<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0079</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Affrontare gli ostacoli al mercato unico della difesa</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0017/2026 - Relatore: Tobias Cremer)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo dell’11 marzo 2026 "Affrontare gli ostacoli al mercato unico della difesa" (2025/2143(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di Versailles, adottata l'11 marzo 2022 in occasione della riunione informale dei capi di Stato e di governo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento intitolato "Una bussola strategica per la sicurezza e la difesa – Per un'Unione europea che protegge i suoi cittadini, i suoi valori e i suoi interessi e contribuisce alla pace e alla sicurezza internazionali", approvato dal Consiglio il 21 marzo 2022 e dal Consiglio europeo il 25 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2017/2315 del Consiglio, dell'11 dicembre 2017, che istituisce la cooperazione strutturata permanente (PESCO) e fissa l'elenco degli Stati membri partecipanti<FOOTNOTE><FIELD> GU L 331 del 14.12.2017, pag. 57, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2017/2315/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che semplifica le modalità e le condizioni dei trasferimenti all'interno delle Comunità di prodotti per la difesa<FOOTNOTE><FIELD> GU L 146 del 10.6.2009, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/43/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure per l'aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di forniture e di servizi nei settori della difesa e della sicurezza da parte delle amministrazioni aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE<FOOTNOTE><FIELD> GU L 216 del 20.8.2009, pag. 76, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/81/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/697 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, che istituisce il Fondo europeo per la difesa e abroga il regolamento (UE) 2018/1092<FOOTNOTE><FIELD> GU L 170 del 12.5.2021, pag. 149, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/697/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/1525 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 luglio 2023, sul sostegno alla produzione di munizioni (ASAP)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 185 del 24.7.2023, pag. 7 ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/1525/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/2418 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, sull'istituzione di uno strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA)<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2023/2418, 26.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/2418/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2025/2643 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2025, che istituisce il programma per l'industria europea della difesa e un quadro di misure per garantire la disponibilità e l'approvvigionamento tempestivi di prodotti per la difesa ("regolamento EDIP")<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/2643, 29.12.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/2643/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2025/2653 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2025, che modifica i regolamenti (UE) 2021/694, (UE) 2021/695, (UE) 2021/697, (UE) 2021/1153 e (UE) 2024/795 per quanto riguarda l'incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell'ambito del bilancio dell'UE per attuare il piano "ReArm Europe"<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/2653, 22.12.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/2653/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2025/1106 del Consiglio, del 27 maggio 2025, che istituisce lo strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE) mediante il rafforzamento dell'industria europea della difesa<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/1106, 28.5.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/1106/oj.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accelerazione del rilascio delle autorizzazioni per i progetti per la prontezza alla difesa (COM(2025)0821), presentata dalla Commissione il 17 giugno 2025, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (CE) n. 1907/2006, (CE) n. 1272/2008, (UE) n. 528/2012, (UE) 2019/1021 e (UE) 2021/697 per quanto riguarda la prontezza alla difesa e l'agevolazione degli investimenti nella difesa e delle condizioni per l'industria della difesa (COM(2025)0822), presentata dalla Commissione il 17 giugno 2025, nonché la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2009/43/CE e 2009/81/CE per quanto riguarda la semplificazione dei trasferimenti intra-UE di prodotti per la difesa e la semplificazione degli appalti nel settore della sicurezza e della difesa (COM(2025)0823), presentata dalla Commissione il 17 giugno 2025, nell'ambito del pacchetto omnibus sulla prontezza alla difesa del 17 giugno 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo sulla difesa europea, segnatamente quelle del 6 marzo 2025, del 20 marzo 2025, del 26 giugno 2025 e del 23 ottobre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 25 marzo 2021 sull'attuazione della direttiva 2009/81/CE, relativa agli appalti nei settori della difesa e della sicurezza, e della direttiva 2009/43/CE, relativa ai trasferimenti di prodotti per la difesa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 494 dell'8.12.2021, pag. 54.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 2 aprile 2025 sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune – relazione annuale 2024<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/4388, 9.9.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/4388/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua relazione del 25 novembre 2025 sugli aspetti istituzionali della relazione sul futuro della competitività europea (relazione Draghi)<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2025)0285.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 5 marzo 2024, dal titolo "Una nuova strategia industriale europea per il settore della difesa: conseguire la prontezza dell'UE attraverso un'industria europea della difesa reattiva e resiliente" (JOIN(2024)0010),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029, dal titolo "La scelta dell'Europa", presentati il 18 luglio 2025 dall'allora candidata alla presidenza della Commissione europea, Ursula von der Leyen,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Mario Draghi, del 9 settembre 2024, dal titolo "The future of European competitiveness" (Il futuro della competitività europea) ("relazione Draghi"), in particolare il capitolo 4 sull'aumento della sicurezza e la riduzione delle dipendenze,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Sauli Niinistö, del 30 ottobre 2024, dal titolo "Safer Together – Strengthening Europe's Civilian and Military Preparedness and Readiness" (Più sicuri insieme – Rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare dell'Europa) ("relazione Niinistö"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Enrico Letta, del 10 aprile 2024, dal titolo "Much more than a market – Speed, security, solidarity: empowering the Single Market to deliver a sustainable future and prosperity for all EU Citizens" (Molto più di un mercato – Rapidità, sicurezza e solidarietà: rafforzare il mercato unico per garantire un futuro sostenibile e prosperità a tutti i cittadini dell'UE) ("relazione Letta"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il libro bianco congiunto della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 19 marzo 2025, dal titolo "Libro bianco congiunto sulla prontezza alla difesa europea per il 2030" (JOIN(2025)0120),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i pareri della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per la sicurezza e la difesa (A10-0017/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che decenni di appalti nel settore della difesa incentrati a livello nazionale, la frammentazione industriale, gli ostacoli normativi, la carenza di investimenti, le divergenze in termini di valutazione delle minacce e di obiettivi in materia di politica estera, la mancanza di una pianificazione integrata delle capacità e di una domanda aggregata, nonché la concorrenza nell'ambito della proprietà intellettuale, hanno impedito lo sviluppo di un mercato unico della difesa efficace e pienamente integrato e hanno indebolito l'interoperabilità dei sistemi di difesa degli Stati membri, comportando notevoli costi aggiuntivi per i contribuenti e compromettendo nel contempo la capacità dell'UE di tutelare la sicurezza dei suoi cittadini, indebolendo la base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB) e prevenendo la piena realizzazione dell'autonomia strategica, della resilienza e della competitività dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le relazioni Letta e Draghi evidenziano una combinazione di debolezze strutturali che incidono sulla competitività dell'EDTIB e individuano come sfide principali una realtà frammentata, una spesa pubblica insufficiente per la difesa e un accesso limitato ai finanziamenti, riconoscendo pertanto la necessità di costruire un vero mercato unico della difesa; che il Libro bianco sul futuro della difesa europea sottolinea che gli interventi dovrebbero concentrarsi sulle norme e sulle procedure per gli appalti nel settore della difesa, sui trasferimenti intra-UE di prodotti per la difesa e sul riconoscimento reciproco delle autorizzazioni nazionali di certificazione; che la relazione Niinistö sottolinea altresì la necessità di migliorare la preparazione generale dell'Europa, anche per quanto riguarda l'integrazione della resilienza civile e militare e sottolinea che è possibile altresì rispondere a tali necessità con un mercato unico per la difesa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che una base industriale di difesa europea resiliente, competitiva e innovativa è essenziale per realizzare la bussola strategica e garantire la capacità dell'UE di scoraggiare e difendere, alla luce dell'agenda "Prontezza alla difesa per il 2030"; che ciò richiede una politica industriale e tecnologica coerente che sostenga le capacità interoperabili, assicuri catene di approvvigionamento critiche, sostenga le piccole e medie imprese (PMI) e promuova l'innovazione a duplice uso;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che in passato le imprese del settore della difesa con sede negli Stati membri più piccoli hanno risentito particolarmente dell'approccio eccessivamente rigoroso ai controlli sulle esportazioni e sui trasferimenti intra-UE da parte di altri Stati membri, il che dimostra come un singolo punto di strozzatura possa compromettere le catene di approvvigionamento a livello dell'UE; che le PMI si trovano ad affrontare particolari ostacoli all'ingresso nei mercati della difesa; che attualmente le norme dell'UE in materia di concorrenza e i quadri in materia di aiuti di Stato non prevedono disposizioni mirate per i progetti transfrontalieri di difesa cooperativa, il che rischia di ostacolare la collaborazione e il consolidamento industriali; che non esiste un'esenzione per categoria specifica o un meccanismo di facilitazione analogo per i progetti di difesa finanziati a titolo di strumenti di finanziamento dell'UE, circostanza che crea incertezza giuridica per le imprese impegnate in attività congiunte di ricerca e sviluppo (R&amp;S); che la mancanza di un quadro adeguato in materia di proprietà intellettuale e concessione di licenze per la R&amp;S nel settore della difesa finanziata con fondi pubblici limita la produzione multiproduttore di modelli europei certificati e limita l'efficacia degli strumenti di appalto congiunto;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'industria europea della difesa si confronta con una grave carenza di lavoratori qualificati e con l'invecchiamento della forza lavoro, il che minaccia di creare strozzature nella produzione, ostacolandone l'espansione; che i diversi requisiti nazionali in materia di nulla osta di sicurezza per il personale e le imprese dell'industria della difesa impediscono una maggiore collaborazione transfrontaliera sottoponendo le imprese o gli ingegneri abilitati al trattamento di informazioni classificate in uno Stato membro a lunghe e doppie verifiche in altri Stati membri; che la rapida adozione e applicazione di tecnologie innovative da parte delle forze armate europee è ostacolata da lunghi cicli di sviluppo e da un'elevata avversione al rischio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che, al fine di aumentare il sostegno pubblico a favore di tali investimenti, i rendimenti e i benefici economici devono essere ripartiti in tutta l'UE in modo equilibrato e proporzionale, tenendo conto delle specificità delle basi industriali nazionali di difesa; che la cooperazione transfrontaliera dovrebbe inoltre garantire un'equa e piena partecipazione delle PMI e delle piccole imprese a media capitalizzazione alla catena del valore della difesa nonché rafforzare la coesione regionale in tutta l'UE; che gli investimenti nel settore della difesa hanno il potenziale di creare posti di lavoro di alta qualità in un'ampia gamma di regioni, contribuendo in tal modo al conseguimento degli obiettivi di coesione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che recenti eventi hanno messo in luce i rischi di concentrazione della catena di approvvigionamento nel settore europeo della difesa, in cui i prodotti e i fattori produttivi critici per la difesa dipendono spesso da un unico fornitore o da un numero molto limitato di fornitori; che tale concentrazione crea singoli punti di vulnerabilità e debolezze in tempi di crisi, sottolineando l'urgente necessità di diversificazione e ridondanza delle fonti di approvvigionamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che, secondo la relazione Draghi, gli appalti collaborativi europei hanno rappresentato solo il 18 % della spesa per gli appalti di attrezzature per la difesa nel 2022, ben al di sotto del parametro di riferimento del 35 % concordato nei quadri dell'Agenzia europea per la difesa (AED); che l'Unione europea si è inoltre posta l'obiettivo politico di far sì che entro il 2030 almeno la metà dei propri approvvigionamenti di attrezzature per la difesa sia costituita da prodotti europei;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'obiettivo di creare un mercato unico della difesa è in ultima analisi un mezzo per conseguire la sicurezza e l'autonomia strategica dell'Europa, non un fine a sé stante; che l'integrazione dell'industria della difesa dovrebbe concorrere alla capacità dell'UE di proteggere i suoi cittadini e i suoi valori, assicurare la resilienza e la deterrenza e sostenere la sua libertà d'azione; che occorre trovare un equilibrio tra l'efficienza del mercato e gli imperativi di sovranità e solidarietà;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la pianificazione, lo sviluppo, la produzione e gli appalti congiunti nel settore delle capacità di difesa nell'UE consentirebbero di accrescere l'efficienza e l'efficacia degli investimenti pubblici e di ottenere vantaggi industriali e operativi, rafforzando così l'accettazione sociale e politica dei necessari aumenti degli investimenti nel settore della difesa in un periodo di restrizioni di bilancio e migliorando sostanzialmente la capacità dell'Unione e dei suoi Stati membri di conseguire la piena prontezza alla difesa prima del 2030 e una vera unione europea della difesa; che tale azione congiunta nell'UE dovrebbe essere coordinata con i processi di pianificazione della NATO ed evitare inutili duplicazioni delle azioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che gli Stati membri prenderanno in considerazione l'aumento dei loro investimenti e della loro cooperazione in progetti comuni nel settore della difesa solo se tali progetti comportano lo sviluppo di capacità militari di interesse comune per le loro forze armate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che l'UE ha presentato una serie di iniziative volte a rafforzare la prontezza dell'Unione alla difesa, a migliorare le condizioni per gli investimenti e a incentivare un'azione comune, ma finora non ha proposto le misure trasformative necessarie per l'istituzione di un autentico mercato unico dei prodotti per la difesa; che le norme dell'UE in materia di appalti nel settore della difesa (direttiva 2009/81/CE) e di trasferimenti intra-UE (direttiva 2009/43/CE) non sono ancora state aggiornate in modo completo, nonostante i cambiamenti significativi nel contesto della sicurezza; che i portatori di interessi spesso ritengono che entrambe le direttive siano eccessivamente complesse e che il recepimento da parte degli Stati membri sia lento e problematico, richiedendo uno sforzo amministrativo sproporzionato e dando luogo a una frammentazione del mercato interno;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che, alla luce delle crescenti minacce geopolitiche, segnatamente la guerra di aggressione in corso intrapresa dalla Russia nei confronti dell'Ucraina e i suoi attacchi ibridi e le sue provocazioni contro l'UE, nonché il terrorismo e l'instabilità in Medio Oriente e in Africa, il 90 % dei cittadini dell'Unione si aspetta legittimamente che l'UE rafforzi la cooperazione in materia di sicurezza e difesa, anche nel quadro della NATO e con altri partner che condividono gli stessi principi, per proteggere i cittadini e difendere gli interessi e i valori dell'UE sulla scena mondiale; che il contesto di sicurezza sempre più instabile nell'immediato vicinato dell'Unione richiede una risposta coerente e coordinata, in particolare per garantire la libera circolazione dei prodotti e dei servizi per la difesa;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">La visione di un mercato unico della difesa nell'Unione</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ricorda che, secondo la relazione Draghi, una cooperazione rafforzata potrebbe consentire un enorme risparmio fino al 30 % in termini di efficienza della spesa annuale per la difesa in tutta l'Unione, migliorando notevolmente l'efficacia dell'attuale spesa per la difesa; sottolinea i vantaggi più ampi di tale situazione per la competitività, la resilienza e la sovranità strategica dell'UE, poiché promette importanti opportunità di occupazione, sviluppo economico e leadership tecnologica in tutta l'UE; sottolinea che un vero mercato unico della difesa è fondamentale per promuovere la competitività delle imprese europee non solo all'interno dell'UE, ma anche sul mercato mondiale, in cui devono competere, tra l'altro, con i principali contraenti statunitensi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ritiene che le drammatiche sfide e minacce cui l'UE e i suoi Stati membri devono far fronte richiedano un completo ripensamento delle loro modalità di cooperazione e coordinamento in materia di difesa; sottolinea che l'UE e i Suoi Stati membri devono cambiare radicalmente la loro concezione della produzione dell'industria della difesa sviluppando un vero mercato unico della difesa, come auspicato nelle relazioni Letta, Draghi e Niinistö e nel Libro bianco sul futuro della difesa europea; esorta gli Stati membri a superare i riflessi nazionalisti verso la loro base industriale nazionale, a tenere maggiormente conto dei vantaggi della cooperazione in materia di difesa a livello dell'UE nella loro pianificazione della difesa nazionale e a riconoscere il ruolo essenziale del sostegno attivo delle istituzioni e delle agenzie dell'UE nell'agevolare e coordinare tale cooperazione, rafforzando nel contempo la fiducia reciproca tra tutte le parti interessate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea che solo un vero mercato unico della difesa può fornire i mezzi necessari per istituire e mantenere realmente un'EDTIB competitiva, innovativa e resiliente, in grado di fornire le attrezzature necessarie nei periodi di tempo richiesti e nella misura necessaria e di sfruttare appieno il potenziale economico, industriale e finanziario dell'EDTIB; evidenzia che un vero mercato unico della difesa è essenziale per colmare le lacune in termini di capacità e per ripristinare la deterrenza, e rappresenta quindi una pietra angolare per un'Unione forte, sovrana e competitiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>esorta gli Stati membri e la Commissione ad agire rapidamente per creare un vero mercato unico della difesa, agendo sia sul versante dell'offerta che su quello della domanda; ricorda che l'aggregazione della domanda attraverso una gestione e appalti comuni durante l'intero ciclo di vita, la semplificazione normativa e l'integrazione industriale transfrontaliera a livello dell'UE sono urgentemente necessarie per affrontare tali ostacoli e ridurre la dipendenza dai paesi terzi, come indicato nelle relazioni Letta e Draghi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>ricorda l'importanza di garantire la legittimità democratica, la fiducia del pubblico nelle istituzioni, la responsabilità e la trasparenza al fine di assicurare il necessario sostegno pubblico all'aumento della spesa nel settore della difesa; sottolinea l'importanza di garantire una distribuzione equa ed equilibrata in tutta l'UE dei costi e dei benefici legati al forte aumento della spesa europea per la difesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Affrontare</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">gli ostacoli al mercato unico nel settore della difesa</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea che l'attuale struttura del panorama industriale della difesa comporta inutili duplicazioni, dipendenze esterne e inefficienze e ostacola il rafforzamento dell'EDTIB e della prontezza dell'UE alla difesa; sottolinea che, unitamente alla carenza di investimenti e alla mancanza di programmazione della spesa a lungo termine per la difesa, tale frammentazione impedisce di realizzare economie di scala che potrebbero derivare dalla messa in comune degli appalti e della produzione di materiali per la difesa tra le imprese europee; insiste sulla cruciale necessità di superare la frammentazione nel panorama industriale della difesa dell'UE, sfruttando le potenziali economie di scala, e di comprendere meglio gli ostacoli al mercato unico della difesa; sottolinea che un mercato unico della difesa deve garantire pari opportunità di partecipazione alle industrie e agli organismi di ricerca, comprese le start-up, di tutti gli Stati membri, comprese le economie più piccole, e non dovrebbe tradursi in un modello industriale della difesa eccessivamente centralizzato; evidenzia che tale assetto del mercato contribuisce alla coesione economica creando posti di lavoro di alta qualità nel settore manifatturiero e della R&amp;S in varie regioni dell'UE, comprese quelle meno sviluppate sotto il profilo economico; osserva inoltre che tale diversificazione geografica contribuisce alla resilienza e alla sicurezza dell'approvvigionamento nonché a evitare la creazione di monopoli e svantaggi per le PMI e le imprese a media capitalizzazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>deplora la mancanza di risultati nell'attuale pianificazione coordinata delle capacità e nella spesa per i prodotti della difesa in tutta l'UE, che ha portato a norme e criteri di ammissibilità divergenti e a un uso inefficiente dei fondi, creando incertezza giuridica e inducendo spesso gli Stati membri a dare priorità alla cooperazione bilaterale con i paesi terzi; si rammarica del fatto che le priorità stabilite a livello nazionale spesso impediscano una proficua cooperazione all'interno dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>deplora la persistente mancanza di fiducia reciproca tra gli Stati membri, che si riflette, tra l'altro, nella riluttanza a creare centri regionali di competenza industriale, nel limitato grado di cooperazione transfrontaliera e di pianificazione congiunta delle capacità, nell'insufficiente livello di appalti intra-UE di beni e servizi per la difesa e in restrizioni duplicate o precauzionali ai trasferimenti intra-UE di attrezzature per la difesa, che ostacolano lo sviluppo di catene di approvvigionamento europee pienamente integrate e rappresentano un ostacolo significativo allo sviluppo di un autentico mercato unico della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>ritiene che gli attuali quadri legislativi dell'UE non prevedano condizioni per l'acquisto di beni con cicli di innovazione rapidi, ad esempio nel settore dello sviluppo di droni; esprime preoccupazione per il fatto che il mercato unico della difesa sia ancora compromesso dall'applicazione non sufficientemente armonizzata delle sue norme da parte degli Stati membri e da un uso sproporzionato dell'esenzione di cui all'articolo 346 TFUE, il che ostacola gli sforzi verso appalti congiunti dell'UE nel settore della difesa; sottolinea la necessità di un sostegno specifico per le PMI e le piccole imprese a media capitalizzazione volto a facilitare la loro partecipazione nella catena di approvvigionamento dell'industria della difesa, con l'obiettivo di stimolare l'innovazione, creando nel contempo ridondanza industriale per aumentare la resilienza e la sicurezza dell'approvvigionamento dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che il mercato unico della difesa sia ancora compromesso da un'applicazione non sufficientemente armonizzata delle sue norme da parte degli Stati membri; esprime particolare preoccupazione per il frequente ricorso all'articolo 346 TFUE, che la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ha ritenuto in diverse cause essere stato utilizzato in modo ingiustificato e quindi in modo improprio; mette in risalto la necessità di passare a un approccio volto a salvaguardare gli interessi essenziali dell'Unione in materia di sicurezza, considerate sia l'attuale situazione geopolitica che le minacce all'unità dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>ritiene che il pieno rispetto da parte degli Stati membri della posizione comune dell'UE sulle esportazioni di armi<FOOTNOTE><FIELD> Posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio, dell'8 dicembre 2008, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari (GU L 335 del 13.12.2008, pag. 99, ELI: http://data.europa.eu/eli/compos/2008/944/oj).</FIELD></FOOTNOTE> costituisca un importante pilastro di un mercato unico della difesa pienamente funzionante; ritiene che l'assenza di un sistema armonizzato di controllo delle esportazioni dell'UE e la mancanza di riconoscimento reciproco delle diverse autorizzazioni, licenze, certificazioni e nulla osta di sicurezza continuino a ostacolare il funzionamento di un mercato unico della difesa a causa del loro impatto sui trasferimenti intra-UE; ricorda che, al momento, la produzione nel settore della difesa dipende fortemente da catene di approvvigionamento transfrontaliere integrate nell'UE, i cui componenti provengono da più Stati membri, il che crea incertezza per l'industria e le catene di approvvigionamento in caso di blocco delle esportazioni; sottolinea la necessità di una soluzione pratica che tenga conto della realtà delle attuali dipendenze dai paesi terzi, anche alla luce della crescente importanza delle materie prime critiche per l'EDTIB e della potenziale esposizione a misure coercitive da parte di paesi terzi; sottolinea che, senza un accesso garantito e pianificato a fattori di produzione quali terre rare, semiconduttori e metalli di alta qualità, gli ambiziosi obiettivi europei in materia di potenziamento della difesa e autonomia strategica non possono essere conseguiti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ritiene che il coordinamento tra i processi di sviluppo delle capacità di difesa dell'UE e degli Stati membri e il processo di pianificazione e riesame della difesa della NATO sia essenziale per garantire la coerenza e l'interoperabilità tra gli Stati membri e gli alleati della NATO non appartenenti all'UE; deplora la mancanza di un accordo di cooperazione tra la NATO e l'UE dedicato allo scambio di informazioni sulle norme NATO (STANAG), che l'UE potrebbe poi applicare mediante strumenti vincolanti; sottolinea che negli ultimi decenni la mancata applicazione di norme ha portato a inefficienze, duplicazioni e mancanza di interoperabilità e continua a rappresentare un problema;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Abbattere le barriere</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>esorta il Consiglio e la Commissione a dotare i programmi di difesa dell'UE di finanziamenti sufficienti nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale al fine di incentivare efficacemente gli Stati membri a partecipare allo sviluppo e all'acquisizione congiunti di capacità e di incentivare le loro industrie della difesa a impegnarsi in una più stretta cooperazione transfrontaliera; sottolinea il potenziale dei nuovi quadri, quali i progetti europei di interesse comune nel settore della difesa, compresi i quattro progetti faro proposti nella tabella di marcia per la prontezza alla difesa 2030, e le strutture per un programma europeo di armamento, per conseguire tali obiettivi grazie a finanziamenti a lungo termine sufficienti; sottolinea che i finanziamenti dovrebbero dare priorità ai progetti con un chiaro valore aggiunto europeo, interoperabilità, sostenibilità industriale a lungo termine e impatto operativo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>osserva le attuali limitazioni in termini di capacità produttiva dell'industria della difesa europea, che è comunque in espansione, e invita gli Stati membri ad adottare un approccio "Comprare europeo", che dia priorità agli appalti comuni e all'aumento della produzione di prodotti per la difesa provenienti dall'EDTIB, dall'Ucraina, dai paesi dello Spazio economico europeo e dell'Associazione europea di libero scambio (SEE/EFTA) e, come ulteriore livello complementare, da altri paesi terzi con cui l'UE ha firmato un partenariato in materia di sicurezza e difesa, in quanto garantirebbe all'EDTIB un volume di ordini prevedibile, stimolerebbe gli investimenti privati nella R&amp;S di prodotti per la difesa e aiuterebbe l'EDTIB a fornire prodotti per la difesa innovativi in volumi sufficienti; invita gli Stati membri a concludere contratti che forniscano segnali di domanda aggregata stabili e a medio‑lungo termine per i prodotti europei, creando così la certezza degli investimenti necessaria per l'espansione dell'EDTIB;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>esorta l'UE e i suoi Stati membri a considerare quanto più possibile l'Ucraina come parte integrante del mercato unico della difesa, facilitando i partenariati industriali, l'accesso a meccanismi di appalto congiunti e la partecipazione a programmi dell'UE, quali il Fondo europeo per la difesa (FED) e lo strumento di sostegno specifico per l'Ucraina nell'ambito dell'EDIP, per consentire la progressiva integrazione del paese nelle catene di approvvigionamento dell'EDTIB, tenendo conto del fatto che il futuro dell'Ucraina è nell'UE e che tale integrazione apporterebbe benefici sia all'EDTIB, grazie alle tecnologie di difesa avanzate e collaudate sul campo e alle capacità industriali innovative dell'Ucraina, sia alla base tecnologica e industriale della difesa dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>ritiene che l'attuazione della direttiva 2009/81/CE relativa agli appalti pubblici sensibili nei settori della difesa e della sicurezza debba essere notevolmente migliorata e invita la Commissione a proporre una revisione ambiziosa; pone l'accento sull'utilità di consentire agli Stati membri di avvalersi dei rispettivi contratti quadro per aumentare la prontezza dell'UE alla difesa nel breve termine, dato che ciò permette loro di acquistare in modo più rapido ed efficiente, pur prevedendo che, a lungo termine, gli appalti saranno condotti mediante contratti quadro comuni o congiunti concepiti fin dall'inizio in linea con i criteri europei in materia di appalti; invita gli Stati membri a ricorrere a diverse forme contrattuali che favoriscono l'innovazione, la concorrenza e investimenti di capitali privati, garantendo nel contempo il pieno rispetto delle regole di concorrenza, dei requisiti in materia di integrità e delle norme anticorruzione, e ricorda che i mercati dei capitali europei svolgono un ruolo chiave nel finanziamento dell'innovazione nel settore della difesa; ritiene inoltre che gli aspetti legati alla sicurezza e alla difesa, come la presenza di componenti civili nei beni militari, dovrebbero essere presi in considerazione in un'eventuale revisione della direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2014/24/oj).</FIELD></FOOTNOTE>; invita la Commissione, in tale contesto, a presentare una versione aggiornata dei "partenariati per l'innovazione" nel settore della difesa nell'ambito della prossima revisione globale della direttiva 2009/81/CE, al fine di adattare meglio tale strumento alle specificità del mercato della difesa e al difficile contesto di sicurezza attuale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>sottolinea che, nell'applicare le norme dell'UE in materia di concorrenza e aiuti di Stato, la Commissione deve dare priorità all'unità e all'integrità del mercato unico per evitare distorsioni della concorrenza e salvaguardare la parità di condizioni e la coesione tra gli Stati membri, prestando particolare attenzione agli Stati membri più piccoli le cui capacità di bilancio per sostenere le loro industrie nazionali della difesa sono relativamente più limitate; sottolinea che l'ampio ricorso alle sovvenzioni nazionali per sostenere gli investimenti nel settore della difesa rischia di frammentare il mercato unico e di compromettere la parità di condizioni per le imprese, in particolare le PMI, in tutta l'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>invita la Commissione a formulare una raccomandazione per l'interpretazione dell'articolo 346 TFUE al fine di facilitare un approccio armonizzato e uniforme in tutta l'UE, affrontando la necessità di tutelare rigorosamente gli interessi essenziali di sicurezza degli Stati membri, e affinché l'articolo 346 sia utilizzato in via eccezionale, in linea con l'attuale realtà di un'architettura di sicurezza interdipendente nell'UE; ritiene che la Commissione dovrebbe essere in grado di valutare l'attuazione complessiva dell'articolo 346 TFUE, caso per caso, per porre rimedio a qualsiasi potenziale uso improprio strutturale, in linea con la giurisprudenza della CGUE e con l'attuale realtà di un'architettura di sicurezza interdipendente nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>sottolinea la necessità di fornire un sostegno mirato, in particolare per la sperimentazione di prototipi di nuovi prodotti, e di dare priorità agli investimenti nelle tecnologie emergenti e pionieristiche; mette in risalto il valore aggiunto di una stretta cooperazione con i portatori di interessi ucraini nel settore della difesa e della tecnologia in questi settori altamente innovativi; sottolinea l'importanza di salvaguardare la sostenibilità finanziaria delle imprese, comprese le PMI, che investono in tale innovazione; sottolinea che misure specifiche dovrebbero agevolare la cooperazione transfrontaliera tra le PMI, in particolare nel settore informatico, dell'IA e delle tecnologie senza equipaggio e a duplice uso, sulla base dei centri di eccellenza esistenti negli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>invita gli Stati membri e la Commissione a istituire un'iniziativa europea denominata "Acceleratore per l'innovazione nel settore della difesa", analoga a modelli concettuali come l'Agenzia statunitense per i progetti di ricerca avanzata nel settore della difesa (DARPA) o l'acceleratore per l'innovazione nel settore della difesa per il Nord Atlantico (DIANA) della NATO, che finanzierebbe progetti di ricerca ad alto rischio e ad alto rendimento nel settore della difesa e fornirebbe percorsi rapidi per testare e integrare tecnologie pionieristiche nei programmi europei in materia di capacità di difesa; osserva che gli strumenti dell'UE in materia di R&amp;S esistenti, tra cui il FED, il sistema di innovazione nel settore della difesa dell'UE (EUDIS) e il polo di innovazione nel settore della difesa dell'UE (HEDI), lasciano ai beneficiari la titolarità dei risultati e concedono alla Commissione e agli Stati membri che cofinanziano solo diritti limitati e non connessi alla produzione; invita la Commissione a elaborare un adeguato regime di proprietà intellettuale che sia adeguato alle sensibilità del settore della difesa, ma che sia anche sufficientemente attraente sia per i ministeri nazionali della difesa che per l'industria, al fine di garantire che il programma possa rispondere alle esigenze e alle priorità in termini di capacità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>sottolinea la necessità di semplificare le norme e abolire gli ostacoli ai trasferimenti intra-UE dei prodotti per la difesa, compresi il riconoscimento reciproco dei criteri e della certificazione, nonché la semplificazione delle richieste di autorizzazione preventiva; deplora l'uso limitato delle licenze generali di trasferimento ai sensi della direttiva 2009/81/CE e l'ampio ricorso alle licenze individuali e invita gli Stati membri a sfruttare appieno le possibilità di semplificare le norme e ridurre gli oneri amministrativi nell'ambito dell'attuale quadro giuridico; invita la Commissione a presentare con urgenza specifiche proposte per armonizzare ulteriormente i trasferimenti intra-UE dei prodotti per la difesa, a garantire una circolazione più semplificata di tali prodotti all'interno dell'Unione, in particolare eliminando i requisiti di autorizzazione per i componenti che sono già integrati o che devono essere integrati in un prodotto per la difesa e che non possono essere trasferiti o esportati in quanto tali; invita inoltre gli Stati membri ad adoperarsi ai fini dello stesso obiettivo, nonché a recepire e applicare rapidamente le misure proposte nell'Omnibus sulla prontezza alla difesa relativamente ai trasferimenti intra-UE di prodotti per la difesa; invita gli Stati membri a rispettare appieno la posizione comune dell'UE sulle esportazioni di armi e a valutare, ove possibile, l'ulteriore armonizzazione delle norme sull'esportazione di prodotti per la difesa; suggerisce, come possibile punto di partenza, di armonizzare i sistemi di controllo delle esportazioni, prorogare le licenze generali di trasferimento o ricorrere al trattato di Aquisgrana, rafforzare la direttiva sui trasferimenti intra-societari<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2014/66/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di paesi terzi nell'ambito di trasferimenti intra-societari (GU L 157 del 27.5.2014, pag. 1, ELI: http://data.europa. eu/eli/dir/2014/66/oj).</FIELD></FOOTNOTE> per agevolare i trasferimenti intra-UE dei prodotti per la difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>invita la Commissione, l'AED e gli Stati membri a sviluppare un piano per il reciproco riconoscimento dei nulla osta di sicurezza e delle certificazioni, cosicché i nulla osta rilasciati in uno Stato membro siano accettati anche in altri Stati membri; propone l'istituzione di una convenzione volontaria per gli accordi di reciproco riconoscimento dei nulla osta di sicurezza tra gli Stati membri dell'UE, in virtù della quale a una società o persona in possesso di un nulla osta di sicurezza nazionale in uno Stato membro gli altri aderenti all'accordo riconoscano tale nulla osta, fatte salve un'adeguata sorveglianza e la condivisione delle informazioni; invita l'AED ad agevolare lo sviluppo di tale quadro e invita gli Stati membri a concluderlo rapidamente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento europee per la difesa, nonché di ridurre i singoli punti di vulnerabilità e l'esposizione a potenziali misure coercitive da parte di paesi terzi, ad esempio le minacce della Cina di limitare le esportazioni di materie prime; chiede che l'attuazione del regolamento sulle materie prime critiche<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche e che modifica i regolamenti (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1724 e (UE) 2019/1020 (GU L, 2024/1252, 3.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1252/oj).</FIELD></FOOTNOTE> presti particolare attenzione alle esigenze di difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a creare incentivi per diversificare le catene di approvvigionamento, compreso il sostegno ai nuovi operatori del mercato e alle PMI; sottolinea che perseguire l'efficienza dei costi non deve compromettere la sicurezza nazionale dell'approvvigionamento; invita la Commissione a monitorare i rischi delle catene di approvvigionamento e individuare i settori di concentrazione pericolosa, riferendo con regolarità in merito ai progressi nella diversificazione dell'approvvigionamento; invita inoltre la Commissione ad affrontare le situazioni in cui i subfornitori di paesi terzi si rifiutano di fornire materiali destinati ad applicazioni militari; sottolinea la necessità di un quadro giuridico che garantisca l'affidabilità contrattuale lungo tutte le catene di approvvigionamento nel settore della difesa; invita la Commissione a creare scorte strategiche in linea con la strategia per l'Unione della preparazione; sottolinea al riguardo l'importanza del regime di sicurezza dell'approvvigionamento istituito nell'ambito dell'EDIP;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea la necessità di garantire che la produzione industriale, gli investimenti e la creazione di valore nel settore della difesa siano geograficamente equilibrati e contribuiscano alla convergenza economica e sociale nell'UE, mentre rafforzano la resilienza grazie alla diversificazione geografica e rispecchiano la realtà delle minacce alla sicurezza cui devono far fronte gli Stati membri nei rispettivi contesti di vicinato; chiede che la pianificazione degli investimenti nel settore della difesa sia effettuata in modo da rafforzare la coesione sociale all'interno e tra regioni e Stati membri, rafforzando la resilienza in tempi di crisi della difesa, a condizione che ciò non comprometta l'obiettivo dell'efficienza dei costi, della rapidità e della concorrenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>invita la Commissione a fornire chiari orientamenti sul peso da dare a difesa e sicurezza nelle decisioni sul controllo delle concentrazioni che incidono sull'EDTIB, in linea con la politica dell'UE sulla concorrenza; invita inoltre la Commissione a valutare modifiche mirate delle norme UE sulla concorrenza per supportare meglio le esigenze specifiche dell'industria della difesa, ad esempio l'introduzione di un'esenzione mirata per categoria per i progetti R&amp;S nel settore della difesa finanziati da programmi dell'UE; sottolinea che la sicurezza dell'approvvigionamento e la riduzione delle dipendenze strategiche dovrebbero essere considerate come criteri positivi nel valutare le concentrazioni o come misure di aiuto nel settore della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>sottolinea la necessità di una maggiore proattività dell'UE nel sostenere gli investimenti in tecnologie e prodotti a duplice uso, soprattutto se fanno parte delle catene di approvvigionamento dei prodotti per la difesa, così da rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e la resilienza dell'UE rispetto alle minacce ibride ed emergenti; appoggia la promozione della commercializzazione civile di tali tecnologie come modalità per ampliare le opportunità del mercato, generare ricadute positive e rafforzare l'EDTIB, potenziando le sinergie tra sviluppo militare e civile; invita la Commissione e gli Stati membri a creare incentivi per limitare all'ambito dell'UE le catene di approvvigionamento degli input produttivi più critici per i prodotti per la difesa, anche mediante un rafforzato strumento di capitale proprio per la difesa, incentrato su commercializzazione in fase avanzata, finanziamenti di scale-up e accesso delle PMI a corridoi di prova e poligoni virtuali; sottolinea che è opportuno sfruttare appieno il settore emergente del New Space e il suo potenziale innovativo per le tecnologie a duplice uso in relazione agli sviluppi nel settore civile e della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>invita la Commissione a valutare le modifiche giuridiche, procedurali e normative necessarie a garantire che l'UE e gli Stati membri possano adattare rapidamente le norme in materia di appalti e produzione per la difesa in caso di guerra o grave crisi di sicurezza, nonché a scongiurare perturbazioni del mercato unico; invita inoltre la Commissione a garantire che tale esercizio sia in linea con il regime di sicurezza dell'approvvigionamento incluso nell'EDIP; sottolinea quanto sia importante essere preparati grazie a un quadro di contingenza per appalti di emergenza ed espansione industriale che, se necessario, si possa attivare rapidamente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>ritiene che le istituzioni e agenzie dell'UE dovrebbero rafforzare il proprio ruolo di facilitazione del coordinamento tra Stati membri e accoglie con favore il contributo dell'AED, soprattutto grazie al piano di sviluppo delle capacità e la revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD), sottolineando che si dovrebbero sfruttare appieno le sue competenze; sottolinea il ruolo cruciale dell'AED nel promuovere un mercato europeo della difesa e, al riguardo, invita gli Stati membri a rafforzarne il mandato e le risorse; sostiene un maggiore coinvolgimento dell'AED nelle iniziative di difesa dell'UE e nell'individuazione dei persistenti ostacoli al mercato unico della difesa; chiede lo sviluppo e la diffusione regionale del polo di innovazione nel settore della difesa (HEDI) all'interno dell'AED, così da ampliarne il ruolo di piattaforma centrale che collega PMI, start-up, centri di ricerca e appaltatori; ritiene fermamente che rafforzare l'AED contribuirà a promuovere la fiducia reciproca e la cooperazione necessarie a far progredire il mercato unico della difesa, in quanto l'AED si trova in una posizione unica per fare da ponte tra gli interessi nazionali e quelli europei; accoglie con favore anche il contributo delle agenzie multilaterali per gli appalti, come l'Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti, che promuovono l'armonizzazione delle attrezzature tra gli Stati membri e gli Stati terzi partner;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea la necessità di ulteriori finanziamenti europei dedicati ad affrontare il divario di commercializzazione nell'innovazione dei prodotti per la difesa; chiede strumenti rafforzati per garantire che le PMI e le mid-cap abbiano un accesso reale e scalabile al capitale privato e ai programmi di difesa, anche con appalti semplificati, norme favorevoli all'innovazione e supporto all'incontro tra imprese di paesi diversi, garantendo in tal modo una loro maggiore partecipazione e un'assegnazione più equa dei fondi; sottolinea l'importanza di istituire incubatori tecnologici regionali nel settore della difesa sotto l'egida dell'HEDI per supportare i consorzi transnazionali di PMI, fornire consulenza sugli appalti per la difesa e agevolare il collaudo e la convalida di tecnologie innovative in collaborazione con gli utenti finali militari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>sottolinea la necessità che l'UE e la NATO firmino un accordo generale di cooperazione per la standardizzazione e per la pianificazione e lo sviluppo delle capacità così da garantire una pianificazione coerente e complementare, nonché capacità di difesa interoperabili; sottolinea che tale cooperazione deve rispettare l'autonomia di entrambe le organizzazioni, evitando duplicazioni e promuovendo un'equa ripartizione degli oneri; invita la Commissione, in cooperazione con l'AED, a predisporre una proposta legislativa che crei un quadro armonizzato dell'UE per le norme tecniche giuridicamente vincolanti e la certificazione dei prodotti per la difesa, basandosi sul sistema di riferimento europeo per le norme in materia di difesa (EDSTAR) e, ove opportuno, codificando specifici accordi di standardizzazione NATO (STANAG) nella normativa dell'UE; invita inoltre la Commissione a proporre un quadro europeo comune per il collaudo e la certificazione delle attrezzature di difesa, al posto di una convalida nazionale distinta per ciascun prodotto di difesa, compresi impianti comuni di collaudo e certificazione; invita gli Stati membri ad allineare gli sforzi in materia di appalti e sviluppo delle capacità alle priorità NATO di pianificazione della difesa, garantendo la piena interoperabilità dei sistemi ed evitando strutture parallele; sottolinea che un'industria europea della difesa più forte e integrata dovrebbe rafforzare il contributo europeo all'interno della NATO e la condivisione transatlantica degli oneri, mantenendo una cooperazione aperta con partner fidati come l'Ucraina, i paesi SEE/EFTA e gli Stati aderenti al partenariato in materia di sicurezza e difesa; incoraggia l'attuazione del piano d'azione per l'adozione rapida della NATO volto ad accelerare le procedure nazionali di appalto e gli sforzi per riformare i cicli di acquisizione, i protocolli di collaudo e i quadri di certificazione, garantendo che l'innovazione militare tenga il passo con il contesto delle minacce;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>prende atto delle raccomandazioni per la difesa presentate dall'ex primo ministro italiano Enrico Letta nel 2024 nella relazione "Much More Than a Market" (Molto più di un mercato); osserva che gli ostacoli fiscali e le diverse procedure per l'imposta sul valore aggiunto nei programmi di appalti collaborativi ostacolano il conseguimento degli obiettivi di prontezza alla difesa per il 2030, l'espansione dei settori industriali della difesa e lo sviluppo dei programmi congiunti; invita la Commissione a dare seguito alla relazione Letta e intensificare gli sforzi per ridurre gli ostacoli fiscali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita gli Stati membri a promuovere tra i giovani le professioni nel settore delle tecnologie della difesa, anche con campagne di sensibilizzazione sul contributo di questi settori alla sicurezza e all'innovazione tecnologica dell'Europa; incoraggia l'istituzione di partenariati pubblico-privato tra imprese del settore della difesa, istituti d'istruzione e governi per creare "bacini di talenti"; esorta gli Stati membri e la Commissione a proporre, in collaborazione con le parti sociali tra cui i sindacati, strategie settoriali in materia di competenze, quali programmi di formazione e opportunità di formazione permanente, per colmare le attuali e future carenze di competenze nell'industria della difesa; suggerisce a tal fine che l'agenda per l'Unione delle competenze includa esplicitamente il settore della difesa, agevolando la mobilità dei lavoratori qualificati in tutti gli Stati membri in cui sono maggiormente richiesti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>invita la Commissione a quantificare ancora di più, con una valutazione indipendente d'impatto, i potenziali benefici economici e operativi di un mercato unico della difesa, compreso l'aumento dell'efficienza e della capacità militare collettiva; chiede la creazione di un punto di contatto unico cui i portatori di interessi possano segnalare eventuali ostacoli, raccogliere prove e monitorare la conformità degli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>accoglie con favore le conclusioni del Consiglio europeo dell'ottobre 2025, che richiede una relazione annuale sulla prontezza industriale dell'UE nel settore della difesa, e chiede che tale relazione sia integrata da un "quadro di valutazione del mercato unico della difesa", pubblicato dalla Commissione in cooperazione con l'AED; sottolinea che tale quadro di valutazione dovrebbe tenere traccia di indicatori quali la quota di procedure d'appalto nel settore della difesa realizzate congiuntamente o con bandi pubblici in tutta l'UE, il livello di cooperazione industriale transnazionale, il tasso di partecipazione delle PMI e la riduzione della duplicazione dei sistemi; evidenzia che esso dovrebbe anche cogliere, in tutti gli Stati membri e in tutte le regioni, i benefici socioeconomici dei programmi UE di difesa, anche per la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo industriale, così da orientare la definizione delle politiche e rafforzare la fiducia dei cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>è fermamente convinto che, per garantire la legittimità democratica e la trasparenza delle politiche di difesa dell'UE in tempi di guerra ibrida e di campagne di disinformazione, il Parlamento debba avere un ruolo centrale nel pianificare, supervisionare ed esaminare quelle politiche; mette in risalto la necessità di garantire trasparenza e rendicontabilità; invita la Commissione, il Consiglio, gli Stati membri e l'AED a garantire canali sicuri per lo scambio di informazioni segretate e riservate con il Parlamento, l'industria della difesa e le autorità nazionali;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>