<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0127</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Discarico 2024: bilancio generale dell'UE – Consiglio europeo e Consiglio</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0051/2026 - Relatore: Pasquale Tridico)</STRING></HIDDEN><TXTLST><DECISION><TI><NR>1.</NR> <STRING BOLD="on">Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2026 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2024, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2025/2147(DEC))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2024<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/207, 22.2.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/budget/2024/207/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2024 (COM(2025)0359 – C10‑0147/2025)<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/4944, 13.10.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/4944/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione annuale del Consiglio sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2024, presentata all'autorità competente per il discarico,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2024, corredata delle risposte delle istituzioni<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/5409, 8.10.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/5409/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/5407, 13.10.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/5407/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2024 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/20125<FOOTNOTE><FIELD> GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2018/1046/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, in particolare gli articoli 59, 118, 260, 261 e 262,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2024, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/2509, 26.9.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/2509/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, in particolare gli articoli 59, 118, 266, 267 e 268,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 102 e l'allegato V del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A10-0051/2026),</P></VISA></GRVISA></PREAMBLE><DISPOSITIF> <ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>rinvia la decisione sul discarico alla Segretaria generale del Consiglio per l'esecuzione del bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio per l'esercizio 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella <STRING ITALIC="on">Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</STRING> (serie L).</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></DECISION></TXTLST><TXTLST><RESOL><TI><NR>2.</NR> <STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2026 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2024, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2025/2147(DEC))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2024, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 102 e l'allegato V del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A10-0051/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione deriva innanzitutto dal rigoroso rispetto dei trattati, che sanciscono l'equilibrio istituzionale e la chiara ripartizione delle competenze; che la trasparenza, la responsabilità e la sana gestione finanziaria sono obblighi essenziali per tutte le istituzioni e per tutti gli organi e organismi dell'Unione quando spendono il denaro dei contribuenti; che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico intende sottolineare che è particolarmente importante rafforzare ulteriormente la legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione, migliorando la trasparenza e la responsabilità nonché attuando i concetti della programmazione di bilancio basata sulla performance e della buona gestione delle risorse umane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, conformemente all'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), il Parlamento europeo è l'unica istituzione responsabile della concessione del discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione, che il bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio ("Consiglio") costituisce una sezione del bilancio dell'Unione e che, in virtù dei trattati e del regolamento finanziario, il Consiglio è pertanto soggetto all'obbligo giuridico di garantire la trasparenza, la responsabilità e la sana gestione finanziaria, a prescindere dalla sua natura intergovernativa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, a norma dell'articolo 15, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea (TUE), il Consiglio europeo non esercita funzioni legislative;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, a norma dell'articolo 317 TFUE, la Commissione dà esecuzione al bilancio sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della sana gestione finanziaria, e che, nell'ambito del quadro in vigore, la Commissione riconosce alle altre istituzioni dell'Unione i poteri necessari all'esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, a norma dell'articolo 235, paragrafo 4, e dell'articolo 240, paragrafo 2, TFUE, il Consiglio è assistito dal Segretariato generale del Consiglio ("Segretariato"), il quale è interamente responsabile della sana gestione degli stanziamenti iscritti nella sezione II del bilancio dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che, nel corso di oltre vent'anni, il Parlamento ha attuato la prassi consolidata e rispettata di concedere il discarico a tutte le istituzioni e a tutti gli organi e organismi dell'Unione, e che la Commissione sostiene la necessità di mantenere in futuro la prassi di concedere il discarico a ciascuna istituzione e a ciascun organo od organismo dell'Unione per le sue spese amministrative;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che, conformemente all'articolo 59, paragrafo 1, del regolamento finanziario, la Commissione riconosce alle altre istituzioni dell'Unione i poteri necessari all'esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che, dal discarico per il bilancio 2009, la mancanza di cooperazione da parte del Consiglio nella procedura di discarico impedisce al Parlamento di esercitare il proprio ruolo di controllo democratico e ha ripetutamente costretto il Parlamento a rifiutare di concedere il discarico al Segretario generale del Consiglio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che il Consiglio europeo e il Consiglio, in quanto istituzioni dell'Unione e destinatari del bilancio generale dell'Unione, dovrebbero essere trasparenti, tenuti a rendere conto democraticamente ai cittadini dell'Unione e soggetti a un controllo democratico della spesa dei fondi pubblici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, sebbene l'articolo 15, paragrafo 3, TFUE imponga alle istituzioni dell'Unione di garantire, nel loro regolamento interno, la trasparenza dei loro lavori, il Mediatore europeo ("Mediatore") in molte delle sue indagini e decisioni ha criticato il Consiglio per la sua mancanza di trasparenza, suggerendo che quest'ultimo non è riuscito a cogliere appieno il legame fondamentale tra democrazia e trasparenza del processo decisionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) conferma il diritto dei contribuenti e del pubblico di essere informati sull'uso delle entrate pubbliche e che il Tribunale, nella sentenza del 25 gennaio 2023, causa T-163/21<FOOTNOTE><FIELD> Sentenza del Tribunale del 25 gennaio 2023, <STRING ITALIC="on">De Capitani/Consiglio</STRING>, T-163/21, ECLI:EU:T:2023:15.</FIELD></FOOTNOTE>, <STRING ITALIC="on">De Capitani/Consiglio</STRING>, ha affermato, in merito alla trasparenza del processo legislativo dell'Unione, che i documenti prodotti dal Consiglio nei suoi gruppi di lavoro non hanno carattere tecnico, bensì legislativo, e sono pertanto soggetti a richieste di accesso ai documenti;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF> <ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>rileva che il bilancio del Consiglio rientra nella rubrica 7 del QFP "Pubblica amministrazione europea", che nel 2023 ammontava a 13,3 miliardi di EUR (pari al 6,9 % del bilancio totale dell'Unione); rileva altresì che il bilancio del Consiglio, pari a circa 0,7 miliardi di EUR, rappresenta il 5,26 % delle spese amministrative totali dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>prende atto del fatto che la Corte dei conti ("Corte"), nella sua relazione annuale per l'esercizio 2024 ("relazione della Corte"), ha esaminato un campione di 70 operazioni nell'ambito della rubrica "Amministrazione", lo stesso quantitativo del 2023; sottolinea che la Corte dichiara inoltre che le spese amministrative includono le spese per le risorse umane, comprese le pensioni, che nel 2024 hanno rappresentato circa il 69 % del totale, e le spese per gli immobili, gli impianti e le apparecchiature, l'energia, le comunicazioni e le tecnologie dell'informazione, e che dal lavoro svolto nel corso di molti anni risulta che, nel complesso, questo settore di spesa è a basso rischio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>constata che, nonostante 16 delle 70 operazioni (pari al 23 %) presentassero errori, la Corte, sulla base dei tre errori quantificati, stima che il livello di errore sia al di sotto della soglia di rilevanza; osserva che la relazione della Corte non ha individuato problemi specifici in riferimento al Consiglio;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Situazione attuale della procedura di discarico</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>esprime profondo rammarico per il fatto che, dal 2009 e nuovamente per l'esercizio 2023, il Parlamento abbia dovuto rifiutare di concedere il discarico al Consiglio poiché quest'ultimo continua a rifiutarsi di cooperare con il Parlamento sulla procedura di discarico, nonostante i ripetuti sforzi del Parlamento per instaurare una collaborazione costruttiva, impedendo così al Parlamento di prendere una decisione informata fondata su un controllo serio e approfondito dell'esecuzione del bilancio del Consiglio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>osserva che il 22 settembre 2025 i servizi competenti del Parlamento, a nome del relatore per la procedura di discarico, hanno trasmesso al Segretariato un questionario contenente 103 domande importanti per il Parlamento, al fine di consentire un controllo approfondito dell'esecuzione del bilancio del Consiglio e della gestione del Consiglio; osserva inoltre che questionari simili sono stati inviati a tutte le altre istituzioni, che hanno fornito al Parlamento risposte dettagliate a tutte le domande;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>si rammarica che il 3 ottobre 2025 il Segretariato abbia comunicato ancora una volta al Parlamento che non avrebbe risposto al suo questionario e che non avrebbe partecipato all'audizione organizzata per il 6 novembre 2025 nell'ambito della procedura di discarico, audizione a cui hanno partecipato tutte le altre istituzioni invitate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ribadisce la prerogativa del Parlamento di concedere il discarico a norma dell'articolo 319 TFUE nonché delle disposizioni applicabili del regolamento finanziario e del regolamento interno del Parlamento, in linea con l'interpretazione e la prassi attuali, vale a dire il potere di concedere il discarico al fine di mantenere la trasparenza e di garantire la responsabilità democratica nei confronti dei contribuenti dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sottolinea che l'articolo 59, paragrafo 1, del regolamento finanziario afferma che la Commissione riconosce alle altre istituzioni dell'Unione i poteri necessari all'esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio e, di conseguenza, trova incomprensibile che il Consiglio ritenga adeguato che sia concesso il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio del Consiglio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>sottolinea la prassi consolidata e rispettata, attuata dal Parlamento da oltre vent'anni, di concedere il discarico a tutte le istituzioni e a tutti gli organi e organismi dell'Unione, compreso il Consiglio; ricorda che la Commissione ha dichiarato di non essere in grado di vigilare sull'esecuzione dei bilanci delle altre istituzioni dell'Unione; sottolinea il punto di vista ribadito dalla Commissione secondo cui la prassi di concedere il discarico a ciascuna istituzione dell'Unione per le rispettive spese amministrative e per l'esecuzione del bilancio dell'Unione dovrebbe continuare a essere attuata direttamente dal Parlamento, al fine di salvaguardare il rispetto del principio della sana gestione finanziaria; ricorda che tutte le altre istituzioni e tutti gli altri organi e organismi collaborano pienamente con il Parlamento nella procedura di discarico e ritiene che il rifiuto del Consiglio di fare altrettanto sia ingiustificato e incompatibile con il principio di lealtà istituzionale sancito dai trattati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea che, allo stato attuale, il Parlamento può esaminare soltanto le relazioni della Corte e del Mediatore, nonché le informazioni accessibili al pubblico sul sito web del Consiglio, il che gli impedisce di prendere una decisione informata sulla concessione del discarico; sottolinea che la mancanza di cooperazione da parte del Consiglio compromette la prerogativa del Parlamento di svolgere efficacemente il suo ruolo di controllo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>deplora la mancanza di volontà politica da parte del Consiglio, da oltre un decennio, di collaborare con il Parlamento nel contesto della procedura annuale di discarico, il che crea un angolo cieco strutturale nel sistema di bilanciamento dei poteri dell'Unione, e si rammarica che ciò abbia avuto ripercussioni negative durature su entrambe le istituzioni, screditando la gestione e il controllo democratico del bilancio dell'Unione, nonché sulla fiducia dei cittadini nell'Unione in quanto entità trasparente; sottolinea che tale ostruzionismo istituzionale costante compromette il principio di leale cooperazione sancito dai trattati; ritiene che il protrarsi di tale mancanza di cooperazione rischi di minare ulteriormente la legittimità del quadro di governance di bilancio dell'Unione; sottolinea che il Consiglio deve rispettare le stesse norme in materia di responsabilità e trasparenza applicate alle altre istituzioni dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ribadisce che il continuo rifiuto del Consiglio di partecipare alla procedura di discarico costituisce una violazione inaccettabile della responsabilità democratica; chiede l'introduzione di misure concrete ed efficaci volte a garantire che qualsiasi istituzione dell'Unione che non rispetti gli obblighi di trasparenza sia chiamata a rispondere pienamente delle proprie azioni, valutando, in linea con l'articolo 59, paragrafo 1, del regolamento finanziario e con il principio della sana gestione finanziaria, misure pratiche per incentivare la cooperazione, anche introducendo una maggiore condizionalità negli accordi amministrativi nonché obblighi di rendicontazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>ricorda che la giurisprudenza della CGUE sostiene il diritto dei contribuenti e del pubblico di essere informati sull'uso delle entrate pubbliche; chiede pertanto che la prerogativa e il ruolo del Parlamento in quanto garante del principio della responsabilità democratica siano pienamente rispettati; invita il Consiglio a dare debitamente seguito alle raccomandazioni adottate dal Parlamento nel contesto della procedura di discarico e insiste sulla piena applicazione dell'articolo 14, paragrafo 1, TUE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>osserva che il 6 maggio 2025, durante il suo intervento in Aula, il rappresentante della presidenza del Consiglio ha espresso la volontà di quest'ultimo "di impegnarsi in una cooperazione significativa e pragmatica tra le nostre istituzioni" per quanto riguarda il discarico in relazione alla sezione del bilancio dell'Unione relativa al Consiglio, e chiede che tale intenzione si traduca in misure concrete e immediate; invita pertanto il Consiglio a riprendere quanto prima i negoziati con il Parlamento al più alto livello, coinvolgendo i Segretari generali e i Presidenti di entrambe le istituzioni, al fine di sbloccare la situazione di stallo e trovare una soluzione che riaffermi le competenze istituzionali del Parlamento e del Consiglio nella procedura di discarico e garantisca la trasparenza e un solido controllo democratico dell'esecuzione del bilancio; ribadisce la propria richiesta alla Commissione e ai servizi giuridici del Consiglio di elaborare un parere su potenziali soluzioni basate sui trattati volte a garantire l'assunzione di responsabilità da parte del Consiglio nella procedura di discarico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea che, benché la situazione attuale debba essere migliorata mediante una migliore cooperazione interistituzionale nel quadro dei trattati, una revisione degli stessi potrebbe rendere più chiara e trasparente la procedura di discarico conferendo al Parlamento la competenza esplicita di concedere il discarico individualmente a tutte le istituzioni e a tutti gli organi e organismi dell'Unione; sottolinea tuttavia che, in attesa di tale revisione, la situazione attuale deve essere migliorata attraverso una cooperazione interistituzionale rafforzata; esorta, a tale riguardo, il Consiglio a dialogare attivamente con il Parlamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>constata che, malgrado l'annosa riluttanza del Consiglio a cooperare alla procedura di discarico, nella presente relazione il Parlamento sottolinea comunque alcune priorità politiche e definisce alcune osservazioni relative alla gestione finanziaria e di bilancio del Consiglio nonché altre osservazioni pertinenti per la procedura di discarico, nel rispetto della sovranità nazionale, dei trattati e del principio della sana gestione finanziaria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>osserva che, data la mancanza di cooperazione con il Parlamento da parte del Consiglio, le osservazioni contenute nelle sezioni seguenti si basano principalmente su informazioni aggregate pubblicate sul sito web del Consiglio, che forniscono dettagli limitati;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Priorità politiche</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>ricorda che nel 2024 l'Unione si è impegnata a fornire un sostegno finanziario prevedibile all'Ucraina attraverso lo strumento per l'Ucraina per il periodo 2024-2027; sottolinea che, in tale contesto, il Consiglio e il Segretariato hanno una responsabilità ancora maggiore di garantire la trasparenza, l'integrità e la sana gestione finanziaria di tutte le spese amministrative del Consiglio connesse alle decisioni, alle riunioni e alle disposizioni logistiche relative all'Ucraina, compresa una chiara rendicontazione in materia di costi e gestione dei contratti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>si rammarica del fatto che il Consiglio eserciti la sua prerogativa nelle procedure di nomina e candidatura per molte istituzioni e molti organi e organismi dell'Unione senza tenere conto delle opinioni delle parti interessate né delle raccomandazioni dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>prende atto con preoccupazione della prassi attuata dal Consiglio riguardo alle nomine effettuate dai singoli Stati membri per la maggior parte delle posizioni, che può limitare la misura in cui le qualifiche professionali dei candidati sono verificate; ribadisce, pertanto, la necessità di riesaminare la prerogativa del Consiglio nell'ottica di garantire e rafforzare la partecipazione delle istituzioni e degli organi e organismi interessati, e di accrescere la legittimità di coloro che sono nominati; suggerisce che una possibilità che potrebbe essere messa in atto per garantire che i candidati possiedano le qualifiche necessarie consisterebbe nell'applicazione di una valutazione, da parte di un comitato esterno, analoga a quella utilizzata per le nomine dei giudici e degli avvocati generali della CGUE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>sottolinea che, a norma dell'articolo 286, paragrafo 2, TFUE, il Consiglio nomina i membri della Corte previa consultazione con il Parlamento; ricorda che, sulla base di tale condizione preliminare, il Parlamento esprime un parere sui candidati; deplora che il Consiglio abbia ripetutamente ignorato le raccomandazioni formulate dal Parlamento nel suo ruolo consultivo riguardo alla nomina dei membri della Corte; ricorda che, sebbene il parere del Parlamento non sia vincolante per il Consiglio, i candidati che hanno ricevuto un parere negativo hanno accettato la decisione del Parlamento e ritirato le loro candidature, riconoscendo in tal modo il ruolo del Parlamento quale autorità di controllo democratico che garantisce la salvaguardia del bilancio dell'Unione; invita il Consiglio a riconoscere il ruolo del Parlamento cooperando alla procedura di discarico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>sottolinea che il persistente squilibrio di genere tra i membri della Corte pregiudica il conseguimento degli obiettivi dell'Unione in materia di parità; ribadisce il suo invito al Consiglio ad affrontare tale questione rivedendo la procedura di nomina e adottando misure concrete, ad esempio imponendo agli Stati membri di presentare almeno due candidati di genere diverso onde garantire una composizione della Corte più equilibrata e rappresentativa, nel rispetto dei principi di merito, eccellenza e pari opportunità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>ribadisce la sua richiesta di creare un Consiglio dei ministri della Difesa in quanto forum istituzionale per il coordinamento politico e strategico; ritiene che la creazione di una configurazione permanente del Consiglio dedicata alla difesa, a integrazione della commissione per la sicurezza e la difesa in seno al Parlamento e del commissario per la Difesa e lo spazio in seno alla Commissione, sarebbe coerente con la necessità che l'Unione si assuma maggiori responsabilità in materia di sicurezza e difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>si rammarica del fatto che il Consiglio abbia finora ignorato la risoluzione del Parlamento del 17 dicembre 2020 sulla necessità di una configurazione del Consiglio dedicata alla parità di genere e insiste sul fatto che un forum istituzionale dedicato garantirebbe una maggiore integrazione della parità di genere nelle politiche e nelle strategie dell'Unione, nonché un coordinamento e progressi essenziali nei principali fascicoli relativi alla parità di genere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>ricorda che i giudici e gli avvocati generali della Corte di giustizia sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri previa consultazione di un comitato che ha l'incarico di fornire un parere sull'adeguatezza dei potenziali candidati all'esercizio delle relative funzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>osserva che, nella sua decisione del 9 settembre 2024 sull'iniziativa strategica relativa alla sponsorizzazione della presidenza del Consiglio, il Mediatore ha incoraggiato il Consiglio a fare il punto sulle modalità di attuazione delle norme non vincolanti adottate dal Consiglio per il ricorso alla sponsorizzazione da parte della sua presidenza ("orientamenti") e a esplorare altre possibili misure che potrebbero contribuire ad attenuare i rischi associati al ricorso alla sponsorizzazione, tra cui il rischio di conflitti di interesse nonché i rischi reputazionali; apprende con preoccupazione dalla relazione annuale del Mediatore per il 2024 che il Consiglio non ha ancora dato una risposta esauriente alle preoccupazioni dell'opinione pubblica in merito al ricorso alla sponsorizzazione da parte delle imprese, in quanto vi è una ricorrente "mancanza di trasparenza per quanto riguarda l'identità degli sponsor, la natura del loro sostegno e i benefici che ottengono a loro volta" e gli sponsor hanno potuto continuare a utilizzare il logo della presidenza a fini commerciali; invita il Consiglio a rendere gli orientamenti vincolanti; invita nuovamente il Consiglio a prevedere un bilancio per le presidenze del Consiglio, al fine di garantire norme adeguate e uniformi in materia di efficienza ed efficacia nei lavori del Consiglio in generale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>invita le presidenze di turno del Consiglio a non utilizzare più le sponsorizzazioni delle imprese per contribuire alla copertura delle proprie spese, in quanto ciò comporta il rischio di creare conflitti di interesse, in linea con le conclusioni del seminario organizzato dalla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento il 27 giugno 2023;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>prende atto del crescente coinvolgimento del Consiglio europeo nei fascicoli legislativi e osserva che tale ruolo richiede un controllo e una cooperazione rafforzata con l'autorità di bilancio nel quadro della procedura di discarico; invita il Consiglio a garantire trasparenza e responsabilità nelle sue azioni, in linea con le norme applicabili alle altre istituzioni dell'Unione, al fine di mantenere la fiducia dei cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>deplora profondamente che il governo ungherese abbia abusato del suo ruolo nell'esercitare la presidenza di turno del Consiglio nel 2024, organizzando riunioni internazionali ad alto livello che minavano i valori fondamentali dell'Unione e le posizioni comuni concordate; invita il Consiglio a esprimere la propria ferma condanna ogniqualvolta uno Stato membro che esercita la presidenza assuma una condotta non conforme ai valori dell'Unione, nonché ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che le future presidenze esercitino le loro funzioni nel pieno rispetto dei principi dell'Unione, salvaguardando in tal modo l'integrità e la credibilità dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea che, sebbene il voto all'unanimità rimanga un principio fondamentale dei trattati, la sua applicazione può, in determinate circostanze e in settori di intervento critici, incidere sui tempi e sull'efficacia dell'azione dell'Unione, anche paralizzandone il processo decisionale ed esponendola così ai ricatti degli Stati membri, in particolare di quelli che non rispettano lo Stato di diritto; ribadisce in tal senso il suo rammarico per la posizione ostruzionistica del governo ungherese in seno al Consiglio europeo; osserva che gli stalli politici in corso continuano a minare la fiducia e l'efficacia del Consiglio europeo; chiede che, nell'ambito dei trattati vigenti, siano introdotte riforme mirate dei trattati o, in alternativa, miglioramenti concreti per rafforzare la trasparenza, il processo decisionale democratico, l'assunzione di responsabilità e l'efficienza dei lavori del Consiglio europeo; ribadisce, in tale contesto, il suo invito al Consiglio dei ministri a passare dal voto all'unanimità al voto a maggioranza qualificata per le decisioni in ambiti di interesse strategico per l'Unione; rileva inoltre che il requisito dell'unanimità ha rappresentato un ostacolo significativo a una risposta efficace alle azioni della Russia, in particolare per quanto riguarda l'imposizione di sanzioni soggette a rinnovo ogni tre mesi, il che rischia di indebolire la capacità dell'Unione di agire in modo risoluto e trasparente nonché di minare la fiducia dei cittadini e la credibilità dell'Unione in quanto attore geopolitico; invita il Consiglio a passare al voto a maggioranza qualificata in settori critici, in particolare il regime di sanzioni, affinché l'Unione possa affrontare efficacemente le sfide globali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Gestione finanziaria e di bilancio</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>ricorda che, a norma dell'articolo 15 del trattato sull'Unione europea, il Consiglio europeo svolge un ruolo strategico centrale in quanto dà all'Unione lo slancio necessario al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali, pur non esercitando funzioni legislative; sottolinea il valore aggiunto unico del Consiglio europeo in quanto forum per il coordinamento politico ad alto livello tra gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>si rammarica nuovamente per il fatto che il bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio non sia stato suddiviso in due bilanci nettamente separati, come raccomandato dal Parlamento nelle sue precedenti risoluzioni sul discarico al fine di migliorare la trasparenza e la responsabilità, non da ultimo per quanto riguarda il Consiglio europeo, dato che è attualmente impossibile ottenere informazioni affidabili sui suoi costi; chiede che tale separazione comprenda linee di bilancio distinte per le spese relative alle riunioni, ai viaggi, alla comunicazione e alla rappresentanza, cosicché l'autorità di discarico possa distinguere tra le attività del Consiglio europeo e quelle del Consiglio e valutare le evoluzioni nel tempo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>osserva che il bilancio del Consiglio per il 2024 si è attestato a 676 881 123 EUR, il che rappresenta un aumento del 4,47 % rispetto al 2023; osserva che tale aumento è dovuto principalmente alla revisione dei parametri di aggiornamento delle retribuzioni a causa dell'inflazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>osserva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di impegno dell'esercizio in corso da parte del Consiglio è stato del 96,40 % nel 2024 (rispetto al 97,01 % nel 2023) e che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento dell'esercizio in corso è stato dell'87,95 % nel 2024 (rispetto all'86,39 % nel 2023); osserva che alla fine del 2024 sono stati annullati circa 24 milioni di EUR di stanziamenti, di cui circa il 62 % proveniva da linee di bilancio legate alle spese per il personale; osserva che il tasso di esecuzione dell'importo totale riportato dal 2023 al 2024, ossia 85 520 696 EUR, è stato del 91 %;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>osserva che gli stanziamenti riportati dal 2024 al 2025 sono ammontati in totale a 78,6 milioni di EUR (in calo dai circa 85,5 milioni di EUR dell'esercizio precedente) e hanno coperto principalmente i sistemi informatici, i costi dei servizi di interpretazione forniti nel 2024 per cui le fatture non sono ancora state concordate con i servizi della Commissione al momento della chiusura, gli edifici, le informazioni e gli eventi pubblici, le attrezzature tecniche, per la sicurezza e la protezione, le riunioni e le conferenze, per lo più in relazione a fatture non ancora ricevute per l'organizzazione delle riunioni e dei vertici del Consiglio europeo e del Consiglio nel 2024, il mobilio e altre spese per il personale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>osserva che nel 2024 il Consiglio ha effettuato 42 storni di bilancio a norma dell'articolo 29 del regolamento finanziario, al fine di rafforzare varie linee di bilancio, tra cui "Lavori di sistemazione e d'installazione", "Lavori di messa in sicurezza", "Acquisto di attrezzatura e di software" e "Acquisto e rinnovo di materiale e di impianti tecnici"; osserva che tre di tali storni, che richiedevano di informare l'autorità di bilancio a norma dell'articolo 29, paragrafo 2, del regolamento finanziario, ammontavano a circa 12,8 milioni di EUR;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>osserva che i tempi medi di pagamento delle fatture sono aumentati da 13 giorni nel 2023 a 15 giorni nel 2025, ma restano ben al di sotto del termine massimo di 30 giorni, il che permette di evitare il pagamento di interessi di mora;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>osserva che le spese di missione, che comprendono sia le spese di missione del Segretariato sia le spese di missione dei membri del personale legati al Consiglio europeo, sono diminuite del 18,50 %, passando da circa 5,2 milioni di EUR nel 2023 a circa 4,3 milioni di EUR nel 2024, mentre le spese di viaggio delle delegazioni sostenute dalle presidenze e dalle delegazioni nazionali sono diminuite del 2,61 %, passando da circa 15,3 milioni di EUR nel 2023 a circa 14,9 milioni di EUR nel 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>invita il Consiglio a pubblicare una ripartizione annuale delle spese di viaggio e di rappresentanza degli alti funzionari, tra cui il presidente del Consiglio europeo, l'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e il Segretariato, in un formato di facile consultazione e accessibile al pubblico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>esprime preoccupazione per l'inadeguatezza dei meccanismi di controllo per quanto concerne il ricorso, da parte del Consiglio, a servizi di consulenza e contraenti esterni; richiede la divulgazione integrale di tutti i contratti di importo superiore a 50 000 EUR, specificando l'ambito di applicazione, i risultati tangibili e gli enti aggiudicatari, al fine di prevenire un potenziale uso improprio dei fondi pubblici;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Gestione interna, performance e controllo interno</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>esprime preoccupazione per la trasparenza limitata per quanto concerne il ricorso, da parte del Consiglio, a servizi di consulenza e contraenti esterni; chiede la pubblicazione proattiva di tutti i contratti di valore elevato e dei contratti quadro, comprese le modifiche contrattuali, i risultati tangibili e gli indicatori di prestazione; sollecita una trasparenza basata sul rischio, prestando particolare attenzione ai contratti per servizi informatici, di comunicazione e di gestione della reputazione, e chiede che sia elaborata una relazione annuale sulla dipendenza da contraenti esterni in rapporto alle capacità interne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>osserva che le attività del Segretariato sono state guidate dagli obiettivi pluriennali adottati nel 2022 e da una serie di obiettivi specifici che garantiscono un processo decisionale continuo in seno al Consiglio e sono riesaminati su base annuale; prende atto delle priorità del Segretariato per il 2024, che comprendono l'ottimizzazione dell'ambiente di lavoro, la promozione di una cultura orientata al cliente, la promozione della trasformazione verde, lo sfruttamento dei benefici della trasformazione digitale e l'aumento dell'efficienza organizzativa complessiva; apprezza il fatto che il Segretariato abbia sostenuto l'organizzazione di sei Consigli europei, due riunioni informali dei capi di Stato o di governo e un Vertice euro nel 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>accoglie con favore l'utilizzo dei dati nel processo decisionale, in particolare sulla base del quadro operativo finanziario mensile, che mostra indicatori chiave di prestazione in tutti i servizi del Segretariato, nonché del quadro operativo dei dirigenti, che presenta informazioni chiave tratte dai dati relativi alle risorse umane, con l'obiettivo di agevolare la gestione quotidiana e le decisioni nel settore delle risorse umane;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>osserva che nel 2024 il Segretariato ha contribuito a organizzare 4 164 riunioni per il Consiglio (in calo rispetto alle 4 429 riunioni del 2023) e 152 riunioni, visite e missioni per il presidente del Consiglio europeo (in aumento rispetto alle 124 del 2023);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>accoglie con favore l'attuazione e il funzionamento del controllo interno del Segretariato, basato su norme accettate a livello internazionale e concepito per garantire l'efficacia, l'efficienza e l'economia delle operazioni, l'affidabilità delle relazioni, la salvaguardia degli attivi e delle informazioni, la prevenzione e l'individuazione delle irregolarità e un'adeguata gestione dei rischi; osserva che è stata mantenuta la separazione delle funzioni nei processi finanziari, che i registri dei rischi sono stati regolarmente monitorati e che i controlli automatizzati e la formazione finanziaria per i membri del personale hanno contribuito a creare un solido ambiente di controllo nel 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>osserva che il Consiglio ha trasmesso all'autorità di discarico la sua relazione annuale sugli audit interni effettuati nel 2024, conformemente all'articolo 118 del regolamento finanziario; osserva che, alla fine del 2024, l'82 % delle raccomandazioni formulate nel periodo 2022-2024 era stato attuato, il 17 % era ancora in sospeso e per l'1 % la dirigenza aveva accettato il rischio o le raccomandazioni non erano più applicabili; osserva che nel 2024 sono stati completati quattro audit interni; osserva che per due di tali audit (uno sul sostegno allo strumento europeo per la pace e l'altro sui processi contabili relativi alle attività immateriali del Segretariato), il revisore interno ha formulato diverse raccomandazioni ad alta priorità che sono state accettate dai servizi sottoposti ad audit; chiede che il Consiglio fornisca all'autorità di discarico una sintesi pubblica delle raccomandazioni ad alta priorità e un chiaro calendario di attuazione, in particolare quando gli audit riguardano il sostegno allo strumento europeo per la pace e la gestione dei beni immateriali, dati l'accresciuto interesse pubblico e la sensibilità reputazionale di tali spese;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Risorse umane, uguaglianza e benessere del personale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>osserva che, alla fine del 2024, il Segretariato impiegava 3 124 membri del personale (in aumento rispetto ai 3 115 del 2023); prende atto della ripartizione del personale per funzione, secondo cui nel 2024 il Segretariato impiegava 2 720 membri permanenti del personale, 401 membri temporanei del personale, 222 agenti contrattuali e 26 esperti nazionali distaccati; osserva che la ripartizione dei membri permanenti e temporanei del personale tra le categorie professionali è rimasta stabile, con 1 497 amministratori (AD), 1 146 assistenti (AST) e 232 segretari (SC) nel 2024, rispetto a 1 474 AD, 1 159 AST e 295 SC nel 2023; osserva che il tasso di occupazione della tabella dell'organico era del 97,4 % alla fine del 2024 (in aumento rispetto al 97,10 % del 2023);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>deplora la mancanza di informazioni pubbliche sulla distribuzione di genere e geografica dei membri del personale in seno al Segretariato; invita il Consiglio a fornire al Parlamento informazioni sull'equilibrio di genere, sulla distribuzione geografica e sulle disabilità dei membri del suo personale e sulle relative politiche interne; incoraggia il Consiglio a promuovere l'equilibrio geografico dei suoi membri del personale mettendo a disposizione un bacino più ampio di candidati provenienti da Stati membri sottorappresentati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>accoglie con favore gli sforzi compiuti dal Segretariato nel 2024 per attrarre, trattenere e motivare i membri del personale; osserva che il Segretariato ha partecipato a giornate dedicate all'orientamento professionale, fiere del lavoro, eventi sulle risorse umane per le rappresentanze permanenti e sessioni informative per i rappresentanti degli Stati membri, ha intensificato gli scambi con i membri del personale di altre istituzioni attraverso un esercizio interistituzionale di osservazione in situazione di lavoro con la partecipazione attiva di 23 membri del personale del Segretariato, ha contribuito alla modernizzazione delle operazioni dell'EPSO, ha organizzato 518 procedure di selezione e 127 colloqui, nonché concorsi interni per tutti i tipi di ruoli;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>rileva con soddisfazione che il Segretariato organizza una serie di sessioni di formazione e campagne di sensibilizzazione su temi specifici quali, tra l'altro, la finanza, le misure di sicurezza e la condotta; prende atto, in particolare, del miglioramento degli indicatori per quanto riguarda la campagna di sensibilizzazione del Segretariato sull'etica, dato che nel 2024 è stato notevolmente rafforzato il coinvolgimento del personale nelle questioni etiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>prende atto di una serie di misure adottate dal Consiglio a favore della salute e del benessere dei suoi membri del personale nel 2024; osserva, in tale contesto, che il Segretariato ha offerto sostegno, tra l'altro, attraverso psicologi del lavoro e clinici nonché corsi di formazione per la cura della salute mentale e la gestione dello stress; accoglie con favore il coinvolgimento del Segretariato nell'organizzazione della Settimana interistituzionale della salute e della sicurezza a ottobre 2024 e la pubblicazione sul suo Intranet di tutti i servizi e le attività in atto presso il Segretariato per sostenere il benessere e la salute; osserva che il Segretariato ha elaborato un quadro operativo con indicatori relativi ai rischi psicosociali che mira a indirizzare meglio le misure di prevenzione e ha istituito un'équipe multidisciplinare che sta sviluppando un sistema di gestione della salute e della sicurezza per il Segretariato, al fine di controllare meglio eventuali rischi sul luogo di lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>rileva con soddisfazione che il Segretariato conta diversi gruppi o reti, quali il gruppo e la rete di affinità per la diversità e l'inclusione, la rete Olympia (per le amministratrici), la rete LGBTI e la rete delle persone con disabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>prende atto con soddisfazione delle misure del Segretariato a favore delle persone con disabilità nel quadro delle sue attività; osserva che il Segretariato ha messo in atto una procedura semplificata per il trattamento delle richieste di accomodamento ragionevole da parte di tirocinanti, membri del personale e candidati con disabilità; osserva inoltre che nel 2024 sono state organizzate sessioni di formazione di follow-up per gli uscieri in materia di accoglienza e accompagnamento dei visitatori con diverse disabilità; osserva che nel 2024 il Segretariato ha accolto 115 tirocinanti, cinque dei quali nell'ambito del programma di azione positiva del Segretariato a favore dei tirocinanti con disabilità; ricorda che i tirocini dovrebbero essere retribuiti, in conformità della risoluzione del Parlamento del 14 giugno 2023 sui tirocini di qualità nell'Unione (2020/2005(INL)), in cui si chiede che tutti i tirocini nell'Unione europea siano retribuiti; sottolinea che i tirocini non retribuiti costituiscono una forma di sfruttamento dei giovani lavoratori e un ostacolo alle pari opportunità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>osserva che il Segretariato ha attuato nuove norme in materia di orario di lavoro, telelavoro e congedo, unitamente all'introduzione di un nuovo modulo informatico (Sysper-TIM) per la gestione dell'orario di lavoro; prende atto con soddisfazione dell'organizzazione di sessioni di formazione e di attività di comunicazione, quali video tutorial, domande frequenti e webinar, sulle nuove norme e sul nuovo modulo;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Quadro deontologico e trasparenza</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>ribadisce che la condotta etica contribuisce alla sana gestione finanziaria e aumenta la fiducia dei cittadini e che, come sottolineato dalla Corte nella sua relazione speciale n. 13/2019, vi è margine di miglioramento nei quadri etici delle istituzioni dell'Unione; ricorda in particolare la raccomandazione formulata dalla Corte per quanto riguarda il miglioramento del quadro deontologico del Consiglio; esprime preoccupazione per l'assenza, rilevata dalla Corte, di un quadro deontologico comune dell'Unione che guidi il lavoro dei rappresentanti degli Stati membri in seno al Consiglio; sottolinea che nessuna istituzione dell'Unione dovrebbe essere esentata dal rispetto di norme etiche chiare, vincolanti e applicabili quando partecipa al processo decisionale dell'Unione in materia di spese pubbliche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>deplora che due componenti fondamentali del quadro deontologico del Consiglio, la guida in materia di etica e condotta per il personale del Segretariato e il codice di condotta per il Presidente del Consiglio europeo, siano disponibili sul sito web del Consiglio senza ulteriori indicazioni né data di pubblicazione; critica il fatto che, nonostante le numerose richieste del Parlamento, il codice di condotta per il Presidente del Consiglio europeo non sia stato allineato a quelli del Parlamento e della Commissione, in particolare per quanto riguarda le attività post-mandato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>osserva che il Segretariato pubblica una relazione annuale corredata di informazioni relative alle attività professionali degli ex funzionari di inquadramento superiore del Segretariato dopo la cessazione dal servizio, conformemente all'articolo 16, terzo e quarto comma, dello statuto dei funzionari dell'Unione; osserva che, secondo la relazione relativa al 2024, un ex funzionario di inquadramento superiore ha dichiarato la propria intenzione di svolgere attività professionali più di 12 mesi dopo aver lasciato il Segretariato; osserva che la commissione paritaria è stata consultata prima di emettere una decisione in questo caso; prende atto con rammarico della mancanza di informazioni sul sito web del Consiglio in merito al contenuto della decisione relativa alla concessione o meno dell'autorizzazione a svolgere l'attività richiesta; rinnova il suo invito al Consiglio a stabilire norme chiare, proporzionate e applicabili in materia di occupazione post-mandato per i funzionari di inquadramento superiore, sulla base del quadro giuridico vigente, nonché a garantire un'adeguata trasparenza, tra cui, se del caso, la divulgazione pubblica delle affiliazioni nel settore privato, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e dei principi di proporzionalità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>deplora il fatto che la partecipazione dei rappresentanti permanenti degli Stati membri al registro per la trasparenza obbligatorio, istituito dall'accordo interistituzionale del 20 maggio 2021 tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, sia del tutto volontaria, in quanto l'applicazione del principio di condizionalità è lasciata alla discrezione della rappresentanza permanente di ciascuno Stato membro; osserva che solo un numero limitato di Stati membri e istituzioni dell'Unione rispetta la buona pratica di applicare un'ampia definizione obbligatoria di lobbista nel proprio quadro normativo e insiste affinché tutte le rappresentanze permanenti partecipino attivamente al registro per la trasparenza obbligatorio prima, durante e dopo la presidenza del Consiglio del loro Stato membro; ricorda la posizione del Parlamento secondo cui i rappresentanti degli Stati membri che beneficiano direttamente delle sovvenzioni dell'Unione attraverso imprese di loro proprietà non dovrebbero essere autorizzati a partecipare alle discussioni e votazioni strategiche o di bilancio relative a tali sovvenzioni; si rammarica che il Consiglio non utilizzi appieno il registro per la trasparenza obbligatorio, né accetti proposte per migliorarlo; ribadisce il suo invito al Consiglio ad astenersi dal dialogare con lobbisti non registrati e a garantire che i suoi funzionari di inquadramento superiore, compresi i rappresentanti permanenti e i capi delegazione, rendano pubbliche le loro riunioni con i gruppi di interesse e i lobbisti in un registro per la trasparenza standardizzato, analogamente agli obblighi imposti ai deputati al Parlamento e alla Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>si rammarica che il processo decisionale in seno al Consiglio sia ancora lontano dall'essere pienamente trasparente, il che pregiudica la fiducia dei cittadini nei confronti dell'Unione in quanto entità trasparente e, di conseguenza, compromette la reputazione dell'Unione nel suo complesso; ricorda e sostiene le raccomandazioni del Mediatore relative alla trasparenza del processo legislativo del Consiglio nel quadro dell'indagine strategica OI/2/2017/TE; esorta il Consiglio ad adottare senza indebito ritardo tutte le misure necessarie per dare attuazione alle raccomandazioni del Mediatore e alle pertinenti sentenze della CGUE; ricorda che la CGUE, nella causa T-163/21, <STRING ITALIC="on">De Capitani/Consiglio</STRING>, ha sottolineato che sarebbe necessaria una trasparenza legislativa più chiara da parte del Consiglio al fine di garantire l'accesso ai documenti legislativi, il che corrisponde semplicemente all'obbligo del Consiglio in materia di controllo pubblico e responsabilità dei colegislatori, in quanto fondamento di qualsiasi legittimità democratica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>osserva che nel 2023 il Mediatore ha avviato una nuova indagine di propria iniziativa, conclusasi nel 2024, sulle modalità con cui il Consiglio gestisce le richieste di accesso del pubblico ai documenti legislativi; prende atto delle conclusioni di tale indagine, secondo cui il Consiglio ha utilizzato la tutela dei processi decisionali in corso come motivo per rifiutare l'accesso a documenti con argomentazioni "vaghe, astratte e infondate"; ricorda che la CGUE ha respinto argomentazioni che includevano la necessità di evitare pressioni esterne o interpretazioni errate da parte dell'opinione pubblica o la necessità di proteggere la consulenza legale; esprime pertanto preoccupazione per il fatto che il Consiglio non rispetti la giurisprudenza dell'Unione; chiede al Consiglio di porre rimedio a tali carenze divulgando tempestivamente i documenti legislativi, anche se ciò potrebbe dare luogo a pressioni esterne, essendo queste un fattore in qualsiasi processo legislativo democratico, e di rifiutare l'accesso ai documenti legislativi solo in circostanze veramente eccezionali; invita il Consiglio ad attuare senza indugio le conclusioni del Mediatore e la giurisprudenza pertinente, garantendo che i rifiuti in nome della "protezione del processo decisionale in corso" siano rigorosamente giustificati caso per caso, motivati in modo concreto e soggetti a un solido riesame interno; chiede la pubblicazione proattiva dei documenti legislativi fondamentali (compresi i documenti dei gruppi di lavoro e le posizioni negoziali) come impostazione predefinita e una relazione pubblica annuale sui motivi di rifiuto addotti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>osserva che l'équipe che si occupa dell'accesso ai documenti ha riferito di aver ricevuto e risposto a un numero elevato di richieste di accesso del pubblico ai documenti nel 2024, vale a dire 2 872 richieste iniziali di accesso ai documenti (in calo rispetto alle 3 732 del 2023) che richiedono l'analisi di 10 096 documenti (in calo rispetto ai 13 912 documenti nel 2023) e 30 domande di conferma (in calo rispetto alle 40 nel 2023); riconosce che la diminuzione di questo tipo di carico di lavoro è probabilmente dovuta a un arresto dell'attività legislativa dell'Unione in considerazione delle elezioni europee del 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>osserva che, tra le richieste iniziali di accesso, è stato concesso l'accesso integrale a 7 323 documenti (72,5 %) e l'accesso parziale a 1 181 documenti (11,70 %), mentre l'accesso a 1 592 documenti (15,80 %) è stato negato; osserva che per le domande di conferma è stato concesso l'accesso integrale a 36 documenti e l'accesso parziale a 45 documenti, mentre l'accesso a 45 documenti è stato negato; osserva che le richieste iniziali sono state trattate, in media, in 17 giorni lavorativi e le domande di conferma in 31;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>osserva che, nell'ambito dell'attuazione della decisione n. 23/2021 del Segretario generale relativa alle molestie psicologiche e sessuali sul lavoro, nel 2024 sono state intraprese diverse azioni, quali sessioni di formazione obbligatorie sulla lotta alle molestie e ai comportamenti inappropriati per i nuovi assunti, i nuovi dirigenti e i tirocinanti; osserva che il Segretariato dispone di un gruppo di consulenti di fiducia antimolestie che ha trattato 13 richieste di consulenza riservate relative a potenziali molestie o comportamenti inappropriati nel 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>accoglie con favore il fatto che, secondo le relazioni annuali accessibili al pubblico, nel 2024 non sono stati portati all'attenzione degli ordinatori delegati competenti casi di frode o irregolarità, né tali casi sono stati sottoposti alle competenze del comitato (articolo 145 del regolamento finanziario) o dell'OLAF;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Digitalizzazione, cibersicurezza e protezione dei dati</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>osserva che nel 2024 il Segretariato ha continuato a perseguire il suo obiettivo di trasformazione digitale, in linea con le priorità della sua strategia digitale per il periodo 2022-2025; osserva che, su 103 progetti relativi alle tecnologie dell'informazione nel piano di lavoro annuale per il 2024, l'11 % è stato completato alla fine dell'anno e il 3 % è stato annullato o fuso, mentre la maggior parte dei progetti (62 %) è ancora in corso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>osserva con soddisfazione che nel 2024 il 98 % delle fatture è stato presentato per via elettronica (rispetto al 97 % del 2023) e che il 49 % dei contratti e degli ordini di acquisto del Segretariato è stato firmato mediante firma elettronica; osserva inoltre che tutte le nuove procedure di appalto superiori a 143 000 EUR sono state gestite con lo strumento di gestione degli appalti pubblici della Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>prende atto delle principali priorità del Segretariato per quanto riguarda le sinergie interistituzionali e l'allineamento delle procedure nel settore dei processi aziendali delle risorse umane con l'aiuto di un portale unico dei servizi (HR-IT); osserva che nel 2024 il Segretariato ha firmato un memorandum d'intesa con la Commissione per il programma pluriennale di trasformazione delle risorse umane, al quale il Segretariato ha aderito a luglio 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>accoglie con favore gli ulteriori progressi compiuti dal Segretariato nel 2024 nel settore dell'informatica e della digitalizzazione, quali l'introduzione di un nuovo strumento per la gestione degli appuntamenti medici e vaccinali, una nuova piattaforma per la gestione delle domande di tirocinio, la prima fase del progetto POMME che migliora l'applicazione di gestione del flusso di lavoro per quanto riguarda la pianificazione delle riunioni e la programmazione dei servizi di interpretazione, una piattaforma (PreSY) per una panoramica completa delle attività di monitoraggio nei tre edifici del Consiglio, una piattaforma (e-Resto catering) per le attività e le richieste relative alla ristorazione e Collab Conseil, uno strumento progettato per archiviare tutti i documenti logistici necessari nei preparativi del consiglio ministeriale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>osserva che il Segretariato ha testato vari strumenti basati sull'intelligenza artificiale per rispondere a domande sullo statuto dei funzionari, creare materiali didattici (contenuti strutturati, studi di casi, quiz o video basati su uno specifico suggerimento) o assistere i dirigenti nell'esame dei curricula; sottolinea che l'uso dell'intelligenza artificiale deve avvenire nel rispetto di rigorosi principi di etica, trasparenza, protezione dei dati, controllo umano e protezione contro i pregiudizi algoritmici o gli usi impropri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>osserva che nel 2024 il GEPD ha condotto un audit sul trattamento dei dati medici, in particolare sulla conservazione, all'interno delle principali istituzioni europee, compreso il Segretariato; invita il Segretariato ad attuare le raccomandazioni del GEPD per quanto riguarda la garanzia di adeguate politiche di conservazione dei dati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>prende atto delle attività del Segretariato, attraverso la sua struttura per i servizi digitali, volte a conformarsi al nuovo regolamento sulla cibersicurezza entrato in vigore all'inizio del 2024; osserva, in tale contesto, che nel 2024 il Segretariato ha elaborato procedure interne per la segnalazione degli incidenti di cibersicurezza, ha fornito contributi a tutti gli orientamenti del servizio per la cibersicurezza delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione (CERT-UE) e ha attuato un servizio di gestione della conformità alla cibersicurezza, mentre nello stesso anno sono state completate 11 relazioni sulla conformità; accoglie con favore gli sforzi del Segretariato volti a completare la revisione iniziale relativa alla cibersicurezza di tutte le reti digitali e i sistemi informativi del Segretariato; elogia il Consiglio per il suo coinvolgimento nella preparazione del Mese europeo della cibersicurezza 2024, incentrato sull'ingegneria sociale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Immobili</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>constata che nel 2024 sono stati realizzati progetti importanti quali la ristrutturazione delle sale riunioni del Consiglio, compresi i nuovi arredi, i corridoi degli uffici e lo sportello per gli accrediti dell'edificio Justus Lipsius;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>osserva che il Segretariato ha avviato attività preparatorie per la ristrutturazione dei suoi edifici, tra cui Justus Lipsius e il principale edificio amministrativo; è informato della necessità evidente di ristrutturare completamente tali edifici, al fine di garantire un funzionamento efficiente e il pieno rispetto del quadro normativo dell'Unione in materia di prestazioni ambientali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>osserva che la linea di bilancio 2011 "Acqua, gas, elettricità e riscaldamento" è stata incrementata del 33 % mediante uno storno di bilancio nel 2024; osserva che il Segretariato ha continuato a ridurre il proprio consumo energetico, ad esempio abbassando il riscaldamento negli edifici e sostituendo le caldaie nell'edificio Justus Lipsius;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>osserva che nel 2024 sono stati realizzati progetti importanti, quali la ristrutturazione di alcune sale riunioni negli edifici LEX e Justus Lipsius, il proseguimento dei lavori di ristrutturazione dei corridoi degli uffici nell'edificio Justus Lipsius, il miglioramento delle strutture e delle infrastrutture per le biciclette nei locali del Segretariato generale del Consiglio e l'ammodernamento degli sportelli di accoglienza dell'edificio Justus Lipsius;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>deplora che il Consiglio non abbia ancora attuato una procedura di accreditamento semplificata per facilitare l'accesso dei membri del personale delle altre istituzioni dell'Unione ai locali del Consiglio; invita il Consiglio ad adottare e applicare tale procedura senza ulteriore indugio, in uno spirito di cooperazione interistituzionale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Ambiente e sostenibilità</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>osserva che, a seguito di un audit esterno effettuato nel 2024, è stata mantenuta la certificazione del Segretariato nell'ambito del sistema di ecogestione e audit (EMAS);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>osserva nel 2024 che il Segretariato ha realizzato risparmi energetici migliorando la prestazione energetica delle sue infrastrutture tecniche, come i sistemi di illuminazione negli edifici che occupa; prende atto di una riduzione del consumo energetico del Segretariato pari al 24,40 % tra il 2018 e il 2024 e di una diminuzione del consumo idrico pari al 17 % tra il 2023 e il 2024; accoglie con favore le iniziative del Segretariato volte a ridurre ulteriormente il consumo di carta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>accoglie con favore le pratiche sostenibili del Segretariato integrate in alcune delle sue operazioni; osserva, tra l'altro, che diverse procedure di appalto e contratti quadro comprendono criteri sulla riduzione dei rifiuti e sul riciclaggio delle attrezzature, che il Green Office è consultato in merito a progetti di appalto di alto valore presso il Segretariato e che i suoi ristoranti hanno ottenuto la certificazione Good Food nel 2024; si compiace che nel 2024 il Segretariato abbia rivisto la guida alle missioni dei membri del personale, che è entrata in vigore nel 2025 e riguarda nuovi incentivi per ridurre l'impronta di carbonio derivante dai viaggi dei membri del personale; prende atto con soddisfazione di un aumento per quanto riguarda il numero di membri del personale che si recano al lavoro utilizzando mezzi sostenibili come i trasporti pubblici o la bicicletta, dal 67 % nel 2023 al 78 % nel 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>accoglie con favore il fatto che il Segretariato abbia sviluppato una strategia ambientale che definisce un percorso dal 2025 al 2030 per migliorare le sue prestazioni ambientali e abbia realizzato iniziative di comunicazione per aumentare la consapevolezza dei membri del personale, dei delegati e dei visitatori in merito alle misure che possono essere intraprese a tutela dell'ambiente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>osserva che il Segretariato ha acquistato veicoli di trasporto più sostenibili, ossia una berlina elettrica e tre minivan ibridi; osserva inoltre che le infrastrutture e le strutture per le biciclette di fronte agli edifici Justus Lipsius sono state migliorate;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Cooperazione interistituzionale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>sottolinea la necessità di rivedere l'articolo 319 TFUE al fine di stabilire esplicitamente che il Parlamento, oltre a concedere il discarico alla Commissione, concede il discarico anche ad altre istituzioni e altri organi e organismi dell'Unione per quanto riguarda l'esecuzione delle loro sezioni del bilancio o dei loro bilanci, onde garantire la chiarezza giuridica, la coerenza e la parità di trattamento tra le istituzioni dell'Unione; invita il Consiglio ad adottare provvedimenti concreti in tempo utile per superare il conflitto interistituzionale e per riprendere i colloqui con il Parlamento al fine di raggiungere un accordo comune per una ripresa agevole e conforme ai trattati della procedura di discarico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>invita il Consiglio a riprendere i negoziati al più alto livello al fine di superare la situazione di stallo del discarico che si protrae da molto tempo; chiede ai servizi giuridici della Commissione e del Consiglio di formulare un parere giuridico su potenziali soluzioni basate sui trattati che garantiscano l'esercizio della responsabilità da parte del Consiglio nella procedura di discarico;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Comunicazione</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>osserva che nel 2024 il bilancio complessivo per la comunicazione, tenendo conto degli storni eseguiti nel corso dell'anno, è stato pari a 12 518 610 EUR, una cifra del 5,45 % superiore rispetto al bilancio del 2023;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>osserva che nel 2024 il Segretariato ha fornito servizi di comunicazione al presidente del Consiglio europeo, al presidente dell'Eurogruppo, alle presidenze di turno (Belgio e Ungheria), alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, agli Stati membri e al Segretariato; osserva che, nel 2024, il Segretariato ha garantito la continuità delle relazioni con i media e della presenza sui social media e sul web durante tutta la transizione dei titolari di cariche, ha organizzato la copertura audiovisiva e lo streaming dei principali incontri internazionali e ha mantenuto un sostegno operativo di alta qualità, tra cui la trasmissione di eventi in diretta, i servizi stampa e attività di branding per i vertici e le riunioni istituzionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>osserva che, da un'indagine online condotta nell'ultimo trimestre del 2024, è emerso che il 68,30 % degli utenti (in aumento rispetto al 67 % del 2023) era complessivamente soddisfatto della sua esperienza sul sito web del Consiglio, che nel 2024 ha registrato oltre 26 milioni di visite (in aumento del 7 % rispetto al 2023) e 71 400 abbonati, rispetto ai 57 900 del 2023;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>osserva che la direzione generale della Comunicazione (DG COMM) ha svolto ampie attività di coinvolgimento della stampa e dei media nel corso del 2024, tra cui 76 briefing per la stampa, 771 comunicati stampa, 84 conferenze stampa e un sostegno globale all'accreditamento e alla copertura dei media; osserva inoltre che il centro stampa e il sito web del Consiglio sono stati ampiamente utilizzati e che la sezione stampa del sito web del Consiglio ha attirato oltre 6,4 milioni di visite e quasi 2 milioni di visite alle pagine delle riunioni, dimostrando un costante interesse del pubblico e dei media per il processo decisionale del Consiglio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>osserva che, nel 2024, le équipe digitali del Segretariato, in stretta cooperazione con le presidenze, hanno monitorato e migliorato i siti web della presidenza belga e ungherese, registrando circa 407 000 visite e 1,2 milioni di visualizzazioni di pagina combinate, e hanno apportato continui miglioramenti al sito web principale del Consiglio con 19 serie di miglioramenti guidati dagli utenti; prende inoltre atto dell'attuazione delle funzionalità di traduzione automatica e degli aggiornamenti in materia di accessibilità, unitamente ad approfondite ricerche condotte tra gli utenti per migliorare la chiarezza e la navigabilità dei contenuti online in tutte le lingue ufficiali dell'Unione, rafforzando in tal modo la portata digitale del Consiglio e il coinvolgimento dei portatori di interessi e dei cittadini.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>