<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2025)0344</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Decarbonizzazione e modernizzazione della pesca dell'UE, e sviluppo e diffusione di attrezzi da pesca</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0236/2025 - Relatore: Ton Diepeveen)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 18 dicembre 2025 sulla decarbonizzazione e la modernizzazione della pesca dell'UE, e sullo sviluppo e la diffusione di attrezzi da pesca (2024/2123(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>—</NO.P>visti gli articoli 3, 4, 9, 38, 174 e 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare, del 25 maggio 1980,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione istitutiva dell'Organizzazione marittima internazionale, del 17 marzo 1958,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione che istituisce l'Organizzazione internazionale del lavoro,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo adottato in occasione della 21<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015 ("accordo di Parigi"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità<FOOTNOTE><FIELD> GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2003/87/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca<FOOTNOTE><FIELD> GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/1380/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2019/1241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativo alla conservazione delle risorse della pesca e alla protezione degli ecosistemi marini attraverso misure tecniche<FOOTNOTE><FIELD> GU L 198 del 25.7.2019, pag. 105, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2019/1241/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 ("Normativa europea sul clima")<FOOTNOTE><FIELD> GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1119/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2021, che istituisce il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura<FOOTNOTE><FIELD> GU L 247 del 13.7.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1139/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 aprile 2022, relativa a un programma generale di azione dell'Unione per l'ambiente fino al 2030<FOOTNOTE><FIELD> GU L 114 del 12.4.2022, pag. 22, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2022/591/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/1804 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2023, sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi<FOOTNOTE><FIELD> GU L 234 del 22.9.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/1804/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/1805 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2023, sull'uso di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo<FOOTNOTE><FIELD> GU L 234 del 22.9.2023, pag. 48, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/1805/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, che modifica la direttiva (UE) 2018/2001, il regolamento (UE) 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE per quanto riguarda la promozione dell'energia da fonti rinnovabili<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2023/2413, 31.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2023/2413/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/2842 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 novembre 2023, che modifica i regolamenti (CE) n. 1224/2009, (CE) n. 1967/2006 e (CE) n. 1005/2008 del Consiglio e i regolamenti (UE) 2016/1139, (UE) 2017/2403 e (UE) 2019/473 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i controlli nel settore della pesca<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2023/2842, 20.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/2842/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo<FOOTNOTE><FIELD> GU C 270 del 7.7.2021, pag. 2.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 17 maggio 2021 su un nuovo approccio per un'economia blu sostenibile nell'UE – Trasformare l'economia blu dell'UE per un futuro sostenibile (COM(2021)0240),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 21 febbraio 2023 dal titolo "La transizione energetica nel settore della pesca e dell'acquacoltura dell'UE" (COM(2023)0100),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento della Commissione del novembre 2023 dal titolo "Guide on Financing opportunities for the Green Energy Transition of Fisheries and Aquaculture – Supporting the energy transition in fisheries and aquaculture through EU funding opportunities under the 2021-2027 multiannual financial framework, NextGenerationEU and beyond" (Guida alle opportunità di finanziamento per la transizione energetica verde nel settore della pesca e dell'acquacoltura – Sostenere la transizione energetica nel settore della pesca e dell'acquacoltura attraverso le opportunità di finanziamento dell'UE nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2021-2027, di NextGenerationEU e di altri strumenti),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 21 febbraio 2023 dal titolo "Piano d'azione dell'UE: proteggere e ripristinare gli ecosistemi marini per una pesca sostenibile e resiliente",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 14 settembre 2021 sul tema "Verso un rafforzamento del partenariato con le regioni ultraperiferiche dell'Unione"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 117 dell'11.3.2022, pag. 18.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 16 settembre 2021 su "Pescatori per il futuro: attrarre una nuova generazione di lavoratori verso l'industria ittica e creare occupazione nelle comunità costiere"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 117 dell'11.3.2022, pag. 67.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 3 maggio 2022 verso un'economia blu sostenibile nell'UE: il ruolo dei settori della pesca e dell'acquacoltura<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 6.12.2022, pag. 2.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2023 sulla situazione della pesca artigianale nell'UE e le prospettive future<FOOTNOTE><FIELD> GU C 214 del 16.6.2023, pag. 150.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 18 gennaio 2024 sullo stato di avanzamento dell'attuazione della politica comune della pesca e le prospettive future<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/5734, 17.10.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/5734/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la relazione della Corte dei conti europea del 2022 dal titolo "Analisi 01/2022: Tassazione dell'energia, fissazione del prezzo del carbonio e sovvenzioni all'energia" e quella del 2020 dal titolo "Relazione speciale 26/2020: Ambiente marino: la protezione esercitata dall'UE è estesa ma non va in profondità",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione speciale 25/2023 della Corte dei conti europea dal titolo "La politica dell'UE in materia di acquacoltura – Una produzione stagnante e risultati incerti nonostante l'aumento dei finanziamenti UE",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della sua unità Prospettiva scientifica, del giugno 2023, dal titolo "Decarbonising the fishing sector: Energy efficiency measures and alternative energy solutions for fishing vessels" (Decarbonizzazione del settore della pesca: misure di efficienza energetica e soluzioni energetiche alternative per i pescherecci),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le raccomandazioni del consiglio consultivo per il Mar Baltico, del 3 ottobre 2023, sulla transizione energetica del settore della pesca nel Mar Baltico,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del consiglio consultivo per le Acque nordoccidentali, del 28 novembre 2023, sulla comunicazione della Commissione europea dal titolo "La transizione energetica nel settore della pesca e dell'acquacoltura dell'UE",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus e dell'Organizzazione meteorologica mondiale, del 15 aprile 2025, dal titolo "European State of the Climate 2024" (Stato del clima in Europa nel 2024),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del consiglio consultivo per il Mare del Nord, del 19 maggio 2025, sulla valutazione della politica comune della pesca,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici, del 2 giugno 2025, dal titolo "Scientific advice for amending the European Climate Law – Setting climate goals to strengthen EU strategic priorities" (Parere scientifico per la modifica della normativa europea sul clima – Stabilire gli obiettivi climatici per rafforzare le priorità strategiche dell'UE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per la pesca (A10-0236/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050 richiede una transizione ambiziosa, giusta dal punto di vista socioeconomico, inclusiva e sostenibile del settore della pesca dell'UE, basata su un equilibrio tra protezione ambientale, giustizia sociale e redditività economica, nonché sostenuta da investimenti pubblici e innovazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le sfide climatiche e ambientali e gli obiettivi dell'accordo di Parigi sono al centro della comunicazione della Commissione del 2019 sul Green Deal europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che gli oceani assorbono circa il 30 % delle emissioni globali di biossido di carbonio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, nello scenario peggiore, si stima che la flotta peschereccia dell'UE rilasci lo 0,015 % delle emissioni globali di carbonio; che la flotta dell'UE ha già ridotto le proprie emissioni di oltre il 52 % rispetto ai livelli del 1990;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che tale calo significativo è attribuibile alla riduzione della flotta peschereccia dell'UE, al miglioramento dell'efficienza energetica dei pescherecci e all'aumento dei rendimenti della pesca; che, tuttavia, il settore della pesca è soggetto a requisiti in materia di decarbonizzazione che potrebbero comportare costi sproporzionati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che attualmente i prodotti energetici destinati all'uso come carburanti per la navigazione, ivi compresa la pesca, nelle acque dell'UE sono completamente esenti da imposta a norma della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il settore della pesca dell'UE si trova ad affrontare notevoli sfide associate ai cambiamenti climatici, che vanno da condizioni meteorologiche più avverse in mare alla migrazione degli stock ittici a causa all'aumento della temperatura marina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che è urgente e necessario contrastare i cambiamenti climatici per far fronte alla triplice crisi planetaria che colpisce gli oceani ed evitare ulteriori ripercussioni negative sulla società e sull'economia, nonché per garantire che le generazioni future, comprese quelle di pescatori, siano meglio attrezzate per fronteggiare gli effetti inevitabili dei cambiamenti climatici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che i prodotti ittici sono la fonte più sana di proteine animali al mondo e hanno l'impronta di carbonio più bassa, ma che l'UE dipende tuttora dalle importazioni per oltre il 70 % del suo consumo di prodotti ittici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la transizione verso carburanti alternativi e sistemi di propulsione a basse emissioni di carbonio richiede ingenti investimenti nello sviluppo tecnologico, nella progettazione dei pescherecci, nella formazione degli equipaggi e nelle infrastrutture portuali e deve essere accompagnata da un sostegno pubblico al fine di garantire la buona riuscita dello sviluppo e dell'attuazione nonché l'accessibilità, anche economica, per tutti i segmenti della flotta, in particolare per la pesca su piccola scala e artigianale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che nessun carburante alternativo o tecnologia alternativa offre una soluzione definitiva, accessibile e scalabile per la completa decarbonizzazione della flotta peschereccia, ma che gli sviluppi e i progressi devono essere sostenuti attivamente attraverso la ricerca, progetti dimostrativi e investimenti mirati pubblici e privati, onde consentire una transizione giusta e tempestiva;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che il partenariato per una transizione energetica giusta, avviato nel 2023, rappresenta una piattaforma preziosa, progettata per accelerare la transizione energetica nel settore della pesca e dell'acquacoltura dell'UE nonché per riunire i portatori di interessi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che l'8° programma di azione per l'ambiente delinea l'impegno dell'UE a eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che, sebbene rappresenti il 76 % di tutti i pescherecci attivi operanti nell'Unione, la flotta costiera su piccola scala continua ad affrontare difficoltà persistenti nell'ammodernamento della flotta; che, malgrado il numero di pescherecci, gli sviluppi tecnologici rimangono limitati, in particolare per quanto riguarda nuovi motori ibridi adeguati, e che il costo elevato dei carburanti alternativi rispetto a quello dei combustibili fossili nuoce al processo di transizione; che urge adottare misure mirate per sostenere la transizione della pesca su piccola scala;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che i pescatori, in particolare gli operatori su piccola scala, sono alleati essenziali nella protezione degli ecosistemi marini e dovrebbero essere pienamente coinvolti nell'attuazione e nel monitoraggio delle politiche a sostegno della transizione verso pratiche di pesca sostenibili e a basso impatto;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che la politica comune della pesca (PCP) mira a garantire la conservazione e la gestione corrette delle risorse biologiche marine e ad assicurare che le attività di pesca siano sostenibili dal punto di vista ambientale nel lungo termine e gestite in modo coerente con l'obiettivo di conseguire benefici a livello economico, sociale e occupazionale e di promuovere la sicurezza alimentare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA) comprende disposizioni a sostegno della decarbonizzazione, dell'innovazione e della sostenibilità sociale nel settore della pesca, ma che il suo contributo effettivo dipende da un accesso equo, da una riduzione degli oneri amministrativi e dal pieno allineamento agli obiettivi di una transizione giusta e inclusiva;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che, in linea di principio, il miglioramento della sicurezza e dell'efficienza energetica può essere sostenuto da fondi dell'UE a titolo del FEAMPA e nel rispetto delle norme della PCP; che, tuttavia, occorre prevedere condizioni meno restrittive per garantire che gli Stati membri e le regioni siano in grado di soddisfare le esigenze delle loro flotte pescherecce in termini di decarbonizzazione e ammodernamento, evitando nel contempo la sovraccapacità o la pesca eccessiva a livello dei diversi segmenti o della flotta nazionale nel suo complesso;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che la Corte dei conti europea ha dichiarato che il FEAMPA "non dovrebbe essere utilizzato per finanziare azioni che accrescano la capacità di pesca di un peschereccio<FOOTNOTE><FIELD> Relazione speciale della Corte dei conti europea dal titolo "Ambiente marino: la protezione esercitata dall'UE è estesa ma non va in profondità", Ufficio delle pubblicazioni, 2020, https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/6cd51793-7d67-11eb-9ac9-01aa75ed71a1.</FIELD></FOOTNOTE>";</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che l'attuazione dovrebbe rispettare l'enorme diversità regionale della flotta peschereccia dell'UE e non può adottare un approccio valido per tutti, specialmente nelle regioni ultraperiferiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che le regioni ultraperiferiche devono far fronte a vincoli specifici, quali la lontananza, l'insularità, le dimensioni ridotte dei mercati e la connettività limitata, i quali devono essere tenuti pienamente in considerazione nell'attuazione delle politiche della pesca, anche attraverso criteri di ammissibilità adattati nell'ambito del FEAMPA e la flessibilità delle norme in materia di capacità e rinnovo della flotta;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che gli attrezzi e le tecniche di pesca innovativi possono svolgere un ruolo fondamentale nel migliorare la sostenibilità ambientale e l'efficienza operativa e nel ridurre il consumo di carburante, e che devono essere sostenuti mediante investimenti mirati pubblici e privati, la condivisione delle conoscenze e processi di valutazione più rapidi, per consentirne una diffusione su più ampia scala;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che gli attrezzi da pesca innovativi devono passare dalla fase di prototipo alla fase dimostrativa affinché la loro efficienza e la loro efficacia possano essere verificate in condizioni d'uso reale, con il sostegno del FEAMPA;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che alcune tecniche di pesca attuali sono ad alta intensità di carburante, il che genera costi considerevoli per il settore e un'impronta di carbonio particolarmente elevata;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che le modalità con cui sono attuate alcune tecniche di pesca hanno un'incidenza variabile sul sequestro del carbonio negli oceani e, a seconda di diversi fattori tra cui il tipo di pesca, possono essere anche ritenute dalla scienza sostenibili e compatibili con il conseguimento degli obiettivi di conservazione dei fondali marini;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che è fondamentale sostenere e investire nella ricerca e nello sviluppo di motori e carburanti alternativi e nel loro utilizzo efficace, nel miglioramento delle prestazioni energetiche dei pescherecci, grazie all'ammodernamento o a un'architettura navale innovativa, nonché nello sviluppo di nuovi attrezzi e metodi di pesca sostenibili e di tecnologie che riducano le catture accessorie, migliorino il rendimento del carburante e riducano al minimo le perturbazioni dei fondali marini, al fine di sostenere una transizione giusta e basata su dati scientifici verso una pesca sostenibile, come pure di conseguire gli obiettivi della legislazione dell'UE in materia di pesca;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che la necessità di garantire l'ammodernamento, la decarbonizzazione e una transizione energetica giusta offre altresì l'opportunità di migliorare le condizioni di lavoro e di vita a bordo dei pescherecci, il che è fondamentale per assicurare il benessere dei pescatori, attrarre nuove generazioni verso il settore e rendere tale professione più inclusiva, in particolare nei confronti di donne e giovani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che il successo di una transizione giusta nel settore della pesca richiede una governance inclusiva fondata su evidenze scientifiche e il coinvolgimento attivo dei portatori di interessi, compresi i pescatori, le comunità costiere, i ricercatori e le autorità regionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che l'acquacoltura d'acqua dolce e marina, la molluschicoltura e l'alghicoltura sostenibili possono contribuire a una più ampia decarbonizzazione del settore degli alimenti acquatici dell'UE e ridurre l'impronta di carbonio delle importazioni;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Decarbonizzazione e transizione energetica</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>sottolinea che il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, con la legislazione dell'UE e con l'accordo di Parigi delle Nazioni Unite, richiede una transizione strutturata, inclusiva e giusta in tutti i settori della pesca e dell'acquacoltura dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea che tale transizione deve contribuire notevolmente al conseguimento degli obiettivi climatici dell'UE, senza compromettere la resilienza o la stabilità sociale ed economica delle comunità di pescatori, garantendo nel contempo la tutela dei loro mezzi di sussistenza, nel rispetto dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea la necessità di una tabella di marcia realistica e progressiva per la decarbonizzazione, basata sulle migliori conoscenze e i migliori dati scientifici disponibili, che allinei gli sviluppi tecnologici, i miglioramenti logistici, la disponibilità di carburanti alternativi e i calendari legislativi, al fine di garantire un'attuazione fattibile ed efficace in tutti i segmenti di flotta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>chiede che siano elaborati quadri strategici coordinati e a lungo termine, come le priorità definite nella comunicazione della Commissione del 5 giugno 2025 dal titolo "Il patto europeo per gli oceani" (COM(2025)0281), al fine di decarbonizzare la pesca e l'acquacoltura e garantire che nessun segmento di flotta e nessuna regione siano lasciati indietro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>riconosce che la decarbonizzazione e la transizione energetica rappresentano una sfida significativa per il settore della pesca, in particolare per gli operatori più piccoli con capacità finanziarie e tecniche limitate; ricorda che, per realizzare una transizione inclusiva e giusta, occorre eliminare gli ostacoli strutturali all'accesso, in particolare i costi di ingresso elevati, la mancanza di formazione e l'inadeguatezza delle infrastrutture portuali; sottolinea che un approccio valido per tutti non si addice all'eterogeneità delle flotte, delle regioni e dei contesti socioeconomici dell'Unione; ricorda che nel 2021 la flotta costiera artigianale costituiva il 76 % della flotta attiva dell'UE e la quasi totalità della flotta nelle regioni ultraperiferiche dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea che gli investimenti nell'ammodernamento, nell'efficienza energetica e nella sostenibilità della flotta dell'UE sono soggetti a vincoli e ostacoli significativi; sottolinea pertanto che, al fine di conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione dell'UE, la riflessione non debba vertere solo sull'ammodernamento, bensì anche sulle possibilità di rinnovo della flotta, tenendo conto dell'elevata età media dei pescherecci, pari a 31,5 anni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>propone pertanto di promuovere programmi di rinnovo in cooperazione con gli attori privati, con il sostegno dei finanziamenti nazionali e dell'UE, per facilitare il rinnovo della flotta con pescherecci più moderni, sicuri e rispettosi dell'ambiente, rafforzandone l'attrattiva ai fini del ricambio generazionale e creando fiducia tra il settore della pesca, le istituzioni pubbliche, le autorità e gli investitori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>deplora che il quadro attuale della PCP e del FEAMPA limiti fortemente le possibilità di sostegno pubblico, il che scoraggia anche i finanziamenti privati per il rinnovo della flotta e blocca gli sviluppi necessari per la decarbonizzazione della flotta peschereccia dell'UE; chiede pertanto che il quadro legislativo attuale sia modificato; deplora che gli incentivi finanziari attuali siano inadeguati a soddisfare le esigenze del settore e sostiene che occorra sviluppare e mettere in atto nuovi meccanismi di leva finanziaria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>invita la Commissione a concepire e mettere a punto strumenti di finanziamento supplementari e adeguati al di là del FEAMPA, compresi modelli di finanziamento innovativi, al fine di sostenere l'ingente fabbisogno di investimenti del settore in materia di decarbonizzazione e transizione energetica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>raccomanda alla Commissione di sostenere la ricerca nel campo della progettazione dei pescherecci, comprese le innovazioni che non si limitano ai sistemi di propulsione, come il miglioramento dell'idrodinamica dello scafo, l'utilizzo di materiali compositi leggeri e la sostituzione dei sistemi idraulico-meccanici con propulsori elettrici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>prende atto del fatto che, quando saranno disponibili soluzioni tecniche e un sostegno finanziario adeguato, gli Stati membri potranno valutare la possibilità di includere le misure di decarbonizzazione nei criteri per l'assegnazione dei contingenti di pesca agli operatori, in linea con l'articolo 17 della PCP;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>sottolinea che la transizione energetica deve essere inclusiva e accessibile a tutti i segmenti del settore e deve pertanto essere tenuta pienamente in considerazione nell'elaborazione delle politiche dell'Unione, in particolare per quanto riguarda i pescatori su piccola scala e artigianali, nonché essere sostenuta da investimenti pubblici, formazione e trasferimento delle conoscenze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>riconosce che, attualmente, nessuna tecnologia di propulsione o di carburante offre una soluzione definitiva per la decarbonizzazione e la transizione energetica del settore della pesca, in ragione della grande diversità dei tipi di pescherecci, dei profili operativi e dei contesti regionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>richiama l'attenzione sul fatto che un approccio valido per tutti non sarà adeguato, in quanto le nuove tecnologie, come le soluzioni alternative in materia di carburanti, non saranno in grado di soddisfare le esigenze di tutte le flotte; insiste sulla necessità di valutare la situazione energetica dei pescherecci, al fine di massimizzarne l'efficienza, nonché di tenere conto delle esigenze delle singole flotte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea la necessità di fornire un sostegno e investimenti adeguati per evitare l'aumento dei costi del carburante ed evidenzia che, fino a quando le tecnologie di propulsione pulite o le fonti di energia alternative non saranno disponibili su scala commerciale e il quadro legislativo non sarà adeguato alla loro attuazione, non dovrebbero essere introdotte norme a livello dell'UE in materia di tassazione del carburante per la flotta peschereccia dell'UE, in quanto tali misure accentuerebbero le sfide socioeconomiche già affrontate dalle imprese di pesca a causa degli elevati prezzi dell'energia e dell'inflazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sottolinea che un cambiamento dei sistemi di propulsione comporta necessariamente, oltre all'adeguamento dei pescherecci, importanti modifiche alle infrastrutture e agli impianti portuali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>invita la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, a valutare l'adozione di programmi che facilitino e sostengano maggiormente gli investimenti nell'energia pulita, in funzione delle realtà e delle esigenze locali, al fine di promuovere la transizione energetica e di garantire una transizione giusta verso la decarbonizzazione e la transizione energetica della flotta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>sottolinea che le misure di ammodernamento, decarbonizzazione e transizione energetica devono tenere conto della necessità di regimi di sostegno su misura e accessibili al fine di garantire la sostenibilità ambientale ed economica della flotta; sottolinea che è fondamentale che i finanziamenti dell'Unione, come il FEAMPA, unitamente agli aiuti di Stato e ai fondi privati, finanzino gli investimenti necessari nei porti, nelle infrastrutture energetiche e nei pescherecci, dalla progettazione fino alla realizzazione, al fine di garantire lo spazio necessario per la decarbonizzazione e la transizione energetica, di rafforzare la dimensione sociale della flotta, con aree di lavoro e di riposo e una formazione adeguate per gli equipaggi, nonché di contribuire allo sfruttamento sostenibile delle risorse marine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>sottolinea che la pesca su piccola scala e artigianale produce generalmente un minore impatto ambientale e minori emissioni di carbonio e pertanto, a seconda della regione, svolge un ruolo fondamentale nel tessuto ecologico e sociale locale; invita la Commissione a istituire e attuare, in stretta collaborazione con gli Stati membri, meccanismi atti a sostenere la pesca su piccola scala, artigianale e costiera, che consentano di affrontare i problemi specifici di questo segmento del settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>sottolinea che il fabbisogno di finanziamenti richiede uno studio approfondito da parte della Commissione nonché soluzioni che comprendano anche prodotti di risparmio per i cittadini europei e le banche specializzate, come le banche marittime, al fine di proporre finanziamenti con il sostegno di una garanzia europea per tali prodotti finanziari e della Banca europea per gli investimenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>chiede che la piena attuazione della PCP affinché le attività di pesca e di acquacoltura siano gestite in modo equo, apportino benefici socioeconomici, contribuiscano alla disponibilità di prodotti alimentari e riducano al minimo l'impatto delle loro attività sugli habitat e sugli ecosistemi marini, ripristinando e mantenendo nel contempo le popolazioni delle specie pescate al di sopra dei livelli che producono il rendimento massimo sostenibile; ritiene che l'applicazione della PCP debba tenere conto delle specificità dei diversi bacini marittimi; sottolinea l'importanza di mobilitare pienamente il FEAMPA a sostegno dell'attuazione della PCP e della transizione energetica della flotta; deplora che la PCP e il FEAMPA impongano rigorosi limiti di capacità basati sulla stazza, limitando l'installazione di nuovi sistemi di propulsione e di stoccaggio del carburante, e ostacolino il miglioramento della sicurezza, delle condizioni di lavoro e del comfort di base per i pescatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>ricorda che la valutazione in corso della PCP e la sua eventuale revisione dovrebbero esaminare e tenere in considerazione la situazione della flotta dell'Unione e i miglioramenti necessari; sottolinea che gli Stati membri ha la responsabilità di gestire i loro limiti di capacità nazionali, come previsto nell'ambito della PCP; evidenzia che, nel settore della pesca, l'applicazione di tali limiti e l'approccio restrittivo degli Stati membri hanno creato ostacoli alla decarbonizzazione e alla transizione energetica della flotta; sottolinea l'importanza del sostegno della PCP e del FEAMPA affinché la flotta peschereccia dell'Unione diventi sostenibile nelle sue tre dimensioni, grazie a finanziamenti adeguati e necessari nell'ambito del futuro quadro finanziario pluriennale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>si compiace che l'attuale FEAMPA introduca la possibilità di contribuire al miglioramento delle condizioni di lavoro, di vita e di sicurezza sui pescherecci dell'UE senza accrescerne la capacità di pesca, prestando particolare attenzione ai pescherecci costieri e artigianali; sottolinea che il FEAMPA contribuisce alla sostenibilità della pesca e dell'economia blu, favorendo l'attuazione dell'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 14 delle Nazioni Unite; esprime tuttavia preoccupazione per il fatto che tali possibilità non siano state ampiamente sfruttate dagli Stati membri e ritiene che norme eccessivamente restrittive abbiano creato ostacoli in tal senso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>ritiene che la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili non dovrebbe rendere l'UE dipendente da paesi terzi nello sviluppo, nella costruzione e nella modernizzazione della sua flotta; sottolinea che l'autonomia strategica dell'UE deve essere al centro di tutte le politiche, comprese le politiche di decarbonizzazione, di transizione energetica e di ammodernamento della flotta, anche nel quadro della futura strategia industriale marittima;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>chiede che la strategia industriale marittima includa la flotta peschereccia nel suo obiettivo di sostenere l'economia blu e di ottenere o riconquistare la leadership globale dell'Europa nelle tecnologie marittime;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>sottolinea che, al fine di trovare soluzioni concrete e realistiche per l'ammodernamento e la decarbonizzazione della flotta, è necessario un approccio globale a tutta la catena del valore marittima (armatori, porti, imprese energetiche, cantieri navali, uffici di progettazione, fabbricanti di attrezzature, società di classificazione, finanziatori, ricercatori ecc.) e che è necessaria una collaborazione mediante iniziative e programmi che promuovano navi e infrastrutture portuali a emissioni zero;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>esprime, a tale proposito, l'importanza di misure volte a stimolare la domanda di combustibili per uso marittimo sostenibili, ad esempio utilizzando gli strumenti e gli obiettivi strategici dell'UE, e di incentivare e agevolare la realizzazione delle infrastrutture necessarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>accoglie con favore, a tale proposito, il lavoro svolto dal partenariato per la transizione energetica per la pesca e l'acquacoltura dell'UE, avviato dalla Commissione nel 2023, che intende fungere da piattaforma collaborativa progettata per accelerare la transizione energetica nei settori della pesca e dell'acquacoltura dell'UE; sottolinea l'importanza della collaborazione e del dialogo nell'ambito di tale partenariato, tuttavia sottolinea che quest'ultimo deve portare a miglioramenti concreti delle condizioni necessarie per la decarbonizzazione, affinché gli obiettivi siano conseguiti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>richiama l'attenzione sulla necessità di rilanciare la competitività del settore e sostenerne la transizione sostenibile, garantendo un futuro sostenibile per le imprese e le comunità costiere, attraverso la definizione di un nuovo patto strategico tra l'Unione europea e il settore della pesca e dell'acquacoltura;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea la necessità di incentivare la ricerca applicata e l'innovazione tecnologica nell'ambito dell'economia circolare nel settore della pesca, anche per quanto riguarda gli attrezzi da pesca, promuovendo iniziative pilota e progetti territoriali che favoriscano sinergie tra imprese della filiera ittica, gruppi di azione locale nel settore pesca, operatori del trattamento dei rifiuti, imprese del riciclo e altri attori economici, con l'obiettivo di aumentare l'efficienza delle risorse, migliorare la competitività del settore e generare nuove opportunità occupazionali a livello locale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>sottolinea che la lontananza geografica, l'insularità e le piccole dimensioni delle regioni ultraperiferiche richiedono un approccio differenziato alla decarbonizzazione dei loro settori della pesca, tenendo conto della difficoltà delle loro flotte a rispettare il processo di decarbonizzazione e ammodernamento che la transizione tecnologica e sostenibile comporta; sottolinea che i precedenti strumenti di finanziamento, come il programma di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità della pesca, hanno tenuto conto delle caratteristiche specifiche di tali regioni, riconosciute all'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea; evidenzia che, in futuro, tali caratteristiche devono essere pienamente prese in considerazione nell'elaborazione e nell'attuazione degli strumenti di finanziamento, dei quadri normativi e delle strategie di innovazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>osserva che le flotte pescherecce delle regioni ultraperiferiche sono prevalentemente di piccole dimensioni e obsolete e devono far fronte a crescenti rischi per la sicurezza e al deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro; osserva inoltre che le loro condizioni strutturali e i costi aggiuntivi dovuti alla lontananza sono ulteriormente aggravati dal crescente impatto delle condizioni meteorologiche estreme; sottolinea che questa situazione limita l'accesso alle risorse e minaccia la sicurezza alimentare e le economie locali di tali territori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>chiede l'adeguamento dei criteri di ammissibilità e delle priorità di investimento nell'ambito del FEAMPA e di altri strumenti dell'UE per tenere conto dei vincoli strutturali e delle vulnerabilità ambientali delle regioni ultraperiferiche, garantendo che la transizione energetica non aggravi le disuguaglianze né ostacoli la sostenibilità socioeconomica di tali territori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>sottolinea che la piccola pesca costiera, in particolare nelle regioni insulari e ultraperiferiche, è una pietra angolare per la sicurezza alimentare e per il tessuto economico, sociale e culturale di molte comunità locali in cui l'accesso a fonti proteiche fresche e sane è strettamente legato alla sostenibilità dell'attività di pesca locale; invita la Commissione a garantire che gli obiettivi ambientali siano pienamente compatibili con la sostenibilità economica delle imprese attive nella pesca artigianale costiera;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>chiede una cooperazione rafforzata con i paesi terzi che operano nelle stesse regioni marittime e negli stessi bacini marittimi, in particolare nel quadro delle organizzazioni regionali di gestione della pesca, se del caso e se già istituite, al fine di scambiare le migliori pratiche, coordinare gli investimenti e stabilire obiettivi comuni per la decarbonizzazione, la transizione energetica e la sostenibilità ambientale della pesca al fine di garantire l'applicazione di norme comuni, nel rispetto del principio di reciprocità e di condizioni di equità per tutti gli operatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>osserva che le flotte a lunga distanza che operano nei paesi in via di sviluppo e in alto mare si trovano di fronte all'insormontabile ostacolo rappresentato dal fatto che le infrastrutture, quali porti, cantieri navali e centri di stoccaggio di nuovi carburanti e sistemi di propulsione in tali paesi, non sono pronte o idonee a soddisfare le esigenze dei pescherecci decarbonizzati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>suggerisce alla Commissione di riesaminare l'impatto ambientale e in termini di carbonio di tutte le importazioni di prodotti della pesca e dell'acquacoltura al fine di evitare condizioni di disparità con i concorrenti globali che non sono soggetti a quadri normativi altrettanto rigorosi o a norme ambientali, sanitarie e sociali equivalenti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Ammodernamento</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>sottolinea che l'ammodernamento della flotta peschereccia dell'UE è una componente fondamentale della transizione verso un settore più sostenibile e resiliente e dovrebbe affrontare le sfide tecnologiche e umane, garantendo che l'efficienza energetica, la capacità digitale e la sicurezza operativa siano perseguite di pari passo con il miglioramento delle condizioni di lavoro a bordo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>ribadisce che l'aumento della stazza lorda o la riconfigurazione della progettazione dei pescherecci per accogliere sistemi di propulsione alternativi o miglioramenti della sicurezza non dovrebbero essere considerati un contributo all'aumento della capacità di pesca e, pertanto, al rischio di pesca eccessiva; sottolinea che la separazione tra capacità di pesca e stazza lorda ai fini della decarbonizzazione, della transizione energetica o dei miglioramenti in materia di sicurezza è necessaria per un quadro politico equo e basato su dati concreti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>chiede il sostegno pubblico per dare priorità agli ammodernamenti dei pescherecci che consentano di ottenere sia vantaggi ambientali e progressi sociali che una maggiore capacità di conservare adeguatamente le catture a bordo, compresi i sistemi di conservazione e stoccaggio in celle frigorifere, entro i limiti delle capacità nazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>invita gli Stati membri a utilizzare il sostegno finanziario nazionale e dell'UE per dare priorità alle strategie di ammodernamento che rafforzano la sostenibilità a lungo termine delle imprese di pesca, promuovono le catene del valore locali e garantiscono che i pescatori possano continuare a operare in condizioni eque, prevedibili ed economicamente sostenibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>è dell'opinione che il ricambio generazionale può andare di pari passo con gli obiettivi del Green Deal europeo e con la necessità di garantire una transizione digitale nell'economia blu; osserva che ciò richiede non solo di attrarre i giovani verso il settore della pesca, ma anche di garantire il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro a bordo, fornendo alloggi e strutture migliori per contribuire al benessere degli equipaggi, garantendo una formazione e un'informazione adeguate e offrendo prospettive di carriera attraenti e la possibilità di migliorare la loro situazione personale, in particolare offrendo opportunità di reddito eque e stabili e assicurando la sostenibilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>sottolinea che le giovani generazioni di pescatori contribuiscono alla coesione delle loro comunità locali, in particolare nelle regioni costiere più isolate e in quelle con minori opportunità di lavoro, consentendo loro di contribuire ai miglioramenti economici, sociali e ambientali del settore; insiste inoltre sulla necessità di rafforzare il ruolo delle donne in questo settore attraverso maggiori opportunità di mobilità e occupazione in tutta l'UE, senza difficoltà o restrizioni per quanto riguarda il riconoscimento delle loro competenze e della loro formazione; osserva che ciò contribuirebbe a migliorare l'immagine del settore e ad aumentarne l'attrattiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>ritiene che il ricambio generazionale non debba condurre a uno scontro tra generazioni e dovrebbe includere pescatori di tutte le età, garantendo un approccio equilibrato alla transizione verde e digitale, in modo da assicurare che il patrimonio esperienziale non vada perduto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>pone l'accento sul ruolo strategico della digitalizzazione nell'ammodernamento, nella decarbonizzazione e nella transizione energetica della flotta peschereccia, che migliorerà anche l'efficienza operativa, la sicurezza in mare e le condizioni di lavoro dei pescatori; sottolinea che il sostegno agli strumenti e ai sistemi digitali che migliorano la navigazione, le previsioni meteorologiche, la comunicazione e la tracciabilità, in particolare nelle flotte su piccola scala, sosterrà anche la riduzione dei costi del carburante e contribuirà a un processo di decarbonizzazione più sostenibile sotto il profilo economico; sottolinea che la transizione digitale deve andare di pari passo con un'adeguata formazione, lo sviluppo di capacità e la progettazione di tecnologie inclusive, tenendo conto della diversità degli utenti e garantendo che le soluzioni digitali contribuiscano a migliorare gli ambienti di lavoro e a distribuire in modo equo i benefici tecnologici all'interno del settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>sottolinea la necessità di effettuare audit energetici dei pescherecci nel quadro del FEAMPA; insiste sulla necessità di incoraggiare le operazioni di ottimizzazione e adeguamento ogniqualvolta possibile al fine di migliorare l'efficienza energetica delle navi e promuovere l'uso di tecnologie, in particolare l'IA, per ottimizzare le rotte di pesca in modo da decarbonizzare la pesca a costi più accessibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>sottolinea l'importanza di migliorare la raccolta, l'accessibilità e l'uso dei dati ambientali, socioeconomici e operativi nel settore della pesca, anche attraverso strumenti digitali e approcci di monitoraggio partecipativo; sottolinea che dati efficaci e tempestivi sono essenziali per un processo decisionale basato su dati scientifici e per adeguare le politiche alle mutevoli condizioni ecologiche ed economiche; chiede una maggiore integrazione tra i sistemi di conoscenza, tra cui la ricerca scientifica, le conoscenze ecologiche tradizionali e i dati operativi in tempo reale, al fine di sostenere una governance della pesca più reattiva, equa e sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>chiede l'assegnazione di finanziamenti specifici, oltre a quelli destinati agli sforzi di decarbonizzazione e transizione energetica, per sostenere gli adeguamenti dei pescherecci che soddisfino le norme minime in materia di benessere dei lavoratori – in linea con le prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e le convenzioni internazionali sul lavoro marittimo, come la convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro del 2007 sul lavoro nel settore della pesca – tra cui accesso all'acqua potabile, alloggi sicuri, alimentazione adeguata, protezione contro l'affaticamento e assistenza medica; ritiene che tali miglioramenti siano essenziali per garantire la dignità sul lavoro, prevenire gli infortuni e promuovere la sostenibilità sociale del settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>sottolinea che l'ammodernamento, la decarbonizzazione e la transizione energetica dovrebbero altresì contribuire alla redditività economica, alle opportunità occupazionali e alla competitività del settore della pesca dell'UE e non devono compromettere la redditività del settore né l'autonomia alimentare strategica dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>sottolinea che gli investimenti nell'adeguamento dei pescherecci, negli strumenti digitali e nelle capacità di conservazione dei prodotti della pesca a bordo possono contribuire a ridurre i costi operativi e le emissioni, a migliorare la qualità dei prodotti e ad aumentare il valore di mercato delle catture, a condizione che gli sforzi volti a conseguire gli obiettivi stabiliti siano sostenuti da una governance coordinata e basata su dati scientifici in tutte le regioni, nonché da finanziamenti pubblici e privati e da strumenti di mercato ben applicati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>ribadisce che la modernizzazione, la decarbonizzazione e la transizione energetica della pesca devono essere considerate parte di una strategia più ampia per lo sviluppo costiero e marittimo, che comprenda la pianificazione dello spazio marino, la conservazione della biodiversità, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi, nonché la diffusione delle energie rinnovabili; sottolinea che è necessario un approccio equilibrato e coordinato per evitare l'emarginazione delle comunità di pescatori; sottolinea il potenziale di sinergie positive tra la pesca sostenibile, la conservazione degli oceani, l'energia pulita e lo sviluppo locale, se gestiti attraverso quadri olistici, inclusivi, basati su dati scientifici e adattati territorialmente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>sottolinea che la relazione di un recente seminario del Parlamento<FOOTNOTE><FIELD> Parlamento europeo, "Workshop on the future of the EU fishing fleet − First assessment of Member States' FEAMPA programmes for 2021-27" (Seminario sul futuro della flotta peschereccia dell'UE – Prima valutazione dei programmi FEAMPA degli Stati membri per il periodo 2021-2027), Dipartimento tematico Politica strutturale e di coesione, 19 novembre 2024.</FIELD></FOOTNOTE> suggerisce che i futuri strumenti di sostegno alla pesca dovrebbero prendere in considerazione condizioni meno restrittive per quanto riguarda il sostegno per il primo acquisto di un peschereccio, per l'ammodernamento o la sostituzione dei motori e per i miglioramenti dei pescherecci che richiedono un aumento della stazza, applicando nel contempo restrizioni per evitare l'eccesso di capacità o la pesca eccessiva a livello di singoli segmenti o dell'intera flotta nazionale; sottolinea che, allo stesso tempo, i singoli pescherecci dovrebbero essere in grado di adattarsi alle esigenze economiche, ambientali e sociali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>chiede pertanto una revisione delle soglie di ammissibilità attualmente previste agli articoli 13, 17, 18 e 19 del FEAMPA, al fine di consentire il sostegno pubblico per l'ammodernamento o la sostituzione di pescherecci strettamente finalizzati a migliorare la sicurezza, le condizioni di lavoro e di vita, l'efficienza energetica e l'adozione di tecniche di pesca sostenibili; evidenzia che tale sostegno non dovrebbe tradursi in un aumento della capacità o dello sforzo di pesca e dovrebbe essere subordinato al rispetto di elevate norme ambientali e sociali, assicurando nel contempo la redditività economica e il ricambio generazionale, in particolare nelle regioni ultraperiferiche e nelle zone costiere in cui la valutazione della flotta dimostra che lo sforzo di pesca è in equilibrio con le risorse disponibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>insiste sulla necessità di una revisione intermedia del FEAMPA, come anche di una revisione mirata dei testi della PCP e degli orientamenti pertinenti per tenere conto dei requisiti di spazio e progettazione dei sistemi di stoccaggio, energia e propulsione dei combustibili alternativi e per rendere più flessibile il quadro degli aiuti di Stato nel settore della costruzione e dell'ammodernamento dei pescherecci; chiede l'istituzione di un apposito fondo di emergenza per accelerare il rinnovamento della flotta, consentendo in tal modo una transizione realistica verso le tecnologie energetiche pulite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità di affrontare la mancanza di aree di lavoro coperte, servizi igienico-sanitari, spazi di riposo adeguati e attrezzature di sicurezza che attualmente colpisce molti pescherecci artigianali e su piccola scala; osserva che le attuali definizioni dell'UE di capacità di pesca non distinguono tra le zone operative del peschereccio e quelle dedicate al miglioramento delle condizioni sociali e di sicurezza a bordo; sottolinea che ciò crea un disincentivo a investire in miglioramenti essenziali come spazi di lavoro protetti, aree di riposo e servizi igienico-sanitari, che sono fondamentali per garantire condizioni di lavoro e di vita dignitose; invita la Commissione a trovare una soluzione che concili le esigenze dei lavoratori della pesca con la necessità di garantire che la capacità di pesca della flotta dell'UE non aumenti, in particolare escludendo dal calcolo della capacità di pesca la stazza relativa all'ambito sociale e della sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>invita la Commissione, a tal fine e pur mantenendo un quadro e limiti che impediscano la pesca eccessiva, a effettuare una revisione approfondita degli indicatori che misurano la capacità di pesca e l'impatto della pesca;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>sottolinea che la transizione energetica del settore della pesca richiede investimenti significativi, non sempre sostenibili dalle piccole imprese con le sole risorse ordinarie; invita la Commissione a fare della decarbonizzazione uno strumento a sostegno della redditività della pesca costiera nell'UE e a valutare la possibilità di aumentare, su base temporanea e mirata, il massimale degli aiuti <STRING ITALIC="on">de minimis</STRING> nel settore della pesca e dell'acquacoltura, al fine di sostenere l'adozione di tecnologie a basse emissioni, il rinnovo e/o l'adeguamento sostenibili della flotta e l'efficienza energetica lungo tutta la filiera, da realizzare in collaborazione con i professionisti di tale segmento della flotta, al fine di stimolare gli investimenti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sviluppo e diffusione di attrezzi da pesca</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>sottolinea che l'innovazione nell'ambito degli attrezzi da pesca e delle tecniche di pesca dovrebbe basarsi sulle migliori prove scientifiche disponibili ed essere guidata da chiari obiettivi ambientali, contribuendo a migliorare la selettività, a ridurre le catture accessorie o accidentali, a ridurre al minimo i rischi di perdita e abbandono degli attrezzi da pesca, a ottimizzare le rotte dei pescherecci, a generare benefici economici e a ridurre l'impatto sugli habitat marini; sottolinea la necessità di investimenti pubblici e privati mirati e di un sostegno normativo per promuovere lo sviluppo, la sperimentazione e la diffusione di attrezzi da pesca che migliorino sia i risultati ecologici che la redditività operativa delle flotte sostenibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>invita la Commissione a sostenere l'innovazione attraverso investimenti volti ad aumentare la selettività degli attrezzi da pesca, il potenziamento delle infrastrutture portuali e l'ammodernamento dei pescherecci, al fine di migliorare la salute, la sicurezza e le condizioni di lavoro, aumentare l'efficienza energetica, ridurre le emissioni e incrementare la qualità delle catture;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>ricorda la necessità di seguire il principio di precauzione nello sviluppo e nell'impiego di attrezzature e tecniche di pesca innovative; sottolinea che è essenziale promuovere un approccio ecosistemico nello sviluppo e nell'impiego di attrezzature e tecnologie di pesca innovative al fine di ridurre le catture accessorie, ridurre al minimo le catture accidentali, ridurre l'impatto sui fondali marini e migliorare l'efficienza energetica; evidenzia che i progetti pilota e la pesca sperimentale dovrebbero rimanere limitati in termini di durata e numero di pescherecci, al fine di testare nuovi attrezzi e tecnologie di propulsione e garantire che non si verifichi una diffusione su larga scala fino a quando il loro impatto ambientale, sociale ed economico non sia stato valutato scientificamente, in modo indipendente e completo e non sia stato dimostrato che sono sicuri e sostenibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità di investire e diffondere tecnologie di pesca che riducano le catture indesiderate, migliorino la selettività e riducano al minimo le perturbazioni degli ecosistemi; sottolinea che le transizioni tecnologiche nel settore devono essere ulteriormente agevolate in tempi più rapidi e guidate dalla neutralità tecnologica e da solide prove scientifiche, compresi tutti gli aspetti della sostenibilità; chiede che i processi decisionali relativi all'approvazione degli attrezzi da pesca, all'ammissibilità dei finanziamenti e alla flessibilità normativa si basino sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili e siano in linea con tutte le politiche e normative pertinenti e in modo da contribuire ai tre pilastri della sostenibilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>invita la Commissione a prendere in considerazione le specificità di ciascun bacino marittimo e delle differenze regionali, a rafforzare la regionalizzazione e l'adeguamento dei piani di gestione pluriennali a tali obiettivi di selettività e a favorire l'uso di attrezzi con un minore impatto sugli ecosistemi, in stretta collaborazione con i comitati consultivi e coinvolgendo le flotte locali, tenendo conto degli impatti socioeconomici e dei cambiamenti climatici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>insiste sulla necessità di disporre di linee di bilancio specifiche per finanziare la ricerca sulla decarbonizzazione e la transizione energetica nell'ambito del futuro quadro finanziario pluriennale, ad esempio nell'ambito del Fondo europeo per la competitività e di Orizzonte Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>sottolinea che la trasferibilità delle innovazioni scientifiche ai pescatori può essere compromessa dal rischio di una riduzione del reddito durante le fasi di sperimentazione; invita la Commissione a prevedere un sostegno finanziario per ovviare a tale rischio e accelerare l'introduzione di attrezzi più selettivi e con minore impatto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>riconosce il crescente contributo dei pescatori all'azione per il clima e alla protezione dell'ambiente attraverso attività quali la raccolta dei rifiuti marini, compresi gli attrezzi da pesca persi o abbandonati; sottolinea che tale ruolo dovrebbe essere incoraggiato e sostenuto attraverso incentivi mirati, infrastrutture portuali adeguate e la creazione di flussi di reddito complementari legati agli obiettivi dell'economia circolare; sottolinea che la promozione del contributo ecologico dei pescatori contribuisce a rafforzare l'accettabilità sociale della professione, rafforza il loro ruolo di guardiani del mare e contribuisce a più ampi obiettivi di sostenibilità e ripristino dell'ambiente marino;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>invita la Commissione a garantire il coinvolgimento inclusivo di tutti i portatori di interessi, compresi i pescatori su piccola scala, le organizzazioni di produttori e le comunità costiere nella progettazione, nello sviluppo e nella valutazione degli attrezzi da pesca innovativi, anziché adottare un approccio universale; sottolinea che la governance partecipativa rafforza la legittimità, la praticità e l'accettazione delle norme, consentendo al contempo l'integrazione delle conoscenze ecologiche locali e dell'esperienza vissuta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>chiede che le politiche pubbliche e gli strumenti di finanziamento diano priorità al sostegno dei pescatori e delle comunità che adottano attrezzi da pesca e pratiche sostenibili che contribuiscono alla conservazione della biodiversità e alla stabilità delle risorse a lungo termine; sottolinea che il riconoscimento e il sostegno delle tecniche sostenibili e di un approccio ecosistemico alla pesca sono fondamentali per garantire la resilienza delle comunità costiere, preservare le conoscenze tradizionali e promuovere una transizione equa e inclusiva nel settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>chiede l'integrazione di sistemi tecnologici di rilevamento basati sull'IA per sostenere le pratiche di pesca selettiva, migliorare le informazioni sulle catture e ridurre le catture indesiderate; ritiene che la combinazione di tecnologie intelligenti con attrezzi innovativi possa migliorare la selettività e le prestazioni ambientali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>sottolinea che la gestione degli attrezzi da pesca e delle tecniche di pesca dovrebbe basarsi su quadri di governance inclusivi e adattivi che tengano conto della diversità delle flotte, dei bacini marittimi e delle pratiche di pesca nell'UE e richiama l'attenzione sull'importanza di garantire un quadro normativo chiaro, prevedibile e orientato a obiettivi politici lungo termine; sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione tra scienziati, pescatori e autorità nello sviluppo, nella sperimentazione e nella valutazione di nuovi attrezzi, promuovendo la fiducia reciproca e la responsabilità condivisa nei risultati sostenibili; chiede processi decisionali rapidi, trasparenti, partecipativi e in grado di integrare sul campo le realtà socioecologiche in evoluzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>evidenzia la necessità di migliorare la misurazione dello sforzo di pesca attraverso strumenti di gestione che non si basino esclusivamente sui giorni in mare e di iniziare a considerare il tempo effettivo in cui gli attrezzi sono impiegati per la cattura – il cosiddetto "tempo di immersione" o "pesca attiva"; invita pertanto a valutare, ove opportuno, una revisione delle definizioni di "attività di pesca" contenute nella normativa dell'UE, affinché riflettano più accuratamente le diverse caratteristiche operative degli attrezzi da pesca e contribuiscano a una gestione più equa ed efficace dello sforzo di pesca;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>incoraggia i progetti pilota e ne sottolinea l'importanza sia come prototipi innovativi che come trampolini di lancio verso il raggiungimento del livello di maturità tecnologica necessario per ottenere le approvazioni necessarie e prepararsi sia per la commercializzazione che per la diffusione su scala più ampia; chiede che sia garantito il monitoraggio dei progetti pilota più efficaci al fine di evitare la duplicazione dei progetti presentati o il fallimento di quelli che sarebbero efficaci;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>sottolinea che i pescatori possono subire una perdita di catture e di reddito quando partecipano a progetti pilota; sottolinea che l'applicazione delle norme del FEAMPA ai progetti pilota sta limitando alcune sperimentazioni nella pratica; invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali a promuovere il ricorso ai laboratori viventi ("living lab") per conciliare le innovazioni e le iniziative locali al fine di consentire la sperimentazione pratica onde garantire che le nuove innovazioni funzionino nella pratica e non impongano oneri inutili al settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>chiede lo sviluppo di un quadro comune dell'UE in materia di etichettatura e tracciabilità che consenta ai consumatori e agli acquirenti di identificare i prodotti della pesca conformi a elevate norme ambientali, sanitarie e sociali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>sottolinea che il successo delle transizioni ecologica e digitale nel settore della pesca, comprese la decarbonizzazione e la transizione energetica, dipende dalla disponibilità di lavoratori qualificati e ben formati; chiede un migliore utilizzo dei programmi dell'UE esistenti, quali Erasmus+, il Fondo sociale europeo Plus e il FEAMPA, per sostenere la formazione sia formale che informale in materia di sicurezza sul lavoro, strumenti digitali, consapevolezza ambientale e tecniche di pesca sostenibili; sottolinea l'importanza di riconoscere e finanziare la formazione professionale necessaria per attuare e utilizzare le nuove tecnologie e i nuovi motori, nonché le competenze pratiche acquisite attraverso l'esperienza e facilitando la trasmissione intergenerazionale delle conoscenze; sottolinea che la formazione dovrebbe essere continua, inclusiva e adattata all'evoluzione delle esigenze dei pescatori e delle comunità costiere, in particolare nelle zone remote e strutturalmente svantaggiate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>sottolinea il potenziale dei settori dell'acquacoltura, della molluschicoltura e dell'alghicoltura per ridurre l'impronta di carbonio del nostro sistema alimentare; accoglie con favore le pratiche sempre più frequenti a basse emissioni di carbonio, come i mangimi sostenibili e l'uso di chiatte decarbonizzate, e chiede pertanto che tali tecnologie siano sviluppate su scala più ampia negli allevamenti, ove opportuno; sottolinea che gli sviluppi futuri dovrebbero dare priorità ai produttori di acquacoltura sostenibile che evitano danni alla biodiversità marina e generano al contempo benefici socioeconomici per le comunità costiere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>è del parere che l'istituzione di una politica comune dell'acquacoltura su un piano di parità con la PCP, con l'adozione di obiettivi quantificati per lo sviluppo dell'acquacoltura, possa contribuire adeguatamente a un processo ben ponderato di decarbonizzazione e transizione energetica per l'economia blu dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>sottolinea l'importanza di un quadro giuridico chiaro e coerente con criteri e indicatori di sostenibilità misurabili per orientare e monitorare lo sviluppo dell'acquacoltura nell'UE, compresa una migliore pianificazione dello spazio marittimo; chiede pertanto maggiori investimenti e politiche a sostegno dell'acquacoltura marina e d'acqua dolce, della molluschicoltura e dell'alghicoltura sostenibili come parte integrante della strategia europea per un'economia blu a basse emissioni e per rafforzare la resilienza dell'acquacoltura agli effetti dei cambiamenti climatici;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>