<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0229</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Situazione in Afghanistan: sostenere le donne e le comunità colpite dai recenti terremoti</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0415, 0417, 0418, 0420, 0425 e 0427/2025)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 9 ottobre 2025 sulla situazione in Afghanistan: sostenere le donne e le comunità colpite dai recenti terremoti (2025/2872(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, del 10 dicembre 1948, e il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, del 16 dicembre 1966,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, del 18 dicembre 1979, e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, del 20 novembre 1989, entrambe ratificate dall'Afghanistan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 7 luglio 2025 sulla situazione in Afghanistan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, dell'11 giugno 2025, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in Afghanistan e le sue implicazioni per la pace e la sicurezza internazionale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati, del 28 luglio 1951, e il relativo protocollo del 1967,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il principio di non respingimento sancito dal diritto internazionale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della terza riunione degli inviati speciali delle Nazioni Unite per l'Afghanistan, tenutasi a Doha, in Qatar, il 30 giugno e il 1º luglio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Afghanistan, in particolare la sua risoluzione del 19 settembre 2024 sul deterioramento della situazione delle donne in Afghanistan a causa della recente adozione della legge sulla "Promozione della virtù e la prevenzione del vizio"<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/7211, 10.12.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/7211/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del 14 novembre 2022 sulle donne, la pace e la sicurezza, e le conclusioni del Consiglio del 15 settembre 2021 sull'Afghanistan, che definiscono cinque parametri di riferimento per l'impegno dell'UE con le autorità de facto guidate dai talebani,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) del 4 ottobre 2024<FOOTNOTE><FIELD> Sentenza della Corte di giustizia del 4 ottobre 2024, <STRING ITALIC="on">AH, FN/Bundesamt für Fremdenwesen und Asyl</STRING>, C‑608/22, C‑609/22, ECLI:EU:C:2024:828.</FIELD></FOOTNOTE>, secondo la quale una discriminazione sistemica come quella subita dalle donne afghane sotto il regime talebano costituisce una forma di persecuzione ai sensi del diritto dell'UE in materia di asilo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 67 del 14.3.2017, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2017/434/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, firmato il 18 febbraio 2017,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti tematici dell'UE sui difensori dei diritti umani, sulla promozione e la tutela dei diritti dei minori, nonché sulle violenze contro le donne e le ragazze e la lotta contro tutte le forme di discriminazione nei loro confronti,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 10 marzo 2021, sull'azione umanitaria dell'UE: nuove sfide, stessi principi (COM(2021)0110), che conferisce priorità alla protezione, alla preparazione alle catastrofi e alle esigenze delle donne e dei gruppi vulnerabili,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione annuale 2024 sull'Afghanistan del Programma alimentare mondiale, pubblicata il 27 marzo 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'indice di sviluppo umano per il 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione comune del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del Parlamento europeo e della Commissione, del 30 giugno 2017, relativa a un nuovo consenso europeo in materia di sviluppo, dal titolo "Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'analisi dell'International Crisis Group, pubblicata il 31 gennaio 2023, dal titolo "Afghanistan: The Taliban Restrict Women's Rights, Worsening the Humanitarian Crisis" (Afghanistan: i talebani limitano i diritti delle donne aggravando la crisi umanitaria),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'appello dell'Unicef volto a raccogliere finanziamenti umanitari per il 2025, lanciato il 5 dicembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'appello a finanziamenti di emergenza per l'Afghanistan lanciato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati nel settembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'appello dall'Unicef in risposta al terremoto in Afghanistan per il 2025, lanciato il 9 settembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano di risposta alle crisi in Afghanistan 2025 dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, pubblicato il 16 dicembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'appello di emergenza sanitaria 2025 lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità, pubblicato il 16 gennaio 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i mandati d'arresto emessi l'8 luglio 2025 dalla Corte penale internazionale (CPI) nei confronti di Haibatullah Akozada, guida suprema dei talebani, e di Abdul Hakim Haqqani, presidente della Corte suprema talebana,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sentenza della CGUE del 16 gennaio 2024 nella causa C-621/21 sul riconoscimento della protezione internazionale alle donne vittime della violenza di genere<FOOTNOTE><FIELD> Sentenza della Corte di giustizia del 16 gennaio 2024, <STRING ITALIC="on">WS/Intervyuirasht organ na Darzhavna agentsia za bezhantsite pri Ministerskia savet</STRING>, C-621/21, ECLI:EU:C:2024:47;</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il 31 agosto 2025 un disastroso terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito la provincia di Kunar nell'Afghanistan orientale, causando oltre 2 200 morti e migliaia di feriti sia a Kunar che nella vicina provincia di Nangarhar; che sono state distrutte oltre 6 700 abitazioni e che interi villaggi sono stati ridotti in macerie, costringendo almeno 11 000 persone a vivere in tende, esposte al rischio di ipotermia con l'approssimarsi dell'inverno; che i tagli agli aiuti umanitari globali hanno inciso in misura significativa sulla risposta alla crisi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che il governo talebano ha gravemente isolato l'Afghanistan a livello internazionale, causando ritardi nella fornitura di soccorsi internazionali; che le donne sono state colpite in modo sproporzionato dal terremoto a causa del rigido codice sociale imposto dai talebani, che impedisce ai volontari di genere maschile di toccare le donne, ostacolando in tal modo le operazioni di soccorso e le cure mediche; che dal 5 settembre 2025 i talebani impediscono al personale e ai contraenti di genere femminile afgani di entrare nei presidi delle Nazioni Unite a Kabul, in tal modo limitando gravemente la fornitura di aiuti umanitari alle donne e alle ragazze; che le conseguenze in ambito sanitario dell'apartheid di genere imposto dal regime talebano in Afghanistan hanno avuto gravi ripercussioni sull'assistenza umanitaria destinata alle donne e alle ragazze vittime del sisma; che la mancanza di medici di genere femminile e le rigorose restrizioni agli spostamenti delle donne e delle ragazze hanno contribuito all'elevato numero di decessi provocati dal terremoto; che le operatrici umanitarie hanno svolto un ruolo fondamentale nel raggiungere i villaggi colpiti, fornendo assistenza sanitaria e sostegno psicosociale e distribuendo aiuti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, da quando sono tornati al potere nell'agosto 2021, i talebani hanno imposto un'interpretazione e un'applicazione radicali della sharia, che hanno portato alla cancellazione quasi totale delle donne e delle ragazze dalla vita pubblica in Afghanistan; che ciò è stato attuato mediante gravi restrizioni imposte alle donne e alle ragazze, tra cui il divieto di accedere all'istruzione secondaria e superiore, il divieto di esercitare la maggior parte delle attività lavorative, l'accesso negato agli spazi pubblici e agli sport, l'imposizione di rigidi codici di abbigliamento, lo smantellamento dei sistemi di sostegno per le vittime di violenza e l'obbligo per le donne di viaggiare solo se accompagnate da un tutore di genere maschile; che ulteriori decreti, come il divieto per le donne di intraprendere studi medici o di sostenere gli esami finali di tale corso di studi del dicembre 2024, hanno drasticamente ridotto il numero di professioniste nel settore medico in Afghanistan;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che nel 2024 la CGUE ha emesso tre sentenze<FOOTNOTE><FIELD> Sentenza della Corte di giustizia del 16 gennaio 2024, <STRING ITALIC="on">WS/Intervyuirasht organ na Darzhavna agentsia za bezhantsite pri Ministerskia savet</STRING>, C‑621/21, ECLI:EU:C:2024:47; sentenza della Corte di giustizia dell'11 giugno 2024, <STRING ITALIC="on">K, L/Staatssecretaris van Justitie en Veiligheid</STRING>, C‑646/21, ECLI:EU:C:2024:487; sentenza della Corte di giustizia del 4 ottobre 2024, <STRING ITALIC="on">AH, FN/Bundesamt für Fremdenwesen und Asyl</STRING>, C-608/22, C-609/22, ECLI:EU:C:2024:82.</FIELD></FOOTNOTE> sulla violenza e la persecuzione di genere, in cui ha indicato che gli Stati membri hanno il diritto di tenere conto unicamente del genere e della nazionalità nel valutare individualmente una domanda di asilo presentata da una donna di nazionalità afghana;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, dal 30 settembre al 2 ottobre 2025, i talebani hanno imposto un blocco di Internet in tutto il paese, causando perturbazioni alle comunicazioni, ai voli aerei, ai servizi bancari e ai servizi essenziali e privando milioni di afghani dell'accesso all'informazione e all'istruzione, in particolare bloccando uno degli ultimi canali rimasti alle donne e alle ragazze per accedere a opportunità di apprendimento, visto il divieto di accedere all'istruzione secondaria imposto loro dai talebani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, 422 strutture sanitarie in Afghanistan sono state chiuse a causa della carenza di finanziamenti, il che ha avuto ripercussioni su 3,08 milioni di persone; che l'Afghanistan sta attraversando molteplici emergenze sanitarie che aggravano il tasso di mortalità materna, già tra i più elevati al mondo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la situazione umanitaria in Afghanistan è drammatica, dal momento che quasi 24 milioni di persone dipendono dall'assistenza umanitaria e che quasi 15 milioni di persone si trovano in condizioni di grave insicurezza alimentare; che tra gennaio e ottobre 2024 oltre 1,1 milioni di afghani hanno fatto ritorno nel paese, molti dei quali rimpatriati con la forza, aumentando la pressione sulle comunità già in difficoltà; che si contano oltre 3,2 milioni di sfollati interni all'interno del paese e 5,3 milioni di rifugiati e richiedenti asilo afghani nei paesi vicini;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che i tagli al finanziamento degli aiuti esteri da parte degli Stati Uniti hanno gravemente colpito il sistema sanitario e i programmi di assistenza alimentare in Afghanistan; che l'UE e i suoi Stati membri rimangono tra i maggiori donatori di aiuti umanitari per l'Afghanistan, avendo approvato un milione di euro in finanziamenti di emergenza, oltre ai 161 milioni di EUR in aiuti umanitari già assegnati nel 2025 e destinati a organizzazioni in tutto l'Afghanistan; che gli aiuti umanitari dell'UE in Afghanistan sono distribuiti esclusivamente attraverso partner umanitari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'Afghanistan continua a dover far fronte a un livello elevato di attività terroristiche da parte di gruppi estremisti islamici, tra cui i talebani, Al Qaeda e l'ISIS-Khorasan, che prendono deliberatamente di mira i civili, le minoranze e gli operatori umanitari; che giustamente l'UE non intrattiene relazioni con le autorità di fatto dell'Afghanistan;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la situazione umanitaria a Kunar, Nangarhar e nelle province vicine, a seguito dei terremoti, esprime il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime ed esorta gli attori internazionali a contribuire a fornire quanto prima sostegno ai sopravvissuti; insiste sulla necessità di potenziare le risposte di emergenza alle popolazioni che ne sono scarsamente servite, di fornire assistenza ai migranti rimpatriati ai valichi di frontiera e di potenziare, in particolare, i servizi sanitari per le madri e i bambini; invita le autorità de facto dell'Afghanistan a revocare tutte le restrizioni che limitano l'accesso o la distribuzione degli aiuti umanitari; denuncia, come crimine contro l'umanità, l'abbandono deliberato al quale il regime afghano ha condannato le donne e le ragazze vittime di questa tragedia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>condanna fermamente le misure repressive, come il recente blocco di internet imposto dai talebani in tutto il paese; ribadisce che tali pratiche isolano ulteriormente la popolazione afghana, in particolare le donne che seguono opportunità di apprendimento online, e incidono negativamente sulle operazioni di aiuto umanitario e sull'economia già fragile del paese; invita le autorità de facto ad astenersi dall'adottare tali pratiche in futuro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>esorta la comunità internazionale a coordinare gli sforzi per l’aumento e la fornitura di aiuti umanitari, nella ricostruzione delle infrastrutture e nella fornitura di sostegno medico e psicologico ai sopravvissuti, compresa l'assistenza per i traumi; chiede maggiori investimenti nella resilienza a livello locale, tra cui alloggi antisismici, sistemi sanitari locali, sicurezza alimentare e mezzi di sussistenza per le donne; invita la Commissione ad aumentare con urgenza le esigenze di base e il sostegno ai mezzi di sussistenza per l'Afghanistan, nonché ad aumentare la dotazione nazionale; invita la Commissione a continuare a lavorare adottando l'approccio che collega azione umanitaria, sviluppo e pace; ricorda che il peggioramento della situazione umanitaria e la generale mancanza di prospettive per un futuro migliore possono portare a un aumento della destabilizzazione e della radicalizzazione, nonché allo sfollamento della popolazione all'interno e all'esterno dell'Afghanistan; accoglie con favore l'intenzione della Commissione, espressa nella sua proposta Europa globale<FOOTNOTE><FIELD> Proposta della Commissione del 16 luglio 2025 per un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce Europa globale (COM(2025)0551).</FIELD></FOOTNOTE>, di aumentare il sostegno dell'UE alle azioni di resilienza e alle risposte integrate alla fragilità, ed esorta la Commissione e gli Stati membri ad aumentare i finanziamenti flessibili e pluriennali a tale riguardo; incoraggia l'UE a intensificare il dialogo con i partner regionali e le organizzazioni non governative fidate per garantire che la fornitura di aiuti eluda, ove possibile, le ingerenze dei talebani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>prende atto con grave preoccupazione che la regione colpita dal terremoto sta registrando un massiccio afflusso di famiglie afghane che ritornano in case e terreni agricoli distrutti, a seguito della loro espulsione forzata dall'Iran e dal Pakistan; condanna le violazioni dei diritti umani commesse durante tali espulsioni; esprime profonda preoccupazione per l'ulteriore conseguente pressione a carico delle infrastrutture per gli aiuti umanitari in tali province; invita l'Iran e il Pakistan a porre immediatamente fine alle espulsioni verso l’Afghanistan; sottolinea, a tale proposito, l'importanza di rispettare il principio di non respingimento, in particolare alla luce del conflitto in corso, dell'instabilità in Afghanistan e della persecuzione dei gruppi etnici, delle donne e degli oppositori politici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>prende atto con preoccupazione della situazione dei difensori dei diritti umani e dei giornalisti afghani e di altre personalità pubbliche afghane che hanno sostenuto lo sviluppo democratico in Afghanistan nell'ultimo decennio e a cui è stata concessa la documentazione che ha consentito loro di ottenere uno status temporaneo in Pakistan; invita l'UE e i suoi Stati membri a prestare assistenza, ove pertinente e possibile, alla procedura di domanda di tali persone;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>condanna con fermezza le numerose restrizioni di genere e le politiche discriminatorie dei talebani che impediscono alle donne afghane di accedere all'istruzione, alla formazione medica, all'assistenza sanitaria e agli aiuti umanitari, e che portano alla creazione di un apartheid di genere; invita l'UE a sostenere il riconoscimento dell'apartheid di genere come crimine contro l'umanità; invita le autorità de facto dell'Afghanistan a revocare tutte le restrizioni nei confronti delle donne e chiede il ripristino immediato della partecipazione piena, paritaria e significativa delle donne e delle ragazze alla vita pubblica; ribadisce il suo invito all'UE e agli Stati membri affinché adottino tutte le misure necessarie volte a consentire una partecipazione significativa delle donne afghane ai consessi e ai negoziati internazionali; esorta nello specifico le autorità de facto a riaprire i centri di formazione sanitaria alle donne, data la drastica carenza di personale medico femminile nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>invita le autorità de facto a revocare immediatamente le restrizioni nei confronti delle operatrici umanitarie e delle studentesse, a consentire alle donne di partecipare pienamente agli interventi di risposta alle catastrofi e a consentire alle organizzazioni che si occupano di diritti delle donne di continuare la loro attività in Afghanistan; invita in particolare le autorità a revocare immediatamente tutte le restrizioni imposte alle donne che lavorano per le organizzazioni della società civile, sia a livello locale che internazionale, in modo che possano continuare il loro lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>condanna il persistere della violenza contro le donne in Afghanistan, compresi lo stupro e la violenza sessuale, i matrimoni forzati (infantili), la violenza domestica e i casi di mutilazione genitale femminile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>insiste sulla necessità che i talebani impediscano ad Al-Qaeda, Daesh, ISIS-Khorasan e ad altri terroristi e gruppi terroristici di utilizzare il territorio afghano per minacciare o violare la sicurezza di qualsiasi altro paese, rifiutandosi di accogliere i membri di tali gruppi e impedendo loro di svolgere attività di reclutamento, addestramento o raccolta di fondi; esprime preoccupazione per il mancato rispetto di tali impegni; esorta tutti i partner pertinenti a intensificare i loro sforzi intesi a smantellare tutte le reti di finanziamento del terrorismo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita l'UE e gli Stati membri ad aumentare la pressione sui talebani, anche attraverso sanzioni mirate, congelamento dei beni e divieti di viaggio nei confronti dei leader talebani responsabili di violazioni sistematiche dei diritti umani, e ad astenersi dal riprendere le relazioni diplomatiche con i talebani in linea con i cinque parametri di riferimento stabiliti nelle conclusioni del Consiglio sull'Afghanistan del settembre 2021;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>invita la comunità internazionale a chiamare i talebani a rispondere delle loro azioni, anche attraverso l'istituzione di un meccanismo investigativo indipendente delle Nazioni Unite per l'Afghanistan, e ad eseguire i mandati d'arresto della CPI del luglio 2025 nei confronti della guida suprema talebana Haibatullah Akhundzada e del presidente della Corte suprema talebana Abdul Hakim Haqqani, emessi per crimini contro l'umanità connessi alla persecuzione di donne e ragazze; esprime il proprio sostegno alle indagini in corso sulle persecuzioni di genere e su altre violazioni dei diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>accoglie con favore l'istituzione di un meccanismo investigativo indipendente che consenta all'Afghanistan di rispondere all'appello delle vittime afghane quale passo significativo nel perseguimento della verità, della giustizia e dell'assunzione di responsabilità per il popolo afghano, che subisce crimini internazionali e violazioni del diritto internazionale commessi nel paese; accoglie inoltre con favore il rinnovo del mandato del relatore speciale delle Nazioni Unite e si unisce al suo appello per l’assunzione di responsabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all’inviato speciale dell’UE per l’Afghanistan e alle autorità de facto dell’Afghanistan.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>