<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0230</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Una risposta congiunta alle recenti violazioni dello spazio aereo e delle infrastrutture critiche degli Stati membri dell'UE da parte della Russia</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0419, 0422, 0423, 0424 e 0437/2025)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 9 ottobre 2025 su una risposta congiunta alle recenti violazioni dello spazio aereo e delle infrastrutture critiche degli Stati membri dell'UE da parte della Russia (2025/2901(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Carta delle Nazioni Unite e i principi fondamentali del diritto internazionale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 42, paragrafo 7, e l'articolo 24, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea (TUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sull'Ucraina e sulla Russia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il libro bianco sulla prontezza alla difesa europea per il 2030 e la sua risoluzione del 12 marzo 2025 al riguardo<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/3151, 20.6.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/3151/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2025/1106 del Consiglio, del 27 maggio 2025, che istituisce lo strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE) mediante il rafforzamento dell'industria europea della difesa<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/1106, 28.5.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/1106/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 5 marzo 2024, che istituisce il programma per l'industria europea della difesa e un quadro di misure per garantire la disponibilità e l'approvvigionamento tempestivi di prodotti per la difesa ("EDIP") (COM(2024)0150),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sull'Ucraina e sulla Russia, in particolare quelle adottate a seguito dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina nel febbraio 2022 e dell'annessione della penisola di Crimea il 19 febbraio 2014,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il quadro giuridico internazionale per la prevenzione e la lotta al terrorismo, compresa la risoluzione 2341 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla protezione delle infrastrutture critiche contro gli atti terroristici, adottata il 13 febbraio 2017,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il discorso sullo stato dell'Unione pronunciato dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen il 10 settembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione rilasciata il 10 settembre 2025 dal segretario generale della NATO Mark Rutte sulla violazione dello spazio aereo polacco da parte di droni russi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il discorso pronunciato il 22 settembre 2025 dal vice primo ministro polacco Radosław Sikorski in occasione della sessione d'emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas sulla violazione dello spazio aereo estone, resa il 22 settembre 2025 durante la sessione d'emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del Consiglio Nord Atlantico del 23 settembre 2025 sulle recenti violazioni dello spazio aereo da parte della Russia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del commissario Andrius Kubilius del 26 settembre 2025 a seguito della videoconferenza ad alto livello sulla cooperazione in materia di difesa del fianco orientale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le osservazioni del Presidente del Consiglio António Costa del 1º ottobre 2025 in occasione della conferenza stampa a seguito della riunione informale dei capi di Stato o di governo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che negli ultimi anni la Russia ha ripetutamente commesso atti di guerra ibrida all'interno del territorio dell'Unione, tra cui figurano attacchi informatici, campagne di disinformazione e ingerenze elettorali, la militarizzazione dell'energia, attacchi incendiari, il sabotaggio di infrastrutture critiche, operazioni di "jamming"e "spoofing" (disturbo e falsificazione) dei sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS) (compreso il GPS), nonché provocazioni militari, comprese violazioni dello spazio aereo da parte di aerei da combattimento e droni da attacco a lungo raggio, cercando nel contempo di seminare la paura tra i cittadini dell'UE, destabilizzare la situazione politica negli Stati membri e ridurre il sostegno dell'UE all'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le intrusioni della Russia nello spazio aereo della NATO e dell'UE, che rappresentano una palese violazione della sovranità e del diritto internazionale, si stanno verificando dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia e di recente hanno raggiunto livelli senza precedenti, il che porta a chiedersi se la Russia stia tentando di mettere alla prova la determinazione della NATO o di distogliere l'attenzione e le risorse di quest'ultima dalla guerra in Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che il 28 luglio 2025 un drone russo proveniente dalla Bielorussia e carico di esplosivi ha invaso lo spazio aereo lituano per poi precipitare in un poligono militare nel territorio del paese; che il 4 ottobre 2025 lo spazio aereo lituano è stato invaso da palloni meteorologici provenienti dalla Bielorussia e utilizzati per il contrabbando, che hanno interferito gravemente con le attività dell'aeroporto internazionale di Vilnius;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il 10 settembre 2025, nel corso di sette ore, circa 20 droni russi sono penetrati nel territorio polacco prima di essere abbattuti dai caccia della NATO o di precipitare, il che ha segnato il primo scontro militare diretto tra la NATO e la Russia dall'inizio dell'invasione su vasta scala;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il 19 settembre 2025 tre caccia russi armati MiG-31 hanno violato per 12 minuti lo spazio aereo estone, sono penetrati nella zona di sicurezza sovrastante una piattaforma di perforazione polacca nel Mar Baltico, hanno ignorato le comunicazioni dei piloti degli F-35 della NATO e sono stati infine scortati nello spazio aereo internazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che il 25 settembre 2025 sono stati fatti decollare in tutta fretta dalla Lituania dei caccia Gripen ungheresi per intercettare una formazione di cinque caccia russi che stavano volando in prossimità dello spazio aereo NATO senza rispettare le norme internazionali in materia di sicurezza dei voli; che i velivoli sono stati avvistati a ovest della costa lettone prima di essere scortati fuori dallo spazio aereo della NATO;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che dal febbraio 2022 i droni russi hanno invaso lo spazio aereo rumeno 11 volte e che diversi frammenti di droni sono caduti sul territorio rumeno in altre 39 occasioni; che più di recente, il 13 settembre 2025, un drone Geran russo ha nuovamente violato lo spazio aereo rumeno ed è stato intercettato da due aerei da combattimento F-16; che incidenti analoghi si sono verificati anche nella Repubblica di Moldova;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che Danimarca, Svezia, Norvegia, Lituania, Francia, Germania e Belgio hanno subito incursioni coordinate di droni sopra o vicino ad aeroporti civili e militari o strutture militari, che hanno causato la chiusura temporanea di aeroporti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la recente serie di incursioni di droni nella regione del Mar Baltico dimostra una significativa minaccia ibrida all'attuazione sicura ed efficace dell'iniziativa del cielo unico europeo; che le incursioni hanno causato danni alle infrastrutture e perdite economiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che è possibile che i droni siano stati lanciati da navi, comprese quelle appartenenti alla flotta ombra russa che opera nel Mar Baltico per eludere le sanzioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che i leader europei hanno ritenuto che tali episodi fossero una provocazione deliberata orchestrata dalla Russia, vedendo in detti episodi la manifestazione di un comportamento sconsiderato e irresponsabile della Russia, mentre quest'ultima si è sistematicamente rifiutata di riconoscere la responsabilità di tali incidenti, negando invece l'evidenza, accusando gli Stati membri di fabbricare le segnalazioni e diffondendo disinformazione per screditare l'UE e i suoi alleati, nonché attribuendo falsamente la colpa all'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che gli alleati della NATO, tra cui Polonia ed Estonia, a seguito di tali incursioni hanno invocato l'articolo 4 del trattato del Nord Atlantico; che gli Stati membri dell'UE hanno discusso di tali incursioni durante le riunioni dei loro rappresentanti permanenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la NATO ha avviato l'attività militare "Eastern Sentry" (Sentinella orientale) per preservare infrastrutture sottomarine critiche nel Mar Baltico, migliorare la conoscenza della situazione marittima in risposta ai sabotaggi russi e rafforzare la propria posizione di difesa aerea lungo l'intero fianco orientale a seguito dell'incidente polacco, mentre Finlandia, Svezia e Danimarca hanno partecipato all'esercitazione "Protective Fence 25" per rafforzare la capacità di difesa, la deterrenza e la prontezza operativa di formazioni dispiegate in modo disperso;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che la Russia conduce una guerra di aggressione contro l'Ucraina su vasta scala, illegale, non provocata e ingiustificata dal 24 febbraio 2022, in flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e dei principi fondamentali del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario; che le forze russe continuano a perpetrare attacchi sistematici con droni e missili contro le città ucraine, prendendo di mira i civili, anche colpendo ambulanze e personale di soccorso; che l'uso di droni contro obiettivi civili chiaramente identificabili, la diffusione di filmati di tali uccisioni e la pubblicazione di minacce esplicite sui social media dimostrano una politica statale coordinata intesa a terrorizzare la popolazione e a costringerla a sfollare; che durante i recenti attacchi sono stati colpiti edifici del governo ucraino nonché la missione dell'UE e l'ambasciata polacca, lasciando presupporre un'azione deliberata del Cremlino; che la Russia produce migliaia di droni al mese e sta incrementando ulteriormente le sue capacità produttive;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che la sicurezza dell'Ucraina è strettamente legata alla sicurezza europea, transatlantica e mondiale e che la Russia mira a distogliere l'attenzione e le risorse della NATO affinché quest'ultima le destini alla difesa del suo territorio sottraendole al sostegno dell'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che alcuni paesi della NATO, tra cui la Polonia, hanno avvertito di essere pronti ad abbattere gli aeromobili russi che entrano nel loro territorio, mentre la NATO sottolinea che per decidere se reagire alla presenza di aeromobili intrusivi si consultano le informazioni di intelligence disponibili riguardanti la minaccia rappresentata, tenendo conto anche dell'intento e della presenza di armamenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che la posizione degli Stati Uniti sulla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina è imprevedibile, il che fa dell'UE e dei suoi Stati membri i principali alleati strategici dell'Ucraina e rende necessaria una risposta europea più forte e unitaria per difendere i cittadini dell'UE, la stabilità regionale e la pace internazionale; che la cooperazione UE-USA nel settore della sicurezza e della difesa rimane fondamentale e andrebbe rafforzata; che un'efficace deterrenza dell'aggressione russa richiede solide garanzie di sicurezza, coordinate in modo collaborativo dall'UE e dagli Stati Uniti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che i sistemi di difesa aerea volti a fornire protezione dagli aeromobili senza equipaggio (<STRING ITALIC="on">unmanned aerial vehicles</STRING> ‑ UAV) si basano su azioni cinetiche o contromisure elettroniche, in particolare disturbatori, per interrompere il controllo dei droni e/o costringere l'aeromobile ad atterrare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che, per garantire la protezione della riunione informale dei capi di Stato o di governo dell'UE tenutasi il 1º e 2 ottobre 2025 a Copenaghen, le autorità danesi hanno vietato tutti i voli civili di droni nello spazio aereo danese dal 29 settembre al 3 ottobre 2025; che diversi Stati membri hanno aiutato la Danimarca ad attuare tali misure di sicurezza per la riunione informale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che la dichiarazione del Presidente del Consiglio António Costa, del 1º ottobre 2025 a seguito della riunione informale dei capi di Stato o di governo, indica chiaramente la volontà di migliorare l'interoperabilità delle capacità, nonché il forte impegno a favore dell'iniziativa faro "Eastern Flank Watch" (sorveglianza del fianco orientale), anche attraverso le coalizioni di capacità coordinate dai rispettivi paesi leader e l'iniziativa dell'UE relativa al "muro antidrone", sottolineando l'impegno dell'UE e della NATO per la difesa collettiva dalle minacce convenzionali e ibride e il potenziamento della sicurezza e della stabilità della regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che le recenti violazioni dello spazio aereo richiedono una risposta coraggiosa e un approccio globale nella prossima tabella di marcia sulla prontezza alla difesa per il 2030;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che il processo di creazione di una difesa dello spazio aereo completa e multilivello sarebbe dovuto iniziare dopo l'annessione illegale della Crimea; che le decisioni, il finanziamento, gli appalti e gli acquisti nonché l'operatività richiedono tempo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che sarebbe fondamentale per Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Svezia disporre di una capacità UAV dell'UE pienamente operativa lungo il fianco orientale della NATO e nelle regioni del Mar Baltico e del Mar Nero; che tale capacità richiederebbe ingenti investimenti europei riguardanti la difesa nell'ambito dell'attuale e del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP);</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che vi è urgente necessità di misure volte a rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB) al fine di potenziare la capacità di produzione industriale dell'UE nel settore della difesa, rafforzare la competitività dell'industria europea della difesa e garantire l'approvvigionamento di prodotti per la difesa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che sono necessari sforzi e investimenti continui per sostenere l'innovazione tecnologica e la ricerca nel settore della difesa a sostegno dell'EDTIB e dell'autonomia strategica europea;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>esprime piena solidarietà alla Moldova nonché a Danimarca, Svezia, Polonia, Lituania, Lettonia, Finlandia, Romania ed Estonia e a tutti gli altri Stati membri esposti alle minacce dirette, alle provocazioni militari e agli atti di guerra ibrida della Russia; ritiene che la perturbazione deliberata, da parte di agenti russi, del traffico aereo dell'UE, mirata a servizi e infrastrutture militari critici dell'UE, nonché del funzionamento delle istituzioni politiche dell'UE e degli Stati membri mediante l'uso di UAV si stia intensificando, comporti il rischio di errori di calcolo, metta in pericolo vite umane, costituisca una grave violazione delle norme internazionali applicabili e rappresenti una seria minaccia per i cittadini dell'UE e per la pace e la sicurezza in Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>incoraggia qualunque iniziativa che consenta all'UE e ai suoi Stati membri di intraprendere un'azione coordinata, unitaria e proporzionata contro tutte le violazioni del loro spazio aereo, compreso l'abbattimento di minacce aeree; condanna fermamente le azioni sconsiderate e provocatorie della Russia che hanno violato lo spazio aereo di Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania e Romania, che sono Stati membri dell'UE e paesi alleati della NATO, nonché le incursioni deliberate con droni contro infrastrutture critiche in Danimarca, Svezia e Norvegia, che fanno parte della guerra militare e ibrida della Russia e della sua provocazione contro l'UE e i suoi Stati membri; dichiara che la Russia è pienamente e inequivocabilmente responsabile delle azioni che hanno avuto luogo nello spazio aereo polacco, estone e rumeno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>accoglie con favore la risposta decisa e proporzionata delle forze NATO, che hanno intercettato caccia russi per poi scortarli fuori dallo spazio aereo estone e hanno abbattuto droni russi che sorvolavano la Polonia; riconosce la risposta rapida e coordinata delle forze armate di alcuni Stati membri e partner della NATO nella protezione dei cieli europei; sostiene pienamente gli sforzi della NATO volti a rafforzare le sue capacità e a potenziare la sua posizione in materia di deterrenza, difesa aerea e difesa collettiva lungo il suo fianco orientale, anche attraverso il lancio dell'operazione Eastern Sentry (Sentinella orientale) e lo sviluppo dell'intera gamma di misure previste nell'ambito di tale operazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>invita il Consiglio e la Commissione ad aumentare l'efficacia e l'impatto delle sanzioni nei confronti della Russia al fine di minare definitivamente la capacità di quest'ultima di continuare a condurre la sua brutale guerra di aggressione contro l'Ucraina e a minacciare la sicurezza di altri paesi vicini; chiede l'adozione immediata di un solido 19º pacchetto di sanzioni che vada a colpire le principali fonti di entrate della Russia; invita il Consiglio, insieme ai suoi partner statunitensi, a mantenere ed estendere la sua politica di sanzioni contro la Russia e ad applicare un'analoga politica di sanzioni a tutti gli Stati facilitatori, tra cui la Bielorussia, l'Iran e la Corea del Nord, nonché a sanzionare le entità cinesi che forniscono beni a duplice uso e articoli militari essenziali per la produzione di droni e missili; chiede sanzioni mirate nei confronti della flotta ombra russa e ulteriori azioni contro di essa utilizzando tutte le possibilità giuridiche per fermarne, ostacolarne o impedirne le operazioni, dato il suo possibile coinvolgimento nel lancio di droni contro infrastrutture critiche; invita il Consiglio ad affrontare sistematicamente la questione dell'elusione delle sanzioni da parte di entità malevole di paesi terzi con sede nell'UE attraverso indagini approfondite e provvedimenti più severi per le entità che violano le sanzioni o non esercitano la dovuta diligenza nei controlli delle esportazioni e nella verifica degli utenti finali; ribadisce che qualsiasi forma di sostegno fornito all'aggressore da paesi come l'Iran, la Corea del Nord o la Cina deve avere conseguenze dirette su tutte le altre relazioni con tali paesi, comprese quelle commerciali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che l'UE e i suoi Stati membri restano saldamente impegnati a favore dell'ordine internazionale basato su regole e di ogni sforzo diplomatico volto a conseguire una pace globale, giusta e duratura per l'Ucraina, nel pieno rispetto della sua sovranità, indipendenza e integrità territoriale entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale; invita al riguardo gli Stati membri e l'UE a coordinare strettamente ed efficacemente le loro iniziative diplomatiche in seno alle organizzazioni multilaterali, tra cui l'ONU, al fine di contrastare le violazioni sistematiche del diritto internazionale da parte della Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>invita la Commissione e il Consiglio a elaborare un piano d'azione di misure volte a prevenire e contrastare l'escalation della guerra ibrida condotta dalla Russia contro l'UE negli ambiti terrestre, aereo, marittimo e digitale; sottolinea che quadri di questo tipo forniranno opzioni per misure di ritorsione dell'UE commisurate alla gravità e all'intensità delle attività ostili intraprese contro di essa; invita gli Stati membri a rivedere, in coordinamento con gli alleati della NATO, le regole di ingaggio per tutti i tipi di minacce, per garantire che siano adeguate per far fronte anche alle minacce più innovative; sottolinea che l'UE deve mostrare determinazione e segnalare che qualsiasi tentativo da parte di un paese terzo di violare la sovranità degli Stati membri sarà immediatamente oggetto di ritorsioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sottolinea che una serie di sabotaggi e attività ibride intraprese dalla Russia contro l'UE costituiscono terrorismo sponsorizzato dallo Stato, anche se non raggiungono la soglia dell'attacco armato; sottolinea pertanto la necessità di applicare i disponibili quadri giuridici antiterrorismo alle attività ostili della Russia che violano la sovranità territoriale degli Stati membri dell'UE, minano l'integrità delle loro istituzioni e minacciano direttamente la sicurezza della popolazione civile; invita la Commissione ad avviare una procedura per classificare la Russia come paese terzo ad alto rischio per il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo ai sensi del regolamento (UE) 2016/1675<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento delegato (UE) 2016/1675 della Commissione, del 14 luglio 2016, che integra la direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio individuando i paesi terzi ad alto rischio con carenze strategiche (GU L 254 del 20.9.2016, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_del/2016/1675/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, quale misura volta a limitare la capacità della Russia di condurre terrorismo di Stato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>condanna la Russia per le sue operazioni deliberate di “jamming” e “spoofing” (disturbo e falsificazione) dei segnali GNSS (incluso il GPS) nelle regioni del Mar Baltico e del Mar Nero e in altre aree, che comportano un grave rischio per la sicurezza dell'aviazione civile e del trasporto marittimo; ricorda che il Consiglio dell'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale ha esortato la Russia ad adempiere ai suoi obblighi internazionali ai sensi della convenzione sull'aviazione civile internazionale e a garantire l'immediata cessazione di tali perturbazioni; invita il Consiglio e la Commissione ad adottare misure adeguate per esercitare sufficiente pressione sulla Russia affinché ponga fine a tali attività malevole e a rafforzare la stabilità dei servizi di navigazione satellitare e la loro resilienza alle interferenze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>chiede una revisione del processo di pianificazione delle capacità dell'UE; è persuaso che il processo relativo all'obiettivo primario dovrebbe riguardare non solo la gestione delle crisi, ma anche la difesa collettiva, compresa l'intera gamma di capacità nel quadro degli obiettivi nazionali e internazionali in materia di capacità; ritiene che l'UE dovrebbe prendere in considerazione criteri di ripartizione delle capacità per i suoi Stati membri, seguendo il modello della NATO; è convinto che tale processo potrebbe essere portato avanti nell'ambito di un semestre europeo della difesa; insiste sull'urgente necessità di progredire verso un'autentica Unione europea della difesa, che integri la NATO, basandosi sugli attuali quadri, come quello previsto dal libro bianco sulla prontezza alla difesa europea per il 2030, e andando oltre tali quadri; pone l'accento sul fatto che solo migliorando l'integrazione, il coordinamento e la messa in comune delle risorse l'UE può rispondere efficacemente alle crescenti minacce della Russia; ribadisce che la protezione della sovranità e dell'integrità territoriale di tutti gli Stati membri è un principio fondamentale dell'UE e sottolinea la necessità di una risposta immediata, ferma, congiunta e proporzionata per tutelare i cittadini e le infrastrutture critiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sollecita progressi verso una struttura europea di comando e controllo che non solo gestisca le crisi in linea con la politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), ma che possa anche fungere da equivalente del Comando supremo delle potenze alleate in Europa (SHAPE) della NATO; osserva che, al fine di evitare duplicazioni, tale struttura dovrebbe essere complementare al SHAPE e fornire adeguate risorse allo Stato maggiore dell'UE (EUMS); sottolinea l'importanza di un maggiore coordinamento, compresa l'eventuale creazione di una cellula di crisi interistituzionale permanente sulla Russia, incaricata del monitoraggio in tempo reale, della condivisione rapida di informazioni e dell'adozione celere di decisioni operative; ritiene che la recente incursione nello spazio aereo dell'UE funga da catalizzatore di progressi rapidi e approfonditi in ambiti quali la condivisione di intelligence, la logistica comune, l'interoperabilità della sicurezza e il coordinamento degli appalti; chiede una cooperazione sempre più stretta tra la NATO e l'UE per rafforzare la difesa e la deterrenza dell'Europa; sottolinea la necessità di un pilastro europeo forte e definito con precisione in seno alla NATO, in grado di difendere la propria sovranità, di affrontare la minaccia russa e di agire in modo autonomo e complementare rispetto alla NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>chiede coordinamento, unità e solidarietà maggiori tra gli Stati membri, le istituzioni dell'UE e le strutture della NATO, per il monitoraggio, l'intercettazione e la neutralizzazione dei droni ostili, anche grazie ad addestramenti, simulazioni ed esercitazioni congiunti e lo scambio di intelligence operativa; sottolinea la necessità di istituire centri congiunti di comando e controllo per qualsiasi futura iniziativa con UAV o di difesa anti-UAV; sottolinea la necessità di integrare pienamente qualsiasi capacità UAV nelle forze di difesa aerea convenzionali e di garantire che i suoi sistemi siano interoperabili con l'architettura di difesa aerea e missilistica integrata della NATO; raccomanda l'istituzione di meccanismi strutturati per la condivisione continua delle conoscenze, anche nel contesto UE-NATO, in particolare nei settori in rapida evoluzione della difesa digitale e delle capacità informatiche, al fine di razionalizzare le esercitazioni congiunte e l'interoperabilità tra gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a dotare le autorità dei mezzi per contrastare i droni nei siti delle infrastrutture critiche quali gli aeroporti e le centrali elettriche; osserva che tali mezzi devono essere adeguati al contesto civile e seguire un modello di difesa a più livelli con sistemi multipli in grado di abbattere i droni in modo cinetico ed elettronico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea la necessità di assistere gli Stati membri situati lungo il fianco orientale della NATO e nella regione del Mar Nero nello sviluppo di capacità di raccolta di intelligence e di individuazione e tracciamento delle minacce che hanno origine al di là delle frontiere esterne dell'UE, come le operazioni ibride, gli attacchi alle infrastrutture critiche, la migrazione strumentalizzata o le incursioni di droni, al fine di rafforzare la conoscenza situazionale dell'UE e la sua capacità di anticipare efficacemente le minacce; fa notare che tali capacità dovrebbero includere sistemi di sorveglianza mediante droni e altre tecnologie che consentano la sorveglianza aerea nelle regioni frontaliere dell'UE, nonché l'intercettazione di minacce aeree in arrivo; sottolinea che un sistema di ricognizione e difesa efficace e articolato su più livelli è essenziale per la protezione dei cittadini e delle infrastrutture critiche e per una deterrenza efficace;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>invita gli Stati membri e l'Agenzia europea per la difesa (AED) a consolidare con urgenza il progetto di cooperazione strutturata permanente (PESCO) denominato Sistema di difesa aerea e missilistica multistrato integrata (IMLAMD), in particolare contro la minaccia posta dagli UAV a basso costo e in linea con l'architettura di difesa aerea e missilistica integrata della NATO, per individuare e intercettare tutte le minacce aeree in entrata provenienti dall'esterno dell'UE, in particolare lungo il fianco orientale; insiste sull'importanza cruciale degli investimenti europei in sistemi di armi di precisione a lungo raggio e del rafforzamento della difesa aerea per assicurare la deterrenza, ridurre il rischio che la Russia sfrutti le vulnerabilità e proteggere i cittadini e le infrastrutture critiche; sottolinea che ai progetti relativi a tali capacità dovrebbero applicarsi tassi di finanziamento più elevati a titolo del Fondo europeo di sviluppo, come già avviene per i progetti PESCO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>invita la Commissione a collaborare strettamente con il gruppo Banca europea per gli investimenti e l'AED per garantire un approccio globale che combini sviluppo delle capacità e finanziamenti, nonché ad adeguare i propri strumenti di difesa e di politica industriale di difesa per garantire che siano adatti allo scopo; invita gli Stati membri ad aumentare in modo significativo il personale e il bilancio dell'AED per facilitare uno sviluppo adeguato e tempestivo delle capacità e gli appalti congiunti, e invita l'AED a istituire un bilancio specifico e flessibile per gli UAV che copra l'intero ciclo di vita delle capacità; sottolinea l'urgente necessità di investire somme cospicue nei droni e nelle attrezzature antidrone; accoglie con favore l'uso dello strumento SAFE e dello strumento di capitale proprio per la difesa al fine di espandere la produzione, garantire le catene di approvvigionamento e sostenere la partecipazione delle piccole e medie imprese al settore dei veicoli senza equipaggio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>accoglie con favore l'iniziativa dell'UE per un muro antidrone annunciata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, dal commissario Andrius Kubilius e dalla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) Kaja Kallas e l'iniziativa di sorveglianza del fianco orientale, osservando che l'ambiziosa scadenza indicata dal commissario Kubilius per il suo completamento richiede una rapida attuazione nell'ambito di uno scudo di difesa più ampio lungo il fianco orientale dell'UE e della NATO in risposta alle ripetute violazioni dello spazio aereo da parte della Russia, sottolineando al contempo la necessità di garantire una copertura completa di tutti gli Stati membri che si trovano ad affrontare sfide dirette in materia di sicurezza lungo il fianco meridionale; invita la Commissione, la VP/AR e gli Stati membri, in stretto coordinamento con la NATO, ad accelerare lo sviluppo di un piano concreto e operativo per il suo rapido dispiegamento; invita la Commissione a presentare un piano coerente in occasione della riunione del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre 2025; riconosce la sfida posta dall'elevato costo dell'intercettazione dei droni e chiede programmi congiunti per promuovere lo sviluppo di capacità efficienti in termini di costi per contrastare gli UAV;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>sollecita la Commissione a trattare rapidamente ogni richiesta degli Stati membri in merito all'adeguamento volontario dei loro piani nazionali di ripresa e resilienza al fine di soddisfare i requisiti di finanziamento dello sviluppo delle capacità UAV;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità di una sorveglianza marittima rafforzata e ritiene che la nuova dimensione operativa della guerra ibrida richieda l'integrazione della sicurezza marittima e di strategie di contrasto degli UAV, anche attraverso il rafforzamento delle capacità di sorveglianza subacquea; accoglie con favore l'avvio di operazioni guidate dalla NATO, come l'operazione "Sentinella del Baltico", per proteggere le infrastrutture sottomarine critiche e migliorare la conoscenza della situazione marittima; sottolinea l'importanza della strategia dell'UE per il Mar Nero e del polo di sicurezza marittima, al fine di rafforzare la sicurezza marittima;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita la Commissione a collaborare pienamente con i rappresentanti dei produttori di UAV negli Stati membri, compresi i fabbricanti di UAV e satelliti a duplice uso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>chiede di rafforzare e diversificare ulteriormente l'approvvigionamento di materie prime, in vista dell'espansione della produzione di UAV, e sottolinea, in tale contesto, l'importanza del regolamento dell'UE sulle materie prime critiche<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche e che modifica i regolamenti (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1724 e (UE) 2019/1020 (GU L, 2024/1252, 3.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1252/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, che funge da punto di partenza per un'azione globale, coesa e strategica; evidenzia l'importanza strategica dei partenariati dell'UE con l'Ucraina, il Canada e l'America latina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>sottolinea che l'evoluzione tecnologica in materia di UAV richiede flessibilità e miglioramenti rapidi, che devono essere agevolati dalle future iniziative dell'UE; constata che è probabile che l'UE prediliga soluzioni sofisticate, costose e all'avanguardia che spesso comportano notevoli ritardi; chiede investimenti continui nell'innovazione e nella tecnologia della difesa per sostenere la base industriale e tecnologica di difesa europea e colmare le lacune in termini di investimenti e ricerca nella tecnologia della difesa e osserva che la pianificazione, la ricerca, lo sviluppo, l'approvvigionamento e la gestione delle capacità dovrebbero essere attività effettuate congiuntamente e da una prospettiva europea; sottolinea l'importanza strategica della produzione nel settore della difesa e la necessità di garantire che la produzione possa essere aumentata rapidamente in tempi di crisi; invita gli Stati membri a perseguire un contesto normativo e procedure di appalto che coordinino e integrino l'ecosistema europeo esistente con i partner strategici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>osserva che le capacità UAV richiedono un'accelerazione significativa delle capacità di mobilità militare nonché rapidi movimenti transfrontalieri di attrezzature e personale, concentrandosi in particolare sui controlli di frontiera, sulle procedure doganali e sui processi di sdoganamento; sottolinea che una deterrenza credibile richiede una maggiore mobilità militare reale ed efficace su tutti i corridoi dell'UE e la protezione delle frontiere; invita le istituzioni dell'UE ad approvare la proposta di decuplicare i finanziamenti per la mobilità militare nel prossimo quadro finanziario pluriennale e a investire somme ingenti nelle infrastrutture a duplice uso, in particolare nelle regioni in prima linea; osserva, a tale proposito, la continua necessità di uno spazio Schengen militare per agevolare l'efficiente circolazione delle risorse per la difesa attraverso l'UE; prende atto della proposta della Commissione relativa a un pacchetto omnibus sulla mobilità militare quale passo avanti per fare fronte a tali esigenze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea la necessità di obiettivi per lo sviluppo di UAV e di misure anti-UAV, al fine di garantire capacità UAV globali; invita la Commissione a proporre deroghe alla legislazione ambientale dell'UE per gli impianti di produzione di UAV;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>esorta gli Stati membri e la Commissione a impegnarsi pienamente nella modifica dei pertinenti quadri normativi dell'UE e nazionali per agevolare le eventuali future capacità UAV e anti-UAV, in particolare in vista del coinvolgimento delle forze armate; accoglie con favore tutti i progetti concreti volti a colmare le carenze di capacità nei settori della guerra con droni e antidrone e a creare una zona profonda multistrato di sistemi tecnologicamente avanzati; invita gli Stati membri a valutare la possibilità di utilizzare il quadro dei progetti europei di interesse comune nel settore della difesa per predisporre tali progetti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea che le evidenti provocazioni della Russia rappresentano una strategia attiva di guerra ibrida volta a seminare paura e sfiducia e sono finalizzate a mettere alla prova e destabilizzare le società degli Stati membri dell'UE e degli alleati della NATO; pone pertanto l'accento sull'importanza della resilienza e della preparazione della società, come evidenziato nelle raccomandazioni della relazione Niinistö sulla preparazione e sulla prontezza dell'Europa nel settore civile e militare; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la rapida attuazione della strategia europea di sicurezza interna (ProtectEU) e della strategia in materia di preparazione per garantire una prontezza e una protezione globali di fronte alle minacce poste dalle violazioni dello spazio aereo europeo da parte della Russia e ad altre minacce; sottolinea la necessità di adeguati finanziamenti dell'UE in tal senso nell'ambito dell'attuale QFP e di quello successivo; raccomanda di elaborare strategie nazionali onnicomprensive di difesa civile contro le minacce aeree e missilistiche, inclusi gli UAV, affinché i paesi, le regioni, i comuni, le comunità e le famiglie siano preparati, in particolare attraverso sistemi di allarme rapido per le popolazioni locali, istruzioni chiare sui comportamenti da adottare in caso di attacco e spazi protetti (rifugi);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>ricorda che, conformemente al regolamento (UE) n. 833/2014<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio, del 31 luglio 2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina (GU L 229 del 31.7.2014, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2014/833/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, gli aeromobili immatricolati in Russia o gestiti da operatori russi non sono autorizzati a volare verso l'Unione europea, con limitate eccezioni; ricorda che, sebbene attualmente nessuna compagnia aerea dell'UE voli verso, da o sopra lo spazio aereo della Federazione russa, a seguito dell'abbattimento del volo 17 della Malaysia Airlines, diversi vettori di paesi terzi continuano a farlo nonostante i rischi legati alla guerra e pur pagando diritti di sorvolo alla Russia; sottolinea che tali diritti di sorvolo comportano un pagamento annuale stimato di 18 milioni di EUR alla Russia a partire dai soli voli operati dalla Cina in partenza dall'aeroporto di Schiphol; ricorda che il trasporto aereo tra l'UE e la Cina è attualmente disciplinato da accordi bilaterali tra gli Stati membri e la Cina; invita la Commissione e gli Stati membri, alla luce della guerra di aggressione su vasta scala in Ucraina, a riesaminare gli accordi bilaterali e a proporre misure per impedire alla Russia di beneficiare dei diritti di sorvolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>evidenzia la necessità di un maggiore coordinamento civile-militare per quanto riguarda lo spazio aereo; sottolinea, in tale contesto, la necessità di un approccio olistico che si concentri anche sul miglioramento della dotazione dei mezzi delle forze di polizia e delle autorità civili finalizzati al rilevamento dei droni e alla difesa dagli stessi; sostiene l'espansione delle esercitazioni congiunte di simulazione e intercettazione che coinvolgono organizzazioni civili, militari e di contrasto al fine di migliorare la preparazione alle minacce multisettoriali; pone l'accento sul fatto che tali esercitazioni dovrebbero svolgersi regolarmente per garantire una preparazione e un'interoperabilità costanti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare congiuntamente sistemi di comunicazione e condivisione delle informazioni sicuri, affidabili e resilienti che le autorità di contrasto, le agenzie di sicurezza e le istituzioni civili possano utilizzare per questioni di sicurezza, in particolare in tempi di crisi; ribadisce l'importanza di rafforzare la cibersicurezza e la comunicazione strategica sui rischi e sulle misure di protezione per consolidare la resilienza collettiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>sollecita gli Stati membri ad attivare l'articolo 42, paragrafo 7, TUE qualora tali azioni aggressive gravi costituiscano un attacco armato o contribuiscano alla preparazione di un attacco imminente; esorta l'UE e i suoi Stati membri a porre in essere procedure e meccanismi operativi in caso di attivazione dell'articolo 42, paragrafo 7, TUE da parte di uno Stato membro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>chiede di consolidare la frontiera orientale dell'UE, alla luce della continua pressione esercitata dalla Russia e dalla Bielorussia sulle frontiere esterne dell'UE attraverso la migrazione strumentalizzata, al fine di fornire un sostegno rapido e flessibile agli Stati membri affrontando eventuali lacune tecnologiche e operative che insorgano in aria, su terra o in acqua;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>chiede che la cooperazione con l'Ucraina in materia di difesa sia intensificata in misura sostanziale, specie per quanto riguarda le tecnologie e le contromisure relative ai droni, compreso il rafforzamento della cooperazione industriale tra gli Stati membri e l'Ucraina; invita la Commissione e gli Stati membri nonché le loro industrie della difesa a valutare l'ipotesi di sostenere l'industria della difesa ucraina, investire nella medesima e collaborare con essa per sfruttare appieno il potenziale delle capacità produttive dell'Ucraina, in linea con il "modello danese"; esorta gli Stati membri e le loro industrie della difesa a creare joint venture e instaurare partenariati con l'Ucraina per lo sviluppo congiunto di prodotti difensivi nell'UE, in particolare nei settori dei droni, delle tecnologie antidrone e delle capacità offensive a lungo raggio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>accoglie con favore l'annuncio del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy secondo cui l'Ucraina inizierà la produzione all'estero e l'esportazione di tecnologie di difesa proprietarie a partner europei e della NATO preferenziali; riconosce le conoscenze e l'esperienza significative che l'Ucraina ha accumulato per quanto riguarda la produzione di droni e tecnologie antidrone e si attende che l'UE e i suoi Stati membri traggano insegnamenti da tali competenze e conoscenze, prendendo atto del potenziale contributo del know-how militare e industriale maturato dall'Ucraina durante l'invasione russa; invita la Commissione, unitamente all'AED, a coordinare l'acquisto dall'Ucraina di licenze per UAV, al fine di consentire agli Stati membri che lo desiderano di fabbricare tali sistemi; invita gli Stati membri a formalizzare la cooperazione e creare strutture per facilitare lo scambio di insegnamenti tratti, di conoscenze tecniche e di prassi eccellenti, anche nel quadro dell'UE e della NATO; chiede che l'UE e la NATO collaborino all'istituzionalizzazione degli insegnamenti tratti dall'esperienza maturata sul campo di battaglia in Ucraina, integrando le innovazioni dottrinali e tecnologiche nella loro preparazione alle condizioni di combattimento moderne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita ad ultimare rapidamente la legislazione sul programma per l'industria europea della difesa (EDIP) e a utilizzarla, unitamente allo strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE), per impegnare risorse finanziarie al fine di apprendere dall'Ucraina e di sostenerla nella guerra dei droni; riconosce il ruolo che la coalizione dei droni continua a svolgere nella standardizzazione degli UAV, il suo aiuto fondamentale all'Ucraina e il suo ruolo nel garantire che gli Stati membri tengano il passo con la rapida evoluzione delle esigenze sul campo di battaglia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>ribadisce che le recenti azioni aggressive della Russia non devono minare, e non mineranno, il costante impegno dell'UE e degli Stati membri a sostenere l'Ucraina nell'esercizio del suo diritto naturale all'autodifesa e ricorda che la sicurezza dell'Ucraina contribuisce alla sicurezza di tutta l'Europa; sottolinea che è fondamentale assistere l'Ucraina nel rafforzamento delle sue capacità di difesa aerea, in quanto intervenire nei cieli ucraini riduce il rischio che i droni raggiungano il territorio dell'UE; è convinto che l'esito della guerra e la posizione assunta dalla comunità internazionale svolgeranno un ruolo cruciale nell'influenzare le future azioni aggressive della Russia in Europa e nel resto del mondo; esorta tutti gli Stati membri a fornire immediatamente ulteriore assistenza militare e a impegnarsi nell'acquisizione congiunta di capacità supplementari per l'Ucraina, in particolare munizioni per la difesa aerea; chiede di revocare le restrizioni all'uso dei sistemi d'arma occidentali forniti all'Ucraina contro obiettivi militari sul territorio russo, in quanto questi obiettivi sono utilizzati per lanciare attacchi contro la popolazione e contro infrastrutture civili critiche in Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>ribadisce il suo invito agli Stati membri, insieme ai loro partner del G7, ad approvare immediatamente la proposta della Commissione di utilizzare tutti i beni russi congelati come base per la fornitura di sovvenzioni e prestiti sostanziali all'Ucraina, con un rimborso subordinato al futuro pagamento delle riparazioni di guerra da parte della Russia, quale approccio giuridicamente solido e finanziariamente significativo per mantenere e incrementare il sostegno dell'UE alle esigenze militari dell'Ucraina, compresa la difesa antidrone;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al segretario generale della NATO e al presidente e al parlamento dell'Ucraina.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>