<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0056</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Quattro anni di guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina e contributi europei a una pace giusta e a una sicurezza duratura per l'Ucraina</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0143, 0144, 0145, 0146 e 0147/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 24 febbraio 2026 sui quattro anni di guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e sui contributi europei a una pace giusta e a una sicurezza duratura per l'Ucraina (2026/2599(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sull'Ucraina e la Russia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 167, paragrafo 2, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che, quattro anni fa, il 24 febbraio 2022, la Federazione russa ha avviato una guerra di aggressione brutale, non provocata, ingiustificata e illegale contro l'Ucraina; che l'aggressione della Russia contro l'Ucraina è iniziata nel 2014 con l'occupazione di parti della regione del Donbas e l'annessione della Crimea;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, nonostante l'ampia condanna internazionale e le sanzioni senza precedenti, la Russia sta intensificando i suoi sforzi bellici attraverso attacchi mirati alle infrastrutture energetiche critiche, agli edifici residenziali e alle infrastrutture civili; che milioni di persone in Ucraina stanno cercando di sopravvivere a temperature invernali gelide con un accesso limitato all'energia elettrica, al riscaldamento e all'acqua corrente; che i danni ambientali provocati dalla Russia negli ultimi quattro anni hanno avuto conseguenze devastanti anche per le risorse naturali e gli ecosistemi critici dell'Ucraina, nonché per la salute, i mezzi di sussistenza e la sicurezza della sua popolazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'Iran, la Corea del Nord e la Bielorussia hanno fornito alla Russia ingenti quantità di armi e munizioni e che la Bielorussia ha consentito alla Russia di utilizzare il suo territorio per attaccare l'Ucraina, il che equivale a un atto di aggressione ai sensi del diritto internazionale; che la Cina è diventata un motore essenziale dello sforzo bellico russo tramite il suo sostegno economico e per l'industria della difesa; che migliaia di cittadini cubani e altri cittadini stranieri stanno combattendo a fianco delle truppe russe in Ucraina; che, secondo quanto riferito, a combattere per la Russia, oltre ai mercenari e alle reclute volontarie, vi sarebbero oltre 1 400 cittadini di 36 nazioni africane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il gruppo Wagner e le entità che sono succedute a tale gruppo hanno sistematicamente commesso torture ed esecuzioni extragiudiziali, utilizzato la violenza sessuale come arma di guerra e condotto operazioni di destabilizzazione in tutta l'Ucraina; che le sanzioni dell'UE nei confronti di persone ed entità associate al gruppo Wagner rimangono insufficienti per perseguire i reclutatori, i combattenti e i sostenitori, che non sono soggetti ad alcuna sanzione penale nell'ambito delle misure attuali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'Ucraina e gli organismi internazionali hanno documentato centinaia di esecuzioni di prigionieri di guerra ucraini da parte delle forze russe; che tali esecuzioni costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani e sono esplicitamente riconosciute come crimini di guerra ai sensi delle convenzioni di Ginevra e dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la Russia ha ripetutamente commesso atti di guerra ibrida in tutta l'UE, anche attraverso attacchi informatici, campagne di disinformazione e ingerenze elettorali, nonché provocazioni militari, tra cui violazioni dello spazio aereo da parte di aerei da combattimento e droni da attacco a lungo raggio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina ha gravemente compromesso la sicurezza europea e globale ed è parte di una più ampia agenda imperialista ed espansionista; che un accordo di pace dovrà essere sostenuto da garanzie di sicurezza solide e credibili, al fine di prevenire e contrastare immediatamente qualsiasi nuova aggressione russa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che almeno 20 000 e forse fino a 35 000 minori ucraini sono stati deportati con la forza in Russia e Bielorussia o detenuti nei territori ucraini temporaneamente occupati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la polizia militare del ministero della Difesa russo, il Servizio federale di sicurezza e il Servizio penitenziario federale detengono un numero imprecisato di prigionieri di guerra e civili ucraini in isolamento e che, secondo le stime delle organizzazioni ucraine per i diritti umani, fino a 16 000 civili ucraini sono stati privati illegalmente della loro libertà;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che alcuni Stati membri continuano a elargire pagamenti mensili alla Russia per la fornitura di combustibili fossili e che, nel solo mese di dicembre 2025, tale spesa è ammontata a 1,3 miliardi di EUR; che l'UE rimane il principale acquirente di gas naturale liquefatto (GNL) e di gas da gasdotto provenienti dalla Russia, rappresentando quasi la metà (49 %) del totale delle esportazioni russe di GNL e il 35 % delle esportazioni russe di gas da gasdotto;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>rende omaggio alle migliaia di persone che hanno sacrificato la propria vita per un'Ucraina libera e democratica e in difesa dei nostri valori europei condivisi durante i quattro anni di guerra di aggressione della Russia; sottolinea che la resilienza dell'Ucraina rimane un'inesauribile testimonianza della forza della democrazia di fronte alla tirannia; ribadisce la sua ferma solidarietà al popolo ucraino e il suo sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale; ribadisce il suo pieno sostegno a una pace giusta, globale e duratura in Ucraina, basata su condizioni stabilite dall'Ucraina e accettabili per il suo popolo; sottolinea con forza il diritto naturale di autotutela dell'Ucraina, in virtù dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite; ribadisce la sua ferma convinzione che l'aggressione russa debba fallire e che l'Ucraina debba prevalere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea che la guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata della Russia contro l'Ucraina costituisce un'evidente violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, nonché un attacco senza precedenti all'architettura di sicurezza europea; evidenzia che la Russia, la sua leadership e i suoi alleati, come il regime bielorusso, hanno la piena responsabilità della guerra, dei crimini di guerra e del crimine di aggressione, e chiede che gli stessi siano chiamati a rispondere pienamente delle loro azioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ribadisce con la massima fermezza la sua condanna della brutale guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l'Ucraina nonché del coinvolgimento della Corea del Nord e dell'Iran; chiede che la Russia e le sue forze irregolari pongano immediatamente, completamente e incondizionatamente fine a tutte le azioni militari in Ucraina, cessino tutti gli attacchi contro le zone residenziali e le infrastrutture civili, ritirino tutte le forze militari, i mandatari e le attrezzature militari dall'intero territorio dell'Ucraina riconosciuto a livello internazionale, rilascino tutti i prigionieri di guerra, i detenuti politici, i minori e i civili rapiti, consentendo il loro ritorno, e cessino definitivamente di violare o minacciare la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina; ribadisce che l'UE continuerà a non riconoscere come territorio russo i territori temporaneamente occupati dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ribadisce che il futuro dell'Ucraina è nell'UE; riconosce che l'integrazione europea dell'Ucraina costituisce una priorità strategica per l'UE e invita quest'ultima e i suoi Stati membri a prepararsi al futuro allargamento attuando riforme interne e sviluppando una chiara strategia di allargamento; sottolinea l'importanza di accelerare la graduale integrazione dell'Ucraina nel mercato unico dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>esorta l'UE e i suoi Stati membri ad assumersi maggiore responsabilità per la sicurezza nel continente europeo e a continuare a sostenere con fermezza l'Ucraina; sottolinea che qualsiasi accordo volto a porre fine alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina va ben oltre questi due paesi e ha profonde implicazioni per l'intero assetto di sicurezza europeo; insiste sul fatto che nessuna questione riguardante l'Ucraina dovrebbe essere decisa senza l'Ucraina, così come nessuna questione riguardante l'Europa dovrebbe essere decisa senza l'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>accoglie con favore l'adozione della legge che consentirà alle parrocchie ortodosse dell'Ucraina di disaffiliarsi dalla giurisdizione del Patriarcato di Mosca e di decidere liberamente in merito alla loro nuova affiliazione gerarchica; osserva che, nell'agosto 2024, le parrocchie ortodosse rumene in Ucraina hanno presentato una richiesta di riconoscimento della "Chiesa ortodossa rumena in Ucraina" come associazione religiosa, affinché le parrocchie ortodosse rumene che si disaffiliano dalla giurisdizione del Patriarcato di Mosca possano affiliarsi ad essa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>chiede all'UE, ai suoi Stati membri, nonché ai loro alleati transatlantici e partner internazionali, di intraprendere sforzi militari, politici e diplomatici ancora più efficaci e, in particolare, di aumentare in modo massiccio il sostegno militare all'Ucraina e di rafforzare in modo sostanziale la pressione globale sulla Russia per porre definitivamente fine alla sua guerra di aggressione e consentire all'Ucraina di liberare tutto il suo popolo nonché di ripristinare il pieno controllo sull'intero territorio entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>accoglie con favore le conclusioni della riunione della "coalizione dei volenterosi" tenutasi a Parigi il 6 gennaio 2026; apprezza vivamente la proposta di una "forza di rassicurazione" multinazionale per l'Ucraina; accoglie con favore l'accordo volto a mettere a punto impegni politicamente e giuridicamente vincolanti per ripristinare la pace e la sicurezza in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia dopo il cessate il fuoco, unitamente a un quadro chiaro di sostegno all'Ucraina che includa il mantenimento delle sue capacità militari a lungo termine e una cooperazione approfondita in materia di difesa; si rammarica, tuttavia, del fatto che tali garanzie di sicurezza sarebbero attuate solo una volta concordato un cessate il fuoco; prende atto dei colloqui relativi a un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco; sottolinea la necessità di attuare queste ambiziose proposte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>evidenzia che qualsiasi accordo di pace non deve limitare la capacità dell'Ucraina di difendersi e deve basarsi sul pieno rispetto dei principi del diritto internazionale, sull'assunzione di responsabilità per i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e il crimine di aggressione e sui risarcimenti da parte della Russia per gli ingenti danni causati in Ucraina; sottolinea che qualsiasi accordo di questo tipo deve essere integrato da garanzie di sicurezza solide e credibili per l'Ucraina, equivalenti al livello dell'articolo 5 del trattato di Washington e dell'articolo 42, paragrafo 7, del trattato sull'Unione europea, evitando una ripetizione del memorandum di Budapest del 1994; ribadisce che l'Ucraina è libera di scegliere le sue alleanze politiche e di sicurezza senza alcun veto russo; sottolinea che qualsiasi accordo con la Russia dovrebbe prevedere l'impegno della stessa a porre immediatamente fine alla guerra ibrida contro l'UE e i suoi partner, compresa l'Ucraina; insiste sul fatto che la "coalizione dei volenterosi" e gli Stati Uniti devono fornire solide garanzie di sicurezza che permettano di prevenire e contrastare immediatamente qualsiasi nuova aggressione russa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>prende atto degli sforzi compiuti dall'amministrazione statunitense per porre fine alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, ma esprime preoccupazione per l'approccio degli Stati Uniti rispetto ai colloqui di pace, che sembra dare priorità alla conclusione di accordi a breve termine e al mantenimento della "stabilità strategica" con la Russia piuttosto che a veri colloqui di pace che portino a una pace globale, giusta e duratura basata sui principi del diritto internazionale; chiede pertanto all'UE e ai suoi Stati membri di continuare a collaborare con gli Stati Uniti e i partner che condividono gli stessi principi al fine di garantire che i negoziati per una pace giusta e duratura in Ucraina siano condotti in buona fede e con l'obiettivo di porre definitivamente fine alle aggressioni della Russia nei confronti dell'Ucraina; sottolinea che i continui attacchi perpetrati dalla Russia non testimoniano la sua disponibilità a intraprendere veri colloqui di pace; evidenzia l'impatto negativo sull'Ucraina derivante da promesse avventate di portare a termine un processo di pace entro un periodo di tempo specifico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>insiste sul fatto che nessuna sanzione dovrebbe essere revocata prima che sia stato negoziato e attuato in modo sostenibile un accordo di pace; invita l'UE a imporre altre importanti sanzioni, come un divieto generale delle restanti importazioni russe e bielorusse, mirato in particolare alle materie prime non soggette a sanzioni; apprezza le discussioni in corso tra l'UE e il G7 volte a valutare la possibilità di vietare i servizi marittimi per tutte le esportazioni di energia dalla Russia, ma esorta l'UE e i suoi Stati membri a procedere anche senza il sostegno di altri paesi del G7 e a vietare gli scambi e le attività commerciali con la Russia e la Bielorussia, concentrandosi in particolare su qualsiasi prodotto con potenziale duplice uso; invita il Consiglio, unitamente ai partner statunitensi, ad applicare un'analoga politica di sanzioni a tutti gli Stati facilitatori, tra cui Bielorussia, Iran e Corea del Nord, e a sanzionare le entità cinesi che forniscono beni a duplice uso e articoli militari essenziali per la produzione di droni e missili; chiede l'adozione di ulteriori sanzioni nei confronti della flotta ombra russa e la loro rigorosa applicazione, anche attraverso misure di interdizione; chiede di porre fine alla cooperazione con Rosatom e Roscosmos e di adottare sanzioni nei loro confronti; invita il Consiglio ad affrontare sistematicamente la questione dell'elusione delle sanzioni; sottolinea che le sanzioni hanno un chiaro impatto sull'economia russa, ma ribadisce la necessità che il regime sanzionatorio sia più ampio e la sua attuazione più rigorosa affinché possa sortire l'effetto desiderato di limitare i fondi a disposizione della Russia per la sua guerra di aggressione; accoglie con favore la prossima adozione del 20º pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>accoglie con favore la decisione del Consiglio europeo del 18 dicembre 2025 di fornire all'Ucraina un pacchetto di assistenza finanziaria del valore di 90 miliardi di EUR sotto forma di prestiti garantiti dall'UE; chiede la rapida attuazione del prestito a sostegno dell'Ucraina e sottolinea la necessità di rispondere adeguatamente all'evoluzione delle esigenze del paese; accoglie con favore la necessaria flessibilità prevista nel pacchetto nell'ambito del regime di deroga di cui all'articolo 13, paragrafo 5, della proposta di regolamento che istituisce il prestito di sostegno<FOOTNOTE><FIELD> Proposta della Commissione, del 14 gennaio 2026, di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione del prestito a sostegno dell'Ucraina per il 2026 e il 2027 (COM(2026)0020).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>ribadisce la sua ferma convinzione secondo cui la Russia deve pagare per gli ingenti danni causati in Ucraina e invita nuovamente l'UE a utilizzare le disponibilità liquide associate ai beni sovrani russi congelati nell'ambito delle sanzioni dell'UE al fine di garantire un prestito per le riparazioni che sostenga la difesa e la ricostruzione dell'Ucraina e aumenti la pressione sulla Russia affinché cessi la sua guerra di aggressione; sostiene fermamente la conclusione del Consiglio secondo cui i colegislatori dovrebbero continuare a lavorare alla proposta della Commissione sul prestito per le riparazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>esorta l'UE, in coordinamento con la NATO, a contribuire a rafforzare le capacità di difesa dell'Ucraina, sviluppando un partenariato industriale rafforzato che consenta trasferimenti di tecnologia e know-how, nonché a coadiuvare l'integrazione della base industriale e tecnologica di difesa ucraina nella base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB), sostenendo al contempo le attività dell'EDTIB in Ucraina; esorta gli Stati membri e le loro industrie della difesa a effettuare ulteriori investimenti e concludere partenariati con l'Ucraina per lo sviluppo congiunto nell'UE e la produzione da parte dell'industria ucraina all'interno dell'Unione; elogia il modello danese di sostegno all'Ucraina e chiede maggiori incentivi per una più stretta cooperazione e integrazione dell'EDTIB e della base industriale di difesa dell'Ucraina; esorta gli Stati membri in grado di farlo a fornire sistemi di difesa aerea all'Ucraina per consentirle di proteggere maggiormente le proprie infrastrutture critiche, nonché a fornirle sistemi missilistici a lungo raggio in modo che possa colpire infrastrutture militari e strategiche; esorta a revocare le rimanenti restrizioni all'uso dei sistemi d'arma occidentali forniti all'Ucraina contro gli obiettivi militari sul territorio russo responsabili del lancio di attacchi contro la popolazione e le infrastrutture civili critiche dell'Ucraina; sottolinea l'importanza di garantire un'adeguata formazione del personale militare ucraino nell'ambito della missione di assistenza militare dell'Unione europea a sostegno dell'Ucraina (EUMAM Ucraina) e chiede un ampliamento del mandato di quest'ultima, che includa la possibilità di estendere le attività di formazione al territorio ucraino a seguito di un cessate il fuoco, al fine di rafforzare la capacità nazionale dell'Ucraina in materia di formazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>chiede l'inclusione dell'Ucraina nei corridoi di mobilità militare dell'UE; ribadisce l'importanza di garantire la rapida movimentazione di truppe e attrezzature da ovest verso est, e di fare tesoro dell'esperienza acquisita dalle forze armate ucraine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>accoglie con favore l'adozione del regolamento (UE) 2026/261 relativo all'abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo e alla preparazione dell'abbandono graduale delle importazioni di petrolio russo<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2026/261 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 gennaio 2026, relativo all'abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo e alla preparazione dell'abbandono graduale delle importazioni di petrolio russo, al miglioramento del monitoraggio delle potenziali dipendenze energetiche e recante modifica del regolamento (UE) 2017/1938 (GU L, 2026/261, 2.2.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2026/261/oj).</FIELD></FOOTNOTE>; esorta la Commissione ad accelerare l'eliminazione di altre fonti energetiche russe, tra cui il petrolio e tutti i prodotti petroliferi, l'uranio, l'uranio arricchito, nonché il combustibile e i servizi nucleari, in linea con gli impegni assunti nella tabella di marcia REPowerEU; sottolinea che tale misura è un passo fondamentale per porre fine alla dipendenza dell'UE dai combustibili fossili russi e mettere ulteriormente sotto pressione l'economia russa; deplora il fatto che nel 2025 sette Stati membri dell'UE abbiano importato dalla Russia maggiori quantità di energia rispetto al 2024; sottolinea che i gasdotti Nord Stream 1 e 2 non dovranno mai essere riattivati e ne chiede la dismissione permanente per motivi di sicurezza strategica; ricorda agli Stati membri di astenersi da qualsiasi misura che rischi di mettere in pericolo la realizzazione degli obiettivi dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>condanna fermamente la deportazione sistematica, il trasferimento forzato e i tentativi di assimilazione di minori ucraini da parte della Federazione russa; chiede la cessazione immediata e incondizionata di tali pratiche e il rientro sicuro e senza ostacoli di tutti i minori ucraini deportati illegalmente; esprime il suo sostegno alle organizzazioni e alle persone impegnate nel recupero di tali minori e all'iniziativa "Bring Kids Back UA"; accoglie con favore il lavoro svolto dalla coalizione internazionale per il rimpatrio dei bambini ucraini quale piattaforma fondamentale per un'azione internazionale coordinata volta, tra l'altro, a rintracciare i minori deportati, verificarne l'identità, lo status giuridico e l'ubicazione, garantirne il rimpatrio e perseguire l'assunzione di responsabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>condanna fermamente il ricorso alla violenza sessuale e di genere come arma di guerra e sottolinea che ciò costituisce un crimine di guerra; condanna inoltre la violenza sessuale e di genere nei centri di transito in Ucraina e in tutta l'UE; si rammarica del fatto che la direttiva sulla protezione temporanea<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi (GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2001/55/oj).</FIELD></FOOTNOTE> sia interpretata in modo così restrittivo da impedire a molte donne fuggite dalla guerra di aggressione russa di accedere all'assistenza all'aborto o ad altri trattamenti per la salute sessuale e riproduttiva, compresi i trattamenti a seguito di abusi sessuali; ribadisce il suo invito alla Commissione, espresso nella sua risoluzione del 29 febbraio 2024<FOOTNOTE><FIELD> Risoluzione del Parlamento europeo del 29 febbraio 2024 sulla necessità di un fermo sostegno dell'UE all'Ucraina dopo due anni di guerra di aggressione della Russia contro il Paese (GU C, C/2024/6745, 26.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6745/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, a rivedere la direttiva al fine di garantire che tutti gli Stati membri siano tenuti a offrire la stessa assistenza che le donne potrebbero altrimenti ricevere in Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>sottolinea che il numero di ucraini identificati come vittime della tratta di esseri umani nell'Unione europea è allarmante ed è aumentato dall'invasione su vasta scala da parte della Russia; invita gli Stati membri ad aumentare il loro sostegno, anche attraverso mezzi economici, a favore delle vittime e delle misure preventive;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a imporre sanzioni alla polizia militare del ministero della Difesa russo, al Servizio federale di sicurezza e al Servizio penitenziario federale per il loro coinvolgimento sistematico nella commissione di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, tra cui sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, torture e detenzioni in isolamento; chiede inoltre all'UE e ai suoi Stati membri di imporre sanzioni personali a tutti i capi delle istituzioni e ad altri funzionari russi delle istituzioni penitenziarie russe in cui i civili ucraini sono detenuti illegalmente; invita l'UE e i suoi Stati membri a vietare l'ingresso nello spazio Schengen al personale militare russo che ha partecipato alla guerra di aggressione contro l'Ucraina; esorta gli Stati membri ad affrontare sistematicamente la questione dell'elusione delle sanzioni e a garantirne la piena ed efficace attuazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>invita il Consiglio a iscrivere il gruppo Wagner e le entità che gli succederanno nell'elenco delle organizzazioni terroristiche ai sensi della posizione comune 2001/931/CFSP del Consiglio, del 27 dicembre 2001, relativa all'applicazione di misure specifiche per la lotta al terrorismo<FOOTNOTE><FIELD> GU L 344 del 28.12.2001, pag. 93, ELI: http://data.europa.eu/eli/compos/2001/931/oj.</FIELD></FOOTNOTE>; sottolinea che l'iscrizione di tali entità nell'elenco delle organizzazioni terroristiche, oltre al congelamento dei beni già applicato nei loro confronti, consente di perseguire reclutatori, combattenti e sostenitori e di applicare sanzioni penali nei loro confronti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>evidenzia il fatto allarmante che un numero crescente di combattenti stranieri nell'esercito russo sia stato portato in Russia o al fronte in Ucraina con falsi pretesti; esorta i governi del Sud Africa, del Ghana, del Kenya, del Botswana e di altre nazioni africane a contrastare le attività di reclutamento ingannevoli che portano giovani uomini a combattere in prima linea a fianco delle forze russe; invita i paesi interessati ad avvertire proattivamente i propri cittadini dei pericoli cui vanno incontro recandosi in Russia per offerte di lavoro direttamente o indirettamente collegate all'esercito russo; invita le piattaforme di social media ad adottare misure volte a prevenire l'uso improprio dei loro servizi finalizzato a condurre tali campagne di reclutamento ingannevoli; condanna le politiche dei governi, come i governi di Cuba o di alcuni paesi dell'Asia centrale, che non impediscono la partecipazione dei loro cittadini alla guerra di aggressione della Russia o che arrivano persino a promuoverla;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea che gli incessanti attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine non solo violano il diritto internazionale, ma rappresentano anche una deliberata strategia per erodere la resilienza civile, far precipitare le zone colpite nel disordine e usare l'energia come strumento di coercizione; invita l'UE e i suoi Stati membri a rafforzare e istituzionalizzare l'assistenza energetica all'Ucraina; sottolinea che è di cruciale importanza che l'UE e gli Stati membri proseguano e aumentino l'assistenza umanitaria all'Ucraina in risposta alla grave situazione umanitaria provocata dai sistematici attacchi russi alle città e infrastrutture civili critiche ucraine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>esorta la Commissione a sostenere attivamente i meccanismi giudiziari internazionali e a garantire un'assunzione di responsabilità e il risarcimento per i crimini di guerra e il crimine di aggressione; incoraggia l'UE e gli Stati membri ad appoggiare l'istituzione di un tribunale speciale incaricato di perseguire il crimine di aggressione della Russia contro l'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>accoglie con favore l'adesione dell'Ucraina alla Corte penale internazionale (CPI); ribadisce il suo fermo sostegno alle indagini della CPI in Ucraina e ai suoi sforzi generali volti a perseguire le persone responsabili di genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità e crimine di aggressione; esprime la massima preoccupazione per le sanzioni statunitensi nei confronti della CPI, dei suoi procuratori, dei suoi giudici e del suo personale; invita la Commissione ad avvalersi immediatamente del regolamento di blocco per proteggere la CPI dalle sanzioni extraterritoriali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>invita le autorità ucraine a sostenere il pluralismo parlamentare quale pietra angolare della governance democratica e a garantire una cooperazione costruttiva e significativa con tutte le forze politiche parlamentari rappresentate nella Verchovna Rada;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>elogia il lavoro fondamentale svolto quotidianamente dai servizi sanitari ucraini e, in particolare, dagli infermieri ucraini, nel corso della guerra; sottolinea, in tale contesto, l'importante lavoro svolto dal movimento medico ucraino "Be like We Are", un movimento di base composto principalmente da infermieri, nel sostenere gli operatori sanitari e difendere i loro diritti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>prende atto del fermo impegno della maggior parte degli Stati membri dell'UE a favore dell'Ucraina, ma sottolinea la propria insoddisfazione nei confronti degli Stati membri che ostacolano o minano attivamente le posizioni e le politiche dell'UE; rammenta il principio di leale cooperazione ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea, che impone agli Stati membri di astenersi da qualsiasi misura che rischi di mettere in pericolo la realizzazione degli obiettivi dell'UE; invita il Consiglio a risolvere con urgenza la situazione di stallo che impedisce l'operatività del Fondo di assistenza per l'Ucraina nell'ambito dello strumento europeo per la pace, che è essenziale per l'attuazione degli impegni a lungo termine in materia di sicurezza assunti dall'UE nei confronti dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Presidente, al governo e alla Verchovna Rada dell'Ucraina, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Congresso degli Stati Uniti, alle autorità russe e alle autorità degli altri paesi menzionati nella presente risoluzione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>