<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0040</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Partenariati strategici dell'UE in materia di sicurezza e difesa</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0005/2026 - Relatore: Michał Szczerba)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo dell’11 febbraio 2026 sui partenariati strategici dell'UE in materia di sicurezza e difesa (2025/2119(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il trattato sul funzionamento dell'Unione europea e il titolo V del trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare le disposizioni relative alla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento intitolato "Una bussola strategica per la sicurezza e la difesa – Per un'Unione europea che protegge i suoi cittadini, i suoi valori e i suoi interessi e contribuisce alla pace e alla sicurezza internazionali", adottato dal Consiglio il 21 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di Versailles, adottata il 10 e l'11 marzo 2022 in occasione di una riunione informale dei capi di Stato e di governo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2017/2315 del Consiglio, dell'11 dicembre 2017, che istituisce la cooperazione strutturata permanente (PESCO) e fissa l'elenco degli Stati membri partecipanti<FOOTNOTE><FIELD> GU L 331 del 14.12.2017, pag. 57, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2017/2315/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2024/890 del Consiglio, del 18 marzo 2024, che modifica la decisione (PESC) 2021/509, che istituisce uno strumento europeo per la pace<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/890, 19.3.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/890/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo, in particolare quelle del 23 ottobre 2025, del 26 giugno 2025, del 20 marzo 2025 e del 6 marzo 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i partenariati in materia di sicurezza e difesa firmati il 21 maggio 2024 dall'UE e dalla Moldova, il 28 maggio 2024 dall'UE e dalla Norvegia, il 1º novembre 2024 dall'UE e dal Giappone, il 4 novembre 2024 dall'UE e dalla Corea del Sud, il 19 novembre 2024 dall'UE e dalla Macedonia del Nord, il 18 dicembre 2024 dall'UE e dall'Albania, il 19 maggio 2025 dall'UE e dal Regno Unito nonché il 23 giugno 2025 dall'UE e dal Canada,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli impegni congiunti in materia di sicurezza tra l'Unione europea e l'Ucraina sottoscritti il 27 giugno 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/697 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, che istituisce il Fondo europeo per la difesa e abroga il regolamento (UE) 2018/1092<FOOTNOTE><FIELD> GU L 170 del 12.5.2021, pag. 149, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/697/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il Libro bianco congiunto sulla prontezza alla difesa europea per il 2030, presentato dalla presidenza della Commissione europea il 19 marzo 2025, e il suo piano di finanziamento in cinque pilastri "ReArm Europe",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2021/694, (UE) 2021/695, (UE) 2021/697, (UE) 2021/1153, (UE) 2023/1525 e (UE) 2024/795 per quanto riguarda l'incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell'ambito del bilancio dell'UE per attuare il piano "ReArm Europe" (COM(2025)0188), presentata dalla Commissione il 22 aprile 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2025/1106 del Consiglio, del 27 maggio 2025, che istituisce lo strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE) mediante il rafforzamento dell'industria europea della difesa<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/1106, 28.5.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/1106/oj.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 17 giugno 2025 dal titolo "Omnibus sulla prontezza alla difesa" (COM(2025)0820), volta a semplificare i pertinenti quadri giuridici e amministrativi per rafforzare la prontezza alla difesa dell'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 16 ottobre 2025, dal titolo "Preservare la pace - Tabella di marcia sulla prontezza alla difesa per il 2030" (JOIN(2025)0027),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Mario Draghi, del 9 settembre 2024, dal titolo "The future of European competitiveness" (Il futuro della competitività europea),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Sauli Niinistö, del 30 ottobre 2024, dal titolo "Safer Together: Strengthening Europe's Civilian and Military Preparedness and Readiness" (Più sicuri insieme – Rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare dell'Europa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le tre dichiarazioni comuni sulla cooperazione UE-NATO firmate dal Presidente del Consiglio europeo, dalla Presidente della Commissione e dal Segretario generale della NATO il 10 gennaio 2023, il 5 dicembre 2018 e il 6 dicembre 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il concetto strategico adottato in occasione del vertice NATO di Madrid il 29 giugno 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del vertice dell'Aia del 25 giugno 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 2 aprile 2025 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune – relazione annuale 2024<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/4389, 9.9.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/4389/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 12 marzo 2025 sul libro bianco sul futuro della difesa europea<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/3151, 20.6.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/3151/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 7 luglio 2021 sulla cooperazione UE-NATO nel contesto delle relazioni transatlantiche<FOOTNOTE><FIELD> GU C 99 dell'1.3.2022, pag. 105.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 5 marzo 2024, dal titolo "Una nuova strategia industriale europea per il settore della difesa: conseguire la prontezza dell'UE attraverso un'industria europea della difesa reattiva e resiliente" (JOIN(2024)0010),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029, dal titolo "La scelta dell'Europa", presentati il 18 luglio 2024 dalla candidata alla presidenza della Commissione europea Ursula von der Leyen,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione comune sulla cooperazione ONU-UE nella gestione delle crisi firmata dal Segretario generale delle Nazioni Unite e dal Presidente del Consiglio europeo il 24 settembre 2003,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 marzo 2023, dal titolo "Strategia spaziale dell'Unione europea per la sicurezza e la difesa" (JOIN(2023)0009),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per la sicurezza e la difesa (A10-0005/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'attuale contesto geopolitico, in particolare il ritorno della guerra nel continente europeo a causa dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina e la conseguente decisione dell'UE di assumersi maggiori responsabilità in materia di sicurezza e difesa, compreso il sostegno militare all'Ucraina, richiede che l'Unione instauri partenariati più solidi, duraturi e mirati al fine di rafforzare una cooperazione reciprocamente vantaggiosa con i partner che condividono gli stessi principi; che il cambiamento di paradigma militare, combinato con l'aumento delle minacce ibride, non rende nessuna regione dell'Unione immune dal rischio di aggressione o ingerenza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che il ruolo crescente dell'UE in materia di sicurezza e difesa deve rimanere coerente con i principi e gli obiettivi della sua azione esterna a norma dell'articolo 21 TUE, compreso il rispetto della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale, della prevenzione dei conflitti, dello sviluppo sostenibile, della democrazia e dei diritti umani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'UE rimane risolutamente impegnata a promuovere la cooperazione internazionale e a potenziare un multilateralismo effettivo a tutti i livelli;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la gamma di partenariati e dialoghi a livello dell'UE in materia di pace, sicurezza e difesa costituisce una fonte importante di forza e resilienza; che tali partenariati dovrebbero rispondere alle esigenze e alle sfide più urgenti dell'Unione in materia di difesa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, nell'ambito della bussola strategica, si sollecitano l'ampliamento e l'approfondimento dei partenariati con i partner bilaterali, regionali e multilaterali in tutto il mondo, al fine di garantire vantaggi reciproci e una cooperazione rafforzata, sottolineando la necessità di interoperabilità, innovazione e coerenza tra i quadri dell'UE e della NATO, nonché di una cooperazione rafforzata con l'Ucraina e gli Stati Uniti in quanto partner chiave per la sicurezza europea e transatlantica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'intensificarsi delle attività delle organizzazioni dedite alla tratta di esseri umani e la strumentalizzazione della migrazione costituiscono un grave rischio per la sicurezza dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che i nuovi partenariati in materia di sicurezza e difesa tra l'Unione e i paesi partner dovrebbero mirare a garantire le più rigorose norme di sicurezza europee, attraverso l'acquisizione dei sistemi di autodifesa tecnologicamente più avanzati ed efficaci e l'accesso agli stessi;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Contesto di sicurezza europeo</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>sottolinea che i partenariati in materia di sicurezza e difesa sono fondamentali affinché l'Europa possa rispondere efficacemente alle minacce emergenti e sostenere l'ambizione dell'Unione di rafforzare il suo ruolo di attore strategico a livello globale; sottolinea che tali partenariati, che sono reciprocamente vantaggiosi e hanno un orientamento strategico e obiettivi chiari, sono fondamentali affinché l'Unione acquisisca maggiore sovranità, assuma maggiori responsabilità in materia di difesa e sia in grado di agire e affrontare in modo autonomo e coordinato le minacce e le sfide immediate e future, attraverso un approccio a 360 gradi; afferma che tali partenariati non sono un'opzione, bensì una necessità per l'UE; sottolinea che tali partenariati dovrebbero accrescere l'autonomia strategica dell'Unione, pur non pregiudicando il fermo impegno nella cooperazione multilaterale e rimanendo pienamente complementari alla NATO, nonché rafforzare la capacità dell'Unione di perseguire la pace, la stabilità e la sicurezza collettiva insieme ai partner che condividono gli stessi principi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>	osserva che l'Unione sta attualmente attraversando la fase più critica in termini di sicurezza dalla Seconda guerra mondiale e si trova ad affrontare sfide importanti quali il rafforzamento delle proprie capacità militari e infrastrutture di cibersicurezza, la lotta alle minacce ibride e al terrorismo nonché la protezione delle infrastrutture critiche; sottolinea che le aspirazioni neoimperialistiche e l'atteggiamento revisionista della Russia costituiscono la minaccia più grave per la sicurezza dell'Unione ed evidenzia la necessità di rafforzare urgentemente le capacità di difesa e di deterrenza dell'Unione; ricorda, in tale contesto, che i cambiamenti climatici e il degrado ambientale hanno ripercussioni crescenti in termini di sicurezza sulle infrastrutture critiche, sui sistemi energetici e sulla preparazione alle crisi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina ha rappresentato un campanello d'allarme per l'Europa, spingendola a dare priorità alla sicurezza e alla difesa e a investirvi maggiormente; evidenzia che la Russia prosegue la sua aggressione sul continente europeo anche con il sostegno dei suoi mandatari, come i regimi iraniano, nordcoreano e bielorusso; prende atto delle attività malevole dei concorrenti strategici dell'Unione e della guerra ibrida in corso, condotta da vari attori statali e non statali che costituiscono una minaccia per la sicurezza europea e per l'ordine internazionale basato su regole; sottolinea le particolari preoccupazioni in materia di sicurezza degli Stati membri situati sul fianco orientale dell'Unione, che sono direttamente minacciati dall'aggressione russa e dalla guerra ibrida; sottolinea che il proseguimento della cooperazione economica tra l'UE e la Cina deve essere rivalutato alla luce del sostegno cinese all'economia di guerra russa, al fine di rafforzare la resilienza economica dell'Unione grazie, tra l'altro, alla riduzione dei rischi; sottolinea che l'UE non deve far fronte solo alla concorrenza strategica della Cina, che svolge un ruolo fondamentale di facilitatore e sostenitore della guerra di aggressione della Russia, bensì anche agli effetti di ricaduta dei conflitti in Medio Oriente e in Africa, fronteggiando nel contempo le minacce e le sfide comuni e globali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea che, nell'ambito della bussola strategica, l'UE si impegna a collaborare in modo più coerente, continuativo e completo coi suoi partner, instaurando così partenariati reciprocamente vantaggiosi e mirati, basati su valori e interessi condivisi; evidenzia l'importanza dell'interoperabilità, della formazione congiunta e dell'innovazione industriale nel settore della difesa nell'ambito di tali partenariati, in particolare attraverso iniziative quali il programma per l'industria europea della difesa e lo strumento SAFE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che l'UE e i suoi Stati membri rimangono fermamente impegnati a favore di un ordine internazionale basato su regole, fondato sul rispetto del diritto internazionale, dei principi della Carta delle Nazioni Unite e dei valori della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto, sanciti dal TUE; sottolinea che tale impegno costituisce il fondamento dell'azione esterna dell'Unione e dei suoi sforzi per promuovere la pace, la stabilità, il multilateralismo e la prosperità in tutto il mondo; evidenzia che i partenariati in materia di sicurezza e difesa dovrebbero integrare la prevenzione dei conflitti, la sicurezza climatica e la sostenibilità come priorità trasversali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>auspica un aggiornamento periodico della bussola strategica, per far sì che la visione strategica e gli obiettivi comuni dell'UE siano sempre al passo con le recenti evoluzioni geopolitiche, sociali e tecnologiche; invita la Commissione e il servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a integrare la pianificazione della resilienza nelle iniziative di sicurezza che riguardano le infrastrutture critiche, le catene di approvvigionamento e l'autonomia energetica;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Importanza cruciale del partenariato strategico UE-NATO</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>pone l'accento sul partenariato strategico rafforzato con la NATO, che comprende dialoghi strutturati e una cooperazione operativa e settoriale rafforzata, in particolare in ambiti quali la mobilità militare, la sicurezza marittima, l'industria della difesa e lo sviluppo delle capacità, attuato principalmente attraverso esercitazioni congiunte e la collaborazione a livello di personale, consolidando così il pilastro europeo della NATO; sottolinea che tale cooperazione deve continuare a rafforzarsi reciprocamente, sulla base della fiducia, della trasparenza e del rispetto dell'autonomia decisionale di entrambe le organizzazioni; evidenzia che la responsabilità democratica e il controllo parlamentare sono essenziali per garantire che tale cooperazione rafforzi la sicurezza europea e transatlantica; sottolinea che 23 dei 27 Stati membri dell'UE sono membri della NATO e ritiene che la cooperazione con i membri europei della NATO non appartenenti all'UE dovrebbe essere riaffermata esaminando le possibilità per rafforzare tali partenariati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>	sottolinea che la NATO è l'alleanza militare e politica di maggior successo nella storia moderna, dal momento che da oltre settant'anni garantisce la difesa collettiva, la stabilità e la sicurezza dei suoi membri; sottolinea che, complessivamente, l'UE e la NATO rappresentano oltre un miliardo di cittadini e comprendono alcune delle principali economie al mondo, formando una comunità unita da valori democratici comuni e interessi condivisi in materia di sicurezza; sottolinea l'importanza di istituzionalizzare tale dialogo attraverso consultazioni ministeriali periodiche tra l'UE e la NATO, esercizi congiunti di previsione strategica e una pianificazione coordinata della risposta alle crisi, garantendo che il coordinamento politico proceda di pari passo con la cooperazione operativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>sottolinea che i rapporti dell'UE con la NATO rappresentano una priorità e devono continuare a svilupparsi, in particolare attraverso una maggiore condivisione di informazioni e di intelligence; evidenzia che la cooperazione UE-NATO è fondamentale per la deterrenza, la protezione delle infrastrutture critiche, la mobilità militare, le reti energetiche, le comunicazioni digitali, gli ecosistemi della cibersicurezza, spaziali e della difesa nonché per la resilienza sociale e democratica; chiede la piena attuazione delle dichiarazioni congiunte UE-NATO; invita inoltre gli Stati membri che sono anche membri della NATO a intensificare il loro impegno nei confronti di quest'ultima;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea che la NATO rimane l'alleanza fondamentale per la difesa collettiva transatlantica e che l'UE e la NATO svolgono ruoli complementari, coerenti e sinergici per garantire la sicurezza in Europa e migliorare la sicurezza internazionale, e incoraggia una stretta collaborazione e un partenariato reciprocamente vantaggioso con gli Stati Uniti in tal senso; sottolinea che un'Unione europea più forte e più capace nei settori della sicurezza e della difesa contribuirà positivamente alla sicurezza globale e transatlantica; evidenzia la necessità di un forte pilastro di difesa dell'UE in seno alla NATO, in grado di agire autonomamente in modo complementare alla NATO, rafforzando così il partenariato transatlantico e fornendo le necessarie garanzie di sicurezza all'Unione, ai suoi Stati membri e all'ordine internazionale basato su regole; sottolinea, nel contempo, che la difesa europea deve essere pienamente autonoma e presentare una capacità di deterrenza sufficientemente forte; mette in guardia dai rischi derivanti dal cambiamento di orientamento della politica estera statunitense, che potrebbe tradursi in una riduzione degli impegni assunti nei confronti dell'Europa in materia di sicurezza; sottolinea pertanto la necessità che l'Unione sviluppi la propria capacità di pianificazione e operativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>sottolinea che il rafforzamento della sicurezza europea dipende dalla capacità degli Stati membri di dotarsi di strumenti militari interoperabili, sviluppati congiuntamente dall'industria della difesa europea, al fine di garantire una risposta rapida ed efficace a qualsiasi minaccia all'integrità territoriale e alla sovranità degli Stati membri dell'Unione; sottolinea che, in tale contesto, occorre determinare le capacità militari in sinergia con il processo di pianificazione della difesa della NATO (NDPP), secondo il principio di un unico insieme di forze; rileva che l'Unione svolge un ruolo in materia di regolamentazione e investimenti a sostegno della competitività industriale, dello sviluppo tecnologico e della logistica della difesa europea; sottolinea che la normazione rimane un pilastro fondamentale della cooperazione UE-NATO al fine di garantire l'interoperabilità, la complementarità degli sforzi e l'uso efficiente delle risorse, evitando nel contempo inutili duplicazioni; invita la Commissione e gli Stati membri a semplificare e armonizzare le norme relative alla produzione, alla certificazione, al trasferimento, alla mobilità militare e alla manutenzione dei materiali e dei sistemi di difesa, al fine di creare una catena di approvvigionamento industriale europea competitiva, resiliente e integrata, in grado di garantire una maggiore preparazione operativa e una piena ed efficace interoperabilità tra l'Unione e la NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>sottolinea il ruolo della NATO quale attore globale e partner affidabile negli sforzi a favore della non proliferazione delle armi di distruzione di massa, come le armi nucleari, chimiche, biologiche e radiologiche, e nella lotta contro il terrorismo globale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Necessità dei partenariati dell'UE in materia di sicurezza e difesa</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>si compiace che l'UE si stia posizionando come partner affidabile in materia di sicurezza globale consolidando la sua PSDC, anche attraverso partenariati reciprocamente vantaggiosi in materia di sicurezza e difesa nonché dialoghi bilaterali e multilaterali più approfonditi; osserva che ad oggi sono stati instaurati partenariati in materia di sicurezza e difesa con otto paesi e che altri sono in fase di preparazione, tra cui quello con l'Islanda; chiede che tali partenariati comprendano una cooperazione industriale strutturata volta ad aumentare le capacità di produzione con sede nell'Unione per i beni essenziali di produzione nel settore della difesa, nel contesto del rafforzamento della base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>ritiene che il quadro di partenariato in materia di sicurezza e difesa stia dando nuovo slancio ai dialoghi in corso in materia di sicurezza e difesa e alla cooperazione pratica; sottolinea l'importanza di ottenere risultati tangibili e di raggiungere traguardi con scadenze concordate; insiste sulla necessità di monitorare i risultati, di effettuare revisioni bilaterali e di confrontarsi sulla percezione delle minacce multisettoriali e sugli interessi reciproci, in quanto fondamentali per l'attuazione dei partenariati; sottolinea l'importanza di garantire, attraverso partenariati strategici in materia di sicurezza e difesa, un approvvigionamento affidabile di materie prime critiche che sono essenziali per la difesa europea; invita la vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) a trasmettergli una valutazione periodica dello stato di attuazione dei partenariati in materia di sicurezza e difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea che i partenariati in materia di sicurezza e difesa comprendono la cooperazione con le missioni in ambito PSDC, poiché mirano a creare sinergie, a migliorare l'interoperabilità e a rafforzare le capacità complessive dell'Unione in materia di sicurezza e difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica e il carattere prioritario dei partenariati in materia di sicurezza e difesa firmati con la Norvegia, il Regno Unito e il Canada, che sono alleati della NATO e partner fondamentali dell'UE nel settore della difesa; incoraggia ad approfondire tali partenariati, anche nei settori dell'industria della difesa, delle minacce informatiche e ibride nonché della sicurezza marittima, al fine di sviluppare capacità militari congiunte e di promuovere una più stretta collaborazione; sottolinea che la cooperazione industriale dovrebbe dare priorità ai progetti che contribuiscono all'autonomia strategica e alla resilienza, garantendo una distribuzione geografica equilibrata degli investimenti tra gli Stati membri e prestando particolare attenzione al fianco orientale; incoraggia l'Unione a firmare accordi analoghi con i partner che condividono gli stessi principi, compresi quelli che non sono membri della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>evidenzia che le relazioni tra l'Unione e gli Stati Uniti rimangono una pietra angolare della sicurezza e della difesa europee; sottolinea l'importanza di valutare la possibilità di instaurare un partenariato formale in materia di sicurezza e difesa con gli Stati Uniti, che sia in linea con gli interessi e i valori dell'UE e promuova un ordine internazionale basato su regole; evidenzia la necessità di un dialogo e di una cooperazione costanti sulla percezione delle minacce; ribadisce l'importanza strategica del partenariato dell'Unione con gli Stati Uniti e invita ad approfondire tale cooperazione in modo reciprocamente vantaggioso, anche individuando le migliori modalità di collaborazione tra le industrie della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>sottolinea che, senza sicurezza in Ucraina, non può esservi sicurezza in Europa; sottolinea l'importanza di valutare l'istituzione di un partenariato formale in materia di sicurezza e difesa con l'Ucraina; afferma che l'Ucraina è un partner strategico prioritario per l'UE e si sta preparando ad assumere il proprio ruolo di membro dell'Unione; ribadisce che l'UE fornirà un sostegno continuo e duraturo all'Ucraina, facendo tutto il necessario per garantire quanto prima la vittoria del paese; insiste sul fatto che l'UE debba contribuire all'istituzione di garanzie di sicurezza solide e giuridicamente fondate a favore dell'Ucraina, al fine di scoraggiare ulteriori aggressioni russe; sottolinea che una più stretta cooperazione tra l'Unione e il settore industriale della difesa ucraino costituisce una priorità, compreso l'allineamento alle norme europee e ai principi di trasparenza; evidenzia l'importanza dei partenariati dell'Unione e dei nove punti degli impegni congiunti in materia di sicurezza tra l'Unione e l'Ucraina nel coordinamento dell'assistenza all'Ucraina; ribadisce l'invito a utilizzare urgentemente i beni russi congelati per sostenere l'Ucraina, nel rispetto del diritto internazionale; sottolinea l'importanza di trarre sistematicamente insegnamenti dall'esperienza operativa dell'Ucraina, in particolare per quanto riguarda droni, sistemi aeromobili senza equipaggio e guerra elettronica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita gli Stati membri a cooperare attivamente e a creare sinergie con l'Ucraina, in particolare nei settori della difesa aerea e missilistica, della guerra con droni e della guerra antidrone, riconoscendone le competenze operative all'avanguardia e le capacità avanzate, rafforzando in tal modo le capacità di difesa dell'UE e ucraine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>si compiace della conclusione, in data 21 maggio 2024, del partenariato UE-Moldova in materia di sicurezza e difesa, incentrato sulla lotta alle minacce ibride;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica dei partenariati dell'Unione con i paesi della regione indo-pacifica, come il Giappone<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">,</STRING></STRING> la Repubblica di Corea <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">e l'India</STRING></STRING>, che hanno già sottoscritto partenariati in materia di sicurezza e difesa, e incoraggia la rapida conclusione dei negoziati con l'Australia e il perseguimento di ulteriori partenariati con altri paesi della regione, in particolare la Nuova Zelanda; sottolinea che le sfide per la sicurezza delle regioni euro-atlantica e indo-pacifica sono strettamente interconnesse; sottolinea la necessità di approfondire la cooperazione con Taiwan in materia di sicurezza e difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>sottolinea l'importanza di valutare una cooperazione rafforzata a diversi livelli e in vari formati in materia di sicurezza energetica, connettività e protezione delle infrastrutture critiche con i paesi del Caucaso e dell'Asia centrale; rileva l'importanza strategica di tali regioni per la diversificazione dell'approvvigionamento energetico, lo sviluppo di corridoi di trasporto sicuri e il rafforzamento della resilienza complessiva dell'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica della regione del Mar Nero per la sicurezza europea; chiede che sia rafforzata la cooperazione in materia di sicurezza e difesa con i partner della regione del Mar Nero che condividono gli stessi principi, e che sia elaborata una strategia globale dell'UE in materia di sicurezza per tale regione; sostiene l'aumento degli investimenti dell'Unione nelle capacità navali, nella difesa costiera e nella conoscenza delle zone marittime del Mar Nero;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>invita gli Stati membri e il SEAE a valutare l'instaurazione di ulteriori partenariati in materia di sicurezza e difesa, sulla base di impegni chiari e reciprocamente vantaggiosi, con altri partner che condividono gli stessi principi e valori e che si impegnano a sostenere un ordine internazionale basato su regole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea l'importanza di istituire partenariati strutturati in materia di sicurezza e difesa con i paesi dei Balcani occidentali, in particolare la Bosnia-Erzegovina, per migliorare la stabilità regionale, contrastare le minacce ibride e rafforzare l'architettura di sicurezza europea nell'immediato vicinato dell'UE; sottolinea che tali partenariati dovrebbero basarsi sull'attuale impegno della PSDC nella regione, compresi la missione EUFOR Althea, i dialoghi politici e di sicurezza e la partecipazione congiunta alle missioni dell'UE, fornendo nel contempo un quadro più strategico e a lungo termine per la cooperazione in settori quali la ciberresilienza, la lotta alla disinformazione e lo sviluppo di capacità di difesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sviluppo di partenariati con l'ONU e di altri partenariati multilaterali</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>sottolinea l'importanza del partenariato strategico UE-ONU per le operazioni di pace e la gestione delle crisi; accoglie con favore le nuove priorità del partenariato strategico UE-ONU per il periodo 2025-2028 e sottolinea la necessità di rafforzare la coerenza e l'efficacia delle missioni e delle operazioni dell'UE e dell'ONU, anche mediante una pianificazione congiunta e processi di analisi degli insegnamenti tratti; chiede la piena attuazione e l'integrazione sistematica dell'agenda su donne, pace e sicurezza, in linea con la risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare per quanto riguarda la protezione dei civili, la partecipazione piena, equa e significativa delle donne ai processi di pace nonché la prevenzione della violenza sessuale legata ai conflitti; chiede una riforma del funzionamento delle Nazioni Unite onde garantire che le loro missioni e operazioni siano efficaci e raggiungano l'effetto desiderato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>constata che l'UE e l'Unione africana mantengono un partenariato strategico, in particolare in materia di pace e sicurezza; sottolinea la necessità di approfondire i partenariati strategici con altre organizzazioni regionali, tra cui l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, l'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico, la Lega degli Stati arabi, il Consiglio di cooperazione del Golfo e l'Organizzazione degli Stati americani, in ambiti di interesse reciproco e attraverso iniziative congiunte, dialogo e una più intensa attività diplomatica; sottolinea l'importanza della cooperazione con i partner in America latina nella lotta alla criminalità organizzata internazionale, ai traffici illeciti transfrontalieri, alle minacce ibride e alla sicurezza marittima, nonché nella promozione della resilienza democratica e della stabilità regionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>chiede di rafforzare la dimensione operativa della cooperazione dell'UE in materia di sicurezza e difesa con i partner che condividono gli stessi principi e altri partner del vicinato meridionale, in particolare nel Mediterraneo, concentrandosi sulla sicurezza marittima, la lotta al terrorismo, la gestione delle frontiere e la protezione delle infrastrutture critiche, sulla base degli impegni stabiliti nel patto per il Mediterraneo, allo scopo di intensificare la cooperazione in materia di sicurezza con i partner mediterranei; sottolinea che l'instabilità nella regione incide direttamente sulla sicurezza interna dell'UE e richiede pertanto una risposta più strategica e coordinata;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Promozione di modalità di cooperazione ampie e su misura</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>sottolinea che l'approccio integrato dell'Unione alla PSDC comprende i quadri giuridici per la partecipazione dei paesi terzi e delle organizzazioni regionali alle missioni e alle operazioni della PSDC; insiste sulla necessità che tali partner sostengano i nostri valori e condividano i nostri interessi; incoraggia la Commissione e il SEAE a razionalizzare ulteriormente le procedure amministrative per garantire una partecipazione più rapida e flessibile dei partner che condividono gli stessi principi, in particolare nelle missioni di formazione, sviluppo delle capacità e di risposta alle crisi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea il ruolo strategico dello strumento europeo per la pace (EPF) in quanto strumento fondamentale per rafforzare le capacità militari e di difesa, sostenere gli aspetti militari delle operazioni di pace e fornire materiale alle forze armate dei partner dell'UE; chiede la piena trasparenza e il controllo democratico di tale strumento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>deplora che il governo ungherese continui a ostacolare il ricorso a tale strumento per assistere l'Ucraina, anche mediante un'azione legale dinanzi al Tribunale, e che continui a bloccare il sostegno dell'EPF all'Armenia; esorta gli Stati membri a fare attivamente pressione sul governo ungherese affinché ponga fine al suo blocco irresponsabile dell'EPF; invita la VP/AR a trovare soluzioni alternative a tale situazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>valuta positivamente il rafforzamento della rete di consulenti militari del SEAE in seno alle delegazioni dell'Unione, in quanto consolida le relazioni con le istituzioni militari e civili dei paesi partner; chiede la convocazione di riunioni periodiche di coordinamento tra tali consulenti per condividere le migliori pratiche, migliorare la conoscenza situazionale e promuovere la coerenza dell'azione esterna dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>insiste sulla necessità che, per essere pronta alla difesa per il 2030, l'UE instauri partenariati e si impegni con partner che condividono gli stessi principi; sottolinea che, per conseguire i propri obiettivi dichiarati, l'UE deve mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento, anche delle materie prime e delle componenti critiche, rafforzare e consolidare l'EDTIB e ridurre le proprie dipendenze strategiche senza crearne di nuove; evidenzia, ad esempio, la dipendenza dell'UE dalla Cina per quanto riguarda le materie prime critiche, che rappresenta una grave vulnerabilità geopolitica ed economica; chiede il controllo democratico e la trasparenza dei partenariati dell'industria della difesa, anche per garantire il rispetto delle norme in materia di lavoro e ambiente; riconosce che la realizzazione di un autentico mercato unico della difesa è decisiva e rafforzerà sia le capacità militari dell'Unione che la sua autonomia strategica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>si compiace del fatto che ai paesi con i quali sono stati siglati partenariati in materia di sicurezza e difesa potrebbe essere concesso un accesso privilegiato allo strumento SAFE; prende atto della conclusione dei negoziati sull'accordo con il Canada conforme allo strumento SAFE; deplora che l'accordo con il Regno Unito non sia ancora stato ultimato; insiste sul fatto che l'inclusione dei due paesi nelle iniziative di difesa dell'UE sarebbe reciprocamente vantaggiosa e farebbe leva sul valore aggiunto di ciascuna industria; sottolinea l'importanza della partecipazione dell'Ucraina allo strumento SAFE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>rimarca che l'Agenzia europea per la difesa coopera anche con paesi terzi, organizzazioni ed entità nel quadro di accordi amministrativi su misura; sottolinea la necessità di garantire che tali accordi contribuiscano al consolidamento dell'EDTIB e alla protezione delle tecnologie dirompenti; chiede una nuova valutazione delle disposizioni amministrative e della loro efficacia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>chiede che il SEAE disponga delle risorse umane e finanziarie necessarie per dare attuazione agli attuali partenariati in materia di sicurezza e difesa, garantendo che producano risultati tangibili;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Rafforzare i principali settori di collaborazione nell'ambito dei partenariati in materia di sicurezza e difesa </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>sottolinea il ruolo dei partenariati in materia di sicurezza e difesa per la gestione integrata delle frontiere con vari partner, che sono particolarmente importanti alla luce delle recenti provocazioni e violazioni dello spazio aereo della NATO da parte dei regimi russo e bielorusso, di cui risentono soprattutto gli Stati del fianco orientale, nonché per gli aspetti esterni della migrazione irregolare; ricorda che gli aspetti esterni della migrazione irregolare incidono anche sugli Stati membri del versante meridionale; chiede un maggiore sostegno finanziario e operativo dell'UE alle capacità di gestione delle frontiere degli Stati in prima linea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>incoraggia il Consiglio europeo a prendere in considerazione la partecipazione dei paesi che hanno firmato partenariati in materia di sicurezza e difesa, segnatamente la Norvegia, il Regno Unito e il Canada, a progetti faro dell'UE quali la sorveglianza del fianco orientale, l'iniziativa europea di difesa antidrone, lo scudo aereo europeo e lo scudo spaziale europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>sottolinea che le priorità di finanziamento dell'UE dovrebbero riflettere la necessità di una distribuzione geografica equilibrata delle capacità industriali, con particolare attenzione al rafforzamento della produzione nel settore della difesa sul fianco orientale dell'UE per tenere conto della vicinanza alle zone ad alto rischio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>chiede maggiori esercitazioni congiunte di sicurezza marittima con gli alleati del caso per promuovere l'interoperabilità e la prontezza operativa sulle vie navigabili e nei punti nevralgici d'importanza strategica in tutto il mondo, in particolare nelle regioni in cui sono minacciati gli interessi fondamentali dell'Unione; insiste sull'importanza della sorveglianza e della protezione delle infrastrutture marittime critiche, tra cui i cavi e le condotte sottomarini, al fine di prevenire attacchi ibridi sempre più frequenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>sottolinea l'importanza dei partenariati in materia di sicurezza e difesa per le missioni e le operazioni in ambito PSDC, in quanto restano la pietra angolare dell'impegno dell'UE in materia di sicurezza esterna e costituiscono un pilastro fondamentale del lavoro dell'UE per la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi e la stabilizzazione postbellica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>insiste sul fatto che gli attacchi informatici, la disinformazione e la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di soggetti stranieri (FIMI), le attività delle organizzazioni criminali transfrontaliere dedite al contrabbando di droga e alla tratta di esseri umani, nonché la strumentalizzazione della migrazione da parte di paesi terzi belligeranti rappresentano una crescente minaccia per la sicurezza dell'UE; chiede una maggiore cooperazione con i partner dell'UE al fine di rafforzarne la resilienza, proteggerne le infrastrutture critiche e scambiare le migliori pratiche di contrasto delle FIMI; sottolinea l'importanza dei partenariati in materia di sicurezza e difesa per sviluppare la resilienza sociale e democratica; incoraggia l'organizzazione di esercitazioni congiunte di risposta a incidenti informatici e lo sviluppo di canali sicuri di condivisione delle informazioni tra l'UE e i suoi partner per contrastare le minacce ibride;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>sottolinea che anche l'approccio dell'UE alla difesa delle infrastrutture sottomarine critiche riflette una crescente consapevolezza delle sfide non tradizionali in materia di sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>pone in evidenza l'importanza della lotta al terrorismo e della prevenzione dell'estremismo violento, affrontando le minacce statali e non statali mediante quadri di sicurezza integrati; sottolinea la necessità di un'ampia cooperazione intergovernativa e della condivisione di informazioni, sia all'interno dell'UE che con i paesi terzi, per combattere e prevenire efficacemente il terrorismo e l'estremismo violento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>sottolinea la rilevanza fondamentale dei partenariati per promuovere comportamenti pacifici e responsabili nello spazio extra-atmosferico, reagire alle minacce spaziali e sostenere l'utilizzo di servizi spaziali ai fini della sicurezza e della difesa; insiste sul fatto che, in particolare, il settore emergente del "New Space" e il suo potenziale innovativo in materia di tecnologie a duplice uso dovrebbero essere pienamente sfruttati anche per gli sviluppi nei settori difensivo e civile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>insiste affinché i partenariati in materia di sicurezza e difesa prevedano una clausola di riesame efficace che permetta di adeguarne l'attuazione e di reagire ai nuovi sviluppi in materia di sicurezza; evidenzia il fatto che tali partenariati, se correttamente attuati, potranno dare risultati concreti che contribuiranno all'assetto di sicurezza europeo;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sviluppare il ruolo del Parlamento nel promuovere la cooperazione in materia di difesa</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>ricorda di aver ripetutamente sottolineato l'importanza dei partenariati in materia di sicurezza e difesa; ritiene che la diplomazia parlamentare integri e sostenga tali partenariati; sottolinea il ruolo chiave svolto dalla commissione per la sicurezza e la difesa e dalla delegazione per le relazioni con l'Assemblea parlamentare della NATO; chiede che il SEAE gli presenti relazioni periodiche sull'attuazione dei partenariati in materia di sicurezza e difesa e sullo stato di avanzamento dei negoziati in corso o previsti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>si impegna a organizzare periodiche riunioni congiunte con la commissione per la sicurezza nazionale, la difesa e l'intelligence della Verkhovna Rada ucraina al fine di promuovere il dialogo a livello parlamentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>si compiace dell'organizzazione della prima riunione interparlamentare delle commissioni per la difesa degli Stati membri dell'UE presso il Parlamento europeo e l'ulteriore approfondimento del partenariato con il personale dei parlamenti nazionali, anche attraverso l'Accademia europea per la sicurezza e la difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>plaude allo svolgimento nei propri locali del 107° seminario Rose-Roth dell'Assemblea parlamentare della NATO, dal titolo "EU-NATO Cooperation: Essential Partnership and Democratic Resilience" (Cooperazione UE-NATO: partenariato essenziale e resilienza democratica); insiste sul fatto che ciò ha posto in evidenza il nuovo ruolo attivo del Parlamento in considerazione del suo status rafforzato di partner in seno all'Assemblea parlamentare della NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>sottolinea la riuscita del primo progetto pilota in assoluto del Parlamento e dell'Assemblea parlamentare della NATO per lo sviluppo di capacità parlamentari nel settore della sicurezza e della difesa per il personale della Verkhovna Rada dell'Ucraina; chiede di estendere tale progetto pilota alla Verkhovna Rada ucraina, ai parlamenti della regione dell'allargamento e a tutti i partenariati in materia di sicurezza e difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>esprime la convinzione che il forum Schuman per la sicurezza e la difesa, organizzato dal SEAE con il contributo del Parlamento, sia un'occasione per mettere a disposizione una piattaforma periodica e di alto livello per il dialogo con i partner; chiede di assumere un ruolo attivo nella definizione della propria agenda e del seguito da darvi, garantendo che i risultati confluiscano nell'attività legislativa sulla politica di sicurezza e di difesa dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>incoraggia l'instaurazione di legami più stretti con le società dei paesi partner e il potenziamento della comunicazione strategica dell'UE; chiede l'avvio di campagne che coinvolgano il Parlamento, altre istituzioni, organi e organismi dell'UE, gli Stati membri e i paesi partner, nonché le organizzazioni non governative, il mondo universitario e i media, al fine di promuovere gli attuali partenariati in materia di sicurezza e difesa e incoraggiarne di nuovi, rafforzando in tal modo l'immagine e la posizione dell'UE tra i paesi con cui ha instaurato tali partenariati; sottolinea la necessità di contrastare le narrazioni finalizzate alla disinformazione e alla manipolazione da parte di attori stranieri mediante strategie di comunicazione coordinate e iniziative di diplomazia pubblica che vedano coinvolte le delegazioni dell'UE e gli Stati membri;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>