<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0153</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Lacune e carenze della "legge di amnistia" in Venezuela</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0217, 0221 e 0231/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 30 aprile 2026 sulle lacune e le carenze della "legge di amnistia" in Venezuela (2026/2704(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni sul Venezuela,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che, il 3 gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno condotto un intervento militare che ha portato al prelevamento e al rapimento di Nicolás Maduro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, nel febbraio 2026, il regime venezuelano ha adottato la "legge di amnistia per la coesistenza democratica"; che tale legge, che è il risultato di pressioni straniere ed è stata approvata precipitosamente dall'assemblea illegittima controllata dal regime, funziona come una misura di emergenza limitata, applicabile caso per caso, che è insufficiente per ripristinare i diritti civili e politici e garantire la riconciliazione nazionale ed è diventata uno strumento supplementare dell'apparato repressivo del regime;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che circa 470 prigionieri politici rimangono ingiustamente detenuti, tra cui militari, avvocati, giornalisti, difensori dei diritti umani, stranieri (compresi cittadini dell'UE) e comuni cittadini; che tale legge si applica a eventi e reati politici specifici, escludendo un gran numero di detenuti sulla base di accuse false o vaghe, e non è applicata automaticamente, forzando ammissioni in relazione a false accuse dinanzi a una magistratura controllata dal regime, mentre i beneficiari sono ancora soggetti a condizioni restrittive quali gli arresti domiciliari e la vigilanza giudiziaria;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la legge non abolisce le sanzioni giuridiche e amministrative, come i divieti politici o i sequestri di beni, in particolare per l'opposizione democratica in esilio a cui è negato il diritto di ritorno, il che le impedisce di partecipare a un futuro processo democratico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, il 23 aprile 2026, Delcy Rodriguez ha annunciato la fine della legge di amnistia, violando la Costituzione e l'indipendenza della magistratura;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>deplora il fatto che la "legge di amnistia" non abbia permesso di rilasciare incondizionatamente tutti i prigionieri politici, di cui almeno 470 sono tuttora detenuti ingiustamente in condizioni disumane, e deplora che la sua cessazione prematura, la sua portata limitata, la mancanza di un monitoraggio indipendente e l'attuazione discriminatoria non abbiano fornito alcuna base per la riconciliazione politica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>chiede la liberazione piena e incondizionata di tutte le persone detenute arbitrariamente per motivi politici; insiste affinché tutti godano nuovamente dei loro pieni diritti civili e politici; sottolinea che la legge di amnistia non deve in alcun caso essere applicata per proteggere i responsabili di violazioni dei diritti umani, che devono essere chiamati a rispondere pienamente delle loro azioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>esorta il regime a porre immediatamente fine alla repressione e a riformare le principali istituzioni giudiziarie, di contrasto ed elettorali, in particolare chiudendo tutte le strutture utilizzate per la detenzione arbitraria, i maltrattamenti e la tortura; chiede la fine della persecuzione politica, la revoca incondizionata di tutte le restrizioni nei confronti dei prigionieri politici e la garanzia di un ritorno sicuro senza rappresaglie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ricorda che, in ogni caso, il diritto internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite, deve essere rispettato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>ribadisce con fermezza che, fino a quando non saranno compiuti passi significativi in vista di una transizione pacifica verso la democrazia guidata dal Venezuela, nel rispetto della sua sovranità, compresi il rilascio incondizionato di tutti i prigionieri politici, il ritiro e l'annullamento di tutte le accuse di matrice politica contro l'opposizione democratica al regime e l'istituzione di una tabella di marcia credibile verso elezioni libere ed eque, il Consiglio non dovrebbe revocare le sanzioni imposte alle persone responsabili di violazioni dei diritti umani; invita l'UE a fare tutto il possibile per conseguire tali risultati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>