<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF2" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0157</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Come assicurare un futuro sostenibile per il settore zootecnico dell'UE alla luce della necessità di garantire la sicurezza alimentare e la resilienza degli agricoltori e in considerazione delle sfide poste dalle malattie animali</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0088/2026 - Relatore: Carlo Fidanza)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 30 aprile 2026 su come assicurare un futuro sostenibile per il settore zootecnico dell'UE alla luce della necessità di garantire la sicurezza alimentare e la resilienza degli agricoltori e in considerazione delle sfide poste dalle malattie animali (2025/2053(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 38 e 39 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) che istituiscono la politica agricola comune (PAC) e i suoi obiettivi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell'ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga i regolamenti (UE) n. 1305/2013 e (UE) n. 1307/2013<FOOTNOTE><FIELD> GU L 435 del 6.12.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2115/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2116 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga il regolamento (UE) n. 1306/2013<FOOTNOTE><FIELD> GU L 435 del 6.12.2021, pag. 187, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2116/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2117 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, (UE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, (UE) n. 251/2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l'etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati e (UE) n. 228/2013 recante misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 435 del 6.12.2021, pag. 262, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2117/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1468 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, che modifica i regolamenti (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 per quanto riguarda le norme sulle buone condizioni agronomiche e ambientali, i regimi per il clima, l'ambiente e il benessere degli animali, la modifica dei piani strategici della PAC, la revisione dei piani strategici della PAC e le esenzioni da controlli e sanzioni<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1468, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1468/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/3012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2024, che istituisce un quadro di certificazione dell'Unione per gli assorbimenti permanenti di carbonio, la carboniocoltura e lo stoccaggio del carbonio nei prodotti<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/3012, 6.12.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/3012/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2025 dal titolo "Una visione per l'agricoltura e l'alimentazione – Realizzare insieme un settore agricolo e alimentare dell'UE attrattivo per le generazioni future" (COM(2025)0075),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione finale del dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura nell'UE dal titolo "A shared prospect for farming and food in Europe" (Una prospettiva comune per l'agricoltura e l'alimentazione in Europa), pubblicata il 4 settembre 2024<FOOTNOTE><FIELD> Dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura dell'UE, https://agriculture.ec.europa.eu/document/download/171329ff-0f50-4fa5-946f-aea11032172e_en?filename=strategic-dialogue-report-2024_en.pdf.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, relativo alle malattie animali trasmissibili e che modifica e abroga taluni atti in materia di sanità animale ("normativa in materia di sanità animale")<FOOTNOTE><FIELD> GU L 84 del 31.3.2016, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2016/429/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento di esecuzione (UE) 2020/2002 della Commissione, del 7 dicembre 2020, recante modalità di applicazione del regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la notifica nell'Unione e la comunicazione nell'Unione delle malattie elencate, i formati e le procedure per la presentazione e la comunicazione dei programmi di sorveglianza dell'Unione e dei programmi di eradicazione nonché per le domande di riconoscimento dello status di indenne da malattia, e il sistema informatico per il trattamento delle informazioni<FOOTNOTE><FIELD> GU L 412 dell'8.12.2020, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2020/2002/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento delegato (UE) 2020/689 della Commissione, del 17 dicembre 2019, che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie elencate ed emergenti<FOOTNOTE><FIELD> GU L 174 del 3.6.2020, pag. 211, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_del/2020/689/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002 (regolamento sui sottoprodotti di origine animale)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 300 del 14.11.2009, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2009/1069/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva 2003/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> GU L 325 del 12.12.2003, pag. 31, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2003/99/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento delegato (UE) 2020/687 della Commissione, del 17 dicembre 2019, che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme relative alla prevenzione e al controllo di determinate malattie elencate<FOOTNOTE><FIELD> GU L 174 del 3.6.2020, pag. 64, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_del/2020/687/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la direttiva 98/58/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, riguardante la protezione degli animali negli allevamenti<FOOTNOTE><FIELD> GU L 221 dell'8.8.1998, pag. 23, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/1998/58/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, il regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97<FOOTNOTE><FIELD> GU L 3 del 5.1.2005, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2005/1/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, e il regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali durante l'abbattimento<FOOTNOTE><FIELD> GU L 303 del 18.11.2009, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2009/1099/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2019/6 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, relativo ai medicinali veterinari e che abroga la direttiva 2001/82/CE<FOOTNOTE><FIELD> GU L 4 del 7.1.2019, pag. 43, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2019/6/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la raccomandazione del Consiglio, del 13 giugno 2023, sul potenziamento delle azioni dell'UE per combattere la resistenza antimicrobica con un approccio "One Health" (2023/C 220/01)<FOOTNOTE><FIELD> GU C 220 del 22.6.2023, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione di esecuzione (UE) 2020/1729 della Commissione, del 17 novembre 2020, relativa al monitoraggio e alle relazioni riguardanti la resistenza agli antimicrobici dei batteri zoonotici e commensali, che abroga la decisione di esecuzione 2013/652/UE<FOOTNOTE><FIELD> GU L 387 del 19.11.2020, pag. 8, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec_impl/2020/1729/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Linee guida sull'uso prudente degli antimicrobici in medicina veterinaria" (2015/C 299/04)<FOOTNOTE><FIELD> GU C 299 dell'11.9.2015, pag. 7.</FIELD></FOOTNOTE>, pubblicata l'11 settembre 2015,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le raccomandazioni della presidenza belga del Consiglio dell'UE a seguito della conferenza ministeriale sulle malattie animali tenutasi il 24 gennaio 2024, in cui si afferma che la biosicurezza e la vaccinazione dovrebbero diventare i pilastri di strategie alternative all'abbattimento di massa nella gestione delle epidemie infettive nelle aziende agricole,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 15 novembre 2011, dal titolo "Piano d'azione di lotta ai crescenti rischi di resistenza antimicrobica" (COM(2011)0748),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 ottobre 2023 sul ricambio generazionale nelle aziende agricole dell'UE del futuro<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/2658, 29.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2658/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 14 giugno 2023 "Garantire la sicurezza alimentare e la resilienza a lungo termine dell'agricoltura dell'UE"<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/483, 23.1.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/483/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2022 su una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: verso zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere entro il 2040<FOOTNOTE><FIELD> GU C 177 del 17.5.2023, pag. 35.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 24 novembre 2022 sulla protezione degli allevamenti di bestiame e dei grandi carnivori in Europa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 167 dell11.5.2023, pag. 77.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2022 sulla relazione di esecuzione sul benessere degli animali nelle aziende agricole<FOOTNOTE><FIELD> GU C 342 del 6.9.2022, pag. 45.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 20 gennaio 2022 al Consiglio e alla Commissione in seguito all'esame delle denunce di infrazione e di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione in relazione alla protezione degli animali durante il trasporto all'interno e all'esterno dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU C 336 del 2.9.2022, pag. 20.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione finale della sua commissione d'inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto, del 14 dicembre 2021, sull'esame delle denunce di infrazione e di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione in relazione alla protezione degli animali durante il trasporto all'interno e all'esterno dell'Unione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 10 febbraio 2021 sul nuovo piano d'azione per l'economia circolare<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 17.11.2021, pag. 11.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 ottobre 2023 intitolata "Strategia europea per le proteine"<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/2657, 29.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2657/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le norme dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH), stabilite nel codice sanitario per gli animali terrestri,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il rapporto 2023 dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) dal titolo "Contribution of Terrestrial animal source food to healthy diets for improved nutrition and health outcomes – An evidence and policy overview on the state of knowledge and gaps" (Contributo degli alimenti provenienti da animali terrestri a un'alimentazione sana per migliorare i risultati in materia di nutrizione e salute – Una panoramica dei fatti e strategica sullo stato delle conoscenze e delle lacune),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione n. 29 della WOAH dal titolo "Veterinary Vaccines and Vaccination: from science to action – reflections for change" (Vaccini veterinari e vaccinazione: dalla scienza all'azione – riflessioni per il cambiamento), adottata nel maggio 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione informativa del Comitato economico e sociale europeo (CESE) dal titolo "Benefici dell'allevamento estensivo e dei fertilizzanti organici nel contesto del Green Deal europeo", adottata l'8 dicembre 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A10-0088/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il settore zootecnico è da tempo un pilastro essenziale dell'agricoltura dell'UE, in particolare nelle zone rurali, e contribuisce in modo significativo e unico a una quota sostanziale dell'economia dell'UE; che il valore della produzione e dei prodotti zootecnici ammontava a 214,3 miliardi di EUR nel 2023, pari al 40 % della produzione agricola totale dell'UE nello stesso anno, e che la redditività e la sostenibilità della produzione vegetale dipendono dalla resilienza della produzione animale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la catena del valore dell'allevamento è lunga e complessa e coinvolge numerosi soggetti, estendendosi dai settori della selezione, dell'alimentazione e della salute degli animali fino agli allevatori e all'industria di trasformazione legata alla produzione animale (trasformazione del latte e della carne, mangimi, sottoprodotti di origine animale), ed è di fondamentale importanza nell'UE in termini di innovazione, fatturato e occupazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che prezzi equi per i prodotti animali e le catene del valore regionali possono garantire il reddito degli allevatori; che la catena del valore agricolo della produzione animale coinvolge un'ampia gamma di soggetti, estendendosi dai settori pre-raccolta quali la selezione, l'alimentazione e la salute degli animali fino agli allevatori e all'industria di trasformazione alimentare post-raccolta, ed è una catena del valore fondamentale nell'UE in termini di fatturato e occupazione, data la presenza di una partecipazione umana costante al processo di produzione, il che contribuisce in misura significativa alla sicurezza e alla sovranità alimentari e all'autonomia proteica dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che le strutture dei macelli locali possono apportare un contributo significativo al valore aggiunto regionale, accorciare le catene di approvvigionamento e ridurre le emissioni dovute al trasporto di prodotti a base di carne, dato che i macelli regionali possono soddisfare meglio le esigenze specifiche del mercato delle singole regioni e promuovere una produzione basata sulla domanda;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'allevamento di bestiame è di fondamentale importanza per molte regioni europee, la maggior parte delle quali sono a rischio di spopolamento; che il 58 % delle aziende agricole europee alleva animali; che le aziende zootecniche miste e specializzate rappresentano il 40,9 % delle aziende agricole europee, e che le aziende zootecniche europee danno lavoro a circa quattro milioni di persone (dipendenti e non); che negli ultimi 20 anni l'UE ha perso il 37 % dei suoi agricoltori e che il reddito di questi ultimi è diminuito del 12 % per ettaro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che in molte regioni dell'UE, come le zone montane, interne e rurali e molte delle regioni ultraperiferiche, la produzione zootecnica è l'unica attività economica redditizia e svolge un ruolo fondamentale nella stabilizzazione delle popolazioni, nel mantenimento della biodiversità, nella conservazione dei paesaggi tradizionali e nella promozione di altre attività economiche locali; che gli stanziamenti finanziari per il programma di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità (POSEI) devono essere adeguati per tenere conto del deprezzamento causato dall'inflazione affinché il programma possa svolgere il suo ruolo di sostegno agli agricoltori e agli allevatori delle regioni ultraperiferiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che tutto il settore zootecnico apporta benefici climatici e ambientali attraverso il sequestro del carbonio, la regolazione dei flussi idrici e il miglioramento della qualità dell'acqua, la protezione della biodiversità, la prevenzione degli incendi boschivi, la stabilizzazione della popolazione nelle zone rurali e il mantenimento di paesaggi diversificati e aperti, in particolare nelle zone svantaggiate e montane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che le specie monogastriche, come i suini e il pollame, producono meno emissioni di gas a effetto serra in ragione del loro indice di conversione alimentare efficiente e possono contribuire ulteriormente alla circolarità attraverso l'utilizzo di prodotti dei flussi di rifiuti nei loro mangimi, mentre il loro letame funge da fertilizzante naturale per la produzione vegetale; che l'efficienza climatica di diversi modelli europei di produzione zootecnica in termini di genetica, tecnologia, innovazione e conoscenza è di fondamentale importanza per la produzione mondiale e la sua sostenibilità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'UE è il secondo produttore mondiale di carne, dopo la Cina ma prima degli Stati Uniti, e che i sistemi di allevamento dell'UE contribuiscono in misura significativa all'economia e al commercio dell'UE e all'occupazione correlata e rispettano norme esemplari a livello mondiale in materia di benessere degli animali, efficienza e sostenibilità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la carne di maiale e di pollame rappresenta una quota significativa della carne prodotta nell'UE, e che essa svolge un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza alimentare, offrire ai consumatori europei prodotti a prezzi accessibili e contribuire al sostentamento di molti agricoltori; che migliorare la sostenibilità dei sistemi convenzionali permetterà di conseguire miglioramenti significativi in termini di sostenibilità, il che andrà a vantaggio di un'ampia base di consumatori, compresi quelli con redditi più bassi, garantendo che le proteine animali rimangano accessibili, anche sotto il profilo economico, a tutti i cittadini dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che nel 2023 l'UE contava 133 milioni di suini, 74 milioni di bovini, 58 milioni di ovini, 11 milioni di caprini e circa 1,63 miliardi di volatili da cortile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che nel 2023 l'UE ha prodotto 40,7 milioni di tonnellate di carne, comprendenti carni suine (50 %), pollame (32 %), carni bovine (15 %) e carni ovine e caprine (1 %);</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che l'UE è il maggiore produttore mondiale di latte vaccino, rappresentando oltre il 20 % dell'offerta mondiale di latte, e occupa una posizione di primo piano nel commercio internazionale di prodotti lattiero-caseari, con oltre il 30 % delle esportazioni mondiali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che le esportazioni nette dell'UE di prodotti animali sono più che triplicate dal 2000 e hanno raggiunto i 37,8 miliardi di EUR nel 2024 (esclusi gli scambi intracomunitari) in un contesto in cui si prevede che la domanda mondiale di carne, prodotti lattiero-caseari e uova aumenti del 25-50 % entro il 2050, secondo gli ultimi scenari della FAO<FOOTNOTE><FIELD> FAO, "The future of food and agriculture – Alternative pathways to 2050" (Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura – Percorsi alternativi per il 2050), https://www.fao.org/global-perspectives-studies/resources/detail/en/c/1157074/.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che nel 2023 l'UE ha importato quasi 900 000 tonnellate di carni di pollame, oltre 340 000 tonnellate di carni bovine e circa 150 000 tonnellate di carni ovine;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che i prodotti di origine animale con indicazioni geografiche (IG) rappresentano quasi il 20 % di tutte le IG dell'UE e apportano un significativo valore aggiunto alle economie rurali, rispecchiando non solo l'importanza economica, ma anche il valore culturale del patrimonio alimentare dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che la competitività non legata ai prezzi, comprese norme rigorose legate alla sicurezza, alla tracciabilità e alla qualità dei prodotti, è una caratteristica fondamentale della produzione zootecnica dell'UE, ma comporta costi e prezzi dei prodotti più elevati rispetto ai partner commerciali dell'UE; che il mantenimento di tali norme rigorose dell'UE in materia di ambiente, sicurezza alimentare e benessere degli animali incide sulla competitività internazionale del settore zootecnico dell'UE e richiede pertanto particolare attenzione durante la negoziazione e la conclusione di accordi commerciali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che gli allevatori devono far fronte a oneri legislativi, poiché il rispetto della legislazione comporta dei costi e le continue modifiche legislative generano incertezza quando si tratta di realizzare investimenti costosi; che un quadro legislativo stabile è una garanzia essenziale per gli agricoltori europei nei loro sforzi di prevedere, mantenere e aumentare il loro potenziale produttivo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che la politica di promozione agricola dell'UE svolge un ruolo fondamentale nell'aumentare la visibilità e la competitività dei prodotti agroalimentari europei di qualità, compresi i prodotti animali, sia nel mercato interno che in quello internazionale; che tale politica, così come le esportazioni verso i mercati chiave che essa sostiene, sono fattori importanti per migliorare le entrate degli agricoltori e consentire loro di investire ulteriormente nella modernizzazione delle loro aziende agricole;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che il numero di animali da allevamento, le dimensioni delle aziende e delle mandrie, il grado di specializzazione settoriale, l'intensità della produzione misurata in base al numero di unità di bestiame per ettaro e la percentuale di pascoli nella superficie agricola utilizzata (SAU) variano notevolmente da uno Stato membro all'altro e, all'interno degli Stati membri, da una regione all'altra;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che il settore zootecnico, in particolare le aziende agricole di piccole e medie dimensioni, si trova attualmente ad affrontare diverse sfide economiche, ambientali e sociali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che le popolazioni di bestiame si sono ridotte nell'ultimo decennio e che le statistiche di Eurostat mostrano un calo, nel periodo 2014-2024, dell'8,1 % per i suini, dell'8,7 % per i bovini, in particolare negli ultimi quattro anni, del 9,4 % per gli ovini e del 16,3 % per i caprini; che l'unica eccezione riguarda il settore avicolo, nel quale le popolazioni sono aumentate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che, nella sua visione per l'agricoltura e l'alimentazione, la Commissione sottolinea la necessità di una visione a lungo termine per il settore zootecnico e ha avviato un filone di lavoro sull'allevamento che esamina i possibili percorsi strategici per un settore zootecnico competitivo e sostenibile nell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che i prodotti di origine animale, se consumati secondo le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità, contribuiscono a una dieta equilibrata e nutriente fornendo una fonte stabile di nutrienti essenziali, quali proteine, vitamine e minerali di alta qualità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che nei prossimi 30 anni si prevede una crescita del consumo mondiale di proteine animali che, unitamente a un aumento della popolazione mondiale, determinerà un incremento significativo dei livelli di domanda; che la produzione zootecnica dell'UE, in quanto fonte essenziale di proteine di alta qualità prodotte localmente, dovrebbe essere riconosciuta come un pilastro strategico per rafforzare la sovranità proteica dell'UE, contribuendo alla resilienza economica, all'autonomia strategica e alla responsabilità sociale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che è essenziale che l'UE, che è tra i produttori di proteine animali più efficienti in termini di emissioni di gas a effetto serra, preservi la sua capacità di produrre proteine animali in modo sostenibile, in quanto un calo della produzione interna o il suo spostamento verso regioni con sistemi meno efficienti porterebbe probabilmente a un aumento delle emissioni di gas a effetto serra a livello mondiale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che, secondo la Commissione, l'UE è autosufficiente solo per il 75 % delle fonti di proteine grezze e continua a dipendere dalle importazioni per oltre il 70 % del suo fabbisogno di proteine vegetali, come la farina di soia e altri prodotti a base di semi oleosi, il che espone il settore agricolo europeo a vulnerabilità significative, tra cui instabilità geopolitica, restrizioni commerciali e perturbazioni nella catena di approvvigionamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che il numero di allevatori nell'UE sta diminuendo rapidamente a causa di difficoltà economiche, in particolare legate alla limitata redditività, nonché alla mancanza di attrattiva del settore, alle sfide comportate dalla diffusione di malattie a trasmissione vettoriale e di altre malattie animali e alla grave mancanza di ricambio generazionale; che l'UE si trova ad affrontare una carenza di veterinari specializzati in animali da allevamento; che l'abbandono della produzione zootecnica da parte degli allevatori è spesso legato anche alla concentrazione della produzione in aziende agricole di grandi dimensioni e alle pressioni dei vicini non coinvolti nel settore agricolo, comprese le loro proteste per i "disturbi" inerenti all'allevamento e alla produzione agricola, come gli odori, il rumore e la polvere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che, a tale proposito, è essenziale migliorare l'attrattiva del settore attraverso il sostegno al reddito, una burocrazia semplificata, incentivi mirati e migliori condizioni di vita nelle zone rurali al fine di garantire la vitalità dell'allevamento di bestiame e la coesione territoriale dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che una delle principali sfide che il settore zootecnico europeo si trova ad affrontare è la mancanza di integrazione di giovani e di nuovi allevatori, nonché la carenza di manodopera; che, pertanto, è necessario agevolare l'avviamento e la ripresa di aziende agricole offrendo un sostegno mirato per l'avviamento, contrastando nel contempo l'eccessivo indebitamento degli allevatori; che il reddito generato dall'agricoltura non è sufficiente ad attrarre manodopera qualificata nel settore;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che il numero di donne che lavora nel settore zootecnico dell'UE è il più elevato mai registrato, che la partecipazione attiva delle donne dovrebbe essere sostenuta e promossa e che il loro contributo dovrebbe essere meglio riconosciuto;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che le cooperative agroalimentari sono imprese formate da allevatori che decidono di unire le forze per vendere i loro prodotti insieme, realizzare investimenti congiunti che generano più valore per i loro membri e offrire servizi e finanziamenti che sarebbero altrimenti molto difficili da ottenere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AG.</NO.P>considerando che la quota dei pagamenti diretti e delle sovvenzioni totali, compreso il sostegno agli investimenti, rappresenta una parte considerevole del reddito agricolo netto per l'allevamento e l'agricoltura mista, il che ne mette in evidenza il ruolo essenziale; che il sostegno della PAC non è sufficiente per arrestare il calo della produzione e del numero di agricoltori e per attrarre i giovani verso l'allevamento, e che, pertanto, è importante integrare il reddito degli agricoltori derivante dal mercato e dal sostegno pubblico attraverso la diversificazione, come l'agriturismo, e strumenti di gestione del rischio, al fine di accrescerne la competitività, la redditività e la resilienza a lungo termine;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AH.</NO.P>considerando che, benché il prezzo resti il principale fattore che influenza le decisioni di acquisto, si prevede che le preoccupazioni in materia di sostenibilità e salute assumeranno un ruolo più importante e che ciò definirà i modelli di produzione e di consumo della carne e dei prodotti lattiero-caseari nell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AI.</NO.P>considerando che il benessere degli animali è fondamentale per il futuro del settore zootecnico, che deve evolvere per migliorare le condizioni di vita degli animali da allevamento; che le aspettative dei consumatori in materia di benessere degli animali e un cambio di atteggiamento nei confronti dei sistemi di stabulazione ravvicinata dovrebbero incentivare l'aumento degli investimenti necessari a garantire agli animali migliori condizioni ambientali, purché eventuali requisiti supplementari si basino su prove scientifiche e siano accompagnati da un'adeguata remunerazione per i costi aggiuntivi sostenuti e da incentivi economici appropriati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AJ.</NO.P>considerando che l'UE dispone delle norme più ambiziose al mondo in materia di benessere degli animali, il che rispecchia il suo impegno a favore di una produzione più etica e sostenibile; che il concetto di benessere degli animali dovrebbe essere interpretato e applicato in modo adeguato alle circostanze reali dei sistemi di produzione e alle condizioni agroclimatiche, socioeconomiche e territoriali degli Stati membri e delle regioni, che possono variare notevolmente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AK.</NO.P>considerando che le richieste di mitigare l'impatto dell'allevamento sull'ambiente, in particolare le emissioni di gas a effetto serra, di migliorare il benessere degli animali e di passare a una produzione meno intensiva non dovrebbero determinare una riduzione della produzione alimentare e dovrebbero garantire livelli di produzione stabili e un buon reddito per gli agricoltori, dal momento che l'aumento globale previsto del consumo di proteine animali rappresenta un'opportunità per l'UE di posizionarsi come leader mondiale nell'agricoltura rispettosa del clima e degli animali esportando conoscenze, tecnologie e migliori pratiche nei paesi partner;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AL.</NO.P>considerando che l'allevamento di bestiame, principalmente di ruminanti, è l'unico modo praticabile per utilizzare alcuni terreni agricoli, in particolare i prati permanenti, per la produzione alimentare e per accrescere la sicurezza alimentare; che la transizione dell'UE verso modelli agricoli sostenibili promuoverà la ricerca, l'innovazione, gli investimenti e l'occupazione sia all'interno che all'esterno dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AM.</NO.P>considerando che è molto importante integrare meglio l'economia circolare nella bioeconomia emergente, ottimizzando l'utilizzo di materie prime e prodotti secondari per generare sottoprodotti e sfruttare le fonti energetiche rinnovabili come il biogas, nonché rafforzando l'autonomia energetica dell'UE; che tali misure, che non dovrebbero comportare un aumento degli oneri amministrativi per le aziende agricole, genereranno fonti di reddito supplementari per gli agricoltori e creeranno nuove opportunità di lavoro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AN.</NO.P>considerando che l'allevamento di bestiame è una componente essenziale dell'economia circolare, al servizio della sicurezza alimentare e delle transizioni energetica ed ecologica dell'Europa; che i sistemi zootecnici europei, che dipendono fortemente dalle importazioni di fertilizzanti e foraggio da paesi terzi, devono beneficiare di incentivi che consentano loro, senza compromettere l'obiettivo principale della produzione di carne, di fornire una gamma complementare di prodotti e servizi che comportino un reddito supplementare per gli agricoltori, compresa la produzione di energia rinnovabile come il biogas e il biometano, di fertilizzanti organici e di valore, di servizi ecosistemici connessi all'allevamento di bestiame e di prodotti di base per l'industria in generale, in linea con la strategia dell'UE per la bioeconomia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AO.</NO.P>considerando che la diversità dei sistemi agricoli europei costituisce una risorsa strategica e offre un enorme potenziale per le transizioni energetica ed ecologica dell'UE; che l'allevamento può svolgere un ruolo chiave nel conseguimento degli obiettivi climatici dell'UE e nella decarbonizzazione del mix energetico europeo, in particolare attraverso l'uso di effluenti di allevamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AP.</NO.P>considerando che il letame prodotto dalle aziende zootecniche contribuisce alla fertilità del suolo fornendo sostanza organica e nutrienti essenziali e può inoltre essere convertito in biogas attraverso impianti di metanizzazione, anche a livello di azienda agricola, sostituendo le fonti energetiche fossili e riducendo la dipendenza dalle stesse, nonché la dipendenza dell'UE dai fertilizzanti importati da paesi terzi; che, al di là della produzione di energia rinnovabile, il processo di metanizzazione produce anche digestato, un sottoprodotto utilizzato dagli agricoltori come fertilizzante naturale, che può essere convertito in prodotti RENURE, entrambi usi che promuovono un'economia circolare nel settore zootecnico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AQ.</NO.P>considerando che l'evoluzione dei modelli di consumo, in un contesto di difficile situazione di mercato, rende necessario agire rapidamente per garantire la protezione a livello dell'UE delle denominazioni utilizzate per designare alimenti di origine animale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AR.</NO.P>considerando che in molte parti d'Europa alcuni grandi predatori, in particolare lupi e orsi, stanno espandendo il loro territorio o ricolonizzando alcune zone, il che li mette in conflitto con le attività umane, in particolare con il pascolo estensivo di ovini e bovini; che i pastori e altri allevatori sostengono costi significativi a causa della predazione del loro bestiame, come ad esempio costi per le misure preventive, la sostituzione degli animali persi, le cure veterinarie aggiuntive e le perdite dovute agli aborti; che vi è una grande disparità tra gli Stati membri e le regioni in termini di misure di sostegno agli allevatori, che in alcuni casi sono del tutto assenti, e di fondi pubblici messi a disposizione per il risarcimento e l'adattamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AS.</NO.P>considerando che le malattie animali, in particolare le malattie trasmissibili e quelle trasmissibili all'uomo ("zoonosi"), possono causare gravi danni sociali, economici e ambientali e, in alcuni casi, costituire una minaccia per la salute umana;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AT.</NO.P>considerando che tutti i punti della filiera convergono in un unico macello e che le strutture regionali dei macelli possono pertanto contribuire positivamente alla tracciabilità, alla prevenzione delle malattie e al benessere degli animali; che è pertanto necessario sostenere, attraverso la PAC e altri fondi, la creazione e lo sviluppo di macelli nell'ottica di stimolare l'economia locale, creare posti di lavoro e rafforzare le filiere corte;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AU.</NO.P>considerando che è probabile che i cambiamenti climatici influenzino la comparsa di nuove malattie animali, la prevalenza delle malattie esistenti e la loro distribuzione geografica, segnatamente per quanto riguarda le malattie a trasmissione vettoriale, come la febbre catarrale degli ovini e l'infezione da virus del Nilo occidentale, evidenziando la necessità di strategie veterinarie preventive; che tale situazione è aggravata dalla carenza di veterinari del bestiame, che ha implicazioni per le cure veterinarie preventive, l'individuazione precoce e il controllo rapido delle malattie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AV.</NO.P>considerando che la vulnerabilità dei sistemi di allevamento nell'UE è stata messa in luce dai recenti focolai di malattie animali e dall'aumento dell'incidenza di malattie quali la tubercolosi bovina, la peste suina africana, la dermatite nodulare contagiosa, la febbre catarrale degli ovini, l'influenza aviaria, l'afta epizootica, la malattia emorragica epizootica e la rinotracheite infettiva bovina, unitamente alla diminuzione del numero di veterinari specializzati negli animali da allevamento, senza i quali è impossibile combattere le malattie animali e garantire il benessere degli animali; che tale vulnerabilità si è manifestata con effetti devastanti sui livelli di produzione, con ripercussioni sulla salute mentale degli agricoltori dovute allo stress, all'ansia e alla tensione emotiva;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AW.</NO.P>considerando che la prevenzione delle malattie animali attraverso la vaccinazione, ove disponibile, è in alcuni casi essenziale per evitare misure di controllo drastiche ma inevitabili, come l'abbattimento di massa; che il finanziamento di misure volte a prevenire, controllare ed eradicare talune malattie animali nell'ambito del programma per il mercato unico è insufficiente per aiutare gli agricoltori e gli Stati membri a gestire nuove malattie animali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AX.</NO.P>considerando che le minacce poste dalle malattie animali sono di grande importanza per il commercio internazionale di animali e di prodotti di origine animale dell'UE e rendono necessario che i partner commerciali dell'UE riconoscano il regime di regionalizzazione dell'UE, istituito in linea con le norme della WOAH e i principi dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) per controllare le malattie e/o mantenere la sicurezza del commercio mediante la limitazione degli scambi dalle zone colpite dalle malattie, evitando nel contempo inutili ostacoli e perturbazioni degli scambi di merci provenienti da zone non colpite;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AY.</NO.P>considerando che, pur essendo uno strumento efficace per prevenire la diffusione di malattie animali, la vaccinazione viene utilizzata come strumento per limitare gli scambi commerciali tra gli Stati membri dell'UE e i paesi terzi, anziché per facilitarli;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AZ.</NO.P>considerando che l'approccio olistico dell'UE al controllo delle malattie animali è costituito da diverse componenti, ossia le misure di controllo specifiche in vigore per la sorveglianza di ciascuna malattia, il contributo finanziario dell'UE, il sistema di notifica, la squadra di emergenza dell'UE, il sistema di tracciabilità e i laboratori di riferimento dell'UE per determinate malattie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BA.</NO.P>considerando che la resistenza antimicrobica, una questione "One Health" che riguarda la salute umana, la salute animale, la salute delle piante e l'ambiente, è una delle tre principali minacce prioritarie per la salute individuate dalla Commissione nel luglio 2022 e ha un forte impatto socioeconomico sul settore agricolo, in quanto comporta un aumento della morbilità e della mortalità negli animali e mette in pericolo la loro salute e il loro benessere nonché, di conseguenza, la loro produttività; che la PAC e altri programmi dell'UE dovrebbero sostenere il miglioramento della biosicurezza nelle aziende zootecniche, la promozione della vaccinazione preventiva, la formazione e il supporto tecnico per gli allevatori nonché la ricerca e lo sviluppo di alternative efficaci e accessibili all'uso di antimicrobici negli animali d'allevamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BB.</NO.P>considerando che la prima relazione annuale di sorveglianza sulle vendite e l'uso degli antimicrobici nell'ambito della medicina veterinaria in Europa (ESUAvet 2023)<FOOTNOTE><FIELD> Agenzia europea per i medicinali, "European sales and use of antimicrobials for veterinary medicine" (Vendite e uso degli antimicrobici nell'ambito della medicina veterinaria in Europa), 31 marzo 2025, https://www.ema.europa.eu/en/documents/report/european-sales-use-antimicrobials-veterinary-medicine-annual-surveillance-report-2023_en.pdf.</FIELD></FOOTNOTE> indica che circa la metà dell'obiettivo di riduzione del 50 % delle vendite di antimicrobici fissato per il 2030 era già stata raggiunta nel 2023, ma avverte che tali sviluppi positivi potrebbero essere compromessi da un aumento delle malattie animali e dall'assenza di un approccio coordinato dell'UE alla vaccinazione, al monitoraggio precoce, alla biosicurezza e alla prevenzione e preparazione generali alle malattie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BC.</NO.P>considerando che la normativa dell'UE in materia di sanità animale stabilisce un quadro giuridico per armonizzare in tutto il settore le norme applicabili agli scambi intra-UE, all'ingresso nell'UE di animali e prodotti, all'eradicazione delle malattie, ai controlli veterinari, alla notifica delle malattie e al sostegno finanziario in relazione alle diverse specie animali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BD.</NO.P>considerando che la legislazione vigente in materia di malattie animali trasmissibili comprende una serie completa di disposizioni relative alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia e impone agli Stati membri di redigere e mantenere aggiornato un elenco dei loro territori o delle loro zone aventi lo status di indenne da malattia, nonché delle loro regioni aventi tale status, conformemente alla legislazione vigente in materia di medicinali veterinari, che consente l'autorizzazione di vaccini e di altri prodotti zoosanitari; che tali disposizioni costituiscono il fulcro della prevenzione e della gestione delle malattie animali nell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BE.</NO.P>considerando che le misure di prevenzione e di controllo per ciascuna malattia animale dovrebbero essere adattate al relativo profilo epidemiologico, alle relative conseguenze e alla relativa distribuzione geografica all'interno dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BF.</NO.P>considerando che la diagnosi precoce e una catena chiara di notifica e di comunicazione delle malattie sono fondamentali per un controllo efficace; che gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché all'autorità competente sia immediatamente notificato qualsiasi sospetto o conferma di un focolaio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>BG.</NO.P>considerando che è di fondamentale importanza garantire condizioni uniformi per la notifica e la comunicazione delle malattie nell'UE al fine di mantenere parità di condizioni tra gli Stati membri ed evitare distorsioni della concorrenza; che alla Commissione è conferito il potere di stabilire un elenco delle malattie soggette a notifica e comunicazione nell'UE, nonché le procedure e il formato necessari per la notifica e la comunicazione delle malattie attraverso il sistema d'informazione sulle malattie animali (ADIS);</P></CONS><CONS><P><NO.P>BH.</NO.P>considerando che nel 2012 il numero di grandi carnivori nell'Europa continentale era stimato a 9 000 linci, 17 000 orsi bruni, 1 250 ghiottoni e 12 000 lupi; che non esiste una stima uniforme e aggiornata a livello dell'UE del numero di grandi carnivori;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Osservazioni generali</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>accoglie con favore e sostiene l'iniziativa della Commissione, presentata nella sua "Visione per l'agricoltura e l'alimentazione", di istituire un filone di intervento nel settore zootecnico per individuare ed elaborare percorsi strategici adeguati a sostegno dell'allevamento di bestiame e della competitività del settore attraverso soluzioni mirate e territoriali piuttosto che attraverso una politica universale, tenendo conto, oltre che della sicurezza alimentare, della resilienza e della gestione delle malattie animali, anche degli aspetti legati alla protezione del clima, della natura e degli animali; sottolinea che la diversità della produzione zootecnica, le esigenze delle specie e le disparità tra le condizioni locali richiedono soluzioni adattate a livello nazionale, regionale o subregionale; invita la Commissione ad adottare misure specifiche per quanto riguarda l'allevamento di bestiame nelle zone montane, remote e svantaggiate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esprime preoccupazione per le iniziative o proposte legislative che, attraverso misure dirette o indirette, disincentivano l'allevamento di bestiame; insiste sul fatto che il settore zootecnico non dovrebbe essere soggetto a un regime normativo concepito per le industrie pesanti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita la Commissione, sulla base dei lavori del filone di intervento dell'UE sull'allevamento, a istituire un gruppo ad alto livello sull'allevamento, sul modello del gruppo ad alto livello sulla politica vitivinicola, che coinvolga tutti i portatori di interessi pertinenti, tra cui gli agricoltori, i rappresentanti degli Stati membri del settore zootecnico, del mondo accademico e della professione veterinaria, le associazioni rappresentative e le organizzazioni pertinenti in materia di salute degli animali, i rappresentanti dell'industria e quelli delle autorità locali; sottolinea che la composizione di tale gruppo dovrebbe rispecchiare la pluralità dei territori dell'UE garantendo una rappresentanza equilibrata delle diverse circostanze regionali, comprese le zone con un'elevata densità di bestiame;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ritiene che, riunendo gli Stati membri e i portatori di interessi, tale gruppo ad alto livello dovrebbe riflettere sulle sfide cui deve far fronte il settore zootecnico e fornire soluzioni concrete e sociali, basate in particolare sulla ricerca condotta in questo ambito; chiede un dialogo aperto e costruttivo tra tutti i portatori di interessi per incoraggiare la collaborazione, sviluppare soluzioni pratiche e garantire una comunicazione basata sui fatti in materia di allevamento; ritiene che tali soluzioni dovrebbero riguardare, in particolare, la delocalizzazione della produzione al di fuori dell'Europa, il ricambio generazionale e la promozione di investimenti volti a promuovere la competitività dell'allevamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che le sfide specifiche che interessano il settore zootecnico richiedono una risposta politica coordinata e multidimensionale che, evitando compromessi tra tali sfide, rifletta pienamente l'importanza economica, ambientale e sociale dell'allevamento di bestiame nell'UE e nelle sue zone rurali; ritiene inoltre che tale risposta politica dovrebbe anche tenere conto del contributo del settore alla coesione rurale, alla sicurezza alimentare, alla gestione sostenibile del territorio, al benessere degli animali e all'approvvigionamento di proteine animali sul mercato dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>invita la Commissione a fornire un quadro stabile e prevedibile per gli agricoltori limitando gli oneri normativi superflui e semplificando le norme in materia di allevamento, in particolare per le aziende agricole di piccole dimensioni e a conduzione familiare, facilitando in tal modo le loro attività e sostenendo lo sviluppo del settore; sottolinea la necessità di valutare l'impatto cumulativo della legislazione dell'UE e di evitare l'incertezza giuridica e gli oneri amministrativi derivanti dal diritto dell'UE e dalla sovraregolamentazione nazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sottolinea che il miglioramento della sostenibilità sociale, economica e ambientale dell'allevamento di bestiame dipende da una visione a lungo termine che tenga conto di una serie ampia e interconnessa di fattori, tra cui la competitività dei prezzi e quella non legata ai prezzi, la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e ai relativi eventi meteorologici estremi, nonché le malattie animali; ritiene che altri fattori altamente rilevanti includano l'inquinamento da nutrienti, lo sviluppo e la fornitura di servizi ecosistemici remunerati, il sostegno mirato agli investimenti, la promozione del benessere degli animali, gli incentivi all'innovazione e alla digitalizzazione, il ricambio generazionale, l'accesso a servizi di sostegno e consulenza e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli allevatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sottolinea che gli allevatori hanno il maggiore interesse a garantire il buono stato di salute e il benessere dei loro animali, in quanto ciò costituisce un imperativo sia etico che economico; sottolinea che il benessere degli animali nelle aziende agricole è anche collegato alla competenza del rispettivo allevatore; sottolinea a tale riguardo l'importanza della formazione e dei corsi di aggiornamento periodici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>sottolinea che la varietà delle razze di bestiame allevate e la diversità dei sistemi di allevamento europei, dall'allevamento all'aperto, che spesso coinvolge pascoli di elevato valore ambientale nonché specie e razze di animali da allevamento a rischio, alle grandi aziende agricole specializzate e altamente efficienti, ai sistemi agro-zootecnici, all'agricoltura e al pascolo rigenerativi e biologici, alla transumanza stagionale, alla silvopastorizia fino all'allevamento su piccola scala per uso personale, consentono alle aziende agricole di fornire una serie di beni e servizi complementari, migliorando in tal modo la resilienza dell'intero settore zootecnico e soddisfacendo al contempo un'ampia gamma di richieste dei consumatori; invita la Commissione a promuovere e consentire la diversità dei sistemi di produzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza nell'attribuzione e nell'utilizzo dei fondi dell'UE assegnati alle organizzazioni non governative (ONG) al fine di prevenire qualsiasi rischio di uso improprio o di influenza indebita sulle politiche dell'UE; invita la Commissione a istituire un registro pubblico che specifichi l'importo e lo scopo dei finanziamenti ricevuti dalle ONG; esprime preoccupazione per l'assegnazione di fondi, in particolare attraverso il programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE), alle ONG che esercitano attività di lobbying sulle istituzioni dell'UE, nello specifico in materia di benessere degli animali, rischiando così di violare i principi di separazione dei poteri e di leale cooperazione; invita la Commissione a interrompere il finanziamento delle ONG che svolgono attività di lobbying mirate e trasmettono un'immagine fuorviante, militante e ideologica dell'allevamento in Europa; chiede inoltre alla Commissione di garantire che tutti i beneficiari di fondi consolidati rendano pubbliche le loro riunioni con i rappresentanti delle istituzioni dell'UE quando mirano a influenzare le politiche dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sostenibilità economica e sicurezza alimentare</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>rileva che mantenere un settore zootecnico fiorente, sostenibile e resiliente nell'UE apporterà benefici alla sicurezza alimentare globale, rafforzerà la sovranità alimentare e la crescita economica dell'UE e contribuirà a regimi alimentari europei equilibrati e diversificati attraverso il consumo di prodotti di origine animale di elevata qualità nutrizionale che rappresentano una fonte unica di diversi micronutrienti e composti bioattivi, il cui valore nutrizionale non può essere adeguatamente sostituito da alternative vegetali o artificiali e dovrebbe essere riconosciuto nella redazione di linee guida dietetiche basate su evidenze scientifiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>osserva che il rapporto 2023 della FAO dal titolo "Contribution of terrestrial animal source foods to healthy diets for improved nutrition and health outcomes" (Contributo degli alimenti provenienti da animali terrestri a un'alimentazione sana per migliorare i risultati in materia di nutrizione e salute) sottolinea il ruolo degli alimenti di origine animale nel fornire proteine di alta qualità e micronutrienti essenziali, di cui potrebbero essere carenti i regimi alimentari a base vegetale; sottolinea che tali alimenti sono essenziali per i bambini, gli adolescenti, le donne durante la gravidanza e l'allattamento, le donne in età riproduttiva, gli anziani nonché le persone affette da malattie croniche, e che potrebbe essere difficile sostituirli con alternative di origine vegetale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>insiste sull'importanza dell'allevamento per le catene del valore regionali e i mercati locali; invita la Commissione a preparare una valutazione d'impatto per individuare le conseguenze sociali ed economiche dell'ulteriore smantellamento della rete di macelli regionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>chiede un approccio equilibrato che riconosca il ruolo essenziale dei prodotti di origine animale nella nutrizione mondiale, tenendo conto dell'importanza di tale produzione per il reddito e la stabilità economica degli allevatori; ricorda che l'allevamento svolge un ruolo importante nell'economia circolare e nella valorizzazione dei flussi di rifiuti provenienti dall'industria alimentare, nonché in molteplici settori quali il tessile, l'abbigliamento, le calzature, la pelletteria, l'edilizia, i cosmetici e i prodotti farmaceutici; sottolinea la necessità di affrontare, nel contempo, i diversi impatti dei sistemi di produzione sull'ambiente, sul clima e sul benessere degli animali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea la necessità di continuare a garantire la sicurezza alimentare in Europa riducendo al minimo l'impatto ambientale, una sfida da affrontare adottando approcci trasparenti e basati su dati scientifici e attraverso l'innovazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sottolinea che il miglioramento della produttività, della resilienza, dell'efficienza e della sostenibilità nel settore zootecnico dell'UE è essenziale per un maggiore approvvigionamento interno di proteine di alta qualità che risponda alle esigenze dei consumatori dell'UE, nonché per rafforzare la sicurezza alimentare, in particolare nel contesto della volatilità dei mercato globali, delle tensioni geopolitiche e del previsto aumento della domanda mondiale di proteine animali nei prossimi 30 anni; osserva che l'UE rimane fortemente dipendente dalle importazioni di proteine vegetali destinate all'alimentazione animale da un numero limitato di partner, il che compromette la sovranità proteica e rende il sistema alimentare vulnerabile alle fluttuazioni del mercato globale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>sottolinea che una produzione di proteine sostenibile, diversificata e interna è essenziale per garantire alimenti e mangimi sufficienti, sicuri e di alta qualità; evidenzia che il settore delle proteine animali può sostenere tale produzione utilizzando gli effluenti di allevamento come fertilizzanti naturali e recuperando sottoprodotti vegetali per i mangimi e flussi di rifiuti alimentari al fine di promuovere un sistema più integrato, circolare e sostenibile; si compiace che la Commissione abbia annunciato, nella sua visione per l'agricoltura e l'alimentazione, l'elaborazione di un piano globale al fine di creare un sistema dell'UE per le proteine più autosufficiente e sostenibile, che affronterà le questioni della produzione, delle importazioni e del consumo di proteine nell'UE per garantire la resilienza a lungo termine del sistema agroalimentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena del valore agroalimentare, anche attraverso cooperative, organizzazioni di produttori e associazioni, e invita la Commissione e gli Stati membri a esaminare meccanismi volti a garantire che i prezzi pagati agli agricoltori coprano almeno i loro costi di produzione; ricorda che offrire agli allevatori redditi dignitosi, equi e più stabili, migliori condizioni di lavoro, riconoscimento sociale, un più agevole accesso al credito e finanziamenti sostenibili per la ricerca e gli investimenti nella qualità del bestiame è fondamentale per garantire la sostenibilità economica del settore, valorizzare adeguatamente il ruolo degli agricoltori nel garantire l'approvvigionamento alimentare dell'UE e attrarre le generazioni più giovani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>pone l'accento sul fatto che l'instabilità dei prezzi, gli elevati costi di produzione, l'eccessiva burocrazia e il mancato riconoscimento della professione da parte della società hanno contribuito all'abbandono dell'agricoltura e all'invecchiamento del settore; sottolinea che le piccole e medie aziende agricole devono già rispettare una serie di requisiti i cui effetti non riflettono un rapporto costi-benefici ragionevole; ribadisce pertanto la necessità di strumenti efficaci per sostenere il reddito, ridurre la burocrazia, semplificare la legislazione vigente e migliorare il riconoscimento del lavoro agricolo nella società, quali elementi chiave per garantire la redditività a lungo termine dell'allevamento di bestiame nell'Unione europea; invita la Commissione a sostenere il settore zootecnico e a procedere all'adozione della sua strategia per l'allevamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>sottolinea che gli investimenti in nuove installazioni di allevamento e la ristrutturazione di quelle già esistenti comportano costi significativi e devono essere pianificati e realizzati a lungo termine; avverte che la revisione della legislazione in materia di benessere degli animali potrebbe comportare la perdita delle autorizzazioni relative alle installazioni di allevamento e imporre quindi ricostruzioni costose anni prima del termine della loro vita utile prevista; invita la Commissione a promuovere e incentivare, nei limiti delle sue possibilità, le buone pratiche in materia di autorizzazioni tra gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>sottolinea che l'allevamento sostenibile, in particolare nelle piccole e medie aziende agricole, è fondamentale per la vitalità socioeconomica delle zone rurali, in particolare delle zone montane, delle zone ad alta densità di bestiame e delle zone svantaggiate come i prati permanenti, le torbiere e i prati, dove è spesso l'attività economica principale o addirittura l'unica praticabile, e sostiene la produzione, la crescita economica e la cura del paesaggio; evidenzia che l'allevamento di bestiame non solo crea occupazione rurale e aiuta a evitare lo spopolamento, ma contribuisce anche alla gestione attiva del territorio, alla prevenzione degli incendi, alla conservazione della biodiversità e alla conservazione del patrimonio culturale e paesaggistico; pone l'accento sul fatto che, in molte regioni, esso svolge un ruolo insostituibile nella coesione territoriale e nel mantenere in vita le comunità; sottolinea che il pascolo estensivo rappresenta un modo efficace per ricompensare gli agricoltori per i servizi ecosistemici che forniscono;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>invita la Commissione ad avviare un piano che promuova le nuove tecnologie, l'innovazione dei mangimi e il miglioramento genetico delle mandrie, a rafforzare gli investimenti in attività pubbliche e private di ricerca in materia di selezione e genetica animale, ad agevolare la diffusione di buone pratiche anziché imporre misure di ristrutturazione numerica del patrimonio zootecnico su vasta scala che ridurrebbero e metterebbero a repentaglio la sovranità e la sicurezza alimentari europee, e a ottimizzare la produzione e l'efficienza; sottolinea che la selezione animale rappresenta uno strumento importante per migliorare la produttività, l'efficienza e la salute degli animali; sottolinea che l'UE è leader nella ricerca e nell'innovazione in materia di selezione e genetica animale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>chiede un piano per la protezione del pool genetico di diverse razze tradizionali a rischio di estinzione e per la promozione delle razze locali e delle razze rustiche, che meglio si adattano al rispettivo clima, e la diffusione di buone pratiche; sottolinea la necessità di mantenere gli aiuti a norma dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2022/2472<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2022/2472 della Commissione, del 14 dicembre 2022, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali (GU L 327 del 21.12.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2472/oj).</FIELD></FOOTNOTE> della Commissione per sostenere il progresso genetico nella produzione zootecnica; sottolinea l'urgente necessità di favorire la ricerca, l'innovazione e l'adozione di pratiche basate su dati concreti che migliorino la sostenibilità zootecnica nelle dimensioni ambientale, sociale ed economica, anche attraverso investimenti mirati nella ricerca genetica, nel rendimento nutritivo e nella selezione di caratteri produttivi duraturi, e la necessità di stimolare e finanziare la ricerca e l'innovazione nelle zone ad alta densità di bestiame per ridurre l'impatto ambientale, promuovendo nel contempo elevati standard di benessere degli animali e favorendo filiere zootecniche integrate e resilienti; osserva che il miglioramento genetico con una buona gestione e l'innovazione possono ridurre le emissioni e fornire un'alternativa sostenibile a una brusca ristrutturazione che minaccia la redditività delle aziende agricole e la sovranità alimentare dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>prende atto che la visione della Commissione per l'agricoltura e l'alimentazione sottolinea che la PAC rimane essenziale per sostenere il reddito degli agricoltori e che i pagamenti diretti della PAC continuano a svolgere un ruolo cruciale nel sostenere e stabilizzare il reddito agricolo a livello di azienda agricola; sottolinea l'importanza di salvaguardare il sostegno diretto al reddito e tutti i programmi attualmente finanziati dalla PAC, in quanto il settore zootecnico e quello dell'agricoltura mista sono i principali beneficiari della PAC attuale nell'ambito del primo pilastro (pagamenti diretti, pagamenti accoppiati per bovini, ovini e caprini) e del secondo pilastro, in particolare attraverso il sostegno agli investimenti, i pagamenti per i vincoli naturali o altri vincoli territoriali specifici e gli impegni agro-climatico-ambientali; osserva che la redditività economica e l'insufficiente ricambio generazionale rappresentano una sfida per molte aziende, che richiede un'attenzione particolare e sovvenzioni legate alla produzione, e sottolinea l'importanza dei pagamenti accoppiati agli agricoltori attivi; chiede un bilancio specifico e solido per la PAC nel prossimo quadro finanziario pluriennale e osserva che tale bilancio deve essere separato e mantenuto almeno al livello dell'attuale bilancio della PAC in termini reali, tenendo conto nel contempo dell'inflazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea il ruolo chiave svolto dalle cooperative, in considerazione della natura deperibile dei prodotti di origine animale e degli elevati costi di transazione, e invita la Commissione a sostenerle per rafforzare la resilienza, l'emancipazione dei produttori, la valorizzazione dei coprodotti e il ricambio generazionale e promuovere approcci circolari; chiede che il sostegno della PAC sia adattato alle circostanze delle aziende agricole, in particolare alle aziende agricole di piccole dimensioni e a conduzione familiare, e che sia prevista la possibilità di pagamenti per capo di bestiame nel settore zootecnico; sottolinea la necessità di rafforzare la redditività economica degli agricoltori attraverso la diversificazione e gli strumenti di gestione del rischio per migliorare la competitività, la redditività e la resilienza a lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>osserva che gli agricoltori sono esposti a rischi crescenti e diversificati, quali mercati imprevedibili, cambiamenti climatici e fenomeni meteorologici estremi ad essi legati, malattie animali, tensioni geopolitiche e impatti incerti degli accordi commerciali; invita la Commissione, a tale proposito, sia a rafforzare gli strumenti di gestione delle crisi sia ad aumentare la riserva per le crisi nel settore agricolo nella PAC post-2027 e a combinarla con la creazione di nuovi strumenti finanziari specifici finanziati al di fuori della PAC, in quanto tali misure sono essenziali per affrontare meglio le perdite economiche e i costi aggiuntivi sostenuti dagli agricoltori dell'UE e per garantire loro una maggiore stabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>invita la Commissione a basarsi sull'attuale sostegno della PAC per rafforzare i meccanismi finanziari e socioeconomici; insiste sul fatto che i pagamenti della PAC rimangono essenziali per la continuità del reddito degli allevatori, in particolare per le aziende specializzate nella produzione bovina, lattiero-casearia, ovina e caprina e per quelle che forniscono prestazioni ambientali attraverso il pascolo estensivo; sottolinea la necessità di un periodo transitorio dopo il 2027 per consentire l'adeguamento alle nuove norme; accoglie con favore l'inclusione nel pacchetto omnibus della PAC dell'acquisto di bovini, ovini e caprini di elevato valore genetico tra le spese ammissibili a titolo del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale; invita la Commissione a estendere tale disposizione ai suini di elevato valore genetico a fini di riproduzione, data la loro importanza per la competitività e la resilienza del settore zootecnico europeo; sottolinea la necessità di mantenere almeno lo stesso livello di ambizione nella PAC post-2027; invita infine la Commissione a riconoscere le esigenze specifiche degli allevatori nelle zone densamente popolate e a fornire un adeguato sostegno della PAC, rilevando che uno sviluppo regionale equilibrato può essere rafforzato dal mantenimento del numero di aziende agricole e delle infrastrutture locali quali macelli, fabbriche di mangimi e impianti di trasformazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>chiede che sia incentivato l'allevamento estensivo e basato sul pascolo, in particolare nell'ambito della PAC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>sottolinea la necessità di arrestare e invertire la decapitalizzazione del settore zootecnico e di garantire la piena reciprocità delle norme dell'UE per tutti i prodotti importati; invita la Commissione a elaborare strategie specifiche per garantire condizioni di parità e una maggiore coerenza tra le sue politiche commerciali e di sostenibilità; invita la Commissione e gli Stati membri a tenere maggiormente conto delle specificità del settore agricolo, a garantire la piena reciprocità delle norme dell'UE includendo clausole speculari in sede di conclusione degli accordi commerciali e a salvaguardare l'agricoltura, la produzione alimentare e la salute pubblica europee in tutti gli accordi commerciali; insiste, a tale proposito, sul fatto che gli accordi commerciali internazionali non dovrebbero avere un impatto negativo sull'agricoltura europea e dovrebbero garantire la reciprocità e non comportare rischi per la salute pubblica; sottolinea l'urgenza di adeguare gli interventi di mercato mediante l'aggiornamento dei prezzi di riferimento per le clausole di salvaguardia, in linea con le nuove condizioni di mercato e i nuovi strumenti di gestione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea che gli allevatori dovrebbero anche poter beneficiare del flusso di entrate aggiuntive derivante dalla carboniocoltura; chiede, a tale riguardo, un graduale abbandono dell'attuale sistema incentrato sulle pratiche prescritte e sull'autorizzazione amministrativa iniziale a favore di un quadro di gestione delle emissioni orientato ai risultati, consentendo nel contempo agli allevatori di decidere quali metodi e tecnologie utilizzare, preservando in tal modo la libertà imprenditoriale e garantendo la responsabilità per il conseguimento di tali obiettivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>esorta la Commissione a riesaminare la normativa sulla trasformazione delle carni, ad esempio per quanto riguarda la tecnologia utilizzata per l'ispezione delle carni, e l'armonizzazione degli orientamenti minimi sulla valutazione del tenore di carne, che attualmente limitano il pieno utilizzo della carcassa animale, ad aumentare la trasparenza della catena di approvvigionamento e a garantire un reddito più elevato agli allevatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>osserva che i sistemi di allevamento di bestiame potrebbero, in particolare, trarre vantaggio dalle pratiche e dalle tecnologie che possono essere utilizzate per migliorare la salute e il benessere degli animali e per conseguire incrementi di efficienza, tra cui, ad esempio, sistemi a basso costo, sistemi combinati e l'allevamento di bestiame di precisione, nonché utilizzare nuove tecnologie digitali in grado di migliorare la gestione di animali e sistemi, il benessere degli animali, il trattamento dei dati, la trasparenza lungo la catena alimentare e la tracciabilità; chiede che la Commissione riferisca sulle migliori pratiche in materia di sostenibilità zootecnica e proponga misure concrete a sostegno dell'innovazione, dell'efficienza e della resilienza del settore, compreso un migliore utilizzo delle banche dati comuni esistenti e delle banche dati delle razze e linee genetiche per consentire agli allevatori che lo desiderino di continuare ad allevare alcune vecchie specie; sottolinea il divario di competenze digitali tra le zone rurali e le zone urbane; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che la trasformazione digitale vada a vantaggio degli agricoltori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>sottolinea che gli sforzi verso il miglioramento della produttività degli animali o il conseguimento degli obiettivi climatici non devono andare a scapito della salute e del benessere degli animali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>incoraggia lo sviluppo di politiche che sostengano le aziende agricole a conduzione familiare e i giovani e i nuovi agricoltori nel mantenimento e miglioramento di una produzione zootecnica sostenibile e della produzione zootecnica su piccola scala quale mezzo di sussistenza e sicurezza alimentare; sottolinea che è pertanto necessario sostenere gli agricoltori affinché acquisiscano una posizione consolidata attraverso strumenti finanziari solidi e dedicati, al fine di consentire loro di essere maggiormente in grado di far fronte alle pressioni finanziarie; insiste sull'importanza di strutture collettive quali le cooperative di proprietà e sotto la gestione degli agricoltori e le organizzazioni di produttori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare il sostegno alle regioni ultraperiferiche, le cui condizioni strutturali e geografiche comportano costi molto più elevati per gli agricoltori; invita la Commissione ad aggiornare i finanziamenti del POSEI nel prossimo quadro finanziario pluriennale per tenere conto dell'inflazione dal 2007; rileva che la sola indicizzazione non è sufficiente per far fronte all'aumento dei costi di produzione, trasporto e approvvigionamento; sottolinea che finanziamenti del POSEI adeguati sono essenziali per sostenere l'agricoltura, garantire la redditività delle aziende agricole e sostenere la coesione economica, sociale e territoriale dell'UE, conformemente all'articolo 349 TFUE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>invita la Commissione a riconoscere le esigenze e le sfide specifiche cui devono far fronte gli allevatori nelle regioni montane e svantaggiate, in particolare le regioni insulari, interne, remote e ultraperiferiche, e a garantire un sostegno adeguato attraverso la PAC, in particolare attraverso il sostegno accoppiato, gli interventi settoriali e le misure mirate di sviluppo rurale; sottolinea che il mantenimento dell'allevamento di bestiame nelle zone remote, insulari e svantaggiate contribuisce alla sostenibilità ambientale prevenendo l'abbandono dei terreni, sostenendo la biodiversità e preservando i paesaggi tradizionali, sostiene il reddito degli agricoltori e i mezzi di sussistenza rurali e contribuisce a ripopolare le zone rurali; sottolinea l'importanza di garantire la partecipazione attiva dei rappresentanti delle regioni ultraperiferiche in seno al gruppo di alto livello, visto che le specifiche caratteristiche geografiche, socioeconomiche e produttive di tali regioni presentano sfide proprie che richiedono un'attenzione particolare nel processo di elaborazione delle politiche dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>sottolinea la necessità di una cooperazione globale e del trasferimento di conoscenze innovative a sostegno di sistemi zootecnici sostenibili, in particolare dalle regioni europee con sistemi zootecnici altamente efficienti, indotti da una crescita demografica e un'urbanizzazione rapide;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>esorta gli Stati membri e la Commissione a investire nell'istruzione, nella formazione e nelle infrastrutture che consentono agli agricoltori di attuare pratiche di produzione zootecnica più sostenibili, più efficienti e più rispettose della salute e del benessere degli animali, in particolare la digitalizzazione, la ricerca applicata, il trasferimento di conoscenze, la formazione su strumenti e tecnologie innovativi per l'individuazione precoce e la prevenzione delle malattie epizootiche, come i sistemi di monitoraggio sanitario per il bestiame; sottolinea l'importanza di servizi di consulenza indipendenti a tale riguardo e invita gli Stati membri a sfruttare appieno la PAC per finanziare adeguatamente tali servizi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>chiede norme più semplici in materia di benessere degli animali, che si concentrino sull'aiuto agli allevatori attraverso l'istruzione e il sostegno, anziché su metodi incentrati sull'esecuzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>esorta la Commissione a presentare le sue conclusioni sullo sviluppo di un sistema di etichettatura relativo al benessere degli animali che garantisca ai consumatori un'informazione adeguata e uniforme, evitando in tal modo i rischi per il mercato interno generati dalla proliferazione di regimi locali di benessere degli animali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>sottolinea che, con solo il 12 % delle aziende agricole nell'UE gestite da persone di età inferiore ai 40 anni, la mancanza di giovani agricoltori minaccia la redditività economica, la continuità generazionale e la sostenibilità futura del settore zootecnico europeo; esorta pertanto la Commissione a migliorare l'efficacia del sostegno alle start-up al fine di superare le barriere all'ingresso nel settore zootecnico, in particolare gli elevati costi di avviamento; sottolinea la difficoltà di attrarre giovani agricoltori nel settore zootecnico, che soffre di una mancanza di attrattiva a causa della natura impegnativa del lavoro, dovuta ad esempio agli orari di lavoro prolungati, alle limitate possibilità di assentarsi dal lavoro e alla mancanza di servizi di sostituzione, nonché la necessità di tenere conto del crescente numero di donne che lavorano nelle aziende zootecniche promuovendo misure e opportunità inclusive sotto il profilo del genere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>accoglie con favore la strategia della Commissione per il ricambio generazionale; invita la Commissione a formulare raccomandazioni ed esaminare soluzioni per affrontare i principali ostacoli all'insediamento dei giovani allevatori, in particolare gli elevati investimenti iniziali nelle infrastrutture, la difficoltà di accedere ai terreni, soprattutto a causa delle differenze tra gli Stati membri, l'accesso limitato al credito, la carenza di manodopera, le questioni relative alla gestione dei rischi, la prevenzione e il controllo delle malattie degli animali e gli oneri burocratici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>invita la Commissione a valutare la possibilità di concedere maggiori pagamenti diretti ai giovani agricoltori; sottolinea inoltre la necessità di creare condizioni adeguate per un pensionamento dignitoso; sottolinea che agevolare l'accesso al credito e ai terreni, in particolare negli Stati membri con elevati prezzi dei terreni, aumentare gli investimenti nella qualità del bestiame e migliorare i servizi nelle zone rurali sono condizioni essenziali per attrarre e trattenere una nuova generazione di agricoltori; sottolinea che la raccomandazione rivolta agli Stati membri di destinare il 6 % del bilancio della PAC al ricambio generazionale non è sufficientemente vincolante per garantire un sostegno sufficiente ai giovani agricoltori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>accoglie con favore la presentazione da parte della Commissione della strategia dell'UE per la bioeconomia; invita la Commissione a riconoscere il ruolo dell'allevamento di bestiame innovativo nella promozione della circolarità e a sfruttare appieno il potenziale della produzione di energia, in particolare il biogas e il biometano, l'uso del digestato come fertilizzante a base biologica e la valorizzazione dei sottoprodotti della zootecnia attraverso il settore dell'eliminazione delle carcasse di animali, al fine di fornire ulteriori fonti di reddito agli allevatori; sottolinea che le zone ad alta densità di bestiame, in particolare, svolgono un ruolo importante nella bioeconomia, in quanto la loro vicinanza alle aree urbane e le brevi distanze consentono una cooperazione circolare nel potenziamento dei flussi di rifiuti umani e nel trattamento dei flussi di rifiuti agricoli;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a individuare opportunità di finanziamento adeguate e a lungo termine per le misure preventive e di compensazione per gli agricoltori, che possono includere, tra l'altro, la PAC, non solo per le perdite subite e i costi sostenuti a seguito di attacchi di grandi carnivori, ma anche per le misure di mitigazione, compresi i servizi di consulenza, la condivisione delle conoscenze e la formazione per gli agricoltori sulla coesistenza tra bestiame erbivoro e grandi predatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>sottolinea che la modifica mirata della direttiva Habitat<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/1992/43/oj).</FIELD></FOOTNOTE> per allineare la legislazione dell'UE al livello di protezione del lupo nella convenzione di Berna aggiornata mira a fornire maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni di lupi in tutta l'UE e a ridurre al minimo gli impatti socioeconomici; sottolinea la necessità di tenere conto dell'elevata mobilità transfrontaliera delle specie e del fatto che lo stato di conservazione delle diverse popolazioni della stessa specie può variare da una regione all'altra; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare ulteriormente la collaborazione transfrontaliera su tali questioni;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sostenibilità ambientale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>riconosce il ruolo essenziale dell'allevamento di bestiame, in particolare dei sistemi basati sul pascolo, nel mantenere sistemi agricoli circolari, nel migliorare i servizi ecosistemici e nel fornire servizi climatici e ambientali mediante il sequestro del carbonio, il miglioramento della qualità dell'acqua e della salute del suolo, la protezione della biodiversità, la fornitura di habitat per specifici tipi di fauna e flora, il mantenimento di paesaggi diversificati e aperti, in particolare nelle zone montane, e l'utilizzo di terre marginali che non sono adatte alla produzione di cibo destinato all'alimentazione umana; sottolinea che le specie monogastriche, come il pollame e i suini, possono migliorare ulteriormente la circolarità attraverso l'incorporazione di prodotti dei flussi di rifiuti nei loro mangimi e il riciclaggio della biomassa, mentre il loro letame fornisce una preziosa fonte di fertilizzanti naturali per la produzione vegetale; sottolinea che riduzioni significative delle mandrie possono compromettere tali funzioni ecosistemiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>invita la Commissione a proporre strumenti per rafforzare il ruolo della produzione zootecnica nel mantenimento di pascoli che sono importanti per l'ambiente e la stabilità climatica attraverso sistemi agricoli più efficienti, migliorare la sostenibilità dei sistemi zootecnici aumentandone l'efficienza e garantire redditi più elevati per i lavoratori del settore zootecnico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>evidenzia l'importanza di integrare la zootecnia in modelli agricoli sostenibili, inclusi i sistemi pluricolturali, garantendo flussi di nutrienti equilibrati e riducendo al minimo la concorrenza in termini di risorse; sottolinea l'importanza di un utilizzo efficiente del bestiame per bilanciare la sostenibilità e il fabbisogno alimentare ed evidenzia i vantaggi del pascolo turnato e a rotazione intensiva in termini di produttività del pascolo e del foraggio, assorbimento del carbonio, qualità del suolo, biodiversità e resilienza alla siccità; sottolinea la necessità di aumentare la consapevolezza dei benefici ambientali apportati da animali ben gestiti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>invita la Commissione ad aumentare le possibilità per gli Stati membri di sostenere gli agricoltori nella conservazione dei paesaggi attraverso la PAC, riducendo nel contempo gli ostacoli normativi al pieno utilizzo dei pascoli e garantendo una maggiore protezione dei terreni agricoli nell'UE dal consumo di suolo, dal degrado e dagli usi non agricoli concorrenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>sottolinea quanto sia importante che i sistemi agricoli integrino la produzione agricola con l'allevamento di animali al fine di facilitare il riciclaggio dei nutrienti favorendo i fertilizzanti organici rispetto a quelli sintetici, ridurre il consumo di sostanze chimiche e migliorare la fertilità del suolo e la biodiversità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>invita la Commissione, riconoscendo nel contempo l'importanza strategica della produzione di fertilizzanti convenzionali nell'UE per la competitività europea, a sostenere l'uso di letame su determinate colture e ad accelerare l'approvazione e l'adozione di prodotti fertilizzanti alternativi, quali il digestato e i materiali RENURE, al fine di migliorare il riciclaggio dei nutrienti, ridurre la dipendenza dai fertilizzanti sintetici importati da paesi terzi e promuovere la circolarità all'interno dei sistemi di zootecnici; riconosce il ruolo strategico del settore zootecnico nel ridurre la dipendenza da fattori di produzione sintetici e osserva che il miglioramento dell'uso sia del digestato sia del RENURE contribuisce non solo all'economia circolare, ma anche alla decarbonizzazione dell'economia dell'UE riducendo le emissioni di gas a effetto serra, sostenendo la produzione di energia rinnovabile e riducendo la dipendenza dell'UE dai combustibili fossili importati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>accoglie con favore la proposta della Commissione di una revisione mirata della direttiva sui nitrati<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (GU L 375 del 31.12.1991, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/1991/676/oj).</FIELD></FOOTNOTE> per consentire l'uso dei fertilizzanti RENURE al di sopra del limite fissato per l'applicazione di letame e per allinearlo alle più recenti evidenze scientifiche e alle pratiche innovative di fertilizzazione, compreso l'uso di letame in modo da promuovere una gestione circolare dei nutrienti, continuando nel contempo a proteggere la qualità dell'acqua; fa riferimento a recenti studi sui benefici e sull'impatto neutro sulla qualità dell'acqua delle deroghe concesse agli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>invita la Commissione a garantire prezzi equi o una dovuta compensazione per gli allevatori, dato l'aumento del costo dei fertilizzanti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>invita la Commissione a investire nell'innovazione e nelle infrastrutture che consentono l'uso più ampio di fertilizzanti derivati dal letame e di biogas proveniente dall'allevamento di bestiame, in linea con gli obiettivi dell'UE in materia di clima ed energia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>invita la Commissione a ripensare il modo in cui i prodotti agricoli, i sottoprodotti e i prodotti residui vengono classificati al fine di facilitare il loro utilizzo come prodotti di base; sottolinea che gli animali d'allevamento sono insostituibili per l'economia circolare legata al settore agricolo e sottolinea la necessità di un migliore riconoscimento del contributo dell'allevamento di bestiame alla bioeconomia attraverso un approccio più globale ai cicli dei nutrienti e del carbonio in tutti gli ambiti di produzione alimentare e non alimentare; invita la Commissione a basarsi sui risultati della ricerca nel suo approccio al settore zootecnico e ad agevolare le attività di ricerca nello sviluppo di mangimi circolari; invita la Commissione a riesaminare le normative sui sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano, al fine di semplificare l'uso di prodotti a basso rischio, come la lana;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>mette in guardia contro le politiche basate su un approccio unico e volte alla riduzione su larga scala del patrimonio zootecnico, che potrebbero aggravare il degrado ambientale e minacciare la resilienza del sistema alimentare; osserva, in particolare, che la riduzione del numero di ruminanti potrebbe portare a un cambiamento della destinazione dei suoli con effetti negativi, tra cui l'abbandono dei terreni, lo sviluppo forestale, la perdita di biodiversità e l'aumento del rischio di incendi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>chiede maggiori investimenti nella ricerca e nell'innovazione per ottimizzare la produzione vegetale e le pratiche di gestione del bestiame e ridurre l'impronta ecologica della zootecnia, anche per quanto riguarda la selezione vegetale e animale, l'alimentazione, il pascolo e il letame e le tecniche di gestione dei campi che migliorano i risultati in termini di sostenibilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>sottolinea l'importanza di una strategia che tenga conto dell'intero ciclo agricolo, sostenga una pianificazione ottimale della rotazione delle colture, massimizzi l'uso dei seminativi e migliori e personalizzi la composizione dei mangimi coltivati dagli agricoltori, a partire dalle varietà vegetali che consentono di ridurre le emissioni; sottolinea l'importanza di ripristinare la libertà imprenditoriale nel settore agricolo, consentendo agli agricoltori di sviluppare e scegliere i sistemi di ventilazione, stabulazione e alimentazione adattati alle loro circostanze specifiche e più idonei per i loro sistemi di produzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire che i quadri normativi relativi alla zootecnia siano sviluppati in modo trasparente, sulla base di solidi dati scientifici, con il pieno coinvolgimento delle parti interessate, in particolare delle organizzazioni che rappresentano gli agricoltori e gli allevatori, e con scenari a lungo termine che consentono un adattamento progressivo; raccomanda che il processo decisionale sia sostenuto da vere consultazioni pubbliche, studi d'impatto dettagliati e meccanismi di feedback continui per garantire un'attuazione efficace e accettata a livello locale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>chiede che sia previsto un maggiore margine politico di manovra per facilitare un approccio basato sugli obiettivi, attraverso un'analisi comparativa basata sulle aziende agricole anziché misure dall'alto verso il basso, il che significa che gli agricoltori dovrebbero essere liberi di scegliere le misure da adottare, a condizione che contribuiscano agli obiettivi fissati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>invita la Commissione a proporre strumenti per rafforzare il ruolo della produzione zootecnica nel mantenimento di pascoli importanti per l'ambiente e la stabilità climatica attraverso sistemi agricoli più estensivi, nonché a migliorare la sostenibilità dei sistemi intensivi;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Dimensione sociale dell'allevamento di bestiame e sfide specifiche per settore</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>sottolinea che lo sviluppo delle politiche zootecniche deve essere saldamente ancorato ai più elevati standard scientifici, assicurando una comprensione equilibrata e globale dei contributi e delle sfide associati all'allevamento di bestiame;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>sottolinea l'importanza di una comunicazione scientifica trasparente, accessibile e basata su dati concreti per contrastare la misinformazione e i pregiudizi ideologici nei dibattiti pubblici sulla produzione e sul consumo di bestiame e carne; sottolinea, a tale proposito, che l'Organizzazione mondiale della sanità incoraggia il consumo di proteine animali nell'ambito di una dieta completa ed equilibrata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>sottolinea che le decisioni politiche e le percezioni sociali dovrebbero basarsi su solide prove scientifiche che riflettano la diversità dei sistemi di produzione, il loro contributo all'alimentazione umana, all'economia rurale e alla sostenibilità ambientale, promuovendo in tal modo un'immagine più positiva del settore zootecnico, e che, a tal fine, è essenziale rafforzare il dialogo tra scienza, responsabili politici, produttori e consumatori incoraggiando un approccio informato, equilibrato e non polarizzato al ruolo dell'allevamento nella società europea; sottolinea l'importanza di informare i consumatori sui benefici del consumo di proteine animali nell'ambito di una dieta completa ed equilibrata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>accoglie con favore la proposta della Commissione di riaprire la questione delle denominazioni della carne utilizzate per designare la carne e i tagli di carne, al fine di proteggere i prodotti di origine animale, e di vietarne l'uso per etichettare i prodotti di origine non animale, e ritiene che tale disposizione dovrebbe applicarsi ai prodotti derivati dalla coltura cellulare e ai prodotti ibridi costituiti da una miscela di proteine animali e vegetali; ricorda che per i prodotti lattiero-caseari è prevista una protezione simile; Sottolinea che l'etichettatura chiara, corretta e trasparente è essenziale per fornire e rafforzare una reale trasparenza e promuovere la qualità dei prodotti di origine animale dell'UE, anche valorizzandone le etichette riconosciute e le filiere corte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>esorta i responsabili politici a tutti i livelli a sostenere norme basate su dati concreti nell'elaborazione di orientamenti alimentari, riconoscendo pienamente l'importanza nutrizionale, culturale ed economica della carne, dei prodotti lattiero-caseari e delle uova, tenendo conto al contempo dell'accessibilità economica e dell'effettivo apporto proteico garantiti dai prodotti di origine animale nelle diverse regioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>invita la Commissione a rivedere il regolamento (UE) n. 1169/2011<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione (GU L 304 del 22.11.2011, pag. 18, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1169/oj).</FIELD></FOOTNOTE> al fine di introdurre un'etichettatura di origine obbligatoria per tutti i prodotti a base di carne immessi sul mercato dell'UE, anche qualora la carne non sia l'ingrediente principale, indicando chiaramente l'origine UE/non UE; invita la Commissione a valutare la fattibilità dell'introduzione di un'indicazione obbligatoria del paese di origine della carne quando è utilizzata come ingrediente nei prodotti trasformati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>invita la Commissione a collaborare con gli scienziati per presentare studi sugli effetti dei sostituti alimentari; mette in guardia contro la promozione acritica di sostituti alimentari inadeguati dal punto di vista nutrizionale e ambientale come sostituti di alimenti tradizionali di origine animale, compresi quelli che non forniscono gli stessi composti bioattivi o micronutrienti essenziali presenti nella carne naturale di animali sani allevati in sistemi di alta qualità, e in particolare mette in guardia contro la loro inclusione nei panieri alimentari per bambini e giovani nelle scuole; osserva che gli alimenti tradizionali di origine animale, insieme agli alimenti di origine vegetale, possono contribuire a una dieta equilibrata e nutriente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>chiede che la Commissione effettui una valutazione d'impatto globale sulla base delle evidenze scientifiche più recenti e di un'adeguata consultazione di tutte le parti interessate prima di presentare nuove proposte legislative riguardanti il settore agricolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il crescente impulso a promuovere i cosiddetti alimenti sintetici, come le proteine prodotte in laboratorio, senza prove scientifiche irrefutabili circa la loro sicurezza, la fattibilità industriale o i benefici ambientali; mette in risalto la necessità di effettuare adeguate valutazioni d'impatto basate su prove scientifiche e che tengano conto di tutti gli aspetti relativi alla sicurezza, all'impatto ambientale, alle implicazioni di mercato e alla protezione dei consumatori prima di proporre qualsiasi nuovo quadro normativo per le tecnologie alimentari emergenti, in particolare per quanto riguarda un'etichettatura chiara e adeguata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>sottolinea il ruolo ecologico dei ruminanti e il valore nutrizionale della carne naturale e sottolinea che la produzione di alimenti sintetici dipende in larga misura da processi altamente industrializzati e ad alta intensità energetica che richiedono livelli significativi di fattori di produzione chimici, il che è in contrasto con i principi di sostenibilità propugnati dall'UE; sottolinea che attualmente gli alimenti sintetici non sono né una soluzione praticabile né un'alternativa sicura alla produzione agro-zootecnica tradizionale e che la loro promozione potrebbe mettere a repentaglio migliaia di aziende agricole a conduzione familiare; invita la Commissione a effettuare valutazioni rigorose e indipendenti dei prodotti alimentari sintetici per quanto riguarda gli impatti sanitari, ambientali e socioeconomici, unitamente alle preoccupazioni in materia di protezione dei consumatori e agli impatti sull'agricoltura e sulla produzione zootecnica tradizionali; chiede che i quadri normativi esistenti siano chiaramente incentrati sulla protezione dei consumatori, dei produttori europei e delle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>sottolinea il ruolo essenziale del settore zootecnico nel contribuire alla sicurezza alimentare, alla creazione di posti di lavoro, alla salvaguardia e alla promozione delle produzioni locali e la stabilità economica in tutta l'UE; riconosce il ruolo dell'allevamento in senso più ampio, non solo come prestatore di servizi alimentari e ambientali, ma anche come fattore trainante della responsabilità sociale, di condizioni di lavoro dignitose e dello sviluppo rurale; sottolinea l'importanza dell'indicatore di risultato della PAC (I.24), dal titolo "Contribuire all'occupazione nelle zone rurali", per il fatto che concentra l'attenzione sul ruolo dell'allevamento, in particolare delle aziende a conduzione familiare e su piccola scala;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>sottolinea che, in assenza di finanziamenti adeguati, il settore diventerà sempre meno attraente per i giovani, con il rischio non solo di perdere posti di lavoro, ma anche di ridurre la competitività nutrizionale e sociale dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>sottolinea l'importanza di riconoscere e sottolineare il ruolo fondamentale svolto dalle donne nelle aziende zootecniche in cui, oltre al lavoro agricolo quotidiano, sono spesso responsabili della gestione e della trasmissione delle conoscenze tra le generazioni; sottolinea, a tale proposito, che l'agricoltura familiare, nella quale le donne e la famiglia svolgono un ruolo centrale, è la spina dorsale della produzione zootecnica europea e dovrebbe essere sostenuta da politiche specifiche che ne riconoscano l'importanza economica, sociale e culturale; ritiene pertanto che le politiche pubbliche europee dovrebbero includere una prospettiva di genere più efficace promuovendo misure mirate a sostegno delle agricoltrici, garantendo pari opportunità, visibilità dei loro contributi e un migliore accesso alla formazione, ai finanziamenti e alla rappresentanza nei processi decisionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>sottolinea il ruolo essenziale dell'agricoltura e della produzione zootecnica nel fornire benefici sociali alle comunità in termini di mantenimento degli spazi aperti, istruzione e fornitura di assistenza alle persone con esigenze specifiche sotto forma di "agricoltura sociale" presso le aziende agricole; sottolinea la necessità di mantenere l'agricoltura e la produzione zootecnica in tutte le regioni dell'UE, di agevolare specificamente tali forme di "agricoltura sociale" e di remunerare in misura adeguata gli agricoltori per il loro lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>sottolinea l'importanza della salute mentale e del benessere degli allevatori e chiede l'inclusione di misure di sostegno psicologico, semplificazione amministrativa e misure volte all'equilibrio tra vita professionale e vita privata, nonché misure per lottare contro l'isolamento nei futuri strumenti della PAC;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Malattie degli animali</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>sottolinea che le malattie degli animali hanno conseguenze economiche, ambientali e sul benessere animale significative sia a livello di azienda agricola che a livello subnazionale, nazionale e regionale; evidenzia che il loro impatto sulla produzione zootecnica sarà ulteriormente aggravato dall'aumento delle temperature, dalla velocità del vento e dagli eventi climatici estremi sempre più frequenti nell'UE, tutti aspetti che devono essere affrontati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare il monitoraggio e le misure preventive per evitare la trasmissione, all'interno dell'UE, di malattie animali provenienti sia dall'UE che da paesi terzi e chiede una valutazione sistematica delle vulnerabilità in materia di biosicurezza nell'UE, con particolare attenzione ai percorsi di ingresso per le malattie note e nuove;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>sottolinea che, nell'UE, l'eventuale inadempienza in fatto di prevenzione o di controllo delle malattie degli animali in uno Stato membro può avere immediate ripercussioni sugli altri e richiede una risposta coordinata; evidenzia, pertanto, l'importanza e la convenienza economica della prevenzione, in particolare riguardo alla vaccinazione, dell'accertamento precoce, della preparazione, dell'opportuno scambio di informazioni e del coordinamento tra Stati membri, nonché degli strumenti di compensazione economica per gli allevatori che subiscono danni diretti e indiretti dall'applicazione delle misure sanitarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a fornire le risorse necessarie per attuare programmi di prevenzione e controllo efficaci ed efficienti, compreso il sostegno finanziario, veterinario, tecnico e amministrativo, nonché la ricerca nella selezione genetica degli animali che mostrano resistenza alle malattie emergenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>sottolinea l'importanza di intraprendere azioni tempestive ed efficaci per controllare la diffusione delle malattie animali; invita la Commissione a rafforzare un apposito meccanismo di allarme rapido e di risposta da attivare in caso di focolai sospetti o confermati di malattie animali al fine di garantire lo scambio di informazioni in tempo reale tra le autorità nazionali e la Commissione sulla situazione epidemiologica, agevolare il coordinamento delle misure di valutazione del rischio e di controllo tra gli Stati membri e garantire un'adeguata comunicazione a tutte le parti interessate, in particolare gli allevatori e i consumatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>accoglie con favore il fatto che entro il 2023 l'UE abbia già raggiunto la metà del suo obiettivo per il 2030 di ridurre del 50 % la vendita e l'uso di antimicrobici in medicina veterinaria nel 2023; mette in risalto la necessità di portare avanti tali sforzi e di sviluppare un approccio coordinato dell'UE in materia di prevenzione e individuazione delle malattie animali con misure di monitoraggio precoce, vaccinazione e biosicurezza, al fine di evitare un aumento delle malattie animali che potrebbe compromettere il conseguimento dell'obiettivo di riduzione degli antimicrobici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>sottolinea l'importanza di sviluppare strumenti diagnostici avanzati e di mettere a punto tecniche di modellizzazione predittiva e di decontaminazione; chiede alla Commissione di considerare un ulteriore rafforzamento di norme rigorose in materia di sanità animale a livello dell'UE per salvaguardare l'allevamento, comprese disposizioni per la riduzione o l'esclusione delle popolazioni di animali selvatici che presentano rischi di malattie infettive e per la vaccinazione mirata degli animali, ove necessario, a integrazione di una selezione e di una riproduzione responsabili del bestiame, che possono contribuire a ridurre l'incidenza delle malattie endemiche ed emergenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>invita la Commissione a riconoscere il ruolo del settore dei medicinali veterinari e a sostenerlo nei suoi sforzi volti a portare le biotecnologie dai laboratori alle aziende agricole, accelerando e razionalizzando i processi normativi, finanziando e potenziando le biotecnologie per la salute animale, informando gli allevatori e il pubblico in generale in merito ai loro benefici, migliorando il livello delle competenze della forza lavoro e riqualificandola e favorendo la raccolta di dati e l'uso dell'intelligenza artificiale nelle aziende agricole e nel settore della salute animale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>invita la Commissione a migliorare il monitoraggio e la rendicontazione di tali costi, sia diretti che indiretti, in modo da accrescere l'efficacia e la rapidità delle misure di sostegno dell'UE e degli Stati membri; osserva, a tale proposito, che la FAO ha sviluppato un nuovo strumento, noto come OutCosT (strumento per la determinazione dei costi delle epidemie), che consente ai paesi di valutare l'onere finanziario associato ai focolai di malattie animali e alle misure per controllarli;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>sostiene l'invito, rivolto alla Commissione da un gruppo di Stati membri, ad adeguare l'approccio dell'UE alla lotta contro le malattie animali usando la vaccinazione, laddove possibile e a seconda delle specie e delle malattie, come misura preventiva e nel quando di un pacchetto di strumenti più ampio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>sottolinea, tuttavia, che la vaccinazione è ancora più efficace se integrata da misure di biosicurezza e sorveglianza; sottolinea che le misure di vaccinazione devono essere combinate con programmi di selezione genetica per la resistenza immunologica, in particolare per le razze autoctone e nelle zone vulnerabili, ai fini di una protezione a lungo termine; sottolinea che gli sforzi in tale ambito devono essere intensificati e sostenuti mediante vaccini accessibili ed economicamente sostenibili, misure in materia di biosicurezza che siano correttamente calibrate rispetto al livello di rischio e finanziamenti supplementari e dedicati per gli agricoltori colpiti in tutti gli Stati membri ai sensi della politica agricola comune post-2027;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>89.</NO.P>sottolinea l'importanza di un approccio coordinato alla salute animale che includa investimenti proattivi nella ricerca, nei sistemi di monitoraggio, nello sviluppo di vaccini e nelle opzioni di trattamento terapeutico per gestire le malattie note ed emergenti; riconosce lo sviluppo della distinzione tra animali infetti e vaccinati, i cosiddetti vaccini (<STRING ITALIC="on">Differentiating Infected from Vaccinated Animals</STRING> – DIVA), che consentono di distinguere tra gli animali che sono stati infettati da un agente patogeno e quelli che sono stati vaccinati contro di esso; invita pertanto la Commissione a tenere conto dei più recenti sviluppi scientifici e a rivedere il regolamento (UE) 2016/429<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, relativo alle malattie animali trasmissibili e che modifica e abroga taluni atti in materia di sanità animale ("normativa in materia di sanità animale") (GU L 84 del 31.3.2016, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2016/429/oj).</FIELD></FOOTNOTE> al fine di creare una nuova categoria di stato sanitario denominata "indenne da malattia con vaccinazione"; invita la Commissione a promuovere gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo sui vaccini DIVA attraverso Orizzonte Europa e ad accelerarne la diffusione tra gli allevatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>90.</NO.P>invita la Commissione a sostenere gli investimenti nella biosicurezza nelle aziende agricole attraverso maggiori finanziamenti, anche al di fuori della PAC; Invita, inoltre, la Commissione a rafforzare le misure in materia di salute degli animali nel settore agricolo dell'UE coordinando la ricerca, l'acquisto congiunto, lo stoccaggio e la fornitura di vaccini veterinari e nuovi antigeni e reagenti diagnostici e medicinali veterinari immunologici a livello dell'UE mediante un meccanismo di preparazione e accertamento precoce, nonché promuovendo lo sviluppo di tali vaccini nell'UE; invita la Commissione a finanziare adeguatamente tale meccanismo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>91.</NO.P>incoraggia la costituzione di scorte strategiche per consentire una risposta più rapida in caso di nuove epidemie; sottolinea la necessità urgente di istituire un sistema centralizzato e armonizzato di banche dati relative alle vaccinazioni animali in tutti gli Stati membri; sottolinea che tale sistema migliorerebbe la tracciabilità e la sorveglianza delle malattie, favorirebbe una risposta tempestiva ai focolai e contribuirebbe all'efficacia complessiva delle politiche dell'UE in materia di salute animale e sicurezza alimentare; osserva che una banca dati completa sulle vaccinazioni faciliterebbe la cooperazione transfrontaliera, garantirebbe il rispetto delle norme dell'UE e fornirebbe informazioni preziose per l'elaborazione delle politiche, la ricerca e la gestione sostenibile della salute del bestiame;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>92.</NO.P>sostiene la ricerca sulle nuove tecnologie per l'inattivazione dei virus nei prodotti alimentari, come la lavorazione ad alta pressione, che ha dato risultati promettenti come metodo per preservare la sicurezza e la qualità degli alimenti; sottolinea l'importanza di diete animali e formulazioni di mangimi specifiche per prevenire la diffusione di determinate malattie e per migliorare la salute e la resilienza complessive degli animali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>93.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri a sostenere e a collaborare con le autorità regionali e consultare gli allevatori nell'elaborazione e nell'attuazione di piani di prevenzione, vaccinazione e mitigazione di tali malattie, evitando il più possibile l'abbattimento degli animali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>94.</NO.P>chiede una maggiore collaborazione tra l'UE, i portatori di interessi del settore e i partner internazionali, al fine di garantire che le risorse siano assegnate in modo efficace e che le conoscenze siano condivise per migliorare la gestione e la prevenzione delle malattie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>95.</NO.P>invita la Commissione a incrementare i finanziamenti dell'UE a favore dei regimi di eradicazione e controllo negli Stati membri; raccomanda l'istituzione di sistemi globali di sostegno economico, tra cui regimi di compensazione che coprano l'intera catena di approvvigionamento, per garantire che tutte le parti interessate, soprattutto gli allevatori, ricevano un'assistenza adeguata; sottolinea che, in caso di gravi focolai di malattie animali che comportino perdite economiche significative, occorre mettere a disposizione aiuti finanziari accelerati per ridurre l'incertezza e mantenere la continuità economica; invita gli Stati membri a razionalizzare la valutazione delle domande di sostegno, a eliminare gli ostacoli amministrativi superflui e a fissare scadenze chiare per l'erogazione degli aiuti in modo da aiutare gli agricoltori a pianificare e stabilizzare meglio le loro attività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>96.</NO.P>è favorevole alla proposta formulata dalla Commissione, nel suo pacchetto del 2025 per la semplificazione e la competitività della PAC, di potenziare la capacità della PAC di fornire un sostegno finanziario e pratico agli agricoltori colpiti da calamità naturali, eventi meteorologici avversi legati al clima o malattie degli animali introducendo un ulteriore pagamento in caso di crisi, che gli Stati membri potrebbero mobilitare nell'ambito dei fondi per lo sviluppo rurale; ritiene che la futura PAC debba anche sostenere attivamente la capacità degli agricoltori di far fronte alla diffusione delle malattie animali e delle epidemie, in particolare prevedendo una dotazione notevolmente più ampia per gli strumenti di gestione delle crisi e per la riserva in caso di crisi nel settore agricolo che possa essere attivata rapidamente ed efficacemente a sostegno degli agricoltori colpiti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>97.</NO.P>invita gli Stati membri integrare tale iniziativa sviluppando ulteriormente sistemi di gestione dei rischi adatti alle situazioni di crisi collegate alle malattie degli animali, fra cui un accesso facilitato a regimi assicurativi e fondi di mutualizzazione specifici; chiede alla Commissione di proporre la creazione di un nuovo strumento europeo di riassicurazione che permetta di coprire i rischi associati alle nuove epizoozie e assicuri che tutte le aziende agricole abbiano accesso a contratti di assicurazione per tutelarsi dalle epizoozie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>98.</NO.P>invita la Commissione a valutare la fattibilità dell'istituzione di un Fondo europeo per la salute degli animali, al fine di fornire un sostegno rapido ed equo in caso di epidemie; sottolinea che, alla luce dei rischi posti dalle varie malattie animali, è essenziale stanziare fondi per il miglioramento genetico degli animali al fine di creare razze più resistenti alle malattie, rafforzando in tal modo la sicurezza alimentare dell'UE di fronte a potenziali crisi sanitarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>99.</NO.P>esorta la Commissione a collaborare con i partner commerciali internazionali per assicurare che i divieti commerciali regionalizzati e i trattamenti di inattivazione riconosciuti, come la cottura e la lunga stagionatura, siano accettati, riducendo i danni economici superflui per l'industria zootecnica dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>100.</NO.P>esorta inoltre la Commissione a valutare la fattibilità, in alcuni casi specifici, del meccanismo di compartimentazione basato sulle pratiche di gestione e allevamento relative alla biosicurezza, verificandone l'applicabilità nel contesto internazionale e insieme ai partner commerciali dell'UE più affidabili.</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>101.</NO.P>esorta la Commissione a valutare i rischi derivanti dal crescente numero di ungulati selvatici, nonché le relative implicazioni per la salute degli animali, la salute pubblica e la biodiversità; ritiene necessaria, a tale proposito, l'attuazione di misure orizzontali volte a gestire adeguatamente tale sovrappopolazione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Aspetti commerciali</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>102.</NO.P>sottolinea che il settore zootecnico dell'UE è particolarmente vulnerabile a diversi shock esterni, tra cui crisi sanitarie, eventi meteorologici estremi, volatilità dei prezzi e interruzioni delle catene di approvvigionamento, nonché alla crescente concorrenza dei paesi terzi, i cui prodotti non sempre sono conformi alle rigorose norme dell'UE in materia di ambiente, benessere degli animali, salute e sicurezza alimentare, il che spiega perché gli agricoltori dell'UE hanno espresso da tempo preoccupazione per la mancanza di reciprocità e la concorrenza globale sleale; sottolinea pertanto la necessità di garantire condizioni di concorrenza eque sul mercato internazionale per tutelare la redditività economica delle imprese europee e garantire norme reciproche negli accordi commerciali; chiede pertanto che, in sede di conclusione degli accordi commerciali, si tenga conto della vulnerabilità del settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>103.</NO.P>chiede la creazione di uno strumento speciale nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, che miri fornisca supporto mirato ai settori agricoli, compreso il settore zootecnico, che potrebbero subire perturbazioni o richiedere adeguamenti in conseguenza degli effetti degli accordi commerciali in atto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>104.</NO.P>sottolinea che, in un contesto in cui il consumo di prodotti animali e di carne nell'UE è – nella migliore delle ipotesi – stagnante, la domanda globale di proteine animali probabilmente aumenterà, è opportuno riconoscere l'importanza economica delle esportazioni e del posizionamento dell'UE come regione leader a livello mondiale per un'agricoltura rispettosa del clima e orientata al benessere degli animali, che esporta conoscenze, tecnologie e pratiche per la transizione verso la sostenibilità sui mercati mondiali, assicurando nel contempo la sovranità alimentare dell'UE; sottolinea che ciò potrebbe stimolare la ricerca, l'innovazione, gli investimenti e l'occupazione; sottolinea che, in tale contesto, gli investimenti nel miglioramento della qualità del bestiame e della tracciabilità genetica stanno diventando essenziali per soddisfare la domanda globale di prodotti animali ad alto valore nutrizionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>105.</NO.P>deplora il fatto che le norme e gli obiettivi ambiziosi dell'UE in materia di salute, benessere degli animali e ambiente e altre norme e obiettivi di sostenibilità non siano sempre condivisi all'insegna della reciprocità dai nostri partner commerciali; insiste sul fatto che gli allevatori dell'UE non competono in condizioni di parità con i produttori di paesi terzi, sia nei mercati internazionali che nel mercato interno dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>106.</NO.P>osserva che, sebbene tutte le importazioni di prodotti alimentari immessi sul mercato dell'UE debbano rispettare le pertinenti e rigorose norme dell'UE relative ai prodotti finali, che sono applicabili indipendentemente dal fatto che il prodotto sia di produzione nazionale o di importazione, i requisiti di produzione ("processi e metodi di produzione") non vengono generalmente imposti ai prodotti di importazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>107.</NO.P>insiste sul fatto che, in linea con le conclusioni della Commissione sull'applicazione delle norme sanitarie e ambientali dell'UE ai prodotti agricoli e agroalimentari di importazione, vi è margine d'intervento per perseguire l'applicazione dei requisiti sanitari, ambientali e in materia di benessere degli animali riguardanti i processi e i metodi di produzione ai prodotti di importazione, in modo compatibile con le norme dell'OMC; riconosce che, prima di applicare le norme di produzione alle importazioni, è sempre fondamentale effettuare una valutazione caso per caso, come indicato nella relazione della Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>108.</NO.P>invita la Commissione a garantire una maggiore coerenza tra le sue politiche commerciali e di sostenibilità includendo la reciprocità delle norme ambientali, di benessere degli animali e di salute animale, attraverso clausole speculari, in tutti gli accordi commerciali negoziati, al fine di garantire che i prodotti importati che non rispettano le norme dell'UE non siano immessi sul mercato dell'Unione; invita la Commissione ad assicurare e rafforzare debiti controlli rigorosi sulle importazioni per tutelare i produttori nazionali e i consumatori europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>109.</NO.P>invita la Commissione a rafforzare la sua politica di promozione di un'Unione ben finanziata, aumentando il suo bilancio per i prodotti agricoli dell'UE, compresi i prodotti di origine animale, e a garantire un sostegno costante alle indicazioni geografiche nel commercio internazionale come pilastro fondamentale della qualità, della tracciabilità e dello sviluppo rurale; sottolinea che il settore zootecnico è responsabile di una quota significativa delle indicazioni geografiche europee, compresi prodotti quali formaggi, salumi, prosciutti e carni fresche, che sono il risultato di conoscenze tramandate di generazione in generazione e di metodi di produzione strettamente legati alle loro regioni di origine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>110.</NO.P>evidenzia che le denominazioni di qualità non solo danno risalto al lavoro dei produttori, ma tutelano anche le pratiche tradizionali, promuovono la diversità della gastronomia europea e contribuiscono a preservare l'identità culturale dei siti di produzione; sottolinea inoltre l'importanza di un'etichettatura chiara e accurata per migliorare la tracciabilità dei prodotti e proteggere i consumatori da pratiche di commercializzazione ingannevoli, sia all'esterno dell'UE che al suo interno, come l'uso di denominazioni "che suonano europee" o che somigliano a certe altre denominazioni, suggerendo falsamente l'idea che i prodotti siano di origine o di qualità europea o locale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>111.</NO.P>invita la Commissione a continuare a sostenere gli agricoltori nei loro sforzi per conformarsi alle norme dell'UE, al fine di evitare una perdita di competitività e una conseguente delocalizzazione della produzione dell'UE in paesi terzi con benessere animale, produzione e standard sociali inferiori e a garantire che i produttori abbiano accesso a finanziamenti per migliorare la genetica del bestiame, affinché si rafforzi la competitività attraverso la qualità anziché la quantità;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°     °</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>112.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>