<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0121</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Il ruolo della diplomazia degli oceani per la competitività della pesca e dell'acquacoltura dell'UE</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0043/2026 - Relatrice: Željana Zovko)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2026 sul ruolo della diplomazia degli oceani per la competitività della pesca e dell'acquacoltura dell'UE (2025/2054(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 5, e gli articoli 43, 349 e 355,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la politica comune della pesca (PCP) dell'UE e la sua dimensione esterna,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo ai fini dell'applicazione delle disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, del 10 dicembre 1982, relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo nel quadro della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare relativo alla conservazione e all'utilizzo sostenibile della diversità biologica marina nelle zone non soggette a giurisdizione nazionale del 19 giugno 2023 (accordo BBNJ),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2025/2077 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 ottobre 2025, che modifica il regolamento (UE) n. 1026/2012, relativo a talune misure ai fini della conservazione degli stock ittici relative ai paesi che autorizzano una pesca non sostenibile<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/2077, 14.10.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/2077/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la comunicazione della Commissione del 5 giugno 2025 dal titolo "Il patto europeo per gli oceani" (COM(2025)0281) e la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 24 giugno 2022, dal titolo "Definire la rotta verso un pianeta blu sostenibile – Comunicazione congiunta sull'agenda dell'UE per la governance internazionale degli oceani" (JOIN(2022)0028),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 16 ottobre 2025, dal titolo "Patto per il Mediterraneo – Un unico mare, un patto, un futuro unito" (JOIN(2025)0026), in particolare la sezione II.6, dal titolo "Promuovere un'economia blu sostenibile",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il quadro globale di Kunming-Montreal per la biodiversità,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo volto a impedire la pesca non regolamentata nelle acque d'altura del Mar Glaciale Artico centrale<FOOTNOTE><FIELD> GU L 73 del 15.3.2019, pag. 3.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sulle sovvenzioni alla pesca, adottato con decisione ministeriale del 17 giugno 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le relazioni dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) dal titolo "Riesame dello stato delle risorse alieutiche marine mondiali – 2025" e "Situazione mondiale della pesca e dell'acquacoltura 2024",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla governance degli oceani, la pesca e l'economia blu,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 17 ottobre 2023 sulle implicazioni delle operazioni di pesca cinesi sul settore della pesca dell'UE e la via da seguire<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/2652, 29.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2652/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per la pesca (A10-0043/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che gli oceani e i mari coprono il 71 % della superficie terrestre e oltre il 65 % del territorio dell'UE; che l'UE, grazie alle regioni ultraperiferiche che assicurano la sua presenza in tutti gli oceani del mondo, supervisiona la più grande area marittima collettiva al mondo, che comprende 25 milioni di km² di zone economiche esclusive (ZEE) e una costa di oltre 70 000 km; che il 40 % delle persone nell'UE vive entro 50 km dal mare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la flotta peschereccia dell'UE, che rappresenta la presenza dell'UE in mare e si compone di circa 69 000 navi, il 75 % delle quali è utilizzato da pescatori costieri e su piccola scala, è una delle flotte pescherecce più sostenibili e rigorosamente regolamentate al mondo; che si trova ad affrontare una riduzione dei contingenti, costi operativi elevati, l'obsolescenza della flotta e l'invecchiamento dei pescatori, la mancanza di incentivi volti ad attirare nuove generazioni nel settore e una concorrenza sleale da parte di paesi terzi con norme meno rigorose; che la concorrenza leale e la gestione sostenibile della pesca sono componenti fondamentali per un settore prospero e redditizio, come indicato nella relazione economica annuale 2024 sulla flotta peschereccia dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>	considerando che la mancanza di pari condizioni per i pescatori dell'UE e dei paesi terzi ha comportato negli ultimi anni una perdita significativa di navi dell'UE, che sono state esportate temporaneamente o vendute a paesi terzi; che, quando una nave dell'UE lascia una zona di pesca nell'ambito di un'organizzazione regionale di gestione della pesca (ORGP), è sostituita da una nave di un paese terzo, solitamente operante secondo norme ambientali e sociali meno rigorose; che, allo stesso tempo, le importazioni da tali paesi nel mercato dell'UE sono in aumento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>	considerando che il settore della pesca e dell'acquacoltura dell'UE contribuisce all'economia dell'Unione per circa 5,5 miliardi di EUR all'anno e fornisce occupazione diretta a circa 193 000 pescatori e produttori del settore dell'acquacoltura in tutta Europa; che l'UE ha un'industria della trasformazione e conserviera del pesce con una significativa dimensione socioeconomica che deve essere preservata e rafforzata;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'UE importa il 70 % dei suoi prodotti ittici, creando dipendenza strategica, compromettendo l'autosufficienza e rischiando di esporre il settore a pratiche sleali; che tale situazione richiede misure in materia di tracciabilità e trasparenza, controlli alle frontiere più rigorosi e l'armonizzazione dei meccanismi doganali e clausole di salvaguardia e reciprocità automatiche, oltre all'istituzione di un ufficio di controllo delle importazioni dell'UE per garantire che tutte le importazioni siano conformi a norme equivalenti a quelle applicabili nell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'UE è parte contraente di 18 ORGP e di quattro convenzioni marittime regionali e che svolge un ruolo guida nei negoziati multilaterali in materia di gestione della pesca e conservazione dell'ambiente marino; che l'UE riconosce che le ORGP sono gli elementi costitutivi della governance internazionale degli oceani per la gestione e la conservazione degli stock ittici e sono strumenti essenziali per promuovere la diplomazia internazionale degli oceani, rafforzare la cooperazione tra le nazioni costiere e dedite alla pesca e garantire la governance sostenibile dell'alto mare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>	considerando che l'UE ha concluso 20 accordi di partenariato per una pesca sostenibile (APPS); che, nonostante sette di essi siano in sospeso, gli APPS creano una rete di accordi con i paesi partner, che costituisce a sua volta una piattaforma per un'ulteriore cooperazione nell'ambito della gestione mondiale della pesca e della governance internazionale degli oceani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che l'acidificazione degli oceani, i rifiuti marini, la pesca eccessiva, l'inquinamento da plastica, le specie invasive, il degrado degli habitat e i cambiamenti climatici causati da un aumento della temperatura del mare e dalla crescente frequenza di ondate di calore marino rappresentano una grave minaccia per la biodiversità marina, mentre la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), la pesca eccessiva e le flotte ombra minacciano la biodiversità e la pesca globali e dell'UE e creano concorrenza sleale per i pescatori dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>	considerando che le flotte ombra e le strutture di proprietà opache rappresentano una minaccia chiara e sempre più grave per la sicurezza marittima, la salute pubblica e la sicurezza nelle zone costiere, anche in ragione di un maggior rischio di fuoriuscite di petrolio, scarichi accidentali, rilasci di rifiuti pericolosi e altri incidenti che mettono in pericolo la vita umana, i mezzi di sussistenza e gli ecosistemi costieri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>	considerando che la libertà di navigazione e la capacità di operare in mare sono sempre più messe a dura prova in tutto il mondo, mentre le infrastrutture marittime essenziali sono esposte a rischi crescenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>	considerando che le minacce ibride, gli attacchi informatici e i recenti atti di sabotaggio trascendono le frontiere, in quanto comprendono i danni alle condotte e ai cavi di comunicazione sottomarini, l'interferenza del sistema di posizionamento globale (GPS) nel Mar Baltico e nel Mar Nero e gli attacchi alle rotte marittime nel Mar Rosso; che affrontare l'esposizione delle infrastrutture marittime, delle linee di comunicazione marittime e del commercio globale alle minacce ibride, agli attacchi informatici, alla pirateria e alle crescenti tensioni geopolitiche, e quindi alle minacce alla sicurezza marittima, è diventata una priorità strategica per l'economia, la connettività e la sovranità digitale dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che il quinto ciclo di negoziati per un futuro trattato globale sulla plastica ha avuto luogo nell'agosto 2025, ma non si è raggiunto un consenso sul trattato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la Brexit ha introdotto nuove complessità per la governance della pesca nell'Atlantico nord-orientale, incidendo negativamente sulla cooperazione strutturata e ordinata nella gestione della pesca e nella governance degli oceani, compresi l'assegnazione dei contingenti, l'accesso alle zone di pesca e le dinamiche commerciali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che il regolamento (UE) 2025/2077 rafforza la capacità dell'UE di contrastare le pratiche di pesca non sostenibili attuate da paesi terzi, definendo criteri chiari per la "mancata cooperazione", basati sul diritto internazionale e su prove scientifiche indipendenti, al fine di salvaguardare gli stock ittici comuni, rafforzare la cooperazione nell'ambito delle ORGP e garantire condizioni di parità per i pescatori dell'UE che operano nel rispetto di elevati standard di sostenibilità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che il patto europeo per gli oceani propone sei priorità fondamentali per l'UE, tra cui il rafforzamento della diplomazia degli oceani dell'UE, la protezione e il ripristino della salute degli oceani, il rafforzamento della sicurezza marittima e la promozione della ricerca e delle conoscenze sugli oceani;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Rafforzamento della diplomazia degli oceani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>evidenzia che l'UE dovrebbe continuare a guidare l'agenda per la governance internazionale degli oceani, in quanto si trova in una posizione unica, considerando le dimensioni della sua area marittima, la posizione geostrategica delle regioni ultraperiferiche in tutti gli oceani, la sua leadership storica, la sua rilevanza e il suo peso economici e la sua leadership giuridica e normativa; ricorda che l'UE dispone della più grande ZEE al mondo ed è già tra i pionieri nella gestione sostenibile, nella protezione, nella salvaguardia e nel ripristino dei suoi habitat e delle sue risorse marine per le generazioni future;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea che l'oceano è una risorsa geopolitica ed economica fondamentale per la competitività e l'identità culturale dell'Europa e che la diplomazia degli oceani è parte integrante della governance internazionale degli oceani; ritiene che ciò non dovrebbe limitarsi agli approcci geopolitici o di sicurezza, ma dovrebbe anche tenere conto della gestione e della governance generali degli oceani, che riflettono le dimensioni ambientale, economica, culturale, sociale e territoriale del mare e l'importanza del mare per le comunità di pescatori e le comunità delle regioni costiere, insulari e ultraperiferiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>chiede l'integrazione della diplomazia degli oceani nell'azione esterna dell'UE, compreso lo sviluppo, e nella sua politica estera e di sicurezza comune, al fine di difendere un ordine marittimo basato su regole attraverso la cooperazione multilaterale in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS); osserva che una cooperazione rafforzata tra gli Stati membri e le agenzie dell'UE, in particolare l'Agenzia europea per la sicurezza marittima, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), l'Agenzia europea di controllo della pesca, l'Agenzia europea dell'ambiente e l'Agenzia dell'UE per il programma spaziale, contribuirebbe a garantire lo sfruttamento sostenibile delle risorse marine, a promuovere le norme ambientali, economiche e sociali dell'UE, in particolare in seno alle organizzazioni internazionali tra cui la FAO, l'Organizzazione internazionale del lavoro e l'OMC, e a contrastare la pesca INN, attraverso controlli più rigorosi sulle importazioni di prodotti della pesca non regolamentati e condizioni più rigorose per l'accesso alle ZEE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea l'importanza di contrastare le flotte ombra, la pirateria, le intimidazioni e gli atti ostili o violenti provenienti da paesi terzi a danno dei pescatori e delle infrastrutture marittime dell'UE, attraverso misure specifiche quali le missioni navali, il monitoraggio satellitare utilizzando Copernicus e i droni navali; chiede il rafforzamento delle missioni militari, non militari e navali dell'UE dedicate al monitoraggio e alla lotta contro le attività di pesca INN, il traffico e le flotte fantasma, nonché al controllo della sicurezza delle navi; ricorda che i traffici illeciti e le flotte fantasma stanno aumentando il rischio di gravi incidenti di inquinamento e mettendo in pericolo le zone costiere e le loro popolazioni; suggerisce la creazione di uno strumento di emergenza e di bonifica dell'UE per fornire assistenza negli sforzi di risposta e ripresa a seguito di incidenti ambientali connessi a tali operazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>accoglie con favore l'obiettivo del patto europeo per gli oceani di sviluppare una strategia integrata che unisca le politiche marittime e crei coerenza tra i diversi settori, integrando, tra l'altro, la diplomazia degli oceani, l'economia blu, la responsabilità ambientale, la protezione dell'ambiente, una strategia industriale marittima, la produzione nel settore della pesca e dell'acquacoltura, la sicurezza marittima, il commercio e la politica di sviluppo; sottolinea che attraverso una combinazione di dispiegamenti navali, sorveglianza delle infrastrutture, misure assicurative e di stabilizzazione del mercato, difese informatiche rafforzate e una solida applicazione giuridica, l'UE può garantire la sicurezza e l'affidabilità delle rotte commerciali e delle zone di pesca, rafforzando in tal modo la sua credibilità e la sua leadership nell'ordine internazionale basato su regole; chiede che siano organizzati periodicamente "vertici sugli oceani" a livello dell'UE, con la partecipazione di tutti i ministri competenti, del Parlamento e della Commissione, per dare seguito all'attuazione del patto europeo per gli oceani e sviluppare una governance internazionale degli oceani e una diplomazia degli oceani forti e dinamiche, contribuendo a una più ampia agenda dell'UE per gli oceani e all'ordine globale basato su regole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>accoglie con favore il nuovo patto per il Mediterraneo quale iniziativa faro per rafforzare la pace, la stabilità e la prosperità nella regione; prende atto, in particolare, dell'accento posto sulla promozione e sul miglioramento dei quadri giuridici relativi alle ORGP e sulla lotta contro la pesca INN nel Mediterraneo attraverso il rafforzamento delle capacità, il monitoraggio, il controllo e la sorveglianza; prende atto altresì dell'obiettivo di contribuire a mobilitare progetti regionali su vasta scala che creino opportunità per i cittadini e le imprese; sottolinea che la flotta peschereccia mediterranea è costituita prevalentemente da pescherecci di piccole dimensioni, che rappresentano circa l'80 % della flotta totale dell'UE nella regione, e che essa e le flotte dei paesi vicini si trovano già ad affrontare molteplici sfide che incidono sull'attrattiva e sulla sostenibilità socioeconomica del settore; riconosce l'importanza di promuovere la cooperazione regionale in materia di sicurezza marittima, protezione dell'ambiente e sviluppo sostenibile dell'economia blu; invita la Commissione, in stretta collaborazione con l'Unione per il Mediterraneo e altri organismi regionali, a dare priorità all'attuazione di tale patto e ad attingere all'esperienza e alle migliori pratiche di precedenti iniziative di questo tipo per assicurare benefici concreti alle comunità costiere, con particolare attenzione ai giovani, alle donne, alle piccole imprese, agli ecosistemi, alla sovranità alimentare e alla resilienza economica in tutto il bacino e nel Mar Nero connesso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>invita la Commissione a sfruttare appieno una solida governance internazionale degli oceani e la diplomazia degli oceani quale strumento strategico per promuovere gli obiettivi comuni e gli interessi strategici dell'UE attraverso la sua partecipazione alle ORGP e la sua rete di APPS, con particolare attenzione alla governance sostenibile, garantendo in tal modo un'autentica parità di condizioni, la conformità e la concorrenza leale tra i pescatori dell'UE e quelli dei paesi terzi, sottolineando nel contempo la necessità che l'UE mantenga una flotta peschereccia in grado di sfruttare le nuove possibilità di pesca create dall'espansione degli APPS per garantire la sovranità alimentare dell'UE, contribuendo nel contempo alla resilienza economica locale e alla gestione sostenibile delle risorse;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>	accoglie con favore l'annuncio di una nuova generazione di APPS, come indicato nel patto europeo per gli oceani, che sono in linea con le strategie regionali dell'UE per l'Africa e la regione indo-pacifica; sottolinea la necessità di garantire che tali accordi rispettino i pareri scientifici e i diritti umani, approfondendo ulteriormente la cooperazione bilaterale con i paesi partner e rafforzando l'azione comune nei consessi internazionali quali le ORGP, e che rafforzino altresì la leadership globale dell'UE nella promozione di partenariati per una pesca sostenibile; evidenzia che questa nuova generazione di APPS dovrebbe anche offrire l'opportunità di migliorare la sostenibilità della flotta, ridurre la pressione sugli stock altamente sfruttati, diversificare le origini dei prodotti della pesca e ridurre la dipendenza dell'UE dai prodotti della pesca provenienti da paesi terzi; invita la Commissione ad adottare una strategia di comunicazione influente a livello globale per affermare le sue ambizioni e la sua leadership;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>chiede di prestare attenzione agli accordi in sospeso, per attivarli avviando negoziati o risolverli, al fine di consentire agli operatori dell'UE di esplorare altre modalità in conformità delle norme dell'UE applicabili, come le autorizzazioni dirette; sottolinea che l'accordo dell'OMC sulle sovvenzioni alla pesca del 2022 esclude esplicitamente gli APPS dal suo ambito di applicazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita inoltre la Commissione a proseguire i suoi sforzi, in particolare attraverso la sua azione in seno alle ORGP, la sua rete di APPS e i memorandum d'intesa, al fine di aumentare la trasparenza e la responsabilità nei confronti di tutti i paesi che praticano la pesca, in particolare quelli che non rispettano gli stessi elevati standard sociali, di sicurezza e di sostenibilità delle flotte dell'UE, garantendo che approvino norme che tutelino i lavoratori in linea con le convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro, forniscano informazioni dettagliate sulle attività della loro flotta, dichiarino accuratamente le loro catture e rispettino le misure di conservazione e di gestione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a promuovere l'attuazione degli orientamenti volontari della FAO per una pesca sostenibile su piccola scala, a proteggere i diritti di proprietà dei pescatori artigianali e l'accesso alle risorse alieutiche e a garantire la partecipazione dei pescatori su piccola scala alle decisioni che li riguardano;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita la Commissione a esaminare, insieme ai paesi partner del Mediterraneo, modalità per promuovere e armonizzare la gestione concorrente delle risorse marine e condizioni di parità in termini di norme e controlli, stabilità regionale e sicurezza, al fine di garantire il futuro economico a lungo termine degli operatori, ad esempio approfondendo la cooperazione nell'ambito delle ORGP o concludendo un APPS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea che gli APPS devono garantire un trattamento equo e non discriminatorio delle navi dell'UE, con tasse e condizioni di accesso proporzionate, trasparenti e in linea con il principio della parità di condizioni; sottolinea che tutte le navi che operano nelle ZEE dei paesi partner dovrebbero essere soggette agli stessi requisiti finanziari e tecnici delle navi dell'UE, ad esempio attraverso misure speculari; chiede il rafforzamento della clausola di non discriminazione nei futuri protocolli APPS per impedire ai paesi partner di concedere condizioni più favorevoli, finanziarie o tecniche, ad altre flotte straniere; evidenzia la necessità di un monitoraggio e di un'applicazione efficaci di tali clausole, rilevando l'attuale mancanza di informazioni dettagliate nelle valutazioni della Commissione in merito alla loro attuazione ed efficacia; invita pertanto la Commissione a includere sistematicamente analisi e dati esaustivi su tale aspetto nelle future relazioni di valutazione degli APPS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri, per migliorare l'attuazione del regolamento INN<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999, (GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2008/1005/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, ad affrontare la mancanza di trasparenza nei settori della pesca dei paesi terzi, derivante, ad esempio, dalle bandiere di comodo, dal "flag hopping", da strutture societarie complesse e dall'assenza di informazioni pubbliche sui titolari effettivi; evidenzia inoltre l'importanza di evitare che la flotta dell'UE sia sostituita da flotte meno sostenibili di paesi terzi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>ritiene importante che nei negoziati sia data priorità alla presenza dell'UE e all'accesso alle zone di pesca per le navi battenti bandiera dell'UE; ritiene che disporre di navi battenti bandiera degli Stati membri dell'UE sia preferibile per l'approvvigionamento alimentare, il suo controllo e la sua sostenibilità e contribuisca all'autonomia strategica dell'UE in materia di sicurezza alimentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>riconosce l'importanza strategica delle joint venture di pesca quale utile modello di cooperazione tra l'UE e i paesi terzi; evidenzia che tali regimi generano valore economico e sociale, sia all'interno dell'UE che nei paesi terzi, garantendo nel contempo l'approvvigionamento di proteine marine di alta qualità e catturate in modo sostenibile ai consumatori dell'UE, aiutando a promuovere una pesca responsabile, un'occupazione equa e una crescita sostenibile e contribuendo direttamente a diversi obiettivi di sviluppo sostenibile, nonché agli obiettivi dell'UE in materia di governance degli oceani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>prende atto con soddisfazione della comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 24 giugno 2022, sull'agenda dell'UE per la governance internazionale degli oceani e della recente adozione, da parte della Commissione, del patto europeo per gli oceani, la cui attuazione deve essere sostenuta dai mezzi finanziari necessari, tra cui 1 miliardo di EUR promesso in occasione della terza conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani per impegni volontari volti a salvaguardare la biodiversità marina e rafforzare lo sviluppo di un'economia blu sostenibile; accoglie con favore l'integrazione del patto europeo per gli oceani nella bussola per la competitività quale elemento strategico per la crescita a lungo termine dell'UE, rammaricandosi al contempo del rischio di concorrenza tra i settori marittimi nell'accesso ai finanziamenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>invita l'UE a sostenere i portatori di interessi pertinenti nella creazione di un'alleanza industriale marittima europea che integri la pesca, l'acquacoltura, la cantieristica navale, il trasporto marittimo, gli investimenti strategici e la tecnologia, riconoscendo nel contempo l'interdipendenza di tutti i settori marittimi in termini di competitività, occupazione, transizioni energetica e digitale e uso sostenibile delle risorse acquatiche marine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) ad aumentare in modo significativo gli investimenti nella formazione dei diplomatici dell'UE sulle questioni legate agli oceani, con particolare attenzione al rafforzamento delle competenze in materia di governance marittima e degli oceani nell'ambito delle delegazioni e delle missioni dell'UE nei paesi terzi, in particolare nei paesi costieri; sottolinea la necessità di migliorare la loro comprensione degli investimenti, delle operazioni e delle sfide dell'economia blu dell'UE nei loro settori di competenza e in linea con la strategia Global Gateway; chiede il coinvolgimento del SEAE nella promozione dell'importanza strategica del patto europeo per gli oceani, con il sostegno o gli orientamenti delle direzioni generali competenti della Commissione, compresa la direzione generale degli Affari marittimi e della pesca (DG MARE);</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Competitività nel settore della pesca e dell'acquacoltura</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>invita la Commissione, nell'ambito della valutazione in corso della PCP, a presentare soluzioni per ridurre gli oneri amministrativi e semplificare le procedure amministrative attraverso una proposta omnibus e ad accelerare le procedure per i progetti che rafforzano la sicurezza e la sovranità alimentari; ritiene che dare l'esempio con un settore redditizio rafforzerà le norme comuni in materia di sostenibilità, al fine di svolgere un ruolo guida nello sviluppo di tali norme a livello mondiale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>sottolinea che azioni quali la semplificazione dell'accesso ai terreni e alle zone costiere, sviluppate in stretta cooperazione con la Banca europea per gli investimenti e le autorità regionali e locali, sono essenziali per mantenere un settore dell'acquacoltura sostenibile, resiliente e competitivo; evidenzia che una PCP riveduta o una nuova politica comune dell'acquacoltura dovrebbero contribuire a rafforzare la sicurezza e la sovranità alimentari garantendo un approvvigionamento stabile di prodotti ittici per i consumatori dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>sottolinea che la pesca e l'acquacoltura sono risorse strategiche per la sicurezza e la sovranità alimentare e per lo sviluppo rurale delle aree costiere; esorta la Commissione a integrare pienamente la pesca e la produzione di alimenti di origine acquatica nelle strategie più generali dell'UE in materia di sicurezza alimentare, nutrizione e sostenibilità; insiste sul fatto che i tre pilastri della PCP relativi alla sostenibilità dovrebbero essere sviluppati equamente e che nessuno di essi dovrebbe compromettere la sostenibilità degli altri; invita l'UE e gli Stati membri a rafforzare la cooperazione tra i pescatori e altri portatori di interessi del settore marittimo nell'ambito del quadro per un'economia blu sostenibile, in settori quali la pianificazione dello spazio marittimo, la diffusione delle energie rinnovabili, l'organizzazione della catena di approvvigionamento dei prodotti ittici, l'economia circolare e la diversificazione, riconoscendo l'identità e il ruolo più ampi dei pescatori in quanto custodi dell'ambiente marino e motori dello sviluppo locale nelle comunità costiere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>esorta la Commissione a valutare attentamente i fattori e le tendenze strutturali e ambientali che incidono sulla sostenibilità, sulla competitività, sulla dipendenza e sulla redditività a lungo termine della pesca, dell'acquacoltura e degli operatori di prima vendita e trasformazione, in particolare nelle regioni insulari e ultraperiferiche; suggerisce di elaborare misure per affrontare tali fattori e tendenze attraverso un'azione specifica e immediata che impedisca la graduale scomparsa delle attività di pesca dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>sottolinea la necessità di rendere il settore della pesca e dell'acquacoltura dell'UE attraente e competitivo rispetto ai concorrenti globali; invita la Commissione a garantire che tutti gli Stati membri e i portatori di interessi pertinenti si impegnino a favore di una rapida attuazione del sistema informatico CATCH per tutti i prodotti della pesca e dell'acquacoltura importati nell'UE, nonché a promuovere l'uso volontario del sistema da parte dei paesi terzi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>chiede misure mirate per garantire il ricambio generazionale e migliorare l'attrattiva delle professioni del settore della pesca, anche per le donne, garantendo la gestione sostenibile e la ricostituzione degli stock ittici, investimenti in flotte pescherecce moderne, sicure e digitalizzate, senza accrescere le loro capacità di pesca, programmi di formazione, sicurezza marittima e formazione professionale, in particolare sul mantenimento dei droni marittimi e dei robot telecomandati, prevenzione delle malattie professionali e non professionali, iniziative di prevenzione dei rischi e migliori condizioni di lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>ricorda che le regioni insulari e ultraperiferiche devono far fronte a vincoli naturali e geografici permanenti che incidono sulla competitività delle loro flotte pescherecce e delle economie insulari; chiede che venga prestata particolare attenzione agli investimenti, alle misure, ai finanziamenti e al sostegno destinati, ad esempio, alla decarbonizzazione, al rinnovo e alla modernizzazione delle flotte pescherecce e al miglioramento delle infrastrutture, in particolare nelle regioni ultraperiferiche, al fine di rafforzare l'attrattiva del settore della pesca, garantire il ricambio generazionale e il futuro del settore in tali regioni, e contribuire allo sviluppo locale sostenibile; chiede alla Commissione di prestare particolare attenzione al coinvolgimento delle regioni ultraperiferiche nei partenariati dell'UE in materia di pesca con i paesi terzi, in particolare con le regioni e i paesi vicini, ad esempio sotto forma di infrastrutture, flotte o sostegno settoriale, al fine di evitare qualsiasi situazione di concorrenza sleale tra i pescatori delle regioni ultraperiferiche e i pescatori dei paesi terzi vicini le cui navi sono in fase di rinnovo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere la sensibilizzazione dei consumatori e a incoraggiare la trasparenza e la tracciabilità, garantendo informazioni dettagliate, anche in formato digitale, sull'origine, la qualità e la sostenibilità di tutti i prodotti ittici; sottolinea la necessità di garantire che i prodotti ittici e marini dell'UE e quelli importati nell'Unione soddisfino norme simili in termini ambientali, sociali, di tracciabilità, di sostenibilità e di benessere degli animali, applicate mediante un monitoraggio e sanzioni efficaci, in linea con le norme dell'OMC e le future clausole speculari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>chiede che vengano adottate misure in merito agli sforzi di decarbonizzazione, nonché al rinnovo e all'ammodernamento delle flotte, prestando un'attenzione specifica alla situazione e alle esigenze della flotta peschereccia nelle regioni ultraperiferiche e nelle isole; sottolinea che, secondo un suo recente studio<FOOTNOTE><FIELD> Parlamento europeo, Direzione generale delle Politiche interne, Dipartimento tematico Politica strutturale e di coesione, "Il futuro della flotta peschereccia dell'UE – Prima valutazione dei programmi FEAMPA degli Stati membri per il periodo 2021-27", novembre 2024.</FIELD></FOOTNOTE>, i futuri strumenti di sostegno alla pesca dovrebbero prendere in considerazione condizioni meno restrittive per quanto riguarda il sostegno per il primo acquisto di un peschereccio, per l'ammodernamento o la sostituzione dei motori e per i miglioramenti dei pescherecci che richiedono un aumento della stazza, applicando nel contempo restrizioni per evitare l'eccesso di capacità o la pesca eccessiva a livello di singoli segmenti o dell'intera flotta nazionale; invita la Commissione, a tale proposito, ad affrontare tale aspetto al momento di valutare e semplificare gli ostacoli normativi superflui nell'ambito della PCP e del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA);</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Leadership ambientale e scientifica</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>apprezza la leadership dell'UE nella governance internazionale degli oceani, in particolare attraverso il ruolo svolto nella creazione della coalizione di ambizione elevata per la biodiversità nelle zone non soggette a giurisdizione nazionale, composta da 47 membri; accoglie con favore l'entrata in vigore dell'accordo BBNJ nel quadro dell’UNCLOS per garantire la conservazione effettiva e l'uso sostenibile della biodiversità marina delle zone non soggette a giurisdizione nazionale, al fine di garantire la protezione efficace e la gestione sostenibile dell'alto mare; chiede che il nuovo quadro operi in modo coordinato e complementare con gli organismi internazionali esistenti, tra cui le ORGP, la FAO e l'Organizzazione marittima internazionale, e con la PCP; sottolinea che l'accordo dovrebbe essere attuato e che la direttiva dovrebbe essere recepita nel rispetto delle competenze di tali organismi, dell'acquis dell'UE e delle competenze degli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>si rallegra della conferma del fatto che la mancata adozione, attuazione o esecuzione di misure di gestione della pesca, indistintamente nell'ambito delle ORGP o nell'ambito di accordi bilaterali e multilaterali, costituisce ora una mancata cooperazione ai sensi del diritto dell'UE; chiede alla Commissione, a tale riguardo, in cooperazione con gli Stati membri, di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per garantire la cooperazione da parte dei paesi terzi, compreso il regolamento (UE) n. 1026/2012<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) n. 1026/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo a talune misure ai fini della conservazione degli stock ittici relative ai paesi che autorizzano una pesca non sostenibile (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 34, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2012/1026/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, che istituisce un quadro per l'individuazione e l'adozione di misure per i paesi terzi che non cooperano e che consentono la pesca non sostenibile di uno stock di interesse comune per l'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>riconosce l'importanza del principio di precauzione di una moratoria internazionale sull'estrazione mineraria in alto mare quale questione di responsabilità ambientale globale che potrebbe incidere sulla governance degli oceani e sulla pesca; sottolinea, a tale proposito, l'importanza di applicare il principio di precauzione ai progetti di estrazione mineraria in alto mare fino a quando i loro effetti sull'ambiente marino e sulla biodiversità non saranno stati sufficientemente studiati e analizzati; insiste affinché l'UE continui a partecipare attivamente agli sforzi globali in materia di ricerca ed esplorazione delle acque profonde, fissando nel contempo i più elevati standard per la gestione sostenibile delle risorse; accoglie con favore la pausa precauzionale dell'estrazione mineraria in alto mare sostenuta dalla Commissione; invita pertanto gli Stati membri a sostenere tale approccio, anche attraverso l'Autorità internazionale dei fondi marini, fino a quando non saranno disponibili ricerche e conoscenze scientifiche complete sull'impatto dell'estrazione mineraria in alto mare e fino a quando non sarà possibile dimostrare che tali attività possono essere gestite senza causare la perdita di biodiversità o il degrado dell'ecosistema;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>chiede di sostenere una moratoria internazionale sull'estrazione mineraria in alto mare e ricorda all'UE e ai suoi Stati membri, in quanto membri dell'Autorità internazionale dei fondi marini e conformemente all'UNCLOS, il loro obbligo giuridico di rispondere con misure adeguate a qualsiasi tentativo di aggirare l'Autorità internazionale dei fondi marini in quanto organismo internazionale competente per la regolamentazione delle attività minerarie in alto mare al di fuori delle giurisdizioni nazionali, poiché tali tentativi potrebbero avere un impatto sulla governance internazionale degli oceani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a insistere affinché la moratoria internazionale sulla caccia alla balena e ai grandi cetacei della Commissione baleniera internazionale  e degli organismi internazionali sia rispettata da tutti i paesi e da tutte le regioni e a fare in modo che le eccezioni esistenti non siano utilizzate abusivamente come sostegno agli obiettivi commerciali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>sottolinea che la designazione di qualsiasi area marina protetta deve essere preceduta da valutazioni d'impatto complete e da un'efficace consultazione delle parti interessate e deve avere obiettivi chiari e misure efficaci di monitoraggio, controllo e sorveglianza, sulla base dei migliori pareri e conoscenze scientifici disponibili; evidenzia la necessità di tenere conto dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile che devono andare di pari passo con l'autonomia strategica dell'UE e l'importanza dei pescatori e delle comunità costiere nella coesione dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>ricorda la necessità di prestare particolare attenzione alla regione artica, in linea con la strategia per l'Artico del 2021, ed esprime il proprio sostegno in particolare agli sforzi compiuti per la creazione delle due nuove aree marine protette nell'Antartico orientale e nel mare di Weddell nell'Oceano Antartico; prende atto delle valutazioni d'impatto e dell'opposizione alle proposte di aree marine protette espresse da alcune parti in seno alla Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico; chiede un sostegno attivo a favore di queste aree marine protette nell'ambito di una risposta necessaria alle crescenti e potenziali ambizioni insostenibili di altri attori globali in tali regioni e chiede di intensificare gli sforzi bilaterali e multilaterali per garantire il sostegno alla creazione di nuove aree marine protette;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>esprime preoccupazione per l'aumento e la concentrazione delle catture di krill effettuate da alcuni paesi terzi nell'Oceano australe nell'ultimo decennio e per le relative minacce per gli ecosistemi antartici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>invita la Commissione a sostenere una moratoria di cinque anni sulla pesca del krill nell'Oceano australe;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>sottolinea che le prove scientifiche devono rimanere la spina dorsale del processo decisionale nella governance internazionale degli oceani, fungendo da base comune nei negoziati multilaterali e sostenendo una governance sostenibile nel settore della pesca e dell'acquacoltura; evidenzia inoltre la necessità di investire negli organismi scientifici che forniscono le prove alla base di tali decisioni e di sostenerli;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>ribadisce l'importanza della leadership globale dell'UE nell'attuare il quadro globale di Kunming-Montreal per la biodiversità, che riconosce l'importanza di altre efficaci misure di conservazione basate sul territorio (OECM) quale approccio complementare alle aree marine protette; sottolinea l'importanza di includere le OECM per raggiungere l'obiettivo di proteggere il 30 % degli oceani a livello mondiale entro il 2030, a condizione che le OECM rispondano ai criteri previsti da tale quadro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>sostiene l'impegno del patto europeo per gli oceani a istituire un'iniziativa paneuropea per l'osservazione degli oceani quale pietra angolare per migliorare la comprensione e la gestione degli ecosistemi marini; sostiene la creazione di un Osservatorio europeo d'alto mare nell'Atlantico, promuovendo nel contempo la creazione di una rete globale di osservatori che condividano i dati e incoraggino la mobilità tra gli scienziati; chiede una cooperazione rafforzata all'interno dell'UE in materia di ricerca e innovazione per rafforzare la collaborazione scientifica in ambito marino e la mobilità e consolidare la leadership dell'UE nel settore delle scienze marine; invita l'UE, in considerazione del regresso osservato nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra da parte di alcuni partner globali, a intensificare gli sforzi e l'impegno a favore della cooperazione scientifica per la conservazione degli ecosistemi marini e costieri; sottolinea la necessità di fornire un sostegno finanziario adeguato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>invita la Commissione a istituire, nell'ambito del patto europeo per gli oceani, un'iniziativa specifica denominata "Baltico pulito" che affronti le sfide uniche in materia di ambiente e sicurezza del Mar Baltico; sottolinea che il bacino marittimo rimane fortemente colpito dall'eutrofizzazione, dall'inquinamento e dalla presenza di residuati bellici pericolosi, tra cui munizioni, agenti chimici e altri contaminanti sui fondali marini;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Politica commerciale e governance globale degli oceani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>sottolinea la responsabilità dell'UE di mantenere il suo ruolo di leadership nei consessi internazionali promuovendo il multilateralismo, dialogando con tutti i partner in materia di sostenibilità della pesca e governance degli oceani, compresi gli Stati Uniti e la Cina, e stabilendo norme globali per la sostenibilità marina e la concorrenza leale; evidenzia inoltre l'importante ruolo dei consigli consultivi, come il consiglio consultivo per la flotta oceanica, nel fornire consulenza alla Commissione in merito alla formulazione e all'attuazione delle politiche; sottolinea l'importanza di tenere debitamente conto dei loro consigli nel processo decisionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>accoglie con favore l'entrata in vigore dell'accordo dell'OMC sulle sovvenzioni alla pesca; sottolinea che tale accordo rappresenta una pietra miliare verso l'eliminazione delle sovvenzioni dannose alla pesca che contribuiscono alla pesca eccessiva e alla sovraccapacità, promuovendo in tal modo condizioni di parità e una gestione sostenibile delle risorse marine in tutto il mondo; incoraggia la Commissione a consolidare tale successo attraverso la diplomazia degli oceani, impegnandosi proattivamente con i paesi terzi, in particolare con i principali paesi che praticano la pesca, per promuovere la ratifica e l'effettiva attuazione di tale accordo e le trattative in corso per concordare i prossimi passi, e portare avanti impegni globali a favore di una gestione sostenibile, trasparente ed equa della pesca;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>sottolinea che le ORGP ben gestite, che promuovono negoziati multilaterali efficaci che portano all'adozione di norme comuni rigorose e a un buon rispetto di tali norme, sono fondamentali per conseguire la competitività nel settore della pesca e dell'acquacoltura, evidenziando in tal modo l'importanza degli investimenti nella capacità di tali organizzazioni, della cooperazione con le agenzie delle Nazioni Unite e del rafforzamento della diplomazia dell'UE in tali consessi; evidenzia che gli organismi di controllo della conformità delle ORGP continuano a essere sottoutilizzati dall'UE e invita pertanto la Commissione a sollevare e affrontare i casi di non conformità da parte di paesi terzi in seno ai pertinenti comitati di controllo della conformità delle ORGP;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare i controlli doganali con maggiori poteri, avvalendosi appieno di una nuova Agenzia doganale dell'UE, al fine di proteggere i pescatori dai trafficanti di droga e di migranti e da altre attività illecite che minacciano la loro sicurezza e la stabilità regionale; ricorda che garantire la tracciabilità dei prodotti ittici, l'effettivo rispetto delle norme di sostenibilità e la reciprocità con i paesi terzi nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura protegge i pescatori dalle attività illegali e preserva la fiducia dei consumatori; sottolinea che le reti criminali che utilizzano il settore della pesca per le loro attività compromettono la governance sostenibile degli oceani, distorcono le economie locali e mettono a rischio i mezzi di sussistenza delle regioni costiere; evidenzia che una lotta efficace alla criminalità organizzata nel settore della pesca contribuirà a un'economia oceanica più sicura e resiliente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>accoglie con favore gli accordi a lungo termine tra l'UE e il Regno Unito che concedono il pieno accesso reciproco alle acque di pesca fino al 30 giugno 2038; chiede alla Commissione di esercitare vigilanza nel monitorare le azioni intraprese dal Regno Unito, al fine di salvaguardare gli interessi dell'UE e dei suoi operatori e cittadini, e di rimanere fermamente contraria a qualsiasi decisione unilaterale che riduca di fatto l'accesso dei pescatori dell'UE alle acque del Regno Unito, come quelle relative all'attuazione o alla prevista designazione di aree marine protette e al divieto di pesca del cicerello, nonché di utilizzare i meccanismi dell'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione per porre rimedio a eventuali conseguenti perdite di diritti di pesca; invita inoltre la Commissione a garantire accordi di pesca stabili e a lungo termine tra l'UE e il Regno Unito anche oltre il 2038;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>invita l'UE a intensificare la cooperazione con la Norvegia attraverso la tavola rotonda ad alto livello sul dialogo in materia di pesca e oceani, al fine di risolvere le questioni in sospeso, come il debito di merluzzo bianco della Norvegia nei confronti dell'UE esistente dal 2021, e garantire condizioni eque e paritarie tra i pescatori dell'UE e quelli norvegesi; invita la Commissione a compiere ogni sforzo per raggiungere un accordo globale sugli stock condivisi con gli Stati costieri al fine di evitare la pesca eccessiva di tali stock e garantire ai pescatori dell'UE possibilità di pesca eque e sostenibili; invita la Commissione ad avvalersi di tutte le opzioni offerte dal regolamento (UE) n. 1026/2012 in relazione ai paesi che autorizzano una pesca non sostenibile, comprese le sanzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>sottolinea che l'UE dovrebbe utilizzare il suo potere di mercato come strumento strategico per difendere i propri interessi e promuovere la sostenibilità; evidenzia che l'accesso al mercato dell'UE deve essere subordinato al rispetto delle norme dell'Unione, garantendo che i prodotti ittici importati nell'UE non provengano da fonti illegali o non sostenibili, né da attività legate a violazioni dei diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>evidenzia le relazioni di lunga data dell'UE con la Groenlandia in materia di pesca e sottolinea l'importanza di rafforzare tali relazioni per i pescatori dell'UE e per le azioni congiunte volte a garantire una gestione sostenibile degli stock ittici nell'Atlantico settentrionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>invita la Commissione a garantire l'applicazione corretta e integrale delle norme dell'UE relative ai paesi terzi che consentono pratiche di pesca non sostenibili, a fornire maggiore chiarezza giuridica sulle pratiche di pesca non sostenibili e ad avviare misure di esecuzione a norma del diritto dell'Unione, comprese restrizioni commerciali quali i divieti di importazione, al fine di rafforzare la capacità dell'UE di contrastare le pratiche non sostenibili, in particolare quelle che incidono sugli stock di piccoli pelagici come lo sgombro, e di garantire la coerenza tra la politica commerciale e gli obiettivi della diplomazia degli oceani; sottolinea che molte di queste pratiche sono già state ampiamente individuate, ma non vengono prese in sufficiente considerazione dalle attuali misure di esecuzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>esorta la Commissione a rafforzare i meccanismi di monitoraggio, controllo e applicazione per quanto riguarda le attività di pesca e i flussi commerciali di prodotti ittici russi, compresi i trasbordi e le riesportazioni attraverso paesi terzi; chiede ulteriori restrizioni sulle importazioni di prodotti ittici dalla Russia; chiede che siano introdotti rigorosi requisiti di tracciabilità e ispezioni coordinate e che sia impedito l'ingresso nel mercato dell'UE di pesce catturato o trasformato da operatori russi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>insiste sull'importanza di garantire la coerenza tra le norme imposte ai produttori dell'UE e quelle applicate ai prodotti importati, in particolare nel contesto degli accordi commerciali vigenti o futuri tra l'UE e i suoi partner commerciali, ad esempio introducendo misure speculari; invita inoltre la Commissione a continuare a valutare la pertinenza dei contingenti tariffari autonomi dal punto di vista della loro incidenza sul settore della pesca dell'UE e, se necessario, ad adattarli; ribadisce la sua richiesta di trattare le conserve di pesce e molluschi come "prodotti sensibili" nei negoziati commerciali; invita le autorità dell'UE a mantenere un atteggiamento prudente e a rafforzare i controlli volti a garantire che le esportazioni che beneficiano di contingenti tariffari autonomi non provengano dalla pesca INN;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>invita la Commissione a garantire che gli obiettivi della PCP siano pienamente integrati nella posizione dell'UE in tutte le sedi internazionali in materia di ambiente, come la Convenzione sulla diversità biologica o la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione, dove vengono discusse le risorse biologiche marine, comprese quelle ittiche;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Misure istituzionali e di bilancio</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>sottolinea con forza la necessità di stanziare fondi consistenti per la governance e la diplomazia degli oceani, in particolare al fine di preservare un settore ittico strategico, garantire che l'UE possa rispettare gli impegni assunti a livello mondiale, rafforzare il suo ruolo strategico e promuovere la futura resilienza delle comunità costiere; osserva con preoccupazione che le proposte per il prossimo quadro finanziario pluriennale indicano uno stanziamento di soli 2 miliardi di EUR per la pesca e l'acquacoltura per il periodo 2028-2034, che rappresenta appena un terzo del suo precedente livello di finanziamento garantito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>invita la Commissione a garantire un livello adeguato di finanziamenti nel quadro finanziario pluriennale post-2028 per le spese connesse alla pesca, come gli obiettivi attualmente coperti dal FEAMPA; sottolinea l'importanza che i fondi dell'UE rimangano uno strumento solido per sostenere il ricambio generazionale, la parità di genere, la sicurezza alimentare, la modernizzazione della flotta e la sostenibilità socioeconomica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>sottolinea il ruolo cruciale della pesca su piccola scala nel sostenere le economie e le comunità locali in tutto il mondo; evidenzia che, affinché l'UE migliori la sua autonomia strategica e alimentare, è fondamentale ricostituire i suoi stock e, al fine di creare le condizioni per la resilienza e la competitività a lungo termine dell'UE, è essenziale che il settore della pesca artigianale dell'UE sia adeguatamente sostenuto sia dall'Unione che a livello nazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>osserva che qualsiasi attività diplomatica richiede una costosa capacità di proiezione, e che sarebbe pertanto opportuno istituire uno strumento finanziario specifico per la pesca nelle regioni insulari e ultraperiferiche, ad esempio attraverso il ripristino del programma di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità (POSEI-Pesca), che è stato integrato nel FEAMPA, al fine di aiutare il settore a superare i vincoli geografici e strutturali e a garantire la redditività a lungo termine delle comunità di pescatori locali; sottolinea l'importanza di garantire l'uso degli strumenti attuali, come il servizio marino di Copernicus, e delle nuove capacità e tecnologie, come i droni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i pescatori e i portatori di interessi dell'economia blu abbiano un accesso efficace e più semplice agli strumenti di finanziamento, destinando loro fondi minimi dedicati, quali il Fondo europeo per la competitività, che sostiene gli investimenti in un'economia blu sostenibile, e lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale, che sostiene la diplomazia e la governance degli oceani e gli sforzi per contrastare la pesca INN, nonché fondi per gli APPS e fonti di finanziamento complementari quali il Fondo per una transizione giusta, REPowerEU, Orizzonte Europa e la Banca europea per gli investimenti; esorta la Commissione a garantire una stabilità amministrativa e giuridica sufficiente per gli investimenti privati, al fine di promuovere lo sviluppo dei settori marittimi;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>