<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0189</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Il futuro dell'agricoltura e la politica agricola comune post-2027</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0143/2025 - Relatrice: Carmen Crespo Díaz)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 10 settembre 2025 sul futuro dell'agricoltura e la politica agricola comune post-2027 (2025/2052(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 13, 38 e 39 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) che istituiscono la politica agricola comune (PAC) e i suoi obiettivi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 40 e 42 TFUE che istituiscono un'organizzazione comune dei mercati (OCM) per i prodotti agricoli e stabiliscono la misura in cui le regole di concorrenza sono applicabili alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 349 TFUE, che definisce lo statuto delle regioni ultraperiferiche e stabilisce le condizioni di applicazione dei trattati a tali regioni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2025 dal titolo "Una visione per l'agricoltura e l'alimentazione – Realizzare insieme un settore agricolo e alimentare dell'UE attrattivo per le generazioni future" (COM(2025)0075),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'Eurobarometro 2024 dal titolo "Europei, agricoltura e PAC"<FOOTNOTE><FIELD> L'Eurobarometro di primavera 2024 del Parlamento europeo è stato condotto tra il 7 febbraio e il 3 marzo 2024 in tutti i 27 Stati membri dell'UE.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva 98/58/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, riguardante la protezione degli animali negli allevamenti<FOOTNOTE><FIELD> GU L 221 dell'8.8.1998, pag. 23, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/1998/58/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 29 gennaio 2025 dal titolo "Bussola per la competitività dell'UE" (COM(2025)0030),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2022 sul tema "Potenziare il quadro finanziario pluriennale 2021-2027: un bilancio dell'Unione resiliente e adeguato alle nuove sfide"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 177 del 17.5.2023, pag. 115.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Mario Draghi del 9 settembre 2024, dal titolo "The future of European competitiveness" (Il futuro della competitività europea),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Sauli Niinistö del 30 ottobre 2024 dal titolo "Safer Together: Strengthening Europe's Civilian and Military Preparedness and Readiness" (Più sicuri insieme: rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare dell'Europa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Enrico Letta, dell'aprile 2024, dal titolo "Much more than a market – Speed, security, solidarity" (Molto più di un mercato: velocità, sicurezza, solidarietà),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 27 marzo 2024, dal titolo "Costruire il futuro con la natura: stimolare le biotecnologie e la biofabbricazione nell'UE" (COM(2024)0137),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1468 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, che modifica i regolamenti (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 per quanto riguarda le norme sulle buone condizioni agronomiche e ambientali, i regimi per il clima, l'ambiente e il benessere degli animali, la modifica dei piani strategici della PAC, la revisione dei piani strategici della PAC e le esenzioni da controlli e sanzioni<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1468, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1468/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell'ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga i regolamenti (UE) n. 1305/2013 e (UE) n. 1307/2013<FOOTNOTE><FIELD> GU L 435 del 6.12.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2115/oj. Rettifica dell'atto finale (32021R2115R(03)), GU L 227 dell'1.9.2022, pag. 136. Rettifica dell'atto finale (32021R2115R(02)), GU L 181 del 7.7.2022, pag. 35.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2117 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, (UE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, (UE) n. 251/2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l'etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati e (UE) n. 228/2013 recante misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 435 del 6.12.2021, pag. 262, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2117/oj. Rettifica dell'atto finale (32021R2117R(04)), GU L 192 del 31.7.2023, pag. 34.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) n. 228/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2013, recante misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell'Unione e che abroga il regolamento (CE) n. 247/2006 del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> GU L 78 del 20.3.2013, pag. 23, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/228/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2116 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga il regolamento (UE) n. 1306/2013<FOOTNOTE><FIELD> GU L 435 del 6.12.2021, pag. 187, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2116/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, relativo alle indicazioni geografiche dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti agricoli, nonché alle specialità tradizionali garantite e alle indicazioni facoltative di qualità per i prodotti agricoli, che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) 2019/787 e (UE) 2019/1753 e che abroga il regolamento (UE) n. 1151/2012<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1143, 23.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste l'iniziativa dei cittadini europei "End The Cage Age" (Basta animali in gabbia) e la relativa risoluzione del 10 giugno 2021<FOOTNOTE><FIELD> GU C 67 dell'8.2.2022, pag. 131.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 9 maggio 2023 sull'attuazione del programma di distribuzione di frutta, verdura, latte e prodotti lattiero-caseari nelle scuole previsto dal regolamento sull'organizzazione comune dei mercati<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2023/1063, 15.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/1063/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 26 marzo 2025, dal titolo "Strategia europea per l'Unione della preparazione" (JOIN(2025)0130),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 12 novembre 2021, dal titolo "Piano di emergenza per garantire l'approvvigionamento alimentare e la sicurezza di tale approvvigionamento in tempi di crisi" (COM(2021)0689),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione della Commissione, del 12 novembre 2021, che istituisce il gruppo di esperti sul meccanismo europeo di preparazione e risposta alle crisi della sicurezza dell'approvvigionamento alimentare<FOOTNOTE><FIELD> GU C 461 I del 15.11.2021, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 23 marzo 2022, dal titolo "Proteggere la sicurezza alimentare e rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari" (COM(2022)0133),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 9 novembre 2022, dal titolo "Garantire la disponibilità e l'accessibilità economica dei concimi" (COM(2022)0590),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione 2024 dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) dal titolo "Lo stato dell'alimentazione e dell'agricoltura 2024"<FOOTNOTE><FIELD> FAO, "Lo stato dell'alimentazione e dell'agricoltura 2024 – Trasformazione dei sistemi agroalimentari basata sui valori", Roma, 2024, https://doi.org/10.4060/cd2616en.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 ottobre 2023 sul ricambio generazionale nelle aziende agricole dell'UE del futuro<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/2658, 29.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2658/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2022 su una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: verso zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere entro il 2040<FOOTNOTE><FIELD> GU C 177 del 17.5.2023, pag. 35.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 3 maggio 2022 dal titolo "Mettere al primo posto le persone, garantire una crescita sostenibile e inclusiva, liberare il potenziale delle regioni ultraperiferiche dell'UE" (COM(2022)0198),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato europeo delle regioni del 19 febbraio 2025 dal titolo "In che modo una programmazione che integri l'approccio dell'iniziativa Leader e quello del CLLD per il dopo 2027 potrebbe contribuire a una migliore realizzazione della visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE"<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/1703, 26.3.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/1703/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2023 sulla comunicazione della Commissione relativa alla garanzia della disponibilità e dell'accessibilità economica dei concimi<FOOTNOTE><FIELD> GU C 283 dell'11.8.2023, pag. 51.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 giugno 2023 sulla valutazione della nuova comunicazione della Commissione sulle regioni ultraperiferiche<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/480, 23.1.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/480/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 14 giugno 2023 sul garantire la sicurezza alimentare e la resilienza a lungo termine dell'agricoltura dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/483, 23.1.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/483/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 febbraio 2017 sui pesticidi a basso rischio di origine biologica<FOOTNOTE><FIELD> GU C 252 del 18.7.2018, pag. 184.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del 4 settembre 2024 del dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura nell'UE dal titolo "A shared prospect for farming and food in Europe" (Una prospettiva condivisa per l'agricoltura e l'alimentazione in Europa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato europeo delle regioni del 19 giugno 2024 dal titolo "Il futuro della politica agricola comune"<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/5363, 17.9.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/5363/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 17 gennaio 2024 dal titolo "Promuovere una produzione alimentare autonoma e sostenibile: strategie per la politica agricola comune dopo il 2027"<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/2099, 26.3.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2099/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni dello studio di sostegno alla valutazione della Commissione europea del 2024 sui regimi di sostegno dell'UE all'agricoltura nelle regioni ultraperiferiche (POSEI), che confermano l'efficacia e la pertinenza di tale programma per la sicurezza alimentare, la coesione territoriale, sociale ed economica e il mantenimento dell'attività agricola nelle regioni insulari e ultraperiferiche particolarmente vulnerabili<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea: Direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale, ECORYS, EEIG AGROSYNERGIE e METIS, "Evaluation support study of the EU support schemes for agriculture in the outermost regions (POSEI) and smaller Aegean islands (SAI) – Final report" (Studio di sostegno alla valutazione dei regimi di sostegno dell'UE all'agricoltura nelle regioni ultraperiferiche (POSEI) e nelle isole minori del Mar Egeo (SAI) – Relazione finale), Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, 2024, https://data.europa.eu/doi/10.2762/926041.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del Comitato europeo delle regioni del 7 ottobre 2024 dal titolo "Lo stato delle regioni e delle città nell'Unione europea",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del gruppo di coordinamento del patto rurale del 18 dicembre 2024 sul futuro delle zone rurali e della politica di sviluppo rurale nell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'analisi della Banca centrale europea del giugno 2025, riguardante l'aumento dei costi di produzione, la perdita di valore reale e le proiezioni macroeconomiche relative ai tassi di inflazione registrati nell'area euro<FOOTNOTE><FIELD> Banca centrale europea, "June 2025 Eurosystem staff macroeconomic projections" (Proiezioni macroeconomiche per l'area dell'euro formulate nel giugno 2025 dagli esperti dell'Eurosistema), https://www.ecb.europa.eu/press/projections/html/ecb.projections202506_eurosystemstaff~16a68fbaf4.it.html.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere della commissione per l'ambiente, il clima e la sicurezza alimentare,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A10-0143/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la politica agricola comune (PAC) è una politica fondamentale e consolidata dell'UE, che ha un ruolo strategicamente importante nell'incerto contesto geopolitico attuale e che costituisce una parte fondamentale della sicurezza alimentare, della difesa e dell'autonomia strategica dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che gli obiettivi della PAC devono continuare a basarsi sui seguenti elementi: garantire una maggiore produzione e produttività agricola, contribuire a un equo tenore di vita per la popolazione agricola grazie all'incremento dei redditi, sostenere la stabilità, sostenibilità e competitività del settore agricolo e forestale dell'UE, contribuire allo sviluppo rurale; che occorre tenere conto delle caratteristiche specifiche dell'agricoltura, in particolare nel contesto di sfide, crisi e scenari di conflitto legati al clima; che la PAC contribuisce alla produzione alimentare (e ne rafforza la resilienza) in termini di quantità, qualità e accessibilità economica per i consumatori, nonché alla produzione di materie prime per varie applicazioni connesse alla bioeconomia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, in linea con la strategia europea per l'Unione della preparazione, è necessario porre l'agricoltura in primo piano nell'agenda economica e politica e riconoscerne il ruolo di componente essenziale delle politiche di sicurezza e difesa dell'UE; che i terreni agricoli produttivi hanno pertanto un'importanza strategica e che, unitamente alla qualità di suolo, acqua, aria e biodiversità, rappresentano un fattore chiave della produzione agricola che va protetto;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, il 14 gennaio 2025, oltre 150 vincitori del premio Nobel e del premio mondiale per l'alimentazione hanno pubblicato una lettera aperta in cui invitano i leader mondiali a dare urgentemente priorità alla ricerca agricola così da soddisfare il fabbisogno alimentare di una popolazione che, secondo le proiezioni, raggiungerà i 9,7 miliardi di persone entro il 2050<FOOTNOTE><FIELD> Ciechanover, A., Yonath, A. E., Riess, A. G., Adesina, A. A., Heeger, A., Fert, A., Leggett, A. J., Zeilinger, A., Patapoutian, A., Warshel, A., McDonald, A. B., Hershko, A., Barish, B. C., Marshall, B. J., Kobilka, B. K., et al., "Laureate letter 2025: Hunger’s tipping point – An urgent call to transform food and nutrition security" (Lettera dei vincitori del premio Nobel: La fame a un punto di non ritorno – Un appello urgente per trasformare la sicurezza alimentare e nutrizionale), 2025.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, se l'attuale quadro politico rimane invariato<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea: Direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale, "EU agricultural outlook 2024-2035" (Prospettive agricole dell'UE 2024-2035), Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo, 2024, doi: 10.2762/2329210.</FIELD></FOOTNOTE>, si prevede che l'Unione europea riduca la produzione agricola, aumentando in tal modo i rischi di insicurezza e povertà alimentare nell'UE e contribuendo alle carenze alimentari globali, mentre trascura volontariamente le proprie potenzialità agronomiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che il settore forestale non è di competenza dell'UE, ma degli Stati membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la PAC deve essere rafforzata, ulteriormente semplificata, resa più flessibile e modernizzata, mantenendone al contempo la struttura coerente e garantendo la sostenibilità della produzione agricola dell'UE nella sua dimensione ambientale, sociale ed economica; che è essenziale consentire al settore agricolo dell'UE di rispondere meglio alle esigenze degli agricoltori attivi e alle aspettative della società europea rispetto a sicurezza e qualità alimentare, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento agli stessi, resilienza idrica, salute mentale, ricambio generazionale e parità di genere; che è fondamentale ridurre gli oneri burocratici e fornire finanziamenti adeguati agli agricoltori, ai lavoratori agricoli e alle loro comunità affinché possano avere un equo tenore di vita e adattarsi più facilmente alle nuove sfide;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che è necessario mantenere chiaramente la struttura a due pilastri della PAC; che tale struttura dovrebbe garantire l'equilibrio tra il sostegno al reddito nell'ambito del primo pilastro, che aiuta gli agricoltori a mantenere redditizie le proprie attività (o farle diventare tali) e produrre per il mercato con i pagamenti diretti finanziati al 100% dall'UE, e le azioni agroambientali e il sostegno agli investimenti, parte della politica di sviluppo rurale adeguatamente finanziata nell'ambito del secondo pilastro, sostenuti da misure cofinanziate per affrontare meglio situazioni specifiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la convergenza dei pagamenti diretti, sia all'interno degli Stati membri che tra di essi, è essenziale a garantire eque condizioni di sostegno agli agricoltori e assicurare una concorrenza leale nel mercato unico; sottolinea che i pagamenti diretti rappresentano una quota stabile e prevedibile del reddito agricolo annuo e che la loro equa distribuzione in tutta l'Unione è indispensabile per prevenire l'abbandono delle terre, fornire un sostegno specifico ai nuovi agricoltori e ai giovani, salvaguardare la redditività economica dell'agricoltura e la coesione regionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, alla luce della discussione in corso sul futuro del quadro finanziario pluriennale (QFP), è essenziale mantenere i fondi della PAC separati dagli altri e non fonderli in un fondo unico nazionale, così da mantenere il carattere comunitario della PAC e garantire pari condizioni per gli agricoltori di tutti gli Stati membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la PAC riflette la diversità di regioni, tradizioni e sistemi agricoli dell'UE, tra cui l'ampia gamma di strutture agricole, tipologie di agricoltura e prodotti agricoli;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che qualsiasi modifica all'attuale PAC e qualsiasi nuova legislazione dovrebbe essere introdotta in modo da garantire la stabilità del settore e maggiore certezza giuridica per agricoltori e proprietari di fondi boschivi che chiedono una PAC più semplice, che garantisca sostegno al reddito e sostenibilità, e che tenga conto dei vincoli stagionali e delle esigenze di pianificazione a lungo termine della produzione agricola; che tali misure dovrebbero essere create in consultazione con le parti interessate, che dovrebbero evitare inutili oneri amministrativi, prevedere ragionevoli periodi di transizione ed essere supportate da sufficienti bilanci per l'adeguamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la PAC, essendo un fondamento del consenso europeo sullo sviluppo, è più rilevante che mai alla luce delle sfide attuali; che la PAC sostiene circa 9,1 milioni di aziende agricole in tutta Europa, che tale cifra equivale a una diminuzione del 37 % rispetto ai 14,4 milioni di aziende agricole del 2005, e che questa è stata accompagnata da un calo del reddito degli agricoltori del 12 % per ettaro; che il 77 % dei cittadini dell'UE concorda sul fatto che, con la PAC, l'UE adempie al proprio ruolo nel garantire un approvvigionamento stabile di alimenti sicuri, sani, sostenibili e di alta qualità, a prezzi accessibili, per 450 milioni di consumatori; che le aree rurali costituiscono l'83 % del territorio dell'UE, per una percentuale del 30 % della popolazione dell'UE; che i terreni agricoli costituiscono il 40 % del territorio dell'UE, il settore agroalimentare contribuisce circa per il 7 % al PIL dell'UE e dà lavoro a 17 milioni di persone;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che, secondo Eurostat<FOOTNOTE><FIELD> Eurostat, "Agriculture statistics – family farming in the EU" (Statistiche sull'agricoltura – agricoltura familiare nell'UE), https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Agriculture_statistics_-_family_farming_in_the_EU&amp;action=statexp-seat&amp;lang=it.</FIELD></FOOTNOTE>, il 93 % delle aziende agricole dell'UE è a conduzione familiare; che questo modello davvero unico deve essere preservato in quanto ha un ruolo cruciale per la vitalità e la redditività economica delle zone rurali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che l'agricoltura non è solo un lavoro, ma uno stile di vita radicato nella natura, nel patrimonio storico, culturale e tradizionale e nella comunità rurale, con un impatto positivo sulla società che merita un maggior riconoscimento; che la multifunzionalità dell'agricoltura nell'UE offre un'ampia gamma di opportunità per l'occupazione e la diversificazione commerciale nelle aree rurali, ad esempio con i servizi degli agriturismi, il settore agroalimentare e della bioeconomia, la produzione di energie rinnovabili, il turismo sostenibile, i viaggi scolastici di istruzione e la vendita diretta; che tale multifunzionalità contribuisce alla crescita inclusiva, al benessere comunitario e alla fornitura di servizi sociali, educativi e sanitari nelle aree rurali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che l'inflazione alimentare ha raggiunto quasi il 25 % nell'UE negli anni 2022 e 2023, con picchi del 50 % in alcuni paesi, fatto che ha avuto importanti conseguenze economiche e sociali e ha ricordato che la stabilizzazione dei prezzi agricoli è essenziale per la stabilità macroeconomica e la sicurezza economica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che i pagamenti diretti per superficie sono essenziali per la sostenibilità economica dell'agricoltura europea, che hanno un ruolo cruciale nel mantenere una produzione sostenibile e garantire agli agricoltori un reddito equo e sufficiente, in tal modo migliorando la redditività e garantendo la stabilità e un livello minimo di sicurezza; che è opportuno garantire maggior sostegno alle donne, ai nuovi agricoltori, agli agricoltori giovani e alle aziende agricole a conduzione familiare, alle piccole e medie imprese, in particolare quelle che operano in zone svantaggiate, nonché ai settori sostenuti per motivi socioeconomici o ambientali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che è importante garantire che gli aiuti del primo pilastro PAC siano destinati a tutti gli agricoltori attivi e professionisti che, del tutto o in parte, traggono il proprio reddito dalla produzione agricola, a tempo pieno o parziale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>che tali pagamenti diretti dovrebbero contribuire a rafforzare la competitività e migliorare sostenibilità e resilienza del settore agricolo dell'UE, rispecchiando al tempo stesso esigenze specifiche e diversità regionale; che il motore principale della redditività degli agricoltori deve continuare a essere la produzione di alimenti sani, con la possibilità di integrare il reddito con attività quali la produzione di energia, la cattura del carbonio e il turismo sostenibile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che, nell'ambito del QFP 2021-2027, le dotazioni per la PAC sono state ridotte in termini sia nominali che reali rispetto al precedente QFP; che la spesa complessiva dell'UE per la PAC è diminuita notevolmente negli ultimi anni, nonostante il considerevole incremento dell'ambizione ambientale della PAC; che tale riduzione ha avuto notevole impatto sul reddito degli agricoltori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che gli agricoltori si trovano ad affrontare la crescente volatilità dei prezzi dovuta alle oscillazioni dei mercati globali e della produzione europea; che ciò deriva dalla natura globalizzata della filiera alimentare, come dimostrano il recente afflusso di cereali da paesi terzi e l'aumento dei prezzi dei fertilizzanti; che gli agricoltori devono inoltre affrontare incertezze macroeconomiche e geopolitiche, crisi sanitarie, epidemie di malattie animali, trend di concentrazione dei mercati, eccedenze in alcuni settori europei e l'imprevedibilità dei rendimenti dovuta a sempre più frequenti eventi meteorologici estremi e catastrofi naturali legati al clima;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che l'agricoltura europea deve affrontare nuove e crescenti sfide, nonché realizzare priorità dell'UE come la sicurezza alimentare e la resilienza climatica; che ciò richiede un aumento del bilancio per la PAC nel prossimo QFP a prezzi costanti, essendo questa una delle priorità politiche dell'UE tesa a evitare una perdita del valore reale dei pagamenti e a rispondere alle sfide attuali e future dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che la mancata correzione del QFP per l'inflazione potrebbe comportare una perdita fino al 54 % della PAC, pari a 250 miliardi di EUR entro il 2034, compromettendo gravemente la capacità dell'UE di mantenere l'autosufficienza alimentare e rispondere efficacemente alla domanda interna e globale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che il reddito agricolo rimane al di sotto della media del resto dell'economia in quasi tutti gli Stati membri, attestandosi al 47 % della retribuzione lorda media dell'economia UE; che le persone residenti nelle aree urbane hanno generalmente un livello di reddito più alto rispetto a quelle che vivono nelle aree rurali, con conseguenti disuguaglianze ed esclusione; che gli agricoltori di età fino a 40 anni hanno in media il reddito più basso a livello dell'UE; che la futura PAC deve garantire eque tutele e retribuzioni per gli agricoltori e i lavoratori agricoli, consentendo loro, in tutta l'Unione, di mantenere le attività produttive, anche in aree soggette a vincoli naturali, e di rispettare gli standard di qualità e i requisiti di sicurezza alimentare a vantaggio dei cittadini;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che gli agricoltori sono sottoposti a un elevato livello di stress lavorativo dovuto a lunghi orari di lavoro, isolamento sociale, incertezza finanziaria, obblighi amministrativi e normativi, eventi meteorologici legati ai cambiamenti climatici e nuove malattie di piante e animali; che l'accesso degli agricoltori ai servizi di salute mentale è ancora limitato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che è essenziale rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare, riconoscendone adeguatamente il ruolo, nonché garantire condizioni di concorrenza leale, produttività, resilienza ed efficienza nel mercato unico; che è importante garantire il pieno rispetto della normativa sulle pratiche commerciali sleali<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2019/633 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare (GU L 111 del 25.4.2019, pag. 59, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2019/633/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, assicurando un equo pagamento dei prodotti agricoli, unitamente a una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, e promuovendo migliori strumenti per gestire l'impatto di rischi e crisi; che occorre anche considerare e monitorare correttamente gli shock e i fattori esterni su cui gli agricoltori non hanno alcun controllo, come le crisi di mercato e le catastrofi naturali, che incidono sulla competitività e sostenibilità degli agricoltori lungo la catena del valore;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che le cooperative agricole, create e gestite dagli stessi agricoltori, le organizzazioni di produttori (OP), le associazioni di organizzazioni di produttori e i gruppi locali d'azione rafforzano la posizione dei produttori primari nella filiera produttiva unendo le forze, coordinando gli investimenti e attenuando la frammentazione del settore; che la visione per l’agricoltura e l’alimentazione riconosce che una più forte contrattazione collettiva nel settore agricolo è fondamentale per renderlo più attrattivo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che l'UE sta ancora affrontando un declino generazionale nel settore agricolo; che nel 2020, indipendentemente dal genere, la maggior parte degli agricoltori dell'UE (57,6 %) aveva più di 55 anni, mentre gli under 35 rappresentavano circa il 6 %, di cui solo l'1,7 % di donne, e che in molti Stati membri una percentuale molto elevata di agricoltori ha 65 anni o più;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che il ricambio generazionale è essenziale per il futuro dell'agricoltura europea, la sicurezza alimentare, la prosperità delle aree rurali e la salvaguardia dello stile di vita rurale; che il prezzo e la limitata disponibilità dei terreni, la redditività generalmente scarsa delle attività agricole, le sfide strutturali che le aree rurali devono affrontare rispetto agli investimenti e ai relativi rischi, i requisiti amministrativi e l'immagine del settore agricolo sono alcuni tra i principali ostacoli alla prospettiva di divenire agricoltore; che occorre considerare anche altri fattori, come la mancanza di capitale proprio, la difficoltà di accesso al credito soprattutto per donne e giovani, il bisogno di servizi tecnici, di accompagnamento e misure di sostegno, gli effetti dei cambiamenti climatici, gli elevati costi dei materiali e di produzione, la proliferazione di malattie trasmesse da vettori; che tutti questi fattori possono notevolmente ostacolare il coinvolgimento di giovani, donne e nuovi agricoltori nel settore agricolo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che i giovani, le donne e i nuovi agricoltori hanno la capacità di introdurre nuove idee imprenditoriali, adottare nuove tecnologie e attuare metodi agricoli sostenibili; che occorre promuovere programmi che abbinino sostenibilità, adozione delle tecnologie e patti intergenerazionali per agevolare la successione nelle aziende agricole; che, per favorire il ricambio generazionale e garantire che i giovani rimangano nelle aree rurali, sono essenziali maggiori sinergie tra le iniziative per l'occupazione giovanile, la PAC e le politiche di sviluppo rurale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che le donne continuano ad affrontare maggiori sfide nell'accesso al settore agricolo e che i tassi di occupazione femminile nelle zone rurali sono sempre inferiori a quelli degli uomini; che il numero di aziende agricole gestite da donne varia notevolmente fra gli Stati membri; che la parità di genere è un principio fondamentale dell'UE e che contenere lo spopolamento rurale dipende in larga misura dalla garanzia di pari opportunità per donne e giovani; che, per affrontare le sfide specifiche cui devono far fronte le donne nel settore agricolo, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero garantire con interventi mirati che le loro esigenze specifiche si riflettano nei piani strategici nazionali della PAC;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che le nuove catene rurali del valore nella bioeconomia offrono nuove opportunità commerciali per diversificare le fonti di reddito nel settore agricolo, e che favoriscono la creazione di posti di lavoro e l'imprenditorialità rurale, promuovendo al tempo stesso un migliore uso dei sottoprodotti agricoli; che tra gli esempi di questi ultimi vi sono la produzione energetica tramite produzione di biogas in azienda, così come la produzione e lavorazione della lana e altre fibre naturali; che in tale contesto occorre anche sottolineare le altre opportunità di reddito a disposizione degli agricoltori grazie alla produzione di energia rinnovabile da fonti conformi alla direttiva sulle energie rinnovabili<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, che modifica la direttiva (UE) 2018/2001, il regolamento (UE) 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE per quanto riguarda la promozione dell'energia da fonti rinnovabili e che abroga la direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio (GU L, 2023/2413, 31.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2023/2413/oj).</FIELD></FOOTNOTE> (RED), come i biocarburanti, che contribuiscono anche a rafforzare l'autosufficienza energetica dell'UE; che la carboniocoltura può contribuire agli obiettivi climatici dell'UE promuovendo l'immobilizzazione del carbonio nel suolo e nella biomassa; che gli alimenti e i mangimi dovrebbero tuttavia essere considerati prioritari rispetto agli altri usi dei prodotti e terreni agricoli;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AG.</NO.P>considerando che le filiere di produzione corte, in cui produzione, trasformazione e confezionamento avvengono nella stessa regione, contribuiscono a mantenere il valore aggiunto a livello locale, garantendo così un maggior numero di posti di lavoro nella zona; che tali sistemi agroalimentari radicati nel territorio, resilienti e sostenibili riducono la dipendenza dai fattori di produzione esterni, rafforzano la sicurezza alimentare dell'UE e contribuiscono alla rivitalizzazione delle zone rurali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AH.</NO.P>	considerando che è essenziale evitare impatti negativi sulla produzione agricola dell'UE promuovendo strumenti flessibili ed efficaci per sostenere i settori più vulnerabili e strategici a fronte delle sfide derivanti da cambiamenti strutturali, catastrofi naturali e meteorologiche (soprattutto nel contesto dei cambiamenti climatici), squilibri di mercato, nuovi accordi commerciali, nonché dalle potenziali conseguenze per il settore agricolo dell'UE dell'attuazione di nuove politiche dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AI.</NO.P>	considerando che tali sfide possono avere conseguenze dirette sulla sicurezza alimentare e sulle economie e comunità rurali; che è dunque essenziale migliorare la prevenzione dei rischi, la loro gestione e l'adattamento a essi, anche attraverso meccanismi e infrastrutture rafforzati e adattati, sostenuti da risorse finanziarie al di fuori della PAC;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AJ.</NO.P>	considerando che la PAC dovrebbe riconoscere i notevoli benefici ambientali offerti da agricoltura e allevamento sostenibili, cui contribuiscono anche pratiche e colture quali la silvicoltura, l'agroforestazione, l'apicoltura, le colture proteiche e legnose, l'agricoltura biologica, le fibre tessili e i settori emergenti come la bioeconomia; che occorre mantenere e tutelare le strategie settoriali per prodotti ortofrutticoli, vino, olio d'oliva, olive da tavola, patate, barbabietola da zucchero e apicoltura;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AK.</NO.P>considerando che, secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, la siccità ha causato fino a 9 miliardi di EUR di perdite economiche l'anno nell'UE, e che tale cifra potrebbe arrivare a 28,6 miliardi di EUR entro il 2100, oltre alle perdite causate da altri effetti dei cambiamenti climatici; che gli agricoltori di tutta l'UE subiscono i cambiamenti climatici in prima persona, testimoni della crescente desertificazione e perdita di produttività agricola, con sfide specifiche per le regioni mediterranee; che gli eventi meteorologici estremi, come inondazioni e siccità sempre più gravi, mettono a rischio la sicurezza alimentare dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AL.</NO.P>considerando che l'agricoltura, l'acqua e il suolo sono intrinsecamente legati; che la disponibilità e la gestione sostenibile di tali risorse naturali nel settore agricolo sono essenziali a garantire una produzione alimentare sufficiente e di buona qualità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AM.</NO.P>considerando che un uso efficiente dei nutrienti è essenziale a ridurre la dipendenza dell'UE dai fertilizzanti chimici, ridurre le emissioni di gas a effetto serra e migliorare la salute del suolo; che, nella sua forma attuale, la direttiva sui nitrati<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (GU L 375 del 31.12.1991, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/1991/676/oj).</FIELD></FOOTNOTE> limita l'uso degli effluenti trasformati, compresi i prodotti RENURE, nonostante le prove scientifiche a sostegno della loro sicurezza; che il Centro comune di ricerca ha concluso che sostituire i fertilizzanti minerali sintetici con RENURE non comporta un aumento delle perdite di nitrati nell'acqua; che ciò crea inutili ostacoli normativi per gli agricoltori che intendono chiudere il ciclo dei nutrienti e ridurre l'impatto ambientale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AN.</NO.P>considerando che la crescente instabilità del commercio mondiale rende necessario adeguare la politica commerciale dell'UE e le norme commerciali internazionali, in particolare nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio, per salvaguardare i sistemi agroalimentari dell'UE garantendo condizioni di concorrenza eque e sostenibili, basate sulla reciprocità e su un'efficace difesa commerciale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AO.</NO.P>considerando che importare nell'UE prodotti agricoli realizzati con standard inferiori e con costi di produzione inferiori a quelli dell'UE, che ha gli standard più elevati, costituisce un ostacolo alla capacità dei nostri produttori di ottenere prezzi equi e redditività sul mercato; che ciò comporta potenziali rischi per la salute di cittadini, piante e animali, anche a causa della diffusione di parassiti e malattie; che è necessario garantire la reciprocità negli accordi commerciali internazionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AP.</NO.P>considerando che è necessario modernizzare l'infrastruttura fisica e digitale alla base dell'efficiente esportazione dei prodotti agroalimentari dell'UE per rafforzare la resilienza dell'agricoltura dell'UE creando mercati di esportazione diversificati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AQ.</NO.P>considerando che l'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di includere legumi, frutta e verdura, nonché un consumo moderato di proteine, anche di origine animale, nell'ambito di una dieta varia ed equilibrata; che la carne e altri prodotti di origine animale sono una preziosa fonte di proteine ad alto valore biologico e di micronutrienti essenziali; che l'allevamento sostenibile contribuisce in modo significativo alla protezione della biodiversità, alla prevenzione degli incendi boschivi, alla cura del paesaggio, all'arricchimento del suolo e alla sicurezza alimentare, nonché alle culture e al patrimonio nazionali; che la Commissione, nella sua comunicazione su una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE, ha riconosciuto l'importanza di sviluppare una strategia a lungo termine per il settore zootecnico e ha annunciato l'avvio di un filone di lavoro dedicato a tale questione; che investimenti mirati nelle tecniche di allevamento e in altre soluzioni innovative possono ridurre le emissioni prodotte dagli allevamenti, salvaguardando nel contempo la produttività e il benessere degli animali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AR.</NO.P>considerando che circa il 70 % delle materie prime che occorrono per produrre i mangimi ricchi di proteine necessari nell'UE deve essere importato da paesi terzi, in quanto l'UE presenta un notevole deficit in termini di produzione di proteine vegetali; che il Parlamento e gli Stati membri hanno ripetutamente chiesto una strategia significativa dell'UE in materia di proteine al fine di aumentare la produzione di colture proteiche nell'UE, così da ridurre l'elevato grado di dipendenza venutosi a creare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AS.</NO.P>considerando che sono necessarie sinergie rafforzate con altri strumenti dell'UE, quali Orizzonte Europa e la politica di coesione, per facilitare l'integrazione dei risultati della ricerca in soluzioni agricole pratiche e personalizzate a livello locale, promuovere l'innovazione e favorire lo sviluppo economico; che una maggiore connettività, migliori competenze digitali e la diffusione di tecnologie autonome nelle zone rurali sono essenziali per rafforzare la competitività e la resilienza climatica del settore e per rendere le zone rurali più attraenti per le giovani generazioni e i professionisti qualificati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AT.</NO.P>considerando che la maggior parte della ricerca biotecnologica è attualmente condotta al di fuori dell'UE; che tale ricerca spesso si concentra su questioni agroeconomiche che sono solo parzialmente rilevanti per il contesto dell'Unione, con conseguenti perdite potenziali in termini sia di investimenti che di opportunità per gli agricoltori dell'UE; che l'UE dovrebbe pertanto investire nello sviluppo di biotecnologie adattate alle proprie esigenze agricole; che la revoca delle autorizzazioni all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari, senza che nel frattempo siano disponibili alternative efficaci, espone gli agricoltori a parassiti e malattie, ne riduce la redditività e la competitività, aumenta gli sprechi alimentari e rappresenta una minaccia per la sicurezza alimentare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AU.</NO.P>considerando che l'UE ha sviluppato una serie di programmi spaziali (EGNOS e Galileo) e di programmi di osservazione della Terra (Copernicus) che presentano un notevole potenziale in termini di sostegno al monitoraggio dell'attuazione della PAC al fine di dotare gli agricoltori e i silvicoltori di dati accurati sui terreni che gestiscono e, se del caso, semplificare e ridurre gli oneri amministrativi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AV.</NO.P>considerando che le zone rurali dell'UE coprono l'83 % del suo territorio e ospitano 137 milioni di persone; che il futuro e la prosperità delle zone rurali sono di fondamentale importanza per la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, l'autonomia e la resilienza dell'Europa; che i sistemi agroalimentari hanno consentito un accesso continuo ad alimenti sicuri e di qualità durante le recenti crisi, malgrado la pressione esercitata dall'inflazione sull'accessibilità economica degli alimenti; che le politiche devono sostenere sia l'agricoltura, in quanto attività fondamentale, sia la diversificazione economica attraverso lo sviluppo del turismo rurale sostenibile, delle piccole imprese, dell'artigianato e dei servizi locali, in modo da rendere le regioni rurali redditizie e attraenti; che la produzione di energia può generare entrate aggiuntive per gli agricoltori, ma non dovrebbe avere alcun impatto sulla produzione alimentare; che l'iniziativa Leader e lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) si sono dimostrati strumenti preziosi per lo sviluppo sostenibile e sono elementi centrali delle politiche dell'UE; che la PAC, da sola, non può fornire soluzioni a tutte le esigenze e a tutte le sfide che le zone rurali si trovano ad affrontare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AW.</NO.P>considerando che la PAC dovrebbe contribuire allo sviluppo armonioso dell'UE, rafforzando la coesione economica, sociale e territoriale e pertanto, deve continuare a compensare le zone con vincoli naturali, quali le regioni montagnose, aride, insulari, frontaliere, ultraperiferiche e svantaggiate, per i costi supplementari associati ai loro vincoli geografici o demografici, al fine di evitare l'abbandono dell'attività agricola e il conseguente spopolamento in tali aree; che è essenziale riconoscere l'importante ruolo svolto dagli agricoltori in tali territori, dove garantiscono servizi ambientali, economici e sociali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AX.</NO.P>considerando che le regioni ultraperiferiche si trovano ad affrontare sfide specifiche in ragione della loro situazione geografica; che il programma POSEI applica interventi del primo pilastro della PAC, adattati alle specificità delle regioni ultraperiferiche; che il programma POSEI è di vitale importanza per mantenere l'attività agricola e garantire l'approvvigionamento di prodotti alimentari e agricoli in tali regioni; che l'attuazione del programma POSEI assume un ruolo importante e ha registrato risultati positivi, soprattutto per quanto riguarda l'aumento della produzione destinata al consumo locale, come dimostrano le relazioni di attuazione della Commissione tra il 2006 e il 2014 e tra il 2015 e il 2019; che la mancata revisione degli stanziamenti di bilancio del POSEI dal 2007 ha tuttavia determinato un ammortamento accumulato pari ad almeno il 36 % a causa dell'inflazione; che ciò ha notevolmente limitato il livello di sostegno dell'UE a disposizione degli agricoltori delle regioni ultraperiferiche e che evidentemente è necessario ricalibrare le dotazioni finanziarie del POSEI per compensare tale ammortamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AY.</NO.P>considerando che un settore agricolo, alimentare e forestale competitivo può continuare a svolgere un ruolo incisivo nel conseguimento degli obiettivi di sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, salute pubblica e protezione ambientale, coerentemente con le politiche dell'Unione, incentivando e remunerando gli agricoltori per il loro contributo e assistendoli mediante una riduzione degli oneri regolamentari e amministrativi inutili nelle misure che intraprendono;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AZ.</NO.P>considerando che, attraverso la PAC, gli agricoltori europei hanno compiuto notevoli sforzi per integrare obiettivi ambientali e climatici compatibili con i requisiti stabiliti nella legislazione dell'UE al fine di adattare il settore agricolo alle crescenti sfide e crisi provocate dai cambiamenti climatici; che gli agricoltori sono già in prima linea e svolgono un ruolo chiave nella salvaguardia dell'ambiente e del suolo nella sfida contro i cambiamenti climatici e che, secondo le stime, tra il 2005 e il 2023 le emissioni agricole di gas a effetto serra nell'UE hanno registrato una tendenza generale al ribasso del 7 %<FOOTNOTE><FIELD> Agenzia europea dell'ambiente, "Greenhouse gas emissions from agriculture in Europe" (Emissioni di gas a effetto serra prodotte dall'agricoltura in Europa), https://www.eea.europa.eu/en/analysis/indicators/greenhouse-gas-emissions-from-agriculture.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BA.</NO.P>considerando che è essenziale garantire che i requisiti di condizionalità della PAC e gli impegni ambientali tengano conto della diversità dell'agricoltura nell'UE e non impongano oneri amministrativi sproporzionati agli agricoltori, in particolare a quelli più vulnerabili; che occorre trovare un migliore equilibrio tra il carattere obbligatorio di talune misure e un sistema basato su incentivi che consenta agli agricoltori di adottare volontariamente pratiche agricole più sostenibili, senza comportare una riduzione della produzione alimentare, garantendo in tal modo la loro competitività e redditività e accordando sufficiente flessibilità per trovare soluzioni adeguate a livello locale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BB.</NO.P>considerando che è necessario effettuare una valutazione globale della legislazione connessa al Green Deal per valutarne l'impatto complessivo sul settore agroalimentare, compresi la coerenza normativa, gli oneri amministrativi, la competitività e la capacità del settore di garantire la sicurezza alimentare e la resilienza strategica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BC.</NO.P>considerando che la PAC dovrebbe tenere conto delle regioni caratterizzate da una forte concorrenza tra sviluppo urbano e agricoltura al momento di imporre restrizioni supplementari in materia di accesso ai terreni, con l'obiettivo di mantenere l'agricoltura in tali zone;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BD.</NO.P>considerando che il successo dell'innovazione in agricoltura dipende non solo dai progressi tecnologici, ma anche da un efficace scambio di conoscenze e dal coinvolgimento attivo degli agricoltori nei processi di ricerca e innovazione; che strumenti quali i sistemi di conoscenza e innovazione in campo agricolo (AKIS), i gruppi operativi nell'ambito del PEI-AGRI e i progetti sostenuti da Orizzonte Europa che coinvolgono una pluralità di attori hanno dimostrato il valore della co-creazione, dell'adattamento locale e di legami più stretti tra agricoltori, ricercatori e consulenti;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Verso un'agricoltura competitiva e sostenibile</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>osserva che il 16 luglio 2025, unitamente alla proposta di un nuovo quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034, la Commissione ha presentato alcune proposte legislative per riformare la PAC; insiste, tuttavia, affinché la posizione del Parlamento sul futuro della PAC e dell'agricoltura dell'UE continui a essere quella esposta nella presente risoluzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>prende atto della relazione della Commissione dal titolo "Una visione per l'agricoltura e l'alimentazione", che rappresenta una tabella di marcia promettente per la PAC per il periodo successivo al 2027 e, oltre ad apportare importanti contributi basati sul ricambio generazionale, sulla competitività, sulla sostenibilità, sulla resilienza, sulla semplificazione e su una maggiore reciprocità delle norme negli scambi commerciali, pone l'accento sull'innovazione finalizzata al conseguimento della sostenibilità economica, sociale e ambientale, sulla priorità degli incentivi rispetto alle restrizioni e su un orientamento più equo del sostegno della PAC; riconosce, nell'ambito di tale approccio, una rinnovata enfasi sui tradizionali obiettivi fondamentali della PAC sanciti dall'articolo 39 TFUE; sottolinea l'importanza di garantire un bilancio autonomo della PAC al fine di conseguire tali obiettivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>evidenzia che l'agricoltura svolge un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza alimentare dell'UE e non solo, salvaguardare la salute umana e mantenere la biodiversità e lo stato di salute del suolo e dell'acqua, nonché la coesione sociale; sottolinea che la futura PAC dovrebbe semplificare l'accesso alle misure di adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione degli stessi e che gli agricoltori dovrebbero essere ricompensati per i loro sforzi in tal senso; evidenzia che gli agricoltori svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la sostenibilità della produzione agricola europea nelle sue diverse dimensioni, ambientale, sociale ed economica, contribuendo nel contempo alla sicurezza alimentare e all'autonomia strategica, e che, pertanto, dovrebbero essere sostenuti; chiede che siano effettuate valutazioni d'impatto che tengano conto delle implicazioni a livello di azienda agricola prima di proporre nuove regolamentazioni che possano comportare nuovi requisiti e oneri burocratici per gli agricoltori, e chiede una revisione di tutti gli obblighi esistenti; insiste affinché l'agricoltura continui a essere una politica dell'UE e non sia inclusa in un fondo unico, in modo da garantire condizioni uniformi tra gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>chiede che il prossimo QFP includa un bilancio incrementato e dedicato per la PAC, indicizzato all'inflazione mediante riesami annuali, al fine di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare a prescindere dalle instabilità commerciali derivanti dalla volatilità del contesto geopolitico; sottolinea che, in assenza di risorse adeguate, la PAC non potrà essere un fattore chiave per garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale dell'agricoltura europea e al tempo stesso assicurare un reddito equo e condizioni eque per gli attori del settore agricolo nonché il pieno funzionamento del mercato unico; chiede che le risorse finanziarie destinate alla PAC rimangano iscritte a bilancio a tal fine, in particolare i pagamenti diretti; si oppone fermamente all'idea che gli Stati membri dovrebbero essere autorizzati a utilizzare il bilancio della PAC, in quanto parte di una dotazione complessiva, per scopi diversi dall'agricoltura; sottolinea che un bilancio adeguato contribuirà a garantire il mantenimento di una politica comune;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita la Commissione e i colegislatori a mantenere un sostegno al reddito fisso e separato quale componente fondamentale della PAC per il periodo successivo al 2027, riconoscendo il suo ruolo fondamentale nel garantire la produzione alimentare, con elevati standard sanitari e di qualità per i consumatori dell'UE, fornire stabilità agli agricoltori a fronte della volatilità del mercato e degli eventi meteorologici estremi, assicurare un tenore di vita equo agli agricoltori, garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e rafforzare l'autonomia degli alimenti e dei mangimi; è dell'opinione che sia opportuno tenere conto anche dell'attuale situazione delle regioni situate alle frontiere esterne dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>esprime preoccupazione in merito alle potenziali revisioni del bilancio dell'UE per il periodo successivo al 2027, tra cui la possibile centralizzazione dei flussi di finanziamento; avverte che l'integrazione della PAC con altri ambiti di finanziamento quali la coesione, lo sviluppo regionale e la pesca potrebbe compromettere il ruolo specifico della politica agricola;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>pone l'accento sulla necessità che la PAC mantenga il proprio profilo giuridico e istituzionale nel periodo successivo al 2027; sottolinea l'importanza di mantenere il bilancio della PAC autonomo, distinto e specifico, adattato alle esigenze concrete del settore agricolo europeo; invita la Commissione a ridurre gli oneri amministrativi per garantire che gli agricoltori possano accedere direttamente al sostegno senza dover fare eccessivo affidamento a consulenti esterni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>ribadisce l'importanza di mantenere la PAC come una politica separata e distinta, che funga da partenariato tra l'agricoltura e la società, nonché tra l'Europa e i suoi agricoltori, fornendo loro un sostegno affidabile nell'ottica di rafforzare la sicurezza alimentare; respinge fermamente qualsiasi proposta di includere il bilancio della PAC in un fondo unico con altre politiche o fondi, in quanto tale approccio ridurrebbe l'efficacia degli interventi e pregiudicherebbe gli obiettivi strategici dell'Unione in termini di sicurezza alimentare e sviluppo rurale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>segnala che, nell'attuale contesto geopolitico, l'accesso sicuro e costante agli alimenti è diventato una questione di sicurezza strategica e che la dipendenza dalle importazioni può essere sfruttata come strumento per esercitare pressioni; evidenzia che, in tale contesto, occorre porre maggiormente l'accento sui tradizionali obiettivi fondamentali della PAC, ossia sostenere la sicurezza e la resilienza alimentari, garantire un reddito equo agli agricoltori e migliorare la stabilità e la competitività del mercato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea che la produzione alimentare e agricola sostenibile svolge un ruolo strategico rafforzato, accentuato dal nuovo contesto geopolitico, in quanto componente essenziale della sicurezza, della stabilità e della sovranità europee, nonché dell'autonomia strategica, e che la dotazione finanziaria e il quadro della PAC devono tenerne conto; sostiene che l'agricoltura dell'UE dovrebbe essere riconosciuta non solo come settore economico, ma anche come caposaldo geopolitico, strumento di stabilità sociale e territoriale e componente fondamentale delle politiche di sicurezza e di difesa dell'UE; osserva che, a livello globale, ad eccezione dell'UE, i paesi che svolgono un ruolo cardine nel settore agricolo hanno aumentato la spesa e le misure di tutela destinate al settore in seguito alla crisi dei prezzi alimentari del 2007-2008; rammenta che la produttività e la resilienza agricole dipendono dalla gestione sostenibile delle risorse naturali per garantire la sostenibilità a lungo termine dei nostri sistemi alimentari; sottolinea la necessità che la PAC post-2027 contribuisca a rafforzare la preparazione e la resilienza complessive dell'Unione; evidenzia che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero includere la prospettiva alimentare nei loro piani in materia di sicurezza e competitività; invita la Commissione e gli Stati membri a prendere in considerazione la possibilità di creare impianti di stoccaggio strategici a livello europeo e nazionale al fine di garantire la sicurezza alimentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>evidenzia che una produzione agricola efficiente rappresenta un importante contributo alla sostenibilità del settore, ottimizzando le rese con il minor numero possibile di fattori di produzione; sottolinea che la PAC deve includere strumenti e investimenti che rafforzino la capacità delle aziende agricole e delle zone rurali di prepararsi agli shock, assorbirli e riprendersi dagli stessi; insiste sul fatto che la PAC dovrebbe avere come obiettivo prioritario il soddisfacimento delle esigenze alimentari della popolazione europea e che, a tal fine, è necessario sostenere gli agricoltori in modo più efficace così da rafforzare la sicurezza alimentare e l'autonomia strategica dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>sottolinea, a tal proposito, il ruolo strategico dei mercati all'ingrosso, in quanto strutture accreditate di pubblico interesse, che possono garantire il rispetto dei principi di sostenibilità, riduzione degli sprechi e trasparenza dei prezzi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>osserva che la cooperazione, l'aggregazione e il dialogo, nonché una migliore organizzazione degli agricoltori attraverso cooperative, organizzazioni di produttori o associazioni di organizzazioni di produttori nella catena del valore agroalimentare, unitamente a deroghe per quanto riguarda la normativa in materia di concorrenza e a un sostegno specifico, sono elementi fondamentali per migliorare la posizione degli agricoltori, promuovendo una distribuzione più equa dei margini e aumentando l'efficienza di tutti gli attori; rileva, a tale riguardo, che la riforma del regolamento OCM e della direttiva sulle pratiche commerciali sleali<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE, 98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio ("direttiva sulle pratiche commerciali sleali") (ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2005/29/2022-05-28).</FIELD></FOOTNOTE> può essere un'opportunità per rafforzare la posizione degli agricoltori nelle filiere agroalimentari nazionali e transnazionali, garantendo che i produttori ottengano un prezzo equo per i loro prodotti e il loro lavoro, potenziando i meccanismi di gestione delle crisi e migliorando l'applicazione transfrontaliera delle norme contro le pratiche commerciali sleali attraverso l'armonizzazione a livello dell'UE, senza compromettere o influire negativamente sulle migliori strategie e pratiche esistenti a livello nazionale; invita la Commissione a valutare la possibilità di istituire nuovi strumenti per evitare che i prezzi che gli agricoltori ottengono per i loro prodotti siano inferiori ai costi di produzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sottolinea, in particolare, l'importanza di consolidare la cooperazione transfrontaliera tra le autorità competenti degli Stati membri, garantendo che le norme siano applicate in modo efficace, coordinato e coerente in tutto il mercato interno, al fine di contrastare i comportamenti fraudolenti, garantire l'equità lungo tutta la catena di approvvigionamento e prevenire la concorrenza sleale; evidenzia che la sicurezza alimentare e la sovranità alimentare sono componenti essenziali dell'autonomia strategica e che il prossimo QFP deve continuare a sostenere efficacemente la competitività e la resilienza del settore agricolo dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>pone l'accento sull'importanza di salvaguardare e rafforzare il sostegno diretto al reddito per soddisfare le esigenze di tutti gli agricoltori attivi e professionisti nell'ambito della PAC, sia a tempo pieno che a tempo parziale, indipendentemente dalle dimensioni della loro attività e dal tipo di produzione; sottolinea l'importanza di includere gli agricoltori pluriattivi, dal momento che tutti gli agricoltori contribuiscono in modo significativo al tessuto socioeconomico delle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>segnala che, nella loro forma attuale, i pagamenti diretti generano un chiaro valore aggiunto dell'UE e ricorda l'importanza di un modello basato sulla superficie, aumentando nel contempo il sostegno agli agricoltori più vulnerabili, comprese le aziende agricole a conduzione familiare, le aziende agricole di piccole e medie dimensioni, i giovani agricoltori e le agricoltrici, le aziende agricole ubicate in zone soggette a vincoli naturali e quelle che adottano pratiche più sostenibili; è a favore di un modello che offra stabilità, contribuisca efficacemente al reddito degli agricoltori e mantenga la redditività economica, la competitività e la sostenibilità della produzione alimentare in tutte le regioni e in tutti i territori dell'UE; reputa essenziale garantire l'equità nella distribuzione dei pagamenti diretti sia tra gli Stati membri che all'interno di essi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>ritiene che, al fine di orientare meglio il sostegno della PAC verso coloro che esercitano un'attività agricola, sia necessario perfezionare ulteriormente la definizione quadro di agricoltore a livello dell'UE e che, sulla base di tale definizione, gli Stati membri dovrebbero definire quali agricoltori sono ammissibili al sostegno; ribadisce che tale definizione non dovrebbe comportare l'esclusione dal sostegno per gli agricoltori pluriattivi, che esercitano attivamente un'attività agricola ma che sono impegnati anche in attività non agricole al di fuori dell'azienda, in quanto le loro molteplici attività in molti casi rafforzano il tessuto socioeconomico delle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>evidenzia l'importanza della trasparenza nell'assegnazione dei fondi della PAC e chiede che i beneficiari finali e le imprese interconnesse siano identificati in maniera sistematica; esorta la Commissione e gli Stati membri a introdurre meccanismi di controllo volti a prevenire la concentrazione degli aiuti attraverso assetti proprietari complessi o una frammentazione artificiale delle aziende agricole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>ritiene che, purché siano garantite condizioni di parità nel mercato interno, i pagamenti a titolo del sostegno accoppiato facoltativo dovrebbero essere mantenuti o aumentati, prevedendo una dotazione di bilancio sufficiente e una maggiore flessibilità nel loro utilizzo, quale semplice strumento per mantenere la produzione nei settori vulnerabili e per contrastare difficoltà specifiche, in particolare quelle derivanti dallo svantaggio competitivo strutturale delle zone svantaggiate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a mantenere il carattere volontario dei regimi ecologici e a renderli più semplici e flessibili nella PAC per il periodo successivo al 2027; esorta gli Stati membri a fornire ai loro agricoltori un elenco chiaro e semplice di opzioni di regimi ecologici efficienti ed efficaci tra cui scegliere, unitamente a una remunerazione adeguata e attraente per incentivarli, senza compromettere i fondi stanziati per i pagamenti diretti e gli investimenti e senza aumentare la burocrazia; sollecita gli Stati membri a investire nella formazione per fornire assistenza agli agricoltori nell'uso efficace dei regimi ecologici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>riconosce i progressi già compiuti attraverso la condizionalità sociale; chiede una valutazione della condizionalità sociale nella PAC e un'attuazione proporzionata, efficace e definita in modo chiaro per evitare le duplicazioni normative tra gli Stati membri e oneri amministrativi sproporzionati per gli agricoltori, nonché per tutelare i diritti dei lavoratori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>chiede uno studio completo per valutare se l'introduzione di meccanismi obbligatori, come la ridistribuzione o la limitazione dei pagamenti diretti nell'ambito della PAC attraverso il limite massimo e la degressività, migliorerebbe l'equità; sottolinea che tale analisi dovrebbe precedere la presentazione di proposte per una nuova PAC, in modo da sviluppare strumenti adeguati in grado di sostenere realmente la redditività delle aziende agricole in tutta l'UE, compresi i giovani agricoltori, le agricoltrici e le aziende agricole di piccole e medie dimensioni; evidenzia che tale studio dovrebbe altresì esaminare la mancata applicazione del limite massimo a pagamenti specifici, come i regimi ecologici e i pagamenti agroambientali o legati al clima;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>invita a perseguire la distribuzione equa del valore prodotto nella filiera agroalimentare attraverso leggi quadro e interventi volti a incrementare la redditività dell'imprenditoria e i redditi agricoli, riequilibrando i rapporti all'interno della filiera per quanto riguarda i distributori e i produttori; chiede, in particolare, incentivi e investimenti a favore di nuovi modelli imprenditoriali agroalimentari che garantiscano la sostenibilità finanziaria a lungo termine e sollecita un riequilibrio delle relazioni commerciali tra agricoltori, distributori e produttori al di là dell'attuale approccio dell'UE basato sulle pratiche vietate, elaborando una legislazione quadro di riferimento ispirata alla legge francese "EGAlim";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>chiede un secondo pilastro indipendente e forte della PAC, distinto dalle politiche di coesione ma in stretto coordinamento con esse, che promuova la coerenza delle politiche per facilitare, tra l'altro, l'integrazione territoriale e garantire sinergie e un sostegno efficace al settore agricolo nell'ambito di un quadro coerente che garantisca l'uso efficiente dei fondi e degli investimenti dell'UE nei progetti; insiste affinché tali fondi raggiungano i beneficiari in modo tempestivo; ritiene che i finanziamenti per lo sviluppo rurale dovrebbero essere assegnati principalmente alle attività agricole, mentre altre azioni a sostegno dei territori o delle infrastrutture dovrebbero essere finanziate a titolo dei fondi di coesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>pone in evidenza la necessità di un programma di sviluppo rurale adeguatamente finanziato nell'ambito del secondo pilastro della PAC per sostenere le zone rurali, corredato di un notevole contributo finanziario dell'UE e integrato da un cofinanziamento nazionale per garantire l'efficacia e la sostenibilità a lungo termine del programma; sottolinea, in tal senso, il ruolo cruciale delle amministrazioni e delle parti interessate a livello locale, quali le cooperative e i gruppi di azione locale, nella razionalizzazione degli sforzi compiuti nell'ambito del secondo pilastro della PAC; ribadisce che le regioni devono essere in grado di elaborare, attuare e gestire autonomamente le misure di sviluppo rurale, nel rispetto delle specificità costituzionali di ciascuno Stato membro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>chiede un aumento del bilancio destinato al programma Leader, che contribuisce ad affrontare le sfide sociali e a promuovere i gruppi di azione locale rafforzando gli approcci in materia di CLLD, fondamentali per consolidare i legami tra le zone rurali e le aree urbane; sottolinea che il programma Leader ha un ruolo centrale nel promuovere zone rurali attraenti, prospere, resilienti e interconnesse attraverso il sostegno a iniziative che generano valore aggiunto locale, stimolano l'imprenditorialità, promuovono l'innovazione e rafforzano il tessuto socioeconomico dei territori, tutti elementi essenziali per mantenere e attrarre capitale umano, in particolare i giovani e le donne, e per contribuire all'equilibrio demografico e territoriale e al ricambio generazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>riconosce che le misure agroambientali e climatiche volontarie e le misure per il benessere degli animali e la salute degli animali e delle piante nell'ambito del secondo pilastro, che utilizzano approcci semplificati e basati sia sugli incentivi che sulla conformità, sono strumenti fondamentali per salvaguardare l'ambiente e promuovere pratiche sostenibili e contribuiscono al tempo stesso a garantire un reddito dignitoso agli agricoltori che le attuano; è dell'opinione che tali strumenti del secondo pilastro siano più efficaci dei regimi ecologici, che in molti Stati membri non hanno conseguito i risultati auspicati a causa del loro elevato livello di complessità per gli agricoltori, e ritiene pertanto che dovrebbero beneficiare di una quota maggiore di finanziamenti nel quadro della prossima PAC; sottolinea l'importanza di garantire che le misure agroambientali e climatiche contribuiscano al mantenimento e al miglioramento della produzione alimentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>chiede che il sostegno finanziario della PAC sia reso più semplice e accessibile per i piccoli progetti, che sono il più delle volte i motori delle iniziative più innovative; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere e ampliare il ricorso a opzioni semplificate in materia di costi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>invita la Commissione ad adottare misure concrete per garantire che le importazioni di prodotti agroalimentari da paesi terzi siano soggette alle stesse norme sociali, ambientali e in materia di sicurezza alimentare e benessere degli animali imposte ai produttori dell'UE, al fine di garantire condizioni di parità e un elevato livello di sicurezza alimentare, tracciabilità e produzione sostenibile nell'UE; insiste sul fatto che ciò è essenziale per evitare di compromettere la competitività della produzione agroalimentare dell'UE per quanto riguarda i prodotti importati; insiste sul fatto che, al fine di evitare la concorrenza sleale per gli agricoltori dell'UE, la Commissione deve essere pronta ad attivare clausole di salvaguardia nei suoi accordi con i paesi terzi, ove necessario, al fine di garantire la stabilità del mercato interno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>invita la Commissione, nei suoi sforzi per aprire nuovi mercati e consolidare quelli esistenti, a effettuare una valutazione d'impatto sistematica delle disposizioni relative al settore agricolo in ciascuno dei suoi accordi commerciali, tenendo conto di tutte le parti interessate al fine di determinarne l'impatto cumulativo, e ad elaborare strategie specifiche per garantire condizioni di parità e la reciprocità a tutti i livelli, in particolare per quanto riguarda le norme di produzione e di qualità e le norme sociali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>sottolinea che è necessario mantenere la coerenza tra le politiche dell'Unione in materia di scambi commerciali e sostenibilità e rafforzare i controlli effettuati sia alla fonte che alle frontiere dalla Commissione e dagli Stati membri, anche attraverso un'agenzia di controllo dell'UE, in quanto ciò offrirebbe ai produttori europei maggiori garanzie in termini di concorrenza leale; chiede una revisione della politica commerciale dell'UE per garantire che sostenga efficacemente la competitività e la sostenibilità dell'agricoltura europea; evidenzia che la conclusione di futuri accordi commerciali non dovrebbe compromettere la sostenibilità e la competitività del settore agricolo dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>invita la Commissione a migliorare le sinergie, le complementarità e il coordinamento sia tra gli strumenti di finanziamento dell'UE, quali il Fondo di coesione, lo strumento per la ripresa NextGenerationEU o il Fondo per una transizione giusta, sia rispetto agli strumenti nazionali, nonché ad aprire linee dirette di cooperazione con le autorità locali per quanto riguarda la gestione e l'attuazione dei fondi; chiede inoltre una maggiore integrazione con altri programmi pertinenti al fine di massimizzare l'impatto degli obiettivi di innovazione, digitalizzazione, sostenibilità e resilienza nell'agricoltura e nelle zone rurali; sollecita la Commissione a istituire una procedura interna, all'inizio di ciascun periodo di programmazione finanziaria, per garantire la complementarità e la coerenza a livello dell'UE tra i diversi strumenti di sostegno previsti nelle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>sottolinea che l'accesso ai finanziamenti per gli agricoltori e gli altri attori del settore agroalimentare è fondamentale per realizzare gli investimenti, agevolare l'accesso alla terra e garantire la continuità dell'attività agricola nelle aziende; sottolinea inoltre che l'innovazione e la tecnologia nel settore agroalimentare dovrebbero continuare a beneficiare in via prioritaria di un sostegno mirato agli investimenti, in modo da consentire all'UE di diventare un polo digitale globale, promuovendo le start-up e attirando e trattenendo giovani di talento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>osserva che gli Stati membri devono affrontare rischi crescenti e diversi; sottolinea, a tale proposito, che un aumento adeguato e una riforma della riserva comune per le crisi agricole, unitamente alla creazione di nuovi e specifici strumenti finanziari, con risorse al di fuori della PAC, sono entrambi essenziali per sostenere gli agricoltori, in un contesto di distorsioni imprevedibili del mercato e dei cambiamenti climatici quali siccità e inondazioni, tempeste, malattie delle piante e degli animali, nonché cambiamenti nel comportamento dei consumatori e tensioni geopolitiche; invita la Commissione a definire la sua strategia di gestione ex ante delle crisi, prodotto per prodotto, al fine di utilizzare la riserva per le crisi nel settore agricolo in un'ottica di efficienza e valore aggiunto comunitario; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire risposte rapide, efficaci e proporzionate alle esigenze degli agricoltori in situazioni di crisi, consentendo loro di ottenere rapidamente il capitale di cui hanno bisogno per ripristinare le loro attività agricole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>sottolinea l'importante ruolo svolto dai meccanismi di intervento pubblico della PAC nella stabilizzazione dei mercati agricoli e nella protezione degli agricoltori dalle fluttuazioni dei prezzi; ricorda che le soglie di riferimento non sono state riviste da diversi anni e che dovrebbero essere riesaminate quanto prima al fine di tenere conto dell'evoluzione dei prezzi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>chiede un migliore coordinamento e una maggiore semplificazione tra tutti gli strumenti disponibili, incluso il Fondo di solidarietà, affinché gli agricoltori, nonché le comunità rurali e le autorità locali, colpiti da catastrofi naturali e climatiche abbiano accesso ad aiuti più rapidi e mirati; chiede, in considerazione dell'aumento dei danni causati da catastrofi naturali, la creazione di un meccanismo automatico per accelerare la creazione di strumenti specifici per l'attenuazione e la gestione dei rischi, che si basino su misure attive e passive e siano economicamente accessibili per gli agricoltori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>invita gli Stati membri a garantire l'attuazione tempestiva e corretta dei loro piani strategici nazionali in entrambi i pilastri, evitando in tal modo la restituzione dei fondi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>sottolinea che, sebbene l'agricoltura contribuisca attraverso la PAC ad altre politiche e strategie, ad esempio in materia di ambiente, energia, commercio, clima, biodiversità, salute e benessere degli animali, salute pubblica e sviluppo regionale, è importante e auspicabile che altre politiche continuino a contribuire alla sostenibilità dell'agricoltura e allo sviluppo rurale nonché alla fornitura di servizi che vanno oltre la produzione di alimenti e risorse biogeniche; sottolinea in particolare l'importanza dello sviluppo della bioenergia e della bioeconomia per sostenere la resilienza del settore agricolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>invita la Commissione ad attuare un meccanismo di verifica rurale a livello dell'UE in tutti i settori strategici e a includere la comunità del patto rurale, nonché il Comitato delle regioni, in tutte le attività connesse al quadro di sviluppo rurale; si rammarica del fatto che, sebbene la Commissione abbia incluso il meccanismo di verifica rurale nella sua visione per le zone rurali verso il 2040, in pratica esso sembra essere stato attuato solo in misura limitata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>ribadisce che l'UE vanta le norme più elevate a livello mondiale in materia di salute alimentare, benessere degli animali e protezione ambientale e sociale, che sono pietre angolari della competitività dei prodotti agricoli di alta qualità dell'UE e che vanno rispettate e protette; chiede pertanto che qualsiasi proposta legislativa in tali settori sia fondata su dati scientifici e preceduta da una valutazione d'impatto rigorosa e completa e sia concepita in modo da rafforzare la competitività e la sostenibilità delle aziende agricole dell'UE; ritiene che l'incentivazione e la compensazione degli agricoltori per i costi aggiuntivi da essi sostenuti siano essenziali per conseguire tale obiettivo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>sottolinea che il miglioramento del benessere degli animali non è solo un imperativo etico, ma anche un percorso verso sistemi di allevamento più resilienti e redditizi; sottolinea che gli animali più sani con livelli di stress più bassi richiedono generalmente meno interventi veterinari, hanno tassi di fertilità più elevati e offrono prestazioni migliori, il che porta a una maggiore efficienza economica; chiede che le misure della PAC continuino a sostenere gli investimenti e la formazione in materia di norme più rigorose in materia di benessere degli animali, in linea con le aspettative del mercato e le raccomandazioni scientifiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>invita la Commissione a presentare, nelle sue proposte legislative per la prossima PAC, una strategia ambiziosa e globale in materia di proteine, che dovrebbe includere misure e strumenti adeguati per promuovere una produzione proteica di alta qualità, comprese le colture di leguminose quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, determinati semi oleosi, leguminose e foraggere verdi e colture non leguminose, come i semi di girasole e di colza per alimenti e mangimi, con l'obiettivo di ridurre in modo significativo il deficit proteico dell'UE e garantire l'autonomia strategica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica dell'allevamento sostenibile per lo sviluppo rurale, la conservazione della biodiversità, la gestione del paesaggio e la sostenibilità ambientale, in particolare nelle zone svantaggiate e nei paesaggi ad alto valore naturalistico, e sottolinea la necessità di fornire al settore un adeguato sostegno finanziario per garantirne la sostenibilità; sottolinea che i prodotti di origine animale non hanno solo un valore nutrizionale, ma che la loro produzione svolge un ruolo cruciale nella conservazione dei paesaggi culturali tradizionali, la fertilità del suolo e lo stoccaggio del carbonio; invita la Commissione a creare un gruppo ad alto livello sull'allevamento che coinvolga tutte le parti interessate, al fine di sviluppare nuovi approcci per salvaguardare il futuro del settore e affrontare la progressiva perdita di bestiame nell'UE, favorendo il ricambio generazionale, promuovendo il benessere degli animali e l'economia circolare – compreso l'uso del digestato come prezioso biofertilizzante che contribuisce al riciclaggio dei nutrienti e alla salute del suolo – e massimizzando il contributo positivo dell'allevamento sostenibile alla conservazione e al ripristino della natura, alla biodiversità e alla salute e fertilità del suolo, nonché a promuovere gli investimenti per favorire la competitività del settore; ritiene che l'introduzione di un nuovo sistema di scambio di quote di emissione nel settore agricolo (ETS) creerebbe un'eccessiva complessità senza alcuna garanzia di efficacia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>richiama l'attenzione sui recenti focolai di malattie animali in diversi Stati membri; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare le misure di prevenzione ed eradicazione e ad aumentare gli stanziamenti di finanziamento della PAC destinati alla gestione del rischio e al miglioramento degli investimenti in materia di biosicurezza nelle aziende agricole; invita la Commissione a rafforzare le misure in materia di salute degli animali nel settore agricolo dell'UE coordinando la ricerca, l'acquisto e la fornitura di vaccini veterinari a livello dell'UE mediante un meccanismo di preparazione e accertamento precoce, nonché promuovendo lo sviluppo di tali vaccini nell'UE; chiede un adeguato finanziamento per tale meccanismo al di fuori della PAC; esorta gli Stati membri a sostenere le regioni e a collaborare con le stesse nell'elaborazione e nell'attuazione di piani di prevenzione, vaccinazione e mitigazione di tali malattie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>si rammarica che il finanziamento di misure volte a prevenire, controllare ed eradicare determinate malattie animali attraverso il programma per il mercato unico sia insufficiente per sostenere gli agricoltori e gli Stati membri rispetto a malattie come l'afta epizootica; sottolinea che, nell'UE, l'eventuale inadempienza in fatto di prevenzione o di controllo delle malattie degli animali in uno Stato membro può avere immediate ripercussioni sugli altri e richiede una risposta coordinata; chiede l'introduzione di norme rigorose in materia di sanità animale a livello dell'UE per salvaguardare l'allevamento, comprese disposizioni per la gestione delle popolazioni di animali selvatici che presentano rischi di infezione e per la vaccinazione mirata degli animali, ove necessario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>sottolinea che la resistenza antimicrobica rappresenta una grave minaccia per la salute umana e che la riduzione dell'uso di antibiotici nell'allevamento degli animali deve essere una priorità; prende atto dei finanziamenti per ridurre la sensibilità e la trasmissione delle malattie animali già disponibili nell'ambito della PAC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>ribadisce la necessità di sviluppare una strategia alimentare globale dell'UE basata sul metodo scientifico di sperimentazione, che integri l'agricoltura e l'allevamento, garantendo nel contempo un trattamento equo per tutti i settori agricoli; sostiene valutazioni ambientali basate su dati scientifici che tengano conto dell'intero ciclo di vita dei prodotti alimentari; sostiene la nutrizione basata su valutazioni scientifiche che confermino l'importanza degli alimenti di origine animale per la salute umana, in particolare per le popolazioni vulnerabili come i bambini, gli anziani e le donne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>invita gli Stati membri a promuovere e migliorare le condizioni di lavoro e sociali e le retribuzioni degli agricoltori o dei dipendenti agricoli e a garantire un'adeguata copertura e sostituzione dei lavoratori in caso di malattia o infortunio che provochino un'assenza temporanea; chiede inoltre che sia offerta una formazione e congedi annuali e congedi familiari per la cura dei familiari, al fine di garantire posti di lavoro di qualità e un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata per gli agricoltori e i lavoratori agricoli; sottolinea il ruolo dell'agricoltura nel contribuire in maniera determinante alla responsabilità sociale e a condizioni di lavoro dignitose nelle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>invita la Commissione ad aggiornare le dotazioni finanziarie del POSEI affinché si tenga conto, come minimo, dell'inflazione cumulata nel prossimo QFP, con adeguamenti annuali delle dotazioni, e si rammarica che il deflatore del 2 % applicato ai pagamenti diretti non sia stato preso in considerazione anche per il POSEI nell'attuale QFP; ritiene tuttavia che la Commissione debba andare oltre e proporre un aumento significativo del bilancio POSEI nel prossimo QFP per fornire un sostegno complementare alla produzione agricola, garantendo in tal modo l'autosufficienza alimentare nelle regioni ultraperiferiche; ritiene che ciò sia essenziale per il proseguimento dell'attività agricola nelle regioni ultraperiferiche, per sostenere gli investimenti e per garantire la coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione europea, nel pieno rispetto dell'articolo 349 TFUE, che riconosce la natura specifica di tali regioni e la necessità di adottare misure differenziate per far fronte ai loro vincoli permanenti; sostiene che l'aumento dei finanziamenti del POSEI dovrebbe tenere conto delle esigenze reali e specifiche dell'agricoltura in tali regioni, tra cui le variazioni dei costi di produzione, l'esposizione all'aumento di eventi meteorologici estremi e al cambiamento climatico, la frammentazione del territorio, la volatilità del mercato e la necessità di garantire la redditività economica delle aziende agricole e redditi equi per gli agricoltori; sottolinea, in tale contesto, l'importanza di creare un meccanismo specifico, vale a dire un programma POSEI trasporti, che contribuirà a mitigare i costi di trasporto aggiuntivi sostenuti per i prodotti all'interno delle regioni ultraperiferiche e trasportati da tali regioni nel mercato unico e per i fattori di produzione nelle regioni ultraperiferiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>osserva che il finanziamento dell'apicoltura nell'ambito del secondo pilastro dovrebbe essere più mirato e più efficace e che il nuovo quadro legislativo dovrebbe prevedere la modernizzazione e la semplificazione del programma di sostegno per gli apicoltori nell'ambito del primo pilastro, che tenga conto delle specificità e delle vulnerabilità del settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>sottolinea l'importanza dell'accesso alle infrastrutture fisiche e digitali con un servizio affidabile a banda larga ad alta velocità e dell'uso della tecnologia satellitare per il lavoro degli agricoltori e la qualità della vita nelle zone rurali e per superare l'isolamento sociale; insiste pertanto sull'importanza di realizzare una graduale digitalizzazione dell'agricoltura, che comporta un accesso costante a Internet, conoscenza digitale, innovazione, accesso e proprietà dati degli agricoltori, opportunità di istruzione e formazione, in modo da attrarre e trattenere le persone in tali aree, in particolare i giovani, offrendo loro la possibilità di rimanervi qualora lo desiderino; invita la Commissione e gli Stati membri a mettere a disposizione degli agricoltori e dei gestori forestali una formazione che consenta loro di acquisire competenze digitali che possano aiutarli a sfruttare al meglio i vantaggi della digitalizzazione e dell'agricoltura di precisione e a lavorare in modo più efficiente e sostenibile, tenendo presente che attualmente la comunicazione personale e verbale rimane essenziale per molti agricoltori; riconosce il ruolo cruciale delle organizzazioni di agricoltori nel guidare la trasformazione digitale dell'agricoltura;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a garantire il pieno allineamento tra il programma Europa digitale, le politiche di diffusione della banda larga e la PAC post-2027; afferma la necessità di dotare le zone rurali di servizi infrastrutturali digitali e di potenziare le competenze necessarie per il lavoro a distanza, l'agricoltura di precisione e l'imprenditorialità digitale; sottolinea che i servizi infrastrutturali digitali devono essere economicamente accessibili per i cittadini delle zone rurali; sottolinea che tali investimenti sono fondamentali per ridurre lo spopolamento rurale e migliorare l'attrattiva dell'agricoltura e della vita rurale per le generazioni più giovani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>chiede una maggiore consapevolezza dell'importanza della salute mentale degli agricoltori e dei lavoratori agricoli, dato l'elevato tasso di suicidi in questo settore; sottolinea che si tratta di un fenomeno allarmante causato, tra l'altro, da elevati livelli di stress, incertezza, oneri amministrativi gravosi, nonché dalla vulnerabilità, dall'isolamento sociale, dalla mancanza di vacanze, dal debito e dalle difficoltà economiche cui devono far fronte gli agricoltori; sottolinea inoltre che procedure di ispezione delle aziende agricole stressanti esercitano un'ulteriore pressione sugli agricoltori nella gestione delle loro aziende e invita gli Stati membri a sviluppare meccanismi per far fronte a tale situazione; esorta la Commissione e gli Stati membri a promuovere la cooperazione per sviluppare una strategia globale in materia di salute mentale per gli agricoltori e garantire che nella prossima PAC siano incluse misure di sostegno adeguate; sottolinea il valore di approcci su misura alle circostanze locali, utilizzando vari tipi di servizi di sostegno, comprese le reti di consulenza aziendale esistenti e altri gruppi di sostegno alle comunità rurali; ritiene necessario sviluppare programmi di sostegno psicologico e misure che favoriscano la semplificazione amministrativa e l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, al fine di migliorare la qualità della vita di agricoltori e proprietari terrieri; ribadisce la necessità che gli agricoltori ricevano prezzi equi per i loro prodotti di mercato e non destinabili alla vendita;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>sottolinea che oltre il 70 % dei consumatori nell'UE basa le proprie decisioni di acquisto sulle informazioni che figurano negli imballaggi e richiama l'attenzione sul rischio concreto che i consumatori siano indotti in errore; sollecita pertanto il consolidamento di un'etichettatura armonizzata a livello europeo che garantisca un sistema giusto ed equo, rafforzando la trasparenza sull'origine e la garanzia della qualità dei prodotti agroalimentari dell'UE; ritiene che sia necessario garantire la tracciabilità e la competitività nel mercato unico e a livello globale attraverso norme chiare per evitare distorsioni e pratiche ingannevoli al fine di proteggere l'integrità dei sistemi alimentari dell'UE, migliorarne la promozione e rafforzare l'informazione e la sensibilizzazione dei consumatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>raccomanda misure di protezione rafforzate per i prodotti regionali, compreso il rafforzamento dei regimi di denominazione di origine protetta, di indicazione geografica protetta e di specialità tradizionali garantite, attraverso procedure semplificate che proteggano dall'uso improprio e dalla contraffazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>chiede inoltre alla Commissione di porre fine ai sistemi di etichettatura frontale considerati semplicistici, come Nutriscore, a causa della mancanza di un ampio consenso scientifico e del rischio che i parametri vengano modificati dall'industria alimentare secondo i suoi interessi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>chiede la promozione dell'educazione nutrizionale nelle scuole e nelle mense scolastiche, al fine di aiutare i bambini a comprendere l'importanza di una dieta completa ed equilibrata fin dalla più tenera età, onde aiutare i bambini a comprendere l'origine degli alimenti; incoraggia lo sviluppo di abitudini alimentari sane e di menù scolastici che includano una varietà di vitamine, alimenti ricchi di fibre e nutrienti per contribuire a rafforzare il benessere fisico e mentale degli studenti; sottolinea inoltre la necessità di rispettare e promuovere la gastronomia nazionale, locale e stagionale quale prezioso patrimonio culturale, ben rappresentato nel modello della dieta mediterranea; esorta la Commissione a garantire che gli enti locali e regionali dispongano di risorse supplementari per i programmi destinati a tali attività e sottolinea la necessità che gli appalti pubblici siano guidati dalla qualità e non dal prezzo, e che promuovano, ove possibile, il consumo di prodotti biologici, locali e stagionali con indicazioni geografiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>sottolinea l'importanza del programma dell'UE per la distribuzione di latte, frutta e verdura ai bambini attraverso programmi scolastici quale strumento chiave per promuovere un'alimentazione sana, in particolare per i bambini provenienti da contesti vulnerabili per i quali i pasti scolastici possono essere una delle poche fonti di alimentazione equilibrata; si rammarica del fatto che alcuni Stati membri non utilizzino i fondi assegnati a tale programma, il che comporta un sottoutilizzo del bilancio disponibile; richiama l'attenzione sull'importanza di coinvolgere gli agricoltori e gli attori lungo tutta la catena del valore agroalimentare nella fornitura di istruzione alimentare e nella promozione di legami diretti tra produttori e scuole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>sottolinea l'importanza di mantenere finanziamenti adeguati per la produzione di olio d'oliva e di olive da tavola, in considerazione dei loro notevoli benefici in termini di salute e nutrizione per tutti gli europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per l'aumento dei progetti di produzione di "carne coltivata"; sottolinea la necessità di rivedere il quadro legislativo europeo applicabile all'autorizzazione di tali prodotti al fine di integrare in modo più completo le implicazioni economiche, sociali e ambientali, nonché le considerazioni etiche legate a tale tipo di innovazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>incoraggia i politici, le scuole, i media, gli agricoltori e le associazioni locali a cooperare per promuovere un'immagine positiva dell'agricoltura, aumentandone l'attrattiva per i giovani nonché a comunicare meglio il ruolo dell'agricoltore nella produzione alimentare sostenibile e nei servizi ambientali; chiede un ampio riconoscimento del lavoro essenziale svolto dagli agricoltori e dai lavoratori agricoli in materia di sicurezza alimentare e del loro impegno a favore di pratiche sostenibili, attraverso campagne volte a sensibilizzare i consumatori sulle scelte che compiono al momento dell'acquisto e a rafforzare il rapporto tra i consumatori e gli agricoltori dell'UE, promuovendo una migliore comprensione del modo in cui questi ultimi producono i prodotti agroalimentari che i consumatori acquistano; sottolinea la necessità di contrastare la disinformazione e i messaggi fuorvianti, errati e ingiustificati al fine di migliorare l'immagine negativa che una parte della società ha degli agricoltori; esorta gli Stati membri a includere tale riconoscimento nei loro programmi di studio al fine di rendere l'agricoltura un'attività economica attrattiva; deplora vivamente il fatto che gli agricoltori e i residenti delle zone rurali abbiano subito molti anni di riduzione delle priorità e di investimenti insufficienti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Semplificazione della PAC post-2027: verso una gestione più efficiente</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>sostiene, in futuro, l'obiettivo della Commissione per il periodo 2024-2029 di ridurre gli oneri amministrativi per gli agricoltori e semplificare la legislazione quale priorità strategica trasversale, al fine di agevolare l'accesso al sostegno della PAC e rendere l'attuazione sul campo più efficace; insiste sul fatto che ciò deve essere uno dei principi guida alla base di tutte le azioni volte a conseguire la sostenibilità sociale, ambientale ed economica dell'agricoltura dell'UE, senza compromettere i cinque obiettivi principali della PAC di cui all'articolo 39 TFUE; sottolinea che la semplificazione della PAC non dovrebbe compromettere un solido quadro normativo a livello dell'UE, in quanto esso è fondamentale per preservare il carattere comune della politica agricola e garantire il sostegno pubblico alle risorse finanziarie necessarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>sottolinea la necessità di una maggiore flessibilità e di una struttura di finanziamento più semplice per la nuova PAC a vantaggio dell'agricoltore in attività; sottolinea che la volatilità delle condizioni, l'aumento della regolamentazione e le crescenti aspettative della società causano frustrazione tra gli agricoltori e incidono sull'attrattiva della professione, in particolare tra i giovani agricoltori e quelli più vulnerabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>invita la Commissione, in sede di progettazione della futura architettura della PAC, a concentrarsi sulla fornitura di criteri più chiari, procedure digitalizzate, orientamenti standardizzati, la comunicazione tempestiva delle modifiche e un sostegno tecnico accessibile; sottolinea che la sovraregolamentazione aggiunge complessità per gli agricoltori e i beneficiari, riducendo l'efficacia e l'adozione di misure importanti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>chiede un migliore coordinamento tra la Commissione e le autorità nazionali e regionali per quanto riguarda la riduzione degli obblighi di documentazione e comunicazione; sottolinea la necessità di un impegno proattivo tra la Commissione, le autorità degli Stati membri, gli agricoltori e le organizzazioni agricole prima dell'elaborazione dei piani strategici nazionali della PAC; sottolinea la necessità di una maggiore flessibilità per gli Stati membri nell'ambito dei piani strategici della PAC, che consenta loro di adattare elementi specifici senza richiedere la previa approvazione della Commissione, ove necessario; chiede l'istituzione di un sistema centralizzato di comunicazione elettronica, uno "sportello unico della PAC", in modo che gli agricoltori possano presentare le domande, le relazioni e tutta la documentazione richiesta in un unico luogo, evitando un'amministrazione superflua e duplicata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>chiede un sistema realistico e basato su incentivi per gli agricoltori, che rifletta l'impegno in termini di tempo dimostrato dal beneficiario, piuttosto che un sistema basato esclusivamente sull'obbligo di conseguire obiettivi ambientali e sociali ambiziosi, tenendo debitamente conto delle specificità delle zone geografiche; ritiene che gli approcci basati sugli incentivi producano i migliori risultati in termini di miglioramento della sostenibilità dell'agricoltura nell'UE; sottolinea che all'atto del calcolo della remunerazione dovuta per i servizi prestati, è fondamentale che la metodologia vada al di là della visione limitata "dei costi sostenuti e della perdita di reddito" da parte dell'agricoltore, dato che le perdite socioeconomiche per l'intera comunità possono essere notevolmente superiori rispetto alla perdita dell'attività economica a monte e a valle in ambito locale; ritiene che i finanziamenti per tali pagamenti dovrebbero provenire dalla PAC o da fondi nazionali, in modo che i finanziamenti pubblici possano realmente incentivare l'innovazione verde e la transizione verde; invita la Commissione a esplorare ulteriori fonti di finanziamento al di là della PAC per sostenere gli agricoltori nello sviluppo di modelli imprenditoriali sostenibili e adattati a livello locale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>sottolinea che l'attuazione dei requisiti per buone condizioni agricole e ambientali deve tenere conto dell'uso del suolo e delle pratiche agricole esistenti; sottolinea che gli agricoltori attivi devono conservare il diritto di continuare le loro attuali attività agricole, comprese le necessarie operazioni di manutenzione, senza dover affrontare ulteriori restrizioni amministrative o operative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>sottolinea la necessità di continuare a valutare i requisiti di condizionalità della PAC al fine di alleggerire gli oneri amministrativi, gli ostacoli o le barriere economiche, ridurre i costi ed evitare requisiti di attuazione eccessivi per gli agricoltori; insiste sulla necessità degli agricoltori di flessibilità e semplicità, continuando nel contempo a promuovere pratiche agricole responsabili, attraverso incentivi, il mantenimento di condizioni di parità e il sostegno pubblico alla politica, in un approccio che generi un maggiore valore aggiunto e maggiori investimenti nell'innovazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>esorta la Commissione a incoraggiare gli agricoltori ad assumersi la responsabilità, consentendo un certo grado di tolleranza e garantendo che le sanzioni siano eque e proporzionate, in particolare per quanto riguarda i requisiti di condizionalità, nonché i regimi ecologici volontari e le misure agroambientali e climatiche; sottolinea la necessità che tutti i nuovi requisiti legislativi nell'ambito della PAC post-2027 siano accompagnati da periodi di transizione e semplificazioni amministrative sufficienti a garantire la certezza del diritto e della pianificazione per gli agricoltori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>sottolinea che il regolamento OCM<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/1308/oj<STRING UNDERLINE="on">)</STRING>.</FIELD></FOOTNOTE> deve essere semplificato, accelerando in tal modo le procedure per la concessione di aiuti eccezionali agli agricoltori; sottolinea l'importanza di promuovere e rafforzare il ruolo cruciale svolto dalle cooperative, dalle OP, dalle AOP, dalle organizzazioni di produttori ortofrutticoli, dalle organizzazioni interprofessionali e da altri soggetti che contribuiscono alla catena del valore agroalimentare, compreso il settore biologico, e di rendere la catena del valore agroalimentare più equilibrata, garantendo in tal modo una migliore remunerazione degli agricoltori; esorta la Commissione a esaminare in che modo la loro cooperazione possa essere ulteriormente incoraggiata e sostenuta attraverso il regolamento OCM;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>invita la Commissione a eseguire una revisione completa degli strumenti, inclusi gli osservatori dei mercati, volti a migliorare la resilienza contro la volatilità del mercato e il crollo dei prezzi di mercato; insiste sulla necessità di aggiornare e rafforzare gli attuali strumenti di gestione del rischio e di rafforzare la cooperazione tra le cooperative, le OP e le AOP al fine di rafforzare il loro ruolo nella gestione degli strumenti economici e di gestione del rischio; insiste sulla necessità di agevolare ulteriormente l'applicazione delle esenzioni dalle norme in materia di concorrenza per gli agricoltori al fine di affrontare e superare le crisi di mercato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>esorta la Commissione a fornire reti di sicurezza efficienti nel regolamento OCM, compresa una revisione degli attuali prezzi degli interventi pubblici e delle soglie di riferimento per tenere adeguatamente conto delle attuali condizioni e realtà economiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>accoglie con favore il nuovo pacchetto della Commissione per il settore vitivinicolo e invita la Commissione a stanziare ulteriori risorse finanziarie per l'attuazione delle misure proposte e per un rilancio sostenibile a lungo termine del settore vitivinicolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>ricorda inoltre che il regolamento OCM dovrebbe rispondere alla domanda dei produttori e dei consumatori per quanto riguarda le denominazioni di vendita di determinati prodotti agricoli, come quelle relative alla carne, che devono essere protette dal rischio di un uso ingannevole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>chiede di garantire che qualsiasi proposta legislativa che riguardi l'agricoltura sia preceduta, salvo circostanze eccezionali, da una valutazione d'impatto cumulativo dettagliata, completa e basata su dati concreti, con particolare attenzione agli aspetti economici, ambientali e sociali, al fine di fornire certezza giuridica agli agricoltori; sostiene la valutazione dell'impatto economico delle misure politiche proposte a livello di azienda agricola e dei mezzi finanziari necessari per la loro attuazione, nonché il monitoraggio continuo delle misure; sottolinea che il continuo incremento degli oneri normativi imposti al settore ha causato frustrazione tra gli agricoltori e ha comportato notevoli costi aggiuntivi a livello di azienda agricola ed è uno dei fattori che compromettono l'attrattiva esercitata dalla professione nei confronti di nuovi agricoltori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>sottolinea l'importanza di riconoscere la peculiarità dell'agricoltura europea, incluse l'orticoltura in serra e le colture permanenti, nell'elaborazione delle misure di sostegno, dei requisiti normativi e delle strategie di innovazione; chiede l'introduzione e l'adeguamento dei regolamenti dell'UE specificamente elaborati per affrontare le sfide e le opportunità dell'agricoltura in serra, urbana e verticale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>sottolinea la necessità di una transizione verso sistemi digitali integrati e interoperabili per assicurare il monitoraggio della PAC; sottolinea, in tale contesto, l'importanza di promuovere la raccolta di dati e informazioni in un quadro legislativo unico che si avvalga, in particolare, di immagini satellitari per sviluppare sistemi integrati di gestione e controllo; evidenzia che tali sistemi dovrebbero mirare a limitare, ove possibile, le ispezioni in presenza o fisiche in loco e a ridurre al minimo gli oneri amministrativi e i costi per gli agricoltori; insiste sulla necessità di garantire pienamente la protezione e la titolarità dei dati degli agricoltori; ricorda tuttavia che, in considerazione dei limiti esistenti nell'uso della tecnologia satellitare, in particolare per quanto riguarda gli appezzamenti piccoli e stretti, il mantenimento di altri sistemi continua a essere nel frattempo necessario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>invita gli Stati membri ad attuare l'approccio dell'audit unico al fine di ridurre al minimo il tempo perso dagli agricoltori per i controlli associati; incoraggia la Commissione a modernizzare il sistema integrato di gestione e controllo delle immagini satellitari, come Copernicus o Galileo, allo scopo di integrare tecnologie nuove ed esistenti e ottenere una maggiore precisione, affidabilità e semplificazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>è favorevole a concedere agli Stati membri una maggiore flessibilità per sostenere gli investimenti in innovazioni e tecnologie chiave, quali l'uso di satelliti, l'Internet delle cose e tecnologie analoghe per l'acquisizione di dati operativi; ritiene che ciò permetterà di garantire la trasparenza e il rispetto delle norme senza imporre costi aggiuntivi agli agricoltori, agevolando la transizione verso un sistema fondato sulla fiducia in cui gli agricoltori affidabili possano autocertificare la propria conformità, integrato da audit mirati e basati sul rischio piuttosto che da ispezioni di routine su vasta scala;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>sottolinea la necessità di concepire strategie di innovazione e transizioni digitali in modo partecipativo e accessibile a tutte le aziende agricole, garantendo che il progresso tecnologico contribuisca alla coesione rurale, alla partecipazione democratica e allo sviluppo sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>reputa essenziale concedere agli Stati membri che riconoscono alle regioni un ruolo statutario nella gestione della PAC la possibilità di ripristinare gli strumenti di gestione a livello regionale nell'ambito delle misure di sviluppo rurale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">L'acqua e l'economia circolare come base della PAC post-2027</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>esorta la Commissione a integrare un approccio strategico e olistico alle risorse idriche nella PAC post-2027 e ad accrescere le sue sinergie con altri fondi dell'UE, quali il Fondo europeo di sviluppo regionale, al fine di consolidare il legame tra acqua e produzione alimentare, fattore fondamentale per il rafforzamento della sicurezza alimentare e lo sviluppo delle zone rurali; chiede inoltre maggiori investimenti nel miglioramento della resilienza idrica attraverso la modernizzazione e lo sviluppo di infrastrutture di ritenzione, distribuzione, stoccaggio e regolazione sostenibile dell'acqua, oltre che di soluzioni basate sulla natura, fondamentali per conseguire una maggiore efficienza e competitività del settore agricolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>invita la Commissione a garantire l'accesso all'acqua per un'irrigazione sostenibile; sottolinea la necessità di promuovere gli investimenti nella depurazione e nel trattamento delle acque reflue, nonché l'uso di fonti idriche non convenzionali, come l'acqua affinata e desalinizzata per il settore agricolo, indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda agricola, a prezzi competitivi, tenendo in considerazione il fatto che le interconnessioni di trasporto dell'acqua sono altrettanto importanti per il trasporto di tali risorse; invita la Commissione a tenere conto sia delle differenze e delle difficoltà significative esistenti negli Stati membri sia delle buone pratiche messe in atto da ciascuno di questi ultimi per la salvaguardia della produzione agricola; invita la Commissione a investire in programmi di formazione per gli agricoltori incentrati sull'efficienza nell'uso dell'acqua;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>invita la Commissione a dare priorità alla promozione delle tecnologie innovative e dell'irrigazione intelligente e alla digitalizzazione delle infrastrutture, al fine di ottimizzare l'uso dell'acqua e ridurre l'impronta idrica, in particolare nelle regioni soggette a siccità e desertificazione, garantendo nel contempo una produzione stabile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>richiama l'attenzione sul fatto che molti sistemi di irrigazione sono obsoleti e inefficienti – condizione che è causa di considerevoli perdite di acqua – e che, pertanto, necessitano di essere sostituiti o modernizzati; invita di conseguenza la Commissione a inserire tra le sue priorità incentivi finanziari finalizzati a tale modernizzazione e si dichiara favorevole alla loro inclusione come investimenti ammissibili nei piani strategici della PAC e nei pertinenti strumenti di coesione dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>sottolinea la complessità dell'utilizzo dei fondi della PAC, e in particolare dei fondi del secondo pilastro, per il finanziamento di infrastrutture di irrigazione e chiede pertanto una revisione della progettazione di tali infrastrutture e dei relativi meccanismi di finanziamento, al fine di migliorare la disponibilità delle risorse idriche e il loro uso da parte degli agricoltori, tenendo conto dei costi effettivi e del valore aggiunto dei servizi che forniscono a livello ambientale e paesaggistico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>chiede un sostegno mirato ed efficace a favore degli agricoltori e silvicoltori dell'UE, al fine di stimolare l'economia circolare e di integrarli nella bioeconomia emergente, attraverso incentivi per il recupero delle biomasse, dei rifiuti agricoli e dei coprodotti, il che permetterebbe anche di promuovere l'autonomia energetica delle aziende agricole e di ridurre la loro dipendenza da fattori di produzione esterni; sottolinea che occorre ottimizzare l'uso delle materie prime e dei prodotti secondari che generano sottoprodotti, quali il digestato, e delle nuove fonti energetiche, compresi il biogas sostenibile e i biocarburanti sostenibili, tenendo sempre presente la necessità di dare priorità alla produzione alimentare; evidenzia che tali misure, che non devono comportare un aumento degli oneri amministrativi a livello delle aziende agricole, contribuiranno a rafforzare l'autonomia energetica dell'UE, a fornire fonti di reddito supplementari agli agricoltori e a creare nuove opportunità di lavoro; incoraggia la Commissione, in tale contesto, ad attribuire a tali aspetti la dovuta importanza nella prossima strategia per la bioeconomia prevista per il 2025;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>insiste sulla necessità di un approccio olistico alla decarbonizzazione dell'agricoltura e chiede misure di incoraggiamento e incentivi adeguati, anche per favorire il recupero delle biomasse e per premiare le pratiche di sequestro del carbonio nel suolo, nonché finanziamenti sufficienti perché gli agricoltori possano adottare soluzioni e pratiche che riducano l'impronta di carbonio delle colture mantenendo nel contempo la loro competitività, in modo che l'onere di tale decarbonizzazione e di tale lavoro non ricada esclusivamente su di loro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>89.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri a incentivare e rafforzare l'integrazione dell'agricoltura e delle energie rinnovabili, riconoscendo il potenziale offerto da tale sinergia nel promuovere pratiche agricole sostenibili, nell'accrescere la resilienza locale ai cambiamenti climatici e nel potenziare l'economia circolare; sottolinea che l'agricoltura può svolgere un ruolo fondamentale nell'ambito del patto per l'industria pulita e della transizione energetica attraverso la produzione di energia rinnovabile nel settore; invita la Commissione a chiarire le disposizioni della politica agricola comune, al fine di garantire un migliore allineamento e una maggiore compatibilità delle fonti energetiche rinnovabili e sostenibili, come l'agrisolare e il biogas, con le attività agricole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>90.</NO.P>raccomanda una revisione della direttiva sui nitrati, al fine di allinearla ai dati scientifici più recenti e alle migliori pratiche agricole, continuando nel contempo a proteggere la qualità delle acque; invita la Commissione, a tale proposito, a collaborare con gli Stati membri per giungere alla rapida adozione di una proposta basata su dati scientifici che consenta l'uso di fertilizzanti RENURE a condizioni chiaramente definite, così che gli agricoltori possano ridurre la loro dipendenza dai fertilizzanti sintetici e accelerare la transizione verso sistemi di gestione dei nutrienti più circolari e sostenibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>91.</NO.P>chiede l'agevolazione dello scambio strutturato di conoscenze e della cooperazione tra sistemi di produzione comparabili in tutti gli Stati membri, al fine di sostenere l'apprendimento reciproco, rispondere alle sfide specifiche a livello regionale, come quelle affrontate dalle zone di produzione intensiva, e accelerare transizioni sostenibili adeguate alle realtà particolari di ciascun settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>92.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare gli strumenti di gestione del rischio nella PAC post-2027, incrementando il sostegno finanziario alle assicurazioni agricole, ai fondi comuni di investimento e allo strumento di stabilizzazione del reddito; insiste sulla necessità di rendere le assicurazioni più accessibili e finanziariamente sostenibili per gli agricoltori; evidenzia la necessità di introdurre a livello dell'UE un meccanismo volto a rafforzare i regimi nazionali di assicurazione agricola, che si attivi automaticamente e permetta di far fronte alle situazioni meteorologiche estreme e imprevedibili e alle crisi sanitarie e di mercato; sottolinea che tali misure dovrebbero integrare gli strumenti di gestione del mercato esistenti e non dovrebbero compromettere i regimi nazionali in vigore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>93.</NO.P>invita la Commissione a rafforzare le misure di gestione dei rischi, compresi i regimi di assicurazione e riassicurazione e altri fondi complementari da utilizzare in caso di soglie dei danni più elevate, sia per le misure preventive che per il risarcimento degli agricoltori a fronte di calamità naturali, epizoozie e fitopatie; ritiene necessario, in tale contesto, includere investimenti nella prevenzione, nei sistemi di allarme rapido e nello sviluppo di nuove infrastrutture di resilienza che consentano al settore di anticipare i crescenti rischi legati al clima e di riprendersi dagli stessi; sottolinea la necessità che gli Stati membri facciano un uso maggiore degli strumenti di gestione del rischio al momento scarsamente utilizzati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>94.</NO.P>evidenzia la necessità di riformare la riserva agricola e di aumentare la relativa capacità finanziaria per poter far fronte a perturbazioni del mercato impreviste e a eventi climatici quali siccità e inondazioni; sottolinea, tuttavia, che la riserva agricola non può essere l'unico strumento e ribadisce l'importanza di sviluppare una più ampia gamma di strumenti di gestione del rischio e di risposta rapida, tra cui regimi di assicurazione agricola più efficaci, fondi di mutualizzazione, fondi di emergenza per il clima e un sostegno di liquidità straordinario a favore del settore agricolo dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>95.</NO.P>richiama l'attenzione sulla mancanza di metodologie coerenti e di facile utilizzo per il calcolo delle emissioni dei singoli settori agricoli; si oppone pertanto fermamente a tutti i tentativi di includere l'agricoltura nell'ETS o in qualsiasi regime di tassazione verde;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>96.</NO.P>sottolinea che tutte le regioni dell'UE risentono delle conseguenze dei cambiamenti climatici; evidenzia, tuttavia, che le regioni meridionali sono più vulnerabili, in quanto esposte a desertificazione, siccità, salinizzazione delle falde acquifere e incendi boschivi, oltre che a piogge e inondazioni persistenti, che causano la comparsa di nuovi parassiti e malattie, tutti fattori che rappresentano una minaccia per il settore agricolo; sottolinea pertanto che gli agricoltori di tutta l'UE necessitano di misure e strumenti di sostegno specifici che consentano loro di intensificare gli sforzi finalizzati all'adattamento delle loro attività ai cambiamenti climatici e alla prevenzione e alla mitigazione degli effetti negativi; richiama l'attenzione sull'importanza di fornire un sostegno globale alle comunità rurali e alle autorità locali nel conseguimento di tali obiettivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>97.</NO.P>chiede che sia fornito un sostegno costante alle tecniche agricole innovative, comprese quelle utilizzate nell'agricoltura biologica e altre pratiche agroecologiche impiegate sia nei sistemi biologici che, in misura crescente, in quelli convenzionali, al fine di ridurre in modo significativo l'uso di fattori di produzione e le dipendenze esterne nell'agricoltura, nonché di rafforzare l'autonomia e la sovranità alimentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>98.</NO.P>insiste sul fatto che il futuro sviluppo del settore biologico dell'UE debba essere orientato al mercato e chiede che la nuova PAC continui a fornire incentivi agli agricoltori e ai nuovi operatori perché si dedichino all'agricoltura biologica; invita la Commissione a esaminare nuove modalità per far fronte alle crisi nel mercato biologico; ricorda la necessità di promuovere il consumo di prodotti biologici anche mediante gli appalti pubblici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>99.</NO.P>incoraggia a ridurre al minimo gli sprechi e le perdite alimentari lungo tutta la filiera agroalimentare, il che include anche i produttori primari, al fine di garantire un uso efficiente, innovativo e sostenibile di tutte le risorse; invita la Commissione ad adottare misure a tutti i livelli per prevenire le perdite e promuovere la trasformazione delle eccedenze in prodotti a valore aggiunto; insiste sulla necessità di attribuire maggiore valore agli alimenti prodotti dagli agricoltori e ai considerevoli sforzi profusi per ottenerli; incoraggia la Commissione, a tale proposito, a promuovere soluzioni, quali la revisione dei termini minimi di conservazione e l'uso di conservanti naturali a base biologica, volte a prolungare la durata di conservazione dei prodotti alimentari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>100.</NO.P>invita la Commissione a sviluppare una strategia globale di recupero dei nutrienti lungo tutta la filiera agroalimentare, che preveda un sostegno specifico all'innovazione nella separazione, nel trattamento e nel riutilizzo dei nutrienti provenienti dai flussi di rifiuti derivanti dalla trasformazione, della vendita al dettaglio e dalla consumazione degli alimenti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Un settore attrattivo per le nuove generazioni</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>101.</NO.P>sottolinea che garantire sia il ricambio generazionale che l'imprenditorialità femminile è essenziale per preservare il futuro dell'agricoltura dell'UE e la struttura socioeconomica delle zone rurali; riconosce gli sforzi compiuti nell'ambito delle misure della PAC per promuovere il ricambio generazionale, in particolare nelle zone rurali più periferiche, e insiste sulla necessità di rafforzarli; sottolinea, tuttavia, che la PAC non può essere l'unico strumento che miri ad avvicinare i giovani e le donne all'agricoltura, ma deve essere affiancata da strategie nazionali che comprendano fonti di finanziamento private, tra cui le banche, accordi e partenariati di cooperazione nell'ambito dell'agricoltura, nonché strumenti finanziari con requisiti di cofinanziamento ridotti o nulli; insiste sul fatto che l'obiettivo fondamentale di garantire il ricambio generazionale nell'agricoltura dell'UE deve essere accompagnato da misure strutturali, in particolare per quanto riguarda l'innovazione, la digitalizzazione, la connettività digitale e l'accesso alla terra; attende con interesse, a tale proposito, la pubblicazione della strategia della Commissione sul ricambio generazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>102.</NO.P>invita gli Stati membri a sviluppare strategie coerenti, sostenibili e prevedibili per aumentare l'attrattiva del lavoro nel settore agricolo e ad assicurarsi che siano compatibili con le politiche europee e regionali, e in particolare con i loro piani strategici nazionali; insiste sulla necessità di aumentare e mobilitare le risorse finanziarie della PAC a favore del ricambio generazionale, che comprendono attualmente il pagamento supplementare nell'ambito del primo pilastro e il sostegno agli investimenti e gli aiuti all'insediamento disponibili nell'ambito del secondo pilastro, nonché di creare nuovi strumenti finanziari al di fuori della PAC; sottolinea che tali strumenti dovrebbero comprendere maggiori esenzioni e incentivi fiscali, prestiti a tasso agevolato, sistemi di garanzia del credito agricolo, sovvenzioni per gli strumenti agricoli di precisione e servizi di formazione, anche sui modelli imprenditoriali sostenibili, volti a migliorare la redditività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>103.</NO.P>sottolinea l'importanza di fornire servizi di consulenza diversificati, mirati e indipendenti a sostegno dei giovani agricoltori e dei nuovi operatori, sia prima del loro insediamento che negli anni successivi, in particolare per quanto riguarda le competenze trasversali, digitali e in materia di commercializzazione diretta, la contabilità, gli aspetti giuridici, la diversificazione delle attività, l'agricoltura sostenibile e la comunicazione; promuove un ricorso generalizzato agli incubatori di imprese agricole che permettono ai futuri agricoltori di beneficiare delle conoscenze di agricoltori con diversi anni di esperienza in un ambiente strutturato prima di rilevare un'azienda agricola autonoma; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la creazione di centri nazionali di formazione per i giovani agricoltori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>104.</NO.P>chiede alla Commissione di valutare se l'estensione dell'ammissibilità al sostegno per i giovani agricoltori fino all'età di 45 anni incoraggerebbe un maggior numero di persone a dedicarsi all'agricoltura, anche attraverso una riqualificazione professionale; invita inoltre la Commissione a riconsiderare anche altri aspetti dei criteri di ammissibilità che potrebbero essere troppo restrittivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>105.</NO.P>accoglie con favore l'accordo di cooperazione con il gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI), che considera un modello promettente in grado di promuovere la creazione di strumenti finanziari per diversi aspetti della PAC, tra cui il sostegno ai giovani agricoltori e alle agricoltrici, così come le politiche relative alle acque, al mercato e alla resilienza ai cambiamenti climatici in tutti gli Stati membri; ritiene che il ruolo della BEI dovrebbe essere incentrato principalmente sulla fornitura di fondi a basso costo per il finanziamento complementare di elementi di capitale e progetti infrastrutturali a cui gli agricoltori possono prendere parte nell'ambito di un programma di modernizzazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>106.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a definire meccanismi che facilitino la transizione verso una pensione dignitosa e pianificata; chiede, in particolare, l'introduzione di regimi di prepensionamento per gli agricoltori, finanziati mediante fondi distinti; chiede un ampliamento dei servizi che mettono in contatto agricoltori in via di pensionamento con giovani o nuovi aspiranti agricoltori, prevedendo, tra l'altro, sostegno logistico e consulenza legale, al fine di consentire il trasferimento delle aziende agricole a condizioni reciprocamente vantaggiose e garantire la continuità delle conoscenze e dell'attività agricola;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>107.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a occuparsi, nell'ambito delle loro strategie a favore del ricambio generazionale, degli ostacoli specifici che devono affrontare le donne, in particolare quelle giovani, che desiderano entrare nel settore agricolo, prendendo in considerazione anche questioni non direttamente connesse all'agricoltura, come l'adeguatezza dei servizi sanitari e sociali; riconosce gli sforzi profusi attraverso le misure della PAC a favore delle donne nell'agricoltura, ma sottolinea la necessità di un sostegno più consistente e mirato, in particolare nelle zone rurali periferiche, che preveda l'accesso a prestiti, a formazioni o a un'assistenza finanziaria, al fine di garantire un'effettiva partecipazione e pari opportunità; esorta gli Stati membri a creare condizioni adeguate per il coinvolgimento attivo delle donne nelle organizzazioni rappresentative del settore agroalimentare e negli organi di amministrazione di imprese agricole e di associazioni femminili rurali; si compiace, a tal proposito, della prossima creazione della piattaforma per agricoltrici, che si propone come spazio di discussione e scambio di buone pratiche finalizzato a rafforzare la partecipazione e le pari opportunità nel settore agroalimentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>108.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri ad affrontare con urgenza il problema della perdita di terreni agricoli e della loro concentrazione, e in special modo la mancanza di trasparenza in tale mercato; sottolinea che la locazione di terreni in condizioni di sicurezza giuridica è una valida alternativa a breve termine per facilitare l'accesso alla terra, in quanto richiede meno risorse per l'insediamento e favorisce il ricambio generazionale; evidenzia l'importanza ricoperta dai servizi di intermediazione fondiaria che usufruiscono di contributi pubblici e da una pianificazione strutturata dell'avvicendamento, in particolare per un trasferimento dei terreni che offra la possibilità di un prepensionamento e permetta di garantire la continuità della gestione delle aziende agricole; invita gli Stati membri ad adottare politiche volte a promuovere la locazione di terreni stabile e a lungo termine, così da garantire sicurezza fondiaria e tempo per investire, in particolare per i giovani e nuovi agricoltori e per le agricoltrici, soluzione che potrebbe anche contribuire a migliorare la salute del suolo, le prestazioni ambientali e la resilienza ai cambiamenti climatici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>109.</NO.P>accoglie con favore l'intenzione della Commissione di istituire un osservatorio dell'UE sui terreni agricoli, che avrebbe l'obiettivo di migliorare la trasparenza del mercato dei terreni agricoli nell'UE e facilitare l'armonizzazione dei dati in materia e l'accesso alla terra, oltre che di favorire la cooperazione e lo scambio delle migliori pratiche tra gli Stati membri e fornire raccomandazioni per consentire l'elaborazione di politiche dell'UE più consapevoli;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>110.</NO.P>sottolinea che la conservazione della diversità dei paesaggi culturali dell'UE non solo riveste importanza dal punto di vista ecologico e turistico, ma costituisce anche un caposaldo dell'identità regionale e della resilienza rurale a lungo termine; chiede pertanto il loro riconoscimento esplicito e l'integrazione della loro preservazione come obiettivo strategico nell'ambito della PAC post-2027;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>111.</NO.P>incoraggia gli approcci volti al ripristino della natura che prevedano la collaborazione con agricoltori e proprietari terrieri, garantendo il pieno rispetto dei diritti di proprietà;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>112.</NO.P>incoraggia la Commissione a valutare in che modo la PAC potrebbe sostenere nuovi modelli imprenditoriali per gli agricoltori, al fine di rendere l'agricoltura europea ancora più sostenibile e competitiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>113.</NO.P>invita la Commissione a incentivare la costituzione di partenariati per lo scambio di migliori pratiche e idee innovative tra gli Stati membri, in collaborazione con le autorità locali, le università, i centri di ricerca e le aziende agricole; sottolinea che tale cooperazione dovrebbe concentrarsi sulla semplificazione, l'accessibilità, il miglioramento della sostenibilità e la risposta alle sfide specifiche di ogni regione e settore e dovrebbe essere accompagnata da una formazione adeguata, che permetta di evitare distorsioni e approcci divergenti che potrebbero penalizzare gli agricoltori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>114.</NO.P>incoraggia la promozione di programmi di sostegno e visibilità che mettano in luce lo stile di vita arricchente e appagante che il settore agricolo può offrire, evidenziando il valore e l'impegno degli agricoltori nei confronti della natura e della sicurezza alimentare, nonché le qualità stesse del lavoro dei professionisti di tale settore e i suoi valori intrinseci; richiama l'attenzione sull'importanza della coerenza delle politiche nel tempo, essenziale per consentire la realizzazione di chiari obiettivi a lungo termine per il settore agricolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>115.</NO.P>sottolinea l'importanza di una politica di promozione dell'UE forte e ben finanziata, che comprenda, tra l'altro, un aumento della dotazione di bilancio destinata alla PAC, al fine di far conoscere meglio la qualità dei prodotti agricoli e alimentari dell'UE sia all'interno dell'Unione che a livello mondiale, e sottolinea che ciò è ancora più importante in periodi di incertezza economica;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">L'innovazione a sostegno del progresso dell'agricoltura</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>116.</NO.P>chiede un ambizioso pacchetto di investimenti a sostegno dell'innovazione, della tecnologia e della ricerca applicata, adattato alle esigenze degli agricoltori e finanziato attraverso la PAC, Orizzonte Europa, il programma Europa digitale e altri meccanismi di sostegno, che svolgerà un ruolo fondamentale nella promozione di un settore agricolo più sostenibile e adeguato; sottolinea che il programma Orizzonte Europa dovrebbe includere un pilastro specifico dedicato all'agricoltura, incentrato sulla promozione della ricerca, dell'innovazione e del trasferimento di conoscenze nel settore agroalimentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>117.</NO.P>insiste sulla necessità di garantire che le soluzioni innovative e digitali possano essere utilizzate in tutti i tipi di aziende agricole e territori dell'UE grazie a un accesso equo e che promuovano l'agricoltura sostenibile, facilitino la gestione della diversità e della complessità degli agroecosistemi, contribuiscano alle strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento agli stessi, migliorino i redditi degli agricoltori, riducano il carico di lavoro amministrativo sia per gli agricoltori che per le amministrazioni, anticipino le future condizioni di produzione e soddisfino le aspettative dei consumatori e della società; sottolinea che l'uso delle nuove tecnologie dovrebbe essere favorito da un quadro giuridico adeguato che consenta di liberare il loro pieno potenziale ed essere soggetto a solide valutazioni dei rischi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>118.</NO.P>chiede maggiori finanziamenti a sostegno della ricerca applicata volta a trovare alternative sostenibili ed efficaci ai prodotti fitosanitari convenzionali e invoca una revisione delle attuali procedure di approvazione; evidenzia la necessità di evitare qualsiasi ulteriore ritiro dal mercato di prodotti fitosanitari che rispettano i limiti legali di sicurezza stabiliti fintanto che non sono disponibili alternative, al fine di garantire che la produzione agricola possa essere mantenuta in modo sicuro e sostenibile; mette in evidenza il potenziale dei biostimolanti nel migliorare la produttività delle piante;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>119.</NO.P>sottolinea l'importanza di riconoscere e rafforzare il ruolo del modello AKIS quale strumento strategico e trasversale della PAC post-2027, in grado di garantire l'efficace diffusione delle conoscenze e delle innovazioni tra gli agricoltori; ritiene che un modello AKIS efficiente e coordinato sia fondamentale per conseguire i principali obiettivi della PAC in termini di competitività, produzione alimentare sostenibile, resilienza ai cambiamenti climatici e transizione digitale e reputa che debba essere pienamente integrato nei piani strategici nazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>120.</NO.P>riconosce l'importanza del PEI-AGRI, che ha contribuito al progresso dell'innovazione nel settore agroalimentare e forestale attraverso la creazione di gruppi operativi e l'attuazione di progetti innovativi volti a sviluppare soluzioni all'avanguardia, attraverso migliori pratiche, che rafforzano la sostenibilità, la resilienza e la competitività del settore agroalimentare; invita la Commissione a rafforzare il sostegno a tale iniziativa nel quadro della PAC post-2027;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>121.</NO.P>sottolinea la necessità di elaborare, nell'ambito dello sviluppo rurale, una misura specifica basata sui principi dell'agricoltura sostenibile integrata, per assicurare un maggiore ricorso alla difesa integrata, compresi il biocontrollo, i droni e l'endoterapia, e ottimizzare l'applicazione dei prodotti fitosanitari, sempre rispettando i limiti legali e di sicurezza stabiliti e garantendo agli agricoltori un risarcimento per le eventuali perdite finanziarie subite; insiste sull'importanza di rendere l'agricoltura integrata un sistema comunemente riconosciuto nell'UE e di compiere ulteriori progressi nell'istituzione e nella promozione di pratiche agricole sostenibili e biologiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>122.</NO.P>sottolinea l'importanza di mobilitare finanziamenti privati nell'ambito della PAC, al fine di accrescere gli investimenti nell'agricoltura e nello sviluppo rurale mettendo a disposizione maggiori risorse a lungo termine per le organizzazioni di agricoltori, in particolare per le piccole e medie imprese e per le imprese a conduzione familiare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>123.</NO.P>osserva che, secondo uno studio del Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS) del 2025<FOOTNOTE><FIELD> Studio dal titolo "Animal welfare during transport: Update on the implementation of Council Regulation (EC) No 1/2005" (Benessere degli animali durante il trasporto: aggiornamento sull'attuazione del regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio", EPRS, unità Valutazione ex post, marzo 2025, https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2025/765766/EPRS_STU (2025) 765766_EN.pdf.</FIELD></FOOTNOTE>, un numero limitato di grandi macelli è concentrato in determinate regioni; sottolinea pertanto la necessità di sostenere, attraverso i fondi della PAC, la creazione e lo sviluppo di macelli nell'ottica di stimolare l'economia locale, generare posti di lavoro e rafforzare le filiere corte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>124.</NO.P>chiede la rapida approvazione e applicazione di nuove tecniche di selezione, come il sistema CRISPR-Cas, sia nelle piccole che nelle grandi imprese, al fine di promuovere lo sviluppo di colture più resilienti, efficienti sotto il profilo delle risorse e sostenibili dal punto di vista ambientale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>125.</NO.P>chiede misure che garantiscano che gli agricoltori conservino la piena titolarità e il pieno controllo dei loro dati, salvaguardando in tal modo i loro diritti e promuovendo la trasparenza nell'utilizzo e nella condivisione dei dati agricoli nel contesto dell'evoluzione delle innovazioni digitali e basate sull'IA;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>126.</NO.P>riconosce i potenziali vantaggi del quadro volontario europeo di certificazione per gli assorbimenti di carbonio ed esorta la Commissione a migliorare l'accesso a tali possibilità per il settore agricolo; sottolinea che i crediti di carbonio e i crediti natura potrebbero fornire un incentivo positivo e un reddito supplementare agli agricoltori, in particolare ai giovani agricoltori, premiando in modo equo pratiche quali l'agroforestazione e la gestione rigenerativa del suolo, che contribuiscono alla cattura del carbonio e alla riduzione delle emissioni nelle aziende agricole; evidenzia che tale quadro di certificazione deve essere aperto e accessibile a tutti gli agricoltori interessati a mantenere o ad aumentare la capacità di stoccaggio del carbonio dei loro terreni e incoraggia la Commissione a creare le condizioni per garantire che vi sia domanda di mercato per tali certificati attraverso incentivi adeguati e la prevedibilità del mercato a lungo termine per gli investitori del settore privato; sottolinea che la carboniocoltura dovrebbe integrare, e non sostituire, la produzione agricola attiva e sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>127.</NO.P>invita la Commissione a promuovere la produzione di energia solare nelle aziende agricole in un modo che garantisca che la proprietà degli impianti e i benefici derivanti restino in capo ai proprietari dei terreni e alla comunità locale e che sia compatibile con l'attività agricola, al fine di migliorare la capacità degli agricoltori di adattarsi ai cambiamenti climatici e contribuire alla stabilità e alla diversificazione del loro reddito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>128.</NO.P>invita la Commissione a seguire le raccomandazioni della relazione Niinistö e a considerare l'importanza di disporre di scorte alimentari strategiche; chiede la costituzione generalizzata di scorte alimentari strategiche, sulla base della solida esperienza acquisita in Finlandia e in Germania, e l'integrazione del concetto di "duplice uso fin dalla progettazione" nelle politiche di sviluppo della produzione di biocarburanti; ritiene non possa esservi sovranità alimentare senza scorte alimentari strategiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>129.</NO.P>sottolinea l'importanza di confermare esplicitamente la legalità della coltivazione, della raccolta, della trasformazione e della commercializzazione dell'intera pianta di canapa per scopi industriali autorizzati in tutta l'UE, al fine di fornire certezza giuridica agli agricoltori, ai trasformatori, alle autorità di regolamentazione e ai consumatori; osserva che la coltivazione della canapa necessita di una quantità relativamente limitata di fattori di produzione, in particolare fertilizzanti, prodotti fitosanitari e acqua; evidenzia che contribuisce anche alla salute del suolo e alla biodiversità e offre nuove prospettive economiche, redditi supplementari e innovazione alle zone rurali, in quanto fornisce materie prime per applicazioni industriali, come le fibre tessili, e si presta ad altri usi nell'ambito, ad esempio, della salute e dell'alimentazione umana e animale; invita la Commissione a fissare a livello dell'UE una soglia comune dello 0,5 % di tetraidrocannabinolo (THC) per la classificazione giuridica della canapa industriale, garantendo l'armonizzazione della legislazione nazionale conformemente alle sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea e al diritto internazionale;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>130.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>