<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0007</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Omicidio di Mehdi Kessaci - Urgente necessità di un'azione europea ambiziosa contro il traffico di droga</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0057/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 20 gennaio 2026 sull'omicidio di Mehdi Kessaci: urgente necessità di un'azione europea ambiziosa contro il traffico di droga (2025/3020(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il trattato sull'Unione europea (TUE) e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare le loro disposizioni relative allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare i suoi articoli relativi alla dignità umana, al diritto alla vita, alla libertà di espressione, ai diritti delle vittime e alla protezione dei dati personali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le strategie dell'UE in materia di droga e la loro versione più recente, pubblicata unitamente al piano d'azione dell'UE contro il traffico di droga 2026-2030,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i lavori del gruppo orizzontale "Droga" del Consiglio, istituito nel 1997 con l'obiettivo di coordinare l'azione dell'UE in materia di droga,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le relazioni e le analisi dell'Agenzia dell'Unione europea sulle droghe (EUDA), in particolare la relazione europea sulle droghe 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'avvio della coalizione europea contro la droga, che riunisce oltre 40 paesi e mira a rafforzare la cooperazione internazionale contro il traffico di stupefacenti,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i lavori del gruppo Pompidou del Consiglio d'Europa sulle politiche in materia di droga e prevenzione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Convenzione delle Nazioni Unite contro il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope del 1988 e i lavori dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, firmata a Palermo nel 2000, e i relativi protocolli, nonché la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le diverse disposizioni adottate dagli organismi europei e internazionali per prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento della criminalità organizzata,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato<FOOTNOTE><FIELD> GU L 315 del 14.11.2012, pag. 57, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2012/29/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione del Parlamento europeo dell'11 giugno 2013 sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro<FOOTNOTE><FIELD> GU C 65 del 19.2.2016, pag. 16.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'impegno degli organismi europei, in particolare l'EUDA, Europol ed Eurojust, nella lotta contro il traffico di droga,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il pacchetto legislativo dell'UE del 2024 in materia di antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo, che include, in particolare, il regolamento (UE) 2024/1624<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1624, 19.6.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1624/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, la direttiva (UE) 2024/1640<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1640, 19.6.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1640/oj.</FIELD></FOOTNOTE> e l'istituzione dell'Autorità antiriciclaggio (AMLA),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2024/1712 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1712, 24.6.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1712/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i lavori del forum della società civile sulle droghe e della sua sezione dedicata ai giovani,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la situazione particolarmente critica che si registra nelle regioni ultraperiferiche,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'opera pubblicata dall'attivista antidroga Amine Kessaci, dal titolo "Marseille, essuie tes larmes" (Marsiglia, asciugati le lacrime), e i suoi interventi a favore di una risposta al traffico di droga e di una mobilitazione popolare,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafo 2, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che Mehdi Kessaci, ventenne di nazionalità francese, sconosciuto alle forze dell'ordine se non per essersi candidato come agente di polizia, è stato assassinato il 13 novembre 2025 a Marsiglia, in pieno giorno e in strada, in un contesto di violenze legate al traffico di droga, il che testimonia la crescente brutalità delle reti criminali e le conseguenze dirette che tali violenze hanno sulle famiglie e sulle comunità locali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che Mehdi Kessaci era il fratello di Amine Kessaci, attivista antidroga, autore e figura di spicco della mobilitazione civica contro la criminalità organizzata; che il suo assassinio è certamente da attribuirsi a tale legame di parentela; che questo omicidio costituisce un attacco diretto alla libertà di espressione e che si sospetta sia stato commesso con metodi intimidatori che ricordano quelli utilizzati dalle organizzazioni mafiose; che tale crimine ha dato origine a una mobilitazione nazionale, che ha riunito 10 000 persone in tutto il paese in sostegno ad Amine Kessaci e alla sua famiglia e in difesa della democrazia, della libertà di espressione e dello Stato di diritto contro il traffico di droga;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che tale omicidio va ad aggiungersi a una serie di violenze legate al traffico di droga commesse a Marsiglia, che hanno causato 24 uccisioni nel 2024 e 49 vittime nel 2023 e che interessano sempre più spesso minori e persone innocenti; che tale piaga colpisce numerose città europee e minaccia la coesione sociale, la salute e la sicurezza dei cittadini e lo Stato di diritto; che la situazione nelle regioni ultraperiferiche è particolarmente critica, con quasi 90 uccisioni legate al traffico di droga registrate soltanto in Guadalupa e in Martinica nel 2025;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il traffico di droga costituisce una delle più gravi minacce alla sicurezza interna dell'UE, dal momento che alimenta la criminalità organizzata, la violenza e la corruzione, e che, secondo Europol, quasi il 50 % delle reti criminali più pericolose in Europa è coinvolto in questa attività, di cui oltre un terzo in modo esclusivo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che le violenze connesse al traffico di droga in Europa si sono intensificate negli ultimi anni, con un crescente ricorso alle armi da fuoco da parte dei gruppi della criminalità organizzata, e che, in media, il 28 % dei sequestri di armi da fuoco in Europa è collegato al traffico di stupefacenti, il che rende evidente il rapporto diretto esistente tra questa attività e le gravi minacce alla sicurezza pubblica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la produzione, il traffico e il consumo di droga sono in rapido aumento e stanno raggiungendo livelli senza precedenti nell'UE; che, secondo l'EUDA, nel 2023 nell'UE sono state sequestrate 752 tonnellate di cannabis e 419 tonnellate di cocaina e che 2,7 milioni di giovani adulti di età compresa tra i 15 e i 34 anni dichiarano di aver fatto uso di tali sostanze nell'ultimo anno; che ogni anno nell'UE vengono smantellati quasi 500 laboratori dediti alla produzione di droghe sintetiche e che nel 2023 le morti legate alla droga sono state quasi 7 500; che tali sviluppi mettono in luce un fenomeno diffuso che interessa tutti i territori, le generazioni e i gruppi sociali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che i porti europei costituiscono importanti punti di ingresso strategici per le droghe illecite, dato che circa il 70 % dei sequestri doganali di stupefacenti avviene nelle infrastrutture portuali, e che le reti criminali si servono delle vulnerabilità logistiche e umane di tali piattaforme;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che i professionisti del settore della pesca e dei porti, quali i pescatori e i lavoratori portuali, vengono presi di mira dalle reti del traffico di droga, che sfruttano la natura delle loro attività per introdurre droga nell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che il massiccio aumento del consumo di stupefacenti ha un'incidenza diretta sul traffico di droga, poiché genera enormi profitti per i trafficanti, che stanno acquisendo una capacità finanziaria potenzialmente in grado di mettere a repentaglio la democrazia; che la commissione nazionale francese per i conti delle campagne e i finanziamenti politici ha messo in guardia contro l'influenza delle reti del traffico di stupefacenti sulle prossime elezioni locali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che il traffico di stupefacenti è una delle attività più redditizie della criminalità organizzata, dal momento che rappresenta circa un quinto dei proventi del crimine a livello mondiale, e che l'UE sta assistendo a un aumento senza precedenti della disponibilità di droghe illecite, in particolare di cocaina proveniente dall'America del Sud;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che le reti del traffico di stupefacenti possono cercare di esercitare pressioni o influenze indebite sui politici locali e sugli elettori, in particolare a livello comunale, compromettendo in tal modo l'integrità dei processi democratici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la capacità finanziaria acquisita dai trafficanti di droga mette in pericolo la democrazia attraverso il riciclaggio di denaro, la corruzione, l'infiltrazione nell'economia legale e la possibilità che conferisce alle reti criminali di ottenere e di espandere il proprio controllo territoriale, anche all'interno dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la lotta contro il riciclaggio di denaro, i paradisi fiscali e l'infiltrazione dell'economia legale da parte delle organizzazioni criminali è dunque uno strumento cruciale per indebolire in modo duraturo le reti del traffico di droga;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che lo scudo europeo per la democrazia evidenzia che la criminalità organizzata e la corruzione costituiscono una minaccia diretta per lo Stato di diritto e le nostre istituzioni democratiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che gli strumenti digitali e i social media sono sempre più utilizzati per reclutare, coordinare e commettere atti di violenza, in particolare nei confronti dei minori, il che richiede una risposta europea coordinata che rispetti i diritti fondamentali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che le organizzazioni criminali e le loro pratiche si stanno evolvendo, in particolare attraverso la digitalizzazione delle loro strategie, e che pertanto è necessario adeguare le strutture investigative, giudiziarie e sociali nella risposta dell'Unione europea a tale piaga;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che la prevalenza delle nuove sostanze psicoattive (NSP) è in aumento in Europa, in particolare cannabinoidi sintetici, catinoni e potenti oppioidi sintetici, che sono spesso prodotti o distribuiti all'interno dell'UE e rimangono in parte al di fuori dei controlli internazionali e nazionali; che la loro elevata potenza e i ridotti volumi necessari, combinati alla possibilità di modificare leggermente le loro strutture chimiche per aggirare la legislazione, creano un mercato in rapida espansione e altamente redditizio a vantaggio dei trafficanti, comportando al contempo notevoli rischi per la salute e la sicurezza pubblica; che è indispensabile disporre di solidi sistemi di allerta precoce, di capacità di individuazione potenziate e di risposte coordinate a livello dell'UE per affrontare l'evoluzione della minaccia delle NSP;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che lo sviluppo e il radicamento duraturo delle reti del traffico di droga si inseriscono spesso in contesti caratterizzati da persistenti disuguaglianze sociali e territoriali, da un accesso insufficiente all'occupazione, ai servizi pubblici e alle opportunità educative, nonché da un sentimento di abbandono istituzionale, in particolare in alcuni quartieri urbani svantaggiati, e che tali vulnerabilità costituiscono un terreno fertile per l'economia criminale nonché fattori strutturali sfruttati dalle reti del traffico di droga per reclutare una manodopera vulnerabile, spesso giovane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che la politica di coesione dell'UE, attraverso i suoi strumenti finanziari, ha storicamente contribuito a ridurre le disparità territoriali, a rafforzare la coesione sociale e a sostenere gli investimenti strutturali nelle aree urbane in difficoltà, e che gli orientamenti previsti dalla Commissione europea per il quadro finanziario pluriennale 2028-2034, nonché l'attuazione della nuova agenda dell'UE per le città, avranno un impatto determinante sulla capacità dell'Unione di prevenire in modo duraturo il radicamento dei traffici illeciti in tali territori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che i proventi delle reti criminali sono agevolati dalla corruzione e possono a loro volta rafforzarla, che la capacità finanziaria di tali reti consente loro sia di fornire servizi agli abitanti sia di incutere paura in un numero crescente di territori, cui consegue una forma di anestesia delle comunità locali, sempre meno resilienti di fronte alla piaga del traffico di droga; che l'omicidio di Mehdi Kessaci si inserisce in tali strategie di intimidazione; che le segnalazioni in merito all'ingerenza del traffico di droga nelle elezioni pongono con urgenza l'attenzione sulla minaccia che il traffico di droga rappresenta per i diritti fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che le famiglie delle vittime, e in particolare le madri e i parenti di coloro che sono stati uccisi o reclutati da reti criminali, svolgono spesso un ruolo chiave nella prevenzione, nella sensibilizzazione e nel sostegno ai giovani esposti al traffico di droga; che, tuttavia, le famiglie delle vittime del traffico di droga non sono coinvolte nello sviluppo di politiche antidroga europee e nazionali né nel forum della società civile sulle droghe;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che le strategie precedenti hanno messo in evidenza la necessità di migliorare l'equilibrio tra le risposte delle autorità di contrasto e le politiche di prevenzione, di riduzione dei rischi e di giustizia sociale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che la strategia dell'UE in materia di droga si basa su pilastri fondamentali che coniugano la salute pubblica, la prevenzione, la cooperazione giudiziaria e di polizia, nonché la cooperazione con i paesi terzi, e che trarrebbe vantaggio dalla sua integrazione in una sezione dedicata alla resilienza sociale dei territori e alle comunità attive contro il traffico di droga;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che la diffusione del traffico di droga è un fenomeno europeo e richiede una risposta unita e risoluta; che le autorità europee devono dimostrare la loro capacità di mobilitarsi affinché non si perdano altre vite;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna con la massima fermezza l'uccisione di Mehdi Kessaci; esprime profondo cordoglio e sincere condoglianze ai suoi genitori e alla sua famiglia, ai suoi parenti e, attraverso di essi, a tutte le vittime dirette e indirette del traffico di droga in Europa e nel mondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>elogia l'impegno di Amine Kessaci, dell'associazione Conscience e di tutti gli attivisti che, spesso a rischio della propria sicurezza, lottano contro il traffico di droga; rende omaggio al coraggio di Amine Kessaci, che continua a lottare contro i narcotrafficanti nonostante le minacce nei suoi confronti; riconosce che l'omicidio di Mehdi Kessaci costituisce un attacco frontale alla libertà di espressione e di creazione, nonché allo Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ricorda che le azioni delle associazioni di base contribuiscono alla protezione dei giovani, alla coesione sociale e alla vitalità democratica e sono spesso scarsamente riconosciute, sostenute o protette;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea che la lotta contro il traffico di droga e la criminalità organizzata rappresenta una sfida importante per l'Unione europea nel suo complesso, in termini sia di sicurezza che di salute pubblica, di giustizia sociale e di rispetto dello Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>accoglie con favore l'adozione della nuova strategia dell'UE in materia di droga e del relativo piano d'azione e ribadisce il proprio sostegno a favore di un approccio equilibrato fondato sulla riduzione della domanda, sulla cooperazione giudiziaria e di polizia, sulla cooperazione con i paesi terzi e sulla prevenzione, in particolare online; ricorda che i piani precedenti non sono stati sufficienti a contrastare la piaga del traffico di droga, ma che è compito di tutti affrontare questa sfida;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>ricorda che la nuova strategia antidroga invita gli Stati membri ad adottare politiche di tolleranza zero in caso di guida di veicoli sotto l'effetto di droghe, in conformità della direttiva 2006/126/CE concernente la patente di guida<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, concernente la patente di guida (GU L 403 del 30.12.2006, pag. 18, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2006/126/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, e a sfruttare appieno gli strumenti transfrontalieri disponibili per far rispettare tali norme;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sostiene pienamente il pilastro dedicato alla salute pubblica e alla prevenzione della strategia antidroga dell'UE, comprendente la prevenzione precoce, la riduzione dei rischi, l'accesso all'assistenza sanitaria, il trattamento delle dipendenze e il reinserimento sociale; ricorda che la droga colpisce sempre più l'intera società, ponendola in condizione di dipendenza, e richiede un'ampia mobilitazione per garantire la salute mentale di tutte le persone nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sostiene la proposta della Commissione di rafforzare la sicurezza nella lotta contro il traffico di droga, che comprende la valutazione prevista entro il 2026 dell'attuale decisione quadro sul traffico di droga e la modernizzazione delle norme sulla criminalità organizzata; appoggia misure chiave quali il rafforzamento della cooperazione pubblico-privato per migliorare l'individuazione delle droghe di contrabbando da parte dei servizi postali e di consegna dei pacchi, nonché lo sviluppo di una nuova strategia europea per i porti volta ad aumentare la sicurezza e la resilienza dei porti e delle catene di approvvigionamento nei confronti del traffico di droga;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>plaude all'impegno delle autorità di contrasto, delle forze armate, dei servizi doganali e dei magistrati mobilitati in tutta l'Unione europea nella lotta contro il traffico di droga; riconosce il loro contributo fondamentale alla tutela della sicurezza pubblica e chiede un rafforzamento proporzionato e adeguato delle risorse a disposizione delle forze di polizia e delle autorità giudiziarie al fine di rispondere all'evoluzione di questa minaccia transnazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>chiede il rafforzamento delle risorse umane, materiali e tecnologiche destinate ai controlli alle frontiere esterne nella lotta contro il traffico di armi, esseri umani e stupefacenti e delle operazioni di contrasto congiunte transfrontaliere, in particolare nei punti critici quali Marsiglia, Le Havre, Anversa, Rotterdam e Amburgo, in stretto coordinamento con l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, Europol, Eurojust e l'EUDA, al fine di smantellare le reti criminali responsabili di sparatorie, uccisioni e intimidazioni in tutta Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità doganali, di contrasto, giudiziarie e amministrative e invita la Commissione a garantire il quadro necessario per sostenere tali sforzi, salvaguardando nel contempo i diritti fondamentali e la tutela della vita privata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ricorda che la lotta contro la criminalità organizzata deve affrontare le strutture economiche e finanziarie del traffico di droga, anche attraverso il rafforzamento dei regimi di confisca dei proventi di reato e la lotta contro i paradisi fiscali; invita l'Unione europea e gli Stati membri a fare pieno ed efficace uso della nuova direttiva (UE) 2024/1260 riguardante il recupero e la confisca dei beni<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1260, 2.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1260/oj.</FIELD></FOOTNOTE> e a mettere in atto le misure necessarie per consentire la destinazione dei beni confiscati a fini sociali, in particolare affidandoli alle organizzazioni di base che lottano contro il controllo del territorio da parte dei trafficanti di droga, come nel caso dell'Italia, nonché alle autorità più esposte alla violenza connessa al traffico di droga o ai servizi giudiziari e doganali incaricati delle indagini; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che le misure relative all'utilizzo dei beni confiscati nell'interesse pubblico o a fini sociali siano incluse nelle loro strategie nazionali di recupero dei beni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea l'importanza di integrare i requisiti in materia di cooperazione giudiziaria e trasparenza nelle relazioni esterne e negli accordi dell'Unione con i paesi terzi interessati dalle rotte del traffico di droga; pone l'accento sul fatto che la cooperazione con alcuni di questi Stati è proficua, mentre altri si rifiutano di cooperare pienamente con le autorità europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>accoglie con favore la conclusione positiva di accordi tra Eurojust, Europol e l'Armenia, la Bosnia-Erzegovina e il Libano;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea l'importanza di procedere a un esame approfondito dei metodi adottati dalle organizzazioni criminali e della loro rapida evoluzione al fine di sviluppare le procedure giudiziarie più appropriate; chiede, in particolare, che sia applicato un approccio comune alla lotta contro la criminalità organizzata, che sia presa in considerazione l'istituzione di uno status di pentito, che sia garantita la protezione dei minori coinvolti nelle reti criminali e che la lotta contro il traffico di stupefacenti sia articolata tenendo conto delle disposizioni in materia di riciclaggio di denaro e corruzione, estorsione, tratta di esseri umani, criminalità ambientale e traffico di armi; chiede di valutare la possibilità di rafforzare il ruolo dell'EPPO nella lotta contro la criminalità organizzata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>si impegna a monitorare più da vicino e in maniera più approfondita il traffico di droga e la lotta contro la criminalità organizzata transfrontaliera connessa alle droghe;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>chiede il potenziamento delle risorse umane destinate alle attività di polizia di prossimità e alle attività di polizia specializzate, nonché alle autorità giudiziarie specializzate nella lotta contro il traffico di droga, comprese quelle che si occupano di antiriciclaggio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>incoraggia la cooperazione tra gli organismi dell'Unione europea, le autorità nazionali e gli Stati membri in materia di polizia, giudiziaria e amministrativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>chiede che la lotta contro il traffico di droga diventi un pilastro della strategia portuale europea e dell'alleanza dei porti, integrando sia i porti marittimi sia quelli fluviali, e che siano messe in atto misure di formazione, prevenzione e protezione per il personale portuale; chiede che siano forniti sostegno e assistenza ai lavoratori portuali e ai pescatori che subiscono pressioni, minacce e tentativi di ricatto da parte delle reti del traffico di droga; sottolinea l'importanza di condividere informazioni sui sequestri di droga, precursori e sostanze chimiche essenziali, nonché di utilizzare tecnologie mirate di sorveglianza presso le infrastrutture strategiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>chiede che la lotta contro il traffico di droga diventi una priorità per l'Autorità doganale dell'Unione europea e che le agenzie doganali siano dotate degli stessi strumenti del personale portuale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>sottolinea che le iniziative europee future, come l'Alleanza europea dei porti, nonché le riforme di Europol, Eurojust e della Procura europea, dovrebbero contribuire a rafforzare l'integrità, la trasparenza e la resilienza dei porti europei, anche migliorando la protezione degli agenti e dei lavoratori in prima linea dai rischi di intimidazione e corruzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>insiste sul ruolo centrale della prevenzione, anche sui social media e sulle piattaforme digitali, e chiede un'efficace attuazione delle norme dell'UE esistenti, in particolare il regolamento sui servizi digitali, per prevenire il reclutamento online, l'istigazione alla violenza e l'organizzazione di attività criminali nonché per valutare le esigenze affinché possano evolvere; invita gli Stati membri a includere nelle loro politiche di prevenzione comunicazioni chiare che consentano ai consumatori di comprendere che stanno contribuendo all'azione violenta di reti criminali distruttive;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea la necessità di integrare pienamente la protezione dei minori contro il reclutamento da parte di reti criminali nelle politiche in materia di lotta contro la droga, in linea con il regolamento sui servizi digitali e la risoluzione del Parlamento europeo sulla protezione dei minori online (2025/2060(INI)), in particolare attraverso la cooperazione con le piattaforme digitali, la prevenzione mirata e l'individuazione precoce;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>sottolinea l'importanza cruciale, unitamente a un approccio sanzionatorio e incentrato sulla sicurezza, di agire in modo strutturale sui fattori sociali, economici e territoriali che favoriscono il radicamento a lungo termine di tali attività criminali, in particolare nei quartieri urbani svantaggiati; insiste, a tale proposito, sul ruolo cruciale degli strumenti di bilancio dell'Unione, tra cui il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione e il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), nel sostenere gli investimenti a lungo termine in materia di accesso all'occupazione, riqualificazione urbana, servizi pubblici a livello di comunità, istruzione, prevenzione e coesione sociale, contribuendo in tal modo a rafforzare la resilienza di tali territori nei confronti delle economie illecite e la resilienza delle comunità nei confronti delle organizzazioni criminali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>esprime tuttavia profonda preoccupazione rispetto agli orientamenti previsti dalla Commissione per il quadro finanziario pluriennale 2028-2034, in particolare per quanto riguarda i rischi di un'ulteriore rinazionalizzazione della politica di coesione, di fusione dei fondi di coesione con altri strumenti e di concentrazione dei finanziamenti esclusivamente sulle regioni meno sviluppate; avverte che tali sviluppi potrebbero tradursi in una concorrenza dannosa tra priorità e territori, a scapito degli investimenti necessari nelle zone urbane in difficoltà situate in regioni intermedie o più sviluppate, sebbene tali quartieri presentino spesso gravi vulnerabilità sociali e siano particolarmente esposti al traffico di stupefacenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>sottolinea che la recente adozione da parte della Commissione della nuova agenda dell'Unione europea per le città produrrà risultati concreti solo se sarà pienamente integrata nei futuri programmi di partenariato nazionali e regionali; chiede, a tale proposito, che tali piani includano misure specifiche, identificabili e dotate di risorse sufficienti per gli investimenti pubblici nei quartieri popolari, al fine di evitare la loro marginalizzazione a lungo termine e impedire che finiscano sotto l'influenza delle reti criminali; sottolinea la necessità di garantire un approccio alla coesione basato sul territorio, integrato e inclusivo, indispensabile per non lasciare indietro alcun territorio e per rafforzare la sicurezza, la giustizia sociale e la coesione nell'Unione europea in modo duraturo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>ricorda che il successo riscosso dalla strategia italiana contro le mafie si basava in larga misura sulla mobilitazione della società civile; chiede pertanto il pieno e totale coinvolgimento della società civile, in particolare delle associazioni di base, nella lotta contro la criminalità organizzata e il traffico di stupefacenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>insiste sulla necessità di porre l'esperienza e la voce delle famiglie delle vittime al centro dell'elaborazione, dell'attuazione e della valutazione delle politiche europee in materia di lotta contro la droga, riconoscendo il loro ruolo essenziale nella prevenzione e nell'assistenza delle persone a rischio; chiede pertanto che tali aspetti siano pienamente integrati nelle future azioni dell'Unione europea e degli Stati membri nella lotta contro il traffico di droga;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>chiede che le autorità responsabili della strategia in materia di droghe, i comitati che riuniscono gli attori coinvolti e gli Stati membri includano in modo strutturato i rappresentanti delle vittime e delle famiglie interessate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>esprime il proprio sostegno a tutti gli attori sul campo, in particolare i funzionari delle autorità di contrasto, le associazioni, gli educatori, gli assistenti sociali e gli enti locali; sottolinea l'importanza di un adeguato sostegno finanziario dell'UE a tali iniziative, osservando che, in tale contesto, potrebbero essere mobilitati sia i fondi dedicati all'azione sociale sia quelli previsti dalla proposta di regolamento che istituisce il sostegno dell'Unione per la sicurezza interna per il periodo dal 2028 al 2034 (COM(2025)0542);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare un coordinamento europeo delle migliori pratiche in materia di protezione delle vittime e dei testimoni, tenendo conto della situazione sociale ed economica spesso precaria delle famiglie interessate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>invita gli Stati membri a garantire il trasferimento delle famiglie colpite dal traffico di droga e a metterle in condizione di accedere all'occupazione, così da garantirne la sicurezza, e invita la Commissione a includere tale dimensione nel suo piano abitativo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita gli Stati membri a sostenere coloro che si esprimono contro la criminalità organizzata, come Amine Kessaci e Roberto Saviano, e a farne un pilastro della difesa dello Stato di diritto e della libertà di espressione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché alle istituzioni e alle organizzazioni internazionali interessate.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>