<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0046</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Oppressione sistemica, condizioni disumane e detenzioni arbitrarie attuate dal regime in Iran</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0110, 0119, 0122, 0128, 0130 e 0133/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2026 sull'oppressione sistemica, le condizioni disumane e le detenzioni arbitrarie attuate dal regime in Iran (2026/2612(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sull'Iran,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la Repubblica islamica esercita un'oppressione sistemica nei confronti della sua popolazione attraverso arresti arbitrari, sparizioni forzate, torture, esecuzioni extragiudiziali, condanne a morte, violenze sessuali, punizioni collettive e condizioni di detenzione disumane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, secondo le stime, il numero delle vittime registrate nel corso delle recenti proteste è compreso tra diverse migliaia e oltre 35 000 persone, tra cui donne, bambini e anziani; che tra queste vittime figurano anche cittadini dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che sono state effettuate decine di migliaia di arresti arbitrari, la cui reale entità è stata sottostimata; che i detenuti non hanno la possibilità di consultare avvocati, contattare i propri familiari o accedere a cure mediche adeguate e sono soggetti a torture, a maltrattamenti attraverso la privazione del sonno e altri abusi e a confessioni forzate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che gli atti documentati raggiungono la soglia per essere riconosciuti come crimini contro l'umanità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'Iran pratica la repressione transnazionale attraverso la coercizione per procura, come avvenuto nel caso di Mohammad Amer Dadafarzin, figlio di Fariba Baloch, impegnata nella difesa dei diritti umani, che è stato sottoposto a detenzione arbitraria e torture per ritorsione contro l'attività svolta dalla madre a favore dei diritti umani e la testimonianza da lei resa dinanzi al Parlamento europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) svolge un ruolo centrale nella repressione agendo impunemente; che l'UE ha designato l'IRGC come organizzazione terroristica;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>esprime la propria solidarietà al popolo iraniano e ribadisce che quest'ultimo rappresenta l'unica fonte legittima di sovranità nel paese; sostiene i cittadini iraniani che aspirano alla libertà e reclamano il diritto di vivere al riparo dalla coercizione islamista;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>deplora il ricorso sistematico, da parte del regime, alla detenzione arbitraria, alla tortura, alle esecuzioni extragiudiziali e alla pena di morte come strumenti di repressione; chiede l'abolizione immediata della pena di morte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita il regime a cessare tutte le violenze contro i civili, a sospendere tutte le esecuzioni e a porre fine alla repressione; chiede il rilascio di tutte le persone detenute arbitrariamente, compresi i cittadini stranieri e con doppia cittadinanza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>esorta le autorità a cessare le persecuzioni nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che prestano soccorso ai manifestanti feriti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>chiede che le atrocità commesse siano documentate in modo indipendente da organismi delle Nazioni Unite e che le prove raccolte vengano conservate in vista di future azioni penali; sottolinea la necessità di garantire l'assunzione di responsabilità attraverso i meccanismi giudiziari internazionali, in particolare mediante il deferimento dell'Iran alla Corte penale internazionale da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>deplora che il regime prenda di mira manifestanti, attivisti, giornalisti, difensori dei diritti umani, cittadini stranieri e con doppia cittadinanza, donne, minoranze e comunità, tra cui i curdi, i beluci, gli arabi di Ahwaz, i baha'i e i cristiani; chiede il rilascio delle persone detenute esclusivamente a causa della loro etnia o delle loro convinzioni religiose;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esorta il Consiglio e gli Stati membri ad ampliare le sanzioni mirate, compresi il congelamento dei beni e il divieto di viaggio, nei confronti dei responsabili di tali abusi, tra cui i membri dell'IRGC e la leadership politica, i pubblici ministeri e gli agenti penitenziari e di sicurezza, nonché a garantire l'applicazione di tali sanzioni e a prevenirne l'elusione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>condanna fermamente l’elezione della Repubblica islamica dell’Iran a vicepresidente della Commissione per lo sviluppo sociale delle Nazioni Unite e deplora le notizie secondo cui il segretario generale delle Nazioni Unite ha inviato un messaggio di congratulazioni al regime in occasione dell’anniversario della rivoluzione islamica, che legittima un governo responsabile di uccisioni di massa, torture e detenzioni arbitrarie e indebolisce il principio di responsabilità internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>condanna l'oppressione nei confronti delle donne e chiede il rilascio immediato di tutte le detenute, in particolare di Narges Mohammadi, vincitrice del premio Nobel;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>condanna l'uso deliberato della diplomazia degli ostaggi da parte delle autorità iraniane; esorta l'UE e i suoi Stati membri a elaborare una controstrategia che permetta di prestare assistenza alle famiglie dei detenuti e di prevenire la cattura di ulteriori ostaggi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a fornire protezione e assistenza umanitaria alle persone in grave pericolo di vita e a favorire soluzioni volte a ripristinare l'accesso a internet;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla VP/AR, agli Stati membri, alle Nazioni Unite e alle autorità iraniane.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>