<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0045</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">La situazione post-elettorale in Uganda e le minacce rivolte al leader dell'opposizione Bobi Wine</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0121, 0123, 0125 e 0132/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2026 sulla situazione post-elettorale in Uganda e le minacce nei confronti del leader dell'opposizione Bobi Wine (2026/2611(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che le elezioni del 15 gennaio 2026 in Uganda sono state viziate da abusi, gravi restrizioni dello spazio civico, intimidazioni diffuse nei confronti degli esponenti dell'opposizione, frodi, violenze e un blackout di internet a livello nazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, secondo i risultati ufficiali, il presidente Yoweri Museveni è stato proclamato eletto per il suo settimo mandato in un processo elettorale che non ha rispettato le norme democratiche fondamentali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'esercito ha assediato la residenza del leader del partito Piattaforma di unità nazionale (<STRING ITALIC="on">National Unity Platform</STRING> - NUP) e candidato alla presidenza Robert Kyagulanyi (Bobi Wine) e avrebbe aggredito la sua famiglia e il suo personale; che sua moglie, Barbara Kyagulanyi, ha dovuto trasferirsi fuori dall'Uganda;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, in vista delle elezioni, sono state arbitrariamente sospese le organizzazioni della società civile e sono stati presi di mira difensori dei diritti umani e persone che criticano il governo, tra cui Sarah Bireete, che è stata arrestata;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il governo ha condotto una brutale repressione nei confronti di membri dell'opposizione, giornalisti e manifestanti, effettuando oltre 400 arresti arbitrari prima della giornata elettorale e altre centinaia dopo, e che vi sono state segnalazioni di torture e maltrattamenti durante la detenzione; che il 28 novembre 2025 il sostenitore del NUP Mesach Okello è stato ucciso a colpi di arma da fuoco durante una manifestazione pacifica; che leader regionali del NUP sarebbero scomparsi dopo le elezioni e risultano tuttora dispersi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che Kizza Besigye, da lungo tempo figura di spicco dell'opposizione, è stato estradato illegalmente dal Kenya e tenuto in detenzione per oltre un anno prima delle elezioni, che versa ora in gravi condizioni di salute e gli verrebbe negato l'accesso alle cure mediche, e che è sottoposto a processo per tradimento;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna fermamente lo svolgimento delle elezioni e la brutale repressione nei confronti dell'opposizione politica, della società civile, dei giornalisti e dei manifestanti; condanna le vessazioni e le minacce nei confronti di Bobi Wine; denuncia l'uccisione di Mesach Okello;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esorta le autorità ugandesi a porre fine a tutte le violenze, le minacce, le vessazioni e le detenzioni arbitrarie di esponenti dell'opposizione, attivisti e critici, tra cui Bobi Wine e sua moglie, a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutte le persone detenute arbitrariamente, compreso Kizza Besigye, a cessare di processare civili dinanzi a tribunali militari, a ritirare tutte le accuse di matrice politica, tra cui quelle a carico di Sarah Bireete, a rivelare con urgenza dove si trovano tutte le persone scomparse, a garantire la giustizia e l'assunzione di responsabilità e ad allineare le pratiche giudiziarie alle garanzie costituzionali e alle norme internazionali in materia di giusto processo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>esorta le autorità ugandesi a porre fine alle sospensioni arbitrarie dei gruppi della società civile, ad astenersi da qualsiasi ulteriore restrizione di internet e a intraprendere riforme elettorali e istituzionali globali, tra l'altro garantendo l'indipendenza della commissione elettorale e del potere giudiziario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>invita l'UE, i suoi Stati membri e gli organismi regionali ad avviare un dialogo critico con le autorità ugandesi in merito alle violazioni, monitorando attentamente i relativi procedimenti giudiziari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a rivedere la cooperazione con l'Uganda e l'assistenza a essa destinata, al fine di garantire il rispetto dei principi dell'UE, attuare sanzioni mirate e dare priorità al sostegno alla società civile, ai difensori dei diritti umani e delle persone LGBTIQ+ e ai giornalisti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>chiede indagini indipendenti e imparziali sui crimini contro l'umanità commessi dai leader politici e militari ugandesi e di altri paesi africani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla VP / AR, all'Unione africana e alle autorità ugandesi.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>