<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0051</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione al Consiglio concernente le priorità dell'UE in vista della 70</STRING><STRING BOLD="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING></STRING><STRING BOLD="on"> sessione della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0010/2026 - Relatrice: Lina Gálvez)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RECOM><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2026 al Consiglio concernente le priorità dell'UE in vista della 70</STRING><STRING BOLD="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING></STRING><STRING BOLD="on"> sessione della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile (2025/2240(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la 70<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, prevista per marzo 2026, la sua tematica prioritaria "Garantire e rafforzare l'accesso alla giustizia per tutte le donne e le ragazze, anche promuovendo sistemi giuridici inclusivi ed equi, eliminando leggi, politiche e pratiche discriminatorie e affrontando gli ostacoli strutturali" e la sua tematica di revisione "La partecipazione piena ed effettiva delle donne al processo decisionale nella vita pubblica e l'eliminazione della violenza per conseguire la parità di genere e l'emancipazione di tutte le donne e le ragazze",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna del 18 dicembre 1979,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 12 dicembre 2006, in particolare gli articoli 6 e 13 sull'accesso alla giustizia e la discriminazione multipla cui sono esposte le donne e le ragazze con disabilità,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, segnatamente il principio del "non lasciare indietro nessuno" e, in particolare, l'obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) n. 5, che mira a conseguire la parità di genere e a garantire che le donne godano di pari diritti in materia di risorse economiche, come pure dell'accesso alla titolarità e al controllo della terra e ad altre forme di proprietà, ai servizi finanziari, all'eredità e alle risorse naturali, nonché l'OSS n. 10, che mira a eliminare leggi, politiche e pratiche discriminatorie e a promuovere una legislazione, politiche e azioni appropriate,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 20, 21, 23 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'11 aprile 2024 sull'inclusione del diritto all'aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/1279, 13.3.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/1279/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 25 novembre 2020, dal titolo "Piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere III – Un'agenda ambiziosa per la parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna dell'UE" (JOIN(2020)0017), che delinea il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere per il periodo 2021-2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 7 marzo 2025 dal titolo "Una tabella di marcia per i diritti delle donne" (COM(2025)0097), che ribadisce l'impegno dell'UE a favore della parità di genere,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 5 marzo 2020 intitolata "Un'Unione dell'uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025" (COM(2020)0152),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 novembre 2025 sulla strategia per la parità di genere 2025<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0278.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI<FOOTNOTE><FIELD> GU L 315 del 14.11.2012, pag. 57, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2012/29/oj.</FIELD></FOOTNOTE> e la rifusione di tale direttiva, ancora in corso,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2024/1385 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1385, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1385/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 1820 (2008) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, del 19 giugno 2008, sulla violenza sessuale come arma di guerra,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i principi e gli orientamenti delle Nazioni Unite sull'accesso al patrocinio a spese dello Stato nei sistemi giudiziari penali, adottati nel dicembre 2012,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il programma Giustizia della Commissione 2021-2027, che prevede finanziamenti a sostegno della cooperazione giudiziaria in materia civile e penale, come la formazione dei giudici e di altri operatori del diritto, e di un accesso effettivo alla giustizia per i cittadini e le imprese,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (convenzione di Istanbul),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 81, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 121 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere (A10-0010/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la parità tra donne e uomini è un principio fondamentale sancito dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea e dall'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; che tale principio si applica a tutti gli ambiti della vita e a tutte le politiche, compreso l'accesso alla giustizia; che l'integrazione della dimensione di genere, il bilancio di genere e un approccio intersezionale dovrebbero essere attuati e integrati in tutte le pertinenti politiche dell'UE e sono componenti essenziali per conseguire la parità di genere; che le politiche interne ed esterne dovrebbero rimanere coerenti e uniformi al fine di garantire la promozione efficace e credibile dei diritti umani e fondamentali, della democrazia e della parità di genere in tutto il mondo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'uguaglianza di genere, la democrazia, i diritti fondamentali e lo Stato di diritto sono indissolubilmente legati; che il crescente regresso dei diritti delle donne e dell'uguaglianza di genere è alimentato dall'ascesa di movimenti anti-gender e antidemocratici; che i recenti tagli agli aiuti allo sviluppo degli Stati Uniti hanno un impatto sproporzionato sulle donne e sulle ragazze in tutto il mondo, aumentando le vulnerabilità e danneggiando le comunità; che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha messo in guardia contro la resistenza attiva alla parità di genere e la reazione a livello transnazionale contro i diritti delle donne; che vi è un'urgente necessità di riaffermare la parità sostanziale e i diritti umani di donne e ragazze<FOOTNOTE><FIELD> https://documents.un.org/doc/undoc/gen/g24/073/47/pdf/g2407347.pdf.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che i diritti delle donne e delle ragazze e la parità di genere sono diritti umani fondamentali e presupposti essenziali per lo sviluppo umano, la giustizia sociale, la democrazia, lo Stato di diritto, il miglioramento del tenore di vita, la riduzione della povertà, la lotta alla crisi climatica e la creazione delle basi necessarie per un mondo pacifico, giusto, prospero e sostenibile; che, nel complesso, il conseguimento dei diritti delle donne e delle ragazze in tutto il mondo migliora la competitività promuovendo una crescita inclusiva, riducendo le disuguaglianze e garantendo il pieno utilizzo delle competenze e del potenziale delle donne in tutti i settori della società;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la povertà e la discriminazione sono aggravate da fattori intersezionali quali il razzismo, la disabilità, lo status migratorio, l'orientamento sessuale, l'identità di genere e le caratteristiche sessuali, come evidenziato all'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; che la povertà mestruale rimane un ostacolo significativo alla parità di genere, limitando l'istruzione, la salute e la partecipazione economica di milioni di donne e ragazze in tutto il mondo, restringendo in tal modo il loro accesso alla giustizia e compromettendo la loro rappresentanza e partecipazione ai processi decisionali a tutti i livelli;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'accesso alla giustizia è ampiamente riconosciuto come un diritto umano fondamentale ai sensi del diritto internazionale, un concetto centrale nel più ampio ambito della giustizia e una pietra angolare per lo Stato di diritto e la democrazia; che l'UE riconosce l'accesso alla giustizia come diritto fondamentale sancito dall'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; che un accesso effettivo alla giustizia richiede dati affidabili, procedure trasparenti, politiche basate su dati concreti e istituzioni imparziali che garantiscano che le donne e le ragazze possano esercitare i loro diritti senza discriminazioni; che l'accesso alla giustizia è un diritto umano fondamentale basato su leggi eque, un'applicazione efficace, un sostegno a prezzi accessibili, istituzioni sensibili alla dimensione di genere e meccanismi di responsabilità; che leggi discriminatorie, stereotipi di genere, barriere finanziarie e pregiudizi istituzionali continuano a ostacolare molte donne e ragazze, in particolare quelle che subiscono discriminazioni intersezionali; che le donne e le ragazze in situazioni vulnerabili, comprese quelle con disabilità, quelle che vivono in zone rurali o remote e le donne anziane, incontrano spesso ulteriori ostacoli nell'accesso alla giustizia e all'assistenza legale; che la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale plasmano in misura sempre maggiore l'accesso alla giustizia, rendendo necessaria un'azione contro la discriminazione algoritmica, l'esclusione digitale e i danni online; che il patrocinio a spese dello Stato è essenziale per un accesso equo alla giustizia, mentre gli scambi di migliori pratiche contribuiscono a rafforzare la qualità e la coerenza dei sistemi di patrocinio a spese dello Stato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'accesso universale e paritario alla giustizia per le donne e le ragazze rimane una questione complessa e critica in tutte le regioni del mondo e risulta particolarmente problematico in alcune regioni, in particolare in quelle in cui le istituzioni democratiche e lo Stato di diritto sono deboli; che la deterrenza economica, l'accesso limitato al patrocinio a spese dello Stato, i costi elevati, la complessità delle procedure giuridiche, le barriere digitali e linguistiche, la sfiducia nei confronti dei sistemi giudiziari, gli stereotipi di genere prevalenti, i pregiudizi razziali, la misoginia e la discriminazione sistemica continuano a ostacolare l'accesso effettivo delle donne e delle ragazze alla giustizia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che le donne continuano a essere gravemente sottorappresentate in tutto il mondo ai massimi livelli della magistratura e delle autorità giudiziarie, in particolare nelle posizioni dirigenziali quali presidenti di tribunale, giudici supremi e capi delle procure; che il conseguimento di una rappresentanza di genere equilibrata in tali organi decisionali deve essere una priorità; che occorre mantenere un approccio sensibile alla dimensione di genere, anche quando la presenza delle donne è stata garantita; che l'integrazione di una prospettiva di genere nel processo decisionale giudiziario è essenziale per garantire la parità di accesso alla giustizia per le donne e le ragazze e richiede la valutazione dei fatti e l'applicazione della legge senza pregiudizi di genere e stereotipi dannosi, sia nella decisione stessa che nel processo attraverso il quale viene adottata; che nel 2024 il comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW) ha formulato la raccomandazione generale n. 40 sulla rappresentanza paritaria e inclusiva delle donne nei sistemi decisionali, in termini sia di parità di accesso che di parità di potere all'interno di tali sistemi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che le Nazioni Unite sostengono attivamente una maggiore partecipazione delle donne al settore della giustizia attraverso iniziative e campagne specifiche; che una maggiore rappresentanza delle donne all'interno delle istituzioni giudiziarie è legata ad approcci alla giustizia maggiormente incentrati sulle vittime ed è essenziale per garantire che queste si sentano sostenute e ascoltate quando si fanno avanti e cercano di accedere alla giustizia; che sono necessarie norme chiare e disposizioni legislative rigorose, una formazione sulla loro applicazione e iniziative di sensibilizzazione in materia di genere e giustizia, sia per i professionisti del settore della giustizia che per la società civile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la violenza contro le donne, la violenza di genere e la violenza domestica costituiscono violazioni dei diritti fondamentali; che i sistemi giuridici devono rispondere pienamente alle esigenze specifiche delle vittime fornendo una protezione idonea, mezzi di ricorso efficaci, servizi di assistenza accessibili e una formazione adeguata alle autorità competenti che entrano in contatto con le vittime della violenza di genere, al fine di evitare la vittimizzazione secondaria; che molte donne e ragazze incontrano ancora notevoli ostacoli nel denunciare gli abusi e nell'ottenere assistenza legale; che tutte le forme di violenza, compresi gli abusi psicologici, emotivi e mentali, nonché il controllo coercitivo e finanziario, devono essere formalmente riconosciute; che il persistere di stereotipi di genere, misoginia e sessismo all'interno delle istituzioni, unitamente agli ostacoli strutturali e procedurali, continua a impedire alle donne vittime di violenza di accedere alla giustizia; che la specializzazione giudiziaria in materia di violenza di genere si è dimostrata efficace in quanto concentra le competenze, migliora la gestione dei casi e promuove un ambiente più sensibile alle questioni di genere e solidale con le vittime<FOOTNOTE><FIELD> UN Women, "Handbook for National Action Plans on Violence against Women" (Manuale per i piani d'azione nazionali sulla violenza contro le donne), 2012.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che le molestie sul luogo di lavoro e in contesti politici, giudiziari, accademici o online costituiscono un ostacolo che impedisce alle donne di accedere alla giustizia e di assumere o mantenere ruoli pubblici e decisionali; che la violenza diffusa online, l'incitamento all'odio e i reati generati dall'odio sempre più spesso rivolti alle donne e alle ragazze hanno gravi conseguenze per la loro vita quotidiana, limitano la loro partecipazione alla vita pubblica e compromettono la loro equa rappresentanza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che i conflitti armati, gli sfollamenti forzati, le conseguenze dei cambiamenti climatici e le emergenze umanitarie aggravano le disuguaglianze e indeboliscono i sistemi di protezione, lasciando le donne e le ragazze a maggior rischio di violenza di genere, compresi i matrimoni forzati, la violenza sessuale durante il transito, la tratta, la violenza di genere nei centri di accoglienza o di asilo e la violenza sessuale e la tortura come arma di guerra; che la violenza sessuale connessa ai conflitti rimane una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, utilizzata per terrorizzare le popolazioni civili, reprimere la resistenza e distruggere le comunità, e costituisce un crimine di guerra, un crimine contro l'umanità o atti che contribuiscono al genocidio ai sensi del diritto internazionale; che l'agenda delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza è fondamentale per affrontare le attuali sfide mondiali in materia di pace e sicurezza; che i conflitti armati in corso e le minacce alla sicurezza emergenti e sempre più complesse colpiscono in modo sproporzionato le donne e le ragazze e hanno portato a un deterioramento del loro status, con conseguenze negative per il pieno godimento dei loro diritti umani a livello mondiale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la convenzione di Istanbul è uno degli strumenti giuridici internazionali più avanzati e stabilisce obblighi vincolanti per prevenire e combattere la violenza di genere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che le violazioni della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti, comprese la negazione dei servizi di aborto sicuro e legale e tutte le forme di violenza ostetrica e ginecologica, costituiscono violenza di genere e violazioni dei diritti umani fondamentali; che, in base a norme sociali persistenti, la violenza di genere è legittimata, l'accesso ai servizi sanitari, compresa l'assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, è limitato, il lavoro di assistenza non retribuito è assegnato prevalentemente alle donne e le opportunità di leadership delle donne sono limitate; che l'accesso all'assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, compreso l'aborto sicuro e legale, è un diritto umano fondamentale che deve essere rispettato a livello mondiale; che milioni di donne non hanno ancora tale accesso, il che le espone a danni fisici e a stress economico e psicologico; che le minacce e gli attacchi contro le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani, in particolare le persone che sostengono la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, stanno aumentando a un ritmo allarmante;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che lo stupro rimane una violazione diffusa dei diritti umani ed è spesso utilizzato come arma di guerra per terrorizzare le popolazioni civili e distruggere le comunità; che è necessaria un'azione urgente per porre fine all'impunità in tale ambito e garantire giustizia alle vittime di stupro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che gli stereotipi giudiziari e le norme di genere prevalenti, unitamente a informazioni insufficienti, possono ostacolare l'accesso effettivo alla giustizia per le donne e le ragazze vittime e sopravvissute alla violenza; che la violenza di genere e gli ostacoli all'accesso delle donne alla giustizia possono incidere sulla loro piena partecipazione alla vita pubblica; che tale situazione mina la fiducia delle donne e delle ragazze nel sistema giudiziario e contribuisce alla scarsità di denunce, in particolare nei casi di violenza di genere; che molte persone sopravvissute alla violenza di genere continuano a subire colpevolizzazione, stigmatizzazione, timore di ritorsioni e vittimizzazione secondaria, che le dissuadono ulteriormente dal cercare giustizia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che gli stereotipi di genere, la misoginia e il sessismo all'interno del sistema giudiziario continuano a rafforzare le disuguaglianze di genere perpetuando atteggiamenti distorti, pratiche discriminatorie e dinamiche di potere inique; che tali barriere sistemiche minano la fiducia delle donne nella ricerca della giustizia, limitano la loro equa rappresentanza e contribuiscono al persistere dell'ingiustizia e dell'emarginazione nei processi giuridici; che la presenza di pregiudizi e stereotipi di genere nel sistema giudiziario è stata pienamente esposta e denunciata dal movimento MeToo, che ha mobilitato donne e ragazze in tutti i continenti dimostrando che, nonostante i diversi contesti sociali, economici e giuridici, le sfide cui devono far fronte le donne e le ragazze nei sistemi giudiziari sono molto simili e richiedono pertanto un'azione concertata;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">raccomanda al Consiglio di:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>ribadire il forte impegno dell'UE a favore della parità di genere e garantire la piena attuazione dei diritti delle donne e delle ragazze in tutti gli aspetti dell'azione esterna dell'UE, compresi lo sviluppo, il commercio e la politica estera, attraverso un approccio adeguatamente finanziato, inclusivo e intersezionale che metta in discussione gli stereotipi di genere e si basi sul principio di non discriminazione, al fine di promuovere rapidamente la parità di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>garantire il pieno coinvolgimento del Parlamento e della sua commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere nel processo decisionale sulla posizione dell'UE alla 70<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile; garantire che il Parlamento disponga di informazioni adeguate e acceda al documento di posizione dell'UE prima dei negoziati; migliorare ulteriormente la cooperazione interistituzionale, anche durante i negoziati, in modo che le priorità del Parlamento siano adeguatamente integrate; sottolineare che la partecipazione e la leadership delle donne nei ruoli decisionali sono ancora carenti, anche nella politica estera e nella costruzione della pace; riconoscere che gli studi hanno dimostrato che gli accordi di pace raggiunti con la partecipazione attiva delle donne hanno maggiori possibilità di essere sostenibili ed efficaci<FOOTNOTE><FIELD> Studio "Women's role in peace processes" (Il ruolo delle donne nei processi di pace), Parlamento europeo, direzione generale delle Politiche interne dell'Unione, dipartimento tematico Diritti dei cittadini e affari costituzionali, maggio 2019.</FIELD></FOOTNOTE>; affermare che le recenti valutazioni globali sottolineano che, nonostante gli attuali impegni, i progressi nel promuovere la partecipazione e la leadership piene, paritarie e significative delle donne nei processi di pace e sicurezza rimangono limitati;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>riconfermare l'impegno dell'UE a favore della parità di genere quale priorità orizzontale; sostenere e difendere i valori della diversità, dell'uguaglianza e dell'inclusione; sottolineare la necessità di sviluppare uno strumento globale per monitorare e contrastare il regresso democratico e dei diritti delle donne, che sono intrinsecamente legati; assumere un ruolo guida nella lotta globale contro il regresso della parità di genere e condannare fermamente gli attacchi dei movimenti anti-gender e anti-diritti, che diffondono menzogne, minano la democrazia e prendono di mira i diritti delle donne e delle persone LGBTIQ+;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>garantire che gli strumenti dell'UE e internazionali siano complementari e ambiziosi, con disposizioni solide e sostanziali volte a emancipare le donne e le ragazze e a garantire l'accesso alla giustizia; sottolineare che il diritto al patrocinio a spese dello Stato e all'assistenza legale è essenziale per garantire un accesso universale ed equo alla giustizia per tutti e un'effettiva partecipazione ai procedimenti pertinenti; sottolineare inoltre che le persone con disabilità, in particolare le donne e le ragazze con disabilità, incontrano ostacoli strutturali e pratici all'accesso alla giustizia e alla partecipazione pubblica; insistere sulla necessità di adottare misure specifiche per garantirne la piena inclusione e l'accesso universale a una protezione efficace; garantire che l'UE dimostri una forte leadership e adotti una posizione unitaria in materia di sistemi giudiziari inclusivi e imparziali; promuovere quadri giuridici completi che tutelino i diritti delle donne e garantiscano la piena ed equa partecipazione delle donne, delle ragazze e delle persone in tutta la loro diversità ai sensi del diritto nazionale e internazionale; chiedere di garantire e promuovere il diritto delle vittime a un risarcimento tempestivo a carico dell'autore del reato nell'ambito dei procedimenti penali e di scambiare le migliori pratiche per prevenire la vittimizzazione secondaria, anche attraverso meccanismi di surrogazione da parte dello Stato;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>adottare misure per attuare pienamente gli impegni esistenti in materia di parità di genere ed emancipazione femminile, garantendo la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle donne in condizioni di uguaglianza e senza discriminazioni, al fine di promuovere la loro partecipazione alla vita pubblica;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>sottolineare l'importanza di sostenere le politiche pubbliche che promuovono e sostengono la maternità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>g)</SYMBOL>sottolineare l'importanza di garantire alle donne e alle ragazze un accesso effettivo alla giustizia a tutti i livelli, anche attraverso canali di segnalazione chiari e la rapida adozione di misure di protezione e sostegno; eliminare gli ostacoli, in particolare per i gruppi svantaggiati e vulnerabili di donne, che spesso incontrano ostacoli nell'accesso alla giustizia a causa dell'effetto moltiplicatore di risorse limitate e sottofinanziate all'interno del sistema giudiziario, nonché di fattori socioeconomici e socioculturali e della discriminazione intersezionale; garantire servizi di sostegno e protezione adeguati e incentrati sulle vittime nei casi di violenza di genere e prevenire qualsiasi forma di vittimizzazione secondaria in fase di segnalazione alla polizia o durante il procedimento giudiziario; evidenziare che la disuguaglianza economica rimane un ostacolo significativo all'accesso alla giustizia;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>h)</SYMBOL>sottolineare la necessità di riconoscere l'apartheid di genere come un crimine contro l'umanità ai sensi dello Statuto di Roma e promuoverne il riconoscimento internazionale, al fine di garantire l'accesso alla giustizia, l'assunzione di responsabilità e la possibilità di perseguire penalmente i responsabili dinanzi ai tribunali internazionali; sostenere la definizione fornita dal gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla discriminazione nei confronti delle donne e delle ragazze, che qualifica l'apartheid di genere come atti commessi nel contesto di un sistema istituzionalizzato di discriminazione e dominazione di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>i)</SYMBOL>garantire lo scambio delle migliori pratiche, anche attraverso la formazione giudiziaria, in merito all'impatto psicologico, mentale, fisico, coercitivo e finanziario della violenza di genere; impegnarsi e incoraggiare l'integrazione di una prospettiva di genere nel processo decisionale in ambito giudiziario; incoraggiare la possibilità di fornire l'assistenza di avvocate alle vittime che ne facciano richiesta; promuovere una formazione sensibile alla dimensione di genere e incentrata sulle vittime per i funzionari che entrano in contatto con le vittime, in linea con le loro funzioni, compresi gli agenti di polizia, i pubblici ministeri e i giudici, al fine di prevenire la vittimizzazione secondaria, contrastare gli stereotipi e i pregiudizi di genere e garantire un trattamento rispettoso, sensibile ai traumi e non discriminatorio delle vittime;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>j)</SYMBOL>sottolineare l'importanza di garantire che le donne e le ragazze dispongano di informazioni accessibili, complete e coerenti sui loro diritti, il loro sostegno e la loro protezione, in ogni fase del processo giudiziario, in particolare nei casi di violenza contro le donne o di violenza domestica, anche attraverso iniziative di sensibilizzazione; sottolineare la necessità di sostenere programmi di emancipazione giuridica di base che aiutino le donne e le ragazze a comprendere ed esercitare i propri diritti e incoraggiare l'istituzione di servizi di sostegno per le vittime di reati, sia generali che specializzati, e garantirne l'efficace coordinamento e le procedure di rinvio; sottolineare il ruolo chiave svolto da tali servizi nell'informare le vittime sui loro diritti e nell'agevolarne l'accesso alla giustizia; garantire che le informazioni fornite alle vittime siano di facile accesso e disponibili in un linguaggio semplice; promuovere l'esistenza e l'uso di linee telefoniche di assistenza alle vittime e garantire che siano accessibili attraverso vari canali, tra cui telefono e tecnologie dell'informazione e della comunicazione; riconoscere che l'accesso limitato alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione in molti paesi del mondo ostacola la piena realizzazione del potenziale delle donne e delle ragazze;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>k)</SYMBOL>impegnarsi a garantire alle vittime l'accesso al patrocinio a spese dello Stato sin dall'inizio del procedimento civile o penale e promuovere tale approccio a livello mondiale, insieme ai partner internazionali; chiedere l'integrazione di una prospettiva di genere in tutte le politiche, le leggi, le procedure, i programmi e le pratiche al fine di affrontare gli ostacoli specifici incontrati dalle donne e dalle ragazze, tra cui la scarsa consapevolezza dei diritti, gli atteggiamenti discriminatori e gli stereotipi di genere all'interno dei sistemi giudiziari e l'insufficiente disponibilità di servizi specializzati, in particolare nelle zone rurali e remote; promuovere la prassi di valutare il diritto delle donne e delle ragazze al patrocinio a spese dello Stato esclusivamente sulla base dei loro mezzi finanziari personali, indipendentemente dal reddito del coniuge, del partner o della famiglia, aspetto particolarmente pertinente nei casi di violenza di genere; evidenziare la necessità di disporre di dati disaggregati per genere sull'accesso alla giustizia, sugli esiti delle cause, sull'uso del patrocinio a spese dello Stato e sugli ostacoli incontrati, al fine di sostenere l'elaborazione di politiche basate su dati concreti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>l)</SYMBOL>promuovere la leadership femminile, la partecipazione paritaria e una maggiore rappresentanza delle donne all'interno del sistema giudiziario e dei suoi organi direttivi e adottare misure attive per favorire un ampio accesso delle donne appartenenti a minoranze e a gruppi emarginati alla professione legale, al fine di smantellare le barriere strutturali all'interno del sistema giudiziario e promuovere un sistema giudiziario equo e rappresentativo, garantendo in tal modo pari opportunità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>m)</SYMBOL>promuovere e sostenere azioni e misure concrete per garantire la partecipazione e la leadership delle donne nel processo decisionale nella vita pubblica, anche negli ambiti della politica estera, della difesa e della sicurezza e della prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti e delle crisi; sottolineare la necessità di elaborare una metodologia comune di monitoraggio per la raccolta di dati sulla partecipazione delle donne in tali settori;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>n)</SYMBOL>sostenere attivamente e promuovere la raccomandazione generale n. 40 del 2024 del CEDAW sulla rappresentanza paritaria e inclusiva delle donne nei sistemi decisionali, definita come una parità 50:50 tra donne e uomini, in tutta la loro diversità, in termini di accesso ai sistemi decisionali e parità di potere all'interno dei medesimi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>o)</SYMBOL>incoraggiare una partecipazione significativa delle donne a tutti i livelli del processo decisionale nella politica estera, di sicurezza e di difesa, nonché nella risoluzione dei conflitti, sia nell'UE che a livello mondiale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>p)</SYMBOL>adottare misure per attuare con urgenza e pienamente gli impegni esistenti in materia di parità di genere ed emancipazione femminile, garantendo la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle donne in condizioni di uguaglianza e senza discriminazioni, anche mediante istituzioni pubbliche e politiche che garantiscano pari opportunità, al fine di promuovere la loro partecipazione piena ed effettiva alla vita pubblica e facilitare così il loro coinvolgimento nei processi decisionali; condannare l'incitamento all'odio online nei confronti delle donne e il conseguente impatto sulla loro partecipazione alla vita pubblica, e sostenere programmi di alfabetizzazione mediatica e di sicurezza digitale rivolti a donne e ragazze;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>q)</SYMBOL>sottolineare che l'emancipazione delle donne e il rafforzamento delle organizzazioni per i diritti delle donne, nonché il sostegno alla partecipazione delle donne ai processi decisionali in materia di politica estera e gestione dei conflitti, favoriscono migliori risultati per le comunità, l'accesso alla giustizia e una pace più sostenibile; condannare chiaramente i recenti tagli ai finanziamenti destinati alle organizzazioni femminili, per i diritti delle donne e della società civile che combattono la violenza di genere e sostengono le donne nell'accesso alla giustizia; garantire inoltre finanziamenti sostenibili e protezione giuridica per le organizzazioni femministe e LGBTIQ+, in particolare i gruppi di base sotto attacco a causa di una riduzione dello spazio civico e di leggi che prendono di mira le organizzazioni non governative;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>r)</SYMBOL>difendere il mandato della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile alla luce dei tentativi degli Stati Uniti e dei paesi allineati di indebolire le priorità concordate in materia di parità di genere ed esprimere preoccupazione per il fatto che tale pressione politica, unita ai tagli ai finanziamenti dei programmi per la parità di genere, rischia di compromettere l'efficacia e la credibilità di tale commissione; aumentare i finanziamenti destinati agli aiuti allo sviluppo per compensare il vuoto lasciato dal ridimensionamento dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale; ribadire il suo pieno sostegno alle attività dell'organismo delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne (UN Women), che svolge un ruolo centrale nel sistema delle Nazioni Unite nel promuovere i diritti delle donne in tutta la loro diversità e nel riunire tutte le pertinenti parti interessate al fine di consentire un cambiamento delle politiche e il coordinamento delle azioni; esortare tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, unitamente all'UE, ad assicurare finanziamenti adeguati a UN Women; impegnarsi a garantire finanziamenti adeguati per la parità di genere e i diritti delle donne, compresa la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>s)</SYMBOL>applicare l'integrazione della dimensione di genere e il bilancio di genere a tutti i settori d'intervento dell'UE, compresa l'azione esterna; insistere sulla necessità che gli Stati stanzino finanziamenti sufficienti, adeguati e prevedibili per il patrocinio a spese dello Stato e i servizi di sostegno che tengano conto della dimensione di genere, in particolare per le sopravvissute alla violenza di genere, e per un accesso sufficiente al risarcimento, dal momento che gli ostacoli esistenti incidono in modo sproporzionato sull'accesso delle donne alla giustizia; sottolineare l'importanza di affrontare gli ostacoli pratici, regionali e legati all'accessibilità che impediscono l'accesso delle donne e dei gruppi vulnerabili alla giustizia, in particolare nelle regioni rurali, remote ed economicamente svantaggiate; sottolineare le sfide specifiche cui devono far fronte le donne con disabilità, le donne anziane e i genitori soli, compresi gli ostacoli all'accessibilità fisica e la mancanza di servizi di sostegno su misura; riconoscere che il patrocinio a spese dello Stato è spesso cronicamente sottofinanziato o sottovalutato, creando un ulteriore ostacolo per le donne in situazioni di crisi che cercano di accedere alla giustizia, il che incide in modo sproporzionato sulle donne in condizioni socioeconomiche svantaggiate e su quelle più vulnerabili, in termini di accesso alla giustizia quando i loro diritti sono violati;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>t)</SYMBOL>ribadire l'impegno dell'UE a combattere e porre fine all'impunità per la violenza di genere, compresa la violenza sessuale; chiedere l'eliminazione dell'impunità per tutte le forme di violenza di genere, compresa la violenza domestica, la violenza sessuale, la tratta e le pratiche dannose; accelerare l'attuazione degli impegni internazionali per prevenire e contrastare ulteriormente tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze, sia nella sfera pubblica che in quella privata, tra cui lo stupro, le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati, le cosiddette pratiche di conversione, la diffusione non consensuale di materiale intimo o manipolato, i deepfake e i contenuti generati dall'intelligenza artificiale, il cyberstalking, le molestie online, il cyberflashing e l'istigazione alla violenza o all'odio online, l'incitamento all'odio e i reati generati dall'odio; sottolineare l'importanza di affrontare la minaccia della tecnologia manipolata dall'IA e sostenere, a livello dell'UE e internazionale, un'azione più incisiva contro la violenza online, che colpisce in modo sproporzionato le donne e ne ostacola la piena partecipazione alla vita pubblica; esortare le piattaforme e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi a consentire il controllo pubblico delle loro valutazioni annuali dei rischi e delle misure di attenuazione relative alla violenza di genere per consentire migliori ricerche e soluzioni;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>u)</SYMBOL>sottolineare che la mancanza o la negazione dell'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, compreso l'aborto sicuro e legale, costituisce una forma di violenza di genere e di violazione dei diritti umani e fondamentali; invitare a compiere sforzi per garantire un accesso ampio ed equo alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti a livello mondiale e ribadire che l'accesso all'aborto sicuro e legale è una componente fondamentale della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti delle donne ed è essenziale per la loro autonomia fisica; chiedere un accesso sicuro all'aborto, alla contraccezione e all'assistenza materna per tutti, in particolare alla contraccezione di emergenza, ai test per le infezioni sessualmente trasmissibili e alla profilassi post-esposizione; garantire l'accesso a servizi di salute mentale sensibili alla dimensione di genere per le giovani donne e le persone LGBTIQ+, riconoscendo che la salute mentale è fondamentale per la partecipazione e l'uguaglianza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>v)</SYMBOL>garantire che le politiche esterne dell'UE promuovano attivamente l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti nel quadro del conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>w)</SYMBOL>ribadire che lo stupro rimane una delle violazioni dei diritti umani più diffuse a livello mondiale; insistere sull'importanza di adottare una legislazione in materia di stupro basata sul consenso quale elemento essenziale per conseguire un approccio globale al contrasto della violenza sessuale contro le donne e le ragazze; sostenere una definizione di stupro basata sul consenso come norma universale in tutto il mondo, al fine di rafforzare le tutele giuridiche e garantire che la violenza sessuale sia definita mediante l'assenza di consenso, anziché esclusivamente dall'uso della violenza, della coercizione o della minaccia; promuovere il concetto secondo cui il silenzio o la mancanza di resistenza da parte delle vittime non costituiscono consenso; sottolineare che né un consenso precedente né una relazione esistente implicano un consenso presente o futuro ad atti sessuali; invitare, a tale proposito, tutti i paesi a introdurre una definizione di stupro basata sul consenso e a garantire alle vittime l'accesso alla giustizia;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>x)</SYMBOL>condannare con la massima fermezza il ricorso allo stupro e ad altre forme di violenza sessuale come arma di guerra e ricordare che tali atti costituiscono crimini di guerra o crimini contro l'umanità ai sensi del diritto internazionale; adoperarsi attivamente per garantire il perseguimento e l'accertamento delle responsabilità per tali tipi di reati a livello internazionale, anche attraverso l'applicazione del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani; rafforzare il sostegno agli sforzi internazionali volti a documentare tali reati nei conflitti in corso e alle misure di prevenzione; invitare, inoltre, a sostenere in modo attivo tutte le iniziative volte a garantire l'assunzione di responsabilità da parte degli autori e l'accesso alla giustizia per le persone sopravvissute allo stupro come arma di guerra, riconoscendo che, conformemente alla risoluzione 1820 (2008) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, lo stupro e altre forme di violenza sessuale costituiscono crimini di guerra, crimini contro l'umanità o atti che contribuiscono al genocidio; promuovere la stretta cooperazione di Eurojust con la Corte penale internazionale (CPI) sulla documentazione relativa a stupri, abusi e altre forme di violenza sessuale in tempo di guerra in Ucraina e invitare l'UE, Eurojust e la CPI a rafforzare ulteriormente gli sforzi di documentazione coordinati, che tengano conto del trauma e incentrati sulle vittime, nonché a creare quadri di cooperazione a livello mondiale per altre zone di conflitto al fine di garantire che le vittime siano identificate, protette e in grado di accedere alla giustizia;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>y)</SYMBOL>sottolineare l'importanza del pieno riconoscimento delle donne trans come donne, osservando che la loro inclusione è essenziale per l'efficacia di qualsiasi politica di parità di genere e antiviolenza; chiedere il riconoscimento e la parità di accesso delle donne trans ai servizi di protezione e sostegno;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>z)</SYMBOL>invitare tutti i paesi che non hanno ancora ratificato la convenzione di Istanbul a farlo e a promuovere l'adozione a livello mondiale delle sue norme globali per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aa)</SYMBOL>invitare i governi e gli organismi internazionali ad affrontare i rischi specifici cui sono esposte le donne e le ragazze relativamente alla violenza nei centri di accoglienza e il miglioramento delle procedure di accertamento dell'età;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ab)</SYMBOL>sostenere il diritto delle ragazze a un'istruzione inclusiva, equa e di qualità, quale motore fondamentale dell'emancipazione e del conseguimento della parità di genere, dotandole di conoscenze, competenze, opportunità e capacità essenziali per tutta la vita, che consentano loro di rivendicare i propri diritti, accedere alla giustizia, partecipare pienamente alla vita pubblica e combattere la violenza di genere; sottolinea l'importanza di promuovere l'emancipazione femminile attraverso un'istruzione, una formazione e un apprendimento permanente inclusivi, equi e di qualità, che sono di vitale importanza per combattere gli stereotipi, gli atteggiamenti e i pregiudizi di genere in tutte le loro dimensioni e per contrastare le disuguaglianze persistenti; ricordare l'importanza di prevenire la violenza di genere attraverso campagne adeguate e altre azioni, anche aumentando l'alfabetizzazione mediatica digitale, nonché attraverso un'educazione completa e adeguata all'età in materia di relazioni e sessualità, al fine di aumentare la conoscenza dell'integrità fisica; evidenziare la necessità di una comprensione più approfondita dei movimenti anti-diritti e anti-gender, compresa la disinformazione sulla parità di genere, il fenomeno incel e la misoginia e in particolare la loro manifestazione online nota come manosfera; sostenere politiche più attive per contrastare tali fenomeni e le loro narrazioni;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ac)</SYMBOL>sottolineare che la guerra e i conflitti hanno un impatto sproporzionato e devastante sulle donne e sostenere la pace e negoziati inclusivi in tutto il mondo quali percorsi essenziali per porre fine ai conflitti e alla violenza che donne e ragazze subiscono in tali contesti; riconoscere il notevole lavoro svolto dalle donne impegnate nelle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in tutte le zone di conflitto; sottolineare che i diritti delle donne e la parità di genere sono essenziali per lo Stato di diritto e per democrazie resilienti e inclusive; evidenziare con preoccupazione che milioni di donne e ragazze, in particolare nei contesti di conflitto e sfollamento, continuano a subire discriminazioni, violenze e la negazione della loro dignità e capacità di autodeterminazione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ad)</SYMBOL>sancire l'impegno dell'UE a favore di una politica estera, di sviluppo e di sicurezza, inclusiva e intersezionale, che dia priorità alle esigenze delle donne e dei difensori dei diritti umani delle persone LGBTIQ+;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ae)</SYMBOL>sottolineare che il femminicidio, definito come l'uccisione di donne e ragazze sulla base del genere, costituisce una delle forme più estreme di violenza di genere e rappresenta una grave violazione dei diritti fondamentali universali; condannare fermamente l'assenza di una definizione armonizzata di tale reato e le persistenti incoerenze nella raccolta di dati e nella sua segnalazione, che ostacolano gravemente l'efficace prevenzione e l'elaborazione di politiche basate su dati concreti; chiedere il riconoscimento globale di tale reato e uno sforzo globale verso l'eliminazione del femminicidio;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché, per informazione, alla rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RECOM></TXTLST></SDOCTA>