<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0298</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">La strategia diplomatica dell'UE e la cooperazione geopolitica nell'Artico</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0229/2025 - Relatore: Urmas Paet)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RECOM><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione del Parlamento europeo del 26 novembre 2025 al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla strategia diplomatica dell'UE e la cooperazione geopolitica nell'Artico (2025/2116(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulle questioni che riguardano l'Artico, particolare quella del 7 ottobre 2021 sull'Artico: opportunità, preoccupazioni e sfide in materia di sicurezza<FOOTNOTE><FIELD> GU C 132 del 24.3.2022, pag. 113.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione delle Nazioni Unite del 16 novembre 1994 sul diritto del mare (UNCLOS),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 13 ottobre 2021, dal titolo "Un impegno rafforzato dell'UE per un Artico pacifico, sostenibile e prospero" (JOIN(2021)0027),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'accordo di Parigi e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo concluso nel quadro della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, relativo alla conservazione e all'uso sostenibile della biodiversità marina delle zone non soggette a giurisdizione nazionale, adottato il 19 giugno 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'istituzione del Consiglio degli Stati del Mar Baltico,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro relativa alle popolazioni indigene e tribali, adottata il 27 giugno 1989,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo volto a impedire la pesca non regolamentata nelle acque d'altura del Mar Glaciale Artico centrale del 3 ottobre 2018 (accordo di pesca del Mar Glaciale Artico centrale),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato delle Svalbard del 9 febbraio 1920 (precedentemente trattato di Spitsbergen),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del 19 settembre 1996 che istituisce il Consiglio artico (dichiarazione di Ottawa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i tre accordi giuridicamente vincolanti negoziati sotto l'egida del Consiglio artico, vale a dire l'accordo del 12 maggio 2011 sulla cooperazione in materia di ricerca e salvataggio aeronautico e marittimo nell'Artico, l'accordo del 15 maggio 2013 relativo alla cooperazione sulla preparazione e la risposta all'inquinamento del mare dovuto agli idrocarburi nell'Artico e l'accordo dell'11 maggio 2017 sul rafforzamento della cooperazione scientifica internazionale nell'Artico,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta a seguito del vertice Unione europea-Canada del 2025: un partenariato duraturo, un programma ambizioso,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'inaugurazione dell'ufficio dell'UE a Nuuk, Groenlandia, il 15 marzo 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il discorso pronunciato dal Primo ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, al Parlamento europeo l'8 ottobre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 121 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0229/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'Artico è una regione abitata da oltre 4 milioni di persone con culture, comunità ed economie diverse e che, in quanto tale, deve restare una zona di pace nel rispetto della sua biodiversità e dei suoi fragili ecosistemi; che la costruttiva cooperazione nell'Artico dovrebbe essere al riparo dall'intensificazione delle rivalità globali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'UE, in quanto attore artico con interessi strategici, è impegnata da decenni sia nella regione artica europea che nella regione artica più vasta e ha un interesse fondamentale nel contribuire strategicamente a risultati positivi in ambito socioeconomico, ambientale e di sicurezza, in particolare mediante la cooperazione multilaterale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la Russia sta intensificando la sua presenza militare nell'Artico dall'inizio della sua guerra illegale di aggressione contro l'Ucraina; che la militarizzazione russa, unitamente a una maggiore presenza cinese, ha alterato la situazione politica e di sicurezza nell'Artico; che la Russia ha adottato un regime giuridico unilaterale e illegittimo che disciplina la navigazione sulla rotta marittima del Mare del Nord, compresa la legge del 5 dicembre 2022 che limita il passaggio di navi da guerra straniere, sollevando in tal modo gravi preoccupazioni ai sensi del diritto internazionale, in particolare la convenzione UNCLOS, e rischiando di aggravare le tensioni geopolitiche nell'Artico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando l'accelerazione dell'uso della regione artica a fini militari parallelamente all'indebolimento dei quadri normativi internazionali relativi al controllo degli armamenti, tra cui gli ordigni nucleari, soprattutto in ragione delle azioni di regimi totalitari e autoritari come quello della Russia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il rispetto scrupoloso dell'integrità territoriale e del diritto internazionale, in particolare della convenzione UNCLOS e delle convenzioni dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO), è indispensabile per preservare la sicurezza e la stabilità della regione artica; che l'IMO è la principale autorità mondiale in materia di sicurezza marittima e tutela dell'ambiente e che le sue convenzioni giuridicamente vincolanti e i suoi orientamenti volontari si applicano in tutto il mondo, compreso l'Artico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che le politiche artiche devono rispecchiare le diverse realtà della regione, tra cui la diversità dei sistemi di governance, dei quadri giuridici, delle capacità infrastrutturali e delle condizioni socioeconomiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il Consiglio artico è il principale forum di cooperazione circumpolare; che tre Stati membri dell'UE e due ulteriori membri dello Spazio economico europeo (SEE) fanno parte del Consiglio artico, mentre sette dei suoi membri sono anche Stati membri della NATO;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il Consiglio artico, che si fonda su impegni volontari ed è privo di autorità vincolante, ha facilitato una cooperazione costruttiva e diversi accordi vincolanti; che il suo mandato limitato ne riduce la capacità di far fronte a sfide importanti come le catastrofi ambientali o le crescenti tensioni geopolitiche, che potrebbero minacciare lo status dell'Artico quale regione a basse tensioni geopolitiche; che, in ragione della guerra di aggressione non provocata della Russia contro l'Ucraina, le riunioni politiche del Consiglio artico sono state sospese, compromettendone la capacità di adempiere al suo mandato e di funzionare correttamente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando l'assenza di progressi in relazione alla richiesta dell'UE di diventare un osservatore a pieno titolo in seno al Consiglio artico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che il varco artico Groenlandia-Islanda-Regno Unito (GIUK) rappresenta un corridoio strategico che permette di controllare il traffico marittimo e di individuare le minacce ibride; che l'adesione della Finlandia e della Svezia alla NATO ha rafforzato l'orientamento artico dell'Alleanza e rafforzerà la sua posizione nella regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la regione artica si sta riscaldando a un ritmo circa tre volte superiore alla media mondiale, il che accelera lo scioglimento dei ghiacci e minaccia la stabilità climatica del pianeta; che il ghiaccio marino estivo sta scomparendo rapidamente, causando la distruzione massiccia degli habitat e la diminuzione delle popolazioni di specie la cui sopravvivenza dipende dalla neve e dal ghiaccio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che nel 2022 la NATO ha riconosciuto che il cambiamento climatico rappresenta una sfida decisiva e un moltiplicatore di minacce, con profonde implicazioni per la sicurezza e le operazioni militari, anche nel Grande Nord, e ha individuato nel Grande Nord una regione di importanza strategica in cui la capacità della Russia di ostacolare i rinforzi alleati e la libertà di navigazione nell'Atlantico settentrionale costituisce una sfida diretta per l'Alleanza; che l'Artico può essere considerato una delle principali regioni per quanto riguarda il nesso tra clima e sicurezza; che per prevenire le conseguenze più gravi del cambiamento climatico, resta imperativo dare attuazione all'accordo di Parigi e del Green Deal europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che lo scongelamento del permafrost costituisce una minaccia transfrontaliera per la sicurezza, l'ambiente e la biodiversità a causa dei suoi effetti distruttivi per le infrastrutture, del rilascio di metano dannoso per il clima e della ricomparsa di virus e batteri latenti e sconosciuti e del suo contributo alle perturbazioni dei modelli meteorologici in tutta Europa e nel resto del mondo; che il permafrost sottomarino nella piattaforma artica della Siberia orientale potrebbe diventare un'altra fonte di emissioni di metano;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che la riduzione del ghiaccio marino sta risvegliando un crescente interesse a livello globale per l'Artico e le sue risorse; che, in particolare, il rapido ritiro del ghiaccio marino sta aprendo corridoi commerciali stagionali, e potenzialmente accessibili per tutto l'anno, come la rotta marittima del Mare del Nord, il passaggio a Nord-Ovest e una possibile rotta transpolare in futuro, che potrebbero ridefinire i modelli commerciali globali, ponendo nel contempo sfide complesse per l'Artico in materia di ambiente, sicurezza e governance; che condizioni meteorologiche avverse, limitate capacità di ricerca e soccorso, elevati costi assicurativi e questioni irrisolte riguardo allo status giuridico internazionale delle predette nuove rotte marittime costituiscono gravi ostacoli alla loro piena realizzazione e numerosi portatori di interessi chiedono che tali rotte siano considerate parte del "patrimonio comune mondiale";</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che i cambiamenti imputabili alla crisi climatica nell'Artico sono intrinsecamente connessi all'Europa: che temperature più elevate, l'innalzamento del livello del mare, la riduzione della biodiversità e gli eventi meteorologici estremi colpiscono persone ed ecosistemi in Europa, sottolineando la necessità di politiche fondate sul sapere e sulla scienza, che coinvolgano le comunità locali dell'Artico e i suoi istituti di ricerca;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che la Russia ha notevolmente ampliato la postura delle sue forze e le sue infrastrutture militari nell'Artico, acuendo in tal modo le tensioni militari regionali; che il concetto di politica estera della Federazione russa del 2023 individua nell'Artico una delle regioni prioritarie della Russia; che la militarizzazione dell'Artico è contraria allo spirito di cooperazione che ha guidato finora le relazioni tra gli Stati artici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che l'intensificazione della cooperazione tra Cina e Russia nell'Artico, mediante progetti in ambito energetico, investimenti infrastrutturali e progetti di navigazione comuni lungo le rotte artiche emergenti, rischia di consolidare un asse geopolitico basato sullo sfruttamento delle risorse e un accesso limitato alle stesse a scapito delle comunità costiere artiche, delle popolazioni indigene e delle garanzie ambientali globali; che le violazioni della sovranità e dell'integrità territoriale degli Stati limitrofi da parte della Russia, unitamente agli ostacoli alla navigazione nel Mar d'Azov, nel Mar Nero e nel Mar Baltico, sollevano serie preoccupazioni di cui occorre tener conto nel valutare le prospettive del mantenimento di una coesistenza pacifica nell'Artico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando, in particolare, che la Russia sta potenziando le sue infrastrutture artiche mediante la costruzione e il dispiegamento della rompighiaccio universale Chukotka a propulsione nucleare (progetto 22220) nell'ambito del suo più ampio programma inteso a garantire la navigazione per tutto l'arco dell'anno lungo la rotta marittima del Mare del Nord; che la Russia sta costruendo altre rompighiaccio a sostegno delle sue ambizioni strategiche nell'Artico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che le immagini satellitari del 2023 hanno rivelato l'edificazione di nuovi e importanti edifici e infrastrutture su Novaya Zemlya, una remota isola artica storicamente utilizzata dalla Russia per testare le armi nucleari; che tali sviluppi sollevano serie preoccupazioni in merito alla ripresa delle attività nucleari nell'Artico e alle loro implicazioni per la sicurezza regionale e ambientale; che l'espansione delle costruzioni militari da parte della Russia, anche sull'isola di Wrangel, un sito del patrimonio mondiale dell'UNESCO e una riserva naturale, solleva gravi preoccupazioni di ordine ambientale, giuridico e di sicurezza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che nel marzo 2024 la Russia ha adottato un decreto sull'espansione della zona artica della Federazione russa ai comuni di Berezovsky e Beloyarsky nell'okrug autonomo Khanty-Mansi-Jugra; che tale espansione rientra nella strategia della Russia volta a consolidare il controllo federale sulle risorse naturali, a rafforzarne le rivendicazioni territoriali e ad attrarre gli investitori con incentivi per zone economiche speciali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che la Russia ha intensificato le minacce ibride nella regione artica, tra cui operazioni cibernetiche e di disturbo dei segnali GPS; che le acque artiche sono sempre più utilizzate dalla "flotta ombra" russa, datata e in cattivo stato di manutenzione, che opera sotto bandiere di comodo per eludere le sanzioni internazionali e che comporta notevoli rischi per l'ambiente e la sicurezza in questa fragile regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che la Cina si è autodichiarata uno "Stato quasi Artico", ha proclamato una "via della seta polare" quale estensione della sua iniziativa "Nuova via della seta", e sta accrescendo costantemente e rapidamente la propria influenza a nord del circolo artico, anche investendo in società russe; che il libro bianco della Cina sulla sicurezza nazionale nella nuova era, del 2025, iscrive la "sicurezza polare" nell'ambito del suo concetto di sicurezza nazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che l'autoproclamazione della Cina come "Stato quasi artico" è fuorviante e priva di fondamento o privilegio giuridico che possa giustificare in qualsiasi modo una presenza militare nel Grande Nord; che la Cina ha dissimulato la propria espansione militare e politica con il pretesto della ricerca scientifica, dal momento che le strutture di ricerca cinesi nell'Artico, come la stazione Fiume giallo a Svalbard e l'Osservatorio scientifico artico sino-islandese a Kárhóll, hanno potenziali applicazioni a duplice uso; che nell'ottobre 2024 la guardia costiera cinese ha dichiarato di essere entrata nel Mar Glaciale Artico per la prima volta durante un pattugliamento congiunto con la Russia, come ulteriore segnale di una spinta coordinata di Cina e Russia per l'espansione della loro presenza strategica nell'estremo nord;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che negli ultimi anni diversi paesi europei hanno bloccato i tentativi di acquisizione da parte della Cina di infrastrutture sensibili nell'Artico per motivi di sicurezza nazionale, tra cui la decisione della Danimarca del 2016 di bloccare l'acquisto della base navale di Grønnedal in Groenlandia, la decisione della Finlandia del 2018 di bloccare l'acquisto dell'aeroporto di Kemijärvi vicino a una zona militare e la decisione della Norvegia del 2024 di sospendere la vendita di Søre Fagerfjord ad acquirenti cinesi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che negli ultimi anni la Russia e la Cina hanno intensificato la loro cooperazione nell'Artico grazie alla firma di un accordo di cooperazione tra le guardie costiere, allo svolgimento di esercitazioni militari congiunte, quali "Ocean-2024" e "Pacific Patrol-2024", in prossimità dell'Artico, nonché a progetti tecnologici e di cantieristica navale e nuovi corridoi commerciali lungo la rotta marittima del Mare del Nord, rafforzando così il loro allineamento strategico nell'estremo nord; che, malgrado la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, la Cina ha proseguito la cooperazione artica con la Russia, sostituendo la perdita di investimenti delle imprese occidentali a seguito delle sanzioni adottate dall'Occidente dopo l'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che la Cina sta esplorando, mediante una nave mercantile, una rotta veloce che la colleghi all'Europa attraverso l'Artico allo scopo di istituire un servizio regolare tramite la rotta marittima del Mare del Nord russa per collegare diversi porti asiatici ed europei;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che l'approccio degli Stati Uniti alla regione artica, che si sta sviluppando verso un maggiore coinvolgimento, è stato preceduto da alcune dichiarazioni deplorevoli riguardo alla Groenlandia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che le popolazioni indigene e le comunità locali dispongono di conoscenze tradizionali insostituibili, sono le principali custodi degli ecosistemi artici e sono già colpite in maniera sproporzionata dal cambiamento climatico, dall'emarginazione socioeconomica e dal degrado ambientale, pur restando spesso esclusi dai processi decisionali; che vi è un ampio consenso tra i decisori europei sulla necessità di aiutare ulteriormente le popolazioni indigene e di privilegiarne ancora di più gli interessi in sede di elaborazione delle politiche, garantendo al contempo che il loro sapere tradizionale sia rispettato e preso in considerazione nell'ambito di tutti gli sviluppi politici; che il Consiglio artico ha adottato misure significative per affrontare tale questione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che la Danimarca, la Svezia e la Finlandia sono firmatarie della dichiarazione di Ottawa del 1996, che ne conferma l'impegno a favore del benessere degli abitanti dell'Artico, tra cui l'apprezzamento per la relazione speciale e dei contributi unici delle popolazioni indigene dell'Artico e delle loro comunità, riconoscendone il sapere tradizionale e chiedendo che siano pienamente consultate e coinvolte nell'ambito dei processi decisionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che le regioni artiche dell'UE fungono da porta di accesso per la sua partecipazione e la sua presenza nella più ampia regione artica, assicurando risorse per l'autonomia strategica europea e rispondendo nel contempo a interessi locali contrastanti, quali la crescente domanda di risorse naturali e i diritti delle popolazioni indigene; che il sostegno dell'UE nell'ambito della politica di coesione, di Interreg e Orizzonte Europa e dei programmi di sviluppo rurale a favore di regioni come le zone settentrionali scarsamente popolate e di reti quali il Forum dei sindaci dell'Artico e l'alleanza "Arctic Six" sono fondamentali per gli interessi dell'UE nella regione artica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che iniziative quali il vertice euro-artico di Barents-popolazione indigena Sámi, tenutosi presso il Parlamento europeo nel 2023, possono rafforzare ulteriormente la cooperazione con la comunità Sámi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che la Groenlandia presiederà il Consiglio artico per il periodo 2025-2027 a nome del Regno di Danimarca, il che rappresenta un'occasione preziosa per rafforzare una governance artica inclusiva e basata su regole;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AG.</NO.P>considerando che la strategia della Groenlandia consiste nel rafforzare la sua rappresentanza diplomatica in tutto il mondo, compresi i piani per l'apertura di uffici a Ottawa e New York, mantenendo al contempo le sue rappresentanze a Washington, Pechino, Reykjavik e Bruxelles; che l'importanza strategica della base spaziale statunitense Pituffik in Groenlandia è fondamentale per il sistema di difesa missilistico della NATO e per il monitoraggio delle attività spaziali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AH.</NO.P>considerando che, a seguito di ripetute raccomandazioni del Parlamento, nel marzo 2024 l'UE ha finalmente istituito un ufficio dell'UE a Nuuk, rafforzando la sua presenza diplomatica e promuovendo una più stretta cooperazione con la Groenlandia; che l'UE e le Isole Fær Øer hanno concordato un partenariato rafforzato, che comprende la cooperazione sulla pesca, sul clima su altre questioni strategiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AI.</NO.P>considerando che le abbondanti risorse di cui l'Artico dispone, tra cui idrocarburi, elementi delle terre rare, risorse ittiche e di altro tipo, sono sempre più ambite, il che impone la necessità di norme più rigorose in materia di sostenibilità e un'equa ripartizione dei benefici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AJ.</NO.P>considerando che l'Artico dispone di varie risorse energetiche fondamentali per le transizioni verde e digitale dell'UE, tra cui idrogeno verde, energia idroelettrica, energia eolica e geotermica, che possono contribuire a diversificare e decarbonizzare il mix energetico dell'UE; che sono necessari investimenti strategici al fine di garantire le materie prime critiche essenziali per la competitività industriale e le capacità di difesa dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AK.</NO.P>considerando che iniziative quali Polar Connect e il concetto "Vision 2030" prevedono la posa di cavi sottomarini transartici resilienti per collegare la Groenlandia e l'Islanda all'Europa continentale; che tali progetti sono vulnerabili alle minacce ibride da parte di attori malevoli come la Russia e la Cina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AL.</NO.P>considerando che lo sviluppo di cavi sottomarini artici in fibra ottica che colleghino l'Europa con il Giappone e la Corea del Sud rappresenta un'opportunità strategica per migliorare la connettività digitale sicura e ad alta velocità, rafforzare la sovranità digitale dell'UE e approfondire la cooperazione UE-Asia; che la protezione dei cavi e delle condotte sottomarini, dei sistemi di comunicazione e dei corridoi di trasporto nell'Artico è essenziale per la sicurezza digitale, energetica ed economica dell'UE e del SEE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AM.</NO.P>considerando che la Groenlandia, l'Islanda e la Norvegia gestiscono le maggiori attività di pesca sostenibile dell'Artico, e che la regione sta sviluppando competenze in materia di biotecnologia e innovazione, che sono essenziali per la sicurezza alimentare, l'economia blu e la leadership scientifica dell'UE; che la UNCLOS contiene disposizioni relative ai diritti, agli obblighi e alle responsabilità degli Stati in materia di protezione dell'ambiente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AN.</NO.P>considerando che il potenziale economico dell'Artico non si limita alle risorse naturali ma si estende a settori quali il turismo sostenibile, le tecnologie spaziali e le infrastrutture dei centri di dati, offrendo all'UE l'opportunità di sviluppare partenariati strategici che sappiano sfruttare le caratteristiche geografiche uniche della regione, le sue risorse energetiche rinnovabili e la sua vicinanza ai principali alleati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AO.</NO.P>considerando che il principio "non arrecare un danno significativo" significa non sostenere o non svolgere attività economiche che arrecano un danno significativo agli obiettivi ambientali, ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020, relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019/2088 (GU L 198 del 22.6.2020, pag. 13, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/852/oj).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AP.</NO.P>considerando che le connessioni energetiche con l'Artico, compresi le importazioni di petrolio e gas dal Mare di Barents in Norvegia, le spedizioni di gas naturale liquefatto (GNL) attraverso le rotte marittime artiche durante il periodo transitorio verso l'autonomia energetica dell'UE, le esportazioni di energie rinnovabili e il potenziale di idrogeno verde dall'Islanda e dalla Groenlandia, i progetti infrastrutturali sostenuti dall'UE quali cavi e condotte sottomarini, e la cooperazione nella ricerca e nell'innovazione per lo sviluppo sostenibile sono fondamentali per la sicurezza energetica e lo sviluppo economico futuro dell'UE e per garantire investimenti nelle economie e nelle infrastrutture locali artiche; che disporre di partner e approvvigionamenti energetici affidabili è fondamentale per conseguire la sicurezza globale, come dimostrato dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e dalla conseguente crisi energetica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AQ.</NO.P>considerando che l'Artico soffre di una carenza di infrastrutture, il che pone le popolazioni locali e altri attori in una situazione di svantaggio; che lo sviluppo di progetti infrastrutturali polivalenti potrebbe contribuire ad affrontare sia tali carenze che sfide più ampie in materia di sicurezza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AR.</NO.P>considerando che i terminali GNL di nuova costruzione e in fase di progettazione, in particolare le unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione che gli Stati membri dell'UE si sono impegnati a realizzare negli ultimi anni, costituiscono un punto di accesso fondamentale per il GNL norvegese, rafforzando ulteriormente la diversificazione e la sicurezza dell'approvvigionamento; che portare avanti lo sviluppo e la produzione di rompighiaccio è fondamentale per l'esplorazione e la sicurezza dell'Artico e che la Finlandia ha una particolare competenza al riguardo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AS.</NO.P>considerando che la ricerca finanziata dall'UE, i partenariati di Orizzonte Europa e i servizi satellitari Copernicus forniscono dati essenziali per la sicurezza, la resilienza climatica, la sicurezza della navigazione e la gestione ambientale nel Grande Nord;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AT.</NO.P>considerando che una connettività satellitare sicura, resiliente e autonoma costituisce una risorsa strategica per consentire e salvaguardare le comunicazioni, migliorare la conoscenza situazionale, proteggere le infrastrutture critiche e rafforzare la capacità dell'UE di prevenire e scoraggiare le minacce sia ibride che tradizionali nell'Artico, nonché di rispondere ad esse;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AU.</NO.P>considerando che le tecnologie spaziali, compresi il posizionamento, la navigazione, l'osservazione della Terra e la comunicazione satellitare, sono essenziali per la conoscenza situazionale, il monitoraggio ambientale e la connettività nell'Artico; che l'ubicazione geografica e le strutture della Norvegia, quali l'Andøya Spaceport e la missione per la banda larga satellitare artica, forniscono infrastrutture critiche a sostegno degli interessi dell'UE e permettono un accesso europeo indipendente allo spazio; che una cooperazione rafforzata con la Norvegia in materia di capacità spaziali è essenziale per promuovere la strategia per l'Artico e la sicurezza dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AV.</NO.P>considerando che il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) svolge un ruolo centrale nella definizione e nel coordinamento della politica dell'UE per l'Artico;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">raccomanda al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza di:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>condannare la crescente militarizzazione dell'Artico, in particolare a causa della profonda ristrutturazione militare della Russia, compresa l'istituzione del collegio marittimo, che, in combinazione con il chiaro interesse della Cina nella regione, ha ulteriormente esacerbato le tensioni regionali e compromesso la stabilità nella regione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>monitorare attentamente il crescente interesse strategico e le attività della Cina nella regione artica nel quadro della "via della seta polare"; riconoscere che l'ambizione dichiarata della Cina di diventare una "grande potenza polare" entro il 2030 e l'espansione della sua presenza attraverso missioni di ricerca, investimenti in infrastrutture strategiche e partenariati a duplice uso potrebbero mettere in discussione principi di governance consolidati;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>tenere conto di tutti i potenziali scenari di minaccia connessi alla situazione in Ucraina, compreso il possibile rafforzamento della presenza della Russia nell'Artico quale conseguenza di un potenziale conflitto congelato in Ucraina; attuare pertanto pienamente le sanzioni dell'UE relative alle tecnologie a duplice uso destinate all'espansione militare russa nell'Artico, sostenendo al contempo il dialogo dell'Ucraina con le strutture di governance dell'Artico, anche in vista dell'ottenimento dello status di osservatore all'interno dei forum pertinenti; rafforzare le sanzioni nei confronti delle navi della flotta ombra che si servono di bandiere di comodo per eludere le sanzioni nell'Artico; rafforzare il loro monitoraggio e la loro applicazione, anche attraverso la cooperazione internazionale, per garantire che tali navi siano inserite nelle liste nere dei porti e delle assicurazioni; ritenere gli Stati di bandiera pienamente responsabili del rispetto delle norme ambientali e di sicurezza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>comprendere appieno l'importanza del varco GIUK in quanto corridoio di transito marittimo inscindibile dagli interessi dell'UE, nonché i rischi associati al suo essere sempre più spesso teatro di operazioni di zona grigia; di conseguenza, cercare di rafforzare la resilienza istituzionale di tali paesi e territori in cooperazione con partner costruttivi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>collaborare con gli Stati membri e gli alleati della NATO per rafforzare, in risposta, le capacità di deterrenza, anche attraverso il rafforzamento dei dialoghi strategici UE-NATO sulla conoscenza del settore artico, la condivisione di intelligence e le esercitazioni difensive congiunte nel Grande Nord, seguendo gli esempi dell'Arctic challenge 2023 ospitata da Svezia, Finlandia e Norvegia e dell'esercitazione militare Arctic Light 2025 condotta dalla Danimarca; rafforzare la cooperazione con le strutture della NATO e il Centro europeo di eccellenza per la lotta contro le minacce ibride al fine di rafforzare la resilienza e sviluppare norme comuni per la protezione delle infrastrutture nell'Artico; approfondire la cooperazione pratica tra l'UE e la NATO nell'Artico in settori di interesse comune, tra cui la conoscenza del settore marittimo, la protezione delle infrastrutture critiche, la logistica e l'interoperabilità in materia di ricerca e soccorso; rafforzare la vigilanza sulle interazioni dell'UE con i partner esterni e istituire meccanismi di controllo della sicurezza a livello dell'UE per i progetti stranieri di ricerca e infrastrutturali nell'Artico;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>parallelamente, continuare ad adoperarsi per evitare che i conflitti geopolitici si propaghino in questa regione, assumendo al contempo un ruolo di maggior rilievo nell'Artico e perseguendo una riarticolazione completa della politica artica che vada oltre la nozione obsoleta di eccezionalismo artico, e che la utilizzi invece come metodo per valutare le sfide in evoluzione nell'attuale contesto geopolitico;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>g)</SYMBOL>in quest'ottica, garantire che le azioni dell'UE nel Grande Nord siano complementari al concetto strategico 2022 della NATO e beneficino della posizione marittima rafforzata dell'Alleanza; promuovere la prevenzione della conflittualità NATO-UE e la conoscenza situazionale condivisa e chiedere di rafforzare l'interoperabilità tra gli Stati membri dell'UE e altri alleati della NATO per quanto riguarda la sicurezza artica, la sorveglianza marittima, le operazioni di ricerca e salvataggio, nonché la protezione delle infrastrutture critiche;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>h)</SYMBOL>prendere atto del fatto che la regione artica europea è parte di un continuum che integra la regione del Mar Baltico nell'Artico europeo, con sfide e interessi condivisi; riconoscere che le attività dell'UE nell'Artico devono essere allineate con le attività di sviluppo attuate dall'UE nelle sue zone di frontiera nordorientali e sostenerle, al fine di massimizzare la loro influenza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>i)</SYMBOL>in tale contesto e alla luce dei recenti incidenti nel Mar Baltico attribuiti alla flotta ombra russa e alle navi cinesi, rafforzare notevolmente la protezione delle infrastrutture subacquee essenziali nell'Artico, in particolare i cavi e i le condotte sottomarini, compresi quelli in prossimità della Groenlandia, e rendere più stringente il quadro normativo in materia di sanzioni e contromisure; rispettare e far rispettare gli obblighi di cui agli articoli da 112 a 115 dell'UNCLOS, che sono fondamentali per salvaguardare l'interconnettività digitale ed energetica dell'Europa dalle perturbazioni geopolitiche; sviluppare una strategia dell'UE e del SEE per monitorare e contrastare la cooperazione tra Cina e Russia nel Grande Nord, che potrebbe compromettere la libertà di navigazione e il diritto internazionale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>j)</SYMBOL>sostenere la definizione di norme comuni in materia di cibersicurezza e resilienza per i cavi sottomarini, i punti di atterraggio e le infrastrutture digitali critiche nell'Artico, anche mediante valutazioni congiunte dei rischi, obblighi di segnalazione degli incidenti ed esercitazioni periodiche di verifica della resilienza, riconoscendo il loro ruolo strategico per l'autonomia strategica aperta dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>k)</SYMBOL>affrontare le minacce ibride quali gli attacchi informatici, le operazioni di disturbo intenzionale ("jamming") e di "spoofing" del GPS e il sabotaggio dei cavi sottomarini, che richiedono meccanismi di monitoraggio e di risposta rafforzati, attraverso un quadro di monitoraggio e risposta congiunto UE-NATO e maggiori investimenti in comunicazioni satellitari potenziate, sicure e autonome, compresa la capacità di lancio, nonché investimenti nei droni subacquei e nella mappatura dei fondali marini; a tale riguardo, sostenere altresì la ricerca, la sperimentazione e la diffusione graduale delle tecnologie di sorveglianza ibrida finanziate dall'UE, compresi i sistemi senza equipaggio, in coordinamento con i partner nordici al fine di monitorare le minacce ibride e rispondere alle stesse;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>l)</SYMBOL>alla luce della crescente importanza strategica delle capacità spaziali dell'Artico per la sicurezza europea e della sempre maggiore dipendenza dalle stesse, rafforzare la consapevolezza situazionale collettiva, la resilienza e la stabilità regionale nell'Artico; inoltre, promuovere investimenti e partenariati con alleati fidati sotto la guida dell'UE per garantirsi infrastrutture critiche nella regione artica e ridurre la dipendenza da potenze autoritarie, compresa la produzione di rompighiaccio, se possibile, in cooperazione con i partner strategici dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>m)</SYMBOL>riconoscere l'accresciuta concorrenza geopolitica lungo le rotte marittime artiche, in particolare la rotta del Mare del Nord; sostenere, pertanto, i dialoghi diplomatici volti a stipulare accordi internazionali chiari per quanto riguarda la libertà di navigazione e la cooperazione marittima pacifica, respingendo le rivendicazioni unilaterali e promuovendo l'applicazione del diritto marittimo internazionale conformemente all'UNCLOS; di conseguenza, condannare pubblicamente il fatto che la Russia sta limitando la libera circolazione marittima sulla rotta del Mare del Nord e sta rafforzando le sue infrastrutture militari lungo tale rotta; sostenere l'applicazione del diritto internazionale per contrastare i tentativi di legittimare corridoi marittimi contestati o di esercitare un'influenza geopolitica con il pretesto della cooperazione scientifica o economica; avviare dialoghi regionali sull'attuazione dell'accordo, nel quadro dell'UNCLOS, relativo alla conservazione e all'uso sostenibile della biodiversità marina delle zone non soggette a giurisdizione nazionale nell'Artico;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>n)</SYMBOL>dato l'impatto sproporzionato dei cambiamenti climatici sulla regione artica, e in collaborazione con i partner internazionali e le popolazioni indigene dell'Artico, rafforzare con urgenza le strategie di adattamento che hanno anche una dimensione di politica di sicurezza, sostenere ampie iniziative di monitoraggio e aumentare in modo significativo gli investimenti nei programmi di ricerca che danno priorità alla necessità di equilibrare la crescita economica proteggendo nel contempo gli ecosistemi critici nell'Artico, in linea con il principio "non arrecare un danno significativo" di cui all'articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852; riconoscere che, mentre i cambiamenti climatici minacciano gli ecosistemi artici, l'aumento delle temperature ha anche importanti ripercussioni sociali in tali regioni, il che evidenzia la necessità di porre le persone che vivono nell'Artico al centro della ricerca e di garantire che i benefici delle attività di ricerca aiutino le comunità locali ad adattarsi e a diventare più resilienti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>o)</SYMBOL>data l'importanza delle risorse naturali dell'Artico, compresi gli idrocarburi, gli elementi delle terre rare e le risorse ittiche, e in collaborazione con gli Stati membri, rafforzare i partenariati consensuali con la Groenlandia e gli altri portatori di interessi nell'Artico, comprese le comunità indigene, nell'ambito dell'estrazione e della lavorazione sostenibili delle risorse, nel rigoroso rispetto delle più elevate norme ambientali al fine di evitare conseguenze nefaste come quelle causare dal disastro petrolifero di Norilsk, in Russia, nel 2020; garantire che tale cooperazione, da un lato, contribuisca alla crescita demografica e alla rivitalizzazione delle comunità locali nella regione artica e, dall'altro, riduca la dipendenza dell'UE dalla Cina e da altri fornitori inaffidabili; tenere conto dell'interesse strategico dell'UE di assicurarsi l'accesso a materie prime critiche provenienti da partner affidabili e affini, nonché della crescita economica dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>p)</SYMBOL>parallelamente, dato il potenziale delle nuove rotte di navigazione transartiche, adoperarsi affinché sia istituito un regime internazionale vincolante di responsabilità ambientale, al fine di garantire la piena assunzione di responsabilità per quanto riguarda gli incidenti e i danni ecologici nelle acque dell'Artico da parte dei soggetti che inquinano;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>q)</SYMBOL>data la necessità di rispettare e promuovere i diritti dei popoli indigeni in tutto l'Artico, adoperarsi per integrare le conoscenze indigene nei processi ambientali e di elaborazione delle politiche, garantendo che gli interessi e le competenze dei popoli indigeni siano ben integrati a tutti i livelli dell'elaborazione delle politiche dell'UE, unitamente a tutte le altre fonti di conoscenza pertinenti, e che le loro lingue e la loro cultura siano protette;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>r)</SYMBOL>dare priorità, nell'ambito della cooperazione artica dell'UE, ai programmi riguardanti la salute mentale, l'alfabetizzazione, le lingue e i giovani, in risposta alle raccomandazioni espresse dai forum che riuniscono persone indigene e giovani dell'Artico;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>s)</SYMBOL>rispettare l'articolo 19 della dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, che sancisce i loro diritti; garantire, allo stesso modo, che le attività dell'UE e degli Stati membri nell'Artico contribuiscano al benessere e ai diritti delle comunità indigene e non li pregiudichino, conformemente alla dichiarazione di Ottawa del 1996; tenere in considerazione e contrastare la maggiore esposizione dei popoli indigeni alle ingerenze straniere e alle campagne di disinformazione che cercano di strumentalizzare contesti unici e complessi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>t)</SYMBOL>integrare pienamente le raccomandazioni della dichiarazione di Kiruna del 2013 nella politica dell'UE per l'Artico, anche sostenendo un aumento dei finanziamenti per le energie rinnovabili e la gestione sostenibile dei rifiuti nelle comunità artiche, rafforzando i meccanismi finalizzati a una partecipazione significativa dei popoli indigeni alla governance e ai processi decisionali dell'Artico, migliorando la sicurezza civile e le capacità di risposta alle emergenze nelle regioni artiche – comprese le infrastrutture di ricerca e soccorso e di preparazione alle catastrofi – e promuovendo partenariati interdisciplinari in materia di ricerca e istruzione, incluso il sostegno ai giovani e alle istituzioni locali e indigene dell'Artico;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>u)</SYMBOL>promuovere la piena attuazione dell'accordo sulla pesca nel Mar Glaciale Artico centrale, che impone ai firmatari di istituire un programma comune di ricerca scientifica e monitoraggio e di integrare le conoscenze indigene prima di consentire qualsiasi futura attività di pesca commerciale nella regione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>v)</SYMBOL>riconoscendo che un Artico popolato, infrastrutture transfrontaliere e società resilienti rivestono un'importanza strategica per la sicurezza europea, rafforzare la cooperazione con l'Artico europeo e al suo interno; sostenere, in particolare, lo sviluppo di progetti infrastrutturali nord-nord ed est-ovest nell'Artico svedese e finlandese, prestando particolare attenzione al miglioramento delle capacità delle ferrovie esistenti tra la Finlandia e l'Oceano Artico e allo studio di nuovi collegamenti di trasporto multimodale per rafforzare la connettività e la mobilità militare tra l'UE e i paesi del Nord;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>w)</SYMBOL>riconoscendo l'importanza di una connettività resiliente per le comunità artiche e la sicurezza dell'UE, elaborare strumenti dell'UE che promuovano attivamente una maggiore integrazione economica nella regione artica, in quanto gli investimenti nelle infrastrutture transfrontaliere aumentano la mobilità, stimolano l'innovazione e lo sviluppo delle imprese e rafforzano la sicurezza dell'approvvigionamento e la preparazione attraverso la cooperazione tra attori pubblici e privati;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>x)</SYMBOL>riconoscere che il sostegno dell'UE allo sviluppo e alla collaborazione nell'Artico è essenziale per promuovere le relazioni, la fiducia e la capacità di sviluppo nelle zone settentrionali vulnerabili e scarsamente popolate;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>y)</SYMBOL>riconoscere che la competitività e la gestione delle crisi in un contesto di politica di sicurezza complesso dipendono dalla presenza di società forti e innovative e imprese locali con capacità proprie, nonché dalla cooperazione transfrontaliera tra responsabili politici, ricercatori, imprese e comunità; riconoscere che l'UE dovrebbe continuare, in stretto dialogo con gli Stati e gli organismi regionali pertinenti, a sostenere lo sviluppo delle capacità di comunità artiche più resilienti e sostenibili;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>z)</SYMBOL>sottolineando il ruolo cruciale svolto dalla cooperazione scientifica internazionale nella governance artica e nella comprensione del clima, continuare a sostenere i finanziamenti e la partecipazione attiva dell'UE ai progetti di ricerca e ai dialoghi scientifici sull'Artico; promuovere la condivisione di dati aperti e l'integrazione dei risultati scientifici nei processi di elaborazione delle politiche, garantendo nel contempo che tale scambio scientifico sia condotto nella piena consapevolezza degli attuali rischi per la difesa e la sicurezza derivanti dalla situazione geopolitica;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aa)</SYMBOL>riconoscere il ruolo unico svolto dalle università situate nelle zone rurali artiche nel favorire lo sviluppo regionale e la crescita economica attraverso l'innovazione nella ricerca e nelle imprese, l'attrazione di nuovi abitanti, il rafforzamento delle competenze e delle abilità a livello locale e regionale, la promozione della coesione regionale e la diffusione di conoscenze e informazioni che contribuiscono alla resilienza e alla preparazione; sostenere le università artiche, anche mediante contributi finanziari attraverso una combinazione di programmi dell'UE; rafforzare la mobilità nel settore dell'istruzione e della ricerca tra le università dell'UE e gli istituti di istruzione superiore dell'Artico, anche in Groenlandia, in Islanda e nella Norvegia settentrionale, al fine di promuovere lo sviluppo di una nuova generazione di esperti dell'Artico e approfondire la cooperazione interpersonale; aumentare i finanziamenti destinati alla ricerca interdisciplinare sull'Artico e sostenere l'istituzione di un Centro europeo di eccellenza per la ricerca sull'Artico che si avvalga dei servizi Copernicus, di infrastrutture di dati aperti, di misurazioni in situ e di conoscenze tradizionali, al fine di fornire prodotti scientifici operativi a sostegno del processo decisionale a livello dell'UE e della cooperazione con partner internazionali legittimi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ab)</SYMBOL>visto il crescente sostegno all'adesione all'UE in Islanda, accogliere con favore l'intenzione espressa dalle autorità locali di tenere, entro il 2027, un referendum sulla riapertura dei negoziati di adesione all'UE e impegnarsi a rispettarne l'esito, espresso democraticamente dai cittadini islandesi; impegnarsi proattivamente, nel contempo, con il governo islandese per promuovere i vantaggi della potenziale adesione all'UE e migliorare la preparazione a un rinnovato processo di adesione qualora l'Islanda riattivasse formalmente la sua domanda di adesione, procedendo simultaneamente a un rafforzamento immediato della cooperazione in ambiti di interesse comune e offrendo assistenza dell'UE nella lotta alle minacce ibride e alle ingerenze straniere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ac)</SYMBOL>accogliere con favore la decisione del governo islandese di avviare i colloqui su un partenariato in materia di sicurezza e difesa con l'UE; affermare che l'accordo risultante sarà fondamentale nell'ottica delle future relazioni tra l'UE e l'Islanda;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ad)</SYMBOL>riconoscere la Norvegia come alleato fondamentale dell'UE e della NATO e sottolineare la persistente necessità di rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza e difesa, in piena conformità con gli impegni assunti nell'ambito della NATO; in tale ottica, dal momento che l'adesione della Norvegia all'UE rafforzerebbe sia i suoi interessi nazionali sia la resilienza geopolitica dell'UE, colmando lacune critiche nella difesa collettiva di quest'ultima – in particolare per quanto riguarda il varco GIUK – prendere in considerazione una cooperazione più approfondita con la Norvegia, comprese la possibilità di estendere l'ambito di applicazione dell'articolo 42, paragrafo 7, del trattato sull'Unione europea alla Norvegia e la sua potenziale adesione all'UE; sottolineare che una cooperazione globale con la Norvegia nel settore della difesa è già possibile, come dimostra la solida Cooperazione nordica per la difesa, che dovrebbe fungere da modello per rafforzare i legami tra l'UE e la Norvegia;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ae)</SYMBOL>dato il ruolo cruciale della Norvegia nella sicurezza energetica dell'UE, che nel 2024 ha rappresentato oltre il 30 % delle importazioni di gas dell'UE, potenziare la cooperazione in materia di resilienza energetica e diversificazione dell'approvvigionamento quale strumento chiave – insieme ad altri progetti infrastrutturali strategici come il corridoio del gas del Mar Baltico – per conseguire l'autonomia strategica dell'UE, rafforzare la resilienza e ridurre la dipendenza dalle forniture energetiche russe;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>af)</SYMBOL>accogliere con favore il sostegno costante della Norvegia all'Ucraina, compresa la sua decisione di stanziare quasi 600 milioni di EUR a favore dei sistemi di difesa aerea dell'Ucraina;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ag)</SYMBOL>alla luce della profonda preoccupazione del Parlamento per la crescente importanza geopolitica della Groenlandia – aggravata dalle dichiarazioni di attori esterni che mettono in discussione le disposizioni costituzionali e la sovranità della Danimarca, nonché dalle segnalazioni di ingerenze straniere nei suoi affari interni, comprese alcune dichiarazioni rese dall'amministrazione statunitense – riaffermare il rispetto del diritto all'autodeterminazione della Groenlandia, sottolineando che le decisioni relative al futuro costituzionale e alle relazioni internazionali della Groenlandia spettano esclusivamente al popolo groenlandese, senza pressioni esterne;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ah)</SYMBOL>in considerazione della crescente importanza della Groenlandia nei quadri di sicurezza artico ed europeo, unitamente al crescente sostegno all'adesione all'UE da parte dei groenlandesi, evidenziato dai sondaggi secondo i quali circa il 60 % dei groenlandesi è ora favorevole alla riadesione all'UE, accogliere con favore tutte le eventuali iniziative del governo della Groenlandia volte a rafforzare i suoi legami politici, istituzionali ed economici con l'UE; incoraggiare l'UE a impegnarsi in partenariati strategici ed economici più solidi, anche nell'ambito della potenziale adesione, se e quando i cittadini groenlandesi lo desiderano; sottolineare, a tale riguardo, che l'adesione all'UE, che offre accesso a iniziative quali IRIS<STRING SUPERSCRIPT="on">2</STRING> e Galileo, garantirebbe alla Groenlandia una posizione più forte nella governance artica, fornirebbe i mezzi per proteggere i suoi ecosistemi essenziali e consentirebbe lo sviluppo sostenibile di infrastrutture critiche man mano che emergono nuove rotte commerciali settentrionali, rafforzando nel contempo anche la sua sicurezza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ai)</SYMBOL>prendere atto della pubblicazione della prima strategia di sicurezza della Groenlandia dal titolo "Greenland in the World: Nothing about Us Without Us – Greenland’s Foreign, Security and Defense Policy 2024-2033" (La Groenlandia nel mondo: nulla su di noi senza di noi – Politica estera, di sicurezza e di difesa della Groenlandia 2024-2033), che riflette il principio di un'inclusione significativa dei popoli artici nella definizione delle politiche che interessano la loro regione; prendere atto della raccomandazione contenuta nella strategia di istituire a Nuuk un centro per la pace che incentivi il dialogo e agevoli la ricerca e la mediazione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aj)</SYMBOL>riconoscere il fatto che, a seguito dell'invasione dell'Ucraina, la Groenlandia si è allineata alle sanzioni imposte dall'UE nei confronti della Russia; sottolineare che l'apertura dell'ufficio della Commissione a Nuuk sancisce l'inizio di una nuova fase nella cooperazione con la Groenlandia, che, pur non essendo uno Stato membro, intrattiene da tempo stretti legami con l'UE e beneficia del suo sostegno finanziario, anche nel settore dell'istruzione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ak)</SYMBOL>rafforzare la collaborazione con il Canada; sottolineare l'importanza strategica del partenariato UE-Canada alla luce dei valori democratici comuni e delle responsabilità condivise a livello mondiale e promuovere la cooperazione in materia di sicurezza e difesa nell'Artico nel quadro di un programma ambizioso e lungimirante tra l'UE e il Canada;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>al)</SYMBOL>sottolineare, in particolare, la necessità di una maggiore cooperazione al fine di contrastare le attività malevole portate avanti dalla Russia e dalla Cina nell'Artico, promuovendo nel contempo lo sviluppo economico e ricordando che la cooperazione militare può anche rafforzare le comunità locali; instaurare, nel quadro dell'accordo economico e commerciale globale UE-Canada<FOOTNOTE><FIELD> Accordo economico e commerciale globale (CETA) tra il Canada, da una parte, e l'Unione europea e i suoi Stati membri, dall'altra (GU L 11 del 14.1.2017, pag. 23, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2017/37/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, un dialogo strutturato incentrato sulla protezione degli ecosistemi e della biodiversità, sull'attuazione delle norme ambientali internazionali, sulla resilienza delle infrastrutture, sulla sicurezza delle rotte marine e sull'integrazione delle conoscenze indigene nei processi decisionali; ricordare l'elevato potenziale della cooperazione tra l'UE e il Canada per quanto riguarda le risorse naturali canadesi; incoraggiare una più stretta cooperazione in ambito scientifico e culturale per conferire maggiore potere alle popolazioni indigene e rafforzare la resilienza dell'Artico; sottolineare che la collaborazione in materia di sviluppo e gestione delle infrastrutture e di modelli di partenariato con i popoli indigeni è fondamentale per la cooperazione tra l'UE e il Canada; dare priorità a misure rapide intese ad approfondire la cooperazione politica, economica e in materia di sicurezza con il Canada, dato il suo ruolo di membro fondatore del Consiglio artico e di partner strategico dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>am)</SYMBOL>portare avanti il dialogo tra l'UE e gli Stati Uniti sull'Artico; mettere in luce le numerose sfide comuni che l'UE e gli Stati Uniti si trovano ad affrontare nella regione, a partire dalle questioni legate al clima fino ad arrivare alla cooperazione in materia di sicurezza; sottolineare che la cooperazione tra l'UE e gli Stati Uniti nell'Artico è fondamentale per contenere la Russia e la Cina e garantire la sicurezza condivisa tra l'UE e gli Stati Uniti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>an)</SYMBOL>insistere sulla necessità di un dialogo regionale più approfondito con i partner che condividono gli stessi principi nell'Artico e invitare i leader dell'UE a riunire i leader di questi partner con l'obiettivo di definire una strategia a lungo termine comune, concreta e sostenibile per l'Artico;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ao)</SYMBOL>rafforzare la governance e la cooperazione multilaterali attraverso il Consiglio artico – in particolare sotto l'attuale presidenza del Regno di Danimarca – guidato dalla Groenlandia per il periodo 2025-2027; esortare, a tale proposito, tutti i membri a rispettare quadri di governance pacifici e basati sul diritto e a ripristinare un'efficace cooperazione multilaterale, prestando particolare attenzione alla protezione dell'ambiente, allo sviluppo sostenibile e ai diritti dei popoli indigeni;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ap)</SYMBOL>rafforzare la cooperazione con gli Stati osservatori del Consiglio artico, quali il Giappone e la Corea del Sud, concentrandosi sulle tecnologie sostenibili, sulle capacità rompighiaccio e sulla sicurezza marittima, salvaguardando nel contempo gli interessi strategici dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aq)</SYMBOL>rinnovare gli sforzi a sostegno della richiesta dell'UE di diventare un osservatore a pieno titolo in seno al Consiglio artico e rafforzare la partecipazione dell'UE all'interno dei gruppi di lavoro del Consiglio artico;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ar)</SYMBOL>aumentare i finanziamenti e il sostegno a favore della cooperazione con le principali istituzioni artiche, quali il Consiglio economico dell'Artico, il Forum dei sindaci dell'Artico e la commissione permanente dei parlamentari della regione artica, anche attraverso lo sviluppo di capacità, progetti congiunti e iniziative di ricerca, riconoscendone il ruolo essenziale nella promozione dello sviluppo sostenibile e della partecipazione locale in tutta la regione artica;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>as)</SYMBOL>riconoscere che una strategia dell'UE per l'Artico migliorata e aggiornata richiede anche risorse finanziarie supplementari; garantire pertanto che il prossimo quadro finanziario pluriennale stimoli gli investimenti strategici nelle capacità di trasporto marittimo nell'Artico, in sistemi di comunicazione moderni, poli logistici e infrastrutture di sostegno, comprese le navi rompighiaccio; sottolineare che tali investimenti devono garantire il rigoroso rispetto delle norme ambientali e la partecipazione significativa dei popoli indigeni nella pianificazione e nell'attuazione delle politiche;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>at)</SYMBOL>rafforzare il mandato dell'inviato speciale per le questioni artiche attribuendogli un'autorità più chiara, risorse adeguate e responsabilità per monitorare gli sviluppi in materia di sicurezza e ambiente, rappresentare l'UE in seno ai consessi artici, coordinare la politica per l'Artico, dialogare con le comunità indigene e riferire al Consiglio e al Parlamento;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>au)</SYMBOL>chiedere la creazione di un'unità specifica per l'Artico in seno al SEAE, con l'obiettivo di promuovere un dialogo più approfondito e proattivo con gli Stati artici e i portatori di interessi della regione; sottolineare che l'UE dovrebbe considerare la regione artica un partner a lungo termine ai fini di una prosperità sostenibile, dando priorità alla collaborazione in materia economica, ambientale e di sicurezza; esortare il SEAE a sviluppare competenze specifiche sull'Artico, anche attraverso la formazione del personale e una più stretta cooperazione con le comunità e le istituzioni artiche, e a rafforzare il coinvolgimento dell'UE all'interno dei gruppi di lavoro del Consiglio artico; sottolineare che tale sviluppo di capacità deve essere sostenuto da finanziamenti adeguati, tra cui risorse destinate alla formazione del personale, alla ricerca e alla creazione di partenariati con le comunità e le istituzioni artiche, al fine di garantire un approccio globale, informato, efficace e coordinato alla politica dell'UE per l'Artico;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>av)</SYMBOL>studiare e istituire una rappresentanza formale dell'UE nelle Isole Fær Øer al fine di rafforzare il dialogo politico, intensificare la cooperazione in materia di pesca, resilienza ai cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile e consolidare la presenza strategica dell'UE nella regione dell'Atlantico settentrionale;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché, per conoscenza, ai governi e ai parlamenti degli Stati artici e alle organizzazioni che rappresentano i popoli indigeni.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RECOM></TXTLST></SDOCTA>