<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0081</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Tratta di esseri umani e gravi violazioni dei diritti umani legate al reclutamento di cittadini non russi, in particolare dall’Africa, per la guerra di aggressione della Russia in Ucraina</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0157, 0165, 0166, 0167, 0170 e 0175/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2026 sulla tratta di esseri umani e le gravi violazioni dei diritti umani legate al reclutamento di cittadini non russi, in particolare dall’Africa, per la guerra di aggressione della Russia in Ucraina (2026/2641(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la Russia sta utilizzando tattiche di reclutamento ingannevoli e coercizioni per reclutare migliaia di cittadini stranieri provenienti da diversi Stati africani e sta inoltre reclutando persone provenienti da Cuba e dall'Asia meridionale e centrale per sostenere la sua guerra di aggressione brutale, non provocata, ingiustificata e illegale contro l'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che indagini giornalistiche e diversi Stati africani hanno rivelato l'esistenza di reti di reclutamento che prendono sistematicamente di mira persone provenienti da zone a basso reddito, principalmente attraverso le piattaforme di social media, con false promesse di impiego, istruzione o cittadinanza; che le reclute sono indotte a recarsi in Russia, dove vengono private dei documenti d'identità e arruolate con la forza dietro coercizione o minacce; che il caso di Francis Ndung'u Ndarua, un cittadino kenyota reclutato in modo fraudolento e mandato al fronte in Ucraina, illustra l'estrema crudeltà di tali pratiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, secondo quanto riferito, le autorità russe rendono possibili tali sistemi di reclutamento attraverso società, intermediari, strutture militari e funzionari delle ambasciate che hanno legami con lo Stato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che le testimonianze indicano che le reclute africane sono chiamate a svolgere i compiti più pericolosi in prima linea, sono trattate come risorse sacrificabili e sono soggette ad abusi e discriminazioni razziali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che centinaia di donne africane sarebbero state convinte con l'inganno a lavorare in stabilimenti di assemblaggio di droni in Russia in condizioni altamente pericolose e di sfruttamento;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna fermamente la tratta e il reclutamento coercitivo di cittadini stranieri nel servizio militare russo e lo sfruttamento del lavoro legato alla guerra; sottolinea che tali pratiche rappresentano gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario e possono costituire crimini di guerra e crimini contro l'umanità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esorta tutti gli Stati interessati a indagare sul reclutamento di cittadini stranieri e a contrastarlo e a chiamare a rispondere tutti i soggetti che lo praticano, lo agevolano o lo promuovono, a rafforzare la vigilanza tra i funzionari incaricati dell'immigrazione, ad avvisare proattivamente i cittadini dei pericoli di recarsi in Russia per presunte offerte di lavoro o di istruzione e ad agevolare il rimpatrio immediato dei cittadini stranieri reclutati in modo fraudolento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita le piattaforme di social media ad assumersi le proprie responsabilità in materia di diritti umani e a cooperare con le autorità competenti nell'individuare e rimuovere i contenuti utilizzati dalle reti ingannevoli di reclutamento e tratta di esseri umani collegate alla Russia; invita gli Stati a chiamare tali piattaforme a rispondere delle proprie azioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>pone l'accento sul fatto che il crescente ricorso a tattiche di reclutamento ingannevoli coincide con l'aumento dell'influenza della Russia negli Stati africani, anche attraverso società militari private e campagne di manipolazione delle informazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>chiede che la Russia ponga fine immediatamente a tali pratiche di reclutamento e garantisca il rimpatrio incondizionato delle persone reclutate in modo fraudolento; ritiene che le autorità russe siano responsabili della creazione e della promozione di tali sistemi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>richiama l'attenzione sul caso di Francis Ndung'u Ndarua; chiede il suo rimpatrio; esorta la Russia a informare i suoi parenti del luogo in cui si trova e delle sue condizioni di salute;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a dialogare con gli Stati interessati e a sostenere i loro sforzi per contrastare la tratta di esseri umani e agevolare il rilascio e il rimpatrio delle vittime; invita l'UE e i suoi Stati membri a imporre sanzioni mirate nei confronti delle persone e delle entità responsabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla VP/AR, agli Stati membri, all'Unione africana, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nonché alle autorità russe e ucraine.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>