<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0175</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Relazioni 2023 e 2024 sull'Ucraina</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0154/2025 - Relatore: Michael Gahler)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 9 settembre 2025 sulle relazioni 2023 e 2024 della Commissione sull'Ucraina (2025/2026(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sull'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo "Ukraine 2024 Report" (Relazione 2024 sull'Ucraina) (SWD(2024)0699) che accompagna la comunicazione della Commissione dal titolo "Comunicazione 2024 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2024)0690),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo "Ukraine 2023 Report" (Relazione 2023 sull'Ucraina) (SWD(2023)0699) che accompagna la comunicazione della Commissione dal titolo "Comunicazione 2023 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2023)0690),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 24 giugno 2022 sulla concessione all'Ucraina dello status di paese candidato, del 15 dicembre 2023 che approvano l'avvio dei negoziati di adesione e del 20 marzo 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/792 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 febbraio 2024, che istituisce lo strumento per l'Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/792, 29.2.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/792/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) del 2021 dal titolo "OECD Review of the Corporate Governance of State Owned Enterprises: Ukraine" (Revisione dell'OCSE sul governo societario delle imprese di Stato: Ucraina) del 2021 e i successivi dialoghi di follow-up (2024),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'ottava revisione del Fondo monetario internazionale per il periodo 2023-2026 in relazione al meccanismo di finanziamento ampliato per l'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i pareri della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa, in particolare il parere urgente del 9 ottobre 2023 sul seguito dato ai pareri relativi alla legge sulle modifiche di alcuni atti legislativi dell'Ucraina volti a chiarire le disposizioni sulla selezione competitiva dei candidati alla carica di giudice della Corte costituzionale ucraina e il parere del 9 ottobre 2023 sul seguito dato al parere relativo alla legge sulle minoranze nazionali (comunità),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le relazioni del Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) sull'Ucraina, in particolare il quarto ciclo di valutazione, e l'addendum alla seconda relazione di conformità sulla prevenzione della corruzione nei confronti di membri del parlamento, giudici e pubblici ministeri in Ucraina, pubblicato il 22 novembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la relazione presentata dall'Ucraina a norma dell'articolo 68, paragrafo 1, della convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (relazione di riferimento), del 3 luglio 2025, e le ulteriori informazioni ricevute dal gruppo di esperti sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica da parte delle organizzazioni della società civile ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le relazioni di Human Rights Watch sull'Ucraina, compresa la sua relazione del 5 dicembre 2024 dal titolo "'All She Did Was Help People' – Flawed Anti‑Collaboration Legislation in Ukraine" ("Si è limitata ad aiutare le persone" – Lacune nella legislazione ucraina in materia di collaborazione),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 12 marzo 2025 sul libro bianco sul futuro della difesa europea<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/3151 del 20.6.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/3151/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni dei leader di Finlandia, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Ucraina a seguito della riunione con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump svoltasi a Washington il 18 agosto 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione rilasciata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dal presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelenskyy a seguito del loro incontro svoltosi il 17 agosto 2025 a Bruxelles,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta rilasciata il 16 agosto 2025 dai leader di Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Finlandia e Polonia, dal presidente del Consiglio europeo António Costa e dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen a seguito dell'incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente della Federazione russa Vladimir Putin ad Anchorage, Alaska, il 15 agosto 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le precedenti dichiarazioni, tra cui la dichiarazione congiunta dei leader di Francia, Germania, Polonia, Regno Unito e Ucraina a seguito della riunione di Kiev del 10 maggio 2025 e la dichiarazione congiunta Weimar+ sull'Ucraina e la sicurezza euro‑atlantica del 12 maggio 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta rilasciata da diversi deputati al Parlamento europeo l'11 agosto 2025 sui negoziati per una pace giusta per l'Ucraina fondata sul diritto internazionale e sulla volontà del popolo ucraino,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0154/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il Parlamento condanna con la massima fermezza l'aggressione illegale, ingiustificata e non provocata della Russia nei confronti dell'Ucraina e sostiene il diritto dell'Ucraina alla sovranità, all'indipendenza e all'integrità territoriale entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale; che la Russia ha invaso l'Ucraina e pertanto la via più diretta e l'unica via giusta verso la pace in Ucraina consiste nel ritiro delle forze russe dall'intero territorio ucraino e nel pagamento dei risarcimenti per i danni arrecati nel corso della sua guerra di aggressione illegale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che dal 24 febbraio 2022 la Russia, con il sostegno politico, materiale e militare fornito dai suoi alleati, in particolare Bielorussia, Iran e Corea del Nord, conduce una guerra di aggressione su vasta scala illegale, non provocata e ingiustificata contro l'Ucraina; che la guerra della Russia contro l'Ucraina è iniziata tuttavia nel 2014 con l'occupazione e l'annessione illegale della Crimea e la successiva occupazione di parti delle regioni di Donetsk e Lugansk; che tale guerra di aggressione costituisce una palese e flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e dei principi fondamentali del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, sanciti dalle Convenzioni di Ginevra del 1949;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che nei mesi di giugno e luglio 2025 si è registrato un drastico aumento del numero di attacchi missilistici e attacchi con velivoli senza equipaggio sferrati dalla Russia contro le infrastrutture civili, tra cui ospedali, scuole, edifici residenziali e istituzioni culturali, che hanno causato il più elevato numero di vittime civili dal maggio 2022; che, secondo i dati della missione di monitoraggio delle Nazioni Unite sui diritti umani in Ucraina, almeno 232 civili sono rimasti uccisi e 1 343 feriti a giugno 2025, mentre a luglio 2025 si è toccato il livello record di 286 morti e 1 388 feriti, il che corrisponde al più elevato numero di vittime civili dal maggio 2022;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la Russia è responsabile di omicidi e azioni di sabotaggio nei confronti di importanti personalità pubbliche, membri dell'esercito e infrastrutture critiche dell'Ucraina; che Andriy Parubiy, ex presidente della Verkhovna Rada ed ex segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa, è stato brutalmente assassinato a Leopoli il 30 agosto 2025;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che la Russia ha commesso crimini di guerra e deportazioni documentati in tutti i territori ucraini che occupa illegalmente e ha fatto ampio ricorso alla manipolazione delle informazioni, alla disinformazione e alla diffusione di propaganda in modo da mantenere deliberatamente la popolazione disinformata e male informata;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che il 28 agosto 2025 la Russia ha sferrato un altro brutale attacco con droni e missili contro diversi edifici di Kiev, in cui hanno perso la vita almeno 23 persone e oltre 63 sono rimaste ferite, inclusi dei bambini; che i locali della delegazione dell'UE in Ucraina sono stati gravemente danneggiati dall'attacco, il che costituisce una grave violazione della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche; che anche gli uffici del British Council a Kiev sono stati colpiti nell'attacco, che ha causato gravi danni e il ferimento di una persona;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che, in risposta alla guerra di aggressione della Russia, nel gennaio 2023 è stato creato il gruppo centrale per l'istituzione di un tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina; che il Centro internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione è stato istituito all'Aia nel marzo 2023 nell'ambito di Eurojust; che il gruppo centrale ha messo a punto il quadro giuridico per il tribunale nel marzo 2025; che oltre 40 paesi ne hanno approvato la creazione mediante la dichiarazione congiunta della riunione dei ministri degli esteri del 9 maggio 2025 sulla conclusione dei lavori del gruppo ristretto (dichiarazione di Leopoli); che il 25 giugno 2025 il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e il Segretario generale del Consiglio d'Europa Alain Berset hanno firmato a Strasburgo l'accordo formale che istituisce il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente della Federazione russa Vladimir Putin hanno tenuto un vertice bilaterale ad Anchorage, in Alaska, il 15 agosto 2025; che tale vertice è stato seguito da incontri tra il presidente Trump e il presidente Zelenskyy e i leader europei, svoltisi a Washington il 18 agosto 2025;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'Ucraina ha dimostrato una resilienza e un impegno notevoli nel suo percorso europeo e ha compiuto progressi concreti in tale direzione nonostante la perdurante guerra di aggressione russa, che ha provocato migliaia di morti, inflitto traumi profondi sui veterani e sulle loro famiglie, lasciato in rovina molte città e infrastrutture civili vitali e portato all'occupazione prolungata di parti del suo territorio da parte delle forze russe;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, a seguito dell'invasione russa, oltre 4 milioni di ucraini vivono attualmente negli Stati membri dell'UE nell'ambito del meccanismo di protezione temporanea e beneficiano dei diritti di soggiorno, accesso al mercato del lavoro, alloggio, assistenza medica, assistenza sociale e istruzione per i loro figli;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che il processo di adesione dell'Ucraina all'UE costituisce un importante contributo e un percorso verso la pace e la prosperità per l'Ucraina, una risposta strategica all'aggressione russa e una garanzia di sicurezza credibile per il paese, rafforzando la resilienza geopolitica dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che le riforme legislative avviate dall'Ucraina riflettono la sua volontà di allinearsi all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che il gruppo GRECO continua a riconoscere il forte impegno dimostrato dall'Ucraina nel contrastare la corruzione in un momento estremamente difficile per il paese; che il GRECO, in particolare, ha riconosciuto i progressi compiuti dall'Ucraina nella prevenzione della corruzione tra parlamentari, giudici e pubblici ministeri; che, nonostante i progressi compiuti in settori quali l'indipendenza del potere giudiziario e la corruzione sistemica, permangono sfide che devono essere affrontate attraverso una maggiore responsabilità del governo, rafforzando ulteriormente le capacità istituzionali, e il controllo internazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che, secondo quanto osservato dall'OCSE, nell'ultimo decennio l'Ucraina ha compiuto progressi significativi nella riforma del suo quadro anticorruzione mediante il rafforzamento della trasparenza, della responsabilità e dell'integrità attraverso i dati aperti, la digitalizzazione e il rafforzamento dell'indipendenza degli organi anticorruzione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che, a metà luglio 2025, le autorità ucraine hanno tentato di minare l'indipendenza dell'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina e della Procura specializzata anticorruzione adottando la legge 12414, che conferisce al procuratore generale ampi poteri per interferire nelle indagini di tali organismi; che il 31 agosto 2025, successivamente a forti pressioni interne ed esterne, la Verkhovna Rada ha approvato la legge 13533 allo scopo di ristabilire lo status quo precedente, prendendo in tal modo le misure necessarie per ripristinare pienamente l'indipendenza dell'Ufficio nazionale anticorruzione e della Procura specializzata anticorruzione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che, sebbene l'Ucraina abbia ottenuto 35 punti su 100 e si sia classificata al 105° posto su 180 paesi nell'indice di percezione della corruzione 2024 di Transparency International e sebbene vi sia un forte impegno anticorruzione, sono ancora necessarie riforme effettive per attuare tali intenzioni; che una riforma globale della pubblica amministrazione, la lotta alla corruzione, la promozione dei diritti fondamentali e l'efficace funzionamento delle istituzioni democratiche costituiscono condizioni fondamentali per l'adesione all'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che l'Ucraina ha compiuto progressi nel settore della cooperazione regionale e delle riforme socioeconomiche per allineare le sue politiche alle norme dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che le istituzioni democratiche dell'Ucraina hanno dato prova di capacità di adattamento dimostrando che, anche nel corso della guerra di aggressione da parte della Russia e in regime di legge marziale, l'Ucraina rimane uno Stato istituzionalmente, democraticamente ed economicamente vitale; che, mentre l'Ucraina rimane in guerra ed è soggetta alla legge marziale, le elezioni sono giuridicamente vietate e impraticabili; che il Parlamento accoglie con favore le indicazioni secondo cui i preparativi per le elezioni potrebbero iniziare una volta conclusa la legge marziale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che sono stati compiuti progressi nella riforma della pubblica amministrazione, ma che è necessario proseguire il rafforzamento delle capacità, le politiche basate su dati concreti e il miglioramento della gestione delle risorse umane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che il potere giudiziario ha ripreso le sue funzioni principali, tra cui la valutazione dei giudici e l'attuazione di misure anticorruzione, sebbene occorra rafforzare le norme in materia di integrità e di trasparenza e sia necessaria una continua vigilanza da parte dei partner internazionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che il rafforzamento dell'indipendenza della magistratura ha beneficiato dell'assistenza di esperti internazionali nelle commissioni di selezione giudiziaria, rafforzando di conseguenza la fiducia del pubblico nel sistema giudiziario;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che il coinvolgimento di esperti internazionali nella selezione della Commissione superiore per le qualifiche dei giudici si è concluso il 1° giugno 2025;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che l'Ucraina ha dimostrato il proprio impegno a favore dell'agenda verde attraverso la legislazione sulle energie rinnovabili e l'allineamento agli obiettivi del Green Deal europeo, nonostante la continua distruzione delle infrastrutture energetiche da parte della Russia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che i danni ambientali provocati dalla Russia hanno causato conseguenze devastanti per le risorse naturali, gli ecosistemi critici e la salute, i mezzi di sussistenza e la sicurezza delle persone dell'Ucraina; che la ripresa verde consiste nel porre rimedio a tali danni e nel porre l'Ucraina su un nuovo percorso di sostenibilità ambientale e sociale in linea con la legislazione ambientale dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE; che l'Ucraina ha cessato di operare come paese di transito per il gas russo il 1° gennaio 2025;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che gli investitori stranieri e le società multinazionali hanno notevolmente ampliato il loro controllo sulle risorse naturali dell'Ucraina, compresi i terreni agricoli, i minerali e le infrastrutture critiche; che tali sviluppi rischiano di compromettere la sovranità nazionale, la sicurezza alimentare e l'autodeterminazione economica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che nel 2024 gli acquisti dell'UE di combustibili fossili russi sono ammontati a 21,9 miliardi di EUR, superando i 18,7 miliardi di EUR di aiuti finanziari forniti all'Ucraina nello stesso anno; che, dall'inizio dell'invasione su vasta scala, l'UE ha speso oltre 200 miliardi di EUR in combustibili fossili russi, contribuendo in tal modo a finanziare le risorse belliche della Russia; che la Commissione ha annunciato la fine delle importazioni di gas russo entro il 2027; che, se l'UE continuerà a importare energia russa ai ritmi del 2024, pagherebbe ulteriori 57,4 miliardi di EUR alla Russia prima della fine del 2027;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che la società civile rimane un pilastro della resilienza e della democrazia in Ucraina; che, nonostante le restrizioni imposte dalla legge marziale, le ONG continuano a operare senza grandi ostacoli, sebbene le pressioni esercitate contro gli attivisti sollevino preoccupazioni e richiedano l'intervento del governo; che i recenti bruschi tagli ai finanziamenti statunitensi hanno avuto conseguenze devastanti per la società civile ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che la libertà di espressione e l'indipendenza dei media sono confrontate a sfide, in particolare in regime di legge marziale; che sono necessarie misure per ripristinare il pluralismo, proteggere i giornalisti e creare un adeguato contesto finanziario; che è comprensibile che durante la legge marziale siano necessarie alcune restrizioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che la Confederazione europea dei sindacati (CES) ha espresso gravi preoccupazioni in merito al deterioramento dei diritti dei lavoratori in Ucraina, in particolare per le violazioni delle libertà sindacali e del dialogo sociale; che la libertà di associazione, la contrattazione collettiva e il diritto di sciopero sono tutelati da convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), di cui l'Ucraina è parte, e costituiscono elementi fondamentali dell'acquis dell'UE e dei criteri di Copenaghen;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che il processo di integrazione dell'Ucraina nell'UE beneficia di un ampio sostegno da parte dell'opinione pubblica e delle istituzioni, che riflette un forte impegno della società a favore dell'adesione all'UE nonostante le attuali difficoltà;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che l'adesione all'UE comporta una distinta dimensione di sicurezza e un forte significato simbolico per il paese e la sua popolazione, nel contesto della guerra esistenziale dell'Ucraina contro l'aggressione russa in corso; che il fermo sostegno dell'UE alla sovranità, all'integrità territoriale e all'indipendenza dell'Ucraina non dipende dalla rapidità dell'integrazione europea del paese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che l'adesione all'UE rimane un fattore di propulsione fondamentale per lo sviluppo democratico dell'Ucraina e che essa svolgerà un ruolo chiave per garantire la sicurezza, la stabilità e l'indipendenza del paese in futuro; che l'adesione dell'Ucraina all'UE è un investimento strategico per la pace, la sicurezza, la democrazia e la prosperità dell'intero continente, in quando rafforzerà l'Unione contribuendo alla sua resilienza geopolitica, accrescendone il potenziale economico e consolidandone l'impegno a favore di valori condivisi di democrazia, Stato di diritto e libertà;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AG.</NO.P>considerando che l'adesione rimane un processo meritocratico e che i progressi nell'attuazione delle riforme devono essere valutati in modo approfondito e attento, anche nell'interesse dell'Ucraina;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">La guerra di aggressione russa quale contesto per i preparativi per l'adesione dell'Ucraina all'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna con la massima fermezza la guerra di aggressione in corso della Federazione russa nei confronti dell'Ucraina e gli attacchi indiscriminati della Russia contro i civili e le infrastrutture civili; ribadisce la sua ferma solidarietà al coraggioso popolo ucraino, che dal 2014 paga il prezzo più alto per difendere l'Ucraina e la sua sovranità e integrità territoriale, e per proteggere l'Europa e i nostri valori condivisi e principi democratici; porge le sue più sentite condoglianze alle famiglie degli eroi caduti e delle vittime civili innocenti dell'aggressione russa, compresi gli oltre 600 bambini che sono stati uccisi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>condanna fermamente gli assassinii di personalità pubbliche e di militari di spicco in Ucraina organizzati dalla Russia e il suo sabotaggio delle infrastrutture critiche ucraine; esprime orrore e indignazione per l'efferato assassinio, commesso il 30 agosto 2025 a Leopoli, di Andriy Parubiy, ex presidente della Verkhovna Rada ed ex segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa, che aveva dimostrato un forte impegno a favore delle aspirazioni europee dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>esprime indignazione per l'intensificarsi degli attacchi con droni e missili perpetrati dalla Russia contro obiettivi civili, compreso l'attacco a Kiev del 28 agosto 2025, nel quale la delegazione dell'UE in Ucraina e il British Council sono stati bersagli diretti; sottolinea che il recente attacco, così come tutti gli altri attacchi contro le infrastrutture civili, costituisce un crimine di guerra e dimostra ancora una volta il palese disprezzo da parte della Russia della vita umana, del diritto internazionale, degli sforzi degli Stati Uniti a favore della pace e dei principi fondamentali che disciplinano la protezione dei civili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>conferma il suo fermo impegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale; ribadisce la sua politica di non riconoscimento dei territori dell'Ucraina temporaneamente occupati dalla Russia, compresa la Crimea; sottolinea con forza il diritto immanente dell'Ucraina all'autodifesa, in virtù dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, che implica il diritto di colpire obiettivi militari sul territorio russo; ribadisce l'impegno dell'UE a favore di una pace giusta e duratura in Ucraina a condizioni accettabili per l'Ucraina e il suo popolo, garantendo che la sua sovranità e integrità territoriale siano preservate, che i responsabili dei crimini di guerra siano assicurati alla giustizia e che i risarcimenti siano pagati; invita l'UE e i suoi Stati membri ad adoperarsi attivamente per mantenere e conseguire il più ampio sostegno internazionale possibile all'Ucraina e per individuare una soluzione pacifica alla guerra, che deve basarsi sul pieno rispetto del diritto internazionale e della sovranità e integrità territoriale dell'Ucraina, nonché sulla responsabilità per i crimini di guerra e di aggressione e sul pagamento di indennizzi da parte della Russia per gli ingenti danni causati in Ucraina; sottolinea che qualsiasi soluzione pacifica deve rispettare la volontà del popolo ucraino e non essere imposta da nessun altro attore internazionale né deve premiare l'aggressione o compromettere la sicurezza futura dell'Ucraina; ritiene che l'approccio ingannevole ai negoziati e le proposte poco serie dei leader russi degli ultimi mesi siano ulteriori prove del fatto che la Russia intende prolungare la sua guerra su tutto il territorio ucraino finché potrà e le sarà consentito; sottolinea che i negoziati di pace devono essere preceduti da un cessate il fuoco incondizionato; chiede che l'UE continui a sostenere gli sforzi ucraini e internazionali volti a rafforzare la documentazione e le indagini sui crimini di guerra commessi dalle forze russe;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>esprime viva preoccupazione per il cambio di linea degli Stati Uniti in merito alla guerra di aggressione della Russia, che ha incluso l'avvio di un dialogo diretto con la Russia senza esercitare pressioni significative, la rinuncia pubblica a importanti strumenti di leva, il rifiuto di ulteriori sanzioni e la discussione sul loro allentamento, nonché il tentativo di costringere l'Ucraina a fare concessioni territoriali e a rinunciare al suo legittimo diritto all'autodifesa; evidenzia che, alla luce di tali sviluppi, l'UE e i suoi Stati membri devono rimanere i principali alleati strategici dell'Ucraina e dovrebbero rafforzare il loro ruolo guida nel sostenere la lotta dell'Ucraina per la sovranità, la pace e la giustizia; riconosce che la sicurezza dell'Ucraina rappresenta un elemento fondamentale della sicurezza dell'UE; osserva che il sostegno dell'Unione all'Ucraina ha ormai superato quello degli Stati Uniti, sottolineando il ruolo vitale dell'UE nel sostenere la resistenza e la ripresa dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea che l'UE e i suoi Stati membri devono aumentare in modo significativo l'efficacia dell'assistenza militare, materiale e finanziaria e accelerarne la fornitura per difendere il diritto dell'Ucraina all'autodifesa; sottolinea che l'UE e i suoi Stati membri, insieme ai loro partner e alleati, devono contribuire all'istituzione di solide garanzie di sicurezza a favore dell'Ucraina, al fine di scoraggiare ulteriori aggressioni russe e consentire all'Ucraina di concentrarsi totalmente sul perseguimento delle riforme necessarie nel percorso verso l'adesione all'UE; insiste sull'importanza di rafforzare in modo permanente la sicurezza sul fronte orientale dell'UE e della NATO in risposta alle minacce provenienti dalla Russia; invita a sviluppare infrastrutture militari e logistiche nei paesi vicini all'Ucraina; riconosce il diritto sovrano dell'Ucraina di scegliere le proprie alleanze militari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>prende atto del recente incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Vladimir Putin e sottolinea che contrasta palesemente con la massiccia escalation di attacchi della Russia contro l'Ucraina, il che dimostra ancora una volta che la Russia non è affatto interessata alla pace, ma piuttosto a sottomettere l'Ucraina; sottolinea che Vladimir Putin sta partecipando agli sforzi di pace degli Stati Uniti in modo disonesto nel semplice tentativo di guadagnare tempo per proseguire la guerra di aggressione della Russia; invita il presidente Trump a dare seguito al suo annuncio che gli Stati Uniti adotteranno sanzioni economiche risolute aggiuntive nei confronti della Russia e dei paesi che alimentano la sua macchina da guerra; sottolinea che nessuna pace duratura e giusta in Ucraina può essere negoziata senza la piena partecipazione dei leader ucraini e senza il sostegno del suo popolo, così come senza la partecipazione dell'Unione europea; osserva con approvazione che il 18 agosto 2025 si è svolta una riunione tra il presidente Trump e il presidente Zelenskyy e vari leader europei; ribadisce il suo fermo impegno a fornire garanzie di sicurezza e ad adottare tutte le misure necessarie per rafforzare le forze armate e l'industria della difesa ucraine; respinge tutte le rivendicazioni russe di essere garante dei futuri accordi di sicurezza per l'Ucraina e qualsiasi tentativo di condizionare la sovranità numerica e operativa delle forze armate ucraine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>ricorda che l'Europa ha già sostenuto l'Ucraina con 50 miliardi di EUR di aiuti militari, ma sottolinea che è necessaria ulteriore assistenza e che tale sostegno dipende ora in larga misura dall'Europa stessa; esorta gli Stati membri a fornire più armi e munizioni all'Ucraina prima della conclusione di qualsiasi negoziato e a rafforzare in modo sostanziale la condivisione di informazioni con l'Ucraina; invita gli Stati membri dell'UE, i partner internazionali e gli alleati della NATO a revocare tutte le restrizioni all'uso dei sistemi d'arma occidentali forniti all'Ucraina contro obiettivi militari nel territorio russo; accoglie con favore gli sforzi dell'Ucraina volti a rafforzare la sua base industriale di difesa interna, compresa la produzione di droni e altre tecnologie critiche; insiste sull'importanza fondamentale della cooperazione con l'Ucraina e dell'integrazione della stessa nelle iniziative di difesa dell'UE, compresa l'inclusione dell'industria della difesa ucraina nella base industriale e tecnologica di difesa europea, al fine di rafforzare l'autonomia strategica dell'UE; incoraggia lo sviluppo di progetti congiunti per la produzione di armi con i partner UE e NATO; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere tali iniziative attraverso la strategia industriale europea in materia di difesa e gli strumenti pertinenti, al fine di rafforzare le capacità di autodifesa a lungo termine dell'Ucraina; sottolinea l'urgenza di finanziare adeguatamente lo strumento di sostegno per l'Ucraina del programma per l'industria europea della difesa, che non ha ancora ricevuto alcun fondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>ribadisce il suo invito agli Stati membri dell'UE a seguire gli esempi danesi e olandesi per collaborare con l'industria della difesa ucraina e sostenere le loro capacità di produzione nel modo più efficiente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>accoglie con favore i risultati della missione di assistenza militare dell'UE a sostegno dell'Ucraina (EUMAM), che ha erogato formazione al personale militare ucraino; sostiene la decisione del Consiglio dell'8 novembre 2024 di prorogare di due anni il mandato della missione; chiede che le risorse finanziarie, logistiche e umane dell'EUMAM siano ampliate e adattate all'evoluzione delle esigenze di formazione militare delle forze armate ucraine nonché agli sforzi di riforma a lungo termine, in linea con gli impegni congiunti in materia di sicurezza tra l'UE e l'Ucraina; evidenzia che l'EUMAM dovrebbe altresì fungere da piattaforma per lo scambio delle migliori pratiche, garantendo che le forze europee traggano vantaggio dall'esperienza sul campo di battaglia delle forze armate ucraine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>condanna con la massima fermezza le azioni violente della Russia e la complicità della Bielorussia nel maltrattamento dei minori ucraini, compresi l'omicidio, il trasferimento forzato, la deportazione e l'adozione illegale, nonché la cancellazione dell'identità ucraina attraverso la russificazione forzata; invita l'UE a cooperare strettamente con le autorità ucraine, le organizzazioni internazionali e le ONG e a sostenerle nel documentare tutti i minori scomparsi e deportati, garantendone il rimpatrio e la reintegrazione in condizioni di sicurezza e fornendo il necessario sostegno giuridico, psicologico e sociale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>condanna il trattamento disumano riservato dalla Russia ai prigionieri di guerra ucraini, comprese la tortura e le esecuzioni, che viola gravemente le convenzioni di Ginevra, mentre, dall'altra parte, i prigionieri di guerra russi in Ucraina godono di tutti i diritti loro riconosciuti dal diritto internazionale, comprese le visite e l'assistenza da parte di organizzazioni internazionali quali il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR); accoglie con favore il più ampio scambio di prigionieri finora avvenuto, che si è svolto nel maggio 2025, e invita l'UE, i suoi Stati membri e la comunità internazionale ad agevolare ulteriori scambi e a esercitare la pressione necessaria per garantirne il proseguimento; deplora la detenzione illegale, da parte della Russia, di civili ucraini che sono tenuti in isolamento e in condizioni disumane, comprese torture e uccisioni extragiudiziali; chiede una maggiore pressione internazionale per garantire il rilascio di tutti gli ucraini detenuti; invita il Comitato internazionale della Croce Rossa a insistere affinché le autorità russe forniscano ai suoi rappresentanti internazionali un accesso senza restrizioni a tutti i luoghi in cui sono detenuti i prigionieri di guerra ucraini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea l'importanza di meccanismi globali di responsabilità e giustizia; accoglie con favore la ratifica da parte dell'Ucraina dello statuto di Roma della Corte penale internazionale e le modifiche corrispondenti al suo codice penale; accoglie con favore la dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri del gruppo centrale (dichiarazione di Leopoli) del 9 maggio 2025 sull'istituzione di un tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina; sottolinea che perseguire il crimine di aggressione è essenziale per sostenere l'ordine internazionale basato su regole e per prevenire l'impunità; invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a continuare a sostenere l'istituzione e il funzionamento del tribunale speciale nel quadro del Consiglio d'Europa; incoraggia tutte le parti a garantire che le organizzazioni della società civile ucraina e le vittime della guerra possano svolgere un ruolo significativo nell'attività del tribunale; è convinto che una pace giusta e duratura sia possibile solo quando i minori ucraini, gli altri civili deportati o detenuti con la forza e i prigionieri di guerra saranno rilasciati e ricongiunti alle loro famiglie e quando i responsabili saranno consegnati alla giustizia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>accoglie con favore la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 9 luglio 2025 nella causa <STRING ITALIC="on">Ucraina e Paesi Bassi contro Russia</STRING>, che ha ritenuto la Russia responsabile di diffuse e flagranti violazioni dei diritti umani in Ucraina, tra cui l’abbattimento dell’MH17, tortura, stupro come arma di guerra, esecuzioni sommarie, detenzioni illegali e arbitrarie e la dislocazione organizzata di minori verso la Russia e la loro adozione in Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea che le sanzioni, unitamente alla prevenzione e al contrasto dell'elusione delle sanzioni, rimangono strumenti cruciali per minare la capacità della Russia di proseguire la sua guerra di aggressione e neutralizzare le minacce poste alla sicurezza europea; invita ad ampliare le sanzioni nei confronti dell'economia russa, anche nei settori metallurgico, nucleare, chimico, energetico e finanziario; accoglie con favore l'adozione di 18 pacchetti di sanzioni nei confronti della Federazione russa e invita l'UE e i suoi Stati membri ad adottare ulteriori pacchetti di sanzioni, volti in particolare a contrastare l'elusione delle misure esistenti; sottolinea che la rigorosa attuazione e applicazione delle sanzioni sono essenziali per privare la macchina bellica russa delle risorse e rafforzare la resilienza dell'Ucraina; invita la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi per garantire la continua partecipazione degli Stati Uniti all'attuazione delle sanzioni nei confronti della Russia, al fine di mantenere la pressione sull'economia e sul bilancio statale della Russia; è del parere che le sanzioni debbano essere prorogate e mantenute fino a quando la Russia non porrà fine alla sua guerra di aggressione contro l'Ucraina e non avrà pagato i risarcimenti di guerra;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>esorta ad accelerare l'eliminazione dei prodotti di idrocarburi russi nell'UE per giungere finalmente a un divieto totale; ribadisce che porre fine alla dipendenza energetica dell'UE dagli idrocarburi russi è essenziale per la sicurezza energetica dell'Europa; accoglie con favore l'effettiva attuazione dell'embargo totale dell'UE sul carbone russo, che ha posto fine alla dipendenza dell'UE dallo stesso; ricorda l'embargo dell'UE sul petrolio russo, ma deplora che il governo ungherese e il governo slovacco abbiano scelto di rimanerne dipendenti e li esorta a porre rapidamente fine a tale nociva dipendenza ricorrendo, ove necessario, a misure di sostegno specifiche; invita il Consiglio a sanzionare tutte le navi che operano all'interno della flotta ombra russa e a contattare gli Stati di bandiera per cancellare tali navi dai rispettivi registri navali, rendendole così "non assicurabili" dalle compagnie di assicurazione; esorta a intensificare gli sforzi per prevenire l'elusione delle sanzioni esistenti contro il petrolio russo; esorta l'UE e la coalizione del G7 a ridurre il tetto sui prezzi del petrolio per ridurre ulteriormente la capacità russa di condurre la guerra; accoglie con favore il piano REPowerEU recentemente annunciato dalla Commissione; esorta tuttavia la Commissione a anticiparne, ove possibile, le scadenze e ad adottare, ove necessario, misure provvisorie quali la riduzione del tetto sui prezzi del petrolio e l'attuazione di un massimale per il prezzo del gas naturale liquefatto e di un contingente all'importazione; respinge fermamente le richieste di riprendere progetti come Nord Stream 1 e 2; si rammarica profondamente del fatto che, a più di tre anni dall'inizio dell'invasione su vasta scala, il Consiglio non abbia adottato un embargo totale sul gas russo; chiede una rapida adozione di tale misura;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>deplora il comportamento ostruzionistico dei governi dell'UE che hanno minacciato di porre il veto o di indebolire le misure restrittive nei confronti della Russia; sostiene l'intenzione di qualificare come reato la violazione e l'elusione delle sanzioni in Ucraina, come proposto nel progetto di legge urgente n. 12406; sottolinea che l'applicazione di tale legge è essenziale per colmare le lacune che consentono il recupero dei beni soggetti a sanzioni durante la fase di blocco e per assicurare alla giustizia i facilitatori della guerra di aggressione della Russia; esorta l'Ucraina ad adottare tale progetto di legge, in linea con le pertinenti migliori pratiche dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri a confiscare i beni russi bloccati e a metterli a disposizione della difesa, della ricostruzione e del risarcimento delle vittime in Ucraina, conformemente al diritto internazionale e al principio della responsabilità degli Stati; sottolinea che, ai fini del primo obiettivo, è di massima importanza garantire che i beni sovrani russi rimangano bloccati nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>chiede che il Consiglio e la Commissione dimostrino una forte leadership nella ricerca di una soluzione sostenibile in merito al meccanismo di protezione temporanea dell'UE di cui beneficiano oltre 4 milioni di ucraini, che è stato prorogato fino a marzo 2026; evidenzia la necessità di garantire la parità di trattamento e di evitare la frammentazione all'interno dell'UE; sottolinea l'importanza di difendere i diritti degli ucraini che non possono fare ritorno nel loro paese e desiderano rimanere nell'UE, sostenendo nel contempo coloro che scelgono di rientrare in Ucraina e ricostruirsi una vita lì;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>incoraggia l'Ucraina e gli Stati membri a cooperare strettamente al fine di massimizzare il potenziale contributo economico dei rifugiati e della diaspora ucraini, onde garantire la resilienza e l'inclusività della ripresa economica e della ricostruzione attuali e future dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>invita le forze politiche in Ucraina a rimanere unite e a continuare a essere guidate da un forte senso di unità politica e coesione, che ha dimostrato di amplificare la resilienza dell'Ucraina di fronte all'attuale minaccia esistenziale alla libertà e all'indipendenza del paese; invita tutti gli attori politici in Ucraina, in particolare quelli attualmente al potere, a utilizzare i loro poteri di guerra per promuovere l'unità politica e l'elaborazione di politiche coerenti e inclusive;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Impegno a favore dell'adesione all'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>accoglie con grande favore la ferma determinazione dell'Ucraina a soddisfare i requisiti per l'adesione all'UE, compreso il rispetto dell'acquis dell'Unione malgrado la brutale e incessante guerra di aggressione condotta dalla Russia e la sua nuova escalation recente; esorta l'Ucraina a mantenere tale determinazione nonché il ritmo delle riforme; sottolinea il forte slancio nell'attuazione delle riforme in Ucraina e si compiace del crescente tasso di allineamento dell'Ucraina alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE, che nel 2024 ha raggiunto il 95 %; constata che le riforme richieste dal processo di adesione all'UE sono sostenute da oltre il 70 % degli ucraini, il che evidenzia l'importanza di mantenere l'influenza dell'Unione, la condizionalità strutturata e la comunicazione pubblica durante questo periodo;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Democrazia, Stato di diritto e lotta alla corruzione</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>elogia gli sforzi straordinari compiuti dall'Ucraina per rafforzare le istituzioni democratiche in tempo di guerra; incoraggia l'Ucraina e il suo governo a tenere alto il ritmo delle riforme; ricorda che, conformemente a principi democratici ampiamente riconosciuti nonché alla Costituzione ucraina, le elezioni non possono tenersi in tempo di guerra e in regime di legge marziale; sottolinea che, affinché le elezioni democratiche soddisfino le norme internazionali, occorrono tempi di preparazione adeguati e l'accesso alle informazioni; invita le autorità ucraine ad astenersi dall'avviare procedimenti giudiziari intempestivi e di matrice politica contro i rappresentanti dell'opposizione e dall'irrogare sanzioni nei loro confronti, nonché a sostenere il pluralismo parlamentare e a promuovere un dialogo costruttivo tra le fazioni politiche in seno alla Verkhovna Rada;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>raccomanda nuovamente, nel contesto dell'adesione all'UE, la revoca di tutte le restrizioni per i deputati della Verkhovna Rada riguardanti i viaggi all'estero di natura politica e legati al loro mandato; considera importante rispettare e consolidare il ruolo istituzionale della Verkhovna Rada e sostiene gli sforzi di riforma in atto volti a rafforzare la sua capacità legislativa, la sua supervisione dell'esecutivo e la sua responsabilità dinanzi ai cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>accoglie con favore l'adozione della legge sul processo legislativo, che la Commissione ha considerato un passo fondamentale verso un iter legislativo più strutturato ed efficace in Ucraina a seguito della futura revoca della legge marziale e degli sforzi della commissione elettorale centrale ucraina ai fini dell'aggiornamento del registro elettorale nazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>plaude all'elaborazione, da parte dell'Ucraina e in cooperazione con la Commissione, di tre tabelle di marcia per le riforme che vertono sullo Stato di diritto, sulla riforma della pubblica amministrazione e sul funzionamento delle istituzioni democratiche e integrano misure trasversali di lotta alla corruzione; osserva che, una volta approvate dalla Commissione, tali tabelle di marcia costituiranno un indice di riferimento critico per monitorare i progressi delle riforme in Ucraina; si compiace che le misure di lotta alla corruzione siano parte integrante delle tre tabelle di marcia; sottolinea l'importanza di inquadrare le riforme nel contesto di più ampie trasformazioni sociali e politiche al fine di garantirne la sostenibilità a lungo termine e l'efficace attuazione nonché il funzionamento indipendente delle istituzioni pubbliche; sottolinea l'importanza di favorire una cultura politica costruttiva e di promuovere una cooperazione fondata sulla fiducia tra i partiti politici in Ucraina; prende atto con soddisfazione della partecipazione attiva dei deputati ucraini al Dialogo Jean Monnet e incoraggia l'applicazione delle migliori pratiche europee per promuovere la collaborazione tra partiti di fronte alle sfide comuni da affrontare nel percorso verso l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>valuta positivamente i progressi compiuti nel periodo di riferimento nell'ambito della riforma del sistema giudiziario e incoraggia l'Ucraina a migliorare ulteriormente la trasparenza delle sue procedure legislative e a destinare maggiori risorse finanziarie, umane e tecniche per affrontare le sfide che rallentano lo sviluppo del sistema giudiziario, per rafforzare l'indipendenza della magistratura e per intensificare la lotta alla corruzione, garantendo così l'allineamento alle norme dell'UE ed evitando nel contempo misure superficiali che potrebbero ostacolare l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>osserva che, malgrado il miglioramento del quadro legislativo, il sistema giudiziario rimane uno dei settori più vulnerabili alla corruzione e alle ingerenze politiche, come dimostrano i ripetuti casi di corruzione su larga scala e di indebita influenza nell'operato dei tribunali e delle istituzioni giudiziarie, tra cui la Corte costituzionale ucraina e la Commissione superiore per le qualifiche dei giudici; constata con preoccupazione che la Corte costituzionale ucraina rimane paralizzata ed esorta la rapida nomina dei giudici mancanti e l'assegnazione dei posti vacanti in seno al Consiglio superiore della giustizia; invita altresì la Verkhovna Rada ad adottare una legge sulla Corte costituzionale conformemente ai pareri della Commissione di Venezia e invita inoltre l'Ucraina ad adottare un piano d'azione e riforme interne per evitare ingerenze indebite e rafforzare l'etica giudiziaria; sottolinea la particolare importanza di preservare l'indipendenza istituzionale della Commissione superiore per le qualifiche dei giudici, anche alla luce degli impegni assunti nel quadro degli accordi internazionali, tra cui con il Fondo monetario internazionale; sottolinea la necessità di intensificare la lotta alla corruzione e agli interessi acquisiti in seno alla magistratura, in quanto indispensabile per rafforzare la fiducia dei cittadini e far progredire il processo di adesione dell'Ucraina; sottolinea l'importanza di processi di selezione trasparenti e basati sul merito per gli organi di governo della magistratura e le posizioni dirigenziali, compreso il coinvolgimento di esperti nazionali e internazionali indipendenti; sottolinea la necessità di nomine giudiziarie depoliticizzate, di garanzie di integrità funzionale, di trasparenza, di integrità, di responsabilità, nonché di un monitoraggio internazionale rafforzato al fine di prevenire una giustizia selettiva e promuovere la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>prende atto con preoccupazione della grave carenza di giudici, dell'eccessivo carico di lavoro nella maggior parte dei tribunali, delle significative carenze di finanziamenti e della ripartizione disomogenea dell'attività giudiziaria, tutti fattori che compromettono la qualità e la tempestività dei procedimenti e ostacolano l'accesso dei cittadini alla giustizia; sottolinea la necessità di affrontare tali questioni, anche attraverso il ricorso a meccanismi di mediazione e di filtraggio procedurale per alleviare la pressione sul sistema giudiziario; constata che, con 35 punti su 100, l'Ucraina si è classificata al 105° posto su 180 paesi nell'indice di percezione della corruzione di Transparency International del 2024, il che sottolinea la portata delle sfide attuali in materia di lotta alla corruzione; sottolinea che il miglioramento della formazione in ambito giudiziario e il completamento della digitalizzazione dei tribunali ucraini sono fondamentali per una più ampia riforma del sistema giudiziario del paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>accoglie con favore la nomina di un nuovo responsabile dell'Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione come pure l'avvio di verifiche indipendenti per valutare l'efficacia dell'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina nella lotta alla corruzione; valuta positivamente l'entrata in vigore del codice penale modificato e del codice di procedura penale, che dovrebbero rafforzare l'efficacia delle misure di lotta alla corruzione, in particolare grazie ai miglioramenti apportati al quadro relativo al patteggiamento; riconosce l'aumento del numero annuale di sentenze emesse dall'Alta corte anticorruzione e l'incremento del numero di rinvii a giudizio presentati dall'Ufficio nazionale anticorruzione e dalla Procura specializzata anticorruzione, il che riflette progressi costanti nell'attività delle procure; accoglie con favore il ripristino delle procedure di dichiarazione della situazione patrimoniale e dell'accesso del pubblico a tali informazioni, nonché il rafforzamento della normativa in materia di conflitti di interessi e il miglioramento dell'indipendenza della Procura specializzata anticorruzione; si compiace dell'adozione del piano d'azione per l'attuazione della strategia di recupero dei beni per il periodo 2024-2025 e delle misure connesse; chiede una riforma urgente dell'Agenzia per il recupero e la gestione dei beni e sostiene la rapida adozione del progetto di legge n. 12374-d inteso a migliorarne il funzionamento; accoglie con favore l'ampliamento del personale della Procura specializzata per i reati ambientali in seno alla procura generale e sollecita l'ulteriore sviluppo di politiche anticorruzione nella governance delle risorse naturali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>prende atto della persistente carenza di giudici presso l'Alta corte anticorruzione e sottolinea l'urgente necessità di organizzare un nuovo concorso trasparente per assegnare i posti vacanti, garantendo che la corte disponga di personale e locali sufficienti per funzionare efficacemente; sottolinea la necessità di coprire senza indugio il posto vacante di procuratore generale e sottolinea l'importanza di rafforzare l'indipendenza istituzionale della procura, garantendo nel contempo una supervisione adeguata sui suoi poteri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>incoraggia l'Ucraina a salvaguardare l'indipendenza e l'efficacia delle istituzioni anticorruzione, comprese la Procura specializzata anticorruzione e l'Ufficio nazionale anticorruzione, garantendo procedure di nomina trasparenti, proteggendo tali organismi da ingerenze politiche e rafforzando la loro autonomia istituzionale; sottolinea l'importanza di accordare alla Procura specializzata anticorruzione una maggiore indipendenza dalla procura generale e di dotare l'Ufficio nazionale anticorruzione dei mezzi per accedere tempestivamente alle competenze forensi e alla capacità autonoma di intercettazione al fine di condurre indagini efficaci; si compiace che l'Ucraina abbia ampliato il personale della Procura specializzata anticorruzione e sottolinea che tale crescita deve essere accompagnata da risorse finanziarie e tecniche adeguate per garantire la capacità operativa; incoraggia l'Ucraina a prendere in considerazione una riforma strutturale dell'Ufficio statale per le indagini al fine di rafforzarne l'indipendenza e l'efficacia ed evitare un abuso di tale organo nel contesto degli sviluppi politici del dopoguerra in Ucraina, in particolare in relazione alle campagne elettorali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>esprime preoccupazione per il fallito tentativo delle autorità ucraine di minare l'indipendenza delle istituzioni anticorruzione; accoglie con favore la forte opposizione a tali tentativi inaccettabili da parte della società civile, la quale ha costretto le autorità a tornare sui propri passi; ritiene che questa iniziativa delle autorità rappresenti un pericoloso tentativo di compromettere i risultati di una vera lotta alla corruzione; evidenzia che, se avesse avuto successo, questa iniziativa avrebbe solo giovato ai nemici dell'Ucraina; sottolinea che tutto ciò dovrebbe costituire un forte richiamo per tutti coloro che in Ucraina, per gretti interessi, sono disposti a mettere a rischio il futuro del paese; ribadisce che la lotta alla corruzione richiede un impegno a lungo termine e ampi sforzi per istituire una buona governance, con un sistema di pesi e contrappesi ben funzionante; sostiene la posizione della Commissione secondo cui tali istituzioni sono fondamentali per il programma di riforme dell'Ucraina e devono operare in modo indipendente per combattere la corruzione e continuare ad avere la fiducia dei cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>accoglie con favore l'adozione della legge sulle attività di lobbying nell'ambito del programma di deoligarchizzazione dell'Ucraina; sottolinea che, per contrastare l'influenza oligarchica, è necessaria una strategia rinnovata e globale che garantisca il coinvolgimento di portatori di interessi nazionali, esperti internazionali e organizzazioni della società civile; incoraggia le autorità ucraine a proseguire il lavoro di riforma della governance delle imprese di proprietà dello Stato, conformemente agli orientamenti dell'OCSE, al fine di ridurre al minimo il rischio di clientelismo e di prevenire la corruzione, anche pubblicando tutti i dati sulla titolarità effettiva delle imprese di proprietà dello Stato e garantendo che tutte le principali imprese di questo tipo abbiano consigli di amministrazione indipendenti ed equilibrati sotto il profilo del genere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>sottolinea l'importanza di un'ulteriore riforma del controllo finanziario, compreso il miglioramento del monitoraggio effettuato dal servizio statale di revisione contabile e la corretta attuazione della riforma della Camera dei conti per salvaguardare la spesa nazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>prende atto delle conclusioni dell'addendum alla seconda relazione di conformità, adottata dal Gruppo di Stati del Consiglio d'Europa contro la corruzione il 22 novembre 2024, secondo cui l'Ucraina ha attuato o trattato in modo soddisfacente 18 delle 31 raccomandazioni contenute nella relazione; incoraggia l'Ucraina ad attuare pienamente le restanti raccomandazioni, in particolare introducendo un sistema di assegnazione casuale dei casi ai procuratori, definendo in modo più chiaro gli illeciti disciplinari e ampliando la gamma delle sanzioni disciplinari onde garantire la proporzionalità e l'efficacia, tenendo conto della situazione specifica dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>esorta l'Ucraina a dare priorità al rafforzamento dello Stato di diritto, alla riforma del sistema giudiziario e alla lotta alla corruzione, e invita l'UE e gli Stati membri a intensificare il sostegno a favore di tali sforzi, poiché i progressi in tali ambiti sono fondamentali non solo per l'adesione all'UE, ma anche per la ricostruzione e il ripristino della fiducia nell'economia; raccomanda l'adozione di una normativa solida sulla protezione degli informatori in linea con l'acquis dell'UE; constata che l'attuale quadro strategico anticorruzione dell'Ucraina scade nel 2025 e sottolinea la necessità di un rinnovato programma statale anticorruzione che tenga conto del contributo della società civile e stabilisca obiettivi ambiziosi, criteri misurabili e tempistiche chiare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>invita la Commissione a includere l'Ucraina nel pacchetto di strumenti dell'UE per lo Stato di diritto, al fine di rafforzare l'attuazione delle riforme democratiche prima dell'adesione; incoraggia il potenziamento delle capacità di contrasto nell'ambito delle indagini finanziarie, elaborando orientamenti metodologici e chiarendo le responsabilità, e in particolare migliorando le risposte a strategie criminali come l'uso di prestaconto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>constata che la guerra di aggressione russa esercita un'enorme pressione sul sistema giudiziario ucraino, anche in ragione dell'elevato volume di casi di "collaborazione"; chiede, a tal proposito, un'attenta applicazione della legislazione in materia di "collaborazione", che salvaguardi i diritti fondamentali e l'equità giudiziaria, e incoraggia un approccio unificato della procura basato sulla chiarezza giuridica e sul rigore fattuale, fondamentali per la reintegrazione dei territori liberati; incoraggia le autorità ucraine, a tal proposito, a dare priorità ai procedimenti penali sulla base della loro gravità e rilevanza per la sicurezza dello Stato, in linea con la quarta convenzione di Ginevra; chiede il miglioramento della trasparenza e dell'accesso pubblico ai dati relativi a tali procedimenti penali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>esorta l'Ucraina a regolamentare le attività virtuali adottando una legislazione esaustiva, designando un'autorità di vigilanza, effettuando una valutazione dei rischi e sostenendo l'individuazione di reati finanziari che coinvolgono attività virtuali; si compiace, a tal proposito, che la Verkhovna Rada abbia recentemente adottato il progetto di legge n. 11290 e sollecita l'adozione del progetto di legge n. 12207, che, tra l'altro, introduce sistemi europei di certificazione della cibersicurezza e mira ad allineare la legislazione ucraina alle norme dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Libertà fondamentali e diritti umani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>elogia l'impegno dell'Ucraina a rispettare i diritti fondamentali nel contesto della guerra di aggressione russa in corso, e malgrado tale guerra; sottolinea il ruolo fondamentale della società civile nel processo di riforma e di adesione all'UE; sottolinea la necessità di mantenere un ambiente sicuro, favorevole e partecipativo per le organizzazioni della società civile, compresi i difensori e gli attivisti per i diritti umani; chiede che la strategia nazionale per i diritti umani sia aggiornata urgentemente e che sia elaborato un piano di attuazione globale; incoraggia un dialogo civile significativo in tutti gli ambiti della vita pubblica e politica ed esorta a mantenere la coesione politica in merito al percorso europeo dell'Ucraina; incoraggia l'allineamento all'acquis dell'UE della legislazione che definisce il mandato del Mediatore ucraino;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>riconosce che mantenere il pluralismo dei media in tempo di guerra comporta sfide, tra cui il crollo del mercato, i vincoli di sicurezza e la carenza di risorse umane; ritiene che il vivace spazio d'informazione e la libertà dei media dell'Ucraina costituiscano uno dei principali punti di forza del paese nel resistere all'invasione russa e alla sua propaganda; chiede, di principio, che i fornitori di servizi media in tutto il paese possano riprendere appieno le trasmissioni; respinge fermamente un'ulteriore deriva verso la censura politica, pur applicandosi in tempo di guerra le necessarie restrizioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>elogia il lavoro coraggioso svolto dai difensori dei diritti umani e dai giornalisti ucraini che documentano le violazioni dei diritti umani nelle regioni temporaneamente occupate; riconosce la posizione strategica dell'Ucraina in prima linea nella guerra dell'informazione e plaude al suo impegno in iniziative europee quali lo scudo europeo per la democrazia e gli impegni congiunti in materia di sicurezza al fine di contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri; riconosce che l'Ucraina è un partner fondamentale per l'UE nella lotta contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri ed esorta l'UE e i suoi Stati membri a intensificare la lotta contro la disinformazione e le minacce ibride russe; chiede che l'alfabetizzazione digitale sia promossa, che il regolamento sui servizi digitali sia applicato alle piattaforme di social media e che le comunicazioni strategiche dell'UE siano rafforzate per contrastare le ingerenze russe e manifestare chiaramente il sostegno sostanziale dell'UE all'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>accoglie con favore le iniziative legislative intese a promuovere la parità delle persone LGBTQI+ e di altri gruppi emarginati, in particolare i progetti di legge n. 5488 (reati generati dall'odio), n. 12252 (unioni civili) e n. 9103 (unioni registrate); sollecita la rapida adozione di tali leggi onde garantire il rispetto delle norme della Corte europea dei diritti dell'uomo; chiede l'adozione di una nuova legge antidiscriminazione che comprenda l'orientamento sessuale, l'identità di genere e la disabilità, nonché l'ulteriore rafforzamento del quadro giuridico dell'Ucraina contro la discriminazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>accoglie con favore le modifiche apportate nel luglio 2024 alla legge sulle minoranze nazionali, che introducono percorsi di istruzione bilingue, e incoraggia la rapida attuazione di tali riforme attraverso finanziamenti adeguati e la formazione dei docenti; plaude all'istituzione del Consiglio delle minoranze nazionali e all'adozione del piano d'azione per la protezione dei diritti delle minoranze nazionali fino al 2027, che mira ad allineare la legislazione alle norme europee; chiede un dialogo strutturato e sostanziale con le comunità minoritarie e la piena attuazione delle raccomandazioni della Commissione di Venezia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>elogia la capacità dell'Ucraina di garantire la continuità e la riforma del sistema di istruzione, in particolare attraverso strumenti digitali, programmi sostenuti dall'UE e lo sviluppo di infrastrutture pubbliche resilienti; incoraggia la Commissione a estendere il sostegno agli studenti e alle istituzioni ucraine nell'ambito dei programmi Erasmus+, Orizzonte Europa e EU4Youth;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>si compiace della ratifica, da parte dell'Ucraina, della convenzione di Istanbul e della realizzazione di centri di sostegno alle sopravvissute; incoraggia l'Ucraina a fornire finanziamenti costanti per la prevenzione della violenza di genere e il sostegno alle vittime, in particolare alla luce dei rischi più elevati in tempo di guerra; incoraggia il paese a migliorare la propria legge sui principi di prevenzione e di lotta alla discriminazione in Ucraina e il proprio codice penale in materia di reati generati dall'odio conformemente alle norme internazionali, nonché a introdurre le modifiche legislative necessarie per attuare la convenzione di Istanbul;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>riconosce il crescente rischio di tratta di esseri umani, in particolare per donne e minori, nei contesti di conflitto e post-conflitto; invita le autorità ucraine, con il sostegno dell'UE, a rafforzare i meccanismi di individuazione e a collaborare con la società civile per garantire la protezione e la riabilitazione delle vittime in linea con la direttiva anti-tratta dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2024/1712 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime (GU L, 2024/1712, 24.6.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1712/oj).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>sostiene il rafforzamento dell'assistenza dell'UE all'Ucraina nel settore della riabilitazione fisica e dell'assistenza protesica, in particolare per i soldati feriti, le vittime di mine e le persone amputate; evidenzia l'importanza di mettere a punto un sistema nazionale di protesi e di riabilitazione con il sostegno dell'UE e degli Stati membri; incoraggia i partenariati con gli istituti sanitari europei al fine di migliorare le capacità, la formazione e l'accesso ad attrezzature moderne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>prende atto dell'adozione della legge che consentirà alle parrocchie ortodosse ucraine di disaffiliarsi dalla giurisdizione del Patriarcato di Mosca e di decidere liberamente in merito alla loro nuova affiliazione gerarchica; condanna l'appropriazione e la rimozione illegali di beni appartenenti al patrimonio culturale dei territori ucraini temporaneamente occupati dalle forze russe; esorta al rispetto del patrimonio religioso e culturale nelle zone temporaneamente occupate, compresi i 485 siti, luoghi di culto e siti sacri già distrutti; sottolinea che tutte le parti hanno la responsabilità di tutelare il patrimonio culturale conformemente alle convenzioni internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>invita l'Ucraina a proseguire l'armonizzazione delle norme sul lavoro, in particolare per quanto riguarda la libertà di riunione e il dialogo sociale, e la incoraggia a portare avanti l'allineamento del proprio diritto del lavoro e sociale alle norme dell'UE, nello specifico nei settori dell'occupazione, della politica sociale e delle pari opportunità; invita la Commissione a fornire un ulteriore sostegno affinché tali progressi possano proseguire; sottolinea la necessità di condurre ampie consultazioni con i sindacati e la società civile e raccomanda di tenere conto delle competenze in materia dell'Organizzazione internazionale del lavoro;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Cooperazione regionale e relazioni di buon vicinato</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>valuta positivamente la partecipazione attiva dell'Ucraina alle iniziative regionali, come il ruolo di primo piano che svolge nel Forum della società civile del partenariato orientale e il coordinamento di progetti transfrontalieri con gli Stati membri dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>accoglie con favore la recente comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza dal titolo "L'approccio strategico dell'Unione europea alla regione del Mar Nero"<FOOTNOTE><FIELD> Comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 28 maggio 2025, dal titolo "L'approccio strategico dell'Unione europea alla regione del Mar Nero" (JOIN(2025)0135).</FIELD></FOOTNOTE>, e in particolare le opportunità per l'Ucraina di dare un contributo significativo in tale quadro; incoraggia l'Ucraina a continuare a partecipare attivamente al partenariato orientale e all'Assemblea parlamentare Euronest in qualità di "leader dell'integrazione" che promuove i valori europei e le riforme in tutta la regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>accoglie con favore e incoraggia qualsiasi sforzo profuso dall'Ucraina e dagli Stati membri dell'UE per affrontare gli aspetti irrisolti delle relazioni storiche bilaterali e regionali, ad esempio il massacro in Volinia, in uno spirito di riconciliazione autentica e sincera e nel rispetto dei valori dell'UE della dignità umana e delle relazioni di buon vicinato, nonché di una valutazione critica degli eventi storici; ritiene che, con la buona volontà di tutte le parti interessate, sarà possibile intraprendere un paziente processo di riconciliazione in maniera costruttiva nell'ottica della comprensione reciproca; accoglie con favore, in tale contesto, i colloqui in corso tra le autorità polacche e ucraine, che hanno portato alla ripresa dell'esumazione delle fosse di cittadini polacchi sul territorio ucraino nell'aprile 2025; auspica che tale processo prosegua con il chiaro obiettivo di dare alle vittime una degna sepoltura che rispetti la loro memoria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la recente scoperta di attività di raccolta di informazioni condotte dalle agenzie di sicurezza ungheresi nella regione della Transcarpazia, situata nel sud-ovest dell'Ucraina; esprime rammarico per le politiche sistematiche del governo ungherese volte a minare gli sforzi di autodifesa dell'Ucraina e a strumentalizzare a fini politici le questioni relative alla minoranza ungherese in Ucraina, ostacolando in tal modo i progressi dell'Ucraina verso l'integrazione nell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riforme socioeconomiche</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>accoglie con favore l'attuazione da parte dell'Ucraina del piano d'azione prioritario per il periodo 2023-2024 e l'adozione della legislazione necessaria per riformare l'Ufficio per la sicurezza economica dell'Ucraina, consentendogli di contrastare più efficacemente l'evasione fiscale e la criminalità economica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>ricorda l'adozione della legge sul servizio pubblico locale, avvenuta nel 2023, e incoraggia il governo ucraino ad adottare un approccio sistemico alle prossime riforme della pubblica amministrazione, definendo una visione chiara e una strategia di attuazione strutturata; sottolinea la necessità di rafforzare le capacità istituzionali e amministrative necessarie per garantire il successo e gli effetti a lungo termine delle riforme relative all'adesione, de iure e de facto; plaude alla recente adozione, da parte della Verkhovna Rada, del progetto di legge n. 8222, che standardizza il sistema di retribuzione dei dipendenti pubblici in modo da migliorare l'efficienza della governance e allinearla nel contempo alle norme europee in materia di gestione del servizio pubblico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>incoraggia l'Ucraina a compiere progressi nell'approvazione delle modifiche alla legge sull'amministrazione pubblica locale e, in particolare, del progetto di legge n. 4298, al fine di allineare le riforme della governance locale alle norme dell'UE; chiede che la sorveglianza amministrativa disponga di un quadro giuridico equilibrato che rispetti il principio di proporzionalità e la Carta europea dell'autonomia locale, salvaguardando nel contempo le competenze, le prerogative e le funzioni di autogoverno degli enti locali; ribadisce l'invito a dotare formalmente gli enti pubblici locali e regionali di personalità giuridica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>chiede di continuare a progredire nella riforma del decentramento e di rafforzare l'autogoverno a livello locale; accoglie con favore l'avvio della fase III del programma U-LEAD, sostenuto dall'UE e dagli Stati membri, che si concentra sul rafforzamento dell'autonomia locale e sulla promozione di una ripresa resiliente a livello locale e regionale; sottolinea l'importanza di garantire che qualsiasi futura riforma costituzionale o istituzionale, anche in materia elettorale e di decentramento, sia portata avanti in modo trasparente e inclusivo e in conformità delle raccomandazioni della Commissione di Venezia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>accoglie con favore il conseguimento da parte dell'Ucraina di obiettivi fondamentali e invita il paese a continuare a compiere progressi nell'attuazione del piano per l'Ucraina, conformemente al regolamento (UE) 2024/792, sempre nel rispetto dei valori e delle norme che ne costituiscono il fondamento; insiste sulla necessità che la Commissione mantenga la condizionalità, in particolare per quanto riguarda il pilastro III dello strumento per l'Ucraina, al fine di garantire la sostenibilità e l'assunzione di responsabilità nel processo di riforma; evidenzia che il forte slancio nell'attuazione delle riforme è dovuto all'ampio consenso sociale e alla condizionalità dello strumento per l'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>si compiace del sostegno costante fornito alle organizzazioni della società civile nell'ambito della componente dedicata alla società civile dello strumento per l'Ucraina e incoraggia l'Ucraina a garantire che gli obblighi di informazione finanziaria non limitino indebitamente le attività delle organizzazioni della società civile; sottolinea l'importanza di un dialogo significativo con la società civile e gli enti locali per garantire l'efficace attuazione del piano per l'Ucraina e la realizzazione di riforme di qualità nel quadro di tale strumento; incoraggia le autorità giudiziarie ucraine a rafforzare i meccanismi esistenti, anche attraverso azioni giudiziarie, al fine di proteggere gli attivisti della società civile; esorta l'Ucraina a garantire che gli obblighi di informazione finanziaria e la regolamentazione della titolarità effettiva dei soggetti giuridici non incidano indebitamente sul funzionamento e sull'indipendenza delle organizzazioni della società civile; si compiace del sostegno costante fornito alle organizzazioni della società civile nell'ambito della componente dedicata alla società civile dello strumento per l'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>sottolinea che la ricostruzione dell'Ucraina deve essere strettamente collegata alle riforme realizzate dal paese in vista dell'adesione all'UE e guidata dai principi di equità sociale, sostenibilità, trasparenza e titolarità locale; sottolinea inoltre che la ricostruzione dell'Ucraina deve fondarsi su uno Stato di diritto solido, su una governance trasparente e sull'inclusione democratica; evidenzia che la riforma del sistema giudiziario, le misure anticorruzione e il miglioramento della pubblica amministrazione non costituiscono soltanto condizioni necessarie per l'adesione all'UE, ma anche fattori fondamentali per attrarre investimenti e ripristinare la fiducia tra i partner dell'Ucraina e i suoi cittadini; chiede l'integrazione di approcci sensibili alla dimensione di genere in tutti gli sforzi di ricostruzione e, in particolare, una maggiore rappresentanza delle donne e delle minoranze nei processi decisionali; invita il governo ucraino a garantire la trasparenza in relazione all'attuazione del piano di ricostruzione "RebuildUkraine" e alla consultazione e alla partecipazione della società civile e dei gruppi a rischio all'interno della società, in particolare per quanto riguarda il rispetto dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto, così come la distribuzione e l'utilizzo non discriminatori dei fondi dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>sottolinea il ruolo essenziale svolto dallo strumento per l'Ucraina dell'UE e dal programma di prestiti per l'accelerazione delle entrate straordinarie, che, complessivamente, nel 2025 destineranno oltre 30 miliardi di EUR a favore dei servizi pubblici, della stabilità macrofinanziaria e del programma di riforme dell'Ucraina; chiede che nel 2026 e nel 2027 il sostegno finanziario destinato all'Ucraina sia portato avanti e rafforzato, anche attraverso un nuovo pacchetto di assistenza macrofinanziaria che permetta di colmare il deficit di bilancio previsto per il paese, che dovrebbe elevarsi a 39 miliardi di EUR; osserva inoltre che la resilienza finanziaria ed economica dell'Ucraina rimane un presupposto fondamentale per il sostegno delle sue capacità di difesa e del suo processo di riforma; chiede pertanto che siano prese in considerazione soluzioni volte ad alleviare il peso del debito estero dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>prende atto dell'accordo di partenariato economico sui minerali critici concluso tra Stati Uniti e Ucraina, riconosce che quest'ultimo conferma il sostegno a lungo termine degli Stati Uniti a favore della sicurezza e della ricostruzione dell'Ucraina e constata l'intenzione in esso espressa di salvaguardare il processo di adesione all'UE dell'Ucraina e i relativi obblighi e di garantirne la compatibilità con gli impegni assunti dall'Ucraina nei confronti delle istituzioni finanziarie internazionali o di altri creditori ufficiali; chiede alla Commissione di invitare entrambe le parti a meglio chiarire le modalità secondo le quali saranno attuate le disposizioni volte a salvaguardare il percorso di integrazione dell'Ucraina nell'UE e a riferire periodicamente in merito alla loro compatibilità con il diritto dell'Unione; ritiene fondamentale che lo sfruttamento dei minerali in virtù di tale accordo si attenga pienamente a elevate norme sociali ed ecologiche e che il rispetto di tali norme sia garantito attraverso solidi meccanismi di controllo; si attende inoltre che l'Ucraina integri pienamente nel suo quadro giuridico nazionale la pertinente legislazione ambientale dell'UE, comprese la direttiva quadro sulle acque<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2000/60/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e la direttiva relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2006/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006 relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE (GU L 102 dell'11.4.2006, pag. 15, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2006/21/oj).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>ricorda che il processo di allargamento dell'UE deve garantire che l'adesione non comporti lo sfruttamento delle risorse naturali dei paesi candidati né contribuisca alla disuguaglianza sociale e al degrado ambientale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>accoglie con favore i progressi compiuti dall'Ucraina nell'adozione parziale di una legislazione in materia di benessere degli animali, anche se con notevoli ritardi rispetto agli impegni assunti nel quadro della zona di libero scambio globale e approfondita; incoraggia l'Ucraina a compiere ulteriori progressi nell'adozione del regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio sulla protezione degli animali durante il trasporto<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate, che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97, GU L 3 del 5.1.2005, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2005/1/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, tenendo conto della revisione di tale legislazione in corso all'interno dell'UE, che è fondamentale per aderire alle norme di produzione dell'UE e agevolare l'aumento delle esportazioni di prodotti di origine animale verso l'UE; invita l'UE e i suoi Stati membri a fornire all'Ucraina assistenza finanziaria e tecnica a tal proposito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>sottolinea la resilienza e l'importanza del settore agricolo (che rappresenta il 19 % del PIL e il 53 % delle esportazioni di beni), ma insiste sulla necessità di diversificare le catene del valore e sul vantaggio di adottare rapidamente le norme fitosanitarie dell'UE; evidenzia l'importanza delle salvaguardie ambientali per garantire la ripresa verde dell'Ucraina; invita la Commissione a fornire ulteriore sostegno all'Ucraina nell'attuazione delle procedure di valutazione dell'impatto ambientale, in particolare nel settore forestale e agricolo, e delle procedure di valutazione ambientale strategica; invita inoltre la Commissione a fornire ulteriore sostegno all'Ucraina nello sviluppo della capacità amministrativa necessaria per la piena attuazione dell'acquis dell'UE in materia ambientale, compresa la partecipazione del pubblico al processo decisionale, e nell'allineamento della sua legislazione alla direttiva sulle energie rinnovabili<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, che modifica la direttiva (UE) 2018/2001, il regolamento (UE) 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE per quanto riguarda la promozione dell'energia da fonti rinnovabili e che abroga la direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio (GU L, 2023/2413, 31.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2023/2413/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, in particolare per quanto riguarda i criteri di sostenibilità per la bioenergia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>invita la Verkhovna Rada e il governo ucraino a modificare la legge n. 12089, che autorizza la legalizzazione della proprietà fondiaria illegittimamente sottratta allo Stato, comprese le foreste e i corpi idrici, a beneficio dei privati, il che non è in linea con l'acquis dell'UE dal momento che la legge, nella sua forma attuale, comporta incertezze giuridiche che renderanno impossibile la restituzione di tali terreni allo Stato;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Energia, ambiente, sviluppo sostenibile e connettività</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>accoglie con favore i sostanziali progressi compiuti per quanto riguarda le riforme del settore energetico e l'allineamento dell'Ucraina agli obiettivi del Green Deal europeo e incoraggia il paese a non fare marcia indietro su tale fronte; insiste sulla necessità di rafforzare ulteriormente la sicurezza energetica dell'Ucraina approfondendone l'integrazione nel mercato dell'energia dell'UE, anche attraverso la sincronizzazione della rete elettrica ucraina con l'Europa continentale e una cooperazione rafforzata in materia di stoccaggio e fornitura di gas, nonché accelerando la diffusione di fonti energetiche rinnovabili e misure di efficienza energetica; sottolinea che il rafforzamento della resilienza delle infrastrutture energetiche critiche rimane fondamentale per la stabilità economica e l'autonomia strategica dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>sottolinea che l'Ucraina possiede un notevole potenziale quale fornitore di energia e di prodotti ad alta intensità energetica per il resto dell'Europa; incoraggia pertanto l'Ucraina a continuare a sviluppare interconnessioni energetiche con gli Stati membri confinanti e i partner regionali, quali la Repubblica di Moldova, nell'ottica di una maggiore integrazione nel mercato dell'energia dell'UE; riconosce che la guerra di aggressione condotta dalla Russia ha preso di mira e distrutto reti e impianti importanti in tal senso; esorta perciò l'Ucraina ad approfittare della ricostruzione per ricostruire meglio, utilizzando, per quanto possibile, le tecnologie e i processi più rispettosi del clima, investendo nelle fonti energetiche rinnovabili e nell'efficienza energetica e riducendo al minimo l'impatto sull'ambiente lungo tutta la catena di produzione; accoglie con favore il costante impegno profuso in questo ambito dalla Commissione per sostenere la riforma del settore energetico ucraino, comprese la ricostruzione e la transizione verde; invita a procedere nell'attuazione degli impegni esistenti nell'ambito del piano per l'Ucraina e dei pacchetti relativi alla Comunità dell'energia, in particolare la separazione delle società regionali di distribuzione di energia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>incoraggia l'Ucraina a valutare le soluzioni più affidabili ed efficaci in termini di costi per il suo settore energetico a seguito degli attacchi condotti dalla Russia contro le sue infrastrutture energetiche, ad esempio sostituendo, per quanto possibile in considerazione della guerra in corso, le sue centrali elettriche a combustibili fossili con tecnologie energetiche decentrate e sostenibili; invita la Commissione e le autorità ucraine a utilizzare in modo strategico i fondi dello strumento per l'Ucraina per dare priorità agli investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili, che sono fondamentali per garantire la sicurezza energetica a lungo termine, la sostenibilità ambientale e la resilienza economica tanto in Ucraina quanto nel resto del continente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per l'influenza negativa esercitata dalla Russia in seno all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) nonostante le sue ripetute violazioni dei principi in materia di sicurezza nucleare e non ingerenza alla base della stessa AIEA; invita l'UE e i suoi Stati membri a sollecitare un controllo più severo sul ruolo della Russia in seno all'AIEA e a vagliare riforme volte a garantire che gli Stati aggressori non possano nuocere alla neutralità e alla credibilità del controllo nucleare internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>sottolinea che la guerra di aggressione condotta dalla Russia rappresenta un ecocidio che in Ucraina ha causato all'ambiente danni gravi e duraturi, dovuti, tra l'altro, alla distruzione degli ecosistemi, alla contaminazione delle acque e del suolo e agli attacchi contro le infrastrutture industriali ed energetiche; ritiene che il riconoscimento internazionale di tali atti come crimini di guerra sia fondamentale per stabilire la piena responsabilità giuridica della Russia e garantire quindi il risarcimento dell'Ucraina e chiede che l'UE sostenga l'attuazione di una strategia globale di ripresa ambientale nel quadro della ricostruzione dell'Ucraina; invita l'UE e i suoi Stati membri a fornire pieno sostegno a tutte le iniziative tese a documentare i danni ambientali causati dalla guerra condotta dalla Russia e a promuovere gli sforzi volti a garantire che i responsabili rispondano delle loro azioni e a ottenere un risarcimento nelle giurisdizioni straniere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>elogia l'Ucraina per aver adottato il suo piano nazionale per l'energia e il clima e per aver coordinato e pianificato le politiche energetiche e climatiche fino al 2030, fissando obiettivi specifici che comprendono una sensibile riduzione delle emissioni di gas serra e un aumento della quota di energia rinnovabile; sostiene gli attuali sforzi del Fondo per l'efficienza energetica e del nuovo Fondo per la decarbonizzazione; invita l'UE e gli Stati membri a garantire la sostenibilità finanziaria di tali strumenti, in particolare nel contesto della ricostruzione e dell'integrazione delle energie rinnovabili nel settore degli alloggi; incoraggia l'Ucraina a integrare il principio della transizione giusta nelle riforme energetiche, al fine di attenuare l'impatto sociale e sostenere i gruppi vulnerabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri a rendere la sicurezza nucleare una componente centrale della strategia per la ripresa e l'integrazione nell'UE dell'Ucraina, garantendo l'allineamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE in materia di energia nucleare e radioprotezione nel quadro dell'Euratom; sostiene il rafforzamento delle capacità dell'Ucraina in materia di sicurezza nucleare e risposta alle emergenze radiologiche, componente centrale della strategia per la ripresa e l'integrazione nell'UE dell'Ucraina, anche attraverso l'assistenza tecnica e finanziaria dell'UE e dei partner internazionali; chiede l'istituzione di un'iniziativa guidata dall'UE volta a rafforzare la sicurezza nucleare, salvaguardare le infrastrutture critiche e prevenire gli incidenti radiologici derivanti dall'aggressione russa; esprime profonda preoccupazione dinanzi ai tentativi della Federazione russa di annettere, di fatto, le infrastrutture critiche ucraine e, in particolare, alle informazioni pubbliche attendibili che indicano che la Russia intende scollegare la centrale nucleare di Zaporizhzhia dalla rete elettrica ucraina e integrarla con la forza nel sistema energetico russo, il che costituirebbe una violazione della sovranità dell'Ucraina e del diritto internazionale e rappresenterebbe un rischio significativo per la sicurezza nucleare; sollecita il ritiro immediato e incondizionato di tutto il personale e l'equipaggiamento militare russo dai locali della centrale nucleare di Zaporizhzhia e da tutti gli altri siti nucleari in Ucraina e invita l'AIEA a opporsi pubblicamente e inequivocabilmente a tali piani; sottolinea che l'integrità e la resilienza delle infrastrutture nucleari ucraine non rappresentano soltanto una questione nazionale, ma una responsabilità europea condivisa; chiede una pianificazione di emergenza coordinata e una maggiore cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membri dell'UE per rispondere alle potenziali minacce nucleari derivanti dalle azioni portate avanti dalla Russia in Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>esorta l'Ucraina a contrastare efficacemente il disboscamento illegale, ad esempio nelle foreste vergini dei Carpazi, in conformità delle norme di gestione forestale sostenibile e di protezione ambientale; invita l'UE a contribuire alla prevenzione del disboscamento illegale collegato al progetto illegittimo riguardante la stazione sciistica di Svydovets; incoraggia l'Ucraina a investire in infrastrutture turistiche sicure e sostenibili dal punto di vista ecologico e ambientale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>invita la Commissione ad assistere l'Ucraina nel continuare a compiere progressi perché la sua rete Smeraldo, riguardante le zone di particolare interesse per la conservazione, raggiunga un elevato grado di adeguatezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>si compiace del fatto che nel 2024 le esportazioni verso l'UE hanno rappresentato il 63 % delle esportazioni totali, in aumento rispetto al 42 % del 2021, il che testimonia il successo del riorientamento commerciale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>prende atto dell'importanza strategica dello sviluppo e dell'ampliamento dei corridoi ferroviari che collegano l'Ucraina all'UE attraverso la rete transeuropea di trasporto (TEN-T), che servono finalità logistiche sia civili che militari nell'ambito di una più ampia strategia in materia di infrastrutture a duplice uso; incoraggia il proseguimento degli sforzi tesi ad allineare le norme dell'Ucraina in materia di digitale e di trasporti a quelle dell'UE, facilitando in tal modo il commercio, la mobilità e la comunicazione sicura; sottolinea che il miglioramento della connettività sosterrà la ripresa economica e l'integrazione dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a stanziare tutti i fondi necessari per il miglioramento della connettività e della resilienza dei trasporti in programma in Ucraina fino al 2050, compreso l'ulteriore aggiornamento delle mappe TEN-T; accoglie con favore il successo dello sviluppo e dell'attuazione dei corridoi di solidarietà, che hanno consentito all'Ucraina di aggirare il blocco russo nel Mar Nero ed esportare una varietà di merci verso i mercati mondiali attraverso gli Stati membri dell'UE confinanti e la Moldova; plaude al fatto che, nonostante le atrocità di guerra subite e il significativo calo della sua produzione di cereali, l'Ucraina abbia svolto un ruolo fondamentale nel prevenire una crisi alimentare mondiale, in quanto grazie al programma alimentare umanitario "Grain from Ukraine" ("Cereali dall'Ucraina"), avviato dal presidente Zelenskyy nel 2022, sono state fornite oltre 170 000 tonnellate di frumento ai paesi colpiti dalle più gravi crisi alimentari, soprattutto in Africa; osserva che la stragrande maggioranza delle esportazioni di cereali dell'Ucraina è destinata a paesi in via di sviluppo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>riconosce i progressi compiuti nell'integrazione dell'Ucraina nelle iniziative dell'UE in materia di trasporti e connettività digitale e sottolinea l'importanza dell'allineamento all'acquis dell'UE in tali settori; si compiace, in particolare, delle misure adottate per includere l'Ucraina nello spazio di roaming gratuito dell'UE, eliminando le tariffe di roaming mobile tra l'Ucraina e l'UE per i cittadini e le imprese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>evidenzia l'importanza di rafforzare la connettività, l'interoperabilità e la capacità dei sistemi digitali e informatici tra l'UE e l'Ucraina, in linea con l'accordo di associazione; invita a proseguire gli sforzi volti ad armonizzare le politiche digitali, a estendere la cooperazione in materia di cibersicurezza e a garantire infrastrutture digitali resilienti e sicure; accoglie con favore, a tale proposito, la conclusione, avvenuta nel dicembre del 2023, di un accordo di lavoro tra l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza e le autorità ucraine responsabili della cibersicurezza;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Negoziati di adesione</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>ricorda la decisione del Consiglio europeo, del 14 e 15 dicembre 2023, riguardante l'avvio dei negoziati di adesione con l'Ucraina, che ha rappresentato una tappa storica nel percorso verso l'adesione all'UE del paese; si compiace della rapida convocazione della prima conferenza intergovernativa di adesione UE-Ucraina, tenutasi il 25 giugno 2024, che ha ufficialmente dato inizio al processo negoziale e accoglie con favore la valutazione della commissaria Marta Kos, che indica che tutte le verifiche potrebbero essere terminate entro l'autunno del 2025;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>riconosce le importanti riforme introdotte dall'Ucraina e l'impegno dimostrato e raccomanda pertanto alla Commissione di aprire quanto prima gruppi di capitoli di negoziato con l'Ucraina, al fine di far avanzare il più rapidamente possibile il processo di adesione del paese all'UE, a condizione che l'Ucraina prosegua l'attuazione dell'acquis dell'UE e porti a termine le riforme avviate; sottolinea che i negoziati di adesione dovrebbero seguire un percorso chiaro e trasparente, guidato da criteri oggettivi e misurabili; sottolinea che questi devono comprendere profonde riforme in tutti i settori fondamentali e il funzionamento di istituzioni stabili che salvaguardino la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e, in particolare, il rispetto e la protezione delle minoranze; insiste sulle raccomandazioni della Commissione per il prossimo anno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>invita il governo ungherese e gli Stati membri ad agire in buona fede nel trovare una soluzione a questioni quali quelle legate alla legge ucraina sulle minoranze nazionali e ad astenersi dal servirsi di tali questioni per bloccare l'adesione dell'Ucraina all'UE; invita pertanto il governo ungherese a non bloccare più l'apertura dei primi gruppi di capitoli di negoziato e a consentire all'Ucraina e alla vicina Moldova di continuare a progredire insieme nel loro percorso verso l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>ricorda che il processo di allargamento non deve essere strumentalizzato per risolvere controversie bilaterali o ritardare un approccio meritocratico e che simili questioni dovrebbero essere risolte al di fuori del percorso di adesione e attraverso un dialogo costruttivo e una cooperazione autentica; rammenta che eccessivi ritardi lungo il percorso verso la piena adesione all'UE rischiano di indebolire sia il sostegno dell'opinione pubblica che la determinazione politica del paese candidato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>chiede, nella preparazione dei negoziati, un sostegno costante da parte dell'UE, in particolare attraverso l'assistenza di esperti, in modo da compensare eventuali carenze amministrative derivanti dall'aggressione in corso nei confronti dell'Ucraina; esorta inoltre l'UE a fornire assistenza tecnica per aiutare l'Ucraina a soddisfare efficacemente tutti i requisiti di adesione; deplora la decisione del governo degli Stati Uniti di revocare i finanziamenti dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID), che ha già avuto ripercussioni dirette sul sostegno fornito all'Ucraina per i processi di riforma essenziali, anche in materia di Stato di diritto, lotta alla corruzione, gestione delle finanze pubbliche, sviluppo economico, sicurezza energetica e fornitura di assistenza umanitaria; accoglie con favore gli sforzi profusi dalla Commissione e dai partner internazionali per colmare le lacune più urgenti generate da detta revoca dei finanziamenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>evidenzia che, prima dell'adesione dell'Ucraina all'UE, occorre incrementare il sostegno dell'UE al fine di accelerare l'integrazione dell'Ucraina attraverso programmi di assistenza finanziaria e tecnica mirati e sottolinea che sia l'Ucraina che l'UE trarrebbero vantaggio dalla progressiva integrazione del paese nelle politiche e nei programmi dell'UE, parallelamente ai negoziati di adesione ufficiali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>89.</NO.P>osserva che la complessità dell'adesione dell'Ucraina all'UE, dovuta alle dimensioni del paese e alla guerra in corso, comporta difficoltà in settori fondamentali quali l'agricoltura e rende necessarie riforme istituzionali e finanziarie considerevoli all'interno dell'UE per garantire che quest'ultima sia in grado di integrare l'Ucraina; invita pertanto l'UE e i suoi Stati membri a risolvere queste difficoltà in modo proattivo, a illustrare chiaramente ai cittadini dell'UE i vantaggi dell'integrazione dell'Ucraina, a trovare soluzioni sostenibili e eque per i settori sensibili e ad attuare le riforme interne necessarie parallelamente ai negoziati di adesione in corso; invita la Commissione a sostenere i settori più esposti agli effetti della liberalizzazione degli scambi nel contesto dell'adesione dell'Ucraina; osserva nel contempo, sulla base dell'esperienza maturata a seguito dei precedenti allargamenti, che potrebbe essere necessario prevedere periodi di transizione in alcuni settori in cui l'acquis non è ancora pienamente applicabile, in modo da consentire agli attuali Stati membri di adeguarsi; invita ancora una volta gli Stati membri a dare prova di un impegno politico chiaro e inequivocabile a favore del processo di allargamento e di non servirsi di quest'ultimo per risolvere controversie bilaterali, che dovrebbero essere appianate al di fuori del processo di adesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>90.</NO.P>ribadisce il suo invito a rafforzare la capacità di azione dell'UE mediante una riforma del processo decisionale, anche attraverso l'introduzione del voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio per le fasi intermedie del processo di adesione, in particolare per l'avvio dei negoziati e l'apertura e la chiusura di singoli capitoli e gruppi di capitoli di negoziato;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>91.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al presidente, al governo e al parlamento dell'Ucraina, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>