<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0285</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Aspetti istituzionali della relazione sul futuro della competitività europea (relazione Draghi)</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0196/2025 - Relatore: Brando Benifei)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2025 sugli aspetti istituzionali della relazione sul futuro della competitività europea (relazione Draghi) (2025/2013(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Mario Draghi, del 9 settembre 2024, dal titolo "The future of European competitiveness" (Il futuro della competitività europea) (relazione Draghi),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il discorso di Mario Draghi in occasione della presentazione della relazione Draghi al Parlamento europeo il 17 settembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Enrico Letta, del 17 aprile 2024, dal titolo "Much more than a market" (Molto più di un mercato) (relazione Letta),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 29 gennaio 2025, dal titolo "Bussola per la competitività dell'UE" (COM(2025)0030),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, dell'11 febbraio 2025, dal titolo "La strada verso il prossimo quadro finanziario pluriennale" (COM(2025)0046),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 19 marzo 2025, dal titolo "Unione del risparmio e degli investimenti – Una strategia per promuovere la ricchezza dei cittadini e la competitività economica nell'UE" (COM(2025)0124),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Sauli Niinistö, del 30 ottobre 2024, dal titolo "Safer together – Strengthening Europe's civilian and military preparedness and readiness" (Più sicuri insieme – Rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare dell'Europa) (relazione Niinistö),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del 9 maggio 2022 sul risultato finale della Conferenza sul futuro dell'Europa,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 4 maggio 2022 sul seguito da dare alle conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 6.12.2022, pag. 109.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 9 giugno 2022 sulla richiesta di convocare una Convenzione per la revisione dei Trattati<FOOTNOTE><FIELD> GU C 493 del 27.12.2022, pag. 130.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 22 novembre 2023 sui progetti del Parlamento europeo intesi a modificare i trattati<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/4216, 24.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4216/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'11 luglio 2023 sull'attuazione delle "clausole <STRING ITALIC="on">passerella</STRING>" nei trattati dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/3996, 17.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/3996/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 7 maggio 2025 su un rinnovato bilancio a lungo termine per l'Unione in un mondo che cambia<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0090.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 12 marzo 2025 sul libro bianco sul futuro della difesa europea<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/3151, 20.6.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/3151/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 48 del trattato sull'Unione europea (TUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le clausole <STRING ITALIC="on">passerella</STRING> nei trattati dell'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le disposizioni dei trattati concernenti la cooperazione rafforzata e la cooperazione strutturata permanente,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 122 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A10-0196/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la relazione Draghi, redatta da Mario Draghi e preparata su richiesta della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, fornisce una diagnosi completa delle sfide strutturali che l'Unione si trova ad affrontare e avverte che l'Unione rischia di attraversare un periodo prolungato di debole crescita economica, che potrebbe in ultima analisi minacciare la prosperità e il benessere sociale; che la relazione Draghi sottolinea come l'Europa non possa più contare su molti dei fattori che ne hanno sostenuto la crescita in passato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che tra l'UE e gli Stati Uniti si è creato un ampio divario in termini di PIL, che è passato da oltre il 15 % nel 2002 a circa il 30 % nel 2023, misurato ai prezzi del 2015; che ciò è principalmente dovuto a un rallentamento significativo della produttività in Europa e all'incapacità dell'UE di trarre vantaggio dalla rivoluzione digitale guidata da Internet e dai potenziali incrementi di produttività ad essa associati, in parte a causa della frammentazione del mercato unico europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, secondo la relazione Draghi, la riduzione del divario di innovazione, un piano congiunto per la decarbonizzazione e la competitività, l'aumento della sicurezza e la riduzione delle dipendenze, nonché il conseguimento degli obiettivi economici, ambientali e sociali dell'UE sono i pilastri fondamentali per la crescita futura dell'Europa; che, secondo la relazione, ciò richiederà un aumento dei livelli di investimento pari a circa il 5 % del PIL totale dell'Unione, per un importo minimo di 750-800 miliardi di EUR di investimenti annui supplementari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la domanda globale di materie prime critiche è in rapido aumento a causa della transizione verso l'energia pulita e che l'Europa dipende inoltre fortemente dalle importazioni di tecnologia digitale, in particolare per la produzione di chip, dal momento che il 75-80 % della capacità globale di produzione di wafer avviene in Asia; che occorre definire una vera "politica economica estera" dell'UE per preservare l'autonomia e la competitività dell'Unione in tale settore critico e in altri settori strategici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che sia la relazione Letta, redatta da Enrico Letta e commissionata dal Consiglio europeo, che la relazione Draghi sottolineano che, sin dall'inizio, il mercato unico ha dato un formidabile slancio all'economia dell'Unione e ha contribuito notevolmente alla sua attrattiva, e rappresenta tuttora una pietra angolare dell'integrazione e dei valori europei, fungendo da potente motore di crescita, prosperità e solidarietà; che, tuttavia, il panorama internazionale è profondamente cambiato, evidenziando la necessità di approfondire ulteriormente e completare il mercato unico al fine di sfruttarne appieno il potenziale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la relazione Draghi ha rilevato la necessità di un investimento annuo supplementare minimo di 750-800 miliardi di EUR per ripristinare la produttività dell'Unione e conseguire i suoi obiettivi ambientali e sociali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il sostegno dell'UE agli investimenti pubblici e privati è limitato dalle dimensioni del bilancio dell'UE, dalla sua scarsa focalizzazione, dalla complessità del suo quadro di governance e da un atteggiamento eccessivamente cauto nei confronti del rischio; che gli investimenti comuni dell'UE, comprese le iniziative basate sul mercato e finanziate congiuntamente, sono essenziali per affrontare le sfide che trascendono i confini nazionali, consentendo economie di scala, favorendo l'autonomia strategica, proteggendo e promuovendo nel contempo la coesione in tutta l'Unione, attirando capitali privati, rafforzando la competitività globale dell'UE nei settori critici nonché finanziando e fornendo altri beni pubblici europei;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che nell'ultimo decennio il tentativo di creare l'unione dei mercati dei capitali, definita dalla Presidente della Commissione von der Leyen come priorità strategica, non ha ottenuto risultati; che i lavori svolti finora per l'unione dei mercati dei capitali dimostrano che la piena integrazione dei servizi finanziari nel mercato unico è essenziale per il conseguimento degli obiettivi strategici dell'Unione in materia di politica economica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la relazione Draghi fornisce un'analisi completa della governance economica e della competitività dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che i processi di adesione di alcuni paesi hanno acquisito nuovo slancio dall'inizio della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, cosicché l'UE deve prepararsi ai prossimi cicli di allargamento e migliorare i propri processi decisionali per assicurarsi di funzionare efficacemente con un numero maggiore di Stati membri; che la relazione Draghi rileva che l'attività legislativa della Commissione è aumentata e l'UE dovrebbe applicare rigorosamente il principio di sussidiarietà; che la relazione Draghi sottolinea altresì che le norme decisionali dell'UE non hanno subito un'evoluzione sostanziale con l'allargamento dell'UE e che è necessario rafforzarle e semplificarle in vista dei futuri allargamenti e del complesso panorama globale; che l'allargamento del mercato unico offre notevoli potenzialità di crescita per l'economia dell'UE nonché di rafforzamento della sua posizione geoeconomica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la relazione Draghi indica inoltre che numerosi governi strumentalizzano il diritto di veto nazionale per ritardare o indebolire l'azione attraverso il processo decisionale; che, tuttavia, la relazione sottolinea altresì che, sebbene il rafforzamento dell'UE richieda una modifica dei trattati, è possibile ottenere risultati significativi attraverso adeguamenti mirati; che pertanto, secondo la relazione, una nuova strategia industriale per l'Europa deve essere accompagnata da miglioramenti contestuali dell'assetto istituzionale e del funzionamento dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la relazione Draghi sottolinea la necessità di semplificare il processo decisionale europeo per facilitare l'adozione di misure volte a rafforzare la competitività e la crescita economica dell'UE, nonché di garantire che le decisioni siano adottate in modo tempestivo ed efficiente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la relazione Draghi precisa che il rafforzamento del modello politico e istituzionale dell'UE è possibile nell'ambito del quadro giuridico vigente, applicando misure di razionalizzazione mirate, senza che sia necessario modificare i trattati; che, secondo la relazione, tali misure dovrebbero concentrarsi sulla deregolamentazione piuttosto che sull'aumento del numero di norme e procedure dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che la relazione Draghi individua la trasformazione digitale e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA) come motori fondamentali della futura competitività europea; che finora l'UE ha perso opportunità fondamentali nella rivoluzione digitale e continua a perdere terreno rispetto ai leader mondiali in termini di capacità di IA, infrastrutture di dati ed espansione delle tecnologie deep tech;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che la relazione Draghi sottolinea che l'UE deve rafforzare la sua autonomia strategica e la sua capacità di difesa superando la frammentazione del mercato, migliorando l'interoperabilità e consolidando l'industria europea della difesa; che la relazione Niinistö integra tale visione sottolineando la necessità di migliorare la preparazione ai rischi, la risposta alle crisi e la resilienza delle infrastrutture critiche e delle catene di approvvigionamento; che entrambe le relazioni sottolineano che un'Unione europea della difesa credibile necessita di un quadro di governance integrato e di investimenti duraturi e coordinati a livello dell'UE;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Considerazioni generali </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>accoglie con favore la relazione Draghi, le sue conclusioni e il suo invito ad agire; sostiene l'analisi secondo cui l'Europa si trova ad affrontare una sfida esistenziale, di fronte alla quale deve compiere uno sforzo istituzionale senza precedenti per rimanere competitiva e generare crescita nell'attuale contesto geopolitico in rapida evoluzione; evidenzia che tale reazione deve essere ancorata alla governance democratica dell'Unione, all'equilibrio dei poteri tra le istituzioni e al rispetto dei trattati; chiede una strategia europea rinnovata che consenta all'Unione di adottare decisioni tempestive ed efficaci per garantire la propria competitività e sostenibilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea che, come indicato nella relazione Draghi, l'UE deve migliorare urgentemente la sua governance istituzionale; evidenzia che tali miglioramenti dovrebbero essere accompagnati da una strategia di comunicazione chiara e inclusiva volta a coinvolgere i cittadini e a informarli sui benefici derivanti, in modo da garantire il pieno sostegno del pubblico e promuovere un senso di appartenenza e di responsabilità comune; sottolinea che ciò, unitamente alla necessità di abbandonare approcci nazionali frammentati e di rafforzare un processo decisionale riorientato, accelerato e semplificato a livello dell'UE, consentirà all'Unione di agire in modo più efficiente ed efficace laddove è più importante, in quanto vero attore globale; riconosce l'importanza di superare i blocchi in seno al Consiglio in diversi settori; sostiene tutte le iniziative volte a mettere a punto un processo decisionale più efficace, elemento fondamentale per rafforzare la competitività dell'UE, nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità di cui all'articolo 5, paragrafi 3 e 4, TUE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>insiste sul fatto che i principali ambiti che richiedono una riforma strategica delle politiche per stimolare la competitività dell'Unione sono il completamento del mercato unico europeo, la creazione dell'Unione del risparmio e degli investimenti, il miglioramento dell'efficienza del bilancio dell'Unione e della sua attuazione, il mantenimento di livelli elevati di protezione sociale e di diritti sociali e del lavoro, l'approfondimento di un modello europeo di IA e di trasformazione digitale, nonché lo sviluppo di un'Unione europea dell'energia e di un'Unione europea della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea che le riforme strategiche delle politiche e le modifiche proposte all'architettura istituzionale dell'UE dovrebbero essere considerate aspetti indissolubilmente legati da attuare congiuntamente, al fine di stimolare la competitività dell'Unione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riorientare, accelerare e semplificare la governance dell'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>accoglie con favore gli sforzi volti a riorientare e semplificare il lavoro dell'UE attraverso la definizione delle priorità strategiche e l'efficienza istituzionale; chiede il rafforzamento della capacità di azione dell'UE laddove apporti un chiaro valore aggiunto, sulla base dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità; sottolinea che la semplificazione, la sussidiarietà e la proporzionalità devono tradursi in una legislazione più intelligente ed efficace e non dovrebbero causare l'allontanamento da settori che necessitano di un'azione a livello dell'UE; sottolinea che interventi efficaci in settori strategici che favoriscano una maggiore competitività economica richiedono un adeguamento delle competenze attribuite all'Unione nei trattati; sottolinea che tale semplificazione e una rinnovata attenzione devono riflettersi anche in un assetto istituzionale più efficiente e snello, compresa una riorganizzazione della Commissione e del collegio dei commissari, al fine di migliorare l'efficacia e la capacità dell'UE di affrontare le sfide in evoluzione e di rafforzare il suo ruolo sulla scena mondiale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>prende atto della bussola per la competitività della Commissione, che si fonda sulla visione della relazione Draghi e insiste sulla necessità di un'autonomia strategica e una resilienza maggiori nonché sull'urgenza di rafforzare la competitività dell'UE, sulla base della sostenibilità, dell'innovazione, della sicurezza energetica e della coesione sociale, economica e territoriale; riconosce che l'enfasi posta dalla bussola per la competitività sull'efficienza normativa è essenziale per stimolare l'innovazione, attrarre investimenti e consentire una crescita sostenibile; sostiene l'introduzione di strumenti che consentano di valutare l'impatto delle nuove proposte sulle piccole e medie imprese e sulla competitività, e raccomanda il monitoraggio periodico dei progressi compiuti e la promozione di soluzioni digitali volte a semplificare le procedure amministrative; sottolinea la necessità di affrontare le carenze di manodopera e di competenze in quanto sfida strutturale per la competitività in tutti gli Stati membri; sottolinea, tuttavia, che la bussola per la competitività deve essere ulteriormente migliorata rafforzando l'assetto istituzionale dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>accoglie con favore l'idea di rafforzare il processo decisionale dell'UE in relazione alle priorità mirate e strategiche in materia di competitività; ritiene che qualsiasi strumento di coordinamento della competitività dovrebbe fungere da quadro istituzionale generale, consentendo all'Unione non solo di coordinare le proprie politiche e quelle nazionali, bensì anche di agire come entità unica; sottolinea che tale strumento dovrebbe essere gestito dalla Commissione, sotto la supervisione del Parlamento e del Consiglio, e dovrebbe essere soggetto a una valutazione indipendente sulla base della sua efficacia e trasparenza nonché del conseguimento dei suoi obiettivi; sottolinea che la cooperazione con i parlamenti nazionali e le autorità di regolamentazione è necessaria per garantire la legittimità democratica; evidenzia che il coinvolgimento delle parti sociali e dei portatori di interessi deve essere integrato nella governance dell'Unione al fine di garantire l'inclusività e l'assunzione di responsabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>valuta positivamente l'obiettivo di accelerare i lavori dell'UE e ribadisce il suo invito a compiere progressi verso un processo decisionale più efficiente, anche, ove necessario, passando al voto a maggioranza qualificata e alla procedura legislativa ordinaria in settori strategici chiave; rileva che in alcuni settori di vitale importanza occorre prevedere soglie di voto più elevate; osserva che in passato si sono trovate soluzioni che hanno reso più incisivi i processi decisionali; sottolinea, ad esempio, che il trattato di Amsterdam ha introdotto il voto a maggioranza qualificata, prevedendo nel contempo la possibilità di un'astensione costruttiva in alcuni settori strategici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>esorta il Consiglio europeo a discutere le proposte contenute nelle risoluzioni del Parlamento del 9 giugno 2022 e del 22 novembre 2023 riguardanti la convocazione di una convenzione conformemente alla procedura di revisione ordinaria di cui all'articolo 48 TUE e a prendere in considerazione, ove possibile, l'adozione di modifiche mirate dei trattati attraverso la procedura semplificata di cui all'articolo 48, paragrafo 6, TUE al fine di accelerare le riforme essenziali e urgenti; ricorda le conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa ed esorta la Commissione e il Consiglio ad adottare misure concrete e tempestive per dare seguito a tali raccomandazioni; ritiene che la preparazione di un compromesso relativo al prossimo quadro finanziario pluriennale costituisca un'importante opportunità per intensificare i lavori volti a rafforzare l'assetto istituzionale dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>ricorda le conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa, in particolare la necessità di una riforma dei trattati, ed esorta la Commissione e il Consiglio ad adottare misure concrete e tempestive per dare seguito a tali raccomandazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>	ribadisce il proprio impegno a rafforzare la capacità dell'UE di agire in modo rapido ed efficace e a migliorare l'efficienza del processo decisionale in settori strategici chiave; ribadisce il proprio invito a estendere il voto a maggioranza qualificata e la procedura legislativa ordinaria a settori strategici chiave, ove necessario, ricorrendo alle clausole <STRING ITALIC="on">passerella</STRING> previste dai trattati, al fine di migliorare la capacità dell'UE di agire in modo rapido ed efficace;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita il Consiglio a prendere in considerazione il ricorso alla cooperazione rafforzata a norma dell'articolo 20 TUE nei casi in cui il voto all'unanimità non consenta di adottare decisioni importanti per l'UE nel suo complesso in settori strategici chiave; sottolinea che la cooperazione rafforzata si basa sulle esigenze legittime degli Stati membri, quando gli obiettivi di tale cooperazione non possono essere conseguiti entro un periodo ragionevole dall'Unione nel suo complesso; evidenzia che la cooperazione rafforzata offre due importanti garanzie, vale a dire l'approvazione del Parlamento e il controllo giurisdizionale della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), e che le decisioni adottate nel quadro della cooperazione rafforzata si basano su una proposta della Commissione; sottolinea che l'obiettivo principale della cooperazione rafforzata è la semplificazione del processo decisionale; raccomanda agli Stati membri partecipanti di attivare la clausola <STRING ITALIC="on">passerella</STRING> specifica sancita dall'articolo 333 TFUE per passare al voto a maggioranza qualificata e alla procedura legislativa ordinaria nell'ambito della cooperazione rafforzata; constata che la relazione Draghi propone che, qualora non sia possibile raggiungere un accordo unanime sull'introduzione del voto a maggioranza qualificata, gli Stati membri che lo desiderano potrebbero anche prendere in considerazione il ricorso alla cooperazione intergovernativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea che il miglioramento del processo decisionale dell'UE richiede il conferimento di poteri al Parlamento ponendolo su un piano di parità con il Consiglio e chiede che sia rafforzato il ruolo del Parlamento nel processo legislativo; chiede una volta di più che sia riconosciuto al Parlamento il pieno diritto di iniziativa legislativa; sottolinea l'importanza di ammodernare il diritto d'inchiesta del Parlamento per rafforzare il controllo democratico sull'esecutivo dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>ritiene che l'articolo 122 TFUE sia potenzialmente uno strumento in grado di consentire un'azione rapida dell'UE, strettamente limitata alle situazioni di crisi, pur insistendo sul fatto che il suo utilizzo richiede un'attenta vigilanza, non solo della Corte di giustizia ma anche del Parlamento; insiste sulla necessità di garantire una stretta cooperazione tra la Commissione, il Parlamento e altre istituzioni e organismi competenti dell'UE; chiede che le procedure di attivazione dell'articolo 122 TFUE siano precisate e rese più sistematiche, in particolare conferendo a entrambi i colegislatori il potere di decidere in merito alla sua attivazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>insiste sull'urgente necessità di migliorare il quadro istituzionale e finanziario dell'UE per garantire che resti funzionale, democratica e competitiva e sia in grado di assorbire nuovi membri nonché di promuoverne un'efficace integrazione, in vista dei futuri processi di allargamento; ribadisce pertanto che l'allargamento deve andare di pari passo con il rafforzamento della governance dell'UE; incoraggia il dialogo tra l'UE e i governi, i parlamenti e la società civile dei paesi candidati su eventuali proposte di modifica dell'assetto istituzionale dell'UE; riconosce l'importanza di iniziative come la comunità politica europea (CPE), che consentono la cooperazione politica e contribuiscono al dialogo a livello regionale e che potrebbero agevolare l'integrazione graduale dei paesi candidati nell'Unione e nelle sue politiche, pur senza rappresentare delle alternative all'adesione all'UE; evidenzia la necessità di essere regolarmente informato e consultato sugli sviluppi della CPE, al fine di garantire la rendicontabilità democratica e la coerenza con il quadro istituzionale dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Governance efficiente dell'UE nei principali settori d'intervento</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>chiede il completamento del mercato unico europeo, come sancito agli articoli 26 e 114 TFUE e all'articolo 3, paragrafo 3, TUE, al fine di liberarne l'intero potenziale e superare i restanti ostacoli, tra cui la concorrenza internazionale sleale, per contrastare gli elevati prezzi dell'energia, le carenze di competenze e di manodopera, le difficoltà di accesso ai capitali, l'attuazione frammentata delle norme dell'UE, il sostegno insufficiente alla transizione digitale e verde e gli elevati oneri amministrativi per i cittadini e le imprese, nonché la promozione della crescita economica, della coesione sociale, economica e territoriale e degli scambi culturali in seno all'UE; chiede lo sviluppo di un mercato europeo integrato dei capitali, come previsto agli articoli 26 e 63 TFUE, grazie alla nuova Unione del risparmio e degli investimenti facendo tesoro dell'incompleta unione dei mercati dei capitali; chiede il rafforzamento dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, a norma dell'articolo 114 TFEU, per rafforzare la convergenza in materia di vigilanza e il coordinamento transfrontaliero nel quadro dell'Unione del risparmio e degli investimenti; rileva inoltre che la relazione Letta ha riconosciuto l'importanza del potere economico del mercato unico per le ambizioni globali e commerciali dell'UE, anche nei rapporti economici con i partner strategici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>sostiene l'aggiunta di una "quinta libertà" alle quattro esistenti, come proposto dalla relazione Letta, per rafforzare la ricerca, l'innovazione, la conoscenza e l'istruzione per i ricercatori, gli innovatori e i lavoratori nel mercato unico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>invita la Commissione a garantire che le future iniziative volte a rafforzare la competitività dell'UE e ad approfondire il mercato unico siano ancorate a misure intese a migliorare la coesione sociale, economica e territoriale come sancito dai trattati; insiste sulla necessità che i meccanismi istituzionali per le pari opportunità, la solidarietà e la riduzione delle disuguaglianze siano pienamente integrati nel sistema di governance dell'UE; rinnova la richiesta di rafforzare l'attuazione e il monitoraggio del pilastro europeo dei diritti sociali attraverso le strutture di governance dell'UE, incorporando in tal modo il progresso sociale come elemento centrale del processo decisionale dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>ribadisce che gli obiettivi del mercato unico dovrebbero allinearsi non solo al diritto alla libera circolazione ma anche alla "libertà di restare", come indicato nella relazione Letta; invita pertanto la Commissione ad affidare la responsabilità per la "libertà di restare" a uno dei commissari, tra le cui competenze rientrino la politica di coesione e i servizi di interesse generale, e a instaurare un dialogo strutturato e continuo tra il tale commissario e le autorità regionali degli Stati membri onde garantire che le politiche relative alla "libertà di restare" siano opportunamente adattate alle specificità regionali e rispettare la diversità socioeconomica e culturale delle diverse regioni dell'UE; riconosce che promuovere lo sviluppo infrastrutturale, la costituzione di comunità, la creazione di posti di lavoro, l'accesso ai servizi pubblici e un ambiente propizio alle industrie e agli investimenti è indispensabile per difendere il diritto delle persone di restare nelle loro regioni e contribuisce allo sviluppo economico e alla competitività dell'UE; insiste sull'importanza di preservare la politica di coesione come parte importante del bilancio dell'UE, garantendo che risponda in modo più efficace alle esigenze specifiche delle regioni e delle città, anche attraverso un accesso più diretto ai fondi dell'UE; sottolinea la necessità che i progetti finanziati a titolo della politica di coesione siano realizzati in modo più efficiente e visibile sul terreno, producendo risultati tangibili che rafforzino il senso di appartenenza dei cittadini e il sostegno all'integrazione nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>sottolinea che l'UE dovrebbe agire in modo più efficace nei settori strategici, integrando gli sforzi nazionali sostenuti da una combinazione di risorse proprie dell'UE e contributi coordinati e che tale azione dovrebbe rafforzare la competitività, l'innovazione, la resilienza economica, la coesione sociale e territoriale, la sostenibilità ambientale ed energetica e la sicurezza collettiva dell'Europa; insiste, alla luce dei risultati della relazione Draghi, sulla necessità di mantenere un dibattito aperto e lungimirante che tenga conto degli insegnamenti tratti dall'esperienza di NextGenerationEU; evidenzia l'importanza di creare strumenti di finanziamento a livello dell'UE per finanziare investimenti strategici congiunti in beni e servizi pubblici europei, come pure l'importanza di adeguare i programmi di finanziamento per tenere conto delle mutevoli dinamiche del commercio e delle innovazioni; insiste sul fatto che autentiche risorse proprie dell'UE sono fondamentali per consentire al Parlamento e al Consiglio di adottare bilanci flessibili che permettano all'UE di agire in modo più autonomo e di ridurre la sua dipendenza dai contributi dei bilanci nazionali; sottolinea, ad esempio, che il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere potrebbe divenire una nuova risorsa propria dell'UE che gode di un elevato grado di sostegno tra gli Stati membri; ricorda la posizione del Parlamento contenuta nella sua proposta sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034 circa la necessità di spingersi oltre la regola autoimposta secondo cui l'entità del bilancio a lungo termine dell'UE non deve superare l'1 % del prodotto nazionale lordo aggregato degli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>insiste sull'opportunità, al fine di mantenere e rafforzare la competitività globale dell'UE, di semplificare il bilancio dell'Unione per ridurre gli oneri amministrativi superflui, agevolare l'accesso ai fondi per i beneficiari e rispondere meglio all'obiettivo di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale garantendo che i finanziamenti raggiungano coloro che ne hanno più bisogno, in particolare le piccole e medie imprese, le comunità locali e gli attori dell'economia sociale, anche nelle zone rurali, periferiche o economicamente svantaggiate; ricorda, tuttavia, che gli sforzi di semplificazione non devono pregiudicare i principi fondamentali alla base del quadro finanziario pluriennale dell'Unione e dei suoi programmi, né indebolire il controllo democratico sulla loro attuazione; insiste sulla necessità che la semplificazione sia accompagnata da solide garanzie in materia di parità di accesso, non discriminazione ed effettiva rendicontabilità, e che il Parlamento garantisca il controllo democratico durante l'intero ciclo di finanziamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>sottolinea che il conseguimento degli obiettivi di competitività dell'UE richiede l'integrazione degli obiettivi di neutralità climatica e sostenibilità nel quadro istituzionale e di governance dell'UE; insiste sulla necessità che le riforme rispettino le disposizioni dei trattati, tra cui l'articolo 194 TFUE, e siano saldamente legittimate a livello democratico grazie al coinvolgimento del Parlamento nella loro concezione, nel loro finanziamento e nel loro controllo; evidenzia l'importanza di rafforzare il coordinamento interistituzionale e di garantire che le decisioni in tale ambito siano oggetto di un efficace controllo parlamentare, rafforzando in tal modo le fondamenta democratiche dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri, alla luce delle attuali sfide geopolitiche, a creare una vera e propria Unione europea della difesa e a incrementare gli investimenti europei a favore dell'industria della difesa, in particolare ricorrendo a strumenti squisitamente europei, con nuovi finanziamenti, unitamente a un programma completo per la difesa, anche contro gli attacchi ibridi, garantendo che la pianificazione, lo sviluppo, gli appalti e la gestione delle capacità siano realizzati congiuntamente, nell'ambito di raggruppamenti di un numero sostanziale di Stati membri; invita la Commissione a migliorare la coerenza tra gli strumenti esistenti e quelli futuri, anche a livello di governance, al fine di garantire un effettivo controllo democratico della nuova unione della difesa; invita l'UE a superare la frammentazione del mercato, in linea con le raccomandazioni delle relazioni Draghi, Letta e Niinistö, creando un mercato unico della difesa in cui vigano norme comuni vincolanti; rimarca che siffatte norme comuni garantirebbero una concorrenza leale e agevolerebbero la certificazione incrociata dei prodotti per la difesa, assicurando nel contempo la piena interoperabilità e intercambiabilità, la realizzazione di economie di scala e il potenziamento delle capacità e delle risorse; invita la Commissione e gli Stati membri a integrare gli investimenti nel settore della difesa in un concetto di sicurezza più ampio in cui rientrino anche iniziative europee comuni, in particolare i progetti europei di interesse comune nel settore della difesa, rafforzando le infrastrutture critiche e i progressi dei progetti di ricerca e sviluppo, creando e preservando in tal modo posti di lavoro di qualità; invita il Consiglio europeo ad approvare l'attivazione dell'articolo 42, paragrafo 2, TUE ai fini della definizione di una politica di difesa comune dell'Unione; sottolinea che la nuova unione della difesa deve integrare e non sostituirsi alla NATO; constata che gli Stati membri hanno avviato la graduale definizione della politica europea di difesa, istituendo nel contempo l'Agenzia europea per la difesa (AED) e avviando la cooperazione strutturata permanente (PESCO); invita gli Stati membri a proseguire i lavori alla progressiva definizione di un'unione europea della difesa con una difesa comune; ricorda che l'istituzione del fondo di avviamento, dell'AED e della PESCO, nonché l'utilizzo del bilancio dell'UE, sono disciplinati dal voto a maggioranza qualificata; ricorda altresì che anche un gruppo di Stati membri può decidere, a norma dell'articolo 44 TUE, di ricorrere al voto a maggioranza qualificata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>insiste sulla necessità che il rafforzamento della governance dell'IA si basi sulla trasparenza, sulla tutela dei diritti fondamentali e sulla garanzia dell'interesse pubblico, in linea con l'approccio basato su regole dell'UE; invita la Commissione a rafforzare il ruolo dell'attuale Ufficio europeo per l'IA; accoglie con favore il piano d'azione per il continente dell'IA destinato allo sviluppo di un "modello di IA" dell'UE, basato sulla cooperazione tra attori pubblici e privati;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°     °</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Consiglio europeo nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>