più ampie implicazioni di tali restrizioni per le catene di approvvigionamento globali; è convinto che i controlli delle esportazioni dovrebbero far parte di un approccio multilaterale volto a proteggere la sicurezza internazionale e a garantire condizioni di parità a livello mondiale; insiste sul fatto che i controlli unilaterali devono essere limitati a quelli resi strettamente necessari da considerazioni di sicurezza nazionale, con norme trasparenti e chiaramente definite, e sottolinea, pertanto, che le azioni della Cina sono in contrasto con le norme e le prassi multilaterali; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare una posizione ferma e unitaria, a impegnarsi con la Cina per giungere a una soluzione strutturale e a proseguire il dialogo con la Cina a tale riguardo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>esorta le autorità cinesi a dare un seguito tangibile alla loro proposta e a revocare integralmente le restrizioni all'esportazione; prende atto, nel contempo, della recente proposta avanzata delle autorità cinesi di istituire le cosiddette "corsie verdi" volte a semplificare le procedure per le imprese europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità che l'UE rafforzi la sua influenza strategica e il suo carattere indispensabile individuando, rendendo operativi e rafforzando i settori in cui dispone di un vantaggio critico sulla Cina per quanto riguarda i beni e le tecnologie essenziali, con l'obiettivo di rafforzare l'autonomia strategica dell'UE, o limitando l'accesso dei fornitori cinesi ad alto rischio al mercato interno dell'UE, conformemente al diritto commerciale dell'UE e internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>ritiene che le misure imposte dalla Cina costituiscano una strumentalizzazione ingiustificata delle sue linee di approvvigionamento di materie prime critiche, il che fa del paese una fonte di risorse inaffidabile per i settori critici e una minaccia per gli interessi economici e di sicurezza essenziali dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per i requisiti, imposti dalle autorità cinesi, secondo cui i richiedenti devono divulgare dati sensibili al momento di richiedere le licenze di esportazione, nonché per il notevole rischio di fughe di tecnologie ad essi associato per quanto riguarda la catena del valore della base industriale della difesa e i segreti di sicurezza nazionale, sottolineando che ciò potrebbe essere utilizzato per future azioni coercitive; ritiene essenziale che la Commissione e gli Stati membri valutino e mitighino le implicazioni per la sicurezza di tali trasferimenti di dati, in linea con la strategia europea per la sicurezza economica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri ad accelerare l'attuazione del regolamento sulle materie prime critiche; insiste sull'importanza del ruolo del comitato europeo per le materie prime critiche e dei suoi sottogruppi ai fini di un'attuazione rapida ed efficiente del regolamento sulle materie prime critiche; ricorda gli obiettivi chiari e ambiziosi fissati dal regolamento e intesi a rafforzare le capacità di estrazione, trasformazione e riciclaggio delle materie prime strategiche nell'Unione entro il 2030; mette in evidenza la selezione dei primi 60 progetti strategici nell'ambito del regolamento sulle materie prime critiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>deplora il fatto che al regolamento sulle materie prime critiche non sia stata accordata una specifica dotazione di bilancio dell'UE, nonostante la mancanza di finanziamenti rappresenti il principale ostacolo; sottolinea l'urgente necessità di garantire investimenti nei progetti strategici approvati nell'ambito del regolamento sulle materie prime critiche e in altri progetti volti a promuovere l'estrazione, la raffinazione, la trasformazione e il riciclaggio che contribuiscono alla riduzione dei rischi rappresentati dalla Cina e al conseguimento dei parametri di riferimento di cui al suddetto regolamento; esorta la Commissione a dedicare ulteriore sostegno a livello dell'UE alla diversificazione dell'approvvigionamento di REE e di materie prime critiche e a garantire che il prossimo quadro finanziario pluriennale includa una linea di bilancio per promuovere gli investimenti nell'estrazione, nella trasformazione, nella circolarità, nella ricerca e nell'innovazione, anche per la sostituzione delle materie prime critiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea la necessità, per l'Unione, di svolgere attività estrattive sul suo territorio e di ripristinare le capacità di trasformazione; sottolinea che una maggiore efficienza nell'uso delle risorse mediante l'innovazione tecnologica è uno degli obiettivi del regolamento sulle materie prime critiche; mette in evidenza il potenziale del riciclaggio e dell'estrazione mineraria urbana per alleviare i vincoli di approvvigionamento a breve termine e chiede alla Commissione di adottare misure immediate per migliorare la raccolta e la permanenza degli REE nel mercato interno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>sottolinea la necessità di garantire l'interesse economico a lungo termine e la sostenibilità degli investimenti nelle catene del valore delle materie prime critiche, anche attraverso misure di supporto finanziario quali i prezzi minimi, il sostegno agli accordi di acquisto e la costituzione di scorte strategiche; invita gli Stati membri a chiedere che le grandi imprese che producono tecnologie in settori strategici effettuino debitamente e regolarmente attività di preparazione ai rischi e prevedano misure volte a mitigare le carenze di approvvigionamento, anche attraverso la costituzione di scorte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita la Commissione, unitamente agli Stati membri, a valutare per l'UE il livello minimo delle scorte strategiche di REE classificati come materie prime strategiche (neodimio, praseodimio, terbio, disprosio, gadolinio, samario e cerio) e le relative applicazioni finali, comprese quelle legate all'industria della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>chiede altresì un maggiore impegno per concludere partenariati per il commercio e gli investimenti puliti e partenariati strategici bilaterali sulle materie prime che si basino su autentici partenariati vantaggiosi per tutte le parti e soddisfino standard elevati in materia di sostenibilità e diritti umani; insiste sulla necessità di passare ad accordi vincolanti per quanto riguarda le materie prime critiche onde garantire la sicurezza degli approvvigionamenti dell'UE a lungo termine e una maggiore trasparenza, nonché assicurare al Parlamento poteri di controllo; sottolinea l'importanza degli accordi di libero scambio e dell'iniziativa Global Gateway per migliorare l'accesso alle materie prime critiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>incoraggia il ricorso a clausole preferenziali per l'approvvigionamento di REE da fornitori dell'UE e da partner affidabili nella pertinente legislazione in materia di appalti; chiede un maggior coordinamento con i partner internazionali che condividono gli stessi principi, in particolare nell'ambito del G7 e della NATO, nonché con l'Organizzazione giapponese per i metalli e la sicurezza energetica, al fine di migliorare il trasferimento delle conoscenze, di allineare le strategie in materia di sicurezza della catena di approvvigionamento, investimenti congiunti e costituzione di scorte e di elaborare standard per le fonti affidabili per i settori e i progetti strategici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al governo e al parlamento della Repubblica popolare cinese.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>