<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0253</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Rinnovo del partenariato UE-Africa: definire priorità comuni in vista del vertice in Angola</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0471, 0473, 0475 e 0477/2025)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 23 ottobre 2025 sul rinnovo del partenariato UE-Africa: definire priorità comuni in vista del vertice in Angola (2025/2933(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'Africa e l'Europa sono continenti vicini il cui futuro è strettamente interconnesso; che l'UE dovrebbe puntare a essere il principale partner dell'Africa nei settori del commercio, degli investimenti, dell'aiuto allo sviluppo, dell'assistenza umanitaria, della pace e della sicurezza, dell'energia e della trasformazione digitale; che i paesi africani costituiscono, nel loro insieme, il quarto partner commerciale dell'UE, mentre gli Stati membri dell'UE rappresentano collettivamente il più grande mercato di esportazione dell'Africa; che entrambi i continenti si trovano ad affrontare sfide comuni e interdipendenti in un contesto geopolitico sempre più complesso;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'Africa è un partner indispensabile nella risposta alle sfide esistenti a livello mondiale, che vanno dal garantire un accesso sostenibile alle materie prime critiche, al promuovere le transizioni verde e digitale, rafforzare la sicurezza alimentare globale e sostenere un mercato del lavoro dinamico fino al prevenire i conflitti e consolidare la pace; che la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto sono valori fondamentali tanto dell'UE quanto dell'Unione africana (UA) e che le donne e i giovani sono attori chiave del cambiamento per il futuro democratico ed economico dell'Africa; che una maggiore cooperazione tra l'UE e l'Africa può far emergere nuove prospettive comuni per quanto riguarda l'innovazione, lo sviluppo industriale, la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo umano, il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite e la prosperità a lungo termine in entrambi i continenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'accordo di Samoa<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2023/2862, 28.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2023/2862/oj.</FIELD></FOOTNOTE> fornisce una base rinnovata e modernizzata per le relazioni tra l'UE e gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, che mira a rafforzare la loro capacità di affrontare insieme queste sfide mondiali e di progredire con determinazione verso un partenariato tra pari fondato sul rispetto reciproco e su interessi condivisi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo mette in evidenza l'importanza dell'organizzazione di elezioni libere ed eque, così come dei diritti dei partiti politici e dell'opposizione; che, nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, i recenti sviluppi mostrano una preoccupante tendenza al regresso democratico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'Agenda 2063 dell'UA: "L'Africa che vogliamo" costituisce il piano a lungo termine del continente a favore della crescita inclusiva, dell'integrazione regionale, della parità di genere e dello sviluppo sostenibile; che il sempre maggiore impegno mostrato dall'Africa a livello mondiale riflette la crescente influenza esercitata dal paese sul piano politico ed economico; che tale aspetto mette in evidenza l'importanza di un partenariato basato su principi, trasparente e reciprocamente vantaggioso che sostenga le priorità sia africane che europee e promuova la stabilità e la prosperità a lungo termine;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la pace, la sicurezza e il buon governo sono condizioni imprescindibili per la prosperità, ma che diverse regioni africane, in particolare quelle in condizioni di fragilità, continuano a essere soggette a instabilità, terrorismo, cambiamenti incostituzionali di governo e crisi umanitarie; che diversi attori esterni, in special modo la Cina e la Russia, hanno esteso la propria presenza in Africa spesso facendo ricorso a mezzi poco trasparenti o coercitivi, tra cui campagne di disinformazione e di influenza malevola;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che l'UE resta il principale donatore di aiuti umanitari e di aiuti allo sviluppo in Africa; che il sistema umanitario mondiale sta attraversando una crisi di finanziamento senza precedenti, dal momento che è stato raccolto soltanto il 43 % dei 50 miliardi di USD di aiuti umanitari richiesti dalle Nazioni Unite; che tale situazione è stata aggravata dai continui tagli apportati da numerosi donatori chiave ai propri bilanci per gli aiuti esteri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che nel 2024 la popolazione africana ha superato il miliardo e mezzo e dovrebbe raggiungere i 2,5 miliardi entro il 2050 e che la maggioranza delle persone che la compongono ha meno di trent'anni; che tale dinamismo demografico presenta contemporaneamente opportunità e criticità, in quanto richiede ingenti investimenti nell'istruzione, nell'occupazione, nell'assistenza sanitaria e nelle infrastrutture; che le disuguaglianze rimangono uno dei principali ostacoli al conseguimento degli OSS;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'Africa possiede un enorme potenziale in termini di energie rinnovabili, innovazione e sviluppo sostenibile; che, pur contribuendo in misura minima alle emissioni mondiali, il continente si adopera attivamente a favore della resilienza ai cambiamenti climatici e della crescita verde; che una leadership congiunta dell'UE e dell'UA può accelerare una transizione giusta, inclusiva e sostenibile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la zona continentale di libero scambio per l'Africa (<STRING ITALIC="on">African Continental Free Trade Area</STRING> ‑ AfCFTA) è un progetto trasformativo per l'integrazione e la sovranità economica del continente, ma che la partecipazione di quest'ultimo al commercio e agli investimenti mondiali resta limitata; che il sostegno dell'UE dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo di capacità in materia di armonizzazione doganale e sulla preparazione del settore privato, in modo da massimizzare i benefici offerti dall'AfCFTA;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la migrazione e la mobilità tra l'Africa e l'Europa sono realtà da tempo esistenti che generano sfide importanti per entrambi i continenti e che possono offrire opportunità solo se affrontate in modo adeguato e responsabile; che l'UE e l'Africa hanno un interesse comune a istituire partenariati a lungo termine reciprocamente vantaggiosi che contribuiscano allo sviluppo economico e alla stabilità in Africa, affrontando nel contempo le preoccupazioni dell'Europa in materia di migrazione irregolare, sicurezza, gestione delle frontiere e lotta al terrorismo; che tali partenariati, che siano incentrati esclusivamente sulla migrazione o abbiano una portata più ampia mantenendo la migrazione al centro, devono includere responsabilità e impegni chiari, intensificare la cooperazione in materia di prevenzione della migrazione irregolare, smantellare le reti di trafficanti, migliorare i rimpatri e rafforzare la gestione delle frontiere, nonché affrontare le cause profonde della migrazione irregolare nei paesi di origine e di transito;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che nel 2025 si celebra il 25° anniversario del partenariato formale Africa-UE, ricorrenza che offre un'occasione storica per rinnovare e rafforzare le relazioni e per porre i partner su un piano di parità per la prossima generazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e l'Agenda 2063 dell'UA forniscono orientamenti comuni per il partenariato e dovrebbero guidare la programmazione nell'ambito dell'attuale strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) — Europa globale e della strategia Global Gateway, prestando sempre particolare attenzione alla trasparenza, alla partecipazione inclusiva e al raggiungimento di risultati misurabili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che ogni forma di cooperazione allo sviluppo dovrebbe essere fondata sui principi dell'efficacia dell'aiuto; che l'attuazione dell'accordo di Samoa e del Global Gateway deve allinearsi all'Agenda 2063 dell'UA e rispettare i principi di uguaglianza, responsabilità reciproca e titolarità africana in tutti gli ambiti della cooperazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che la crisi del debito sovrano in Africa si è aggravata nel corso dell'ultimo decennio; che, in un clima di turbolenze geopolitiche e di aumento dei tassi di interesse, tra il 2010 e il 2022 il rapporto debito pubblico/PIL dell'Africa è raddoppiato, passando dal 32,7 % al 65 %;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che l'UE ha ripetutamente affermato il suo impegno a favore della promozione e della protezione della libertà religiosa a livello globale e ha adottato misure per combattere la persecuzione e l'intolleranza religiose in varie parti del mondo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che il Parlamento ha chiesto a più riprese di intensificare gli sforzi internazionali volti a combattere le persecuzioni religiose e a fare in modo che i responsabili degli attacchi contro le minoranze siano chiamati a rispondere delle loro azioni;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Nuovo partenariato strategico tra pari</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>chiede un partenariato Africa-UE rinnovato e lungimirante basato sul rispetto reciproco, sugli interessi condivisi e sulla consapevolezza del fatto che i due continenti hanno bisogno l'uno dell'altro e sono più forti insieme; osserva che, in un periodo segnato da un'evoluzione delle dinamiche geopolitiche e da una crescente mancanza di sicurezza a livello mondiale, così come da una un'ascesa dell'estremismo e da tagli alla spesa per l'aiuto umanitario e lo sviluppo, una più stretta cooperazione tra l'UE e l'Africa appare più che mai fondamentale; sottolinea che un partenariato autentico basato su un'azione multilaterale congiunta rappresenta il mezzo più efficace per promuovere la pace, la prosperità, il commercio sostenibile e lo sviluppo umano; ribadisce che l'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e degli OSS deve fungere da linea guida comune per il rinnovato partenariato UE-Africa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>invita l'UE a intensificare le sue misure concrete e la sua comunicazione strategica e ad accrescere la sua visibilità in tutta l'Africa, dando chiaramente prova dei benefici tangibili offerti da un partenariato UE-UA basato sul rispetto reciproco, sulla trasparenza e sulla sostenibilità; sottolinea l'importanza di un impegno trasparente e basato sui valori di fronte all'influenza di potenze esterne, tra cui la Cina e la Russia, le cui attività finanziarie, di sicurezza e di disinformazione poco trasparenti rischiano di compromettere la sovranità, la stabilità e la governance democratica in Africa; sottolinea che l'UE deve affermare la sua presenza in modo più efficace attraverso una diplomazia coerente, investimenti visibili e un più stretto coordinamento tra la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), il Parlamento e gli Stati membri, al fine di proiettare una voce europea unita;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea l'importanza di istituzionalizzare la dimensione parlamentare dei futuri vertici UE-UA e di renderla una componente integrante del loro quadro, al fine di garantire la rappresentanza dei cittadini, il controllo pubblico e un contributo democratico alle deliberazioni e ai risultati del partenariato; sostiene gli sforzi volti a dare nuovo slancio al dialogo interparlamentare tra il Parlamento europeo e il Parlamento panafricano quale piattaforma dedicata al dialogo e al controllo democratici; incoraggia a tenere periodicamente riunioni tematiche tra le commissioni parlamentari di entrambi i continenti al fine di garantire l'assunzione di responsabilità nell'ambito del partenariato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>invita i 22 Stati membri dell'UE e i 66 partner africani che non hanno ancora ratificato l'accordo di Samoa a farlo senza indugio, per passare dall'applicazione provvisoria alla piena entrata in vigore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>esorta la Commissione a condurre, senza eccezioni, valutazioni d'impatto approfondite e consultazioni con le parti interessate, anche con le controparti africane direttamente interessate dalla legislazione dell'UE, e a basare le sue proposte su tutti i dati disponibili; si impegna a consultare le controparti africane in merito alla futura legislazione dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Pace, sicurezza e buon governo</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>ribadisce che il conseguimento di una pace sostenibile è un requisito imprescindibile per lo sviluppo e la prosperità; sostiene gli sforzi di pace profusi dall'Africa nell'ambito dell'architettura africana di pace e di sicurezza (APSA) ed elogia il sostegno fornito dell'UE attraverso lo strumento europeo per la pace; chiede un finanziamento prevedibile delle operazioni su mandato dell'UA, anche attraverso contributi valutati dalle Nazioni Unite; sottolinea che la cooperazione deve rispettare il diritto internazionale, tutelare i civili e promuovere la riforma della governance; esprime profonda preoccupazione dinanzi al proliferare dei conflitti, del terrorismo jihadista, dei colpi di Stato militari e dei casi di collasso dello Stato, della regressione democratica e dell'estremismo violento in diverse regioni dell'Africa; chiede un approccio globale che combini difesa, consolidamento della pace, misure di sicurezza, prevenzione, deradicalizzazione e sviluppo socioeconomico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria e della sicurezza in tutta la regione del Sahel, in particolare in Mali, Niger e Burkina Faso, dove vaste zone restano sotto il controllo di gruppi armati e i civili sono esposti a sfollamenti diffusi e all'insicurezza alimentare; sottolinea che la crisi si sta propagando alle democrazie costiere dell'Africa occidentale e sta generando pericolosi vuoti di potere a seguito del ritiro delle missioni internazionali; condanna la strategia destabilizzante portata avanti dalla Russia nella regione, compresa la decisione di inglobare il gruppo Wagner nel Corpo africano controllato dal governo, le sue attività di disinformazione e le sue pratiche predatorie tese all'acquisizione di risorse; osserva che il ricorso a tale sostegno da parte delle giunte militari non è servito a stabilizzare la situazione e ha consentito ai gruppi terroristici di riguadagnare terreno; deplora che la missione di formazione dell'UE in Mali, la missione di partenariato militare dell'UE in Niger, la missione dell'UE per lo sviluppo delle capacità in Niger e altri dispiegamenti internazionali non abbiano permesso di giungere a una pace duratura; invita a effettuare una valutazione approfondita e basata su dati concreti dei mandati, dei ruoli e delle politiche e a elaborare, nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune, una strategia dell'UE per la regione del Sahel profondamente riveduta e integrata, che sia coerente con la politica di sviluppo e sostenuta dallo strumento europeo per la pace; dà la priorità all'accesso umanitario e alla protezione dei civili e subordina l'assistenza dell'UE in materia di sicurezza al pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e in materia di diritti umani; chiede un'azione coordinata tra l'UE e l'UA e basata su principi, fondata sulla democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto, in particolare misure volte a contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, smantellare le economie basate su risorse illecite e le attività criminali che finanziano i gruppi armati e a investire nella governance, nella fornitura di servizi e nelle opportunità economiche locali, così da intervenire sui fattori strutturali che favoriscono l'instabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per le violenze, l'instabilità politica e le crisi umanitarie che persistono in diverse regioni dell'Africa; ricorda in particolare il devastante conflitto in atto in Sudan, dove i combattimenti tra le forze armate sudanesi e le forze di sostegno rapido hanno causato un elevato numero di vittime civili, sfollamenti di massa e diffuse violazioni dei diritti umani; condanna fermamente tutte le atrocità, compresi gli attacchi deliberati contro i civili e l'uso della violenza sessuale come arma di guerra, e chiede di garantire la piena assunzione di responsabilità e l'accesso umanitario senza restrizioni; accoglie con favore gli sforzi diplomatici profusi a livello regionale e dalle Nazioni Unite e incoraggia l'UE a intensificare il coordinamento con l'UA e gli Stati vicini per sostenere i negoziati a favore di un cessate il fuoco e il consolidamento di una pace inclusiva; prende atto con preoccupazione della persistente fragilità e della mancanza di riconciliazione nazionale in Libia, paese la cui instabilità continua a incidere sulla sicurezza sia africana che europea; sollecita un rinnovato impegno dell'UE, in stretta cooperazione con le Nazioni Unite, al fine di promuovere un processo politico unificato, elezioni trasparenti e il ritiro dei mercenari stranieri; accoglie con favore il contributo della missione di assistenza militare dell'UE in Mozambico al ripristino della sicurezza a Cabo Delgado, sottolineando nel contempo la necessità di integrare i diritti umani, la resilienza delle comunità e i principi di buon governo al fine di garantire una stabilità duratura e la fiducia a livello locale; mette in evidenza il ruolo svolto dalla missione dell'UE per lo sviluppo delle capacità in Somalia nel rafforzamento delle capacità della polizia somala, della sicurezza marittima e dello Stato di diritto; chiede un più stretto coordinamento con i partner internazionali e l'integrazione del lavoro della missione nell'ambito di un impegno dell'UE più ampio per rafforzare la governance, la giustizia e la resilienza antiterrorismo nel Corno d'Africa; continua a essere preoccupato per la situazione presente in Etiopia, in particolare nella regione del Tigrai, dove sono state segnalate gravi violazioni dei diritti umani; invita le autorità etiopi a garantire un accesso umanitario senza restrizioni, ad avviare un dialogo nazionale autentico e a difendere lo Stato di diritto e le libertà fondamentali; sottolinea che l'impegno dell'UE nei contesti di conflitto e di transizione deve sempre promuovere la democrazia, la responsabilità e la titolarità africana, garantendo il coordinamento con l'UA e le iniziative regionali, al fine di promuovere la riconciliazione, la stabilità e lo sviluppo sostenibile in tutto il continente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>invita l'UE a intensificare gli sforzi tesi alla promozione della pace, della sicurezza e della stabilità in tutto il continente africano; chiede un finanziamento prevedibile e a lungo termine delle operazioni di pace su mandato dell'UA, anche attraverso contributi valutati dalle Nazioni Unite, in linea con la risoluzione 2719 (2023) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; sottolinea la necessità di una rappresentanza africana permanente in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; sostiene le operazioni di pace e gli sforzi di mediazione condotti dall'Africa nell'ambito dell'APSA;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita il Consiglio e la Commissione a rafforzare la cooperazione tra l'UE e l'Africa in materia di sicurezza e difesa, anche mediante l'istituzione di una capacità congiunta efficace per contrastare il terrorismo, l'estremismo violento e le ingerenze esterne, in particolare negli Stati fragili; sottolinea che tale cooperazione deve integrare e rafforzare gli sforzi guidati dall'Africa nel quadro dell'APSA e deve rispettare pienamente il diritto internazionale, il controllo democratico e i principi di un partenariato tra pari; sottolinea che le operazioni antiterrorismo devono rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario e in materia di diritti umani; sostiene i programmi dell'UE a favore della resilienza delle comunità, del coinvolgimento delle donne e dei giovani e della ricostruzione post-conflitto; esorta sia l'UE che l'UA a mettere in atto l'agenda delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza e l'agenda delle Nazioni Unite per i giovani, la pace e la sicurezza, garantendo un'equa partecipazione al processo decisionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>accoglie con favore il recente accordo di pace tra il Ruanda e la Repubblica democratica del Congo (RDC), ma resta profondamente preoccupato per le continue violenze e la persistente insicurezza nella parte orientale della RDC, in particolare nel Kivu settentrionale e nell'Ituri; invita l'UE a svolgere un ruolo attivo e coordinato nel sostenere l'attuazione del processo di pace, concentrandosi sul rafforzamento dell'inclusività e della partecipazione delle donne, sull'accesso umanitario e sulla protezione dei civili; sottolinea che, per conseguire una stabilità duratura, occorre affrontare le dimensioni economiche del conflitto, compreso lo sfruttamento illegale delle risorse naturali e delle materie prime, e garantire giustizia alle vittime di crimini di guerra, compresa la violenza sessuale legata ai conflitti; esorta la Commissione e il Consiglio a sospendere immediatamente il memorandum d'intesa UE-Ruanda relativo a catene del valore sostenibili delle materie prime fino a quando il Ruanda non dimostrerà che sta ponendo fine alla sua ingerenza e che sta cessando di esportare minerali estratti da zone controllate dal gruppo paramilitare M23; invita tutti gli attori ad accrescere la trasparenza e a vietare in modo effettivo l'ingresso nell'UE di tutti i minerali insanguinati; invita l'UE a promuovere l'approvvigionamento responsabile, la trasparenza nelle catene di approvvigionamento e gli investimenti nel valore aggiunto nella RDC e nella regione dei Grandi Laghi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>sottolinea l'importanza fondamentale della democrazia e di elezioni libere ed eque, che sono l'unico modo per garantire una reale responsabilità e una reale rappresentazione degli interessi e delle priorità dei cittadini; chiede un rafforzamento della cooperazione in materia di osservazione elettorale e costruzione della democrazia, in partenariato con l'UA e le organizzazioni regionali; chiede finanziamenti specifici per le mediatrici e le costruttrici di pace locali, i giovani costruttori di pace e le organizzazioni delle donne; ribadisce il ruolo essenziale delle donne e dei giovani nei settori della costruzione della pace e della governance;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>ricorda che quella dei cristiani è la comunità religiosa più perseguitata al mondo; prende atto con particolare preoccupazione della situazione dei cristiani nella regione del Sahel;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sottolinea che le chiese sono fornitori fondamentali di servizi sociali essenziali in Africa; invita la Commissione a coinvolgere tali partner nell'attuazione dei programmi dell'UE; invita, a tale riguardo, la Commissione e il SEAE a promuovere il dialogo con le chiese nei paesi partner;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>esprime preoccupazione per la crescente influenza politica della Cina in Africa e per l'espansione delle sue iniziative globali, compresa l'iniziativa "Nuova via della seta"; osserva che, sebbene abbiano mobilitato investimenti significativi, spesso tali progetti sono poco trasparenti e possono creare dipendenze economiche; chiede all'UE di intensificare i suoi sforzi per offrire un'alternativa sostenibile, basata sui valori e trasparente, imperniata sulla titolarità locale, sulla concorrenza leale e sul reciproco vantaggio; invita l'UE a migliorare la sua comunicazione strategica e la sua visibilità, a promuovere progetti congiunti UA-UE in materia di infrastrutture, digitalizzazione e innovazione e a sostenere iniziative indipendenti nel settore dei media e dell'istruzione per dimostrare i vantaggi a lungo termine del modello di partenariato congiunto UA-UE; riconosce l'importanza strategica delle materie prime critiche sia per l'Africa che per l'Europa e sottolinea che la cooperazione in questo ambito deve essere incentrata sul vantaggio reciproco, sulla trasparenza e sulla sostenibilità; chiede che l'Europa rafforzi la propria resilienza affrancandosi dalle dipendenze eccessive, attraverso partenariati che promuovano l'estrazione mineraria responsabile, il valore aggiunto locale e lo sviluppo delle competenze; pone l'accento sul fatto che le iniziative nell'ambito del pacchetto di investimenti Global Gateway Africa-Europa dovrebbero promuovere catene di approvvigionamento resilienti, eque e responsabili dal punto di vista ambientale e garantire che la cooperazione in materia di risorse contribuisca alla crescita sostenibile e inclusiva e alla diversificazione economica nei paesi africani;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sviluppo e crescita sostenibili, commercio e infrastrutture</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sostiene la piena attuazione dell'area di libero scambio continentale africana (AfCFTA) quale motore dell'integrazione continentale e invita l'UE a fornire assistenza tecnica e finanziaria per le sue istituzioni, l'armonizzazione doganale e la prontezza del settore privato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>sottolinea il ruolo centrale dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale quale principale quadro di finanziamento esterno dell'UE per sostenere la cooperazione con l'Africa; pone l'accento sul fatto che l'uso efficace dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale e dello strumento che lo sostituirà è fondamentale per assicurare la coerenza tra le priorità programmatiche, gli investimenti del Global Gateway e le iniziative Team Europa, per garantire trasparenza, responsabilità e risultati misurabili nell'azione dell'UE per lo sviluppo, nonché per adempiere agli obblighi derivanti dal trattato UE, compresa la promozione dell'eliminazione della povertà, dello sviluppo sostenibile, dei diritti umani e della cooperazione internazionale e dell'uguaglianza di genere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>invita gli Stati membri a effettuare una valutazione approfondita delle carenze nei loro precedenti approcci alla cooperazione allo sviluppo con l'Africa e all'assistenza esterna per l'Africa, nonché a rivedere e adeguare le loro strategie per l'Africa al fine di promuovere una prosperità sostenibile nel continente e realizzare partenariati realmente reciprocamente vantaggiosi; sottolinea l'importanza di garantire la coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS) in tutte le politiche esterne dell'UE, tenendo conto delle preoccupazioni in materia di commercio, migrazione, clima e sicurezza; pone l'accento sull'importanza della rete CPS del Parlamento per conseguire un migliore allineamento delle politiche esterne dell'UE; sottolinea che l'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) rimane indispensabile nei paesi meno sviluppati, nei paesi a basso reddito e negli Stati fragili; invita gli Stati membri a sostenere e migliorare i progressi verso l'obiettivo di lunga data delle Nazioni Unite di destinare lo 0,7 % del reddito nazionale lordo all'APS e ad aumentare la quota destinata ai paesi meno sviluppati, in linea con gli impegni dell'UE e internazionali; incoraggia a esplorare strumenti di finanziamento innovativi e giuridicamente solidi, compresi la riassegnazione volontaria dei diritti speciali di prelievo del Fondo monetario internazionale, ove possibile, e il ricorso a scambi (swap) strutturati e trasparenti tra debito e azioni per il clima o tra debito e azioni per lo sviluppo al fine di rafforzare i finanziamenti per l'adattamento ai cambiamenti climatici e la resilienza; invita la Commissione e gli Stati membri a tenere conto degli interessi delle regioni ultraperiferiche al momento della firma degli accordi con i paesi africani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il crescente onere del debito che grava su molti paesi africani; invita l'UE e altri partner pertinenti a sostenere una ristrutturazione globale del debito e la riforma dell'architettura finanziaria globale al fine di garantire trasparenza e condizioni più eque;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>riconosce gli sforzi volti a rendere l'azione esterna dell'UE più coerente attraverso lo strumento Europa globale e la strategia Global Gateway, sottolineando nel contempo che la flessibilità deve essere accompagnata da prevedibilità, responsabilità, trasparenza e controllo parlamentare; invita la Commissione, il SEAE, il Consiglio e gli Stati membri a garantire che il pacchetto di investimenti Global Gateway Africa-Europa produca risultati tangibili, allineando i progetti alle priorità africane, evitando un debito insostenibile, sostenendo l'eliminazione della povertà e promuovendo lo sviluppo umano in linea con gli OSS e gli obblighi derivanti dai trattati; riconosce che le sole iniziative di investimento su vasta scala non sono sufficienti per affrontare le complesse realtà dei contesti fragili e interessati da conflitti, né le vulnerabilità dei paesi meno sviluppati e fortemente indebitati; chiede pertanto una strategia specifica dell'UE per l'impegno in contesti fragili nell'ambito del futuro strumento Europa globale, che integri il dialogo politico, la costruzione della pace, gli aiuti umanitari e l'azione per lo sviluppo, e sottolinea nel contempo la necessità di una dotazione specifica per gli aiuti umanitari nel prossimo quadro finanziario pluriennale; pone in risalto la necessità di migliorare la visibilità e il coordinamento dei progetti finanziati dall'UE attraverso delegazioni dell'UE più forti e autentici partenariati con i portatori di interessi africani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>prende atto, con grave preoccupazione, delle prove diffuse di un'attività estrattiva illegale e del contrabbando di minerali e del conseguente impatto sulla stabilità e sullo sviluppo delle regioni ricche di risorse; ricorda i legami tra estrazione mineraria e violazioni dei diritti umani, degrado ambientale, accaparramento di terreni e conflitti violenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>chiede la creazione di un apposito patto di industrializzazione UE-Africa sotto l'egida congiunta dell'UA, dell'UE e delle banche di sviluppo regionali, al fine di mobilitare capitali pubblici e privati, che garantiscano che l'Africa non sia solo una fonte di materie prime, ma anche un polo per la trasformazione, la produzione e l'innovazione; sottolinea che tale iniziativa costituirebbe un'espressione tangibile di un partenariato tra pari, che favorirebbe la crescita a lungo termine e catene del valore sostenibili in entrambi i continenti; esprime preoccupazione per il ritiro dell'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) e per il ridimensionamento dei suoi programmi, il che ha creato notevoli carenze di finanziamenti nei servizi essenziali; invita la Commissione e gli Stati membri a riallineare la programmazione dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale e dell'iniziativa Team Europa agli obiettivi concordati a livello ufficiale e agli obiettivi minimi di spesa per l'Africa subsahariana e ai programmi tematici, nonché a utilizzare tali strumenti per colmare rapidamente, ove opportuno, le carenze di finanziamento, dando priorità all'eliminazione della povertà, alla salute, all'uguaglianza di genere, all'istruzione, alla sicurezza alimentare e all'adattamento ai cambiamenti climatici nei paesi africani più vulnerabili; sottolinea che la natura degli aiuti umanitari basata sulle esigenze richiede finanziamenti separati, distinti da altri finanziamenti dell'azione esterna; sottolinea l'importanza di uno stretto dialogo tra gli Stati Uniti, l'UE e l'UA su un piano di parità al fine di realizzare gli obiettivi comuni di promozione della democrazia, dello sviluppo e della prosperità in Africa e di una revisione della politica della "pace in cambio di risorse";</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Investire nelle donne, nei giovani, nello sviluppo umano e nella mobilità</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>pone l'accento sul fatto che i giovani africani devono essere al centro di un partenariato UE-Africa rinnovato; sottolinea che il partenariato UE-UA consente ai governi africani di offrire ai loro cittadini nuove opportunità, tra cui la creazione di posti di lavoro, e che l'UE può assistere e sostenere tali sforzi guidati dall'Africa; sottolinea che per un partenariato duraturo ed equo è essenziale avvicinare i giovani di entrambi i continenti, attraverso una maggiore comprensione reciproca e legami più forti; chiede il rafforzamento dei programmi di scambio di studenti e dei programmi di ricerca; sostiene una maggiore partecipazione degli studenti europei ai programmi di scambio con le università africane; chiede inoltre maggiore sostegno a favore delle università africane, degli istituti di formazione professionale africani e delle iniziative africane guidate dai giovani per rafforzare le competenze, l'innovazione e gli scambi;;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>chiede la creazione di uno specifico fondo per l'innovazione giovanile Africa-UE per finanziare start-up e progetti comunitari guidati da giovani imprenditori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>riconosce che la migrazione è una realtà condivisa che genera sfide importanti per entrambi i continenti e che può offrire opportunità solo se affrontata in modo adeguato e responsabile; invita l'UE e i suoi Stati membri a continuare a sviluppare e attuare partenariati strategici e su misura, con i paesi africani, incentrati sulla migrazione o di portata più ampia ma mantenenti la migrazione al centro, basati su interessi condivisi e impegni misurabili nei settori della gestione delle frontiere, del rimpatrio e della riammissione e della lotta contro la migrazione illegale, il traffico di migranti, la tratta di esseri umani e il terrorismo; chiede in particolare una cooperazione rafforzata con i paesi di origine e di transito per prevenire la migrazione irregolare, smantellare le reti di trafficanti e migliorare i rimpatri, nonché per approfondire la cooperazione in materia di sicurezza e di lotta al terrorismo; sottolinea che tale cooperazione deve contribuire alla stabilità a lungo termine e a risultati reciprocamente vantaggiosi per entrambi i continenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>invita l'Unione europea e l'Unione africana a sostenere e promuovere i diritti delle donne e la parità di genere, a garantire l'accesso all'istruzione e il rispetto della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti, a promuovere la partecipazione piena, paritaria e significativa delle donne al processo decisionale e sul mercato del lavoro e a combattere la violenza di genere e le pratiche dannose; ribadisce che la parità di genere e l'emancipazione femminile sono condizioni imprescindibili per una crescita inclusiva e uno sviluppo sostenibile; invita l'UE a garantire finanziamenti specifici per i programmi per la parità di genere, in linea con il suo piano d'azione sulla parità di genere III; chiede obiettivi di finanziamento ambiziosi per far progredire l'OSS 5 sulla parità di genere e potenziare le risposte guidate dalle donne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>sottolinea l'importanza di contrastare le violazioni dei diritti delle donne in Africa, in particolare le mutilazioni genitali femminili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>sottolinea che la sicurezza sanitaria è una sfida globale condivisa ed esprime preoccupazione per il fatto che i significativi tagli di bilancio nel settore minacciano di vanificare decenni di progressi in materia di salute globale, mettendo a rischio milioni di vite umane; accoglie con favore il sostegno dell'UE a favore dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, dei poli per la produzione di vaccini e dell'Agenzia africana per i medicinali; sottolinea il ruolo fondamentale dell'UE nel finanziamento di programmi sanitari salvavita, compresi la prevenzione e il trattamento dell'HIV e dell'AIDS e i programmi per la salute sessuale e riproduttiva; chiede una cooperazione costante in materia di preparazione alle pandemie, produzione farmaceutica locale e copertura sanitaria universale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Clima, ambiente e cooperazione multilaterale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>chiede progressi congiunti in materia di mercato unico africano dell'energia elettrica, interconnessioni transfrontaliere e urbanizzazione sostenibile; invita l'UE a contribuire equamente ai finanziamenti per il clima a favore dell'adattamento ai cambiamenti climatici e della mitigazione degli stessi in Africa, sostenendo iniziative quali la Grande muraglia verde e NaturAfrica, che combinano la protezione dell'ambiente con l'occupazione e lo sviluppo rurale; riconosce che i cambiamenti climatici rappresentano una sfida comune e un'opportunità di cooperazione tra l'UE e l'Africa; accoglie con favore l'iniziativa Africa-Europa per l'energia verde, che renderà disponibili 50 GW di capacità rinnovabile e fornirà l'accesso all'energia elettrica a 100 milioni di persone entro il 2030;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>chiede un'azione UA-UE più incisiva e un sostegno congiunto alle riunioni della conferenza delle parti per garantire finanziamenti equi per il clima, il trasferimento di tecnologie e finanziamenti da destinare al fondo per le perdite e i danni; sottolinea che tutti i principali responsabili delle emissioni di gas a effetto serra, compresi i membri del G20, devono avere un ruolo trainante nell'attuare l'accordo di Parigi; accoglie con favore l'adesione permanente dell'Africa al G20 e sostiene una maggiore rappresentanza africana nella governance globale; propone che l'UA e l'UE istituiscano un dialogo annuale ad alto livello sul clima e la sostenibilità, con l'obiettivo di monitorare i progressi e allineare le politiche in materia di energia, biodiversità e protezione dell'ambiente;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Via da seguire</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>accoglie con favore l'organizzazione del settimo vertice UE-UA a Luanda quale importante opportunità per i leader africani ed europei di ribadire il loro impegno a favore del partenariato UE-UA; invita i partecipanti a cogliere tale occasione per annunciare impegni misurabili per i prossimi cinque anni, in particolare attraverso l'adozione di un piano d'azione congiunto 2025-2030, una tabella di marcia per raddoppiare gli scambi e gli investimenti Africa-UE entro il 2030 e un quadro comune rinnovato in materia di trasformazione digitale e partenariati per l'energia verde;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>esorta la Commissione e il SEAE a istituire dialoghi annuali ad alto livello con la Commissione dell'UA e le comunità economiche regionali in quattro settori prioritari: pace e sicurezza, commercio e cooperazione economica, migrazione e mobilità, sostenibilità e azione per il clima, al fine di valutare le priorità di partenariato, monitorare l'attuazione e contribuire sia al processo del vertice UA-UE sia al quadro finanziario pluriennale dell'UE; propone che le consultazioni UA-UE siano istituzionalizzate a livello ministeriale e di alti funzionari su base annua, garantendo un coordinamento continuo, l'assunzione di responsabilità e l'elaborazione di politiche adattive;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>sottolinea l'importanza di rafforzare la dimensione parlamentare del partenariato Africa-Europa; chiede che, prima del vertice, sia organizzata una riunione con i deputati al Parlamento europeo e i deputati al Parlamento panafricano per garantire che le voci dei rappresentanti eletti di entrambi i continenti contribuiscano a definire l'agenda, le priorità e i risultati del prossimo vertice UE-UA; sottolinea che tale dialogo rafforzerebbe la legittimità democratica, promuoverebbe la comprensione reciproca e garantirebbe che le conclusioni del vertice riflettano le preoccupazioni e le aspirazioni dei cittadini di tutta l'Africa e l'Europa; pone l'accento sull'importanza di coinvolgere in maniera significativa la società civile nel partenariato e nei vertici; plaude alla decisione del Parlamento europeo di aprire un ufficio ad Addis Abeba al fine di seguire da vicino le attività e i processi decisionali dell'UA e del suo parlamento panafricano;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>invita la sua Presidente a invitare i capi di Stato africani a rivolgersi più regolarmente al Parlamento, garantendo una rappresentanza geografica equilibrata e promuovendo un dialogo politico più approfondito tra i due continenti;</P></ACTION><SEPARATION><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">°</STRING></STRING></P><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">°     °</STRING></STRING></P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Presidente del Consiglio europeo, alla Presidente della Commissione, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione dell'Unione africana, al parlamento panafricano, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'UE e degli Stati membri dell'Unione africana, al segretario generale delle Nazioni Unite e al segretario generale dell'Organizzazione degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>