<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0047</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Espulsioni mirate di giornalisti e cristiani stranieri dalla Turchia con il pretesto della sicurezza nazionale</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0120, 0129, 0131 e 0134/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2026 sulle espulsioni mirate di giornalisti e cristiani stranieri dalla Turchia con il pretesto della sicurezza nazionale (2026/2613(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che, secondo la relazione 2025 della Commissione sulla Turchia, il contesto per la libertà e il pluralismo dei media è limitato; che sono emerse preoccupazioni in merito alla detenzione e all'espulsione di giornalisti stranieri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, negli ultimi anni, almeno 300 pastori e missionari cristiani stranieri, insieme ai loro familiari, sono stati espulsi dalla Turchia ed è stato loro negato di rientrare nel paese mediante l'applicazione delle misure amministrative "N-82" e "G-87" che li designano come minacce per la sicurezza nazionale, senza prove, processi né mezzi di ricorso effettivi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che Kaveh Taheri, giornalista freelance indipendente iraniano riconosciuto come rifugiato dall'UNHCR, è stato arrestato il 26 gennaio 2026 e rischia l'espulsione e la persecuzione politica in Iran; che il 20 gennaio 2026 il giornalista Nujan Mala Hassan è stato ferito con colpi di arma da fuoco dalle guardie di frontiera turche, mentre documentava alcune proteste; che altri giornalisti sono già stati espulsi, compreso Mark Lowen, corrispondente della BBC, e che altri ancora sono stati arrestati e minacciati di espulsione, come il giornalista francese Raphaël Boukandoura;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che i cristiani risultano essere il gruppo religioso più perseguitato al mondo; che il mancato riconoscimento di tale realtà e l'assenza di risposte al riguardo compromettono la credibilità degli sforzi internazionali intesi a tutelare la libertà di religione e di credo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che diversi casi correlati sono pendenti dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo, compresa la causa <STRING ITALIC="on">Wiest</STRING> contro <STRING ITALIC="on">Turchia</STRING>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la trasformazione della basilica di Santa Sofia in moschea, la distruzione delle chiese cristiane e la continua pressione esercitata sulle comunità cristiane sono prova di un modello più ampio e sistematico di restrizione delle libertà fondamentali, compresa la libertà di espressione e di religione;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna con fermezza le espulsioni mirate dei giornalisti e dei cristiani stranieri con il pretesto infondato della sicurezza nazionale e senza un giusto processo; deplora il mancato accesso alle prove e l'assenza di un controllo giurisdizionale effettivo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esprime fermo sostegno ai cristiani e afferma che la libertà di religione e di credo, compreso il diritto di praticare, cambiare o manifestare la propria religione individualmente o in comunità con altri, deve essere pienamente tutelata in conformità del diritto internazionale in materia di diritti umani e rispettata senza discriminazioni né interferenze da parte delle autorità statali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ritiene che tali espulsioni mirate avvengano in un contesto più ampio di arretramento democratico, erosione dell'indipendenza della magistratura, criminalizzazione del dissenso e attacchi alla società civile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>invita la Turchia a porre immediatamente fine a tutte le forme di vessazione giudiziaria e amministrativa a carico dei giornalisti stranieri, spesso sulla base del pretesto della sicurezza nazionale; esprime profonda indignazione per le detenzioni e gli arresti arbitrari segnalati; invita la Turchia a porre immediatamente fine alle procedure di espulsione nei confronti di Kaveh Taheri e di tutti gli altri giornalisti stranieri; chiede la sospensione di tutti i procedimenti giudiziari nei confronti del giornalista svedese Joakim Medin e di tutti i giornalisti condannati per aver svolto il loro lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>condivide la valutazione contenuta nella relazione 2025 sulla Turchia circa il contesto restrittivo per i giornalisti e le voci critiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>esprime la propria solidarietà ai giornalisti turchi che continuano a documentare quanto accade in modo indipendente nonostante i numerosi abusi; invita la Commissione a fornire maggiore sostegno ai media indipendenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esorta la Turchia a cessare immediatamente l'uso dei codici amministrativi di sicurezza "N-82" e "G-87", a prendere decisioni individuali motivate e soggette a un controllo giurisdizionale indipendente e a consentire alle persone espulse arbitrariamente di rientrare nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>invita la VP/AR e la Commissione a sollevare sistematicamente tali preoccupazioni nel contesto del dialogo politico con la Turchia e a valutare l'adozione di misure mirate qualora tali abusi dovessero persistere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla VP/AR e agli Stati membri nonché al governo e al parlamento della Turchia.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>