<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0077</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Strategia di allargamento dell'UE</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0016/2026 - Relatore: Petras Auštrevičius)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo dell’11 marzo 2026 sulla strategia di allargamento dell'UE (2025/2110(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 49,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno 2022, del 29 e 30 giugno 2023, del 26 e 27 ottobre 2023, del 14 e 15 dicembre 2023, del 27 giugno 2024 e del 17 dicembre 2024, nonché le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993, note anche come criteri di Copenaghen,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2023 sul trentennale dei criteri di Copenaghen: imprimere nuovo slancio alla politica di allargamento dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/4173, 2.8.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4173/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli accordi di associazione conclusi dall'UE con l'Albania<FOOTNOTE><FIELD> GU L 107 del 28.4.2009, pag. 166, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2009/332/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, la Bosnia-Erzegovina<FOOTNOTE><FIELD> GU L 164 del 30.6.2015, pag. 2, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2015/997/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, la Georgia<FOOTNOTE><FIELD> GU L 261 del 30.8.2014, pag. 4, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/494/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, il Kosovo<FOOTNOTE><FIELD> GU L 71 del 16.3.2016, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2016/342/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, la Repubblica di Moldova<FOOTNOTE><FIELD> GU L 260 del 30.8.2014, pag. 4, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/492/oj.</FIELD></FOOTNOTE> ("Moldova"), il Montenegro<FOOTNOTE><FIELD> GU L 108 del 29.4.2010, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2010/224/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, la Macedonia del Nord<FOOTNOTE><FIELD> GU L 84 del 20.3.2004, pag. 13, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2004/239(2)/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, la Serbia<FOOTNOTE><FIELD> GU L 278 del 18.10.2013, pag. 16, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2013/490/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, la Turchia<FOOTNOTE><FIELD> GU L 361 del 31.12.1977, pag. 29, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/1964/732/oj.</FIELD></FOOTNOTE> e l'Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> GU L 161 del 29.5.2014, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/295/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la comunicazione della Commissione del 4 novembre 2025 dal titolo "Comunicazione 2025 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2025)0690) e le precedenti comunicazioni annuali sull'argomento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni sulle relazioni 2023 e 2024 della Commissione su Kosovo<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0094.</FIELD></FOOTNOTE>, Serbia<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0093.</FIELD></FOOTNOTE>, Albania<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0155.</FIELD></FOOTNOTE>, Bosnia-Erzegovina<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0156.</FIELD></FOOTNOTE>, Macedonia del Nord<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0157.</FIELD></FOOTNOTE>, Montenegro<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0130.</FIELD></FOOTNOTE>, Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0175.</FIELD></FOOTNOTE>, Moldova<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0131.</FIELD></FOOTNOTE>, Georgia<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0158.</FIELD></FOOTNOTE> e Turchia<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0092.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 marzo 2024 su legami più stretti fra UE e Armenia e la necessità di un accordo di pace fra Azerbaigian e Armenia<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/6555, 12.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6555/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 29 febbraio 2024 "Approfondire l'integrazione dell'UE in vista del futuro allargamento"<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/6746, 26.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6746/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 20 marzo 2024 sulle riforme e sulle revisioni strategiche pre-allargamento (COM(2024)0146),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 23 novembre 2022 sulla raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la nuova strategia dell'UE in materia di allargamento<FOOTNOTE><FIELD> GU C 167 dell'11.5.2023, pag. 105.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1529 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 settembre 2021, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA III)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 330 del 20.9.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1529/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1449 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sull'istituzione di uno strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1449, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1449/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/792 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 febbraio 2024, che istituisce lo strumento per l'Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/792, 29.2.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/792/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2025/535 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2025, sull'istituzione di uno strumento per le riforme e la crescita per la Repubblica di Moldova<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/535, 21.3.2025, ELI:<STRING ITALIC="on"> </STRING>http://data.europa.eu/eli/reg/2025/535/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della Presidenza in occasione della riunione del Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni dei vertici UE-Balcani occidentali del 17 maggio 2018 a Sofia, del 6 maggio 2020 a Zagabria, del 6 ottobre 2021 a Brdo pri Kranju, del 6 dicembre 2022 a Tirana, del 13 dicembre 2023 a Bruxelles e del 18 dicembre 2024 a Bruxelles,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il processo di Berlino avviato il 28 agosto 2014,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni comuni dei vertici del partenariato orientale del 7 maggio 2009 a Praga, del 29 e 30 settembre 2011 a Varsavia, del 28 e 29 novembre 2013 a Vilnius, del 21 e 22 maggio 2015 a Riga, del 24 novembre 2017 a Bruxelles e del 15 dicembre 2021 a Bruxelles,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 19 giugno 2020 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sul partenariato orientale, in vista del vertice di giugno 2020<FOOTNOTE><FIELD> GU C 362 dell'8.9.2021, pag. 114.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 22 ottobre 2025 sulla polarizzazione e la crescente repressione in Serbia a un anno dalla tragedia di Novi Sad<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0248.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 febbraio 2025 sull'ulteriore deterioramento della situazione politica in Georgia<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/2251, 29.4.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/2251/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 29 novembre 2023, sullo stato delle relazioni politiche, economiche e commerciali tra l'UE e la Turchia (JOIN(2023)0050),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato europeo delle regioni del 2 aprile 2025 sul pacchetto Allargamento 2024 della Commissione – Balcani occidentali e Turchia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione speciale della Corte dei conti europea 01/2022 del 10 gennaio 2022 dal titolo "Sostegno dell'UE allo Stato di diritto nei Balcani occidentali: nonostante gli sforzi, permangono problemi fondamentali",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le relazioni della Commissione sullo Stato di diritto 2024 e 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0016/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il processo di allargamento dell'UE ha registrato notevoli progressi negli ultimi anni in alcuni paesi candidati; che nove dei dieci paesi che attualmente aspirano ad aderire all'UE hanno lo status di paesi candidati, alcuni dei quali da molti anni; che l'avvio dei negoziati di adesione con l'Ucraina e la Moldova ha contribuito a una dinamica rinnovata nella politica di allargamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'allargamento è uno degli strumenti geopolitici e di politica estera più forti dell'UE e continua a essere un motore fondamentale della sicurezza, della pace, della stabilità e della prosperità a lungo termine in Europa, sulla base di valori democratici condivisi; che l'allargamento rappresenta un'opportunità storica e unica che apporta vantaggi socioeconomici, politici e di sicurezza significativi sia per l'UE che per i paesi candidati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'ultima relazione Eurobarometro sull'allargamento indica che il 56 % dei cittadini dell'UE è a favore di un ulteriore allargamento dell'Unione europea e che l'Ucraina è il candidato più favorito per l'adesione all'UE, una volta che avrà soddisfatto tutti i criteri previsti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, secondo la relazione Eurobarometro, si considera che i precedenti allargamenti abbiano prodotto i più grandi benefici nei settori della crescita economica e della competitività, seguiti da un rafforzamento dell'influenza globale dell'UE e da un miglioramento della sicurezza e della difesa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il processo di adesione all'UE produce di per sé risultati tangibili e che l'UE rimane il principale partner politico, economico e commerciale dei paesi dell'allargamento; che il volume totale degli scambi commerciali dei Balcani occidentali con l'UE è aumentato del 62 % dopo l'entrata in vigore degli accordi di stabilizzazione e di associazione; che gli accordi di libero scambio globali e approfonditi hanno avuto un effetto trasformativo sulla Moldova e sull'Ucraina in termini sia di commercio che di sviluppo economico, aumentando i loro scambi, rispettivamente, del 65,4 % e del 64,7 %;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione su vasta scala della Russia nei confronti dell'Ucraina rappresenta una seria minaccia per la sicurezza nel continente europeo e non solo, dimostrando che il mancato allargamento comporta costi strategici significativi e compromette la sicurezza e la stabilità in tutto il nostro continente; che la stagnazione del processo di allargamento negli ultimi anni ha creato un vuoto, aprendo così la strada alla Russia, alla Cina e ad altri attori non UE malevoli; che la Russia interferisce deliberatamente nei paesi del partenariato orientale e dei Balcani occidentali attraverso operazioni di minaccia ibrida, tra cui interferenze elettorali e campagne di manipolazione delle informazioni e di ingerenza da parte di attori stranieri, cercando di bloccare in tali paesi il processo di adesione all'UE e rappresentando una minaccia per la sicurezza sia per tali regioni, attraverso l'occupazione illegale di parti del territorio di tre paesi candidati, sia per l'intero continente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la Cina sta estendendo la propria influenza pericolosamente, dai progetti di dipendenza economica alla cooperazione in materia di sicurezza, in particolare nei Balcani occidentali e in Georgia, in quanto continua a sfruttare l'instabilità politica e le debolezze istituzionali in diversi paesi dell'allargamento al fine di compromettere il loro percorso verso l'integrazione nell'UE e la loro governance democratica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che l'allargamento è un processo meritocratico, in cui i progressi irreversibili in materia di Stato di diritto, democrazia e valori fondamentali rimangono la pietra angolare; che l'adesione di ogni paese all'UE è subordinata all'introduzione di riforme durature, profonde e irreversibili in diversi settori fondamentali, a partire dallo Stato di diritto e dal funzionamento delle istituzioni democratiche; che la qualità delle riforme necessarie intraprese da un paese determina il calendario per l'adesione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'UE continua a essere il principale fornitore di investimenti e assistenza finanziaria attraverso lo strumento di assistenza preadesione (IPA III), il piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali, lo strumento per i Balcani occidentali, lo strumento per l'Ucraina, lo strumento per la Moldova, lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) – Europa globale, e l'assistenza macrofinanziaria;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che l'allineamento dei paesi candidati alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell'UE rimane uno dei presupposti fondamentali per l'adesione all'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che il processo decisionale in materia di allargamento è stabilito all'articolo 49 TUE e nei quadri negoziali elaborati per ciascun paese candidato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che il Parlamento resta un partner affidabile dei paesi candidati all'adesione e un sostenitore del processo di allargamento, permettendo riforme istituzionali e socioeconomiche a vantaggio dei cittadini;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Dimensione geostrategica dell'allargamento</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ribadisce che l'allargamento è una risposta strategica alla nuova realtà geopolitica e un investimento della massima importanza per la sicurezza e la stabilità dell'UE di fronte alla guerra di aggressione su vasta scala della Russia nei confronti dell'Ucraina, alle ripetute violazioni delle frontiere, agli attacchi ibridi e ad altre azioni ostili contro i suoi vicini, come anche di fronte ad altre sfide geopolitiche comuni che richiedono una visione politica democratica di lungo termine e decisioni coraggiose, nonché passi avanti verso il completamento del progetto europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ribadisce che l'allargamento è vantaggioso sia per gli Stati membri attuali che per quelli futuri; sottolinea l'urgenza politica di dimostrare l'impegno attivo dell'UE a favore del processo di allargamento, anche al fine di salvaguardare la credibilità dell'Unione nei confronti dei paesi dell'allargamento e delle loro società; insiste sul fatto che l'allargamento dell'UE rafforzerà la sicurezza e l'economia europee; sottolinea ancora una volta che il futuro dei Balcani occidentali, dell'Ucraina e della Moldova è in seno all'UE, in linea con le aspirazioni dei loro popoli; sottolinea altresì che il mancato allargamento ha un costo superiore a quello del completamento del processo e che rischierebbe di creare zone grigie geopolitiche vulnerabili all'influenza malevola di paesi non UE che cercano di estendere la loro influenza politica, economica e strategica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea che l'adesione è uno strumento fondamentale per promuovere la pace, la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali a lungo termine, favorire la riconciliazione e la stabilità regionali, e proteggere i paesi candidati e i vicini dell'UE dalle influenze straniere malevole, in particolare dalla Russia; ritiene che la politica di allargamento sia indispensabile per l'influenza dell'UE in un contesto di accresciuta instabilità geopolitica; sottolinea che la prosperità e la sicurezza dell'UE si basano sulla sua capacità di difendere la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e l'ordine multilaterale basato su regole; ricorda i legami culturali, storici e umani condivisi che uniscono i paesi dell'allargamento e gli Stati membri;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Priorità strategiche dell'allargamento dell'UE: processo meritocratico e condizionalità</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>accoglie con favore i progressi compiuti negli ultimi anni, che rendono probabile un allargamento dell'UE nel prossimo futuro; elogia il Montenegro e l'Albania per i notevoli progressi compiuti e constata la loro ambizione di concludere i negoziati, rispettivamente, entro la fine del 2026 e la fine del 2027; esorta le istituzioni dell'UE, in particolare il Consiglio, a ricambiare tale ambizione, a rimuovere gli ostacoli da parte dell'UE e a rafforzare così la credibilità e la prevedibilità del processo, nel pieno rispetto del principio "rigorosamente meritocratico"; accoglie con favore il fatto che la Bosnia-Erzegovina gode dello status di paese candidato e incoraggia il paese ad adottare ulteriori misure di riforma;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>elogia la notevole resilienza dell'Ucraina e l'impegno che mette nel suo percorso europeo, nonostante la guerra di aggressione da parte della Russia; invita l'UE e i suoi Stati membri a continuare a sostenere l'Ucraina e si rammarica che il Consiglio non abbia raggiunto un accordo sull'uso dei beni russi congelati; elogia la Moldova per aver compiuto progressi significativi nel suo percorso di adesione all'UE, completando con successo la procedura di screening nonostante le continue minacce ibride; chiede la rapida apertura dei gruppi di capitoli di negoziato con l'Ucraina e la Moldova, ed esorta il governo ungherese ad astenersi dal continuare a bloccare i negoziati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>ribadisce che, conformemente all'articolo 49 TUE, qualsiasi Stato europeo può chiedere di diventare membro dell'UE a condizione che rispetti i valori di cui all'articolo 2 TUE, tra cui la dignità umana, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti umani, compresi i diritti delle minoranze; prende atto del crescente sostegno all'adesione all'UE in diversi paesi che precedentemente si preparavano ad aderire all'Unione, tra cui l'Islanda, che intende indire un referendum entro il 2027 sulla ripresa dei colloqui di adesione, e incoraggia la leadership dell'UE a continuare a rafforzare i legami con tali paesi; osserva che il 26 marzo 2025 il parlamento armeno ha adottato una legge che sostiene formalmente l'adesione all'UE e che invita il governo del paese ad avviare il processo di adesione; ritiene che riforme durature che consolidino la democrazia armena potrebbero aprire una fase di trasformazione nelle relazioni UE-Armenia; accoglie con favore le potenziali iniziative della Groenlandia volte a rafforzare i suoi legami politici, istituzionali ed economici con l'UE, in un contesto di crescente sostegno all'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ricorda che i precedenti allargamenti hanno favorito una considerevole crescita economica sia nei nuovi che nei vecchi Stati membri; sottolinea che la libera circolazione ha migliorato le prospettive di lavoro e i salari, e ha ridotto la povertà attraverso le rimesse; sottolinea altresì che l'allargamento ha avuto un impatto positivo sul tenore di vita migliorando il diritto del lavoro, la salute e la sicurezza, la parità di genere, i servizi digitali, l'istruzione e la non discriminazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>ribadisce che l'adesione deve continuare a essere un processo meritocratico e reversibile, in virtù del quale ciascun candidato va valutato rispetto ai criteri di Copenaghen, all'allineamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e a tutte le condizioni supplementari del quadro di allargamento; sottolinea che il percorso di ciascun paese verso l'integrazione nell'UE deve essere valutato in base ai suoi meriti e che nessun paese dovrebbe essere associato a un altro o trattato come parte di un pacchetto; sottolinea altresì che non possono esserci scorciatoie quando sono in gioco i valori e i principi fondamentali dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>sottolinea che, se da un lato il processo di adesione dovrebbe diventare più incrementale e dinamico, con chiari obiettivi di riforma, tabelle di marcia e calendari intermedi, dall'altro non possono essere previste scadenze accelerate, per evitare di compromettere l'integrità del processo stesso; osserva che diversi paesi candidati hanno già fissato obiettivi ambiziosi per la conclusione dei negoziati, che dovrebbero essere incoraggiati se accompagnati da riforme tangibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea che lo Stato di diritto, la riforma democratica, la libertà dei media e i diritti fondamentali, compresi i diritti delle minoranze, devono rimanere in prima linea nell'allargamento; evidenzia l'importanza dell'indipendenza della magistratura, della lotta alla corruzione, dell'inclusione della società civile e del sostegno ad essa, e di un contesto favorevole privo di intimidazioni quali prerequisiti fondamentali per un progresso sostenibile verso l'adesione all'UE, in particolare in un momento di crescenti tendenze autoritarie; sottolinea che i progressi in materia di diritti fondamentali devono guidare tutti i capitoli di negoziato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>sottolinea la necessità di conseguire e integrare la parità di genere, anche eliminando la violenza di genere e domestica, di tutelare i diritti dei minori e il loro accesso a un'istruzione di qualità e di attuare pienamente il principio di non discriminazione, anche nei confronti della comunità LGBTIQ+ e delle persone con disabilità, durante l'intero processo di adesione; sottolinea che i diritti umani devono essere tutelati non solo nella legislazione, ma anche attraverso un'attuazione coerente nella pratica; sottolinea la necessità che tutti i paesi dell'allargamento assicurino un'autentica rappresentanza delle minoranze a tutti i livelli di governo, preservino l'identità culturale e linguistica delle minoranze, garantiscano l'accesso a un'istruzione di qualità nelle lingue minoritarie e combattano efficacemente i discorsi di odio e i reati motivati dall'odio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita la Commissione a includere nella sua relazione annuale sullo Stato di diritto tutti i paesi dell'allargamento attualmente non contemplati da tale relazione; è particolarmente preoccupato quanto alle persistenti carenze e alla stagnazione dei processi di riforma del sistema giudiziario, ai tentativi di invertire i progressi compiuti nella lotta alla corruzione, ai limitati progressi compiuti nelle riforme della pubblica amministrazione e all'insufficiente allineamento della legislazione elettorale agli standard europei, nonché alla polarizzazione sociale, alla riduzione dello spazio per la società civile e alla soppressione del diritto di riunione pacifica in alcuni dei paesi dell'allargamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea che non vi è posto, nell'UE o nei paesi che aspirano a diventare Stati membri dell'UE, per la retorica incendiaria, la negazione dei genocidi o l'esaltazione dei criminali di guerra, di qualsiasi parte; sottolinea inoltre che confrontarsi con il passato è indispensabile ai fini di una riconciliazione autentica, fondamentale per la prosperità delle società e il successo dell'integrazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>incoraggia i paesi dell'allargamento a continuare ad attuare con determinazione e in modo tempestivo le riforme necessarie e a conseguire progressi tangibili e irreversibili, partendo dagli aspetti fondamentali; insiste sulla necessità di compiere sforzi continui per promuovere il pluralismo dei media, difendere i diritti dei giornalisti, salvaguardare il contesto favorevole al giornalismo d'inchiesta e garantire la libertà di espressione in tutti i paesi dell'allargamento, attuando nel contempo meccanismi efficaci per far fronte ai discorsi d'odio, alla campagne diffamatorie, alle molestie, alle minacce e agli attacchi contro i giornalisti; insiste sulla necessità di indagare e perseguire tali reati, affrontando nel contempo la concentrazione dei media, le pressioni politiche ed economiche e la mancanza di trasparenza per quanto riguarda il finanziamento e la proprietà dei media;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>mette in evidenza la necessità di rafforzare la partecipazione dei cittadini e il coinvolgimento della società civile nel processo di allargamento; sottolinea il ruolo delle organizzazioni della società civile con una comprovata esperienza e competenze settoriali nel vagliare, negoziare, attuare e monitorare le riforme, salvaguardando la trasparenza, la responsabilità e la fiducia del pubblico nel processo di adesione; evidenzia l'importanza di un sostegno costante al loro lavoro e di un ambiente operativo sicuro; esorta a sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica nazionale all'importanza di sostenere la società civile e di aumentare il sostegno statale alle sue attività, anche per prepararsi a cambiamenti a livello dei finanziamenti dopo l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>ribadisce la sua posizione secondo cui l'allineamento alla PESC dell'UE è un indicatore essenziale del chiaro orientamento geostrategico e dell'impegno di un paese candidato nei confronti dei valori e dei principi fondamentali dell'Unione nonché della sua preparazione alla futura adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>osserva che alcuni paesi candidati, primo fra tutti l'Ucraina, contribuiscono già alla sicurezza e alla difesa europee; esprime profondo rispetto e gratitudine al popolo ucraino, che ogni giorno paga il prezzo più alto per difendere lo stile di vita europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>accoglie con favore la positiva ripresa del dialogo PESC con i Balcani occidentali ed evidenzia l'importanza di tali partenariati per la pace e la sicurezza; sollecita tutti i paesi candidati e potenziali candidati a dare priorità a un rapido e pieno allineamento alla PESC, e ribadisce che l'adesione di un determinato paese potrà avvenire solo quando si sarà pienamente allineato alla PESC, anche adottando e attuando misure restrittive e risultando in linea con la politica dell'UE in materia di visti; osserva che gli sviluppi più preoccupanti e il regresso democratico continuano ad avere luogo nei paesi dell'allargamento che presentano i tassi di allineamento più bassi alla PESC e nei paesi il cui processo di adesione all'UE si è effettivamente arrestato, in particolare la Serbia, la Georgia e la Turchia; esorta l'UE e gli Stati membri a fare tutto il possibile per impedire che altri paesi dell'allargamento seguano le orme di detti paesi; sottolinea che la divergenza sistematica dall'allineamento alla PESC costituisce un ostacolo fondamentale all'adesione all'UE; si attende che i paesi candidati e potenziali candidati si allineino pienamente anche alla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), compresi i suoi principi, i suoi obiettivi e le sue missioni, in quanto componente fondamentale del processo di adesione; incoraggia il Consiglio "Affari esteri" a invitare i ministri degli Esteri dei paesi dell'allargamento che sono pienamente allineati alla PESC a partecipare ai suoi vertici in qualità di ospiti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>rileva l'importanza di rafforzare il ruolo dei paesi candidati nella sicurezza e nella difesa europee, e sostiene la loro partecipazione basata sul merito a strumenti, programmi e progetti dell'UE selezionati, nonché la concessione ad essi dello status di osservatore presso l'Agenzia europea per la difesa; sollecita la loro inclusione nella discussione e nell'impegno a fornire garanzie di sicurezza per l'Ucraina; riconosce il contributo di diversi paesi candidati alle missioni PSDC dell'UE e alla loro lotta contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri anti-UE e le minacce ibride, e sottolinea che una maggiore integrazione rafforza la sicurezza collettiva e la resilienza a tali minacce;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>sottolinea che il mancato allineamento alla PESC comporta rischi per la sicurezza dell'UE, ad esempio permettendo ai cittadini di paesi non UE di ottenere il diritto all'esenzione dal visto per accedere all'Unione mediante la concessione della cittadinanza di un paese candidato, o aumentando ulteriormente la dipendenza dalla Cina; insiste sulla necessità di chiare condizionalità per quanto riguarda l'impegno con rivali geopolitici che cercano di compromettere l'ordine internazionale basato su regole e di indebolire l'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>evidenzia che la cooperazione regionale, in particolare nei Balcani occidentali, è un presupposto fondamentale per l'adesione all'UE; sottolinea che la riconciliazione, che porta a relazioni di buon vicinato, è essenziale per il successo dell'adesione all'UE; sottolinea inoltre che le questioni bilaterali in sospeso tra l'UE e i paesi terzi dovrebbero essere risolte a livello bilaterale, in conformità al diritto internazionale, e non dovrebbero essere sfruttate per bloccare l'allargamento; avverte che l'accumulo di ritardi eccessivi può avere un influsso negativo sia sull'opinione pubblica che sull'impegno politico dei paesi candidati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>ricorda che il processo di adesione all'UE dipende dal soddisfacimento delle condizioni delineate nei quadri di negoziazione dell'Unione, dalla promozione di relazioni di buon vicinato e dal rispetto degli accordi bilaterali e internazionali, conformemente ai criteri di Copenaghen, e si fonda sui meriti propri del paese interessato; invita il Consiglio a impedire che eventuali questioni bilaterali non attinenti ai criteri di Copenaghen possano ostacolare i progressi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea l'importanza del dialogo Belgrado-Pristina, fondamentale affinché la Serbia e il Kosovo possano avanzare nei rispettivi percorsi europei e contribuire alla stabilità e alla prosperità regionali, oltre che l'importanza di portare avanti l'attuazione in buona fede dell'accordo di Prespa tra la Macedonia del Nord e la Grecia e del trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione tra la Macedonia del Nord e la Bulgaria, in linea con il quadro di negoziazione dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>ribadisce la sua posizione sull'importanza dell'apertura e della pubblicazione degli archivi storici relativi al periodo della guerra e al comunismo, al fine di favorire ulteriormente la ricerca della verità e la riconciliazione e rafforzare la governance democratica; sottolinea l'importanza di dare piena attuazione alle sentenze dei tribunali nazionali e internazionali, di rispettare gli obblighi internazionali in materia di crimini di guerra e persone scomparse e di contrastare la glorificazione dei criminali di guerra e il revisionismo storico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea che l'approccio meritocratico può comportare il congelamento o l'inversione dei negoziati di adesione in caso di regresso sul piano dei valori fondamentali e che i negoziati possono riprendere soltanto in seguito al conseguimento di sufficienti progressi in materia di riforme; sottolinea che i paesi che registrano scarsi risultati in termini di governance democratica devono subirne le conseguenze, così da garantire che il processo di adesione rimanga realmente basato sul merito; ribadisce che l'UE deve sostenere in modo proattivo i pilastri democratici nei paesi candidati al fine di rafforzare la stabilità e lo slancio delle riforme;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>chiede una valutazione approfondita della politica di allargamento, in termini sia di contenuto che di sostanza, che permetta di comprendere il motivo per cui alcuni paesi dell'allargamento abbiano compiuto così pochi progressi, in particolare per quanto riguarda lo Stato di diritto, i diritti umani e la democrazia; chiede una valutazione dei progressi compiuti non solo a livello legislativo, ma anche per quanto concerne l'attuazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>invita la Commissione a istituire un gruppo di monitoraggio sull'attuazione delle riforme nell'ambito del gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali, in cui i rapidi progressi o i passi indietro sono spesso più evidenti e possono incidere in modo significativo sulla credibilità e sulla sostenibilità del processo di adesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>riconosce che la presenza di gravi carenze nei processi di allargamento precedentemente completati ha reso possibile un regresso democratico in seguito all'adesione all'UE, compromettendo così la credibilità della politica di allargamento dell'Unione; osserva che, nei paesi candidati che hanno compiuto progressi insufficienti verso l'adesione all'UE, l'Unione dovrebbe intensificare il sostegno fornito agli attori della società civile favorevoli all'UE che si impegnano nella promozione delle riforme e dei valori europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>invita le delegazioni dell'UE presenti sul campo ad applicare in modo coerente un approccio credibile e meritocratico, fondato sul rispetto dello Stato di diritto e sulla tutela dei diritti umani;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Garantire l'efficace funzionamento di un'Unione allargata</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>ritiene che il processo di preparazione all'allargamento dovrebbe essere portato avanti in parallelo sia all'interno dell'UE che nei paesi dell'allargamento al fine di salvaguardare l'efficace funzionamento di un'Unione allargata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>invita ancora una volta le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a intraprendere le riforme necessarie per rafforzare l'UE e migliorare l'autonomia strategica dell'Europa, così da garantire che la mancanza di tali riforme non ritardi l'adesione di nuovi Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>ribadisce il proprio invito a rafforzare la capacità di azione dell'UE attraverso l'introduzione del voto a maggioranza qualificata nei settori attinenti al processo di adesione, abolendo, in particolare, il requisito dell'unanimità nelle fasi intermedie del processo di allargamento, quando si decide in merito all'apertura e alla chiusura di singoli gruppi e capitoli di gruppi negoziali; deplora il fatto che l'eccessivo ricorso all'unanimità nelle fasi intermedie del processo di allargamento abbia in più occasioni rallentato l'allargamento dell'UE e stia indebolendo il sostegno popolare all'integrazione nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>ritiene necessaria una revisione delle politiche settoriali dell'UE al fine di valutare come accogliere i nuovi Stati membri e garantire il funzionamento efficiente di un'Unione allargata; accoglie con favore le prossime revisioni strategiche pre-allargamento, che rappresentano un passo fondamentale nella preparazione dell'Unione all'ingresso di nuovi membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>sottolinea che il processo di allargamento presenta un notevole potenziale di convergenza in diversi settori chiave, quali l'economia, la protezione dell'ambiente e la sicurezza, come dimostrato dai precedenti cicli di allargamento; si compiace dei primi effetti di convergenza suscitati da una prospettiva europea; sottolinea che la politica di coesione e la politica agricola comune svolgono un ruolo centrale nella promozione della convergenza tra gli Stati membri dell'UE e dovrebbero essere salvaguardate nella prospettiva di un'Unione europea allargata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>riconosce l'importanza di un'ampia applicazione, su base meritocratica e in modo reversibile, dell'integrazione graduale nelle politiche comuni dell'UE, tra cui il mercato unico, in particolare il mercato unico digitale, per i paesi candidati che compiono progressi sostanziali nelle riforme connesse all'UE, preservando nel contempo pienamente l'integrità del mercato interno dell'UE e garantendo condizioni di parità; sottolinea che, sebbene l'integrazione graduale dei paesi candidati possa aiutarli nell'attuazione dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e quindi rendere più agevole la transizione verso l'adesione all'Unione, essa non può sostituire la piena adesione all'UE; sottolinea che i futuri Stati membri dovrebbero godere degli stessi diritti e sottostare agli stessi obblighi degli attuali Stati membri e si oppone fermamente alla creazione di diverse categorie di membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>sottolinea che il risultato più gratificante e apprezzato dell'integrazione graduale è la liberalizzazione dei visti; è favorevole alle nuove norme che consentirebbero la sospensione della liberalizzazione dei visti per i cittadini dei paesi dell'allargamento responsabili di arretramenti democratici e gravi violazioni dei diritti umani, tra cui la persecuzione e la violenza nei confronti di manifestanti pacifici, della società civile, di operatori dei media e di politici dell'opposizione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>sottolinea che ai paesi candidati dovrebbero essere offerte possibilità di integrazione graduale, conformemente all'approccio basato sul merito e sulla condizionalità; sottolinea che è essenziale garantire la reversibilità dell'integrazione graduale nel caso in cui un paese candidato non rispetti gli impegni presi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>ribadisce che il processo di allargamento dovrebbe essere accompagnato da un coinvolgimento dei paesi candidati nel funzionamento delle istituzioni dell'UE, anche grazie alla concessione dello status di osservatori in seno agli organi e alle istituzioni pertinenti, compresi il Parlamento e l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>sottolinea l'importanza di sensibilizzare l'opinione pubblica all'interno delle società europee in merito all'allargamento dell'UE e al suo ruolo nel rendere l'integrazione europea adeguata alle esigenze future; evidenzia il fatto che il successo del processo di allargamento dipenderà in misura significativa dall'adozione di una strategia di comunicazione chiara e trasparente;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sostenere i paesi dell'allargamento nel loro percorso verso l'adesione all'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>sottolinea che, oltre a fissare obiettivi di riforma, tabelle di marcia e calendari intermedi individuali per ciascun paese in via di adesione, l'UE dovrebbe rafforzare la trasparenza del processo e stabilire calendari chiari e prevedibili per l'adesione dei paesi candidati che hanno compiuto maggiori progressi nel loro percorso di adesione, al fine di evitare di perdere slancio e credibilità; ritiene che l'allargamento dell'UE dovrebbe avvenire non appena siano soddisfatte tutte le condizioni di adesione nei paesi candidati interessati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>sottolinea che le riforme fondamentali che incidono sul funzionamento e sull'indipendenza delle istituzioni non devono essere né affrettate né strumentalizzate politicamente, in particolare nei paesi candidati che presentano complesse disposizioni costituzionali; sottolinea che l'accelerazione delle procedure o le pressioni esercitate perché vengano rispettate le scadenze politiche non devono andare a scapito della qualità giuridica e dell'integrità istituzionale delle riforme;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>ritiene che l'assistenza finanziaria preadesione, compresi gli strumenti per i Balcani occidentali, l'Ucraina e la Moldova, sia fondamentale per garantire che i paesi dell'allargamento ricevano un sostegno finanziario strutturato a favore della trasformazione istituzionale ed economica; sottolinea che tutta l'assistenza finanziaria dell'UE deve rispettare e mantenere la condizionalità del sostegno preadesione, anche per quanto concerne lo Stato di diritto e la lotta alla corruzione, al fine di salvaguardare gli interessi finanziari dell'UE e dei cittadini di entrambe le parti; rileva la necessità di adeguare le modalità di attuazione dell'IPA al fine di agevolare il processo di preparazione e apprendimento necessario per l'utilizzo dei fondi strutturali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>evidenzia che l'allargamento richiede riforme finanziarie per far fronte, tra l'altro, alle sfide legate alle politiche agricole e di coesione e per garantire che il bilancio dell'UE mantenga la capacità di mettere in atto i programmi e le priorità politiche esistenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>osserva che la proposta della Commissione per il QFP 2028-2034 inserisce chiaramente l'allargamento tra le priorità strategiche dell'Unione; sottolinea che l'allargamento costituisce uno dei pilastri centrali dello strumento Europa globale, dal momento che rappresenta il 21 % del suo bilancio proposto (ossia 43,1 miliardi di EUR), interessa tutti i paesi candidati attuali e potenziali, nonché i partner del vicinato orientale, e offre finanziamenti mirati per l'assistenza preadesione, il rafforzamento istituzionale e i preparativi interni dell'UE in vista delle future adesioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>chiede finanziamenti di preadesione adeguati nell'ambito del nuovo QFP, che siano commisurati all'allargamento dell'UE previsto per il suo periodo di applicazione, in quanto è probabile che alcuni paesi candidati aderiscano all'UE durante tale arco di tempo; chiede che i fondi di preadesione destinati ai paesi candidati e potenziali candidati nell'ambito del pilastro "Europa globale" del QFP siano assegnati e stanziati in modo chiaro e coerente e sottolinea che tali fondi devono essere protetti da eventuali reindirizzamenti verso altre priorità esterne e dovrebbero rispecchiare chiaramente le priorità individuate nei settori fondamentali, migliorando nel contempo la visibilità e la trasparenza dell'assistenza preadesione; insiste sul fatto che i fondi devono sostenere direttamente lo Stato di diritto, la riforma della pubblica amministrazione, la coesione sociale e territoriale e la responsabilizzazione e il coinvolgimento degli attori locali della società civile e dei media indipendenti, al fine di garantire la trasparenza, prevenire l'uso improprio e assicurare la responsabilità pubblica dei governi beneficiari; invita la Commissione ad applicare con coerenza una condizionalità mirata basata su chiari indicatori di progresso, premiando le riforme e sanzionando l'arretramento o la persistente assenza di progressi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>ribadisce la sua richiesta di istituire un quadro per una cooperazione efficace tra la Procura europea (EPPO) e i paesi in via di adesione; incoraggia i candidati e i potenziali candidati all'adesione all'UE a concludere rapidamente accordi di lavoro bilaterali con l'EPPO al fine di facilitare una stretta cooperazione e il perseguimento dell'uso improprio dei fondi dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>evidenzia la necessità di rafforzare e armonizzare meglio i finanziamenti destinati all'attuazione delle misure in materia di ambiente, clima e benessere degli animali, oltre che il sostegno allo sviluppo delle capacità dei paesi candidati; prende atto della natura intersettoriale e dei costi elevati di tali misure, così come della loro importanza cruciale per lo sviluppo sostenibile, l'allineamento al Green Deal europeo e alla legislazione in materia di benessere degli animali e l'integrazione nel mercato interno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>sottolinea l'importanza di includere i paesi candidati nei progetti dell'UE in corso e futuri in materia di connettività, trasporti, infrastrutture energetiche, transizione verde, sicurezza digitale, resilienza e mobilità militare dell'Unione, in modo da rafforzare la sicurezza dell'Europa in un contesto geopolitico difficile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>pone l'accento sull'importanza strategica della regione del Mar Nero per la sicurezza e la prosperità dell'intero continente europeo; evidenzia la necessità di migliorare la connettività tra Ucraina, Moldova, Romania, Bulgaria e Turchia attraverso le infrastrutture dei trasporti, dell'energia e digitali, al fine di rafforzare la resilienza regionale, diversificare le catene di approvvigionamento e garantire rotte commerciali alternative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica dei progetti infrastrutturali nel settore dei trasporti e dell'energia nel vicinato orientale dell'UE e nei Balcani occidentali ai fini del rafforzamento dell'autonomia geostrategica dell'UE e ne chiede il rapido completamento e la piena operatività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>esprime preoccupazione per la crescente influenza esercitata dalla Cina nei paesi dell'allargamento, per le dipendenze economiche e politiche derivanti dai programmi di assistenza finanziaria della Cina e dai suoi ingenti investimenti in settori chiave quali l'energia, le telecomunicazioni, le infrastrutture, l'industria estrattiva e le materie prime e per le conseguenze a lungo termine sulla resilienza democratica, la sicurezza economica e gli interessi europei; chiede un impegno più forte e visibile da parte dell'UE, anche attraverso alternative di investimento credibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>si compiace dei risultati tangibili ottenuti per i cittadini grazie alla riduzione delle tariffe di roaming tra l'UE e i Balcani occidentali; invita la Commissione ad accelerare gli sforzi tesi a estendere tali accordi di roaming a tutti i paesi dell'allargamento al fine di conseguire quanto prima un roaming a tariffa nazionale e un'area unica dei pagamenti in euro (SEPA) per tutti i paesi candidati e potenziali candidati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>chiede una maggiore attenzione agli investimenti nel capitale umano al fine di promuovere la competitività e l'innovazione nei paesi candidati e trovare soluzioni concrete alla disoccupazione giovanile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>invita ancora una volta il Consiglio, la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a intensificare gli sforzi di comunicazione proattiva e strategica in merito ai vantaggi tangibili dell'adesione all'UE nei paesi dell'allargamento e all'interno degli Stati membri, sviluppando strategie di comunicazione su misura, basate sui fatti e orientate ai risultati che sostengano gli obiettivi dell'UE e coinvolgano la società civile locale, piuttosto che affidandosi a campagne di comunicazione generiche; sottolinea, in tale contesto, il ruolo cruciale svolto dai giovani, dal momento che i movimenti giovanili si sono più volte dimostrati fondamentali nel contribuire all'attivismo filodemocratico nei paesi candidati; ribadisce inoltre il proprio invito alla Commissione affinché garantisca la piena visibilità e la sensibilizzazione dell'opinione pubblica in merito al sostegno e agli investimenti dell'UE nei paesi candidati, anche quando sono convogliati per mezzo di organizzazioni internazionali, utilizzando indicazioni chiare e apponendo la bandiera dell'UE; evidenzia che, anche se gli Stati Uniti hanno smesso di sostenere i media indipendenti e gli attori della società civile nei paesi candidati, l'UE ha tutto l'interesse a intensificare rapidamente la propria azione; sottolinea che il sostegno dei cittadini sarà determinante nei processi di ratifica e che la comunicazione deve pertanto fare appello sia alla ragione che al sentimento; esorta le istituzioni dell'UE a promuovere dibattiti pubblici inclusivi sull'allargamento, coinvolgendo il grande pubblico in una discussione significativa e consentendone l'effettiva partecipazione al processo; sottolinea l'importanza di un maggiore coinvolgimento dei cittadini nel processo di allargamento, sia negli Stati membri dell'UE che nei paesi in via di adesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>sottolinea il ruolo chiave svolto dalle autorità e dai leader politici dei paesi dell'allargamento nel promuovere una cooperazione interpartitica a sostegno delle riforme connesse all'adesione all'UE, nel mantenere un consenso intersocietario riguardo all'adesione all'UE e nel comunicare in modo efficiente e costante ai cittadini i vantaggi derivanti dall'adesione all'UE; mette in evidenza il ruolo cruciale svolto dalle organizzazioni della società civile nel promuovere un confronto pubblico sull'integrazione nell'UE che sia basato sui fatti, nel contrastare la disinformazione e nel favorire un dibattito pubblico informato; invita la Commissione e gli Stati membri a coinvolgere sistematicamente gli attori della società civile negli sforzi di comunicazione strategica relativi all'allargamento e alle riforme sostenute dall'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>esorta la Commissione, anche al più alto livello, a utilizzare un linguaggio più chiaro e diretto nella sua comunicazione pubblica, anche per quanto riguarda le carenze significative, la mancanza di progressi e i passi indietro, in particolare nell'ambito dello Stato di diritto, al fine di salvaguardare la condizionalità, difendere i valori dell'UE e preservare la fiducia degli attori filoeuropei e filodemocratici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a impegnarsi appieno per rafforzare ulteriormente i processi di riforma nei paesi candidati, in particolare potenziando le loro capacità amministrative attraverso programmi mirati di sviluppo delle capacità; chiede un rafforzamento della cooperazione accademica ed educativa tra gli Stati membri dell'UE e i paesi dell'allargamento attraverso la promozione di corsi di formazione incentrati sui valori europei e lo Stato di diritto, il buon governo, la pubblica amministrazione e l'eliminazione della corruzione e la creazione di uno spazio dedicato alla formazione congiunta dei funzionari pubblici dei paesi dell'allargamento, compresi quelli appartenenti a enti locali e regionali; pone l'accento sul successo dei progetti di gemellaggio nel trasferimento di competenze settoriali e insiste sulla necessità di trarre insegnamento da questa esperienza positiva, non da ultimo per rafforzare la titolarità del processo di allargamento all'interno degli Stati membri; sottolinea che i programmi di sviluppo delle capacità dovrebbero inoltre dare priorità al potenziamento delle organizzazioni indipendenti della società civile e alla salvaguardia del loro spazio operativo; invita la Commissione a sostenere programmi che valorizzino le comunità locali, i volontari e le iniziative civiche che promuovono la cultura democratica, i valori europei e la coesione sociale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>evidenzia il ruolo svolto dalla diplomazia parlamentare, dall'assunzione di responsabilità e dai programmi di sostegno alla democrazia dell'UE nel mantenere lo slancio delle riforme; ribadisce la propria disponibilità a rafforzare il dialogo e la cooperazione regolari e trasparenti con i parlamenti nazionali dei paesi candidati e potenziali candidati, basandosi sulle esperienze positive e sui formati di successo precedenti, sfruttando appieno gli strumenti e le iniziative del Parlamento esistenti a sostegno della democrazia e promuovendo un maggiore controllo parlamentare del processo di adesione all'UE e delle relative riforme;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>pone l'accento sulla necessità di riforme elettorali che garantiscano elezioni libere, eque e democratiche, in linea con le norme internazionali; sottolinea che i parametri di riferimento relativi al pluralismo, all'integrità dei partiti, alla trasparenza del finanziamento dei partiti e dei media e all'indipendenza della magistratura e dei media sono presupposti indispensabili per il sostegno finanziario e il progresso; incoraggia l'UE e gli Stati membri a utilizzare strumenti partecipativi che coinvolgano i cittadini, i parlamenti, la società civile e i giovani e che consentano di scambiare opinioni, approfondire la comprensione reciproca e suscitare un senso di titolarità prima dell'adesione formale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>esprime preoccupazione riguardo alle campagne di disinformazione malevole e su vasta scala che la Russia e altri attori conducono incessantemente da molti anni, la cui intensità è aumentata dall'inizio della guerra di aggressione intrapresa dalla Russia contro l'Ucraina; osserva che i paesi candidati e potenziali candidati e il vicinato dell'UE sono chiaramente stati uno dei bersagli principali delle operazioni di manipolazione delle informazioni e di ingerenza condotte dalla Russia, uno degli obiettivi delle quali è screditare l'Unione e sminuire il valore percepito dell'integrazione nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>incoraggia un consolidamento del dialogo dell'UE con la società civile e un rafforzamento del sostegno ai media investigativi indipendenti, agli organismi di verifica dei fatti e alle organizzazioni della società civile che si occupano di alfabetizzazione mediatica, al fine di contrastare efficacemente la disinformazione e la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri; sottolinea la necessità di fornire un sostegno continuo a tutti i paesi dell'allargamento che subiscono forti ingerenze esterne nel loro processo di convergenza con l'UE e nei processi elettorali e di instaurare con loro una stretta collaborazione; invita ad applicare gli insegnamenti tratti dalla missione di partenariato dell'UE in Moldova; sottolinea l'importanza di valutare e migliorare l'efficacia degli strumenti dell'UE progettati per aiutare i paesi candidati a contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di estendere lo scudo europeo per la democrazia proposto ai paesi in via di adesione, rafforzando in tal modo la loro capacità di rispondere a minacce quali la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e le campagne di disinformazione; invita la Commissione e il SEAE ad approfondire la cooperazione in materia di resilienza delle informazioni, cibersicurezza e minacce ibride con i paesi dell'allargamento più vulnerabili; invita il SEAE e le delegazioni dell'UE nei paesi terzi a rafforzare ulteriormente le rispettive capacità di lotta e contrasto alla disinformazione e alla propaganda contro la PESC dell'UE, anche investendo in campagne di comunicazione volte a combattere l'influenza straniera;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>osserva con preoccupazione che la Russia si presenta sempre più come difensore mondiale dei "valori tradizionali" strumentalizzando la Chiesa ortodossa russa e sfruttandola come veicolo di disinformazione e proiezione del proprio potere di persuasione, in particolare nei paesi dell'ex Unione sovietica; sottolinea che tali pratiche sono intese a minare la democrazia, la coesione sociale e gli orientamenti filoeuropei; chiede che la PESC e la politica di allargamento prevedano misure specifiche volte a contrastare simili influenze, tra cui la diplomazia religiosa, la comunicazione strategica e il sostegno alle comunità religiose vittime dell'oppressione sovietica;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché ai governi e parlamenti dei paesi dell'allargamento.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>