<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0020</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Droni e nuovi sistemi di guerra: la necessità di un adattamento dell'UE per rispondere alle sfide odierne in materia di sicurezza</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0270/2025 - Relatore: Reinis Pozņaks)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 22 gennaio 2026 sui droni e i nuovi sistemi di guerra: la necessità di un adattamento dell'UE per rispondere alle sfide odierne in materia di sicurezza (2025/2088(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 42, paragrafo 7, del trattato sull’Unione europea (TUE) e l'articolo 222 TFUE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034, presentata dalla Commissione (COM(2025)0571),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo europeo per la competitività ("ECF"), comprensivo del programma specifico per le attività di ricerca e innovazione nel settore della difesa, che abroga i regolamenti (UE) 2021/522, (UE) 2021/694, (UE) 2021/697 e (UE) 2021/783, abroga disposizioni dei regolamenti (UE) 2021/696 e (UE) 2023/588 e modifica il regolamento (UE) (COM(2025)0555), che prevede una componente incentrata sullo spazio e sulla difesa per rafforzare la base industriale della difesa, compresi i droni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il vertice NATO del 2025 all'Aia e il rafforzamento del partenariato strategico UE-NATO, specie per quanto riguarda le capacità di integrazione dei droni, innovazione e contrasto dei sistemi aerei senza equipaggio (C-UAS), compresi il piano d'azione per l'adozione rapida della NATO e la tabella di marcia NATO-Ucraina per la cooperazione in materia di innovazione, concepita per fornire sostegno all'Ucraina e rafforzare la protezione dello spazio aereo e delle infrastrutture critiche degli alleati,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il piano di azione rapida, avviato in occasione del vertice NATO del 2014 in Galles in risposta all'annessione illegale della Crimea da parte della Russia, e la sua evoluzione in un quadro di riferimento per la posizione in materia di deterrenza e difesa della NATO, culminata nel modello di forza della NATO del 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i partenariati su misura dell'UE in materia di sicurezza e difesa con Norvegia, Moldova, Giappone, Corea del Sud, Albania, Macedonia del Nord e Regno Unito, ciascuno finalizzato a rafforzare la cooperazione in ambiti quali la gestione delle crisi, il settore marittimo e la cibersicurezza, la mobilità militare e la collaborazione nel settore della difesa,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del 26 giugno 2025 sull'Ucraina, il Medio Oriente, la difesa e la sicurezza europee, l'UE nel mondo, la competitività, la migrazione, la Repubblica di Moldova, i Balcani occidentali, la sicurezza interna, la preparazione, le attività ibride e altri punti, la prontezza industriale e gli obiettivi del piano ReArm Europe / Prontezza per il 2030, la relazione intermedia del Fondo europeo per la difesa (FED) e il programma per l'industria europea della difesa (EDIP),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 9 ottobre 2025 su una risposta congiunta alle recenti violazioni dello spazio aereo e delle infrastrutture critiche degli Stati membri dell'UE da parte della Russia<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0230.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 21 febbraio 2025, dal titolo "Piano d'azione dell'UE sulla sicurezza dei cavi" (JOIN(2025)0009),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 12 marzo 2025 sul libro bianco sul futuro della difesa europea (2025/2565(RSP))<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0034.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 29 novembre 2022, dal titolo "Strategia 2.0 per i droni per un ecosistema intelligente e sostenibile di aeromobili senza equipaggio in Europa" (COM(2022)0652),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 5 marzo 2024, dal titolo "Una nuova strategia industriale europea per il settore della difesa: conseguire la prontezza dell'UE attraverso un'industria europea della difesa reattiva e resiliente" (JOIN(2024)0010),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la riunione informale dei capi di Stato e di governo tenutasi a Copenaghen il 1º ottobre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la difesa aerea e missilistica integrata (IAMD della NATO), concepita per affrontare tutti i tipi di minacce aeree e missilistiche da tutte le direzioni strategiche,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2022/2557 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, relativa alla resilienza dei soggetti critici e che abroga la direttiva 2008/114/CE del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> GU L 333 del 27.12.2022, pag. 164, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2557/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la nota informativa della direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare del 2025 dal titolo "Military drone systems in the EU and global context: Types, capabilities and regulatory frameworks" (Sistemi di droni militari nell'UE e nel contesto globale: tipi, capacità e quadri normativi), che fa riferimento al sostegno finanziario dell'UE al programma Eurodrone, compresi 98 milioni di EUR nel 2020 e 100 milioni di EUR nel 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo standard NATO STANAG 4748 (segnalazione subacquea digitale),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione speciale 04/2025 della Corte dei conti europea dal titolo "Mobilità militare nell'UE: velocità massima non raggiunta a causa di carenze di progettazione e problemi di percorso",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE<FOOTNOTE><FIELD> GU L 396 del 18.12.2006, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1907/oj.</FIELD></FOOTNOTE> ("regolamento REACH"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del 27 giugno 2025 della vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP / AR), dal titolo "Common Foreign and Security Policy Report – Our Priorities in 2025" (Relazione sulla politica estera e di sicurezza comune – Le nostre priorità nel 2025),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 settembre 2024 sul proseguimento del sostegno finanziario e militare all'Ucraina da parte degli Stati membri dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/7214, 10.12.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/7214/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 19 marzo 2025, dal titolo "Libro bianco congiunto sulla prontezza europea alla difesa per il 2030", che fa riferimento allo strumento europeo per la pace e al suo sostegno al potenziamento delle capacità in materia di droni in Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa, compresi lo strumento di azione per la sicurezza dell'Europa e lo strumento di sostegno per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza, quali fattori chiave per migliorare l'innovazione a duplice uso e la resilienza industriale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/695 del Parlamento europeo e del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> GU L 170 del 12.5.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/695/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, del 28 aprile 2021, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa e ne stabilisce le norme di partecipazione e diffusione, e che abroga i regolamenti (UE) n. 1290/2013 e (UE) n. 1291/2013,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2085 del Consiglio, del 19 novembre 2021, che istituisce le imprese comuni nell'ambito di Orizzonte Europa e che abroga i regolamenti (CE) n. 219/2007, (UE) n. 557/2014, (UE) n. 558/2014, (UE) n. 559/2014, (UE) n. 560/2014, (UE) n. 561/2014 e (UE) n. 642/2014<FOOTNOTE><FIELD> GU L 427 del 30.11.2021, pag. 17, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2085/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, che istituisce il quadro per la ricerca ATM nel cielo unico europeo, allo scopo di consentire l'integrazione dei droni militari nello spazio aereo condiviso,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Mario Draghi, del 9 settembre 2024, sul futuro della competitività europea e il relativo capitolo 4 sull'aumento della sicurezza e la riduzione delle dipendenze,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti politici per la Commissione europea 2024-2029 dell'allora candidata alla carica di presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, del 18 luglio 2024, dal titolo "La scelta dell'Europa",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 17 luglio 2024 sulla necessità di un sostegno continuo dell'UE all'Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/6129, 22.10.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6129/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione di esecuzione della Commissione, del 15 marzo 2024, sul finanziamento dello strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA), istituito dal regolamento (UE) 2023/2418 del Parlamento europeo e del Consiglio, e sull'adozione del programma di lavoro per il periodo 2024-2025 (C(2024)1702),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 29 febbraio 2024 sulla necessità di un fermo sostegno dell'UE all'Ucraina dopo due anni di guerra di aggressione della Russia contro il Paese<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/6745, 26.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6745/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 18 gennaio 2023 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune – relazione annuale 2022<FOOTNOTE><FIELD> GU C 214 del 16.6.2023, pag. 5.</FIELD></FOOTNOTE>, che sottolinea l'urgenza di sviluppare capacità in materia di droni e tecnologie anti-droni nell'ambito delle missioni della politica di sicurezza e di difesa comune,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di Versailles del 10 e 11 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del 24 gennaio 2022 sulla situazione della sicurezza europea e del 22 gennaio 2018 sull'approccio integrato alle crisi e ai conflitti esterni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la bussola strategica per la sicurezza e la difesa,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano d'azione sui sistemi autonomi (APAS) dell'Agenzia europea per la difesa, approvato l'11 gennaio 2024, che istituisce un quadro completo e graduale per accelerare lo sviluppo, l'interoperabilità, la regolamentazione, la standardizzazione, la certificazione e la diffusione intersettoriale di sistemi autonomi nelle operazioni terrestri, aeree, marittime e ibride,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la tabella di marcia strutturata dell'APAS per il periodo 2024-2038, che comprende progetti faro in materia di sciami autonomi intersettoriali e operazioni con e senza equipaggio, con il sostegno della comunità di interessi per i sistemi autonomi e del gruppo di lavoro ad hoc per coordinare l'attuazione e il coinvolgimento dei portatori di interessi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dottrine e gli orientamenti pertinenti della NATO sui sistemi aerei senza equipaggio (UAS), tra cui gli standard STANAG 4671 (requisiti di aeronavigabilità per i sistemi aerei senza equipaggio) e STANAG 4703 (C2) e la strategia della NATO in materia di potenza aerea congiunta,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il requisito di aeronavigabilità militare europea (EMAR) dell'Agenzia europea per la difesa, del 18 aprile 2024, che fornisce metodi accettabili di rispondenza (AMC) ed elementi esplicativi (GM) per sostenere e interpretare i requisiti relativi all'aeronavigabilità militare europea per il mantenimento dell'aeronavigabilità (EMAR M), e il quadro EMAR M e i relativi metodi accettabili di rispondenza ed elementi esplicativi quali strumenti essenziali per allineare le pratiche di aeronavigabilità militare alle più recenti norme di regolamentazione e garantirne l'effettiva attuazione nell'ambiente dell'aviazione militare,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 novembre 2022, dal titolo "Piano d'azione sulla mobilità militare 2.0" (JOIN(2022)0048), che amplia e digitalizza le infrastrutture per la mobilità militare e i processi amministrativi al fine di razionalizzare i movimenti transfrontalieri di truppe e materiali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il regolamento di esecuzione (UE) 2025/675 della Commissione, del 4 aprile 2025, che modifica il regolamento (UE) n. 1302/2014 relativo a una specifica tecnica di interoperabilità per il sottosistema "Materiale rotabile — Locomotive e materiale rotabile per il trasporto di passeggeri" del sistema ferroviario dell'Unione europea e la decisione di esecuzione 2011/665/UE relativa al registro dei tipi di veicoli ferroviari autorizzati<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/675, 7.4.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2025/675/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, nonché l'adozione da parte della direzione generale della Mobilità e dei trasporti della Commissione di sistemi automatizzati per l'autorizzazione di vetture per il personale nei treni merci militari, nell'ambito di uno sforzo più ampio volto a modernizzare e accelerare le procedure logistiche in tutta la rete transeuropea dei trasporti,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la decisione dell'Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti e degli Stati membri (Francia, Germania, Italia e Spagna) di lanciare il programma Eurodrone MALE RPAS, formalizzato con il contratto da 7,1 miliardi di EUR firmato nel febbraio 2022 per lo sviluppo e la produzione di 60 droni, e la sua evoluzione attraverso la revisione preliminare del progetto del 2024 e la prossima revisione critica del progetto nel 2025, il sostegno finanziario dell'UE (pari a 100 milioni di EUR nel 2024) e l'adesione dell'India in qualità di osservatore all'inizio del 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le raccomandazioni dell'Ufficio per gli affari del disarmo delle Nazioni Unite sui sistemi di armi autonome letali e le relazioni delle Nazioni Unite sull'uso di droni armati a norma del diritto internazionale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i quadri nazionali e le pubblicazioni dottrinali sui droni militari,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/697 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, che istituisce il Fondo europeo per la difesa e abroga il regolamento (UE) 2018/1092<FOOTNOTE><FIELD> GU L 170 del 12.5.2021, pag. 149, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/697/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2015/1835 del Consiglio, del 12 ottobre 2015, che fissa lo statuto, la sede e le modalità di funzionamento dell'Agenzia europea per la difesa<FOOTNOTE><FIELD> GU L 266 del 13.10.2015, pag. 55, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2015/1835/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche e che modifica i regolamenti (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1724 e (UE) 2019/1020<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1252, 3.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1252/oj.</FIELD></FOOTNOTE> (regolamento sulle materie prime critiche),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per la sicurezza e la difesa (A10‑0270/2025),</P></VISA></GRVISA></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Guerra con droni</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la proliferazione su larga scala della capacità di attacco di precisione ha modificato in modo permanente i moderni campi di battaglia, le esigenze di difesa dell'UE e i requisiti di resilienza per gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che i recenti incidenti e le recenti incursioni ostili con droni che hanno colpito Stati membri dell'UE, in particolare lungo il fianco orientale dell'Unione, hanno dimostrato l'urgente necessità di mettere in campo difese a più livelli che integrino C-UAS cinetici e non cinetici per proteggere le infrastrutture critiche e rafforzare la resilienza; che oggi i droni hanno molteplici finalità, tra cui la ricognizione, le operazioni con l'utilizzo di esche, l'acquisizione di bersagli e gli attacchi di precisione, mentre il loro utilizzo diffuso e testato sul campo di battaglia in Ucraina e in altri teatri attivi ha ridefinito i requisiti di difesa aerea e le dottrine operative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che tali strumenti sono diventati una caratteristica distintiva delle guerre moderne e dei conflitti ibridi e fungono da moltiplicatori di forza capaci di fornire intelligence in tempo reale e accelerare il processo decisionale; che i relativi sistemi senza equipaggio (UGS, USV e UUV) sono in espansione e devono essere integrati nella futura pianificazione della difesa; che l'Europa deve adattare i suoi concetti di operazioni aeree e congiunte e garantire che tutti gli usi militari dei droni siano pienamente conformi al diritto internazionale, compreso il diritto in materia di diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il rapido sviluppo della capacità di produzione di droni da parte degli avversari, sostenuto da partner esterni, unitamente alla posizione dominante di alcuni fornitori di paesi terzi di componenti chiave quali sensori, batterie, semiconduttori e materiali contenenti terre rare, accresce le dipendenze strategiche e pone in risalto l'urgenza di rafforzare la base di innovazione a duplice uso dell'Europa e la sicurezza delle catene di approvvigionamento; che la Russia continua a incrementare la produzione di droni, che ammonta a diversi milioni di unità ogni anno ed è superiore a quella di Stati Uniti ed Europa messi insieme, e si assiste alla comparsa di munizioni erranti e prototipi di sistemi più pesanti sviluppati sempre dalla Russia; che le capacità dell'industria russa dei droni sono sostenute dall'Iran e dalla Cina e hanno portato a una proliferazione di massa di droni sempre più letali e sofisticati con capacità di attacco di precisione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Impatto della natura in continua evoluzione della guerra con droni sulle forze armate degli Stati membri e sul quadro di sicurezza e di difesa dell'Unione europea</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che i droni sono diventati una caratteristica distintiva della guerra moderna, esemplificata in Ucraina, dove hanno provocato più vittime di qualsiasi altra arma; che il loro utilizzo si è ora diffuso in molteplici conflitti in tutto il mondo, tra cui a Gaza, in Israele, in Libano, in Iran, nello Yemen, in Sudan, in Myanmar/Birmania e nella guerra dell'Azerbaigian contro l'Armenia, nonché negli attacchi alle navi internazionali nel Mar Rosso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'ecosistema europeo dei droni è composto in gran parte da PMI e start-up che promuovono l'innovazione tecnologica, la flessibilità e la competitività, mentre la diffusione strategica degli UAS può migliorare in modo significativo la conoscenza situazionale nelle zone di confine remote, fragili o soggette a conflitti, raccogliere dati in tempo reale e contribuire in modo significativo all'individuazione e alla deterrenza contro una serie di minacce;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che l'ampio utilizzo di UAS in Ucraina ne ha dimostrato il ruolo decisivo non solo come strumenti di ricognizione e di attacco, ma anche come mezzo per il mantenimento delle linee difensive, l'evacuazione medica e la messa a disposizione di forniture, la guerra elettronica e l'intelligence dei segnali, la trasmissione delle comunicazioni, il rilevamento e la neutralizzazione di mine e ordigni esplosivi improvvisati (IED), la mappatura e la sorveglianza in tempo reale, le operazioni di ricerca e soccorso, la protezione dei convogli, le munizioni erranti e gli attacchi di precisione, le missioni con l'utilizzo di esche e altri tipi di inganno, il monitoraggio CBRN e la documentazione dei crimini di guerra; che gli UAS si stanno evolvendo da semplici strumenti di sostegno a facilitatori di combattimento fondamentali, in grado di funzionare in condizioni di "barrage jamming" intenso; che i droni marini hanno creato un nuovo paradigma per la sicurezza marittima, che spazia dal rilevamento delle mine agli attacchi contro obiettivi militari, come dimostrato nel Mar Nero e nel Mar Baltico, e rappresenteranno una nuova sfida per la sicurezza dell'Unione europea nei grandi teatri navali come il Mar Mediterraneo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che l'integrazione di risorse spaziali nella raccolta di immagini mediante droni può fornire una conoscenza situazionale continua, convalidata a livello trasversale e sicura per l'allarme rapido, la gestione delle crisi e il rilevamento delle minacce ibride, il monitoraggio dei movimenti terroristici, delle rotte del traffico e delle zone di frontiera;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Vulnerabilità delle catene di approvvigionamento</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che il 60 % dei componenti dei droni proviene dagli Stati Uniti e dalla Cina, il che crea una vulnerabilità critica ai fini della prontezza dell'UE alla difesa per il 2030; che le società cinesi fabbricano la maggior parte dei componenti necessari per l'assemblaggio dei droni, come semiconduttori, transistori di potenza, magneti, batterie e chip di navigazione; che la cooperazione strategica dovrebbe anche affrontare la concorrenza tecnologica emergente da parte della Russia e della Cina e salvaguardare l'accesso europeo all'innovazione e ai materiali necessari per garantire capacità sostenibili in materia di droni e tecnologie antidrone;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la Cina si è affermata come leader nel settore dei droni, producendo un'ampia gamma di sistemi di combattimento e ricognizione e investendo nel contempo in droni navali e sciami di mini-droni autonomi; che i suoi droni armati sono stati esportati su larga scala e impiegati da paesi terzi in vari teatri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la società cinese DJI detiene una quota stimata del 74 % del mercato dei droni commerciali e che le società cinesi fabbricano la maggior parte dei componenti necessari per assemblarli, come semiconduttori, transistori di potenza, magneti, batterie e chip di navigazione; che 9 su 10 dei sensori o dei sistemi ottici necessari per identificare e colpire obiettivi sono prodotti in Cina; che Pechino controlla l'85 % della capacità mondiale delle batterie al litio e il 98 % della raffinazione delle terre rare, vale a dire la colonna portante dell'elettronica di consumo e delle armi moderne, il che rende di conseguenza l'Europa dipendente dall'approvvigionamento dalla Cina; che la Cina ha iniziato a introdurre restrizioni alle esportazioni di componenti e materiali dei droni per l'Ucraina e gli acquirenti occidentali; che la Cina, controllando efficacemente l'accesso ai materiali necessari, che vanno dalle materie prime alle batterie e ai software, e aumentando le sue forniture alla Russia, incide in modo decisivo sulla natura della guerra con droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che il 9 ottobre 2025 la Cina ha introdotto ampi controlli sulle esportazioni di elementi delle terre rare e delle relative tecnologie di lavorazione, invocando preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che tali nuove norme riguardano praticamente tutti gli elementi delle terre rare essenziali per la produzione di droni e capacità antidrone e richiedono che i fornitori cinesi ottengano licenze di esportazione dal ministero del Commercio cinese, sottoponendo di fatto l'intera industria dei droni dell'UE all'approvazione delle esportazioni da parte della Cina, mettendo in evidenza l'imperativo strategico di costruire una catena di approvvigionamento a valle resiliente e autonoma per l'industria dei droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che le nuove restrizioni alle esportazioni cinesi annunciate e parzialmente attuate il 9 ottobre 2025 richiedono licenze di esportazione per prodotti contenenti anche solo tracce (superiori allo 0,1 %) di metalli delle terre rare estratti o trasformati in Cina, mentre Pechino afferma esplicitamente che le licenze non saranno concesse a soggetti stranieri del settore della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che l'UE deve sviluppare con urgenza fonti alternative, capacità di riciclaggio e l'estrazione sovrana di materie prime critiche per ridurre le vulnerabilità create dalle restrizioni alle esportazioni cinesi e dalla concentrazione delle catene di approvvigionamento globali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Appalti e finanziamenti</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che la produzione, gli appalti e i finanziamenti in materia di droni e capacità C-UAS possono essere considerati un servizio che richiede personale qualificato, investimenti intelligenti, procedure semplificate, accesso ai finanziamenti pubblici e privati, centri di produzione regionali e una stretta cooperazione con le piccole e medie imprese, le imprese tecnologiche e il mondo accademico;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Allineamento delle dottrine</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che è opportuno che gli Stati membri si adoperino per allineare le dottrine, le strutture di formazione, le procedure di certificazione, le linee di assemblaggio, il coordinamento sui campi di battaglia, la definizione di obiettivi in tempo reale, la formazione, i sistemi di comando e controllo resilienti e la piena integrazione di tutti questi aspetti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che tale allineamento dovrebbe riguardare anche le norme e i regolamenti pertinenti sull'uso e la produzione di droni, garantire la piena compatibilità con le dottrine della NATO e gli standard STANAG e promuovere una formazione congiunta con l'Ucraina per accelerare la prontezza operativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che l'UE e i suoi Stati membri dovrebbero mirare ad assumere un ruolo guida nel settore dei droni approfondendo la cooperazione in materia di formazione, certificazione, assemblaggio industriale e coordinamento operativo, sempre nel pieno rispetto della sovranità nazionale, come ribadito all'articolo 4, paragrafo 2, e all'articolo 42, paragrafo 2, TUE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Partenariati strategici</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che i partenariati strategici sono essenziali per conseguire il vantaggio generalizzato e qualitativo necessario per raggiungere le soglie operative e consentire l'accesso alle competenze e alle materie prime;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che tali partenariati devono rafforzare le capacità europee in materia di sicurezza e difesa e rimanere reciproci, trasparenti e coerenti, evitando nel contempo dipendenze critiche da paesi terzi per quanto riguarda le tecnologie, i componenti, i software e le materie prime per la difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che la cooperazione con partner chiave come l'Ucraina è di particolare importanza, tenuto conto della sua esperienza senza precedenti sul campo di battaglia, dei rapidi cicli di innovazione e adattamento, dell'integrazione degli ecosistemi di innovazione civili e militari e della capacità di produzione di droni su larga scala, che forniscono informazioni uniche per rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che la condivisione degli insegnamenti tratti con partner esperti nell'ambito dei C-UAS e dello sviluppo di sistemi avanzati di difesa dai droni è fondamentale per la resilienza dell'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che i partenariati nei Balcani occidentali e nell'immediato vicinato dell'UE sono anch'essi essenziali per la stabilità e la resilienza regionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che i Balcani occidentali, che condividono oltre 2 500 km di frontiere terrestri con l'Unione europea e costituiscono la regione limitrofa più vicina, rivestono un'importanza strategica diretta per la sicurezza, la stabilità e la prosperità dell'Unione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Guerre con droni in tutta la periferia</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che l'immediato vicinato dell'UE è soggetto a molteplici conflitti ad alta intensità di droni e che diversi Stati membri fanno i conti con incursioni di droni ostili nel loro spazio aereo; che la riflessione riguardante i droni deve tenere conto della protezione di tutti i fianchi europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che le regioni confinanti con gli Stati membri, via terra o via mare, svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo e nel collaudo dei droni e delle tecnologie di difesa, date le esigenze specifiche derivanti dalla loro posizione geografica e geopolitica nel panorama europeo della sicurezza; che le regioni dei Balcani occidentali, del Mediterraneo e del Mar Nero sono tutte esposte a influenze straniere malevole, minacce ibride, disinformazione e ingerenze politiche che cercano di compromettere la sicurezza europea; che tali regioni sono esposte ad attività ostili con droni e che i partner in tali regioni sono essenziali come prima linea di difesa nella salvaguardia della sicurezza collettiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che le organizzazioni terroristiche utilizzano le tecnologie basate sui droni per sferrare attacchi contro personalità politiche, penetrare nelle strutture penitenziarie dell'UE e trasportare esplosivi e armi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che i droni navali rappresentano una minaccia significativa per le navi commerciali e militari come pure per le importanti rotte commerciali, il che rende necessario lo sviluppo delle capacità di difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che l'Ucraina produce ogni anno oltre 4,5 milioni di droni mentre si trova quotidianamente sotto attacco a causa di sciami di droni russi sempre più sofisticati e ha dimostrato, dopo la brutale aggressione sferrata dalla Russia nel febbraio 2022, che l'industria dei droni può essere rapidamente potenziata e modernizzata, democratizzando in tal modo l'accesso alle tecnologie chiave e consentendo un'efficace autodifesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Adattare la capacità per rispondere alla minaccia russa</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che l'innovazione sul campo di battaglia e la crescente capacità produttiva dell'Ucraina dovrebbero essere progressivamente integrate nell'EDTIB;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che la Russia e la Cina guidano lo sviluppo di massa e la proliferazione delle tecnologie relative ai droni e operano in un ciclo di innovazione da tre a sei mesi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>AG.</NO.P>considerando che la dipendenza degli Stati europei dai paesi terzi in questo settore costituisce una vulnerabilità strategica inaccettabile; che è pertanto essenziale che tutte le spese europee per la difesa siano utilizzate come leva per l'istituzione di una piena autonomia degli Stati europei in materia di difesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Soluzioni efficaci sotto il profilo dei costi</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>AH.</NO.P>considerando che è necessario che gli Stati membri sfruttino diverse nuove iniziative e strumenti dell'UE in materia di spesa per la difesa per elaborare soluzioni efficaci sotto il profilo dei costi nell'ambito della guerra con droni; che tali soluzioni dovrebbero dare priorità alla resilienza industriale in Europa, ridurre le nostre dipendenze da paesi terzi, sostenere le PMI nel settore della difesa e garantire che gli investimenti si traducano in capacità concrete che possono essere dispiegate rapidamente per sostenere l'Ucraina e la difesa dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>AI.</NO.P>considerando che gli UAS sono intrinsecamente a duplice uso, in quanto hanno comportato un'importante trasformazione della mobilità, della logistica e della gestione delle emergenze, mentre l'efficacia del dispiegamento di droni e delle operazioni antidrone si basa su infrastrutture transfrontaliere resilienti che consentono il trasporto rapido di sistemi di lancio mobili, veicoli di comando e unità di manutenzione; che vi è la necessità di norme armonizzate in materia di infrastrutture di trasporto che consentano ai droni utilizzati per la logistica, la sorveglianza e l'intelligence di operare in sicurezza nello spazio aereo e nei corridoi di trasporto condivisi;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Duplice uso per la resilienza</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>AJ.</NO.P>considerando che il potenziale a duplice uso dei droni per la protezione civile, la risposta alle catastrofi e la gestione delle frontiere riveste una crescente importanza in tutta l'UE, dove le crisi migratorie e di sicurezza in corso, nonché le minacce ibride, evidenziano l'urgente necessità di una conoscenza situazionale e di capacità di risposta rapida; che molte tecnologie critiche basate sui droni per la difesa hanno origine nel settore civile e utilizzano componenti critici di natura a duplice uso e che l'intero settore dei droni può dare un importante contributo alle capacità operative dell'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>AK.</NO.P>considerando che lo sviluppo di droni e sistemi antidrone dovrebbe essere accompagnato da solide garanzie per la protezione civile, la resilienza sociale e il duplice uso responsabile della tecnologia, garantendo che gli investimenti nella difesa rafforzino anche le capacità sanitarie, logistiche umanitarie e di protezione civile; che l'innovazione tra i diversi settori e a duplice uso, in particolare per quanto riguarda l'integrazione dei sistemi aerei, marittimi e terrestri senza equipaggio con le tecnologie civili, è un ambito che cela valore strategico;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">La guerra con droni nel moderno campo di battaglia</STRING></STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Adattare le operazioni alla guerra con droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>sottolinea la necessità di integrare gli UAS e i C-UAS a livello tattico e operativo, riconoscendo che, affinché le forze armate possano operare efficacemente sul campo di battaglia moderno e in rapida evoluzione, i soldati devono essere in grado di creare in tempo reale "muri antidrone" che integrino radar, sensori acustici, sensori di radiofrequenza, telecamere, sensori elettro-ottici e infrarossi, nonché soluzioni laser per l'"eliminazione fisica" (hard-kill), al fine di garantire la loro capacità di sopravvivenza, mobilità, letalità e conoscenza situazionale, come anche le capacità operative cinetiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea la necessità di garantire l'adattabilità tecnologica, una modernizzazione periodica e cicli di potenziamento per prevenire l'obsolescenza, come anche di promuovere l'integrazione continua di sistemi innovativi in tutti i settori operativi, in particolare quello terrestre, aereo, marittimo e sottomarino;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea che lo sviluppo e la diffusione di tali tecnologie richiedono investimenti nella ricerca e nello sviluppo (R&amp;S), l'agevolazione dei partenariati di ricerca tra il settore civile e quello militare e un sostegno alle start-up e alle PMI che operano nel settore industriale della difesa ad alta tecnologia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>invita gli Stati membri e la Commissione a integrare aeromobili multiruolo e da trasporto (come le piattaforme A400M e i sistemi avioportati di allarme tempestivo) come ripetitori avioportati per il comando, il controllo e le comunicazioni, strumenti per la gestione dei combattimenti, nonché nodi per il trasporto di droni, al fine di sostenere la connettività e la portata operativa; incoraggia la cooperazione tra l'Agenzia europea per la difesa (AED) e l'industria europea per sviluppare ecosistemi di comando, controllo e comunicazioni interoperabili e ad architettura aperta che colleghino risorse ad alta quota e risorse tattiche senza equipaggio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea la necessità di una catena militare di trasporto aereo solida e sovrana per trasportare, dispiegare e sostenere sistemi modulari di droni, garantendo una proiezione rapida delle forze, una logistica resiliente e il pieno controllo europeo dei dati, delle reti e dell'autonomia delle missioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a valutare le implicazioni a lungo termine di tale cambiamento sulla struttura e sull'addestramento delle forze, nonché le norme etiche in materia di guerra;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Sfide in prima linea ed esigenze in termini di attrezzature</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>è consapevole delle difficoltà che il riconoscimento dei droni comporta per i soldati in prima linea e raccomanda che le forze di fanteria siano equipaggiate con fucili antidrone, missili, droni intercettori, sistemi per la cattura di droni, sistemi d'arma ravvicinati basati su armi da fuoco, fucili disturbatori antidrone, intelligence di segnalazione, capacità di guerra elettronica e sistemi di comando e controllo resilienti mediante l'addestramento e l'integrazione di unità di guerra elettronica, affinché le forze di fanteria possano operare efficacemente in prima linea, massimizzando la propria capacità di protezione e riparazione, nonché garantendo la corretta identificazione e intercettazione dei droni nemici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>avverte che l'assenza di UAS a livello di unità crea un divario di capacità critico nella fase iniziale del combattimento che gli avversari potrebbero sfruttare, il che comporterebbe un aumento delle vittime e una riduzione della libertà operativa, e chiede misure urgenti per colmare tale divario attraverso l'addestramento e l'adeguamento delle dottrine;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Necessità di capacità C-UAS a basso costo</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>sottolinea la sfida posta dall'attuale costo elevato e non sostenibile delle intercettazioni di droni e chiede che siano istituiti programmi congiunti e iniziative orientate al mercato per promuovere lo sviluppo di capacità C-UAS efficaci sotto il profilo dei costi, quali sistemi di guerra elettronica, laser, sistemi di rilevamento acustico e intercettazioni guidate dall'IA, al fine di ridurre i costi per singola intercettazione, e invita la Commissione a esaminare la fattibilità dell'utilizzo degli strumenti industriali di difesa attuali per sostenere l'obiettivo di ridurre il costo per singola intercettazione di droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>chiede un potenziamento della produzione e dello sviluppo tecnologico dei sistemi antiaerei esistenti, seguendo l'esempio dell'Ucraina, dove finora hanno dimostrato di essere le misure di contrasto ai sistemi UAS più efficaci, mobili ed efficienti sotto il profilo dei costi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>chiede che sia posto l'accento sullo sviluppo di sistemi anti-UAS semplici e a basso costo che possano essere rapidamente prodotti e utilizzati per garantire una prontezza operativa immediata;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Adattare la dottrina di combattimento ai droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>incoraggia le forze armate a integrare i droni in tutte le dottrine di combattimento e ad allinearli come livello della pianificazione operativa, prestando particolare attenzione agli scenari di guerra ibrida e garantendo l'interoperabilità con i sistemi di comando e controllo della NATO, i sistemi di gestione del traffico aereo civile e il quadro U-space dell'UE per l'integrazione dei droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>chiede l'aggiornamento degli obiettivi in materia di capacità e pianificazione tra le forze armate degli Stati membri al fine di garantire che gli insegnamenti tratti in Ucraina siano integrati nella dottrina di combattimento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sottolinea che le capacità antidrone devono essere integrate non solo all'interno delle unità di fanteria, ma anche in tutte le principali piattaforme militari, comprese le navi da guerra, i carri armati, i veicoli corazzati da trasporto truppe e i veicoli logistici; invita gli Stati membri e l'AED a garantire che in futuro i programmi di appalto e modernizzazione includano sistematicamente moduli C-UAS adattati all'ambiente operativo di ciascuna piattaforma; sottolinea che tale integrazione aumenterà la protezione delle forze, migliorerà la sopravvivenza delle risorse di elevato valore e rafforzerà l'interoperabilità tra i settori terrestre, aereo e marittimo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>raccomanda che tutti i corridoi per i droni e le infrastrutture di sostegno cofinanziati dall'UE includano livelli integrati di ciberresilienza e ridondanza, conformemente alla raccomandazione della Corte dei conti europea di rafforzare il pilastro III ("Resilienza e preparazione") del piano d'azione sulla mobilità militare 2.0;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>chiede che siano assicurati finanziamenti continui nell'ambito degli strumenti dell'UE e dei programmi nazionali per ammodernare le flotte esistenti e garantire la prontezza permanente attraverso cicli di addestramento e manutenzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>incoraggia la creazione di stazioni mobili per la manutenzione dei droni e la trasmissione di dati lungo corridoi di mobilità militare potenziati, al fine di garantire la continuità delle capacità di comando e controllo e di riparazione anche in ambienti in cui la comunicazione è compromessa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>raccomanda l'integrazione dei droni di sorveglianza aerea nei sistemi europei di monitoraggio delle infrastrutture di trasporto esistenti (per ponti, gallerie e aerodromi), rafforzando sia la protezione civile che la risposta rapida in materia di difesa; chiede che la priorità sia accordata ai modelli di finanziamento a duplice uso per i sistemi di droni che rispondono agli obiettivi di competitività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri ad attuare rapidamente un piano graduale per le unità UAS interoperabili, che preveda tappe, risultati e meccanismi di responsabilità chiari, e raccomanda che tutti i corridoi di droni e le infrastrutture di sostegno cofinanziati dall'UE includano livelli integrati di ciberresilienza e ridondanza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>chiede la creazione di corridoi pilota nell'ambito dell'iniziativa europea di difesa antidrone, incentrati sulla protezione delle infrastrutture portuali ed energetiche, che permetterebbero di convalidare i protocolli operativi dei C-UAS e di fornire alle piccole e medie imprese opportunità di dispiegamento in condizioni reali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>riconosce che le regole di ingaggio per i droni non sono chiare e incoraggia gli Stati membri a rivedere, in coordinamento con la NATO, le regole di ingaggio per tutti i tipi di minacce connesse ai droni, onde garantire che siano idonee per far fronte alle minacce più innovative;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Addestramento e certificazione dei piloti di droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>incoraggia gli Stati membri e l'Ucraina ad addestrare e certificare congiuntamente i piloti di droni secondo norme equivalenti a quelle applicabili agli operatori di artiglieria o di veicoli aerei senza equipaggio, a investire in sistemi antidrone – sia per l'eliminazione fisica che per la disabilitazione dei droni – a tutti i livelli, a rivalutare la capacità di sopravvivenza degli eserciti, a garantire che i carri armati e i veicoli corazzati da trasporto truppe siano modificati per contrastare i veicoli aerei senza equipaggio, ad ampliare le unità di guerra elettronica affinché tutti i battaglioni dispongano di capacità di disturbo, nonché a istituire zone di difesa antidrone intorno alle infrastrutture critiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea la necessità di sviluppare e collaudare in modo iterativo i sistemi di droni per garantirne l'adattabilità e la reattività alle minacce emergenti, tenuto conto del rapido ritmo dei progressi tecnologici in questo settore; sottolinea l'importanza di sistemi definiti dal software che possano essere rapidamente modificati e aggiornati per rispondere all'evoluzione delle esigenze sul campo di battaglia, consentendo in tal modo alle forze armate di stare al passo con i potenziali avversari e di mantenere un vantaggio competitivo in tale settore;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Minaccia crescente di sciami massivi di droni da attacco in profondità</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>sottolinea il crescente utilizzo dei droni negli attacchi ibridi e terroristici contro le infrastrutture critiche e i vantaggi asimmetrici che tali attacchi possono generare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>ricorda le incursioni di droni di origine sconosciuta che hanno causato perturbazioni alle infrastrutture critiche in Danimarca, Norvegia, Germania e Belgio, compresi gli aeroporti internazionali e le basi militari, l'operazione "Spider web", il tentativo di sabotaggio della rete energetica della Moldova verificatosi nel 2023 e i ripetuti attacchi con droni Houthi che hanno perturbato il trasporto marittimo nel Mar Rosso; sottolinea che tali eventi illustrano come sistemi a basso costo possono provocare perturbazioni; esorta gli Stati membri a integrare protocolli di risposta specifici per i droni nei piani nazionali di resilienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>condanna fermamente la recente serie di incursioni di droni russi e presunti sorvoli ostili in diversi Stati membri dell'UE, tra cui la Polonia, la Romania e gli Stati baltici, che hanno interessato zone di frontiera, strutture energetiche e poli logistici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>avverte che tali incidenti dimostrano la crescente capacità di attori statali e non statali di impiegare sistemi senza equipaggio a basso costo per minacciare la sicurezza pubblica, perturbare le catene di approvvigionamento e mettere alla prova la prontezza alla difesa dell'UE e della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>sottolinea che tali eventi illustrano come sistemi a basso costo possono provocare perturbazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>sottolinea che i droni possono comportare non solo rischi militari, ma anche rischi più ampi per la sicurezza pubblica, ad esempio in caso di uso improprio in contesti che incidono sulla salute pubblica, sulla protezione dell'ambiente e sulle infrastrutture civili; esorta gli Stati membri e la Commissione a integrare tali aspetti nelle valutazioni dei rischi e nelle strategie di preparazione a livello nazionale e dell'UE e a includere protocolli di risposta specifici per i droni nei piani nazionali di resilienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>riconosce che l'operazione "Spider web", l'operazione "Rising lion" e l'utilizzo della flotta ombra russa hanno dimostrato che è possibile compiere attacchi in profondità contro risorse strategiche dal territorio di uno Stato avversario e incoraggia i responsabili della pianificazione della difesa civile degli Stati membri a prevedere tutele da tali scenari nelle rispettive dottrine di pianificazione di emergenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>riconosce che i droni hanno ridefinito l'ambiente strategico e operativo della guerra moderna, dalla ricognizione tattica e dalla definizione di obiettivi sul campo di battaglia fino agli attacchi strategici in profondità e alle operazioni favorite dall'informatica, e che i suddetti introducono asimmetrie che possono sia rafforzare che destabilizzare le posizioni dell'UE in materia di difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>sottolinea il rischio di attacchi mediante saturazione nelle zone grigie contro le infrastrutture dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>sottolinea la necessità di proteggere le reti energetiche, le strade, le ferrovie, i poli di trasporto e le infrastrutture digitali dell'Europa quali obiettivi prioritari della guerra ibrida e la necessaria sinergia tra le forze armate, le autorità di contrasto, gli operatori di primo intervento, il controllo delle frontiere e la società civile ai fini di un'attuazione efficace della dottrina di pianificazione di emergenza; raccomanda l'istituzione di una piattaforma per la condivisione delle migliori pratiche tra le autorità che gestiscono le infrastrutture strategiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità di rafforzare la sorveglianza marittima nelle regioni del Mar Baltico, del Mare del Nord e del Mar Nero, dove le attività dei droni russi rappresentano una particolare minaccia; sottolinea l'importanza di far fronte alla flotta ombra russa, in considerazione dei sospetti sul suo coinvolgimento nelle incursioni di droni nello spazio aereo europeo; ritiene che la nuova dimensione operativa della guerra ibrida richieda l'integrazione di strategie di sicurezza marittima e di contrasto ai velivoli senza pilota (UAV); accoglie con favore l'avvio di operazioni guidate dalla NATO, come l'operazione "Baltic Sentry"</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Resilienza e spazi di protezione</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>raccomanda di elaborare strategie nazionali globali di difesa civile contro gli attacchi con droni, affinché i paesi, le regioni, i comuni, le comunità e le famiglie siano preparati, in particolare grazie a sistemi di allarme rapido per le popolazioni locali, istruzioni chiare sui comportamenti da adottare in risposta agli attacchi e spazi protetti (rifugi) per la popolazione e le infrastrutture;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>sottolinea la necessità di orientamenti comuni sulle modalità di definizione delle strategie C-UAS nazionali, nel pieno rispetto della sovranità degli Stati membri e in funzione delle specificità dei teatri in cui tali strategie C-UAS devono essere messe in atto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>chiede che gli attuali manuali del Centro comune di ricerca sulla protezione contro i sistemi aeromobili senza equipaggio siano periodicamente aggiornati affinché le contromisure contro tale minaccia in continua evoluzione rimangano efficienti in termini di tecnologia, dottrina e pratica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la protezione delle infrastrutture e dei soggetti critici dell'Unione europea da eventuali attacchi con droni, conformemente alla direttiva (UE) 2022/2557;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a effettuare un audit e una valutazione esaustivi delle infrastrutture di rifugio esistenti e sostiene la creazione di zone permanenti di interdizione al volo e di contrasto agli UAS attorno alle infrastrutture critiche dell'UE, coordinate dalle autorità nazionali e da Frontex e sostenute da piattaforme di comando e controllo comuni; raccomanda di dotare tali zone di sistemi di rilevamento e mitigazione a più livelli, finanziati dal Fondo Sicurezza interna, dalla dotazione del FED destinata al contrasto agli UAS e da altri strumenti pertinenti dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità di mettere in atto un piano rafforzato di protezione contro i droni intorno alle infrastrutture energetiche critiche e incoraggia gli Stati membri a valutare la possibilità di coinvolgere gli attori nazionali volontari della difesa nell'ambito degli sforzi di protezione civile e di rafforzamento della resilienza; osserva che tali attori possono svolgere un ruolo cruciale nel migliorare la preparazione, la consapevolezza e la capacità di sostegno a livello locale in situazioni ibride e di crisi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a rivedere le dottrine e i concetti operativi nazionali per la gestione delle emergenze dovute ad attacchi UAS al fine di includervi un'analisi dei rischi e una mappatura delle minacce, l'elaborazione di norme efficaci in materia di rifugio e la protezione delle infrastrutture strategiche, la formazione per i servizi di emergenza, le autorità locali e le comunità, l'integrazione tecnologica, compresi i sistemi C4I e l'analisi delle minacce basata sull'IA, nonché la creazione di un centro nazionale per la gestione delle emergenze che istituisca e attui programmi di formazione pluriennali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>raccomanda inoltre di utilizzare maggiormente le risorse nazionali volontarie di difesa degli Stati membri dell'UE nell'ambito dei quadri di protezione civile, in particolare per migliorare la preparazione delle comunità locali e le capacità di gestione delle crisi, e ritiene essenziale che gli Stati membri garantiscano sistemi di allarme rapido efficaci e protocolli di comunicazione chiari al fine di preservare la fiducia dei cittadini, ridurre il panico e garantire il rispetto delle norme durante le emergenze; raccomanda che tali strategie prevedano disposizioni relative ai servizi di sostegno psicologico e sociale per le popolazioni colpite e alla formazione in materia di difesa civile per le comunità locali al fine di rafforzare la resilienza in generale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>chiede che i programmi finanziati dall'UE promuovano la collaborazione tra i settori della difesa, dello spazio, della protezione civile e dei trasporti per accelerare lo sviluppo di sistemi senza equipaggio e di contrasto ai sistemi senza equipaggio interoperabili e multisettoriali,; ritiene che i finanziamenti per la ricerca nel settore dei droni dovrebbero altresì contribuire a migliorare gli utilizzi civili dei droni, ad esempio nella lotta agli incendi boschivi o nelle operazioni di ricerca e soccorso; incoraggia ad agevolare gli scambi tra il settore civile e quello della difesa, arrivando a un'adeguata ricerca a duplice uso, in linea con la strategia 2.0 per i droni presentata dalla Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>sottolinea l'importanza di promuovere campagne di informazione globali e iniziative educative per sensibilizzare la società alla sicurezza in materia di droni e di integrare tali attività con misure rafforzate di monitoraggio e contrasto delle attività di disinformazione relative ai sistemi senza equipaggio, in particolare quelle che mirano a esercitare un'influenza psicologica sulle popolazioni civili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">ritiene fondamentale adottare una strategia globale in materia di protezione civile; raccomanda che tale strategia preveda:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>la definizione di una metodologia per la valutazione delle minacce e delle esigenze;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>la progettazione e l'attuazione di un concetto operativo che garantisca un processo decisionale chiaro, il coordinamento tra agenzie e un flusso di informazioni in tempo reale a tutti i livelli;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>misure di preparazione e allarme rapido che prevedano meccanismi di preparazione rapida, allerte tempestive e istruzioni chiare alla popolazione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>meccanismi di primo intervento che prevedano una chiara definizione dei ruoli e un coordinamento tra gli operatori di primo intervento, i servizi medici, la protezione civile, le forze militari e i volontari, utilizzando sistemi di comunicazione avanzati;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>misure di protezione fisica e continuità che stabiliscano livelli di protezione definiti per la popolazione e le infrastrutture critiche al fine di ridurre le perdite e garantire la continuità delle operazioni;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>la resilienza delle infrastrutture critiche volta a garantire la sopravvivenza e il funzionamento continuo dei servizi essenziali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>g)</SYMBOL>la difesa delle frontiere, integrando soluzioni tecnologiche volte a prevenire le infiltrazioni, con il sostegno di capacità di intelligence e di risposta rapida;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>h)</SYMBOL>il rafforzamento della resilienza della comunità mediante il sostegno alle autorità nazionali e locali, l'integrazione dei volontari, il sostegno alle popolazioni vulnerabili e la fornitura di orientamenti alla comunità in tempo reale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>i)</SYMBOL>misure di sostegno a campagne pubbliche di informazione e comunicazione che offrono consulenza su strategie di comunicazione credibili attraverso i canali ufficiali e i social media al fine di mantenere la fiducia e la consapevolezza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>j)</SYMBOL>lo sviluppo della resilienza economica mediante il sostegno al coordinamento in materia di scorte e risorse di emergenza e alla continuità dei servizi essenziali a tutti i livelli;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>k)</SYMBOL>formazione ed esercitazioni condotte congiuntamente, con simulazioni volte a garantire la preparazione e una gestione efficace delle crisi;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>raccomanda lo sviluppo e l'acquisizione congiunti di sistemi di difesa multilivello e una solida preparazione a livello nazionale, che ponga l'accento sui sistemi di allerta civile, sui rifugi protetti e sulle campagne educative rivolte ai cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>sottolinea che i sistemi senza equipaggio sono particolarmente vulnerabili agli attacchi informatici e alle infiltrazioni di intelligence; invita gli Stati membri e le agenzie competenti dell'UE a rafforzare la sicurezza complessiva delle tecnologie dei droni, in particolare la ciberresilienza, gli standard di cifratura, il controllo dei diritti di proprietà e la resistenza allo spionaggio e alle attività di intelligence ostili, al fine di garantire la protezione di tali sistemi per tutto il loro ciclo di vita;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Dispiegamento rapido</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>sottolinea le sfide che gli UAS rappresentano per gli Stati membri a causa della definizione dinamica degli obiettivi in ambienti urbani e nascosti, della flessibilità tattica, della precisione chirurgica, del vantaggio asimmetrico e della capacità di dispiegamento di massa di tali sistemi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>riconosce le sfide poste dalle operazioni condotte dalla Russia con droni a più livelli che combinano droni di intelligence, sorveglianza e ricognizione, che forniscono dati in tempo reale, seguiti immediatamente da droni da attacco, e che lasciano alle forze di difesa nazionali poco tempo per rafforzare le difese e per organizzare le capacità di risposta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>condanna fermamente la recente serie di incursioni di droni russi e presunti sorvoli ostili in diversi Stati membri dell'UE, che hanno interessato zone di frontiera, strutture energetiche, siti militari e poli logistici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>avverte che tali incidenti dimostrano la crescente capacità di attori statali e non statali di impiegare sistemi senza equipaggio a basso costo per minacciare la sicurezza pubblica, perturbare le catene di approvvigionamento e mettere alla prova la prontezza alla difesa dell'UE e della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il dispiegamento, da parte della Russia, di droni forniti dai suoi partner sia sul territorio ucraino che in violazione dello spazio aereo degli Stati membri dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>chiede un inasprimento delle sanzioni che colpiscono le catene di approvvigionamento e i componenti di fabbricazione russi, nonché i trasferimenti tecnologici russi che consentono ad altri paesi di fornire alla Russia tecnologie di droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>esorta la Commissione ad adottare le misure necessarie per impedire tali azioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>sottolinea che strategie nazionali di difesa civile efficaci contro gli attacchi dei droni devono essere sostenute da infrastrutture di trasporto e comunicazione a duplice uso modernizzate, che consentano la rapida circolazione delle unità di contrasto ai sistemi UAS, dei mezzi radar mobili e delle squadre di riparazione, garantendo che i piani di resilienza si traducano in mobilità operativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>ritiene che l'adozione, da parte dell'Ucraina, di unità di droni decentrate dotate di controllo a livello di plotone sia una valida metodologia che vale la pena di adottare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>raccomanda che nelle brigate delle forze armate degli Stati membri siano integrate squadre di attacco dotate di droni con cicli decisionali autonomi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri ad avviare, in collaborazione con la NATO, un progetto pilota UE-NATO della durata di sei mesi per formare, certificare e convalidare le prime unità di droni da combattimento a livello di compagnia ai fini del dispiegamento con le brigate alleate, e a pubblicare la relazione di convalida del progetto pilota e le azioni di follow-up raccomandate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>riconosce che l'efficacia degli UAS dipende principalmente dalla precisione della navigazione durante le operazioni in ambienti di guerra elettronica ad alta intensità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>raccomanda che gli operatori di droni delle forze armate utilizzino antenne a ricezione controllata e segnali affidabili del sistema globale di navigazione satellitare (GNSS), come il servizio pubblico regolamentato di Galileo, allo scopo di fornire riferimenti temporali precisi e ridurre gli errori di navigazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>sottolinea la necessità di integrare gli investimenti in UAS offensivi con sistemi anti-UAS, misure di protezione elettronica e di resilienza del GNSS per ridurre al minimo la vulnerabilità ai disturbi e alle interferenze causati dai nemici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>chiede il finanziamento immediato e la rapida attuazione di unità di droni da combattimento, sia anticarro che antipersona, in tutte le forze armate della NATO e dell'UE, a livello di compagnia, battaglione e brigata, e che tali unità siano integrate in maniera organica nelle unità di combattimento in tutta Europa; chiede che l'Ucraina sia inclusa come partner pienamente operativo e dottrinale nel processo di sviluppo, addestramento e certificazione; esorta la Commissione e l'alta rappresentante a mettere a punto un programma accelerato biennale per gli appalti, l'addestramento, il mantenimento e la certificazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>raccomanda agli Stati membri di elaborare, sulla base delle rispettive strategie di difesa nazionali, una risposta congiunta agli attacchi UAS, anche sviluppando e acquistando di comune accordo soluzioni tecnologiche che possano essere dispiegate congiuntamente e siano pienamente interoperabili con i sistemi di comando e controllo della NATO e perfettamente integrate nei sistemi di gestione del traffico aereo civile e nel quadro U-space dell'UE per l'integrazione dei droni, al fine di affrontare gli scenari di guerra ibrida;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>sottolinea il potenziale e i vantaggi dei droni civili, nonché la profonda trasformazione che hanno determinato per la mobilità, la logistica, la gestione delle emergenze e la cartografia, tra i vari ambiti, e osserva che permettono già di ottenere notevoli progressi nell'affrontare le sfide dell'Unione europea in materia di sicurezza e difesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Approvvigionamento, finanziamento e acquisizione di droni e capacità C-UAS</STRING></STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Fornitori preventivamente approvati</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>invita le amministrazioni aggiudicatrici nazionali e internazionali, comprese, tra le altre, la Commissione e l'AED, a stilare elenchi di fornitori preventivamente approvati aperti e trasparenti, nonché a effettuare ordini prioritari per i componenti e le piattaforme essenziali di droni, in stretto coordinamento con gli Stati membri e garantendo parità di accesso alle PMI in tutta l'Unione, in modo da poter concludere contratti più rapidamente in caso di crisi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>sottolinea che tali elenchi dovrebbero basarsi su processi di selezione trasparenti e su base competitiva, regolarmente aggiornati al fine di tenere conto dei riscontri operativi (anche dall'Ucraina), e dovrebbero evitare di creare vantaggi commerciali a lungo termine che potrebbero falsare la concorrenza; chiede che l'accesso agli strumenti finanziari dell'UE sia ampliato e che le procedure di appalto includano le start-up e gli istituti di ricerca a parità di condizioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>invita l'Unione europea a stilare un elenco, gestito dall'AED, di fornitori preventivamente approvati per le sottounità critiche di droni e sottolinea l'importanza di consentire alle PMI di partecipare alle procedure sottoponendosi a audit in loco anziché dimostrando tutte le loro prestazioni passate, al fine di agevolarne la partecipazione alla base industriale europea della difesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Sostegno alle PMI</STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Poli regionali e strumenti di finanziamento</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>incoraggia gli Stati membri e l'AED a razionalizzare le norme in materia di certificazione e aeronavigabilità al fine di accelerare l'integrazione e ridurre le duplicazioni nelle procedure di collaudo e accreditamento; incoraggia l'EDIP e altri strumenti finanziari ad accordare priorità al finanziamento dei poli regionali di produzione di droni e di innovazione in ambito C-UAS dotati di infrastrutture comuni e che beneficiano di procedure normative accelerate, in particolare negli Stati in prima linea; sottolinea l'importanza di promuovere pratiche di lavoro eque, la protezione sociale e lo sviluppo delle competenze per una forza lavoro di qualità, sostenendo nel contempo le comunità locali e le PMI e prestando particolare attenzione alla creazione di opportunità di lavoro sostenibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>chiede che le PMI beneficino di un sostegno specifico per accedere a tali strumenti finanziari, comprese procedure di domanda e criteri di aggiudicazione semplificati;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Accesso delle PMI ai finanziamenti e agli appalti</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>osserva che le PMI incontrano notevoli ostacoli nell'accesso ai fondi dell'UE per la difesa e sono spesso escluse dagli appalti su larga scala dominati dai contraenti precedenti; incoraggia pertanto la creazione di meccanismi specifici per sostenere l'integrazione delle PMI riducendo gli oneri amministrativi, introducendo strumenti di finanziamento diretto con tolleranza per i fallimenti e offrendo opportunità di mini-sovvenzioni e strumenti di finanziamento rapido essenziali per le PMI, garantendo nel contempo condizioni eque attraverso requisiti proporzionati per i consorzi, garanzie ragionevoli e termini di pagamento flessibili; incoraggia l'inclusione delle start-up e degli organismi di ricerca nelle procedure di appalto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>riconosce che l'80 % dell'industria europea coinvolta nello sviluppo, nella fabbricazione o nel comando di droni leggeri è costituito da PMI, che sono essenziali per la R&amp;S  e l'innovazione della tecnologia dei droni, nonché per una risposta rapida a cambiamenti imprevisti nel settore, come dimostrato in Ucraina, e che tali imprese incontrano difficoltà nell'ottenere finanziamenti per i loro progetti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>invita la Commissione a istituire uno sportello unico per fornire informazioni e assistenza alle PMI produttrici di droni dell'UE in merito all'ottenimento di finanziamenti e all'accesso agli stessi, in considerazione delle difficoltà che incontrano, in ragione della loro struttura aziendale, nel sostenere gli oneri burocratici associati a tali processi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>accoglie con favore le iniziative esistenti della Commissione, in particolare attraverso il sistema di innovazione nel settore della difesa dell'UE (EUDIS) del FED, volte a sostenere le PMI e le start-up dell'UE nel settore della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>invita l'AED e la Commissione a basarsi su tali sforzi valutando misure supplementari per accelerare il dispiegamento di sistemi di difesa ad alto impatto da parte delle PMI europee produttrici di droni, in modo da consentire a tali PMI di perseguire opportunità di esportazione al di fuori dell'Europa – al fine di garantirne la redditività commerciale – sviluppando nel contempo le capacità di difesa europee, agevolando l'integrazione con le forze armate ucraine e promuovendo frequenti sforzi congiunti di innovazione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Crescita, espansione e integrazione industriale delle PMI</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>riconosce che la maggior parte delle imprese del settore dei droni sono PMI e start-up e che pertanto è essenziale semplificare le procedure e le misure di sostegno per le PMI, quali le sovvenzioni, il sostegno normativo, l'integrazione e la scalabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>chiede la creazione di cluster regionali di innovazione nel settore dei droni che colleghino le PMI, i centri di ricerca e i maggiori integratori nel settore della difesa al fine di promuovere il trasferimento tecnologico e le sinergie industriali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>riconosce che il FED può aiutare le PMI a diventare fornitori primari e incoraggia l'introduzione di programmi che aiutino le PMI a reperire componenti, a sviluppare l'ingegneria produttiva e a sostenere elevati livelli di automazione per aumentare la produzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>incoraggia i programmi del FED a consentire una più rapida espansione delle PMI attraverso una serie di cicli di finanziamento destinati a sostenere la crescita e l'accesso al capitale in tempi rapidi, lo sviluppo, il collaudo e la valutazione dei prodotti, sul modello dell'iniziativa "BraveTechEU";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>invita la Commissione a incentivare le joint venture tra le principali imprese leader europee nel settore della difesa e le PMI innovatrici nel settore dei droni per aumentare la produzione; raccomanda, a tale riguardo, di includere l'industria ucraina;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Collaudo, certificazione e semplificazione normativa</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>riconosce il lungo periodo che intercorre tra il collaudo e la convalida dei droni e incoraggia gli Stati membri ad abrogare i vincoli in materia di appalti che causano ostacoli alle PMI che collaudano capacità essenziali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB)</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>incoraggia gli Stati membri e il Consiglio a integrare nell'EDTIB le tecnologie dei droni di prossima generazione come l'edge IA, l'autonomia degli sciami di droni e i collegamenti di comando e controllo rafforzati, perseguendo nel contempo l'integrazione graduale e reciprocamente vantaggiosa della base industriale e tecnologica di difesa ucraina e utilizzando tabelle di marcia industriali a lungo termine, cluster faro del FED e strumenti EDIP rapidi per garantire un adattamento tempestivo e preservare il vantaggio tecnologico dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>chiede che i droni siano considerati capacità critiche dall'UE; evidenzia l'urgente necessità di investire nell'EDTIB per consentire la produzione di massa di droni a prezzi accessibili e sottolinea la necessità di sistemi efficaci sotto il profilo dei costi che possano essere utilizzati su larga scala e garantire che l'UE diventi autonoma per quanto riguarda le capacità in materia di droni; ritiene che lo sviluppo di tali capacità debba essere effettuato in stretta cooperazione con l'Ucraina e sottolinea l'importanza di orientare maggiori investimenti dell'UE nel settore della difesa verso appalti congiunti, con il sostegno dell'AED;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>invita l'Unione e i suoi Stati membri a lavorare con urgenza a progetti concreti volti a colmare le lacune in termini di capacità nel settore della difesa aerea e missilistica integrata, in particolare per quanto riguarda la guerra con droni e antidrone, al fine di creare una zona profonda e a più livelli di sistemi tecnologicamente avanzati con capacità interoperabili antidrone per il rilevamento, il tracciamento e la neutralizzazione; sottolinea la pari importanza della superiorità aerea, come il progetto sul futuro sistema aereo di combattimento (FCAS); invita gli Stati membri a valutare la possibilità di utilizzare il quadro dei progetti europei di interesse comune nel settore della difesa per istituire i progetti; riconosce la necessità di una collaborazione intersettoriale tra le comunità di difesa, cibersicurezza e ricerca al fine di elaborare strategie olistiche che integrino le più recenti tecnologie digitali e di ciberdifesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>sottolinea la necessità di ampliare tali capacità per coprire il territorio di tutti gli Stati membri, in particolare le zone attorno alle infrastrutture critiche e i centri abitati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>sottolinea, tuttavia, che tali programmi congiunti devono anche essere strutturati in modo da garantire cicli di sviluppo rapidi e consentire attivamente la partecipazione delle PMI innovative; sottolinea che tali imprese sono spesso significativamente più agili e innovative rispetto ai principali contraenti tradizionali e che sfruttare la loro creatività e velocità è essenziale per tenere il passo con l'evoluzione dello scenario delle minacce e per mettere rapidamente in campo soluzioni efficaci sotto il profilo dei costi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>riconosce che il ritmo dell'evoluzione tecnologica nel settore dei sistemi senza equipaggio e di contrasto ai sistemi senza equipaggio è senza precedenti e invita la Commissione, l'AED e gli Stati membri ad adottare cicli di innovazione e acquisizione più celeri, consentendo il rapido dispiegamento sul campo di nuove tecnologie di droni e C-UAS; sottolinea che i lunghi processi di certificazione, appalto e collaudo rischiano di rendere obsolete le capacità dell'UE al momento della loro diffusione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Muro antidrone</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>promuove un sistema di sorveglianza e difesa antidrone ("muro antidrone") proposto dalla presidente della Commissione, con un sistema solido e di tipo end-to-end che comprenda capacità avanzate di rilevamento, sistemi di comando e controllo resilienti e capacità di intercettazione efficaci sotto il profilo dei costi, e chiede che sia elaborata una tabella di marcia tecnica in stretta cooperazione con l'Ucraina; insiste sul fatto che le proposte della Commissione devono basarsi in modo sostanziale sull'esperienza maturata in prima linea dall'Ucraina, che dimostra che l'efficacia non dipende solo dalla tecnologia delle piattaforme, ma anche dal comando e controllo integrati, dal personale addestrato e da un ecosistema di guerra resiliente, di cui fanno parte i fabbricanti, gli operatori, gli innovatori e i fornitori di dati/analisi localizzati;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Razionalizzazione della certificazione</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>incoraggia gli Stati membri, l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (AESA) e l'AED a razionalizzare le norme in materia di certificazione e aeronavigabilità al fine di accelerare l'integrazione e ridurre le duplicazioni nelle procedure di collaudo e accreditamento; osserva che l'adozione dei requisiti di aeronavigabilità militare europea (EMAR) e la certificazione incrociata sono indispensabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>89.</NO.P>invita l'AESA ad accelerare il trattamento delle domande di "permesso di volo" e a definire criteri di certificazione chiari per i sistemi di classe HALE/MALE in collaborazione con la NATO; sottolinea l'urgente necessità di designare un numero sufficiente di revisori e di razionalizzare le procedure per evitare inutili ritardi nell'innovazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>90.</NO.P>chiede l'adozione di un quadro europeo per la rapida autorizzazione dell'attraversamento e del transito delle apparecchiature UAS/di droni tra gli Stati membri nel contesto della mobilità militare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>91.</NO.P>invita la Commissione ad armonizzare l'azione normativa sui droni orientata alla difesa al fine di creare un quadro normativo vincolante dell'UE per le operazioni militari con droni (parallelamente alle norme civili dell'AESA); sottolinea che occorre chiarire le regole di ingaggio, certificazione, uso dello spazio aereo militare e le garanzie etiche per le missioni PSDC e la pianificazione della difesa nazionale, al fine di agevolare l'interoperabilità e accelerare le operazioni congiunte nell'ambito delle missioni PSDC o NATO;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Trasferimenti intra-UE</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>92.</NO.P>invita la Commissione a semplificare le norme sui trasferimenti intra-UE di tecnologie connesse ai droni e tecnologie antidrone e a creare sinergie tra la direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che semplifica le modalità e le condizioni dei trasferimenti all'interno delle Comunità di prodotti per la difesa e la tecnologia connessa<FOOTNOTE><FIELD> GU L 146 del 10.6.2009, pag. 1, ELI:</FIELD></FOOTNOTE> e il regolamento (UE) 2021/821 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2021, che istituisce un regime dell'Unione di controllo delle esportazioni, dell'intermediazione, dell'assistenza tecnica, del transito e del trasferimento di prodotti a duplice uso<FOOTNOTE><FIELD> GU L 206 dell’11.6.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/821/oj.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>93.</NO.P>chiede l'eliminazione degli inutili ostacoli burocratici che ritardano la prontezza operativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>94.</NO.P>sottolinea la necessità di integrare gli investimenti in UAS offensivi con sistemi anti-UAS, misure di protezione elettronica e la resilienza del GNSS per ridurre al minimo la vulnerabilità ai disturbi e alle interferenze causati dai nemici;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Conformità ai criteri di origine UE</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>95.</NO.P>chiede la rilocalizzazione della produzione per evitare una dipendenza sproporzionata dai paesi terzi, in particolare dalla Cina, per la produzione di sistemi di droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>96.</NO.P>invita gli Stati membri, la Commissione e l'Agenzia europea per la difesa (AED) ad affrontare con urgenza la dipendenza critica dell'UE dai metalli delle terre rare cinesi essenziali per l'industria della difesa, anche nel campo della produzione di droni e sistemi antidrone; sottolinea la necessità di creare fonti alternative e sostenibili di estrazione e lavorazione delle terre rare, di investire nella ricerca e nello sviluppo nel settore delle tecnologie di riciclaggio e sostituzione e di includere tali priorità nei futuri programmi del FED e dell'EDIP volti a rafforzare la resilienza industriale strategica dell'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>97.</NO.P>chiede alla Commissione di garantire che tutte le piattaforme di droni finanziate da programmi e/o strumenti finanziari europei rispettino i rispettivi criteri di ammissibilità di origine UE per le principali sottocomponenti e di intervenire per garantire che la fornitura di tali sottocomponenti sia affidabile e garantita;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>98.</NO.P>chiede inoltre che i subappaltatori siano soggetti agli stessi criteri; sottolinea l'importanza di garantire il pieno e diretto controllo europeo delle interfacce uomo-macchina e di altri software connessi ai droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>99.</NO.P>invita la Commissione a garantire che tutte le piattaforme di droni finanziate dal bilancio dell'UE rispettino i criteri in virtù dei quali devono provenire dall'UE e siano esenti da restrizioni da parte di paesi terzi in merito alla definizione, all'adattamento e all'evoluzione della progettazione del prodotto, compresa l'autorità giuridica di sostituire o disintegrare i componenti soggetti a tali restrizioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>100.</NO.P>chiede incentivi per garantire che tutte le piattaforme di droni finanziate dall'AED soddisfino i criteri di origine UE o provengano da paesi partner quali l'Ucraina, la Norvegia e il Regno Unito, in particolare per quanto riguarda le componenti chiave;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Struttura delle sovvenzioni del FED e criteri di aggiudicazione</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>101.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="ARAB"><INT.LI LEVEL="0">raccomanda di incentivare le sovvenzioni del FED per garantire quanto segue:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>1)</SYMBOL>che le gare d'appalto assegnino ai fornitori punti extra per le imprese che si riforniscono di componenti provenienti dall'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>2)</SYMBOL>che le offerte siano aperte a paesi terzi selezionati quali l'Ucraina e i paesi terzi con accordi di partenariato strategico con l'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>3)</SYMBOL>scambi tra il personale per quanto riguarda l'approvvigionamento dei componenti;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>102.</NO.P>invita l'AED a valutare i fornitori in merito al loro impatto operativo e all'efficienza in termini di costi nel completamento degli obiettivi della missione piuttosto che a concentrarsi esclusivamente sul prezzo unitario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>103.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a consentire il dispiegamento sul campo condizionato e la sperimentazione con sistemi non ancora pienamente certificati per un uso operativo urgente con valutazione in tempo reale in ambienti controllati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>104.</NO.P>incoraggia l'EDIP e altri strumenti finanziari ad accordare priorità al finanziamento dei poli regionali di produzione di droni dotati di infrastrutture comuni e che beneficiano di procedure normative accelerate, in particolare negli Stati in prima linea;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Poli manifatturieri regionali</STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">C-UAS e poli di produzione regionali</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>105.</NO.P>chiede agli Stati membri di accelerare con urgenza l'espansione delle capacità europee di sviluppo e produzione di droni e di sistemi antidrone, anche tramite lo strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>106.</NO.P>invita la Commissione a proporre un pacchetto dell'UE sui droni incentrato su droni e sistemi antidrone e sulle capacità ausiliarie, che preveda una strategia di impiego degli strumenti esistenti per stimolare la ricerca e lo sviluppo e la rilocalizzazione delle catene di approvvigionamento critiche, come pure un regolamento sull'uso dei droni in contesti civili e militari che sia adatto all'attuale scenario di minaccia; chiede maggiori investimenti focalizzati sull'integrazione delle tecnologie digitali di prossima generazione nei sistemi di difesa basati su droni e sistemi antidrone ai fini di una maggiore resilienza, scalabilità ed efficienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>107.</NO.P>chiede l'istituzione di poli nazionali per il collaudo, la certificazione e l'interoperabilità dei droni in tutta l'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>108.</NO.P>sottolinea che tali poli agevolerebbero il collaudo e la certificazione dei sistemi UAV e C-UAS in linea con le norme dell'UE e della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>109.</NO.P>evidenzia la necessità del collaudo, della produzione e dell'addestramento nel settore dei droni e dei C-UAS, con l'obiettivo di rafforzare le frontiere esterne e scoraggiare l'aggressione ibrida;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>110.</NO.P>sottolinea che i poli regionali di produzione di droni dovrebbero essere ubicati congiuntamente a nodi logistici a duplice uso collegati alla TEN-T, consentendo la circolazione senza soluzione di continuità di droni militari e civili, pezzi di ricambio e operatori attraverso le frontiere in modo integrato in tutta l'UE e in linea con qualsiasi futuro concetto di "muro antidrone";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>111.</NO.P>sostiene la creazione di centri di manutenzione ubicati presso le strutture della NATO e dotati delle attrezzature tecniche adeguate per consentire una rapida manutenzione delle risorse C-UAS;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Fabbricanti qualificati, concorrenza leale ed ecosistemi regionali</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>112.</NO.P>sottolinea che il mercato europeo dei droni dovrebbe svilupparsi secondo i principi della concorrenza leale, dell'innovazione e dell'accesso aperto per i fabbricanti qualificati; osserva che la stabilità della domanda e chiare prospettive a lungo termine sono essenziali per la sostenibilità dei produttori europei di droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>113.</NO.P>evidenzia l'importanza di aumentare la capacità industriale locale per garantire la competitività, la resilienza e la sostenibilità a lungo termine dei settori europei dei sistemi senza equipaggio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>114.</NO.P>sottolinea che i vantaggi dell'innovazione e della produzione legate ai droni dovrebbero essere geograficamente equilibrati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>115.</NO.P>chiede la creazione di corridoi per l'innovazione e di siti di collaudo in tutte le regioni dell'Unione, al fine di garantire l'accesso ai finanziamenti e stimolare gli ecosistemi locali delle start-up, delle PMI e degli istituti di ricerca che contribuiscono alla sovranità tecnologica dell'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>116.</NO.P>osserva che le azioni relative alle capacità in materia di droni e sistemi antidrone non si basano su pratiche prestabilite di lunga data ed esorta pertanto l'Unione e i suoi Stati membri a trarne vantaggio garantendo fin dall'inizio che la pianificazione, la ricerca, lo sviluppo, l'approvvigionamento e la gestione di tali capacità avvengano sempre più attraverso una lente europea e che sia garantito l'accesso a tecnologie sovrane critiche relative alla guerra con droni e antidrone nell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>117.</NO.P>chiede di garantire che i criteri di ammissibilità del FED siano adeguati in modo da garantire un punteggio più elevato per gli appalti congiunti con una rappresentanza geografica più equa degli Stati membri, garantendo che i consorzi in fase di costituzione siano in grado di aumentare la loro produzione industriale nel settore della difesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Innovazione, poli di attività di ricerca e sviluppo e produzione di componenti critici</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>118.</NO.P>invita la Commissione ad adeguare i suoi strumenti di difesa e di politica industriale della difesa per garantire che siano adatti allo scopo di sostenere lo sviluppo di capacità in materia di droni e sistemi antidrone;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>119.</NO.P>chiede che i finanziamenti dell'UE sostengano la creazione di un polo di produzione avanzato di componenti per droni, in particolare nelle regioni con solidi settori ingegneristici e informatici, contribuendo sia allo sviluppo regionale che all'autonomia strategica dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>120.</NO.P>invita il FED a finanziare poli di attività multinazionali di R&amp;S  incentrati sulla propulsione dei droni, sull'autonomia dell'IA e sui collegamenti di comando e controllo rafforzati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>121.</NO.P>sottolinea l'importanza di indirizzare gli investimenti strategici verso i pertinenti poli industriali e tecnologici in tutta l'UE e di sostenere la trasformazione delle materie prime, la produzione di semiconduttori, la fabbricazione di batterie, l'assemblaggio di droni e l'integrazione dei sistemi di comando e controllo, garantendo nel contempo che tali investimenti rafforzino anche la più ampia base industriale europea della difesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Dispiegamento accelerato sul campo</STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Acceleratore di innovazione e sperimentazione nel settore dei droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>122.</NO.P>accoglie con favore la prima campagna europea di sperimentazione operativa dell'innovazione nel settore della difesa (OPEX) lanciata dall'AED e la invita a trasformarla in un acceleratore permanente di innovazione nel settore dei droni e dei sistemi C-UAS onde accelerarne il dispiegamento sul campo e convalidare i riscontri in prima linea, velocizzare la creazione di prototipi e accelerarne il dispiegamento sul campo attraverso brevi inviti a presentare proposte competitivi al fine di consentire il progresso e l'innovazione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Flessibilità degli appalti e acquisizione accelerata</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>123.</NO.P>invita l'AED a consentire contratti di consegna indefinita/quantità indefinita (IDIQ) per garantire il rispetto di una fornitura di base;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>124.</NO.P>invita l'AED e altre agenzie coinvolte nelle gare di appalto a istituire un percorso di acquisizione dedicato agli UAS per gli appalti relativi a materiali disponibili sul mercato in caso di UAS avanzati, al fine di aggirare i processi di acquisizione pluriennali convenzionali e i contratti di servizi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>125.</NO.P>esorta a garantire che i progetti FED e altre iniziative dell'UE in materia di appalti congiunti nel settore della difesa abbiano ordini di classificazione prioritari che aiutino a velocizzare i processi di acquisizione e riducano le complicazioni negli appalti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Inclusione delle PMI e dei fornitori non tradizionali</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>126.</NO.P>incoraggia lo sviluppo delle industrie nazionali della difesa e il sostegno ai partenariati pubblico-privato locali, fatti salvi i requisiti di qualità e sicurezza applicabili alla tecnologia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>127.</NO.P>incoraggia l'eliminazione delle barriere all'ingresso più modeste per i fornitori non tradizionali eliminando i requisiti di sicurezza non critici nelle prime fasi di collaudo e dispiegamento sul campo per consentire alle PMI e ai fornitori non tradizionali di partecipare all'innovazione nel settore della difesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Piano d'azione per la fabbricazione di componenti critici di droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>128.</NO.P>invita la Commissione, in collaborazione con la NATO, a elaborare un piano d'azione per la fabbricazione di componenti critici di droni che preveda sovvenzioni mirate per i componenti critici, in particolare per i motori a corrente continua senza spazzole, le batterie al litio, i sensori e la produzione additiva nell'UE; chiede lo sviluppo e la produzione di tecnologie e materiali essenziali ed emergenti all'interno dell'UE, tra cui l'ottica, i moduli di comunicazione e la produzione additiva; sottolinea la necessità di garantire la resilienza e l'autosufficienza dell'UE nella produzione di droni, con rigorosi criteri di ammissibilità per garantire la resilienza della catena di approvvigionamento, e di tenere presente l'obiettivo a più lungo termine di conseguire l'autonomia strategica sviluppando tecnologie europee autoctone per i droni basate su componenti essenziali dell'UE, sostenute da catene di approvvigionamento resilienti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>129.</NO.P>sottolinea che tale piano d'azione deve garantire la cooperazione con le PMI europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>130.</NO.P>sottolinea la necessità di includere microchip, software avanzati e ciberresilienza;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Ambiente normativo/ESG</STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Semplificazione e armonizzazione normativa</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>131.</NO.P>sottolinea la necessità di eliminare gli oneri normativi e amministrativi superflui, in particolare per le PMI, per l'industria dei droni e i suoi fornitori e di istituire un indice europeo di sovranità sui droni che funga da strumento di audit a livello dell'UE per valutare la percentuale di dipendenze di ciascuna piattaforma da paesi terzi, che potrà essere utilizzato per dare priorità ai finanziamenti a favore delle piattaforme e dei programmi con la percentuale più elevata di componenti provenienti dagli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>132.</NO.P>chiede deroghe rapide alle licenze intra-UE per agevolare il commercio interno rafforzando nel contempo i controlli sulle esportazioni esterne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>133.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">chiede di rafforzare l'armonizzazione della regolamentazione e del controllo delle esportazioni:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>sviluppando percorsi paneuropei per la concessione di licenze di esportazione e di componenti conformi al regolamento (UE) 2021/821 per rendere i droni europei più competitivi all'estero, nel rispetto delle norme nazionali e dell'UE in materia di esportazione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>allineando le normative sui droni civili (ad esempio, le norme dell'AESA) alle esigenze in materia di appalti militari per accelerare l'innovazione a duplice uso;</ITEM></LIST></P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Autonomia industriale, condizionalità ESG ed efficienza operativa</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>134.</NO.P>sottolinea che l'assegnazione di fondi per lo sviluppo e la produzione di droni e C-UAS dovrebbe basarsi esclusivamente su criteri di efficienza, sicurezza, resilienza e prestazioni operative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>135.</NO.P>chiede che sia data priorità ai pezzi di ricambio, alla riparabilità modulare e alle capacità di sostituzione rapida dei motori, al fine di garantire che le unità rimangano operative in condizioni di combattimento; sottolinea la necessità di una politica industriale e in materia di catene di approvvigionamento coerente che fornisca all'industria europea incentivi per la produzione di sistemi scalabili e facilmente riparabili, mantenendo nel contempo scorte adeguate di componenti critici; esorta la Commissione e gli Stati membri a eliminare le strozzature negli appalti che ostacolano la produzione e il dispiegamento sul campo tempestivi di attrezzature di difesa essenziali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Sicurezza della produzione e regolamentazione generale dell'UE sui droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>136.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri a dare priorità al rafforzamento e alla protezione delle imprese di armamenti dell'UE e delle strutture dell'industria europea della difesa, al fine di attenuare le potenziali minacce ibride o dirette poste dai droni alle loro linee di produzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>137.</NO.P>invita la Commissione a proporre un pacchetto dell'UE sui droni incentrato sui sistemi di droni e antidrone e sulle capacità ausiliarie, che preveda una strategia di impiego degli strumenti esistenti per stimolare la ricerca e lo sviluppo e la rilocalizzazione delle catene di approvvigionamento critiche, come pure un regolamento sull'uso dei droni in contesti civili e militari che sia adatto all'attuale scenario di minaccia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>138.</NO.P>chiede maggiori investimenti focalizzati sull'integrazione delle tecnologie digitali di prossima generazione nei sistemi di difesa basati sui droni e antidrone ai fini di una maggiore resilienza, scalabilità ed efficienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>139.</NO.P>chiede l'armonizzazione delle regole di ingaggio per l'impiego offensivo degli UAS in tutti gli Stati membri, compresi i controlli sulle esportazioni e i quadri giuridici, garantendo il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Piano di lavoro per i materiali chiave</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>140.</NO.P>invita la Commissione a elaborare un piano di lavoro per sviluppare riserve e scorte strategiche di componenti critici, tra cui esplosivi, propellenti, inneschi, telai di carbonio, dispositivi elettronici, motori, microchip e altri materiali essenziali per lo sviluppo di UAS, USV e UUV, riducendo la dipendenza dai paesi terzi e aumentando la resilienza dell'EDTIB;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>141.</NO.P>evidenzia che tali riserve dovrebbero essere gestite con il coordinamento della NATO per garantire l'interoperabilità ed evitare la duplicazione delle scorte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>142.</NO.P>sottolinea l'importanza di una nuova tecnologia di orientamento dei cavi per i droni, progettata per contrastare le interferenze e la guerra elettronica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>143.</NO.P>invita le imprese europee a produrre tali cavi collegati in fibra ottica all'interno dell'UE o in uno Stato membro della NATO al fine di evitare tecnologie poco chiare e rafforzare la sicurezza dei componenti tecnologici dei droni;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Dotazioni finanziarie dell'UE – Quadro finanziario pluriennale (QFP), SAFE, ReArm, ecc.</STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Finanziamenti strategici e dotazioni finanziarie dell'UE</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>144.</NO.P>sottolinea la necessità di garantire, attraverso gli strumenti attuali e il prossimo QFP, lo sviluppo sostenuto dell'innovazione, delle competenze, delle norme di certificazione, e delle infrastrutture di collaudo e addestramento nel settore della difesa legata ai droni in tutta l'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>145.</NO.P>chiede che l'accesso dell'Ucraina al meccanismo SAFE sia utilizzato per includere investimenti nello sviluppo delle sue capacità UAS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>146.</NO.P>chiede la rapida adozione del pacchetto omnibus per la difesa presentato dalla Commissione nel giugno 2025, che mira a ridurre gli oneri amministrativi e burocratici (ad esempio le autorizzazioni) e le strozzature (ad esempio l'accesso ai finanziamenti) per le imprese e le organizzazioni nel settore della difesa e gli Stati membri, facilitando in tal modo lo sviluppo di soluzioni innovative nel settore dei droni e la loro produzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>147.</NO.P>invita la Commissione ad avvalersi di programmi di finanziamento come SAFE per sottolineare la necessità che i paesi dell'UE sviluppino la loro industria dei droni e raccomanda agli Stati membri di attribuire a tale esigenza l'attenzione e la priorità che merita;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Allineamento degli strumenti di difesa e dei quadri di investimento</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>148.</NO.P>sottolinea la vitalità delle capacità tecnologiche di contrasto ai sistemi UAS; invita gli Stati membri a investire debitamente sia nelle capacità nel settore dei droni che in quelle relative ai sistemi C-UAS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>149.</NO.P>ricorda che gli investimenti relativi ai droni dovrebbero essere allineati agli strumenti dell'Unione a sostegno della base industriale della difesa, compresi, se del caso, il regolamento sulle materie prime critiche, il regolamento sui chip<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2023/1781 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2023, che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo dei semiconduttori e che modifica il regolamento (UE) 2021/694 (regolamento sui chip) (GU L 229 del 18.9.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/1781/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, la piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP) e altri quadri, al fine di garantire che l'innovazione a duplice uso contribuisca in modo significativo alla prontezza operativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>150.</NO.P>invita l'AED a includere obiettivi specifici in materia di capacità nel settore dei droni nel prossimo piano di sviluppo delle capacità (CDP) dell'UE, monitorati attraverso la revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD) e sostenuti da progetti nel quadro della cooperazione strutturata permanente (PESCO);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>151.</NO.P>accoglie con favore l'uso di SAFE e dello strumento di capitale proprio per la difesa per scalare la produzione, garantire le catene di approvvigionamento e sostenere la partecipazione delle PMI al settore dei sistemi senza equipaggio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>152.</NO.P>incoraggia la Commissione a rafforzare gli incentivi per il punteggio del FED a favore dei consorzi multinazionali, delle piattaforme condivise e dell'elevato contenuto di origine nell'UE; sottolinea che tali misure sono fondamentali per consolidare la domanda, rafforzare la resilienza e potenziare le capacità autonome dell'Europa nel settore dei droni; sostiene lo sviluppo di un indice di sovranità per misurare e incentivare la riduzione delle dipendenze da fonti di paesi terzi lungo tutta la catena del valore dei droni;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Governance e sussidiarietà nella gestione dei fondi</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>153.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a coinvolgere le amministrazioni locali e regionali nella gestione dei progetti dell'UE nel settore della difesa, conformemente al principio di sussidiarietà;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Rafforzamento delle catene di approvvigionamento</STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Produzione domestica e localizzazione industriale</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>154.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">incoraggia gli Stati membri a dare priorità alla produzione domestica dei componenti critici:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>cofinanziando impianti di produzione negli Stati membri per motori a corrente continua senza spazzole, batterie agli ioni di litio, semiconduttori e sensori elettro-ottici attraverso partenariati pubblico-privati;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>offrendo sovvenzioni e incentivi fiscali sostenuti dagli Stati membri alle imprese disposte a localizzare la produzione all'interno dell'UE e garantire che ciò sia coordinato a livello dell'UE per assicurare la massima efficienza e attenuare le distorsioni della concorrenza nel mercato interno;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>sfruttando il regolamento sui chip per dare priorità alle applicazioni nel settore della difesa nell'assegnazione dei finanziamenti strategici per i semiconduttori;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>155.</NO.P>sottolinea la necessità di uno sforzo a livello di tutta l'UE per garantire un accesso affidabile alle materie prime critiche, come il litio, i magneti di terre rare e i semiconduttori, e per investire in batterie, sensori e collegamenti dati sicuri ad alte prestazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>156.</NO.P>chiede l'ampliamento degli accordi di sicurezza congiunti con i partner strategici per rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento e l'accesso reciproco alle tecnologie strategiche;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Diversificazione e ridondanza strategica</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>157.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">invita a costruire catene di approvvigionamento ridondanti e diversificate volte a:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>incoraggiare strategie di duplice approvvigionamento per i componenti essenziali dei droni da parte di più Stati membri dell'UE e partner che condividono gli stessi principi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>sostenere gli sforzi nazionali di estrazione e raffinazione delle terre rare nell'ambito del regolamento sulle materie prime critiche, sviluppando nel contempo la capacità di riciclaggio dei magneti al litio, al cobalto e al neodimio;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>istituire scorte di emergenza di componenti critici dei droni da utilizzare durante le perturbazioni geopolitiche dell'approvvigionamento;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>garantire che la produzione di droni sia decentralizzata in tutta l'UE per limitare i rischi connessi alla catena di approvvigionamento e migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento di droni;</ITEM></LIST></P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Forza lavoro, norme e partenariati sostenibili</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>158.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">sottolinea la necessità di investire nella forza lavoro e nelle infrastrutture produttive:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>standardizzando le architetture e le interfacce aperte per l'interoperabilità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>imponendo norme modulari aperte per tutti i sistemi di droni finanziati dall'UE per consentire scambi di componenti "plug and play" (pronti all'uso senza ulteriori adeguamenti) – ad esempio sensori, radio – da più fornitori, nonché coordinandosi con la NATO per allineare le norme e le esigenze di interoperabilità;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>159.</NO.P>ricorda il discorso pronunciato dal primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen dinanzi al Parlamento l'8 ottobre 2025 e sottolinea la portata strategica dello sviluppo di una più stretta collaborazione tra l'UE e la Groenlandia al fine di consentire alle imprese europee di accedere alle materie prime mediante un partenariato con il governo groenlandese basato sull'uso di pratiche sostenibili;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Strutture di collaudo e formazione all'interno dell'UE</STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Infrastrutture di collaudo e semplificazione normativa</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>160.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere l'importanza di collaudare i droni e i nuovi sviluppi tecnologici in grandi spazi aperti, al fine di garantire la sicurezza, l'efficienza e l'efficacia di tali innovazioni; esorta la Commissione e gli Stati membri a ridurre gli oneri burocratici superflui, semplificare le procedure di collaudo e agevolare la rapida diffusione e valutazione delle tecnologie emergenti per i droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>161.</NO.P>incoraggia iniziative congiunte per garantire un rapido accesso alle infrastrutture di collaudo riformando gli ostacoli normativi obsoleti o esternalizzando i collaudi per consentire sperimentazioni in condizioni che rispecchiano gli ambienti operativi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>162.</NO.P>ritiene che i regolamenti sui requisiti di collaudo degli UAS in caso di guerra elettronica, voli a lungo raggio e frequenze non tradizionali costituiscano un particolare ostacolo al vantaggio militare qualitativo tra le forze armate degli Stati membri e incoraggia una migliore accessibilità per gli innovatori con esperienza comprovata nelle capacità UAS al fine di garantire un accesso frequente e agevole alle aree di collaudo;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Unità di innovazione e formazione basata sull'IA</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>163.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a sostenere le unità permanenti di innovazione e la formazione tra i servizi di sicurezza nazionali in cui le tecnologie commerciali sono collaudate in contesti operativi reali e dagli utenti finali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>164.</NO.P>invita lo Stato maggiore dell'UE (EUMS) e l'AED a garantire una formazione congiunta relativa ai sistemi UAS basati sull'IA tra gli Stati membri e a sostenere l'approvvigionamento di sistemi UAS basati sull'IA in modo che possano essere addestrati e collaudati in condizioni operative pertinenti per funzionare efficacemente in scenari reali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Poligoni comuni, integrazione e interoperabilità</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>165.</NO.P>incoraggia la collaborazione tra gli Stati membri nella creazione congiunta di poligoni d'innovazione della NATO in cui le forze armate e i fornitori possano effettuare collaudi durante tutto l'anno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>166.</NO.P>propone di istituire un meccanismo dell'UE per l'integrazione e i collaudi di interoperabilità tra una selezione di sistemi senza equipaggio e di sistemi di contrasto ai sistemi senza equipaggio, compresi gli scenari di guerra informatica, guerra elettronica e regole di ingaggio, producendo profili di integrazione verificati anziché dimostrazioni tecniche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>167.</NO.P>invita la Commissione a prevedere, nel quadro dei suoi accordi di agevolazione degli investimenti sostenibili, la necessità che l'industria europea dei droni e gli Stati membri assicurino riserve sufficienti dei materiali e componenti chiave, essenziali per lo sviluppo degli UAS;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Certificazioni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>168.</NO.P>invita l'AED a sviluppare percorsi di certificazione degli operatori multilingue e standardizzati in tutti gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>169.</NO.P>incoraggia architetture di sistema modulari, in modo che i componenti (ad esempio carichi utili, componenti radio e telecamere) possano essere aggiornati in modo indipendente senza una nuova certificazione completa della piattaforma;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Standardizzazione</STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Norme tecnologiche, modularità e integrazione digitale</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>170.</NO.P>invita il FED a istituzionalizzare nei suoi processi di ricerca e sviluppo la creazione rapida di prototipi, la progettazione modulare e procedure digitali di comando e controllo come norma in tutti i modelli di sviluppo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>171.</NO.P>invita la Commissione a garantire che le future normative consentano un'integrazione sicura e scalabile dei droni incentrata sulla cibersicurezza, sui sistemi di sicurezza in caso di guasto (sistemi fail-safe) e sulla standardizzazione a duplice uso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>172.</NO.P>incoraggia l'adozione di un approccio innanzitutto commerciale per gli UAS che dia priorità all'acquisizione diretta dai fornitori commerciali per collaudare nuovi modelli di acquisizione che possano successivamente essere scalati in altre aree di capacità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>173.</NO.P>chiede che i finanziamenti dedicati agli UAS siano subordinati ad ampie categorie allineate alle missioni per consentire una rapida risoluzione dei problemi e sostenere l'innovazione commerciale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>174.</NO.P>invita l'AED a introdurre una piattaforma digitale unificata per gestire la collaborazione end-to-end con il settore commerciale, consentendo la comunicazione in tempo reale, il monitoraggio delle proposte e il controllo dei progressi;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Interoperabilità e quadri operativi</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>175.</NO.P>rileva l'importanza fondamentale di capacità rapide di individuazione, attribuzione e neutralizzazione per i sistemi senza equipaggio e chiede un quadro comune dell'UE per la condivisione transfrontaliera dei dati, la conoscenza situazionale interoperabile e protocolli comuni di definizione degli obiettivi per prevenire e rispondere alle incursioni; sottolinea che tale cooperazione dovrebbe includere norme comuni per i sensori e il comando e controllo, appalti coordinati, se del caso, meccanismi per lo scambio sicuro e in tempo reale di telemetria e relazioni sugli incidenti per consentire un'azione coordinata tra gli Stati membri e con i membri europei della NATO; mette in evidenza la necessità di stabilire una norma di interoperabilità a livello dell'UE imponendo norme modulari aperte per i sistemi di contrasto dei sistemi aerei senza equipaggio (C-UAS) nell'ambito dei programmi finanziati dal FED per garantire la compatibilità "plug and play" (ossia senza necessità di configurazione) e ridurre la dipendenza da un unico fornitore; prende atto dell'importanza di standardizzare i requisiti operativi per i droni di classe I-III in tutta l'UE per consentire acquisti congiunti e l'interoperabilità sulla base di una categorizzazione incentrata sulle capacità che tenga conto delle norme operative per i droni con usi operativi diversi che utilizzano l'integrazione della guerra elettronica e il rilevamento delle minacce tramite l'IA;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Modernizzazione normativa e sicurezza aerea</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>176.</NO.P>chiede un aggiornamento del quadro normativo in materia di aviazione per garantire la sicurezza aerea alla luce del crescente uso di droni e di infrastrutture antidrone;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Intelligenza artificiale</STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Progresso tecnologico e importanza strategica</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>177.</NO.P>invita la Commissione a riconoscere l'importanza strategica delle tecnologie emergenti per l'industria europea dei droni e a promuoverla ulteriormente, in particolare nel settore dell'intelligenza artificiale; ricorda l'operazione "Ragnatela" e la tecnologia impiegata dai droni ucraini, che ha consentito a tali sistemi senza equipaggio di identificare e ingaggiare autonomamente obiettivi militari; incoraggia il FED a continuare a sostenere e a sviluppare ulteriormente programmi come l'AIR-D-EPE al fine di compiere passi avanti nella ricerca, nei collaudi e nella diffusione di soluzioni basate sull'IA per il funzionamento e la navigazione autonomi dei droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>178.</NO.P>raccomanda inoltre la progettazione di algoritmi di controllo scalabili per collaudare le strategie degli sciami di droni e sintetizzare gli ambienti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Evoluzione operativa e rischi emergenti</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>179.</NO.P>riconosce la velocità con cui i droni si stanno evolvendo in termini di integrazione di algoritmi dell'IA per un processo decisionale in tempo reale, l'elusione degli ostacoli e l'ottimizzazione delle missioni, consentendo una autonomia, una precisione e una versatilità maggiori; riconosce anche che, una volta dispiegati sul campo di battaglia, i droni completamente autonomi complicheranno in modo significativo la situazione per i responsabili dei piani di emergenza militari e civili a tutti i livelli, con il rischio di un'ulteriore intensificazione delle minacce UAS, quali sciami di droni completamente autonomi, attacchi in profondità e omicidi mirati;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Governance, etica e diritto internazionale</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>180.</NO.P>invita gli Stati membri a garantire che lo sviluppo e il dispiegamento di nuovi sistemi di guerra, compresi i droni con capacità autonome, siano rigorosamente disciplinati dal diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, e da un principio di sorveglianza con intervento umano per garantire un controllo umano significativo sulla forza letale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Armi ad energia diretta</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>181.</NO.P>incoraggia a dare priorità allo sviluppo e alla produzione di batterie allo stato solido quale fattore abilitante fondamentale per le tecnologie dei droni e della difesa di prossima generazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>182.</NO.P>osserva che tali batterie offrono una densità di energia maggiore, una maggiore durata della vita e velocità di ricarica più elevate; sottolinea che i loro elettroliti solidi non infiammabili migliorano notevolmente la sicurezza e riducono il rischio di incendio o esplosione, il che rende le batterie allo stato solido vitali per rafforzare l'autonomia tecnologica e la resilienza operativa dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>183.</NO.P>invita la Commissione, l'AED e il FED a dare priorità alla ricerca e sviluppo (R&amp;S) nel settore dei sistemi avanzati di guerra elettronica e delle tecnologie delle armi a energia diretta per contrastare potenziali minacce ibride e attacchi con droni contro l'Unione europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>184.</NO.P>chiede inoltre di promuovere lo sviluppo di tecnologie di contrasto e misure di protezione in grado di mitigare gli effetti di tali armi a energia diretta;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Produzione additiva</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>185.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a esaminare ulteriormente le opzioni a basso costo, compresa la produzione additiva, e chiede il finanziamento delle attività di R&amp;S a titolo del FED per la capacità delle testate UAS, allo scopo di creare nuove testate e nuovi approcci chimici per le testate incentrandosi sul conseguimento della corrispondenza tra armi e obiettivi;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Sviluppo delle competenze</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>186.</NO.P>riconosce il ruolo svolto dall'acceleratore di imprese dell'EUDIS nel razionalizzare lo sviluppo e il dispiegamento delle capacità dei droni e dei C-UAS in tutti gli Stati membri attraverso la rapida creazione di prototipi, i collaudi congiunti e la certificazione accelerata delle nuove tecnologie per tenere il passo con l'evoluzione delle esigenze sul campo di battaglia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>187.</NO.P>chiede che l'EUDIS ampli il funzionamento dei laboratori viventi in almeno tre Stati membri, con l'Ucraina come partner associato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>188.</NO.P>invita la Commissione ad avviare una campagna educativa pubblica sull'uso responsabile delle tecnologie nella difesa, sulla protezione dei civili e sui meccanismi di responsabilità giuridica al fine di rafforzare la legittimità e garantire un sostegno politico all'espansione dei droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>189.</NO.P>chiede l'attuazione di programmi di formazione per studenti in tutti gli Stati membri, in coordinamento con la NATO e l'AED, per sostenere l'istruzione nel settore dei droni aerei, comprese competenze tecniche e conoscenze ingegneristiche, e promuovere l'interesse pubblico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>190.</NO.P>incoraggia gli Stati membri, l'Ucraina e la Commissione a sviluppare e attuare azioni al fine di migliorare le competenze nel settore dello sviluppo e del funzionamento dei droni, comprese le componenti software e hardware, e di attrarre talenti provenienti da altri settori deep tech e sostenere la creazione di squadre agili in grado di progettare, produrre e programmare il software pertinente; sottolinea che ciò dovrebbe includere iniziative di istruzione nella scienza, nella tecnologia, nell'ingegneria e nella matematica (STEM), come seminari, webinar e hackathon sulla costruzione di droni, per formare le persone nella costruzione e nel funzionamento dei droni; accoglie con favore, a tale proposito, le iniziative già intraprese dalla Commissione, come gli hackathon dell'EUDIS e BraveTechEU, che mirano ad agevolare lo sviluppo di soluzioni di difesa innovative e a promuovere la collaborazione tra i portatori di interessi;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Migliori pratiche e dottrina</STRING></STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Deterrenza, posizione di difesa e articolo 42, paragrafo 7</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>191.</NO.P>invita gli Stati membri in prima linea ad adottare piani di sviluppo e quadri di investimento strategici e a definire programmi e progetti strategici volti a sviluppare e garantire capacità globali di droni e di C-UAS all'interno dei loro territori, coprendo l'intero ciclo della capacità, dalla ricerca e sviluppo, ai collaudi e alla certificazione, alla produzione, al dispiegamento e all'addestramento; sottolinea che tali sforzi dovrebbero essere sostenuti, se del caso, attraverso strumenti dell'UE quali il FED, il programma per l'industria europea della difesa e la capacità di dispiegamento rapido dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>192.</NO.P>sottolinea che tali misure sono essenziali per garantire una risposta adeguata, coordinata e tempestiva alle sfide ibride e convenzionali di sicurezza in evoluzione cui l'Europa deve far fronte, in particolare lungo i suoi fianchi orientali e meridionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>193.</NO.P>chiede un approccio mirato e basato sul rischio alle capacità antidrone in tutta l'UE che riconosca le diverse esigenze operative; osserva che mentre il fianco orientale richiede una combinazione di sistemi antidrone attivi e opzioni offensive di attacco di precisione per contrastare e scoraggiare le minacce terrestri in caso di tentata invasione, altri Stati, compresi quelli mediterranei, possono necessitare di priorità diverse in termini di capacità; esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire la condivisione degli oneri; chiede alla Commissione di valutare i pacchetti di capacità rispetto ai profili di minaccia regionali per massimizzare sia l'efficacia che la velocità di esecuzione senza compromettere l'interoperabilità europea complessiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>194.</NO.P>sollecita gli Stati membri a essere pronti ad attivare l'articolo 42, paragrafo 7, TUE, qualora azioni aggressive costituiscano un attacco armato o contribuiscano alla preparazione di un attacco imminente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>195.</NO.P>esorta l'UE e i suoi Stati membri a definire procedure e meccanismi operativi in caso di attivazione dell'articolo 42, paragrafo 7, TUE, da parte di uno Stato membro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>196.</NO.P>sottolinea che tale attivazione dovrebbe innescare un meccanismo di risposta congiunto dell'UE, che comprenda misure difensive coordinate, uno scambio rapido di intelligence, l'assistenza reciproca e una comunicazione strategica unificata per garantire la deterrenza, la solidarietà e la resilienza pubblica in tutta l'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>197.</NO.P>invita la vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a presentare piani concreti per rendere operativo l'articolo 42, paragrafo 7, TUE, sull'assistenza reciproca, anche nel contesto della risposta alle minacce rappresentate dai droni, garantendo la solidarietà tra gli Stati membri, in particolare quelli la cui posizione geografica li espone direttamente a minacce e sfide imminenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>198.</NO.P>sostiene gli sforzi della NATO volti a rafforzare la deterrenza e la posizione di difesa dell'Europa lungo il suo fianco orientale, anche attraverso il lancio dell'operazione Eastern Sentry (Sentinella orientale) e lo sviluppo dell'intera gamma di misure previste nell'ambito di tale operazione; incoraggia a compiere gli sforzi di deterrenza in stretta cooperazione con la NATO e i paesi partner e invita l'UE a garantire che nessuno Stato membro dell'UE sia escluso dalle collaborazioni ad hoc UE-NATO in materia di difesa e sicurezza;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Accademia dei droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>199.</NO.P>invita la Commissione, l'AED e gli Stati membri a creare un'accademia europea dei droni a scopi di difesa, allo scopo di formare ingegneri, operatori, tecnici e responsabili decisionali all'interno delle strutture di comando; chiede che tale accademia possa offrire diplomi congiunti, formazione professionale e certificazioni degli operatori in collaborazione con l'industria e le principali università tecniche; sottolinea la necessità di inserire moduli obbligatori sull'IA, la robotica, la guerra elettronica, la protezione della forza e la ciberresilienza al fine di soddisfare le norme operative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>200.</NO.P>chiede l'istituzione di unità di formazione dedicate all'interno degli istituti di ricerca, delle università tecniche e delle accademie militari affinché coordinino tra di loro i programmi di formazione relativi ai droni, insieme alle università e in tutti gli Stati membri dell'UE e della NATO, garantendo lo scambio delle migliori pratiche e l'interoperabilità dei programmi di studio con un'attenzione particolare ai moduli sulla protezione dei civili e alle applicazioni a duplice uso;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Decentralizzazione</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>201.</NO.P>incoraggia l'istituzione di un "meccanismo di innovazione per droni e antidrone" dell'UE nell'ambito dell'AED per garantire uno sviluppo congiunto continuo tra capacità offensive e difensive; sottolinea che tale ciclo rafforzerebbe la resilienza dell'Europa contro le minacce asimmetriche, garantendo nel contempo che le norme etiche, giuridiche e operative evolvano parallelamente all'innovazione tecnologica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>202.</NO.P>sottolinea che la dipendenza esclusiva da grandi impianti di produzione centralizzati aumenta la vulnerabilità agli attacchi strategici e alle interruzioni dell'approvvigionamento; osserva che i modelli di produzione decentrati, come quelli sviluppati in Ucraina, hanno dimostrato di rafforzare la resilienza operativa in tempo di guerra riducendo i singoli punti di vulnerabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>203.</NO.P>incoraggia lo sviluppo di politiche nazionali e dell'UE a sostegno di un approccio industriale misto, che combini la capacità strategica di produttori affermati nel settore della difesa con cluster di produzione agili e su piccola scala, reti di PMI e cooperazione civile-militare, consentendo una produzione locale rapida, catene di approvvigionamento modulari, una manutenzione geograficamente distribuita e riparazioni rapide sul campo a complemento dei programmi industriali su larga scala;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>204.</NO.P>sottolinea che gli strumenti finanziari dell'UE e i meccanismi di finanziamento nel settore della difesa, tra cui il FED e l'EDIP, dovrebbero tenere conto di tali modelli decentrati e ibridi nella definizione dei criteri di ammissibilità e del sostegno ai progetti, garantendo che insieme alla capacità industriale siano premiate anche la flessibilità, la resilienza e la scalabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>205.</NO.P>ricorda la conclusione della Corte dei conti europea secondo cui la Commissione non aveva prodotto una solida valutazione delle esigenze né quantificato le carenze infrastrutturali prima di pubblicare inviti a presentare proposte di finanziamento; esorta pertanto che le future analisi delle carenze nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa includano esplicitamente i nodi di trasporto e i siti energetici e di comunicazione pertinenti per i droni, al fine di garantire che le infrastrutture a duplice uso siano pianificate sulla base di elementi concreti piuttosto che di criteri ad hoc;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Allineamento della dottrina e aggregazione della domanda</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>206.</NO.P>incoraggia un rapido allineamento della dottrina e l'aggregazione della domanda di droni con l'Ucraina al fine di razionalizzare lo sviluppo e l'integrazione di droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>207.</NO.P>chiede che la cooperazione con l'Ucraina in materia di difesa sia intensificata in misura sostanziale, in particolare per quanto riguarda le tecnologie e le contromisure relative ai droni, anche tramite una cooperazione industriale rafforzata tra gli Stati membri e l'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>208.</NO.P>sottolinea che le procedure di appalto devono essere accelerate e semplificate per garantire la fornitura tempestiva delle capacità nonostante i cicli tecnologici estremamente brevi nel settore dei sistemi senza equipaggio, che richiedono un'innovazione e un adattamento continui;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>209.</NO.P>sottolinea che la cooperazione e lo scambio di esperienze con l'Ucraina sono essenziali, ma mette in evidenza che l'allineamento delle dottrine dovrebbe tenere conto delle diverse realtà operative e strutture di difesa di ciascuno Stato membro;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">PESCO</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>210.</NO.P>chiede che sia elaborata una tabella di marcia sulle capacità dei droni a livello dell'UE nell'ambito della PESCO per allineare i bilanci nazionali e ridurre le duplicazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>211.</NO.P>accoglie con favore i progetti faro dell'UE quali Eurodrone, INTERACT, il sesto ciclo di sforzi della PESCO, i dimostratori di robotica per gli sciami di droni dell'AED e i quadri U-space/ricerca per la gestione del traffico aereo nell'ambito del cielo unico europeo quali elementi costitutivi essenziali dell'ecosistema europeo dei droni; sottolinea il loro ruolo nell'aprire la strada alle capacità future e invita gli Stati membri a intensificare lo sviluppo congiunto, a consolidare gli sforzi e a tenere il passo con le minacce emergenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>212.</NO.P>osserva che sono già stati avviati programmi di sviluppo delle capacità di cooperazione volti a trovare soluzioni C-UAS efficienti ed efficaci sotto il profilo dei costi nell'ambito dei quadri del FED (sistema europeo congiunto C-UAS e C-UAS europeo) e della PESCO (C-UAS);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>213.</NO.P>chiede la revisione di tali programmi al fine di garantire che i loro obiettivi e i risultati attesi siano in linea con la nuova realtà della guerra dei droni, in particolare quelli derivanti dagli insegnamenti tratti dalla guerra in Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>214.</NO.P>sottolinea che, al fine di conseguire i risultati auspicati, i progetti volti a sviluppare tecnologie C-UAS all'avanguardia devono ricevere finanziamenti adeguati durante tutte le fasi, dalla ricerca e sviluppo all'industrializzazione e agli appalti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>215.</NO.P>elogia lo sviluppo di piattaforme UAS europee comuni, come il sistema aereo a pilotaggio remoto a media quota e lunga autonomia Eurodrone, o di potenziali attrezzature di contrasto ai sistemi UAS, come attrezzature per l'attacco elettronico aeroportato, quali progetti all'avanguardia nella cooperazione europea in materia di difesa nell'ambito della PESCO; incoraggia l'esplorazione di progetti di difesa analoghi, quali droni navali, dispositivi anti-droni portatili o moduli integrati di guerra elettronica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>216.</NO.P>deplora il preoccupante ritardo nel progetto Eurodrone;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>217.</NO.P>chiede una cooperazione più approfondita tra l'AED e il programma Orizzonte Europa per promuovere l'innovazione a duplice uso e lo sviluppo del programma;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Accumulo di scorte</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>218.</NO.P>chiede che in tutti gli Stati membri siano costituite scorte di componenti per droni e di materie prime critiche, anziché di sistemi completi, e la creazione preventiva di poli di riparazione e rigenerazione, ubicati presso i depositi della NATO, al fine di garantire una disponibilità operativa costante e una rapida rotazione dei componenti aggiornati; esorta la Commissione a integrare tali sforzi in una strategia globale in materia di materie prime che assicuri le catene di approvvigionamento riducendo la dipendenza strategica dalla Cina in quanto importante fornitore di materie prime e minerali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>219.</NO.P>sottolinea che le interruzioni della catena di approvvigionamento di componenti critici quali motori, batterie e semiconduttori hanno limitato la capacità delle PMI europee di contribuire efficacemente alla base industriale della difesa dell'Unione; chiede l'istituzione di un meccanismo di "accesso alle scorte di componenti" che consenta alle PMI certificate dall'AED e dagli Stati membri di attingere a tali componenti dalle scorte strategiche dell'UE a prezzi negoziati e di ripagare in natura una volta che la produzione sarà aumentata; insiste sul fatto che tali scorte dovrebbero essere accessibili anche all'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>220.</NO.P>osserva che tale approccio è pienamente in linea con gli obiettivi del piano ReArm Europe e del regolamento sui chip, rafforzando la prontezza industriale e la resilienza in tutta l'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>221.</NO.P>osserva che la guerra in Ucraina ha messo in evidenza i cicli tecnologici estremamente brevi nel settore dei sistemi senza equipaggio, che richiedono innovazione e adattamento continui; sottolinea che la cooperazione e lo scambio di esperienze con l'Ucraina sono essenziali, ma che l'allineamento delle dottrine dovrebbe tenere conto delle diverse realtà operative e strutture di difesa di ciascuno Stato membro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>222.</NO.P>chiede lo sviluppo di sistemi modulari con componenti intercambiabili, al fine di tenere il passo con i rapidi cicli di innovazione nei droni prodotti in serie e di adattarsi alla continua evoluzione dei requisiti di difesa aerea in caso di imprevisti ad alta intensità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>223.</NO.P>sottolinea, tuttavia, che il mantenimento di tale prontezza e capacità di stoccaggio comporta costi significativi per l'industria e che è improbabile che le imprese mantengano scorte di componenti critici senza chiari orientamenti pubblici e sostegno finanziario; suggerisce che le agenzie nazionali per la sicurezza dell'approvvigionamento potrebbero fungere da importatori e grossisti per i componenti chiave, garantendo in tal modo livelli di scorte adeguati, consentendo una rotazione regolare delle scorte e alleviando l'onere finanziario per le singole imprese; sottolinea che tale modello richiederebbe un partenariato pubblico-privato coordinato e meccanismi di finanziamento dedicati a livello sia nazionale che dell'UE per garantire la resilienza e la continuità dell'approvvigionamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>224.</NO.P>chiede un "kit di finanziabilità" per migliorare l'efficienza del finanziamento della difesa mediante la pubblicazione di modelli standard di pacchetti di prestiti della Banca europea per gli investimenti/FED, comprensivi di calendari delle tappe fondamentali, disposizioni in materia di garanzie e clausole di proprietà intellettuale, al fine di ridurre l'attrito giuridico con le banche degli Stati membri coinvolte nell'attribuzione delle linee di credito relative alla difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>225.</NO.P>invita la Commissione a includere, nel quadro dei suoi accordi di agevolazione degli investimenti sostenibili, misure per garantire che l'industria europea dei droni e gli Stati membri assicurino riserve sufficienti dei materiali e componenti chiave, essenziali per lo sviluppo degli UAS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>226.</NO.P>esorta la Commissione a integrare tali sforzi in una strategia globale in materia di materie prime che assicuri le catene di approvvigionamento riducendo la dipendenza strategica dalla Cina e raccomanda agli Stati membri di salvaguardare la sicurezza dell'approvvigionamento di droni individuando i componenti critici e le competenze che devono essere di provenienza locale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Bilancio specifico dell'AED</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>227.</NO.P>invita il Consiglio europeo a incaricare l'AED di istituire un bilancio flessibile specifico per gli UAS, che copra l'intero ciclo di vita delle capacità, compresi R&amp;S, sviluppo di prototipi, addestramento, dispiegamento sul campo e manutenzione, e che preveda requisiti e stanziamenti flessibili al fine di accelerare l'acquisizione e il dispiegamento sul campo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>228.</NO.P>ritiene che la struttura per programmi europei di armamento (SEAP) potrebbe essere uno strumento utile per lo sviluppo degli UAS in quanto copre l'intero ciclo di vita delle capacità, accelerando l'acquisizione o la produzione di capacità pertinenti e la loro disponibilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>229.</NO.P>invita la Commissione, la vicepresidente della Commissione / alta rappresentate dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri, in consultazione con la NATO, a istituire linee di finanziamento specifiche dell'UE per appalti rapidi, l'addestramento, il sostegno e l'approvvigionamento di pezzi di ricambio delle unità UAS da combattimento;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Sistemi di rilevamento degli Stati in prima linea</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>230.</NO.P>ritiene che le numerose incursioni di droni russi nello spazio aereo di molti Stati membri dimostrino che l'UE non è più soltanto minacciata, ma viene provocata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>231.</NO.P>ritiene che il sorvolo dello spazio aereo sovrano da parte di aeromobili da combattimento o droni militari non sia un atto ibrido, ma una deliberata violazione della sovranità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>232.</NO.P>invita l'UE e gli Stati membri a sviluppare la capacità di scoraggiare, individuare rapidamente, attribuire, intercettare ed essere pronti a neutralizzare tali attacchi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>233.</NO.P>raccomanda agli Stati membri, in particolare quelli in prima linea, di aggiornare in modo significativo i sistemi di rilevamento del lancio di missili e droni in grado di trasmettere informazioni in tutta l'UE o di adottarne di nuovi, che fungano da "scudo" per le capacità europee di difesa aerea multilivello;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>234.</NO.P>chiede la piena integrazione con le strutture di difesa aerea e spaziale della NATO per massimizzare l'interoperabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>235.</NO.P>chiede che l'iniziativa "European Sky Shield" integri le capacità C-UAS nell'architettura più ampia del sistema europeo di difesa aerea e missilistica integrata e sostiene la rete di allarme rapido e condivisione dei dati a livello dell'UE che integra la telemetria di rilevamento e le indicazioni di lancio con i sistemi di comando di difesa aerea dell'UE e nazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>236.</NO.P>ricorda che solo con un approccio globale a 360 gradi l'UE può proteggere efficacemente le sue frontiere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>237.</NO.P>chiede un cofinanziamento mirato dell'UE per le difese antidrone per proteggere le infrastrutture energetiche e di trasporto critiche negli Stati membri in prima linea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>238.</NO.P>raccomanda agli Stati membri di attuare una protezione C-UAS di base e stratificata per le infrastrutture critiche, quali i sistemi energetici, i nodi di trasporto, le reti di telecomunicazione e i segmenti terrestri, basata su interfacce interoperabili e specifiche tecniche comuni, con una segnalazione armonizzata degli incidenti e un chiaro coordinamento civile-militare, sostenuta da un addestramento e da collaudi nell'ambito della guerra elettronica autorizzati giuridicamente e coordinati in condizioni di sicurezza;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Cofinanziamento di formazioni periodiche</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>239.</NO.P>raccomanda che le formazioni periodiche e lo sviluppo di competenze tecniche nelle accademie militari siano cofinanziati tramite l'AED in coordinamento con l'Accademia europea per la sicurezza e la difesa, che sponsorizza moduli di rafforzamento delle capacità tecniche nell'ambito di una formazione congiunta incentrata in via prioritaria su settori chiave quali l'interfaccia umana degli sciami di droni, algoritmi di intelligence per gli sciami di droni, edge computing, collegamenti dati sicuri, programmi/piattaforme multifunzionali, simulazione di piattaforme di sperimentazione per lo sviluppo tattico dell'IA e simulazioni che ottimizzano il sequenziamento delle minacce e l'efficienza delle armi, garantendo che tali attività siano in linea con le norme di formazione della NATO e contribuiscano agli obiettivi comuni europei di sviluppo delle capacità e interoperabilità, compresa l'integrazione dell'IA, della robotica e delle tecnologie aerospaziali, al fine di rafforzare la competitività;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Esercitazioni congiunte C-UAS nella pianificazione della protezione civile</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>240.</NO.P>raccomanda che i C-UAS siano integrati nelle esercitazioni congiunte e nella pianificazione della protezione civile a livello dell'UE, prestando particolare attenzione alle infrastrutture critiche che consentono alla polizia, alle autorità aeroportuali e agli operatori del settore energetico di accedere a un addestramento a livello dell'UE e a capacità C-UAS standardizzate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>241.</NO.P>incoraggia il rafforzamento della sperimentazione con il coinvolgimento dell'industria e le sperimentazioni iterative sul campo per convalidare rapidamente le nuove tecnologie antidrone e i concetti operativi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>242.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a dare priorità all'integrazione dei sistemi di comando e controllo con il personale di primo intervento, la difesa civile e la dottrina della difesa degli UAS per garantire che la preparazione civile, i rifugi, l'allarme rapido e l'integrazione tecnologica siano ottimizzati nella massima misura possibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>243.</NO.P>ritiene che l'attuazione della direttiva relativa alla resilienza dei soggetti critici<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2022/2557 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, relativa alla resilienza dei soggetti critici e che abroga la direttiva 2008/114/CE del Consiglio (GU L 333 del 27.12.2022, pag. 164, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2557/oj).</FIELD></FOOTNOTE> dovrebbe tenere conto delle minacce poste dall'uso illegale dei droni e invita la Commissione a istituire un quadro normativo che autorizzi gli organismi di sicurezza dello Stato, tra cui polizia, guardie di frontiera e altre forze interne, ad acquisire e gestire i sistemi C-UAS; sottolinea che tale autorizzazione dovrebbe essere soggetta a rigorose disposizioni in materia di controllo e responsabilità analoghe a quelle applicate alle armi letali, garantendo un'efficace protezione delle infrastrutture civili nel rispetto delle norme di sicurezza e protezione dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Standardizzazione degli UAS a livello dell'UE</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>244.</NO.P>chiede che si procede alla standardizzazione degli UAS a livello dell'UE, che il mantenimento dell'aeronavigabilità sia infine reso obbligatorio e le infrastrutture informatiche di monitoraggio della Terra ("Open-Earth-Monitor") e i requisiti relativi all'aeronavigabilità militare europea (EMAR) diventino necessari, nel pieno rispetto della sovranità degli Stati membri e garantendo che tali requisiti non creino inutili oneri amministrativi o ostacolino l'innovazione e la crescita delle PMI;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>245.</NO.P>invita la Commissione a monitorare, utilizzando gli strumenti commerciali dell'UE, la proliferazione dei produttori di droni che applicano pratiche poco chiare di gestione dei dati; invita a sviluppare un quadro normativo per garantire la piena tracciabilità delle tecnologie hardware e software impiegate dai droni che operano all'interno dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Ampliamento delle basi di collaudo</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>246.</NO.P>chiede di ampliare le basi di collaudo certificate ai fini dell'addestramento e dell'integrazione delle capacità di droni, nelle quali l'industria e le forze armate possano rapidamente sviluppare congiuntamente, collaudare e iterare soluzioni di droni in condizioni operative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>247.</NO.P>invita la Commissione a fornire finanziamenti adeguati per lo sviluppo delle capacità e delle infrastrutture di tali siti al fine di realizzare il loro potenziale di innovazione ottimale; incoraggia l'inclusione delle PMI e delle start-up per accelerare la ricerca e lo sviluppo onde rafforzare il vantaggio tecnologico dell'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>248.</NO.P>riconosce che la graduale integrazione delle capacità dei droni nelle unità multinazionali, come la recente integrazione di un elemento antidrone nella brigata della presenza avanzata rafforzata della NATO in Lettonia, funge da modello per il futuro sviluppo delle forze; chiede un maggiore utilizzo delle basi di collaudo certificate esistenti a fini di addestramento e integrazione; sottolinea che gli operatori richiedono l'accesso ad aree sicure, ambienti di simulazione ed esercitazioni a fuoco reali per potersi addestrare nei settori delle tattiche con sciami di droni, dei sistemi anti-UAS e dell'individuazione degli obiettivi autonoma; osserva che i centri europei comuni, attingendo all'esperienza operativa con i droni maturata dal battaglione della presenza avanzata rafforzata guidato dal Canada sul fianco orientale, migliorerebbero le opzioni di addestramento transfrontaliero, l'interoperabilità, la convergenza dottrinale e l'efficienza in tutta l'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>249.</NO.P>incoraggia la Commissione, in consultazione con gli Stati membri, a semplificare le normative sulle aree di sperimentazione spopolate per consentire il collaudo in linea con le norme comuni di sicurezza; incoraggia l'integrazione delle simulazioni basate sull'IA e delle esercitazioni nel mondo reale per garantire la prontezza tecnologica e la pertinenza dottrinale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>250.</NO.P>incoraggia la Commissione a ridurre gli oneri amministrativi, se necessario, al fine di semplificare le procedure in linea con le disposizioni dell'omnibus sulla prontezza alla difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>251.</NO.P>osserva che i droni fabbricati in Europa devono essere collaudati in condizioni di guerra reali, ad esempio in Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>252.</NO.P>raccomanda il finanziamento e la costituzione di un "metaverso della difesa" gestito dall'AED per il combattimento simulato con droni (navali e aerei), iniziando con la simulazione basata su particelle per poi passare ad ambienti ad alta risoluzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>253.</NO.P>raccomanda lo sviluppo e la valutazione frequente di strategie di coordinamento intelligenti per gli sciami di droni che utilizzino ambienti di simulazione supportati dal calcolo ad alte prestazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>254.</NO.P>riconosce che l'infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni con cluster di processori grafici e l'elaborazione parallela sono necessarie per collaudare e sintetizzare gli sciami di droni e che la scalabilità richiede un calcolo scalabile; raccomanda pertanto di fornire gli opportuni finanziamenti all'AED affinché venga data priorità alla formazione in questo settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>255.</NO.P>sottolinea la necessità di un maggiore coordinamento civile-militare dello spazio aereo, in particolare attraverso l'integrazione dei droni nei corridoi U-space nell'ambito dell'iniziativa del cielo unico europeo; sostiene l'espansione delle esercitazioni congiunte di simulazione e intercettazione che coinvolgono attori civili, militari e di contrasto al fine di migliorare la preparazione alle minacce multisettoriali; sottolinea che tali esercitazioni dovrebbero essere annuali e obbligatorie per garantire una preparazione e un'interoperabilità costanti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Piattaforma di monitoraggio delle minacce</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>256.</NO.P>raccomanda l'istituzione di una piattaforma europea di monitoraggio delle minacce ibride per i sistemi senza equipaggio, ospitata dalla cellula dell'UE per l'analisi delle minacce ibride e coordinata con l'EUMS nell'ambito della capacità unica di analisi dell'intelligence dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>257.</NO.P>sottolinea che la piattaforma dovrebbe inviare allarmi strategici al comitato politico e di sicurezza del Consiglio, con il contributo militare del comitato militare dell'Unione europea e della capacità militare di pianificazione e condotta dell'UE, ed essere interoperabile e orientata sulle competenze della NATO, del suo Centro di eccellenza per la ciberdifesa cooperativa e dei sistemi di allarme rapido degli Stati membri; sottolinea la necessità di tenere regolarmente informati i portatori di interessi del Parlamento per garantire un controllo adeguato e consentire un'elaborazione delle politiche basata su dati concreti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>258.</NO.P>sottolinea che gli Stati membri dell'UE in prima linea dovrebbero sfruttare le loro competenze regionali e il loro posizionamento strategico per migliorare la conoscenza situazionale e l'efficacia operativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>259.</NO.P>invita ad attuare in tutta l'UE un'azione di consapevolezza situazionale finanziando una banca dati integrata per il monitoraggio e le minacce degli UAS, sul modello dei sistemi di difesa aerea e missilistica integrata della NATO, concepita per migliorare l'individuazione, il coordinamento e la protezione civile a livello transfrontaliero;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>260.</NO.P>invita gli Stati membri a designare un centro nazionale per le operazioni C-UAS per garantire il coordinamento 24 ore su 24 e la condivisione interoperabile dei dati tra le autorità competenti, compresi i servizi di aviazione civile e di navigazione aerea, le autorità di contrasto, la difesa, l'intelligence, la guardia di frontiera e costiera, le autorità di protezione civile e gli operatori delle infrastrutture critiche, e con altri Stati membri, sulla base di interfacce comuni o aperte, formati di segnalazione armonizzati e solidi quadri giuridici e di tutela della vita privata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>261.</NO.P>riconosce che il "modello danese" rappresenta la migliore pratica che gli Stati membri devono emulare al fine di migliorare l'acquisizione di sistemi di armi all'avanguardia al prezzo più basso disponibile, sostenendo nel contempo l'economia ucraina e stimolando attività di ricerca e sviluppo più rapide da parte delle imprese che si trovano nella posizione migliore per introdurre innovazioni in base alle realtà del campo di battaglia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>262.</NO.P>sottolinea che gli Stati membri possono consentire la produzione di capacità di difesa nell'ambito degli appalti congiunti e della cooperazione industriale con le imprese ucraine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>263.</NO.P>incoraggia l'EUMS e le forze armate ucraine a portare avanti una sperimentazione congiunta in materia di UAS per razionalizzare l'integrazione a livello europeo, tenendo conto della scalabilità e dell'interoperabilità e sfruttando i punti di forza dell'Ucraina nella fornitura di soluzioni modulari e a basso costo, dell'innovazione digitale nativa di comando e controllo e dell'innovazione sul campo;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Sviluppo congiunto di capacità di guerra elettronica e di capacità di risposta alla guerra elettronica</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>264.</NO.P>riconosce che l'intensificazione della guerra elettronica in Ucraina ha provocato una corsa alle capacità di "barrage jamming", dimostrando la necessità che le forze armate superino questa sfida sviluppando congiuntamente capacità di guerra elettronica in grado di affrontare armi antidrone, salti di frequenza, modalità offline e altre manovre evasive;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Sistemi di comando e controllo</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>265.</NO.P>incoraggia gli investimenti nella creazione di metodi di comunicazione mediante trasmissione di dati senza fili a matrice che siano efficaci, efficienti e resistenti alla guerra elettronica, al fine di garantire l'efficacia dei sistemi di comando e controllo in un campo di battaglia che si prevede sarà pieno di veicoli terrestri e aerei senza equipaggio che necessitano di dati senza fili efficaci per funzionare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>266.</NO.P>invita la Commissione e l'AED a dare priorità all'integrazione dei programmi GOVSATCOM e IRIS² per garantire comunicazioni satellitari affidabili, sicure ed efficaci sotto il profilo dei costi a sostegno delle missioni di difesa dell'UE e dei collegamenti di comando e controllo dei droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>267.</NO.P>sollecita investimenti mirati a titolo del FED in terminali satellitari a bassa latenza e a elevata larghezza di banda e in carichi utili resilienti per le comunicazioni, al fine di garantire la trasmissione dei dati in tempo reale e la protezione da interferenze, intercettazioni e disturbi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>268.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a stabilire norme interoperabili in materia di comando, controllo e comunicazioni che integrino i sistemi con e senza equipaggio in tutti i quadri dell'UE e della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>269.</NO.P>incoraggia il sostegno del FED e dell'EDIP a favore di architetture unificate e sicure che utilizzano l'IA e l'integrazione dei dati basata sul cloud per consentire operazioni tra più piattaforme coordinate e in tempo reale, garantendo nel contempo la supervisione umana e la cibersicurezza;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Cooperazione UE-NATO in materia di guerra contro i droni</STRING></STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Centro di eccellenza UE-NATO per i droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>270.</NO.P>chiede la creazione, in uno Stato in prima linea che attualmente beneficia della presenza avanzata rafforzata della NATO, di un centro di eccellenza congiunto UE-NATO per i droni, dotato di strutture di collaudo attive e di un polo attivo di produzione di droni, al fine di razionalizzare le esercitazioni congiunte e l'intercambiabilità tra gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>271.</NO.P>invita il centro di eccellenza UE-NATO per i droni a collaborare con il progetto PESCO sulla mobilità militare e con il comando europeo di trasporto aereo per elaborare norme comuni per il trasporto, il rifornimento e il dispiegamento di sistemi senza equipaggio attraverso corridoi di mobilità militare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>272.</NO.P>sottolinea che tale centro deve avere un approccio a 360 gradi, evitare duplicazioni con le strutture NATO esistenti e concentrarsi sul rapido trasferimento degli insegnamenti tratti dall'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>273.</NO.P>propone la creazione, entro il 2027, di una rete di centri di eccellenza dell'UE per le operazioni con droni, ciascuno specializzato in un settore (ad esempio munizioni erranti, sciami di droni, navi madri, UAS tattici, droni marittimi e sistemi anti-UAS), mettendo in comune le competenze nazionali e allineandosi ai centri di eccellenza della NATO e al sistema di certificazione armonizzato dell'AED;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Programmi di trasferimento delle conoscenze tra l'Ucraina, la NATO e l'UE</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>274.</NO.P>chiede l'istituzionalizzazione dei programmi di trasferimento delle conoscenze tra l'Ucraina, la NATO e l'UE grazie a scambi di personale a rotazione con il personale delle forze armate ucraine e all'ampliamento dei programmi di formazione congiunti nell'ambito dell'EUMS e della cellula permanente dell'UE presso lo SHAPE; raccomanda l'istituzione di un polo permanente di addestramento e logistica tra UE, NATO e Ucraina finanziato congiuntamente in uno Stato in prima linea per razionalizzare la pianificazione operativa, la logistica e la manutenzione, che sia incentrato sulla capacità di sopravvivenza dei droni in condizioni reali e sugli insegnamenti tratti in materia di innovazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>275.</NO.P>chiede che l'UE e la NATO collaborino all'istituzionalizzazione degli insegnamenti tratti dall'esperienza maturata sul campo di battaglia in Ucraina, integrando le innovazioni dottrinali e tecnologiche nelle condizioni di combattimento moderne, in collaborazione con l'Accademia europea per la sicurezza e la difesa e l'EUMS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>276.</NO.P>invita gli Stati membri a considerare la possibilità di partecipare a missioni di addestramento in Ucraina al fine di assimilare pienamente le competenze e le tecniche innovative delle forze armate ucraine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>277.</NO.P>raccomanda che tale cooperazione includa anche lo scambio di esperienze operative sull'integrazione delle unità di droni come rami indipendenti delle forze armate, come recentemente dimostrato dall'istituzione da parte dell'Ucraina delle Forze dei sistemi senza equipaggio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>278.</NO.P>chiede sinergie tra la cooperazione dell'UE con l'Ucraina e la tabella di marcia NATO-Ucraina per la cooperazione in materia di innovazione quale mezzo fondamentale per stabilire legami più stretti tra gli istituti di ricerca e le industrie della difesa, razionalizzare i canali di innovazione e consentire la rapida creazione di prototipi e diffusione dei sistemi connessi ai droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>279.</NO.P>chiede che siano condotte esercitazioni annuali congiunte di integrazione della dottrina dei droni in tutte le operazioni PSDC e nei gruppi tattici dell'UE, coordinate attraverso la capacità militare di pianificazione e condotta e valutate in partenariato con il Comando Interforze e con il Centro congiunto di analisi, formazione e istruzione della NATO per garantire la compatibilità dottrinale e il realismo operativo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>280.</NO.P>raccomanda l'avvio di esercitazioni congiunte UE-NATO sulla difesa dagli sciami di droni, la resilienza alla guerra elettronica, gli effettori cinetici a basso costo e i sistemi a energia diretta in aree di prova multinazionali, garantendo lo status di osservatore strutturato all'UE e l'accesso reciproco per le iniziative guidate dall'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>281.</NO.P>incoraggia l'integrazione delle tecnologie UAS e C-UAS nella struttura delle esercitazioni militari permanenti dell'EUMS e degli Stati membri;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Cellula UE-NATO per il coordinamento dei droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>282.</NO.P>chiede l'istituzione di una cellula permanente UE-NATO per il coordinamento dei droni per colmare i divari operativi e in termini di dottrina tra le operazioni dell'UE e della NATO, che includa una cellula comune di coordinamento permanente all'interno dell'EUMS incaricata di sincronizzare le dottrine relative ai droni, dare priorità all'integrazione delle capacità e agevolare la condivisione di informazioni in tempo reale tra le missioni PSDC dell'UE e le operazioni NATO;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Definizione di norme di interoperabilità comuni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>283.</NO.P>chiede una norma unificata UE-NATO relativa all'interoperabilità degli UAS concepita per protocolli di comunicazione comuni, sistemi di classificazione degli UAS e dei C-UAS, nonché formati di condivisione dei dati destinati a essere vincolanti per tutte le missioni PSDC e sincronizzati con la dottrina della NATO in materia di C-UAS, al fine di garantire un coordinamento ottimale nelle operazioni congiunte; sottolinea l'importanza di una stretta collaborazione tra la NATO e l'UE per sfruttare i ruoli complementari di entrambe le organizzazioni nel rafforzare la difesa e la deterrenza dell'Europa; invita in particolare la Commissione a proporre strumenti giuridicamente vincolanti per garantire il rispetto delle norme della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>284.</NO.P>insiste affinché i finanziamenti nell'ambito del FED, dell'EDIP e di ReArm Europe siano subordinati al rigoroso rispetto di tali norme per evitare la dipendenza da un unico fornitore e massimizzare la compatibilità "plug and play" (ossia senza ulteriori adeguamenti); incoraggia a seguire i risultati del progetto "Azione preparatoria sulla ricerca in materia di difesa 2019 INTERACT – Norme di interoperabilità per sistemi delle forze armate senza equipaggio" in quanto riferimento nell'ambito delle migliori prassi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>285.</NO.P>invita a istituzionalizzare l'integrazione dei droni nelle missioni PSDC, a stabilire norme comuni di interoperabilità con la NATO e ad adottare un approccio di difesa a più livelli per contrastare le minacce poste dagli UAS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>286.</NO.P>raccomanda di istituzionalizzare i collaudi congiunti dei C-UAS presso gli impianti e le aree di innovazione della PSDC e della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>287.</NO.P>chiede che l'iniziativa "European Sky Shield" integri le capacità C-UAS nell'architettura più ampia del sistema europeo di difesa aerea e missilistica integrata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>288.</NO.P>chiede l'introduzione di un quadro PSDC per "l'uso responsabile delle tecnologie nel settore della difesa" definito con il contributo dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali e incentrato sulla mitigazione dei danni civili, sulla protezione dei dati e su meccanismi di responsabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>289.</NO.P>chiede che l'UE e la NATO cooperino nell'attuazione del piano d'azione della NATO per l'adozione rapida, che mira ad accelerare le procedure di appalto nazionali; invita gli Stati membri a riformare i cicli di acquisizione, compreso lo sviluppo di possibili modelli per l'acquisto di UAV come servizio, i protocolli di collaudo e i quadri di certificazione, nell'ottica di garantire che l'innovazione militare resti al passo con il contesto delle minacce; accoglie con favore, in tale contesto, l'imminente proposta relativa a una tabella di marcia per la trasformazione dell'industria europea della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>290.</NO.P>incoraggia la Commissione e gli Stati membri a collegare l'attuazione del piano d'azione della NATO per l'adozione rapida ai progetti di infrastrutture di mobilità militare dell'UE, garantendo che i nuovi sistemi di droni possano essere rapidamente trasportati e integrati nelle operazioni congiunte;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Partenariati strategici ad hoc</STRING></STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Coalizione dei droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>291.</NO.P>sostiene la cooperazione dell'UE con la coalizione internazionale dei droni al fine di allineare gli appalti militari agli obiettivi del FED; invita la Commissione a valutare la possibilità di un cofinanziamento con partner chiave per promuovere la produzione connessa ai droni, in sinergia con le iniziative industriali e tecnologiche dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>292.</NO.P>riconosce il ruolo che la coalizione dei droni continua a svolgere nella standardizzazione degli UAS, il suo aiuto fondamentale all'Ucraina e il suo ruolo nel garantire che gli Stati membri tengano il passo con la rapida evoluzione delle esigenze sul campo di battaglia; incoraggia gli Stati membri a utilizzare tale partenariato per ridurre le lunghe tempistiche associate ai requisiti in materia di appalti, autorizzazioni, sviluppo e collaudi, al fine di contribuire alla rapida acquisizione degli UAS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>293.</NO.P>sostiene la cooperazione dell'UE con la coalizione internazionale dei droni e incoraggia gli Stati membri ad aderire e a contribuire attivamente alla coalizione, che continua ad acquistare droni e a sostenere sviluppi innovativi per migliorare le capacità sul campo di battaglia delle forze ucraine; invita gli Stati membri ad allineare i propri appalti militari agli obiettivi della coalizione dei droni; invita la Commissione a valutare le possibilità di cofinanziamento con partner chiave al fine di promuovere la produzione connessa ai droni e la collaborazione industriale, in sinergia con le iniziative industriali e tecnologiche dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Cooperazione nell'ambito del partenariato in materia di sicurezza e difesa</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>294.</NO.P>incoraggia a sfruttare nuovi partenariati strategici e accordi di partenariato dell'UE in materia di sicurezza e difesa al fine di creare un contesto normativo e introdurre procedure di appalto che si coordinino e integrino con l'attuale ecosistema europeo, nel quadro dei quali i partner strategici forniscano le capacità e le materie prime critiche necessarie e si ponga l'accento sullo sviluppo congiunto di tecnologie di propulsione, intelligence dei segnali, sistemi di guerra elettronica, laser e software essenziali per le missioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>295.</NO.P>sottolinea l'importanza di coinvolgere i paesi candidati all'adesione all'UE pienamente allineati alla PSDC dell'UE nello sviluppo delle capacità europee in materia di droni;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Nuovi accordi bilaterali per i droni</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>296.</NO.P>raccomanda la conclusione di accordi bilaterali con partner strategici di paesi terzi per garantire la sicurezza della coproduzione e del trasferimento di tecnologie, utilizzando modelli di cosviluppo e cofinanziamento per accedere a sistemi comprovati e sviluppando nel contempo le capacità di produzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>297.</NO.P>sottolinea che tali accordi devono includere rigorose garanzie in materia di proprietà intellettuale e tutelare la competitività industriale e la sovranità tecnologica europee, nonché garantire l'interoperabilità con le forze NATO di paesi terzi, in particolare gli Stati dell'Europa occidentale non appartenenti all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>298.</NO.P>invita la Commissione a integrare i paesi volenterosi dei Balcani occidentali nel progetto relativo al muro antidrone, parallelamente a una più profonda cooperazione nei settori della sicurezza e della difesa, compresi lo sviluppo di capacità, la lotta alle minacce ibride e la protezione delle infrastrutture critiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>299.</NO.P>invita a dare priorità all'assistenza specifica per i droni nel quadro dello strumento europeo per la pace e di altri strumenti pertinenti dell'azione esterna dell'UE, in modo da consentire ai paesi partner di affrontare efficacemente le minacce asimmetriche e di essere meglio attrezzati per le operazioni antiterrorismo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>300.</NO.P>riconosce che i partner democratici della regione indo-pacifica che condividono gli stessi principi hanno compiuto notevoli progressi e sono in possesso di competenze significative per quanto riguarda i droni e le tecnologie emergenti, nonché la ricerca a duplice uso; chiede di rafforzare la cooperazione e il partenariato in materia di sicurezza e difesa con i partner indo-pacifici dell'UE, compresa Taiwan, in particolare per quanto riguarda la tecnologia dei droni e le industrie pertinenti; sottolinea l'importanza di creare catene di approvvigionamento sicure e indipendenti dalla Cina che siano basate sui valori democratici per rafforzare la sicurezza e la resilienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>301.</NO.P>raccomanda il ricorso a modelli di cosviluppo e cofinanziamento con i partner che condividono gli stessi principi che non sono in contrasto con gli interessi di sicurezza dell'UE e degli Stati membri, così da ottenere l'accesso a sistemi comprovati e sviluppare nel contempo la capacità produttiva dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>302.</NO.P>invita la Commissione a garantire che i nuovi accordi commerciali o politici conclusi dall'UE con altri paesi, o eventuali modifiche a quelli esistenti, non compromettano l'accesso alle tecnologie chiave per lo sviluppo dei droni e non creino dipendenze vulnerabili;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Cooperazione con l'Ucraina</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>303.</NO.P>sottolinea che al momento i due paesi con maggiore esperienza nella guerra con droni sono la Russia e l'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>304.</NO.P>esorta pertanto l'Unione e gli Stati membri a collaborare con l'Ucraina per tutte le iniziative relative ai droni, sia per accelerare lo sviluppo dei droni nell'UE sia per aumentare il sostegno all'Ucraina; invita in particolare gli Stati membri a prendere in considerazione di partecipare a missioni di addestramento in Ucraina sulla guerra con droni e la guerra antidrone al fine di assimilare pienamente le competenze e le tecniche innovative delle forze armate ucraine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>305.</NO.P>raccomanda l'istituzionalizzazione della condivisione delle conoscenze dell'Ucraina attraverso lo sviluppo di programmi di scambio formali tra gli operatori ucraini di droni e i formatori dell'UE/della NATO, coordinati tramite il Centro congiunto di analisi, formazione e istruzione della NATO, il centro Assistenza in materia di sicurezza per l'Ucraina della NATO e l'AED, per garantire che le tattiche comprovate sul campo di battaglia siano rapidamente internalizzate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>306.</NO.P>raccomanda l'istituzione di uno scambio costante e sistematico di migliori pratiche e addestramenti con l'Ucraina, integrando la sua esperienza militare operativa e tattica a più livelli, anche a livello di comando strategico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>307.</NO.P>chiede l'inclusione di esperti ucraini nei comitati di governance, nelle squadre incaricate delle prove e negli scambi per l'addestramento dei piloti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>308.</NO.P>chiede l'istituzione di una banca dati per gli insegnamenti tratti e il coordinamento, cui partecipi anche l'Ucraina, che consenta di raccogliere dati dalle aree di conflitto, pubblicare tattiche convalidate e aggiornare rapidamente le dottrine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>309.</NO.P>invita l'AED a istituire un ufficio in Ucraina, sulla base dell'attuale ufficio dell'UE per l'innovazione nel settore della difesa, in cui sia presente un addetto dell'AED incaricato di partecipare ai gruppi di lavoro Ucraina-Stati membri per agevolare la condivisione delle migliori pratiche tra l'Ucraina e gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>310.</NO.P>incoraggia l'Ucraina a inviare un maggior numero di operatori di droni nei centri di formazione e nei programmi di addestramento dell'UE e della NATO per aumentare il numero di Stati membri con cui l'Ucraina può collaborare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>311.</NO.P>riconosce che la produzione ucraina di droni è notevolmente ostacolata dagli investimenti di capitale e insiste sull'uso dei beni russi congelati per aiutare lo sviluppo di droni da parte dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>312.</NO.P>esorta la Commissione, gli Stati membri e le loro industrie della difesa a sostenere l'industria della difesa ucraina, a investire nella medesima e a collaborare con essa al fine di sfruttare appieno il potenziale delle capacità produttive dell'Ucraina nel modo più efficiente possibile, in linea con il "modello danese";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>313.</NO.P>incoraggia l'approfondimento della cooperazione industriale con i produttori ucraini di droni collaudati in battaglia, accessibili sotto il profilo economico ed efficaci; esorta gli Stati membri e le loro industrie della difesa a effettuare ulteriori investimenti, a creare joint venture e a concludere partenariati con l'Ucraina per lo sviluppo congiunto di prodotti per la difesa nell'Unione, in particolare nel campo degli UAS e dei C-UAS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>314.</NO.P>sottolinea la necessità di sviluppare una strategia a lungo termine per stimolare l'innovazione e lo sviluppo delle capacità relative ai droni dopo la fine della guerra in Ucraina, dal momento che i droni continueranno a essere ulteriormente impiegati in altri conflitti mondiali e limitare l'attenzione al contesto europeo rischia di far perdere la visione complessiva sullo sviluppo e sull'evoluzione globali in corso delle tecnologie dei droni;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Coordinamento del contesto normativo con i partner strategici</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>315.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a istituire un contesto normativo e procedure di appalto in grado di garantire il coordinamento e l'integrazione dell'ecosistema europeo esistente con partner strategici quali gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, l'Australia e il Giappone, in particolare nella misura in cui apportano le capacità critiche e le materie prime necessarie, ponendo l'accento sullo sviluppo congiunto in materia di propulsione, guerra elettronica, sviluppo laser e software critici per le missioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>316.</NO.P>prende atto delle differenze esistenti tra i quadri normativi degli Stati membri dell'UE e dei paesi terzi e incoraggia la collaborazione con altri importanti Stati produttori di droni per migliorare l'allineamento normativo e sostenere un'integrazione globale più sicura degli UAS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>317.</NO.P>sottolinea che l'ecosistema dei semiconduttori stabilito dal regolamento sui chip dovrebbe anche sostenere la colonna portante digitale dei corridoi per i droni e delle infrastrutture di mobilità militare dell'Europa, consentendo lo scambio sicuro di dati, la fusione dei sensori e il coordinamento del traffico basato sull'IA per i sistemi senza equipaggio sia militari che civili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>318.</NO.P>chiede un'analisi della catena di approvvigionamento e la rilocalizzazione nell'UE dei componenti critici necessari per le capacità di produzione di droni a lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>319.</NO.P>sottolinea l'importanza di mantenere la cooperazione e lo scambio di esperienze tecniche e operative nella progettazione, produzione e gestione di sistemi senza equipaggio, anche con partner al di fuori dell'UE e della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>320.</NO.P>sottolinea che tale cooperazione dovrebbe includere la collaborazione tra ingegneri, specialisti di meccatronica, esperti informatici e professionisti dell'elettronica e dell'optoelettronica, al fine di rafforzare l'innovazione, l'interoperabilità e lo sviluppo tecnologico in tutto il più ampio ecosistema della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>321.</NO.P>chiede una maggiore sinergia tra il regolamento sui chip e le iniziative dell'UE per il finanziamento della difesa mediante il ricorso all'iniziativa "Chip per l'Europa" e al consiglio europeo dei semiconduttori previsti da tale regolamento, al fine di promuovere l'ulteriore sviluppo della fabbricazione di semiconduttori negli Stati membri;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Droni e operazioni antiterrorismo al di fuori dell'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTINIT><STRING ITALIC="on">Integrazione dei C-UAS nelle esercitazioni antiterrorismo dell'UE</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>322.</NO.P>chiede l'istituzione di un programma modulare di formazione in materia di C-UAS destinato alle unità antiterrorismo, che includa il riconoscimento dei droni, tecniche di intercettazione e simulazioni di attacchi informatici ("red teaming");</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>323.</NO.P>chiede che la dottrina sui C-UAS sia integrata nelle esercitazioni antiterrorismo congiunte dell'UE sotto l'egida dell'AED e di Frontex; sottolinea l'importanza della condivisione di intelligence con la NATO e i partner strategici per prevenire l'uso terroristico dei droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>324.</NO.P>incoraggia l'uso di droni nelle missioni dell'UE e nelle operazioni di frontiera di Frontex per monitorare i presunti movimenti terroristici, le rotte del contrabbando e del traffico e le aree di pressione migratoria; osserva che gli UAS offrono immagini ad alta risoluzione e sensori radar termici, a spettro multiplo e ad apertura sintetica in grado di penetrare la coltre di nubi o l'oscurità, consentendo il rilevamento di movimenti o veicoli sospetti; osserva che nelle zone di confine remote o interessate da conflitti i droni possono fornire capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione continue e a basso rischio che superano nettamente ciò che le attuali piattaforme terrestri o con equipaggio sono in grado di ottenere, e che i loro dati contribuiscono direttamente alla fusione dell'intelligence, al comando e al controllo delle frontiere e al processo decisionale rapido;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>325.</NO.P>sottolinea l'importante ruolo dei droni di sorveglianza per la sicurezza delle frontiere dell'UE, ma avverte anche che i droni possono diventare un mezzo strumentale e insostituibile per le operazioni di contrabbando; esorta gli Stati membri a integrare protocolli di risposta specifici per i droni nei piani nazionali di resilienza; invita a includere i funzionari preposti al controllo delle frontiere e alle attività di contrasto negli addestramenti sull'utilizzo e l'intercettazione dei droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>326.</NO.P>chiede di finanziare mediante il FED gli appalti congiunti e le attività di ricerca e sviluppo relativi ai C-UAS, accordando la priorità a soluzioni mobili che possano essere dispiegate rapidamente e siano adatte alle operazioni antiterrorismo con carattere di spedizione su richiesta;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>327.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla presidente della Commissione e ai commissari competenti, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale della NATO, al presidente dell'Assemblea parlamentare della NATO e alle agenzie dell'UE per la sicurezza e la difesa, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>