<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0012</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Attuazione della politica estera e di sicurezza comune – relazione annuale 2025</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0253/2025 - Relatore: David McAllister)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 21 gennaio 2026 sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune – relazione annuale 2025 (2025/2164(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 14, 16, 21, 24, 36 e 41,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 25 giugno 2025, dal titolo "Common Foreign and Security Policy Report – Our priorities in 2025" (Relazione sulla politica estera e di sicurezza comune – Le nostre priorità per il 2025),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 18 dicembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'8 maggio 2025 sul rimpatrio dei minori ucraini trasferiti con la forza e deportati dalla Russia<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0096.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 9 luglio 2025 sul costo umano della guerra della Russia contro l'Ucraina e l'urgente necessità di porre fine all'aggressione russa: la situazione drammatica dei civili ucraini detenuti illegalmente e dei prigionieri di guerra e i continui bombardamenti di civili<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0160.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 23 novembre 2022 sul riconoscimento della Federazione russa come Stato sostenitore del terrorismo<FOOTNOTE><FIELD> GU C 167 dell'11.5.2023, pag. 18.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le osservazioni formulate dal Segretario generale delle Nazioni Unite il 22 settembre 2025 dinanzi all'Assemblea generale, in occasione dell'80º anniversario delle Nazioni Unite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il discorso sullo stato dell'Unione pronunciato dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen il 10 settembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'8 ottobre 2025 sulla strategia politica dell'UE per l'America latina<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0221.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna per il periodo 2021-2025 (GAP III),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del terzo vertice tra l'UE e la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (CELAC), adottata il 18 luglio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione comune del quarto vertice UE-CELAC del 9 novembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il concetto strategico 2022 della NATO, adottato il 29 giugno 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del vertice NATO dell'Aia del 25 giugno 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani, adottati nel 2004, aggiornati nel 2008 e ulteriormente precisati nel 2020 con una nota orientativa sulla loro attuazione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 23 gennaio 2025 sulla disinformazione e la falsificazione della storia da parte della Russia per giustificare la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/2147, 23.4.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/2147/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta delle Nazioni Unite del 26 giugno 1945,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale del 17 luglio 1998,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'Accordo interistituzionale del 20 novembre 2002 tra il Parlamento europeo e il Consiglio relativo all'accesso da parte del Parlamento europeo alle informazioni sensibili del Consiglio nel settore della politica di sicurezza e di difesa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 298 del 30.11.2002, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulle violazioni dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, approvate a norma dell'articolo 150 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Sauli Niinistö, del 30 ottobre 2024, dal titolo "Safer Together – Strengthening Europe's Civilian and Military Preparedness and Readiness" (Più sicuri insieme – Rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare dell'Europa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 17 gennaio 2024 sulle implicazioni in materia di sicurezza e di difesa dell'influenza della Cina sulle infrastrutture critiche nell'Unione europea<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/5719, 17.10.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/5719/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 24 ottobre 2024 sull'interpretazione errata della risoluzione 2758 delle Nazioni Unite da parte della Repubblica popolare cinese e le sue continue provocazioni militari intorno a Taiwan<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/487, 29.1.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/487/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 9 settembre 2025 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0170.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 28 febbraio 2024 sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune – relazione annuale 2023<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/6739, 26.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6739/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta del vertice dei leader UE-Regno Unito del 19 maggio 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta a seguito del primo vertice UE-Asia centrale del 4 aprile 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di Kiruna del 15 maggio 2013,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, pubblicata nel dicembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2025/2600 del Consiglio, del 12 dicembre 2025, relativo a misure di emergenza per affrontare le gravi difficoltà economiche causate dalle azioni della Russia nel contesto della guerra di aggressione nei confronti dell'Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/2600, 13.12.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/2600/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1325 (2000) sulle donne, la pace e la sicurezza,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 27 novembre 2025 sulla posizione dell'UE sul piano proposto e l'impegno dell'UE a favore di una pace giusta e duratura per l'Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0312.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2025 "Gaza al punto di rottura: azione dell'UE per contrastare la carestia, necessità urgente di liberare gli ostaggi e di procedere verso una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati”<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0199.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 2803 (2025) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che accoglie con favore il piano globale per porre fine al conflitto a Gaza,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0253/2025),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell'UE dovrebbe preservare la pace, rafforzare la sicurezza internazionale e promuovere la cooperazione internazionale, e servire così gli interessi strategici dell'Europa di cui all'articolo 21 TUE salvaguardando la sicurezza dell'Unione e gli interessi di tutti gli Stati membri, anche attraverso una deterrenza credibile; che tali obiettivi devono essere perseguiti promuovendo nel contempo la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle donne e delle minoranze;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che nell'ultimo anno le guerre e i conflitti armati, compresi gli scontri diretti e l'aumento delle tensioni, nonché gli attacchi ibridi, hanno interessato quasi tutti i continenti; che l'intensificarsi dello scontro geopolitico ed economico è un fattore che favorisce la recrudescenza di conflitti congelati e lo scoppio di nuovi conflitti; che le organizzazioni internazionali istituite per prevenire l'insorgere di tali tensioni hanno incontrato difficoltà nell'adempiere ai propri mandati, il che rende urgente e indispensabile una loro riforma e richiede un maggiore impegno collettivo delle democrazie per il rafforzamento della difesa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che vi è l'urgente necessità di continuare a difendere e rafforzare l'ordine internazionale basato su regole e le sue istituzioni, nonché le norme, i valori e i principi universali della Carta delle Nazioni Unite, quali i diritti umani e la giustizia internazionale, il multilateralismo e l'Atto finale di Helsinki, in particolare per quanto riguarda la non violazione delle frontiere internazionali e il divieto dell'uso della forza; che l'UE è, per sua natura, promotrice dell'interdipendenza multilaterale dei diversi attori istituzionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che alcune potenze storiche ed altre emergenti mostrano comportamenti complessi che vanno dalla stretta cooperazione allo scontro settoriale e alla coercizione; che la Russia, che sta conducendo una guerra di aggressione illegale e non provocata contro l'Ucraina, svolge un ruolo primario nel compromettere l'ordine internazionale basato su regole; che la Russia sta deliberatamente prolungando la sua guerra di aggressione illegale contro l'Ucraina, con l'obiettivo di sfinire l'Ucraina e destabilizzare l'UE e la NATO; che la protezione dell'intero fianco orientale dell'UE è essenziale per la stabilità, la sicurezza e la resilienza dell'UE nel suo complesso; che l'attuale frammentazione del clima geopolitico impone all'UE di adattarsi e di difendere più efficacemente i propri interessi e quelli dei suoi Stati membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'UE collabora con partner transatlantici e paesi che condividono gli stessi principi per rafforzare la propria sicurezza economica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che trent'anni fa l'accordo di Dayton ha posto fine alla devastante guerra in Bosnia-Erzegovina; che la piena attuazione dei suoi principi è fondamentale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che l'UE e il Regno Unito, nella loro dichiarazione congiunta del 19 maggio 2025, hanno assunto un impegno condiviso a favore della stabilità dei Balcani occidentali; che l'UE e il Regno Unito dovrebbero definire settori concreti di cooperazione nella regione, in particolare per garantire il rispetto del principio di condivisione del potere sancito dall'accordo di pace di Dayton;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che alcuni attori internazionali, in particolare Stati autoritari, stanno mettendo a repentaglio la sicurezza e la stabilità europee attraverso il ricorso a un'ampia gamma di tattiche ibride, in particolare sabotaggi delle infrastrutture critiche e ingerenze nel funzionamento democratico delle nostre società, nonché minacce a pieno titolo alla sicurezza quali incursioni di droni e attacchi alle reti ferroviarie; che affrontare tali minacce rientra nella PESC dell'UE, il che rende necessario un sistema di intelligence credibile che fornisca informazioni di prima mano sulle minacce esterne e rafforzi la capacità dell'UE di rispondere in maniera rapida ed efficace, nonché di salvaguardare i propri interessi all'estero;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'allargamento rappresenta un investimento geostrategico per la pace, la democrazia, la stabilità, la sicurezza, la protezione del clima e la prosperità a lungo termine in tutto il continente, in particolare alla luce della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina; che la preparazione all'allargamento richiede riforme interne all'UE e che l'Unione dovrebbe pertanto portare avanti il processo di allargamento parallelamente alle riforme istituzionali e decisionali necessarie per salvaguardare la capacità di integrazione dell'Unione; che una politica di allargamento credibile rafforza l'influenza geopolitica e la resilienza dell'UE; che il rispetto dei principi fondamentali dell'Unione e del diritto internazionale è un prerequisito per l'adesione all'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che l'UE continua a promuovere una propria diplomazia europea autonoma in tutti i settori, compresa la diplomazia pubblica, culturale, economica, climatica, dell'intelligenza artificiale, digitale e informatica; che il conseguimento di un servizio diplomatico dell'UE, plasmato da una cultura diplomatica comune alimentata da una prospettiva preminentemente europea, è un passo fondamentale in tal senso; che l'Accademia diplomatica dell'Unione europea contribuisce a tale obiettivo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che l'UE dà priorità ai partenariati con democrazie che condividono gli stessi principi; che la conclusione di nuovi partenariati globali si basa su un'adeguata valutazione politica preventiva, al fine di evitare dipendenze che espongano l'UE alla coercizione e di garantire che la cooperazione non comprometta i diritti umani, lo sviluppo sostenibile o la solidarietà dell'UE; che la cooperazione settoriale non può essere perseguita a scapito dei valori fondamentali dell'UE; che le divisioni in seno all'UE e all'alleanza transatlantica, nonché con i nostri partner strategici, ci indeboliscono tutti e avvantaggiano i nostri avversari, rivali e concorrenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che, rispetto alla versione del 2021, la strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti del 4 dicembre 2025 riflette un cambiamento radicale di prospettiva, in quanto non fornisce una valutazione sostanziale delle sfide poste da attori quali la Russia e la Cina e include riferimenti critici a presunte carenze democratiche in taluni Stati membri dell'UE; che la strategia di sicurezza nazionale inquadra gli sviluppi globali principalmente in termini di interessi economici e strategici, rivelando un approccio più transazionale nei confronti degli alleati tradizionali e mettendo così in discussione i principi che sono alla base della politica estera statunitense da decenni; che la strategia di sicurezza nazionale è stata pubblicamente accolta con favore dal portavoce del Cremlino e ha suscitato preoccupazioni in diverse capitali dell'UE, sollevando interrogativi sul suo impatto sull'unità transatlantica e sulla credibilità della deterrenza collettiva;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che i paesi e territori d'oltremare (PTOM) associati all'Unione condividono stretti legami costituzionali, storici e culturali con gli Stati membri; che essi offrono all'UE una presenza globale unica e vantaggi geostrategici, in particolare nell'Oceano Atlantico, Indiano e Pacifico, nonché nell'Artico e in Antartide; che la PESC dovrebbe rafforzare la cooperazione strutturata con gli PTOM in settori quali la sicurezza, le rotte commerciali strategiche, la resilienza ai cambiamenti climatici, la sicurezza marittima e le materie prime critiche, in modo da garantire una più stretta integrazione degli PTOM nelle priorità dell'azione esterna dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che lo spazio a disposizione della società civile si sta riducendo in tutto il mondo e che i difensori dei diritti umani e le organizzazioni della società civile sono sempre più a rischio di attacchi e minacce da parte di attori statali e non statali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che società civili dinamiche a livello mondiale svolgono un ruolo essenziale nella promozione dei diritti umani, della democrazia e del pluralismo, nonché del buon governo e del progresso sociale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che il Parlamento ha recentemente espresso la sua posizione inequivocabile sulle violazioni dei diritti umani a Cuba e sulla situazione in Venezuela; che ha ripetutamente condannato il regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo in Nicaragua;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che il 10 gennaio 2025 Nicolás Maduro ha rivendicato un nuovo mandato e ha mantenuto illegalmente il suo controllo sul potere nonostante i diffusi brogli elettorali; che il Parlamento ha riconosciuto Edmundo González Urrutia come presidente legittimo e democraticamente eletto del Venezuela e María Corina Machado come leader dell'opposizione democratica, assegnando loro il premio Sacharov 2024 per la libertà di pensiero; che María Corina Machado è stata inoltre insignita del premio Nobel per la pace 2025; che i recenti sviluppi politici, tra cui la destituzione di Nicolás Maduro e il rilascio dei primi prigionieri politici, segnano una svolta cruciale nella transizione democratica del Venezuela; che, allo stesso tempo, la situazione permane instabile, in quanto le principali strutture di potere del precedente regime rimangono operative e continuano a sussistere notevoli difficoltà per il consolidamento della democrazia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che i principi delle Nazioni Unite sono messi in discussione in una misura senza precedenti; che il Parlamento ha ripetutamente invitato la comunità internazionale a difendere e rafforzare le Nazioni Unite;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che l'ordine mondiale multilaterale non si è adeguatamente adattato alle attuali realtà geopolitiche; che l'iniziativa UN80 lanciata dal Segretario generale delle Nazioni Unite è una parte indispensabile della riforma delle Nazioni Unite e implicherebbe la cessazione del sistema di veto in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; che la drammatica situazione finanziaria delle Nazioni Unite desta serie preoccupazioni; che le Nazioni Unite devono far fronte a un taglio del bilancio pari a 500 milioni di USD e alla perdita del 20 % del proprio personale; che le Nazioni Unite devono affrontare ulteriori tagli significativi alle loro agenzie impegnate nei settori del mantenimento della pace, degli aiuti umanitari e della sanità a seguito del ritiro del sostegno finanziario degli Stati Uniti; che il processo di riforma delle Nazioni Unite richiede risorse finanziarie e sostegno politico sufficienti per mantenere il multilateralismo quale base della governance globale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che la criminalità organizzata, in particolare il traffico di stupefacenti, rappresenta una grave minaccia per la sicurezza dell'UE; che dal 2020 l'UE è diventata il più grande mercato al mondo per il consumo di cocaina; che questa proviene in gran parte dall'America latina ed entra nell'UE principalmente attraverso i suoi porti sull'Atlantico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che i regimi autoritari, le reti criminali e i gruppi terroristici mettono in pericolo la salute e la sicurezza degli europei attraverso il traffico illecito di stupefacenti e la tratta di esseri umani, il che contribuisce all'instabilità regionale e, in alcuni casi, equivale all'uso della migrazione come arma;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina ha seriamente compromesso la sicurezza europea e mondiale, determinando incertezza economica, insicurezza alimentare e prezzi elevati dell'energia e destabilizzando nel contempo il vicinato orientale dell'UE; che tale aggressione fa parte di una strategia più ampia che persegue un'agenda imperialistica ed espansionistica, che ha avuto inizio con la guerra in Georgia nel 2008; che il memorandum di Budapest del 1994 sulle garanzie di sicurezza, in base al quale l'Ucraina ha rimosso tutte le armi nucleari dal suo territorio in cambio di garanzie di sicurezza, anche dalla Russia, non ha impedito la guerra di aggressione russa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che la Russia continua a saccheggiare il patrimonio nazionale ucraino; che la guerra di aggressione russa ha causato danni ambientali gravi e duraturi in Ucraina; che la Federazione russa sta conducendo attacchi intensi e deliberati contro le infrastrutture energetiche ucraine;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso mandati d'arresto nei confronti di Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova, commissaria russa per i diritti dei minori, per il crimine di guerra di deportazione e trasferimento illegali di minori ucraini;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che la sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo il 9 luglio 2025 nella causa Ucraina e Paesi Bassi contro Russia segna un passo in avanti significativo nel chiamare la Russia a rispondere della sua guerra di aggressione e delle atrocità che ha commesso in Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che l'accelerazione della militarizzazione della Cina e i suoi partenariati strategici con la Russia, la Corea del Nord e l'Iran potrebbero compromettere la stabilità non solo dei paesi della regione indo-pacifica, ma anche dell'intera comunità internazionale; che, negli ultimi anni e in palese violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Corea del Nord ha ripetutamente lanciato missili balistici con una frequenza senza precedenti, rafforzando nel contempo le sue capacità nucleari sia in termini qualitativi che quantitativi; che le assertive pressioni militari, politiche ed economiche di tali potenze autoritarie e dittatoriali, unitamente alle loro continue e molteplici aggressioni all'ordine internazionale basato su regole, rappresentano alcune delle minacce più gravi alla sicurezza degli Stati membri nella storia dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che, in occasione del vertice NATO del 2024 a Washington DC, la Cina è stata indicata come un fattore decisivo dell'aggressione russa; che la Cina non ha mai condannato formalmente l'aggressione illegale e l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia; che la Russia ha dichiarato che le sue relazioni strategiche con la Cina hanno raggiunto un livello senza precedenti; che la Repubblica popolare cinese è il principale sostenitore della Russia nella sua guerra di aggressione, in quanto fornisce la maggior parte dei beni a duplice uso che fungono da fattori produttivi per il settore della difesa russo, oltre a sostegno diplomatico, politico ed economico, prolungando e facilitando in tal modo la guerra; che la Russia cerca di minare la stabilità regionale e le aspirazioni europee attraverso azioni coercitive e militari, mentre la Cina utilizza in misura crescente la leva economica e i partenariati strategici per influenzare gli sviluppi nel vicinato dell'UE insieme ad altri attori che contribuiscono a tale destabilizzazione; che, attraverso una combinazione di investimenti diretti allo Stato, acquisizioni di infrastrutture strategiche, trasferimenti di tecnologie e operazioni di influenza, la Cina sta cercando di espandere la propria presenza all'interno dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che la situazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Azerbaigian si è ulteriormente deteriorata nell'ultimo anno; che dovrebbero essere attuate tutte le ordinanze emesse dalla Corte internazionale di giustizia in relazione al Nagorno-Karabakh, compresa quella del 17 novembre 2023, che indica misure provvisorie riguardo al rimpatrio sicuro, rapido e senza ostacoli delle persone fuggite dalla regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che l'azione esterna dell'UE è irrevocabilmente legata ai valori e ai principi sanciti dall'articolo 2, dall'articolo 3, paragrafo 5, e dall'articolo 21 TUE, tra cui la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale di tutti gli Stati membri, in conformità alla Carta delle Nazioni Unite; che tali principi si applicano anche a Cipro; che la politica estera della Turchia rimane in contrasto con quella dell'UE; che l'impegno costruttivo della Turchia stessa è fondamentale affinché i colloqui per la risoluzione della questione cipriota riprendano e progrediscano nel quadro delle Nazioni Unite;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che perdura l'occupazione militare del territorio dell'UE a Cipro da parte della Turchia, così come la minaccia dell'uso della forza nei confronti di uno Stato membro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che le violazioni, da parte della Turchia, dello spazio aereo greco e delle norme sul traffico aereo all'interno della regione di informazione di volo di Atene sono sempre più frequenti; che anche le violazioni delle acque territoriali greche sono in aumento e che le navi turche svolgono sistematicamente attività di pesca illegali nelle acque territoriali greche; che persistono ancora controversie sulle operazioni di ricerca e soccorso, nonché sulle responsabilità legate a NAVTEX;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che l'unica soluzione praticabile alla questione curda in Turchia è una soluzione giusta, globale e sostenibile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AG.</NO.P>considerando che l'Egitto è un pilastro importante per la stabilità nel Mediterraneo orientale, come evidenziato dalla decisione dell'UE di concedere 4 miliardi di EUR di assistenza macrofinanziaria all'Egitto per il periodo 2024-2027;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AH.</NO.P>considerando che nel 2024 l'UE e la Repubblica del Kirghizistan hanno firmato un accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione; che i diritti umani costituiscono una componente essenziale di tale accordo; che la preoccupante situazione dei diritti umani nel paese indica un grave regresso al riguardo, aggravatosi ulteriormente nel contesto delle elezioni anticipate, come dimostrano, tra l'altro, la recente detenzione di Temirlan Sultanbekov e la proposta di reintrodurre la pena di morte nel paese; che il governo kirghiso deve adottare misure concrete per affrontare le pressanti preoccupazioni esposte dal Parlamento nella sua risoluzione del 9 settembre 2025; che, negli ultimi anni, le autorità di tutti e cinque i paesi dell'Asia centrale hanno represso, a diversi livelli, il dissenso e inasprito il controllo della libertà di espressione, con un aggravarsi delle intimidazioni, delle vessazioni e dei procedimenti giudiziari nei confronti degli attivisti e dei giornalisti che hanno espresso opinioni critiche, nonché nei confronti dei membri della comunità LGBTIQ+;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AI.</NO.P>considerando che il primo vertice UE-Asia centrale, tenutosi il 3 e 4 aprile 2025, è stato significativo in quanto ha segnato una svolta strategica nelle relazioni tra le due regioni e ha dato avvio a un dialogo strutturato che riconosce pienamente il ruolo centrale della regione dell'Asia centrale in quanto crocevia tra l'Europa e l'Asia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AJ.</NO.P>considerando che, nelle sue relazioni con l'India, l'UE dovrebbe riconoscere il costante impegno strategico del paese con la Russia, compresa la sua deplorevole partecipazione alle esercitazioni militari congiunte Zapad-2025 con la Russia e la Bielorussia, tenendo conto nel contempo delle sfide geopolitiche in modo tale da rafforzare gli interessi condivisi dell'UE e dell'India, rafforzare la sicurezza e difendere il diritto internazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AK.</NO.P>considerando che ha accolto con favore gli sforzi compiuti da alcuni Stati arabi e da Israele per normalizzare le relazioni diplomatiche nel quadro degli accordi di Abramo; che sostiene iniziative volte a creare un ampio sostegno regionale e internazionale a favore di un futuro migliore per le relazioni arabo-israeliane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AL.</NO.P>considerando che l'UE ha un'opportunità storica per approfondire la sua alleanza con l'America latina; che il pilastro politico e di cooperazione dell'accordo di partenariato UE-Mercosur necessita dell'approvazione del Parlamento, del Consiglio e dei parlamenti nazionali degli Stati membri; che il pilastro commerciale necessita soltanto dell'approvazione del Parlamento e del Consiglio; che tale approvazione rappresenterebbe una pietra miliare geopolitica che rafforza la presenza globale dell'UE e consolida l'ordine multilaterale basato su regole; che l'accordo istituirà un quadro istituzionale per promuovere la cooperazione in settori quali i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, l'economia digitale e la lotta alla criminalità organizzata; che l'adozione e l'attuazione dell'accordo dovrebbero migliorare i legami interregionali, amplificare i vantaggi geopolitici e promuovere gli interessi strategici dell'UE; che la rapida firma e ratifica dell'accordo di partenariato UE-Mercosur e dell'accordo globale UE-Messico sono alla base dell'impegno approfondito e dei legami politici rafforzati dell'UE con l'America latina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AM.</NO.P>considerando che la politica dell'UE per l'Artico dovrebbe incoraggiare lo sviluppo economico sostenibile, sostenere le popolazioni indigene nel preservare la loro lingua e la loro cultura, garantire la protezione dell'ecosistema artico di fronte alla crisi climatica e promuovere la resilienza di fronte alle sfide geopolitiche poste dai paesi terzi; che tale politica dovrebbe tenere conto delle preoccupazioni giustificate in merito a una maggiore cooperazione tra Cina e Russia nella regione artica; che tale politica deve integrare pienamente le raccomandazioni della dichiarazione di Kiruna, sostenere un aumento dei finanziamenti per le energie rinnovabili e la gestione sostenibile dei rifiuti nelle comunità artiche e sviluppare le capacità per far fronte alle sfide ambientali, economiche e sociali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AN.</NO.P>considerando che le ripetute violazioni della sovranità e dell'integrità territoriale degli Stati vicini da parte della Russia, unitamente all'ostruzione alla navigazione nel Mar d'Azov, nel Mar Nero e nel Mar Baltico, sollevano seri dubbi sulle prospettive per mantenere una coesistenza pacifica nell'Artico; che la Russia sta potenziando in modo significativo le sue infrastrutture artiche e la sua flotta di rompighiaccio, e porta avanti le sue ambizioni strategiche nella regione; che la Federazione russa sta perseguendo una strategia volta a consolidare il controllo federale sulle risorse naturali, a rafforzare le rivendicazioni territoriali e ad attrarre investimenti mediante incentivi per zone economiche speciali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AO.</NO.P>considerando che un obiettivo fondamentale della PESC per la regione artica dovrebbe essere quello di cercare attivamente lo status di osservatore a pieno titolo o, ove possibile, di partecipante per l'UE in tutti i pertinenti organi di governance artici in cui non è ancora rappresentata; che ciò richiede anche di rafforzare l'interoperabilità tra l'UE, i suoi Stati membri e i suoi alleati transatlantici per quanto riguarda la sicurezza artica, la sorveglianza marittima, le operazioni di ricerca e salvataggio, nonché la protezione delle infrastrutture critiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AP.</NO.P>considerando che la protezione della libertà religiosa dovrebbe essere integrata con coerenza nell'azione esterna dell'UE; che la vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) e la Commissione dovrebbero riferire periodicamente in merito alla libertà religiosa e alla persecuzione delle minoranze religiose in tutto il mondo; che le comunità religiose e le organizzazioni di ispirazione religiosa possono svolgere un ruolo chiave nella promozione della pace, del dialogo interreligioso, della risoluzione dei conflitti, dell'assistenza umanitaria e della tutela dei diritti umani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AQ.</NO.P>considerando che la crescente persecuzione delle minoranze religiose per motivi di fede in tutto il mondo, compresa, ma non solo, la persecuzione dei cristiani nel mondo, come recentemente osservato in Siria, Nigeria, nella Repubblica democratica del Congo e in Nicaragua, sottolinea la necessità di prestare maggiore attenzione alla persecuzione delle minoranze religiose; che il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) dovrebbe collaborare con la comunità internazionale per invertire l'allarmante tendenza all'aumento della persecuzione religiosa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AR.</NO.P>considerando che l'iniziativa "Global Gateway" promuove uno stretto partenariato con paesi che condividono gli stessi principi basato sui vantaggi reciproci, sullo sviluppo economico e sulla resilienza delle catene di approvvigionamento; che un uso efficace delle risorse è la principale priorità, e che esse dovrebbero essere concentrate su un numero limitato di iniziative strategiche, in particolare sul rafforzamento delle infrastrutture, nonché sul contrasto delle iniziative concorrenti di paesi terzi; che i valori fondamentali dell'UE, tra cui il rispetto dei diritti umani, la buona governance, la democrazia, la trasparenza e la sostenibilità ambientale, dovrebbero sempre guidare i progetti del Global Gateway; che tali progetti devono coinvolgere sistematicamente la società civile e le comunità locali in tutte le fasi dell'elaborazione, dell'attuazione e della valutazione dei progetti, al fine di garantire che essi rispondano alle esigenze locali, siano sensibili alla dimensione di genere e generino risultati significativi in termini di sviluppo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AS.</NO.P>considerando che il bilancio di 300 miliardi di EUR destinato a questa iniziativa è inferiore a un terzo della portata dei progetti già in corso nell'ambito dell'iniziativa cinese "Nuova via della seta", anch'essa incentrata sulla connettività e sulle infrastrutture; che gli attuali finanziamenti per il SEAE e le delegazioni dell'UE sono insufficienti a soddisfare le loro esigenze, data l'entità delle sfide odierne; che i tagli alle principali attività diplomatiche aumentano il rischio di chiusura delle missioni, il che limiterebbe la capacità dell'UE di agire come attore globale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AT.</NO.P>considerando che la diplomazia preventiva è uno strumento proattivo di politica estera per evitare conflitti tra le parti e per svolgere un ruolo di mediatore tra di esse e sostenerle nella ricerca di risoluzioni pacifiche, inclusi il dialogo e la mediazione di pace; che l'operato di attori malevoli di paesi terzi hanno ridotto l'influenza dell'UE in tutto il mondo; che la VP/AR, insieme al SEAE, dovrebbe analizzare i precedenti sforzi diplomatici europei e i relativi risultati; che tale analisi richiede una chiara comprensione, tra l'altro, dei contesti locali, storici, culturali e religiosi; che potrebbe essere necessario un approccio rinnovato alla diplomazia preventiva per garantire che l'UE sia percepita come un partner affidabile a tutti i livelli; che le missioni di osservazione elettorale dell'UE svolgono un ruolo centrale nel sostenere la democrazia in tutto il mondo; che la diplomazia parlamentare e le relazioni interparlamentari sono strumenti fondamentali per conseguire gli obiettivi della politica estera dell'UE nei paesi terzi e creare legami che vanno oltre il solo livello governativo; che, nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, la dotazione di bilancio per il sostegno alla democrazia e l'osservazione elettorale dovrebbe essere aumentata, in particolare al fine di inviare tali missioni nei paesi candidati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AU.</NO.P>considerando che i cambiamenti climatici fungono sempre più spesso da "moltiplicatori di minacce", comportando un'ulteriore destabilizzazione dei paesi e delle regioni vulnerabili, crisi umanitarie prevenibili e ulteriori pressioni migratorie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AV.</NO.P>considerando che il 25º anniversario della risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza invita a mantenere la parità di genere e l'agenda su donne, pace e sicurezza quali principi fondamentali della PESC dell'UE; che il SEAE e la Commissione dovrebbero mantenere il ruolo guida dell'UE nel promuovere i diritti delle donne in tutto il mondo attuando in modo approfondito e ambizioso il piano d'azione sulla parità di genere III; che il pilastro sul "dare l'esempio" nell'ambito del terzo piano d'azione sulla parità di genere richiede alla VP/AR di migliorare l'equilibrio di genere nelle posizioni dirigenziali in seno al SEAE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AW.</NO.P>considerando che negli ultimi anni i governi autoritari e repressivi, come in Russia, hanno sfruttato le norme di genere tradizionaliste come strumento di legittimazione dello Stato e di controllo sociopolitico; che le reti religiose transnazionali e i movimenti politici di estrema destra promuovono politiche anti-LGBTIQ+; che tali tendenze erodono i diritti fondamentali e rappresentano una sfida diretta per i valori sanciti dal trattato sull'Unione europea, che comprendono la parità di genere e costituiscono il fondamento della politica estera dell'Unione;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF> <ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>evidenzia che le sue risoluzioni sull'attuazione della PESC rappresentano una componente fondamentale del suo contributo all'elaborazione della politica estera dell'UE; sottolinea che tali risoluzioni dimostrano le implicazioni pratiche del rafforzamento del diritto di controllo nell'ambito della politica estera conferito al Parlamento dal trattato di Lisbona; rammenta che la sua risoluzione del 2025 è la seconda di questo tipo elaborata nella legislatura in corso e che essa mira a fungere da guida per l'esecutivo dell'UE in sede di definizione delle priorità in materia di politica estera per l'attuale legislatura; sottolinea il fatto che, in un contesto internazionale sempre più instabile, l'UE deve far fronte contemporaneamente a numerose sfide in materia di politica estera che la riguardano direttamente o indirettamente, tra cui la guerra di aggressione russa ancora in corso nei confronti dell'Ucraina, i conflitti in Medio Oriente, la crescente competizione tra le grandi potenze, i continui tentativi di minare l'ordine internazionale multilaterale basato su regole e una maggiore interazione tra crisi estere e interne; è fermamente convinto del fatto che, per mantenere la sua importanza sulla scena internazionale, l'UE debba condurre una politica estera determinata, disciplinata e assertiva, che risponda ai suoi obiettivi strategici e continui a definire, far valere e difendere i suoi interessi nel mondo; rammenta che l'azione esterna dell'UE dovrebbe essere guidata dai valori e dai principi sanciti dall'articolo 2, dall'articolo 3, paragrafo 5, e dall'articolo 21 TUE, che hanno ispirato la creazione, lo sviluppo e l'allargamento dell'UE, anche nei settori della democrazia, dello Stato di diritto, dell'universalità e dell'indivisibilità dei diritti umani e delle libertà fondamentali, del rispetto della dignità umana e dei principi di uguaglianza e di solidarietà; ritiene inoltre che la PESC dovrebbe garantire l'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e degli obiettivi di sviluppo sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>condivide pienamente le preoccupazioni manifestate nella relazione della VP/AR ed è allarmato per la rapida evoluzione dell'instabilità geopolitica dovuta alle assertive pressioni militari, politiche ed economiche delle potenze autoritarie e di attori unilaterali; sottolinea che dall'Ucraina al Caucaso, dal Medio Oriente al Sahel, fino all'Artico e oltre, intorno all'Europa si è formato un arco di instabilità che dimostra la radicale incertezza in cui opera l'UE; sottolinea che l'attuale contesto geopolitico è caratterizzato dall'accelerazione dell'erosione delle norme democratiche; osserva con preoccupazione che le organizzazioni multilaterali sono state profondamente indebolite e che l'ordine internazionale basato su regole è stato gravemente compromesso, il che ha portato a un contesto in cui la concorrenza e il protezionismo stanno sostituendo la cooperazione e il libero scambio, e gli investimenti, l'informazione e i flussi migratori sono sempre più spesso strumentalizzati; avverte che tale frammentazione minaccia i nostri interessi strategici, la nostra sicurezza, la nostra prosperità e la nostra unità; ricorda che l'UE non può permettersi di rinchiudersi in se stessa e deve rimanere aperta e impegnata nel mondo per difendere i propri valori democratici e i propri interessi, il che a sua volta richiede la mobilitazione dei nostri partenariati e delle nostre alleanze regionali e mondiali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">invita, in tale contesto, la VP/AR a sviluppare ulteriormente una PESC lungimirante e più coerente che:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>difenda l'ordine internazionale basato su regole;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>promuova la cooperazione su interessi condivisi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>rispetti la neutralità di alcuni Stati membri e garantisca che l'azione diplomatica sia intrapresa in modo coerente con la Carta delle Nazioni Unite;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>definisca confini chiari e posizioni non negoziabili; e</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>aumenti la visibilità e l'impatto dell'azione dell'UE all'estero;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P>e che, in tale contesto, persegua obiettivi ambiziosi e affronti chiaramente le principali sfide geopolitiche delineate nei paragrafi seguenti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Plasmare l'ordine internazionale basato su regole che difendiamo</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ricorda che l'ordine internazionale basato su regole salvaguarda la sovranità dello Stato e l'integrità territoriale, protegge i valori universali dei diritti umani, consente una risoluzione pacifica delle controversie e garantisce che il potere sia soggetto alla legge anziché alla forza; trova allarmante che l'ordine internazionale basato su regole sia sottoposto a pressioni senza precedenti a causa di una combinazione di erosione interna e aggressioni esterne; avverte che il declino di tale ordine porta a instabilità e conflitti in tutto il mondo, indebolendo così la nostra stessa sicurezza e prosperità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che la guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata della Russia contro l'Ucraina costituisce un'evidente violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, nonché un attacco senza precedenti all'assetto di pace europeo vigente dalla seconda guerra mondiale; ricorda che le aggressioni della Russia contro l'Ucraina sono iniziate nel 2014; ribadisce la sua ferma convinzione che l'aggressione russa debba fallire e che l'ucraina debba vincere, garantendo la pace attraverso la forza, per segnalare in tal modo che la violenza non prevarrà mai sulla legge, al fine di scoraggiare altri dal tentare di mettere in discussione le frontiere attraverso mezzi militari; sottolinea l'urgente necessità di un approccio strategico e a lungo termine nei confronti di Mosca e dei suoi alleati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>rende omaggio al coraggio e alla resilienza del popolo ucraino, che non difende solo la sovranità e l'integrità territoriale del proprio paese, ma difende anche i valori europei fondamentali; chiede un cessate il fuoco immediato e incondizionato, il ritiro della Russia dall'intero territorio ucraino riconosciuto a livello internazionale e il ritorno di tutti i prigionieri di guerra ucraini, di tutti i civili rapiti e detenuti e di tutti i minori sottratti illegalmente dalla Russia e dal regime di Lukashenko; chiede inoltre che siano restituiti i corpi di tutti i soldati ucraini caduti; esorta l'UE a mantenere e rafforzare il suo sostegno all'Ucraina, anche attraverso l'assistenza politica, economica, finanziaria e militare, al fine di mettere l'Ucraina nelle condizioni di agire; accoglie con favore la decisione del Consiglio europeo del dicembre 2025 di fornire all'Ucraina un pacchetto di assistenza finanziaria del valore di 90 miliardi di EUR sotto forma di prestiti garantiti dall'UE; deplora tuttavia che il Consiglio non sia riuscito a raggiungere un accordo su una struttura di finanziamento più ambiziosa basata sui beni russi congelati, che consentirebbe di ridurre il crescente onere del debito dell'Ucraina; ricorda comunque che il regolamento (UE) 2025/2600 del Consiglio, del 12 dicembre 2025, dispone il blocco a tempo indeterminato dei beni sovrani russi; sottolinea che gli investimenti nella difesa territoriale dell'Ucraina e nella sua base industriale della difesa sono necessari e reciprocamente vantaggiosi per l'Europa, ma non costituiscono garanzie di sicurezza in quanto tali; accoglie con favore, in tale contesto, l'iniziativa PURL (Prioritised Ukraine Requirements List) della NATO ed esorta gli Stati membri dell'UE a continuare a fornire armi e munizioni all'Ucraina, in particolare sistemi di difesa aerea e capacità di attacco in profondità, sostenendo nel contempo una soluzione diplomatica alla guerra, conformemente al diritto internazionale, al fine di conseguire una pace giusta e duratura;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ribadisce il suo invito a definire un quadro giuridico dell'UE per designare gli Stati sostenitori del terrorismo; invita il Consiglio ad aggiungere la Federazione russa a tale elenco dell'UE degli Stati sostenitori del terrorismo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>condanna con la massima fermezza il regime illegittimo di Lukashenko per aver consentito l'utilizzo del territorio bielorusso come base per le operazioni militari russe, compromettendo in tal modo la sovranità del paese e rappresentando una minaccia diretta per la sicurezza e la stabilità dell'UE e dei suoi Stati membri, continuando nel contempo a reprimere la propria popolazione; ribadisce la richiesta di rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici ed esorta a rafforzare le misure restrittive; denuncia gli attacchi ibridi orchestrati dalla Bielorussia contro alcuni Stati membri dell'UE, ad esempio la Lituania, mediante incursioni di aeromobili senza equipaggio e di palloni aerostatici, episodi di coercizione economica, operazioni di contrabbando, provocazioni militari, attacchi informatici e attività di disinformazione sponsorizzate dallo Stato; sottolinea con preoccupazione che i regimi di Russia e Bielorussia stanno strumentalizzando la migrazione nel quadro di una più ampia strategia volta a indebolire l'UE, i governi degli Stati membri e la NATO; esorta l'UE e i suoi Stati membri ad aumentare il sostegno politico, finanziario e tecnico ai media indipendenti, ai difensori dei diritti umani e alle iniziative della società civile che operano all'interno e all'esterno della Bielorussia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>accoglie con favore le conclusioni della riunione della "coalizione dei volenterosi" tenutasi a Parigi il 6 gennaio 2026, compresi gli impegni politicamente e giuridicamente vincolanti che definiscono un approccio comune volto a sostenere l'Ucraina, a mantenere le sue capacità militari a lungo termine e a ripristinare la pace e la sicurezza in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia; esprime il proprio sostegno alla proposta di istituire una forza multinazionale per l'Ucraina e incoraggia tutti gli Stati membri dell'UE a riflettere attentamente su come sostenere al meglio tale forza; valuta altresì positivamente le discussioni su un meccanismo di controllo e verifica del cessate il fuoco sotto l'egida degli Stati Uniti; sottolinea che qualsiasi accordo di pace deve prevedere solide e credibili garanzie di sicurezza per l'Ucraina, essere negoziato dalla sua leadership eletta e avere il sostegno del suo popolo; mette in guardia dalle insincere proposte della Russia volte a prolungare la guerra e avverte che qualsiasi soluzione imposta dalla Russia o che ricompensi la sua aggressione metterebbe a rischio la sicurezza europea; ricorda che la stretta cooperazione tra l'UE e gli Stati Uniti continua a essere fondamentale per raggiungere e garantire una pace giusta e duratura in Ucraina ed è quindi essenziale per la sicurezza del continente europeo, unitamente agli sforzi dell'UE volti ad assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea che, alla luce dell'evoluzione del panorama della sicurezza e della crescente minaccia rappresentata dalla Federazione russa, comprese le ripetute incursioni di droni che violano lo spazio aereo europeo, è indispensabile che gli Stati membri dell'UE rafforzino urgentemente i loro meccanismi di protezione civile, il che richiede una risposta coordinata e resiliente in tutta l'Unione, rafforzando in tal modo la preparazione civile e modernizzando i sistemi di allarme rapido; ritiene che tali atti aggressivi e sconsiderati siano irresponsabili e costituiscano una grave escalation da parte della Russia che minaccia la sicurezza dei cittadini dell'UE, la stabilità regionale e la pace internazionale; invita la Commissione a esaminare soluzioni, in stretto coordinamento con la NATO, in modo da scoraggiare tali violazioni in futuro; accoglie con favore, a tale proposito, l'annuncio da parte della Commissione della tabella di marcia dell'UE "Preservare la pace - Tabella di marcia sulla prontezza alla difesa per il 2030", compresa l'iniziativa europea di difesa antidrone; incoraggia inoltre l'istituzione di meccanismi di cooperazione tra le istituzioni dell'UE e le controparti ucraine pertinenti al fine di scambiare le migliori pratiche nella lotta contro la guerra ibrida e le attività di informazione russe, rafforzando la resilienza reciproca di fronte a tali minacce in evoluzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>condanna l'aggressione russa per aver destabilizzato gravemente il vicinato orientale dell'UE, ostacolato i percorsi verso la pace e la prosperità e provocato effetti di ricaduta nei Balcani occidentali che minacciano di rallentare le riforme e alimentare narrazioni antieuropee; è allarmato per il fatto che i media collegati al Cremlino che operano nei Balcani occidentali hanno intensificato le loro attività dopo lo scoppio della guerra di aggressione della Russia, anche attraverso ingerenze aggressive nei processi elettorali e nello spazio dell'informazione, allo scopo di promuovere sentimenti filorussi e di alimentare una retorica antieuropea; invita la Commissione a rispondere in modo più coerente all'uso della retorica antieuropea nei Balcani occidentali, in particolare in Serbia, dialogando attivamente con gli Stati della regione e adottando azioni decisive per rafforzare la resilienza della società contro le minacce ibride; sottolinea che il contrasto dell'influenza destabilizzante della Russia è essenziale per rafforzare il ruolo dell'Unione quale garante della stabilità, della democrazia e della prosperità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>esorta la Commissione a sostenere attivamente i meccanismi giudiziari internazionali e a garantire un'assunzione di responsabilità per i crimini di guerra e i crimini di aggressione; incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a sostenere l'istituzione di un tribunale speciale incaricato di perseguire il crimine di aggressione della Russia contro l'Ucraina; ricorda che la CPI ha emesso mandati d'arresto nei confronti di Vladimir Putin e di Marija Lvova-Belova, commissaria russa per i diritti dei minori, per il loro coinvolgimento nel rapimento di minori ucraini e nel loro trasferimento in Russia; esprime il proprio sostegno a tutte le attività della CPI e della Corte internazionale di giustizia intese a perseguire i crimini commessi sul territorio ucraino; sostiene soluzioni innovative per finanziare gli sforzi di difesa dell'Ucraina nonché il suo sminamento e la sua ricostruzione utilizzando beni stranieri russi bloccati, compresi quelli di proprietà dello Stato russo, di autorità locali russe, di imprese statali russe e di persone fisiche che figurano nell'elenco delle sanzioni dell'UE; invita la Commissione a proporre, e gli Stati membri a concordare, un meccanismo addizionale giuridicamente e finanziariamente solido sotto forma di prestito per le riparazioni, che consenta l'utilizzo di tali beni bloccati, offrendo in tal modo all'Ucraina una visibilità a più lungo termine e garantendo che alla fine essa riceva dalla Russia riparazioni di guerra, o un importo equivalente, come previsto dal diritto internazionale; sottolinea che è la Russia, e non i contribuenti dell'UE, a dover sostenere i costi dell'aggressione russa; si attende che gli Stati membri rafforzino le loro sanzioni nei confronti della Russia per tutto il tempo necessario a garantire una pace giusta e duratura e fino all'avvenuta assunzione di responsabilità; apprezza, a tal proposito, le discussioni in corso tra l'Unione e il G7 volte a valutare la possibilità di vietare i servizi marittimi per tutte le esportazioni russe di petrolio, in alternativa alla fissazione di un tetto sui prezzi del petrolio; invita, nel frattempo, l'UE e i suoi Stati membri a consolidare l'efficacia e l'impatto dei 15 pacchetti di sanzioni adottati finora e a concordarne di nuovi non appena se ne presenti la necessità; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a colmare le lacune finanziarie utilizzate dalla Russia per eludere le sanzioni e a imporre ulteriori misure restrittive nei confronti di paesi terzi che consentono la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, sia agevolando l'elusione delle sanzioni sia attraverso la fornitura diretta di assistenza militare; ritiene che dovrebbero essere imposte sanzioni anche alle imprese europee che continuano a svolgere attività commerciali vietate con la Federazione russa; invita il Consiglio, la Commissione e il SEAE a presentare una strategia sulla Russia a livello di UE, che colleghi deterrenza, contenimento, responsabilità e sostegno per le alternative democratiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>ribadisce che l'UE e tutti i suoi Stati membri devono dare l'esempio nel difendere il primato del diritto internazionale; sottolinea che la sua credibilità e capacità di proteggere i suoi cittadini e interessi vitali dipendono dal suo impegno nei confronti dei suoi principi fondanti, quali la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani in assenza di un approccio basato su due pesi e due misure o di conformità selettiva; chiede pertanto la rigorosa applicazione del meccanismo per lo Stato di diritto laddove tali principi non siano rispettati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>invita la Commissione e il Consiglio, nell'ambito delle loro relazioni e politiche esterne, a sostenere e promuovere costantemente il diritto internazionale e ad adottare tutte le misure necessarie per garantirne il pieno rispetto da parte di tutti gli Stati, senza distinzioni basate sulla potenza economica o militare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea la necessità di combattere l'impunità e di rafforzare gli sforzi volti ad accertare le responsabilità a livello globale, anche attraverso la CPI; esprime la sua massima preoccupazione per le sanzioni degli Stati Uniti nei confronti della CPI, dei suoi procuratori e giudici e del suo personale, che costituiscono un grave attacco al sistema giudiziario internazionale; invita la Commissione ad attivare con urgenza il regolamento di blocco al fine di tutelare e salvaguardare la CPI quale fondamento indispensabile del sistema giudiziario internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>accoglie con favore il recente impegno a porre fine alla guerra a Gaza e prende atto del piano di pace in venti punti proposto dall'amministrazione statunitense e approvato dalla risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che deve ora essere pienamente attuato e protetto da qualsiasi tentativo da parte di attori regionali di minarlo; accoglie con favore il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani detenuti da Hamas e la ripresa della distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza; sottolinea che, sebbene il piano costituisca un primo passo fondamentale verso la fine del conflitto, permangono diverse sfide, in particolare per quanto riguarda l'applicazione, la governance, la responsabilità e il mantenimento della fiducia; sottolinea che il completo disarmo di Hamas, la sua esclusione da qualsiasi forma di governance a Gaza, la riforma e il rafforzamento dell'Autorità palestinese nonché il ritiro delle forze israeliane rimangono obiettivi centrali per qualsiasi ulteriore passo; invita l'UE a svolgere un ruolo attivo nella definizione del processo di pace e ricostruzione in stretto coordinamento con i principali attori regionali; sostiene gli sforzi attualmente in corso per stabilizzare Gaza e accoglie con favore il potenziamento delle missioni civili della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) dell'Unione e delle missioni EU BAM Rafah ed EUPOL COPPS; ribadisce che l'obiettivo dovrebbe continuare a essere una soluzione negoziata fondata sulla coesistenza di due Stati, in linea con il diritto internazionale, quale unico percorso praticabile verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, in cui i popoli israeliano e palestinese convivano in pace e sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>prende atto con forte preoccupazione della persistente e grave situazione umanitaria a Gaza, comprese l'insicurezza alimentare diffusa e la carestia; prende atto con profonda preoccupazione dei persistenti ostacoli che si frappongono all'accesso umanitario e dell'allarme espresso dalla VP/AR in merito alle recenti decisioni in materia di licenze che limitano l'operato delle organizzazioni umanitarie a Gaza; invita tutte le parti a consentire la rapida consegna degli aiuti umanitari; sottolinea che le misure che limitano indebitamente gli attori umanitari rischiano di smantellare l'assistenza umanitaria essenziale in un momento di grave necessità; esprime preoccupazione quanto al rispetto del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite da parte di tutte le parti, come pure al persistere di cicli di violenza e attacchi terroristici in Medio Oriente; ricorda l'obbligo di tutte le parti di rispettare il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, comprese quelle relative alla protezione dei civili, del personale umanitario e dei giornalisti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>sottolinea che il conflitto a Gaza destabilizza il vicinato meridionale dell'UE e rischia di innescare effetti di ricaduta più ampi in Medio Oriente e in Nord Africa, tra cui la radicalizzazione, gli sfollamenti forzati e l'inasprimento delle tensioni regionali; sottolinea che tali dinamiche incidono direttamente sulla sicurezza europea e sulla gestione della migrazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>esprime il proprio disaccordo con il riconoscimento del Somaliland come Stato indipendente da parte del governo israeliano; ribadisce l'importanza di rispettare l'unità, la sovranità e l'integrità territoriale della Repubblica federale di Somalia conformemente alla sua costituzione, alla Carta dell'Organizzazione dell'unità africana e alla Carta delle Nazioni Unite, quali elementi fondamentali per la pace e la stabilità dell'intera regione del Corno d'Africa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>ritiene che il crescente antisemitismo in tutto il mondo sia una conseguenza inaccettabile degli attacchi terroristici brutali e indiscriminati perpetrati da Hamas in Israele e della risposta militare sproporzionata su vasta scala di Israele in Palestina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>condanna con la massima fermezza l'attacco terroristico del 7 ottobre 2023 perpetrato dall'organizzazione terroristica Hamas contro Israele;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>ribadisce l'impegno dell'UE a favore dell'esistenza, della sicurezza e del legittimo diritto all'autodifesa dello Stato di Israele, come pure della sicurezza e della dignità dei palestinesi; ricorda che il diritto di Israele all'autodifesa è sancito e limitato dal diritto internazionale e deve essere esercitato nel pieno rispetto dei tribunali internazionali; osserva con preoccupazione che la guerra a Gaza ha avuto conseguenze umanitarie devastanti e ha causato sofferenze inaccettabili per la popolazione civile, che in particolare sono state aggravate da Hamas attraverso l'abuso deliberato delle infrastrutture civili e il suo utilizzo della popolazione civile a Gaza come scudi umani, compresi i rimanenti ostaggi israeliani; esprime il proprio sollievo per la liberazione di tutti gli ostaggi viventi e invita Hamas a consegnare alla famiglia la salma dell'ultimo ostaggio deceduto ancora nelle mani di Hamas; ribadisce la sua posizione in cui chiede un cessate il fuoco permanente, un accesso umanitario urgente e corridoi umanitari; deplora profondamente la fragilità del cessate il fuoco a Gaza, che ha messo in pericolo la vita di troppi civili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>ricorda che il rispetto dell'articolo 2 dell'accordo di associazione UE-Israele<FOOTNOTE><FIELD> Accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e lo Stato di Israele, dall'altra (GU L 147 del 21.6.2000, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2000/384/oj).</FIELD></FOOTNOTE> è un elemento fondamentale del partenariato e chiede un monitoraggio e una valutazione continui della sua attuazione da parte del governo israeliano; ricorda che, nel contesto della situazione umanitaria a Gaza, il 10 settembre 2025, la Presidente della Commissione ha annunciato proposte di sospensione di talune disposizioni commerciali dell'accordo di associazione e il sostegno a misure mirate nei confronti di specifici ministri israeliani; prende atto dei mandati di arresto emessi dalla CPI il 21 novembre 2024; sottolinea che tali misure dovrebbero essere attentamente esaminate e adottate in modo da preservare la capacità dell'UE di agire come partner credibile e di far progredire le prospettive di una soluzione negoziata fondata sulla coesistenza di due Stati; ritiene che il Consiglio di associazione UE-Israele rimanga un forum essenziale per un dialogo franco; ribadisce che l'impegno costruttivo e il dialogo costante rimangono gli strumenti più efficaci per promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità duratura nella regione; insiste sulla necessità che la tabella di marcia concreta per l'attuazione della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati sia al centro della strategia della Commissione per il Medio Oriente, prevista per il 2026; si rammarica delle conseguenze per l'immagine internazionale dell'UE derivanti dall'assenza di una risposta unitaria alla situazione catastrofica nella Striscia di Gaza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>sottolinea che una pace sostenibile richiede un processo politico credibile volto a conseguire una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati sulla base dei confini del 1967, con due Stati sovrani e democratici come vicini pacifici e con Gerusalemme come capitale comune; invita tutte le parti a rinnovare gli sforzi per rimuovere gli ostacoli a tale soluzione; condanna l'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, ricordando la posizione di lunga data dell'Unione secondo cui tali insediamenti rimangono illegali a norma del diritto internazionale e costituiscono una misura unilaterale che mina la fiducia e le prospettive di una soluzione negoziata; accoglie con favore le sanzioni adottate nei confronti dei coloni israeliani estremisti; sottolinea il ruolo dell'Autorità palestinese quale principale interlocutore dell'UE in Palestina e ribadisce che qualsiasi futura governance a Gaza deve escludere la partecipazione di organizzazioni terroristiche e garantire la smilitarizzazione di Gaza; ribadisce la sua opposizione a qualsiasi piano di annessione di Gaza o di qualsiasi altro territorio palestinese, nonché ai trasferimenti di massa forzati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>insiste sul fatto che la Commissione deve garantire che i fondi dell'UE non siano assegnati o collegati a forme di terrorismo e/o radicalizzazione religiosa e politica; ribadisce la propria posizione secondo cui tutti i libri di testo e il materiale scolastico finanziati mediante i fondi dell'UE devono rispettare le norme dell'UNESCO in materia di pace, tolleranza, coesistenza e non violenza; esprime preoccupazione dinanzi all'antisemitismo, all'incitamento all'odio, alla promozione della jihad e all'istigazione alla violenza insegnati nei libri di testo delle scuole palestinesi finanziati dall'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>incoraggia le Nazioni Unite, la Lega araba, i partner regionali e l'UE a coordinare il sostegno dei donatori, a effettuare un controllo rigoroso dei finanziamenti e a garantire che l'assistenza alla ricostruzione sostenga le istituzioni civili e una governance efficace; esprime, in tale contesto, profonda preoccupazione per l'uso improprio degli aiuti umanitari destinati ai territori palestinesi da parte di gruppi terroristici; chiede il rafforzamento dei meccanismi di controllo per la distribuzione dei fondi dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>riconosce gli sforzi compiuti da alcuni Stati arabi e da Israele per normalizzare le relazioni diplomatiche nel quadro degli accordi di Abramo; invita l'UE a sostenere iniziative volte a creare un ampio sostegno regionale e internazionale a favore di un futuro migliore per le relazioni arabo-israeliane;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>osserva che un significativo indebolimento dell'Iran e dei suoi alleati, tra cui la caduta del regime di Assad e la sconfitta dei mandatari di Teheran come Hezbollah, Hamas, gli Houthi e altre milizie, offrirebbe speranza per la pace e per il proseguimento della normalizzazione regionale nello spirito degli accordi di Abramo; esprime profonda preoccupazione per il significativo sostegno da parte di Hezbollah alle operazioni militari della Russia in Ucraina e per il suo coordinamento con altre milizie appoggiate dall'Iran;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>accoglie con favore i cambiamenti positivi in Libano dall'inizio del 2025, che trovano riscontro nelle conclusioni del nono consiglio di associazione UE-Libano, in particolare la volontà di sostenere ulteriormente il settore della sicurezza libanese avvalendosi pienamente degli strumenti dell'Unione, tra cui lo strumento europeo per la pace e i programmi dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale, nonché di prendere in considerazione un'eventuale impegno futuro in materia di politica di sicurezza e di difesa comune; continua a nutrire preoccupazione per gli effetti delle milizie armate e delle organizzazioni terroristiche e deplora in particolare la mancanza di progressi per quanto riguarda il disarmo promesso di Hezbollah e di altri gruppi armati, che costituisce un prerequisito per la stabilità regionale; ribadisce l'importanza di un ambizioso "Patto per il Mediterraneo" e di una sua attuazione efficace con un sostegno tecnico e finanziario sufficiente per il Libano, concentrandosi sullo sviluppo di capacità, sulle infrastrutture energetiche e sul sostegno sociale; esorta la VP/AR e la Commissione a sostenere il governo libanese nel suo programma di riforme e nel suo piano di ripristino del monopolio statale sulle armi; ribadisce il suo pieno sostegno alla sovranità, all'autorità statale, all'integrità territoriale, all'indipendenza politica e alla stabilità del Libano, in linea con la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sostiene la società siriana, caratterizzata da una grande diversità religiosa ed etnica, che da oltre un decennio è vittima di sofferenze a causa del regime di Assad, sostenuto dall'Iran e dalla Russia, e di gruppi terroristici; sostiene un processo politico inclusivo guidato dalla Siria e sotto la sua titolarità, che includa l'integrità territoriale, la giustizia di transizione e la riconciliazione; esorta le autorità siriane a intensificare gli sforzi tesi al coinvolgimento di tutte le componenti della società siriana nel processo decisionale, a compiere progressi nell'attuazione dell'accordo con le Forze democratiche siriane nel nord-est e a continuare a favorire lo svolgimento di indagini rapide, trasparenti e indipendenti sugli atti perpetrati nei confronti delle comunità religiose ed etniche, oltre che ad adottare tutte le misure necessarie per reprimere le violenze settarie e combattere l'impunità; deplora, in tale contesto, le continue persecuzioni e gli sfollamenti forzati, nonché le discriminazioni e gli attacchi nei confronti delle comunità religiose, come i cristiani, e ribadisce la necessità che l'UE tuteli la ricca identità multiculturale della Siria; riconosce le ingenti carenze esistenti in termini di risorse finanziarie e umane disponibili per la ricostruzione del paese e sostiene la decisione dell'UE di revocare le sanzioni settoriali, in linea con gli Stati Uniti e il Regno Unito, e di fornire una significativa assistenza allo sviluppo, oltre che aiuti umanitari, come annunciato durante la prima parte della conferenza di Bruxelles sulla Siria tenutasi nel 2025; accoglie con favore la visita in Siria dell'8 gennaio 2026 della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e del Presidente del Consiglio europeo António Costa, con l'obiettivo di rafforzare i legami politici e l'impegno economico; prende atto con soddisfazione dell'accordo concluso tra la Siria e Israele il 6 gennaio 2026, che istituisce una cellula di comunicazione specifica per coordinare l'allentamento delle tensioni militari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per i combattimenti in corso in zone quali Aleppo e il nord-est della Siria, che stanno provocando ulteriori sfollamenti e un elevato numero di vittime tra la popolazione civile e comportano un grave rischio per la sicurezza, in particolare a causa della fuga di combattenti del Daesh detenuti nel nord-est della Siria; invita la coalizione internazionale, compresi gli Stati Uniti, ad adottare senza indugio tutte le misure necessarie e immediate per attenuare tale rischio per la sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>afferma il ruolo chiave delle organizzazioni multilaterali, in particolare le Nazioni Unite, accanto a un'Organizzazione mondiale del commercio funzionante, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e i forum regionali, quali piattaforme indispensabili per la risoluzione dei conflitti e la governance mondiale; avverte che i formati "minilaterali" rischiano di frammentare sempre più le norme mondiali e impongono all'UE di dare priorità a una concezione ampia e inclusiva di multilateralismo in stretta cooperazione con i partner che condividono gli stessi principi; invita la Commissione e la VP/AR ad assumere la leadership globale delle iniziative multilaterali; conferma il suo impegno a portare avanti riforme globali per rafforzare il ruolo, l'efficienza e la rappresentanza democratica delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita la VP/AR a riesaminare l'approccio dell'UE nei confronti del gruppo BRICS e dei suoi partner e a sviluppare una politica dell'UE distinta nei confronti dei BRICS+; sottolinea che i BRICS+ forniscono alla Russia i mezzi per eludere le misure volte a isolarla politicamente e consentono alla Cina di ampliare ulteriormente la propria influenza attraverso il suo modus operandi, che consiste nel finanziamento di progetti di infrastrutture;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>invita la VP/AR ad agire in modo coerente per promuovere una narrazione democratica efficace e solida, in stretta cooperazione con gli Stati membri, per contrastare le pressioni autocratiche che intendono pregiudicare i controlli sull'abuso di potere, ridurre lo spazio civico ed erodere i diritti umani; chiede la creazione di una valutazione della democrazia europea che consenta di individuare precocemente i segnali di tendenze autoritarie, nonché di un pacchetto di strumenti d'azione incentrati sul sostegno alla democrazia e sul contrasto delle narrazioni autoritarie, in particolare alla luce della deplorevole sospensione delle operazioni dell'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID); incoraggia, in tale contesto, maggiori investimenti nella comunicazione strategica e nella lotta contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI); è del parere che gli sforzi dell'UE per contrastare tale minaccia dovrebbero basarsi sulle competenze già esistenti sviluppate in seno al SEAE e chiede una maggiore coerenza tra i regolamenti e gli sforzi dell'UE esistenti e futuri; chiede ulteriori sforzi per rendere pienamente operativo il pacchetto di strumenti contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri sviluppato dal SEAE; ritiene che l'UE dovrebbe identificare chiaramente la sfera digitale come ambito d'azione e riconoscere la diplomazia digitale come un interesse strategico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>condanna fermamente le sanzioni mirate nei confronti dei legislatori responsabili della legge sui servizi digitali<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali) (GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e di altre normative digitali, in particolare nei confronti di un ex commissario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>appoggia revisioni strategiche annuali delle minacce all'ordine internazionale basato su regole, coordinate dal SEAE e seguite da misure attive per prevenire un'ulteriore erosione delle norme multilaterali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Promuovere la cooperazione sulla base degli interessi che condividiamo</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>ribadisce che l'azione esterna dell'UE richiede un impegno credibile basato sui valori; insiste tuttavia sul fatto che affidarsi esclusivamente al potere normativo e ai principi è insufficiente; incoraggia a perseguire in modo più assertivo gli obiettivi strategici dell'UE, facendo leva su partenariati e alleanze basati su interessi condivisi; sottolinea che, per sfruttare con successo i partenariati e le alleanze, anche nel lungo termine, è necessario garantire condizioni di parità tra i partner; sottolinea che il sostegno dell'UE dovrebbe essere subordinato al rispetto dei principi democratici fondamentali e dello Stato di diritto; ribadisce, in tale contesto, che la legislazione dell'UE non è oggetto di negoziati con i paesi terzi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>invita, in tale contesto, la VP/AR a perseguire politiche su misura che rispondano alle aspettative degli Stati membri e dei paesi partner e che consentano di stringere rapidamente accordi politici, rendendo così l'UE un punto di ancoraggio strategico affidabile, soprattutto in un momento in cui si assiste a una proliferazione dei conflitti e alla crescente normalizzazione dell'uso della forza come mezzo per perseguire obiettivi politici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>sottolinea che un forte partenariato transatlantico con gli Stati Uniti e il Canada in seno alla NATO costituisce il fulcro dell'architettura di sicurezza europea; esprime preoccupazione, in tale contesto, per il fatto che alcuni elementi della nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti sono nettamente insufficienti per contrastare adeguatamente la minaccia rappresentata dalla Russia, in particolare per la sicurezza europea e dunque anche per quella statunitense; deplora inoltre l'errata valutazione dell'UE come sistema politico, compresa la descrizione inadeguata della situazione politica nazionale negli Stati membri dell'Unione, condotta nell'ambito della strategia di sicurezza nazionale; ribadisce il sostegno di lunga data del Parlamento a valori fondamentali dell'Unione quali la democrazia e i diritti umani; ritiene che la strategia di sicurezza nazionale rafforzi ulteriormente l'imperativo per l'Europa di promuovere la propria autonomia strategica, di ridurre le proprie dipendenze e di diversificare i propri partenariati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>deplora la decisione del 7 gennaio 2026 del Presidente degli Stati Uniti di ritirarsi da numerose organizzazioni internazionali, sospendere la partecipazione alle suddette o porre fine al dialogo con esse, compresi numerosi organi delle Nazioni Unite; esprime profonda preoccupazione per il fatto che tale iniziativa potrebbe compromettere la sostenibilità finanziaria del sistema delle Nazioni Unite, indebolire la cooperazione multilaterale proprio nel momento in cui è più necessaria e incoraggiare attori autoritari e revisionisti che storicamente hanno cercato di sfruttare qualsiasi ritiro o disimpegno delle potenze occidentali dalle organizzazioni internazionali; incoraggia l'amministrazione statunitense a riflettere sulla sua decisione e a ribadire il suo impegno a favore delle Nazioni Unite e della cooperazione multilaterale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>respinge fermamente qualsiasi tentativo di minare la sovranità e l'integrità territoriale del Regno di Danimarca, compresa la Groenlandia; ricorda, in tale contesto, che la Groenlandia è un territorio autonomo del Regno di Danimarca e che ha l'autorità di decidere in merito al proprio sviluppo economico, ai propri partenariati internazionali e alla propria politica in materia di materie prime; ribadisce che solo il popolo groenlandese può decidere del proprio futuro; avverte, nel contempo, che tali processi politici non devono essere strumentalizzati o influenzati da attori esterni; sottolinea in particolare che la Cina ha un interesse strategico nell'Artico e sfrutta il proprio peso economico per affermare la propria influenza politica; prende atto del fatto che l'interesse degli Stati Uniti è motivato da preoccupazioni in materia di sicurezza legate all'evoluzione del contesto strategico nell'Artico, ma ritiene che l'accordo di difesa del 1951 tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti offra molteplici opportunità per rafforzare la presenza statunitense in Groenlandia; ricorda che la Danimarca, compresa la Groenlandia, è membro della NATO ed è pertanto pienamente coperta dalle garanzie di sicurezza collettiva dell'alleanza; accoglie con favore la dichiarazione di sette leader europei del 6 gennaio 2026 e sottolinea che la sicurezza nell'Artico può essere garantita solo collettivamente, in collaborazione con la NATO; invita la Commissione e il Consiglio europeo a definire misure concrete a sostegno della Groenlandia e della Danimarca, conformemente ai principi dell'Unione, al diritto internazionale e alla Carta della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>deplora il fatto che gli Stati Uniti seguano ora un approccio più transazionale alla politica estera, caratterizzato da un minore impegno a favore del multilateralismo e della sicurezza europea; evidenzia l'importanza del fatto che l'UE tragga delle lezioni dalle proprie vulnerabilità e adotti misure adeguate a livello dell'UE per evitare di trovarsi in futuro in una posizione di possibile coercizione; ritiene più che mai fondamentale continuare a dialogare con le controparti statunitensi a livello federale e statale, garantendo un coordinamento continuo in materia di sicurezza, tecnologia e resilienza economica, dimostrando al contempo unità e impegno per una posizione comune dell'UE; appoggia appieno il fatto di approfondire la cooperazione nel quadro del dialogo legislativo transatlantico UE-USA e il fatto che i vertici UE-USA si tengano periodicamente per dare un impulso di alto livello alla futura cooperazione; chiede di approfondire il dialogo UE-USA su sicurezza e difesa, di cui non si sono ancora sfruttate le potenzialità; ricorda che, per essere un partner transatlantico forte, l'Europa deve garantire la propria difesa e sicurezza; ribadisce, in tale contesto, che l'UE e gli Stati membri devono subito rendere pienamente operativo il concetto di autonomia strategica e prontezza alla difesa e, a tale scopo, effettuare investimenti collettivi e ben coordinati nelle necessarie capacità di difesa; sottolinea l'urgente necessità che l'UE e gli Stati membri diventino più affidabili e autosufficienti nei settori sicurezza, difesa e tecnologia, con l'obiettivo di rafforzare il pilastro europeo all'interno della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>conferma la sua piena e ferma solidarietà alla Groenlandia in quanto parte del Regno di Danimarca; denuncia il ricorso a minacce commerciali unilaterali e all’intimidazione economica nei confronti della Danimarca e di altri Stati membri dell’UE quale forma di coercizione incompatibile con il diritto internazionale e con i principi fondamentali della cooperazione tra gli alleati della NATO; mette in guardia contro i tentativi di strumentalizzare le preoccupazioni in materia di sicurezza nell’Artico per esercitare pressioni territoriali o politiche; sostiene pienamente la posizione del Regno di Danimarca, compresa la Groenlandia, secondo cui la Groenlandia non è vendita; sottolinea che la Groenlandia non deve essere usata come mezzo per dividere l’Unione europea; invita l’Unione a rispondere in modo fermo, collettivo e deciso e ad opporsi a qualsiasi azione di questo tipo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>accoglie con favore il partenariato UE-Canada in materia di sicurezza e difesa firmato in occasione del vertice UE-Canada del 2025, quale primo accordo di questo tipo con un partner nelle Americhe; chiede che il partenariato sia reso operativo rapidamente, anche per quanto concerne la partecipazione canadese alle missioni e alle operazioni nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); sostiene la negoziazione di una direttiva che consenta alle entità canadesi di partecipare agli appalti congiunti dell'UE nell'ambito dello strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>elogia il partenariato forte e costruttivo con il Regno Unito; accoglie con favore la dichiarazione congiunta dei leader del Regno Unito e dell'UE del 19 maggio 2025 a seguito del vertice Regno Unito-UE del 2025, in particolare l'istituzione del partenariato globale in materia di sicurezza e difesa; chiede la sua rapida e piena attuazione, anche attraverso: i) dialoghi strategici periodici, su base semestrale, in materia di affari esteri e sicurezza a livello ministeriale tra i segretari per gli Affari esteri e per la Difesa del Regno Unito e la VP/AR, al fine di coordinare le risposte alle crisi e allineare le priorità strategiche; ii) la partecipazione del Regno Unito alle missioni civili e militari di gestione delle crisi nell'ambito della PSDC dell'UE, ove giuridicamente possibile; iii) un rafforzamento della cooperazione in materia di ciberresilienza, lotta alle minacce ibride, protezione delle infrastrutture critiche e lotta ai finanziamenti illeciti; iv) un maggiore coordinamento sull'applicazione delle sanzioni, e v) azioni congiunte per contrastare la flotta ombra russa; accoglie con favore l'impegno congiunto a rafforzare la cooperazione nei Balcani occidentali, soprattutto per garantire il rispetto del principio di condivisione del potere sancito nell'accordo di pace di Dayton; prende atto dell'accordo politico sugli aspetti fondamentali del futuro accordo tra l'UE e il Regno Unito in relazione a Gibilterra, annunciato dalle parti l'11 giugno 2025; attende la pubblicazione del testo giuridico completo per esaminarlo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>elogia le strette relazioni con i paesi dell'Europa occidentale non appartenenti all'UE e la loro forte cooperazione con l'UE in materia di azione esterna; accoglie con favore, in tale contesto, la conclusione dei negoziati e l'applicazione settoriale provvisoria di un ampio complesso di misure riguardanti le future relazioni tra l'UE e la Svizzera, che rappresentano una tappa significativa nella promozione e nell'approfondimento di un già solido rapporto; ne incoraggia la rapida ratifica; evidenzia la rilevanza del partenariato in materia di difesa e sicurezza con la Norvegia e sottolinea l'importanza di promuovere relazioni più strette con la Norvegia alla luce del ruolo cruciale che il paese riveste per la sicurezza energetica dell'UE; chiede una cooperazione rafforzata in materia di resilienza energetica e diversificazione dell'approvvigionamento quali strumenti fondamentali per promuovere l'autonomia strategica dell'Unione; accoglie con favore il crescente sostegno pubblico registrato in Islanda in relazione all'adesione all'UE e l'intenzione espressa dalle autorità islandesi di tenere un referendum sulla ripresa dei negoziati di adesione all'UE entro il 2027; chiede nel frattempo un impegno proattivo con il governo islandese per approfondire la cooperazione in materia di difesa e sicurezza e per promuovere i vantaggi dell'adesione all'UE; chiede una rapida ratifica dell'accordo di associazione tra l'UE e Andorra e San Marino;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>pone l'accento sull'importanza strategica dei Balcani occidentali e sostiene una cooperazione politica e di sicurezza credibile nel loro percorso meritocratico verso l'integrazione nell'UE; è persuaso che il futuro dei Balcani occidentali, dell'Ucraina e della Moldova è all'interno dell'UE, conformemente alle aspirazioni dei loro popoli; condanna l'ingerenza russa nei processi democratici dei paesi candidati all'adesione all'UE, in particolare della Moldova; prende atto dei risultati delle elezioni parlamentari tenutesi in Kosovo il 28 dicembre 2025; chiede la rapida formazione di una nuova assemblea e di un nuovo governo kosovari, al fine di affrontare le tanto necessarie riforme connesse all'UE, in particolare per quanto riguarda il piano di crescita per i Balcani occidentali, e di affrontare gli obblighi relativi alla normalizzazione delle relazioni tra il Kosovo e la Serbia; accoglie con favore la revoca parziale delle misure dell'UE sul Kosovo; ribadisce che i negoziati di adesione all'UE con la Serbia dovrebbero progredire solo subordinatamente al compimento di progressi misurabili e sostenibili nel gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali, tra cui figura il pieno allineamento alla PESC dell'UE, in particolare alle sanzioni nei confronti della Russia; accoglie con favore la positiva ripresa del dialogo PESC tra l'UE e i suoi partner nei Balcani occidentali ed evidenzia l'importanza di tali partenariati per la pace e la sicurezza; ricorda che l'allargamento dell'UE costituisce un investimento geostrategico nella sicurezza e nella stabilità regionali, il che richiede l'impegno sia dell'Unione sia dei paesi candidati e, in tale contesto, invita l'UE a rendere il processo di allargamento più prevedibile e politicamente visibile per i cittadini della regione; è convinto che, a tal fine, l'UE deve mantenere lo slancio dato all'allargamento e fornire a tutti i paesi candidati un'assistenza tecnica e finanziaria sufficiente e un sostegno politico costante nei rispettivi percorsi verso la piena adesione; sottolinea tuttavia la necessità di migliorare ulteriormente la condizionalità dello Stato di diritto e di garantire che tutti i finanziamenti dell'UE per i paesi in via di adesione siano pienamente in linea con gli obiettivi e gli interessi strategici dell'UE; sottolinea, al contempo, che i progressi nei rispettivi percorsi di adesione all'UE sono basati sul merito e subordinati al pieno rispetto del diritto internazionale e dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE, nonché al loro allineamento alla PESC, tra cui figura l'adesione alle sanzioni e alla politica dell'UE in materia di visti; ricorda che il processo di allargamento dovrebbe procedere in parallelo a riforme istituzionali e decisionali volte a salvaguardare la capacità di integrazione dell'Unione; esorta i paesi candidati all'adesione all'UE a sostenere attivamente e a collaborare con i tribunali e i meccanismi giudiziari internazionali per far sì che possano svolgere adeguatamente il loro lavoro, nonché a perseguire e garantire l'assunzione di responsabilità per i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità, il genocidio e i crimini di aggressione commessi in tutto il mondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>sottolinea che una delle priorità fondamentali della PESC e della PSDC in relazione ai paesi del partenariato orientale deve essere il fermo sostegno alla loro sovranità e integrità territoriale entro i confini riconosciuti a livello internazionale; invita la Federazione russa a ritirare tutte le sue truppe dalla regione della Transnistria della Repubblica di Moldova, dalle regioni georgiane dell'Abkhazia e di Tskhinvali/Ossezia meridionale e dalle parti dell'Ucraina occupate illegalmente, nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>ribadisce il suo sostegno alla Comunità politica europea quale piattaforma di discussione, dialogo e cooperazione con i partner europei sulle sfide di politica estera e di sicurezza che ci troviamo ad affrontare, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza e la stabilità in Europa e di perseguire una cooperazione politica e di sicurezza basata su interessi condivisi; chiede un forte coinvolgimento del Parlamento nel chiarire l'ambito di azione e il lavoro futuro di tale comunità; sottolinea che, onde garantire il successo futuro e la coerenza di tale formato, è fondamentale un certo livello di armonizzazione dei valori e principi democratici; ribadisce che la Comunità politica europea non può in alcun caso diventare un pretesto per ritardare l'adesione all'UE dei paesi dell'allargamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>evidenzia che il ruolo strategico della Turchia quale membro della NATO e la sua cooperazione con l'UE, in particolare il suo contributo alle missioni e alle operazioni dell'UE di gestione delle crisi, sono importanti per la stabilità e la sicurezza europee; è convinto dell'importanza di sviluppare relazioni di cooperazione reciprocamente vantaggiose con la Turchia, in modo graduale, proporzionato e reversibile, con una rigorosa condizionalità sul rispetto dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali, del diritto internazionale e delle relazioni di buon vicinato; deplora, in tale contesto, che la Turchia continui a contestare la sovranità di uno Stato membro dell'UE e sottolinea che la Turchia non sta compiendo sforzi adeguati per allinearsi alla PESC dell'UE; ribadisce la sua posizione secondo cui il memorandum d'intesa Turchia-Libia sulla delimitazione delle giurisdizioni marittime nel Mar Mediterraneo lede i diritti sovrani di Stati terzi, non è conforme alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e non può produrre alcun effetto giuridico nei confronti di Stati terzi; ricorda, in questo contesto, la firma e l'evocazione dei memorandum d'intesa tra la Turchia e la Libia sulla sicurezza globale e la cooperazione militare e sulla delimitazione delle zone marittime; deplora altresì il rifiuto della Turchia di designare Hamas come organizzazione terroristica; sottolinea inoltre l'incompatibilità tra la candidatura della Turchia ai BRICS+ e la PESC dell'UE; invita la Turchia ad allinearsi pienamente alle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia; esprime inoltre preoccupazione per lo stato delle libertà fondamentali e per il regresso democratico in Turchia; sollecita il rilascio immediato del leader dell'opposizione Ekrem İmamoğlu, come pure di Selahattin Demirtaş, Osman Kavala e di tutti gli altri detenuti politici e chiede che si ponga fine ai continui attacchi e alle vessazioni giudiziarie nei confronti dell'opposizione politica, dei membri della stampa e dei rappresentanti della società civile; sostiene la normalizzazione delle relazioni tra l'Armenia e la Turchia, nell'interesse della riconciliazione e delle relazioni di buon vicinato, della stabilità e della sicurezza della regione nonché dello sviluppo socioeconomico, e apprezza i progressi raggiunti finora;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la continua minaccia turca di un casus belli nei confronti della Grecia e condanna l'occupazione illegale di parte del territorio della Repubblica di Cipro da parte delle forze militari turche; deplora che la Turchia non abbia attuato gli obblighi assunti nei confronti dell'UE conformemente al quadro negoziale dell'ottobre 2005; ricorda che il pieno rispetto dei criteri di Copenaghen e la normalizzazione delle relazioni con tutti gli Stati membri dell'UE, compresa la Repubblica di Cipro, sono una componente necessaria del processo di adesione; ritiene che, in conseguenza di quanto fin qui esposto, nelle circostanze attuali il processo di adesione della Turchia all'UE non possa essere ripreso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>chiede la rapida ripresa dei colloqui per la risoluzione del problema di Cipro nel quadro concordato dalle Nazioni Unite e scoraggia dall'intraprendere qualsiasi azione unilaterale che sia incompatibile con una soluzione pacifica; chiede il rispetto dello status di zona cuscinetto e del mandato della forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite a Cipro; richiama l'attenzione sulla designazione da parte della Commissione di Johannes Hahn quale inviato speciale per Cipro, che sottolinea l'impegno dell'UE a favore di una soluzione globale sulla base concordata e la sua disponibilità a contribuire al processo di risoluzione nel quadro delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>osserva che il partenariato orientale è entrato in una nuova fase geopolitica, nel quale alcuni partner seguono un percorso di adesione, altri perseguono una cooperazione su misura e l'aggressione russa ha distrutto il precedente equilibrio regionale; ritiene che l'UE debba pertanto ridefinire le finalità strategiche del partenariato orientale, ancorandolo alla resilienza, alla trasformazione democratica e alla sicurezza; riconosce che l'Assemblea parlamentare Euronest costituisce la dimensione parlamentare del partenariato orientale; invita il Consiglio, il SEAE e la Commissione a integrare le deliberazioni dell'Assemblea parlamentare Euronest nella pianificazione politica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>accoglie con favore l'approccio strategico a lungo termine dell'UE in merito al Mar Nero e la sua agenda per la connettività quale pietra angolare della prosperità regionale, che collega l'Europa al Caucaso meridionale e all'Asia centrale; chiede un'attuazione rapida ed efficace della strategia in stretta cooperazione con i paesi partner, tenendo presente che la promozione dei diritti umani e dello Stato di diritto deve rimanere al centro dell'impegno dell'UE nella regione; sottolinea l'importanza strategica di completare i progetti infrastrutturali fondamentali nell'ambito delle reti transeuropee estese; evidenzia il ruolo dell'Assemblea parlamentare Euronest in tale contesto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica del Caucaso meridionale ed esorta l'UE a sviluppare una visione a lungo termine per il suo impegno con la regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>condanna le tendenze autoritarie del partito Sogno georgiano e il suo avvicinamento agli interessi russi, nonostante la prolungata occupazione dell'Abkhazia e della regione di Tskhinvali/Ossezia del Sud da parte della Russia; respinge qualsiasi tipo di riconoscimento delle elezioni parlamentari e ritiene che la Georgia sia uno Stato tenuto in scacco dal regime illegittimo del Sogno georgiano; esorta il parlamento georgiano ad abrogare le leggi sull'"influenza straniera" e sui "valori della famiglia"; chiede la cessazione immediata delle persecuzioni di matrice politica ai danni dell'opposizione politica, della società civile e dei media indipendenti come pure il rilascio incondizionato di tutti i prigionieri politici; esorta l'UE a rispondere infine in modo adeguato e deciso a questa crisi democratica in corso in un paese candidato facendo leva su tutti i mezzi disponibili e ribadisce il suo reiterato invito all'UE e ai suoi Stati membri a imporre sanzioni mirate nei confronti dei leader di Sogno georgiano e dei funzionari responsabili del regresso democratico e delle minacce al pluralismo politico, e nei confronti delle personalità che promuovono narrazioni sostenute dalla Russia e ricorrono alla violenza nei processi politici; esorta la Georgia a ricollocarsi su una traiettoria europea seguendo la chiara volontà espressa dal suo popolo; ricorda che, nel contempo, la Georgia dovrebbe allinearsi alla PESC, anche nel rispetto delle sanzioni contro la Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>sostiene l'accordo di pace dell'agosto 2025 tra Armenia e Azerbaigian e ne chiede l'attuazione in buona fede, nel pieno rispetto dell'integrità territoriale armena, nonché la formalizzazione e la ratifica del relativo trattato di pace, a partire dal ritiro dell'Azerbaigian dal territorio che occupa in Armenia; invita l'UE a continuare a partecipare in modo costruttivo all'ulteriore normalizzazione delle relazioni bilaterali tra Armenia e Azerbaigian; ribadisce il suo invito alle autorità azere a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutti i 23 ostaggi armeni detenuti a seguito dell'attacco alla regione del Nagorno-Karabakh; ribadisce la sua richiesta di indagini indipendenti sugli abusi commessi dalle forze azere nel Nagorno-Karabakh e invita le autorità azere a consentire il ritorno sicuro della popolazione armena nel Nagorno-Karabakh, a impegnarsi realmente in un dialogo globale e trasparente con essa e a fornire solide garanzie per la tutela dei suoi diritti; chiede il rispetto dell'integrità territoriale dell'Armenia e incoraggia la giustizia di transizione, nonché processi di rimpatrio sostenibili; deplora l'ulteriore deterioramento dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Azerbaigian;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>si compiace dello slancio positivo raggiunto nelle relazioni bilaterali tra l'UE e l'Armenia, fortemente sostenuto dalle autorità di Erevan; invita la Commissione e gli Stati membri ad appoggiare attivamente il desiderio dell'Armenia di potenziare la cooperazione con l'UE; esprime il suo convinto sostegno alle attività della missione dell'Unione europea in Armenia (EUMA) e sottolinea l'importante ruolo che questa svolge; invita l'EUMA a continuare a monitorare attentamente l'evoluzione della situazione della sicurezza sul campo, a presentare relazioni trasparenti al Parlamento e a contribuire attivamente agli sforzi di risoluzione dei conflitti; si compiace dell'estensione del mandato dell'EUMA e dell'ampliamento del suo organico; invita il Consiglio, il SEAE e la Commissione a esplorare altri modi per sostenere l'Armenia, in particolare, ma non esclusivamente, nell'ambito della resilienza democratica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>esprime preoccupazione riguardo alla pressione esercitata dalla Russia e dalla Cina in Asia centrale e sottolinea l'urgente necessità di rafforzare la presenza politica ed economica dell'UE nella regione; accoglie con favore i risultati del primo vertice UE-Asia centrale dell'aprile 2025, anche al fine di migliorare la situazione dei diritti umani nella regione; sottolinea la riluttanza degli Stati dell'Asia centrale a sostenere la guerra di aggressione condotta dalla Russia, dato l'effetto che questa sta producendo nella regione; invita le autorità degli Stati dell'Asia centrale, segnatamente del Kazakistan, del Kirghizistan e dell'Uzbekistan, a cooperare strettamente con l'Unione e, in particolare, con il suo inviato per le sanzioni; sottolinea l'interesse dell'UE a rafforzare le relazioni economiche, intensificare i legami politici e potenziare la cooperazione in materia di infrastrutture energetiche con i paesi dell'Asia centrale, in parte per contrastare l'elusione delle sanzioni alla Russia e alla Bielorussia; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a continuare a promuovere riforme politiche ed economiche e uno sviluppo sostenibile e a rafforzare lo Stato di diritto, la democrazia, il buon governo e il rispetto dei diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>evidenzia la necessità di un'attuazione efficace della strategia dell'UE per il Golfo attraverso la costituzione di partenariati multilaterali su misura con il Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG) e ciascun paese della regione; sottolinea che tale cooperazione rafforzata dovrebbe dare priorità alla migrazione, alla trasformazione digitale, alla ricerca e all'innovazione, alla transizione verde, all'energia, alla sicurezza e alla lotta al terrorismo; accoglie con favore la conclusione positiva del primo vertice UE-CCG, che ha rappresentato un momento cruciale per la promozione di un partenariato globale per la sicurezza e la prosperità a livello mondiale e regionale; accoglie con favore il ruolo diplomatico sempre più rilevante assunto dai paesi del Golfo nel contribuire alla stabilità internazionale e alla mediazione dei conflitti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>deplora che, a 30 anni dall'avvio del cosiddetto processo di Barcellona, non si sia ancora riusciti a ottenere uno spazio condiviso di prosperità, stabilità e libertà con i paesi mediterranei; riconosce l'importanza strategica di un dialogo rafforzato con i paesi della regione mediterranea al fine di migliorare i diritti umani e gli standard democratici, ma anche in considerazione del loro ruolo nel diversificare l'approvvigionamento energetico dell'Unione e nel gestire i flussi migratori dai paesi di origine o di transito; appoggia il nuovo patto per il Mediterraneo in quanto quadro globale volto a promuovere una regione mediterranea più sicura, stabile e prospera; incoraggia un impegno costante, investimenti mirati e assistenza tecnica per affrontare sfide comuni quali la migrazione, i cambiamenti climatici e le minacce alla sicurezza; sottolinea inoltre il ruolo che l'Unione per il Mediterraneo può svolgere come piattaforma per l'intensificazione dei programmi di cooperazione tra i paesi europei e quelli affacciati sul Mediterraneo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>condanna il ruolo destabilizzante assunto dall'Iran in Medio Oriente, in particolare il suo sostegno militare a diversi attori non statali, come Hamas e Hezbollah, così come agli Houthi, che compromette la sicurezza regionale; rinnova il suo invito al Consiglio a designare come organizzazione terroristica il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche, nonché ad estendere le sanzioni a tutti i suoi membri e a tutti i responsabili delle gravi violazioni dei diritti umani in Iran; esprime la sua ferma solidarietà al popolo iraniano nel perseguire i diritti e le libertà fondamentali; condanna l'uso sistematico e sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza iraniane contro manifestanti pacifici, che ha causato perdita di vite umane e gravi lesioni; condanna i tentativi del regime iraniano di censurare le proteste bloccando l'accesso a Internet e alle reti telefoniche in tutto il paese; invita le autorità iraniane a cessare immediatamente l'uso della violenza contro le persone che si riuniscono pacificamente e a rispettare appieno il diritto di libertà di espressione e di riunione pacifica; si oppone fermamente alla diplomazia degli ostaggi perseguita dall'Iran e chiede che tutti i cittadini europei detenuti in Iran siano rilasciati e possano lasciare il paese; esprime profonda preoccupazione riguardo all'avanzamento del programma nucleare iraniano, che va oltre qualsiasi giustificazione civile credibile; sottolinea che il regime di Teheran ha chiaramente respinto il rilancio del piano d'azione congiunto globale (PACG) e si è rifiutato di cooperare nell'ambito della controversia in corso con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica; deplora il fatto che al momento non esista una strategia atta a persuadere l'Iran ad astenersi dallo sviluppare una capacità nucleare militare né un piano d'azione da attuare nel caso in cui l'Iran superasse la soglia nucleare; invita la VP/AR a presentare una strategia riveduta in relazione all'Iran, che permetta di far fronte a qualsiasi eventualità; è favorevole alla reintroduzione nei confronti dell'Iran di tutte le sanzioni e restrizioni relative al nucleare precedentemente revocate dalle Nazioni Unite e dall'UE, in ragione del mancato rispetto degli impegni assunti nel quadro del PACG, e chiede un'azione immediata e risoluta di fronte alla repressione consolidata, sistematica e brutale del popolo iraniano da parte del regime, comprese detenzioni arbitrarie di massa, torture e l'esecuzione di dissidenti politici; condanna con la massima fermezza la rinnovata e crescente campagna di violenza del regime contro i manifestanti, che ha portato all'uccisione di migliaia di manifestanti, anche attraverso l'uso deliberato di munizioni attive e il ricorso ad atti ed esecuzioni di Stato che costituiscono crimini contro l'umanità ai sensi del diritto internazionale, mentre il regime continua a negare le libertà fondamentali a una popolazione che chiede con persistenza dignità, libertà e il diritto di vivere in un paese libero e democratico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>condanna con fermezza i destabilizzanti attacchi sferrati dagli Houthi contro le navi commerciali e militari in transito nel Mar Rosso; insiste sul fatto che tali attacchi hanno gravemente perturbato il commercio mondiale, in quanto hanno costretto le compagnie di navigazione a deviare gran parte del traffico del Mar Rosso e a circumnavigare l'Africa; chiede un'azione collettiva e incoraggia un più attivo impegno dell'UE e una maggiore cooperazione internazionale; esorta con forza a proseguire le azioni volte a garantire la libertà di navigazione lungo una delle vie navigabili più importanti al mondo; chiede l'immediata cessazione dei suddetti attacchi illegali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>sottolinea l'importanza di un sostegno costante e rafforzato dell'UE al popolo afghano, in particolare alle donne e alle ragazze, e a tutte le persone i cui diritti sono costantemente violati dai talebani; insiste sulla necessità di mantenere con i talebani un dialogo rigorosamente subordinato al rispetto dei cinque parametri fissati dal Consiglio e delle raccomandazioni del relatore speciale delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>ribadisce che una regione indo-pacifica in cui vigano pace e stabilità e che sia fondata su regole è di vitale interesse per l'Europa, non solo ai fini della sicurezza regionale, ma anche per salvaguardare le rotte commerciali mondiali, proteggere la libertà di navigazione e assicurare la resilienza nel far fronte alla coercizione economica; esprime preoccupazione per il fatto che l'intensificarsi della competizione tra grandi potenze nella regione, in particolare tra gli Stati Uniti e la Cina, stia limitando sempre più la capacità dell'UE di portare avanti il proprio programma di promozione del multilateralismo e di soluzioni cooperative in questi territori; sottolinea, in tale contesto, che il vertice Asia-Europa è tuttora bloccato a causa delle tensioni geopolitiche con la Russia; incoraggia, a tal fine, un più stretto coordinamento in materia di politica estera, sicurezza e difesa con partner che condividono gli stessi principi, in particolare Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Giappone, Taiwan e gli Stati membri dell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN); ribadisce che lo stretto di Taiwan si trova in acque internazionali e sostiene il diritto alla libertà di navigazione delle democrazie europee e dei loro partner affini, sottolineando che la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan sono essenziali per la sicurezza e la prosperità mondiali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>ricorda, in tale contesto, il partenariato strategico che l'UE ha con il Giappone, che dovrebbe fungere da modello per una proficua relazione bilaterale che consenta un'efficace definizione delle politiche nei consessi multilaterali; accoglie con favore l'entrata in vigore, il 1º gennaio 2025, dell'accordo di partenariato strategico UE-Giappone, parallelamente all'accordo di partenariato economico già esistente, e incoraggia l'attuazione delle disposizioni dell'accordo di partenariato strategico volte a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza e difesa, in particolare l'avvio di un dialogo regolare sulla sicurezza e la difesa tra il Giappone e l'UE, la collaborazione su questioni di difesa legate all'industria, la valutazione della possibilità di un coinvolgimento reciproco nelle iniziative di difesa e il proseguimento dei lavori in vista di un accordo sulla sicurezza delle informazioni; apprezza l'approfondimento della cooperazione in settori quali la sicurezza marittima, la cibersicurezza, lo spazio e la non proliferazione, così come le attività congiunte concrete portate avanti nell'ambito del partenariato digitale e del dialogo sull'energia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>riconosce l'importanza strategica della Corea del Sud quale partner democratico fondamentale nell'Asia orientale, con il quale l'UE ha istituito un partenariato globale che riguarda il dialogo politico, il commercio e la cooperazione in materia di sicurezza; ricorda che l'accordo di libero scambio UE-Corea del Sud, il primo nel suo genere istituito con un partner asiatico, ha notevolmente rafforzato l'integrazione economica, mentre la collaborazione in corso si estende alla non proliferazione, alla sicurezza informatica, alla lotta al terrorismo e alla gestione delle crisi; mette in evidenza il ruolo centrale della Corea del Sud nella stabilità regionale, in particolare nell'affrontare le sfide legate alla sicurezza nella penisola coreana, e chiede un rafforzamento del coordinamento nell'ambito dei consessi multilaterali al fine di mantenere la pace, scoraggiare le provocazioni e promuovere la denuclearizzazione; accoglie con favore, in tale contesto, l'istituzione del partenariato in materia di sicurezza e difesa; sottolinea che tale partenariato fornisce un quadro strutturato per il dialogo e la cooperazione in merito a tutte le questioni legate alla sicurezza e alla difesa, compresi i dialoghi strategici annuali a livello ministeriale; sostiene l'ambizione di approfondire la cooperazione pratica in settori quali la sicurezza marittima, basandosi su operazioni congiunte, compresa l'operazione Atalanta, e valutando l'assunzione di nuovi impegni nell'ambito dell'iniziativa dell'UE sulle presenze marittime coordinate; sottolinea, infine, che l'istituzionalizzazione di tale partenariato in materia di sicurezza e difesa consolida la posizione della Corea del Sud tra i partner indo-pacifici più importanti dell'UE e fornisce una solida base per un'azione congiunta di lungo termine che permetta di affrontare le sfide geopolitiche comuni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>sottolinea l'importanza di approfondire i legami con la Nuova Zelanda, partner di lunga data accomunato all'UE da forti affinità politiche, culturali e normative; evidenzia che la Nuova Zelanda ha dimostrato una leadership coerente in materia di diplomazia multilaterale, disarmo nucleare e azione per il clima, il che la rende un alleato indispensabile nella promozione di obiettivi globali comuni; accoglie con favore la conclusione dell'accordo di libero scambio UE-Nuova Zelanda, che segna una tappa fondamentale nel rafforzamento della cooperazione economica, riconoscendo nel contempo la possibilità di estendere la collaborazione nell'ambito della sicurezza e della connettività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>sottolinea l'importanza di rafforzare la cooperazione strategica con l'Australia, partner affine che condivide l'impegno dell'UE a favore della democrazia, dei diritti umani, del diritto internazionale e di un ordine mondiale basato su regole; sottolinea altresì che la posizione geografica e il ruolo attivo dell'Australia nella sicurezza regionale la rendono un attore fondamentale nella salvaguardia della stabilità nella regione indo-pacifica; accoglie con favore, a tale proposito, l'annuncio diffuso in occasione del vertice dei leader del G7 svoltosi nell'Alberta dal Presidente del Consiglio europeo António Costa, dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dal Primo ministro australiano Anthony Albanese riguardo all'avvio di negoziati su un partenariato in materia di sicurezza e difesa; sottolinea che tale iniziativa riflette il sempre maggiore riconoscimento dell'interconnessione esistente tra la sicurezza europea e quella indo-pacifica e offre l'occasione di estendere la collaborazione nella risposta alle sfide mondiali in materia di sicurezza; sottolinea che tali negoziati, associati a un rinnovato impegno a favore della conclusione di un accordo di libero scambio Australia-UE, testimoniano un forte dinamismo nelle relazioni bilaterali, con il rafforzamento non soltanto dei legami economici e tecnologici, ma anche della resilienza collettiva e della fiducia strategica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>sottolinea la crescente importanza politica e geostrategica dei paesi dell'Oceania, nonché di organizzazioni quali il Forum delle isole del Pacifico; ricorda che, sebbene siano tra i paesi più esposti alle sfide globali e alle pressioni geopolitiche, le nazioni del Pacifico svolgono un ruolo guida nella promozione del multilateralismo e rimangano partner chiave nell'ordine internazionale basato su regole; invita l'UE e i suoi Stati membri a intensificare il loro impegno diplomatico nella regione, ove possibile in stretta cooperazione con l'Australia e la Nuova Zelanda;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>è del parere che le relazioni UE-Cina saranno un fattore determinante per la nostra futura prosperità economica e per la sicurezza internazionale; ritiene, in tale contesto, che l'accelerazione della militarizzazione della Cina, la sua crescente presenza militare e il suo comportamento aggressivo nel Mar cinese meridionale, come anche le sue provocazioni militari ingiustificate nei confronti dei suoi vicini nonché i suoi partenariati militari e politici con la Russia, la Corea del Nord e l'Iran, costituiscano una sfida geopolitica fondamentale del 21° secolo; esprime preoccupazione dinanzi al possibile cambiamento della politica estera cinese, da fortemente assertiva ad apertamente aggressiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>deplora il partenariato "senza limiti" tra Russia e Cina, in particolare il rinnovato impegno a rafforzare i loro legami militari e quindi a continuare a sostenere la macchina da guerra russa, anche attraverso l'esportazione di materiali a duplice uso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>ribadisce l'impegno dell'UE a favore della politica di "un'unica Cina" come uno dei principi delle relazioni UE-Cina; condanna le intimidazioni e le minacce della Cina alla pace e alla stabilità nello stretto di Taiwan e nelle acque internazionali circostanti, comprese le manovre aeree e marittime su larga scala fra cui le esercitazioni "Justice Mission 2025" e "Strait Thunder2025A" nell'aprile 2025 che mettono a repentaglio la stabilità della regione; invita l'UE e i suoi Stati membri a garantire, trasmettendo un messaggio chiaro e coerente, che i tentativi in corso di modificare unilateralmente lo status quo nello stretto di Taiwan, in particolare attraverso la forza o la coercizione, non può essere accettato e avrà costi elevati; sottolinea che Taiwan è un partner democratico fondamentale per l'UE nella regione indo-pacifica ed esorta l'UE e i suoi Stati membri a impegnarsi in una più stretta cooperazione con Taiwan, al fine di rafforzare ulteriormente i legami economici, commerciali e di investimento; chiede, inoltre, scambi regolari tra l'UE e le sue controparti taiwanesi su questioni di sicurezza pertinenti; invita l'UE e i suoi Stati membri a sostenere la partecipazione significativa di Taiwan a organizzazioni multilaterali quali l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici; ricorda che nel Libro bianco sulla prontezza alla difesa europea per il 2030 si esprime preoccupazione quanto alla pressione che la Cina esercita su Taiwan attraverso misure politiche, economiche, militari, informatiche e cognitive sempre più intense; sottolinea che le rivendicazioni territoriali della Cina nei confronti di Taiwan non hanno alcun riscontro nel diritto internazionale, che nessuna delle due parti è subordinata all'altra e che solo il governo democraticamente eletto di Taiwan può rappresentare il popolo taiwanese; si oppone alla costante distorsione della risoluzione 2758 delle Nazioni Unite da parte della Repubblica popolare cinese e agli sforzi di quest'ultima tesi a impedire la partecipazione di Taiwan alle organizzazioni multilaterali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>denuncia il sistema di lavoro forzato diretto dal governo e le persistenti violazioni dei diritti umani, in particolare la repressione sistematica degli uiguri nella provincia dello Xinjiang; osserva con preoccupazione l'intensa repressione delle minoranze etniche in Tibet, a Hong Kong e Macao, e la repressione transnazionale dei dissidenti cinesi; invita la Cina a rispettare tutte le convenzioni obbligatorie dell'Organizzazione internazionale del lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>ribadisce la sua ferma condanna della violazione, da parte della Cina, dei suoi impegni internazionali e delle violazioni delle dichiarazioni congiunte sino-britannica e sino-portoghese, del principio "un paese, due sistemi" e della Legge fondamentale di Hong Kong; invita la Cina a rispettare e garantire l'autonomia di Hong Kong e a ratificare il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici; invita la Commissione e il Consiglio a rivedere lo status dell'Ufficio economico e commerciale di Hong Kong a Bruxelles, nonché lo status autonomo di Hong Kong e Macao, alla luce della legge sulla sicurezza nazionale e della violazione da parte della Repubblica popolare cinese dei suoi impegni internazionali; è preoccupato per il ruolo svolto da Hong Kong nell'assistere la Russia a eludere le sanzioni in vigore e ad approvvigionarsi di componenti fondamentali per la produzione di armi; deplora, inoltre, la repressione dell'autonomia della regione amministrativa speciale e degli esponenti dell'opposizione, tra cui membri della società civile e i loro familiari; invita il SEAE a monitorare attentamente i processi ai prigionieri politici a Hong Kong e a chiedere il rilascio di tutti i prigionieri politici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>esprime preoccupazione dinanzi alla crescente penetrazione economica di imprese cinesi all'interno dell'UE, anche in settori strategici come la produzione di batterie; sottolinea l'urgente necessità di proseguire la politica di riduzione dei rischi continuando a ridurre la dipendenza economica nei settori critici, in linea con la strategia di sicurezza economica dell'UE; sottolinea che tali dipendenze limitano le capacità dell'UE nel settore della politica estera aumentando la sua vulnerabilità dinanzi alla coercizione politica ed economica; chiede pertanto misure efficaci di riduzione dei rischi, la diversificazione delle catene di approvvigionamento e l'istituzione di nuovi partenariati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>sottolinea la necessità che l'UE promuova un dialogo basato su principi e una cooperazione reciprocamente vantaggiosa con la Cina per affrontare una serie di sfide globali, dal multilateralismo e i cambiamenti climatici alla salute globale e allo sviluppo internazionale; sottolinea, alla luce di quanto precede, che l'UE deve adottare una strategia multidimensionale, che coniughi una diplomazia basata su principi volta a difendere il diritto internazionale con un impegno economico che salvaguardi la parità di condizioni e quindi tuteli gli interessi dell'UE, e che richiederà una riduzione dei rischi nei confronti della Cina; conferma che considerare la Cina allo stesso tempo un partner, un concorrente economico e un rivale sistemico resta un utile quadro analitico, ma sottolinea che tale approccio non costituisce un orientamento strategico adeguato a lungo termine; invita gli Stati membri a tenere un dibattito strutturato sul futuro delle relazioni dell'UE con la Cina, al fine di definire gli obiettivi strategici dell'Unione; sottolinea che solo definendo una visione a lungo termine per le relazioni UE-Cina l'Unione potrà elaborare una politica coerente, credibile ed efficace, e invita la Commissione e il Consiglio a presentare proposte in tal senso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>osserva che le sfide geopolitiche hanno rafforzato gli interessi condivisi dell'UE e dell'India; sostiene un vertice UE-India per avviare una nuova agenda strategica; apprezza il dialogo strategico sulla politica estera e di sicurezza avviato nel giugno 2025 e incoraggia la creazione di un partenariato UE-India in materia di sicurezza e difesa, che comprenda esercitazioni navali congiunte periodiche nell'Oceano Indiano e la cooperazione operativa tra la marina indiana e le missioni navali dell'UE; sottolinea l'obiettivo di concludere con l'India un accordo sulla sicurezza delle informazioni entro il 2026; sottolinea altresì l'opportunità strategica di ridurre la dipendenza dell'India dalle importazioni di armi russe sostenendo la cooperazione nel settore dell'industria della difesa e il trasferimento di tecnologie con i partner europei, e invita l'India ad adottare una posizione chiara contro la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina e a promuovere misure efficaci per prevenire l'elusione delle sanzioni dell'UE; accoglie con favore il corridoio economico India-Medio Oriente-Europa e sottolinea che tale progetto potrebbe accelerare gli scambi commerciali tra l'Europa e l'India; incoraggia l'UE e l'India ad aumentare gli investimenti nell'ambito del Global Gateway, sulla base dell'attuale portafoglio Team Europa da 15 miliardi di EUR, con progetti prioritari in materia di energie rinnovabili, trasporti sostenibili, infrastrutture digitali e sicurezza sanitaria; chiede l'istituzione di un Forum delle imprese EU-India per rafforzare la cooperazione del settore privato e garantire la diffusione delle iniziative da parte del mercato; sostiene la creazione di poli dell'innovazione e partenariati per le start-up UE-India per promuovere la cooperazione in materia di semiconduttori, intelligenza artificiale e idrogeno verde, compresa la ricerca comune nell'ambito di Orizzonte Europa; ribadisce l'importanza dei dialoghi ministeriali periodici e dell'impegno parlamentare per garantire il controllo e la realizzazione degli impegni congiunti; invita il governo indiano a migliorare la tutela dei diritti delle donne e delle minoranze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>plaude al 10° dialogo politico UE-Pakistan tenutosi a Bruxelles il 17 luglio 2025 e sottolinea l'importanza di attuare pienamente il piano d'impegno strategico quale quadro per rafforzare la cooperazione in materia politica, economica, di sicurezza e di sviluppo; invita la Commissione e la VP/AR a basarsi sui progressi compiuti nell'ambito del sistema di preferenze generalizzate plus (SPG+) e del dialogo globale su migrazione e mobilità; incoraggia una cooperazione costante in materia di migrazione, lotta al terrorismo e lotta al narcotraffico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>esprime il proprio sostegno e la propria solidarietà ai movimenti a favore della democrazia nell'Asia meridionale, in particolare in Bangladesh, Sri Lanka e Nepal, e sottolinea che tali ambizioni democratiche della popolazione devono essere soddisfatte con riforme e progressi concreti da parte della leadership politica; ricorda il sostegno a lungo termine dell'UE alla democrazia e alla società civile nell'Asia meridionale e sottolinea che l'UE dovrebbe ricercare un partenariato più stretto con tutti i paesi della regione per fornire un modello di impegno alternativo rispetto alla Cina, che sta aumentando la sua presenza nella regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>condanna fermamente le elezioni generali farsa condotte dalla giunta militare in Myanmar/Birmania il 28 dicembre 2025, che sono prive di qualsiasi legittimità democratica e si sono svolte in un contesto di intimidazione, violenza e coercizione sistematiche; sottolinea che lo scioglimento forzato dei partiti di opposizione e il protrarsi della detenzione di leader politici in Myanmar/Birmania rendono nullo il processo elettorale; respinge qualsiasi tentativo da parte della giunta di utilizzare tali sondaggi fraudolenti per ottenere il riconoscimento internazionale; invita la VP/AR e gli Stati membri ad accentuare la pressione sul regime militare attraverso sanzioni mirate, continuando a sostenere le aspirazioni democratiche del popolo del Myanmar/Birmania e i suoi sforzi in vista di una transizione autentica e inclusiva verso un governo civile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>esorta la VP/AR e gli Stati membri a concentrarsi sullo sviluppo di partenariati bilaterali più forti con le democrazie africane che condividono gli stessi principi, sulla base dell'uguaglianza, del rispetto e del vantaggio reciproco, e del principio "maggiori aiuti a fronte di un maggiore impegno", nel rispetto dei valori universali dei diritti umani e della democrazia; sottolinea che sia l'UE che l'Africa si trovano ad affrontare le stesse sfide globali; sottolinea la necessità di rafforzare le relazioni da continente a continente e accoglie con favore la dichiarazione congiunta del settimo vertice UE-Unione africana (UA)<FOOTNOTE><FIELD> Dichiarazione congiunta – 7° vertice Unione africana (UA) – Unione europea (UE), 25 novembre 2025.</FIELD></FOOTNOTE>; sottolinea l'importanza di istituzionalizzare la dimensione parlamentare dei futuri vertici UE-UA e di renderla una componente integrante del loro quadro, al fine di garantire la rappresentanza dei cittadini, il controllo pubblico e un contributo democratico alle deliberazioni e ai risultati del partenariato; ribadisce il valore aggiunto che l'Organizzazione degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (OSACP) può apportare e valuta favorevolmente una cooperazione più intensa con tali paesi attraverso l'accordo di Samoa<FOOTNOTE><FIELD> Accordo di partenariato tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e i membri dell'Organizzazione degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, dall'altra (GU L, 2023/2862, 28.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2023/2862/oj).</FIELD></FOOTNOTE>; chiede la creazione di un apposito patto di industrializzazione UE-Africa sotto gli auspici congiunti dell'UA, dell'UE e delle banche di sviluppo regionali, al fine di mobilitare capitali pubblici e privati, che garantirebbe che l'Africa non sia solo una fonte di materie prime, ma anche un polo per la trasformazione, la produzione e l'innovazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>continua ad essere profondamente preoccupato per le continue violenze e crisi umanitarie in più parti dell'Africa; è particolarmente allarmato per le continue violenze e per l'insicurezza nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo, principalmente nel Kivu settentrionale e nella provincia di Ituri; invita l'UE a svolgere un ruolo attivo e coordinato nel sostenere l'attuazione del processo di pace, concentrandosi sul rafforzamento dell'inclusività e della partecipazione delle donne, sull'accesso umanitario e sulla protezione dei civili; esorta la Commissione e il Consiglio a sospendere immediatamente il memorandum d'intesa UE-Ruanda sulle catene del valore sostenibili delle materie prime fino a quando il Ruanda non avrà cessato la sua ingerenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>esprime profonda preoccupazione dinanzi al devastante conflitto in Sudan, che ha causato numerose vittime fra i civili, sfollamenti e diffuse violazioni dei diritti umani; condanna fermamente tutti i crimini di guerra e le violazioni dei diritti umani, e chiede un accesso umanitario senza restrizioni, la piena assunzione di responsabilità, l'applicazione di tutti gli embarghi sulle armi e sanzioni mirate nei confronti di tutte le persone che commettono tali atrocità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>prende atto con preoccupazione delle recenti sfide elettorali in alcune parti del continente africano, tra cui Tanzania, Camerun e Costa d'Avorio, e riconosce l'impegno pubblico e le manifestazioni che ne sono seguite; incoraggia un esame trasparente e approfondito di tutte le preoccupazioni segnalate in materia elettorale e invita le autorità rispettive a salvaguardare la volontà espressa dal popolo e a difendere i diritti di tutti gli attori politici; sottolinea, in tale contesto, che è importante garantire che la partecipazione politica e le attività di opposizione possano svolgersi liberamente e senza indebite restrizioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>deplora il regresso democratico e l'aumento dei colpi di Stato militari, in particolare nel Sahel, come in Niger, Burkina Faso e Mali, che minacciano tutti la stabilità regionale; condanna i crescenti tentativi da parte di attori esterni di minare la sovranità dello Stato e alimentare le narrazioni anti-europee attraverso il ricorso a gruppi mercenari e campagne di disinformazione mirate, aggravati dal ruolo svolto dalla Russia e dalla Cina nella regione; ricorda che ciò ha ripercussioni dirette sulla sicurezza e la prosperità dell'Europa e sottolinea pertanto l'urgente necessità di rafforzare i contributi positivi dell'UE alla pace, alla sicurezza e allo sviluppo; sottolinea la necessità di utilizzare l'iniziativa Global Gateway come strumento fondamentale per offrire partenariati positivi in settori quali le infrastrutture, la sanità e la trasformazione digitale, contribuendo in tal modo a migliorare la vita delle popolazioni locali e contrastando la crescente presenza di potenze autoritarie nel continente; chiede investimenti sostenuti da parte dell'UE nella buona governance, nello sviluppo di capacità e nei partenariati, volti a prevenire il collasso degli Stati, le ricadute sul fenomeno migratorio e i traffici illeciti, e a combattere il terrorismo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>ricorda la minaccia rappresentata dal terrorismo islamico in Africa, in particolare per le comunità religiose tra cui i cristiani, e prende atto della cooperazione rafforzata in materia di lotta al terrorismo tra gli Stati Uniti e la Nigeria, comprese le recenti azioni contro gruppi affiliati allo Stato islamico; mette in guardia contro le conseguenze indesiderate delle azioni militari esterne, compreso il rischio di alimentare narrazioni estremiste, percezioni di intervento straniero e rimostranze locali suscettibili di compromettere la stabilità e la risoluzione dei conflitti; sottolinea che l'UE e gli Stati Uniti dovrebbero intensificare gli sforzi congiunti per sostenere le capacità di governance e di sicurezza, prevenire la radicalizzazione, combattere il terrorismo e proteggere le comunità religiose;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>sottolinea che i paesi dell'UE, dell'America latina e dei Caraibi condividono gli stessi principi nonché valori, lingue, storia, cultura e religione, il che dovrebbe renderli partner naturali nel contesto geopolitico odierno; osserva che l'impegno dell'UE nella regione si è ridotto negli ultimi decenni, creando un vuoto per la crescente influenza di Cina e Russia; sollecita la Commissione e la VP/AR a garantire che il partenariato con l'America latina e i Caraibi passi dalle parole all'azione realizzando una tabella di marcia che rafforzi la capacità di entrambe le regioni di agire in un ordine globale contestato; accoglie con favore la dichiarazione congiunta<FOOTNOTE><FIELD> Dichiarazione congiunta del vertice CELAC-UE 2025, Santa Marta, Colombia, 9 novembre 2025.</FIELD></FOOTNOTE> adottata in occasione del vertice di Santa Marta nel novembre 2025; sottolinea che tale agenda rinnovata deve rispondere alle aspirazioni dei cittadini promuovendo la crescita inclusiva, colmando le disuguaglianze e sostenendo l'integrazione regionale, ad esempio garantendo che il Global Gateway generi benefici tangibili per le comunità locali attraverso investimenti trasparenti; ricorda che la credibilità dell'UE in quanto partner dipende dall'offerta di un modello di cooperazione in netto contrasto con gli approcci di sfruttamento di altri attori globali e di imprese multinazionali guidati da pratiche commerciali insostenibili; esorta la Commissione e la VP/AR, nello spirito di potenziare l'influenza geopolitica dell'UE nella regione, a rafforzare le relazioni e a intensificare l'azione diplomatica internazionale in risposta all'ascesa dei regimi autoritari; accoglie con favore il recente vertice UE-CELAC a tale riguardo; ribadisce il suo invito a intensificare in maniera sostanziale la cooperazione bilaterale nella lotta contro la criminalità organizzata, in particolare il traffico di droga;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>89.</NO.P>è profondamente preoccupato per le tattiche messe in atto dai regimi autoritari a Cuba e in Nicaragua, in particolare il giro di vite nei confronti di esponenti dell'opposizione, le restrizioni imposte ai media indipendenti e la riduzione degli spazi civici; sottolinea, in particolare, la repressione della Chiesa cattolica in Nicaragua; invita tutti i paesi dell'America latina e la comunità internazionale a evitare i conflitti e a cooperare per esercitare pressioni diplomatiche su tali regimi; invita la VP/AR e la Commissione a utilizzare tutti gli strumenti disponibili necessari, senza escluderne alcuno, per garantire il rispetto delle clausole in materia di democrazia e diritti umani contenute negli accordi di cooperazione con tali paesi,  che potrebbe comportarne la revisione, in particolare per quanto riguarda Cuba, che è inoltre un partner stretto dei regimi di Mosca e Minsk e fornisce loro sostegno politico e contrisce negativamente alla sicurezza europea, tra l'altro agevolando il coinvolgimento di centinaia di mercenari cubani nell'aggressione della Russia contro l'Ucraina; sottolinea che tali regimi non possono continuare a beneficiare di una cooperazione privilegiata con l'UE, ad esempio nel quadro dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione; esprime profonda preoccupazione per l'erosione dei principi democratici e la deliberata elusione delle garanzie costituzionali a El Salvador, in particolare per quanto riguarda la mancanza di indipendenza della magistratura e la mancanza di trasparenza nelle azioni del governo, l'uso eccessivo della forza, l'indebita militarizzazione e le crescenti restrizioni alle libertà di riunione e di stampa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>90.</NO.P>richiama l'attenzione sulle precedenti posizioni adottate dal Parlamento e dal Consiglio nei confronti della crisi politica in Venezuela; ricorda che l'UE ha costantemente affermato che Nicolás Maduro non aveva la legittimità di un presidente democraticamente eletto e pertanto non era riconosciuto come tale; si aspetta che i recenti sviluppi creino opportunità di progresso democratico per il popolo e la società civile venezuelani; sottolinea, tuttavia, che il modo in cui avviene il cambiamento politico è di fondamentale importanza e osserva con profonda preoccupazione che l'azione militare unilaterale condotta dagli Stati Uniti al di fuori di quadri multilaterali legittimi solleva importanti questioni nell'ambito del diritto internazionale e rischia di compromettere la legittimità e la sostenibilità di una transizione democratica autentica, inclusiva e pacifica; evidenzia che, in ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite – compresi il rispetto della sovranità, l'integrità territoriale e il divieto dell'uso della forza – devono essere rispettati, osservando che i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno una particolare responsabilità a tale riguardo; sostiene una transizione rapida, pacifica e guidata dal Venezuela verso la democrazia, al fine di stabilizzare il paese e consentire il ritorno della popolazione in esilio; accoglie con favore l'inizio del rilascio dei prigionieri politici quale segnale positivo e ricorda che sono stati ingiustamente detenuti in condizioni disumane e crudeli; chiede che tutti i prigionieri politici e le altre persone detenute arbitrariamente siano rilasciati incondizionatamente; sottolinea che l'UE condivide la priorità di combattere la criminalità organizzata transnazionale e il traffico di stupefacenti, fenomeni che pongono sfide significative in materia di sicurezza, ma sottolinea che tali sfide devono essere affrontate attraverso una cooperazione duratura, nel pieno rispetto del diritto internazionale; sottolinea altresì che il petrolio e le risorse naturali del Venezuela dovrebbero essere utilizzati in modo ben amministrato da un nuovo governo venezuelano democraticamente eletto, così da avvantaggiare il popolo venezuelano, sottrarlo alla povertà e promuovere lo sviluppo sostenibile del paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>91.</NO.P>sottolinea che il popolo venezuelano deve determinare il proprio futuro mediante elezioni libere ed eque;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>92.</NO.P>accoglie con favore le telefonate positive tra il presidente Trump e il presidente Petro, da un lato, e il presidente Trump e la presidente Sheinbaum, dall'altro, quale via verso una cooperazione costruttiva e diplomatica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>93.</NO.P>sottolinea l'aumento della rilevanza geostrategica dell'Artico e ribadisce la necessità di una politica dell'UE per l'Artico coerente e aggiornata; esprime crescente preoccupazione per il potenziamento delle forze militari della Russia nell'Artico e per le restrizioni illegali alla libertà di navigazione nella rotta del Mare del Nord; osserva con crescente disagio l'elevato interesse cinese per l'Artico e sottolinea che l'UE deve cercare una risposta adeguata a tale situazione; sottolinea che l'Artico deve rimanere una zona di pace, stabilità e cooperazione costruttiva; insiste sulla necessità di rafforzare il dialogo e il coordinamento regionali con i partner dell'Artico, tra cui la Norvegia, gli Stati Uniti e il Canada, al fine di garantire la sicurezza, lo sviluppo economico sostenibile e la resilienza alle sfide geopolitiche e climatiche; sottolinea l'importanza di integrare le proiezioni relative ai cambiamenti climatici nell'Artico nella pianificazione dell'UE in materia di politica estera, sicurezza e protezione civile; chiede che il mandato e le risorse dell'inviato speciale dell'UE per le questioni artiche siano rafforzati al fine di migliorare il coordinamento delle politiche, monitorare gli sviluppi e dialogare con i partner artici; chiede che le attività dell'UE e degli Stati membri nell'Artico contribuiscano al benessere e ai diritti delle comunità indigene e non li pregiudichino, conformemente alla dichiarazione di Ottawa del 1996; accoglie con favore qualsiasi potenziale iniziativa del governo della Groenlandia volta a rafforzare i suoi legami politici, istituzionali ed economici con l'UE; chiede l'attuazione del memorandum d'intesa UE-Groenlandia firmato nel 2023, con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente un partenariato equo e reciprocamente vantaggioso; sottolinea che tale cooperazione dovrebbe essere sostenuta da investimenti sostanziali dell'UE in progetti d'infrastruttura sostenibili lungo tutta la catena del valore delle materie prime, nonché in altri settori quali l'istruzione, creando valore a lungo termine sia per l'UE che per la Groenlandia, sostenendo nel contempo le priorità di tale paese, il suo sviluppo economico e il benessere della sua popolazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>94.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">invita la Commissione e il SEAE a intensificare l'impegno strutturato con le organizzazioni regionali, tra cui l'ASEAN, l'UA, la CELAC e il CCG, per sviluppare architetture di sicurezza regionali inclusive e coordinare le risposte politiche multilaterali, quali:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>partenariati trasversali in materia di sicurezza sanitaria;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>diversificazione congiunta e catene del valore resilienti con partner affidabili;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>cooperazione rafforzata in materia di gestione della migrazione, nel rispetto dei diritti umani e della dignità umana e nella tutela del diritto di asilo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>cooperazione rafforzata per affrontare le ripercussioni dei cambiamenti climatici sulla pace e la sicurezza; sottolinea che i cambiamenti climatici rappresentano una delle sfide significative per la PESC dell'UE; invita l'UE a considerare la protezione del clima e la diplomazia climatica come una componente significativa della sua politica estera;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>un rapido rilancio degli sforzi globali volti a conseguire i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>la difesa dei diritti delle donne in tutto il mondo, in un contesto di regresso globale della parità di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>g)</SYMBOL>un sostegno collettivo alle Nazioni Unite, in particolare alla Corte internazionale di giustizia e a tutte le altre organizzazioni internazionali essenziali per difendere l'ordine internazionale basato su regole;</ITEM></LIST></P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Definire posizioni non negoziabili che consideriamo inviolabili</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>95.</NO.P>ricorda che nella sua azione esterna l'UE dovrebbe essere guidata dai valori e dai principi sanciti all'articolo 2, all'articolo 3, paragrafo 5, e all'articolo 21 TUE, che hanno ispirato la creazione, lo sviluppo e l'allargamento dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>96.</NO.P>ricorda che la credibilità dell'UE dipende dalla sua capacità di agire con coerenza, in particolare per quanto riguarda la sua rappresentanza esterna, nonché dalla sua capacità di agire con decisione nel proteggere i suoi cittadini e salvaguardare i suoi interessi; sottolinea che dovrebbe essere comunicato in modo coerente il limite oltre il quale è necessaria un'azione risoluta che deve includere risposte inequivocabili alle gravi violazioni dei diritti umani, alla repressione sistematica, anche nei confronti di parlamentari e dell'opposizione politica, nonché a gravi episodi di corruzione e alla cleptocrazia; sostiene l'ampliamento del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani (regime di sanzioni di tipo Magnitsky in materia di diritti umani) perché contempli la repressione sistemica e la corruzione; sottolinea che la corruzione consente e aggrava le violazioni e gli abusi dei diritti umani e l'erosione dei principi democratici e dello Stato di diritto; invita l'UE a elaborare una legislazione equivalente alla legge statunitense sulle pratiche di corruzione all'estero (Foreign Corrupt Practices Act);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>97.</NO.P>incoraggia un maggiore coordinamento con il G7 e altri partner democratici, anche in seno al G20, per allineare le risposte alle violazioni delle norme mondiali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>98.</NO.P>sottolinea l'importanza di garantire che la PESC dell'UE sia guidata da principi che sostengono la parità di genere e l'agenda su donne, pace e sicurezza; esorta a mantenerli come principi fondamentali della PESC dell'UE; esorta il SEAE e la Commissione a mantenere il ruolo guida dell'UE nel promuovere i diritti delle donne in tutto il mondo attuando in modo approfondito e ambizioso il piano d'azione sulla parità di genere III; esprime profonda preoccupazione per il crescente regresso dei diritti delle persone LGBTIQ+ in varie parti del mondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>99.</NO.P>chiede un approccio attento ai minori nella politica estera e di sicurezza dell'UE e pone l'accento sulla necessità di un coordinamento rafforzato UA-UE-ONU per proteggere i bambini e gli adolescenti colpiti da guerre, sfollamenti e crisi umanitarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>100.</NO.P>esorta a prestare maggiore attenzione alla persecuzione di tutte le minoranze, comprese le minoranze religiose come i cristiani; condanna fermamente ogni forma di violenza contro le minoranze religiose ed esprime la propria solidarietà alle vittime e alle loro famiglie; ribadisce che la libertà di religione o di credo è inscindibile da altri diritti fondamentali e dovrebbe essere promossa in modo sinergico; chiede che la protezione della libertà di pensiero, coscienza e religione, nonché della diversità, sia integrata nell'azione esterna dell'UE; invita pertanto la Commissione a rinnovare la posizione di inviato speciale per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>101.</NO.P>sottolinea la necessità di sostenere la difesa della libertà di espressione in tutto il mondo, anche online, nonché il pluralismo dei media e il giornalismo basato sui valori, in particolare il giornalismo investigativo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>102.</NO.P>invita il SEAE e la Commissione a elaborare parametri di riferimento chiari e trasparenti per valutare l'efficacia e l'impatto complessivo delle sanzioni dell'UE e ad aggiornare regolarmente il Parlamento a tale riguardo; sottolinea la necessità di rafforzare l'applicazione delle sanzioni e ribadisce l'importanza di comunicare la finalità e gli effetti delle sanzioni sia ai cittadini dell'UE che ai paesi partner al fine di mantenere la fiducia dei cittadini e la credibilità internazionale; ricorda che l'applicazione coerente e uniforme di misure restrittive in tutti gli Stati membri è necessaria per l'efficacia e la credibilità dell'azione esterna dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>103.</NO.P>sottolinea l'importanza di risposte tempestive e coordinate nelle crisi, evidenziando che una gestione efficace delle crisi dipende da un processo decisionale rapido, da un rapido impiego delle risorse e dalla capacità di adattarsi all'evoluzione delle situazioni, piuttosto che soltanto dalla pianificazione o dalle narrazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>104.</NO.P>riconosce che l'obbligo di unanimità costringe gli Stati membri a lavorare incessantemente per raggiungere il compromesso e l'unità, il che è la fonte essenziale dell'influenza politica dell'UE sulla scena mondiale; sottolinea, tuttavia, che il compromesso tra l'ideale dell'unità e i costi sostanziali dell'unanimità dovrebbe essere valutato attentamente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>105.</NO.P>deplora che, nella pratica, i singoli Stati membri si siano talvolta avvalsi del loro diritto di veto per diluire gli accordi, ritardare il processo decisionale o ostacolare le politiche comuni; deplora che il potenziale per un'azione rapida, efficiente ed efficace nel settore della politica estera, di sicurezza e di difesa, come previsto, tra l'altro, dalle clausole passerella del TUE, sia rimasto inutilizzato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>106.</NO.P>invita nuovamente il Consiglio a passare gradualmente al voto a maggioranza qualificata per le decisioni nell'ambito della PESC che non hanno implicazioni nel settore militare o della difesa, in particolare nel contesto del nostro regime di sanzioni; riconosce le preoccupazioni di alcuni Stati membri riguardanti quella che percepiscono come una diminuzione della capacità di influenzare la politica estera e di sicurezza a livello dell'UE; ricorda che alla VP/AR è affidato il compito, come indicato nella sua lettera di incarico, di attivare il ricorso alle disposizioni del trattato che consentono il voto a maggioranza qualificata nella PESC e si attende pertanto che la VP/AR avvii un dialogo costruttivo con gli Stati membri a tal fine; incoraggia il pieno utilizzo di tutte le possibilità attualmente esistenti per rafforzare la risolutezza a tale riguardo e invita gli Stati membri a fare un uso maggiore e più trasparente dell'astensione costruttiva, conformemente all'articolo 31, paragrafo 1, TUE, nei casi in cui non possano approvare una decisione ma non intendano bloccare l'azione collettiva dell'Unione; sottolinea che tale approccio rafforza la capacità dell'UE di rispondere in modo rapido e coerente alle crisi internazionali, nel rispetto della sovranità nazionale, e dimostra che una maggiore efficacia della PESC è già possibile senza una modifica dei trattati; riconosce che i progressi verso l'applicazione del voto a maggioranza qualificata possono essere solo graduali e fondati sulla creazione di una cultura strategica europea;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Aumentare l'impatto dell'azione esterna dell'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>107.</NO.P>deplora che la visibilità e l'influenza politica a livello mondiale dell'UE siano spesso inferiori al suo impatto economico, finanziario e diplomatico; si rammarica che tale mancanza di visibilità sia talvolta il risultato di una mancanza di chiarezza nella rappresentanza esterna dell'UE; sottolinea la necessità di definire chiaramente le competenze della VP/AR, della Presidente della Commissione e del Presidente del Consiglio europeo in materia di azione esterna e rappresentanza dell'UE, affinché la voce dell'UE risulti coerente e sia percepita come tale dai suoi partner; invita la Commissione a rafforzare il suo coordinamento con il SEAE nella sua azione esterna, anche garantendo la completa osservanza dell'articolo 3, paragrafo 2, e dell'articolo 9 della decisione sul SEAE<FOOTNOTE><FIELD> Decisione 2010/427/UE del Consiglio, del 26 luglio 2010, che fissa l'organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l'azione esterna (GU L 201 del 3.8.2010, pag. 30, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2010/427/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, che potrebbe essere necessario aggiornare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>108.</NO.P>invita il Consiglio e la Commissione a parlare con una sola voce; osserva che è possibile compiere alcuni progressi in materia di PESC utilizzando le disposizioni dei trattati esistenti, come la "clausola passerella"; sottolinea che i trattati dovrebbero prevedere specificamente la possibilità di istituire un'Unione europea della difesa e che la VP/AR dovrebbe essere sostenuta nei suoi sforzi affinché diventi la principale rappresentante esterna dell'UE nei consessi internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>109.</NO.P>elogia gli sforzi dell'Accademia diplomatica dell'Unione europea volti a contribuire a un corpo diplomatico e a una cultura dell'UE; chiede che l'Accademia includa cittadini europei che non sono solo diplomatici degli Stati membri; sottolinea l'importanza di garantire che all'Accademia vengano destinate risorse sufficienti, comprese risorse umane;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>110.</NO.P>invita la VP/AR a presentare rapidamente proposte per la futura struttura operativa dell'azione esterna dell'UE e, a tal fine, a tenere pienamente conto della raccomandazione del Parlamento europeo del 15 marzo 2023 contenente un bilancio del funzionamento del SEAE e a favore di un'UE più forte a livello mondiale<FOOTNOTE><FIELD> Raccomandazione del Parlamento europeo del 15 marzo 2023 al Consiglio e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza contenente un bilancio del funzionamento del SEAE e a favore di un'UE più forte a livello mondiale, GU C, C/2023/410, 23.11.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/410/oj).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>111.</NO.P>invita la VP/AR a proporre una strategia di comunicazione strategica e coerente che metta in evidenza i vantaggi dell'azione esterna dell'UE e sostenga gli obiettivi dell'UE contrastando nel contempo le campagne di disinformazione orchestrate da paesi terzi; incoraggia il SEAE a rafforzare la presenza politica dell'UE nei nostri paesi partner e a rendere la nostra azione esterna più accessibile al pubblico di tali paesi, anche attraverso campagne multilingue, diplomazia culturale e impegno con le parti interessate e i media locali; sostiene l'inclusione della comunicazione come criterio di prestazione nella programmazione del SEAE; sottolinea che tale strategia dovrebbe altresì rafforzare la visibilità dei progetti finanziati dall'Unione con indicazioni chiare che includano le parole "Unione europea" e la bandiera dell'UE, in particolare nei paesi candidati, al fine di contrastare eventuali tentativi di compromettere le iniziative dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>112.</NO.P>sostiene una presenza più preminente dell'UE ai vertici mondiali, ai forum regionali e alle piattaforme di mediazione dei conflitti, non solo attraverso gli Stati membri ma anche sotto una bandiera visibile dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>113.</NO.P>chiede una maggiore convergenza tra i servizi diplomatici dell'UE e degli Stati membri per migliorare le sinergie tra i messaggi diffusi a livello nazionale e dell'UE, per rimanere in linea con l'approccio "Team Europa";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>114.</NO.P>sottolinea che i vincoli di bilancio rappresentano un grave ostacolo all'aumento della visibilità e dell'impatto dell'azione esterna dell'UE; evidenzia che, in assenza di una chiara definizione delle priorità geografiche e tematiche, risorse limitate rischiano di essere distribuite in misura insufficiente perché abbiano un impatto strategico; invita la Commissione e il SEAE a condurre un vero e proprio esercizio di definizione delle priorità, al fine di individuare i settori in cui l'azione esterna dell'UE può produrre i massimi risultati a livello politico e strategico; ricorda, in tale contesto, che la Commissione deve essere in grado di garantire che i fondi vadano realmente a beneficio del destinatario previsto e non siano utilizzati in modo improprio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>115.</NO.P>chiede che il SEAE – sia la sua sede centrale che le delegazioni dell'UE – sia rafforzato fornendo adeguate risorse finanziarie e umane affinché l'UE possa essere meglio preparata alle sfide mondiali attuali ed emergenti; chiede che il SEAE sia in grado di selezionare e assumere il proprio personale diplomatico permanente dell'UE, compresi i laureati presso l'Accademia diplomatica europea, e di garantire un equilibrio geografico e di genere più equo tra gli Stati membri a tutti i livelli all'interno del SEAE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>116.</NO.P>sottolinea il potenziale strategico dell'iniziativa Global Gateway non solo come piattaforma di investimento, ma anche come strumento per rafforzare la presenza e la visibilità dell'UE in tutto il mondo; accoglie con favore il fatto che la Commissione abbia dato priorità all'attuazione dei progetti del Global Gateway; esprime preoccupazione per le segnalazioni secondo cui una serie di progetti Global Gateway sono in fase di attuazione a opera di imprese cinesi, in diretta violazione dell'obiettivo dell'iniziativa di presentare un'alternativa all'iniziativa cinese "Nuova via della seta" e di creare un valore nazionale nei paesi partner; chiede pertanto un'indagine immediata su tutte le imprese cinesi coinvolte nella strategia Global Gateway; ribadisce che il Global Gateway dovrebbe contribuire alla stabilità e alla sicurezza mondiali, rafforzando nel contempo la resilienza dell'Europa; sottolinea inoltre che, per allineare l'impegno politico e le ambizioni geopolitiche, sono necessari un rinnovato impegno a favore di risultati tempestivi, una maggiore titolarità locale nell'individuare i progetti e un impegno ben definito del settore privato; invita la Commissione ad accelerare la realizzazione dei progetti e a razionalizzare il numero di progetti faro, al fine di massimizzare l'impatto dell'iniziativa; ritiene inoltre che i progetti Global Gateway richiedano una migliore comunicazione pubblica, in particolare nel caso della gestione indiretta con i partner esecutivi, come le operazioni di finanziamento misto nell'ambito del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus che coinvolgono molteplici portatori di interessi; invita pertanto la Commissione e il SEAE a rafforzare sistematicamente la comunicazione sulle azioni finanziate dall'UE, garantendo messaggi coerenti, una chiara attribuzione e un'effettiva visibilità della leadership e del valore aggiunto dell'Unione; evidenzia che il bilancio di 300 miliardi di EUR destinato a questa iniziativa è inferiore a un terzo della portata dei progetti già in corso nell'ambito dell'iniziativa cinese "Nuova via della seta", anch'essa incentrata sulla connettività e sulle infrastrutture; raccomanda di rafforzare il ruolo di controllo del Parlamento per garantire una maggiore responsabilità e trasparenza nel processo di finanziamento dei progetti del Global Gateway, anche tramite relazioni periodiche da parte della Commissione e del SEAE, un controllo parlamentare più rigoroso sulla selezione e l'attuazione dei progetti e una valutazione sistematica dei risultati e dell'impatto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>117.</NO.P>ribadisce il ruolo dei rappresentanti speciali dell'UE (RSUE), che promuovono le politiche e gli interessi dell'UE in regioni e paesi specifici e svolgono un ruolo importante nello sviluppo di una PESC più forte ed efficace fornendo all'UE una presenza politica attiva nei paesi e nelle regioni chiave e fungendo da "voce" e "volto" per l'UE; sottolinea l'importanza che i RSUE dispongano di un mandato ampio e flessibile, in grado di adattarsi all'evoluzione delle circostanze geopolitiche al fine di promuovere le politiche e gli interessi dell'UE in regioni e paesi specifici; insiste sul fatto che la nomina di nuovi RSUE dovrebbe avvenire solo dopo un'audizione al Parlamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>118.</NO.P>chiede un approccio rinnovato alla diplomazia preventiva quale strumento proattivo di politica esterna per prevenire, mediare e risolvere pacificamente i conflitti tra le parti; chiede al SEAE di integrare gli strumenti di diplomazia preventiva dell'UE all'interno di meccanismi e azioni di prevenzione strutturale, come gli accordi politici tra diversi attori coinvolti nei conflitti, i dialoghi nazionali per la riconciliazione, la costruzione della pace e la giustizia di transizione, nonché le commissioni per la verità e la riconciliazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>119.</NO.P>rammenta che l'esercizio della funzione di bilancio da parte del Parlamento è indissolubilmente legato alla sua funzione di controllo democratico e di consultazione; sottolinea che nella PESC, che comprende la PSDC, il Parlamento esercita la sua funzione di bilancio congiuntamente al Consiglio; ricorda che il Parlamento esercita altresì la funzione di controllo politico e di consultazione sulle politiche di cui all'articolo 36 TUE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>120.</NO.P>sottolinea la necessità di una nomenclatura di bilancio più dettagliata nel bilancio della PESC, nonché nello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale e nello strumento di assistenza preadesione, che consenta all'autorità di bilancio di fissare le priorità politiche e geografiche nel quadro della procedura di bilancio annuale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>121.</NO.P>ribadisce il proprio invito a promuovere l'istituzione di un sistema di flusso automatico e continuo di intelligence dagli Stati membri al SEAE su questioni di politica estera e di sicurezza che si verificano al di fuori dell'Unione; chiede, a tale proposito, di rafforzare il Centro UE di situazione e di intelligence, il Centro di risposta alle crisi del SEAE e il Centro satellitare dell'Unione europea mediante il potenziamento del personale, delle risorse finanziarie e delle capacità; esorta a migliorare i protocolli di sicurezza dei servizi che lavorano nell'ambito dell'intelligence e/o che trattano informazioni sensibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>122.</NO.P>ricorda che il Parlamento ha un ruolo ben definito da svolgere nell'integrare la visibilità e l'impatto dell'azione esterna dell'UE, integrando in tal modo gli sforzi dei servizi diplomatici dell'UE e degli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>123.</NO.P>ritiene che sia necessario rafforzare il controllo parlamentare sull'azione esterna dell'UE, anche tramite un accesso regolare e tempestivo, ma sicuro, a informazioni confidenziali e dialoghi strutturati in conformità all'articolo 36 TUE; sottolinea la necessità di un maggiore riscontro da parte della VP/AR e del SEAE in merito alle azioni intraprese e ai relativi effetti, al fine di soddisfare le raccomandazioni del Parlamento delineate nelle risoluzioni sulle questioni relative agli affari esteri; sottolinea che il controllo democratico non può essere efficace senza un reale accesso alle informazioni e alle valutazioni classificate ed esorta a migliorare l'accordo interistituzionale del 2002 per adeguarlo alle attuali realtà in materia di sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>124.</NO.P>sottolinea che ogni richiesta sollevata in precedenza richiede un'adeguata risposta scritta da parte della VP/AR; invita la VP/AR a rispondere rapidamente e per iscritto alle richieste, alle domande e alle preoccupazioni del Parlamento; ritiene che le dichiarazioni orali in commissione o in Aula possano costituire una risposta sufficiente solo in casi eccezionali o urgenti; sottolinea che, nell'attuale difficile contesto geopolitico, una stretta cooperazione e un partenariato tra il Parlamento e la VP/AR rivestono un'importanza strategica; sottolinea che le decisioni PESC o PSDC che comportano spese costituiscono sempre scelte fondamentali per tali politiche e devono essere soggette al controllo parlamentare; si attende scambi più sistematici prima dell'adozione di mandati e strategie PESC e un migliore flusso di informazioni sui negoziati e sull'attuazione degli accordi internazionali, nonché dei memorandum d'intesa;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>125.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>