<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0198</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Bilancio delle elezioni europee del 2024</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0156/2025 - Relatrice: Ľubica Karvašová)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 settembre 2025 sul bilancio delle elezioni europee del 2024 (2025/2012(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 10 e 14 e l'articolo 17, paragrafo 7,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 20 e 22,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 21 e 39 e l'articolo 52, paragrafo 1,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione relativa all'articolo 17, paragrafi 6 e 7, del trattato sull'Unione europea, allegata all'Atto finale della Conferenza intergovernativa che ha adottato il trattato di Lisbona,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, in particolare l'articolo 25,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD), in particolare l'articolo 29,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva 93/109/CE del Consiglio, del 6 dicembre 1993, relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini<FOOTNOTE><FIELD> GU L 329 del 30.12.1993, pag. 34, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/1993/109/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (UE, Euratom) 2018/994 del Consiglio, del 13 luglio 2018, che modifica l'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, allegato alla decisione 76/787/CECA, CEE, Euratom del Consiglio del 20 settembre 1976<FOOTNOTE><FIELD> GU L 178 del 16.7.2018, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2018/994/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee<FOOTNOTE><FIELD> GU L 317 del 4.11.2014, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2014/1141/oj<STRING UNDERLINE="on">. </STRING></FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli emendamenti, approvati il 15 settembre 2022, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee<FOOTNOTE><FIELD> GU C 125 del 5.4.2023, pag. 485.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di direttiva del Consiglio relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini (COM(2021)0732), presentata dalla Commissione il 25 novembre 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/900 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024, relativo alla trasparenza e al targeting della pubblicità politica<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/900 del 20.3.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/900/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull'intelligenza artificiale e modifica i regolamenti (CE) n. 300/2008, (UE) n. 167/2013, (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1139 e (UE) 2019/2144 e le direttive 2014/90/UE, (UE) 2016/797 e (UE) 2020/1828 (regolamento sull'intelligenza artificiale)<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1689 del 12.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di cooperazione tra il Parlamento europeo e il Comitato europeo delle regioni del 13 maggio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il memorandum d'intesa sulla cooperazione in vista delle elezioni del 2024 tra il Parlamento europeo e il Comitato europeo delle regioni del 28 febbraio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 3 maggio 2022 sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, che abroga la decisione del Consiglio (76/787/CECA, CEE, Euratom) e l'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto allegato a tale decisione<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 6.12.2022, pag. 171.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 26 novembre 2020 sul bilancio delle elezioni europee<FOOTNOTE><FIELD> GU C 425 del 20.10.2021, pag. 98.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 12 dicembre 2023 sulle elezioni europee 2024<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/4160, 2.8.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4160/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua decisione del 27 novembre 2024 sull'elezione della Commissione<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/1811, 4.4.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/1811/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 3 dicembre 2020, dal titolo "Piano d'azione per la democrazia europea (COM(2020)0790) e il successivo pacchetto per la difesa della democrazia del dicembre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua decisione, del 18 dicembre 2024, sulla costituzione, le attribuzioni, la composizione numerica e la durata del mandato della commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/1981, 11.4.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/1981/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 22 novembre 2023 sui progetti del Parlamento europeo intesi a modificare i trattati<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/4216, 24.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4216/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione sul risultato finale della Conferenza sul futuro dell'Europa del maggio 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il pacchetto della Commissione sull'allargamento del 30 ottobre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A10-0156/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che le elezioni europee del 2024 hanno fatto registrare la più alta affluenza alle urne di qualsiasi elezione del Parlamento europeo degli ultimi 25 anni, attestandosi al 50,74 % dell'elettorato (un lieve aumento rispetto al 50,66 % del 2019), il che ha inviato un segnale positivo e significativo per quanto riguarda l'interesse dei cittadini europei per gli affari europei; che i dati sulla partecipazione hanno evidenziato notevoli differenze tra i vari Stati membri, passando dall'89,01 % al 21,35 %, il che sottolinea la necessità di proseguire gli investimenti politici nella partecipazione alle elezioni in tutta l'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le elezioni europee del 2024 si sono svolte contemporaneamente alle elezioni parlamentari in due Stati membri, alle elezioni locali e regionali in otto Stati membri e a un referendum in uno Stato membro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che nella maggior parte degli Stati membri si è registrata un'affluenza alle urne più elevata rispetto alle precedenti elezioni europee;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che i diritti di voto sono stati ampliati in alcuni Stati membri, con la riduzione a 16 anni dell'età minima per votare, il che ha determinato complessivamente due milioni aggiuntivi di aventi diritto al voto di età inferiore ai 18 anni; che alcuni Stati membri hanno altresì ridotto a 18 anni il limite di età per i candidati, mentre in altri è rimasto a 25 anni; che, nel complesso, fino a 25 milioni di giovani hanno votato per la prima volta;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, secondo l'indagine post-elettorale Eurobarometro, la partecipazione dei giovani (di età inferiore ai 25 anni) alle elezioni europee è diminuita del 6 % rispetto alle elezioni del 2019, passando dal 42 % nel 2019 al 36 % nel 2024; che l'affluenza alle urne tra i giovani dovrebbe rimanere un punto focale degli sforzi politici negli anni a venire;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che non vi è sufficiente disponibilità di dati uniformi e granulari sulla partecipazione dei gruppi vulnerabili o sul ricorso a metodi di voto alternativi; che i quadri nazionali per la raccolta di dati relativi alle elezioni europee dovrebbero essere ulteriormente armonizzati per sostenere soluzioni politiche basate su dati concreti a livello dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che sulle schede erano presenti circa 18 400 candidati e 490 liste di candidati e che le campagne elettorali si sono svolte mediante modalità elettorali diverse in gran parte disciplinate da disposizioni nazionali tra i diversi Stati membri; che i termini per l'iscrizione dei candidati e i periodi di campagna elettorale variavano da diversi mesi ad alcune settimane; che in nove Stati membri non era possibile presentare candidature individuali indipendenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che permangono differenze significative tra gli Stati membri a livello di restrizioni e approcci normativi per quanto riguarda i diritti di voto e di candidatura; che non sono ancora state ultimate importanti riforme volte ad allineare le norme e le procedure elettorali in tutta l'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che, secondo l'indagine Eurobarometro più recente, alle elezioni europee del 2024 le persone erano motivate a votare per motivi riguardanti questioni europee condivise quali il costo della vita, l'economia, la migrazione, lo Stato di diritto e i cambiamenti climatici; che, nel quadro dei dibattiti nazionali, tali questioni sono spesso affrontate esclusivamente da una prospettiva politica nazionale; che i partiti politici e i candidati hanno la responsabilità di informare adeguatamente i cittadini in merito alla risposta politica e alla governance a livello dell'UE, anche indicando ai cittadini i partiti politici europei e i gruppi politici europei ai quali sono affiliati in Parlamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, in assenza di un registro elettorale europeo centralizzato, lo scambio di dati tra gli Stati membri su eventuali voti multipli continua a essere difficoltoso, non da ultimo poiché i dati sulla doppia cittadinanza non sono disponibili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che esistono misure speciali che promuovono la partecipazione e la rappresentanza elettorali dei gruppi sottorappresentati e vulnerabili; che 11 Stati membri hanno adottato norme che garantiscono quote riservate alle donne;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che circa 11 milioni di cittadini dell'UE residenti in un altro Stato membro hanno potuto votare nel loro paese di residenza; che essi incontrano ancora ostacoli amministrativi alla loro partecipazione nel loro paese di residenza; che la posizione del Parlamento del 14 febbraio 2023, che mirava ad affrontare tali ostacoli, è stata ignorata dal Consiglio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che una democrazia sana si basa sul fatto che gli elettori abbiano accesso a un'ampia gamma di idee, prospettive e informazioni; che la libertà di parola garantisce che i candidati, i partiti, i media e i cittadini possano esprimere opinioni, discutere politiche e condividere liberamente i fatti, aiutando gli elettori a compiere scelte informate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che un sano dibattito politico è influenzato negativamente dalla disinformazione; considerando che la diffusione della disinformazione, in particolare sui social media, ma non solo, continua a rappresentare una minaccia sistemica crescente per i processi elettorali e democratici europei; che la Commissione ha avviato procedure di infrazione e indagini nei confronti di alcune piattaforme online di grandi dimensioni, in particolare a fronte di pubblicità politiche ingannevoli e della mancanza di monitoraggio e moderazione dei contenuti, in relazione alla mancata nomina di coordinatori nazionali dei servizi digitali o al mancato conferimento agli organismi competenti delle autorizzazioni necessarie per svolgere i compiti previsti dal regolamento sui servizi digitali; che, in particolare, la piattaforma di social media X (ex Twitter) e il suo proprietario Elon Musk continuano a sfidare apertamente le autorità di regolamentazione dell'UE attraverso la propria politica e le comunicazioni aziendali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che la maggior parte delle disposizioni del nuovo regolamento (UE) 2024/900 sulla trasparenza e il targeting della pubblicità politica non era ancora entrata in vigore al momento delle elezioni europee; che tale regolamento dovrebbe integrare il regolamento sui servizi digitali e rafforzare la resilienza dell'UE alle ingerenze nei processi elettorali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che migliorare la rappresentanza delle persone con disabilità all'interno del Parlamento è fondamentale per promuovere un organo legislativo realmente inclusivo e diversificato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che i giovani europei rappresentano il 25 % della popolazione totale dell'UE, mentre solo il 10 % dei seggi in Parlamento è occupato da deputati eletti di età inferiore ai 30 anni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che le elezioni del 2024 mostrano un calo complessivo della rappresentanza femminile in tutto il Parlamento e che le donne detengono attualmente circa il 38,6 % dei seggi, un dato inferiore rispetto al 40 % del 2019;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che le recenti turbolenze geopolitiche, tra cui la pandemia di COVID-19, la guerra di aggressione non provocata e ingiustificata della Russia contro l'Ucraina e il preoccupante cambiamento nelle relazioni transatlantiche, hanno agito da catalizzatori per narrazioni di disinformazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che il prossimo allargamento richiederà una profonda riforma dell'assetto istituzionale dell'Unione, che potrebbe coinvolgere il suo quadro elettorale; che un'Unione di oltre 30 Stati membri può essere un attore globale pertinente e indipendente e può funzionare correttamente solo se il suo processo decisionale è reso meno burocratico e più efficiente ed è fondato su una sfera democratica realmente europea, transnazionale e condivisa;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">La democrazia europea dopo le elezioni europee del 2024</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ricorda che l'adeguatezza e la capacità dell'UE rispetto alle sfide del XXI secolo che dovrà affrontare per conto dei suoi cittadini dipendono in larga misura dalla capacità di mantenere e promuovere dibattiti democratici sani, garantendo nel contempo la resilienza e l'integrità delle sue elezioni e dei suoi processi democratici; sottolinea che tali qualità non possono essere date per scontate e devono essere rafforzate e protette attraverso un quadro politico coerente; è convinto che tale lavoro sia lungi dall'essere ultimato e che occorra intensificare gli sforzi politici volti a promuovere la partecipazione alle elezioni e rendere l'Unione meno burocratica e più democratica ed efficace nel suo processo decisionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>plaude al fatto che l'affluenza alle urne in occasione delle decime elezioni europee sia stata relativamente elevata, con un tasso di partecipazione aggregato del 50,74 %, in lieve aumento rispetto alle elezioni del 2019; è convinto che tali dati siano indice di un maggiore coinvolgimento pubblico nei confronti del progetto europeo nonché della crescente importanza del Parlamento e del suo impatto sulla vita quotidiana dei cittadini; esprime tuttavia preoccupazione per i tassi di partecipazione profondamente divergenti tra gli Stati membri e rimane determinato a intensificare gli sforzi politici intesi a colmare i divari esistenti e ad accrescere l'affluenza alle urne tra tutti i gruppi in tutta l'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>plaude agli sforzi compiuti dalle istituzioni europee e dall'Unione europea di radiodiffusione per aumentare la visibilità dei candidati alle elezioni europee a livello continentale, anche attraverso una serie di dibattiti paneuropei di alto profilo, che riuniscono i candidati principali delle diverse famiglie politiche, nonché attraverso i dibattiti volti a promuovere la partecipazione elettorale tra i giovani europei; accoglie con favore l'impatto positivo della propria strategia di comunicazione istituzionale, che ha cercato di sensibilizzare in merito alle elezioni mettendone in evidenza l'importanza attraverso lo slogan "Usa il tuo voto o gli altri decideranno per te"; reputa migliorata la cooperazione tra le istituzioni e con le autorità elettorali degli Stati membri finalizzata ad accrescere l'affluenza alle urne e si impegna a intensificare gli sforzi di coordinamento in questo ambito; chiede ulteriori investimenti sostanziali per ampliare la portata di tali campagne e trasmissioni in vista delle elezioni del 2029; pone in evidenza il ruolo importante e positivo degli Uffici di collegamento del Parlamento europeo nell'ambito delle elezioni europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea che la creazione di un "demos" europeo e di uno spazio democratico condiviso richiede innanzitutto un cambiamento culturale sulla base di una strategia a lungo termine e di risorse adeguate per rafforzare la consapevolezza e la cittadinanza europee, in stretta cooperazione con la società civile e le parti interessate della società; deplora il fatto che le campagne condotte negli Stati membri in occasione delle elezioni europee adottino troppo spesso una prospettiva politica puramente nazionale, anche quando tali campagne affrontano questioni europee comuni; invita i partiti politici nazionali e i candidati alle elezioni europee nonché gli organi di informazione nazionali a informare adeguatamente e in modo veritiero i cittadini in merito alla governance a livello dell'UE, ivi incluso per quanto riguarda i partiti politici europei e i gruppi politici del Parlamento cui sono affiliati i partiti nazionali; incoraggia i partiti nazionali a intensificare la cooperazione con i loro omologhi europei a tale riguardo e a migliorare la loro visibilità europea; si impegna inoltre a creare un contesto normativo favorevole a tal fine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>evidenzia che occorre adoperarsi maggiormente per incrementare la partecipazione dei gruppi sottorappresentati alle elezioni europee; esprime preoccupazione per la ridotta affluenza alle urne tra i giovani e si impegna a intensificare gli sforzi politici volti ad ampliare la capacità della campagna elettorale di raggiungere questo segmento demografico fondamentale; osserva che il coinvolgimento dei giovani nel futuro dell'UE è fondamentale; incoraggia gli Stati membri ad adottare quadri strategici specifici per quanto riguarda le modalità di voto e di candidatura, anche attraverso campagne di informazione specifiche, come pure metodi di voto alternativi, come il voto per corrispondenza e per delega; riconosce la necessità di continuare a progredire verso un processo elettorale più inclusivo per garantire che ogni cittadino abbia pari opportunità di partecipare al processo democratico; osserva che solo pochi deputati al Parlamento europeo appartengono a minoranze nazionali ed etniche ufficialmente riconosciute come minoranze negli Stati membri conformemente ai rispettivi quadri costituzionali o giuridici e ai pertinenti strumenti del Consiglio d'Europa; sottolinea che la lotta contro il razzismo, la discriminazione e l'esclusione è un dovere che deriva dai valori fondamentali dell'UE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE; invita gli Stati membri e i partiti politici nazionali ad adottare misure proattive e proporzionate per promuovere l'effettiva inclusione e la rappresentanza di tali minoranze, comprese le comunità rom, nelle elezioni europee, nel pieno rispetto degli ordinamenti costituzionali nazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea che le elezioni del Parlamento potrebbero non essere state eque in Ungheria; evidenzia, in tale contesto, che la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'OSCE<FOOTNOTE><FIELD> Relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'ODIHR – Ungheria, 2022.</FIELD></FOOTNOTE> per le elezioni parlamentari e il referendum in Ungheria del 3 aprile 2022 ha rilevato "l'assenza di condizioni di parità"; sottolinea che il governo ungherese ha la responsabilità di ripristinare il rispetto del diritto dell'UE e dei valori sanciti dall'articolo 2 TUE ed esprime profondo rammarico per il fatto che la mancanza di un'azione decisa da parte dell'UE abbia contribuito al crollo della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in Ungheria, trasformando il paese in un regime ibrido di autocrazia elettorale, secondo gli indicatori pertinenti; esprime preoccupazione per le numerose richieste del procuratore investigativo centrale ungherese di revocare l'immunità dei deputati al Parlamento europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ribadisce la sua posizione di lunga data secondo cui sono necessari ulteriori adeguamenti e riforme del quadro elettorale dell'UE per rendere le elezioni europee più democratiche, resilienti, inclusive e realmente europee; attira l'attenzione sulle diverse iniziative politiche in corso a tale riguardo e rinnova i suoi inviti al Consiglio dell'UE e al Consiglio europeo a collaborare in modo costruttivo con il Parlamento per trovare soluzioni politiche che vadano a vantaggio dei cittadini europei;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riforma istituzionale ed elettorale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>ritiene con convinzione che il quadro normativo per le elezioni europee debba essere rivisto e modernizzato al fine di aumentare l'impronta elettorale dei cittadini e ridurre la frammentazione normativa tra i 27 Stati membri, anche attraverso l'istituzione di un'unica giornata elettorale comune e di un'età minima per votare uniforme; ricorda che la decisione (UE, Euratom) 2018/994 del Consiglio dovrebbe apportare significativi miglioramenti in tal senso, così come una serie di osservazioni della proposta in sospeso del 3 maggio 2022 relativa a una nuova legge elettorale; ribadisce il suo invito al Consiglio a impegnarsi in modo costruttivo con il Parlamento per consentire una rapida approvazione; ricorda che 26 dei 27 Stati membri hanno già ratificato la revisione del 2018 e si impegna a valutare con spirito critico i motivi dei ritardi registrati nella sua attuazione in vari Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>deplora il fatto che le nuove norme proposte sul diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento per i "cittadini mobili" non siano state adottate dal Consiglio in tempo utile per le elezioni del 2024; sottolinea che il pieno esercizio dei diritti elettorali concessi dai trattati ai cittadini mobili nell'ambito delle elezioni del Parlamento è ancora contrastato da ostacoli ingiustificati alla partecipazione democratica, compresa una mancanza di consapevolezza in merito alle condizioni e alle norme applicabili; riconosce che il progetto di direttiva del Consiglio in sospeso affronterebbe alcuni di questi ostacoli; si rammarica tuttavia del fatto che il Consiglio, sebbene formalmente in conformità dell'articolo 22, paragrafo 2, TFUE, non si sia impegnato in alcun modo significativo sulla sostanza del parere del Parlamento; ribadisce in particolare le sue proposte volte a consentire l'iscrizione nelle liste elettorali non appena gli elettori registrano il loro luogo di residenza e a rafforzare gli obblighi che incombono alle autorità locali sul piano linguistico e dell'informazione, nonché ad agevolare l'esercizio del diritto di voto da parte dei gruppi di elettori sotto rappresentati e a rafforzare le campagne di sensibilizzazione da parte degli Stati membri con il coinvolgimento attivo della società civile; invita gli Stati membri a garantire che i loro cittadini residenti all'estero possano partecipare alle elezioni europee, anche rafforzando i servizi consolari e consentendo il voto per corrispondenza; sottolinea l'importanza che tutti gli Stati membri garantiscano alle persone anziane e alle persone con disabilità un accesso senza ostacoli ai seggi elettorali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sostiene fermamente gli sforzi dei partiti politici volti a sviluppare ulteriormente l'attuazione del processo dei candidati principali (<STRING ITALIC="on">Spitzenkandidaten</STRING>) al fine di stabilire un legame tra le elezioni, la composizione del Parlamento e la nomina del Presidente della Commissione, in modo da rendere la nomina dell'esecutivo dell'UE più trasparente per i cittadini; sottolinea che tale processo ha consentito ai cittadini di influenzare efficacemente la scelta del presidente della Commissione, rappresentando un significativo passo avanti con un ruolo diretto per i cittadini; si congratula con i partiti politici europei per aver nominato i loro candidati con largo anticipo rispetto alle elezioni; osserva che questa volta tale processo ha avuto un discreto successo, in quanto la Presidente della Commissione, pur non essendo direttamente eleggibile attraverso una votazione, era la candidata principale del gruppo politico che ha ottenuto più voti; sottolinea che l'elezione, attraverso le elezioni europee, del Presidente della Commissione accrescerebbe la responsabilità e la legittimità democratica di tale carica; resta tuttavia convinto che mancano ancora diversi fattori chiave di successo, come lo sviluppo e il consolidamento continui della sfera democratica europea, il che impedisce la piena realizzazione del potenziale di questo processo politico informale e non regolamentato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>evidenzia l'importante ruolo dei partiti politici europei nel contribuire al dibattito sulle questioni di politica pubblica europea e nel formare una coscienza politica europea; ritiene che tali partiti possano offrire un contropeso quanto mai necessario alla diffusione della disinformazione e della cattiva informazione in vista delle elezioni; accoglie con favore l'accordo raggiunto sulla rifusione del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee, che colma le lacune rimanenti, apporta chiarezza giuridica e contribuisce a sbloccare i partiti politici europei e a conferire loro il potere di assumere il ruolo attribuito dai trattati, anche aumentando la loro visibilità negli Stati membri durante la campagna elettorale e nella promozione dei candidati capilista;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita gli Stati membri ad attuare un divieto sulle donazioni estere, compresi i contributi o le prestazioni in natura e in denaro, e un limite alle donazioni ai partiti politici e ai candidati; considera che gli attori politici a cui è stato offerto e/o hanno accettato un contributo finanziario o in natura da un attore straniero devono avere l'obbligo di segnalarlo alle autorità competenti e tali informazioni dovrebbero essere nuovamente segnalate a livello europeo per consentire un monitoraggio a livello dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo e la visibilità delle fondazioni politiche europee nella sfera democratica europea; ricorda che tali fondazioni svolgono un ruolo chiave nello sviluppo del dibattito politico, della ricerca politica e dell'educazione civica a livello transfrontaliero, contribuendo in tal modo alla formazione di un'opinione pubblica veramente europea; chiede che siano messi a disposizione strumenti e risorse adeguati per consentire loro di sostenere i partiti politici europei nei loro sforzi volti a coinvolgere i cittadini, promuovere i valori europei e partecipare in modo significativo alle future campagne elettorali; ricorda che la prossima relazione della Commissione sull'applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (in attesa di rifusione) dovrebbe prestare particolare attenzione alle norme che disciplinano il finanziamento delle fondazioni politiche europee e, se necessario, proporre modifiche al regolamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sottolinea la necessità di adoperarsi ulteriormente sul piano istituzionale per rafforzare l'impatto degli elettori europei sulla governance dell'UE; richiama l'attenzione, a tale proposito, sulla procedura di modifica dei trattati in corso, avviata a seguito della Conferenza sul futuro dell'Europa; pone l'accento sulla sua proposta di invertire i ruoli del Consiglio e del Parlamento per quanto riguarda la nomina e la conferma del Presidente della Commissione per rispecchiare più fedelmente i risultati delle elezioni europee; rimarca altresì la sua proposta di concedere al Parlamento il diritto di iniziativa legislativa, la cui attuazione creerebbe un collegamento diretto tra i voti espressi dai cittadini per i rappresentanti parlamentari e i risultati politici a livello dell'UE; sottolinea inoltre la sua proposta di modernizzare il diritto d'inchiesta del Parlamento per rafforzare il controllo democratico sull'esecutivo dell'UE; invita il Consiglio europeo a rispettare i trattati e a procedere a una votazione sulla convocazione della convenzione senza indebito ritardo al fine di discutere di tali proposte;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Resilienza istituzionale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea l'importanza di rafforzare il legame tra le questioni locali, regionali, nazionali ed europee; accoglie con favore, a tale proposito, il coinvolgimento attivo e positivo dei leader locali e regionali nei temi e nei dibattiti europei, in particolare nel periodo pre-elettorale, anche attraverso i lavori del Comitato delle regioni e delle sue reti e campagne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>ricorda che la lotta alla retorica antidemocratica è più efficace al livello più vicino ai cittadini, anche attraverso il coinvolgimento attivo dei leader locali e regionali; sottolinea, a tale riguardo, in particolare nelle regioni che si trovano ad affrontare una stagnazione economica in cui le disparità a lungo termine intensificano il sostegno ai partiti euroscettici, il ruolo positivo della politica di coesione dell'UE, che deve dare priorità alle esigenze regionali essenziali, garantendo che non sia lasciato indietro nessuno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il crescente numero di minacce interne ed esterne che stanno erodendo il tessuto della democrazia europea; condanna il fatto che alcuni candidati, compresi quelli provenienti da partiti di governo in alcuni Stati membri, abbiano apertamente basato la loro campagna elettorale su narrazioni relative all'UE false e sponsorizzate dall'estero, istigando nel contempo un sentimento anti-UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>ribadisce la propria preoccupazione profonda e di lunga data per la persistente tendenza delle ingerenze malevole nei processi democratici europei, compresa la disinformazione; esprime profonda preoccupazione per il fatto che i governi di alcuni Stati membri contribuiscano attivamente alla diffusione della disinformazione; condanna in particolare le campagne di disinformazione online sponsorizzate da attori statali e non statali russi e di altri paesi terzi e finalizzate a polarizzare l'elettorato europeo e a seminare sfiducia al suo interno; osserva che le ingerenze straniere si verificano prima delle elezioni e raggiungono l'apice nel periodo pre-elettorale; denuncia il fatto che diversi deputati del Parlamento europeo hanno deliberatamente collaborato con la piattaforma mediatica Voice of Europe, che è oggetto di un'indagine penale, per promuovere narrazioni sponsorizzate dal Cremlino sulla guerra di aggressione in Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>ribadisce il suo invito alla Commissione e agli Stati membri a intensificare gli sforzi per combattere le ingerenze straniere e la disinformazione attraverso una strategia multilivello coordinata e intersettoriale, sostenuta da risorse finanziarie adeguate, al fine di dotare l'UE e gli Stati membri di capacità previsionali, politiche di resilienza e strumenti di deterrenza adeguati; invita, a tale proposito, la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna e gli Stati membri a rafforzare ulteriormente la risposta strategica dell'Unione alla disinformazione e alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri, e sottolinea i numerosi sforzi politici intrapresi dall'UE negli ultimi anni, tra cui il regolamento sui servizi digitali, il codice rafforzato di buone pratiche sulla disinformazione e le iniziative nell'ambito del piano d'azione per la democrazia; riconosce con preoccupazione che le piattaforme online esercitano un'influenza sproporzionata sul dibattito pubblico; prende atto con preoccupazione delle notizie relative a decisioni basate su motivazioni politiche adottate da talune piattaforme, che possono minacciare la libertà di espressione e il pluralismo democratico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>sottolinea l'importanza di un ambiente mediatico equilibrato e libero negli Stati membri quale pilastro fondamentale della democrazia europea, segnatamente nei cicli elettorali; riconosce che, sebbene l'UE sia un leader mondiale in materia di libertà dei media e nonostante l'adozione, nel 2024, del regolamento europeo sulla libertà dei media e l'entrata in vigore, lo stesso anno, della direttiva anti-SLAPP<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2024/1069 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da domande manifestamente infondate o procedimenti giudiziari abusivi ("azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica") (GU L, 2024/1069, 16.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1069/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, la crescente pressione interna ed esterna sull'ambiente mediatico dell'UE richiede un ulteriore rafforzamento della libertà dei media nell'UE, anche nel periodo precedente le elezioni europee; ricorda che, in alcuni Stati membri, nel 2024 è stato registrato un aumento degli attacchi contro i giornalisti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>condanna con la massima fermezza tutte le forme di violenza politica; esprime profonda preoccupazione per una serie di incidenti verificatisi nel periodo precedente le elezioni del 2024; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a dare priorità alla prevenzione della violenza politica rafforzando le leggi, i quadri normativi e le politiche che proteggono i politici, i candidati politici, gli attivisti, i giornalisti e i cittadini da violenze e vessazioni durante il periodo elettorale; sottolinea l'importanza di un approccio globale che includa la prevenzione, la protezione e l'istruzione al fine di ridurre l'incidenza della violenza politica, in particolare promuovendo la consapevolezza dei pericoli della violenza politica e favorendo una cultura della tolleranza e del rispetto delle opinioni politiche divergenti; evidenzia che la frode elettorale non inizia il giorno delle elezioni, ma con lo smantellamento dello Stato di diritto, dei principi democratici, della libertà di stampa, della libertà di espressione e con la diffusione della disinformazione e della propaganda straniere; osserva con preoccupazione che problemi sistemici possono influire sulla misura in cui elezioni libere ed eque si tengono in maniera coerente in tutti gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per l'ascesa e il successo elettorale di partiti antisistema e apertamente antieuropeisti alle elezioni del 2024; sottolinea che tale spostamento porta alla radicalizzazione del discorso politico e all'ulteriore polarizzazione del Parlamento e fornisce inoltre una piattaforma più ampia per la diffusione della disinformazione e della propaganda straniere; condanna qualsiasi forma di retorica politica che promuova l'incitamento all'odio, la discriminazione, la xenofobia o la violenza ed esorta tutti gli attori politici a impegnarsi in un dialogo costruttivo e basato sui fatti nel rispetto dei valori democratici, dei diritti umani e dello Stato di diritto; si impegna a continuare a riformare e migliorare il funzionamento dell'Unione per rispondere meglio alle aspettative dei cittadini; invita tutti gli attori interessati a comunicare in modo più proattivo riguardo al contributo positivo che l'UE apporta alla vita quotidiana e alla sicurezza di tutti i cittadini europei grazie alle sue politiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>si impegna a effettuare, per mezzo della sua commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia, una valutazione dei quadri di cui sopra, il cui mandato, ricevuto dalla plenaria, comprende la lotta alle ingerenze nelle politiche dei processi democratici e l'attuazione di misure volte a preservare l'equità e l'integrità delle elezioni, nonché di politiche che contribuiscono ai processi democratici dell'Unione; sottolinea che il comitato funge pertanto da strumento chiave per prevenire le ingerenze malevole individuando eventuali lacune, carenze e sovrapposizioni che potrebbero essere sfruttate; invita parallelamente la Commissione ad applicare tali quadri normativi in modo completo e senza indebiti ritardi, in particolare nel caso delle piattaforme che continuano a sfidare apertamente le autorità di regolamentazione dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>riconosce l'importanza della cibersicurezza e delle infrastrutture informatiche nel proteggere l'integrità delle elezioni europee; mette in guardia contro i potenziali rischi insiti nelle operazioni di influenza delle informazioni basate sull'IA;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea che i risultati delle elezioni nazionali influenzano altresì indirettamente la composizione delle istituzioni europee, ad esempio attraverso la nomina dei commissari designati o la partecipazione delle maggioranze politiche nazionali in seduta alle riunioni del Consiglio; evidenzia, in tale contesto, l'importanza del carattere democratico delle elezioni generali in ogni Stato membro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>conclude che la democrazia europea potrà prosperare solo fintanto che saranno rafforzati e difesi i processi democratici ed elettorali europei; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza di promuovere elezioni libere ed eque, proteggendo nel contempo la loro integrità dalle minacce sia interne che esterne alla democrazia dell'UE; constata con preoccupazione che la diffusione della disinformazione e l'influenza di alcune piattaforme di social media rimangono incontrastate; sottolinea l'estrema importanza di applicare l'intero quadro giuridico attualmente in vigore al fine di salvaguardare l'integrità dell'intero processo elettorale;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>